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giovedì 18 maggio 2017

Cakra, Chakra o Chakras: i vortici di energia vitale



Cakra, Chakra o Chakras: i vortici di energia vitale

Introduzione

a cura di Marco Stefanelli, Ph.D. Indovedic Psychology

I chakra sono centri di energia sottile dentro di noi. Sono una realtà che possiamo percepire e sperimentare, pur tuttavia, attualmente non possono essere dimostrati e analizzati scientificamente con gli strumenti di laboratorio convenzionali. Per questo motivo, quando leggiamo testi sull'argomento, troviamo una base di comprensione comune ma anche delle differenze nel modo in cui vengono spiegati e interpretati dalle varie scuole di pensiero, per esempio per quanto riguarda le loro funzioni, le qualità, i loro effetti e le tecniche e le modalità di risveglio e armonizzazione.

I sette centri energetici principali sono chiamati chakra che significa "ruota" o "vortice" perché l'energia vitale (Prana) si irradia da essi verso l'esterno in senso centrifugo come dal mozzo di una ruota.
Secondo il mistico e maestro Yogananda l'energia irradiata non proviene dal nostro corpo ma da una Fonte Cosmica ed entra nel nostro corpo tramite il nostro polo ricettivo negativo del sesto chakra (Agya) situato nel midollo allungato nel punto in cui la spina dorsale si congiunge con la base del cervello. Il midollo allungato in pratica agisce come un'antenna per l'energia cosmica dell'AUM. In seguito viene immagazzinata nel settimo chakra (Sahasrara) che è la principale "dinamo" del nostro corpo astrale (corpo energetico). Da qui il prana fluisce verso il basso per essere distribuito dai cinque chakra inferiori (sottodinamo) alle diverse parti del corpo.

Ogni chakra è quindi essenziale e necessario per la vita così come le sette note musicali di un'ottava sono necessarie per creare una bella sinfonia. Per creare armonia tutte le note devono essere accordate tra loro. Ogni nota svolge un ruolo importante e può essere suonata con talento nella sua piena purezza e bellezza oppure con scarso talento senza consentire a noi esseri umani di sperimentare ed esprimere gli aspetti più sublimi della divinità che è in noi.

Per meglio comprendere i chakra dobbiamo comprendere il Cosmo e l'Uomo Cosmico.
Secondo l'antica scienza dello Yoga il nostro microcosmo è un riflesso perfetto del macrocosmo: "Come sopra, così sotto". I chakra sono una parte centrale di questa struttura.
La scienza moderna sta sempre più confermando quello che i saggi vedici hanno proclamato già migliaia di anni fa. Ad esempio gli scienziati hanno dimostrato che l'Universo materiale è in realtà costituito da energia. La materia non è altro che energia "congelata" che può essere riconvertita in energia.
Attualmente i fisici quantistici hanno dimostrato che l'energia è governata dal pensiero e dalla coscienza.
La scienza del ventesimo secolo assomiglia sempre più a una pagina dei Veda, le antiche e sacre Scritture indiane.

I chakra sono situati nel corpo astrale. Anche il corpo causale ha i suoi chakra fatti di pensieri, mentre il corpo fisico ha i corrispondenti plessi. Questi corpi comunicano tra loro attraverso i chakra grazie ad un intreccio di prana e coscienza. Il legame finale è un "nodo" alla base della spina dorsale chiamato "Kundalini" che tiene legata la coscienza alla materia e solo sciogliendolo la nostra coscienza potrà ascendere alle sfere superiori.

Secondo gli antichi insegnamenti yogici il nostro corpo fisico non è altro che una condensazione delle energie emanate dai chakra. Se spegnessimo le correnti dei chakra il corpo si dissolverebbe.
Ad animare il corpo fisico sono le sottili forze astrali (prana)che si sono evolute dall'ancor più eterica creazione causale fatta di pensieri. Dietro a tutto questo c'e' l'anima, il nostro vero Sé. Quanto più è profonda la nostra percezione interiore, tanto più ci avviciniamo alla divinità. Il nostro sentiero è fondamentalmente quello di immergerci sempre più profondamente nel nostro essere per realizzare chi siamo veramente.

I sette chakra fanno parte del nostro sitema nervoso astrale che nelle Scritture vediche è chiamato "albero Ashvattha" o albero della vita che ha le sue radici in alto perché la sua linfa (Prana) discenda del Cosmo e viene immagazzinata nel Sahasrara chakra, da qui scende nella spina dorsale che è il "tronco" dell'albero con i relativi chakra e dai quali la linfa del prana viene distribuita in tutto il corpo tramite i "rami" (nervi periferici) dando vitalità all'organismo e rendendo possibile l'attività sensoriale. Il corpo fisico emana in realtà dal più sottile corpo astrale e i suoi 72.000 nervi astrali si chiamano "Nadi".

La forza di volontà muove il prana attraverso le nadi. Il flusso del prana nei nervi sensoriali è causato sia dalla forza di volontà divina che dalla volontà umana metre il flusso del prana nei nervi motori è causato esclusivamente dalla nostra volontà. Se ritiriamo il prana dai nervi motori il risultato è un completo rilassamento. Se invece ritiriamo il prana dai nervi sensoriali sperimentiamo la completa interiorizzazione e se durante questa interiorizzazione eleviamo il prana  portandolo in alto nella sushumma la nostra coscienza si dirige verso lo Spirito.
Quando il prana fluisce dai chakra verso l'esterno, tramite il sistema nervoso, la nostra coscienza è centrata nei sensi e nella percezione del mondo esterno mentre quando la forza vitale si muove all'interno verso le terminazioni interiori del sistema nervoso (chakra) la nostra coscienza percepisce l'anima, il Sé. Se la forza vitale si dirige dai chakra verso l'alto, la coscienza si dirige verso l'unione con lo Spirito (Yoga).

La spina dorsale astrale e i chakra sono costituiti di energia pertanto non possono essere rigorosamente definiti, collocati e limitati. L'energia è fluida per cui può diventare più larga o più sottile e può fluire in molti modi. Alcuni la percepiscono al centro del corpo mentre altri verso la parte posteriore.

I chakra sono anche chiamati "Loti" perché ognuno di essi ha un certo numero di "petali" (correnti o raggi) e ogni petalo ha una specifica funzione che porta luce e vita a una determinata parte del corpo. Ogni petalo, essendo una vibrazione, produce anche un suono unico e questi suoni furono uditi interiormente dagli antichi yogi che crearono con essi l'alfabeto sanscrito di cui il suono di ogni petalo divenne una delle cinquanta lettere di questo alfabeto ancestrale. Il sanscrito quindi è la potente lingua dei chakra, completamente diversa da qualsiasi altra lingua del nostro pianeta, infatti il sanscrito è definito come "devanagari", lingua degli angeli o divina. I suoi cinquanta suoni seme sono infatti dei bija-mantra e vengono pronunciati nei sacri mantra e nelle meditazioni.

Recitare i mantra è una splendida pratica spirituale ma spesso commettiamo l'errore di credere che il progresso spirituale dipenda esclusivamente dai nostri sforzi personali come se con le solo tecniche potessimo imbrigliare l'Infinito o il Divino. La corretta comprensione di tali pratiche include Kripa, la Grazia divina e per ottenerla è necessaria la devozione. Il nostro "cuore" deve essere sinceramente coinvolto perché senza devozione e amore nessun mistico ha mai raggiunto la meta suprema dello Yoga.

La musica è capace di penetrare direttamente nei chakra donando loro nuova luce e potere risvegliando la loro vita interiore. La musica trasmette molto più dei semplici suoni, infatti i suoi ritmi, melodie e armonie toccano i chakra risvegliando in essi specifici stati di coscienza. La musica può risvegliare l'intero spettro degli stati d'animo e dei sentimenti dei nostri chakra, buoni e cattivi, luminosi e oscuri, divini e mondani. La musica è più potente di quello che si pensa, è bene sceglierla consapevolmente e con discernimento.
I nostri chakra vibrano in risonanza con la musica e i suoni che hanno la loro stessa vibrazione.

La musica può portare l'energia dei chakra in due direzioni, verso l'alto, esprimendo le loro qualità elevanti e verso il basso, esprimendo le qualità egoiche e mondane.

La musica può esercitare tre tipi di effetti sui nostri chakra:

- Sattvico: quando l'energia fluisce verso l'alto stimolando il potenziale divino con influenze di calma, purezza, felicità, gioia, elevazione;

- Rajasico: quando l'energia dei chakra fluisce verso l'esterno affermando l'ego con tutte le sue emozioni umane e ambizioni personali. E' energizzante ma irrequieta;

- Tamasico: quando l'energia dei chakra fluisce verso il basso stimolando le sue caratteristiche più grossolane. Questo tipo di musica ha influenze deprimenti, violente e sessualmente stimolanti.

Il suono è il più grande potere dell'Universo e può stimolare profonde esperienze mistiche. In India questa scienza sacra è chiamata Nada Yoga, unione divina attraverso il suono. La sua influenza è più incisiva di quella di qualsiasi altra forma d'arte poiché è una diretta espressione dell'AUM, il suono sacro primordiale.

approfondimento:

giovedì 11 maggio 2017

Il risveglio di Kundalini



Il risveglio di Kundalini


di Kriyacharya Jayadev Jaerschky

Tratto dal libro "Risveglia i Chakra" - Ananda Edizioni

Basato sugli insegnamenti e le tecniche di Paramhansa Yogananda


Kundalini: il potere dell'illuminazione

I chakra si aprono pienamente e sviluppano la loro completa divinità quando risvegliamo il potere di Kundalini. Kundalini è una parola sanscrita, che significa "serpente". È la poderosa forza, anche chiamata shaktí, che giace addormentata appena sotto muladhara chakra. Tradizionalmente, si dice che questo "serpente" sia attorcigliato tre volte e mezzo.


Kundalini simboleggiata nello Shiva lingam

Swami Kriyananda ha spiegato che lo Shiva lingam è un antico simbolo della spina dorsale interiore. È sempre posto su una yoni, che simboleggia muladhara chakra. Sullo Shiva lingam viene spesso dipinto un cobra, oppure la riproduzione di un cobra viene posta attorno a esso, rivolta verso l'alto: questo rappresenta la corrente di Kundalini. Il cobra ha il cappuccio aperto, sulla sommità del lingam, per simboleggiare l'apertura dei chakra più alti. Il risultato è una potente luce interiore, molto più luminosa del sole, che tuttavia non brucia.
Questa brillante luce interiore, creata dall'ascesa della corrente Kundalini, è stata vista dai mistici di ogni fede. Il santo cristiano Basilio il Grande scrisse, ad esempio, nella sua Philokalia: "Del tutto inesprimibile e indescrivibile è la Divina bellezza, abbagliante come il fulmine... Se nominiamo lo splendore dell'aurora o il chiarore della luna o la brillantezza del sole, nessuno di essi è degno di essere paragonato alla gloria della Vera Luce, ed è più lontano da essa di quanto la notte più profonda e le più terribili tenebre lo siano dalla chiara luce del mezzogiorno".


Kundalini addormentata: il potere dell'illusione

Finché Kundalini è "addormentata" (cioè il "serpente" non si alza), rappresenta la nostra illusione mortale, poiché attira magneticamente la nostra energia verso il basso e verso l'esterno, nella coscienza materiale che è completamente oscura. È il serpente che tentò Adamo nel giardino dell'Eden e rappresenta la nostra separazione dallo Spirito, la nostra schiavitù materiale, la nostra sofferenza. È un terribile serpente dalle fauci velenose e può essere addomesticato solo da coloro che sanno come incantarlo.
In effetti, solo "incantando questo serpente", cioè risvegliando o facendo salire Kundalini, potremo vincere la nostra eterna battaglia, o braccio di ferro, interiore. Il risveglio di Kundalini è la chiave suprema dell'illuminazione. Solo ridestando questa forza l'anima può fare ritorno alla sua terra natia: lo Spirito.
Kundalini è misticamente descritta nella Bibbia in questo modo: "Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra l'asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita" (Numeri 21,9). "Restava in vita" nello stesso modo in cui il figliol prodigo ritornò alla vita quando si recò dal padre, il quale disse: "Perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita" (Luca 15,24). La potente Kundalini è il vero fiume del battesimo, che ci conduce a un'esperienza nella quale ci sentiamo veramente rinascere nello Spirito: "In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio" (Giovanni 3,3).
Nelle Scritture indù, troviamo l'insegnamento di Kundalini, ad esempio, nella famosa Hatha Yoga Pradipika, un testo sull' Hatha Yoga che risale al quindicesimo secolo: "Quando la Kundalini addormentata si risveglia grazie a un guru, allora tutti i loti (chakra) e i nodi vengono trafitti".


Il risveglio di Kundalini

Il risveglio di Kundalini è un argomento sacro e non è destinato a tutti. In verità, riguarda solo quei ricercatori spirituali che dedicano tutta la loro vita alla crescita spirituale. Le tecniche e le benedizioni necessarie sono trasmesse da un vero guru a coloro che lo seguono con tutto il cuore.
Il risveglio di Kundalini richiede saggezza e anche uno spirito eroico, perché ci conduce a una rivoluzionaria esperienza interiore: "Non sono una persona, non ho forma, non ho nome, non ho età, non ho sesso". Kundalini, in altre parole, trasforma radicalmente la percezione di ciò che siamo e del mondo in cui viviamo, che improvvisamente ci appare come null'altro che un sogno. Poche persone sono pronte a perdere la coscienza della materia in un modo così drastico.

Il risveglio di Kundalini ha anche molti altri effetti.

·    Solitamente i chakra, o loti, hanno i petali, o raggi elettrici, rivolti verso il basso, mentre svolgono le varie funzioni del corpo. Con il risveglio di Kundalini, tutti i petali si girano simultaneamente verso l'alto. I chakra, allora, sono completamente aperti ed esprimono la nostra di­vinità. Un chakra, infatti, non è veramente risvegliato o aperto finché Kundalini non lo ha attraversato con tutta la sua forza.
·    Kundalini "brucia" tutte le vritti (i vortici di energia karmici) nei chakra e tutti i samskara (le tendenze che dimorano nella spina dorsale e nel cervello). È la più grande purificatrice.
·    Kundalini scollega completamente la nostra coscienza dai cinque sensi e dal corpo, portandoci direttamente nel regno dello Spirito.
·    Kundalini trasforma il cervello in una radio divina, capace di sintoniz­zarsi con i sermoni degli angeli e delle forze divine e di captare la cosmi­ca voce vibratoria di Dio.
·    Kundalini accumula l'energia nel cervello, consentendo all'ego di stabi­lire connessioni celestiali.
·    Kundalini fa sviluppare poteri yogici interiori. Tradizionalmente, questi poteri sono otto (li esploreremo nelle prossime pagine).
·    Soprattutto, il risveglio di Kundalini è un'esperienza di travolgente bea­titudine.

Nell'Autobiografia di uno yogi si racconta la storia di un umile postino, Brinda Bhagat, che sperimentava questo beato risveglio durante la pratica del Kriya Yoga. «Gurudeva» egli disse allarmato quando gli fu chiesto se desiderava le iniziazioni superiori «basta iniziazioni, vi prego! Come posso assimilare degli insegnamenti su­periori? Sono venuto oggi a chiedere le vostre benedizioni in quanto il primo divino Kriya mi ha colmato di una tale ebbrezza che non riesco a consegnare le lettere!». Lahiri Mahasaya, il suo guru, commentò: «Brinda già nuota nel mare dello Spirito».


I poteri che si sviluppano nei chakra

Le antiche Scritture spiegano che Io yogi, ridestando i chakra grazie al risveglio di Kundalini, sviluppa otto poteri specifici. Questi poteri yogici sono chiamati ai­sharyya o siddhi. Sri Yukteswar (il guru di Yogananda) li ha spiegati in questo modo nel suo libro La scienza sacra (edizione originale del 1920):

1.   ANIMA: il potere di rimpicciolire a piacimento il proprio corpo o qualsia­si altra cosa, addirittura fino alle dimensioni dell'atomo (anu).
2.   MAHIMA: il potere di rendere il proprio corpo o qualunque altra cosa mahat, cioè tanto grande quanto lo si desideri.
3.   LAGHIMA: il potere di rendere il proprio corpo o qualsiasi altra cosa laghu, cioè tanto leggera quanto lo si desideri.
4.   GARIMA: il potere di rendere il proprio corpo o qualsiasi altra cosa guru, cioè tanto pesante quanto lo si desideri.
5.   PRAPTI: il potere di ottenere qualunque cosa si desideri (apti).
6.   BASITWA: il potere di portare ogni cosa sotto il proprio controllo (basha).
7.   PRAKAMYA: il potere di soddisfare ogni desiderio, kama, con un'irresi­stibile forza di volontà.
8.   ISHITWA: il potere di divenire isha, Signore di ogni cosa.

Gli yogi, tuttavia, vengono messi in guardia dal desiderare questi poteri o dal ritenerli importanti, poiché spesso diventano una trappola. Se dovessero manife­starsi spontaneamente, non dovrebbero essere usati, a meno che lo yogi non senta una precisa guida divina a farlo. Innumerevoli yogi si sono innamorati di queste siddhi, che rappresentano soltanto un altro inganno di maya, l'illusione.


Domande e risposte su Kundalini

DOMANDA: Ho sentito dire che la forza di Kundalini può essere facilmente risvegliata, anche accidentalmente.
RISPOSTA: No. Risvegliare Kundalini è un compito molto arduo. Richiede profonda sincerità, sforzi costanti e l'aiuto di un guru. Chi è capace di risvegliare Kundalini è quasi vicino allo stato della Coscienza Cristica.

DOMANDA: Mi è stato detto che è pericoloso risvegliare Kundalini.
RISPOSTA: Non è pericoloso, se non si compiono esercizi violenti. Un risve­glio forzato di questo potere, specialmente con esercizi di respirazione violenti e particolari posizioni fisiche, ma senza un corrispondente sforzo per sviluppare dei puri atteggiamenti spirituali, può essere pericoloso. L'enorme potere di Kundalini può distruggere il sistema nervoso, se la forza dominante nel suo risveglio non è l'aspirazione devozionale ma un'egocentrica presunzione, che fa credere di poter scalare le vette spirituali con il solo potere personale.
Se senti che Kundalini comincia a risvegliarsi in te, farai bene a lavorare sul radicamento, facendo quotidianamente attività fisica fino a sudare. Anche i nervi devono essere preparati alla corrente cosmica. Gli Esercizi di ricarica di Yogananda, come pure l' Hatha Yoga, preparano il corpo ad assorbire il voltaggio dell'energia cosmica di Dio, che è molto più elevato del normale. Se senti una sensazione di bruciore, smetti immediatamente le tecniche che stai praticando. Se senti uno squilibrio psicologico, interrompi le pratiche. Kundalini è intelligente e porta solo beatitudine ed espansione, se non viene forzata in modo inappropriato.

DOMANDA: Mi è stato detto che Kundalini equivale al risveglio della coscienza sessuale.
RISPOSTA: È vero il contrario. Kundalini addormentata fa muovere l'ener­gia verso l'esterno, stimolando i nervi sessuali. Le persone comuni, che ignorano l'impellente potere di Kundalini addormentata, si lasciano sopraffare dagli impulsi sessuali. Il risveglio di Kundalini, invece, ritira l'energia. È difficile risvegliare Kun­dalini mentre si è sessualmente attivi. Per lo meno, bisognerebbe avere un'attività sessuale molto moderata.
Yogananda ha scritto: «Vi sono energie sacre (ojas) che giacciono addormentate nei chakra». Si dice che la maggiore concentrazione di ojas si trovi nel liquido se­minale, ed è per questo che la maggior parte delle tradizioni insegna l'astinenza o la moderazione sessuale. Quella potente energia deve essere elevata, anziché espulsa all'esterno.
Ci sono pratiche tantriche che usano l'atto sessuale per elevare l'energia all'in­terno e in alto, verso il samadhi. Alcuni seguaci del tantra cercano di sviluppare la padronanza non solo tramite l'attività sessuale, ma anche mangiando carne e bevendo vino, al tempo stesso rimanendo mentalmente distaccati da tali azioni. Yogananda non consigliava questo sentiero, perché è spiritualmente pericoloso. La maggior parte dei ricercatori spirituali trova in esso, semplicemente, una scusa per indulgere nei propri istinti inferiori e nelle proprie bramosie, anziché sviluppare l'autocontrollo.

DOMANDA: E i guru che affermano di risvegliare Kundalini nei loro discepoli?
RISPOSTA: Senza dubbio i grandi Maestri possono farlo. Ma dipende dal di­scepolo. Una persona che non è interiormente preparata non può ricevere la piena corrente di Kundalini da un Maestro. Come una piccola lampadina non può sop­portare un eccessivo voltaggio elettrico, così i suoi nervi non sono pronti a ricevere la corrente cosmica. Una volta, un discepolo di Yogananda gli chiese insistentemen­te il samadhi. Il Maestro rispose: «Sei pronto?». «Sì» disse il discepolo. Ma quando Yogananda cominciò a trasmettergli la corrente cosmica, lui urlò: «Aspettate, non ancora, non ancora!».
La sintonia interiore con un guru è essenziale per il risveglio di Kundalini. Per comprendere questo, pensa a una barra d'acciaio: per magnetizzarla, è necessario introdurre al suo interno una corrente da sud a nord, mettendola in prossimità di una barra già magnetizzata. In modo simile, per essere spiritualmente magnetizzati è necessaria la "prossimità" spirituale con il proprio guru, cioè la sintonia interio­re con lui. Poiché l'energia di un Maestro risvegliato fluisce naturalmente in alto, verso l'occhio spirituale, la sintonia con lui genera un simile flusso nel discepolo. Ti sarebbe d'aiuto, nella meditazione, sentire che il tuo guru è seduto dentro il tuo corpo e sta facendo le pratiche attraverso di te.

DOMANDA: Come si sperimenta Kundalini?
RISPOSTA: Quando mediti concentrandoti nell'occhio spirituale e fai prati­che come il Kriya Yoga, dapprincipio avverti una corrente oscillante, poi un movi­mento circolare. Questa è la scintilla che accende la corrente nella sushumna. Non è possibile sperimentarlo soltanto con un po' di pratica: ci vogliono anni di sforzi e l'aiuto del guru. Si avverte un grande movimento circolare e un forte rimescolio alla base della spina dorsale; si percepisce una potente scarica di energia; si vede il corpo astrale implodere e rimpicciolirsi sempre più, entrando nel passaggio ser­peggiante. La corrente fluisce verso l'alto e lo yogi si libra all'esterno, nel cosmo, trasportato dalle brezze della beatitudine.
Inizialmente, tuttavia, Kundalini si manifesta in piccole dosi. Il suo effetto na­turale è un'enorme beatitudine interiore.

DOMANDA: Sento un movimento oscillante nella spina dorsale mentre medi­to. Il mio corpo comincia anche a muoversi in cerchio. È Kundalini?
RISPOSTA: Sono i primi segni, e sono buoni. Tuttavia, cerca di tenere il corpo fermo, per non sprecare l'energia nel movimento fisico. Non è comunque sufficien­te che piccole scariche di energia si alzino dalla base della spina dorsale: questi sono solo gli "esploratori" di Kundalini, inviati, per così dire, a perlustrare il terreno in vista di una successiva "invasione". C'è una grande differenza tra questi lampi di elevazione minori e il potente flusso ascendente della Kundalini vera e propria.

DOMANDA: Gli yogi sviluppano dei poteri (siddhi) grazie al risveglio di Kun­dalini. Che cosa si deve fare se ciò accade?
RISPOSTA: È vero. Ad esempio, quando l'energia fluisce verso l'alto insieme a Kundalini da svadhisthana chakra, che controlla l'acqua, lo yogi che ha aperto questo centro può camminare sulle acque. Quando l'energia fluisce verso l'alto da anahata chakra, il centro dell'aria, lo yogi può levitare. Ci sono anche altri poteri, ma farai meglio a non usarli, a meno che tu non ti senta guidato da Dio a farlo. Inoltre, è meglio non fare mai le pratiche per ottenere tali poteri, poiché l'attaccamento a essi ha causato la rovina di molti yogi. Come diceva Yogananda, il sentiero verso Dio non è un circo: concentrati sull'amore.
In ogni caso, anche se allo yogi viene raccomandato di non fare mostra dei propri poteri spirituali per non rischiare di soccombere alla tentazione dell'orgoglio, per lo meno questi poteri possono fornirgli una prova oggettiva per determinare se le sue esperienze interiori sono veramente supercoscienti o se sono soltanto il prodotto subconscio di un'attiva immaginazione.

DOMANDA: Quali tecniche risvegliano Kundalini?
RISPOSTA: Gli yogi insegnano diversi metodi. Yogananda ne ha insegnati tre:

·     Il Kriya Yoga e le tecniche dei Kriya superiori. Egli scrive: «La pratica di questa tecnica [del Kriya] risveglia l'energia dormiente arrotolata [Kun­dalini] nel centro coccigeo [muladhara chakra] e la invia verso l'anima, invece che verso i sensi, accelerando la rigenerazione e il ringiovanimen­to spirituale e mentale del devoto».
·     Il Kechari Mudra, una tecnica in cui si gira la lingua all'indietro, facen­dola entrare nella cavità nasale.
·    Cantare AUM nei chakra.

Swami Kriyananda ha insegnato anche i tradizionali bandha dell' Hatha Yoga, che hanno lo scopo specifico di risvegliare Kundalini (troverai la spiegazione di queste tecniche alla fine del capitolo). Affinché abbiano questo effetto, tuttavia, devono essere praticati nella loro forma completa e non come in alcune tradizioni di Hatha Yoga, in cui, ad esempio, si definisce Uddiyana bandha il semplice atto di tirare un po' in dentro l'addome durante gli asana. Questo non è il vero bandha. Lo stesso vale per Mula bandha e Jalandhara bandha.

DOMANDA: Kundalini si risveglia solo con le tecniche dello yoga?
RISPOSTA: No. Anzi, si è data troppa importanza negli insegnamenti dello yoga alla necessità di risvegliare Kundalini solo con tecniche e metodi meccanici. Molti studenti, di conseguenza, hanno trasformato un importante insegnamento spirituale in un esercizio puramente fisico. Questo è sbagliato. Anche senza tale metodo, ma con una grande devozione, è possibile sperimentare durante la medi­tazione un risveglio del potere di Kundalini. D'altro canto, quando Kundalini vie­ne risvegliata solo con metodi meccanici, senza aspirazione devozionale, l'energia può alzarsi temporaneamente, ma presto ricadrà di nuovo. Finché il cuore non è stato completamente purificato da ogni attaccamento e desiderio mondano, l'accresciuta energia nei chakra può stimolare uno qualunque di quei centri a fluire verso l'esterno, risvegliando nuovamente le latenti tendenze illusorie.
Ricorda che i corretti atteggiamenti nella vita quotidiana sono fondamentali: ogni volta che hai dei buoni pensieri, Kundalini comincia a muoversi verso l'alto. Ogni volta che provi odio o hai pensieri negativi nei confronti di qualcuno, Kun­dalini si muove automaticamente verso il basso. Quando ami gli altri in modo di­sinteressato o hai pensieri gentili verso di loro, Kundalini sale nella spina dorsale. Non sono solo le tecniche a risvegliarla.
Kundalini è un'energia femminile e per risvegliarla dobbiamo sviluppare atteg­giamenti sostanzialmente femminili: devozione, abbandono, spirito di servizio, ricettività e umiltà nel nostro rapporto con Dio; gentilezza, compassione, perdono e cooperazione nei nostri rapporti con gli altri. Anche la sintonia interiore con il guru è fondamentale.
Lavora sul tuo ego. Kundalini può essere risvegliata solo quando si è superato l'egoismo. L'egocentrismo la mantiene "addormentata", mentre il servizio altruisti­co e il dimenticare se stessi sono necessari per ridestarla.

DOMANDA: C'è una pratica che potrei fare durante la giornata per aiutarmi a risvegliare Kundalini?
RISPOSTA: Sì. Tieni il più possibile la mente concentrata nel punto tra le so­pracciglia. Un'altra pratica è quella di visualizzare, ovunque tu sia, un fiume di luce che sale verso l'alto nella spina dorsale. È una pratica molto gioiosa.

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mercoledì 10 maggio 2017

Domande e risposte sui Chakra




Domande e risposte sui Chakra


di Kriyacharya Jayadev Jaerschky

Tratte dal libro "Risveglia i Chakra" - Ananda Edizioni

Basato sugli insegnamenti e le tecniche di Paramhansa Yogananda


Ecco alcune comuni domande sui chakra, con le relative risposte.

DOMANDA: Che cosa si intende per chakra "aperto" e "chiuso"?
RISPOSTA: L'energia dei chakra può fluire in due direzioni: verso l'interno e l'alto o verso il basso e l'esterno. I chakra, quindi, vengono rappresentati talvolta con i petali rivolti in basso, talvolta con i petali rivolti in alto, a seconda del flusso di energia.
Di solito, durante tutta la giornata, la nostra energia fluisce dai chakra verso l'esterno, nel corpo e poi nel mondo circostante. In questo caso, anche se i chakra sono attivi, vengono comunque definiti spiritualmente "chiusi", poiché i loro petali sono rivolti in basso come un loto capovolto. Ad esempio, una persona potrebbe essere pie­na d'amore, ma se quell'amore fluisce all'esterno verso il mondo e gli altri, il chakra del cuore è comunque spiritualmente "chiuso", essendo chiuso ai misteri interiori.
Quando l'energia fluisce verso l'esterno, può avere molte qualità: una qualità pura (sattwica), irrequieta (rajasica) o oscura (tamasica). Parleremo in seguito di queste tre qualità.
Per aprire i chakra, è necessario rivolgere verso l'alto i loro petali durante la medi­tazione, allontanandoli dal corpo e dal mondo esterno per far sì che l'energia possa fluire nuovamente verso la sua fonte interiore. Allora si dice che il loto è "aperto", perché solo quando l'energia viene ritirata dai sensi e fluisce in alto, verso l'occhio spirituale, possiamo vedere le luci interiori, udire i suoni interiori e percepire la beatitudine dell'anima. Questo processo non è facile: richiede la pratica quotidiana della meditazione, del pranayama (controllo dell'energia), della devozione e della sintonia con un Maestro spirituale.
Un metodo potente per aprire i chakra è rappresentato dai pranayama che stimo­lano il flusso dell'energia in i da, pingala e shushumna. Molto utili in questo senso sono Ujjayi pranayama, Nadi shodanam e Chandra bedha, che fanno circolare con­sapevolmente l'energia su e giù lungo la spina dorsale. I chakra si aprono completa­mente con il risveglio dell'energia Kundalini, che si trova alla base della spina dorsale.
Come abbiamo detto, un altro ingrediente principale per aprire i chakra è la sin­tonia con un Maestro, un santo o un guru, i cui chakra sono aperti. Grazie a questa sincera sintonia interiore, i nostri chakra un po' alla volta si dischiudono. Questo fenomeno può essere paragonato a una calamita posta accanto a una barra d'acciaio non magnetizzata: attraverso quel contatto, anche la barra d'acciaio si magnetizzerà.

DOMANDA: Che cos'è un chakra bloccato?
RISPOSTA: Un chakra è bloccato, ad esempio, nel caso in cui una persona non abbia alcun senso di radicamento (primo chakra), di potere (terzo chakra) o di amore (quarto chakra). Un blocco in un chakra si riferisce a qualche grosso ostacolo (una tendenza, o samskara, creata da molte vritti, o vortici) che ostruisce il flusso del chakra: una tendenza alla paura, per esempio, come pure tutte le emozioni dannose, gli stili di vita sbagliati, le tensioni, i traumi e gli attaccamenti.

DOMANDA: Come si puliscono i chakra?
RISPOSTA: I chakra sono influenzati e bloccati da molti vortici di energia, chiamati vritti. Ne parleremo nel capitolo "I chakra e la mente", ma per ora im­magina semplicemente dei piccoli vortici che intasano ogni centro. Un potente flusso interiore di energia, creato da una forte pratica di pranayama, con il tempo può spazzare via questi vortici. Il KriyaYoga è specializzato in questo e purifica po­tentemente i chakra. Altri metodi — come la musica, gli oli essenziali, i trattamenti energetici e le visualizzazioni — possono avere effetti benefici, ma non sono una soluzione a lungo termine.

DOMANDA: È sufficiente stimolare i chakra?
RISPOSTA: Per il ricercatore spirituale non è sufficiente stimolare i chakra e i loro elementi. La semplice concentrazione dell'energia in un chakra non garantisce che quel flusso di energia sia diretto verso l'alto. Spesso, specialmente per quanto riguarda i tre chakra inferiori, e perfino in una certa misura per il chakra del cuore, un'insolita concentrazione di energia è indice di un flusso discendente, piuttosto che ascendente. Lo yogi cerca sempre di dirigere la propria energia verso l'alto. Specialmente quando si lavora con i primi tre chakra, è importante guidare la loro energia verso l'occhio spirituale, perché in caso contrario saranno stimolate le qua­lità esteriori (mondane) di questi centri.
Ad esempio, se stimoliamo il terzo chakra e il suo elemento fuoco, questo fuo­co può facilmente essere guidato dall'ego e manifestarsi come potere personale concentrato sull'ego, controllo degli altri, brama di conquiste terrene. Se, invece, quell'energia viene guidata verso l'alto dopo essere stata stimolata, si manifesteran­no le qualità superiori del chakra, in particolare l'autocontrollo, che conquista le "cittadelle" interiori della collera e dell'egocentrismo.

DOMANDA: Quali sono gli strumenti per stimolare i chakra?
RISPOSTA: Ci sono molti modi di stimolare i chakra. Puoi provarli tutti.
·  Canalizzare energia nei chakra, cioè tendere e rilassare i muscoli at­torno al chakra e poi sentire il chakra. Si può fare questa pratica anche senza tensione fisica, ma è più difficile. È già stata insegnata nel secondo capitolo.
- I bandha dell'Hatha Yoga (ne parleremo nel capitolo diciassettesimo).
- Pranayama che lavorino con il flusso di energia nella spina dorsale: spe­cialmente Nadi shodanam, Chandra bedha e Ujjayi pranayama.
- La concentrazione meditativa sui chakra: l'energia segue la concentra­zione. Quando ci concentriamo intensamente sui chakra nella meditazio­ne, automaticamente li stimoliamo.
- La visualizzazione dei chakra e dei loro elementi: si possono visualizzare i fiori di loto che si aprono, oppure l'energia o la luce, o l'elemento carat­teristico di ogni chakra: ad esempio, visualizzarsi come una roccia o seduti sopra una roccia, assorbendo le qualità del primo chakra. Troverai queste visualizzazioni sugli elementi nel capitolo quinto.
- Mantra: Yogananda insegnava (e consigliava caldamente) di cantare il mantra supremo, AUM, in ogni chakra. In questo senso egli si differenzia­va dalla comune tradizione yogica, che insegna spesso questi mantra:
LAM in muladhara chakra; VAM in svadhisthana chakra; RAM in manipura chakra; YAM in anahata chakra; HAM in vishuddha chakra; AUM in agya chakra.
- Sviluppare consapevolmente la particolare qualità di ogni chakra: l'a­more per stimolare il chakra del cuore; la calma saggia e distaccata per il chakra della gola, ecc. Queste qualità saranno descritte in dettaglio nel capitolo quinto, "I chakra e la mente".
- Le affermazioni: ad esempio: «Sono saldo e stabile come una roccia», men­tre ci si concentra sul primo chakra e sul suo elemento terra. Le afferma­zioni per i chakra verranno insegnate più avanti in questo stesso capitolo.
- I colori: visualizzare i colori in ogni chakra. Per la vita esteriore si possono usare i colori dell'arcobaleno: rosso per muladhara e così via. Per la nostra vita interiore, i colori sono diversi, come vedremo. Un esempio di tale pratica verrà offerto nel capitolo quarto.
- Le posizioni yoga praticate con la cosciente intenzione di stimolare e sen­tire i chakra. Ne parleremo nel capitolo dodicesimo.
- La musica: i nostri chakra rispondono alla musica. Questo argomento verrà discusso nel capitolo decimo.
- L'arte: ne parleremo nel capitolo undicesimo.
- Le essenze floreali: questo tema verrà affrontato nel capitolo quinto.

da Risveglia i Chakra di Kriyacharya Jayadev Jaerschky - Basato su Insegnamenti e tecniche di Paramhansa Yogananda - Ananda Edizioni 2016.


martedì 6 settembre 2016

Conosci i tuoi Chakra




Conosci i tuoi Chakra

Svela il tuo potenziale e libera la tua energia

di David Pond



Un libro per tutti!
Semplice, serio e ben scritto!

Ritrova l’equilibrio della tua vita partendo da dentro te!

La maggior parte di noi reagisce alle situazioni difficili della vita con rabbia, insicurezza o paura, senza mai accorgersi che si crea ciò che si sperimenta: la vita al di fuori di noi riflette gli squilibri che sono dentro di noi.

Conosci i tuoi Chakra insegna ad abbandonare l’atteggiamento mentale che porta a concentrarsi sul problema per focalizzarsi, invece, sul riallineamento con l’energia interna, o chakra, che sta provocando lo scompenso. Nella prima parte del libro vengono descritti e spiegati i singoli chakra, mentre la seconda è più pratica e riporta esercizi di visualizzazione e meditazioni.

L’attività dei chakra risveglia e riequilibra le energie fisica, emozionale, mentale e spirituale. Questi vortici energetici sono una mappa del nostro mondo interiore. Più liberamente fluisce l’energia dentro di noi, migliore sarà il nostro stato di salute e benessere.

Quando nella vita sorgono problemi, prove e difficoltà, lo stato dei chakra ci fornisce uno strumento per individuare dentro di noi la fonte del conflitto. Conosci i tuoi chakra riporta tecniche specifiche per modificare il modo in cui si usa l’energia e portare la propria consapevolezza a un nuovo livello. Una volta che avremo imparato a sperimentare la vita in un modo gioioso e più armonioso, anche il mondo intorno a noi si sistemerà e riequilibrerà.


Leggi un estratto dal libro di David Pond "Conosci i tuoi Chakra"

Prefazione - Conosci i tuoi Chakra - Libro di David Pond

Nella vita vogliamo tutti le stesse cose: felicità, realizzazione, salute, benessere e relazioni che ci soddisfino. Non dovrebbe essere così difficile: sembra tutto così semplice. Tuttavia vi sono cose che si mettono in mezzo, la vita segue il suo corso. Sappiamo quando siamo sbilanciati, riusciamo a sentirlo! Ma che cosa possiamo farci?

Ci è stato insegnato tantissimo su come sviluppare le abilità necessarie per adattarci al mondo. Si presuppone che se va tutto bene nel mondo esterno, allora si avrà la felicità. Questo significa “mettere il carro davanti ai buoi”: dobbiamo imparare a essere felici e realizzati a un livello interiore, e poi anche le cose del nostro mondo esterno si metteranno a posto, come riflesso del nostro mondo interiore.

Abbiamo bisogno di mappe per riordinare queste questioni e ottenere il nostro diritto di nascita. I chakra possono fornirci una mappa di questo tipo per attivare e bilanciare i vari livelli delle esperienze di vita.

I chakra sono vortici rotanti di energia sottile situati proprio davanti alla colonna vertebrale, posizionati a partire dall'osso sacro fino alla corona del capo. I chakra sono una mappa del vostro mondo interiore, della relazione che avete con voi stessi e del modo in cui sperimentate l'energia.

La vita è energia. La stessa forza che fluisce attraverso tutta la vita fluisce attraverso di voi. Questo è la manna (il respiro), il prana, il chi (Qi) della vita. I chakra interagiscono con questa forza vitale universale e animano i diversi aspetti della vostra vita, dall'universale, attraverso l'individuo e verso la terra, e poi nella direzione opposta.

Abbiamo compreso i chakra da lungo tempo, sin dal tempo dell'antica India e degli yogi induisti. Ma non è necessario essere uno yogi per potersi avvalere delle loro intuizioni. L'antico modello ha superato il test del tempo grazie alla propria autenticità e applicabilità.

Tutti quelli che sono in fase di ricerca alla fine diventano consapevoli dei chakra grazie alla loro universalità. Non si tratta di un modello intellettuale, bensì esperienziale. Non è qualcosa che va semplicemente studiato, ma è la vostra energia! È qualcosa con cui ci si deve identificare: sono i vostri chakra. Essi stanno già funzionando in un livello o in un altro. Andate a conoscere i chakra dentro di voi, non sulle pagine di questo libro. Non sono nozioni da memorizzare... raccogliete la sfida e cercate di identificare ognuno di questi centri dentro di voi.

Il mio percorso di scoperta dei chakra e del valore che essi hanno nella mia vita è stato piuttosto tortuoso. Sono sempre stato abbastanza bravo nello sport e proprio da questa mia dedizione derivava gran parte dell'identità che sviluppai nel primo periodo della mia vita, o almeno la mia identità esteriore. Questo mi mi aveva reso alquanto popolare e accettato. Ma dentro di me vi era il caos. Avevo un immenso mondo interiore, ma non lo capivo. Non avevo un quadro di riferimento.

Crebbi nella convinzione che poiché il mio mondo interiore era così difforme da quello esterno e pensavo a cose che nel mondo esterno non venivano mai affrontate, ci dovesse essere qualcosa di sbagliato. Ero preoccupato per il mio benessere mentale, ma riuscii a mantenere segreta la cosa.

Iniziai gli studi per diventare insegnante di scuola e di nuovo il mondo mi accettava per le mie aspirazioni. Nel mondo esterno tutto sembrava perfetto. Tuttavia il mio mondo interiore era sempre più tumultuoso. Feci tutti i passi che mi avrebbero dovuto portare alla felicità, ma ero ancora confuso.

Avevo la fortuna di avere una sorella astrologa, che quando avevo vent'anni mi lesse per la prima volta l'oroscopo. Sopraggiunse la luce: trovai un riferimento legato al mio mondo interiore che non si basava su un modello patologico. L'astrologia mi diede una mappa per leggere il mio mondo interno e per la prima volta facevo riferimento a qualcosa di sano per questa parte del mio carattere. Questo diede il via a una ricerca spirituale dentro di me e fui condotto al libro Be Here Now di Ram Dass, che mi rivelò altri modelli “sani” del mio mondo interiore. Iniziai a vedere questo mondo interiore come una meravigliosa risorsa e non più una fonte di turbamento.

Fui condotto allo studio dei chakra, come avviene alla maggior parte delle persone che sono in cammino alla ricerca di se stesse: se ne viene a conoscenza lungo il percorso di risveglio.

Sono passati quasi trent'anni e da allora il mio coinvolgimento con i chakra è stato incessante. Vi è sempre modo di applicarli. Non vi è mai un momento in cui non sia benefico avere una mappa dei due livelli dell'essere: primo, cosa si sta facendo all'esterno; secondo, in quale punto di se stessi ci si trova mentre lo si sta facendo.

Al primo livello state lavando i piatti. Al secondo livello vi domandate in quale punto dentro di voi vi trovate mentre lavate i piatti. Siete arrabbiati, irritati, diligenti, distratti, pacifici, rispettosi? Il ventaglio di possibilità è praticamente illimitato. Una sola attività, ma quale varietà di potenziali luoghi dentro di voi in cui ritrovarvi mentre state svolgendo quell'attività! Questo è ciò a cui i chakra si rivolgono, il punto dentro di voi in cui vi trovate mentre fate ciò che fate.

Alla fine completai la mia formazione di insegnante, ma mi sentivo troppo limitato nell'ambito del sistema educativo. Avevo bisogno di esplorare oltre i confini tradizionali dell'istruzione. Trasferii la mia giovane famiglia alle Hawaii, dove vivevamo in una comune in cui l'Universo forniva una grande abbondanza di informazioni per osservare la vita al di là delle credenze tradizionali. Divenni un astrologo e un fervido allievo del percorso mistico.

Ci trasferimmo poi nella zona centrale dello stato di Washington, dove avviammo un'altra comune e un ristorante, continuando a esplorare stili di vita alternativi: yoga, meditazione, astrologia, cibi naturali e progetti di vita cooperativa. All'età di 35 anni mi accorsi di desiderare una griglia più rigida per giudicare le convinzioni metafisiche che stavano guidando la mia vita ed ero pronto a fare ritorno all'accademia per ottenere la laurea. Iniziai un programma di studio individuale e alla fine ottenni la Laurea Magistrale in Metafisica Sperimentale presso la Central Washington University.

Dovevo ottenere l'approvazione da parte del comitato del dipartimento per il corso di studio che avevo messo a punto e i suoi membri mi aiutarono a progettare i miei studi affinché rispettassero gli standard dell'università. I corsi che progettai erano “Psicologia e metafisica di Jung”, “Processi di guarigione non tradizionali”, “I– Ching” e “Modelli di coscienza”. La mia tesi si avvaleva di tabelle di nascita di astrologia messe a confronto con tradizionali test della personalità (l'esperimento del carcere di Stanford, il MMPI, l'indicatore di personalità di Myers-Briggs, ecc.). Avviai un esperimento e dimostrai che gli astrologi erano in grado di usare le tabelle di nascita facendo corrispondere, al di là del livello di probabilità, ai test della personalità realizzati da un individuo il suo corretto oroscopo.

Speravo di fare progressi nell'ambito degli studi di metafisica realizzati dalla comunità scientifica. Dopo avere ottenuto la laurea, venni incoraggiato a proseguire gli studi con il Dottorato di ricerca in creazione di test scientifici per misurare i principi metafisici.

Tuttavia, giunto a questo punto, dopo un apparente successo nel portare la metafisica all'università, iniziai a vedere la follia di questo connubio fra metafisica e scienza. I presupposti da cui partivano i due mondi erano differenti.

Il metodo della ricerca scientifica porta alla creazione di un esperimento che esclude ogni tipo di influenza tranne quelle che sono sotto il controllo di chi conduce l'esperimento. La premessa della metafisica si basa sull'interconnessione di tutta la realtà e l'impossibilità da parte di chi conduce l'esperimento di isolare degli eventi.

Vidi che la parte scientifica e accademica della nostra mente è limitata nella propria capacità di esplorare gli aspetti metafisici della vita. La scienza ha il suo posto, ma ho visto che deve essere messo da parte se si vogliono esplorare le proprie realtà metafisiche.

La scienza non ha anima. Ignora tutto ciò che non può essere misurato o provato: è questo il suo filtro. Le esperienze del mondo interno non possono essere misurate né provate, ma sono cose che sperimentiamo ogni giorno.Tutti abbiamo un mondo interiore: non mettete in dubbio le vostre esperienze solo perché la scienza non le può provare.

Le vostre esperienze interiori non conterebbero nulla nemmeno in un processo giudiziario. Di nuovo, filtro sbagliato. Dovete coltivare il lato metafisico del vostro carattere, fidarvi delle vostre esperienze, stare con il vostro vero spirito e non giudicarvi con degli standard esterni.

Nessuno ha più autorità di voi sulla vostra relazione con l'energia. Si tratta, di nuovo, di qualcosa di fortemente personale, perciò quello che è scritto qui non è importante quanto ciò che evoca dentro di voi.

La comprensione dei chakra è uno dei mezzi di accesso più efficaci ai vari livelli di consapevolezza che avete a vostra disposizione.

È un sistema semplice da capire e, poiché profondo, si tratta di una guida del mondo interiore. Li state già sperimentando. Il modello dei chakra vi fornisce una modalità per identificare il tipo di energia che state sperimentando: sopravvivenza, piacere/sessualità, potere, amore, creatività, intuizione e spiritualità.

Ognuno di questi 7 livelli di energia è animato da uno dei 7 chakra. In questo libro presenterò il modello nella sua modalità di comprensione tradizionale, per poi approfondirlo. In questo modo, mi avvarrò del modello dei chakra come base per strutturare l'esplorazione, ma mi prenderò anche una licenza creativa, basata su anni di esperienza, per andare al di là del modo tradizionale di utilizzare i chakra. Mi aspetto che ogni lettore abbia una reazione diversa, fatto che giudico come positivo.

Non presento queste idee come verità assolute, ma piuttosto come “lavori in corso”, e quando il lettore sperimenta qualcosa di diverso da ciò che presento, lo incoraggio a proseguire con la propria verità personale. Non è altro che questo: accedere alla propria personale esperienza dei vari centri di coscienza.

Provate, e la vostra esperienza diretta verificherà la validità di questo sistema come guida per percepire le esperienze della vita. Vi aiuta a sapere su quale livello di coscienza state operando in un dato momento. Vi fornisce una mappa per attivare e sperimentare altri livelli di coscienza. Quando nella vita sorgono problemi, prove e difficoltà, il modello dei chakra vi fornisce uno strumento che vi aiuta a identificare in voi la fonte del conflitto.

Chiunque segua un percorso di ricerca alla fine realizza questo: identificare la sorgente interna è essenziale per liberare il sé. L'ideale è sviluppare una coscienza elastica: muoversi liberamente attraverso la totalità del proprio essere; immergersi pienamente nel significato della propria vita personale e nelle lezioni di questa incarnazione, mantenendo la capacità di riemergere dal proprio sé separato per sperimentare la bellezza della propria connessione con la realtà collettiva e con il Divino.

In questa esplorazione dei chakra mi concentrerò sui 7 chakra principali tradizionali. Oggigiorno si fanno grandi congetture sui chakra, spingendosi oltre i 7 tradizionali che abbiamo a disposizione, tuttavia in questo libro lascerò da parte questa tendenza per concentrarmi esclusivamente sui 7 classici.


 Indice

Ringraziamenti

Prefazione

Sezione I: Introduzione

I chakra: energia di vita
Equilibrio
Lasciarsi andare
Pulire le finestre
Sezione II: I Chakra

Il bisogno di sopravvivenza: il Primo Chakra
La ricerca del piacere: il Secondo Chakra
L’impulso del potere: il Terzo Chakra
La ricerca dell’amore: il Quarto Chakra
La voce dell’espressione creativa: il Quinto Chakra
Il desiderio di trascendenza: il Sesto Chakra
L’abbandono alla spiritualità: il Settimo Chakra
Sezione III: Saggi

La danza di ego, anima e spirito
I voti e i chakra
Trasformazione dell’energia
Punto di vista antagonista vs. visionario
Fate suonare il sintetizzatore del vostro essere
Fasi di preghiera
Preoccupazione come energia
Onorare la propria energia
Kundalini
Un mito
Sezione IV: Esercizi e meditazioni

Esercizi di visualizzazione
Meditazione sui Chakra
Meditazione del cielo e della terra
Appendice

Tabella dei Chakra
Bibliografia e letture consigliate
Indice analitico


Conosci i tuoi Chakra - Libro >> http://goo.gl/Md70it
Svela il tuo potenziale e libera la tua energia
David Pond


martedì 17 novembre 2015

Spiritualità: perché è così importante?



Spiritualità: perché è così importante?

Avvicinarsi ai chakra e alla filosofia tantrica è fondamentale per indagare una spiritualità più profonda. La scrittrice Anodea Judith ci spiega perché nel suo libro

La redazione S&C - 16/11/2015



Spiritualità: perché è così importante?

Ci troviamo ora ad affrontare un periodo mai visto prima nello sviluppo umano.
Mentre attraversiamo questo momento particolare della storia, dobbiamo impegnarci a erigere ponti fra il passato e il futuro, non solo costruendo modelli adatti a realtà nuove, ma continuando ad aggiornare i vecchi modelli per mantenerli validi in una cultura in via di così rapido cambiamento, una cultura che indaga sempre di più il significato di spiritualità.

Anodea Judith, scrittrice famosa in tutto il mondo, si è spesso interrogata sul perché la spiritualità sia sempre più determinante al raggiungimento di un equilibrio che serve al corpo, oltre che alla mente.
Nel suo libro, “Chakra, ruote di vita” di cui vi proponiamo un estratto, è descritta la teoria metafisica che sta alla base del sistema dei chakra, fondamentale a suo parere. Perché? Perché più che una semplice raccolta di centri di energia situati all’interno del corpo umano, i chakra si rivelano una mappa profonda di princìpi universali, inestricabilmente connessi fra loro come piani progressivamente trascendenti della realtà.


Estratto dal libro “Chakra, ruote di vita”

Spiritualità non significa solo sacrificio
Io non credo che dobbiamo sacrificare il nostro entusiasmo e il nostro interesse nei confronti della vita per poter crescere spiritualmente, e non considero la spiritualità come un elemento in opposizione all’esistenza terrena; né, tanto meno, ritengo che la crescita spirituale richieda un forte dominio e un saldo controllo delle nostre nature biologiche innate, e quindi della vita stessa.
Io credo che tutto ciò rientri in un sistema di controllo che, se era appropriato in un’epoca precedente, è assolutamente inadatto alle esigenze attuali del nostro tempo.

Perché avvicinarsi alla spiritualità
L’interesse a riappropriarsi del proprio corpo e il riconoscimento della sacralità della Terra sono cresciuti in modo esponenziale, insieme all’idea che la materia abbia un suo innato valore spirituale.

Abbiamo imparato che la repressione delle forze naturali crea effetti collaterali sgradevoli e offusca le energie.

Svalutare la Terra crea crisi ecologiche.
Ignorare il proprio corpo provoca malattie.


L’importanza dei chakra e della filosofia tantrica nella spiritualità

Le filosofie tantriche da cui emergono i chakra sono una sorta di intreccio.
I loro numerosi fili si intersecano in un tessuto di realtà che è al tempo stesso complesso ed elegante.

Il tantra è una filosofia a favore della vita e a favore della spiritualità.
Esso riunisce spirito e materia nel suo tutto originario, e tuttavia continua a muovere quel tutto lungo la sua spirale evolutiva.

Ora abbiamo finalmente il privilegio di intrecciare le conoscenze della civiltà antica e di quella moderna in un’elegante mappa per il viaggio evolutivo della nostra coscienza. Questo volume vuole appunto essere la mappa per quel viaggio. Consideratelo un manuale d’uso per i chakra.

Descrive gli esercizi quotidiani, mentali e fisici, che aiutano a progredire nel Sistema dei chakra, partendo dal primo, il chakra sacrale, e risalendo fino all'ultimo, quello della corona.
 
Se rifletterete e intraprendere questo viaggio ricco e pieno di colori,  i vostri chakra diventeranno una lente attraverso cui guardare la vostra vita e il mondo intero.

Otteniamo molto di più
quando vogliamo fare qualcosa
che non quando pensiamo di doverlo fare.

Anodea Judith
Chakra Ruote di Vita - Libro >> http://goo.gl/n4EiYs
Per vivere con serenità l'amore, il sesso, i rapporti con gli altri e ritrovare il benessere di corpo e mente

Franco Nanetti
Psicologia e Spiritualità
Itinerari di consapevolezza del vivere quotidiano

Mario Thanavaro (Achaan)
Spiritualità Olistica
L’alba di un nuovo risveglio


lunedì 24 agosto 2015

Il settimo chakra come non lo avevi mai pensato

Il settimo chakra come non lo avevi mai pensato

Il settimo chakra e il suo significato

di Valentina Balestri - 22/08/2015



Il settimo chakra come non lo avevi mai pensato

Settimo chakra: ultimo, ma non meno importante, è chiamato chakra della corona e rappresenta l’intero nostro essere in questo mondo (e in tutti i “mondi possibili”).
Mi spiego meglio: l’energia parte dal chakra della radice, sale verso quello sacrale, passa dal chakra del plesso solare, attraversa quello del cuore e della gola, arriva al chakra del terzo occhio e si fonde con il settimo chakra. Qui, nel chakra della corona, questa energia può espandersi esponenzialmente e raggiungere tutte le innumerevoli dimensioni.
Immaginate una scarica elettrica che parte dalla terra, risale verso la sommità del vostro capo e accende un’immensa luce che illumina il buio tutt’intorno. Ovunque!
Non a caso, il suo simbolo è un fiore con mille petali, che simboleggia la completezza e l'illuminazione, conseguenza del risveglio delle potenzialità umane.

Se il settimo chakra è in equilibrio

Il concetto di unità è fondamentale.
Se il settimo chakra è in equilibrio e in connessione con tutti gli altri chakra, vi sentirete indissolubilmente uniti, nel bene e nel male, con tutti gli esseri viventi e non.
Il fine è provare, quindi, un senso di empatia profonda, fino a percepire le emozioni altrui, degli altri uomini, degli animali, ma anche delle montagne e dei fiumi, e farne tesoro.
Non è semplice immaginare ciò. Provare questo sentimento però è possibile.

Al posto della lezione di yoga, un ricordo...

L’anno scorso, per la prima volta, ho visto l’oceano.
La cosa che più ricordo è il suo respiro.
Un giorno, mentre stavo osservando i movimenti delle onde, quasi ipnotizzata, iniziai a sincronizzare il mio respiro con quello che credevo fosse dell’oceano: respiravamo lentamente, profondamente, respiravamo come se fosse naturale farlo assieme.
Ricordo di aver provato una sensazione strana ma bellissima: sentivo che in quel respiro c’ero io, c’era l’oceano, c’era il respiro dei pesci e di tutte le creature che abitavano quell’enorme casa senza gravità, ma c’era anche il respiro di tutti coloro che l’oceano lo stavano guardando, magari dall’altra parte del mondo.
 
Quel respiro ci legava:
era uno,
ma era anche ognuno di noi
e allo stesso modo era tutti noi.

Quel senso di appartenenza e unità mi fece sentire "intera" e, per quanto raro sia, anche intimamente felice.
Ancora oggi pensarci, mi fa tornare il sorriso.

Marilia Albanese, Gabriella Cella Al-Chamali, Fiorenza Zanchi
I chakra >> http://goo.gl/tvo1Sa
L'universo in noi
Editore: Xenia Edizioni
Data pubblicazione: Gennaio 1996
Formato: Libro - Pag 126 - 13x19
Nuova Ristampa: Aprile 2015



mercoledì 5 agosto 2015

Risveglia i Chakra

Risveglia i Chakra

Insegnamenti e tecniche per corpo mente e anima - Filosofia, Pratiche, Posizioni Yoga, Preghiere, Vita Quotidiana

di Jayadev Jaerschky



Risveglia i Chakra - Libro

Il potere dei Chakra può diventare tuo!

Per tutti noi che ci sentiamo alle soglie della grande evoluzione attuale, questo libro-rivelazione arriva al momento giusto. I chakra ci offrono una chiave potente per far fiorire il nostro corpo, la nostra mente e la nostra anima: quando sono in equilibrio ci portano salute radiosa, magnetismo ed evoluzione spirituale. Come possiamo usare pienamente il loro potere?

Basato su insegnamenti originali e inediti del grande maestro indiano Paramhansa Yogananda (autore della famosa Autobiografia di uno yogi) e del suo discepolo Swami Kriyananda, questo libro presenta un panorama completo dell’argomento.

La forza unica di questo straordinario manuale è che combina un insegnamento illuminato con tecniche applicabili da tutti. Ogni capitolo offre pratiche che permettono di esplorare personalmente i chakra: come percepirli, come stimolarli, come aprirli. In questo modo potrai sperimentare direttamente la vasta applicazione dei chakra, ad esempio il segreto legame yogico tra i chakra e la musica, l’arte, i mantra, le posizioni yoga, le Scritture e tante altre discipline.

Un libro-guida per tutti – sia per chi comincia oggi a esplorare questo tema, sia per gli yogi avanzati – per dischiudere le porte interiori che conducono alle più alte potenzialità del nostro essere, allo Spirito vivo e vibrante che pulsa in ciascuno di noi.

Gli insegnamenti dello yoga sono stati tramandati da maestro a discepolo, in una catena ininterrotta che ha attraversato i secoli fino a giungere a noi. Paramhansa Yogananda è stato uno di questi grandi maestri. Questo libro e la straordinaria raccolta dei suoi insegnamenti sui chakra, frutto delle sue esperienze mistiche e colmi di rivelazioni illuminate e originali.

Il risultato è un manuale unico, completo e di uso quotidiano per esplorare questo territorio interiore: un libro ricco non solo di informazioni, ma anche di stimoli ed esercizi.

L'autore ha adattato questi insegnamenti antichi e universali ai tempi moderni, senza mai perdere l' integrità del messaggio originale. Avendoli praticati e incarnati quotidianamente per lungo tempo e con amore, ha potuto trasmettere con un linguaggio chiaro:

il ruolo dei chakra per la nostra salute fisica e psicologica
i chakra nei rapporti umani
i chakra come porte alla vita spirituale
i chakra nella musica e nell'arte
l'aspetto più mistico dei chakra
Vai oltre il mondo fisico... e scopri il grande potere che è in te!


Da acquistare perché

Si tratta di un compendio approfondito e davvero esaustivo sui chakra, ma soprattutto l'unico libro sui chakra secondo gli insegnamenti di Paramhansa Yogananda. È ricchissimo di informazioni, spesso inedite e sorprendenti, e in ogni capitolo contiene utili pratiche per scoprire personalmente i chakra: come percepirli, come stimolarli, come aprirli per ottenere profondi benefici.

Con profondità, chiarezza, e con la leggerezza che lo contraddistingue, Jayadev descrive il potere dei chakra a tutti i livelli della nostra vita: per corpo, mente, anima; per i nostri rapporti; per la nostra armonia con la natura e l’universo; per il modo in cui gli altri ci percepiscono; per la musica e l’arte; e naturalmente i chakra nelle posizioni yoga.

L'ultima parte descrive le applicazioni più profonde ed esoteriche dei chakra, che per gli yogi avanzati diventano delle vere e proprie porte verso la coscienza universale e il contatto con lo Spirito.


Studio dei Chakra - Estratto da "Risveglia i Chakra" di Jayadev Jaerschky

L’universo riflesso in noi

Non stiamo affrontando un argomento da poco in questo libro!
I sette chakra manifestano in noi la struttura stessa della creazione.

In effetti (non spaventarti!) ogni ricercatore della Verità dovrebbe studiarli ed esplorarli per tutta la vita. Passo dopo passo, essi conducono a una comprensione completa. Conoscere in profondità i sette chakra significa comprendere il mondo. Significa essere condotti alla realizzazione del Sé, e quindi all’unione con il cosmo.

Non sarà mai possibile, ovviamente, trarre una comprensione così profonda da uno studio teorico, ma solo dall’intuizione interiore. Come dice saggiamente un proverbio persiano: «Cerca la verità nella meditazione, non in libri ammuffiti. Cerca la luna nel cielo, non in uno stagno». Lo “stagno” di questo libro, quindi, potrà fornirti solo l’ispirazione per sollevare lo sguardo verso “il cielo”.

Cominciamo, quindi, chiedendoci: che cosa possiamo trovare lassù, nel “cielo”?

I sette chakra: un riflesso cosmico

Secondo gli antichi rishi (santi), tutto il nostro universo, il nostro macrocosmo, emerge da una Fonte Cosmica, lo Spirito, che essi chiamano Brahman o Sat-Chit- Ananda. Swami Vivekananda, uno yogi illuminato del secolo scorso, ha dato questa spiegazione: «Brahman ... non ha nulla all’infuori di Se Stesso; nulla di nulla. Tutto questo, in realtà, è Lui. Lui è nell’universo. Lui è l’universo stesso».

Puoi comprendere questo meccanismo quando sei al cinema. Durante il film, proprio nel momento più intenso e drammatico, solleva per un attimo lo sguardo: noterai che tutte le immagini avvincenti che vedi sullo schermo provengono da un raggio di luce privo di immagini, che viene emanato da un proiettore nascosto. Allo stesso modo, tutto il nostro mondo, con i suoi infiniti drammi, proviene dall’unica luce bianca che emerge da una Fonte Cosmica: Brahman, o Spirito.

Il nostro universo, una volta creato, contiene sette elementi specifici. Cinque di essi costituiscono i “mattoni” fondamentali di cui è fatto l’intero cosmo:

terra;
acqua;
fuoco;
aria;
etere.

Prendiamoci un attimo per riflettere sul ruolo dei cinque elementi nel nostro mondo:

senza l’elemento terra non ci sarebbe lo stato della materia solida;
senza l’elemento acqua non ci sarebbe lo stato liquido;
senza l’elemento fuoco non ci sarebbe il calore;
senza l’elemento aria non ci sarebbe lo stato gassoso;
senza l’elemento etere non ci sarebbe lo sfondo sul quale manifestare il “film” cosmico.

Questi non sono letteralmente elementi fisici (come la terra che si attacca alle nostre scarpe quando camminiamo in un campo), ma elementi vibratori. La Vibrazione Cosmica Intelligente, l’AUM, vibra in cinque diverse frequenze: l’etere è una vibrazione più veloce, l’aria vibra più lentamente, il fuoco è ancora più lento, e così via.

In altre parole, dall’Immobilità Eterna emerge una vibrazione primordiale, che va sempre più diminuendo la propria frequenza. Tutta la creazione è fatta di queste cinque diverse frequenze vibratorie. Yogananda afferma: «Diverse velocità vibratorie, equilibrate in un ritmo cosmico, creano davanti a noi il maestoso cosmo».

I cinque elementi – etere, aria, fuoco, acqua e terra – compongono tutta la materia: il nostro universo esteriore.

I due elementi restanti sono nascosti e non appartengono a questo mondo:

lo Spirito nella creazione;
lo Spirito al di là della creazione.
Insieme agli altri cinque elementi, essi compongono i sette elementi che costituiscono collettivamente l’intera creazione: il suo aspetto materiale e immateriale.

Il nostro corpo

Gli stessi sette elementi di cui è composto il cosmo costituiscono anche il nostro corpo. I chakra sono i centri di energia nella nostra spina dorsale dove risiedono questi sette elementi di base. Tutti insieme, essi creano la completezza.

Prova a pensare: i sette elementi che risiedono nei nostri chakra sono una chiave essenziale della vita, del benessere di corpo, mente e anima. Questa “unione di sette” è la matrice della vita, la struttura che ci guida verso il completo equilibrio e la perfetta armonia con la Natura.

Non c’è da stupirsi che il numero sette sia sempre stato istintivamente riconosciuto come un numero sacro in tutte le tradizioni spirituali.

Illustreremo di seguito i sette elementi con i rispettivi chakra, divisi nei due elementi dello Spirito e nei cinque “mattoni” della materia.


7 - Sahasrara chakra

Il suo “elemento” è la Coscienza Cosmica, ovvero lo Spirito al di là della creazione. Yogananda lo ha anche definito “etere di beatitudine”.


6 - Agya chakra

Ha due poli: il primo è situato tra le sopracciglia, il secondo nel midollo allungato, all’estremità superiore della spina dorsale fisica. Entrambi contengono l’“elemento” della Coscienza Cristica, ovvero lo Spirito nella creazione. Yogananda lo ha anche definito “super-etere”.

Come abbiamo già detto, questi due chakra superiori contengono lo Spirito dentro e oltre il corpo. Rappresentano le nostre radici celesti, la nostra origine divina.

Gli altri chakra sono la dimora dei cinque elementi “materiali”:


5 - Vishuddha chakra

È la sede dell’elemento ETERE.


4 - Anahata chakra

È la sede dell’elemento ARIA.


3 - Manipura chakra

È la sede dell’elemento FUOCO.


2 - Svadhisthana chakra

È la sede dell’elemento ACQUA.


1 - Muladhara chakra

È la sede dell’elemento TERRA.

In termini diversi, ognuno dei nostri cinque chakra inferiori vibra con un elemento specifico: terra, acqua, fuoco, aria, etere. Ogni cosa nella creazione, secondo l’antica scienza dello yoga, è fatta di questi elementi, incluso il nostro corpo. Questi cinque elementi, quindi, sono estremamente importanti per noi, a tutti i livelli, poiché sono i “mattoni” della Natura. Sono tutti necessari per condurre una vita sana e felice.

“Ruote” di energia

I sette centri energetici sono chiamati chakra, che significa “ruota”, perché l’energia e la luce si irradiano all’esterno da essi come dal mozzo di una ruota. Si può anche descriverli come dei vortici di energia.

Da dove viene l’energia irradiata dai chakra? Yogananda spiega che non proviene dal nostro corpo, ma da una Fonte Cosmica: l’energia cosmica entra nel nostro corpo attraverso il polo negativo (cioè ricettivo) del sesto chakra (agya chakra), che è situato nel midollo allungato, nel punto in cui la spina dorsale si congiunge con la base del cervello. Il midollo allungato, in altre parole, agisce come un’antenna per l’energia cosmica (l’AUM) ed è la sede della vita nel corpo.

Successivamente, quell’energia viene immagazzinata nel settimo chakra, sahasrara chakra (chiamato anche “chakra della corona”), che è la principale dinamo del nostro corpo astrale (corpo di energia). Da lì il prana fluisce verso il basso ed è distribuito dai cinque chakra inferiori, o sotto-dinamo, alle diverse parti del corpo. Ogni chakra, quindi, è essenziale per la nostra vita.

La “sinfonia” dei chakra

Immagina le sette note musicali di un’ottava: sono tutte necessarie per creare una bella e ricca sinfonia. Se una nota manca o è debole, la sintonia non ha più un bel suono. Per creare armonia, tutte e sette le note devono essere accordate correttamente tra loro. Ogni nota svolge un ruolo importante nella sinfonia. Ogni nota, inoltre, può essere suonata nella sua piena purezza e bellezza o con scarso talento. Ognuna è disposta in modo armonioso dal compositore, per creare la grandezza della sinfonia. Tutto questo descrive perfettamente i nostri chakra, i sette centri sottili di energia e coscienza dentro di noi.

Rifletti sull’importanza dei chakra per la nostra vita:

CORPO: l’energia emanata dai chakra alimenta ogni organo, arto e funzione fisica con la necessaria forza vitale (prana). Un flusso debole crea malattia, un flusso forte crea salute. Il prana è il grande guaritore e tutto il prana nel nostro corpo viene emanato dai chakra.

MENTE: i chakra contengono coscienza e determinano il nostro stato psicologico. In essi si trovano tutti i nostri stati mentali, sia quelli positivi sia quelli deleteri. Una condizione mentale sana richiede equilibrio e armonia tra i cinque elementi fondamentali, nonché tra i due elementi divini.

ANIMA: i chakra non sono solo fondamentali per la nostra vita esteriore, ma anche per la nostra vita interiore. Sono le porte che ci conducono nell’intimo di noi stessi, nel regno della nostra anima, nei misteri più profondi del nostro essere. Si dice che l’anima possieda otto qualità: gioia, amore, pace, calma, potere, saggezza, luce e suono. Quanto più ci avviciniamo interiormente ai chakra, tanto più queste qualità naturali si manifestano nella nostra vita, donandoci il più grande appagamento possibile.

Per riassumere: nella nostra vita interiore i chakra sono percepiti come “templi” o “tabernacoli”, che consentono a noi esseri umani di sperimentare ed esprimere gli aspetti più sublimi della divinità.

Nella nostra vita esteriore la conoscenza dei sette elementi ci offre una chiave pratica, con la quale possiamo ottenere un naturale senso di completezza, armonia ed equilibrio, mettendoci perfettamente in sintonia con Madre Natura. Quando questi elementi naturali presenti nei nostri chakra interagiscono armoniosamente tra loro, creano salute, bellezza e felicità nella nostra vita.

Questo libro offre molte informazioni sui chakra, esplorandone le dimensioni interiori ed esteriori. Verranno spiegati molti aspetti, alcuni dei quali un po’ complessi. La verità fondamentale, tuttavia, è semplice: quando facciamo l’esperienza dei chakra, essi iniziano a colmarci di un fiume di felicità interiore. Questa esperienza comincerà pian piano, per poi intensificarsi con il tempo. Allora non sarà più necessario alcun libro. La Bhagavad Gita, la più amata Scrittura dell’India, afferma questo concetto con parole meravigliose (2,46): «Per colui che conosce Brahman (lo Spirito Supremo) i Veda non hanno maggiore utilità di quanta ne abbia un pozzo quando il terreno circostante è completamente allagato». Questo “allagamento” viene dalla nostra esperienza personale.

La caccia al tesoro interiore

Hai mai sognato di cercare ricchezze sepolte in qualche luogo nascosto? O di trovare un incredibile tesoro immergendoti nelle profondità del mare? O di scoprire un magico e segreto Shangri-La? Probabilmente sì. Il motivo di questo sogno assai comune è semplice: a un livello profondo, tutti noi sappiamo di aver perduto qualcosa di grande e prezioso e proviamo il desiderio istintivo di ritrovarlo, in qualche luogo, in qualche modo. È un istinto primordiale della nostra anima, che vuole riappropriarsi dei suoi tesori perduti. Di solito, però, la nostra “caccia al tesoro” non ci conduce verso il nostro oro interiore, ma all’esterno, verso le acquisizioni materiali, la carriera, i possedimenti, il romanticismo, il perfetto luogo di vacanza, le apparenze, l’approvazione degli altri, l’eccitazione, le feste e così via.

Sfortunatamente, questa direzione esteriore ha come risultato l’esatto contrario: invece di trovare il nostro tesoro, neghiamo a noi stessi ciò che di più prezioso e piacevole c’è nella vita. Anche se alla fine raggiungiamo il nostro importante traguardo esteriore, ad esempio un grande successo, la felicità ci sfugge comunque, perché ben presto un senso di mancanza si impossessa nuovamente di noi: mancanza di amore, di pace interiore, di potere, di autostima, di gioia duratura. Questo vuoto incolmabile può essere riempito solo da una fonte interiore.

L’educazione dei bambini

Se amiamo i nostri bambini, dovremmo insegnare loro a trovare quella fonte: a sviluppare non solo la vita esteriore, ma anche quella interiore. I bambini dovrebbero imparare a vivere una vita semplice con ideali elevati. In questo modo, apriremo per loro la porta della più grande felicità. I bambini sentono i chakra più facilmente degli adulti, se si insegna loro a meditare. Ad esempio, potrebbero vedere presto i loro colori, semplicemente perché queste cose sono naturali come il respiro.

Swami Kriyananda ha descritto le esperienze di quando era bambino nella sua autobiografia, Il nuovo Sentiero: «Percepivo intuitivamente che doveva esistere una realtà superiore: forse un altro mondo, radioso, bello, armonioso, in rapporto al quale questa dimensione terrena non era altro che un esilio. Suoni e colori meravigliosi mi facevano fremere fin quasi all’estasi. Qualche volta coprivo un tavolo fino a terra con una variopinta coperta dei nativi americani, poi mi accovacciavo lì dentro e quasi bevevo quei colori luminosi. Altre volte, osservando intensamente il prisma creato dall’ampio bordo di uno specchio sul tavolino da toilette di mia madre, immaginavo di vivere in un mondo di luci iridescenti. Spesso, di notte, mi vedevo permeato di una radiosa luce interiore e la mia coscienza si espandeva oltre i confini del corpo».

Queste sue esperienze erano certamente straordinarie, ma non uniche: altri adulti ricordano esperienze celestiali vissute nell’infanzia, quando avevano meno filtri mentali.

Il nostro vero Sé

L’uomo è un’anima e ha un corpo. Di solito, tuttavia, siamo convinti dell’esatto contrario: «Sono un corpo!». Questa percezione è una crudele illusione (chiamata avidya dagli yogi), poiché genera inevitabilmente dolore e sofferenza. In verità, noi siamo esseri spirituali, liberi, impegnati in un temporaneo viaggio nell’esperienza fisica durante il quale dovremmo imparare e divertirci. L’apprendimento e il divertimento, tuttavia, diventano molto più facili se sappiamo dove imparare, cosa imparare e come divertirci. I chakra sono una buona direzione in cui orientarci, poiché sono una fonte di saggezza, armonia, felicità e gioia divina. Sono anche delle porte, che si aprono sull’universo e ci permettono di andare oltre il piccolo ego.

La nostra anima regale è sempre libera: non nasce e non muore, come gli yogi insegnano da millenni. L’anima possiede tre attributi fondamentali: esistenza (Sat), coscienza (Chit ) e beatitudine (Ananda). Realizzare il Sé significa sperimentare finalmente che non siamo un corpo destinato a perire, ma che la nostra vita è eterna e beata. Durante il nostro viaggio terreno verso la realizzazione di noi stessi come “figli di Dio”, molti misteri si dischiudono davanti a noi, uno alla volta. Uno di essi è la vastità dei nostri chakra.

Pratica!

Il viaggio interiore richiede pratica. I filosofi da salotto, che non trasformano la teoria in azione, perderanno tutto l’intrattenimento interiore. Sarebbe come leggere un libro che parla di una pizza deliziosa, senza mai assaggiarla. Tutta la teoria sui chakra è utile solo se ci stimola a praticare, così da poter assaggiare le “prelibatezze” dell’appagamento interiore.

Neppure la scienza ci “nutrirà” veramente. Anche se le future strumentazioni scientifiche dovessero riuscire a fotografare accuratamente i chakra, essi rimarrebbero comunque per noi una fredda teoria. Solo la pratica quotidiana ci consente di sperimentarli. Quello che i libri possono fare, tuttavia, è aiutarci a comprendere cosa praticare, come praticare e perché praticare. Ecco, dunque, il vero scopo di queste pagine: dare informazioni, incoraggiamento e metodi per scoprire, sperimentare e conoscere i chakra.

Per questo motivo, alla fine di ogni capitolo verranno offerte delle tecniche specifiche, che sono più importanti di tutta la teoria. Ti prego di ricordare che la saggezza non si assimila con gli occhi, ma con gli atomi. Per godere dei sapori sottili di questo mondo non abbiamo bisogno di un intelletto acuto, ma di una più profonda percezione interiore. Il mondo interiore, come ci dicono gli “intenditori”, è «supremamente godibile».

La corretta traslitterazione

Una volta un grande yogi himalayano, Swami Paramananda, nello spiegare i chakra a me e ad altri pellegrini ebbe difficoltà a ricordare i loro nomi sanscriti e addirittura ne invertì un paio. Ma che importanza ha? Egli percepiva chiaramente i chakra, ne controllava coscientemente l’energia e parlava attingendo alla sua profonda esperienza interiore. In poche parole: l’occhio spirituale si scrive agya o ajna? È corretto scrivere sushumna o susumna? Semplicemente, non importa. Possiamo lasciare queste dispute agli studiosi. Di solito, per gli yogi, questo non ha importanza, così come non ne aveva per Yogananda, che non usò neppure la parola chakra ma li chiamò semplicemente “centri”.

Le correnti risanatrici dei chakra

In ogni caso, se comincerai a praticare regolarmente, arriverà probabilmente il giorno in cui ti accorgerai che i chakra saranno diventati una componente naturale della tua vita quotidiana, della tua consapevolezza. Non potrebbe succederti niente di meglio! All’improvviso potrai forse percepire un fiume di felicità interiore. Yogananda scrive nell’Autobiografia di uno yogi che il sonno ci rigenera di notte grazie alle correnti risanatrici dei chakra: «L’uomo, nel sonno, diventa uno yogi; ogni notte egli compie inconsciamente il rito yogico di liberarsi dall’identificazione corporea e di fondere la forza vitale con le correnti risanatrici nella regione cerebrale principale e nelle sei “dinamo secondarie” dei suoi centri spinali. Il dormiente attinge così, a sua insaputa, alla riserva di energia cosmica che sostiene la vita intera».

Questa riserva è in attesa di essere scoperta da tutti noi, non solo nel sonno, ma consapevolmente, attraverso la nostra pratica quotidiana dello yoga.


Indice

Prefazione
Introduzione di Antonio Nuzzo

PRIMA PARTE: I chakra: la struttura della vita

Capitolo 1: I sette elementi
Capitolo 2: «Come sopra, così sotto»: tre mondi, tre corpi
Capitolo 3: L’albero della vita

SECONDA PARTE: I chakra per il corpo, la mente e l’anima

Capitolo 4: I chakra e il CORPO
Capitolo 5: I chakra e la MENTE
Capitolo 6: I chakra e l’ANIMA

TERZA PARTE: I chakra nella vita quotidiana

Capitolo 7: Come rafforzare l’aura
Capitolo 8: I chakra e i rapporti
Capitolo 9: Gli elementi dei chakra nelle scienze vediche: Ayurveda, astrologia e architettura
Capitolo 10: I chakra e la musica
Capitolo 11: I chakra e l’arte
Capitolo 12: Posizioni yoga per i chakra

QUARTA PARTE: I chakra nelle Scritture

Capitolo 13: I chakra negli Yoga Sutra di Patanjali
Capitolo 14: I chakra nella Bhagavad Gita
Capitolo 15: I chakra nella Bibbia

QUINTA PARTE: Lo scopo più elevato dei chakra

Capitolo 16: Verso il “Regno di Dio”
Capitolo 17: Il risveglio di Kundalini

SESTA PARTE: Un contributo scientifico

Capitolo 18: Cenni scientifici sui chakra

EPILOGO: La terra della salvezza


Jayadev Jaerschky
Discepolo di Paramhansa Yogananda attraverso Swami Kriyananda, è uno dei principali insegnanti di yoga, meditazione e filosofia di Ananda. Pratica lo Yoga e la meditazione dall'età di 15 anni e risiede nel centro Ananda nei pressi di Assisi dal 1989. Ha insegnato in molti paesi europei e anche in India, Egitto, Stati Uniti e Russia. Guida regolarmente pellegrinaggi in India, dirige l'Accademia Europea di Ananda Yoga per la formazione di nuovi insegnanti. E' autore di sei libri sullo yoga e la spiritualità. E' Kriyacharya, ovvero autorizzato a dare l'iniziazione al sacro Kriya Yoga.


Jayadev Jaerschky
Risveglia i Chakra - Libro >> http://goo.gl/nofI8V
Insegnamenti e tecniche per corpo mente e anima - Filosofia, Pratiche, Posizioni Yoga, Preghiere, Vita Quotidiana
Editore: Ananda Edizioni
Data pubblicazione: Luglio 2015
Formato: Libro - Pag 278 - 15x21 cm - brossura