giovedì 13 dicembre 2018

Il tempo: come lo vede la fisica




Il tempo: come lo vede la fisica?

Scienza e Fisica Quantistica


In che dimensione si sviluppa il tempo? Come lo percepiamo? In questo articolo leggiamo insieme tutto ciò che non sapevamo su uno dei fenomeni più studiati di sempre: il tempo

Antonella Ravizza - 12/12/2018

Il tempo è quella dimensione in cui misuriamo il trascorrere degli eventi e comprende il passato (un ricordo rappresentato da una memoria del vissuto), il presente (una lettura del reale percepito) e il futuro (una previsione). È un concetto molto complesso, per questo è da sempre oggetto di studi e di discussioni, non solo scientifiche, ma anche filosofiche. Secondo la fisica, il trascorrere del tempo inizia al momento della nascita dell'Universo e il suo corso è determinato da tutti i cambiamenti di spazio e di materia regolati da leggi fisiche. Tutto quello che si muove nello spazio viene studiato anche in relazione al tempo, per esempio la terra ruota attorno al proprio asse e sulla propria orbita, e queste rotazioni permettono la distinzione tra giorno e notte, e quella tra primavera, estate, autunno e inverno, quindi in questo caso è evidente che il movimento è legato al tempo.

Come percepiamo il tempo?

Ne percepiamo il suo trascorrere solo grazie al cambiamento della realtà che ci circonda. Il tempo è quindi inteso come durata, per questo si usa parlare in fisica di intervallo di tempo, perché ha un inizio e una fine. Due diversi eventi possono definirsi simultanei quando avvengono contemporaneamente, o uno può essere successivo all'altro nel caso contrario. In fisica per misurarlo si usa l'unità del Sistema Internazionale, cioè il secondo, con i suoi multipli (il minuto, l'ora, il giorno, la settimana, il mese, l'anno, il lustro, il decennio, il secolo e il millennio). Lo strumento di misura è l'orologio o il cronometro. Adesso esistono degli orologi atomici che sono precisissimi. Gli orologi si basano sul confronto tra un movimento nello spazio e un movimento campione (meccanico o elettronico). A volte il tempo si usa anche come misuratore di distanze, per esempio si sente spesso parlare di “anno-luce” per indicare la distanza percorsa dalla luce in un anno, dal momento che la velocità della luce è nota ed è costante. Isaac Newton lo definisce come “senso di Dio”, che scorre sempre immutabile.

Ci vogliono ancora dei secoli prima che Einstein, nella sua teoria delle relatività, introduca il concetto di tempo non assoluto, che dipende dalla velocità (Einstein fa riferimento alla velocità delle luce c=300000 km/s) e che dipende dal riferimento spaziale preso in considerazione. Per questo, secondo Einstein, è preferibile parlare di spazio-tempo: l'aspetto cronologico e quello spaziale sono fortemente legati, inseparabili. Lo spazio-tempo viene modificato dai campi gravitazionali, che possono deflettere la luce e addirittura rallentare il tempo. Non solo, ma il tempo di un osservatore si ottiene da quello di un secondo osservatore moltiplicandolo per un fattore di conversione che dipende dalle velocità relative dei due osservatori stessi. Questo in pratica ci dice che se dalla Terra potessimo vedere un razzo mentre viaggia molto velocemente nello spazio, vedremmo l’equipaggio al suo interno muoversi al rallentatore.

Il paradosso dei gemelli

È noto a questo proposito il “paradosso dei gemelli”: un gemello parte per un viaggio nello spazio, su una navicella che si muove ad una velocità prossima alla velocità della luce, mentre il suo fratello gemello resta sulla Terra. Secondo le leggi della Relatività, al suo ritorno il gemello che era partito sarà più giovane del gemello rimasto a terra. Ma sempre secondo la Relatività tutti i sistemi di riferimento privi di accelerazione e di cambiamento di direzione e sottoposti allo stesso moto sono uguali. Quindi il paradosso è che secondo il gemello astronauta è la Terra a muoversi a una velocità prossima alla velocità della luce; allora ci chiediamo: per quale gemello è passato meno tempo? Chi dei due sarà più giovane dell'altro? Naturalmente c'è una soluzione al paradosso: dobbiamo considerare che il gemello sull'astronave ha fatto più cambiamenti di moto rispetto alla Terra (durante la partenza ha accelerato, ha invertito la marcia per tornare indietro, ha decelerato per potersi fermare). Sarà quindi il gemello sull'astronave a ritrovarsi più giovane al suo ritorno. Secondo la Fisica Moderna, il tempo è definito come la distanza tra gli eventi calcolata utilizzando delle coordinate spazio-temporali quadrimensionali. In fisica teorica si usa molto come unità di misura del tempo il tempo di Planck, cioè il  tempo che impiega un fotone che viaggia alla velocità della luce a percorrere la lunghezza di Planck, che è data dalla seguente relazione:  , dove ħ è la costante di Planck, G è la costante di gravitazione universale e c è la velocità della luce nel vuoto. Il tempo di Planck risuta uguale a circa 5,4 x 10 -44 secondi ed è la più piccola quantità di tempo misurabile.

La Meccanica Quantistica  rivoluziona l'idea di tempo che ci eravamo fatti. Anche il tempo non è continuo, ma quantizzato, anche se non possiamo dimostrarlo materialmente, perché il tempo di Planck, cioè l'intervallo minimo possibile, è così breve da essere al di là delle attuali possibilità sperimentali. Recentemente, peró, tra i  fisici emergenti dei nostri tempi, nasce l'idea che la fisica moderna si capisce meglio dimenticando il tempo: è più facile capire come funziona il mondo a livello fondamentale senza parlare di tempo, la teoria descrive come si muovono le cose una rispetto all'altra. Con la Meccanica Quantistica abbiamo capito che tutte le quantità fisiche sono imprecise e fluttuanti; anche il tempo non è più lineare, ma è come se fosse diviso in più parti dotate di spessore. Lo spazio e il tempo si frantumano in una specie di schiuma microscopica. Il noto fisico Carlo Rovelli parla di gravità quantistica a loop (LQG, loop quantum gravity). Questo non vuol dire che il tempo non ci sia nella vita quotidiana, naturalmente, ma che il concetto di tempo non è utile quando si studiano le strutture generali della materia.

“Tempo, non c’è tempo, sempre più in affanno, inseguo il nostro tempo vuoto di senso. Senso di vuoto”…forse Franco Battiato nel 2007 aveva già previsto tutto?

L'ordine del Tempo - Libro » http://bit.ly/2SKyPc7
Carlo Rovelli

martedì 11 dicembre 2018

Frequenze quantiche di guarigione dell'acqua



Le frequenze quantiche di guarigione dell'acqua

Scienza e Fisica Quantistica


L'acqua è solamente quella che vediamo? In questo articolo tratto dal libro Spiritual Mind di Carmen di Muro scopriamo ciò che può comunicare l'acqua e perché è così importante ascoltarla

Carmen Di Muro - 10/12/2018

Estratto da Spiritual Mind di Carmen di Muro

L’acqua è una sostanza onnipresente e per noi usuale che in realtà possiede proprietà davvero speciali per la salute e il nostro benessere globale. Non esiste vita senz’acqua. Essa è fondamentale per tutti i processi metabolici, ovvero l’insieme delle trasformazioni chimiche che avvengono nelle cellule degli organismi viventi. Ed è proprio questa semplice combinazione di idrogeno e ossigeno (H2O) a nascondere qualcosa di molto più complesso rispetto a ciò che siamo abituati a pensare.

I numerosi ricercatori – tra cui i noti L. Montagnier, E. Del Giudice, Emoto, R. Sheldrake – che nel corso del tempo si sono dedicati allo studio delle proprietà dell’acqua hanno constatato che questa, in determinate condizioni, ha la capacità di assorbire, immagazzinare e trasmettere informazioni, sia genetiche che ambientali, a livello vibrazionale, essendo essa sensibile alle onde elettromagnetiche. (…)

Noi uomini siamo immersi in uno spazio di strutture, dalle particelle alle galassie, che vibrano e risuonano insieme come note armoniche della stessa melodia. Ciò significa che non solo siamo influenzati dall’ambiente, ma che noi stessi influenziamo tutto ciò che ci circonda. Alla base della spiegazione di queste straordinarie dinamiche invisibili, che hanno catturato lo sguardo di diversi studiosi, troviamo la teoria dei Campi Morfogenetici, come pure la teoria della Coerenza Elettrodinamica Quantistica (o QED, dall’inglese Quantum Electro-Dynamics) che si basa sul concetto di risonanza e che afferma che in alcune sostanze, come l’acqua, si formi una sorta di sintonia vibratoria tra le molecole che la compongono e un campo elettromagnetico, grazie alla cui correlazione avviene la formazione di una struttura molto particolare, ossia il dominio di coerenza, che è capace di assorbire dall’ambiente energia ad alto contenuto informativo quantistico. Emilio Del Giudice sosteneva che le molecole d’acqua comunicano tra loro solo se vibrano alla stessa frequenza, risuonando insieme. Quando ciò accade si crea la base per una fitta rete di scambio di informazioni.

I sorprendenti progressi scientifici raggiunti negli ultimi anni in questo campo di indagine non possono non far sorgere nelle menti più ricettive alcune domande fondamentali. Se il nostro corpo è costituito prevalentemente d’acqua è possibile che l’ambiente esterno influenzi l’acqua di cui siamo composti? Ma soprattutto è possibile che i nostri stati d’animo e i pensieri la plasmino fino a conferirle proprietà curative?

Masaru Emoto ideò un procedimento che ha permesso di fotografare l’acqua cristallizzata, costatando che la bellezza e la simmetria dei cristalli sarebbe proporzionale all’esperienza che l’acqua ha vissuto a livello vibrazionale. Negli esperimenti di Emoto quando l’acqua si trovava a vivere esperienze ad alto contenuto energetico positivo, i cristalli fotografati erano di forme armoniche, simmetrici e perfetti. Se invece l’acqua si trovava a vivere in un ambiente vibrazionalmente negativo i cristalli risultavano deformati quasi fossero sottoposti a stress. Si è notato, dunque, che a seconda del trattamento subito, l’acqua forma strutture specifiche di cluster, in quanto l’elettromagnetismo del luogo e di chi lo popola, ha un effetto modellante sulla sua struttura, la quale assume conformazioni diverse in virtù della carica energetica presente. Ma la cosa strabiliante è che sono proprio i moti del nostro animo, come le emozioni e i pensieri, a esercitare l’influenza più marcata sulle sue proprietà. Amore, gioia e gratitudine sono vibrazioni potentissime a cui l’acqua risponde in modo molto particolare, lasciando al suo interno tracce permanenti in grado di risuonare con le frequenze dei sistemi biologici, così da riequilibrare l’organismo umano fiaccato da una malattia e l’ambiente, se contaminato energeticamente. Inoltre si è visto che in queste acque gli agenti patogeni perdono la loro aggressività, com’è stato dimostrato con diversi test.

Ma in che modo avviene la guarigione concreta del nostro organismo attraverso l’acqua? (…)

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Nuove prospettive di guarigione tra fisica quantistica e coscienza
Carmen Di Muro

lunedì 10 dicembre 2018

Meditare ci aiuta a vivere meglio




La meditazione: perche' meditare ci aiuta a vivere meglio?

Consapevolezza e Spiritualità


Meditare per vivere meglio? Meditare aiuta la nostra mente e il nostro corpo a staccare e a stare meglio. Scopri insieme a noi come e perché meditare cambia la tua vita

Andrea Giulia Pollini - 08/12/2018

Dopo aver letto il libro Bagaglio a mano per altre vite di Massimiliano Perra mi sono resa conto che la mia vita andava troppo di fretta: dovevo rallentare, ma come fare?

Presi dalla frenesia del quotidiano spesso non ci rendiamo conto della velocità assurda a cui andiamo e, se ne diventiamo consapevoli non sappiamo bene come gestire le nostre “pause”. Questo libro mi ha fatto capire cosa dovevo fare: meditare. Quello che fino a poco tempo prima mi sembrava una perdita di tempo è diventato un momento irrinunciabile della mia vita quotidiana.

I benefici della meditazione

La meditazione è una disciplina che serve, in generale, per raggiungere una maggiore padronanza delle attività della mente, in modo che essa cessi il suo usuale chiacchierio di sottofondo e divenga assolutamente acquietata e pacifica. Oltre ad aiutarci a “staccare” la spina, la meditazione influisce sul nostro modo di vivere: più meditiamo, più siamo consapevoli di vivere il momento presente e non ci preoccupiamo per il passato o il futuro. Inoltre la meditazione ha effetti sul nostro cervello e sulle nostre onde cerebrali. Come ci racconta nel suo libro Massimiliano Perra, quando siamo coscienti, non quindi in stato di meditazione, l’EEG, ossia l'elettroencefalografia, mostra onde che vanno dai 30 Hz ai 14 Hz che vengono chiamate onde Beta. Se impieghiamo delle tecniche di meditazione passiamo dallo stato cosciente a quello di veglia rilassata, con onde celebrali che vano dai 14 Hz agli 8 Hz che vengono chiamate onde Alfa. Infine se procediamo con la meditazione arriviamo a uno stato di pre-trance, e in questo caso misurando le onde celebrali, vedremo che sono calate ancora -tra gli 8 Hz e i 4 Hz- e vengono chiamate onde Theta.

Si può proseguire dallo stato di pre-trance e arrivare a uno stato di trance vero e proprio, come ci spiega Perra in Bagaglio a mano per altre vite:

“Il nostro cervello è in grado di permanere in questo stato per un tempo limitato (circa 90 minuti) dopodiché o si torna in Alfa o Beta o ci si addormenta passando nello stato Delta (frequenze delle onde cerebrali comprese fra i 4 Hz e gli 0,5 Hz). La meditazione, la pre-trance, la trance, ed il sonno profondo, sono dunque degli stati perfettamente misurabili da strumenti medici, non sono il frutto dell’immaginazione della persona. Nei vari stati descritti, il nostro cervello modifica quindi la propria attività e si riscontrano anche modificazioni sul nostro corpo e sulla nostra fisiologia. Ricordiamo che esiste infatti una connessione fortissima fra mente e corpo e che questi si influenzano a vicenda costantemente”.

Come meditare, istruzioni per l’uso

La meditazione è una pratica utilizzata da tutte le religioni del mondo e non: cattolici, buddisti, Islamici e molti altri. Ogni religione così come ogni persona può avere un metodo diverso per farlo. Seguendo i consigli del libro di Massimiliano Perra possiamo seguire un metodo che personalmente trovo molto efficace e semplice. Prima di tutto bisogna creare intorno a noi un luogo sicuro, un’atmosfera tranquilla e accogliente: io per esempio, quando la temperatura fuori lo permette, cerco un posto vicino a un corso d’acqua, al mare oppure in un parco, comunque a contatto con la natura. Non sempre è possibile meditare all’aperto quindi durante l’inverno lo faccio in salotto. Dopodiché dobbiamo attivare i nostri sensi, se siamo al chiuso diffondiamo nell’aria degli oli essenziali o incenso. Dobbiamo distenderci su una superfice comoda e confortevole: con la testa ben appoggiata, il corpo rilassato con le braccia tese lungo i fianchi e le mani rivolte verso l’alto.

Ora seguiamo la meditazione descritta nel libro di Massimiliano Perra:

“Inizio a respirare profondamente e in modo consapevole…

Presto attenzione al mio respiro…

L’aria che entra e che esce…

La pancia che si gonfia e si sgonfia...

Ogni volta che l’aria entra, la pancia si sgonfia… E ogni volta che l’aria esce, la pancia si sgonfia…

L’aria che entra dal naso e la pancia si gonfia… l’aria che esce dalla bocca e la pancia di sgonfia…

L’aria che entra e che esce… entra…ed esce…

E mentre respiro profondamente, appena me la sento, posso chiudere gli occhi..

Continuo a respirare e porto la mia attenzione al mio respiro, come se non esistesse nient’altro… L’aria che entra e che esce dal mio corpo…”