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lunedì 12 ottobre 2015

Qual è il legame tra malattie, organi ed emozioni?

Qual è il legame tra malattie, organi ed emozioni?

La medicina psicosomatica ci spiega quali emozioni possono scatenare determinate patologie

di Eleonora Poletti - 10/10/2015



Qual è il legame tra malattie, organi ed emozioni?

Il legame fra malattia e psiche è ormai largamente compreso, studiato e accettato. A studiare con assiduo interesse tutto ciò, è la medicina psicosomatica che cerca il nesso simbolico sottostante la malattia, per poterne risolvere definitivamente le cause. Secondo questo approccio, la malattia è legata a diverse variabili quali: ereditarietà, esperienze della prima infanzia, sonno, alimentazione, educazione e traumi affettivi.
Partendo da questi presupposti, possiamo desumere l’esistenza di un nesso ben preciso tra malattia ed emozioni, nei vari organi e apparati. Eccone alcuni:

Articolazioni
Le persone che soffrono di dolori articolari sono caratterizzate dall’essere esigenti con se stesse e con gli altri. Temono le figure autoritarie e coltivano verso di loro sentimenti di collera e rancore che tengono nascosti nel proprio intimo, irrigidendo così oltremodo il proprio corpo.
Apparato respiratorio e polmoni
Le malattie degli organi della respirazione traducono gli scambi con l’ambiente circostante. Possono segnalare  un’assenza di gusto per la vita e il bisogno di conquistare maggiori spazi e libertà.

Apparato digerente e stomaco
Le malattie e i disagi dell’apparato digerente sono quelli che accadono più di frequente. I motivi psicologici sottostanti si ricollegano a situazioni che non sono state accettate o sono rifiutate.

Intestino
Rappresenta la nostra capacità di assorbire e di lasciar andare. I problemi all’intestino riguarderanno paure e convinzioni che ci inducono alla ritenzione o alla non accettazione (stitichezza) o alla rivolta e al rifiuto (diarrea).

Fegato
Il fegato rappresenta l’adattamento. I problemi a esso connessi sono causati da inquietudini e preoccupazioni finanziarie o di lavoro.

Reni - Vescica
I reni rappresentano la capacità di far fronte a ciò che potrebbe mettere in pericolo la nostra vita. Una delle loro funzioni consiste nell’eliminare le scorie, filtrando continuamente il sangue. Quando vi è una costante paura di essere aggrediti o perdere tutto, questa paura può colpire i reni facendoli ammalare.

Apparato genitale
Le malattie che riguardano questo apparato possono essere connesse a svariate problematiche quali: rifiuto della femminilità o della sessualità, senso di colpa o di rivolta a causa di violenza subite o tabù sessuali.

Per affrontare e superare la malattia, il giusto atteggiamento si riassume in poche e semplici regole:

1.    comprendere di essere i fautori della propria realtà,
2.    ricercare il legame psicologico sottostante il disturbo e assimilarne la lezione connessa,
3.    passare all’azione per ritrovare l’armonia.

È importante, anche nei momenti di massimo sconforto, ascoltare sempre il corpo e i suoi reali bisogni. Solo coltivando nella propria mente immagini positive e di speranza sarà possibile ritrovare in sé la gioia di vivere e la voglia di lottare e non arrendersi.


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lunedì 8 giugno 2015

Psoriasi: curala con la medicina naturale

Psoriasi: curala con la medicina naturale

Curare la psoriasi con la fitoterapia, gli oligoelementi, l'omeopatia, l'omotossicologia e la microimmunoterapia

di Vincenzo Valesi - 04/06/2015



Psoriasi: curala con la medicina naturale

Buona sera Dottore, desidererei sapere se si può curare la psoriasi con la mesoterapia utilizzando il medicinale omeopatico SUIS INJEEL, un mio amico lo ha usato e mi dice che dà ottimi risultati anche per anni, però prima di usarlo vorrei sapere il parere di un esperto, grazie per la collaborazione.
Pietro

Caro amico, hai parlato di suis injeel. Ma non hai precisato se cutis o altro. Comunque quello che voglio dire è che la psoriasi è un problema complesso che secondo la chiave di lettura della medicina naturale non è approcciabile solo con terapie topiche o potenzialmente invasive come la mesoterapia, che non vedo particolarmente indicata, ma nel contesto di un'ottica globale sistemica.

La psoriasi è caratterizzata da velocissima moltiplicazione delle cellule dell’epidermide, via via che dallo strato inferiore vengono spinte verso l’alto. In questo loro “salire ai piani alti” vanno incontro a processi maturativi e di invecchiamento fino alla perdita dei nuclei che si verifica quando arrivano allo strato corneo o cheratinico più superficiale, quello che si desquama sotto forma di forfora.
Non è una malattia infettiva né contagiosa. Le cause sono riferibili a molteplici fattori.

Fattori psicologici alla base della comparsa della psoriasi

Si trovano spesso nella storia di questi soggetti importanti conflitti psico-emozionali correlati alla rabbia e alla paura. Esiste infatti a livello della pelle il cosiddetto SSS (stress skin system), cioè sistema di stress cutaneo, mediante il quale terminazioni nervose libere possono comunicare con le cellule dell’epidermide e quindi trasmettere alla pelle messaggi nervosi dai centri superiori.
Secondo la visione psicosomatica la pelle essendo una struttura che deriva dallo stesso foglietto embrionale ectodermico come il sistema nervoso, è collegata al relazionarsi coi propri simili; i suoi problemi sarebbero correlati alla paura di separarsi, di essere abbandonati; lo stress scatenante sarebbe la separazione e l’abbandono.

Cause della psoriasi

È considerata una malattia autoimmune a prevalente attività Th1 nelle forme circoscritte e interessanti una sola articolazione, e a prevalente attività Th2 in quelle diffuse.
E infatti è migliorata dall’esposizione al sole e ai raggi ultravioletti che sono depressori del sistema immunitario.

Fitoterapia per la psoriasi

Hydrocotyle asiatica o centella asiatica (che ritroviamo anche nell’R65). Una crema a base di centella può contribuire ad attenuare l’arrossamento doloroso prodotto dalla desquamazione, oppure si possono usare compresse (cioè garze) preparate con infuso di centella in forma di tintura madre, 10 gocce per 3 volte al giorno.
Cicuta virosa: data la velenosità della pianta viene utilizzata in diluizione omeopatica centesimale dalla 5 CH alla 7 CH, 3 granuli sublinguali per 2-3 volte al giorno.
Trattamenti locali: capilen fluido liposomiale: associazione fitoterapica e/o Cardiospermum pomata.

Oligoelementi per la psoriasi

Zinco: una fiala bevibile a giorni alterni in aggiunta a:
Oligofumarat (acido fumarico a piccole dosi): 2 compresse per 3 volte al giorno per 3 settimane, poi 2 compresse per 2 volte al giorno per altre 3 settimane.

Omeopatia per la psoriasi

Arsenicum e sali di arsenico (Kali arsenicosum e Natrum arsenicosum) alla 5 o 7 CH: 3 granuli 2-3 volte al giorno sublinguali.

Omotossicologia per la psoriasi

Thalamus compositum, che nella sua composizione contiene AMP ciclico la cui diminuzione è correlata a un'insufficiente capacità delle cellule di differenziarsi e maturare: 1 fiala sublinguale a giorni alterni.

Farmaci favorenti la funzione del fegato

Lycopodium compositum Heel, 1 fiala a giorni alterni,
oppure
Bio H complex: 20 gocce al giorno,
oppure
R7: 10 gocce per 3 volte al giorno.
Eventualmente associati a:
Acido fumaricum Injeel: per agire sul meccanismo di produzione dell’energia cellulare detto ciclo di Krebs. Quando è bloccato a livello dell’acido fumarico favorisce il manifestarsi della psoriasi: 1 fiala sublinguale a giorni alterni.
Psorinoheel o R21: 10 gocce per 3 volte al giorno; In associazione con:
R65: composto da alcuni rimedi omeopatici utilizzabili nella psoriasi fra cui Arsenicum: 10 gocce per 3 volte al giorno.

Microimmunoterapia

Cioè terapia con interleuchine diluite e dinamizzate secondo il metodo omeopatico. Nelle forme localizzate e interessanti una sola articolazione (maggiore attività Th1) sono proponibili insieme:
IL-4 alla 4 CH: 10 gocce per 2 volte al giorno.
IFN-gamma 15 CH: 10 gocce per 2 volte al giorno.
Invece, nelle forme diffuse che esprimono una prevalente reattività Th2 (come nell’eczema atopico) è più opportuno dare IFN-gamma 4 CH sempre 10 gocce x 2 volte al giorno e nei casi dubbi IL-10 4 CH 10 gocce x 2 volte al giorno,che diminuisce la risposta immunitaria globale delle due linee sia Th1 che Th2), cosa che fanno anche i raggi ultravioletti, il cortisone e gli immunosoppressori della medicina convenzionale.

Probiotici

Utili anche i Probiotici(cioè batteri “buoni riequilibranti la flora intestinale)e Mucosa compositum 1 fiala sublinguale a giorni alterni per agire sull’organo intestinale data la sua importanza per un buon equilibrio del sistema immunitario.

Psicosomatica

La psoriasi è caratterizzata fra le altre cose da iperacantosi, cioè ispessimento dello strato cutaneo più esterno o corneo. Un soggetto ispessisce la cute per proteggersi dalla paura dell’abbandono, del distacco. Piuttosto che andare dentro all’esperienza e viverla, preferisce ripararsi, difendersi e lo fa aumentando il confine fra lui e gli altri, accrescendo anche la sua rabbia che si proietta sul fegato.
L’epidermide infatti deriva dall’ectoderma della corteccia cerebrale e somatizza conflitti legati alle relazioni e all’abbandono, ma secondo la Medicina Tradizionale Cinese la pelle è correlata anche all'unità funzionale metallo che significa tristezza e depressione, il che sottolinea comunque sempre la pregnanza dell'elemento psicoemozionale nelle sue varie sfumature.
Nel caso dell’artrite psoriasica (le articolazioni derivano dal mesoderma del midollo cerebrale), che può associarsi alle manifestazioni cutanee, quella che scatta è la paura di non essere più all’altezza della situazione. Da un problema con gli altri (pelle) comincia pian piano a svilupparsi anche un problema di inadeguatezza, di paura di non essere più all’altezza dell’ambiente in cui si vive. Questa complessa e ricca psicoemozionalità rende utile anche un intervento di tipo floriterapico con fiori di Bach e fiori Australiani.


John Pagano
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martedì 14 gennaio 2014

Che cos'è la psicosomatica?

Che cos'è la psicosomatica?

L'influenza tra organi ed emozioni

di Fabio Sinibaldi - 13/01/2014



Che cos'è la psicosomatica?

Il rapporto tra mente e corpo rappresenta un tema affascinante sul quale l’uomo si è sempre interrogato. Io per primo non sono rimasto immune a questa attrazione e da anni mi ci dedico a livello di studio e di ricerca, esplorando i campi più diversi della scienza. Credo che il fascino che questa relazione esercita su molte, direi tutte, le persone risieda nel fatto che ognuno di noi, a modo proprio, l’ha sperimentata sulla propria pelle. Ci sono persone che sotto stress digeriscono male, altre a cui la rabbia crea acidità di stomaco, altre ancora che quando cambiano abitudini accusano il mal di testa o vedono trasformarsi il proprio corpo per la ritenzione di liquidi, la pelle secca o atro. Insomma, tutti noi siamo soggetti, in grado diverso, a processi in cui la mente e le emozioni influenzano il corpo. Quindi è comprensibile che ci incuriosisca.

In realtà tutti noi siamo anche soggetti a fenomeni in cui è il corpo a influenzare la mente e/o le emozioni, ma molto spesso non ne siamo consapevoli. Eppure già Ippocrate aveva ipotizzato un legame tra i fluidi corporei (sangue, bile e flegma) e l’umore e le capacità mentali di una persona. Sono poi arrivate la medicina cinese, l’omeopatia, la psicologia e tante altre discipline a fare chiarezza sul tema. Fino a qualche anno fa, tuttavia, tante di queste discipline hanno dato contribuiti enormi, eppure sembrava sempre mancare un tassello, un quadro unificante. Spesso si riscontravano alcuni punti in comune su cui tutte le discipline concordavano, creando le basi per le prime certezze in materia. In altri casi, invece, le letture che queste discipline portavano di uno specifico fenomeno erano diametralmente opposte.

Oggi, per nostra fortuna, si sono sviluppate aree di ricerca molto evolute, basate su scienze moderne come la PNEI, la Neurologia Funzionale e le Neuroscienze, in grado di avere chiavi di lettura integrate e strumenti di analisi molto accurati. Cosa ci dicono queste scienze? Una prima valutazione, secondo me straordinaria, riguarda il fatto che le intuizioni di discipline molto antiche come la Medicina Cinese Tradizionale e certi filoni dello Sciamanesimo sono state confermate al 90%. Ad esempio si è trovato un legame diretto tra i principali punti di agopuntura e i relativi organi correlati.

Ma queste scienze moderne hanno fatto anche di più. Grazie ad una serie di ricerche approfondite, a molte delle quali possiamo dire con orgoglio di aver partecipato attivamente, sono stati scoperti collegamenti a più livelli tra organi ed emozioni.

Un primo livello è di tipo embriologico, legato cioè alla condivisione dello stesso foglietto d’origine tra l’area del cervello che elabora una certa emozione e l’organo con il quale è collegato.

Un secondo livello riguarda il sistema nervoso in sviluppo nei primi mesi di vita di un bambino. Pensate che un neonato tra il 45° e il 170° giorno di vita sviluppa 250.000 neuroni al minuto. Si, al minuto, avete capito bene. In questo periodo avviene anche la migrazione dei neuroni al di fuori del cervello, che collega aree specifiche cerebrali con organi specifici.

Il terzo livello di lettura riguarda il sistema di connessione specifica neuro-vascolare e neuro-linfatico, che crea connessioni triangolari tra organi, sistema nervoso e circolatorio in un caso e tra organi, sistema nervoso e linfatico nell’altro.

Un quarto livello di collegamenti è mediato da neurotrasmettitori specifici che, ad esempio, vengono liberati dalla reazione di paura o di rabbia. Nel caso della paura, una volta liberati, questi neurotrasmettitori vanno a colpire non solo l‘attivazione dei muscoli per poter fuggire o scappare da un pericolo, ma stimolano anche in modo mirato il sistema digerente in modo da liberarsi dal peso del cibo (colpendo lo stomaco con acidi digestivi e stimolando l’intestino ad evacuare) che costituirebbe solo un impegno inutile alla sopravvivenza in quel momento. Esistono anche altri livelli di lettura, ma per il momento concentriamoci su questi.

Come qualcuno avrà già immaginato è possibile oggi creare una mappa dettagliata dei collegamenti tra specifiche emozioni e organi. Ad esempio, come sosteneva la cultura popolare, è stata dimostrata una connessione tra il fegato e la rabbia. Per l’esattezza si è riusciti a essere ancora più precisi: la rabbia repressa e il risentimento vanno a colpire il fegato, mentre la rabbia collegata al senso di impotenza e frustrazione è collegata alla cistifellea.

Provare occasionalmente paura, rabbia o altre emozioni non compromette direttamente la salute di un organo, ma se una certa emozione è presente spesso - pensate a quelle persone che vivono sotto stress continuato, con la paura costante di perdere il lavoro o un amore - la stimolazione degli organi non sarà più fisiologica, non ci saranno i normali tempi di recupero e con il tempo la costante acidità di stomaco potrà portare un’ulcera o il costante sovraccarico del fegato potrà farlo degenerare. Mi ricordo molto bene di una persona che aveva seguito uno dei nostri corsi, raccontava di avere i valori epatici come quelli di un alcolista anche se era stato sempre astemio! In questi casi è importante riconoscere il ruolo giocato dall’emozione e dai pensieri che la sostengono. Infatti una persona può aver paura di un esame pur essendo molto preparata ma, se la mente non riesce a valutare correttamente le proprie capacità, l’emozione di paura partirà ugualmente. Innanzitutto è fondamentale comprendere di che emozione si tratta e valutare correttamente il meccanismo specifico che la fa partire. A questo punto la situazione può essere già risolta, altrimenti è possibile agire anche sui altri livelli che sostengono certe emozioni anche se non sono più necessarie (ad esempio un eccesso di zuccheri bianchi amplifica le risposte di paura) o che mantengono un sintomo specifico (un eccesso di proteine animali può inibire il recupero da dermatiti da stress).

Come abbiamo accennato all’inizio è importante prestare attenzione anche al percorso inverso, cioè quello dal corpo alla mente e alle emozioni. È oggi ampiamente dimostrato come un intestino infiammato crei sensazioni di insofferenza e ansietà diffuse, che una respirazione bloccata dal diaframma contratto o dai polmoni in stato di sofferenza crei uno stato mentale di insoddisfazione e scarsa autostima.

Per chi fosse interessato ad approfondire questo argomento rimandiamo a prossimi articoli su Scienza e Conoscenza, a quelli sul sito dell’autore:
www.realwayoflife.com e ai seminari di approfondimento alcuni anche online e gratuiti.

Nitamo Federico Montecucco
Psicosomatica Olistica >> http://goo.gl/xZEh4H
La salute psicofisica come via di crescita personale dai blocchi psicosomatici all'unità dell'essere
Editore: Edizioni Mediterranee
Data pubblicazione: Novembre 2005
Formato: Libro + 4 Poster - Pag 359 - 17x24
Note: + 4 poster delle mappe psicosomatiche