Visualizzazione post con etichetta virus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta virus. Mostra tutti i post

mercoledì 17 marzo 2021

Cosa sono realmente i virus?


Cosa sono realmente i virus?

Medicina Integrata

>> https://bit.ly/3iWBmyp

Dialogano costantemente con le nostre cellule umanizzandosi e perdendo la loro pericolosità: a meno che non siano creati in laboratorio...

Stefano Fais - 08/03/2021

Articolo di Stefano Fais - Tratto da Scienza e Conoscenza n. 75

Studiando l’infezione da HIV-1 mi sono accorto che il virus, uscendo dalla cellula, tramite un fenomeno che al tempo e per almeno un paio di decenni è stato chiamato “budding”, acquisiva, mi piace dire “si portava dietro”, dei frammenti di membrana cellulare (della cellula che lo rilasciava) che si ritrovavano in tutta la progenie virale.

Per dimostrare questo abbiamo inventato un test, ex novo, che non solo dimostrava la presenza di proteine cellulari, ma che – immobilizzando il virus su plastica, tramite anticorpi che riconoscevano le proteine cellulari – ne manteneva totalmente l’infettività virale.

Detto questo, che al tempo era definitivamente una scoperta, vorrei fare un passo indietro per ricordare che i virus, e in particolare quelli a RNA, ed in particolare quelli come l’HIV-1 che sono retrovirus, non vivono o vivono molto difficilmente al di fuori di una cellula e molti di essi, se non riescono ad entrare e quindi ad “infettare” entro pochissimi attimi un’altra cellula, sono destinati ad estinguersi.

Ricordo inoltre che i retrovirus, come l’HIV-1, ma non solo, si chiamano così perché del loro patrimonio fa parte una proteina che si chiama appunto trascrittasi inversa, e cioè in grado di retrotrascrivere un pezzetto di RNA all’interno di un genoma e quindi continuare a vivere in stretto parassitismo con la cellula ospite.

Infatti questi enzimi sono stati usati nella terapia genica, in particolare in tutte quelle condizioni in cui era possibile dimostrare la presenza di un gene difettivo o mancante causa di una malattia, e quindi intervenire retrotrascrivendo un gene funzionante nel genoma del paziente.

L’idea ha creato grande entusiasmo e aspettative, ma ahimè la terapia genica non le ha per nulla soddisfatte, per i seguenti motivi:

● sia per la pericolosità dell’approccio di per sé,

● sia perché utilizzava retrovirus anche se attenuati,

● perché clinicamente è risultata estrema-mente tossica,

● ma anche perché troppo spesso l’avvenuta retrotrascrizione non risultava stabile.

Lo stesso metodo è stato utilizzato per il test che viene utilizzato anche oggi per verificare la positività al Covid-19: sto parlando dei tamponi PCR (Polymerase Chain Reaction), oggi RT-PCR (RT è l’acronimo di Teverse Transcriptase).

Il principio su cui si basa la PCR è l’amplificazione, attraverso cicli ripetuti che usano un enzima chiamato DNA-polimerasi; questo porta alla ricostruzione di un segmento di DNA completo, cioè a doppia elica, a partire da un frammento a elica singola.

Purtroppo è praticamente impossibile spiegare come si svolge esattamente questo procedimento senza richiamare tecnicismi, che in questa sede mi sembrano inutili.

Certamente chi legge può facilmente intuire che un procedimento del genere può portare a generare qualcosa di anche molto lontano dalla realtà, tanto che chi inventò questo metodo – Kary Banks Mullis che ha ricevuto il premio Nobel per la chimica nel 1993 – ebbe a dire che la PCR in nessun modo doveva diventare un esame utilizzabile in procedimenti diagnostici, proprio perché gravido di possibili falsi negativi, ma soprattutto di falsi positivi.

Ma certo è che queste considerazioni lasciano il tempo che trovano, perché lì dove il corredo diagnostico è insufficiente la PCR viene molto usata, ed in particolare nelle infezioni virali.

E ora facciamo un passo in avanti per dire che il nostro genoma è stracolmo di sequenze virali e retrovirali che noi abbiamo acquisito durante un’intera filoontogenesi.

Parola che contiene in sé due concetti: evoluzione (filogenesi) e sviluppo (ontogenesi), cioè a dire che la nostra, come tutte le altre specie viventi, si è evoluta e sviluppata nel tempo secondo un processo che in sé contiene un’enorme quantità di variabili. [Continua...]

Continuando la lettura su Scienza e Conoscenza n. 75 potrai approfondire:

Cosa sono i virus e le cellule

La lezione del genoma umano: epigentica e sequenze retrovirali

Gli esosomi: come funzionano gli organismi viventi

Gli esosomi sono le gemmule di Darwin?

Un esempio: la flora batterica intestinale

La lotta per il predominio delle specie

Le forbici genetiche CRISPR/Cas

Considerazioni finali

Bibliografia di approfondimento

 

Scienza e Conoscenza n. 75 - Gennaio - Marzo 2021 — Rivista >> https://bit.ly/3iWBmyp

Nuove scienze, Medicina Integrata

www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-n-75.php?pn=1567

 

martedì 16 marzo 2021

Come difenderci dai Virus


Come difenderci dai Virus e quali integratori possono essere utili

Medicina Integrata

>> https://bit.ly/3iWBmyp

Che cos’è un virus e come affrontarlo quando entra in contatto con il nostro organismo, i consigli del Dott. Origa.

Redazione - Scienza e Conoscenza - 15/03/2021

Articolo del Dott. Eugenio Origa, tratto da Scienza e Conoscenza n. 75

Le recenti vicende che hanno coinvolto e stanno coinvolgendo tutt’ora il mondo intero, occupato a far fronte a quella che è definita pandemia, hanno portato alla ribalta un protagonista da sempre citato, IL VIRUS, ma forse non ben conosciuto dalla maggior parte delle persone.

Conoscere meglio la struttura e il funzionamento dei Virus

Il Virus (dal latino = VELENO) è un microrganismo visibile solo al microscopio elettronico perché le sue dimensioni sono comprese fra 0,02 e 0,3 micrometri o micron (micron è un milionesimo di metro o, se volete, un millesimo di millimetro), è perciò le entità biologica più piccola che al momento conosciamo.

Sono detti [i virus] acellulari perché mentre in una cellula noi riconosciamo tutte le strutture che sono fondamentali per la vita (un apparato respiratorio, un apparato riproduttivo, un apparato digestivo ecc.), il virus è formato solo da materiale genetico: DNA o RNA (genoma), avvolto e protetto da una struttura proteica detta capside.

Pertanto, il virus per sopravvivere e riprodursi deve utilizzare le strutture di un altro essere vivente, ovvero la cellula. La cellula farebbe volentieri a meno di offrire questa collaborazione, pertanto il virus, senza chiedere permesso, entra nella cellula e ne sfrutta le risorse. Per questo motivo sono detti parassiti endocellulari obbligati.

Come siano nati è ancora un mistero, perché molte delle nostre conoscenze dipendono dalla possibilità di trovare dei resti fossili di antenati degli esseri viventi che noi oggi conosciamo, ma i virus non fossilizzano. Le ipotesi proposte sono varie ma, tra tutte, tre sembrano le più ragionevoli:

● Avrebbero origine da cellule più complesse che si sono “ridotte” nel tempo fino a rimanere solo col DNA o l’RNA rendendoli dipendenti dalle altre cellule.

● Una fuga di materiale genetico da una cellula complessa.

● Sono strutture che si sono evolute autonomamente accanto alle cellule più complesse

Il tempo ci dirà chi ha ragione, ma intanto vediamo come funzionano.

Nonostante abbiano forme diverse (elicoidali, poliedrici, sferici ecc.) tutti devono per prima cosa aderire alla superficie della cellula tramite strutture glicoproteiche dette spicole, che sono come delle spine, che costituiscono anche la loro carta di identità – antigene, che li rende individuabili da parte del nostro Sistema Immunitario.

Una volta agganciati, la cellula li porta nel suo interno dove, grazie all’azione degli enzimi della cellula ospite, il codice genetico del virus viene liberato e può cominciare la sua azione di parassita, ovvero replica se stesso in diverse centinaia di migliaia di copie.

Può farlo nel liquido cellulare – citoplasma (virus a RNA), oppure deve entrare nel nucleo della cellula ospite per agganciarsi al suo DNA (virus a DNA).

Il virus riproduce sia il suo genoma sia il suo capside, e sempre all’interno della cellula, si autoassembla rigenerando la struttura virale per intero.

Quando la cellula è ormai piena di virus si rompe (lisi) morendo e liberando i virus che andranno ad infettare altre cellule. In particolare, i virus che hanno come genoma DNA e che quindi si replicano dentro il nucleo della cellula ospite, scambiano materiale genetico con la cellula ospite per cui dopo due o tre passaggi cellulari il virus che si forma è diverso da quello originale, spesso perdendo le sue caratteristiche di aggressività e patogenicità (come accade per i virus influenzali).

 

Dal canto suo, la cellula infettata cerca di informare dell’accaduto le cellule vicine e il Sistema Immunitario producendo l’INTERFERONE (ne esistono diverse classi): in questo modo sia le cellule vicine che tutte le altre cellule del corpo sono pronte a far fronte alla minaccia virale.

Il Sistema Immunitario gioca un ruolo fondamentale nell’organizzare l’eliminazione del virus ed è sostenuto in questo dall’intestino, o meglio dalla flora batterica intestinale (Microbiota). [Continua...]

Continua la lettura su Scienza e Conoscenza n. 75 e scoprirai:

Perchè la nostra immunità dipende dal Microbiota intestinale

Gli integratori consigliati per aiutare il sistema immunitario e il loro CORRETTO utilizzo

Gli antiossidanti, il Glutatione, la lattoferrina, la vitamina C e i fermenti lisati come alleati contro i virus

La micoterapia

La Vitamina D

I modi e i tempi giusti per assumere gli integratori


Scienza e Conoscenza n. 75 - Gennaio - Marzo 2021 — Rivista >> https://bit.ly/3iWBmyp

Nuove scienze, Medicina Integrata

www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-n-75.php?pn=1567

 

venerdì 4 dicembre 2020

I virus sono nostri alleati per la salute


I virus sono nostri alleati per la salute

Medicina Integrata

>> https://bit.ly/35LVm0D    

Nei mesi passati abbiamo vissuto scenari a dir poco apocalittici: città “rosse”, paesi isolati, strade e piazze deserte, saracinesche abbassate, il tutto condito da panico, solitudine, angoscia di perdita e frantumazione, angoscia di desertificazione psicotica: limitazioni e restrizioni che hanno avuto a che fare con la sopravvivenza, piuttosto che con l’esistenza.

Luigi Marcello Monsellato - 03/12/2020

Questo articolo è di Luigi Marcello Monsellato -  tratto da Scienza e Conoscenza n. 74

La Caccia agli untori

Purtroppo simili scenari si profilano nuovamente all’orizzonte: poter incontrare amici, poter abbracciare, poter semplicemente essere vicini, il banale quotidiano di ognuno vengono ancora una volta ad essere interdetti, sottostando alla paranoia di dover sospettare di chiunque e alla fobia di ogni eventuale contatto, generando un vuoto relazionale e contestuale unico nella storia recente: il nostro partner può addirittura trasformarsi nel nostro untore!

Oltre a questo, sul web, largheggiano in maniera incontestabile e altezzosa, discorsi e sentenze approssimativi, ridondanti e inconcludenti, ricchi di sbavature populiste. E così, tempestati ad ogni piè sospinto dai mass media, ossessionati dal contagio, non ci è più possibile financo toccarci il volto con le nostre stesse mani e veniamo condannati a una vita clandestina.

Ci sentiamo sempre più abbandonati, vulnerabili, nudi, insicuri, in attesa di essere ammorbati, da un momento all’altro, da un impostore invisibile, ma circolante tra di noi, e nascosto, subdolamente, dovunque sono gli altri.

In tutto questo, nuove star televisive in camice bianco, novelle cassandre risorte dalle ceneri dell’anonimato, diffondono notizie e ricerche che la scienza sta ancora verificando, creando nessi non appropriati e insicure certezze che confondono le persone.

Spesso si rimangiano quello che prima era verità e cadono frequentemente in una inutile e sterile contesa, che genera ulteriore sfiducia, incertezza, smarrimento.

I virus sono parte integrante del nostro DNA

La cosa certa, però, è che oggi ci troviamo di fronte a un nuovo paradigma scientifico e conoscitivo. Siamo oramai nel campo delle soft skills, delle competenze trasversali, della molteplicità, della celebrazione delle diversità, del singolo: un criterio sistemico, aperto, equoreo, circolare, polisemico, compatibile, in cui l’informazione dell’ambiente esterno viene metabolizzata e conseguentemente modificata tramite un diverso utilizzo dell’informazione presente nel DNA, piuttosto che tramite modifiche quali/quantitative del contenuto di informazione.

Oggi abbiamo l’opportunità di scoprire il significato più profondo di qualunque trasformazione biologica grazie all’evoluzione.

Pensiamo alle variegate e ancora misteriose relazioni che interconnettono gli organismi superiori con i microrganismi e in particolar modo i virus. Quando ci interfacciamo con il mondo eterogeneo dei microorganismi spesso usiamo termini “bellici” o ricorriamo ad atteggiamenti “antagonistici”: si parla di batteri patogeni per l’uomo, si legge che dobbiamo difenderci dai virus, si scrive che dobbiamo combattere i parassiti e via dicendo.

In effetti, i microrganismi costituiscono l’essenza stessa della biosfera: rappresentano infatti la componente più incisiva, sia sul piano quantitativo (60-90% della biomassa) che qualitativo.

Altrettanto decisivo e ancor più “viscerale” è il ruolo che hanno i “nostri” virus, alcuni dei quali sono inseriti da milioni di anni nel genoma dei primati: l’8% del nostro genoma è costituito da sequenze retrovirali endogene e oltre il 50% opera connesso con esse.

Queste sequenze portano avanti una funzione strategicamente fondamentale per la sopravvivenza e l’evoluzione degli organismi che li ospitano.

Per di più, i retrovirus e altre sequenze mobili filogeneticamente accomunate con essi (che rappresentano la frazione in assoluto più significativa, sul piano quantitativo, del nostro genoma), sono indispensabili per il trasferimento laterale di informazioni/sequenze geniche tanto tra le singole specie, quanto tra specie differenti, dando il via al processo vitale della comunicazione, della cooperazione, dell’interazione sistemica. [continua...]

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SU Scienza e Conoscenza n. 74

Scienza e Conoscenza n. 74 - Ottobre/Dicembre 2020 >> https://bit.ly/35LVm0D

Rivista Nuove scienze, Medicina Integrata

www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-n-74.php?pn=1567

 

L'Infiammazione e il Simile — Libro

Lezioni di medicina omeosinergetica

Luigi Marcello Monsellato

www.macrolibrarsi.it/libri/__infiammazione_e_il_simile.php?pn=1567


venerdì 20 marzo 2020

Virus, perche' siamo a rischio pandemie



Virus, perche' siamo continuamente a rischio di pandemie

Critica al sistema sanitario


In questo estratto dal libro "Antivirali Naturali" di Stephen Harrod Buhner scopriamo perché, al giorno d'oggi, abbiamo un così alto rischio di pandemie e perché molti virus non sono ancora stati debellati

Redazione Scienza e Conoscenza - 19/03/2018

Estratto dal libro Antivirali Naturali di Stephen Harrod Buhner

In modo simile ai batteri che hanno sviluppato una resistenza agli antibiotici, periodicamente stanno ricomparendo molti dei virus che per molto tempo abbiamo pensato fossero stati debellati. Questo avviene grazie ai riassortimenti genetici, all’acquisizione di resistenza nei confronti dei farmaci antivirali e, soprattutto, in conseguenza dei profondi cambiamenti che si verificano nel mondo in cui tutti noi viviamo.

Possibili cause che fanno emergere tanti nuovi (e vecchi) virus patogeni

Tra i cambiamenti più importanti che si verificano sul nostro pianeta, quelli che seguono sono stati identificati da alcuni ricercatori tra le possibili cause dell’emergere di così tanti nuovi (e vecchi) virus patogeni. E sono condizioni alle quali non sfugge nessuna zona del mondo.

Movimenti demografici. Aumento della popolazione e del numero di rifugiati, accelerazione della mobilità, urbanizzazione diffusa in tutto il mondo, forte densità abitativa in spazi delimitati come i centri cittadini e le prigioni.

Assistenza medica e tecnologie biomedicali.  Infezioni iatrogene da ospedalizzazione, interscambio concentrato di microbi in ospedali e case di riposo, trasfusioni di sangue, trapianto di organi, riutilizzo di  apparecchiature medicali, presenza di contaminanti nei  prodotti farmaceutici, resistenza agli antibiotici e resistenza virale.

Orientamenti economici e commerciali.  Applicazione esasperata dei metodi di agricoltura industriale estensiva e relativi danni all’equilibrio dinamico dell’ecosistema; spesa mondiale destinata all’allevamento di bestiame e alla coltivazione di piante per fini alimentari e ai prodotti farmaceutici per uso agricolo.

Turbamento dell’ecosistema. Deforestazione, deviazione dei corsi d’acqua, riduzione della popolazione di animali predatori, distruzione della flora selvatica.

Trasformazioni climatiche. Sconvolgimento dell’equilibrio omeodinamico del clima a causa di fattori antropogenici quali riscaldamento globale, aumento delle concentrazioni aeree di CO2 e di altri gas inquinanti.

Virus: il salto di specie

Da milioni di anni i virus esistono in equilibrio con le specie ospiti (come le popolazioni di api selvatiche o di bisonti). Ogni volta che un’incursione umana sconvolge qualche ecosistema sano, la perdita di specie ospiti e del loro habitat induce i virus a fare un “salto di specie”, puntando direttamente a noi (o agli animali che meglio di altri sopravvivono vicino a noi: piccioni, topi, maiali e polli, dai quali è poi relativamente facile arrivare a noi). Dopo tutto, noi (e gli animali di cui ci nutriamo) rappresentiamo ora la forma di vita numericamente più grande, e per questo non è troppo difficile trovarci. In più, molti di noi vivono proprio dove un tempo stavano i precedenti ospiti dei nostri virus, e una casa è una casa. Il nostro organismo non è poi molto diverso da quello degli altri animali del pianeta. L’adattamento richiesto ai virus per venire a stare da noi è davvero minimo.

I nuovi virus

Alcuni dei più comuni tra i virus, resistenti o dotati di una rinnovata virulenza, sono la dengue (che ogni anno contagia milioni di persone nel mondo), l’epatite C, l’enterovirus 71, l’HIV e gli otto ceppi della famiglia degli herpes che colpiscono gli esseri umani, tra i quali il citomegalovirus e l’Epstein Barr. Ma quelli che in tutto il mondo generano più allarme (HIV a parte) sono quelli dell’influenza e dell’encefalite. L’influenza, che per molti non è altro che una lieve malattia, niente di più che «un altro che l’ha presa...», in realtà è un agente patogeno virale estremamente potente.

Gli epidemiologi ci hanno avvisato, con insistenza sempre maggiore, che dovevamo aspettarci a breve una pandemia planetaria simile a quella che nel 1918 ha contagiato oltre cinquecento milioni di persone in tutto il mondo, uccidendone circa cento milioni.

Gli allevamenti industriali (le cui condizioni non fanno che incrementare la virulenza dei virus che attaccano i polli e i maiali), i problemi di sovrappopolazione, l’arroganza e la natura antiquata del nostro sistema sanitario e l’intelligenza intrinseca dei virus davano la certezza che un ceppo pandemico prima o poi sarebbe arrivato.

Come ha detto una volta Robert Heinlein:
«I problemi di sovrappopolazione hanno un modo orribile di risolversi a soli».

I virus stanno imparando. Non sarebbe male se lo facessimo anche noi.

CONSIGLI DI LETTURA:

Antivirali Naturali — Libro >> https://bit.ly/32tefmF
Guida completa - Come curare influenza, herpes e molte altre infezioni virali con la floriterapia
Stephen Harrod Buhner

giovedì 12 marzo 2020

Vitamina C: efficace contro virus e batteri



Vitamina C: efficace contro virus e batteri

La vitamina C è in grado di contrastare i processi di ossidazione che avvengono nell’organismo e che sono strettamente correlati con l’invecchiamento e con le malattie provocate da virus e batteri.


del Dott. Domenico Mastrangelo

La vitamina C (acido ascorbico o ascorbato, nel caso in cui ci si riferisca al sale sodico derivato dall’acido) è, com’è noto, un nutriente essenziale per l’organismo dell’uomo che, contrariamente alla stragrande maggioranza degli altri mammiferi, non essendo in grado di sintetizzarla per proprio conto, deve garantirsene l’apporto mediante l’alimentazione.

Quali sono le funzioni della vitamina C?

Contenuta in minime quantità negli agrumi, nella frutta e in molti vegetali, e in maggiori quantità in alcuni frutti “esotici”, la vitamina C assunta con gli alimenti, viene solo in piccola parte assorbita per svolgere le sue funzioni, che sono molto complesse e ancora non del tutto chiarite, ma che, a grandi linee, si possono distinguere in:

A) funzione enzimatica o “antiossidante” o “fisiologica”. La vitamina C, è il coenzima di almeno otto enzimi fondamentali per le cellule dell’organismo. In questo ruolo è coinvolta nel metabolismo dei neurotrasmettitori, dei lipidi e del collagene e, più in generale, il suo effetto antiossidante protegge l’organismo dagli effetti tossici dei radicali dell’ossigeno, che causano danni alle strutture cellulari determinando una vasta gamma di patologie, che spaziano da raffreddore comune alle malattie neurodegenerative, cardiovascolari e neoplastiche;

B) funzione pro-ossidante o “farmacologica”, che, in vitro, si estrinseca con uno straordinario effetto tossico, specifico e selettivo, sulle cellule tumorali.

Vitamina C: scarso interesse per una molecola non brevettabile
Di fatto, le funzioni della vitamina C sono molteplici, complesse e, purtroppo, non ancora definitivamente chiarite, dato lo scarso interesse della “comunità scientifica” per questa molecola, dai costi molto bassi e non brevettabile.

Contrariamente a quanto tramandatoci dalla tradizione della Medicina moderna, questa sorprendente molecola è, al tempo stesso, “riducente” e, “ossidante”, proprietà che ci consente di inquadrarla nel più ampio gruppo di sostanze definite “redox” (dalla combinazione dei termini inglesi "reducing" e "oxidating").

Come tale, la vitamina C, è in grado da un lato di contrastare i processi di ossidazione che avvengono nell’organismo e che sono strettamente correlati con l’invecchiamento e la malattia (incluso il cancro) accentuando i processi ossidativi all’interno della cellula tumorale che, diversamente da quella normale, non possiede meccanismi di difesa efficienti contro i processi di ossidazione.

Illustri scienziati, come Irwin Stone, Linus Pauling, Albert Szent-Gyӧrgy e moltissimi altri, raccomandavano l’uso quotidiano di dosi massicce di Vitamina C, per prevenire tutte le malattie e garantire uno stato di salute ottimale; ma, da oltre settant’ anni, continuiamo ad ignorare questo consiglio!

Articolo del Dott. Domenico Mastrangelo

È medico specializzato in Ematologia, Oncologia e Oftalmologia. Ha lavorato come responsabile della Farmacologia Clinica presso il dipartimento di ricerca di una nota azienda senese, produttrice di farmaci e vaccini, e si è anche diplomato Omeopata, presso la scuola “M: Garlasco” di Omeopatia, di Firenze.

Bibliografia

Irwin Stone: The healing factor: Vitamin C against disease. https://www.amazon.it/Healing-Factor-Vitamin-Against-Disease/dp/0448116936
Domenico Mastrangelo, Lauretta Massai, Leda Lodi, Mariamichela Muscettola, Giovanni Grasso: Vitamina C ad alte dosi nel trattamento del cancro: un’ipotesi suggestiva. M.D. Medicinae Doctor - Anno XXI numero 5 - giugno/luglio 2014
115.   Mastrangelo D, Massai L, Lo Coco F, Noguera NI, Borgia L, Fioritoni G, Berardi A, Iacone A, Muscettola M, Pelosi E, Castelli G, Testa U, Di Pisa F, Grasso G: Cytotoxic effects of high concentrations of sodium ascorbate on human myeloid cell lines. Ann Hematol. 2015 Nov;94(11):1807-16. doi: 10.1007/s00277-015-2464-2. Epub 2015 Aug 12
116.   Noguera NI, Pelosi E, Angelini DF, Piredda ML, Guerrera G, Piras E, Battistini L, Massai L, Berardi A, Catalano G, Cicconi L, Castelli G, D'Angiò A, Pasquini L, Graziani G, Fioritoni G, Voso MT, Mastrangelo D, Testa U, Lo-Coco F: High-dose ascorbate and arsenic trioxide selectively kill acute myeloid leukemia and acute promyelocytic leukemia blasts in vitro. Oncotarget. 2017 May 16;8(20):32550-32565. doi: 10.18632/oncotarget.15925
117.   Mastrangelo D, Pelosi E, Castelli G, Lo-Coco F, Testa U: Mechanisms of anti-cancer effects of ascorbate: Cytotoxic activity and epigenetic modulation. Blood Cells Mol Dis. 2018 Mar;69: 57-64. doi: 10.1016/j.bcmd.2017.09.005. Epub 2017 Sep 21. Review


Acquista subito il libro che ti permetterà di scoprire tutte le funzioni della Vitamina C sul nostro organismo e scopri:

Come usare la vitamina C per curarsi
Come usarla per prevenzione
In quali dosi
In quali casi
Con quali benefici

Guarire con la Vitamina C — Libro >> http://bit.ly/2vZJz0H
Malattie curate, effetti benefici, tipologie e modalità di assunzione
Stefano Pravato

martedì 24 maggio 2016

CryptoVirus cripta i nostri dati per chiederci soldi




CryptoVirus cripta i nostri dati chiedendo soldi per decriptarli

21 maggio 2016


Sono i virus di nuova generazione. Evoluti e sofisticati. Codici che attivandosi sul nostro computer cifrano i file e li rendono inaccessibili.

Per la restituzione è necessario pagare un “riscatto” attraverso un pagamento in BitCoin, la moneta elettronica non tracciabile e difficile da munirsene in tempi rapidi, e più si tarda a pagare il riscatto e più aumenta la richiesta di denaro fino a pagare migliaia di euro. Non ci sono, al momento, soluzioni certe per recuperare le proprie informazioni colpite se non dietro un pagamento.

Seriamente preoccupante e decisamente da non sottovalutare. Ma procediamo con ordine.

Fino a qualche anno fà circolava, un Malware (attacco da software) che, attraverso una schermata, con tanto di logo della Polizia Postale o Guardia di Finanza, bloccava le funzionalità del PC e chiedeva un pagamento di un centinaio di euro, attraverso carta di credito, per sbloccare il computer. Infine, per intimorire l’utente, si asseriva falsamente che il pc conteneva materiale pedopornografico e se non avveniva il pagamento si procedeva con le indagini. Ovviamente non funziona cosi con le forze dell’ordine.

Quel tipo di attacco, o frode che dir si voglia, era un attacco di tipo Ransomware ovvero un tipo di attacco che blocca qualcosa e chiede un riscatto. Ma quello appena descritto non era grave e non aveva conseguenze significative. Era semplice da eliminare, in quanto composto da una immagine che appariva per la richiesta del riscatto e la disabilitazione di gran parte delle funzionalità di windows (per i più tecnici GPO Group Policy Object e chiavi di registro di sistema). Insomma di facile soluzione e permetteva di sbloccare il pc in qualche minuto. E fin qui ci andava bene.

La nuova generazione di attacchi Ransomware ovvero di tipo CryptoVirus fa davvero paura! Si ripropongono aggressivi ed evoluti più che mai. Attaccano il pc utilizzando tecniche di crittografia con chiave pubblica e privata RSA a 2048 bit. In poche parole se non si possiede la chiave di decrittografia è impossibile aprire i file. E che non si pensi che nostro cugino o un nostro amico, bravissimo al computer, possa riuscirci. Questa è roba seria e non si scherza.

Il primo attacco significativo di tipo CryptoVirus (in realtà non è virus ma un Trojan) appare alla fine del 2013, sebbene già a giugno 2013 la McAfee avesse dichiarato di aver raccolto 250.000 campionature di Ransomware, e prende il nome di CryptoLocker, il quale riuscì ad estorcere qualche milione di dollari prima che si procedesse ad arrestare l’autore.

Sulla scia di CryptoLocker, da allora, fanno la loro apparizione dozzine e dozzine di inefficaci emulazioni, ma programmare un attacco raffinato del genere ci vogliono menti geniali, come l’ultimo attacco da pochi mesi in circolazione e che prende il nome di CryptoWall. Ancora più aggressivo di Cryptolocker. Oltre a sequestrare i dati chiede il pagamento in BitCoin la moneta elettronica che, oltre a non poter essere tracciabile fino in fondo, non è affatto facile reperire in breve tempo. E il tempo gioca brutti scherzi agli sfortunati utenti. Infatti per poter avere la chiave per decifrare i dati bisogna pagare dai 400 ai 700 Euro entro 3-5 giorni altrimenti la cifra aumenta giorno dopo giorno e considerando che per ottenere dei bitcoin, per chi ci riesce, possono volerci anche settimane. Bella storia no? Ma il pericolo è reale e per trovare soluzioni concrete ed efficaci sono attualmente coinvolte istituzioni internazionali e ricercatori di tutto il mondo.

Come avviene l’attacco

Come per tutte le minacce alla sicurezza informatica i cryptovirus attaccano attraverso i più comuni metodi. Ovvero con l’apertura di un file allegato ad una mail di dubbia provenienza, navigando in rete, utilizzando chiavette usb e tantissime altre modalità.

Tecnicamente avviene attraverso un (Trojan) software nascosto da qualche parte e posizionato nel nostro pc magari attraverso un download di un brano mp3, video, pdf, zip e cosi via. L’attacco può avvenire, inconsapevolmente, anche attraverso una mail ricevuta da una persona o una azienda conosciuta, a loro volta vittime di attacchi idonei ad impossessarsi della loro identità e propagare l’infezione.

Come funziona un Cryptovirus

Appena si attiva, il cryptovirus, per prima cosa installa un certificato di crittografia e comincia a cifrare tutti i file contenuti nell’hard disk, nelle unità di rete collegate e in tutte le periferiche di memorizzazione che sono collegate al computer. I primi file ad essere attaccati sono i punti di ripristino presenti nel pc e le chiavi di registro del sistema e successivamente tutti i file di produttività compreso i documenti di Office, pdf, foto, musica e video.

L’operazione comunque non avviene in pochi istanti ma in modo graduale per via del processo di cifratura che richiede qualche ora. Via via che i file e le cartelle vengono cifrate e rese illeggibili vengono creati, all’interno delle cartelle cifrate e nella root dell’unità, alcuni file di controllo del virus. Questi file (3 file nascosti) di cui uno di tipo html, permettono al pc di collegarsi e comunicare con dei server sulla rete internet per fare da tramite per le operazioni di richiesta riscatto ed eventuale rilascio della chiave di decifratura che, da testimonianze di chi ha pagato, non sempre pare funzioni.

Come si elimina

Il problema, in questo caso, non è eliminarlo. Il problema è quali e quanti danni ha procurato. Se si dovesse allagare casa nostra il problema non è risolto chiudendo semplicemente il rubinetto, ma i danni che ha procurato l’allagamento. Per eliminarlo potrebbe bastare un buon Antivirus aggiornato o un malware scanner ma non è sufficiente a mitigare i danni. I file rimangono cifrati e non si possono aprire in nessun modo. E, credetemi, per il tipo di tecnologia utilizzata è cosi. E se qualcuno è riuscito a recuperare i dati è solo perché ancora, necessitando di tempo la cifratura, questi file non erano stati processati dall’attacco.

Come ci si difende

Per difendersi è necessario distinguere l’attacco in due fasi:

Prima dell’attacco

Per evitare l’attacco è fondamentale attivare tutte le protezioni che abbiamo a disposizione più il buon senso nelle nostre azioni.

1) Effettuare periodicamente un backup (salvataggio) di tutti i vostri file su un CD, DVD, Hard Disk esterni, Memorie e cosi via e custodirli con cura i un luogo sicuro.

2) Tenere aggiornato il sistema operativo ( Windows Update).

3) Tenere attivato il Firewall di Windows e del Router se connessi alla rete.

4) Tenere attivato Windows Defender.

5) Installare ed aggiornare periodicamente un buon Antivirus.

6) Evitare di aprire gli allegati della posta elettronica se non conoscete il mittente.

7) Tenere attivato il Windows Controllo Utente.

8) Evitare di effettuare download di foto, video, musica da siti sconosciuti soprattutto se Gratis.

9) Fare in modo che tutte le chiavette usb, le memorie e i dischi esterni vengano controllati dall’antivirus appena collegati.

10) Evitare di collegare alla rete pc, tablet, smartphone e altro che non siano provvisti di sistemi Antivirus o sicurezza idonea.

Dopo l’attacco

1) Purtroppo a causa dell’evoluta e complessa architettura, nonchè allo scopo dell’attacco, esso agisce in sordina e non è facile accorgersi immediatamente. Tuttavia all’apertura di un file già cifrato apparirà una finestra che comunica che il file non si può aprire se non dietro il pagamento della congrua somma di denaro con le indicazioni di pagamento.

2) Appena certi dell’infezione è necessario spegnere immediatamente il pc.

3) NON collegare chiavette usb, memorie o dischi esterni contenenti tool per la rimozione in quanto ne verrebbe anche cifrato il contenuto.

4) Estrarre fisicamente dal PC infetto le unità disco e successivamente estrapolare dall’esterno i file ancora integri.

5) NON cercare di forzare l’apertura dei file. Si peggiorerebbero le cose e si perderebbe solo tempo.

6) Nel caso, saggiamente, vi troviate una copia di backup dei vostri dati sarà sufficiente formattare il pc infetto e reinstallare il sistema operativo su nuova partizione.

7) Chiedete consiglio e affidatevi a tecnici esperti e preparati in sicurezza informatica.

8) Se l’attacco non ha procurato seri danni tirate un sospiro di sollievo e adottate le misure di cui sopra.

9) Se l’attacco ha procurato forti e gravi danni presentare esposto denuncia agli uffici di Polizia Postale o Carabinieri

10) Pagare il riscatto (opzione non consigliata in quanto spesso la chiave fornita non è idonea)

Qualche tentativo per recuperare i file crittografati:

Molti siti pubblicizzano utility e software in grado di decifrare e recuperare i dati ma nella gran parte dei casi
hanno solo lo scopo di vendere tali programmi e in alcuni casi effettivamente sono in grado di recuperare i file ma solo ed esclusivamente quelli cancellati o danneggiati per altri motivi e NON per la crittografia.

Probabilmente usciranno sul mercato delle utility che saranno in grado di recuperare i file crittografati ma ci vorrà tempo. Come per i software antivirus molte aziende saranno in grado di realizzare utility efficaci sulla base di studi approfonditi sulle chiavi di crittografia utilizzate per effettuare gli attacchi, tuttavia tali attacchi si manifestano con nuove varianti e per tale motivo ci vorrà molto tempo per decifrare ogni singola chiave di cifratura.

Un ulteriore tentativo per recuperare i file può essere fatto attraverso la procedura delle Copie Shadow di Windows in cui parlo ampiamente in questo articolo http://www.antonioparisi.it/come-recuperare-i-file-utilizzare-le-copie-shadow-di-windows/

Altra possibilità di recupero può essere effettuata attraverso questo tutorial in cui consiglio un valido tool messo a disposizione dai laboratori di Kaspersky Lab

Voglio precisare che i suggerimenti elencati in questo tutorial, prima e dopo le fasi dell’attacco sono indicati per una postazione stand alone o di rete di tipo Workgroup. Per le infrastrutture di rete Server-Client con domini Active Directory sono necessarie ulteriori modalità e procedure avanzate, oltre ad apparati hardware, per garantirne la sicurezza.

No abbassare mai la guardia!


Link dai quali si possono scaricare due utilissimi programmini gratuiti:

Norton Power Eraser

CryptoPrevent

Programma fortemente consigliato:

Shadow Defender (sito ufficiale)

La recensione di HTML.IT


Autore: Antonio Parisi
Fonte: antonioparisi.it



lunedì 22 febbraio 2016

Pandemia virus Zika, che fare?



Pandemia virus Zika, che fare?

L’allarme di pandemia dal virus Zika, trasmesso da zanzare, è un allarme fondato? Cosa si può fare?

di Fiamma Ferraro - 19/02/2016



Pandemia virus Zika, che fare?

Come ormai tutti quanti abbiamo appreso il virus Zika, trasmesso con le punture della zanzara Aedes aegypti (la stessa che trasmette il dengue e la febbre emorragica) e, con minore efficienza, da quella della zanzara tigre, si è diffuso in modo esplosivo nell’America latina (in particolare in Brasile) ma si sono verificati casi anche in altri paesi ed anche da noi sono state diffuse raccomandazioni quanto alle precauzioni da prendere per evitare contagi.

Fortunatamente sembrerebbe che il virus Zika provochi di solito disturbi non gravi (febbre, eruzioni cutanee, dolori a muscoli e ossa ed altro – che compaiono dai 3 ai 20 giorni dopo la puntura e spariscono nell’arco di una settimana ). L’allerta deriva però dal fatto che, a quanto pare, questo virus potrebbe, nelle donne incinte, danneggiare gravemente il cervello del feto; ed infatti in Brasile si è moltiplicato di ben 25 volte il numero dei neonati con microcefalia (condizione dovuta a uno sviluppo ridotto del cervello) e potrebbe anche provocare in rari casi negli adulti la sindrome di Guillain-Barré, (una seria malattia neurologica).

Quali rimedi per contrastare la diffusione del Virus Zika?
Vi sono varie discussioni e tesi contrastanti sull’argomento, sia per quanto riguarda le cause (modificazioni genetiche, pesticidi ed altro?) sia per quanto riguarda i possibili rimedi. Sono stati messi allo studio dei vaccini e si discute quanto alle misure più idonee per contrastare la diffusione delle zanzare che trasmettono il virus. Nel frattempo, oltre alle raccomandazioni già diffuse (evitare –in particolare per le donne incinte- viaggi nei Paesi colpiti; proteggersi con zanzariere alle finestre, repellenti sulla pelle ecc.) che si può fare?
Mi viene a questo proposito in mente una piccola notizia che avevo scritto nel Notiziario del luglio 2011 e che riporto per i lettori nuovi che fa entrare in gioco il famoso metodo Buteyko:
“Esistono da vari anni delle trappole cattura-zanzare, a quanto pare di buona efficacia, sia per ambienti interni che per ambienti esterni, basati sull’emissione di piccole quantità di CO2 . E’ stato infatti da tempo accertato che le zanzare e la maggior parte degli insetti volanti sono attratti verso uomini ed animali in particolare da due fattori: anidride carbonica e calore e, sulla base di questo principio, sono stati da tempo messi sul mercato degli aggeggi che attirano le zanzare emettendo CO2, e poi le uccidono (non con la CO2 ma con altri meccanismi).

La quantità di CO2 emessa (rapportata all’ampiezza dell’ambiente da difendere) è minima, paragonabile a quanto pare a quella emessa da una persona che sta iperventilando notevolmente. Ed ecco quindi un nuovo motivo (se ne se scoprono sempre di nuovi!) per cercare di smettere di iperventilare: si smette in questo modo emettere troppa CO2 nell’aria che ci circonda, e si evita così di attirare zanzare ed insetti vari ”.

Il beneficio principale apportato da un costante, ”giusto” modo di respirare non è peraltro quello di attirare in misura minore le zanzare ma soprattutto quello di rinforzare il nostro sistema immunitario il che ci consente, anche se si viene punti, di essere più resistenti ad eventuali contagi.

La pianta dell'artemisia, già nota per la malaria, valida anche per il Virus Zika?
Tornando ora al virus Zika mi sembra utile menzionare il fatto che, sarebbe utile approfondire il possibile effetto benefico che potrebbe venire da una pianta, da secoli impiegata nella medicina cinese (l’efficacia della fitoterapia cinese, anche se l’ho studiata e la applico da 15 anni non cessa mai di stupirmi!), e cioè l’artemisia annua (qing-hao in cinese).
Da questa pianta si ricava una sostanza, l’artemisinina/artesunato, di cui è stata (finalmente!) riconosciuta e considerata come scientificamente provata l’ottima efficacia per la malaria, ed è stato proprio per questo motivo attribuito il premio Nobel 2015 per la medicina alla scienziata cinese Tu Youyou (la notizia ha fatto sensazione l’anno scorso).
Questa sostanza continua a restare sulla cresta dell’onda, anche per altri possibili effetti benefici: è infatti recente (30 gennaio) la notizia, riportata sul quotidiano inglese Daily Mail, con il titolo “Il rimedio fitoterapico cinese che ha rivoluzionato la lotta alla malaria potrebbe essere l’arma più recente contro i tumori intestinali”, in cui sono riportati i risultati di un recente studio clinico in cui si è visto che nei pazienti che avevano preso questo rimedio per due settimane prima di essere operati vi era stata (nel periodo di osservazione) una ricorrenza del tumore in una misura di ben sei volte inferiore a quanto avvenuto nel gruppo placebo.

Saranno ora avviati studi su più larga scala ed il Prof. Sanjeev Krishna, della St George’s London University, che ha condotto questo studio, ha osservato, quanto al rimedio in questione: “Sappiamo già, a seguito del suo impiego per la malaria, che è un rimedio sicuro, e non costoso –meno di 1 sterlina a compressa… Ha un potenziale di entità tale che io lo chiamo la nuova aspirina”.

Sorge a questo punto spontaneo l’interrogativo (ed in effetti da alcuni è già stato posto): data l’efficacia dell’artemisia/artesunato contro la malaria e, a quanto pare, anche per vari altri problemi, non sarebbe il caso di iniziare subito a sperimentarne una eventuale efficacia per l’epidemia di Zika?  Poiché peraltro queste sperimentazioni richiederebbero comunque del tempo, non sarebbe il caso di prospettare già ora, perlomeno a chi deve recarsi in paesi colpiti dall’epidemia o in chi teme, al rientro da questi paesi, di essere rimasto contagiato, la possibilità (in assenza per ora di altri farmaci sperimentati9 di assumere questo rimedio che, come già provato, non provoca (come accertato nel suo impiego contro la malaria ) effetti negativi e quindi nel peggiore dei casi non sarebbe efficace ma non farebbe comunque male? (Ovviamente questo  non vale per le donne incinte, in cui l’innocuità dell’artemisia non è stata ancora sperimentata ed accertata)

Articolo a cura della Dott.ssa Fiamma Ferraro - Per maggiori informazioni sul Metodo Buteyko è possibile consultare l'elenco dei corsi aggiornati su buteyko.it

Fiamma Ferraro
Attacco all'Asma...e Non Solo - Libro >> http://goo.gl/2gIAdC
Il manuale più completo per respirare e vivere meglio - Con le rivoluzionarie scoperte del Prof. Buteyko e di altri illustri scienziati russi - Nuova edizione aggiornata