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venerdì 18 agosto 2023

La musica influenza la biochimica

Ecco come la musica influenza la biochimica del corpo

Medicina Integrata

>> https://goo.gl/oH72LH

La musica è in grado di influire sullo stato di salute del nostro corpo, lavorando sullo stress e sul sistema immunitario: scopriamo come

Emiliano Toso - 18/08/2023

All’Università McGill di Montreal, studiano come la musica possa cambiare la biochimica del nostro corpo. È stato dimostrato che l’ascolto della musica influenza lo stato di salute del nostro corpo attraverso quattro vie: il piacere, lo stress, il sistema immunitario e l’aggregazione sociale.

Nei laboratori del Prof. Levitin (cit. The Neurochemistry of music, M.L.Chanda and D. J. Levitin Cell Press 2013) si stanno studiando come queste vie di azione della musica sul nostro corpo siano regolate dalle variazioni chimiche di ormoni quali la dopamina e gli oppioidi, il cortisolo, la serotonina e l’ossitocina.

Le dinamiche neurochimiche che stimolano la via del riconoscimento sono simili a quelle che proviamo con il cibo o il sesso. Esistono sistemi di tecnologia di neuroimaging (es. PET, fMRI) che riescono a rilevare in modo preciso in quali aree del cervello avvengono queste dinamiche e a compararle con situazioni che stimolano il piacere con dinamiche molto simili.

Ascoltando musica ci sentiamo più motivati, più attenti, più focalizzati a raggiungere un obiettivo, più creativi.

Ricevo spesso riscontri da coach, managers, psicologi che lavorano nel campo della motivazione o sportivi che utilizzano Translational Music per migliorare le loro prestazioni o quelle della loro squadra o team di lavoro.

In molti ospedali i chirurghi e lo staff medico richiedono l’ascolto di un certo tipo di musica in sala operatoria durante gli interventi ed è stato dimostrato come questa pratica migliori l’attenzione, la collaborazione tra lo staff e abbassi i livelli di stress degli operatori e del paziente.

Sono stati pubblicati anche studi in cui è stato dimostrato che l’ascolto della musica durante un’operazione chirurgica o durante il parto può agire sulla percezione del dolore e di conseguenza ai pazienti viene ridotta la dose di antidolorifici (Cepeda et al. 2006). Ciò è supportato dal fatto che l’ascolto musicale agisce sulla stessa parte del cervello (Nucleus Accumbens) su cui agisce la morfina (Jeffries, Neuroreport 2003). Due marcatori dello stress che sono stati rilevati durante l’ascolto della musica sono il cortisolo e la B-endorfina.

L’ascolto della musica favorisce inoltre la produzione di ACTH, prolattina, ormone della crescita e norepinefrina.


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Scienza e Conoscenza n. 65 - Luglio-Settembre 2018 >> https://goo.gl/oH72LH

Nuove Scienze, Medicina non Convenzionale, Coscienza

www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-n-65-luglio-settembre-2018.php?pn=1567

 

eBook - La Biologia è Musica >> https://bit.ly/361p6Wf

Dal DNA alla vibrazione di ogni singola cellula: la vita è un intreccio di frequenze danzanti

Emiliano Toso (Musicista)

www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-la-biologia-e-musica.php?pn=1567


mercoledì 23 marzo 2022

Di cosa sono fatti gli atomi?


Di cosa sono fatti gli atomi? Ce lo spiega il libro "La Biologia delle Credenze"

Nuova Biologia

>> https://bit.ly/3wLb1MT

Lo sapevi che la struttura dell’atomo è formata da un insieme di vortici di energia infinitamente piccoli chiamati quark e fotoni?

Bruce Lipton - 23/03/2022

Il seguente articolo è tratto dal best seller La Biologia delle Credenze.

I fisici quantistici hanno scoperto che gli atomi materiali sono formati da vortici di energia in costante vibrazione e rotazione, ogni atomo è come una trottola in rotazione, che oscilla ed emette energia. Poiché ciascun atomo ha una sua specifica configurazione energetica (oscillazione), gli aggregati di atomi (molecole) emettono collettivamente modelli energetici che li identificano. Ciò significa che qualunque struttura fisica nell’Universo, compresi voi e io, irradia una specifica configurazione energetica.

Se fosse possibile osservare al microscopio la composizione di un atomo, che cosa vedremmo? Immaginate un mulinello di polvere che corre per il deserto. Togliendo la sabbia e la polvere, quello che rimane è un vortice invisibile simile a un tornado. La struttura dell’atomo è formata da un insieme di vortici di energia infinitamente piccoli chiamati quark e fotoni. Da lontano, l’atomo apparirebbe come una sfera indistinta; ma mettendone sempre più a fuoco la struttura, l’atomo diventerebbe sempre meno nitido e preciso, fino a scomparire del tutto. Non vedremmo più nulla, perché mettendo a fuoco la struttura dell’atomo osserveremmo soltanto uno spazio vuoto. L’atomo non ha una struttura fisica: il re è nudo!

Vi ricordate i modelli di atomo che usavate a scuola, fatti di palline che ruotavano come il sistema solare? Bene, confrontiamo quell’immagine con la “struttura” dell’atomo scoperta dalla fisica quantistica: gli atomi sono fatti di energia invisibile, non di materia tangibile!

Quindi, nel nostro mondo la sostanza materiale (materia) appare dal nulla. So che sembra incredibile, soprattutto se pensate che in questo momento state tenendo in mano un libro materiale. Ma se metteste a fuoco la sostanza materiale di questo libro con un microscopio atomico, vedreste che in mano non state tenendo nulla. Noi giovani studenti di biologia avevamo ragione su una cosa: l’Universo quantistico è sconcertante.

Ora diamo uno sguardo più ravvicinato alla natura “adesso si vede, adesso non si vede!” della fisica quantistica. La materia può essere contemporaneamente definita un qualcosa di solido (particella) e un campo di forza immateriale (onda). Quando si studiano le proprietà fisiche degli atomi, come la massa e il peso, gli atomi sembrano materiali e si comportano come se lo fossero; ma quando gli stessi atomi vengono descritti in termini di potenziale elettrico e di lunghezza d’onda, rivelano le caratteristiche e le proprietà dell’energia (onde) [Hackermüller et al. 2003; Chapman et al. 1995; Pool 1995; N.d.A.]. Il fatto che l’energia e la materia siano la stessa identica cosa, è esattamente quello che Einstein intendeva con la formula E = mc2. In parole semplici, quest’equazione dice che l’energia (E) è uguale alla materia (m, massa) moltiplicata per il quadrato della velocità della luce (c). Einstein aveva capito che non viviamo in un Universo fatto di oggetti materiali distinti e separati da uno spazio vuoto. L’Universo è un tutto indivisibile e dinamico in cui l’energia e la materia sono così strettamente interconnesse che è impossibile considerarle entità separate.

DA NON PERDERE!

La Biologia delle Credenze — Libro >> https://bit.ly/3wLb1MT

Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula - Con musica a 432 Hz di Emiliano Toso

Bruce Lipton

www.macrolibrarsi.it/libri/__la-biologia-delle-credenze.php?pn=1567


giovedì 13 gennaio 2022

Lipton e l'evoluzione della Biologia


Bruce Lipton e l'evoluzione della Biologia

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/3ABrEtI

C’è una cosa che io chiamo umorismo dell’universo; altri possono chiamarlo scherzo cosmico. Ci sono state occasioni nella vita di tutti noi in cui abbiamo creduto di sapere esattamente quale sarebbe stato il risultato di qualche avvenimento o fatto.

Eravamo così convinti di sapere quello che sarebbe successo che avremmo potuto scommettere la fattoria di famiglia più il lavello della cucina sull’esito dell’evento. Ma...

Bruce Lipton - 12/01/2022

È in momenti come questi che l’universo ci sorprende compiendo una svolta a sinistra invece che a destra.

Mentre nella maggior parte dei casi una tale svolta potrebbe provocare rabbia, delusione o disillusione, io di solito reagisco scrollando la testa con profonda ammirazione nella perversa natura dell’umorismo dell’universo. Proprio quando pensavo di sapere esattamente come sarebbero andate a finire le cose mi trovo senza fiato per la sorpresa. Meravigliato, devo rivedere e riconsiderare le credenze che avevo e che mi hanno portato alla mia errata conclusione.

Quando l’umorismo dell’universo colpisce un individuo, riconoscere la propria sorprendente mancanza di consapevolezza può provocare un profondo cambiamento nella propria vita. A livello individuale, ognuno deve riconsiderare le proprie credenze per far posto a delle osservazioni sorprendenti.

Invece, il corso della storia umana muta radicalmente quando l’umorismo dell’universo sovverte una credenza che è parte della trama dell’intera società. Considerate come il corso della storia umana sia cambiato quando la credenza che il mondo fosse piatto fu sfidata dalla circumnavigazione del globo.

Nel 1893 l’ordinario di fisica dell’Università di Harvard avvisò i suoi studenti che non c’era più bisogno di ulteriori dottorati di ricerca nel campo della fisica. Affermò con vanto che la scienza aveva stabilito il fatto che l’universo era una macchina materiale, fatta di atomi fisici e indivisibili che obbedivano interamente alle leggi della meccanica newtoniana. Poiché tutte le leggi descrittive della fisica erano conosciute, il futuro della fisica sarebbe stato relegato a compiere misurazioni sempre più accurate.

Due anni dopo, il concetto newtoniano di un universo di sola materia fu rovesciato dalla scoperta di particelle subatomiche, raggi-x, e radioattività. Nel giro di dieci anni, i fisici avevano dovuto mettere da parte la loro credenza fondamentale in un universo materiale, poiché si riconosceva che esso era invece fatto di energia la cui meccanica obbediva alle leggi della fisica quantistica. Quel pizzico d’umorismo dell’universo cambiò profondamente il corso della civilizzazione, portandoci dalle macchine a vapore alle navicelle spaziali, dai telegrafi ai computer.

Bene … il giullare cosmico ha colpito ancora!

Com’è successo alcune volte in passato, l’esprimersi dell’umorismo dell’universo rovescia una credenza di base fondamentale sostenuta dalla scienza convenzionale. Lo scherzo è contenuto nei risultati del Progetto sul Genoma Umano. In tutto il trambusto sulla sequenza del codice genetico umano, assorbiti dalla brillante impresa tecnologica, non abbiamo guardato attentamente al vero significato dei risultati.

Una delle credenze centrali più importanti e fondamentali della biologia convenzionale è che i tratti e il carattere degli organismi sono controllati dai loro geni. Questa credenza si basa sul concetto della determinazione genetica, il dogma convenzionale che si trova praticamente in ogni libro di testo e in ogni corso di biologia. Come fanno i geni a controllare la vita? Ci si basa sul concetto che i geni sono auto-emergenti, cioè che essi sono capaci di accendersi e spegnersi da soli. I geni che si auto-attivano produrrebbero programmi simili a quelli del computer che controllerebbero la struttura e la funzione dell’organismo. Di conseguenza, la nostra credenza nella determinazione genetica implica che la complessità (livello evolutivo) di un organismo sarebbe proporzionale al numero di geni che esso possiede.

Prima che il Progetto Genoma Umano fosse iniziato, gli scienziati avevano stimato che la complessità umana necessitasse di un genoma superiore ai 100.000 geni. I geni sono principalmente modelli che racchiudono il codice della struttura chimica delle proteine, le “parti” molecolari che compongono la cellula. Si credeva che ci fosse un gene per codificare ognuna delle 70.000 o 90.000 proteine che compongono il nostro corpo.

Oltre ai geni che codificano le proteine, la cellula contiene geni che determinano il carattere di un organismo controllando l’attività di altri geni. I geni che programmano il funzionamento di altri geni si chiamano geni regolatori. I geni regolatori codificano informazioni sui complessi modelli fisici che realizzano anatomie specifiche, le quali rappresentano le strutture che distinguono ogni tipo di cellula (cellule muscolari da cellule ossee, per esempio) o di organismo (una scimmia da un essere umano). Inoltre, un sottogruppo di geni regolatori è associato al controllo di specifici modelli comportamentali. I geni regolatori orchestrano l’attività di un numeroso gruppo di geni le cui azioni contribuiscono collettivamente all’espressione di tratti quali la consapevolezza, l’emozione e l’intelligenza. Era stato stimato che ci fossero più di 30.000 geni regolatori nel genoma umano.

Considerando il numero minimo di geni necessari per formare un essere umano, per cominciare occorrerebbero oltre 70.000 geni, ovvero uno per ognuna delle oltre 70.000 proteine che si trovano in un corpo umano. Poi includeremo il numero di geni regolatori che necessitano per provvedere alla complessità di modelli espressi nella nostra anatomia, fisiologia e comportamento. Arrotondiamo il numero di geni umani a 100.000 tondi includendo un numero minimo di 30.000 geni regolatori.

Pronti per lo scherzo cosmico? I risultati del Progetto Genoma rivelano che ci sono solo circa 34.000 geni nel genoma umano. Due terzi degli attesi geni non esistono! Come possiamo rendere conto della complessità di un essere umano geneticamente controllato quando non ci sono geni sufficienti nemmeno per codificare le proteine? Più umiliante per il dogma della nostra credenza nella determinazione genetica è che non c’è molta differenza nel numero totale di geni trovati negli esseri umani e quelli trovati negli organismi primitivi che popolano il pianeta. Recentemente i biologi hanno completato la mappatura del genoma di due dei più studiati modelli animali nella ricerca genetica, la mosca della frutta e un microscopico verme (Caenorhabditis elegans).

Il primitivo verme caenorhabditis serve perfettamente come modello per studiare il ruolo dei geni nello sviluppo e nel comportamento. Quest’organismo primitivo dalla crescita e riproduzione rapide, ha un corpo precisamente modellato che comprende esattamente 1029 cellule ed un cervello semplice, di circa 200 ordinate cellule. Presenta un singolare repertorio di comportamenti e, più importante, si presta alla sperimentazione genetica. Il genoma del caenorhabditis è composto di oltre 18.000 geni. Il corpo umano con più di 50 trilioni di cellule ha un genoma con solo 15.000 geni in più di un misero e microscopico verme senza spina dorsale.

«Sul margine estremo della scienza cellulare sta emergendo il riconoscimento che l’ambiente e, più specificatamente, la nostra percezione dell’ambiente controlla direttamente il nostro comportamento e l’attività dei geni».

Appare ovvio che la complessità degli organismi non è riflessa nella complessità dei suoi geni. Ad esempio, si è recentemente scoperto che il genoma della mosca della frutta consiste di 13.000 geni. L’occhio della mosca della frutta è composto da più cellule di quelle che si trovano nell’intero verme caenorhabditis. Profondamente più complessa nella struttura e nel comportamento del microscopico verme, la mosca della frutta ha 5.000 geni in meno!

Il Progetto Genoma Umano è stato uno sforzo complessivamente dedicato a decifrare il codice genetico umano. Si pensava che il completo modello genetico umano avrebbe dato tutte le necessarie informazioni alla scienza per curare tutte le malattie dell’umanità. Si credeva inoltre che la consapevolezza del meccanismo del codice genetico umano avrebbe permesso agli scienziati di creare un Mozart o un altro Einstein.

Il fallimento dei risultati del genoma a conformarsi alle nostre aspettative rivela che le nostre aspettative di come funziona la biologia sono basate chiaramente su ipotesi o informazioni errate. La nostra credenza nel concetto di determinismo genetico è fondamentalmente errata! Non possiamo in vero affermare che il carattere delle nostre vite è la conseguenza della nostra programmazione genetica. I risultati del genoma ci portano a riconsiderare la domanda: da dove acquisiamo la nostra complessità biologica?

In un commento sui sorprendenti risultati dello studio sul genoma umano, David Baltimore, uno dei genetisti più importanti, vincitore del Premio Nobel, affrontò la questione della complessità:

«A meno che il genoma umano non contenga parecchi geni che risultino opachi ai nostri computer, è chiaro che non dobbiamo la nostra indubitabile maggior complessità rispetto ai vermi e alle piante a un maggior numero di geni. Capire cosa ci dà questa complessità – il nostro enorme repertorio comportamentale, abilità a produrre azioni consce, notevole coordinazione fisica, variazioni precisamente modulate in risposta ai cambiamenti dell’ambiente esterno, l’apprendimento, la memoria … ho bisogno di continuare? – rimane una sfida per il futuro». (Nature 409:816, 2001).

Gli scienziati hanno continuamente sostenuto che i nostri destini biologici sono scritti nei nostri geni. Davanti a quella credenza, l’universo ci prende in giro con uno scherzo cosmico: il controllo della nostra vita non è nei geni. Certamente la conseguenza più interessante dei risultati del progetto è che noi ora dobbiamo affrontare la “sfida del futuro” cui alludeva Baltimore. Che cosa controlla la nostra biologia, se non i nostri geni?

Negli anni scorsi, l’enfasi della scienza e della stampa sul potere dei geni ha oscurato il brillante lavoro di molti biologi che rivela una comprensione radicalmente diversa dell’espressione organismica. Sul margine estremo della scienza cellulare sta emergendo il riconoscimento che l’ambiente e, più specificatamente, la nostra percezione dell’ambiente controlla direttamente il nostro comportamento e l’attività dei geni.

Sono stati recentemente identificati i meccanismi molecolari per cui gli animali, dalle singole cellule sino agli esseri umani, rispondono agli stimoli dell’ambiente ed attivano le risposte fisiologiche ed i comportamenti appropriati. Le cellule utilizzano questi meccanismi per adattare dinamicamente la loro struttura e funzione per adeguarsi alle richieste dell’ambiente in continuo mutamento. Il processo di adattamento è mediato dalla membrana cellulare (la pelle della cellula), che equivale al cervello della cellula. Le membrane cellulari riconoscono i segnali dell’ambiente attraverso proteine-recettori. I recettori riconoscono segnali sia fisici (ad es. sostanze chimiche, ioni) che energetici (ad es. forze elettromagnetiche e scalari).

I segnali dell’ambiente attivano le proteine-recettori, facendole agganciare a proteine reagenti. Le proteine reagenti sono “interruttori” che controllano il comportamento della cellula. Proteine recettori e reagenti danno alla cellula la consapevolezza attraverso la sensazione fisica. In senso stretto, questi complessi proteici della membrana rappresentano unità molecolari di percezione. Queste molecole di percezione della membrana controllano anche la trascrizione dei geni (l’accendersi o spegnersi dei programmi genetici) e sono state recentemente associate a mutazioni di adattamento (alterazioni genetiche che riscrivono il codice del DNA in risposta allo stress).

La membrana cellulare è l’omologo (equivalente) strutturale e funzionale di un chip del computer, mentre il nucleo rappresenta un leggi-e-scrivi hard disc caricato con programmi genetici. L’evoluzione degli organismi, risultante da un sempre maggior numero di unità percettive della membrana, potrebbe essere riprodotta usando la geometria frattale. I modelli frattali ripetuti permettono un controllo incrociato di struttura e funzione fra tre livelli di organizzazione biologica: la cellula, l’organismo multicellulare, e l’evoluzione sociale. Attraverso la matematica frattale possiamo ottenere una preziosa conoscenza del passato e del futuro dell’evoluzione.

L’ambiente, attraverso l’atto della percezione, controlla il comportamento, l’attività genetica, e persino la riscrittura del codice genetico. Le cellule imparano (si evolvono) creando nuove proteine percettive in risposta alle nuove esperienze ambientali. Le percezioni apprese, specialmente quelle derivate da esperienze indirette (ad es. genitori, coetanei, educazione accademica), potrebbero essere basate su informazioni scorrette o errata interpretazione. Poiché potrebbero essere o non essere vere, le percezioni sono in realtà… credenze!

La nostra nuova conoscenza scientifica sta ritornando all’antica consapevolezza del potere della credenza. Le credenze sono indubbiamente potenti – siano esse vere o false. Mentre abbiamo sempre sentito del potere del pensiero positivo, il problema è che il pensiero negativo è altrettanto potente, ma nella direzione “opposta”. I problemi che s’incontrano con la salute nel corso della nostra vita sono generalmente connessi alle errate percezioni acquisite nelle nostre esperienze conoscitive. La meravigliosa parte della storia è che le percezioni possono essere reimparate. Possiamo rimodellare le nostre vite nel riaddestrare la nostra consapevolezza. Questa è un riflesso della saggezza senza tempo che c’è stata tramandata ed è ora riconosciuta nella biologia cellulare.

Una comprensione dei nuovi meccanismi che descrivono il controllo cellulare causerà uno spostamento profondo nelle credenze biologiche quanto la rivoluzione quantistica ne ha causato nella fisica. La forza del nuovo emergente modello biologico è che unisce le filosofie di base della medicina convenzionale, della medicina complementare e della guarigione spirituale.

Bruce Lipton

Il Dr. Bruce Lipton, biologo cellulare, autore e ricercatore, è stato professore associato di anatomia alla Scuola di Medicina dell’Università del Wisconsin, dove ha partecipato al curriculum medico come ricercatore di biologia cellulare ed istologia. La sua ricerca di laboratorio sulla distrofia muscolare si è concentrata sulla biochimica...

https://www.macrolibrarsi.it/autori/_bruce_lipton.php?pn=1567


lunedì 15 giugno 2020

Di cosa sono fatti gli atomi?



Di cosa sono fatti gli atomi? 

Ce lo spiega il libro "La Biologia delle Credenze"

Nuova Biologia


Lo sapevi che la struttura dell’atomo è formata da un insieme di vortici di energia infinitamente piccoli chiamati quark e fotoni?

Bruce Lipton - 14/06/2020

Il seguente articolo è tratto dal best seller La Biologia delle Credenze.

I fisici quantistici hanno scoperto che gli atomi materiali sono formati da vortici di energia in costante vibrazione e rotazione, ogni atomo è come una trottola in rotazione, che oscilla ed emette energia. Poiché ciascun atomo ha una sua specifica configurazione energetica (oscillazione), gli aggregati di atomi (molecole) emettono collettivamente modelli energetici che li identificano. Ciò significa che qualunque struttura fisica nell’Universo, compresi voi e io, irradia una specifica configurazione energetica.

Se fosse possibile osservare al microscopio la composizione di un atomo, che cosa vedremmo? Immaginate un mulinello di polvere che corre per il deserto. Togliendo la sabbia e la polvere, quello che rimane è un vortice invisibile simile a un tornado. La struttura dell’atomo è formata da un insieme di vortici di energia infinitamente piccoli chiamati quark e fotoni. Da lontano, l’atomo apparirebbe come una sfera indistinta; ma mettendone sempre più a fuoco la struttura, l’atomo diventerebbe sempre meno nitido e preciso, fino a scomparire del tutto. Non vedremmo più nulla, perché mettendo a fuoco la struttura dell’atomo osserveremmo soltanto uno spazio vuoto. L’atomo non ha una struttura fisica: il re è nudo!

Vi ricordate i modelli di atomo che usavate a scuola, fatti di palline che ruotavano come il sistema solare? Bene, confrontiamo quell’immagine con la “struttura” dell’atomo scoperta dalla fisica quantistica: gli atomi sono fatti di energia invisibile, non di materia tangibile!

Quindi, nel nostro mondo la sostanza materiale (materia) appare dal nulla. So che sembra incredibile, soprattutto se pensate che in questo momento state tenendo in mano un libro materiale. Ma se metteste a fuoco la sostanza materiale di questo libro con un microscopio atomico, vedreste che in mano non state tenendo nulla. Noi giovani studenti di biologia avevamo ragione su una cosa: l’Universo quantistico è sconcertante.

Ora diamo uno sguardo più ravvicinato alla natura “adesso si vede, adesso non si vede!” della fisica quantistica. La materia può essere contemporaneamente definita un qualcosa di solido (particella) e un campo di forza immateriale (onda). Quando si studiano le proprietà fisiche degli atomi, come la massa e il peso, gli atomi sembrano materiali e si comportano come se lo fossero; ma quando gli stessi atomi vengono descritti in termini di potenziale elettrico e di lunghezza d’onda, rivelano le caratteristiche e le proprietà dell’energia (onde) [Hackermüller et al. 2003; Chapman et al. 1995; Pool 1995; N.d.A.]. Il fatto che l’energia e la materia siano la stessa identica cosa, è esattamente quello che Einstein intendeva con la formula E = mc2. In parole semplici, quest’equazione dice che l’energia (E) è uguale alla materia (m, massa) moltiplicata per il quadrato della velocità della luce (c). Einstein aveva capito che non viviamo in un Universo fatto di oggetti materiali distinti e separati da uno spazio vuoto. L’Universo è un tutto indivisibile e dinamico in cui l’energia e la materia sono così strettamente interconnesse che è impossibile considerarle entità separate.

Bruce Lipton

Il Dr. Bruce Lipton, biologo cellulare, autore e ricercatore, è stato professore associato di anatomia alla Scuola di Medicina dell’Università del Wisconsin, dove ha partecipato al curriculum medico come ricercatore di biologia cellulare ed istologia. La sua ricerca di laboratorio sulla distrofia muscolare si è concentrata sulla biochimica delle cellule muscolari umane clonate.
Recentemente, come professore di patologia della Scuola di Medicina dell’Università di Stanford, la sua ricerca sul sistema immunitario umano ha prodotto informazioni sulla natura molecolare della consapevolezza e sul futuro dell’evoluzione umana. E autore di moltissimi Bestseller internazionali e richiestissimo conferenziere.

DA NON PERDERE!

La Biologia delle Credenze — Libro >> https://bit.ly/36tJ2kz
Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula - Con musica a 432 Hz di Emiliano Toso
Bruce Lipton

sabato 28 dicembre 2019

La Biologia e' Musica



La Biologia e' Musica

scopri il nuovo libro di Emiliano Toso

Nuova Biologia


Cosa hanno in comune le nostre cellule con la musica? E il nostro DNA? È vero che il nostro codice genetico è come uno spartito che possiamo interpretare in molti modi diversi? Emiliano Toso ci spiega nel suo nuovo libro i parallelismi tra musica e biologia

Redazione Scienza e Conoscenza - 18/12/2019

Ognuno di noi ha ricevuto, nel momento stesso del concepimento, un libretto di spartiti – il DNA – che non è mai stato su questa terra in nessun altro essere vivente: le più recenti ricerche in campo epigenetico oggi ci dicono che il modo in cui suonare quello spartito dipende da noi, dai nostri comportamenti e dalle emozioni che proviamo ogni giorno.

Sappiamo anche che la vibrazione – come ci insegnano le antiche tradizioni sapienziali e spirituali, una tra tutte l’Ayurveda – è alla base della nascita dell’universo e della vita: ogni nostra cellula vibra in un’armonia corporea che risuona insieme a quella cosmica in una grande sinfonia sincronica.

Ecco allora spiegato non solo il fascino che da sempre la musica provoca sull’animo umano, ma il potenziale trasformativo in senso epigenetico che essa può attuare sulla nostra biologia, aiutandoci ad evolvere nella migliore e più appagante versione di noi stessi.

Questo primo libro di Emiliano Toso – che raccoglie i suoi principali contributi apparsi sulla rivista «Scienza e Conoscenza» – è uno straordinario connubio di scienza e arte, biologia e musica, ragione e purissimo sentimento.


La Biologia è Musica - Ebook

Dal DNA alla vibrazione di ogni singola cellula: la vita è un intreccio di frequenze danzanti

indice

Prefazione

Capitolo 1
La musica come nutrimento

Capitolo 2
Musica per le cellule

Capitolo 3
La biologia è musica

Appendice
Sentire non basta: cosa significa ascoltare?
a cura di Dario Giardi


Emiliano Toso è Musicista Compositore e Biologo Cellulare attento alle nuove prospettive dell’Epigenetica e della Nuova Biologia. Con il supporto del biologo americano Bruce Lipton ha creato e sta diffondendo nel Mondo il suo progetto Translational Music. La sua musica promuove stati di rilassamento, riduce i livelli di stress e aumenta l’attenzione e la creatività; viene utilizzata da scuole, ospedali, centri di cura e benessere, scienziati internazionali e gruppi di lavoro nel campo della salute, dell’educazione, del coaching e della gravidanza. I suoi articoli sono apparsi su testate nazionali e ha partecipato a servizi del TG2 e di Studioaperto. Viene invitato in Europa e in America a conferenze internazionali in cui viene trattata l’integrazione tra Arte e Scienza per il benessere dell’Uomo e della Natura.

eBook - La Biologia è Musica >> http://bit.ly/361p6Wf
Dal DNA alla vibrazione di ogni singola cellula: la vita è un intreccio di frequenze danzanti
Emiliano Toso (Musicista)

martedì 6 novembre 2018

La biologia e' suono e musica



La biologia e' suono e musica

Nuova Biologia

Una delle più grandi scoperte della scienza: il DNA. Ciascuno di noi ne ha ricevuto uno, come un libretto di spartiti, uno che non è mai comparso sulla terra e mai più esisterà dopo la sua morte. Questo "libretto di spartiti" si può modificare? Scopriamo insieme come

Emiliano Toso - 05/11/2018

La biologia – scienza della vita – si è dedicata per molti anni a sezionare, fotografare, sequenziare, decodificare le informazioni che provengono dalle più piccole molecole del nostro corpo. In pochi anni siamo riusciti a raggiungere risultati incredibili grazie alla tecnologia e ai progressi della matematica, della fisica, dell’ottica, dell’elettronica.

I miei studi di biologia sono cominciati 25 anni fa quando nei laboratori molecolari dominavano i termociclatori. Da quando Kary Mullis inventò la Reazione di Polimerasi a Catena (PCR), ci fu una vera rivoluzione nella vita di ogni scienziato intento a studiare il codice della vita (il DNA). Poche ore di attesa e si potevano avere miliardi di copie di un’informazione presente nel nostro libretto di istruzioni (o come piace dire a me, di spartiti).

È stata una delle più grandi scoperte della scienza della vita poter interpretare quel codice e scoprire che ciascuno di noi ne ha ricevuto – al momento del concepimento – uno che non è mai comparso sulla terra e mai più esisterà dopo la sua morte. Questo libretto di spartiti viene copiato in ognuna delle nostre 50 mila miliardi di cellule per dar loro la possibilità mettere a punto il proprio funzionamento, costruire i propri mattoncini (proteine), riprodursi, ingrandirsi, quando morire.

Ma se questo libretto contiene uno spartito che crea mattoncini difettosi, saremo costretti a manifestare una patologia?

L’epigenetica, oggi, ci dice di no e ha scoperto che le nostre cellule hanno la capacità di posizionare dei segnalibri e decidere quale spartito leggere. Possiamo cambiare i nostri segnalibri in base a come percepiamo i segnali dell’ambiente intorno a noi e addirittura regolare il volume con cui leggiamo ciascuna pagina.

Tutto ciò è stato scoperto soltanto recentemente e ha creato a sua volta un grande cambiamento nell’approccio dell’uomo verso la biologia e la medicina: da vittima di ciò che ha ereditato dai genitori ad artefice del proprio destino, come un direttore d’orchestra che può decidere quale melodia suonare in questo momento in ogni organo del suo corpo.

Frequenze e vibrazioni alla base della comunicazione cellulare

Fin da piccolo mi piaceva smontare gli orologi, le radio che mio papà portava a casa dal suo negozio e cercare di capire come funzionava ogni più piccolo elemento. Questo approccio così analitico mi ha portato a studiare il funzionamento e la salute del corpo umano ricercandone i segreti nel microscopico mondo delle nostre cellule.

Non dimenticherò mai il momento in cui ho visto al microscopio una cellula staminale (indifferenziata, totipotente, in grado di diventare qualsiasi cellula del nostro corpo) cominciare a pulsare e diventare cellula del cuore. A quella cellula erano stati dati i nutrienti e i segnali chimici che le hanno fatto credere di essere “cuore”. Quella cellula ha lo stesso libretto di spartiti di ogni altra del nostro corpo, eppure grazie ai segnali che riceve decide di mettere proprio lì i suoi segnalibri e di sintetizzare le proteine del cuore.

Ora, vent’anni dopo, qualcosa di ancora più straordinario è alla luce dei nostri occhi. Il Professor Carlo Ventura dell’Università di Bologna ci dimostra come le cellule comunicano tra loro grazie alle vibrazioni di luce e di suono, ci fa ascoltare il suono di una cellula sana, malata e morta. Ma ciò che per me ancora più rivoluzionario è che possiamo mandare a quella cellula staminale gli stessi segnali di differenziamento non più soltanto attraverso nutrienti biochimici, ma attraverso frequenze di suono.

Continua la lettura su Scienza e Conoscenza 66

Scienza e Conoscenza n. 66 >> http://bit.ly/2PLGBoi
Rivista - Settembre 2018
Nuove scienze, Medicina Integrata, Coscienza

venerdì 20 luglio 2018

Il DNA e il "dogma" della biologia molecolare




Il DNA e il "dogma" della biologia molecolare

Nuova Biologia      

Dalla genetica all’epigenetica: la dottoressa Debora Rasio ci spiega come le scelte dei genitori – dall’alimentazione, alle emozioni, alla gestione dello stress – influiscono sul destino dei figli

di Debora Rasio - 20/07/2018

Il colore dei capelli, degli occhi, della pelle, l’altezza, la struttura fisica e altri caratteri somatici sono chiaramente codificati da precise sequenze genetiche presenti nel nostro DNA. Ci si è spinti fino a ritenere che la predisposizione alle malattie, l’intelligenza, la capacità di procreare, persino il carattere dipendessero da quel filamento lungo circa 2 metri che risiede nel nucleo delle nostre cellule, “impacchettato” e superavvolto in particolari strutture proteiche chiamate istoni. Non a caso, oggi si ricorre diffusamente all’analisi del DNA per misurare la predisposizione alle malattie. È la naturale conseguenza del determinismo biologico che vede l’uomo come il prodotto dell’espressione dei suoi geni, il suo presente e il suo futuro deducibili dalla lettura del suo DNA.

Una visione così semplicistica del mondo è andata sgretolandosi allorché gli stessi scienziati, progredendo nella conoscenza dei meccanismi che regolano le funzioni cellulari, hanno scoperto che il cosiddetto “dogma centrale della biologia molecolare” secondo il quale il flusso di informazioni viaggia solo in una direzione – dal DNA verso le proteine, senza possibilità di un percorso inverso – fosse, semplicemente, falso. Il flusso di informazioni, infatti, viaggia in entrambe le direzioni e, se è vero che nasciamo con un determinato corredo di geni, è pur vero che sarà l’ambiente a decidere quali esprimere e quali no, in una continua relazione adattativa con il mondo circostante.

Il DNA spazzatura non è affatto da buttare

Fino alle fine del secolo scorso si pensava che noi esseri umani, le creature più intelligenti del pianeta, avessimo un numero di geni di gran lunga superiore a quello di qualunque altra specie.

Abbiamo dovuto attendere il completamento del Progetto Genoma Umano, nei primi anni 2000, per apprendere la verità: nel nostro DNA si trovano solo circa 20.000 geni che codificano informazioni per la sintesi di proteine, più o meno lo stesso numero di quelli che possiede un topo, corrispondenti all’1,5 percento di tutto il nostro DNA. 

Oggi sappiamo che la differenza sostanziale fra noi e le altre specie non risiede in queste regioni codificanti, ma nella restante parte del DNA, cioè in quel 98,5 percento considerato per lungo tempo privo di funzioni e per questo denominato “DNA spazzatura”. Tutt'altro, proprio questa parte “non codificante” decide quali, e in quanta parte, geni esprimere e quali no. E ci rende “unici” e diversi da tutti gli altri e dalle altre specie. Ma le sorprese, in quanto a scoperte, non finiscono qui.

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Scienza e Conoscenza n. 65 - Luglio-Settembre 2018 >> https://goo.gl/oH72LH
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giovedì 19 aprile 2018

Microrganismi effettivi (EM): cosa sono




Microrganismi effettivi (EM): cosa sono e perche' sono cosi' importanti?

Nuova Biologia

Microrganismi effettivi (EM): cosa sono e perché sono così importanti?

I microrganismi effettivi sono una coltura microbica mista composta da circa 13 ceppi diversi. Perché ne sentiamo così spesso parlare? Scopriamo i loro effetti benefici sul terreno, sulle piante, sugli animali e sull'uomo.

Redazione Scienza e Conoscenza - 19/04/2018

Tratto da La rivoluzione dei microrganismi effettivi (Macro Edizioni).


I microrganismi effettivi sono una coltura microbica mista composta da circa 13 ceppi diversi, in prevalenza lattobacilli, lieviti e batteri fotosintetici stabilizzati in un ambiente assolutamente privo di ossigeno, immersi in una soluzione liquida e acidula, con un pH di circa 3,5. Per comodità il loro nome viene abbreviato in EM. Gli EM sono in grado di ovviare a uno squilibrio causato da microrganismi, riportando il tutto in un circolo vitale armonioso. Da putrefazione, cattivo odore, muffa, ruggine, deterioramento o malattia si avranno una crescita sana, purezza, armonia e fertilità. Poiché i microrganismi colonizzano in maniera naturale tutto ciò che esiste sulla terra, si presentano anche in ogni disturbo. Di conseguenza gli EM possono essere di aiuto in maniera incredibilmente varia e in tutti i settori della vita.

Gli EM migliorano il terreno e fanno crescere le piante in maniera più sana. Queste fioriscono con maggior vigore, le piante commestibili incrementano la loro produzione e i parassiti si mantengono alla larga. I frutti sono di qualità superiore, il loro raccolto aumenta quantitativamente, il loro sapore migliora ed è possibile prolungarne la conservazione. Gli animali a cui vengono somministrati gli EM si mantengono in salute. I problemi di pelle, pelo e piumaggio spariscono, il mangime viene digerito e assimilato meglio, la soddisfazione e la fertilità aumentano, favorendo così un comportamento più sociale. Gli EM aiutano sia nell’igiene sia nella pulizia, rendono ovunque il lavoro più facile e agiscono garantendo un ambiente sano. Vengono utilizzati nella gestione energetica e nell’edilizia, sono in grado di purificare acqua e aria, e risolvono problemi apparentemente insolubili.

Negli esseri umani gli EM stimolano la capacità di autoguarigione, migliorano la cicatrizzazione della cute e delle ferite, in caso di diete contribuiscono alla salute del metabolismo aiutando la digestione e il sistema immunitario. L’elenco delle esperienze fatte nei quasi trent’anni trascorsi dalla scoperta degli EM potrebbe continuare per pagine e pagine, ma forse già quanto fin qui letto vi toglie il respiro e, considerando il numero delle possibili applicazioni, vi state dicendo: «Non può essere vero, sarebbe un vero e proprio rimedio miracoloso!». Effettivamente gli EM ci offrono uno sguardo su un mondo meraviglioso: il miracolo del microcosmo. Il miracolo non è rappresentato dai microrganismi effettivi in sé, quanto piuttosto dalla nostra natura inesauribile, dagli innumerevoli microrganismi e dalla loro azione infaticabile: solo ora stiamo iniziando a comprenderlo. Sono i miracoli di un mondo che non è determinato da qualcosa di visibile, ma che è essenzialmente animato, percorso, guidato e mantenuto dall’invisibile.

I ricercatori continuano davvero incessantemente a scoprire nuove proprietà dei microrganismi, che prima avevamo attribuito ad altre circostanze. Così, ad esempio, da poco tempo si sa che i batteri intestinali rilasciano nel sangue dei neurotrasmettitori che, in qualità di semiochimici o messaggeri chimici, regolano le funzioni cerebrali e il sistema nervoso, e che i microrganismi nel cielo sono responsabili per la formazione delle nuvole e della pioggia. Sappiamo inoltre che stimolano la fertilità del terreno e da tempo è ormai noto che tramite le catene di zuccheri da essi rilasciate ne mantengono insieme i granelli. Gli organismi unicellulari dunque smuovono mari e monti nell’universo, ma anche in ognuno di noi, e mantengono insieme il tutto. Sono ovunque e non c’è quasi nulla che non siano in grado di fare. Atmosfera e terreno, ma anche gli esseri umani, si sono formati durante lo sviluppo della Terra grazie agli organismi unicellulari.

Dunque perché questi organismi non dovrebbero essere anche visti come dei rigeneranti universali? Le possibilità di applicazione degli EM ci stupiscono per la loro varietà, perché a causa del nostro pensiero analitico siamo abituati a suddividere il mondo in cui viviamo in tanti singoli settori separati. Terreno, piante, animali, esseri umani, fermentazione dei formaggi, tempo di asciugatura del cemento, odore delle stalle, attenuazione del prurito, eliminazione delle macchie: tutte queste attività e questi ambiti non sembrano avere molto in comune tra loro. E invece sì: in realtà tutti questi aspetti sono collegati tra loro in maniera invisibile nel flusso vitale che, nel cerchio della vita, si propaga su tutta la Terra, sostenuto proprio da questi minuscoli esseri essenzialmente nascosti all’occhio nudo.


Descrizione La Rivoluzione dei Microrganismi Effettivi - Libro

I microrganismi effettivi (o efficaci) risolvono velocemente e con risultati sorprendenti i più grandi problemi della nostra vita quotidiana.

Gli EM, come spesso vengono anche definiti, disintossicano la terra e le acque, combattono l’impoverimento del terreno fornendoci alimenti ricchi di nutrienti, contrastano le infezioni dei batteri resistenti agli antibiotici e possono essere utilizzati al posto dei prodotti chimici inquinanti che usiamo in casa (detergenti, detersivi, ecc.) con ottimi risultati.

Ma non solo! Sono molto efficaci per la nostra salute e per la cura dei nostri amici animali.

La dott.ssa Anne Katharina Zschocke, pioniera e rinomata esperta nel campo dei microorganismi effettivi, ci offre preziosi suggerimenti, consigli pratici e ricette per impiegarli in maniera semplice in ogni ambito della nostra vita.

Dalla cura del giardino all’aumento della qualità e quantità dei raccolti dell’orto; dal miglioramento del gusto, dell’energia e della digeribilità dell’acqua potabile alla pulizia di acquari, piscine, fontane e vasche; dal favorire una migliore guarigione di ferite e malattie negli animali domestici alla cura dell’ambiente in cui vivono; dal ripristino del nostro microbioma intestinale alla cura delle irritazioni cutanee; dalla pulizia dei tubi di scarico alla riduzione degli acari nel letto: sono molteplici le applicazioni dei microrganismi effettivi e in questo libro scoprirai come utilizzarli con successo!

La Rivoluzione dei Microrganismi Effettivi - Libro
Come utilizzare i microrganismi efficaci con risultati eccezionali
Anne Katharina Zschocke

lunedì 16 ottobre 2017

Di cosa sono fatti gli atomi?




Di cosa sono fatti gli atomi? 

Ce lo spiega il libro "La Biologia delle Credenze"

Scritto da: Bruce Lipton

Nuova Biologia


Di cosa sono fatti gli atomi? Ce lo spiega il libro "La Biologia delle Credenze"

I fisici quantistici hanno scoperto che gli atomi materiali sono formati da vortici di energia in costante vibrazione e rotazione, ogni atomo è come una trottola in rotazione, che oscilla ed emette energia. Poiché ciascun atomo ha una sua specifica configurazione energetica (oscillazione), gli aggregati di atomi (molecole) emettono collettivamente modelli energetici che li identificano. Ciò significa che qualunque struttura fisica nell’Universo, compresi voi e io, irradia una specifica configurazione energetica.

Se fosse possibile osservare al microscopio la composizione di un atomo, che cosa vedremmo? Immaginate un mulinello di polvere che corre per il deserto. Togliendo la sabbia e la polvere, quello che rimane è un vortice invisibile simile a un tornado. La struttura dell’atomo è formata da un insieme di vortici di energia infinitamente piccoli chiamati quark e fotoni. Da lontano, l’atomo apparirebbe come una sfera indistinta; ma mettendone sempre più a fuoco la struttura, l’atomo diventerebbe sempre meno nitido e preciso, fino a scomparire del tutto. Non vedremmo più nulla, perché mettendo a fuoco la struttura dell’atomo osserveremmo soltanto uno spazio vuoto. L’atomo non ha una struttura fisica: il re è nudo!

Vi ricordate i modelli di atomo che usavate a scuola, fatti di palline che ruotavano come il sistema solare? Bene, confrontiamo quell’immagine con la “struttura” dell’atomo scoperta dalla fisica quantistica: gli atomi sono fatti di energia invisibile, non di materia tangibile!

Quindi, nel nostro mondo la sostanza materiale (materia) appare dal nulla. So che sembra incredibile, soprattutto se pensate che in questo momento state tenendo in mano un libro materiale. Ma se metteste a fuoco la sostanza materiale di questo libro con un microscopio atomico, vedreste che in mano non state tenendo nulla. Noi giovani studenti di biologia avevamo ragione su una cosa: l’Universo quantistico è sconcertante.

Ora diamo uno sguardo più ravvicinato alla natura “adesso si vede, adesso non si vede!” della fisica quantistica. La materia può essere contemporaneamente definita un qualcosa di solido (particella) e un campo di forza immateriale (onda). Quando si studiano le proprietà fisiche degli atomi, come la massa e il peso, gli atomi sembrano materiali e si comportano come se lo fossero; ma quando gli stessi atomi vengono descritti in termini di potenziale elettrico e di lunghezza d’onda, rivelano le caratteristiche e le proprietà dell’energia (onde) [Hackermüller et al. 2003; Chapman et al. 1995; Pool 1995; N.d.A.]. Il fatto che l’energia e la materia siano la stessa identica cosa, è esattamente quello che Einstein intendeva con la formula E = mc2. In parole semplici, quest’equazione dice che l’energia (E) è uguale alla materia (m, massa) moltiplicata per il quadrato della velocità della luce (c). Einstein aveva capito che non viviamo in un Universo fatto di oggetti materiali distinti e separati da uno spazio vuoto. L’Universo è un tutto indivisibile e dinamico in cui l’energia e la materia sono così strettamente interconnesse che è impossibile considerarle entità separate.

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La Biologia delle Credenze
Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula
Bruce Lipton