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venerdì 29 aprile 2016

Parto senza dolore con l'ipoalgesia naturale




Parto senza dolore con l'ipoalgesia naturale

Ecco alcuni metodi di ipoalgesia (analgesia dolce o naturale), che possono alleviare il dolore durante il travaglio e il parto

di Giovanna Lasagna - 27/04/2016



Parto senza dolore con l'ipoalgesia naturale

Quello su cui vorrei soffermami oggi è ipoalgesia, ovvero l'analgesia dolce e naturale per allieviare il dolore durante il parto attivo. L'approccio dell'ipoalgesia o anelgesia dolce e è quello di rendere protagonista la donna, di permetterne la libera espressione fornendole allo stesso tempo supporto emotivo.

Che cos’è l’ipoalgesia naturale

I metodi di analgesia naturale si basano sull'accettazione della fisiologia del dolore e sulla mobilitazione delle enormi risorse neuro-ormonali che esso è in grado di attivare. L'ipoalgesia si avvale inoltre della totale libertà di espressione e di movimento della donna, pratiche in grado di rendere il dolore molto più sopportabile. Questo metodo è in antitesi rispetto all'ormai superata psicoprofilassi, che consisteva nella negazione del dolore stesso e nel far assumere alla partoriente posizioni tutt’altro che naturali.

I metodo di ipoalgesia

Alcuni metodi scelti per il rilassamento, proposti nelle pause fra le contrazioni, facilitano la produzione di endorfine (unico anestetico naturale senza controindicazioni), mentre, durante le contrazioni, si lavora sullo scioglimento attivo delle tensioni.
Ogni donna può scegliere fra diverse tecniche di aiuto quali:

    l’aromaterapia,
    le posizioni alternative a quella litotomica,
    la musicoterapia,
    l’acqua calda,
    l’agopuntura,
    l’ipnosi,
    lo yoga,
    la bioenergetica,
    la pnl,
    il canto e la comunicazione prenatale.

Il tutto nel rispetto dei suoi tempi e raccolta in un ambiente intimo in cui sia facile rilassarsi e quindi sentire meno il dolore.

Punti di vista sul dolore del parto

Molti esperti hanno dato il loro punto di vista sul dolore durante il parto analizzandolo sotto diversi fattori: F. Leboyer, che ha narrato del canto gioioso delle partorienti indiane, attribuiva per esempio le contrazioni dolorose alla paura.
C. Rodrigañez e M. Odent, hanno invece sottolineato come la repressione sessuale possa rendere l’utero rigido, così da vivere processi naturali come il parto in modo molto doloroso.
Al contrario, il libro Orgasmic Birth (2008) di D. Pascali-Bonaro raccoglie le testimonianze di 11 madri che hanno vissuto il cosiddetto parto orgasmico, in uno stato estatico di forte connessione con il bambino, e grazie a questo amore profondo sono riuscite a provare anche il piacere fisico.

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Maria Pia Pandolfo

mercoledì 20 aprile 2016

Che cos'è il parto attivo?



 

Che cos'è il parto attivo?

Scopriamo insieme il parto attivo e la funzione positiva del dolore durante il momento del travaglio e del parto

di Giovanna Lasagna - 19/04/2016



Che cos'è il parto attivo?

Da tempi immemorabili il momento del parto è associato al dolore: che si tratti dell'immaginario comune o del racconto della maggior parte delle donne che hanno dato alla luce un bambino, parto e dolore sono due parole che sentiamo spesso pronunciare insieme.
Ma che cos'è il dolore nel parto? Dopo decenni di autorevoli studi, oggi sappiamo che il dolore nel parto ha una funzione positiva e protettiva rispetto alla salute di mamma e bambino.
Possiamo imparare a conoscere questo dolore, ad affrontarlo e a gestirlo tramite tecniche di parto attivo.

L’esigenza di naturalità

L'eccessiva medicalizzazione di un percorso prevalentemente fisiologico come quello della nascita e del parto, oltre a non aver attenuato l’antica angoscia femminile del dolore, ha dato luogo a nuove esigenze di maggiore intimità e naturalità. Fortunatamente, oggi, i condizionamenti culturali che hanno da sempre aggravato tale ansia sono contrastati da una maggiore fiducia nell'innata competenza delle donne a generare la vita, nella propria natura di madre, cui è da sempre affidata la sopravvivenza della nostra specie.

La funzione positiva del dolore

Il dolore del parto ha una funzione psichica, di trasformazione, allorquando la madre da fondo alle proprie risorse fisiche ed emotive, fino all’abbandono, alla resa, al superamento dei propri limiti. Il dolore durante il travaglio stimola la secrezione delle endorfine che hanno una potente azione anestetica e aiutano, a loro volta, la secrezione di un altro ormone, la prolattina che indurrà poi la produzione del latte.
In nessun altro momento la donna produce una percentuale così alta di ormoni, i quali stimolano emozioni e istinti, oltre ad onde alfa e teta, grazie alle quali la partoriente entrare in comunicazione profonda con il bambino.
Più sarà fluida la comunicazione tra madre e bambino, meno saranno necessarie interferenze esterne, più il dolore sarà ridotto al suo minimo fisiologico, divenendo tollerabile, sia per la madre che per il nascituro.

Il parto attivo

Il parto attivo non va confuso con il parto indolore: per parto attivo intendiamo un evento in cui la donna è protagonista attiva, cosciente e consapevole.
Il potersi muovere durante il travaglio rende il dolore delle contrazioni più sopportabile, migliora le condizioni di tranquillità della gestante: la donna deve essere libera di assumere qualunque posizione, proteggendo se stessa e il bambino attraverso i movimenti che il dolore stesso le suggerisce.
Abbandonarsi al ritmo alterno di contrazioni e pause comporta la presenza di endorfine anche nel liquido amniotico, ovvero il dolore della madre protegge il bambino dal dolore. Le contrazioni uterine poi, preparano il nascituro al ritmo respiratorio e producono l’adrenalina fetale, che stimola il piccolo rendendolo combattivo e gli evita l’asfissia da parto.
Cedere alla paura, opporsi al dolore, significa invece rimanere sempre in tensione: il bambino potrebbe soffrirne.

Un parere autorevole

Scrive Verena Schmidt, fondatrice della Scuola Elementale di Arte Ostetrica: “Una donna che partorisce con il dolore e quindi con la sua energia sessuale ( ….) recupera tutte le sue energie dopo il parto (…), si sente appagata e piena di tenerezza“.


Travaglio e Parto senza Paura - Libro

Oggi il dolore che accompagna la nascita non può più essere interpretato come un nemico da sconfiggere con ogni mezzo, anche a costo di mettere a rischio la salute della madre e del bambino.

Questa sofferenza può essere un potente mezzo di cui la natura ci ha dotate per essere guidate nel processo che conduce alla nascita, per spingerci a trovare un luogo sicuro per dare alla luce il neonato, per capire a che punto è la progressione del travaglio, per assumere posizioni e atteggiamenti, e muovere il corpo allo scopo di alleviare il dolore e facilitare la nascita.

Una volta compresa la natura di questo dolore e i meccanismi che ne aumentano o diminuiscono la percezione, possiamo volgerlo a nostro favore per farne un potente alleato verso una nascita sicura e consapevole, nel rispetto della salute di madre e bambino.

Non sempre è facile, occorre un accompagnamento alla nascita che ci restituisca quella nostra innata e istintiva capacità di partorire, costituita da fiducia nel proprio corpo e nelle proprie competenze di donne!

Questo testo vuole accompagnare le future mamme, e chiunque possa essere interessato ad approfondire, verso la conoscenza dei mezzi che possiamo sfruttare come alleati per una nascita consapevole e sana, senza paura!


Emanuela Rocca
Travaglio e Parto senza Paura - Libro >>> http://goo.gl/cS0xfE
Comprendere la funzione del dolore e alleviarlo con i rimedi naturali