lunedì 11 dicembre 2017

Il suono del cosmo




Il suono del cosmo

di Dario Giardi


Siamo stati erroneamente portati a pensare che nello spazio cosmico non ci siano suoni. Una convinzione che ci fa sorridere davanti alle esplosioni fragorose presenti nei film di fantascienza. Pensiamo che i suoni delle battaglie interstellari o i rumori dei motori a curvatura di Star Trek non siano altro che errori scientifici perdonabili solo perché inseriti in film di genere. La fantascienza d’altronde non sarebbe tale se non guardasse “oltre” la scienza.

Ci hanno inculcato che il suono è il prodotto esclusivo dell’onda acustica, un’onda generata dall’oscillazione meccanica di atomi e molecole in un mezzo, come ad esempio l’aria. E siccome nello spazio la scienza ha trovato sempre e solo il vuoto, è stato impossibile ipotizzare che potessero svilupparsi e trasmettersi dei suoni.

In realtà, oggi, grazie alle recenti scoperte della fisica quantistica, sappiamo che accanto a quella acustica esiste un’onda elettromagnetica, dovuta alla contemporanea propagazione di un campo elettrico e magnetico, capace anch’essa di generare una vibrazione e quindi un suono. Un’onda, peraltro, capace di muoversi nel cosmo dato che questo non è per nulla vuoto. Dalle recenti scoperte della fisica quantistica, oggi sappiamo che la materia che vediamo non è che una piccola parte di quella esistente, e perciò il vuoto in realtà non esiste. È solo “pieno” di una sostanza diversa che conosciamo pochissimo, chiamata “materia oscura”.

Che cosa significa tutto questo? Che la differenza tra l’onda acustica e quella elettromagnetica è solo un problema di percezione! Infatti, entrambe possono trasportare energia, informazioni e suoni muovendosi in un mezzo più o meno oscuro e rarefatto.

Il Cosmo è quindi un luogo in cui trovare suoni certamente a noi poco famigliari e sintonizzati su frequenze molto diverse della nostra capacità uditiva, ma ciò non di meno, questi suoni ci sono. Il non udire determinate frequenze, per noi, è normale anche sulla Terra. Basti pensare agli ultrasuoni che sono impercettibili all’uomo ma non per alcuni animali. La gamma di frequenze su cui è tarato il nostro orecchio è limitata e al di fuori di questo range, anche l’ambiente terrestre ci appare silenzioso (ma non significa che lo sia realmente).

Pitagora e la musica delle sfere

Che lo spazio abbia una voce, lo scoprì già Pitagora. Il suo orecchio fine gli permise di ascoltare il suono dei pianeti che vibrano nell’Universo tanto che parlò della musica delle sfere. Credeva che un corpo emettesse una nota tanto più alta quanto maggiore fosse la sua velocità, quindi, nel caso di un pianeta, quanto più esso era distante dalla Terra. Anche Keplero s’interessò al suono del cosmo. Nel libro Harmonices Mundi, datato 1619, l’astronomo asseriva che i pianeti intonavano un motivo polifonico e che la loro estensione vocale cresceva all’aumentare della distanza dal Sole: Mercurio rappresentava il soprano, la Terra e Venere il contralto, Marte il tenore, Giove e Saturno il basso. In poche parole, il Sistema Solare era per Keplero una vera e propria orchestra cosmica.

Appurato che lo spazio è più rumoroso di quello che possiamo percepire, c’è un’altra cosa che possiamo scoprire. Oggi possiamo ascoltare i suoni che l’Universo ci regala. Nello spettro elettromagnetico, infatti, è presente una radiazione particolare: le onde radio. Abbiamo con il tempo imparato ad addomesticare queste onde, arrivando a decifrarle e commutarle in suoni udibili.

Attraverso questo meccanismo di ascolto, è stato possibile sentire come risuonano gli impulsi elettromagnetici che ci giungono dai pianeti, da galassie lontane, etc. Le recenti sonde Voyager lanciate dalla Nasa hanno registrato proprio questi suoni profondi.

Il suono era ed è matematica. Rapporti e proporzioni che hanno da sempre regolato il linguaggio musicale come la vita sulla Terra e nel cosmo. Pitagora teorizzò la prima scala musicale avendo compreso che c’era una relazione diretta tra suoni e numeri. Secondo quanto ci racconta Boezio nel suo De Institutione Musica, un giorno Pitagora passeggiava immerso nei suoi pensieri riguardo alle armonie e alle proporzioni del cosmo. A un tratto sentì dei suoni che provenivano da un’officina. Dei fabbri stavano battendo del ferro con quattro mazze su altrettante incudini. Nel battere contro l’incudine, i diversi martelli producevano una cacofonia disordinata e assordante. E tuttavia, di tanto in tanto, il fragore metallico sembrava ammorbidirsi e fondersi in un unico suono gradevole. Pitagora decise di scoprire la ragione del fenomeno, ed entrò nella bottega. I martelli erano di peso differente, e risultò che ciascuno di essi dava origine a una nota distinta. Un momento ne fuoriusciva un rombo indistinto, l’attimo dopo una risonanza armoniosa. C’era qualcosa di concreto in quelle fuggevoli concordanze, quasi ombre di forme appartenenti a un mondo invisibile. Tornato a casa, per studiare meglio il fenomeno, trovando probabilmente scomodo per la sua schiena di studioso il pestare con il maglio, preferì costruirsi uno strumento ad hoc: il Kanon o monocordo. Era formato da una piccola cassetta rettangolare sormontata da una corda. Una volta messa in vibrazione tale corda, Pitagora, probabilmente con l’aiuto di una cassa armonica, ascoltò il suono generato. Provò poi a dimezzare la lunghezza della corda (come quando pigiamo il polpastrello sulla tastiera di una chitarra), ascoltando il suono ottenuto. Scoprì che questo suono era in stretta relazione con il primo, risuonando con una frequenza doppia in un rapporto di 2 a 1. Se, poi, la corda veniva divisa in 3 parti uguali, la corda vibrava in un rapporto di 3 a 1. Proporzioni matematiche che potevano ritrovarsi nel moto dei pianeti, nelle maree, nella spirale delle galassie o nella struttura della conchiglia del mollusco Nautilus.

Coincidenza? No, perfezione, armonia, quell’insieme di apparenti casualità agli occhi degli uomini che in realtà è l’Ordine del Divino. Proprio per questa sorprendente corrispondenza, Pitagora paragonò il mondo stesso a un grande Monocorde, dove l'estremità superiore della corda era legata allo spirito assoluto (Cielo), mentre quella inferiore alla materia assoluta (Terra). La metafora di Pitagora è profonda e importante perché aveva compreso l’esistenza di un’armonia perfetta fra ogni cosa in natura e che la Vibrazione ne era origine e principio. Non a caso Pitagora disse: “Studiate il monocorde e scoprirete i segreti dell'universo”.

approfondimento:

mercoledì 6 dicembre 2017

Kinesiologia: rimuovere le inversioni psicologiche




Kinesiologia: ecco come puo' rimuovere le inversioni psicologiche

Scritto da: Alberto Cardillo

Medicina Non Convenzionale



Kinesiologia: ecco come può rimuovere le inversioni psicologiche

Le tipologie di Inversioni psicologiche possono essere moltissime. Nell’elenco che segue ne riporto solamente alcune:

“Paura di aver paura”: è fra le prime e dev’essere trasformata in “coraggio di aver coraggio” (paura di fallire, di non riuscire, di non essere abbastanza capaci ecc.).

Fortuna: il soggetto pensa di essere fortunato ma alla fine si ritrova sempre con il dover fare i conti con l’opposto.

Lavoro: lavorare dalla mattina alla sera senza sosta ma con risultati che non sono adeguati agli sforzi fatti, nonostante la produzione di lavoro venga apprezzata e il mercato recepisca attivamente.

Amore: dare amore e alla fine non ricevere nulla in cambio perché il soggetto inconsciamente non si sente degno di riceverne.

Inversione psicologica sull’uomo o sulla donna “giusti”: si va sempre alla ricerca dell’uomo o della donna “giusti” che condividano il percorso della vita. Apparentemente si crede di averli trovati per poi rivelarsi esattamente l’opposto di quanto volevamo. Il soggetto attira ciò che è l’opposto per lui. In Sicilia siamo soliti dire “mi li cercu ca cannineddra” (me li cerco con la candela).

Guarigione: si va dal medico o dal terapeuta per essere curati ma… si vuole guarire? Questa Inversione psicologica o altri stadi di commutazione sono spesso presenti e riguardano tutti quei soggetti che pur ricevendo le cure più idonee alla guarigione alla fine non guariscono mai.

Soldi: la gestione del denaro è sempre moto conflittuale e pur guadagnando abbastanza non si riesce lo stesso a perseguire la serenità economica e, a un certo punto, tutto sembra annichilirsi e il denaro che entra nelle tasche è sempre meno.

Attrazione: quella sull’attrazione interessa moltissimi ambiti. Alcuni soggetti si ritrovano ad attrarre situazioni, persone, cose ecc. che contrastano con il proprio status e risultano incompatibili e disarmonici.

Chi è il kinesiologo

Il kinesiologo è l’operatore olistico che usa un metodo diagnostico nato in America negli anni Sessanta e sperimentato da George Gudart che lo introdusse addirittura come metodo per migliorare le performance sportive alle Olimpiadi invernali del 1980. Tale metodologia risulta sempre più credibile nell’essere considerata un metodo diagnostico veloce che consente al terapeuta o al medico di individuare se un problema è primario o secondario. Per primario si intende che il meridiano individuato nel test è esattamente quello e non è invece subordinato ad altro meridiano energetico. Potrebbe capitare che il primo meridiano interessato e individuato di fatto si sia scompensato a causa di un altro meridiano a lui collegato (caso secondario). Il test kinesiologico lo si sviluppa, come già detto su tre livelli. Il primo, quello strutturale, per valutare lo stato di benessere muscolo-scheletrico, con manovre specifiche per questo livello di indagine. Il secondo e il terzo (biochimico e psicoemozionale) utilizzando come indicatori dello stato di benessere i muscoli che sono deputati a consegnare al terapeuta tale risposta. Si tenga conto che ci sono 14 muscoli indicatori per i vari settori e i vari organi, visceri ecc. Questo lo si fa attraverso la forza muscolare e il sistema nervoso che risponde senza mentire.

Sulla struttura nervosa vengono registrati tutti i vari scompensi.  Ma non solo, perché nel nostro cervello ci sono aree che si attivano e ci fanno decidere se una cosa è giusta per noi o sbagliata, sulla base delle esperienze personali che abbiamo vissuto, a volte anche indirettamente. Questi modelli possono condizionare in un verso o nell’altro il percorso della nostra vita in tutti i settori con i quali interagiamo e il nostro benessere psicofisico, creando disarmonie energetiche capaci di disturbare o interrompere il libero fluire e l’avvicendarsi armonico dell’energia del corpo.

Il Kinesiologo, attraverso la Kinesiologia Applicata, aiuta a migliorare lo stato fisico e psico-emozionale al fine di accedere alle proprie potenzialità, evitando auto-sabotaggi come quelle che avvengono con le Inversioni psicologiche.

Kinesiologia dell'Apprendimento
Touch for learnig
Maurizio Piva

Kinesiologia Armonica
Lettura del corpo e soluzione dei conflitti emozionali
Jean-Pierre Bourguet

lunedì 4 dicembre 2017

Inversioni psicologiche e blocchi energetici




Inversioni psicologiche e blocchi energetici

Scritto da: Alberto Cardillo

Medicina Non Convenzionale



Inversioni psicologiche e blocchi energetici

«Fino a quando non avrai reso conscio l’inconscio, quest’ultimo dirigerà la tua vita e tu lo chiamerai destino»
(Carl Gustav Jung)

A quanti sarà capitato di avere la certezza di poter attuare le proprie potenzialità nei vari aspetti della vita e di non riuscirvi fino in fondo o, addirittura, a renderle elementi che si trasformano in negativo?

A quanti sarà capitato di voler rendere attive le proprie capacità e partecipare a corsi motivazionali e/o di attivazione delle risorse nascoste che in ognuno di noi ci sono e, dopo essere stati motivati, caricati e resi consapevoli delle proprie capacità, alla fine dopo qualche giorno il tutto sembra rientrare nelle solite abitudini autolimitanti se non di auto-sabotaggio?

Accade che nella nostra struttura energetica si siano radicati stati Swithching, Hidden Swithching e di Inversioni psicologiche che possono essere eliminati solo attraverso un percorso “one to one”, per intervenire alla base del problema e potenziare quello che è stato il lavoro svolto nelle giornate motivazionali, in corsi di formazione o anche semplicemente quando ci si accorge che nonostante tutti gli sforzi e la buona volontà, le cose non raggiungono l’obiettivo desiderato o si trasformano in modo meno positivo di come in realtà dovrebbero essere o di come noi vorremmo che fossero.

Ecco che dopo anni di osservazione di questi fenomeni e di verifiche su molti clienti, è nata l’esigenza di mettere in atto un protocollo specifico per rimuovere questi problemi che abbiamo chiamato, appunto, inversioni psicologiche, sbarramenti, convinzioni autolimitanti ecc.

Ho avuto modo di verificare in moltissimi casi, e all’inizio l’ho sperimentato su me stesso, che in ognuno di noi sono presenti le Inversioni psicologiche. Provate a immaginare solamente questo: il sottoscritto andava dal medico per farsi curare ma la terapia funzionava solo per qualche settimana e dopo il malessere si ripresentava come prima e, spesso, più di prima. In me era in atto una Inversione psicologica sulla guarigione e sulla terapia. Andavo dal medico per essere curato ma inconsciamente non volevo guarire. Inconsciamente non volevo che la terapia funzionasse, e questo fino a quando il mio professore di Kinesiologia Applicata alla Medicina, Ruggero Dujany, non rimosse l’Inversione psicologica. Lo stesso vale per ogni altro livello di mancato raggiungimento di obiettivi nei vari ambiti della vita.

Le inversioni psicologiche

Quanto segue è uno stralcio tratto dal libro Teoria e impiego pratico della Kinesiologia Applicata, opera che vede come autore il sopracitato Ruggero Dujany:

«L’Inversione psicologica è una condizione psicologica per cui si opera in senso opposto alle intenzioni dichiarate. Nella pratica medica è uno stato del fisico e della mente che blocca, nel corso della terapia, il processo di guarigione e si oppone a ogni intervento risanatore. Per qualche ragione la motivazione terapeutica viene invertita. Come si riconoscono i portatori da Inversione psicologica?

Sono coloro che ripetono gli stessi errori: di calcolo, di amori, di parole, di affari.

La sfortuna è un’Inversione psicologica. Coloro che vengono incoraggiati e consolati e reagiscono con rabbia, sono promossi e si deprimono, sono lodati per la bellezza e ti mostrano una imperfezione che sfuggirebbe a Catone il censore. Quelle donne che provocano il desiderio e poi fuggono.

Chi afferma con perspicacia la propria inferiorità e ignoranza nonostante l’evidenza del contrario. Chi si sacrifica troppo e poi si lamenta.

Il negativismo, l’ostilità, l’ipercriticità, il vedere il lato negativo delle cose con costanza. I fumatori, gli obesi, i giocatori ecc.

La radice di questi comportamenti coatti, di cui il paziente è all’oscuro, ha origine in un profondo rigetto di sé.

Nella convinzione di non meritare, non valere, non essere degni di né successo né di amore e che si manifesta con il sabotaggio, il negativismo, la denigrazione su qualsiasi cosa si manifesti come positiva per la propria persona».

Rimozione blocchi energetici e traumi dalla struttura energetica

Ogni stress emotivo, ogni situazione traumatica che non riusciamo a gestire al meglio, si memorizza tanto a livello psichico quanto a livello fisico, e si trasferisce anche ai meridiani di agopuntura e ai chakra. Influenzerà inconsciamente anche il nostro futuro, perché il cervello alla presenza di situazioni simili farà scattare meccanismi che provocano l’allontanamento da ipotesi di altro stress. Questo provoca a sua volta un sistema che rallenta o si blocca, con tutte le conseguenze che da una stasi o da un indietreggiare possono derivare.

Che cosa sono i blocchi energetici? Sono spesso elementi che condizionano la nostra vita. Quando non riusciamo a gestire un’emozione, soprattutto in negativo, questa ci trafigge a livello emotivo e il nostro cervello innesca un meccanismo di difesa che ci permette da un lato di non avere immediate conseguenze, ma che dall’altro però ci blocca o ci fa produrre ormoni che, se non in equilibrio, possono scatenare un insieme di somatizzazioni.

Tutto questo viene registrato sia nella nostra memoria sia sul sistema muscolo-scheletrico e in tutto il corpo. E se è vero, come si dice, che la mente “mente”, il corpo, di mentire, davvero non ne vuole sapere: basta “interrogarlo” per conoscere la sua verità.

Il blocco emotivo spesso diventa uno sbarramento che impedisce di procedere, spediti, verso la strada che conduce ai nostri obiettivi. Diventa inconsciamente una convinzione limitante che si manifesta attraverso varie forme di auto-sabotaggio. L’esempio più comune è quello per cui, quando qualcuno ha subìto un abbandono, non riuscendo ad accettarlo, impedisce a se stesso di trovare nuove relazioni e di ricostruire. Il nostro inconscio, tutte le volte che si trova davanti a un dover andare oltre, in questo caso per ricostruire, ripesca il file di quello che è già successo e procede a una comparazione che, generalmente, si risolve nell’atto di scegliere la zona di confort, al fine di evitare l’eventuale presenza di altri successivi momenti no: questo processo, ovviamente, alla fine innesca e fomenta la paura di affrontare il futuro.

Eliminare i blocchi energetici significa eliminare le barriere che ci autolimitano, sia emotivamente che cognitivamente.  Significa scaricare il peso che questo comporta. Un peso concettualizzabile come un grande fardello che viene portato sulle spalle lungo una ripida salita: l’andatura non potrà che essere lenta e faticosa.

Come si possono cancellare i blocchi energetici, le Inversioni psicologiche e tutte quelle vibrazioni energetiche che si traducono in inconscio auto-sabotaggio?

Attraverso un percorso individuale di cinque incontri che prevedono i seguenti trattamenti bioenergetici:

individuazione attraverso il test kinesiologico e la lettura energetica attraverso il corpo dei blocchi energetici, delle Inversioni psicologiche, dei traumi, degli stati swithching e hidden swithching. Lo swithching è una commutazione semplice che dal test emerge quasi subito; hidden swithching invece è una commutazione nascosta e la sua individuazione è sempre molto più complicata, appunto perché trattasi di uno stato di commutazione latente. Quando quest’ultimo non si scopre, il risultato è che sovente il disturbo che inizialmente anche al test kinesiologico risulta eliminato, a distanza di tempo si rimanifesta. In questo ultimo caso il compito del kinesiologo è quello di andare sempre più in profondità e comprendere se esiste lo stato hidden swithching.

Una volta individuati il tempo in cui si sono manifestati, dove si sono annidati e quali meridiani energetici e chakra hanno interessato, si inizia il lavoro di rimozione con tecniche create direttamente dal sottoscritto che sono frutto di un percorso di esperienza di oltre 15 anni di lavoro ininterrotto nel settore. Ho messo a punto un metodo unico, studiando e prendendo spunto dalla Medicina tradizionale cinese, Ayurvedica e da tutte quelle tecniche in uso alla Naturopatia e alla Kinesiologia Applicata.

Kinesiologia dell'Apprendimento
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Maurizio Piva

Kinesiologia Armonica
Lettura del corpo e soluzione dei conflitti emozionali
Jean-Pierre Bourguet


mercoledì 29 novembre 2017

Vista ed emozioni




Vista ed emozioni: dimmi come vedi e ti diro' chi sei

Scritto da: Paola La Rosa

Medicina Non Convenzionale



Vista ed emozioni: dimmi come vedi e ti dirò chi sei

Questo articolo è tratto dal libro Prenditi cura della tua vista in modo naturale

Il nostro modo di vedere è da considerarsi la punta del nostro iceberg, la manifestazione visibile del nostro invisibile ed è sostenuto dalle nostre convinzioni profonde legate ai traumi e al vissuto del passato. Io, che non sono psicologa, per trauma intendo un evento improvviso e pesante che interrompe la mia “normalità” quando mai me lo sarei aspettato, né ho le risorse per comprenderlo e tanto meno per elaborarlo. Quando ciò accade è come se avvenisse un “corto circuito” energetico, il fluire dell’energia si blocca insieme a tutte le sensazioni del momento: emozioni, pensieri, immagini, rumori, odori ecc. Si crea una struttura densa, una specie di “bozzolo” e dal quale la natura ci consente di dissociarci per non rimanere a diretto contatto con la sofferenza, in attesa che acquisiamo le risorse necessarie per trovare soluzioni funzionali affinchè la nostra esistenza possa riprendere il suo corso.

La miopia

In senso generale possiamo dire che la miopia è sostenuta dalla paura, e in particolare la paura di non essere all’altezza, di sbagliare, di essere giudicati, di essere fragili, di non farcela, di essere visti nella propria inadeguatezza.

Questa paura spesso insorge nei primi anni della scuola e tende ad aumentare durante il percorso scolastico: a scuola vengono valutate le nostre prestazioni, veniamo giudicati, messi a confronto con gli altri bambini, a volte presi in giro, etichettati anche dagli insegnanti, e lo stress aumenta e anche la miopia aumenta.

Più raramente, ma accade, la miopia inizia in età adulta, magari all’università quando si devono soddisfare le aspettative della famiglia ed essere giudicati per le proprie prestazioni ed esaminati in materie che non ci piacciono.

L'astigmatismo

L’astigmatismo è sostenuto dalla difficoltà a operare delle scelte.
Gli astigmatici tendono ad adottare i valori degli altri piuttosto che seguire la loro vera natura; il loro primo impulso viene subito bloccato da ciò che è stato appreso.
Mescolano, a volte, l’energia contratta della paura del miope con l’energia estroversa della rabbia dell’ipermetrope.
Sono molto conflittuali.

La presbiopia

«Non voglio vedere di me ciò che non mi piace, i segni del tempo sul viso e sul corpo; sto invecchiando e questo mi priva di valore; preferisco rivolgere la mia attenzione ad altro da me, lontano».
Anche qui l’emozione principale è la rabbia, anche se in varie percentuali e a varie profondità possiamo trovare in ogni manifestazione visiva molte emozioni diverse e principalmente rabbia e paura.

Approfondisci questi temi sul libro di Paola La Rosa!

Quale collegamento c’è tra la vista, corpo e mente?

Esiste una relazione tra il nostro modo di vedere e i nostri aspetti energetici? Le esperienze passate, le nostre emozioni e il nostro carattere possono influenzare il modo in cui vediamo?
L’esperta optometrista Paola La Rosa risponde a tutte queste domande illustrandoci un approccio olistico rivolto al miglioramento visivo.

Prenditi Cura della tua Vista in Modo Naturale - Libro
Paola La Rosa

martedì 28 novembre 2017

Tempo: perche' quando stiamo bene vola e...




Tempo: perche' quando stiamo bene vola e quando soffriamo non passa mai?

Scritto da: Carmen Di Muro

Psicologia Quantistica


Tempo: perché quando stiamo bene vola e quando soffriamo non passa mai?

Esiste un tempo oggettivo come ordine misurabile del “divenire”, ovvero del movimento storico-cronologico, del ciclo naturale del giorno e della notte. Eppure se il tempo fisico è ciò che a livello percettivo viene scandito oggettivamente dal rintocco dei secondi sulla lancetta del grande orologio universale, il tempo come entità può essere definito sia come qualcosa di meramente assoluto, ossia un fluire eterno, sciolto dallo spazio ed esistente indipendentemente dalla sua misura volgare in ore, giorni e anni, sia come tempo relativo, che è invece soggettivo, interiore, non suscettibile d’essere oggettivato. Questi due concetti, apparentemente suddivisi, vanno di pari passo in quanto sono frutto della componente sensibile e interna di ogni essere umano.

Rubrica di psicologia quantistica: scrivi alla dottoressa Di Muro
Da oggi Carmen Di Muro, psicologa e psicoterapeuta, risponde alle domande dei lettori relative ai temi sopra illustrati.

Per inviare la tua domanda a Carmen Di Muro scrivi via mail a

Ma per quanto il tempo sia una realtà fisica, misurabile e oggettivabile, definito come una successione di istanti tutti uguali, indipendente dalla percezione umana e legato alla presenza di masse gravitazionali o alle relative velocità di movimento degli osservatori, nel mondo soggettivo dell’essere umano l’idea di tempo è strettamente correlata alle pulsioni ed ai moti del cuore. In che senso tutto questo?

Quando noi siamo in una determinata dimensione psico-emotiva, il trascorrere dei momenti, dei secondi, come pure delle ore, viene scandito dal ritmo incessante della nostra sfera interiore, il cui moto vibrazionale lento oppure veloce si accorda alla realtà gravitazionale che ci circonda. Se risuoniamo nella gioia, la percezione del tempo fisico sarà diversa rispetto al risuonare e accordarsi alla tristezza. Il tempo ci apparirà amplificato, dilatato, a volte fermo come se ogni secondo durasse molto di più rispetto a ciò che realmente è. Tutto questo implica che noi non riusciamo a coglierlo di per sé, ma lo sentiamo fluire come un soffio leggero senza la possibilità che questo possa essere afferrato o fermato. Il tempo passa e noi ci ritroviamo dentro questo tempo, in quanto per ogni essere umano il vero tempo è quello dell’anima che si trova in un determinato stato vibratorio piuttosto che in un altro.

Il tempo di due persone innamorate cambia nettamente rispetto al tempo di una persona che si trova in una situazione di solitudine o sofferenza. Nei primi c’è un accorciarsi fugace che fa sì che le ore si accavallino e che in un soffio il giorno si alterni alla notte. Il tempo invece di una persona sola, è lungo, amplificato, interminabile, scandito dal battere dei secondi sulla lancetta, in cui il vuoto manifesta sempre di più la sua portata. Quando la nostra energia di base si posiziona a livello di un determinato stato interno, anche l’esterno si accorderà in modo inscindibile a quanto in noi è contenuto e prodotto. Il tempo fisico risentirà in modo univoco di questo stato d’essere accorciandosi o allungandosi nettamente, in base ad innalzamento o abbassamento delle frequenze dei moti interiori.(…)

Per comprendere dettagliatamente questo processo approfondisci su Essere è Amore. Dal Pensiero alla Materia. Viaggio scientifico nella pura essenza.

Essere è Amore - Libro
Dal pensiero alla materia - Viaggio scientifico nella pura essenza
Carmen Di Muro

lunedì 27 novembre 2017

Campane tibetane e ipersensibilita' - 3



Campane tibetane e ipersensibilita' elettromagnetica - 3

terza parte

Scritto da: Francesca Brocchetta

Medicina Non Convenzionale



Campane tibetane e ipersensibilità elettromagnetica - terza parte

L'efficacia del massaggio è stata avvertita fin dai primi secondi di trattamento, con un insieme di sensazioni psicofisiche di benessere. Circa la metà del campione intervistato ha dichiarato una riduzione media dell’intensità dei sintomi più ricorrenti e invalidanti pari al 60% (in ordine di intensità sono stati rilevati: irritabilità, stanchezza, irrequietezza, problemi gastrointestinali, tensione muscolare, ansietà). E tra questi, il 39% ha comportato un azzeramento totale dell’intensità del sintomo. Dall’analisi dei questionari e dalla lettura dei polsi si evince come l’utilizzo delle frequenze abbia favorito il recupero degli equilibri del sistema, aprendo i collegamenti bloccati e ristabilendo una circolazione energetica normale ed un corretto equilibrio tra Yin e Yang.  Il dato più significativo è stato la riduzione delle contratture muscolari, riscontrata in tutti i volontari. Si tratta indubbiamente di un fattore decisivo nel ripristino del flusso energetico naturale corporeo.

A conclusione della ricerca, riporto le parole del Prof. Giuseppe Genovesi raccolte durante l’analisi dei polsi: «dopo il trattamento si evince un’apertura dei collegamenti bloccati e quindi il ristabilimento di una circolazione energetica normale. In tutti i pazienti analizzati si evidenzia, in generale, un recupero del collegamento tra i polsi e un’armonizzazione degli stessi. Le alterazioni degli equilibri tra Yin e Yang tendono a essere recuperate con evidente miglioramento del quadro clinico. In particolare il rene Yin, che è molto spesso carente proprio per motivi ambientali, viene quasi sempre recuperato, mentre il rene Yang rimane un po’ più resistente; tuttavia la carenza di Yin recuperata consente di ottenere un maggior equilibrio energetico».

Una sintesi conclusiva del Professor Giuseppe Genovesi

A validare l'approccio funzionale, ed estremamente versatile, del massaggio sonoro con le campane tibetane nel trattamento di disturbi psico-fisici di malattie ambientali, è intervenuto anche il Prof. Giuseppe Genovesi, endocrinologo-immunologo all'Università degli Studi La Sapienza di Roma. «L’obiettivo peculiare del massaggio sonoro», testimonia Genovesi, «è quello di indurre un effetto benefico sull’organismo attraverso la vibrazione e il suono prodotti dalla campana. Il metodo di valutazione della palpazione dei polsi, sebbene molto distante dalla medicina occidentale, ha dimostrato come il massaggio sonoro abbia favorito il recupero degli equilibri del sistema, aprendo i collegamenti bloccati e ristabilendo una circolazione energetica normale.

Se pensiamo ai risultati straordinari degli studi dei professori Carlo Ventura e Livio Giuliani che hanno dimostrato come campi magnetici pulsati a frequenza bassa, campi radioelettrici e la vibrazione sonora, siano in grado di modificare sostanzialmente il destino cellulare, compreso quello delle cellule staminali, risulta semplice comprendere che i presupposti scientifici dell’efficienza delle campane tibetane sulla salute umana siano reali e dovrebbero essere dimostrati attraverso nuove ricerche. Per verificare, ad esempio, l'effetto delle loro vibrazioni rispetto al riequilibrio del rapporto tra campo elettromagnetico e campo atomico/molecolare, e quindi rispetto alla possibilità di ristabilire una coerenza dell’acqua all'interno del nostro organismo, si potrebbe effettuare una risonanza magnetica su un campione esterno di acqua prima e dopo che questo venga sottoposto a trattamento vibrazionale con le campane.

Il principale effetto negativo che ha lo stress ossidativo, presente in maggiore misura nei pazienti affetti da EHS, è quello di ridurre la coerenza sull’acqua citoplasmatica, quindi una terapia che la ristabilisca, potrà agire per la coerenza biologica e il benessere dell'intero organismo. Un ulteriore contributo a questa ricerca potrebbe essere la valutazione ematochimica di parametri infiammatori prima e dopo un determinato trattamento su pazienti che abbiano parametri alterati sulla base di una valutazione preliminare. Una modalità semplice e per certi versi banale che utilizza un linguaggio più occidentale e quindi più comprensibile per chi, nel nostro ambiente, ha bisogno di un rigoroso metodo deduttivo-matematico. Insomma, le basi per fare ricerca ci sono: ponendo attenzione ai concetti della moderna fisica quantistica, distaccandosi dal mero dato analitico dello scienziato classico e ristabilendo un concetto olistico si giungerebbe ad una riconciliazione generale, che esca dalle logiche di interesse parziali, per lo più di natura economica, e rimetta al centro l'armonia complessiva dell'individuo, quel suono per l'appunto, della vibrazione fra Essere e Universo.»

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giovedì 23 novembre 2017

Interferenti endocrini




Interferenti endocrini: cosa sono e perche' sono pericolosi

Scritto da: Redazione Scienza e Conoscenza



Interferenti endocrini: cosa sono e perché sono pericolosi

Un grande capitolo di sostanze pericolose cui tutti noi siamo esposti è quello degli interferenti endocrini. Questo termine, introdotto per la prima volta nel 1991, contempla tutte le sostanze di diversa natura (metalli pesanti, diossine, PCB, pesticidi, ritardanti di fiamma, bisfenolo A) che interferiscono con sintesi, secrezione, trasporto, azione, metabolismo o eliminazione degli ormoni. Il meccanismo d’azione presuppone la possibilità di interferire con la capacità delle cellule di comunicare tra loro attraverso gli ormoni e vastissima è la gamma di effetti negativi per la salute che ne conseguono: difetti alla nascita, deficit riproduttivi, di sviluppo, alterazioni metaboliche, immunitarie, disturbi neuro-comportamentali e tumori ormono-dipendenti.

Attualmente sono circa 1000 le sostanze che hanno questo tipo di azione, ma secondo la Società Europea di Endocrinologia sono ben 85.000 quelle in uso potenzialmente tali. Caratteristica comune per le sostanze dotate di questa modalità d’azione è l’assenza di soglie di sicurezza per cui paradossalmente dosi minimali possono essere più pericolose delle dosi elevate proprio perché questi agenti mimano l’azione degli ormoni fisiologici che – sappiamo- esplicano i loro effetti a dosi bassissime.

La definizione che l’Istituto Superiore di Sanità dà di “interferente endocrino” è “una sostanza esogena, o una miscela, che altera la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, oppure della sua progenie o di una (sotto)popolazione”. Queste sostanze quindi possono non solo esplicare effetti negativi sull’individuo esposto, ma anche sulle cellule germinali con effetti trans-generazionali, eventualità che desta ovviamente non poche preoccupazioni. Alla categoria degli interferenti endocrini appartengono ad esempio i composti perfluoroalchilici (PFAS, PFOA) di cui c’è una gravissima contaminazione in Veneto perché queste sostanze – ampiamente usate come antiaderenti, impermeabilizzanti – sono state immesse per decenni nell’ambiente dall’azienda produttrice e hanno contaminato la falda acquifera e la catena alimentare tanto che 85.000 persone sono soggette a un programma attivo di sorveglianza della loro salute.

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