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giovedì 17 maggio 2018

Cervello e linguaggio: apprendere una nuova lingua




Cervello e linguaggio: apprendere una nuova lingua lo modifica. L'esempio del Sanscrito

Neuroscienze e Cervello      

L’apprendimento di nuove lingue plasma il cervello e rimodula la percezione della realtà. Cosa accade al cervello quando la lingua imparata è quella degli Dei, ovvero l'antica lingua sanscrita? Ce ne parla il neurologo ed esperto di Ayurveda, dottor Antonio Morandi

di Antonio Morandi - 17/05/2018

L’apprendimento di una nuova lingua provoca dei cambiamenti sia a livello strutturale del cervello, che nell’elaborazione della percezione della realtà. Quest’ipotesi è stata confermata da molteplici studi. È stato infatti ampiamente dimostrato come, anche nell’adulto, l’apprendimento di lingue straniere sia accompagnato da un cambiamento strutturale delle regioni del cervello coinvolte nel linguaggio e a un aumento di volume della loro materia grigia. Questi cambiamenti sottendono ovviamente una variazione a livello microstrutturale e cioè dei neuroni, delle cellule gliali e delle loro connessioni sinaptiche. In particolare, è stato osservato che proprio l’ippocampo e aree del lobo temporale sinistro sono strutture che si sono rivelate importanti per l’apprendimento di una nuova lingua. Come già accennato, l’ippocampo è cruciale per la formazione delle memorie a breve ed a lungo termine, ma è anche noto come quella struttura principalmente affetta nella malattia di Alzheimer. A tal riguardo è interessante notare che le persone bilingue tendono ad avere un inizio ritardato della malattia di Alzheimer rispetto alle persone monolingue. Come se l’aumento di volume dell’ippocampo indotto dal bilinguismo svolgesse un ruolo protettivo, forse di buffer, nei confronti della neurodegenerazione.

Le diverse lingue manifestano le infinite capacità di adattamento del genere umano e presentano caratteristiche particolari, sia dal punto di vista strutturale che logico. Il modo di formare i vocaboli, le regole grammaticali e sintattiche costituiscono gli elementi fondanti di una lingua. Considerando la stretta relazione che esiste fra cervello e linguaggio, è ragionevole affermare che una lingua esprima nella sua struttura lo schema funzionale del sistema cognitivo cui appartiene. Quindi imparare una nuova lingua implicherebbe la possibilità di assimilare anche un diverso sistema di elaborazione del pensiero e quindi di percezione della realtà.

La lingua degli Dei: il Sanscrito

Fra le varie lingue esistenti al mondo, sono circa 7,000, ne esistono alcune con caratteristiche strutturali molto particolari, che più di altre possono influenzare la struttura cognitiva. Il Sanscrito è una di queste.

La struttura grammaticale del Sanscrito è così complessa e completa che è stata presa come riferimento dalla moderna informatica. Le 3959 regole definite dal grammatico Pāṇini anticipano infatti la moderna logica formale matematica e i metalinguaggi utilizzati per la progettazione dei linguaggi di programmazione dei computer.

La caratteristica principale che differenzia il Sanscrito dalle lingue moderne risiede nel fatto che le sue parole sono per la maggior parte costituite da radici verbali e non rappresentano oggetti ma le loro proprietà. Questa caratteristica porta a una mancanza di univocità fra parola ed oggetto, se non in pochissimi casi, come ad esempio per i numeri. La realtà descritta dal Sanscrito quindi è dinamica e non imprigionata nella staticità dell’oggetto. Ad esempio, una parola sanscrita per indicare un “albero” è vṛkṣa che letteralmente vuol dire “qualcosa che viene tagliato e cade”: appare ovvio che questa proprietà di cadere quando tagliato può essere applicata anche ad altre entità che non siano un albero. Le parole quindi cambiano in relazione alla proprietà che maggiormente rappresenta la funzione dell’oggetto considerato. Infatti, se vogliamo porre l’attenzione sul fatto che l’albero ha radici che traggono i nutrienti dal terreno, si userà la parola pādapa che significa “qualcosa che beve usando i piedi”.

Sulla base di questa logica, una parola sanscrita può essere coniata da chiunque sulla base delle proprietà di un oggetto, anche se sconosciuto. Le parole si formano secondo un algoritmo specifico chiamato vyākaraṇa che mette insieme morfemi indicanti proprietà semplici per formare aggregati complessi. Quindi il numero di parole che si possono formare in Sanscrito è virtualmente infinito.

L’aspetto peculiare del Sanscrito in pratica è che grammatica e semantica sono fusi in una entità coerente e non sono separate come nelle altre lingue.

Quanto detto è indice della complessità e diversità del modello cognitivo che corrisponde alla lingua Sanscrita, e che descrive un mondo interconnesso e in continuo cambiamento. Un mondo descritto attraverso la lingua Sanscrita acquista sicuramente dimensioni diverse, e infatti la scienza vedica descrive una realtà molto più vicina a quella descritta dalla moderna fisica quantistica a cui concettualmente si avvicina.

Antonio Morandi è Neurologo ed esperto di Ayurveda, Diplomato in India. È direttore di “Ayurvedic Point” Centro e Scuola di Ayurveda a Milano. Presidente di S.S.I.M.A. (Società Scientifica Italiana di Medicina Ayurvedica), autore di decine di articoli scientifici sull’Ayurveda pubblicati sulle più importanti riviste internazionali di settore. Ha ricevuto nel 2017 il Premio Internazionale IASTAM per la Ricerca in Ayurveda, primo europeo ad aver ricevuto questo riconoscimento.
Fa parte del comitato scientifico di Scienza e Conoscenza, la rivista trimestrale del Gruppo Macro che tratta di medicina integrata, medicina non convenzionale, scienza di frontiera, coscienza.

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Scienza e Conoscenza n. 64 - Rivista Cartacea
Nuove Scienze, Medicina non Convenzionale, Coscienza
Autori Vari

venerdì 27 aprile 2018

Il linguaggio quantistico delle piante




Il linguaggio quantistico delle piante

Psicologia Quantistica

Il linguaggio quantistico delle piante
      
Le piante sono esseri viventi dotati di una coscienza propria in grado di captare e rispondere alle informazioni a cui quotidianamente sono esposte. Scopriamo il linguaggio quantistico delle piante e come scegliere quelle più adatte a ripulire energeticamente i nostri ambienti

Carmen Di Muro - 22/04/2018

L’energia della Natura è una per tutte le cose. Ogni entità materiale, attraverso l’energia di cui è dotata, è interrelata con tutte le altre ed è parte costitutiva del Tutto. Questo livello di interconnessione-dipendenza della realtà subatomica, caratterizzato dal principio di non località, vede le particelle dei nostri organismi interagire tra loro e con quelle dell’universo, simultaneamente attraverso una rete di informazioni vibrazionali. Allora perché continuare a credere che le piante non siano esseri viventi dotati di una coscienza propria in grado di captare e rispondere alle informazioni a cui quotidianamente sono esposte?

Già dai primi del ‘900 vari ricercatori come Backster, Sauvin e Volger guidati dalla convinzione che esse avessero un campo di energia simile a quello generato dall’uomo, condussero svariati esperimenti che misero in luce non solo l’esistenza di una notevole sensibilità che permette alla pianta e all'uomo di intercomunicare, ma anche di trasmettere ed immagazzinare informazioni elettromagnetiche per la salute dell’organismo vivente.

La sensibilità elelttromagnetica delle piante

Oggigiorno, sono stati fatti notevoli sforzi di ricerca per studiare i possibili effetti biologici dovuti all'esposizione a campi elettromagnetici ad alta frequenza o a frequenza ultrabassa e, la sensibilità elettromagnetica delle piante, è ormai comprovata. Pensiamo, per esempio, alla loro struttura cromofora, ossia a quegli atomi capaci di conferirle colorazione, utilizzata per il trasporto intercellulare di energia ed informazione: ciò avviene tramite la clorofilla che accumula energia direttamente dai fotoni del sole.

Infatti, pur senza alcun organo assimilabile ad un cervello centrale esse riescono a percepire le vibrazioni ambientali con un livello di sensibilità notevolmente superiore rispetto ad altri organismi viventi, trasducendoli in risposte molecolari o alterazioni morfogenetiche nel loro schema di sviluppo. Ma non solo, esse sono ricettive soprattutto all’esposizione di campi disarmonici essendo la rappresentazione vivente della solidità e della malleabilità, adattandosi e rimodulandosi in virtù dei cambiamenti a cui sono sottoposte. E noi stessi possiamo averne la prova nel momento in cui posizioniamo una pianta nel nostro ambiente quotidiano. Non soltanto essa è in grado di adeguare la sua crescita alle caratteristiche del luogo (esposizione alla luce, clima, posizione), ma di risentire anche delle frequenze del biocampo umano di chi lo popola usualmente.

Quante volte dopo periodi intensi di stress o di malessere psico-fisico abbiamo notato nei nostri amici vegetali la comparsa di parassiti, l’alterazione delle foglie o del colore? O, addirittura, quante volte ci è capitato di vederle morire improvvisamente giustificandoci con la frase “Non ho il police verde”? Ma quante volte capita anche il contrario: esse crescono rigogliosamente e senza sforzo seppure le innaffiamo o le curiamo poco?

Le piante misurano le nostre frequenze vibrazionali

Se solo ponessimo attenzione al periodo e al contesto in cui la pianta manifesta determinati sintomi nella sua struttura, avremo sicuramente la percezione della frequenza vibrazionale che stiamo irradiando in un determinato momento della nostra vita. Questo ci darebbe il senso anche sul tipo di informazione che inevitabilmente riverseremo all’esterno, nell’ambiente, nelle relazioni e soprattutto nel nostro corpo. Basta solo osservare per notare l’interazione costante che esiste tra il flusso dei nostri pensieri e delle nostre emozioni con le strutture vegetali, notando il linguaggio quantistico di interconnessione e scambio che avviene perpetuamente e che si manifesta nel cambiamento spontaneo della loro conformazione nel bene e nel male.

Le piante giuste per "ripulire" i nostri ambienti

Eppure, le piante possono essere nostre grandi alleate, nel momento in cui le selezioniamo minuziosamente in base alle loro caratteristiche salutari riempiendo i nostri ambienti di più varietà. Per ogni luogo la sua pianta o meglio, le sue piante. Ci sono infatti esemplari che amano stare in cucina, piuttosto che in altre stanze in quanto la loro struttura energetica è più resistente nel tollerare i campi elettromagnetici che si diffondono in questi spazi di uso giornaliero. Tra queste abbiamo il phothos, la pachira acquatica, l’orchidea, la menta peperita, il timo come pure tutti i tipi di piante semigrasse. Abbiamo poi la spatifillo, l’aloe, la felce, la sanseveria e l’edera per la purificazione di quei luoghi popolati da numerose informazioni difformi, come uffici, studi professionali o case appena acquistate in cui non ci è noto il tipo di vibrazione a cui erano sottoposte. Queste varietà hanno il beneficio di ripulire e bilanciare i campi del luogo. Ma attenzione! Sortiscono effetto se ne posizioniamo più insieme così da creare un piccolo microclima vegetale tale da esercitare un’influenza di campo di una certa intensità nella stanza. Esse devono essere posizionate nei diversi angoli, o in prossimità, così che l’informazione possa fluire armonicamente senza interruzioni.

Al contrario di quanto si crede, anche in camera da letto possono sortire effetti benefici. La lavanda per esempio, come pure l’areca palmata o il ficus benjamin sono perfette per ripulire il biocampo umano durante la notte generando pace e serenità durante il sonno e una sensazione di equilibrio al risveglio.

Ma anche i cactus godono di una buona reputazione. La NASA dopo aver completato il suo massiccio studio sulle piante da casa ha scoperto che il cactus era abbastanza efficiente nell'assorbire le radiazioni elettromagnetiche generate dagli attuali dispositivi elettronici (wi-fi, pc, Tv, ripetitori). Poiché la radiazione EMF viaggia in linea retta, l’ideale sarebbe posizionare le piante tra noi e il computer, o qualsiasi dispositivo nelle vicinanze emetta frequenze di questo tipo.

Quelle citate sono solo alcune varianti da interni più comuni, ma esistono tantissime tipologie adatte alle nostre esigenze e alla nostra personalità. Ogni pianta è capace di ricondurci al contatto più profondo con l’essenza prima, con la Natura e la sua potente energia, nel momento in cui delicatamente con la nostra interiorità la sfioriamo, la sentiamo e comprendiamo il suo linguaggio sottile che non è fatto di parole, ma di pure vibrazioni emozionali.

Anima Quantica - Libro
Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione
Carmen Di Muro

sabato 20 agosto 2016

Il Suono d'Origine




Il Suono d'Origine

di Luciane Dos Santos, Endrik Favero



Il "Suono d'origine" è un viaggio sonoro che, attraverso specifiche armonie in simbiosi al linguaggio biologico della tecnica MO.V riconosciuto dalle cellule, lavora sul DNA e corregge i programmi ereditati registrati nell'inconscio.

L'intero lavoro, in risonanza con il sistema ancestrale presente in ogni persona, porta l'intero corpo a un livello di comunicazione che va oltre la lingua conosciuta, stimolando zone sensoriali mai usate prima.

I brani, singolari nel loro genere, sono un sostegno per elevare il proprio livello vibratorio e raggiungere strati più profondi dell'essere. Ci aiutano all'ascolto dell'energia vibrazionale proveniente da quel luogo chiamato "CASA".


Luciane Dos Santos nasce in Brasile nel 1967. Inizia la sua vita professionale in Brasile come insegnante nel 1986.Consegue la laurea in Estudos Sociais presso Unilassale nel 1988, con specializzazione in História do Rio Grande do Sul.
Durante gli 11 anni in cui ha lavorato come insegnante si è dedicata alla ricerca nell'area dell'educazione con approfondimento nella didattica. In Italia dal 2002, ha dato inizio a un grande cambiamento di percezione nella sua vita in cui ha compreso gli effetti delle memorie sull'esperienza umana, nel 2007 comincia a creare il sistema MO.V, seguendo segnali e indicazioni pervenuti dalla pratica e confermati dall'esperienza stessa.
Dopo quasi tre anni di ricerche decide di insegnare il metodo per verificare se altre persone formate nella MO.V potevano ottenere risultati simili. Da allora, assieme agli operatori MO.V, Luciane continua la ricerca per approfondire e ottimizzare l'applicazione della tecnica.

Endrik Favero è compositore, Arrangiatore e Ricercatore delle Moderne Tecnologie Vibrazionali per il Ri-Allineamento psicofisico. Realizza e produce musica per il benessere e per l'Armonizzazione del corpo a tutti i livelli, basata sulle caratteristiche di ogni singola persona, ambiente o realtà Vivente.
Grazie alla ricerca e allo studio dell'intero Strumento-Corpo Umano, nonché all'esperienza diretta di oltre 15 anni nel campo della Suonoterapia , mette a disposizione Cre-Azioni esclusive: Le Armoniche Chiavi Sonore!
Esponente di riferimento in Italia nel campo della nuova Scienza Cimatica applicata.
(Cymatics Therapy). Laureato in Industrial Design allo IUAV di Venezia, Disegna e Realizza i propri Strumenti musicali / Terapeutici.
Ideatore della Mappa Sonora Umana ID-VIBES® "il Suono d'identità" : la Nuova Tecnologia Sonora che contraddistingue la struttura Armonica di ogni Essere vivente nella sua totalità.
Una via Naturale che Ri-Allinea l'Uomo alla propria Melodia Personale ARMONIZZANDOLO.
Studioso appassionato della relazione tra Musica, Geometria, Bio-Energetica, DNA, Mente, Corpo, Arte, e Forze Creatrici.
Autore dell'Album MEMORIES "Frequenze che Ti chiAmano" (Kreandi Productions) e del Libro/CD "Il Suono d'Origine" (edizioni Michael).


Il Suono d'Origine - Libro >> http://goo.gl/GrQ207
Luciane Dos Santos, Endrik Favero

mercoledì 4 maggio 2016

Il Linguaggio Segreto del Corpo





Il Linguaggio Segreto del Corpo

Guida completa per salute e benessere

di Inna Segal



Descrizione

Tutto quello che devi sapere... per il tuo benessere

Il linguaggio segreto del tuo corpo svela i segreti per comprendere i messaggi del nostro corpo, rivelandoci le cause alla base dei sintomi e delle nostre condizioni, e offre processi di guarigione naturali.

Questo stimolante manuale scava a fondo in noi per capire lo stato di salute di ogni singola parte del nostro corpo.
Dalla quarta di copertina

Questo manuale esplora le migliori soluzioni di benessere per ogni aspetto del tuo corpo, guidandoti passo a passo verso il normale equilibrio.

Inna Segal svela come interpretare i messaggi emozionali, mentali ed energetici, per prevenire sintomi medici. Ti offre una guida approfondita e pratica per auto-guarirti in modo semplice, sicuro ed efficace, insieme a preziose intuizioni su come:

    guarire le cause emotive, mentali ed energetiche di malattie e disturbi;
    usare esercizi pratici e veloci per migliorare la funzionalità di organi e apparati;
    individuare e lasciar andare pensieri ed emozioni limitanti;
    imparare a usare i colori per guarire la tua vita;
    decodificare i segnali del corpo e capirne i messaggi.

“Questo libro ti guida nella creazione di una salute perfetta, attraverso metodi e principi di guarigione semplici ed efficaci. Ti svela come i pensieri, l’energia e le emozioni influenzino la tua salute, così la saggezza racchiusa nel tuo corpo non sarà più un mistero per te, bensì una guida potente per trasformare ogni area della tua vita.”
Jack Canfield


Leggi un estratto dal libro di Inna Segal "Il Linguaggio Segreto del Corpo"

Estratto da "Il Linguaggio Segreto del Corpo" libro di Inna Segal

Il linguaggio segreto del corpo è esattamente ciò che recita il sottotitolo: una guida essenziale.

Probabilmente ti chiederai: "Ma perché mi serve una guida, e verso cosa sarò guidato?". La mia risposta è che questo libro può guidarti verso la vita che avresti dovuto vivere davvero, e che la maggior parte di noi non vive.

Ogni lunedì mattina aumentano suicidi, malori, malattie, attacchi di cuore. Io credo che i nostri corpi stiano cercando in tutti i modi di dirci qualcosa sulle ripercussioni che il nostro stile di vita, il nostro lavoro, le nostre relazioni e i nostri atteggiamenti hanno sul fisico e la salute.

Se non prestiamo attenzione alle emozioni e ai messaggi che i nostri corpi ci inviano, essi penseranno che la vita non ci piace, e cercheranno di tirarcene fuori il più in fretta possibile. Penso sia questo il messaggio del libro: smetti di vivere una vita che non è la tua e che ti è stata imposta da altri ed elimina ciò che ti sta uccidendo, invece di eliminare te stesso. Perciò, dando ascolto ai messaggi dal tuo corpo, ti salverai la vita.

Il linguaggio segreto del corpo è un libro pratico, pensato per te e per il tuo tempo. Continua a leggere, lasciati guidare a una vita nuova con parole che puoi comprendere e azioni che sei in grado di mettere in atto; rinasci e ritrova la piena salute del tuo fisico, lasciando che sia lui a guidare te al risanamento della tua vita.

Una vita sana porta con sé molti benefici, tra cui, per esempio, guarire da una malattia. Proprio come batteri, virus e piante mutano la propria composizione genetica per resistere ad antibiotici, vaccini e cambiamenti climatici, anche noi siamo in grado di generare una guarigione interiore. È molto più difficile per noi perché la nostra vita è parecchio più complicata, ma se ascoltiamo i messaggi delle nostre cellule intelligenti e creiamo un ambiente interiore che alimenta la vita, la guarigione autoindotta può diventare un fenomeno più frequente.

Ma per prima cosa, devi voler prestare davvero attenzione al tuo corpo e alle tue sensazioni e non vivere esclusivamente nella tua testa e nei tuoi pensieri. Distrazioni e farmaci non sono la risposta appropriata a ciò che senti.

Come disse una volta un avvocato in un periodo di crisi (e l'avvocatura può essere una malattia seria): "Giunsi a una conclusione che era assolutamente ragionevole, totalmente logica e completamente sbagliata perché, imparando a pensare, avevo quasi dimenticato come provare emozioni."

Il motivo per cui tanti hanno difficoltà ad ascoltare le proprie emozioni è che sono dolorose. La maggior parte delle persone cresce con delle massime secondo cui, piuttosto che vivere in un determinato modo, è meglio morire. Questi individui hanno bisogno di abbandonare il passato doloroso e superare i messaggi negativi ricevuti da varie figure autoritarie quali genitori, insegnanti, preti, dottori e altri.

L'effetto delle parole sui bambini fino ai sei anni è ipnotico e molto difficile da superare quando, crescendo, iniziano a sentirne gli effetti su corpo e salute. Spesso il risultato dei danni al loro sistema nervoso è la ricerca di emozioni più piacevoli, ricerca che li conduce a comportamenti violenti e a una varietà di dipendenze. Il linguaggio del corpo non deve restare segreto. Non vogliamo che aprendo gli occhi sulla vita diventi "forte nei punti spezzati" come conseguenza di un grave disastro. Vorremmo che imparassi dal tuo corpo come sopravvivere ed essere abbastanza forte da resistere alla potenza della natura, e allo stesso tempo flessibile quanto basta per piegarti quando le circostanze lo richiedono. Riconoscendo il significato dei tuoi sintomi, puoi farti guidare alla guarigione.

Il dolore è necessario per proteggerci e per darci dei limiti. Non provare mai dolore sarebbe un disastro per le nostre vite e i nostri corpi. Ma quando diamo al dolore o all'afflizione un significato, la sofferenza non è più necessaria. Dolore e sofferenza sono due entità distinte.

La coscienza non è localizzata, abbiamo bisogno di entrare in sintonia con i messaggi che riceviamo. Se chi ha ricevuto un trapianto è in grado di raccontare dettagli della vita del proprio donatore, dobbiamo renderci conto che la vita è registrata in noi e nelle nostre cellule.
Come usare questo libro

Questo libro è una guida di riferimento che può aiutarti a capire come sentimenti, esperienze, energia e pensieri influenzino la salute fisica, mentale ed emotiva. Puoi usare i rimandi in modi diversi, a seconda di come preferisci procedere, concentrandoti su un disturbo o su un rimedio. Se non ti senti bene, puoi cercare il tuo disturbo, oppure la parte o il sistema del corpo che ti stanno dando problemi, per arrivare a comprendere i pensieri e le emozioni coinvolti.

Ecco alcuni metodi per accedere alle informazioni.

    Per disturbo
    nella parte II, cerca la tua problematica nella lista in ordine alfabetico. Mentre leggi ciò che riguarda il disturbo, prendi atto delle emozioni in cui ti riconosci. Poi vai alla parte III, la sezione dedicata alle emozioni, e segui il procedimento relativo.
    Per parte del corpo
    ogni disturbo sarà localizzato in una parte del corpo. Cercala nella parte I, e poi segui il procedimento descritto. Troverai anche informazioni sulle emozioni collegate, che puoi ulteriormente approfondire riferendoti alla parte III.
    Per colore
    nella parte IV troverai le qualità che appartengono a colori specifici, che potrebbero aiutarti a rimettere il tuo corpo in piena salute. Scoprirai anche come colori differenti influiscano sulle tue emozioni. Abbina la guarigione con i colori ai procedimenti per la parte del corpo o per l'emozione relativa.
    Per sistemi del corpo
    ho scoperto che rivolgersi a parti del corpo diverse ma correlate crea risultati straordinari. Se hai dubbi su quali parti del corpo creino un sistema, acquista dimestichezza con la parte V del libro. Poi lavora sulle parti del corpo connesse a quel particolare sistema, includendo la visualizzazione dei colori.

Puoi anche decidere di combinare più procedimenti, se il tuo problema riguarda diverse parti del corpo.

Per esempio, per liberarti di un raffreddore con mal di gola, leggi la voce "Raffreddore" nella parte II. Poi vai alla sezione sulle parti del corpo nella parte I e segui il procedimento per la gola, che puoi abbinare anche con quelli per i polmoni e il torace. Se trovi un collegamento con certe emozioni, puoi proseguire con l'esercizio per la liberazione emotiva. Se durante il giorno sei occupato al lavoro, puoi decidere di usare semplicemente un colore, come l'arancione. Per esempio, visualizza il colore arancione muoversi nel tuo torace o strofina le mani e immagina di tenere una sfera di luce arancione tra di loro. Posale sulla gola o sui polmoni, e inspira la luce, consentendole di rigenerare quell'area.

Ricorda che non basta leggere i procedimenti: devi praticarli molte volte per trarne reali benefici.


Indice

Ringraziamenti

Prefazione

Introduzione

Capitolo 1. Il linguaggio segreto del corpo

    Guarire le cause emotive, mentali ed energetiche della malattia
    Dieci principi fondamentali per la guarigione
    Guida ai problemi fisici e consigli per la guarigione

Capitolo 2. Il linguaggio segreto dei disturbi fisici

    Elenco dei disturbi

Capitolo 3. Il linguaggio segreto delle emozioni

    Comprendere e guarire le emozioni che causano malattie
    Metodo per identificare e rilasciare le emozioni nocive
    Metodo per aumentare le emozioni salutari

Capitolo 4. Il linguaggio segreto dei colori

    I Colori

Capitolo 5. Il linguaggio segreto dei sistemi del corpo

    I sistemi del corpo

Postfazione

L’autrice


Il Linguaggio Segreto del Corpo - Libro >>> http://goo.gl/1mnh4H
Guida completa per salute e benessere
Inna Segal

lunedì 4 aprile 2016

Il Linguaggio Segreto dei Sintomi



Il Linguaggio Segreto dei Sintomi

Scopri come interpretare i messaggi segreti del tuo corpo

di Marco Pacori



Il Linguaggio Segreto dei Sintomi - Libro

A volte tu non capisci qual è il tuo problema... ma il tuo corpo sì!
Impara ad ascoltarlo!

Sapevi che:

è possibile collegare molti sintomi agli eventi emotivi che li hanno causati e intervenire per risolverli
alcuni disturbi o malattie dipendono da un rapporto con una persona nociva
il corpo ha delle vere e proprie premonizioni
alcune decisioni sono influenzate dalle nostre sensazioni fisiche e non ne siamo consapevoli
se impari ad ascoltare il tuo corpo puoi cogliere in anticipo i pericoli, ma anche intuire se puoi fidarti di una persona o se un progetto sarà un successo.
Chiaro e documentato, questo libro ti insegna come interpretare i messaggi di disagio che il corpo ti invia, e come intervenire sulle cause.

La ricerca più recente ha ormai accertato che cuore e sistema gastrointestinale sono veri e propri organi senzienti: dotati di una trama di cellule nervose, sono in grado di formulare dei «pensieri», seppur semplici, che costituiscono quello che chiamiamo «intuito».

Un opprimente mal di testa, influenze ricorrenti, dolori inspiegabili alle articolazioni, abbassamenti della vista sono avvisaglie che qualcosa non va nella nostra vita e che dovremmo fare dei cambiamenti nell’ambito del lavoro, del rapporto di coppia o in famiglia oppure che stiamo pretendendo troppo da noi stessi.

Pacori ci spiega con molti esempi come individuare l’origine dei disturbi e come intervenire per risolvere la causa psicologica.


Dalla quarta di copertina

Che corpo e mente si influenzino a vicenda è ormai accertato scientificamente. Disturbi, dolori, malattie non dipendono quindi solo da cause fisiologiche, ma possono essere - e spesso lo sono, conferma la medicina - originati da situazioni emotive difficili, stress, traumi.

Marco Pacori, psicoterapeuta e autore bestseller, lavorando con centinaia di pazienti ha visto come in moltissimi casi la soluzione della problematica emotiva coincidesse con un miglioramento del disturbo fisico che nessun farmaco o terapia erano riusciti a risolvere. In questo libro illuminante e documentato ci spiega, con molti casi pratici ed esempi concreti, come possiamo riconoscere e risolvere i sintomi che derivano da conflitti, dispiaceri o delusioni.

Spesso ogni emozione negativa ha un organo bersaglio preferito o una parte del corpo in cui si manifesta con più frequenza. Ma può accadere anche il contrario: cioè che malesseri e patologie incidano sulle funzioni nervose e cerebrali e quindi sul nostro umore e sulle nostre capacità mentali.

Allora può capitare che il diabete indebolisca la memoria o l'attenzione, oppure che un fegato intossicato causi difficoltà cognitive o che un alto tasso di colesterolo ci renda più irascibili.

Una lettura affascinante per imparare ad ascoltare il nostro corpo, capire meglio le nostre emozioni e prenderci cura di noi stessi in modo più efficace e risolutivo.


Leggi un estratto dal libro di Marco Pacori "Il Linguaggio Segreto dei Sintomi"

Introduzione - Il Linguaggio Segreto dei Sintomi - Libro di Marco Pacori

La tradizione, la cultura e il pensiero filosofico ci hanno indotti a pensare che mente e corpo siano due entità distinte e separate.

Eppure, fino al Diciannovesimo secolo buona parte dei «dottori» riteneva che ci fosse uno stretto legame tra emozioni e malattie, al punto da consigliare ai pazienti di recarsi in stazioni termali o balneari o di ricorrere all'omeopatia al fine di ritrovare un equilibrio emotivo e, di riflesso, rendere l'organismo più efficiente nel fronteggiare le afflizioni del corpo.

Questo approccio ha gradatamente ceduto il posto alle scoperte scientifiche che hanno messo in luce il molo di microrganismi e tossine nello sviluppo delle malattie.

Il nuovo panorama ha visto anche l'impiego di antibiotici, analgesici e antinfiammatori.

Solo in tempi relativamente recenti la concezione che mente e corpo siano interconnessi e si influenzino a vicenda è tornata in auge, favorendo lo sviluppo di un moderno concetto di malattia e di discipline come la PNEI, la psiconeuroendocrinoimmunologia, che ha evidenziato come cervello, sistema ghiandolare e immunitario siano strutture intercomunicanti, tra le quali c'è un flusso continuo di informazioni.

L'encefalo e quella che si supponeva fosse solo «manovalanza» (organi, muscoli e ossa) sono infatti in costante interazione grazie alla produzione e allo scambio di molecole dette neuropeptidi (delle quali parleremo a fondo tra qualche pagina).

Questa visione, che si riallaccia alle pratiche curative olistiche come la medicina tradizionale cinese, l'agopuntura e i fiori di Bach, ha preso sempre più piede grazie a recenti studi che hanno dimostrato come stress, personalità, atteggiamenti eccetera possano influenzare o essere la causa di una malattia e viceversa, ovvero che alcune malattie portino allo sviluppo di disturbi emotivi e psichiatrici.

È così che medicina e psicologia, che tradizionalmente si occupavano di ambiti diversi - rispettivamente, l'organismo e la mente - , hanno dovuto lasciare spazio a un nuovo modello che fosse in grado di integrarle.

Un processo, questo, di crescita e cambiamento che nessuno specialista della salute dovrebbe ignorare e che personalmente, da psicoterapeuta, mi ha portato a sviluppare un nuovo approccio professionale e ad approfondire e ampliare le mie conoscenze. Questa necessità è maturata in me gradatamente, quando ho cominciato a prendere coscienza che le persone che mi cercavano per risolvere disagi psicologici spesso lamentavano anche disturbi fisici.

Il fatto che le due sfere fossero le facce di una stessa medaglia mi è apparso chiaro quando mi sono reso conto che queste «coincidenze» erano troppo ricorrenti per essere casuali; inoltre, ho realizzato che i miglioramenti o i peggioramenti di una problematica emotiva o fisica viaggiavano su binari paralleli.

Da queste constatazioni è nata la necessità di confrontarmi con professionisti di altri settori - medici, osteopati, agopuntori, iridologi eccetera - che potessero aiutarmi a comprendere la complessità e le sfaccettature delle problematiche che mi trovavo ad affrontare nel mio lavoro.

Parallelamente, ho sentito il bisogno di tenermi al passo con le scoperte scientifiche che, grazie a ingegnosi esperimenti e innovative tecnologie, mettevano sempre più a fuoco le connessioni mente-corpo.

Questo libro ripercorre, seppure in modo più strutturato, il mio cammino in questo senso: al suo interno, il lettore troverà citati gli studi che mi hanno aperto gli occhi e i casi clinici che più hanno contribuito a modificare le mie prospettive sul concetto di salute.

La riabilitazione del corpo

Esperienze come le guarigioni miracolose, l'effetto placebo - quello per cui una sostanza farmacologicamente inattiva ci può far guarire per autosuggestione - o nocebo - quando la sola convinzione che qualcosa ci procuri dei danni può farci ammalare sul serio - hanno alimentato l'idea di una presunta supremazia della mente sul corpo.

Le moderne scoperte sulle interazioni fra mente e corpo non solo hanno sfatato questa teoria, ma hanno dimostrato che, in modo non meno efficiente, anche il corpo può influenzare il cervello.

È stato provato, per esempio, che camminare seguendo percorsi irregolari può aumentare la nostra creatività, stringere un pugno può accrescere costanza e determinazione, assaggiare una bevanda dolce può renderci più romantici e sedere su una sedia traballante mentre parliamo del nostro rapporto di coppia ce lo fa percepire più instabile.

Già Freud aveva intuito questi effetti, utili per consentire ai pazienti di lasciar fluire liberamente i pensieri (le cosiddette «libere associazioni»).

Per facilitare questo atteggiamento mentale, li invitava a sdraiarsi su un lettino posizionato in modo che il paziente non vedesse lo psicoanalista. In questo modo faceva sì che la persona si sentisse più rilassata, quindi più incline a seguire un filo non logico, e al tempo stesso più disinibita, dimenticandosi della presenza dell'analista.

Questo intreccio mente-corpo ha permesso di comprendere che il pensiero(espresso con le parole) è tutt'altro che astratto e che, per essere elaborato e compreso, ha spesso bisogno di basi che affondano le proprie radici nell'esperienza sensoriale: se diciamo che una faccenda è «piccante» automaticamente la associamo alla sensazione di bruciore al palato che ci può dare il peperoncino. Questo abbinamento non solo rende bene il concetto, ma fa sì che chi ci ascolta avverta realmente questa sensazione; in altre parole, nel suo cervello si attiveranno due aree: quella della comprensione linguistica e quella che registra il senso del gusto.

Il processo è a doppio binario: così, se offriamo a qualcuno una pietanza condita con la paprika e poi gli parliamo di una serata trascorsa con una persona che ci piace, il nostro interlocutore sarà indotto a pensare che l'incontro abbia avuto dei risvolti «piccanti».

Questo schema di funzionamento del sistema integrato mente-corpo, intuito dal linguista George Lakoff, ha trovato negli ultimi dieci anni numerose conferme sperimentali e prende il nome di «cognizione incarnata» o «intelligenza corporea».

Ne abbiamo fatto alcuni esempi, ma citiamo anche brevemente qualche ricerca che illustra il modo in cui questi assunti sono stati dimostrati scientificamente.

Uno studio condotto da un equipe del dipartimento di psicologia e scienze del cervello del Dartmouth College di Hanover, negli Stati Uniti, si è posto l'obiettivo di verificare se bloccando la mimica emozionale del volto si potesse inibire la risposta cerebrale alle emozioni.

Per farlo è stata indotta la paralisi del muscolo corrugatore della fronte - implicato nelle espressioni di tristezza, rabbia, disgusto eccetera - con il botulino, la stessa tossina usata in medicina estetica per «spianare» le rughe.

Monitorando l'effetto con l'MRI, l'imaging a risonanza magnetica che permette di visualizzare l'attività cerebrale, i ricercatori hanno constatato che questo escamotage inibiva la reattività dell'amigdala (la struttura cerebrale maggiormente implicata nell'elaborazione emotiva) durante la visione di facce atteggiate a un'espressione di collera.

In un'indagine affine, condotta da Shwetha Nair, Mark Sagar, John Sollers assieme ad altri colleghi dell'Università di Auckland, sono stati coinvolti 74 partecipanti, chiamati a svolgere un compito particolarmente complesso e snervante.

Metà del gruppo doveva effettuare il test sedendo su una poltrona sfondata, in cui si tendeva a sprofondare, gli altri in posizione eretta. Una volta completato il test, i partecipanti hanno compilato un questionario per valutare il proprio stato d'animo e la fiducia in sé: è risultato che quelli che erano rimasti in piedi dichiaravano un livello di autostima e uno stato di eccitazione e di buon umore maggiori, nonché una condizione d'ansia minore rispetto agli altri partecipanti. Inoltre, in quelli seduti sulla poltrona sformata è stata rilevata anche una pressione arteriosa più alta, condizione tipica di chi è sottoposto a stress.

Analogamente, Laura Thomas e Alejandro Lleras, ricercatori del Beckman Institute, hanno scoperto che la direzione dello sguardo, in soggetti impegnati nello svolgimento di un test, influisce sulla capacità di risolvere i problemi.

Il loro esperimento ha dimostrato che il movimento degli occhi non è solo un riflesso dei processi cognitivi, ma contribuisce anche a migliorarli o peggiorarli.

Quando il corpo mette il cervello nel sacco

Se anche la singola contrazione di un muscolo o la sua assenza, le posture e le sensazioni fisiche sono in grado di influenzare le funzioni «superiori», possiamo solo immaginare cosa potrebbe succedere qualora la funzionalità di un intero organo o lo stato di salute generale di ciascuno di noi siano compromessi in maniera seria.

È il caso, per esempio, dei dolori cronici che, alla lunga, stremano la nostra capacità di reggere lo stress e provocano ansia, depressione, irritabilità, incapacità di concentrazione eccetera.

Anche le malattie autoimmuni, un sistema immunitario indebolito o disturbi cardiocircolatori possono alterare la chimica del cervello e portare persino allo sviluppo di malattie mentali.

Accade con la celiachia, un'intolleranza alimentare causata da una reazione autoimmune al glutine: in un sottogruppo di individui che ne sono affetti, questo complesso proteico, oltre a provocare un infiammazione dell'intestino tenue, può intaccare direttamente il cervello, causando disturbi mentali e anomalie cerebrali.

Quando questo si verifica gli anticorpi che reagiscono al glutine sono tratti in inganno dal fatto che la proteina del glutine assomiglia ad alcune strutture proteiche presenti nei neuroni.

A causa di questo «fraintendimento», finiscono per aggredire anche il sistema nervoso, arrivando a provocare disturbi dell'umore e perfino, sembra, episodi psicotici.

Anche il diabete può portare ad alterazioni dell'attività cerebrale.

Gail Musenà, assieme ad altri ricercatori, è stato il primo a identificare variazioni di densità della materia grigia procurate dal diabete mellito di tipo 1, quello congenito, una malattia autoimmune in cui vengono prodotti anticorpi che distruggono le cellule del pancreas che secernono l'insulina, un ormone che regola il livello degli zuccheri nel sangue.

I risultati di questo studio hanno suggerito che una glicemia (la concentrazione di zucchero o glucosio nel sangue) alta e persistente, causata appunto dal diabete, possa modificare le strutture nervose.

La riduzione del volume di materia grigia riscontrata era modesta e non comportava necessariamente un deterioramento delle facoltà di pensiero; tuttavia, coinvolgeva zone critiche, come le aree della memoria, i centri dell'attenzione e dell'elaborazione del linguaggio.

Studi successivi hanno messo in risalto che la degenerazione delle cellule cerebrali, in risposta allo squilibrio del tasso di zuccheri, è invece presente in persone che, da almeno una decina d'anni, sono affette da diabete di tipo 2, quello che insorge in età adulta.

In questi soggetti, i danni sono seri, al punto da intaccare l'autocontrollo, la capacità di prendere decisioni e quella di espressione.

Quando siamo frustrati e rabbiosi diciamo che ci rodiamo il fegato; lo stesso organo però, in caso di malfunzionamento, può provocare difficoltà cognitive e di espressione, incubi, insonnia, irrequietezza e perfino gravi alterazioni della personalità.

Questa sindrome è causata dalle tossine che in condizioni normali il fegato riverserebbe nella bile o nei reni per farle espellere dall'organismo e che invece, se questo organo va «in panne», filtrano nel flusso sanguigno e da qui raggiungono il cervello.

Anche le malattie del sangue, peraltro, possono deteriorare le funzioni cerebrali: lo dimostra uno studio, finanziato dal National Heart, Lung, and Blood Institute (NHLBI), che ha impegnato un nutrito gruppo di medici.

I ricercatori hanno valutato le capacità cognitive di 149 adulti di età compresa tra i 19 e i 55 anni, affetti da anemia falciforme, a paragone con 47 soggetti sani.

Ne è risultato che, in misura doppia rispetto ai partecipanti in salute, in chi era stata riscontrata quest'anomalia del sangue, soprattutto se maturi, le capacità logiche erano più basse rispetto alla media e i livelli di emoglobina (la proteina presente nei globuli rossi che trasporta l'ossigeno ai tessuti) erano inferiori alla norma.

La causa, secondo gli studiosi, è proprio la ridotta dimensione dell'emoglobina, che in questa malattia ha approssimativamente una forma a mezza luna e, soprattutto, è povera di ossigeno, il che alla lunga può provocare «guasti» in tutto l'organismo, cervello compreso.

Dalla mente al corpo: la corsia d’emergenza

L'idea che esperienze di vita, traumi, atteggiamenti ed emozioni potessero provocare una condizione di malattia o vulnerabilità dell'organismo è stata il presupposto della medicina psicosomatica.

Studi recenti hanno dimostrato che la questione è però più complessa, dal momento che mente e corpo non sono strutture distinte, ma parti di un'unica entità.

Nel paragrafo precedente abbiamo visto che le malattie possono condizionare il cervello, ma è vero anche il contrario.

La connessione tra gli organi e la «testa» è molto stretta e mediata da un circuito che coinvolge sistema nervoso centrale, endocrino (le ghiandole) e immunitario: il nome di questo complesso è asse ipotalamo-ipofisi-surrene o HPA.

Questa «coalizione» è composta da una struttura cerebrale - l'ipotalamo, che governa i processi emotivi e il cui nucleo centrale, l'amigdala -, una ghiandola «madre» - l'ipofisi - e altre due ghiandole che si trovano sopra i reni, che prendono il nome appunto di surreni. Queste ultime «sfornano» il prodotto finito: gli ormoni adrenalina e cortisolo.

Questi due messaggeri coordinano le strutture e le funzioni del corpo per prepararsi a un'eventuale reazione di attacco o di fuga (il sangue affluisce maggiormente ai muscoli e al cervello, il cuore batte più velocemente, aumentano i globuli bianchi per contrastare possibili infezioni eccetera).

La «chiamata alle armi» che avviene nel nostro corpo è estremamente efficace se lo stimolo è qualcosa che si può fronteggiare nell'immediato; se però si trasforma in una sorta di estenuante «guerra di trincea», le «truppe» perdono prontezza, reattività ed efficacia e l'organismo inizia a risentire di questa condizione, predisponendosi alla malattia.

Inoltre, la condizione di sovra-eccitazione del sistema immunitario provoca uno stato cronico di infiammazione dei tessuti, aprendo la strada a malattie autoimmuni, come l'artrite reumatoide o la fibromialgia.

Tutto il nostro corpo ne risente, tanto che sembra che uno dei fattori scatenanti dell'arteriosclerosi sia un'aggregazione delle piastrine (le cellule che bloccano le emorragie) che, quando lo stress è eccessivo, si depositano sulle pareti delle arterie.

Quando avevo circa 10 anni ho visto in TV un film dal titolo Viaggio allucinante, che raccontava di una navicella miniaturizzata che veniva iniettata nel corpo di un uomo, consentendo di vedere la fisiologia in azione: è stata la mia personale folgorazione «sulla strada di Damasco».

Anni dopo, diventato adulto e indossati i panni dello psicoterapeuta, ho provato lo stesso senso di meraviglia scoprendo, prima nella pratica clinica e poi nelle pubblicazioni scientifiche, le strabilianti connessioni tra mente e corpo (è stato come tastare in prima persona le interazioni chimiche tra psicologia e biologia).

Ed è proprio questo senso di stupore che mi auguro di trasmettere al lettore, ripercorrendo assieme a lui i passi di questo percorso di conoscenza.


Indice

Introduzione

La riabilitazione del corpo
Quando il corpo mette il cervello nel sacco
Dalla mente al corpo: la corsia d’emergenza
1. Un trust di cervelli dentro al corpo

La rivoluzionaria scoperta dei neuropepddi
Attenti a quei due
Frattaglie senzienti
Cuor di leone
2. Pensieri, parole, emozioni

Che cos’è lo stress
Cattivi pensieri e malattie
La personalità e la malattia
Emozioni «strappacuore»
Un colpo al cuore
Cuori spezzati
3. Tiro a segno: la mappa dei bersagli dello stress

Nemici per la «pelle»... quella del cuore
A pieni polmoni: l’apparato respiratorio
Lotte intestine
A fior di pelle
Darsi la zappa sui piedi: le malattie autoimmuni
4. Rimedi e prevenzione: una mela al giorno e non solo

Camminare nella natura inibisce la tendenza a rimuginare
Fare jogging è uno sballo
Gli hobby fanno bene alla salute e al cervello
Fuori il rospo!
Scrivi che ti passa
Fatti un bel pianto
Un amico a quattro zampe contro lo stress quotidiano
Tutta un’altra musica
5. Il linguaggio dei sintomi

Un pensiero stampigliato sul corpo
Sotto la lente delle neuroscienze
Quando la mente mette i bastoni fra le ruote al corpo 109 Disturbi faziosi
Senza voce in capitolo
Inceppamenti: la balbuzie
Un nodo in gola
Molto rumore per nulla: l’acufene
Fatiche di Ercole
I disturbi ginecologici
Bandiere a mezz’asta: le disfunzioni erettili
La testa che scoppia: emicranie e cefalee
Che fare?
6. Il corpo «ci parla»

Certe sensazioni sono universali
Con il cuore in mano: l’enterocezione
Muscoli ciarlieri: la propriocezione
L’insula che non c’è
Le sensazioni corporee sono cartine di tornasole
Il corpo ha le premonizioni
La teoria dei marcatori somatici
La percezione del pericolo dipende dal terzo occhio
La paura si annida nel cuore
7. Echi dal profondo

Al fresco
Effetto geyser
Affari di cuore
La trippa «rizza» le antenne
I muscoli ne sanno una più del diavolo
Pile esaurite: l’affaticamento surrenale
Esercizi di «potenziamento»
Favorire le intuizioni
Bibliografia

Ringraziamenti


Marco Pacori
Il Linguaggio Segreto dei Sintomi - Libro >> http://goo.gl/1E3Xoe
Scopri come interpretare i messaggi segreti del tuo corpo