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giovedì 16 giugno 2016

Biofilia: il legame genetico fra uomo e natura




Biofilia: il legame genetico fra uomo e natura

Nei nostri geni c'è un legame istintivo con la natura e con gli organismi viventi con cui condividiamo il nostro pianeta

La redazione di S&C - 15/06/2016



Biofilia: il legame genetico fra uomo e natura

Nel 1984 Edward O. Wilson, biologo dell’Università di Harvard ed entomologo, ha coniato il termine “biofilia” per descrivere la sua ipotesi secondo cui gli esseri umani avrebbero “impresso” nei geni un legame istintivo con la natura e con gli organismi viventi con cui condividiamo il nostro pianeta. Wilson ha teorizzato che, poiché abbiamo trascorso la maggior parte della nostra storia evolutiva (tre milioni di anni e centomila o più generazioni) nella natura prima di iniziare a formare delle comunità o costruire città, noi proviamo un amore innato per i paesaggi naturali. Come un bambino dipende da sua madre, gli esseri umani sono sempre dipesi dalla natura per la loro sopravvivenza.

E proprio come istintivamente amiamo nostra madre, siamo legati alla natura fisicamente,
cognitivamente ed emotivamente. Non siete venuti in questo mondo. Ne siete usciti,
come un’onda dall’oceano.
Qui non siete degli stranieri.
– Alan Watts

Questa predilezione per madre natura ha un profondo impatto estetico. Il defunto Denis Dutton, un filosofo il cui interesse centrale era rivolto al punto d’incontro tra arte ed evoluzione, riteneva che ciò che consideriamo “bello” risultasse dal nostro collegamento innato con quel tipo di paesaggio naturale che un tempo assicurava
la nostra sopravvivenza come specie.
Durante una conferenza TED dal titolo A Darwinian Theory of Beauty [Una teoria darwiniana della bellezza; N.d.T.], Dutton espose delle scoperte basate sulla psicologia evolutiva e su un’inchiesta del 1997 relativa alle preferenze artistiche contemporanee.

Quando alle persone veniva chiesto di descrivere un “bel” paesaggio, egli osservò, gli elementi erano sempre gli stessi: spazi aperti, ricoperti di erba bassa, costellati di alberi.

Se a questa scena si aggiunge l’acqua, o in primo piano o come una lontana apparizione bluastra che all’occhio appare come un’indicazione della sua presenza, l’attrattiva di quel paesaggio va alle stelle.

Dutton ipotizzò che questo “paesaggio universale” contenesse tutti gli elementi indispensabili alla sopravvivenza umana: erba e alberi per cibarsi (e per attirare animali commestibili), la possibilità di scorgere il pericolo (umano o animale) in avvicinamento prima che ci raggiunga, alberi su cui arrampicarsi per sfuggire ai predatori, e la presenza di una fonte d’acqua accessibile nelle vicinanze.

La natura e il suo effetto sulla psiche umana
Nel 2010 alcuni ricercatori dell’Università di Plymouth nel Regno Unito hanno chiesto a venti adulti di esprimere una valutazione nei confronti di oltre cento fotografie di ambienti naturali e urbani diversi. Per quanto riguardava la positività dello stato d’animo evocata, le loro preferenze e la capacità rigenerante percepita, gli intervistati hanno assegnato voti più alti a tutte le immagini contenenti acqua, che rappresentassero tanto paesaggi naturali quanto ambienti urbani, rispetto alle foto in cui l’acqua non era presente.
Marcus Eriksen, un educatore scientifico che una volta navigò dalla costa statunitense dell’oceano Pacifico alle Hawaii sopra una zattera interamente fatta di bottiglie di plastica, ha esteso l’ipotesi di Dutton fino a includere le coste marine e le rive dei laghi o dei fiumi. La sua ipotesi è che proprio come la savana ci permetteva di avvistare un pericolo a grande distanza, gli abitanti delle linee costiere potevano scorgere predatori o nemici che arrivavano dall’acqua.

Ancor meglio, raramente i predatori terrestri giungevano dall’acqua, e la maggior parte dei predatori marini non poteva uscire dall’acqua o sopravvivere sulla terraferma. E, sempre meglio, la quantità di cibo e di risorse materiali reperibili nell’acqua o vicino ad essa spesso sorpassava quanto poteva essere trovato sulla terraferma. Le fonti di cibo vegetale e animale si possono esaurire durante l’inverno, ha osservato Eriksen, ma i nostri antenati potevano pescare o raccogliere molluschi per tutto l’anno. E poiché per sua natura l’acqua si muove e scorre, invece di doversi spostare per chilometri alla ricerca di foraggio, i nostri antenati potevano camminare lungo una spiaggia o la riva di un fiume e vedere che cosa l’acqua avesse portato, o che cosa fosse arrivato sulla sua sponda.

Mentre gli esseri umani stavano sviluppando una preferenza evolutiva per un certo tipo di paesaggio che comprendeva l’acqua, il cervello umano veniva a sua volta plasmato dalle esigenze ambientali.
Infatti, secondo il biologo molecolare John Medina, il nostro cer vello si sviluppò per «risolvere problemi collegati alla sopravvivenza in un ambiente esterno instabile, e a farlo in un movimento quasi costante». Immaginate di essere uno dei nostri antichi antenati Homo Sapiens, che viveva in quel paesaggio ideale della savana più di duecentomila anni fa.

Anche se voi e la vostra famiglia avete abitato questo particolare luogo per un certo tempo, dovete comunque essere sempre all’erta nei confronti di qualunque minaccia significativa o potenziale fonte di cibo. Ogni giorno porta nuove condizioni: il tempo atmosferico, animali, frutti, e altre piante commestibili. Se esaurite certe fonti di cibo dovete cercarne altre, il che significa una costante esplorazione del vostro ambiente per imparare nuove cose riguardo al luogo in cui vi trovate e a eventuali ulteriori fonti di cibo e di acqua disponibili per voi e per la vostra famiglia. Forse incontrate nuove piante o animali, alcuni dei quali sono commestibili, a differenza di altri. Imparate dai vostri errori cosa raccogliere e cosa evitare.

E mentre voi e i vostri figli apprendete, il vostro cervello viene modellato e modificato da molteplici forze: le vostre esperienze individuali, le vostre interazioni sociali e culturali, e il vostro ambiente fisico. Se doveste sopravvivere e riprodurvi, una parte di quel nuovo cablaggio verrà trasmesso ai vostri discendenti sotto forma di un cervello più complesso. Ulteriori informazioni utili alla sopravvivenza saranno codificate socialmente in vivaci storie e canti.

Questo articolo, a cura di Romina Alessandri, è un estratto del libro "Blue Mind" Mente e Acqua - Macro Edizioni 2016.

Blue Mind >> http://goo.gl/PONaZN
Wallace J. Nichols
Il legame nascosto tra l'acqua e la nostra mente


Descrizione libro Blue Mind

La felicità è blu

C’è qualcosa nell’acqua che da sempre ci attrae e ci affascina.

Istintivamente sappiamo che stare vicino all’acqua ci rende più vitali e più sereni, riduce lo stress e ci dona un senso di pace. Ma perché? E la risposta a questa domanda che cosa potrebbe dirci su come dovremmo vivere la nostra vita?

Dopo esserci posti questi interrogativi per secoli, siamo finalmente in grado di dare delle risposte, e queste risposte possono cambiarci vita.

Come Wallace J. Nichols rivela in questo libro, oggi ci troviamo su fronte di una vera e propria ondata di neuroscienze, biologia evolutiva e ricerca medica che illuminano i processi fisiologici e cerebrali che si innescano quando entriamo in connessione con l’acqua. Tra noi e l'acqua c'è un legame quasi magico, forse indescrivibile , che però è al contempo reale e benefico.

In Blue Mind Wallace J. Nichols chiama questa connessione tra l'essere umano e l'Acqua: la Mente Blu. L'autore la definisce uno stato leggermente meditativo, caratterizzato da calma, serenità, armonia e da un senso di generale felicità e soddisfazione nei confronti della vita.

Mente e acqua

Nichols da anni si dedica a studiare questo legame e svela le potenziali verità sugli effetti, incredibilmente potenti e sorprendentemente profondi che l'acqua produce sul nostro corpo, sulla nostra anima e sulla nostra mente.

Attingendo alla tecnologia e alla scienza d’avanguardia Nichols dimostra con precisione che la vicinanza con l'acqua è fondamentale per:

migliorare le prestazioni in una vasta gamma di ambiti
aumentare la calma e diminuire l’ansia molto più efficacemente dei farmaci
ampliare la creatività, artistica e di altro genere
aumentare la generosità e la compassione
accrescere il successo personale
migliorare la nostra salute e il nostro benessere complessivi
rafforzare la nostra connessione con il mondo della natura, e viceversa.
Un mare di felicità

Blue Mind è una bussola che, come ci spiega lo stesso autore, ci aiuta a levare le ancore e spiegare le vele. "In un’epoca in cui siamo legati allo stress, della tecnologia, dell’esilio dal mondo naturale, del soffocamento professionale, dall’ansia personale e delle spese per la salute, e privi di un’autentica privacy, sciogliere gli ormeggi è meraviglioso", dice lo stesso autore.

Fai un profondo respiro e immaginati il salto...
l'acqua riempie la luce, il suono, l'aria e la tua mente.
Adesso apri gli occhi, tutt'intorno a te vedi solo blu. Respira. Ascolta.
Vivi il senso di benessere che l'essere immerso nell'acqua ti trasmette.
Inutile negarlo, forse inutile persino chiedersi il perché, ma sei felice.

Wallace. J. Nichols

Blue Mind >> http://goo.gl/PONaZN
Wallace J. Nichols
Il legame nascosto tra l'acqua e la nostra mente
Macro Edizioni

venerdì 1 aprile 2016

Super Geni



Super Geni

Longevità, salute, energia: come sfruttare il potere nascosto del tuo DNA

di Rudolph E. Tanzi, Deepak Chopra



Super Geni - Libro

Dopo il successo di SuperBrain e SuperCibo, ecco l'affascinante e rivoluzionario libro su come possiamo influenzare i nostri geni!

Nel nostro DNA coesistono geni buoni e geni cattivi, ma anche «super geni», che possiamo usare a nostro favore per migliorare la nostra vita. In questo testo illuminante gli autori spiegano come attivarli e sfruttarli al meglio, per raggiungere salute, felicità ed equilibrio.

Scritto a quattro mani da Deepak Chopra, leader nella medicina olistica, e Rudolph Tanzi, genetista di fama internazionale, Super Geni introduce un modo innovativo di ricercare il benessere psicofisico attraverso i geni, che non sono un elemento immutabile: il loro «comportamento» può essere modificato.

Voi siete i creatori del vostro genoma!
Deepak Chopra


Dalla quarta di copertina

La scienza ha ormai dimostrato che il DNA non determina il nostro destino biologico: i geni con cui siamo nati sono dinamici, rispondono a tutto ciò che facciamo, mangiamo, pensiamo. Sono i nostri più potenti alleati per un rinnovamento personale.

È da questo presupposto che partono Deepak Chopra e Rudolph Tanzi, i due celebri medici già autori del bestseller internazionale Super Brain, secondo i quali noi siamo gli artefici della nostra storia biologica e possiamo imparare a influenzare l’attività dei nostri geni per raggiungere un benessere totale.

Con tono semplice, diretto e divulgativo, gli autori ci spiegano come alcuni cambiamenti nel nostro stile di vita, dalla dieta al sonno, possono influenzare in maniera importante il nostro DNA, arrivando ad avere un forte impatto sulla prevenzione delle malattie, sul buon funzionamento del sistema immunitario, sulla lotta all’invecchiamento e alle malattie croniche.

«Lo scopo di questo libro», scrivono Chopra e Tanzi, «è elevare il benessere quotidiano al livello di benessere profondo attraverso un cammino di trasformazione. Il DNA umano ha ancora molti segreti da rivelare, ma un punto di svolta è già stato raggiunto: è emerso con assoluta evidenza che il corpo umano è ben più capace di rinnovamento e di guarigione di quanto si credesse finora.»

Coraggioso, pratico, documentato e con centinaia di suggerimenti concreti per iniziare a cambiare da subito la nostra vita, Super geni compie un salto quantico oltre le consuete frontiere del self-help. Un libro che rivoluzionerà il modo in cui concepiamo noi stessi, la nostra salute e quella dei nostri cari.

«Super geni sfata il mito per cui i geni determinerebbero il nostro destino. Deepak Chopra e Rudy Tanzi illustrano in modo esaustivo e avvincente lo straordinario fenomeno per cui la nostra alimentazione, il nostro stile di vita, i nostri pensieri, persino i nostri batteri intestinali - il cosiddetto microbioma - 'parlano' ai nostri geni, regolando quali vengono attivati o disattivati, con ripercussioni su ogni aspetto della nostra salute. Una lettura irrinunciabile per chi sia interessato ad attivare i geni che tutelano la salute e aiutano a restare in forma ed essere più in linea, più felici e più longevi.»
Mark Hyman, direttore del Cleveland Clinic Center for Functional Medicine


Leggi un estratto dal libro di Chopra e Tanzi "Super Geni"

Geni buoni, geni cattivi e super geni

Se volessimo una vita migliore, che cosa dovremmo cambiare prima di tutto? Quasi nessuno risponderebbe: «I miei geni». Infatti, ci hanno insegnato che i geni sono fissi e immutabili. Quelli con cui siamo nati ce li terremo per tutta la vita. Se avete un gemello monozigote, tutti e due dovrete accontentarvi di geni identici, a prescindere da quanto buoni o cattivi siano.

Il noto concetto di geni fissi fa parte del nostro linguaggio quotidiano. Perché alcuni sono più belli o intelligenti della media? Perché hanno buoni geni. E perché, viceversa, una celebre diva di Hollywood si sottopone a una doppia mastectomia senza un motivo concreto? Per la minaccia dei geni cattivi, ovvero l'eredità di una forte predisposizione al cancro che spesso ha colpito i membri della sua famiglia. Il pubblico si spaventa, ma i media non chiariscono quanto sia rara, in realtà, quella minaccia.

È tempo di smantellare idee così rigide.

I geni sono fluidi, dinamici e reattivi a tutto ciò che facciamo e pensiamo. La buona notizia che tutti dovrebbero conoscere è che l'attività genica è in gran parte sotto il nostro controllo: è questa l'idea rivoluzionaria che emerge dalla nuova genetica, nonché il punto di partenza di questo libro.

Il Jukebox di un bar può starsene in un angolo senza mai muoversi, ma suona ugualmente centinaia di canzoni. La musica dei vostri geni è simile: produce costantemente una vasta gamma di sostanze chimiche, e ciascuna è un messaggio in codice. Stiamo scoprendo solo ora quanto siano potenti questi messaggi.

Concentrandovi sulla vostra attività genica attraverso scelte consapevoli potete:

Migliorare il vostro umore, prevenendo ansia e depressione.
Combattere raffreddori e influenze.
Ritrovare un sonno normale, profondo e ristoratore.
Recuperare l'energia perduta e combattere lo stress cronico.
Liberarvi di dolori e disturbi cronici.
Liberare il vostro corpo da una vasta gamma di disagi.
Rallentare e potenzialmente invertire il processo di invecchiamento.
Far tornare il vostro metabolismo alla normalità, che è il modo migliore per perdere peso e non riacquistarlo più.
Diminuire il rischio di contrarre il cancro.
Per molto tempo si è sospettato che i geni fossero coinvolti nel malfunzionamento dei processi fisici. Ora sappiamo che lo sono sicuramente nel loro funzionamento corretto. L'intero sistema mente-corpo è regolato dall'attività dei geni, spesso in modo sorprendente.

I geni dell'intestino, per esempio, inviano costantemente messaggi su una quantità di cose che all'apparenza non hanno nulla a che fare con una funzione ordinaria come quella intestinale. Questi messaggi riguardano l'umore, l'efficienza del sistema immunitario, la sensibilità a patologie strettamente correlate all'assimilazione come il diabete e la sindrome dell'intestino irritabile, ma anche ad altre in cui tale correlazione è molto remota, come l'ipertensione, l'Alzheimer e patologie autoimmuni, dalle allergie all'infiammazione cronica.

Ogni cellula del vostro corpo «parla» incessantemente a molte altre cellule tramite messaggi genetici, e voi dovete assolutamente far parte di questa «conversazione». Lo stile di vita può sviluppare un'attività genica proficua o dannosa.

Infatti, il comportamento dei geni può essere alterato da qualunque esperienza incisiva. Così i gemelli monozigoti, pur nati con gli stessi geni, da adulti presentano un'espressione genica molto diversa: uno dei due può essere obeso e l'altro snello; uno può essere schizofrenico e l'altro no; uno può ammalarsi molto prima dell'altro. Tutte queste differenze sono regolate dall'attività dei geni.

Uno dei motivi per cui in questo libro parliamo di super geni è che vogliamo aumentare le vostre aspettative nei confronti dei geni. La connessione mente-corpo non è come una passerella tra due sponde di un fiume, ma è molto più simile a una linea telefonica; o meglio, a molte linee telefoniche che brulicano di messaggi. E ogni messaggio, anche minimo - bere una spremuta d'arancia la mattina, mangiare una mela con la buccia, ridurre il livello di rumore al lavoro, fare una passeggiata prima di andare a dormire - viene recepito dall'intero sistema. Ogni cellula recepisce tutto ciò che fate, dite e pensate.

Ottimizzare l'attività dei propri geni è una ragione sufficiente per liberarci del concetto controproducente e autolesionista di geni «buoni» e «cattivi». Infatti, la nostra comprensione del genoma umano, ovvero la somma di tutti i nostri geni, si è notevolmente ampliata negli ultimi due decenni. Dopo quasi vent'anni di ricerca e sviluppo, il Progetto genoma umano si è concluso nel 2003 con una mappa completa dei tre miliardi di coppie di basi chimiche - l'alfabeto del codice della vita - disseminate lungo la doppia elica del DNA. D'un tratto l'esistenza umana è diretta verso mete totalmente nuove. È come se qualcuno ci avesse consegnato la mappa di un continente vergine, tutto da esplorare. In un mondo in cui credevamo fosse rimasto poco da scoprire, il genoma umano è la nuova frontiera.

Oggi il campo della genetica si è molto ampliato. Tutti possediamo un super genoma che va infinitamente oltre le vecchie idee dei libri di testo su geni buoni e cattivi. Questo super genoma è costituito da tre componenti:

1. I circa ventitremila geni ereditati dai nostri genitori, insieme al 97% del DNA localizzato tra quei geni sui filamenti della doppia elica.

2. Il meccanismo di commutazione presente in ogni filamento di DNA, che gli permette di essere acceso o spento, aumentato o diminuito, proprio come un variatore aumenta e diminuisce l'intensità luminosa. Questo meccanismo è controllato perlopiù dall'epigenoma, inclusa la guaina di proteine che racchiude il DNA. L'epigenoma è dinamico e vivo, e reagisce all'ambiente e alle esperienze che vivete in modi complessi e affascinanti.

3. I geni contenuti nei microbi (organismi viventi microscopici simili ai batteri) che abitano nella bocca, nella pelle e soprattutto nell'intestino. La stima più attendibile è centomila miliardi, e comprende dalle cinquecento alle duemila specie di batteri. Non si tratta di invasori estranei. Ci siamo evoluti con questi microbi per milioni di anni, e se oggi non li avessimo non saremmo in grado di digerire il cibo, resistere alle malattie o contrastare una serie di patologie croniche, dal diabete al cancro.

Queste tre componenti del super genoma sono ciò di cui siamo fatti. Sono i nostri costituenti basilari, e in questo preciso istante stanno inviando istruzioni in tutto il nostro corpo. Infatti, non possiamo capire chi siamo senza comprendere il nostro super genoma. Il modo in cui i super geni si sono riuniti per formare il sistema mente-corpo è l'ambito di ricerca più appassionante della genetica odierna. Nuove scoperte stanno emergendo da una marea di studi che ci riguardano tutti da vicino, perché sta cambiando il modo in cui viviamo, amiamo e interpretiamo il nostro posto nell'universo.

La nuova genetica si potrebbe sintetizzare in una frase: stiamo imparando come farci aiutare dai nostri geni. Anziché permettere ai geni cattivi di danneggiarci e a quelli buoni di aiutarci, secondo quella che finora era l'opinione prevalente, dovremmo pensare al super genoma come a un servitore volenteroso che può aiutarci a vivere la vita che vogliamo vivere.

Siamo nati per «usare» i nostri geni, non viceversa. E non stiamo indulgendo in semplici desideri, non è certo il nostro proposito. La nuova genetica riguarda soprattutto il modo in cui modificare l'attività dei geni in senso positivo.

Questo libro riunisce e racconta in maniera chiara le più importanti scoperte in materia degli ultimi anni.

Chi l'ha scritto ha decenni di esperienza nel proprio ambito: Rudy è uno dei massimi genetisti al mondo e Deepak è tra i più acclamati esperti mondiali nel campo della medicina e della spiritualità nella sfera mente-corpo. Proveniamo da mondi diversi e trascorriamo le nostre giornate di lavoro in modo diverso - Rudy a fare ricerche sulle cause e sulle potenziali cure del morbo di Alzheimer, Deepak a insegnare a centinaia di persone ogni anno come armonizzare mente, corpo e spirito - ma ci unisce la passione per la trasformazione, sia che abbia origine nel cervello sia che affondi le sue radici nei geni.

Il nostro libro precedente, Super Brain, partiva dal meglio delle ricerche in ambito neuroscientifico per mostrare come il cervello può essere guarito e rinnovato, ottimizzandone il funzionamento quotidiano per migliorare la vita delle persone. Questo nuovo libro approfondisce quell'argomento - si potrebbe definirlo un prequel di Super Brain - perché il cervello, per fare le cose stupefacenti che fa ogni giorno, dipende dal DNA presente in ogni cellula nervosa.

Prendiamo dunque lo stesso messaggio di quel libro - siamo noi gli «utenti» del nostro cervello, non viceversa - e lo estendiamo al genoma. E l'ambito in cui avviene la trasformazione è lo stile di vita: è possibile, attraverso semplici cambiamenti, attivare una quantità enorme di potenziale inutilizzato.

La notizia più esaltante, tuttavia, è che la «conversazione» tra corpo, mente e geni può essere trasformata. Questa trasformazione va ben oltre la prevenzione, e al di là persino del benessere; raggiunge uno stato che definiremo di benessere profondo. Ne illustreremo ogni aspetto, mostrando che cosa le più recenti ricerche sostengono o raccomandano vivamente di fare se vogliamo dai nostri geni la risposta più vitale possibile.

Le espressioni «geni buoni» o «geni cattivi» sono ingannevoli perché alimentano un grosso equivoco, quello della biologia come destino. Vedremo che non ci sono geni buoni o cattivi, ma solo buoni. Sono le mutazioni, cioè variazioni nella sequenza o nella struttura del DNA, che possono trasformarli in un senso o nell'altro. Le mutazioni patogenetiche che porteranno con certezza una persona a contrarre una determinata malattia nel corso della vita ammontano solo al 5% di tutte le mutazioni associate a malattia. Si tratta di una minuscola porzione, considerati i tre milioni circa di variazioni del DNA presenti nel super genoma di ciascuno di noi.

Continuando a pensare in termini di geni buoni e cattivi si resta imprigionati in convinzioni fallaci e ormai obsolete. Si permette alla biologia di definire chi siamo. È ironico che nella società moderna, in cui gli individui hanno più libertà di scelta di quanta ne abbiano mai avuta prima, proprio la genetica sia diventata così deterministica. «È genetico» è diventata la risposta comune al perché uno mangia troppo, cade in depressione, infrange la legge, ha una crisi psicotica o, persino, crede in Dio.

Se la nuova genetica ci insegna qualcosa, è che la natura coopera con la cultura. I nostri geni possono anche predisporci all'obesità, alla depressione o al diabete di tipo 2, ma è come dire che suoniamo note stonate per colpa del pianoforte. Certo, la possibilità esiste, ma è ben più importante tutta la buona musica che questo strumento - e un gene - è in grado di produrre.

Vi offriamo questo libro con l'intenzione di aumentare il vostro benessere. Non perché ci sono tante note stonate da evitare, ma perché c'è tanta bella musica ancora da comporre!

I super geni custodiscono la chiave della trasformazione personale, che improvvisamente è diventata realizzabile - e desiderabile - come mai prima d'ora.


Indice

Geni buoni, geni cattivi e super geni

Perché super geni? Una risposta urgente

Parte prima - La scienza della trasformazione

Come trasformare il nostro futuro. L’avvento dell’epigenetica
Costruire ricordi migliori
Dall’adattamento alla trasformazione
Un nuovo protagonista: il microbioma
Parte seconda - Scelte di stile di vita per un benessere profondo

Alimentazione. Liberarsi dell’infiammazione
Stress. Un nemico nascosto
Esercizio fisico. Trasformare i buoni propositi in azioni concrete
Meditazione. La colonna portante del benessere?
Sonno. Ancora un mistero, ma assolutamente indispensabile
Emozioni. Come trovare un appagamento più profondo
Parte terza - Guidare la propria evoluzione

La saggezza del corpo
Rendere consapevole l’evoluzione
Epilogo. Il vero «me»

Appendici

Genetica delle malattie complesse
Il grande paradosso del DNA
Epigenetica e cancro
Ringraziamenti


Rudolph E. Tanzi, Deepak Chopra
Super Geni - Libro >> http://goo.gl/1GK7c7
Longevità, salute, energia: come sfruttare il potere nascosto del tuo DNA


martedì 29 marzo 2016

Il Gene della Compatibilita'



Il Gene della Compatibilita'

Come il nostro corpo combatte le malattie, attira gli altri e definisce se stesso

di Daniel M. Davis



Il Gene della Compatibilità - Libro

Un'incredibile scoperta, che rivoluzionerà il modo di concepire la medicina

"Il gene della compatibilità racconta in che modo gli scienziati abbiano faticosamente scoperto come un piccolo numero di geni influenzi in maniera cruciale vari aspetti della nostra vita, connettendoli tra loro in modo inaspettato.
Raramente il lavoro di laboratorio è stato reso in modo così avvincente ed eroico.»
Bill Bryson, The Guardian, Libro dell'anno

Tutti noi abbiamo nelle nostre cellule circa 25000 geni, che in buona parte condividiamo con altri animali, e persino con piante e funghi.

Ma c'è una manciata di questi geni che è del tutto particolare: sono i geni della compatibilità – tecnicamente MHC, o «geni del complesso maggiore di istocompatibiltà» –, e variano fortemente da individuo a individuo, tanto che costituiscono di fatto la nostra firma molecolare, ossia ciò che rende unico ciascuno di noi.

Questi pochi geni, insomma, ci distinguono l'uno dall'altro in termini biochimici.

In questo libro Daniel Davis racconta per la prima volta la straordinaria storia della loro scoperta, i decenni di pazienti e difficili ricerche da parte di scienziati eccezionali, costellate qua e là da improvvisi colpi di genio.

Grazie a queste scoperte ora sappiamo come questi geni combattono le malattie, e sappiamo che lo fanno in maniera diversa da individuo a individuo (sono proprio loro ad attivare le risposte del nostro sistema immunitario).

E sappiamo anche che la versione di questi particolari geni che abbiamo ereditato dai nostri genitori determina la nostra resistenza o la nostra predisposizione a molte patologie.

Ma da poco abbiamo scoperto anche che gli stessi geni che influenzano la struttura stessa del nostro cervello predicono in maniera affidabile persino di chi ci innamoreremo e con chi avremo maggiore probabilità di avere figli.

È così che in un futuro non troppo lontano i geni della compatibilità risulteranno fondamentali per determinare come vivremo e quando moriremo.

Continuare a studiarli e capirne al meglio il funzionamento costituirà la chiave per la comprensione del nostro corpo e la speranza di vincere la lotta contro le malattie.


Daniel M. Davis, già docente di Immunologia molecolare presso l'Imperial College di Londra, è attualmente direttore del Manchester Collaborative Centre for Inflammation Research.
Davis è stato uno dei pionieri nell'utilizzo di nuove tecniche di imaging usate per visualizzare le componenti molecolari della risposta immunitaria.
Dal suo lavoro sono nate nuove, cruciali idee sulla comunicazione tra le cellule del sistema immunitario, che si sono rivelate di enorme interesse medico.
Autore di oltre 100 articoli specialistici, ha ricevuto il Lister Prize Fellowship, il Wolfson Royal Society Merit Award ed è membro della Academy of Medical Sciences.
Il gene della compatibilità è il suo primo libro.


Daniel M. Davis
Il Gene della Compatibilità - Libro >> http://goo.gl/UVEPiq
Come il nostro corpo combatte le malattie, attira gli altri e definisce se stesso