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sabato 9 settembre 2023

L'universo informazionale


L'universo informazionale

Consapevolezza

>> https://bit.ly/3Zcu1zH

Che cosa esisteva prima, il verbo o il nome?

Redazione - Scienza e Conoscenza - 08/09/2023

Tutta la conoscenza di cui dispone attualmente l’umanità è costituita da emanazioni della mente umana.  Tutte le conoscenze che abbiamo sono state immaginate, elaborate ed espresse da alcuni degli esseri umani vissuti in diversi momenti della storia dell’uomo.

Tutta la conoscenza di cui dispone attualmente l’umanità è espressa in parole. Le parole sono dei contenitori nei quali la conoscenza viene conservata sotto forma di significati.

Il verbo e il nome sono due elementi imprescindibili di qualsiasi frase o enunciato. Non esiste informazione o conoscenza che si possa esprimere e trasmettere in mancanza di queste due parti del discorso. Anche se sono strettamente collegati, la domanda è: quale dei due è nato per prima? Per prima fu un’azione o un nome? Quale di essi è preesistente all’altro?

Il Nome precede l’Azione o l’Azione precede il Nome?

 “Il nome precede l’azione” e “l’azione precede il nome” sono due filosofie totalmente diverse per rapportarci alla realtà in cui viviamo. Sono due dottrine che influenzano l’intera esperienza pratica di vita dell’essere umano.

Il Vangelo di Giovanni inizia così:

“Nel principio era il Verbo, e il Verbo era con Dio, e il Verbo era Dio”.

Se accettiamo che per primo ci sia stato il verbo, quale è stata la prima azione in assoluto? È stata compiuta o subita? Chi l’ha compiuta o chi l’ha subita? Forse per prima esisteva un verbo, specificatamente impersonale, che ha compiuto un’azione e da questa specifica computazione fu generato un nome. Ma quale è quel primo verbo e quale è quel primo nome da esso generato?

 Immaginiamo che il primo verbo è Moto e Riposo: qualcosa che ha a che fare con “riposarsi”, “rilassarsi”, “abbandonarsi”, “allungarsi”, “allontanarsi”, ecc. Un verbo che esprime un movimento generato dal riposo, un tipo di caduta libera generata dal concentrarsi o restringersi verso l’interno. Un po’ come quando sei molto stanco e ti cade la testa o un braccio. La sensazione è di prolungamento, come se una parte del corpo si è improvvisamente sciolta al punto di essere più elastica, di andarsene.

Stiamo parlando del primo verbo o azione, avvenuto in un momento in cui non esistevano ancora nomi. Chi è allora che si muoveva per compiere e subire questo genere di azione? Il Nulla. Il Nulla iniziò a muoversi. Il Nulla è l’unico nome che precede il verbo, o meglio, è la mancanza del nome che precede il verbo e così il Verbo diventa il Primo Nome.

L’universo in cui viviamo, nella sua fase zero di esistenza coincide con il Nulla. Nella sua prima fase di esistenza, nel primo eone, dal nulla si è prodotta l’informazione quantistica e nella seconda età o eone, dalla combinazione del nulla ed informazione quantistica viene prodotta l’energia. Poi è avvenuto quello che si chiama creazione o big bang, che ha dato inizio alla terza età o fase di esistenza: la fase materiale. La particella elementare del nostro universo informazionale è il qubit. Ogni oggetto naturalmente creato possiede un qubit di informazione quantistica che contiene l’informazione riferita a se stesso, che raduna, unifica e riorganizza l’informazione di tutto ciò che è stato creato in precedenza. Quando l’essere umano accede al qubit di informazione quantistica riferita all’Essere Cristo, l’umano perfetto, riceve il suo Nome dentro il corpo fisico e lui stesso diventa portatore del Verbo, che è la Parola di Dio manifesta, e insieme ad esso riceve la capacità di creare nell’Ordine Divino.

Ora i creatori siamo noi!

Nel sesto giorno o eone Dio creò l’uomo “nella sua immagine e somiglianza”, dopodiché “Dio riposò”. Dio ha smesso di creare. L’Uomo è la sua ultima e più potente creazione. La capacità di Creatore fu trasferita all’Uomo, insieme alla Parola di Dio che edifica.

Ora i Creatori siamo noi!

Che cosa possiamo creare? Possiamo creare ogni cosa.

Importante è ricreare noi stessi come umani perfetti e poi, usando noi stessi come mattoni, creare il prossimo eone nell’esistenza dell’universo. L’Umanità non è stata ancora creata ed è il nostro compito metterla in esistenza.

Con la sua discesa e ascesa, la morte e la risurrezione, Gesù Cristo ha aggiunto un nuovo anello nella crescita dell’universo e ha generato così la dimensione energetico-informazionale riferita a questo nuovo Essere Vivente, da lui stesso chiamato Amen. Tutti coloro che tornano alle loro radici e accedono alla conoscenza di sé possono partecipare alla manifestazione a livello materiale di Amen, con il proprio corpo fisico trasfigurato dall’amore e dalla consapevolezza.


Amen - La Nuova Umanità — Libro >> https://bit.ly/3Zcu1zH

Una teoria del Tutto

Elena Sanda Chira

https://www.macrolibrarsi.it/libri/__amen-la-nuova-umanita-libro.php?pn=1567


giovedì 23 aprile 2015

L’ anima è fatta di quanti

L’ anima è fatta di quanti

Informazione, energia, materia, vibrazione, campo elettromagnetico: la fisica e la medicina quantistica aprono nuove prospettive conoscitive sul legame tra cuore, emozioni e salute umana

Estratto da Scienza e Conoscenza n. 51



L’ anima è fatta di quanti
“Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste.

Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri
e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà.

Non c'è altra via.
Questa non è Filosofia, questa è Fisica”

Albert Einstein

Ci hanno sempre fatto credere che tutto ciò che si palesa di fronte ai nostri occhi e che viene colto attraverso i nostri apparati sensoriali sia l’unica realtà esistente e che tutto possa essere spiegato e risolto attraverso l’apporto e l’azione specifica dell’uomo sulla materia.

Eppure tutta la realtà che ci circonda e noi stessi per primi, come esseri umani, siamo molto di più di ciò che da sempre il mondo della superficie ci ha fatto vedere. A livello sottile, profondo siamo esseri di pura energia, energia che è alla base della forma densa della materia del nostro corpo organico, delle nostre cellule.

Nessuna epoca della storia ha conosciuto un progresso a livello scientifico neppure lontanamente comparabile, per velocità e risultati, a quello attuale. Le tecnologie per l’esplorazione delle energie nei sistemi biologici hanno fatto passi da gigante. Vi sono adesso apparecchi nuovi e sempre più raffinati sia per captare e distinguere le emissioni elettromagnetiche dei tessuti viventi, sia per produrre emissioni di questo tipo a scopo terapeutico.

Seppure inimmaginabili confini sono stati raggiunti e nuove straordinarie prospettive per la ricerca sono state aperte, per la maggior parte degli studiosi della “vecchia scuola” i termini di suddivisione e specializzazione sono tutt’ora il modus operandi che orienta il loro studio sulla comprensione dell’essere umano, in quanto ogni processo viene guardato singolarmente, analizzato come ente a sé, colto a partire dalla sua tangibilità e meccanicità.

Al contrario, noi siamo totalità interagente, non soltanto nel nostro corpo, ma anche con l’ambiente esterno, in quanto composti a livello profondo della stessa essenza vibrazionale, ossia di luce, di energia radiante. E questo a ricordarcelo è lo stesso Einsten che nel 1905 con la sua “teoria della relatività” mostrò che la massa stessa è una forma di energia, che massa ed energia sono interscambiabili, collegate dalla formula E= mc2 , dimostrando scientificamente che tutto è energia.

Affinché l’uomo venga colto nella sua reale essenza, bisogna dunque scendere nell’universo subatomico, quello delle energie sottili, passando dal mondo dei fenomeni macroscopici a quello dell’infinitamente piccolo. Dominio di indagine di questo straordinario mondo in cui il visibile cede il posto all’invisibile è di pertinenza della fisica quantistica, i cui sviluppi ci portano in una sola direzione: vedere l’uomo come un campo di energia unificata.

L’organismo umano è un complesso di frequenze elettromagnetiche e non un semplice assemblato di materia vivente.


Agire sui meccanismi che governano i meccanismi

La medicina tradizionale, basata sulla biochimica e sull’evidenza, interviene sul livello manifesto della materia, fornendo sostanze atte a rimuovere l’anomalia nella struttura molecolare dell’organismo.

Essa ha il grosso difetto di tralasciare la dimensione immateriale dell’essere umano: quella delle energie di fondo che lo animano e lo rendono vivo. Ma la nostra dimensione immateriale che è quella del pensiero, degli stati d’animo, delle emozioni, non è un accessorio: essa ha un ruolo fondamentale nell’insorgenza e nel decorso di qualunque patologia, di qualunque cosa ci capiti.

Al contrario la medicina quantistica prende in considerazione e tenta di agire a livelli più sottili e profondi, sui “meccanismi che governano i meccanismi” così da curare le malattie ancor prima che si manifestino, partendo dal presupposto che ogni disturbo sia l'effetto di una distorsione del campo magnetico che regola le reazioni chimiche e cellulari nel corpo umano.

Conoscere il campo magnetico di ogni individuo significa sapere quali patologie egli può sviluppare.

Inviando le frequenze corrette con appositi macchinari – penso alle magnetoterapie che sfruttano gli effetti benefici sul corpo dei campi magnetici a bassa intensità prodotti dai magneti; all’elettroagopuntura che mediante l’impiego di corrente elettrica a bassa tensione sortisce effetti ripolarizzanti sulle cellule; alla terapia biorisonante bicom, che tramite un raffinato dispositivo elettronico riconosce sia le oscillazioni armoniche che quelle disarmoniche e le utilizza a scopo terapeutico; alla terapia seqex (ionorisonanza ciclotronica endogena), che tramite una serie di sequenze elettromagnetiche determinate favorisce lo scambio ionico, modificando lo stato patologico del sistema biologico umano – sarebbe possibile eliminare le distorsioni che le hanno prodotte e ristabilire lo stato di salute.


Un'autostrada di messaggi elettromagnetici con precisi effetti biologici

Attuali evidenze scientifiche hanno mostrato che il campo elettromagnetico gioca un ruolo essenziale nell’assicurare la coesione degli elementi liquidi e solidi permettendo alla materia vivente di dialogare con il livello chimico, in modo tale che il traffico molecolare sia ben ordinato.

L’incontro le tra molecole di cui è costituito il nostro organismo e le molecole che vi penetrano (agenti patogeni ossia batteri e virus che lo colpiscono nel momento in cui esso è più vulnerabile, molecole farmacologiche a cui facciamo ricorso negli stati di patologia, nonché molecole che ingeriamo attraverso gli alimenti che contribuiscono alla nutrizione molecolare delle nostre cellule) avviene grazie a una fittissima rete di segnali elettromagnetici che lo percorrono e lo tengono vivo, perché è in questo modo che comunicano e si coordinano fra loro tutte le nostre cellule e molecole.

Si sfata così l’opinione diffusa che la dinamica biologica sia interamente dominata da meccanismi chimici, da dinamiche molecolari che si susseguono in modo ordinato nel tempo e nello spazio.

Stando a questo, la patologia che appare in primis come un’anomalia della struttura molecolare del corpo, rimanda ad un disturbo nella rete elettromagnetica di controllo del traffico molecolare.

Tutte le cellule del nostro organismo, tramite il DNA che funziona come un trasmettitore–ricevitore di onde, emettono e possono ricevere segnali frequenziali. Esse sono in continua e istantanea comunicazione interspaziale fra di loro e si scambiano messaggi elettromagnetici con precisi effetti biologici.

Tutto questo costituisce un sistema di autoregolazione continua, i cui dati viaggiano costantemente tra le cellule per mantenere un equilibrio dinamico che si adatta alle modificazioni interne ed esterne rappresentando lo stato di salute.


Informazione, Materia ed Energia

La Fisica moderna, quindi, ci dice che non esiste nulla nello spettro del reale che non sia contemporaneamente informazione, materia ed energia. Informazione, Energia e Materia sono quindi tutte collegate a cascata, la materia non esiste senza energia, che a sua volta non ha forma senza informazione. È pertanto proprio l’informazione che determina come si deve comportare la materia, essa è la matrice che governa l’universo, in cui è scritto che quegli atomi devono vibrare a quella frequenza.

A questo livello non vi è più distinzione, tutto l’universo è interconnesso da una trama di informazioni che avviene a livello vibrazionale.

Sono le informazioni che gradualmente modulano le funzioni neuropsicofisiologiche. Quando sono armoniche esse sono fisiologiche e funzionali al loro sviluppo, quando sono conflittuali e antitetiche a quelle pulsioni genetiche che spingono ogni essere umano all’autodeterminazione generano invece malessere, disagi e psicopatologie.

Tutte le componenti dell’essere umano, da quelle percepibili dai nostri sensi a quelle meno note come anima e psiche dialogano, quindi, a livello sottile, quantico, e tra loro c’è un continuo scambio di energia e informazioni.

L’uomo, come tutto l’universo, è un sistema interconnesso, un tutto interagente di tre entità strettamente correlate, psiche, anima e corpo dal cui accordo funzionale e armonico dipende lo stato di benessere del suo campo energetico vitale. Il campo elettromagnetico è ciò che guida ogni reazione chimica del corpo.

Un campo elettromagnetico corretto determina reazioni chimiche sane, viceversa quando ci sono delle distorsioni si generano dei problemi che si manifestano a livello fisico o psichico.

Ma come avviene la distorsione del campo elettromagnetico umano?
Da cosa è determinata e come si genera?

Seppure la nuova medicina quantistica agisce andando a ristabilire l’equilibrio energetico del campo nei punti di distorsione, appare lecito chiedersi da cosa sia generata la rottura dell’armonia nel fluire della nostra energia sottile, personale.


Tutto parte dall'anima

Bisogna a tal riguardo partire dal presupposto che ci sia un’energia di fondo che ci anima, che alberga in noi e che ci permette di generare e dare manifestazione a tutto ciò che ci capita e allo stesso benessere psicofisico del nostro organismo. Tale energia presente in ogni individuo altro non è che l’anima, vibrazione d’amore potentissima che ci mantiene in filo diretto con l’essenza pura della creazione.

Prima del corpo, prima della materia, prima di qualunque cosa osservabile e visibile c’è l’anima.

Noi siamo anima incarnata, anima che altro non è che amore.

Tramite l’amore si riesce a stabilire una linea di congiunzione con tutto il creato, in quanto questo è l’elemento primo di tutta la realtà. Amore che contiene in sé solo carica positiva e che ci conduce rendendoci esseri straordinari quali siamo.

Esso governa la nostra totalità e si esprime attraverso il suo organo preferenziale, ossia il cuore. Cuore che a sua volta comunica e rende manifesti i suoi sussulti attraverso la voce dei sentimenti e delle nostre emozioni.

Da qui le emozioni da sempre considerate come risposte biologiche che l’essere umano mette in atto per far fronte a stimoli specifici esterni, precisando in ogni momento il dominio d’azione dell’organismo, perdono la loro connotazione di prodotto assumendo invece una nuova funzione. Esse sono essenziali, esse sono la prima indicazione sui moti e sui sussulti del nostro spirito.

Noi non produciamo emozioni in base a situazioni specifiche, ma siamo l’emozione stessa.
Siamo esseri eternamente situati emotivamente.

Le nostre emozioni ci conducono, parlano e mettono in risalto a livello sottile ciò che la nostra anima sperimenta e vuole comunicarci. Tutto il nostro essere è implicato in questa danza armonica. Quando ci emozioniamo netta è l’attivazione corporea sia interna che esterna. È la nostra carne a segnalarci che qualcosa sta accadendo.


La danza delle emozioni

Le emozioni rappresentano energie potentissime che agiscono.
Esse sono da intendersi come indici che ci informano circa il percorso che stiamo seguendo.

Quando sono presenti in modo invasivo e maggiore emozioni negative rispetto a quelle positive, qualcosa non sta andando come dovrebbe essere. Esse ci stanno segnalando che la nostra anima è bloccata nel suo decorso naturale, nella sua sintonizzazione con l’energia pura presente nell’ambiente gravitazionale.

Ciò accade in quanto essendo sottoposti a un incessante flusso di energia perenne, essendo a livello profondo veri e propri emittenti e riceventi di onde, emettiamo vibrazioni potentissime (positive o negative), in base al flusso dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, nei confronti dell’intero ambiente e di tutte le persone che lo popolano. Questi, a loro volta, captano l’energia in entrata che noi stessi abbiamo prodotto e, in base alla propria singolarità e alle vibrazioni predominanti in quel determinato arco di vita si accordano o meno a noi.

Nel momento in cui entriamo in contatto con persone e con ambienti in cui c’è un eccesso di energia negativa, a lungo andare le nostre vibrazioni positive si abbasseranno gradatamente di livello fino a sintonizzarsi completamente con quelle della fonte di emittenza.

Ciò che noi avvertiremo a livello del primo malessere sarà uno stato d’animo e un’emozione negativa. Questo stato d’animo che in realtà è un semplice campanello d’allarme energetico, ci informerà che qualcosa ci sta toccando, o ancor meglio che basse frequenze provenienti dall’esterno si stanno accordando alle nostre e che pian piano sintonizzandoci in modo continuativo con la fonte di emittenza, avverrà un vero e proprio avvelenamento vibrazionale del nostro campo personale.

Tutto questo, in concreto, si traduce nello sperimentare sulla nostra pelle emozioni negative, le quali a lungo termine andranno ad attivare i relativi centri cerebrali che daranno il via al rilascio di neurotrasmettitori implicati nella trasmissione e nell’attivazione di circuiti neurali deputati alla sperimentazione di emozioni poco piacevoli e disturbanti. A ogni attivazione cerebrale corrisponde una diversa ridistribuzione dell’energia nervosa, la quale andrà ad agire sull’equilibrio del nostro campo elettromagnetico per poi trovare manifestazione a livello corporale sotto forma di patologia.

Si deve ben comprendere che la prima disfunzione, la prima rottura non avviene a livello organico, ma a livello di anima la quale viene bloccata nella sua massima espressione da questa energia che la circonda. Questo accordo non è dovuto al caso, ma è scelto attimo dopo attimo in quanto noi ci direzioniamo verso ambienti, eventi e persone che sono anch’essi carichi energeticamente.

Quando l’anima, ossia l’amore puro, viene limitata nel suo incessante fluire, ecco che allora ha luogo la disfunzione, perché essendosi creata intorno a essa una guaina energetica ci sarà il mancato accordo di quest’ultima con la psiche e il corpo. Noi siamo fusione di queste tre componenti modali, il cui funzionamento determina il nostro benessere o malessere.

Ciò che si manifesta a livello profondo come vero e proprio disturbo, come malattia del soma, altro non è che l’indice di spostamento e del mancato accordo di psiche, anima e corpo.

Molte persone responsabilizzano delle proprie malattie il mondo, gli altri, le circostanze esterne e finanche il Padre Eterno. Esse non riescono a cogliere il nesso tra pensieri, convinzioni, sentimenti, comportamenti e malattie.

Questo accade per una difficoltà obiettiva, legata al fatto che spesso la malattia insorge dopo molto tempo dalla messa in atto di pensieri, convinzioni, emozioni e comportamenti errati.


Vivere nell'amore e nella pienezza

Sulla base di questo le emozioni ci fanno da guida specifica e ci informano se siamo sulla strada giusta o sbagliata. È essenziale prendere atto di questa danza armoniosa dell’esistenza, del diretto rapporto che esiste tra le nostre emozioni e il successivo prodotto di queste ultime, ossia il pensiero. In base all’emozione sperimentata si crea un relativo pensiero in risonanza.

Quando l’anima si svincola dal corpo, quando noi non riusciamo più ad ascoltare i sussulti e i moti del nostro spirito e non siamo più centrati nel cuore, accade che la mente prenda il sopravvento. Essere solo mente ci impedisce di guardare la vita e la realtà con uno sguardo giusto, in quanto essa è composta anche da credenze errate che nel tempo si sono strutturate e che ci guidano facendoci percorrere strade sbagliate e conducendoci alla sofferenza.

Quando si entra nel circolo dei pensieri mentali, ci sarà una vera e propria intossicazione vibrazionale del nostro campo elettromagnetico vitale e di conseguenza del nostro corpo denso, in quanto le nostre cellule, l’elemento energetico contenuto all’interno di esse, si accorderà in modo inscindibile alla polarità di pensiero a cui in quel determinato momento siamo sottoposti, apportando modificazioni a livello della loro conformazione bioelettrica e arrecando danni irreparabili al funzionamento dell’intero organismo.

La chiave?
Rimanere nell’amore.

Sentire la potenza di questa vibrazione che ci pervade ed è alla base di tutto e tutti significa mantenere e garantire l’equilibrio sano del nostro campo elettromagnetico e di conseguenza del nostro stato di salute, ma in particolar modo vivere nella pienezza della nostra vera natura di esseri straordinari quali siamo.

Autore: Carmen Di Muro

Psicologa Clinica, ricercatrice, nonché autrice del libro Essere è Amore. Dal Pensiero alla Materia.Viaggio Scientifico nella Pura Essenza (Gagliano Edizioni, 2013), un saggio olistico, un amalgama tra discipline scientifiche e spirituali (filosofia, biologia, le attuali scoperte della fisica quantistica e della meccanica quantistica) che in perfetto accordo tentano di porre le basi per la conoscenza dell'essenza profonda del nostro esserci e del nostro essere, e dell'intreccio costante che tutti noi, a livello energetico, compiamo concretamente con la realtà esterna, nonché dei meccanismi vibrazionali che sono alla base dei fenomeni che noi giornalmente esperiamo.

Oltre a svolgere l’attività clinica, divulga il suo pensiero e le sue conoscenze partecipando come relatrice a Convegni e Seminari su suddette tematiche.

Articolo pubblicato per gentile concessione della rivista trimestrale Scienza e Conoscenza

Scienza e Conoscenza - n. 51 >> http://goo.gl/4apqz3
Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza
Editore: Scienza e Conoscenza - Editore
Data pubblicazione: Febbraio 2015
Formato: Rivista -


lunedì 23 marzo 2015

Urbano Baldari e la Medicina dell’Informazione

Urbano Baldari e la Medicina dell’Informazione

Urbano Baldari, pioniere della medicina dell'informazione ci fa scoprire nuove connessioni fra medicina e informatica

di Valentina Balestri - 23/03/2015



Urbano Baldari e la Medicina dell’Informazione

Il dottor Urbano Baldari, Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia, responsabile del Gruppo Medicybe e direttore sanitario del poliambulatorio cesenate Kimeya, ha un obiettivo: far conoscere l’importanza della Medicina dell’Informazione.

Il punto cardine è uno: anche tu hai un corpo informatico!

Si, proprio così. All’interno del nostro corpo possediamo un grande software di comunicazione e, come in un computer, un virus può entrare nel nostro sistema, impoverire, rallentare i messaggi e portare il nostro programma a funzionare di meno e meno bene.
In questi casi solo un antivirus può essere la soluzione. Il Dottor Baldari sì è letteralmente stancato di prescrivere cortisone e di rispondere “non lo so” alle domande di pazienti che, sempre più preoccupati, chiedevano “perché ho questa malattia?”. Allora ha iniziato a osservare, a studiare diligentemente e a cercare risposte.

Una l’ha trovata: la Medicina dell'Informazione.

La chiave di questa disciplina sta nell’indagine, non invasiva, della causa delle malattie in un modo completamente diverso da quello attuale.
Il corpo è uno dei sistemi più complessi mai esistiti e, come un sistema informatico, vive di comunicazioni ultraveloci. La rete di comunicazione o meglio dire la nostra Body-net può bloccarsi e rallentare, a tal punto da provocare danni, anche ingenti, all’organismo.

Basandosi sull’agopuntura e sulla medicina tradizionale cinese sono stati identificati dei punti di raccordo dove le informazioni partite da ogni organo convogliano. Monitorandoli e analizzando tutti i sintomi e i problemi di salute che il malato presenta, anche quando apparentemente non sono correlati tra loro, si arriva ad una lettura molto più approfondita e curata della complessità del nostro “software”.

È così che si possono costruire delle terapie ad hoc sulla persona utilizzando farmaci convenzionali, fitoterapici o omeopatici fino a ripristinare la corretta informatizzazione del corpo.

Come in un computer o se volete immaginarvi su una grande autostrada, quando ogni cosa procede nella giusta direzione, le strade sono pulite: niente più ingorghi, niente più malattie ma solo tanta, tanta salute.

Quali malattie indaga la medicina informazionale?

Intolleranze alimentari, malattie reumatiche, articolari e della pelle (psoriasi, eczema, orticaria), patologie ormonali come il diabete, l’obesità oppure tutte quelle situazioni dove “non ci si sente bene” che le metodiche tradizionali non hanno saputo spiegare o migliorare.

Ad oggi, i dati di miglioramento della qualità della vita o di guarigione dei pazienti ci fanno sperare: per il 90% dei casi il dottor Baldari ha scommesso sulla medicina dell’informazione e ha vinto.

La consapevolezza è la nostra miglior arma di difesa!

Sono lieta di invitarti alla Tavola Rotonda di Fisica e Medicina Quantistica il 9 maggio a Rimini, dove oltre al Dottor Urbani Baldari potrai conoscere altri grandi scienziati, medici e ricercatori. Clicca sul link per vedere il programma completo!


martedì 13 maggio 2014

Informazione e Coscienza

Informazione e Coscienza

È possibile intendere la Coscienza come un’Entità Informazionale Complessa, dotata di caratteristiche proprie dei modelli quantistici capace di integrarsi dinamicamente con le strutture biologiche...

di Carlo Donadio - 12/05/2014



Informazione e Coscienza

La Coscienza Umana, intesa come fenomeno cognitivo strutturato, è stata ed è ancora oggetto di profondo interesse per la ricerca scientifica relativa a svariate discipline. Dalla biologia alla cibernetica, passando per le neuroscienze e la psicologia, in molti si sono cimentati nello studio e nell’approfondimento di questa tematica, tanto affascinante quanto articolata, su cui pare sia ancora prematuro porre l’ultima parola.
E possibile, tuttavia, alla luce delle recenti evidenze teoriche e sperimentali, avanzare intriganti ipotesi di lavoro con possibili esiti tutt’altro che scontati.

Modelli di riferimento

Nel decorso storico delle ricerche in merito sono stati sviluppati diversi modelli teorici, sia per quanto riguarda gli aspetti tecnici che quelli psicologici.
Dal punto di vista tecnico, cioè sulle dinamiche che regolano il rapporto tra la mente, sostanzialmente immateriale, e il cervello, decisamente materiale, spiccano quelli di ispirazione quantistica.
Notevoli lavori sono stati sviluppati a proposito, già accennati in un precedente articolo, come quelli di Bohm, Cramer, King, Vitiello e altri ancora di cui la Dott.ssa Antonella Vannini, sia in una tesi di dottorato che in alcuni articoli, fa una sintesi estremamente efficace per esporre e sviluppare a sua volta le teorie basate sulle intuizioni del matematico italiano Fantappiè, da cui emergono sostanzialmente, secondo vari approcci, interessanti proprietà quantistiche di supercausalità e di non linearità tutt’altro che strettamente meccanicistiche e deterministiche ma, anzi, sostenute da una libera arbitrarietà di livello fisico.
Un approfondimento esaustivo non è oggetto di questo articolo e si rimanda il lettore ai riferimenti bibliografici in calce.
Dal punto di vista strettamente psicologico, sono da prendere in attenta considerazione i contributi di Charles Tart e Roberto Assagioli.
Il primo, nella sua attività di ricerca, si è occupato dello studio relativo agli stati di Coscienza, sia ordinari che alterati, adottando un’impostazione sistemica, ovvero considerando il fenomeno come risultato emergente dall’interazione simultanea di più sottosistemi psichici, talvolta predominanti ma in alcune circostanze latenti, secondo dinamiche osservabili.

Il secondo è invece padre e pioniere della Psicosintesi, un approccio clinico basato su un solido e strutturato nucleo teorico in cui vengono descritte le varie funzioni principali della coscienza, la stratificazione dell’inconscio, il ruolo decisionale di un “Io” personale e quello di un “Sé superiore” transpersonale posto ai limiti della Coscienza stessa.
Entrambi, in buona sostanza, propongono una visione olistica della questione, lasciandola ampiamente aperta a qualsiasi ulteriore sviluppo.
Sotto l’aspetto squisitamente speculativo merita di essere citato il filosofo Ken Wilber, che ha dedicato buona parte del suo operato all’argomento, fornendo spunti estremamente stimolanti rielaborando concetti sia della tradizione orientale che occidentale.

L’ipotesi informazionale

Sulla base di quanto illustrato, è possibile spingersi leggermente oltre considerando la Coscienza come un’Entità Informazionale Complessa, dotata di caratteristiche proprie dei modelli quantistici capace di integrarsi dinamicamente con le strutture biologiche.
Il termine “Informazionale” intende inquadrare il fenomeno nell’ottica della Teoria dell’Informazione allo stesso modo in cui sono state già trattate le leggi della fisica nei precedenti articoli, ossia come un sistema dinamico altamente organizzato (con proprietà quantistiche prevalentemente non lineari, e di conseguenza olografiche, di coerenza, risonanza e interferenza).
Queste considerazioni aprono la strada a possibili conseguenze di enorme rilievo.
Valutando l’informazione come una concreta realtà fisica, potenzialmente misurabile in un non lontano futuro, nonostante le difficoltà di rilevazione siano notevoli per ordini di grandezza energetici su scala quantistica, sarebbe possibile approfondire le ricerche nelle discipline mediche e terapeutiche nell’ambito della psicosomatica su di una base strettamente tecnica e non vagamente aleatoria. Se esiste un livello più profondo di realtà governato da queste leggi, ciò potrà essere empiricamente dimostrato a condizione di adottare un approccio sostanzialmente nuovo e spregiudicato, ma rigorosamente scientifico.
Potranno, inoltre, essere indagate le peculiari capacità evolutive della Coscienza, con particolare riguardo ai suoi stati non ordinari e, volendo osare ancora oltre, a quelle condizioni limite di esperienze di pre-morte o di out-of-body che lascerebbero intravedere una possibile capacità di resilienza rispetto a una compromissione del supporto biologico, ovvero ad una sua ulteriore consistenza puramente informazionale.

Psico-Olo-Dinamica

Considerare la Coscienza come un ologramma al pari dell’Universo consentirebbe una visione più armoniosa ed elegante di una Natura basata su principi omogenei a diverse scale di grandezza, comprensibile sia dalla fisica che dalla filosofia in una convergenza sia tecnica che concettuale.
Nel tentativo di delineare, seppur in maniera ancora rudimentale, questa teorizzazione, sulla base di quanto messo in gioco, si potrebbe immaginare la Coscienza strutturata come un sistema con al centro un piccolo nucleo dotato di libero arbitrio (“Io” personale) attorno a cui, lungo tutto l’arco della sua evoluzione, vanno ad articolarsi i vari sottosistemi funzionali. Un processo del tutto simile a quello di una formazione di una galassia o di una stella, con fasi di espansione e contrazione, in cui l’informazione va a organizzarsi secondo schemi frattali nel rispetto del principio olografico in senso fisico-matematico.
Potrebbe inoltre essere estremamente utile inserire in questa formulazione il concetto, rielaborato, di biologica di Matte Blanco, in cui i contenuti del conscio si differenziano da quelli dell’inconscio per la loro conformità o meno al principio matematico di non contraddizione con lo scopo di produrre una selezione informativa, non necessariamente distruttiva, a favore degli elementi più utili alla sopravvivenza della persona favorendo il consolidamento dell’Ego che si configura come una membrana a protezione dell’Io.
Una formulazione, questa, non strettamente ortodossa, ma proiettata verso nuovi e interessanti sviluppi.

Conclusioni

Applicando agli studi sulla Coscienza un paradigma olistico di ispirazione informazionale, è possibile dar vita a nuove metodologie di ricerca sempre nei limiti del rigore scientifico, ma con una visione sensibilmente rinnovata e più aperta.
Rinunciare al riduzionismo meccanicistico, che ha sì dato i suoi frutti ma anche mostrato i suoi limiti, pare ormai una tappa obbligata per lo sviluppo umano. Sviluppo quanto mai necessario in quest’epoca così critica.

Riferimenti Bibliografici
-    Chris King, “Chaos, Quantum-transactions and Consciousness”, NeuroQuantology 2003; 1:129-162
-    Antonella Vannini, “Modelli Quantistici della Coscienza”, Syntropy 2007, 1, pag. 29-48
-    Charles T. Tart, “Stati di Coscienza”, Astrolabio Ubaldini 1977
-    Pirmaria Bonacina, “Manuale di Psicosintesi”, Xenia Edizioni 2010
-    Ken Wilber, “Lo Spettro della Coscienza”, Crisalide Edizioni 1993
-    Ken Wilber, “Il Progetto Atman”, Crisalide Edizioni 2003
-    Ignacio Matte Blanco, “L’Inconscio Come Insieme Infiniti”, Einaudi 2000


Daniele Bui, Silvio Leoni
Mente, Cervello e Coscienza >> http://goo.gl/46QD7P
Il vicolo cieco del materialismo nel pensiero di Sir John Eccles
Editore: Mattioli 1885
Data pubblicazione: Luglio 2006
Formato: Libro - Pag 194 - 13,5x21




mercoledì 20 novembre 2013

L'Olismo Informazionale

L'Olismo Informazionale

Numerose scoperte e lavori scientifici nei più disparati campi quali, ad esempio, la fisica, la biologia, le neuroscienze, nonché recentissime e diverse evidenze sperimentali di rilievo, lasciano emergere nuove prospettive sulla concezione della realtà...

di Carlo Donadio - 18/11/2013



L'Olismo Informazionale

Numerose scoperte e lavori scientifici nei più disparati campi quali, ad esempio, la fisica, la biologia, le neuroscienze, nonché recentissime e diverse evidenze sperimentali di rilievo, lasciano emergere nuove ed interessanti prospettive sulla concezione stessa della realtà. Seppur spesso distanti e talvolta in contrasto con una visione classi-ca e marcatamente riduzionista, il loro ap-profondimento, e la relativa integrazione tra di esse, inducono a spostare la direzione di ricerca verso una visione olistica, ovvero dallo studio delle proprietà delle singole componenti a quello delle interazioni tra di esse. Quello che si propone è una chiave di lettura “informazionale” in senso computazionale e cibernetico applicabile su diverse scale e in diversi settori di indagine scientifica, fondata su criteri rigorosi e verificabili ma che richiede una revisione concettuale rispetto a quanto già ampiamente conclamato senza però smentirlo completamente ma, addirittura, estendendolo.

Memoria dell’acqua e olografia

Punto di partenza di questo percorso sono le scoperte relative alla cosiddetta “memoria dell’acqua”, ovvero quella particolarissima proprietà, in dote alle strutture (cluster) che questa molecola tende a formare spontaneamente nella sua fase liquida, di riuscire ritenere e propagare il contenuto “informazionale” di altre molecole seppur altamente diluite in essa.
È l’approccio utilizzato nelle preparazioni omeopatiche.
Molto si è dibattuto in merito, talvolta con toni decisamente animati, ma l’impegno nella ricerca ha portato a risultati di notevole impatto. Da semplici molecole di soluto si è giunti a riscontrare sperimentalmente la possibilità di replica di un’intera sequenza di DNA senza alcun processo di polimerasi, come dimostrato nel recente lavoro di Luc Montagnier.
Altra tecnica volta a sfruttare questa proprietà è il Trasferimento Farmacologico Frequenziale, abbreviato TFF, scoperto e messo a punto dal Dr. Massimo Citro per scopi terapeutici. Il procedimento consiste, per grandi linee, nell’irradiare con un segnale elettromagnetico un principio attivo posto all’ingresso di un amplificatore a larga banda che lo ripropone in uscita applicandolo ad una soluzione fisiologica o ad acqua semplice a seconda delle modalità di somministrazione.

I casi clinici trattati con i fluidi così “informati” manifestano feedback analoghi a quelli dei farmaci di partenza ma con assenza di effetti collaterali imputabili alla na-tura originariamente molecolare.
Il principio di azione fondamentale più accreditato per spiegare questo fenomeno è quello dei “domini di coerenza”, un particolare effetto definibile nell’ambito dalla teoria quantistica dei campi proposto da due fisici italiani, Emilio Del Giudice e Giuliano Preparata. In condizioni di coerenza quantica, gli atomi, e di conseguenza le molecole, di un dato insieme oscillano in fase tra di loro in uno stato di minima energia ed elevata organizzazione sincronica, ovvero bassa entropia.
Con questi presupposti gli effetti molecolari microscopici si manifestano su scala macroscopica e diventano “palpabili”. Conseguentemente se si verifica un’iterazione tra poche molecole di soluto ed i relativi cluster di acqua che le accolgono, in condizioni di coerenza gli effetti tendono a propagarsi per risonanza a tutto il dominio interessato e in maniera apprezzabilmente stabile.

Similmente si ottiene lo stesso risultato se l’acqua, o una soluzione ad essa affine, viene esposta ad un segnale, un campo, contenete informazione. Essa si imprime nei cluster coerenti e si propaga attraverso di loro.
Facendo un’analogia è come se in un coro di svariati componenti, alcune voci, o al minimo solo una, intonassero una determinata nota ed il resto del gruppo la ricalcasse andando a formare una singola voce ma decisamente più corposa. L’incoerenza, invece, è paragonabile al chiacchiericcio disarmonico di una folla: ognuno parla per se e globalmente si ode solo brusio senza alcun significato.
Assodate le modalità di questo fenomeno fisico, ovvero il come ciò sia possibile, risulta estremamente interessante spostare l’orientamento  di ricerca verso il cosa sia effettivamente “memorizzato” in questo processo da un punto di vista qualitativo. Definirla semplicemente informazione è risposta estremamente vaga ma, usufruendo di conoscenze già consolidate, è possibile avanzare ipotesi ben più precise.

Analizzando gli indizi a disposizione, con riferimento a quanto già citato, troviamo che il fenomeno si verifica nelle particolare condizioni in cui:

-    l’acqua è in uno stato di coerenza
-    vi è la presenza di un campo elet-tromagnetico fisso (a bassa frequen-za in alcuni casi)

Facendo attenzione non stiamo descrivendo altro che un fenomeno di olografia, ovvero di memorizzazione di un’informazione in un mezzo, o meglio un “supporto”, coerente, l’acqua in questo caso, unitamente ad un segnale di riferimento che, sommato ad un altro segnale specifico a seconda del caso, forma un ologramma.
Esaminando più in dettaglio questa ipotesi, ricordiamo che l’olografia è un fenomeno che consente di ricostruire immagini tridimensionali a partire da una lastra bidimensionale sulla quale è stata impressa un figura di interferenza formata appunto dalla somma dei segnali a cui viene esposta.
Un’interessante caratteristica degli ologrammi e quella di riuscire a ricostruire l’informazione originale completa anche da una sua frazione concretizzando il concetto che “in ogni singola parte vi è l’immagine dell’intero insieme”.
Supponendo attendibile questa conclusione, si può affermare che nei domini di coerenza è possibile memorizzare figure di interferenza olografiche capaci di rappresentare informazioni complesse.

A sorprendere è che questo sofisticato meccanismo è assolutamente naturale e spontaneo, una prerogativa intrinseca delle aggregazioni atomiche/molecolari e per di più attuata con il minimo dispendio energetico.
È dunque fertile spunto di riflessione constatare che gli organismi viventi sono costituiti per la maggioranza di acqua e che la frequenza di risonanza del campo magnetico terrestre (risonanza di Shumann) si attesti proprio su quei valori di oscillazione talvolta usati in laboratorio per riprodurre il fenomeno (7~8 Hz). Valori compatibili, inoltre, con le frequenze delle onde celebrali umane in banda ALFA.
In altri termini si potrebbe dire che, in base a queste constatazioni, sul nostro pianeta la vita esiste e si sviluppa perché in queste condizioni l’informazione biologica ha potuto attecchire in maniera estremamente prolifica producendo evoluzione e biodiversità in uno scenario di armonia tra ambiente ed organismi dove ogni singolo elemento è compartecipe della globalità.

Morfogenesi ed Evoluzione dei Sistemi

Come già accennato, un’informazione codificata olograficamente, in genere, è in grado di esprimersi in maniera tridimensionale nello spazio.
Il caso specifico dell’acqua non fa eccezione e, a dimostrarlo, entro limiti plausibili rispetto a quanto già esposto, potrebbero essere i risultati delle ricerche di Masaru Emoto che hanno messo in evidenza il rapporto tra la peculiare cristallizzazione dell’acqua a basse temperature e la qualità dell’informazione a cui essa viene esposta, ovvero informata, attraverso diversi metodi. Emerge che le geometrie dei cristalli sono tanto più belle ed armoniose quanto più il contenuto informativo di esposizione è positivo, ad esempio amore, pace, gioia, ecc; viceversa si riscontrano geometrie disarmoniche e caotiche nel caso di contenuti negativi e sgradevoli quali rabbia, odio, paura e così via.
Questo tipo di sperimentazione è stato fortemente criticato dalla comunità scientifica che lo ha classificato privo di qualsiasi fondamento.
Mi permetto di dissentire, almeno parzialmente.

La mia attenzione si focalizza sull’esposizione dell’acqua a pensieri ed emozioni umane, ovvero dove vi è un’interazione, sia essa diretta che indiretta, con la coscienza che, come vedremo in seguito, è oggettivamente assimilabile ad un entità di natura informazionale. Altre metodiche sarebbero da approfondire per essere considerate attendibili ma in generale, a mio avviso, possono esserlo quelle in cui viene veicolato un contenuto ondulatorio, ovvero onde celebrali, sonore o luminose, e quindi compatibili con la codifica olografica.
Emoto ha anche realizzato evidenze sperimentali insieme a Citro, riscontrando l’effettiva differenza di cristallizzazione tra campioni diversi realizzati con la metodologia TFF.
Altra indicazione estremamente interessante è quella che deriva dal già citato lavoro di Montagnier. Il DNA replicato non viene a formarsi dal nulla, ma viene ricomposto avendo a disposizione i soli elementi costituenti della molecola nell’ambiente di destinazione. L’informazione trasmessa dalla molecola originale non fa altro che da stampo informazionale sul quale vanno a ricollocarsi le basi nella opportuna sequenza. Si parla di una precisione media del 98% che tutto fa pensare fuorché al caso. Piuttosto viene da associare quanto descritto ad un fenomeno di risonanza morfica.

È l’informazione che induce la forma di un entità fisica, la sua geometria e la sua evoluzione nello spazio tridimensionale. In maniera complementare la materia veicola informazione in base alla propria configurazione molecolare specifica.
Informazione e materia appaiono quindi come livelli diversi, ma non mutualmente esclusivi, della stessa realtà.
Effetti simili, oserei a questo punto dire analoghi, furono riscontrati nei numerosi esperimenti di cimatica di Hans Jenny che dimostrano le proprietà geometriche sia bidimensionali che tridimensionali delle onde sonore con risultati decisamente interessanti. Esempio notevole è la resa geometrica strumentalmente rilevata della sillaba sanscrita “OM”  che risulta sorprendentemente simile alla stessa rappresentazione del rispettivo mandala tramandato da gene-razioni nelle culture orientali.
All’evidenza pare quindi  si possa concludere che l’informazione, opportunamente codificata, è intrinsecamente morfogenetica.
La morfogenesi dei sistemi viventi è ancora una questione ampiamente aperta e dibattuta nell’ambito delle scienze biologiche.
Comprendere il meccanismo di questo fenomeno è una sfida avvincente per studiosi e scienziati.
Alla luce delle considerazioni esposte in questa sede si cercherà di proporre una possibile soluzione basata su principi fisici che possono produrre conseguenze a livello biologico.

Il primo è la sintropia, un principio introdotto dal matematico italiano Luigi Fantappié per descrivere la tendenza all’autoorganizzazione dei sistemi in maniera simmetrica ed opposta all’entropia, ovvero l’indice, o meglio lo stato, di disordine di un sistema chiuso nel quale si svolgono trasformazioni termodinamiche.
I sistemi biologici sono fortemente regolati dalla sintropia nella loro evoluzione, tendono, cioè, a “prendere forma” in maniera altamente organizzata mantenendo la propria autocoerenza attraverso la dissipazione di calore ove necessario. In termini meno tecnici, è come se un organismo possedesse, a priori del suo sviluppo, un progetto, una finalità, o retrocausalità che dir si voglia, in opposizione al concetto di causalità, affine, invece, all’entropia.
Queste due tendenze sono in effetti complementari tra di loro e, in natura, si compensano quasi simmetricamente in un equilibrio di supercausalità con un leggero vantaggio per la sin-tropia.
È proprio questo “tiro alla fune” il motore dell’evoluzione spontanea di un sistema.
Altro concetto chiave è quello dell’entropia informazionale.

Introdotto da Claude Shannon, padre della Teoria dell’Informazione, indica la quantità di incertezza dell’informazione contenuta in un sistema cibernetico, sia esso elaborativo, trasmissivo o di memoria, ed ha un espressione formalmente analoga a quella del disordine termodinamico ed, a livello quantistico, cioè su scale in cui l’energia è definibile unicamente in maniera discreta, è sostanzialmente equivalente.
Più è alto il livello di entropia in una entità informazionale, meno sarà definibile l’informazione in esso contenuta. Oltre un certo livello entropico il disordine è talmente elevato da non con-sentire una lettura qualitativamente affidabile. In un simile stato l’informazione è si presente, ma priva di significato, indefinibile.
Per meglio chiarire il concetto, consideriamo, idealmente, un sistema chiuso contenente una quantità elevata, ma finita, di informazione in una porzione di spazio estremamente limitata, ma non nulla, corrispondente all’estensione del sistema stesso.
In queste condizioni, essendo l’entropia altissima, il sistema, per poter esprimersi pienamente, o quantomeno mantenere una propria identità rispetto all’informazione che contiene, può comportarsi secondo due linee guida:

-    espansione
-    dissipazione del calore verso l’esterno con perdita di informazione

Espandendosi il sistema tende a svilupparsi in base al progetto che lo caratterizza imprimendo forma ed organizzazione alla materia che lo costituisce; dissipando calore, invece, mantiene costante il livello di entropia sotto una certa soglia per consentire la stabilità e la coerenza dell’informazione stessa seppur, in alcuni casi, perdendone una parte di essa.
L’equilibrio tra questi due fattori determina l’implicita spinta evolutiva dei sistemi. In quelli biologici che tendono ad assorbire nutrimento, seppur in maniera regolata, questa strategia combinata garantisce un flusso continuo di informazioni tale da poter arricchire o leggermente modificare questo andamento progressivo influendo sulla diversità tra più sistemi simili ed il loro stesso sviluppo.
Consideriamo, invece, un sistema sì chiuso ma anche isolato. In questo caso esso può esclusivamente espandersi essendo impossibile scambiare calore con l’esterno.

L’universo nella sua totalità può essere assimilato ad un sistema chiuso, isolato e, come ampiamente dimostrato, in espansione e, per di più, con tendenza inflazionaria.
Trattando di entropia, si è spesso considerata l’ipotesi, seppur a lunga scadenza, di morte termodinamica dell’universo allo stato in cui tutti i possibili processi chimico-fisici fossero avvenuti raggiungendo un livello di saturazione del disordine, il massimo possibile su scala cosmica.
Ricordiamo che questa teoria, quasi una congettura, è stata formulata nel XIX° secolo, un’epoca in cui prevaleva una visione stazionaria dell’universo quanto mai obsoleta e priva di fondamento allo stato attuale delle conoscenze.
Riassumendo, si ritiene plausibile che l’evoluzione dei sistemi sia regolata dall’equilibrio tra entropia e sintropia, disordine ed ordine, causalità è finalità, supercausalità appunto, in cui i singoli elementi sono strettamente interdipendenti. Sistemi di questo tipo sono definiti dinamici e sono caratterizzati, nella loro trattazione matematica, da un “oggetto” denominato attrattore.

Un attrattore viene definito come “un insieme a cui tende un sistema dinamico dopo un tempo sufficientemente lungo”. In maniera equivalente lo si può definire come lo stato finale complessivo a cui tende un sistema.
Dal punto di vista geometrico, seppur in senso strettamente virtuale, un attrattore può essere di varie tipologie, anche con strutture complesse di natura frattale. In questo caso viene definito come attrattore strano.
Ricordiamo che una geometria frattale è definita matematicamente, attraverso funzioni ricorsive, in dimensioni non intere, fratte appunto, esprimibile sia in due che in tre dimensioni dando luogo ad immagini e forme di particolare complessità dotate di una proprietà chiamata auto similarità, ovvero in cui ogni dettaglio, indipendentemente dalla scala di riferimento, risulta simile a tutto l’insieme.

In Natura, e non solo, molti oggetti ed eventi sono assimilabili a configurazioni frattali e vengono studiati con precisione attraverso questo approccio, dalla crescita dei vegetali all’analisi d’andamento dei mercati finanziari.
Frattali ed ologrammi hanno proprietà estremamente simili, sostanzialmente ortogonali, nel senso che i primi godono di auto similarità in senso di estensione, i secondi in senso di codifica a mezzo di interferenza.
Estremamente interessante è il modello chiamato ad Attrattore Strano Olografico, ASO, proposto da Claudio Messori in un lavoro di notevole pregio che tratta dello sviluppo dei sistemi biologici includendo anche i relativi sottosistemi. Integrando queste proprietà ed affrontandone uno studio approfondito perviene alla definizione di questa tipologia di attrattori “dimensionati come frattali e configurati come ologrammi”.
Sintetizzando possiamo evidenziare che:

-    un’informazione di matrice olografica è esprimibile geometricamente in maniera frattale
-    i sistemi si evolvono tendendo ad un attrattore, ovvero ad uno stato finale
-    la spinta di evoluzione viene impressa dal meccanismo di equilibrio tra entropia e sin-tropia definibile come supercausalità


Informazione e Materia, Mente e Corpo

Affrontiamo adesso un argomento estremamente complesso e delicato, ma quanto mai centrale.
Gli studi e le speculazioni sulla natura della coscienza hanno riscosso grande interesse da parte di studiosi operanti nelle più disparate branche.
Delineare un modello definitivo per un fenomeno di questa portata sembra ancora un traguardo lontano.
Alcuni di quelli elaborati finora, molti dei quali fondati su principi di meccanica quantistica, trovano una ragionevole collocazione in quanto già sinora esposto.
Senza effettuare una carrellata pienamente esaustiva su di esse, attività già svolta da molti autori e che esula dagli scopi del presente lavoro, si cercherà di sintetizzare ed integrare, in maniera coerente, le caratteristiche salienti con particolare riferimento ai lavori di Bohm, Cramer, King, Vitiello.

Il quadro che ne emerge, tenendo conto dei vari aspetti sui quali di volta in volta si è accentuata l’enfasi, è quella di una coscienza avente caratteristiche di una entità informazionale che segue le leggi della meccanica quantistica in stretto rapporto con l’entità biologica ad essa correlata. In altre parole una Mente costituita da processi elaborativi estremamente complessi ed interfacciata profondamente al sistema nervoso, al cervello biologico, al Corpo.
La coscienza, così come suggerito dai suddetti modelli, ha proprietà olografiche, sintropiche, dissipative, transazionali in senso quantistico, di libero arbitrio supercausale e nessuna di esse esclude necessariamente le altre. Sono aspetti diversi della medesima tematica.
Come già illustrato, l’informazione, sotto forma di energia vibratoria, e la materia sono aspetti diversi e complementari di una stessa realtà, sia essa puramente fisica o, in senso esteso, biologica. Si è anche evidenziato come l’informazione sia intrinsecamente morfogenetica.

Può dunque una Coscienza, una Mente, plasmare ed interagire direttamente con il Corpo? Che relazioni sono possibili e plausibili tra lo stato di salute di una persona ed il suo stato psico-emotivo?
La connessione tra le due condizioni è evidente. Benessere fisico e psichico vanno di pari passo allo stesso modo del malessere. Il Corpo esprime, talvolta con precisione sconcertante, i disagi e le conflittualità interiori attraverso la patologia proprio come se vi fosse una “mappa” a corrispondenze biunivoche con la Mente.
La Mente, per induzione morfica, proietta se stessa sul Corpo ma anche il Corpo può essere utilizzato come strumento per interagire con la Mente
Questi principi sono alla base delle terapie a carattere psicosomatico, tuttora in via di evoluzione, le quali si muovono proprio nella direzione concettuale di un approccio olistico tra Mente e Corpo, tra l’Informazione e la Materia ad esso associata.

Sviluppi correnti e future applicazioni

In quanto sinora esposto abbiamo, seppur molto sinteticamente, messo in evidenza i presupposti teorici per impostare un nuovo paradigma di indagine scientifica.
Per paradigma va inteso un tipo di approccio concettuale, non metodologico.
È forse, quindi, nella questione concettuale, di visione, che bisogna ricercare il motivo della crisi nella ricerca scientifica, pur rimanendo validi i principi fondamentali del Metodo Galileano. Da modificare è la sua applicazione in una determinata ottica che progressivamente tenderà ad evolvere dal riduzionismo verso l’olismo, ovvero dallo studio delle singole parti a quello delle proprietà di interazione tra di esse includendovi sia gli aspetti materiali che immateriali.
Molti sono i fronti su cui si sta svolgendo questa transizione.
In fisica teorica e matematica vi è sempre maggior interesse ed applicazione dei principi olografici attraverso i quali si riescono a oltrepassare i limiti stringenti degli approcci classici. Doveroso citare lavori in merito come quelli di Susskind o addirittura Verlinde in cui la gravità viene resa come proprietà emergente per effetto olografico e non come interazione fondamentale.
È risaputo che uno dei grandi sogni degli studiosi e quello di unificare le forze della natura in un modello semplice e coerente che, probabilmente, magari già esiste tra le righe di quanto già scoperto, ma non viene all’attenzione proprio per limiti concettuali.

Sempre in fisica di estremo interesse è l’attività di ricerca del gruppo QUIT presso l’Università di Pavia guidato dal Prof. D’ariano che sta fornendo notevoli contributi allo sviluppo delle teorie quanto-informazionali.
In medicina ed in neuroscienze vanno sempre più evidenziandosi le relazioni psicosomatiche delle patologie e le relative cure attraverso sistemi terapeutici integrati in cui omeopatia e psicoterapia, anche transpersonale, vengono usati in maniera sinergica sia per il benessere del paziente che per la sua evoluzione soggettiva anche in senso spirituale, dove la spiritualità va intesa come dimensione umana e non esoterica o strettamente religiosa.
Per le malattie degenerative, quali il cancro, la sclerosi multipla, le demenze, l’applicazione di una tecnologia sufficientemente evoluta in senso informazionale potrebbe abbattere notevolmente i costi terapeutici e migliorare, se non addirittura risanare completamente, la qualità di vita del paziente senza inutili rischi di effetti collaterali derivati da molecole eccessivamente impegnative da smaltire per l’organismo, se non addirittura altamente tossiche.
Anche la filosofia si è evoluta abbracciando con sempre maggior interesse una visione integrale dell’uomo, immerso, ma non disgiunto, dal cosmo che abita. Anzi, come gioioso tassello di un mosaico magnifico ed irripetibile.

Conclusioni

Con questo articolo si è voluto quindi lanciare lo spunto verso un orizzonte ancora non completamente esplorato ma estremamente promettente. Una proposta di revisione concettuale fondata sul rigore scientifico seppur apparentemente visionario agli occhi dei più tradizionalisti.
L’esoticità di alcune teorie può facilmente provocare sgomento ed insofferenza ma andrebbero, proprio per deontologia scientifica, valutate attentamente anche se implicano di dover riformare profondamente le basi già acquisite.
Nella storia questo processo sei è verificato già più volte e in questi anni stiamo assistendo appunto ad un cambio di guardia, l’inizio di un nuovo ciclo di conoscenza che, se opportunamente gestito, potrà portare reali benefici al genere umano.
Quest’ultimo, però, non potrà esimersi dalla profonda scelta di condotta morale schermandosi dietro cavilli tecnologici. Una reale visone olistica non può escludere il valore dell’armonia tra ogni parte del tutto, sia esso un singolo individuo che l’intero cosmo.
L’evoluzione umana implica inevitabilmente una presa di responsabilità globale che va maturata con l’impegno corale ed interdisciplinare della ricerca verso un grande fine comune mettendo da parte, quando necessario, l’orgoglio dei singoli.

Bibliografia
-    L.Montagnier, J. Aissa, E. Del Giudice, C. Lavallee, A. Tedeschi and G. Vitiello, “DNA, Waves and Water”, Journal of Physics: Conference Series306(2011) 012007
-    M. Citro, M. Emoto, “La Scienza dell’Invisibile”, Macro Edizioni, Cesena, 2011
-    G. Preparata, “QED Coherence in Matter”, World Scientific, 1995
-    H. Jenny, “Cymatics”, Vol. 1, 1967 – Vol. 2, 1972
-    U. Di Corpo, A. Vannini, “Le Origini della Vita alla luce della Legge Della Sintropia”, Syntropy, 2011
-    A. Vannini, “Modelli Quantistici della Coscienza”, Syntropy, 2007
-    C. Messori, “Cellule, Neuroni, Qualia: il Modello ASO”, Spziomente, Luglio 2007, http://www.spaziomente.com
-    I. Miller, R. A. Mill, B. Webb, “Quantum Bioholography”, DNA Decipher Journal, Marzo 2011
-    L. Susskind, “The World as Hologram”, SU-ITP-94-33, Settembre 1994, http://arxiv.org/abs/hep--th/9409089
-    G. M. D’Ariano, Quantum Information Teheory Group, Pavia, “A Quantum-Digital Universe”, http://www.fqxi.org/data/essay-contest-files/DAriano_FQXi.pdf
-    N. Butto, “Medicina Universale e il Settimo Senso”, Edizioni Mediterranee, 2009
-    Wikipedia, “Holography”, http://en.wikipedia.org/wiki/Holography
-    Wikipedia, “Entropy (information theory)”, http://en.wikipedia.org/wiki/Entropy_(information_theory)


Enrico Cheli
Olismo - La Scienza del Futuro >>> http://goo.gl/hd2L3Z
Verso una civiltà ecologica, pacifica e consapevole
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Data pubblicazione: Aprile 2010
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