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lunedì 12 febbraio 2024

Amore: una questione di quanti


Amore: una questione di quanti

Psicologia Quantistica

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L’amore è una molecola meravigliosa, innamorarsi è un’esperienza straordinaria, perché scatena una vera e propria tempesta nella mente e nel corpo, legata alle complesse reazioni biochimiche che avvengono nel Sistema Nervoso Centrale

Carmen Di Muro - 11/02/2024

Articolo tratto da Scienza e Conoscenza 69

La prima fase che segna la nascita di un rapporto amoroso è quella dell’attrazione. È l’esperienza umana più imprevedibile, più illogica e meno soggetta alle regole che la natura abbia predisposto per la formazione della coppia. Si può dire “mi piace quella donna o quell’uomo” perché ha determinate caratteristiche, ma si tratta solo di razionalizzazioni: in effetti, non sappiamo per quale motivo una persona ignota o anche che conosciamo bene, improvvisamente diventi unica, oggetto della nostra costante attenzione, insediando il cuore e catturando ogni nostro pensiero, al di là di ogni possibile controllo volontario.

Attrazione e innamoramento si verificano quando siamo predisposti. Può trattarsi di particolari periodi della vita nei quali la necessità di cambiare rende l’individuo ricettivo all’incontro. Questi particolari momenti dell’esistenza corrispondono a una configurazione biochimica specifica, in cui alterazioni dei livelli normali di alcuni neurotrasmettitori, come la serotonina, la noradrenalina o la dopamina fanno sì che alcune aree cerebrali siano più “responsive” (Bartles & Zeki, 2000).

Cosa fa scattare la “scintilla” dell’amore?

Una volta che siamo predisposti e la “fascina di legna” è ben approntata, è facile che prenda fuoco. Ma cos’è che accende la scintilla? Il primo aspetto da sottolineare è che, sicuramente, alcune caratteristiche dell’altro ci colpiscono. Queste non possono essere colte appieno, se non partendo dai meccanismi sottili e dalle interazioni di campo che sottendono i sistemi viventi. Questo livello di interconnessione-dipendenza della realtà subatomica, caratterizzato dal principio di non-località, vede le particelle dei nostri organismi interagire tra loro e con quelle dell’universo, simultaneamente attraverso una rete di informazioni. Ciò dovrebbe darci il senso circa l’esistenza di processi profondi, “quantici”, che guidano il manifesto e che si realizzano a partire dalle sintonie vibratorie tra i nostri sentimenti e quelli di un altro individuo che, in un dato momento esistenziale, risuona sul nostro medesimo campo di informazione, in uno scambio costante di cariche che si traduce nella ricezione di una particolare qualità che ci colpisce inspiegabilmente: può trattarsi dell’intonazione della voce, di aspetti caratteriali, di un dettaglio peculiare che cattura la nostra attenzione, magnetizzandoci.

Segnali che arrivano dritti al cervello

Infatti, noi ci innamoriamo quando il segnale giusto ci colpisce al momento giusto. Ed è proprio l’informazione che guida la materia biologica. Nel caso dell’innamoramento, i segnali relativi a un’altra persona stimolano per via diretta l’amigdala, quella particolare struttura del lobo limbico, che “sequestra” gran parte del cervello e a breve distanza di tempo informa la corteccia prefrontale, la cosiddetta parte pensante, che elabora le informazioni, fornendo la consapevolezza che stiamo sentendo qualcosa e, altresì, apportando risposte organizzate a quanto sta accadendo (LeDoux, 2000). La corteccia riconosce qualitativamente il sentimento e ci rende coscienti del fatto che tutte le sensazioni piacevoli che stiamo provando sono riferibili al fatto di esserci innamorati.

Ossitocina e vasopressina: le molecole della pace

Poiché l’innamoramento rappresenta la fase di un processo, diventa inevitabile che, alla tempesta iniziale, subentri quel senso di tranquillità e regolarità indotto dalla presenza predominante delle “molecole della pace” (ossitocina per la donna e vasopressina per l’uomo), che inducono una forma diversa di sentire, un sentimento di certezza e stabilità (Insel & Shapiro, 1992). L’attenuarsi dell’effetto dopante si verifica in quanto l’organismo non può tollerare di essere sequestrato troppo a lungo e focalizzato su una sola attività. È vero che innamorarsi è importante, ma è anche vero che a un certo punto è necessario che si torni con i piedi per terra. L’intera fisiologia, infatti, innesca gradualmente meccanismi per il ripristino dell’equilibrio di partenza, anche se in un sistema biologico – tanto più nel cervello, organo plastico per eccellenza – l’esperienza affettiva lascia sempre una traccia permanente di ciò che è stato. Eppure, solo una “follia fisiologica” transitoria, come quella dell’innamoramento, ma pur sempre follia, con tutte le modificazioni elettromagnetiche-chimiche-fisiologiche che la sottendono, ci può catapultare sulla strada dell’amore, che da pulsione istintuale diventa uno dei sentimenti umani più elevati, energia per eccellenza in grado di penetrare l’essere in ogni sua fibra ed estrinsecarsi in una miriade di stati d’animo e comportamenti.

Scienza e Conoscenza n. 69 - Luglio/Settembre 2019 - Rivista >> http://bit.ly/2LzQgg5  

Nuove scienze, Medicina Integrata

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SCOPRI IL LIBRO DI CARMEN DI MURO

La Scienza del Cuore — Libro >> https://bit.ly/2T15Gz1  

Nella Saggezza Cardiaca il Codice della Felicità

Carmen Di Muro

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martedì 17 maggio 2022

L' Amore Assoluto e l'Amore Relativo


L' Amore Assoluto e l'Amore Relativo

Consapevolezza e Spiritualità

>> https://bit.ly/3t2yVAP

L’amore muove l’universo e lo fa crescere. Non è soltanto un sentimento, ma una forza fisica della natura. È una vibrazione che unifica tutto, gioia e dolore, pace e turbamento, estasi e morte. L’amore contiene il Tutto dentro di se, e lo abbraccia. L’uomo sta cercando ancora a decifrare i suoi misteri.

Il grande maestro Vittorio Marchi torna a parlare dell’amore nel suo modo unico ed emozionante, con saggezza e reverenza, nel libro Mirjel, il meraviglioso Uno (ora in versione e-book).

Redazione - Scienza e Conoscenza - 11/05/2022

Alla ricerca della felicità

Il concetto di Amore Assoluto è estremamente diverso da ciò che comunemente viene definito “amore” dagli uomini. Diciamo solo che in parte l’elemento della sua qualità negli uomini è stato descritto ammirevolmente nel libro di Erich Fromm Dalla parte dell’Uomo, così come qui viene proposto:

«Non vi è quasi parola che sia più ambigua e confusa della parola amore. Essa è impiegata per denotare quasi qualsiasi sentimento. Comprende qualsiasi cosa, dall’amore per il gelato a quello per una sinfonia, dalla simpatia blanda al senso più vivo di intimità. Le persone sentono di amare se “ci sono cascate con qualcuno”.

Chiamano amore la propria dipendenza e anche la propria ossessività. Ritengono, in realtà, che nulla sia più facile che amare, che la difficoltà sia soltanto nello scovare l’oggetto giusto (del desiderio) e che la fallita ricerca di felicità nell’amore sia dovuta alla cattiva fortuna per non aver trovato il partner adatto. Ma, a dispetto di tutte queste idee confuse e capricciose, l’amore è un sentimento estremamente specifico. E mentre ogni essere umano ha la capacità di amare, realizzarla è una delle più ardue conquiste. La sua essenza è la medesima, sia che si tratti dell’amore della madre per il figlio, del nostro amore per l’uomo, o dell’amore erotico tra due individui. Si tratta pure della stessa cosa quando si parla dell’amore per il prossimo e dell’amore per se stessi.

Innamorarsi: un’opportunità per raggiungere l’amore

L’amore genuino si radica nella produttività. E sebbene gli oggetti dell’amore differiscano, e differiscano di conseguenza l’intensità e la qualità dell’amore, si può dire tuttavia che certi elementi fondamentali siano caratteristici di tutte le forme di amore produttivo. Tali elementi sono la sollecitudine, la responsabilità, il rispetto, la conoscenza e la obiettività. La sollecitudine e la responsabilità denotano il fatto che l’amore è una attività, non una passione da cui si è sopraffatti, non un affetto da cui si è affetti. L’amore non può essere separato dalla responsabilità. I termini “responsabilità” e “risposta” hanno la medesima radice, respondere = rispondere. Essere responsabili è essere pronti a rispondere.

Si crede che innamorarsi sia già il culmine dell’amore, mentre, in realtà, non è che un’opportunità di raggiungere l’amore. Si ritiene che l’amore sia il risultato di una qualità misteriosa, mediante la quale due persone si sentono attratte l’una dall’altra, di un evento che si verifica senza sforzo. In realtà, la solitudine dell’uomo e i suoi desideri sessuali rendono facile innamorarsi, e in ciò non vi è nulla di misterioso, ma si tratta di un guadagno che si perde rapidamente quanto rapidamente lo si raggiunge. Non si è amati per caso!

La propria capacità di amare produce amore!

Le persone si preoccupano di essere o meno attraenti, mentre dimenticano che l’essenza dell’attrattività è la capacità stessa di amare. Amare una persona produttivamente significa essere solleciti nei suoi confronti e sentirsi responsabili della sua vita, non soltanto per la sua esistenza fisica, ma anche per la crescita e lo sviluppo di tutte le sue potenzialità umane. Amare produttivamente è incompatibile con la passività, con il limitarsi a contemplare la vita della persona amata. Implica fatica, fatica e sollecitudine, e la responsabilità della sua crescita.

Malgrado lo spirito universalistico delle religioni monoteistiche occidentali, e i concetti politici progressivi che si esprimono nell’idea che “tutti gli uomini sono stati creati uguali”, l’amore per l’umanità non è ancora divenuto una esperienza comune. L’amore per l’umanità è considerato una conquista che, nel caso migliore, consegue dall’amore per un individuo, oppure un concetto astratto da realizzarsi soltanto in futuro. Ma la solidarietà umana è la condizione necessaria per lo sviluppo di qualsiasi individuo. La sollecitudine e la responsabilità sono elementi costitutivi dell’amore, ma senza il rispetto dell’essere amato, e senza la conoscenza di lui, l’amore degenera in predominio e ossessività. Il rispetto non è amore, è reverenza. Denota, in accordo con la radice della parola (respicere = guardare), la capacità di vedere una persona qual è, di essere consapevoli della sua visibilità e singolarità.

Rispettare una persona senza conoscerla non è possibile

Sollecitudine e responsabilità sarebbero ciechi, se non fossero guidati dalla conoscenza della individualità della persona. L’obiettività non significa distacco, significa rispetto. Significa cioè avere la capacità di non distorcere e falsificare le cose, le persone e se stessi». E tuttavia le sfumature dell’amore descritte da Erich Fromm, pur essendo strabilianti, sono solo alcune e neanche tra le più profonde delle possibilità infinite secondo cui esso può esprimersi; perché, se proprio si vuole andare fino in fondo, alla radice della sua vera natura, l’amore è molto di più.

L’Amore è la forza della natura che muove l’Universo

«È l’Amor che muove il sole e l’altre stelle» (Dante)

Ma chi ha capito cosa intendesse dire Dante, quando alludeva al fatto che l’amore infinito è l’unica verità, l’unica cosa (energia) che muove tutto, mentre tutto il resto è solo illusione? Per comprendere bene bisognerebbe ricordare la storia dei due personaggi che discutevano sul movimento di una bandiera mossa dal vento. «La bandiera si muove», diceva uno. «No, è il vento che si muove», diceva l’altro. Un terzo che si trovava a passare di lì, sentendo quella conversazione, aggiunse alla fine: «La bandiera non si muove. Il vento non si muove. È la vostra mente a muoversi».

Ecco allora che per sapere cos’è il vero amore, bisognerebbe capire che è l’amore di una PERSONA, indivisibile dalla sua ANDROGINIA universale, impropriamente distinta in materia vivente e in materia inerte, o materia visibile e invisibile che incessantemente riproduce, muove e rimuove in sé una cosa sola: il frutto del proprio sentire, il figlio dell’UOMO che già potenzialmente era.

Tale movimento ciclico, che noi chiamiamo evoluzione, segue la stessa legge del FRUTTO, il quale altro non è che il risultato di uno sforzo incessante operato dall’ALBERO per trasformarsi in una forma fruttuosa, con una tensione che riconduce al seme, secondo una via circolare, di natura eterna. Senza principio e senza fine.

Ama gli altri come te stesso significa ama te stesso prima di tutto.

Ebook - Mirjel >> https://bit.ly/3t2yVAP

Il meraviglioso Uno

Vittorio Marchi

www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-mirjel-il-meraviglioso-uno.php?pn=1567


lunedì 25 novembre 2019

Paura di innamorarsi?



Paura di innamorarsi?

Psicologia Quantistica


Consapevole del potenziale in esso racchiuso, la cultura ha sempre tentato di imbrigliare l’amore, fino addirittura a soffocarlo. Oggi siamo liberi di vivere l'amore come vogliamo, ma molti hanno ancora paura del sentimento più potente che muove l'uomo: perché?

Carmen Di Muro - 23/11/2019

Il seguente articolo è tratto da Scienza e Conoscenza 70

Che l’amore sia una forza potentissima lo sappiamo tutti: ci catapulta fuori dal nido sicuro della famiglia, trasforma una persona ignota nell’essere più adorabile che esista, ci fa condividere emozioni, per non dire che in nome dell’amore molti mentono, tradiscono e qualcuno arriva addirittura a uccidere. E forse è proprio in virtù di questa forza che l’amore ha impiegato secoli per affermarsi come elemento fondamentale del rapporto tra persone.

Oggi tutti sono finalmente liberi di amare chi e come vogliono, ma non tutti riescono ad affrontare adeguatamente questo sentimento, nel senso di gioire fino in fondo o di arginare il dolore che può provocare. Perché questa stonatura? Consapevole del potenziale in esso racchiuso, la cultura ha sempre tentato di imbrigliare l’amore, fino addirittura a soffocarlo. Troppo a lungo siamo stati abituati a non esprimere i nostri sentimenti e a reprimere le nostre naturali esigenze affettive, e ora siamo disorientati, incapaci di padroneggiarle. Una sorta di “vertigine di libertà” che ci spiazza di fronte ai sentimenti, e che per molti si traduce in un passivo abbandono all’eccesso, per altri in un bisogno disperato di punti di sostegno, e per altri ancora, in una profonda paura di perdersi nelle braccia dell’altro.

Tante paure una sola radice

Sono di varia natura i timori che impediscono di innamorarsi (Tallis, 2005). Alcuni sono consapevoli, altri celati. Diversa è anche la loro entità: in alcuni casi sono solo timori lievi, in altri vere e proprie fobie, cioè forme patologiche di paura. Alcune persone temono, dichiaratamente, di perdere la propria libertà e diventare dipendenti, perché concepiscono le relazioni amorose non come esperienze in grado di arricchire la loro vita, ma come un vincolo, una catena che blocca i desideri personali.

Talvolta si arriva a questa conclusione in seguito a un’esperienza familiare negativa, dominata da un genitore che si è comportato da despota e ha controllato eccessivamente la vita del figlio. Oppure, in seguito a precedenti relazioni con partner aggressivi o gelosi, con la tendenza a schiavizzare l’altro con richieste assurde o a limitarne la libertà. Inoltre, la paura di innamorarsi può anche dipendere dal timore di perdere il controllo sulle proprie reazioni emotive e di lasciarsi coinvolgere troppo, smarrendo la propria stabilità. Anche un simile atteggiamento è, spesso, il risultato di esperienze precedenti che sono finite male e in cui è stata tradita la fiducia, o di legami familiari troppo stretti che hanno impedito alla persona di spiccare il volo verso l’autonomia. Hanno paura di innamorarsi, inoltre, anche le persone timide e introverse, ipersensibili al rifiuto, che temono di soffrire se la persona che li attrae non dovesse, per qualunque motivo, ricambiare il loro interesse.

Per quanto ognuno abbia personalità ed esperienze completamente diverse, c’è però un unico filo che le collega tutte: la natura di questa paura. Il fulcro affonda in larga parte in memorie antiche, nell’intensità dell’informazione emotiva legata alle primissime fasi dello sviluppo, nelle tracce indelebili lasciate su di noi dall’atteggiamento delle persone che ci hanno accudito, nonché nelle informazioni di campo generazionali, trasmesse per via genetica, che hanno plasmato profondamente i nostri tessuti cerebrali.

Vittime della neocorteccia

Dal punto di vista biologico, numerose ricerche sono concordi nell’affermare che in questi soggetti è probabile che l’amigdala, primo centro di reazione emozionale, sia costantemente tenuta sotto scacco dalla neocortex, la cosiddetta parte pensante, che la disattiva sistematicamente (Le Brecht & Badre, 2008). È il caso di persone che esercitano il massimo grado di autocontrollo e che sin dalla nascita hanno imparato, inconsciamente, ad autoregolarsi a livello del SN (Sistema Nervoso), bloccando gli stimoli che provengono dall’altro (Schore, 2003). Nel caso in cui, infatti, dovesse scattare un piccolo segnale di innamoramento, per esempio un fastidioso batticuore, o qualche pensiero di troppo riguardo a una certa persona, l’amigdala riconosce quell’informazione come risonante con sentimenti spiacevoli e di sofferenza provati in passato, facendo sì che vengano messi in atto comportamenti di fuga o altre strategie analoghe per evitare il coinvolgimento affettivo.

Come aiutare queste persone? Senza dubbio, un percorso di consapevolezza volto al superamento delle memorie antiche di dolore, attraverso l’accoglienza del pieno sentire che alberga dentro di sé – energia capace di rimodellare il funzionamento dei centri cerebrali e le successive reazioni comportamentali che da questi provengono – potrebbe far ritrovare alla persona la giusta apertura nei confronti della ventata di novità che può entrare nella vita quando ci si abbandona pienamente all’amore. E sebbene il potere di questo sentimento sia ancora un enigma nelle sue infinite coloriture affettive, la comprensione dei meccanismi sottili attraverso i quali si estrinseca non può che aiutarci nella conoscenza di questa forza misteriosa, che tocca gli animi e i nervi, stimola il funzionamento degli ormoni e ottenebra anche le menti più lucide.

Per contatti

BIBLIOGRAFIA
Lebrecht S & Brade D, 2008. Emotional regulation, or: how I learned to stop worrying and love the nucleus accumbens. Neuron; 59(6): 841-3.
Schore A.N. (2003). Affect regulation and the repair of the self (norton series on interpersonal neurobiology). WW Norton & Compan.

Tallis F, 2005. Love Sick. Love is a mental illness. Thunder’s Mounth Press.

Scienza e Conoscenza n.70 - Ottobre/Dicembre 2019 — Rivista >> http://bit.ly/2BASRPZ
Nuove scienze, Medicina Integrata
AA. VV.

martedì 4 giugno 2019

Quando l'amore e' patologico



Quando l'amore e' patologico

Psicologia Quantistica


Capire i meccanismi biochimici alla base dell’innamoramento e dell’amore ci aiuta ad avere consapevolezza dei nostri sentimenti

Carmen Di Muro - 03/06/2019

Ci innamoriamo allo stesso modo in cui inciampiamo, apparentemente per caso, senza volerlo e senza averlo programmato. Il nostro centro di gravità emotiva si sposta e noi ruzzoliamo nelle mani della sorte. “Innamorarsi” è come ritrovarsi in una scena dell’antica Grecia, dove la theia mania ci può fulminare per il capriccio di una divinità qualsiasi.

Anche se ci piace pensare all’amore come un’esperienza fatale, misteriosa e trascendente, la realtà è molto diversa. L’amore spesso svela il nostro più latente lato “folle”. La singolare caratteristica della ricerca sull’amore del XX secolo è che, di rado, ha potuto trattenersi dall’utilizzare il linguaggio della psicopatologia. Gli amanti sono maniaci, ossessivi, soffrono di attacchi d’ansia e si disperano.

Cosa si intende per amore patologico?

L’amore patologico (PL) è caratterizzato da comportamenti ripetitivi volti ad accudire in maniera incontrollata il partner, dedicandogli attenzioni costanti nel quadro di una relazione sentimentale. Il comportamento tipico del PL assume un ruolo fondamentale nei soggetti che ne sono affetti al punto da incidere negativamente su altri interessi preesistenti. Si tratta di una manifestazione amorosa in virtù della quale, la persona, sperimenta un sentimento possessivo incentrato sul bisogno dell’altro. La patologia può manifestarsi nella sua forma primaria, ovvero isolata, in soggetti molto insicuri, dominati da sentimenti di rifiuto, abbandono e rabbia. Altrimenti, può associarsi a disturbi psichiatrici, soprattutto depressione e ansia. Allorquando il PL si manifesta quale forma secondaria, intrattenere rapporti patologici fonte di sofferenza costituisce comunque un sollievo da altri sintomi.

Il fatto che tante persone vivano l’amore in modo sgradevole, eppure continuino a inseguirlo, ha lasciato per lungo tempo i ricercatori perplessi. In genere, tutti noi sappiamo che non si persevera in comportamenti che portano infelicità. L’eccezione si presenta, invece, nel caso si faccia ricorso ad agiti automatici che silenziano il frastuono dell’energia emotiva mettendo sotto scacco il pensiero. Il miglior esempio per descrivere questo stato è il “fenomeno dell’addiction”.

Una forma di dipendenza

La casistica indica che il PL presenta caratteristiche cliniche sovrapponibili alla dipendenza da alcol, da droghe, ma anche da altre attività. Il dato è stato corroborato dalla ricerca di alcuni studiosi presso il Control Disorder Outpatient Clinic (AMITI: Clinica per pazienti affetti da disturbi del controllo dell’impulsività) dove è stato possibile osservare e trattare 64 soggetti per un periodo di due anni. I ricercatori hanno confrontato i criteri proposti dall’American Psychiatric Association per valutare le sostanze in grado di indurre dipendenza con le caratteristiche rilevate nei soggetti affetti da PL.

In tal modo hanno proposto 5 criteri per diagnosticare il PL:

segni e simboli di astinenza in assenza del partner (insonnia, tachicardia, tensione muscolare, letargia, attività intensa);
intensificarsi del comportamento di accudimento e preoccupazione nei confronti del partner, tanto da lamentarsene;
mancanza di controllo rispetto al proprio comportamento, per cui si verificano tentativi fallimentari di interrompere il rapporto nocivo;
dispendio di tempo dedicato a controllare il partner e abbandono di altre attività sociali;
mantenimento del legame patologico nonostante i danni familiari, personali e professionali dallo stesso provocati.

Tutte queste caratteristiche sono chiaramente tipiche degli innamorati. Inoltre, amore e dipendenza mostrano ulteriori affinità riguardo al mutamento dei fattori che li fanno durare nel tempo. All’inizio la dipendenza è sostenuta dal piacere, ma tale intensità gradualmente diminuisce, finché a sostenerla è il desiderio di evitare la sofferenza. Lo stesso vale per l’amore, in quanto nella gran parete dei casi le relazioni finiscono sul fondarsi non sul piacere, ma sulla volontà di evitare il dolore associato alla separazione.

Il corpo: una fonte naturale di sostanze dopanti

Lo psichiatra americano M. Liebowitz affermò che si potevano raccogliere indizi sulla chimica alla base dell’amore individuando le analogie tra le diverse fasi dell’amore e gli effetti di sostanze psicoattive. L’iniziale slancio di eccitazione accostato all’innamoramento poteva essere associato a sostanze chimiche simili alle anfetamine o ad altri stimolanti (come la cocaina). Stati di tranquillità o sicurezza, invece, erano influenzati da composti analoghi ai narcotici (come eroina, oppio o morfina), ai tranquillanti (come il valium) o ai sedativi (come barbiturici, alcol e cannabis). Inoltre, Liebowitz sostenne che le esperienze più trascendenti legate all’amore, come l’accresciuta percezione della bellezza, l’impressione di eternità e altre sensazioni spirituali erano veicolate da sostanze simili agli psichedelici (come LSD, mescalina e psilocybin). In questo senso il corpo umano può essere visto come una grande farmacia naturale che produce anfetamine, barbiturici e psichedelici e questo spiegherebbe perché l’amore viene tanto spesso paragonato alla dipendenza.

Per esempio, una delle sostanze chimiche più importanti che vengono liberate quando due potenziali amanti si incontrano è la feniletilamina (PEA), un composto simile all’anfetamina che risolleva l’umore e il livello di energia. Di solito ad essa si associa il rilascio di ormoni della paura che acuiscono i sensi, come l’adrenalina e la noradrenalina. Il potente cocktail di PEA e ormoni attacco/fuga genera uno stato di vertiginosa eccitazione: un flusso di energia potentissima. Tutto ciò mette in risalto il perché si desideri l’amore con tanta intensità, ma anche perché interrompere un’avventura romantica nelle sue fasi iniziali sia così doloroso. Anche se la coppia non si conosce abbastanza a fondo, il rifiuto può essere devastante in quanto il livello di PEA crolla di colpo e, proprio come un tossicodipendente, l’amante cade in uno stato depresso e agitato.

L’affermazione di Liebowitz secondo cui c’è molto da imparare dalle corrispondenze tra gli effetti dell’amore e quelli delle sostanze psicoattive si è rivelata una pietra miliare, che ha dato il via a un corpo sempre più ampio di ricerche biochimiche a supporto della sua tesi.

L’amore è una “molecola potentissima”: la forza fondamentale che presiede il benessere psicofisico. E avvicinarsi all’amore con un’ottica scientifica, comprendere le sue dinamiche patologiche, imparare a riconoscere i processi biologici che lo sottendono non attenuerà l’intensità con cui lo viviamo, non spegnerà la sua meraviglia ma, anzi, potrà aiutarci a lenire la sofferenza che spesso si lega a queste condizioni e che molto spesso può sfociare in patologia a tutti i livelli. La biologia non degrada i sentimenti, ma ci rende consapevoli del fatto che la loro origine è nel nostro essere e farci corpo.

Riconoscere che l’amore è un’energia dinamica che alberga dentro di noi, nel profondo della nostra anima, diviene il mezzo per riconoscere in pieno la sua grandezza. Grandezza che diviene ancora maggiore quando, vivendo pienamente nell’amore, l’uomo diventa capace di superare se stesso.

BIBLIOGRAFIA

Fisher H, 1992. Anatomy of love. New York, Fawcett Columbine.

Gonzales-Maeso J & Sealfon SC, 2009. Psychedelies and schizophrenia. Trends Neurosci; 324: 225-232

Liebowitz M, 1983. The chemistry of love. Boston. Little Brown and com.

Moss E, 1995. Treating the love-sick patient. Isr J Psychiatry Relat Sci; 32: 167-173.

Sophia EC, Tavares H, Berti M, Pereira AP, Lorena A, 2009. Pathological love: Impulsivity, Personality and Romantic Relationship; CNS Spectr; 14(5): 268-274.

Tallis F, 2005. Love Sick. Love is a mental illness. Thunder’s Mounth Press.

eBook - Spiritual Mind >> http://bit.ly/2SDXUFF
Nuove prospettive di guarigione tra fisica quantistica e coscienza
Carmen Di Muro

Essere è Amore - Libro
Dal pensiero alla materia - Viaggio scientifico nella pura essenza
Carmen Di Muro

Anima Quantica - Libro
Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione
Carmen Di Muro

giovedì 29 novembre 2018

Il legame tra fisica quantistica e amore




Legame tra fisica quantistica, spiritualita' e amore

Intervista a Thomas Torelli, il regista che con i suoi documentari indaga il legame tra fisica quantistica, spiritualità e amore

Consapevolezza e Spiritualità


Il legame tra fisica quantistica e amore, la stretta relazione tra scienza e emozioni. Ce ne parla Carmen di Muro in questa intervista al regista Thomas Torelli

di Carmen Di Muro

La vita è una questione di punti di vista, ce lo ricorda la storia di ieri e quella di oggi, gli eventi solenni e le consuetudini quotidiane, il pensiero dei grandi uomini e quello più velato dei semplici. Un mare di punti di vista fatto di certezze e dubbi, di trasparenze ed opacità dove ognuno può nuotare con lo stile che preferisce, trovando un faro illuminante, una boa di riferimento per le situazioni critiche. Ma ci sono piccole grandi cose che ci permettono di fare la differenza, come “un’immagine che scorre sulla pellicola”, depositaria di storie, in grado di aiutarci a sintetizzare il particolare e il generale, unendo soggettività ed universalità in uno scenario di senso più ampio, che ci mostra la vita da una diversa prospettiva di osservazione per abbracciarla e farla propria profondamente, mettendoci in posizione privilegiata per porre le basi per la creazione di “Un Altro Mondo”. Piccoli istanti sugellati in un frame che nutrono lo spirito di una nuova consapevolezza, spingendo alla più intima riflessione su chi siamo, ma soprattutto sul dove stiamo andando. Ed è proprio questa “chiamata al risveglio collettivo” ciò che muove con passione Thomas Torelli, scrittore, regista e produttore romano che ha fatto dell’amore per l’immagine il suo lavoro e che in questa intervista per «Scienza e Conoscenza» si racconta.

Thomas il 2014 ha visto l’uscita del tuo film documentario “Un altro mondo”: un viaggio di riscoperta attraverso la scienza e la fisica quantistica. Tutto è Uno, e nell’universo tutto è energia in vibrazione che produce la musica di suoni della realtà in cui siamo immersi: quanto è stato importante portare questa grande verità nelle coscienze?

Per me è stato importantissimo perché la più grande soddisfazione di questo mestiere e, in particolare, di questo film, è vedere che quando riesci a trattare questi argomenti, riesci a dare speranza alle persone, a confermargli cose che magari sentono nel proprio intimo, ma che nessuno gli ha mai spiegato in maniera semplice e diretta. E allora noti che in loro si scatena un’incredibile passione, nonché gioia e riscoperta del proprio “Io” e della propria coscienza. Mi arrivano continuamente tantissimi messaggi di gente che mi ringrazia perché attraverso i miei lavori riesce a riscoprire un percorso, ad avere speranza e a vivere meglio. Questa è la grande soddisfazione del mio mestiere, ossia sapere di fare cose belle, non fini a sé stesse, ma d’aiuto per gli altri.

Quanto attraverso i tuoi lavori ha notato fattivamente il risveglio comunitario nel mondo di oggi in cui si assiste ad una vera e propria erosione d’identità storica, coscienziale, ma soprattutto spirituale?

Io ho il riscontro rispetto alle centinaia persone che mi scrivono e che incontro nell’ambito delle tantissime conferenze che ho fatto negli ultimi quattro anni e che mi raccontano come questi film hanno cambiato la loro vita: ci sono davvero tantissime storie. Questo è davvero molto bello ed è ciò che mi dà la forza di continuare, come diceva il grande Fabrizio De Andrè, “in direzione ostinata e contraria”, sapendo che tutto ciò che si fa è volto a un bene superiore.

Continua la lettura dell'articolo su Scienza e Conoscenza 66

Scienza e Conoscenza n. 66 >> http://bit.ly/2PLGBoi
Rivista - Settembre 2018
Nuove scienze, Medicina Integrata, Coscienza

Carmen Di Muro

Psicologa clinica, psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo Post-Razionalista e ISTDP, quantum trainer e scrittrice, vive ed opera in Puglia.

Aperta alla più ampia visione integrata dell’essere umano nella sua inscindibile unità di psiche-soma, unisce la formazione accademica con i suoi interessi nel campo della biologia, delle neuroscienze, della medicina, della meccanica e fisica quantistica che le hanno consentito di sviluppare un personale metodo di lavoro interdisciplinare quantico-emozionale©.

Da sempre attratta dal mondo spirituale dell’uomo e dall’essenza profonda dell’esistenza, orienta i suoi studi e le sue indagini scientifiche verso un tema speciale: “La guarigione dell’anima”. È referente per la regione Puglia dell’EFP- Group di Milano e oltre a svolgere l’attività clinica, divulga il suo pensiero tenendo convegni e seminari in tutta Italia. Autrice del libro “Essere è Amore. Dal Pensiero alla Materia. Viaggio Scientifico nella Pura Essenza”, Gagliano Edizioni e “Anima Quantica. Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione” Anima Edizioni, è membro del comitato scientifico e autore per la Rivista Nazionale “Scienza e Conoscenza” di Macro Edizioni e autore di articoli e video per AnimaTV.

Per informazioni visita il sito: www.carmendimuro.com
Per contatti: info@carmendimuro.com

martedì 29 maggio 2018

Dinamiche quantiche dell'amore: perche' ci innamoriamo




La dinamiche quantiche dell'amore: perche' ci innamoriamo?

Psicologia Quantistica

L'amore è una questione di alchimia: prima di tutto ormonale. Avvicinarsi all’amore con un’ottica scientifica non spegne la sua meraviglia, ma al contrario ci consente di mettere in luce i processi vibrazionali che vivificano e muovono le sue dinamiche. Perché oltre agli ormoni l'amore muove anche l'energia, un'energia altamente organizzata e trasformativa

Carmen Di Muro - 28/05/2018

Psicologi e psicanalisti hanno da sempre sottolineato che attrazione e innamoramento si verificano quando siamo predisposti. Può trattarsi di particolari età della vita, come l’adolescenza, contraddistinta da cambiamenti psicofisici marcati, o di momenti in cui, probabilmente, la necessità di cambiare rende l’individuo ricettivo all’incontro con l’altro. Per esempio, nella fase della pubertà un ruolo importante è espletato dall’alta concentrazione di ormoni sessuali tra questi, in particolare, del “Luteinizing Hormone-Relasing Hormone” o LH-RH che viene prodotto dall’ipotalamo e da qui trasferito all’ipofisi. Nell’ipofisi, l’LH-RH stimola la produzione di altre sostanze, quali il “Luteinizing Hormone” o LH e il “Follicle Stimulating Hormone” o FSH, che regolano la sintesi di estrogeni e progesterone nelle ovaie e di testosterone nei testicoli. Ci sono notevoli evidenze che l’LH-RH possa agire direttamente sulle aree limbiche e corticali, dando informazioni su corteggiamento e comportamento sessuale. Infatti, è interessante notare che individui con ipofisi che funziona meno vivono l’innamoramento con più difficoltà e presentano una riduzione del desiderio.

Il mistero dell'innamoramento

In ogni caso prescindendo dai meccanismi ormonali, certi momenti dell’esistenza o certi particolari stati potrebbero corrispondere ad una configurazione biochimica particolare, che renderebbe l’individuo più suscettibile all’incontro. Si può ipotizzare che la predisposizione, a livello biochimico, possa essere ricondotta ad alterazioni dei livelli normali di alcuni neurotrasmettitori, come la serotonina, la noradrenalina o la dopamina che rendono alcune aree cerebrali più “responsive”, magari sotto l’influenza di cambiamenti di situazioni vitali particolari. Una volta che siamo predisposti e la “fascina di legna” è ben approntata, è facile che prenda fuoco e si scateni l’innamoramento. Ma cosa sappiamo di questa fase? Cos’è che accende la miccia? L’innamoramento appare come la più misteriosa tra le dimensioni umane, un’esperienza straordinaria e a volte sconcertante che non può essere colta appieno se non partendo dai meccanismi sottili e le interazioni di campo che sottendono i processi chimici ed ormonali del nostro corpo, che ne sono l’effetto, ma non la causa.

Avvicinarsi all’amore con un’ottica scientifica non spegnerà la sua meraviglia, ma al contrario ci consente di mettere in luce i processi vibrazionali che vivificano e muovono le sue dinamiche. L’amore è frequenza altamente organizzata che genera coerenza tra i vari stati emotivi del nostro cuore, nonché un campo elettromagnetico capace di riorganizzare tutti i processi fisiologici del nostro corpo. Questo dovrebbe darci il senso circa l’esistenza di processi frequenziali che sottendono il manifesto, che si realizzano a partire dalle sintonie vibratorie tra i nostri sentimenti e quelli di un altro individuo che risuona sul nostro medesimo campo di informazione.

Amore ed energia

Nel momento in cui si entra in relazione con una persona si crea un continuum energetico che permette il passaggio e l’inglobamento dell’energia della stessa polarità. Quando si è legati profondamente ad un altro essere significa, infatti, che ci si è posti in sintonia perfetta sulle sue frequenze vibratorie. Ciò si traduce in uno scambio costante di informazioni da una fonte all’altra, concretizzandosi in quelle manifestazioni consuete quanto inspiegabili che l’amore produce come l’avvertire la stessa cosa, avere gli stessi pensieri contemporaneamente o gli stessi timori. Quando i nostri stati emotivi sono liberi dai condizionamenti, dalle paure e dai lacci del passato, il loro flusso armonico non potrà che generare un campo coerente attorno a noi capace di richiamare lo stesso tipo di informazione che viaggia sulla sua stessa intensità, concretizzandosi nella ricezione di una particolare caratteristica dell’altro ci colpisce inspiegabilmente: può trattarsi dell’ intonazione della voce, di un leggero sfiorarsi, di un odore particolare, di un bacio, o di una peculiarità che cattura la nostra vista. Quante volte abbiamo sognato il partner ideale, ma il nostro cuore è andato oltre quell’immagine che ci eravamo creati? Se riguardiamo alle nostre esperienze sentimentali sicuramente noteremo che la scelta dell’altro era in perfetta sintonia al periodo esistenziale che stavamo vivendo emotivamente su più fronti.

Capire “il perché ci innamoriamo” rimane ad oggi uno di quegli interrogativi tra i più complessi che muovono la natura umana, ma ciò non significa che ampliare lo sguardo verso la consapevolezza dell’esistenza di dinamiche quantiche che si agitano in noi e fuori di noi, non possa aiutarci a ricostruire una spiegazione profonda capace di farci ricomprendere quegli affascinanti percorsi che l’amore segue, nel bene e nel male, indirizzandoci e segnando indelebilmente la nostra esperienza di vita.

Anima Quantica - Libro
Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione
Carmen Di Muro

lunedì 21 maggio 2018

Cosa accade nel corpo quando si ama?




Cosa accade nel corpo quando si ama?

Psicologia Quantistica
      


Chi ha avuto la gioia di conoscere l’amore, ricorda molto bene il cuore che accelera, il respiro affannoso, le pupille dilatate necessarie per segnalare interesse e attrazione, tutti sintomi scatenati dall’adrenalina... ma cosa accade al corpo quando il sentimento amoroso si stabilizza nel tempo? Scopriamo quali sono gli effetti di un amore duraturo sul nostro cervello

di Carmen Di Muro - 19/05/2018


Diceva Voltaire che “l’amore è di tutte le passioni la più forte perché attacca contemporaneamente la testa, il cuore e il corpo”.

Che cos’è l’amore? E soprattutto cosa accade nel nostro corpo quando si ama? L’amore è vibrazione, un organismo vivente e come tale va continuamente alimentato e nutrito, perché possa svilupparsi in maniera armonica, perché non si arresti e ristagni, dando luogo a veri e propri disturbi sia fisici che psichici. E come ogni organismo ha le sue tappe di sviluppo e le sue epoche, tutte necessarie e gratificanti se ben vissute. Per arrivare a vivere pienamente l’amore, occorre tempo, bisogna attendere che i meccanismi coinvolti si attivino e disattivino in modo equilibrato. Non si può pensare di amare veramente se il sentimento non è abbastanza radicato, se non siamo realmente centrati in questa sottile vibrazione facendoci accompagnare ad ogni passo della nostra vita. Il cammino dell’amore è segnato da tappe ben precise, in cui sono coinvolti sia i sistemi che regolano le emozioni primordiali, sia quelli connessi a funzioni superiori, che una volta attivate possono assisterci e guidarci alla fase successiva del percorso.

I "sintomi" dell'amore

Chi ha avuto la gioia di conoscere l’amore, ricorda molto bene il cuore che accelera, il respiro affannoso, le pupille dilatate necessarie per segnalare interesse e attrazione, tutti sintomi scatenati dall’adrenalina. Come dimenticare il sudore alle mani, la bocca secca per l’emozione provocata dalla noradrenalina e quel senso di benessere che si prova quando si è vicini alla persona che si ama (Fisher, 1998). Un benessere che emerge se l’ipofisi viene sollecitata a produrre endorfine, le molecole responsabili dell’effetto euforizzante dell’amore, che ci fa dimenticare di mangiare, ci toglie il sonno e non ci fa avvertire la fatica. L’amore a volte si manifesta anche attraverso la passione scatenata dall’eccesso di dopamina, che ordina al cervello di desiderare, ordine che si manifesta a livello cosciente sotto forma di comportamenti passionali scatenati da un eccesso di adrenalina, la molecola dell’agitazione prodotta dall’ipofisi, che scatena la bufera, che rischia di compromettere l’equilibrio psicologico, se non interviene la serotonina, il neurotrasmettitore che può contribuire a riequilibrare il tono dell’umore.

L’aspetto interessante di questa tempesta biochimica è che mentre la passione iniziale, coinvolge le aree cerebrali collegate alla gratificazione e agli istinti, i sentimenti sollecitati da un sentire duraturo e stabile attivano le aree del cervello che sono sede delle emozioni. Ciò ci fa comprendere perché i sentimenti connessi all’amore cambiano nel tempo per effetto dei processi neurobiologici.

Quindi, le emozioni sono funzioni biologiche del cervello che comprendono una sensazione fisica, cioè ciò che proviamo a livello corporeo, il cui fine è di segnalare il nostro stato emozionale e una componente psichica, che consiste nella consapevolezza di ciò che stiamo provando. Sono, quindi, questi oscuri persuasori, che ci inviano messaggi subliminali senza che possiamo averne coscienza immediata, che ci fanno comprendere di essere meravigliosamente e perdutamente innamorati.

Conoscere i meccanismi che regolano quelle misteriose entità, rinchiuse nell’impalpabile e profondo segreto del nostro animo, non significa rinunciare alla magia e al mistero di uno dei più importanti sentimenti, ma al contrario, vestirlo di quell’intelligenza capace di condividere emozioni.

Per info e contatti visita: carmendimuro.com


Per approfondire:

Anima Quantica - Libro
Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione
Carmen Di Muro


un estratto dal libro "Anima Quantica" di Carmen Di Muro

Quando l'amore chiama, tu corri e lascialo fluire...

Quando la forza vibrante dell'amore chiama, bisogna alzarsi e mettersi in cammino verso il sentiero principale: quello dell'Anima. Una voce sottile, un sentire velato dal chiacchiericcio dirompente della mente, quella parte preriflessiva nei suoi automatismi che dialoga costantemente, sganciandoci dal senso di realtà, quello che ci rende compartecipi e presenti nel mondo. L'anima, il principio assoluto che pulsa all'interno della parte più minuscola del nostro essere, laddove è contenuta quell'informazione che si sedimenta attraverso l'esperienza che viviamo quotidianamente e che parla il linguaggio degli stati affettivi, di quell'energia che ci muove nel mondo e che scandisce il nostro procedere.

Un cammino verso la luce e i suoi colori, anche quando il cielo appare nero ed uggioso, privo di speranza, di futuro e cambiamento.

È lì che la sua forza propulsiva si fa tenace, come voce che si agita in fondo al petto seguendo i battiti del cuore, che scandiscono a loro volta l'energia del nostro corpo. Un correlato fisiologico che reagisce perpetuamente ai suoi sussulti. È questo che ci tiene in vita e rende l'esistenza un dono prezioso, il regalo più bello che ad ogni essere umano viene concesso in vista della sua missione, di quel talento innato trascritto nel dna che colora la vita di una luce calda ed accogliente, abbagliando quel sentiero personale a cui ognuno è chiamato per manifestarsi pienamente.

La nostra anima anela verso quella vibrazione altissima che è gioia e felicità di essere "Vita".

Gioia nel ritrovarsi nella pienezza e nella consapevolezza delle cose.

Molto spesso cediamo all'incedere degli eventi, riparandoci sotto il manto spesso delle nostre paure e delle ansie giornaliere, incastrati in uno stato di sofferenza continuo. Il vento sottile del nostro spirito urla a gran voce, chiede di fermarsi, ma soprattutto di ascoltarsi. Chiede che gli vengano rivolte delle domande specifiche affinché possa essere colmata quella voragine di senso che ci ha assorbito, rendendoci schiavi delle polveri pesanti della nostra esperienza.

Ci siamo mai fermati per un solo attimo a pensare se la strada percorsa sin oggi sia quella giusta? Se le scelte maturate siano state funzionali al nostro reale benessere?

L'anima è vibrazione di amore purissimo, essa vibra al ritmo della gioia. S'innalza e s'intona su questa frequenza, e intesse nel nostro cuore, il giusto palpito affinché si possa godere pienamente della salute. Essere sani, nella pienezza psico-fisica significa essere in ascolto della voce dell'anima che mostra sempre la direzione giusta da seguire anche quando le prove e le pene della vita si fanno più dure.

È questo il principio assoluto, un flusso di amore che ci collega direttamente alla fonte della vita, organizzandoci in reti di coscienza strutturate che comunicano con il resto del reale, attraverso un campo di "Intelligenza Divina ". Una scintilla potentissima attraverso cui possiamo dar manifestazione concreta alle cose, ma soprattutto alla gioia di poter essere abili artefici del futuro. Questa la miccia, l'anelito vitale che ci spinge e che è in connessione profonda con tutte le parti del nostro essere.

Con la mente, informazione immateriale che ha sede ed origine nel cervello materiale, ed è composta da credenze strutturate sin dalla nascita che il più delle volte ostacolano il nostro pieno sentire. E dal corpo che risponde biologicamente, modificandosi nella sua carne, attraverso l'energia dei pensieri e dei nostri stati d'animo.

Tutto è in connessione, un legame profondo tra dentro e fuori, tra vita, agire e sentire. Uno scambio di vibrazioni tra le nostre tre componenti di base: anima, psiche e corpo, che dialogano costantemente a livello quantico, in uno scambio reciproco e perpetuo di informazioni.

La sfera mentale, però, il più delle volte rimane bloccata in circoli di pensiero viziosi che provengono dal contesto socio-culturale di appartenenza e che sono in antitesi con il sentire del cuore. Quando padroneggia la voce e il controllo della mente, il nostro agire si sgancia completamente dal sentire dell'anima e prendono piede i problemi più disparati. La realtà a cui si dà costruzione non corrisponde ai bisogni profondi, ma diventa specchio soltanto dei condizionanti esterni, generando dentro di noi un senso di insoddisfazione e di infelicità.

A chi non capita di sentirsi così, non comprendendo il perché e il come si sia generato quello stato di profonda inquietudine. Una scheggia sommersa pungente, per cui non riusciamo a gioire pienamente anche quando tutto sembra andar nel verso giusto.

Manca sempre qualcosa, quella fessura che possa far sì che la chiave venga girata nella serratura. Manca la collaborazione tra la sfera mentale e il nostro cuore, la sede dei sentimenti e delle emozioni che a loro volta generano, per risonanza, relativi pensieri pesanti che ci imbrigliano, tanto da bloccarci nella nostra tensione evolutiva costante.

Il corpo diventa emanazione della nostra insoddisfazione, il luogo in cui si esprimono i vissuti della mente e dell'anima. Una discarica a cielo aperto di sentimenti negativi, rifiuti e veleni tossici per l'intero organismo.

Se queste tre forze univoche, si svincolano, accade che ognuna nel proprio, diviene padrona assoluta di se stessa, disturbando la nostra piena espressione di vita. Dalla lesione energetica della sfera profonda che non viene assecondata, si arriva alla lesione organica, frutto delle intense reazioni che avvengono nel nostro microcosmo cellulare, guidate da stati d'animo negativi da cui non riusciamo a depurarci. Essi sono espressione di una felicità apparente, condizionata dagli eventi e dalle persone intorno a noi, ma non dai bisogni e dalle pulsioni della propria anima.

Quando l'anima si slega dalle dinamiche della mente, tra loro non c'è più armonia, l'energia dell'una non si adatta più alle frequenze dell'altra, che venendo forzata si ripercuote ad ampio raggio sul corpo, il quale diviene sede del disagio concreto, ammalandosi o affaticandosi. L'anima è quindi la matrice assoluta che sottende la materia e le sue dinamiche complesse. Solo la giusta armonia tra questa, la mente e il corpo può fare la differenza nei termini di malattia o guarigione.

"Quando l'anima si ammala", diceva Platone, "essa consuma il corpo". Ed è proprio questa la verità fondamentale, per muovere i primi passi, verso la scoperta di una realtà vibrante e sconosciuta. La parte più intima di noi che ci mostra sempre la strada giusta da seguire, quella che pur scontrandosi con il giudizio e la volontà altrui non ci fa sbagliare direzione, ma ci conduce verso quella meta assolata che è l'avere fiducia nella vita stessa. Essa opera assai diversamente dalla mente razionale e non può essere silenziata o messa da parte, perché quando ciò accade l'uomo è costretto a vivere senza il principio della vita stessa, senza il suo senso di sé, sotto il velo del malessere e nella cecità interiore.

Per riconoscere ed assaporare i luoghi dell'anima, dobbiamo, quindi, necessariamente compiere un salto vibrazionale spingendoci nell'impalpabile universo delle leggi dell'invisibile che ci animano e solcano la strada verso la luce vibrante del cuore.

Anima Quantica - Libro
Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione
Carmen Di Muro

mercoledì 26 ottobre 2016

Cos'è l'amore? Cose l'Anima? Chi è Dio?



Ritorno all'Anima

Esplorare il sentiero della Bhakti

di Swami Radhanath



Una biografia sapientemente scritta che diventa una guida per chiunque voglia affrontare un percorso spirituale o meglio comprendere l’antica saggezza Yogica!

I misteri dell’Anima sono stati inseguiti per secoli da Mistici, Saggi e Guru. L'umanità ha desiderato a lungo di poter scoprire la risposta al senso della nostra esistenza, e molte tradizioni spirituali hanno fornito queste risposte all'interno di testi sacri che facilitano i viaggi di trasformazione e scoperta. Eppure, mai prima d'ora nessuna delle tradizioni spirituali è stata distillata in maniera così semplice in un sentiero così facile da seguire: un sentiero di Amore e Devozione.

In questo attesissimo seguito al suo bestseller internazionale “Ritorno a Casa: Autobiografia di uno Swami Americano”, il rinomato leader spirituale Radhanath Swami condivide aneddoti intimi scelti dai decenni di esperienza come guru del bhakti yoga per illustrare l'antico sentiero devozionale della bhakti, cogliendone l'essenza e spiegandone i semplici principi che ci permettono di equilibrare le nostre vite.

Il suo stile di scrittura semplice rende accessibili a tutti i concetti spirituali e le risposte alle domande senza tempo, in una toccante narrazione che rende meravigliosamente viva questa filosofia sacra.

Cos'è l'amore? Cose l'Anima? Chi è Dio? Come possiamo vivere nel mondo della materia senza perdere il contatto con la dimensione spirituale?

Con un linguaggio sintetico e comprensibile, Radhanath Swami chiarisce le risposte a queste domande cruciali e offre una soluzione semplice alle sfide della vita: andare al di là del mondo materiale e intraprendere un viaggio interiore alla scoperta della bellezza del vero sé.

Con riferimenti illuminanti alle religioni ed ideologie Occidentali, “Ritorno all’Anima” invita i lettori di qualsiasi provenienza a scoprire le semplici verità che ci uniscono tutti.

Una guida contemporanea all'antica Saggezza dello Yoga


 Indice

Apprezzamenti su Ritorno all'Anima

Introduzione

Le grandi domande

Cose la vera ricchezza?
Chi sono?
Chi è Dio?
Cose lo Yoga?
Cose la Bhakti?
Vivere spiritualmente nel mondo materiale

Distinguere la realtà dall'illusione
Praticare il dharma della bhakti
Risvegliare l’amore divino
Vivere la spiritualità
Crescere attraverso le avversità
Vivere consapevolmente e l’arte del morire
Diventare uno attraverso l’amore
Entrare nello stato di grazia
Conclusione

Glossario

Ringraziamenti

L’autore


Radhanath Swami è nato a Chicago nel 1950.
Dopo il viaggio raccontato in questo libro si è dedicato completamente all'insegnamento e al suo impegno a portare gli altri più vicini a Dio e alla propria spiritualità.
Filantropo, ha ispirato diverse opere di sviluppo: distribuzione alimentare di massa ai bambini indigenti, ospedali missionari...


Ritorno all'Anima - Libro » https://goo.gl/ZKz0jz 
Esplorare il sentiero della Bhakti
Swami Radhanath


giovedì 26 novembre 2015

L'Amore Non Fa Soffrire



L'Amore Non Fa Soffrire

7 strategie per non ammalarsi d'amore

di Ettore Amato



L'Amore Non Fa Soffrire - Libro

“Libera la tua mente dai pensieri errati che hai sull’amore
e vedrai che anche tu potrai finalmente dire che l’amore NON fa soffrire”
Ettore Amato

Perché è così difficile vivere una lunga storia d’amore felice, romantica e appagante? Quali meccanismi ti spingono a scegliere il partner sbagliato? E quali fattori ti possono guidare verso il compagno più in sintonia con te?

Ti hanno sempre detto che l’amore è sofferenza.
Se non piangi non è amore.
Se non soffri non sei veramente innamorato!

Quello che davvero ti impedisce di vivere oggi il vero amore sono i pensieri e le convinzioni che hai e che spesso non sono nemmeno tuoi (infatti sono stati istallati nel tuo cervello durante l’infanzia). Il problema è che tutto quello che hai letto, visto e sentito sull’amore ha condizionato pesantemente il tuo modo di viverlo.

Ma ora stai per scoprire:

I fattori che ti spingono a fare le scelte giuste e sbagliate in amore
Le convinzioni che ti impediscono di trovare il partner più in sintonia con i tuoi valori
Perché la favola dell’anima gemella ti ha solo allontanato dalla vera felicità
Come utilizzare il giusto linguaggio dell’amore
La differenza tra bisogno e amore
La differenza tra l’innamoramento e l’amore
Perché le aspettative possono distruggere la tua relazione
Come i sensi di colpa avvelenano l’armonia della coppia
Le 7 strategie per vivere una relazione felice
Inoltre comprenderai anche perché in amore ti comporti sempre nello stesso modo e sulla base di quali meccanismi hai scelto o scegli il tuo partner.


Un modo diverso di vedere l'amore - Estratto da "L'Amore Non Fa Soffrire" libro di Ettore Amato

Quante volte hai detto che "così non può continuare"? Che "ormai si litiga solo"? Che "non è più come prima"?

Quando queste frasi iniziano a diventare troppo ricorrenti, è arrivato il momento di comprendere che la tua relazione potrebbe essere arrivata a un punto critico e che devi assolutamente fare qualcosa, se vuoi davvero provare a farla continuare.

Se invece le tue precedenti storie d'amore sono terminate quasi sempre facendoti soffrire e pensi che tutti gli uomini e tutte le donne che incontri siano a questo mondo solo per farti piangere e impedirti di essere felice in amore, adesso hai l'opportunità di comprendere gli errori che potresti aver commesso. In questo modo potrai evitarli o almeno prevenirli nella tua prossima relazione.

Voglio essere chiaro con te. Dopo aver letto questo libro, potresti anche accorgerti che quello che stai vivendo in questo momento è solo un surrogato dell'amore, legato ai tuoi bisogni o ai comportamenti che scoprirai andando avanti nella lettura. Potresti anche renderti conto che la tua relazione è arrivata al capolinea o, forse, che non sarebbe mai neppure dovuta iniziare.

Queste pagine vogliono essere (e mi auguro che lo siano) il primo passo per liberarti dalle catene delle convinzioni sull'amore alle quali ti hanno abilmente legato e che non ti permettono di vedere e vivere finalmente l'amore in una maniera nuova, lontana dall'idea di sofferenza e privazione a cui siamo abituati.

Naturalmente, molto dipenderà da te e dal modo in cui leggerai questo libro. Se lo farai con apertura mentale e senza restare ancorato alle tue convinzioni e pregiudizi, ne riceverai grandi benefici. Nel libro ci saranno alcuni concetti chiave ripetuti e ai quali farò riferimento diverse volte. È molto importante che tu comprenda bene questi meccanismi di pensiero che mettiamo in atto in maniera inconscia e che possono condizionare i tuoi comportamenti, impedendoti di vivere l'amore in maniera sana e potenziante.

In queste pagine troverai spiegata una parte del metodo Amore Maleducato™ e comprenderai che se vuoi cambiare in meglio i tuoi rapporti e vuoi vivere una relazione più felice, non puoi aspettare che arrivi l'anima gemella, il principe azzurro o la principessa rosa. Capirai che l'amore è fatto di ranocchi che puoi baciare, quanto e dove vuoi, ma raramente si trasformano in bellissimi uomini o in fantastiche donne.

Ti renderai conto che non si può cercare la felicità fuori di noi o aspettare che qualcuno arrivi e magicamente ci renda felice. Tutti vogliamo essere felici, vogliamo essere capiti e vogliamo che qualcuno faccia tutto questo per noi, ma se tutti desideriamo le stesse cose, chi potrà accontentarci? Ci vorrebbe qualcuno che preferisca la nostra felicità alla sua, qualcuno che non abbia desideri o aspettative e che non desideri essere capito e vedere i suoi bisogni soddisfatti.

Credi davvero che possa esistere una persona così? Credi davvero che qualcuno possa vivere la propria vita in secondo piano, assecondando sempre i tuoi desideri? Accanto a te vuoi uno schiavo fedele e insoddisfatto, oppure cerchi un compagno con cui condividere la tua vita?

Amore Maleducato™ nasce proprio dalla certezza che tutta la sofferenza che oggi le persone vivono nel rapporto di coppia sia dovuta alle convinzioni sbagliate che hanno sia sull'amore sia sulle relazioni.

C'è bisogno di nutrire la nostra mente con nuovi pensieri, liberandola da tutte queste false credenze nelle quali il tempo, la società, i media, la religione e tutti quelli che nel corso dei secoli hanno parlato di amore, ci hanno imprigionato, impedendoci di essere felici. Pensare all'amore come a un'emozione da cercare fuori di noi, qualcosa che ci spetta di diritto e che il partner deve darci, quasi fosse un suo obbligo morale soddisfare ogni nostro bisogno, non fa che alimentare una visione distorta della vera essenza di questo sentimento.

Durante i miei seminari e le sessioni private ascolto sempre più persone dire che l'amore fa soffrire; ma siamo proprio sicuri che sia l'amore a fare soffrire?

Se ti fermi a riflettere, ti accorgerai che finché l'amore è presente nella tua vita la sofferenza non esiste. Solo quando inizia ad allontanarsi, quando lo pretendiamo o lo confondiamo con un bisogno che il partner deve assolutamente soddisfare, quando lo riduciamo a una serie di richieste, solo allora inizia la sofferenza. È la mancanza d'amore a fare soffrire e non la sua presenza. Fino a quando i nostri pensieri saranno questi, non vorremo vivere l'amore per paura di soffrire, ma soffriremo a causa della sua mancanza.

Il libro è diviso in tre parti, ognuna delle quali serve a farti comprendere cosa fare per smettere di "ammalarti d'amore".

Nella prima parte, ti parlerò delle convinzioni che abbiamo sull'amore. I pensieri che hai condizionano infatti la tua vita e il tuo modo di vivere l'amore.
Nella seconda, invece, conoscerai le sette strategie che devi assolutamente mettere in pratica se vuoi finalmente vivere una relazione felice ed equilibrata.
Nella terza parte, troverai degli esercizi per approfondire e comprendere meglio tutto quello che hai letto. Ti aiuteranno a riflettere immediatamente sulla tua visione dell'amore.
E ora, non mi resta che augurarti una buona lettura.


Indice

Prefazione - Qualche domanda sull’Amore

Introduzione - Un modo diverso di vedere l’amore

Prima parte
Pensieri e convinzioni sull’Amore

La domanda più difficile
L’Amore fa soffrire
Il come e il perché dell’amore
I pensieri sull’amore
Liberati dalle convinzioni
Cercare la soddisfazione di un bisogno nell’amore
Tutta la verità sull’amore
Innamoramento e Amore

Seconda parte
Le sette regole dell’amore

Prima regola
Evita di creare aspettative che non potrai mantenere

Seconda regola
Non idealizzare l’altra persona

Terza regola
Ricorda le promesse che hai fatto

Quarta regola
Non vedere solo le cose negative

Quinta regola
Smetti di essere egoista

Sesta regola
Non confondere i cani con i gatti

Settima Regola
Smetti di supporre e impara a dire quello che pensi

Abbandona i sensi di colpa

Terza parte
Allenati all’Amore

Esercizi per l’Amore

E ora, finito il libro... che si fa?

Non resta che essere grati

L'autore


Ettore Amato
L'Amore Non Fa Soffrire - Libro >> http://goo.gl/qHh86P
7 strategie per non ammalarsi d'amore


lunedì 16 febbraio 2015

Le Parole per Salvare l'Amore

Le Parole per Salvare l'Amore

Tutto dipende da quello che dici (e non dici)

di Alessio Roberti



Le Parole per Salvare l'Amore - Libro

Se hai difficoltà nella tua relazione, piccole o grandi che siano, se stai vivendo una crisi importante nel tuo rapporto, se la tua coppia è a un bivio pericoloso e cerchi qualcosa che possa aiutarti a risolvere la situazione e a salvare la tua relazione, questo libro fa per TE.

A volte la coppia scoppia.. anche se l'amore c'è ancora! Per evitare questo paradosso, il massimo esperto italiano di Programmazione Neuro Linguistica (PNL) illustra con stile leggero ma autorevole come accorgersi quando un litigio non è un semplice litigio ma una crepa che si è ancora in tempo ad arginare.

La comunicazione all'interno di una coppia ha cinque nemici:

criticare
disprezzare
mettersi sulla difensiva
fare muro
cominciare male.
Per connettersi emotivamente col proprio partner bisogna saper riconoscere, esprimere e accettare le sue richieste di connessione. Bisogna proteggere lo spazio della relazione con i rituali di coppia, seminare il terreno emotivo condividendo sogni e valori, non smettere mai di conoscersi.

Scopri tutte le parole da dirsi, e soprattutto da evitare, perché la coppia non scoppi.


Dalla Quarta di Copertina

Come comunicano le coppie che funzionano?
Cosa hanno in comune, invece, le relazioni instabili
o quelle che arrivano alla separazione?

È possibile identificare fattori di rischio?
Se sì, esiste una “cura”?

Le parole rappresentano il nutrimento di ogni relazione duratura. Sono così determinanti che possono far nascere e mantenere vivo un rapporto e, in caso di bisogno, aiutarlo a uscire da un momento di crisi. Perciò, per avere una relazione migliore, serena e gratificante, dobbiamo porre la giusta attenzione a quello che diciamo e a come lo diciamo.

Talvolta, nella fretta quotidiana, ci scambiamo frasi e assumiamo atteggiamenti ed espressioni che giorno dopo giorno rischiano di disgregare e mettere a repentaglio una relazione. Chiameremo queste abitudini linguistiche “I cinque nemici della comunicazione nella coppia”. Conoscerli sarà il primo passo per sconfiggerli. Impareremo poi a connetterci emotivamente col nostro partner, a riconoscere i campanelli di allarme di un possibile tradimento e a tenere alla larga il vero killer di ogni relazione d’amore, il “paragone negativo”.

Prendendo consapevolezza del tuo modo di comunicare con la persona che ami potrai salvare, risanare, rinnovare o migliorare notevolmente il tuo rapporto.

Il risultato?
Una relazione più appagante e una vita decisamente più felice!


Premessa Irrinunciabile: parti da Te Stesso - Le Parole per Salvare l'Amore - Libro di A. Roberti

Questo libro non ti spiegherà cos’è l’amore, non ti aiuterà a trovare il partner perfetto, né eliminerà ogni problema dal tuo rapporto di coppia.

Ti aiuterà invece a capire come:

-> assumendoti la responsabilità della tua relazione e delle difficoltà che la minacciano e

-> prendendo consapevolezza del tuo modo di comunicare con la persona che ami, con cui condividi la tua vita, e con cui stai attraversando una crisi

potrai salvare, risanare, rinnovare e migliorare notevolmente il tuo rapporto e, di conseguenza, tornare a vivere una vita ancora più felice e appagante.

Prima che tu prosegua nella lettura, voglio farti un’importante premessa, presupposto determinante per salvare e risanare la tua relazione e ricongiungerti con il tuo partner. L’ho imparata studiando il lavoro di Phil McGraw, grande esperto della comunicazione di coppia, psicologo e divulgatore di fama internazionale.

Ecco l’esortazione che il dottor McGraw rivolge a chi sta vivendo una crisi di coppia:


Lo so, si tratta di un’affermazione impegnativa, che a qualcuno potrà risultare addirittura poco accettabile, ma rappresenta la base di ogni risultato che otterrai durante il percorso che hai intrapreso.

Assumerti per primo la responsabilità di salvare il tuo rapporto d’amore è un atto imprescindibile, di cui non puoi proprio fare a meno.

Come insegna il dottor McGraw, se per te è davvero importante salvare la tua relazione e quindi ricongiungerti con il partner, il primo e migliore mezzo per ottenere questo risultato sei tu. Non tutti e due, ma soltanto tu.

Il viaggio di chiunque voglia migliorare e risanare la propria relazione, infatti, non inizia insieme al partner, ma in compagnia solo di se stesso.

Si tratta di un’esigenza, un’iniziativa e una responsabilità del tutto personali, che nascono dentro di te, che hanno a che fare prima di tutto con te stesso, la tua vita e la tua felicità. Poi, a mano a mano che il lavoro su di te procederà, potrai coinvolgere anche l’altra persona. Anzi, sarà fondamentale, inevitabile e appagante farlo.

Ma la scelta e la decisione di salvare, risanare e migliorare la tua relazione e quindi, in fondo, la tua vita devono essere innanzitutto tue.

Perché è così importante che tu parta da te stesso?

Perché è molto probabile che, se vivi un rapporto in crisi, in cui provi spesso confusione, dolore, tristezza, insoddisfazione o addirittura una sensazione di incolmabile vuoto, allora sei prima di tutto tu che hai perso il contatto con te stesso, con ciò che conta per te, con le tue esigenze, i tuoi valori, e a volte persino con la tua dignità e autostima. In questa situazione, sei tu il primo a non saper riconoscere e affermare ciò che sei e che provi profondamente, il tuo valore. Di conseguenza fatichi a comunicarlo e trasmetterlo alla persona che ti vive accanto e che ami.

Quando tu decidi di ripartire da te stesso, invece, le cose possono migliorare per entrambi.

E questo dipende solo da te: è la cruda, e insieme straordinaria, verità. Partendo da te stesso ce la puoi fare. Puoi sistemare la tua relazione e renderla ancora migliore di prima.

Ho avuto conferma di tutto questo una sera, durante un periodo piuttosto impegnativo per la mia vita di coppia, quando mia moglie all'improvviso mi ha detto:


Aveva espresso con grande semplicità uno dei principi fondamentali della crescita personale. Quante volte, nelle aule di formazione dove insegno, mi capita di ascoltare persone che hanno permesso al proprio partner di renderle infelici, maltrattarle, mancare loro di rispetto, disprezzarle, denigrarle, svilirle, renderle fragili e insicure, incapaci di affermare i propri bisogni e i propri talenti. E ogni volta che mi trovo di fronte a queste persone uso le parole del dottor McGraw (e di mia moglie), e spiego loro che il primo passo è riconoscere il fatto che la responsabilità è anche di chi non apprezza, non valorizza, o addirittura maltratta se stesso consentendo all’altro di fare altrettanto.

Invece è solo quando raggiungi la consapevolezza del tuo valore che il mondo intorno a te, incluso il tuo partner, inizia a relazionarsi nei tuoi confronti in modo nuovo, riconoscendoti e restituendoti valore.

Questo è sicuramente il punto migliore da cui partire per leggere e utilizzare questo libro, con l’obiettivo di salvare o migliorare la tua relazione.

Tu, attraverso il riconoscimento e il rispetto di te stesso, del tuo valore, dei tuoi bisogni e sentimenti, e la tua capacità di donarti e di condividere ciò che di te è straordinario, devi diventare ispiratore per il tuo partner di un nuovo modo di confrontarsi con te.

Grazie a questa nuova consapevolezza la tua coppia può diventare, o tornare a essere, il luogo dove esprimere e vivere la tua unicità, essere davvero felice e raggiungere una piena realizzazione personale.


Alessio Roberti
Sociologo specializzato in comunicazione e presidente dell'Associazione Internazionale di Intelligenza Linguistica, dopo la laurea in Italia ha proseguito la sua formazione presso l'Università di Harvard e quella di Oxford. Si è inoltre formato personalmente con il consulente in comunicazione di Bill Clinton e Barack Obama.

Da oltre vent'anni dedica la sua vita allo studio della comunicazione efficace, con l'obiettivo di identificare e condividere informazioni e strumenti pratici per migliorarla e valorizzarla.

E' un formatore, coach e consulente internazionale nelle tematiche riguardanti la comunicazione, il coaching e la PNL, e co-autore di numerosi libri di crescita personale e professionale, tra cui due best-seller tradotti in inglese, cinese, francese, tedesco, russo e giapponese.

Vive tra Roma e Bergamo con sua moglie, suo figlio e Milton (il loro vecchio e saggio cagnolino).


Indice

Il Progetto “Coppia Consapevole”

Premessa irrinunciabile

Parti da te stesso
Parte prima
I cinque nemici della comunicazione di coppia

Errare humanum est
Criticare
Disprezzare
Mettersi sulla difensiva
Fare il muro
Iniziare male
Parte seconda
Connettersi emotivamente al partner

Comunicazione “verso”, “contro”, “via”
Sentirsi connessi: un bisogno di tutti
Le richieste di connessione emotiva
I rituali di coppia
Condividere sogni e valori
Continuare a conoscersi
Parte terza
Tradire col cuore, con la mente e col corpo

Stefano, Lisa e Martina: una storia comune
I cinque nemici della fiducia reciproca ed esclusiva
Le otto forme di tradimento
Conclusione

La tua casa
Appendici

I: Le Leggende della Coppia Felice
II: Il Progetto “Genitori Consapevoli”

Ringraziamenti
Bibliografia


Alessio Roberti
Le Parole per Salvare l'Amore - Libro >> http://goo.gl/4l7d3q
Tutto dipende da quello che dici (e non dici)
Editore: Mondadori
Data pubblicazione: Febbraio 2015
Formato: Libro - Pag 220 - 14x21,5 cm