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mercoledì 7 settembre 2016

Come usare l'Enneagramma Biologico




Come usare l'Enneagramma Biologico

La nuova teoria dei Sottotipi: la via della guarigione e dell’immortalità - Storie sulla via della guarigione attraverso il lavoro con l’Enneagramma Biologico, le Leggi del dottor HAMER e il disegno unificato di tutto di Maurizio Forza

di Manuele Baciarelli



Il percorso che porta ognuno verso l’uscita dalle recidive e direttamente verso il nuovo sé.

Uno dei messaggi importanti del dr. Hamer è che la causa principale della morte è, molto spesso, la recidiva conflittuale e, non riuscendo a spiegarne la ragione, aveva concluso che la recidiva aveva un senso biologico.

Freud la chiamava “Coazione a ripetere”, come fosse un demone maligno. Se continuiamo a ripetere sempre i soliti comportamenti ecco che è facile riprodurre i soliti sintomi, saturando così aree cerebrali, tessuti, comportamenti e, alla fine, MORIRE. È una legge fisica.

La natura, l’universo, l’osservatore, l’anima, Dio vogliono che noi ci muoviamo e sperimentiamo sempre cose nuove e non è più un discorso di consapevolezza, coscienza o, genericamente, “miglioramento”. L’universo è in continua espansione e vuole che noi sperimentiamo cose nuove, diverse e la nostra personalità fa di tutto per spostarci e ci invia, per questo, una miriade di segnali.

Come dice Maurizio Forza : “Tutto il lavoro da fare è sperimentare tutto ciò che c’è e riportarlo come informazione fisica, emozionale, neurologicamente ed ormonalmente sperimentata, al nostro “capo” generatore, che è stato l’osservatore del campo quantico iniziale delle pure informazioni non ancora in essere”.

LA VIA DELL’IMMORTALITA’ è tutto qui: creare coscientemente la nostra stupefacente realtà!

Chi è l’osservatore? Chi crea la propria realtà? La personalità! Anzi, le 9 personalità, che rappresentano l’unica possibilità di manifestarsi attraverso le legge fisiche che muovono l’universo.

In questo libro verranno riportati e descritti diversi casi di persone (4 casi per ciascuna delle 9 personalità) che dimostrano come, osservando tutti i segnali che ci arrivano, sia possibile CAMBIARE E RICREARE LA NOSTRA REALTÀ E NON ESSERE PIU’ VITTIME DEL PROPRIO DESTINO.


Leggi un estratto dal libro di Manuele Baciarelli "Come usare l'Enneagramma Biologico"

Introduzione - Come usare l'Enneagramma Biologico - Libro di Manuele Baciarelli

Uno dei messaggi importanti del dr.Hamer è che una delle cause principali della morte, molto spesso, è la recidiva conflittuale e non riuscendo a spiegarne la ragione aveva concluso che questa aveva un senso biologico:

«... il paziente nella cicatrice conflittuale-psichica ha pure il suo tallone di Achille psichico, il suo punto debole. E' attirato quasi magicamente dal medesimo conflitto, ovvero cade sempre nella stessa trappola, anche se lo sa. Ho riflettuto a lungo arrivando alla convinzione che ciò è previsto dalla natura... ho visto così tante recidive conflittuali con esito nefasto, insensate e del tutto non necessarie dal punto di vista logico-razionale, che ho dovuto accettare ufficialmente questa visione».

Freud dice la stessa cosa a proposito della "coazione a ripetere", come fosse un demone maligno e nel suo saggio degli anni venti, sostiene che «Al di là del principio di piacere, nella vita psichica esiste davvero una coazione a ripetere la quale si afferma anche a prescindere dal principio di piacere».

Se continuiamo a ripetere sempre i soliti comportamenti ecco che è facile riprodurre i soliti sintomi, saturando così aree cerebrali, tessuti, comportamenti fino a morirne. È una legge fisica.

La natura, l'universo, l'osservatore, l'anima, Dio vogliono che noi ci muoviamo e sperimentiamo sempre cose nuove e non è più un discorso di consapevolezza, coscienza o, genericamente, "migliorare". L'universo è in continua espansione e vuole che noi sperimentiamo cose nuove, diverse e la nostra personalità fa di tutto per spostarci e ci invia, per questo, una miriade di segnali.

Il messaggio profondo è: "sperimenta una volta e passa oltre...", altrimenti recidivi e... te ne vai!

L'obiettivo di questo libro è molto ambizioso: la via della guarigione e dell'immortalità, ripartendo dall'enneagramma, rivisitato e modificato (mi aspetto la scomunica da parte dei guru dell'enneagramma), alla luce delle geniali intuizioni di Maurizio Forza e ripartendo proprio dal concetto della recidiva conflittuale e, soprattutto da una nuova visione dell'origine della personalità e della teoria dei sottotipi.

Il mio desiderio è quello di esplorare l'Enneagramma partendo da casi reali e ripartendo da una nuova visione della teoria dei sottotipi e investigare il ruolo, di solito inconscio e spesso trascurato, che hanno i conflitti e di conseguenza i sintomi psichici e organici in questa ricerca.

Quale il ruolo delle passioni, il senso biologico? Cosa significa guarire? Come imparare a spostarci visto che è quello che vogliono le leggi fisiche, matematiche, biologiche e, di conseguenza, le cosiddette leggi spirituali? Cosa significa rispondere alla domanda: chi sono, dove sono, dove sto andando e, soprattutto, a che punto sono del cammino? Perché una persona è perfezionista, ossessiva, morta emotivamente, rigida, orgogliosa e invadente? Perché è uno sfigato o anche questo è previsto dalla Leggi fisiche? Qual è l'origine biologica dell'orgoglio, del comportamento seduttivo e sessualmente provocante, o il senso biologico di un perfezionista con un controllo ossessivo per l'ordine? L'organizzazione? La perfezione e il conseguente comportamento rigido sono semplicemente una compensazione? Perché ho paura, perché sono aggressivo?

Rivisiterò la teoria dei sottotipi e tratterò anche il tema della nuova filogenesi degli enneatipi, partendo dalle emozioni fondamentali, dal tipo E9 che si è prima sentito solo e abbandonato nell'universo e quando ha scelto di iniziare ad uscire da sé e incontrare qualcosa di diverso da sé, ecco che ha cominciato a sperimentare la paura (polmone e reni) e ripercorrere il viaggio che lo ha portato alla sperimentazione delle 9 personalità.

Parlerò anche di come possiamo spostarci dalla paura o dalla rigidità. Quali gli strumenti? Ma soprattutto dobbiamo o possiamo spostarci per migliorare o evolvere, o perché semplicemente è in nostra facoltà e ci è chiesto di sperimentare sempre qualcosa di nuovo?

Infine, nella seconda parte del libro, saranno riportati e descritti diversi casi di persone che dimostrano come, osservando tutti i segnali che ci arrivano, sia possibile cambiare e ricreare la nostra stupefacente realtà e non essere più vittime del proprio destino.

Inserirò anche alcuni casi che vanno oltre, ma solo apparentemente, il conflitto biologico a cui siamo stati abituati fino ad oggi studiando Hamer.

Non ci siamo mai soffermati su quelle situazioni, fatti accidentali, sogni ricorrenti, comportamenti, abitudini, che spesso accompagnano la nostra vita in modo ripetitivo e che si associano a manifestazioni fisiologiche.

Per esempio: avere spesso lo stimolo ad urinare quando si hanno in mano le chiavi di casa e si sta aprendo la porta, oppure quando si va a prelevare del denaro ad uno sportello bancomat, o ancora quella persona che ripeteva continuamente "Mi sento completamente scarico'" e da diversi mesi gli si fulminavano sempre le lampadine in casa oppure aveva l'auto, nuova di zecca, sempre con problemi elettrici. Oppure sei in costellazione motoria e ti senti poco equilibrato e guarda caso anche la tua macchina vibra e ha gli ammortizzatori da cambiare, o quando si sogna una cozza che viene punzecchiata da una mantide e magari con il tuo partner ti senti come una cozza e la sua reazione è quella di allontanarti, ferendoti in continuazione, come per dirti "La vuoi smettere? Vuoi cambiare strada?" e, magari, questa situazione è abbinata a sanguinamenti ricorrenti della mucosa del retto (conflitto di identità sessuale: sono ancora il suo uomo? la sua donna?).

Ebbene oramai possiamo iniziare a parlare anche di questi "conflitti, situazioni" che accompagnano la nostra vita.

Questo è possibile perché in base all'effetto, senza un'apparente connessione con noi o con i nostri piccoli problemi fisiologici, mi sento di dire che anch'essi sono espressione del nostro osservatorio interiore e perfettamente in linea con i nostri disturbi. Sono uno strumento meraviglioso che ci consente finalmente di interpretare tutto, sperimentare qualcosa di nuovo e spostarci da quella solita recidiva conflittuale, da quella solita modalità di comportamento che è fonte di ogni nostro malessere e che ci impedisce di creare la nostra Meravigliosa realtà.


 Indice

Ringraziamenti

Prefazione

Introduzione

Capitolo 1
Una nuova visione della personalità

La nuova filogenesi in base al lavoro di Maurizio Forza (tratto dal suo primo libro)
Capitolo 2
La Teoria degli istinti

Istinto di conservazione, sottotipo autoconservativo (fase evolutiva Io)
Istinto sessuale - fase evolutiva lOTU
Istinto sociale - fase evolutiva del NOI
Capitolo 3
La teoria dei sottotipi, varianti istintuali

La teoria dei sottotipi:"Bilancia Ormonale"
Sotottipo conservativo
Sottotipo sessuale
Sottotipo sociale
La Bilancia ormonale: Sentito maschile e femminile
Una nuova visione della teoria dei Sottotipi
I 27 sottotipi, gli spostamenti verso l'enneatipo successivo, l'intervento e i casi personali
Enneatipo E9
Interventi e storie personali

Enneatipo E1
Interventi e storie personali

Enneatipo E8
Interventi e storie personali

Enneatipo E3
Interventi e storie personali

Enneatipo E4
Interventi e storie personali

Enneatipo E2
Interventi e storie personali

Enneatipo E6
Interventi e storie personali

Enneatipo E7
Interventi e storie personali

Enneatipo E5
Interventi e storie personali

Postfazione

Bibliografia


Come usare l'Enneagramma Biologico - Libro >> http://goo.gl/PuzRVh
La nuova teoria dei Sottotipi: la via della guarigione e dell’immortalità - Storie sulla via della guarigione attraverso il lavoro con l’Enneagramma Biologico, le Leggi del dottor HAMER e il disegno unificato di tutto di Maurizio Forza
Manuele Baciarelli


mercoledì 22 giugno 2016

Il Disegno Unificato di Tutto




Il Disegno Unificato di Tutto

Se solo Mosè avesse conosciuto Hamer... - Gli studi scientifici su Alimentazione, Genetica Cellulare, Fisica Quantistica, 5 Leggi Biologiche, e Enneagramma che dimostrano l'immortalità dell'uomo

di Maurizio Forza



Finalmente è arrivato il libro che tutti stavano aspettando:
L'era delle diete è finita e quella del pensiero sta per rinascere

Dopo anni, secoli; millenni di incomprensioni e battaglie, finalmente scienza accademica, filosofia e anche spiritualità ritrovano la strada comune.

Tutto è cominciato con uno studio attento e meticoloso di ciò che ogni singolo cibo crea nel corpo: si è arrivati alla conclusione che oltre la biochimica doveva esserci qualcosa in più. Se tutti i cibi e tutte le diete esistenti per qualcuno funzionano e per qualcuno invece no, una ragione doveva essere ricercata al di fuori di essi.

Partendo da questa osservazione, sviscerando ogni ambito conosciuto in campo alimentare, l’autore ci mostra una strada meravigliosa rimasta nascosta sotto i nostri occhi.

Alla fine si è scoperto che il vaso di Pandora ed il Santo Gral sono la stessa cosa: l'apertura della conoscenza unificata tra scienza medica, genetica, neurofisiologia, gravità quantistica, leggi biologiche, enneagramma e discipline misteriche confermano ciò che tutti in fondo speravano e sentivano come vero.

Un lavoro monumentale di raccolta dati che spazia in tutte le discipline citate che giunge alla più inaspettata ed inattesa delle conclusioni: l'essere umano è progettato ed attrezzato per essere immortale. La presa di coscienza di come tutta la materia si è generata nell'universo delinea la strada che le leggi fisiche utilizzano per manifestarsi nel corpo umano. Questo basta per riprendere il potere che a colpi di premi Nobel la scienza ci dimostra essere presente dentro di noi.

Sarà commuovente rendersi conto che la medicina, la filosofia, e le scuole di antica saggezza hanno sempre avuto tutte ragione: si erano solo "dimenticate" di parlare tra di loro.

"Quale è il punto iniziale, l'origine? Che relazione c'è tra la manifestazione e lo sviluppo delle personalità e le leggi biologiche del dottor Hamer? Bene, leggendo il libro di Maurizio ho finalmente avuto la risposta e alla fine del libro mi sono detto: GENIALE!"
Manuele Baciarelli - autore e scopritore di L'Enneagramma Biologico


Leggi un estratto dal libro di Maurizio Forza "Il Disegno Unificato di Tutto"

Introduzione - Il Disegno Unificato di Tutto - Libro di Maurizio Forza

Finalmente dovremmo esserci. Anzi... ci siamo.

Normalmente le serissime scaramucce tra medicina accademica e medicina naturale faticano a trovare dei punti di contatto, perché in mezzo a loro c'è un oceano. Che questo oceano sia brulicante di squali finanziari o di plancton cerebrale, fa poca differenza, perché l'arroccamento sulle proprie posizioni o sui propri interessi è comune al genere umano, almeno a quello attuale.

Troverete con la stessa facilità sia il supermega primario di cardiochirurgia che, colpito in prima persona da un tumore all'intestino ormai in fase terminale, prova a fare una dieta vegana e guarisce convertendosi così alle terapie olistiche, sia il guru naturopata che, colpito dalla stessa patologia dopo 25 anni da vegano, in balia delle domande sul perché sia capitato anche a lui, si fa convincere dai familiari più stretti a fare la chemioterapia e guarisce, rivedendo così le sue posizioni. Poi incontrerete il consulente della Nuova Medicina Germanica che vi spiegherà che quello che era stato chiamato in tutti e due i casi adenocarcinoma del colon, altro non era che la fase di conflitto attivo di un programma biologico sensato della natura, in risposta ad uno shock inaspettato e drammatico di "contrarietà indigesta". E che sono "guariti" solo perché entrambi "sopravvissuti" ai due trattamenti fatti, perché in realtà è stata la natura a "guarirli", seguendo il suo processo bifasico.

Se poi tutti e due perché alla festa per la loro guarigione mangiano delle tartine con la maionese vegetale scaduta da 34 anni, si beccano il botulino e muoiono, certamente non ci possono fare niente, perché questo è stato contro le intenzioni della natura o comunque "è stata sfortuna, il destino!".

Insomma, la natura non crea sfigati, come recita un bel libro che vi consiglio, ma siccome gli sfigati ci sono, quando uscendo di casa il camionista ubriaco li stende a terra... beh, allora saranno tutti d'accordo che in quella circostanza anche le leggi della medicina hameriana alzano bandiera bianca e vi diranno che tali leggi non funzionano, perché in questa realtà esistono delle circostanze che esulano dal controllo personale, perché sono indipendenti dalla nostra volontà o coscienza.

E qui, anche i più ferventi sostenitori del motto di Hamer "se le leggi sono biologiche allora devono valere sempre" (nell'ambito biologico), che trovano in libreria un libro di fisica quantistica dove si cita l'esperimento di Bell sulla correlazione delle particelle a distanza, vi diranno che non ci si poteva far niente. Anche se durante i loro seminari comunque ve la spiattelleranno davanti per creare un bel alone di misterica scientifica a sostegno di ciò che vi dicono (e vi vendono...).

Quindi cosa facciamo? Perché si guarisce e si muore da tutte e due le parti? Perché le leggi biologiche sembrano non riuscire a correlarsi in un tutt'uno né da una parte né dall'altra? Come mai tutto questo avviene biologicamente secondo leggi fisiche che a volte decidiamo di applicare e a volte no, perché del resto, come tutti sanno, ci si mette di mezzo il caso o il destino o comunque il libero arbitrio degli altri?

È un po' come quando agli inizi del '900 nei laboratori di fisica non si riusciva a capire come mai, nonostante le equazioni di Newton funzionassero alla grande mantenendo la nota forza di gravità (quella che lo aveva fatto sporcare di pere in testa...) come costante fissa, si utilizzavano bene anche le equazioni di Maxwell che consideravano invece fissa la velocità della luce, indipendentemente dal punto di riferimento.

Nei sistemi di Newton la velocità era sempre la velocità di un oggetto, come un pianeta, rispetto ad un altro. Per contro, la luce sembrava proprio avere una velocità assoluta in sé: come era dunque possibile che formule matematiche che descrivevano e predicevano con precisione fatti verificabili nella realtà tangibile, fossero tutte e due giuste se utilizzavano costanti diverse?

È un po' come la storiella di prima (per altro vera...) dei due tizi con l'adenocarcinoma al colon: stessa patologia e cure diametralmente diverse che hanno avuto poi lo stesso decorso, ossia la guarigione. O funziona una delle due che stimola la vita, o funziona l'altra che invece agisce sul distruggerne una parte!

Forse dovremmo cominciare a ribaltare la metodologia di ricerca, come fece quel simpatico giovanotto di nome Albert Einstein che nel 1905, invece di mettersi da subito a far conti con algoritmi differenziali, ipotizzò non tanto di determinare dove stava l'errore nascosto in una delle due teorie, quanto di immaginare un disegno più grande che desse senso all'unione di tutte e due le verità e che ne formasse il substrato nel quale tutte e due potessero convivere.

E andò proprio così! Prima c'era lo spazio, dove i corpi di Newton si muovevano seguendo le formule con le costanti gravitazionali, che proprio per lo scorrere lineare determinavano il tempo, dove una velocità fissa come quella della luce non poteva, per forza di cose, trovare una collocazione. Ma se il muoversi di un oggetto nello spazio ad una certa velocità in un certo lasso di tempo, considerato una cosa diversa dallo spazio, mi dà una certa velocità, come faccio io a sapere già prima che la luce ha sempre quella stessa e fissa velocità? Semplice, togliamo la differenza fra lo spazio ed il tempo e creiamo lo spaziotempo, così la luce diventa il punto di riferimento del muoversi delle cose nello spaziotempo. Logico, anche solo per un quoziente intellettivo superiore a quello di un bambino della scuola materna. Quindi solo ad Albert Einstein.

Un bel salto di modus operandi mentale, nell'era della ricerca della propria ragione contro quella di qualcun altro: creo semplicemente una terza verità che dà spazio, ops scusate, spaziotempo, a tutte le altre due che si combattono.

Vogliamo l'era della cessazione del duale? C'è chi ha cominciato da un bel po'...

Come al solito la chiave va sempre cercata e, come tutti sappiamo, quando ne abbiamo un bel mazzo, cominciamo a provarle tutte, ed è sempre, sempre l'ultima in fondo. Tutte le volte è così, finché non capiamo il trucchetto e la volta dopo semplicemente giriamo il mazzo e per magia la chiave giusta è la prima.

Grazie alle scoperte di Hamer, forse anche Mose avrebbe capito che ciò che gli causò una morte improvvisa sul monte Nebo, fu probabilmente un infarto, ovvero la soluzione biologica di un conflitto del profugo e di un conflitto del territorio, durati in fase attiva ben 40 anni. Tali conflitti si erano risolti quando finalmente Mose e il suo popolo erano giunti nella tanto agognata terra promessa. A Mose, in gran forma a 120 anni, sapere di essere un 8, probabilmente mancino e sicuramente conservativo, e che la soluzione di tali conflitti andava a interessare il cuore, avrebbe permesso di preparare adeguatamente proprio corpo, evitando che la risposta biologica di soluzione conflittuale gli fosse fatale.

Cosa vuol dire tutto questo? Adesso ve lo anticipo e la prenderemo alla lontana, molto alla lontana, perché la cosa divertente sarà vedere come, in realtà, tutto questo ci è sempre stato raccontato nell'arte e nella letteratura nel corso dei secoli da parte di chi questa verità la conosceva e il giochino è stato nasconderlo "sotto il velame de li versi strani".

In medicina, ma ancora di più nella vita, la teoria del tutto esiste già.

La Divina Commedia, l'Ultima Cena, il Flauto Magico, il Messiah, la variazione Goldberg, il Signore degli Anelli, Alice nel paese delle meraviglie, Harry Potter, sono solo storie nelle quali viene tracciato il processo necessario al perfezionamento della biologia umana, indipendentemente che lo intendiamo come salute perfetta, equilibrio biofisico o immortalità. E visto che stiamo puntando in alto, tanto vale puntare diritti a quest'ultima, secondo me...

Questo libro è dedicato tutti coloro che, di fronte a una guarigione "inspiegabile" sono stanchi di sentir dire: "Sarà effetto di suggestione psicologica..." e vogliono poter riprendere: "Grazie! Sono proprio felice di essere riuscito a interagire con il tuo cervello."

Come sia possibile, lo capiremo presto.


 Indice

Ringraziamenti

Prefazione

Introduzione

PARTE PRIMA
Alimentazione e biochimica herziana

1. Alimentazione e regole fuorvianti

Regola I Le percentuali di accrescimento dell'obesità dimostrano una drastica necessità di riduzione degli apporti calorici ad una larga fetta della popolazione mondiale
Regola II Le calorie assunte proporzionali all'attività svolta vengono bruciate e convertite in energia e non determinano ingrassamento
Regola III I carboidrati fanno ingrassare
Regola IV Le proteine creano meno ritenzione di liquidi dei carboidrati
Regola V Le proteine causano i tumori (e malattie)
Regola VI I grassi fanno male
Regola VII La frutta è la principale fonte di vitamine e quindi va assunta in proporzione alla necessità di tali nutrienti
2. Ma cosa è il pH?

3. Cosa è l'agricoltura biologica

Lo stress
Stress e alimentazione
4. Conclusioni

PARTE SECONDA
Nutrizione cellulare comportamentale

5. Portata elettromagnetica degli alimenti

6. PH, ro, rH2

7. Bioenergetica alimentare

Alimentazione cellulare: nutrire il Dna
La trascrizione genica
I mitocondri
"Degenerazione" del Dna
Energia di relazione delle eliche
8. La PNEI - PsicoNeuroEndocrinoImmunologia

L'ambiente influenza la biologia
Il sistema endocrino e gli ormoni
Il sistema HPA
9. L'effetto Kevran

Musicoterapia
10. Conclusioni

Lo stress e la cellula
PARTE TERZA
La fisica della creazione

11. La fisica di Dio nelle Leggi Biologiche

12. Energia e materia oscura

Come in alto così in basso
Esercizio 1 : Percepire l'energia oscura
13. Livelli creazionali: Big Bang

Lo stress e la fisica
14. Energia: onde e frequenze

15. Geometria frattale

16. Fisica classica atomistica

17. Fisica di Newton, Faraday e Maxwell

18. Fisica einsteiniana I

Il tempo è relativo
Energia e materia in ciclo continuo
Ascensione
19. Fisica einsteiniana II

Lo spaziotempo deformabile
20. L'ippocampo e le cellule staminali

Lo stress e la morte
I neuroni specchio
21. La fisica dei quanti

L'energia (informazione) è "finita"
Indeterminazione
L'esperimento della doppia fenditura
Entanglement
La realtà è relazione
22. La legge dell'abbondanza: le equazioni di Feynman

Effetto osservatore e coscienza
La gravità quantistica a loop
L'osservatore come viaggiatore interdimensionale
23. Le sacre fasi del sonno

La biochimica allucinogena della ghiandola pineale
Sognare la realtà
24. La sequenza di Fibonacci e la sezione aurea

Esercizio 2: Percepire l'energia rotante
PARTE QUARTA
La legge è uguale per tutti

25. Origine frattale embrionale

La personalità comincia a farsi sentire
Foglietti embrionali
Embriogenesi dell'Universo frattale
26. L'Enneagramma Biologico®

27. L'origine embrionale delle personalità

28. Endoderma

Fase di conflitto attivo e curva
Schema trifasico ricorsivo
29. Mesoderma

Mesoderma antico
Mesoderma recente
La curva della generazione dell'Universo
Lo stress e le Leggi Biologiche
30. Ectoderma

Mancinismo e destrismo
31. La personalità come guida dell'evoluzione

32. Neurogenesi del futuro

Postfazione

Bibliografia


Il Disegno Unificato di Tutto - Libro >> http://goo.gl/GUoSj4
Se solo Mosè avesse conosciuto Hamer... - Gli studi scientifici su Alimentazione, Genetica Cellulare, Fisica Quantistica, 5 Leggi Biologiche, e Enneagramma che dimostrano l'immortalità dell'uomo
Maurizio Forza


venerdì 20 maggio 2016

L'Enneagramma Biologico del Corpo Umano





L'Enneagramma Biologico del Corpo Umano

Una strategia terapeutica per capire e curare il dolore .. consapevolmente - con tavole esercizi allegate

Andrea Giannini



Un metodo di lavoro pratico ed efficace per star bene: impariamo a muovere il corpo per smuovere la nostra personalità!

Dopo 40 anni dalla ri-scoperta delle 5 leggi biologiche da parte del dottor R.G. Hamer, un testo che tenta di dare forma al trattamento del “dolore” derivante dall’autosvalutazione specifica della zona in cui lo si percepisce.

L’applicabilità di tale corpus di lavoro nasce da un analisi attenta in campo clinico da parte dell’autore, di tutto quel mondo chiamato Enneagramma Biologico dove si capisce finalmente come ad ammalarsi non è il corpo, ma la personalità attraverso esso.

Dall’analisi delle 9 personalità di base, si riesce ad identificare quale sia il modo migliore per cominciare finalmente a lavorare a livello pratico con se stessi.

Questo libro si presenta come un caposaldo per tutti quei terapisti e terapeuti che vogliono andare davvero nel profondo di ciò che il corpo umano racconta della “personalità” che ospita. Ma soprattutto questo libro offre una strada percorribile ed immediatamente praticabile a tutti coloro che hanno deciso di uscire allo scoperto con loro stessi per cominciare davvero a “guarire”.

Alla fine del libro tutti potranno provare e sperimentare il metodo proposto, utilizzando le numerose tavole fotografiche con gli esercizi fisici selezionati in base ad ognuna delle nove personalità descritte nel libro.


Prefazione

E' con molto piacere che scrivo questa prefazione al libro di Andrea. I miei studi riguardano la relazione tra le tipologie caratteriali (enneatipi) e la cosiddetta "Malattia" e il mio incontro con Andrea è avvenuto su queste basi, attraverso il mio libro "L'Enneagramma Biologico "che l'Autore conosce molto bene e da cui ha fatto iniziare i suoi studi nella relazione tra le biotipologie e la personalità.

Lo studio delle Biotipologie è una scienza biologica che studia le caratteristiche somatiche, fisiologiche e psichiche degli individui, analizzandole statisticamente e valendosi dell'antropometria, della fisiologia e della psicologia. Fu Sheldon, negli anni '40 del novecento ad attuare, per primo, un tentativo di classificazione in questa direzione.

L'originalità del lavoro di Andrea è sicuramente quello di aver abbinato a ciascun biotipo, l'Enneatipo corrispondente e di aver dato, ritengo per la prima volta, una descrizione dei nove tipi e dei 27 sottotipi anche in base alla struttura morfologica e posturale.

Un'altra indicazione importante in questo libro è che, in base all'individuazione del tipo e sottotipo, è possibile identificare quelle modalità operative più idonee, con particolare interesse alla terapia manuale, per permettere alla persona di affrontare e superare il momento conflittuale.

Il libro accompagna il lettore nello straordinario viaggio di questa nuova comprensione della personalità e questo diventa un ulteriore strumento di conoscenza e di libertà.

Sono certo che possiamo considerare questo progetto di Andrea, come contributo allo studio della personalità, ma anche come valido aiuto per tutti quei professionisti e operatori della salute che finalmente potranno selezionare, in base alle nuove conoscenze illustrate in questo libro, gli strumenti più idonei per essere più efficaci nella relazione di aiuto con il cliente e come un ulteriore arricchimento e una fonte di approfondimento futuri, utili per gli studiosi ed i lettori stessi.

Manuele Baciarelli


Indice

Prefazione

Introduzione: il "saper essere" come competenza specifica

    Il Terapeuta: il lavoro sul proprio enneatipo come mezzo di crescita personale e professionale
    Le 5 leggi biologicamente sensate della natura
    Il sistema muscolo-scheletrico: la svalutazione e il "non riuscire"
    Analisi morfologica (Enneagramma Biologico®).
    Gli enneagrammi posturali e setting terapeutico

Conclusione

Schede di lavoro: consigli pratici di trattamento manuale ed esercizio

Bibliografia

Ringraziamenti


L'Enneagramma Biologico del Corpo Umano - Libro >> http://goo.gl/Wd9iD7
Una strategia terapeutica per capire e curare il dolore ...consapevolmente - con tavole esercizi allegate
Andrea Giannini

venerdì 19 giugno 2015

Comprendi la tua Malattia con le Scoperte del Dottor Hamer

Comprendi la tua Malattia con le Scoperte del Dottor Hamer

Perchè ti ammali, perchè proprio ora, perchè questi sintomi, quanto è importante per te, come si evolve

di Michel Henrard



Comprendi la tua Malattia con le Scoperte del Dottor Hamer - Libro

Scopri la Nuova Medicina Germanica, e comprendi come metterla in pratica con questo manuale!

Perché non tutti coloro che sono venuti in contatto con una persona con il raffreddore si ammalano? Perché gli uomini accusano più spesso bronchiti, ulcere allo stomaco o infarti cardiaci rispetto alle donne? Perché il cancro metastatizza in un malato e non in un altro? Che cosa provoca il passaggio da una semplice sieropositività senza sintomi alla malattia dichiarata?

Interrogarsi sull’origine della propria malattia differisce molto da una persona all’altra e dipende dalle credenze di ognuno e dal disagio creato dall’affezione. Se la maggior parte delle persone si pone poche domande, esse si chiedono tuttavia se la loro malattia è grave.

In questa straordinaria opera, l’esperto di Nuova Medicina Michel Henrard, ci spiega l’importanza della precisa comprensione della nostra malattia. Basandosi sugli studi del dottor Hamer, e grazie a oltre vent’anni di esperienza sul campo, questa guida ci aiuta a capire le cause delle principali patologie di cui soffriamo.

Dopo un’introduzione generale che riassume gli eventi che hanno portato alla sua scoperta, nella prima parte dell’opera vengono illustrate Le cinque leggi biologiche scoperte da Hamer:

conflitto e relazione psiche cervello organi;
soluzione dei conflitti;
i sintomi delle fasi di malattia e guarigione;
il ruolo dei microbi;
la quintessenza.
Ogni capitolo delle Cinque Leggi del dottor Hamer prevede una parte in cui, oltre alle nozioni essenziali e costituenti, vengono spiegate e illustrate le dinamiche di guarigione, gli esempi di conflitto, gli schemi riassuntivi, le crisi epilettoidi relative, ecc. Ci sono poi due capitoli dedicati alla lateralità biologica e al ruolo degli ormoni sessuali.

Nella seconda parte sono descritti i vari apparati (digerente, respiratorio, urinario, cardiocircolatorio ecc.) e per ognuno di essi vengono analizzate le varie malattie che si possono presentare con i relativi conflitti e risoluzioni.

Per la prima volta un testo di medicina germanica organizzato e strutturato in maniera organica e lineare, facile da consultare e in cui si trovano subito le informazioni che si cercano.


La Prima Legge Biologica - Estratto da "Comprendi la tua malattia con le scoperte del dottor Hamer"

LE RELAZIONI TRA PSICHE, CERVELLO E ORGANI. ORIGINE PSICHICA DELLA MALATTIA

Questa legge biologica è la prima a essere stata enunciata dal suo autore nel 1981, che l’ha battezzata “legge ferrea del cancro”.

Legge perché si tratta di constatazioni di rapporti necessari e costanti tra fatti, così come recita il dizionario. Ferrea giacché la resistenza di questa lega allude alla solidità della legge, la cui verifica non viene mai a mancare se la si utilizza. E cancro per ragioni storiche, poiché è per questo tipo di malattia che Hamer ha iniziato le sue ricerche.

Si potrebbe benissimo anche chiamarla “legge ferrea delle malattie”, a eccezione di quelle dovute a fattori esterni evidenti e che non rientrano nel quadro di questo libro. Si tratta di traumatismi vari, intossicazioni, irradiazioni, carenze nutrizionali e vitaminiche, affezioni genetiche.

A causa delle importantissime nozioni di base che ci fornisce, questa legge è il cardine di tutto il sistema esplicativo.

Tre elementi da considerare invece di uno

Il solo esame delle modificazioni funzionali e delle lesioni di un organo non ci dice nulla sulla loro origine. Per quanto approfondito, l’esame non ci svela che una descrizione cui si dà il nome di diagnosi di una malattia in mezzo a centinaia di altre. Ma perché proprio quella e in quel preciso momento della vita di una persona? Per arrivare all’obiettivo di quest’opera, occorrerà tener conto ancora di altri due elementi.

Cominciamo con il più semplice da definire.

È sempre un organo, ma molto particolare e decisamente complesso: il cervello.

È particolare perché il suo ruolo può essere paragonato a un supercomputer che gestisce il corpo nel suo insieme, con quei numerosi terminali che sono i suoi prolungamenti nervosi in contatto con tutti i nostri organi. È complesso a causa di tutte le attribuzioni che già gli sono state riconosciute sulla memoria, le emozioni, le facoltà intellettuali, la regolazione delle funzioni automatiche o non coscienti ecc.

È il ruolo supplementare che Hamer gli ha attribuito a farne un elemento indispensabile nella comprensione della malattia. Quasi ogni parte del cervello è in relazione, tramite i suoi prolungamenti nervosi, con un organo preciso del corpo. Questa zona o “relais”, “focolaio”, governa l’organo inviandogli le informazioni corrette per un funzionamento ottimale. Ne consegue che una disfunzione del relais sarà all’origine delle modificazioni patologiche dell’organo ad esso collegato.

A questo punto resta da sapere cos’è che sregola un’area precisa del cervello. Il terzo elemento non è un organo, ma il lato o aspetto o parte sensibile, emotiva e soggettiva del nostro essere.

È tramite essa che prendiamo coscienza della realtà o piuttosto della nostra realtà. Per designarla, Hamer ha scelto il termine semplice e sufficientemente conosciuto di psichismo. Ma non avremo bisogno di alcuna scuola o griglia interpretativa codificata che faccia parte di quel vasto ambito che è la psicologia. L’unico fattore che dovremo considerare il più precisamente possibile è ciò che l’individuo ha accusato al momento di un’esperienza per lui difficile. Utilizzerò spesso il termine di “sentito” o di “vissuto” per designare nello psichismo ciò che è particolarmente importante dato che è a questo livello che si gioca l’esordio della malattia. Abbiamo ora i tre elementi che costituiscono la triade psico-cerebro-organica.

Ma per evitare di ripetere espressioni un po’ lunghe, utilizzerò più spesso il termine di triade. Andiamo ora a vedere le sue caratteristiche, e poi ciò che accade a ciascuno dei tre livelli, per comprendere il processo che genera quella che chiamiamo una malattia.

Il funzionamento della triade, le sue connessioni

La sua prima caratteristica è che essa funziona in maniera sincrona, giacché se c’è una perturbazione a uno dei livelli ve n’è una contemporaneamente corrispondente negli altri due. Ciò vale qualsiasi sia lo stadio della malattia, dal suo inizio e sino alla guarigione. La seconda è il senso direzionale dell’alterazione. Quest’ultima ha origine dalla psiche e tocca nello stesso tempo, poiché c’è sincronismo, una zona del cervello che immediatamente sregolerà l’organo corrispondente.

Tra i tre elementi correlati esistono due connessioni: tra la psiche e il cervello e tra quest’ultimo e gli organi. Non c’è interazione diretta tra il mentale e il corpo, poiché il circuito passa attraverso il sistema nervoso. Una possibilità che vi è correlata è il sentito doloroso degli organi che ci fanno soffrire. Ma in questo caso ci si ritrova davanti allo scenario classico che va di nuovo a modificare la triade nello stesso senso.

Volevo ugualmente accennarvi poiché vi ritorneremo sopra più avanti, specialmente studiando “il circolo vizioso” di alcune affezioni. Indipendentemente dai fattori esterni, ci sono anche conseguenze dovute allo stato del cervello in seguito alla riparazione dei relais, e che vanno ripercuotendosi sullo psichismo e altri organi oltre a quelli corrispondenti a questi stessi relais.

Ugualmente, ci sono interazioni tra relais e interazioni di carattere meccanico tra gli organi stessi: situazioni che vedremo nella seconda e nella terza legge, così come nei Capitoli che vanno dal 6 al 9 e che trattano nozioni supplementari sui conflitti. Per il momento, teniamo a mente la sequenza che qualificheremo come “normale”.

Quello che succede a livello della psiche: lo shock e il conflitto

È tramite la psiche che l’individuo affronta la realtà dell’esistenza e le sue difficoltà. Si tratta dunque della sua realtà, del modo in cui percepisce gli avvenimenti della sua vita.

Sino a che sarà in grado di “gestire” mentalmente queste difficoltà – per esempio prevedendole o disponendo di risorse sufficienti acquisite nella sua storia precedente – non si ammalerà. Vivrà eventualmente emozioni più o meno forti e sgradevoli, ma che si risolveranno presto con la sola conseguenza di qualche perturbazione funzionale e temporanea.

Potrà essere ad esempio un periodo di insonnia dovuto a un sovraccarico di preoccupazioni, contrazioni allo stomaco dopo un banale diverbio, un bisogno più frequente di urinare, sudori o palpitazioni cardiache nell’apprensione di un incontro ecc. Niente più che qualche scossone intorno a un centro di gravità che resta stabile, ma che provoca già delle ripercussioni attraverso il sistema nervoso e dunque un “linguaggio del corpo”.

Né i numerosi stress legati alle preoccupazioni della maggior parte di noi, né l’accumulo di uno o più di essi, bastano a ricoprire il ruolo di detonatore che attraverso l’alterazione della triade genererà una malattia. Utilizzo la parola detonatore di proposito, poiché è solo tramite uno shock psichico che inizia il processo di ogni patologia. Lo shock è un’esperienza vissuta dolorosamente, ma brusca e imprevista, qualunque sia il grado precedente di preoccupazione/i. Ci coglie alla sprovvista, non lasciandoci alcuna possibilità di reagire velocemente con un comportamento per noi abituale e sufficientemente efficace. Al contrario, ci lascia come storditi, costernati, destabilizzati.

Per illustrare questo aspetto improvviso e ineluttabile, Hamer utilizza l’immagine di un portiere che si tuffa da un lato quando la palla colpisce la rete dall’altro. Preso in “contropiede”, non può fare nient’altro che guardare impotente la palla. Si ha quindi immediatamente l’inizio di quello che Hamer ha denominato il conflitto biologico. Sul piano psichico l’individuo resterà sotto l’influenza dello shock, “rimuginando” l’evento che non ha potuto gestire, alla ricerca di una soluzione. E gli altri due elementi della triade sincrona saranno simultaneamente sregolati. Ma prima di affrontare i livelli cerebrale e organico, ecco un breve esempio di cui mi sono spesso servito durante le visite.

Chiedo a una persona di immaginare che lasciando il mio studio incontrerà un grande amico che non vede da sei anni. Dico anche che avrà l’istinto di abbracciarlo pieno di gioia, ma l’avverto che sarà accolta molto male e perfino insultata. Se riesco a convincerla, quando uscirà, essa avrà potuto anticipare l’evento e non avrà alcuno shock. Diversamente, se non lo sa, andandogli incontro esprimerà naturalmente la sua gioia: «Come sono contenta di rivederti, sono anni che... ». Ma sarà interrotta dalla risposta: «Non ho più alcuna voglia di vederti, ti ho visto abbastanza, lasciami in pace». La persona può sviluppare un conflitto dal sentirsi rifiutata, perché quello che le accade è doloroso e totalmente imprevedibile. Destabilizzata sul colpo, non può gestire questa esperienza con una reazione e un comportamento per lei abituali.

Hamer ha dato a questo shock il nome di DHS, acronimo di Dirk Hamer Syndrome, in ricordo della morte di suo figlio Dirk in seguito alla quale egli stesso sviluppò un cancro. In questo libro, utilizzerò indifferentemente le espressioni di shock o shock conflittuale, dal momento che esso è all’origine del conflitto e della DHS.

Un altro punto importante da sottolineare è l’aspetto profondamente intimo e dunque coinvolgente dello shock. Se questo è vissuto come un colpo del destino, che nulla avrebbe potuto cambiare, non genererà conflitto. Al contrario, occorre che ci sentiamo toccati personalmente con un senso di lacerazione interiore, di rimessa in discussione, da cui non possiamo uscire. Anche la sofferenza morale, perlomeno nella sua consueta accezione, non è un criterio di shock conflittuale.

La miglior prova è il lutto che prima o poi quasi tutti dovremo provare. Se il fatto di venire a conoscenza brutalmente della morte di un proprio caro fosse una DHS, ne usciremmo più o meno tutti gravemente malati, cosa che non succede. Di contro, se ci rimproveriamo qualcosa – a torto o a ragione, non è quello il problema – a proposito di questa morte, ciò può dar luogo a dei conflitti tra i più gravi. All’origine di alcuni tipi di cancro si trovano anche incidenti d’auto, consigli dati od omessi e per i quali ci si rode ancora lunghi mesi dopo perché ci si sente responsabili.

Precisiamo ora la nozione di conflitto biologico, intimamente legata allo shock, dal momento che ne è la conseguenza immediata. Conflitto è un termine generico che significa antagonismo, opposizione tra persone o gruppi. È utilizzato in diversi ambiti come i conflitti sociali, giuridici, armati ecc. Ma è anche impiegato in psicologia, dove designa l’opposizione interiore che fa seguito a desideri e motivazioni inconciliabili. Hamer l’ha scelto riferendosi all’impasse psichica in cui ci sprofonda la DHS, ma aggiungendo “biologico” poiché esso perturba tutta la triade, e dunque il nostro funzionamento biologico.

Nel seguito del testo, il termine conflitto sarà sempre sinonimo di questo concetto di conflitto biologico. Ogni conflitto dev’essere studiato nelle sue due grandi caratteristiche, due parametri di cui uno è qualitativo, il suo tenore soggettivo, e l’altro è quantitativo, la sua intensità e la sua durata.

Il tenore soggettivo del conflitto

È il modo del tutto personale in cui lo shock è stato accusato. Si può anche parlare di contenuto soggettivo o di colorazione individuale. È questo che va a determinare il relais cerebrale toccato e l’organo colpito, e non l’avvenimento dello shock in sé. Quest’ultimo ci serve unicamente a localizzare nel tempo l’inizio del conflitto. In altre parole, non si può stabilire alcuna relazione tra l’avvenimento e la malattia. Non si può prevedere che la perdita del posto di lavoro, una rottura sentimentale, un affronto o un’altra forma di aggressione, l’esito sfavorevole di un processo o un furto, provocheranno tale conflitto.

Illustriamo quanto affermato con due esempi sui quali ritorneremo quando vedremo le conseguenze a livello cerebrale e organico, limitandoci a qualche possibilità tra molte altre. Avendo subìto un’osservazione molto umiliante, un uomo l’accusa come un rifiuto da parte del suo autore e vive un “conflitto di separazione”, non essendo più possibile il contatto con questa persona.

Ma il concetto di contatto può non avere alcuna importanza per lui, poiché dopo tutto non è che un collega di lavoro. Se si farà carico di questa critica fatta invece da un superiore gerarchico durante una riunione pubblica, ne farà un “conflitto di svalutazione”. O ancora, vivendola come una cosa inaccettabile, il conflitto sarà quello che noi chiamiamo di “contrarietà indigesta”.

Una donna viene a sapere dell’infedeltà coniugale del marito. I sentimenti più frequenti sono una frustrazione sessuale, il senso di dissoluzione della famiglia, un’autosvalutazione in riferimento alla rivale, la paura di non potersi più far carico materialmente della propria esistenza. Ma la lista completa delle possibilità è molto più lunga, e ognuna di esse ha un’affezione che vi corrisponde. Questa può anche comportare colorazioni diverse per uno stesso shock.

Infine, se l’evento è stato ben gestito psichicamente, non ci sarà alcun conflitto biologico. Concludiamo questo paragrafo insistendo sul fatto che il tenore soggettivo del conflitto va sempre ricondotto a emozioni fondamentali, al di là del contenuto aneddotico dello shock. Si troveranno dei vissuti come rifiuto, paura, svalutazione, disgusto, sozzura, lotta, rivalità, mancanza, espropriazione ecc.

L’intensità e la durata del conflitto

Questi due elementi sono da mettere in relazione tra loro, poiché insieme condizionano l’ampiezza del conflitto. Ma non sono necessariamente in relazione proporzionale, poiché un conflitto può essere di forte, media o debole intensità e, in ogni caso, di una durata molto variabile. Tuttavia bisogna considerarli insieme, giacché è l’ampiezza del conflitto che condizionerà l’importanza delle modifiche biologiche. E queste iniziano a partire dall’instaurazione del conflitto e si accumulano sino a che il conflitto non è risolto.

Vedremo più avanti le diverse evoluzioni che può avere un conflitto, ma fermiamoci un istante sull’intensità dello shock iniziale. Paragonerò questo shock all’impatto di un sasso gettato sulla superficie calma di uno stagno. Se il sasso è grande come un pugno, le poche e piccole onde centrifughe che provocherà si smorzeranno presto. Se pesa una tonnellata, le ondate arriveranno senz’altro a toccare anche i bordi dello stagno. E se è un meteorite, tutta la terra intorno sarà scossa, con alberi sradicati molto più in là delle rive, lasciando delle tracce che noi definiamo cicatrici. Questa semplice immagine permette di capire che l’intensità della DHS può influire sulla durata del conflitto, ma non in modo quantitativamente proporzionale, poiché anche un conflitto forte può essere risolto molto in fretta.

Ecco due esempi per mostrare che l’intensità e la durata non sono correlati proporzionalmente. Venite a sapere che vostro figlio è stato ricoverato in ospedale, lontano da casa, in seguito a un incidente d’auto, e voi l’avevate lasciato andare malgrado non avesse la patente di guida. Se ne fate uno shock conflittuale di paura per la sua vita, il conflitto può essere risolto nel momento in cui arrivate all’ospedale e capite che il ragazzo non ha che qualche ferita lieve; uno shock forte ma un conflitto breve.

Davanti a una pagella scolastica catastrofica portata a casa da vostro figlio, ne fate voi stessi un conflitto di svalutazione perché vi sentite responsabili di avergli imposto tale scuola. Ci rimuginate sopra fino alla pagella dell’anno seguente, eccellente conseguenza di un cambiamento di orientamento scolastico che gli avete consigliato. Ritrovate quindi la pace dello spirito nella faccenda che non vi aveva tormentato che in modo molto modesto; uno shock poco intenso ma un conflitto lungo.

Un altro modo di illustrare la complementarietà tra intensità e durata è quello di rappresentarle con un grafico. L’intensità è collocata sulla coordinata verticale e la durata su quella orizzontale, il prodotto delle due ci dà una superficie. Questa costituisce ciò che si chiama la massa conflittuale, un’espressione equivalente all’ampiezza del conflitto, ma che traduce forse meglio l’insieme delle modifiche accumulate durante la durata del conflitto.

Concluderò queste precisazioni sullo shock o DHS attirando l’attenzione del lettore sulla definizione più completa che Hamer ne ha dato, e che ritroverà in tutte le sue opere, comprese quelle odierne, e naturalmente presso gli autori che lo citano, qualunque sia il loro scopo, copiarlo o criticarlo. Ciò eviterà un perpetuo malinteso per una semplice questione di terminologia. «La DHS è uno shock conflittuale estremamente brutale, acuto e drammatico, vissuto nell’isolamento. Il vissuto di questo shock drammatico determina un’evoluzione quasi simultanea sui tre livelli psichico, cerebrale e organico».

Questa definizione si è prestata a creare già molta confusione in numerosi lettori, lasciandoli perplessi sulla sua pertinenza a causa del suo aspetto drammatico. All’epoca del mio debutto nella NM fu anche il mio caso e vi racconterò un aneddoto fra i tanti. Durante un seminario tenuto da Hamer, mi ero intrattenuto con uno psicologo che mi stava mostrando il suo progetto di libro sulle scoperte di Hamer stesso. Ero andato subito a leggere la famosa definizione, per trovarla una volta ancora intatta. Avevo allora chiesto a quello psicologo che conoscevo da un seminario precedente: «Ma quale shock estremamente brutale e drammatico trovi ci sia all’origine di un raffreddore o di un piccolo eczema di una settimana o due?». Dopo tante focalizzazioni su questa nozione, sia con medici che con pazienti, vorrei essere il più chiaro possibile.

Nella definizione di Legge ferrea del cancro ho spiegato l’origine storica da cui Hamer aveva iniziato le sue osservazioni su casi spesso gravi di tumore, e in quel caso le DHS erano evidentemente drammatiche. Analizzando l’intensità dello shock, ho utilizzato l’immagine di un oggetto più o meno pesante gettato in uno stagno. A rischio di ripetermi, lo esprimerò ancora molto semplicemente: ciò che conta è solo la realtà soggettiva dell’individuo. E nella sua psiche, la DHS può essere sia piccola che gigantesca, provocando un conflitto di qualche ora... o per il resto della sua vita.

Cosa succede a livello del sistema nervoso

La modifica del ritmo neurovegetativo

Per capire ciò che succede a questo livello, mi sembra necessario un accenno a qualche concetto psicologico di base che includa termini più difficili, ma indispensabili per ciò che segue. Il sistema nervoso comprende il cervello, che può essere considerato come il supercomputer che governa l’insieme del corpo, e i suoi numerosi terminali che sono i nervi. La parte del sistema nervoso che si occupa della vita vegetativa autonoma dell’organismo, ossia di tutte le funzioni automatiche, indipendenti dalla nostra volontà cosciente, è il sistema neurovegetativo.

Esso comprende principalmente due grandi insiemi di circuiti indipendenti e distinti nel loro ruolo, ma la cui complementarietà e l’alternanza di attività regolari sono fondamentali per una buona salute. A seconda dei casi, si parla di eutonia o di distonia neurovegetativa. I due elementi di questa coppia sono il sistema ortosimpatico o simpatico e il sistema parasimpatico o vagotonico. I loro centri di regolazione sono situati nel cervello, ma le loro ramificazioni nervose percorrono tutto il corpo.

L’ortosimpatico stimola tutto ciò che è fisiologicamente previsto per tenerci in uno stato di all’erta, attività e potenziale combattività. Include un aumento dei livelli di ormoni necessari, della pressione e del ritmo cardiaco, un utilizzo dell’energia immagazzinata nelle diverse molecole e organi periferici. È predominante durante il giorno.

Il parasimpatico stimola invece lo stato di risposo e di recupero con abbassamento dei livelli di ormoni energizzanti, della pressione e del ritmo cardiaco, aumento della produzione e dell’immagazzinamento di molecole a partire dal nutrimento assimilato durante il giorno. È predominante di notte.

Fin dallo scoppio del conflitto, c’è una rottura dell’equilibrio neurovegetativo con una predominanza ortosimpatica, che viene definita come uno stato di ortosimpaticotonia, o più correntemente di simpaticotonia e che va a dare l’avvio a tutta una serie di sintomi quali agitazione, diminuzione del sonno, dell’appetito, del peso, la costrizione dei vasi con freddo in tutto il corpo e soprattutto alle estremità, l’aumento della pressione arteriosa, secrezioni surrenali ecc. La complessità e l’intensità di questo quadro sintomatologico sono naturalmente proporzionali all’ampiezza del conflitto, e ciò può essere anche solo un leggero stato di insonnia e di nervosismo, associato a una bulimia compensatoria.

Ma un conflitto molto grave può portare il paziente a uno stato di ebetismo, facendogli perdere una decina di chili in qualche settimana. Questa rottura dell’equilibrio nervoso è dovuta allo stress del conflitto di cui bisogna capire la natura profonda. Le sue manifestazioni possono essere molto spiacevoli, ma hanno un senso e sono l’espressione nel corpo di un surplus di all’erta necessaria per aumentare le possibilità di trovare una soluzione al conflitto.

Senza lo stress la razza umana non sarebbe senz’altro sopravvissuta alle lotte per l’esistenza. Ma c’è un rovescio della medaglia che è l’inizio di un conto alla rovescia, poiché lo squilibrio neurovegetativo ha i suoi limiti, che corrispondono di fatto alla nostra capacità di vivere un conflitto. E quando li raggiungiamo, è la morte per sfinimento o cachessia. Ritorneremo più avanti su questo importante tema.

Il danno di un relais

Parallelamente allo squilibrio neurovegetativo, viene colpita un’area precisa del cervello ed è questa perturbazione cerebrale che, modificando le informazioni emesse dal cervello, scatena la malattia nell’organo, il cui buon funzionamento dipende da queste informazioni stesse. È il sentito soggettivo, la colorazione del conflitto che va a determinare l’area esatta del cervello e quindi l’organo malato.

Riprendiamo qui due esempi riportati precedentemente completandoli sui piani organico e cerebrale.

Il primo è quello dell’individuo che ha dovuto subire un’osservazione molto umiliante alla quale non ha potuto far fronte e su cui va rimuginando da alcuni giorni, settimane o mesi. Tra tutti i sentiti possibili, riprendiamo i tre considerati.

Se è un “conflitto di separazione”, la regione del cervello colpita sarà la zona della corteccia sensoriale che gestisce il buon funzionamento dello strato superficiale della pelle e sarà quest’organo che si ammalerà.
Se si tratta di un “conflitto di svalutazione” di sé, la regione cerebrale relativa è il midollo cerebrale e l’organo colpito sarà il sistema osseo.
Se è un “conflitto di tipo indigesto”, la ripercussione si avrà sulla zona cerebrale e organica corrispondente, con danno alla gola, allo stomaco, al colon ecc. secondo le molteplici sfumature proprie di questo genere di conflitto.
Il secondo è quello della donna che viene a sapere inaspettatamente che suo marito la tradisce. Alcune possibilità di conflitto tra le altre sono:

Al momento della DHS, il conflitto è una frustrazione sessuale. Il relais colpito al cervello si trova nell’emisfero corticale sinistro perinsulare. Questa zona cerebrale controlla il collo dell’utero, ed è quindi quest’organo che si ammalerà.
Non è la sessualità la cosa più importante e, al momento della DHS, lei avverte il crollo della propria famiglia. Ad esempio è ossessionata dalla futura sorte dei propri figli che vede già straziati da un divorzio. È quello che viene chiamato “conflitto del nido” che colpirà la parte laterale del cervelletto da cui deriverà una lesione al seno.
Una svalutazione di se stessa (“Valgo meno dell’altra perché mio marito va da lei”) con ripercussioni sul midollo cerebrale e conseguente lesione ossea.
La vive come una porcheria compiuta dal suo coniuge, per esempio perché questa relazione è con la sua migliore amica, una prostituta, una minorenne ecc. Il relais sarà sul tronco cerebrale, generalmente quello del colon o dello strato profondo della mucosa vescicale.
Si vede messa alla porta, senza più mezzi di sussistenza sufficienti. Un tale “conflitto di carenza” ha il suo relais nel tronco cerebrale e l’affezione concernerà la parte principale del fegato chiamata parenchima.
Oppure ancora questa donna, in seguito a conseguenze sociali e materiali, si sente immersa in una situazione insopportabile da cui non può fuggire e la malattia, attraverso la corteccia cerebrale perirolandica, sarà una sclerosi multipla.
Ricordiamo che l’elenco completo delle eventualità è più lungo e che la donna non avrà alcuna lesione organica se supererà lo shock subito. Ella potrà anche avere differenti impatti dallo stesso shock, di cui alcuni più deboli si noteranno poco, mentre uno o l’altro comporteranno una patologia grave come quelle etichettate come cancro.

Cogliamo qui l’occasione per completare le conseguenze a livello cerebrale di una DHS. Sino a ora, abbiamo considerato solo il danno a un unico relais, ma una DHS ne può perturbare molti con i danni organici corrispondenti. In questo caso, è raro che questi danni siano di intensità simile e sarà quello più importante che occorrerà ricercare prima di tutto.

Una DHS può anche dissestare più parti di uno stesso relais, provocando altrettante localizzazioni nell’organo ad esso collegato. Prendiamo come esempio la molteplicità delle chiazze di eczema sulla pelle, quella della decalcificazione in un osso e quella dei focolai di proliferazione cellulare a livello del fegato, del colon o di un seno. Prendendo il caso del seno, è tuttavia evidente che è meglio avere dieci focolai grandi come la capocchia di uno spillo che non una sola massa grande come una noce. A condizione naturalmente che queste modificazioni biologiche non si evolvano.

Ma la medicina ritiene che il cancro sia allora già disseminato e dilagante e vorrà asportare tutto il seno, un intervento che per la donna può essere drammatico. Ritorneremo a lungo sui discorsi e sulle terapie della medicina classica per via della sua incomprensione delle leggi biologiche.

In ogni caso, per comprendere il danno cerebrale e organico ciò che conta è unicamente la colorazione soggettiva del conflitto.

Descrivere esattamente ciò che accade a livello dei relais rimane ancora nell’ambito delle ipotesi. Il dottor Hamer li ha identificati per ogni conflitto e ne ha rilevato la mappa. Ciò gli è stato possibile esaminando numerose TAC in cui ha rilevato un aspetto diverso a seconda che il conflitto fosse attivo o in soluzione.

Nel primo caso ha identificato anelli concentrici che formano l’immagine di un bersaglio. Nel secondo caso, ha potuto vedere più facilmente un’immagine che associa un edema e una proliferazione cellulare.

Ma tutto ciò è stato rifiutato dagli specialisti, che sostengono che i bersagli non sono che artefatti o immagini senza significato e legate al funzionamento dello scanner computerizzato, mentre gli edemi e le proliferazioni cellulari vengono diagnosticati come tumori cerebrali da trattare se possibile in quanto tali, oppure considerati come trombosi o altri incidenti cardiovascolari. E l’espressione peggiorativa “focolaio di Hamer” proviene dai suoi detrattori.

Lui stesso ha utilizzato espressioni come “rottura di campo” nel cervello e ha supposto che ci fossero modifiche/distruzioni ai prolungamenti delle cellule nervose o neuroni. Questi prolungamenti sono di due tipi, gli assoni centrifughi che inviano informazioni e i dendriti centripeti che le ricevono. Ma Hamer riconosceva anche che, nell’impossibilità di sezionare il relais e osservarlo attraverso un’analisi al microscopio, quest’ambito rimaneva come la “scatola nera” del processo cerebrale.

Quello che accade a livello degli organi. Sintomi e lesioni.

Oltre agli esempi già citati, mi terrò sulle generali, poiché visto il numero degli organi, i loro danni esatti sono l’oggetto della seconda parte del libro. È anche necessario conoscere innanzitutto la seconda e la terza legge biologica. La seconda ci dà insegnamenti sulla natura dei sintomi seguenti a questi stadi.

Quello che si può già fare presente è che i cambiamenti iniziano subito dopo lo shock iniziale e continueranno a svilupparsi sino a che durerà il conflitto. Potrei affrontare senz’altro numerose malattie, perché è proprio il nome delle stesse che il pubblico cerca. Ma vista la diversa interpretazione della NM, descriverò soprattutto i fatti che queste modificazioni sono e che si riducono a tre modalità reattive.

Il conflitto può provocare una proliferazione cellulare. E se ciò accade ad esempio a livello del colon, un tumore che minaccia di causare un’occlusione intestinale dovrà essere operato. Oppure può scatenare una distruzione cellulare. Se ciò avviene sulla parete di un organo come lo stomaco, il rischio di una perforazione giustificherà del pari un intervento chirurgico.

Il conflitto può provocare anche una diminuzione funzionale come quella di un organo di senso, della motricità o di una ghiandola. Se riguarderà l’udito o la capacità muscolare, il deficit sarà una sordità o una paralisi. La differenza tra una patologia apparentemente anodina e uno stato più grave è proporzionale alla massa conflittuale.

Ma terminiamo questo paragrafo con un proponimento più positivo, poiché la maggior parte dei conflitti finisce per fermarsi, affermazione che sarà l’oggetto della seconda legge.


Indice

Prefazione

Introduzione

Alcune domande senza risposte
L’anello mancante della medicina
Alcune espressioni eloquenti
Il dottor Ryke Geerd Hamer
PRIMA PARTE
GLI STRUMENTI TECNICI DEL SISTEMA ESPLICATIVO: LE CINQUE LEGGI BIOLOGICHE

Presentazione

Capitolo 1 – LA PRIMA LEGGE BIOLOGICA
Le relazioni tra psiche, cervello e organi. Origine psichica della malattia

Nozioni essenziali
Nozioni complementari
- Precisazioni sulla triade psico-cerebro-organica
- Precisazioni sul conflitto
- Alcuni grandi temi conflittuali
- Terreno ed ereditarietà
- I conflitti del lattante e del feto
- I binari del conflitto
Capitolo 2 – LA SECONDA LEGGE BIOLOGICA
Le due fasi della malattia. Quando il conflitto è risolto

Nozioni essenziali
Nozioni complementari
- Stadi del conflitto ed evoluzioni della malattia
- Pericoli e complicazioni di ciascuna fase
- La crisi epilettoide
Capitolo 3 – LA TERZA LEGGE BIOLOGICA
La natura dei sintomi in ciascuna delle due fasi

Nozioni essenziali
Nozioni complementari
- Tessuti embrionali e parti del cervello
- La migrazione del tessuto ectodermico
- Mappa dei relais cerebrali
- Precisazioni sulla proliferazione riparatrice
- La surdeterminazione della diagnosi
Capitolo 4 – LA QUARTA LEGGE BIOLOGICA
Il ruolo dei microbi

Nozioni essenziali
Nozioni complementari
- Il tropismo microbico
- Il sistema immunitario
- Altre domande
Capitolo 5 – LA QUINTA LEGGE BIOLOGICA
La comprensione del significato dei sintomi in natura. La quintessenza

Nozioni essenziali
Nozioni complementari
Capitolo 6 – LA LATERALITÀ BIOLOGICA: ESSERE DESTRIMANI O MANCINI

Capitolo 7 – LA LATERALITÀ ANATOMICA: LA LESIONE ALLA PARTE DESTRA O SINISTRA DEL CORPO

Capitolo 8 – ESSERE UOMO O DONNA. IL RUOLO DEGLI ORMONI SESSUALI

Capitolo 9 – LA PRESENZA DI SVARIATI CONFLITTI

Capitolo 10 – L’IMPORTANZA DELLE CONVINZIONI PERSONALI, DEL VISSUTO DEI SINTOMI E DELLE CONCEZIONI MEDICHE

Capitolo 11 – L’UTILIZZO PRATICO DEGLI STRUMENTI ESPLICATIVI

Capitolo 12 – CHE COSA CAMBIA NELLA DIAGNOSI

Capitolo 13 – CHE COSA CAMBIA NELLA TERAPIA

SECONDA PARTE
LE MALATTIE E I LORO CONFLITTI

Presentazione

Capitolo 14 – IL CANCRO

Capitolo 15 – LA PELLE

Capitolo 16 – IL SISTEMA LOCOMOTORE

Capitolo 17 – IL SISTEMA CARDIOVASCOLARE

Capitolo 18 – IL SISTEMA RESPIRATORIO

Capitolo 19 – IL SISTEMA DIGERENTE

Capitolo 20 – IL SISTEMA URINARIO

Capitolo 21 – IL SISTEMA GENITALE

La donna
L’uomo
Capitolo 22 – IL SISTEMA GHIANDOLARE

Capitolo 23 – GLI ORGANI DI SENSO

Capitolo 24 – LA SCLEROSI MULTIPLA

Capitolo 25 – L’AIDS

Capitolo 26 – ALLERGIE E MALATTIE IMMUNITARIE

Capitolo 27 – LE TURBE MENTALI

Conclusione

Indice delle malattie
Bibliografia


Michel Henrard
Comprendi la tua Malattia con le Scoperte del Dottor Hamer - Libro >> http://goo.gl/OBmrVr
Perchè ti ammali, perchè proprio ora, perchè questi sintomi, quanto è importante per te, come si evolve
Editore: Macro Edizioni
Data pubblicazione: Aprile 2015
Formato: Libro - Pag 268 - 17x24 cm