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martedì 17 maggio 2016

Ingegnere dello spirito o mistico della scienza?





Ingegnere dello spirito o mistico della scienza?

Intervista a Gianni Vota, ricercatore che fa dialogare la scienza con la spiritualità

di Emanuele Cangini - 16/05/2016



Ingegnere dello spirito o mistico della scienza?

In anteprima vi presentiamo uno stralcio dell’intervista di Emanuele Cangini al dottor Gianni Giovanni Vota, che verrà pubblicata per intero prossimamente sul nostro sito.
Gianni Vota, torinese, nato il 13 aprile del 1958, ingegnere elettronico e informatico, scrittore, conferenziere, formatore di fama internazionale. Autore di varie pubblicazioni scientifiche e spirituali tra le quali Spiritual Quantum Coaching (Ed. Lindau, 2014) e L’Azienda quantica. Come creare e gestire olisticamente un’azienda di successo (Ed. Arte di Essere, 2015).

Dottor Vota, un “ingegnere dello spirito” o un “mistico della scienza”? E, ammesso vi siano differenze, quale criterio differenzia le due condizioni?

“Ingegnerizzare la spiritualità e l’esoterismo” questa è stata un po’ l’idea-guida del mio percorso quando iniziai a occuparmi di spiritualità ed esoterismo e per di più per perseguire precisi obiettivi di business alla fine degli anni Novanta. Ovviamente suscitai scompigli e scetticismo tra tutti: gli ingegneri che non capivano cosa c’entrasse la disciplina matematica dell’ingegneria con qualcosa che “non è scientifico”; gli spirituali che si vedevano accostati ad ingegneri e peggio al business; chi si occupa di business che si ritengono persone “con i piedi ben piantati per terra” per fare profitto e che non si occupano di velleità “new age”.

Da buon ingegnere quando studiai le pratiche spirituali ed esoteriche mi sembrava davvero tutto molto “fumoso” dove non c’erano a mia conoscenza dei precisi metodi come invece un ingegnere ama avere. Fui incoraggiato in tutto questo da Karl Gustav Jung che mi “parlò” molto chiaramente con la sua prefazione all’I King.

Cosa vuol dire “ingegnerizzare l’esoterismo e la spiritualità”? Per me che si crei un modello di lavoro grazie al quale è possibile per chiunque lo voglia, grazie a precise istruzioni, fare tutto quello che nei millenni si è detto che solo qualche eletto poteva fare. L’ingegnere è colui che crea prodotti e soluzioni che siano usufruibili da tutti. Per esempio, chiunque oggi può parlare con qualcun altro dall’altra parte del Mondo usando un “semplice” cellulare, senza doversi minimamente preoccupare dell’enorme complessità tecnologica, scientifica e organizzativa che sottostà […].

Così ho iniziato con molta pazienza e passione a studiare tutto ciò che ritenevo potesse darmi delle chiavi di lettura: la lingua sanscrita, le tradizioni orientali e sciamaniche, quelle Hawaiane dei Kahuna, aborigene australiane, Medicina tradizionale cinese, naturopatia, e così via. E mano a mano, praticavo e sperimentavo nella mia vita e nel business.

In questo studiare scoprii alcune tecniche davvero fantastiche, che “funzionano” ma non ero però soddisfatto perché non rispondevano ad un’altra domanda per me fondamentale: “Perché funzionano?”. Senza questa risposta si ricade o nella fede religiosa, o nella pratica magica, o in un meccanismo di dipendenza o superstizione che portano alla credenza che “solo se fai così e fai continuamente tutti i miei corsi e mi obbedisci” allora funziona.

Ancora una volta fu Karl Gustav Jung a guidarmi: “Rendi cosciente l’inconscio  altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”. Perfetto! E così ho iniziato un approfondito viaggio nell’inconscio o subconscio, l’ipnosi, le tecniche regressive ipnotiche, per poi arrivare al Superconscio. In parallelo a questi studi però altri studi mi catturarono e furono quelli della fisica quantistica. Per farla breve, l’antica spiritualità e le mie ricerche sulla moderna fisica quantistica mi permisero di creare quelle basi teoriche, quel modello di lavoro tanto importante per me ingegnere, su cui creare un metodo di coaching pratico, veloce e “sicuro” che può essere appreso facilmente da parte di tutti al punto che poi ognuno può poi crearsi il suo metodo. Lo Spiritual Quantum Coaching è nato così come strumento che permette di cambiare la propria vita e volendo anche quella degli altri in una ritrovata armonia tra il razionale e lo spirituale.

Perché l’obiettivo è vivere al meglio la nostra vita qui, adesso, su questo pianeta, una vita che riassumevo in uno slogan: “Una vita di Spiritualità, Salute, Sapere, Saggezza, Soldi, Sesso e… ‘Sciampagne!?”. Sì perché è possibile vivere senza soffrire psichicamente e gli insegnamenti ci sono tutti! Si tratta di comprenderli e soprattutto viverli con costanza e determinazione giorno per giorno.

Come si può mettere la Nona di Beethoven in un diagramma cartesiano? Ci sono delle realtà che non sono quantificabili. L’universo non è i miei numeri: è pervaso tutto dal mistero. Chi non ha il senso del mistero è un uomo mezzo morto.
Albert Einstein


L'Azienda Quantica - Libro

«Essere imprenditore è una grande missione, è un servizio a se stessi e agli altri, forse tra i più grandi possibili. Chi fa l’imprenditore sa cosa vuol dire avere la responsabilità di molte persone e delle loro famiglie ma sa anche che ognuno è responsabile di sé stesso, del suo destino e di realizzare ciò che è venuto a fare qui sul pianeta Terra: portare amore ed essere amore».

È in atto una grandissima trasformazione personale, sociale, planetaria. Paura, caos, incertezze! Come possiamo vivere questo momento storico per il nostro massimo bene e per quello della nostra azienda? L’autore di questo manuale aiuta a vedere da un punto di vista scientifico e spirituale cosa significhi essere un imprenditore olistico e quali siano le grandi possibilità che si aprono a chi sia in grado di unire il successo interiore con quello esteriore.

È possibile oggi avviare un'attività imprenditoriale di successo lavorando su se stessi?

La risposta è sì: in un viaggio tra business, fisica quantistica e antica spiritualità scoprirai come condurre un armonioso lavoro di squadra tra i tuoi emisferi cerebrali; potrai utilizzare la plasticità del tuo cervello per rispondere alle complessità degli eventi e creare ricchezza e felicità per te e per i tuoi collaboratori.


Giovanni Vota
L'Azienda Quantica - Libro >> http://goo.gl/fLtqy7
Come creare e gestire olisticamente un’impresa di successo


mercoledì 16 marzo 2016

La religiosità per Albert Einstein



La religiosità per Albert Einstein

Come trovare un terreno di incontro tra la scienza e lo spirito? Scopri la via indicata da Albert Einstein

di Irene Conti - 04/03/2016



La religiosità per Albert Einstein

Il primo centenario dalla scoperta della relatività generale è appena trascorso e a farne da coronamento ci ha pensato, lo scorso 11 febbraio, la squadra di ricercatori che è riuscita a captare il primo segnale delle onde gravitazionali.
Una scoperta eccitante che ha rinnovato l’interesse e la curiosità dell’opinione pubblica nei confronti del mondo della ricerca scientifica.

Parallelamente a questa scoperta è cresciuta una polemica diffusa, intercettata da Le Scienze che apre il numero di febbraio con un titolo altisonante “L’Era della disinformazione: come l’espansione dei social network favorisce la diffusione incontrollata di informazioni false e teorie del complotto”.
Sui Social è guerra: da una parte gli scettici chiudono drasticamente le porte al confronto con le prospettive delle scienze di frontiera, dall’altra, nei gruppi definiti “New Age”, circola un po’ di tutto, dalle miracolose e istantanee cure contro il cancro, a promozioni di corsi che in sole sei settimane promettono di trasformarti in Buddha.
Seguire un percorso spirituale significa certamente aprire la propria mente a nuove e più ampie prospettive riscoprendo il potere dell’intuizione e dell’immaginazione, ma non significa rinunciare al vaglio critico della ragione, perdendo qualsiasi contatto con il proprio raziocinio e con la propria capacità di discernimento.

D’altra parte, chiudere le porte a qualsivoglia tentativo di allargare i confini del pensiero, conducendo i temi della ricerca scientifica in territori meno noti e meno tecnici, è altrettanto rischioso e controproducente.
Albert Einstein parlava di un tipo di esperienza religiosa particolare, che forse può aiutare a trovare un terreno d’incontro tra lo scienziato più rigoroso e i movimenti di crescita spirituale di qualità.
Einstein chiamava questa esperienza “il sentimento religioso cosmico”, un sentimento che accomuna gli artisti e gli scienziati, una scintilla, un fuoco acceso, che ti fa restare fedele ai tuoi propositi e ai tuoi scopi per un’intera vita, malgrado i fallimenti.

I grandi spiriti religiosi di tutti i tempi come Democrito, Francesco d’Assisi e Spinoza, sono accomunati da questo sentimento che non è possibile spiegare a chi ne sia totalmente privo, poiché esso si desta da sé, di fronte alla “sublimità e all’ordine meraviglioso che si manifestano in natura e nel mondo del pensiero”. Da qui parte il desiderio “di indagare questo universo come un tutto unico e pieno di significato”.

Forse questo sentimento che scorre in sottofondo è proprio anche di chi fa scienza nel senso più sperimentale del termine, poiché è il fuoco stesso che tiene accesa la ricerca, la passione inesprimibile per la propria indagine, cioè che, in ultima analisi, conferisce senso e congruenza a tutta una vita. Questo è anche il sentimento che dovrebbe animare il risveglio di una Nuova Coscienza Globale, integrando il mondo del pensiero e quello della natura in quel “tutto unico e pieno di significato”, nell’auspicabile convergenza di scienza e spiritualità.

Walter Isaacson
Einstein
La sua vita, il suo universo