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giovedì 11 maggio 2017

Il risveglio di Kundalini



Il risveglio di Kundalini


di Kriyacharya Jayadev Jaerschky

Tratto dal libro "Risveglia i Chakra" - Ananda Edizioni

Basato sugli insegnamenti e le tecniche di Paramhansa Yogananda


Kundalini: il potere dell'illuminazione

I chakra si aprono pienamente e sviluppano la loro completa divinità quando risvegliamo il potere di Kundalini. Kundalini è una parola sanscrita, che significa "serpente". È la poderosa forza, anche chiamata shaktí, che giace addormentata appena sotto muladhara chakra. Tradizionalmente, si dice che questo "serpente" sia attorcigliato tre volte e mezzo.


Kundalini simboleggiata nello Shiva lingam

Swami Kriyananda ha spiegato che lo Shiva lingam è un antico simbolo della spina dorsale interiore. È sempre posto su una yoni, che simboleggia muladhara chakra. Sullo Shiva lingam viene spesso dipinto un cobra, oppure la riproduzione di un cobra viene posta attorno a esso, rivolta verso l'alto: questo rappresenta la corrente di Kundalini. Il cobra ha il cappuccio aperto, sulla sommità del lingam, per simboleggiare l'apertura dei chakra più alti. Il risultato è una potente luce interiore, molto più luminosa del sole, che tuttavia non brucia.
Questa brillante luce interiore, creata dall'ascesa della corrente Kundalini, è stata vista dai mistici di ogni fede. Il santo cristiano Basilio il Grande scrisse, ad esempio, nella sua Philokalia: "Del tutto inesprimibile e indescrivibile è la Divina bellezza, abbagliante come il fulmine... Se nominiamo lo splendore dell'aurora o il chiarore della luna o la brillantezza del sole, nessuno di essi è degno di essere paragonato alla gloria della Vera Luce, ed è più lontano da essa di quanto la notte più profonda e le più terribili tenebre lo siano dalla chiara luce del mezzogiorno".


Kundalini addormentata: il potere dell'illusione

Finché Kundalini è "addormentata" (cioè il "serpente" non si alza), rappresenta la nostra illusione mortale, poiché attira magneticamente la nostra energia verso il basso e verso l'esterno, nella coscienza materiale che è completamente oscura. È il serpente che tentò Adamo nel giardino dell'Eden e rappresenta la nostra separazione dallo Spirito, la nostra schiavitù materiale, la nostra sofferenza. È un terribile serpente dalle fauci velenose e può essere addomesticato solo da coloro che sanno come incantarlo.
In effetti, solo "incantando questo serpente", cioè risvegliando o facendo salire Kundalini, potremo vincere la nostra eterna battaglia, o braccio di ferro, interiore. Il risveglio di Kundalini è la chiave suprema dell'illuminazione. Solo ridestando questa forza l'anima può fare ritorno alla sua terra natia: lo Spirito.
Kundalini è misticamente descritta nella Bibbia in questo modo: "Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra l'asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita" (Numeri 21,9). "Restava in vita" nello stesso modo in cui il figliol prodigo ritornò alla vita quando si recò dal padre, il quale disse: "Perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita" (Luca 15,24). La potente Kundalini è il vero fiume del battesimo, che ci conduce a un'esperienza nella quale ci sentiamo veramente rinascere nello Spirito: "In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio" (Giovanni 3,3).
Nelle Scritture indù, troviamo l'insegnamento di Kundalini, ad esempio, nella famosa Hatha Yoga Pradipika, un testo sull' Hatha Yoga che risale al quindicesimo secolo: "Quando la Kundalini addormentata si risveglia grazie a un guru, allora tutti i loti (chakra) e i nodi vengono trafitti".


Il risveglio di Kundalini

Il risveglio di Kundalini è un argomento sacro e non è destinato a tutti. In verità, riguarda solo quei ricercatori spirituali che dedicano tutta la loro vita alla crescita spirituale. Le tecniche e le benedizioni necessarie sono trasmesse da un vero guru a coloro che lo seguono con tutto il cuore.
Il risveglio di Kundalini richiede saggezza e anche uno spirito eroico, perché ci conduce a una rivoluzionaria esperienza interiore: "Non sono una persona, non ho forma, non ho nome, non ho età, non ho sesso". Kundalini, in altre parole, trasforma radicalmente la percezione di ciò che siamo e del mondo in cui viviamo, che improvvisamente ci appare come null'altro che un sogno. Poche persone sono pronte a perdere la coscienza della materia in un modo così drastico.

Il risveglio di Kundalini ha anche molti altri effetti.

·    Solitamente i chakra, o loti, hanno i petali, o raggi elettrici, rivolti verso il basso, mentre svolgono le varie funzioni del corpo. Con il risveglio di Kundalini, tutti i petali si girano simultaneamente verso l'alto. I chakra, allora, sono completamente aperti ed esprimono la nostra di­vinità. Un chakra, infatti, non è veramente risvegliato o aperto finché Kundalini non lo ha attraversato con tutta la sua forza.
·    Kundalini "brucia" tutte le vritti (i vortici di energia karmici) nei chakra e tutti i samskara (le tendenze che dimorano nella spina dorsale e nel cervello). È la più grande purificatrice.
·    Kundalini scollega completamente la nostra coscienza dai cinque sensi e dal corpo, portandoci direttamente nel regno dello Spirito.
·    Kundalini trasforma il cervello in una radio divina, capace di sintoniz­zarsi con i sermoni degli angeli e delle forze divine e di captare la cosmi­ca voce vibratoria di Dio.
·    Kundalini accumula l'energia nel cervello, consentendo all'ego di stabi­lire connessioni celestiali.
·    Kundalini fa sviluppare poteri yogici interiori. Tradizionalmente, questi poteri sono otto (li esploreremo nelle prossime pagine).
·    Soprattutto, il risveglio di Kundalini è un'esperienza di travolgente bea­titudine.

Nell'Autobiografia di uno yogi si racconta la storia di un umile postino, Brinda Bhagat, che sperimentava questo beato risveglio durante la pratica del Kriya Yoga. «Gurudeva» egli disse allarmato quando gli fu chiesto se desiderava le iniziazioni superiori «basta iniziazioni, vi prego! Come posso assimilare degli insegnamenti su­periori? Sono venuto oggi a chiedere le vostre benedizioni in quanto il primo divino Kriya mi ha colmato di una tale ebbrezza che non riesco a consegnare le lettere!». Lahiri Mahasaya, il suo guru, commentò: «Brinda già nuota nel mare dello Spirito».


I poteri che si sviluppano nei chakra

Le antiche Scritture spiegano che Io yogi, ridestando i chakra grazie al risveglio di Kundalini, sviluppa otto poteri specifici. Questi poteri yogici sono chiamati ai­sharyya o siddhi. Sri Yukteswar (il guru di Yogananda) li ha spiegati in questo modo nel suo libro La scienza sacra (edizione originale del 1920):

1.   ANIMA: il potere di rimpicciolire a piacimento il proprio corpo o qualsia­si altra cosa, addirittura fino alle dimensioni dell'atomo (anu).
2.   MAHIMA: il potere di rendere il proprio corpo o qualunque altra cosa mahat, cioè tanto grande quanto lo si desideri.
3.   LAGHIMA: il potere di rendere il proprio corpo o qualsiasi altra cosa laghu, cioè tanto leggera quanto lo si desideri.
4.   GARIMA: il potere di rendere il proprio corpo o qualsiasi altra cosa guru, cioè tanto pesante quanto lo si desideri.
5.   PRAPTI: il potere di ottenere qualunque cosa si desideri (apti).
6.   BASITWA: il potere di portare ogni cosa sotto il proprio controllo (basha).
7.   PRAKAMYA: il potere di soddisfare ogni desiderio, kama, con un'irresi­stibile forza di volontà.
8.   ISHITWA: il potere di divenire isha, Signore di ogni cosa.

Gli yogi, tuttavia, vengono messi in guardia dal desiderare questi poteri o dal ritenerli importanti, poiché spesso diventano una trappola. Se dovessero manife­starsi spontaneamente, non dovrebbero essere usati, a meno che lo yogi non senta una precisa guida divina a farlo. Innumerevoli yogi si sono innamorati di queste siddhi, che rappresentano soltanto un altro inganno di maya, l'illusione.


Domande e risposte su Kundalini

DOMANDA: Ho sentito dire che la forza di Kundalini può essere facilmente risvegliata, anche accidentalmente.
RISPOSTA: No. Risvegliare Kundalini è un compito molto arduo. Richiede profonda sincerità, sforzi costanti e l'aiuto di un guru. Chi è capace di risvegliare Kundalini è quasi vicino allo stato della Coscienza Cristica.

DOMANDA: Mi è stato detto che è pericoloso risvegliare Kundalini.
RISPOSTA: Non è pericoloso, se non si compiono esercizi violenti. Un risve­glio forzato di questo potere, specialmente con esercizi di respirazione violenti e particolari posizioni fisiche, ma senza un corrispondente sforzo per sviluppare dei puri atteggiamenti spirituali, può essere pericoloso. L'enorme potere di Kundalini può distruggere il sistema nervoso, se la forza dominante nel suo risveglio non è l'aspirazione devozionale ma un'egocentrica presunzione, che fa credere di poter scalare le vette spirituali con il solo potere personale.
Se senti che Kundalini comincia a risvegliarsi in te, farai bene a lavorare sul radicamento, facendo quotidianamente attività fisica fino a sudare. Anche i nervi devono essere preparati alla corrente cosmica. Gli Esercizi di ricarica di Yogananda, come pure l' Hatha Yoga, preparano il corpo ad assorbire il voltaggio dell'energia cosmica di Dio, che è molto più elevato del normale. Se senti una sensazione di bruciore, smetti immediatamente le tecniche che stai praticando. Se senti uno squilibrio psicologico, interrompi le pratiche. Kundalini è intelligente e porta solo beatitudine ed espansione, se non viene forzata in modo inappropriato.

DOMANDA: Mi è stato detto che Kundalini equivale al risveglio della coscienza sessuale.
RISPOSTA: È vero il contrario. Kundalini addormentata fa muovere l'ener­gia verso l'esterno, stimolando i nervi sessuali. Le persone comuni, che ignorano l'impellente potere di Kundalini addormentata, si lasciano sopraffare dagli impulsi sessuali. Il risveglio di Kundalini, invece, ritira l'energia. È difficile risvegliare Kun­dalini mentre si è sessualmente attivi. Per lo meno, bisognerebbe avere un'attività sessuale molto moderata.
Yogananda ha scritto: «Vi sono energie sacre (ojas) che giacciono addormentate nei chakra». Si dice che la maggiore concentrazione di ojas si trovi nel liquido se­minale, ed è per questo che la maggior parte delle tradizioni insegna l'astinenza o la moderazione sessuale. Quella potente energia deve essere elevata, anziché espulsa all'esterno.
Ci sono pratiche tantriche che usano l'atto sessuale per elevare l'energia all'in­terno e in alto, verso il samadhi. Alcuni seguaci del tantra cercano di sviluppare la padronanza non solo tramite l'attività sessuale, ma anche mangiando carne e bevendo vino, al tempo stesso rimanendo mentalmente distaccati da tali azioni. Yogananda non consigliava questo sentiero, perché è spiritualmente pericoloso. La maggior parte dei ricercatori spirituali trova in esso, semplicemente, una scusa per indulgere nei propri istinti inferiori e nelle proprie bramosie, anziché sviluppare l'autocontrollo.

DOMANDA: E i guru che affermano di risvegliare Kundalini nei loro discepoli?
RISPOSTA: Senza dubbio i grandi Maestri possono farlo. Ma dipende dal di­scepolo. Una persona che non è interiormente preparata non può ricevere la piena corrente di Kundalini da un Maestro. Come una piccola lampadina non può sop­portare un eccessivo voltaggio elettrico, così i suoi nervi non sono pronti a ricevere la corrente cosmica. Una volta, un discepolo di Yogananda gli chiese insistentemen­te il samadhi. Il Maestro rispose: «Sei pronto?». «Sì» disse il discepolo. Ma quando Yogananda cominciò a trasmettergli la corrente cosmica, lui urlò: «Aspettate, non ancora, non ancora!».
La sintonia interiore con un guru è essenziale per il risveglio di Kundalini. Per comprendere questo, pensa a una barra d'acciaio: per magnetizzarla, è necessario introdurre al suo interno una corrente da sud a nord, mettendola in prossimità di una barra già magnetizzata. In modo simile, per essere spiritualmente magnetizzati è necessaria la "prossimità" spirituale con il proprio guru, cioè la sintonia interio­re con lui. Poiché l'energia di un Maestro risvegliato fluisce naturalmente in alto, verso l'occhio spirituale, la sintonia con lui genera un simile flusso nel discepolo. Ti sarebbe d'aiuto, nella meditazione, sentire che il tuo guru è seduto dentro il tuo corpo e sta facendo le pratiche attraverso di te.

DOMANDA: Come si sperimenta Kundalini?
RISPOSTA: Quando mediti concentrandoti nell'occhio spirituale e fai prati­che come il Kriya Yoga, dapprincipio avverti una corrente oscillante, poi un movi­mento circolare. Questa è la scintilla che accende la corrente nella sushumna. Non è possibile sperimentarlo soltanto con un po' di pratica: ci vogliono anni di sforzi e l'aiuto del guru. Si avverte un grande movimento circolare e un forte rimescolio alla base della spina dorsale; si percepisce una potente scarica di energia; si vede il corpo astrale implodere e rimpicciolirsi sempre più, entrando nel passaggio ser­peggiante. La corrente fluisce verso l'alto e lo yogi si libra all'esterno, nel cosmo, trasportato dalle brezze della beatitudine.
Inizialmente, tuttavia, Kundalini si manifesta in piccole dosi. Il suo effetto na­turale è un'enorme beatitudine interiore.

DOMANDA: Sento un movimento oscillante nella spina dorsale mentre medi­to. Il mio corpo comincia anche a muoversi in cerchio. È Kundalini?
RISPOSTA: Sono i primi segni, e sono buoni. Tuttavia, cerca di tenere il corpo fermo, per non sprecare l'energia nel movimento fisico. Non è comunque sufficien­te che piccole scariche di energia si alzino dalla base della spina dorsale: questi sono solo gli "esploratori" di Kundalini, inviati, per così dire, a perlustrare il terreno in vista di una successiva "invasione". C'è una grande differenza tra questi lampi di elevazione minori e il potente flusso ascendente della Kundalini vera e propria.

DOMANDA: Gli yogi sviluppano dei poteri (siddhi) grazie al risveglio di Kun­dalini. Che cosa si deve fare se ciò accade?
RISPOSTA: È vero. Ad esempio, quando l'energia fluisce verso l'alto insieme a Kundalini da svadhisthana chakra, che controlla l'acqua, lo yogi che ha aperto questo centro può camminare sulle acque. Quando l'energia fluisce verso l'alto da anahata chakra, il centro dell'aria, lo yogi può levitare. Ci sono anche altri poteri, ma farai meglio a non usarli, a meno che tu non ti senta guidato da Dio a farlo. Inoltre, è meglio non fare mai le pratiche per ottenere tali poteri, poiché l'attaccamento a essi ha causato la rovina di molti yogi. Come diceva Yogananda, il sentiero verso Dio non è un circo: concentrati sull'amore.
In ogni caso, anche se allo yogi viene raccomandato di non fare mostra dei propri poteri spirituali per non rischiare di soccombere alla tentazione dell'orgoglio, per lo meno questi poteri possono fornirgli una prova oggettiva per determinare se le sue esperienze interiori sono veramente supercoscienti o se sono soltanto il prodotto subconscio di un'attiva immaginazione.

DOMANDA: Quali tecniche risvegliano Kundalini?
RISPOSTA: Gli yogi insegnano diversi metodi. Yogananda ne ha insegnati tre:

·     Il Kriya Yoga e le tecniche dei Kriya superiori. Egli scrive: «La pratica di questa tecnica [del Kriya] risveglia l'energia dormiente arrotolata [Kun­dalini] nel centro coccigeo [muladhara chakra] e la invia verso l'anima, invece che verso i sensi, accelerando la rigenerazione e il ringiovanimen­to spirituale e mentale del devoto».
·     Il Kechari Mudra, una tecnica in cui si gira la lingua all'indietro, facen­dola entrare nella cavità nasale.
·    Cantare AUM nei chakra.

Swami Kriyananda ha insegnato anche i tradizionali bandha dell' Hatha Yoga, che hanno lo scopo specifico di risvegliare Kundalini (troverai la spiegazione di queste tecniche alla fine del capitolo). Affinché abbiano questo effetto, tuttavia, devono essere praticati nella loro forma completa e non come in alcune tradizioni di Hatha Yoga, in cui, ad esempio, si definisce Uddiyana bandha il semplice atto di tirare un po' in dentro l'addome durante gli asana. Questo non è il vero bandha. Lo stesso vale per Mula bandha e Jalandhara bandha.

DOMANDA: Kundalini si risveglia solo con le tecniche dello yoga?
RISPOSTA: No. Anzi, si è data troppa importanza negli insegnamenti dello yoga alla necessità di risvegliare Kundalini solo con tecniche e metodi meccanici. Molti studenti, di conseguenza, hanno trasformato un importante insegnamento spirituale in un esercizio puramente fisico. Questo è sbagliato. Anche senza tale metodo, ma con una grande devozione, è possibile sperimentare durante la medi­tazione un risveglio del potere di Kundalini. D'altro canto, quando Kundalini vie­ne risvegliata solo con metodi meccanici, senza aspirazione devozionale, l'energia può alzarsi temporaneamente, ma presto ricadrà di nuovo. Finché il cuore non è stato completamente purificato da ogni attaccamento e desiderio mondano, l'accresciuta energia nei chakra può stimolare uno qualunque di quei centri a fluire verso l'esterno, risvegliando nuovamente le latenti tendenze illusorie.
Ricorda che i corretti atteggiamenti nella vita quotidiana sono fondamentali: ogni volta che hai dei buoni pensieri, Kundalini comincia a muoversi verso l'alto. Ogni volta che provi odio o hai pensieri negativi nei confronti di qualcuno, Kun­dalini si muove automaticamente verso il basso. Quando ami gli altri in modo di­sinteressato o hai pensieri gentili verso di loro, Kundalini sale nella spina dorsale. Non sono solo le tecniche a risvegliarla.
Kundalini è un'energia femminile e per risvegliarla dobbiamo sviluppare atteg­giamenti sostanzialmente femminili: devozione, abbandono, spirito di servizio, ricettività e umiltà nel nostro rapporto con Dio; gentilezza, compassione, perdono e cooperazione nei nostri rapporti con gli altri. Anche la sintonia interiore con il guru è fondamentale.
Lavora sul tuo ego. Kundalini può essere risvegliata solo quando si è superato l'egoismo. L'egocentrismo la mantiene "addormentata", mentre il servizio altruisti­co e il dimenticare se stessi sono necessari per ridestarla.

DOMANDA: C'è una pratica che potrei fare durante la giornata per aiutarmi a risvegliare Kundalini?
RISPOSTA: Sì. Tieni il più possibile la mente concentrata nel punto tra le so­pracciglia. Un'altra pratica è quella di visualizzare, ovunque tu sia, un fiume di luce che sale verso l'alto nella spina dorsale. È una pratica molto gioiosa.

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mercoledì 8 febbraio 2017

Il Risveglio Spirituale nella Vita Quotidiana




Il Risveglio Spirituale nella Vita Quotidiana

Così come l'oceano accoglie ogni onda, anche la nostra consapevolezza ha già accettato ciò che accade

di Jeff Foster



Un invito segreto e costante a risvegliarci ora

Perché spesso occorrono situazioni estreme per riportare una consapevolezza della magia e del mistero della vita? Perché spesso aspettiamo fino a essere sul punto di morire prima di scoprire una profonda gratitudine per la vita così com'è? Perché ci consumiamo cercando amore, accettazione, fama, successo, o l'illuminazione spirituale nel futuro? Perché lavoriamo o meditiamo tanto duramente da scavarci la fossa da soli? Perché posticipiamo la vita? Perché ci freniamo nel viverla? Cosa stiamo cercando esattamente? Cosa stiamo aspettando? Di cosa abbiamo paura?

Questo è un libro sulla totalità della vita e sulla possibilità di scoprire questa totalità adesso. Il risveglio spirituale di cui parla Jeff Foster non consiste nel proteggere te stesso, consiste nel comprendere che chi sei veramente non ha bisogno di protezione, che chi sei davvero è così aperto e libero e amorevole e in uno stato di accoglienza talmente profondo da permettere alla vita intera di entrare.

La vita non può ferirti, perché tu sei la vita. Il momento presente, quindi, non è un nemico di cui aver paura, ma un caro amico da abbracciare. Sì, la vera spiritualità non rafforza la nostra corazza contro la vita, la distrugge.

Il risveglio spirituale è in realtà molto semplice. È l'eterna realizzazione di chi sei veramente.

Un libro che affronta questioni molto importanti: Come può quel risveglio essere vissuto quotidianamente? Come possiamo accettare il momento presente anche quando il momento presente ci sembra del tutto inaccettabile?


Leggi un estratto dal libro di Jeff Foster "Il Risveglio Spirituale nella Vita Quotidiana"

Mi sembra che tutti i nostri problemi, tutta la nostra sofferenza e tutti i nostri conflitti, sia personali sia globali, nascano da un unico problema di base: l’ignoranza di chi siamo veramente.

Ci siamo dimenticati di essere inseparabili dalla vita e così abbiamo cominciato ad averne paura e, partendo da quella paura, abbiamo cominciato a farle la guerra in mille modi diversi. Siamo entrati in guerra contro i nostri pensieri, le nostre sensazioni, le nostre emozioni, i nostri corpi, contro il momento presente stesso. Nel nostro tentativo di proteggerci dal dolore, dalla paura, dalla tristezza, dal disagio, dal fallimento, da quelle parti della vita che siamo stati condizionati a credere malvagie o negative o buie o pericolose, abbiamo smesso di essere davvero vivi.

L’armatura che indossiamo per proteggerci da una piena esperienza della vita si chiama “sé separato”. Ma la nostra armatura non ci protegge davvero, ci mantiene solo confortevolmente insensibili.

Il risveglio spirituale – comprendere che non sei chi pensi di essere – è la risposta a questo problema fondamentale dell’umanità. Oggi si trovano molti libri su questo argomento, e sembra che il numero delle persone che stanno scoprendo antichi insegnamenti un tempo appannaggio solo di pochi eletti non sia mai stato così grande. Ma c’è un trabocchetto in tutto ciò. La spiritualità può facilmente diventare l’ennesimo strato della nostra armatura. Invece di facilitare il nostro aprirci alla vita, può farci isolare ancora di più. Concetti e cliché spirituali del tipo “Non esiste il sé”, “Questo non è il mio corpo” o “La dualità è solo un’illusione” possono semplicemente diventare nuove convinzioni cui aggrapparsi, nuovi modi di eludere la vita e di allontanare il mondo, con il risultato di creare maggior sofferenza a noi stessi e a coloro che amiamo.

Il risveglio spirituale di cui parlo in questo libro non consiste nel proteggere te stesso ulteriormente, consiste nel comprendere che chi sei veramente non ha bisogno di protezione, che chi sei davvero è così aperto e libero e amorevole e in uno stato di accoglienza talmente profondo da permettere alla vita intera di entrare. La vita non può ferirti, perché tu sei la vita. Il momento presente, quindi, non è un nemico di cui aver paura, ma un caro amico da abbracciare. Sì, la vera spiritualità non rafforza la nostra corazza contro la vita, la distrugge.

Il risveglio spirituale è in realtà molto semplice. È l’eterna realizzazione di chi sei veramente, la coscienza precedente alla forma. Ma è nel vivere davvero questa realizzazione nella vita quotidiana, nel non dimenticarla e non perderla e non lasciare che dia alla testa, che inizia la vera avventura della vita. Ed è proprio con questo che molte persone sembrano avere difficoltà, non solo i ricercatori ma gli stessi insegnanti spirituali.

Una cosa è sapere chi sei veramente quando la vita è facile e tutto va bene. Un’altra cosa è ricordarselo nella foga del momento, quando tutto va a rotoli, quando la vita diventa caotica e i tuoi sogni finiscono in niente. Nel mezzo della sofferenza fisica ed emotiva, delle dipendenze, dei conflitti relazionali, del fallimento mondano e spirituale, spesso possiamo sentirci meno risvegliati e più che mai separati dalla vita, dagli altri e da chi siamo realmente. I sogni felici della nostra illuminazione possono evaporare velocemente e l’accettazione può sembrare lontana anni luce.

Possiamo vedere la caotica bellezza della quotidiana esistenza umana come qualcosa da evitare, trascendere, o perfino da annientare, oppure possiamo vederla per ciò che è veramente: un invito segreto e costante a risvegliarci ora, anche se crediamo di esserci già risvegliati ieri. La vita, nella sua infinita compassione, non ci lascerà dormire sugli allori.

Mentre i miei libri precedenti erano descrizioni del risveglio spirituale, questo libro affronta questioni molto più importanti: Come può quel risveglio essere vissuto quotidianamente? Come possiamo accettare il momento presente anche quando il momento presente ci sembra del tutto inaccettabile? E, in fondo, “Come possiamo accettare il momento presente?” è poi la giusta domanda? Siamo innanzitutto davvero separati dal momento presente?

Io insegno una sola e unica cosa: una profonda e impavida accettazione di qualunque cosa accada. Non si tratta di resa passiva o di freddo distacco ma di un affacciarsi al mistero del momento in maniera intelligente e creativa. Questo libro giunge dopo molti anni di ascolto e dialogo con migliaia di persone sul sentiero spirituale: ascoltando le loro preoccupazioni, rispondendo alle loro stimolanti domande, incontrandoli nel loro dolore, nella loro afflizione, nelle battaglie quotidiane e nelle loro paure, e gentilmente indirizzandoli non verso una futura illuminazione, ma verso una profonda e incondizionata accettazione all’interno della loro esperienza del momento presente, la profonda accettazione che essi stessi sono, nella loro essenza.

Benvenuto alla vita ordinaria, caro esploratore, l’ultima frontiera del risveglio spirituale. Ti auguro di poter arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!

Con amore da te stesso,

Jeff Foster


 Indice

Nota dell’autore

PARTE PRIMA
Risvegliarsi alla profonda accettazione

La Totalità della Vita
Perché Soffriamo?
L’Oceano dell’Accettazione
Esplorare la Consapevolezza del Momento Presente
PARTE SECONDA
La profonda accettazione nella vita di tutti i giorni

Dolore e Malattia
Amore, Relazioni e Radicale Onestà
Le Dipendenze
La Ricerca dell’Illuminazione
Biografia dell’Autore

Ringraziamenti


Il Risveglio Spirituale nella Vita Quotidiana - Libro >> https://goo.gl/NyboZh
Così come l'oceano accoglie ogni onda, anche la nostra consapevolezza ha già accettato ciò che accade
Jeff Foster


lunedì 21 marzo 2016

Atto di Coscienza



Atto di Coscienza

Come reciti la tua realtà e come puoi reinterpretarla

di Geoffrey Hoppe, Linda Hoppe, Conte di Saint Germain



Atto di Coscienza - Libro

Adamus, Conte di Saint Germain, rivoluziona l’esperienza umana di risveglio della coscienza!

Dopo il successo di Maestri nella Nuova energia e Vivi la tua divinità, Geoffrey Hoppe e sua moglie Linda pubblicano una nuova raccolta di messaggi del Maestro Adamus Saint Germain.

Chi ha detto che l’illuminazione sia qualcosa che trascende il corpo e la materia? Chi ha stabilito che il processo di realizzazione spirituale sia difficile e complesso? Chi ha instillato l’idea che l’illuminazione porti con sé la risoluzione di tutti i problemi, la conoscenza assoluta del tutto e incredibili poteri psichici?

Con la sua caratteristica ironia e leggerezza, Adamus mette il lettore di fronte all’essenziale del suo potenziale umano, spogliandolo di elucubrazioni mentali e costrutti dell’ego, e riporta con i piedi per terra chi fino ad ora ha seguito i voli pindarici di una New Age sconnessa dalla gioia di vivere in un corpo.

Con l’acutezza della sua forza marcatamente maschile e schietta Adamus fa autonomamente giungere il lettore all’unica possibile conclusione: il vero atto di coscienza è permettere… permettere a se stessi di godersi la vita… esattamente come tutti i Maestri della nuova Energia fanno.

Tutto è una recita: un "atto" interpretato dalla tua coscienza


Leggi un estratto dal libro di Adamus Saint Germain "Atto di Coscienza"

Introduzione - Adamus: l'atto di Saint-Germain

Per i primi dieci anni della mia carriera da canale spirituale ho canalizzato Tobias e ho appreso da lui che in una vita passata fui suo figlio - di questa storia ne parla il testo biblico Il Libro di Tobit.

Pur essendo invisibile, Tobias fù uno dei miei migliori amici. Era affettuoso e paziente e veniva da me quasi ogni giorno per canalizzare e per farmi da guida spirituale personale. Quando mi lasciò nel 2009, iniziai a lavorare con Saint-Germain della Fiamma Violetta. Beh, forse sarebbe meglio dire una sfaccettatura di Saint-Germain denominata "Adamus". Adamus Saint-Germain è come preferisce essere chiamato. Questo aspetto di Saint-Germain trasmette nuovi insegnamenti e messaggi al Crimson Circle attraverso mia moglie Linda e me.

Adamus non ha alcun riguardo per gli alieni, le teorie compio triste, i guru o altro: makyo (le distrazioni spirituali). Lui è qui per lavorare con chi sceglie l'illuminazione e resta nel suo corpo fisico in questa vita. Egli usa il nome Adamus per differenziare i messaggi trasmessi al Crimson Circle da quelli trasmessi ad altri canali. Potreste dire che ha creato un "brand" solo per lavorare con il Crimson Circle. A proposito di Crimson Circle, esso è aperto, libero e disponibile per chiunque si senta pronto ad aprire la scatola dell'"Illuminazione Incarnata". Non c'è niente di esclusivo. Assicuratevi solo di essere pronti per alcuni cambiamenti nella vostra vita prima di aprire quella scatola.

Adamus è un'espressione o meglio una interpretazione di Saint-Germain. Egli ha scelto consciamente questa veste perché è ciò che serve a chi ha posto la propria illuminazione al di sopra di ogni altra cosa. Se ciò vi suona egoistico, probabilmente Adamus vi chiederà di andarvene, perché non c'è nulla di egoistico nell'amarsi e nell'onorarsi. Ci hanno insegnato a essere al servizio degli altri (di mettere gli altri al primo posto), ma l'abbiamo pagata cara.

La verità è che tu puoi fare di più per gli altri e per il pianeta e per l'universo se prima di tutto ami te stesso.

A quel punto puoi diventare uno Standard: un modello per quelli che hanno problemi con la propria autostima.

Adamus può essere provocante, irritante, irriverente e ogni tanto anche scortese. A lui non importa. Se deve versare un bicchiere di acqua fredda sulla testa di qualcuno per toglierlo dalla sua auto-indulgenza, sarà felice di farlo. Anzi, l'ha già fatto. Allo stesso tempo è anche un brillante professore. Ironico, divertente e vivace, coinvolgente, saggio e abile nel creare diversivi intelligenti.

Del resto... tutto è una recita. Lui non si scusa perché recita, infatti lo sottolinea spesso che tutto è una recita. Gli umani recitano da umani, con tutti i loro limiti e le loro debolezze, anche se in realtà non è così. I ricercatori spirituali recitano il percorrere il sentiero dell'illuminazione anche se in realtà essi sono già illuminati. Le persone recitano da vittime o da cattivi, da martiri o da insegnanti, da bambini o da adulti e perfino da uomini o da donne. Tutto è comunque una recita. In un altro punto del Tempo un bambino è già un adulto, quindi in realtà non è solo un bambino. Egli recita da bambino finché passa a recitare da adulto.

Tu non sei un ricercatore spirituale non ancora realizzato che tenta di risvegliarsi più di quanto tu non sia un essere illuminato. In realtà sei entrambe le cose e nello stesso momento. Tu sei già illuminato e nel contempo stai scoprendo il viaggio di come ci sei arrivato.

È talmente semplice che la maggioranza delle persone lo ignora e quindi ritorna a recitare il limite, solo alcuni lo capiranno, lo abbracceranno e lo reciteranno.

Essi saranno illuminati, risvegliati e addormentati nello stesso momento perché possono esserlo.

A un certo punto sceglieranno di recitare, di essere piccoli e subito dopo sceglieranno di recitare di essere magnifici solo perché possono farlo. Un attimo dopo sceglieranno di recitare in contemporanea l'essere limitati e l'essere pienamente realizzati. L'illuminazione non è una destinazione, è solo una recita.

Adamus continua a guidarci a ogni passo del cammino. Egli continua a intrattenerci e a distrarci per non farci rimanere incastrati nelle nostre distrazioni personali. Lui ti porta a credere che ti stia dicendo qualcosa che credi di non sapere, ma che in realtà sai.

Tutto è una recita, un "atto" interpretato dalla tua coscienza.

Adesso la domanda è: tu dove sceglierai di porre la tua coscienza?

Geoffrey Hoppe


Indice

Prefazione di Geoffrey Hoppe

Glossario

Introduzione

Prima parte: Sulla Soglia

Capitolo Uno - Io esisto

Capitolo Due -  Cos'è l'Illuminazione

Capitolo Tre - Chi è il responsabile

Capitolo Quattro - In questa vita

Capitolo Cinque - Sulla Soglia

Seconda parte - L'Umano e il Divino

Capitolo Sei - I bisogni umani

Capitolo Sette - Le quattro principali problematiche dell'umano

Capitolo Otto - Paragonare il Divino e l'Umano

Capitolo Nove - La riunione

Terza parte - La Fisica Spirituale

Capitolo Dieci - Come funziona l'Energia

Capitolo Undici - La coscienza

Capitolo Dodici - Coscienza e pensiero

Capitolo Tredici - Viene a te

Capitolo Quattordici - Il potere è un'illusione

Capitolo Quindici - Yo soy el punto - io sono il punto

Quarta parte - È il momento

Capitolo Sedici - L'effetto Merlino

Capitolo Diciassette - Cammina come un maestro

Capitolo Diciotto - Cosa accade sulla terra

Capitolo Diciannove - L'ultima battaglia


Geoffrey Hoppe, Linda Hoppe, Conte di Saint Germain
Atto di Coscienza - Libro >> http://goo.gl/UpdHwu
Come reciti la tua realtà e come puoi reinterpretarla


lunedì 8 febbraio 2016

Avrah Ka Dabra - Creo quel che Dico


Avrah Ka Dabra - Creo quel che Dico

Vivere una vita felice risvegliandosi al Momento Presente

di Dario Canil



Avrah Ka Dabra - Creo quel che Dico - Libro

Un libro che parla di magia vera, la Magia dell’Essere, quella che permette
di riconoscere l’atto creativo della realtà e modificarlo secondo Coscienza.

Il mondo è come tu pensi che sia perché proprio tu lo hai creato così. Non solo, ma stai continuando a sostenerlo con il tuo pensiero e la tua parola, con le tue credenze.

La maggior parte degli esseri umani, tuttavia, compie quest’atto creativo inconsapevolmente, mentre dorme.

Un sonno verticale che è una autentica ipnosi di massa, in cui tutto il potere della Divina Presenza viene letteralmente sprecato.

Questo è un libro di risveglio con numerosi, potentissimi strumenti pratici che permettono al lettore di riprendere in mano le redini della propria vita.

Viene mostrato con disarmante chiarezza come il potere del silenzio, lo stare in Presenza e l’uso cosciente del linguaggio conducano alla libertà di percepire e di essere.


Dalla Quarta di Copertina

Come i personaggi delle fiabe vittime di un incantesimo, così anche l'umanità è immersa in un sonno inconsapevole, che dura da millenni. La maggior parte degli esseri umani dorme pensando di essere sveglia e vive quindi in una condizione del tutto simile a quella degli schiavi. Vi state chiedendo se siete addormentati anche voi? È un buon inizio verso il risveglio della consapevolezza!

L'essere umano, vero e proprio co-creatore dell'universo, vive ignorando il potere che esercita quotidianamente sugli eventi della propria esistenza, perché è stato educato a un ruolo passivo e rassegnato, al fine di mantenere l'umanità in uno stato di confusione.

Che ci si creda o meno, che lo si voglia o no, le nostre parole, i nostri pensieri, creano davvero la realtà in cui viviamo.

Tutto ciò che è fuori di noi, l'abbiamo già creato dentro di noi: siamo totalmente responsabili del nostro mondo e non dobbiamo lamentarci o incolpare il destino per ciò che ci accade. È tutto nelle nostre mani... o meglio, nella nostra mente.

«Avrah Ka Dabra»: creo quel che dico!

Ecco la vera magia, ecco il vero potere creativo che ognuno di noi deve riportare alla luce dalle nebbie dell'inconscio. Quando l'uomo usa la mente con padronanza e creatività può manifestare la sua grandezza, quando è la mente a usarlo, la sua condizione diventa patologica. Questo libro di risveglio dell'Anima, con il supporto di efficaci tecniche e strumenti, vi aiuterà a compiere quel cammino di elevazione verso il pieno «ricordo di Sé», verso la vostra essenza divina di creatori del mondo.


Introduzione di "Avrah Ka Dabra" - Libro di Dario Canil

«Avrah Ka Dabra», caro lettore, tu crei quel che dici.

Questa è la legge. Che tu lo sappia o no, che tu ci creda o no, che tu lo voglia o no, i tuoi pensieri e le tue parole determinano la tua realtà, la creano letteralmente. Quali pensieri, quali parole? Tutto ciò che è frutto della tua psiche, la quale, come ben sappiamo, ha dei contenuti consci e molti di più inconsci. E da questo deriva l’impellente necessità, per tutti, di lavorare su di sé, per «ricordarsi di sé».

Se ci pensi, a volte la tua vita sembra simile a un’arena in cui moderni gladiatori, anche quando vestiti con giacca e cravatta, sono posti l’uno contro l’altro, in un «tutti contro tutti». E la cosa sconcertante è l’impressione generale di consenso che aleggia in tale contesto, sotto forma di tacita mesta rassegnazione, nei panni malcelati di un profondo senso di impotenza.

Tu però non hai mai davvero voluto accettare questo ruolo che la società sembra averti subdolamente riservato. Tu ti senti diverso dalla massa, dal gregge semi-analfabeta e imbambolato che si beve tutte le cose sapientemente pilotate dalla TV.

Tu hai sempre voluto di più, hai guardato oltre, ti sei spinto al di là dei paletti che il sistema ha piazzato davanti al giardino della tua mente. Hai letto molto, hai tenuto gli occhi ben aperti, ti sei preso cura di te cercando di alimentarti correttamente, facendo attività fisica, investendo il tuo prezioso tempo in attività creative e rilassanti. Ti sei informato a più non posso in internet. Hai fatto corsi di meditazione, di Reiki, di Yoga, di crescita personale. Hai sperimentato e praticato con costanza il «pensiero positivo».

Eppure, ancora, senti che i conti non tornano. A volte ti senti persino perso. Solo, incompreso, tradito. Percepisci in te, in modo inspiegabilmente chiaro, di avere un potere enorme, ancora più grande di quello della mitica bacchetta magica di Harry Potter. Tuttavia non sai dove esso sia celato né come riportarlo in vita.

Questa forza è in te. Anche se in modo flebile, tu la senti. Questo libro vuole semplicemente ricordarti come riscoprire e utilizzare non tanto il potere che tu hai, quanto piuttosto il potere che tu sei.

L’Essere è la più alta verità dell’universo. E tu sei. Fai finta di non saperlo, o meglio, ti hanno abilmente insegnato a dimenticarlo, e quasi ci stavi cascando. Fino al momento in cui qualcosa di magico è scattato in te. E ora non puoi più tornare indietro. A volte sei stato persino tentato di farlo, di tornare indietro, forse immaginando che nell’inconsapevolezza si possano evitare i problemi, ma… niente, non è possibile. A conti fatti, per quanto «invidiato» possa essere lo scemo del villaggio, nessuno ne prenderebbe il posto. E credo tu non faccia eccezione.

È legge anche questo. Un altro principio cosmico: quando prendi coscienza di qualcosa non puoi più regredire. Puoi raccontartela, certo, ma sai già che non puoi farlo a lungo. La coscienza è tutto ciò che davvero sei ed è talmente vibrante di vita che nasconderla è un’impresa impossibile.

Tutto è collegato, nulla accade per caso, una forza immanente all’Essere è all’opera sempre e ovunque e tu stesso ne fai parte in modo indissolubile e importante. Applicando nella vita di tutti i giorni quanto qui stai leggendo, puoi letteralmente «risognare la realtà». Puoi utilizzare consapevolmente le forze che governano il tuo stesso «destino» o storia personale. Puoi trovare quello che stavi cercando, puoi raccogliere i frutti che hai a lungo coltivato, puoi ritrovare, comprendere, amplificare e dirigere il tuo potere personale con semplicità. Puoi accedere in modo rapido a modalità conoscitive e realizzative nuove. Puoi rendere più semplice realizzare i tuoi obiettivi e plasmare il tuo presente proprio come desideri che sia.

Tu di fatto eserciti un enorme potere nelle faccende della vita di ogni giorno, ma ti hanno insegnato a non riconoscere questo ruolo attivo; ne consegue che usi il tuo potere per lo più inconsapevolmente.

E qui la faccenda si fa davvero interessante: come non daresti mai in mano la tua auto a tuo figlio di dieci anni, così non dovresti nemmeno permettere a te stesso di essere involontario gestore di un immane potere creativo.

Tutto ciò che puoi percepire fuori di te, tu lo stai letteralmente creando dentro di te, avendo luogo la percezione soltanto dentro al tuo essere. E di ciò che percepisci, tu sei totalmente responsabile, sia che la tua capacità creativa sia sotto il tuo controllo sia che tu te ne sia scordato.

Tutto il mondo che vedi, tutto ciò che definisci universo, che credi essere «la» realtà, cioè qualcosa che ti hanno insegnato a situare fuori dalla tua Coscienza, in realtà si trova dentro la tua Coscienza, è qualcosa che viene creato dal tuo sistema percettivo. I tuoi sensi ti fanno vedere qualcosa che tu credi là fuori, un mondo di immagini, di suoni, di forme, di colori, di materia, un mondo interamente generato dal tuo sistema percettivo che rileva dati sensoriali, dal tuo cervello che li elabora, dal tuo sistema nervoso che li trasmette, dalla tua mente che attribuisce loro significati. Di fatto, la percezione è un evento di natura esclusivamente psichica e soggettiva, è qualcosa che avviene nello spazio interiore di ogni individuo.

Il mondo, così come ti si presenta nella sua maestosa e multisfaccettata apparenza, non ha alcuna esistenza oggettiva: è piuttosto la risultante di un’azione combinata di un trasmettitore e di un’antenna ricevente, lo schermo psichico del tuo spazio interiore.

Il potere c’è, è proprio lì, dentro di te; vale dunque la pena di rammentarlo, divenirne via via cosciente e poi usarlo «come Dio comanda», ovvero come la tua Coscienza ti dice.

Sei il co-creatore di tutto-ciò-che-esiste.

La tua coscienza è in contatto continuo con le coscienze di tutte le altre creature attualmente viventi e con tutte le coscienze dislocate su infiniti altri piani dell’universo di ogni tempo. La Coscienza controlla l’onnipotente, onnipresente, infinito campo quantico che avvolge tutto e si manifesta come universo olografico.

«Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu.»

Nel principio era la Parola,
la Parola era con Dio,
e la Parola era Dio.
Essa era nel principio con Dio.
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei;
e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.
In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini.

La nota parola «abracadabra» secondo taluni risale all’espressione mesopotamica «ab-ba-tab-ba-ri» che veniva recitata come un mantra nei culti sumerici, ed era di aiuto nell’indurre stati alterati di coscienza.

Le parole aramaiche «Avrah KaDabra» evocano un collegamento diretto al divino, significando «io creo quel che dico». Fu Quinto Sereno Sammonico, medico dell’imperatore Settimio Severo, a scrivere nel 208 d.C. le «istruzioni per l’uso» di queste antichissime parole magiche: ad esempio, esse venivano scritte su della pergamena che l’ammalato doveva indossare per nove giorni al collo, trascorsi i quali veniva gettata sulla riva di un torrente fluente verso est.

La parola magica andava scritta su 11 linee parallele, in questo modo:


Si intendeva così indicare la decrescita della malattia fino alla sua completa trasformazione in guarigione.

In altri contesti le parole magiche venivano usate per allontanare e debellare le forze malvagie.

Oggi l’antica sapienza sembra essere perduta ai più. La magica formula «Avrah Ka Dabra» viene pronunciata ormai solo da qualche prestigiatore. Ti ricordo tuttavia che anche tu quando eri bambino la pronunciavi con sentimento. La purezza dei bambini riconosce in essa la parola magica per eccellenza. Quanta saggezza dove non è ancora arrivata la corruzione del triste mondo senza magia dei grandi!

Avrah Ka Dabra, io creo quel che dico, reca in sé la conoscenza del primordiale potere generativo.

Riscopri ora la tua magia, oppure approfondisci il tuo contatto con questo immane potere creativo, per vivere una realtà felice risvegliandoti al Momento Presente.


Indice

Introduzione

PARTE PRIMA - IL SONNO

Addormentati
La scoperta epocale degli sciamani toltechi
L'Entità Pensante
La sfida
Un mondo creato sotto ipnosi
PARTE SECONDA - IL RISVEGLIO

La macchina biologica umana
Il Momento Presente
Arrendersi al qui e ora
Io Sono l'Io Sono
La benedizione
Il Potere delle Parole
Dire bene: l'arte di benedire
Bibliografia


Dario Canil
Avrah Ka Dabra - Creo quel che Dico - Libro >> http://goo.gl/L87KvT
Vivere una vita felice risvegliandosi al Momento Presente


giovedì 13 agosto 2015

Fare Pace con Se Stessi

Fare Pace con Se Stessi

Il prezzo del risveglio

di Osho



Fare Pace con Se Stessi - Libro

Un nuovo libro di Osho sul risveglio spirituale, e sulle sue conseguenze.

«Non puoi avere amore se non sei disposto a rinunciare al tuo ego, questo è il suo prezzo.
Non puoi essere felice finché non lasci andare ciò che impedisce alla tua felicità di manifestarsi.
Non c’è niente di gratuito, materiale o immateriale che sia».
Osho

Il bisogno di ritrovarsi, di sentirsi in pace con se stessi: questi i fili conduttori delle risposte di Osho alle domande di persone che si sono ritrovate a fare i conti con le proprie scelte, ma soprattutto con la necessità di uscire da una crisi esistenziale, un conflitto ormai ingestibile, un vicolo cieco, una perdita o una sottile mancanza “indefinibile” diventata tuttavia innegabile.

In questo libro due sono le realtà che si trovano a confronto: da un lato singoli individui che hanno compreso, sulla propria pelle, che nessuno ti può salvare... e che sentirsi davvero realizzati è l’elemento vitale che dà un senso all’essere venuti al mondo. Dall'altro un Maestro di Realtà, un essere che è uscito alla luce, permettendo alla propria consapevolezza di brillare in totale libertà e pienezza.

In cuor loro, tutti aspirano a vivere la vita con totalità, ma la società non te lo permette, la cultura te lo impedisce, la religione ti controlla, la famiglia ti tarpa le ali. Siete tutti circondati da persone interessate a non farvi vivere totalmente. È sorprendente il motivo di tanto interesse: l’intero sfruttamento dell’umanità dipende totalmente da questo impedimento a vivere con totalità.

L’uomo totale è il pericolo maggiore per gli interessi istituzionali. Non potrai mai ridurre in schiavitù un uomo che gioisce della vita nella sua totalità, nella sua pienezza. Non lo puoi forzare a fare il militare, a uccidere qualcuno, o a farsi uccidere… grazie all’uomo totale, l’intera struttura della vostra società crollerà!

Osho


Alla Ricerca del proprio Essere - Estratto da "Fare Pace con Se Stessi" di Osho

Il viaggio della vita non è altro che un lento e perenne processo di conoscenza di se stessi. A ogni passo, con ogni decisione da prendere, con ogni azione o scelta fatta, aggiungiamo qualcosa che a volte dobbiamo poi lasciar andare o ampliare, via via che l’avventura del nostro esistere porta a un cambiamento, a una svolta, a prendere altre decisioni – spesso passi inevitabili perché diventa impossibile non vedere che la vita reale è altro da ciò che si sta vivendo.

Al di là dei giri tortuosi ai quali ci si costringe, tralasciando i vicoli ciechi e le fosse che da soli scaviamo nel nostro procedere a tentoni, potrebbe essere utile una messa a fuoco sull’incredibile avventura “trascendente” alla quale il nostro semplice essere al mondo ci chiama costantemente.

Osho ha narrato spesso un’antica storia Sufi che illustra perfettamente il perenne “andare avanti” cui siamo spinti e chiamati…

Il mondo continua a prometterti una felicità che non raggiungerai mai; speri di trovarla, ma incontri solo sofferenza: sulla porta c’è scritto “felicità” ma, una volta entrato, trovi soltanto dolore. Esiste, dunque, la felicità del mondo, che è falsa, ma esiste anche la beatitudine del divino, che è reale. In mezzo a queste due realtà c’è il Maestro, che è la soglia, il varco attraverso il quale passi dalla dimensione del mondo a quella del divino.

Tuttavia, se il Maestro è un vero Maestro, ti rivelerà che è possibile raggiungere una felicità ancora più grande e ti consiglierà di non essere così ansioso di rimanere aggrappato a lui. «Abbandonando il mondo, hai trovato me» ti dirà «ma se ti lascerai alle spalle anche me, raggiungerai la realtà assoluta. Ascoltando i miei consigli, hai lasciato andare il mondo e hai trovato una felicità immensa; continua ad ascoltarmi: se lasci andare anche me, troverai la felicità eterna!»

Prima di quel momento, ti succederà più volte di aver voglia di fermarti e sistemarti; raggiungendo un luogo meraviglioso, ti domanderai come possa esistere un posto più bello di quello, ma non fermarti: continua a camminare!

Ascolta questa antica storia Sufi.

Un mistico andava tutti i giorni a meditare nella foresta e incontrava sempre un boscaiolo che tagliava legna. Il saggio era dispiaciuto per quell’uomo: pur essendo molto vecchio – doveva avere almeno settant’anni – continuava a tagliare legna e a portarsela a casa. Era pelle e ossa; il suo corpo era emaciato e camminava ormai con la schiena curva. Un giorno il mistico gli disse: «Ascoltami, vecchio pazzo! Hai tagliato legna per tutta la vita, perché adesso non provi a spingerti un po’ oltre?». «Cosa ci sarà mai un po’ più avanti?» rispose il boscaiolo. «Nient’altro che alberi! Ormai sono vecchio e non posso camminare molto; ho già difficoltà a venire fin qui: cosa otterrei se mi addentrassi oltre nella foresta?»

«Dammi retta» insisté il mistico «vai un po’ più avanti e troverai una miniera che, in un giorno, ti farà guadagnare più di quanto guadagni tagliando legna per un’intera settimana.»

Il boscaiolo si addentrò nella vegetazione e trovò una miniera di rame: prese tutto il rame che riuscì a portare e, una volta venduto, gli fruttò denaro a sufficienza per tutta la settimana. Il vecchio era davvero estasiato: per sette giorni non ebbe più bisogno di tornare nella foresta, così prese ad andarci una sola volta alla settimana.

A quel punto, il mistico gli disse: «Non fermarti qui, spingiti ancora oltre: nella foresta c’è un’altra miniera!».

«E cosa dovrei farmene?» chiese il boscaiolo.

«Se ti addentri ancora di più nella foresta» spiegò il mistico «in un solo giorno guadagnerai denaro a sufficienza per tutto il mese, perché troverai una miniera d’argento.»

Il boscaiolo si sentiva quasi costretto a dare ascolto al mistico, tuttavia replicò: «E perché dovrebbe importarmi? Per quale ragione dovrei fare questa fatica? Sono a posto così: ciò che guadagno è sufficiente e voglio solo essere lasciato in pace. Un tempo tagliavo legna nella foresta ogni giorno per guadagnarmi il pane, ma ora le cose vanno molto meglio; posso permettermi di venire nella foresta una volta alla settimana e godermi il tempo restante. Posso riposarmi e vivere agiatamente, perciò, per favore, non cercare di confondermi!».

«Come preferisci» rispose il mistico «però dovresti provarci almeno una volta.»

Il boscaiolo si incuriosì, si addentrò più a fondo nella vegetazione e scoprì una miniera d’argento: così cominciò a recarsi nella foresta solo una volta al mese.

«Devo rivelarti ancora una cosa» disse quindi il mistico. «Se ti spingi ancora oltre nella foresta, troverai una miniera d’oro che ti procurerà guadagno a sufficienza per un anno intero!»

Il vecchio non aveva voglia di fare altra fatica; era troppo anziano per affrontare ulteriori difficoltà, ma ormai aveva cominciato a fidarsi delle parole del mistico: dal momento che aveva dato prova di averci azzeccato per ben due volte, doveva per forza aver ragione anche questa volta. «Una volta all’anno!» pensò il taglialegna. «Se è così, ho sprecato tutta la mia vita: mi sarei dovuto addentrare nella vegetazione molto prima! Questa foresta è sempre stata a mia disposizione, ci venivo ogni giorno, tagliavo un po’ di legna e me ne andavo; restavo ai margini e tornavo a casa: non mi è mai neppure venuto in mente che all’interno si nascondessero altre ricchezze!»

Si addentrò dunque più a fondo fra gli alberi e trovò una miniera d’oro, così da quel momento prese ad andare nella foresta solo una o due volte l’anno.

«Stai diventando sempre più vecchio» gli disse allora il mistico «spingiti ancora un po’ oltre! Sei proprio uno sciocco: perché non ci arrivi da solo?»

«Cos’altro potrei trovare?» chiese il boscaiolo. «Non esiste nulla di più prezioso dell’oro!»

«Ti sbagli,» rispose il mistico «spingiti più in profondità!»

Addentrandosi ancora di più nella foresta, il boscaiolo trovò una miniera di diamanti e le gemme che raccolse in un giorno sarebbero state sufficienti per una vita intera!

A quel punto non tornò più nella foresta, così un giorno il mistico andò a casa sua e gli disse: «Sei forse pazzo? Perché non sei più tornato nella foresta?».

«Perché mai avrei dovuto farlo?» chiese il boscaiolo. «Ho ricchezza a sufficienza non solo per me, ma anche per i miei figli: è stato sufficiente andare nella foresta una volta sola!»

«Vai oltre!» insisté il mistico.

«Cosa potrà mai esserci oltre i diamanti?» indagò il boscaiolo.

«Io esisto al di là dei diamanti!» rispose il mistico. «Vieni!»

Il boscaiolo si addentrò ancora una volta nella foresta e vide che il mistico stava seduto al di là dei diamanti, immerso in una quiete assoluta: la pace che emanava era incredibile. Il boscaiolo si scordò di ogni cosa e quando si inchinò ai piedi del mistico, non riuscì più ad alzarsi. Passarono le ore… non aveva mai conosciuto una pace e una beatitudine simili: era un flusso inesauribile di linfa vitale.

«Razza di pazzo!» strillò il mistico. «Ti sei fermato di nuovo? Vai avanti!»

«Ma cos’altro potrei trovare?» obiettò il boscaiolo. «Non ho mai sperimentato una beatitudine più grande di questa!»

«Vai avanti!» insisté il mistico. «Il divino ti aspetta!»

… vai avanti, vai oltre! Rimanendo ai piedi del Maestro si prova una felicità che, paragonata al mondo, è superiore a qualsiasi cosa tu abbia mai conosciuto, ma in confronto al divino è irrilevante. Prima di aver raggiunto l’essenza divina, dunque, non dovresti fermarti!

Ebbene, è questa la ricerca del Vero a cui Osho ha invitato, un invito raccolto da centinaia di migliaia di persone negli ultimi decenni e che ancora oggi nel mondo ha un’eco che supera i limiti angusti del tempo e dello spazio, all’interno dei quali noi tutti releghiamo le nostre potenzialità.

Nella serie di domande e risposte qui presentate, il ricercatore che è in noi viene portato alla luce, sollecitato, stimolato, alimentato e messo a nudo… la sensazione è davvero quella di trovarsi di fronte a uno specchio che permette di riflettere su ciò che si è e dove si è, senza vie di fuga possibili o credibili. A meno che non si scelga di distruggere quello specchio, nel tentativo di sistemare le cose una volta per tutte!

Isaac Asimov, diversi anni fa, scrisse un racconto nel quale ipotizzava che dio aveva creato l’uomo raccontando una barzelletta a un gruppo di scimmie.

Nell’ultimo capitolo di questo libro Osho sembra completare quel racconto dando una nuova prospettiva di comprensione, quando dice:

Vi ho ripetuto in continuazione che sono soltanto uno specchio. Quindi se un asino – a donkey – guarda in me, troverà un asino; se una scimmia – a monkey – guarda in me, troverà una scimmia e se un americano – a Yankee – guarda in me… troverà un americano!

La gente si arrabbia, si irrita, senza comprendere che ciò che la infastidisce è il suo stesso volto. E persino quel volto non è autentico, è una maschera: non è il volto originale.

Ho sentito di una donna bruttissima che distruggeva qualsiasi specchio le capitasse davanti. E la sua logica era molto chiara: «È lo specchio che mi rende brutta, altrimenti io sarei perfetta».

Le persone che si sentono infastidite da me, in realtà sono infastidite da uno specchio: se fossero solo un po’ consapevoli si accorgerebbero di essere infastidite dalla loro stessa vita. Non ne erano consapevoli: guardando nello specchio lo sono diventate. Anziché cambiare la propria vita e il loro modo di viverla, cercano di distruggere lo specchio; se così non fosse, non ci sarebbe stato alcun bisogno di crocifiggere Gesù. Crocifissero uno specchio, perché quell’uomo stava diventando un fastidio.

Oggi i modi per “crocifiggere” sono più sofisticati, considerando peraltro l’assenza fisica della persona in questione e i nuovi modi di socializzare, condividendo troppo spesso le proprie bassezze. Ma sarebbe bene comprendere che per quanti sforzi si possano fare, con simili intenti si può soltanto fare del male a se stessi, sminuendo, infangando, oscurando o negando il proprio destino reale.

Ed è una possibilità che porta solo a ritardare qualcosa di inevitabile, perché arrivare a conoscere se stessi ed essere se stessi resta sempre e comunque l’intento intimo che caratterizza il nostro essere umani, quasi fosse inscritto nel DNA: un giorno, tuo malgrado, ti svegli e ti rendi conto che nessuno verrà a salvarti… in quel momento, potresti provare una profonda gratitudine nell’avere di fronte a te uno specchio limpido, quale Osho riesce a essere.

In questo senso, le sue parole toccano qualcosa dentro di noi che attende soltanto la giusta sollecitazione per iniziare a vibrare di quella luce che anima l’intera esistenza. Il primo passo della rinascita di noi stessi in quanto individui.

Voi tutti siete nati come una pura opportunità di crescita. Per me, il sannyas – la ricerca del Vero alla quale vi invito – significa ricondurti a te stesso, qualunque siano le conseguenze, qualunque sia il rischio. Il sannyas è una rivolta contro tutte le società, tutte le culture, tutte le civiltà, perché esse sono contro l’individuo. Io sono assolutamente a favore dell’individuo. Posso sacrificare ogni società, ogni religione, ogni civiltà, l’intera storia del genere umano, solo per un individuo.

L’individuo è il fenomeno più importante.

Il sannyas è l’arte di essere soli. Se non impari a essere solo, non sarai mai un individuo come è tuo diritto, non sarai mai in grado di entrare dentro di te. La folla non può entrarvi, perfino il tuo amico più intimo, la tua amata, non possono venire con te, dentro di te. Devi andare solo. È un sentiero assolutamente privato, è il tuo privilegio. Nessuno può interferirvi. Lì è la sorgente della tua vita. Puoi chiamarla esistenza, puoi chiamarla Dio, puoi chiamarla verità. I nomi non hanno importanza.


Indice

Premessa: Alla ricerca del proprio essere

Prologo: Sete di verità
tratto da: Beyond Psychology Capitolo 31, domanda 1

La vita è un mistero
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 29, domanda 2

L’arte di vivere
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 23, domanda 1

Il maestro ti aiuta a svegliarti
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 20, domanda 1

Ogni cosa ha il suo prezzo
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 20, domanda 2

Metti a fuoco ciò che sta crescendo
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 20, domanda 3

L’incontro con l’essere
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 21, domanda 2

Creatività e meditazione
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 22, domanda 1

Un’esperienza del trascendente
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 22, domanda 2

Conosci te stesso
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 22, domanda 3

Che cosa ci faccio qui?
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 21, domanda 1

Una nuova nascita, una nuova vita
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 23, domanda 2

Oltre l’ultima barriera
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 23, domanda 3

Una chirurgia spirituale
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 24, domanda 1

Dio è amore?
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 24, domanda 2

La mente e il mondo
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 25, domanda 1

Un individuo unico al mondo
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 25, domanda 2

Vivi e muori senza paura
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 26, domanda 2

Vero o falso?
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 27, domanda 1

Sul filo del rasoio
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 27, domanda 2

Segui la via facile
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 27, domanda 3

La paura ha due facce
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 28, domanda 1

In nome della verità
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 28, domanda 2

Milioni di domande...
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 29, domanda 1

Un incontro cuore a cuore
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 29, domanda 3

A occhi aperti
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 30, domanda 1

La strada è giusta
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 30, domanda 2

Scivola nel cuore
tratto da: The Razor's Edge Capitolo 30, domanda 3

Io confido in voi!
tratto da: From the False to the Truth Capitolo 16

Profilo dell’autore

Per approfondire


Osho è stato un filosofo e leader carismatico e maestro spirituale indiano fra i più influenti e conosciuti del ventesimo secolo.

Mai nato - Mai morto - Ha solo visitato il pianeta Terra tra l'11 dicembre 1931 e il 19 gennaio 1990.
Con queste parole immortali, Osho detta il suo epitaffio e allo stesso tempo elimina la necessità di una biografia.

Dopo aver cancellato il suo nome, accetta alla fine il termine "Osho" spiegando che esso deriva da "oceanico". "Non è il mio nome" afferma" è un suono di guarigione".

Le migliaia di ore di discorsi estemporanei, presentati a persone di tutto il mondo per un periodo di vent'anni, sono tutti registrati, spesso anche in video, e possono essere ascoltati da chiunque in qualsiasi posto, creando, come dice Osho, "ovunque lo stesso silenzio".
Le trascrizioni di questi discorsi sono ora pubblicati in centinaia di libri in dozzine di lingue diverse.
In questi discorsi, la mente umana viene messa al microscopio come mai prima, analizzata nelle sue pieghe più sottili. La mente come psicologia, la mente come emozione, la mente come corpo/mente, la mente come moralista, la mente come storia, la mente come credo, la mente come religione, la mente come evoluzione sociale e politica - il tutto esaminato, studiato e integrato. E poi lasciato alle spalle con grazia nel viaggio fondamentale verso la trascendenza.

Nel corso di questo processo Osho mette allo scoperto l'ipocrisia e le falsità dovunque le incontri. Come dice in modo eloquente lo scrittore Tom Robbins: "Riconosco la brezza smeraldina quando scuote le mie finestre. Osho è come un vento teso e dolce che percorre il pianeta, facendo volare via le teste di rabbini e papi, sparpagliando le bugie sulle scrivanie dei burocrati, mettendo in fuga precipitosa gli asini nelle stalle dei potenti, sollevando le gonne dei moralisti e facendo il solletico a chi è spiritualmente morto per farlo tornare in vita."


Osho
Fare Pace con Se Stessi - Libro >> http://goo.gl/1eip9n
Il prezzo del risveglio
Editore: Uno Editori
Data pubblicazione: Luglio 2015
Formato: Libro - Pag 200 - 15x21