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martedì 15 ottobre 2019

Metalli pesanti e composti chimici causa di malattie



Metalli pesanti e composti chimici causa di malattie

Alimentazione e Salute


Al giorno d'oggi i fattori inquinanti e i metalli pesanti con cui veniamo in contatto sono molti di più rispetto ai nutrienti essenziali che dovremmo introdurre nel nostro corpo...

Fiamma Ferraro - 14/10/2019

Vi sono oggi in circolazione in vari prodotti circa 80.000 composti chimici. Scienziati e produttori ci assicurano che in questi prodotti gli eventuali veleni sono contenuti in dosi così infinitesimali da non procurare alcun danno. E su questo si può anche essere d’accordo: probabilmente ognuna di queste dosi non può, da sola, procurare danni, ma se le varie dosi pur infinitesimali si sommano l’una all’altra, potenziandosi magari a vicenda, allora l’ammontare complessivo di tossine nell’organismo inizia a essere non più tanto infinitesimale, e iniziano a manifestarsi i problemi di salute.

Anche le varie malattie correlate all’età, dal Parkinson, all’Alzheimer, all’artrosi – malattie un tempo meno frequenti nelle persone che raggiungevano un’età avanzata – potrebbero essere causate o aggravate da queste tossine, accumulate giorno dopo giorno, che con il passare degli anni hanno raggiunto quantità rilevanti. Queste sostanze tossiche, sconosciute fino a 100 anni fa, si trovano ormai ovunque nel nostro ambiente: dai pesticidi agricoli a conservanti e coloranti, dai ftalati e bisfenoli (l’uso del bisfenolo A nei biberon è stato finalmente proibito, dopo anni di impiego) agli ormoni e antibiotici usati negli allevamenti degli animali, ai vari metalli tossici, come arsenico, mercurio piombo ed altri. Si calcola che negli ultimi 150 anni sia cresciuto di 1.000 volte il carico dei metalli tossici che dall’ambiente esterno penetrano e restano depositati nel nostro organismo.

Oltre a questo carico pesante di tossicità ci si aggiunge il fatto gravissimo che spesso i cibi che ingeriamo sono talmente elaborati da non contenere più nessuno degli essenziali nutrienti di cui ognuno di noi ha bisogno per mantenersi in salute.

La Terapia Chelante — Libro >> http://bit.ly/33w2knx
Disintossicarsi dai Metalli Tossici
Fiamma Ferraro

Descrizione

Un metodo scientificamente provato per prevenire gli effetti nocivi dei metalli pesanti e delle tossine presenti nell'ambiente e curare i danni da essi provocati alla nostra salute

Per la prima volta un libro che parla in maniera completa della Terapia Chelante. Questa efficace e scientificamente provata terapia ha la scopo di disintossicare il nostro organismo dall’accumulo di metalli pesanti e tossici.

L’inquinamento di questo tipo è infatti sempre più profondo: dall’aria all’acqua, dai cibi alle otturazione dentali, nell’ambiente in cui viviamo si trovano sempre più particelle per noi nocive. Le tossine che assimiliamo quotidianamente, e che si accumulano nel nostro corpo nel corso degli anni, possono scatenare o aggravare numerose malattie e accelerare il normale processo di invecchiamento.

Come possiamo quindi riconoscere i metalli tossici? Dove si trovano?
C’è una differenza tra i metalli pesanti e tossici?

Agiscono da soli o abbinati e potenziati da altre sostanze nocive?

Siamo veramente a rischio? Possiamo prevenire le intossicazioni?
Sono a rischio anche i bambini? Il rischio è uguale per tutti?

Quali sono le manifestazioni cliniche? Esistono test diagnostici?

La dott.ssa Fiamma Ferraro, esperta di terapia chelante, risponderà a tutte queste domande in questa straordinaria opera presentando le misure di prevenzione e le terapie dirette a liberare il nostro corpo del carico di metalli ed altri elementi tossici che tutti, con il passare degli anni, inevitabilmente accumuliamo.

“Viviamo in un mondo tossico, ma non dobbiamo per forza vivere anche in un corpo tossico”
Fiamma Ferraro

Indice

Premessa colloquiale: la realtà non-fantascientifica

Introduzione da non perdere!

Parte Prima - La presenza di metalli tossici e altre tossine nell’ambiente che ci circonda e i problemi da ciò derivanti

Metalli “pesanti” e “tossici”: definizioni e delucidazioni
Dimensioni di un problema non quantificabile
Utilizzi e ubiquità dei metalli tossici
“Chi bella e profumata vuole apparire, deve soffrire”… triste ma vero
Intossicazioni da metalli tossici nella storia… che continua
Esposizioni occupazionali
Metalli tossici killer: colpevoli o innocenti? Cosa ci dimostra la letteratura scientifica?
Danni per la salute derivanti dalla presenza di metalli tossici nell’ambiente
Parte Seconda - I "protagonisti": metalli tossici e altre tossine

I metalli tossici: eccone alcuni
La doppia faccia dei metalli pesanti
Sostanze chimiche nocive
La radioattività
Parte Terza - Sintomatologia e problematiche attribuibili a intossicazioni croniche da metalli tossici

Sintomi e diagnosi potenzialmente riconducibili a un'intossicazione cronica da metalli tossici
Meccanismi di tossicità
Alcuni problemi di salute in cui potrebbe essere notevole il ruolo dei metalli
I metalli tossici sono come il prezzemolo e certi politici
La psiconeuroimmunologia
Filo conduttore di sintomi vaghi e aspecifici
Sintomatologia e problematiche da intossicazioni croniche da metalli tossici in età pediatrica
Test per diagnosticare un'intossicazione cronica da metalli tossici
Parte Quarta - Il trattamento delle intossicazioni da metalli tossici: la terapia chelante

La chelazione
La storia della terapia chelante: l’EDTA
TERAPIA CHELANTE
Terapia chelante con EDTA
Altre forme di somministrazione di EDTA
Notizie più recenti sull’EDTA
Sostanze chelanti sintetiche diverse dall’EDTA
Agenti naturali con effetto chelante
Sostanze naturali chelanti con effetto più blando
La sudorazione: disintossicazione e chelazione per via diretta verso l’esterno
Ideazione di un protocollo chelante personalizzato e valutazione delle modalità terapeutiche
Quali potrebbero essere i sintomi attribuibili a una terapia chelante/disintossicante?
Quale dovrebbe essere il ruolo di un buon medico, sia per gli adulti che per i bambini?
Parte Quinta - Riflessioni, consigli e conclusioni

I puntini sulle "i": chi potrebbe trarre beneficio da una terapia chelante?
La prevenzione viene prima della cura: è possibile evitare i metalli tossici?
Consigli pratici per la quotidianità
Ulteriori riferimenti scientifici e bibliografici
Indice analitico
L'Autrice

La Terapia Chelante — Libro >> http://bit.ly/33w2knx
Disintossicarsi dai Metalli Tossici
Fiamma Ferraro

lunedì 16 aprile 2018

Guarire dalle malattie croniche: e' possibile?




Guarire dalle malattie croniche: e' possibile?

Intervista al dottor Paolo Giordo

Medicina Non Convenzionale

Guarire dalle malattie croniche: è possibile? Intervista al dottor Paolo Giordo

Oggi assistiamo al dilagare di malattie croniche che colpiscono fette sempre più ampie di popolazione e in età sempre precoce: diabete, ipertensione, problemi legati al colesterolo, malattie degenerative del cervello e sistema nervoso. È possibile prevenire e guarire da queste condizioni? Alimentazione, stile di vita e medicine non convenzionali sono una strada efficace

Redazione Scienza e Conoscenza - 14/04/2018

Ciao Paolo, sei laureato in medicina e chirurgia, in filosofia, specializzato in neurologia e hai diplomi in Medicina Psicosomatica, in Bioenergetica Medica, in Omeopatia e Omotossicologia, hai studiato Ayurveda e Floriterapia di Bach. Ci racconti come è nato il tuo interesse per le Medicine Non Convenzionali?

Il mio interesse per le medicine non convenzionali è nato dopo l’osservazione, nei primi anni della mia carriera di medico, che la medicina convenzionale di fatto difficilmente curava ma era tesa a sopprimere o tacitare i sintomi senza quasi mai intervenire sulle cause. Questo portava ad un ripensamento della medicina e di cosa si intende per curare e così ho fatto.

Oggi assistiamo al dilagare di malattie croniche che colpiscono fette sempre più ampie di popolazione e in età sempre precoce: penso al diabete, ipertensione, problemi legati al colesterolo, malattie degenerative del cervello e sistema nervoso, e tanto altro: ci puoi dare qualche dato rispetto a queste “epidemie”?

Partiamo dal presupposto che spesso sono le cure convenzionali a cronicizzare le malattie nel tentativo incongruo di curarle. Oltre a ciò tutte le malattie degenerative autoimmuni e neurodegenerative sono aumentate esponenzialmente talvolta presentandosi “croniche” sin dal loro esordio e manifestando un’incapacità dell’organismo di fronteggiarle.

Secondo te quali sono i fattori che portano all’aumento di queste patologie?

L’argomento è complesso. Sicuramente le profonde modificazioni ambientali, l’inquinamento fisico ed elettromagnetico, lo stravolgimento di ogni canone alimentare e nutrizionale, lo stress cronico e la sua cattiva gestione hanno portato ad un grave aumento di queste patologie.

È luogo comune che le Medicine Non Convenzionali siamo di aiuto per piccolo problemi e disagi e che possano far poco per patologie più gravi e spesso ritenute “incurabili” come il diabete ad esempio: è un mito da sfatare?

Spesso le medicine non convenzionali sono considerate “leggere” e utilizzabili per patologie lievi o funzionali. Questo è una mitologia creata da chi considera quella convenzionale la vera medicina ma purtroppo non ne considera il fallimento su moltissimi fronti. Le MNC devono essere considerate con una nuova visione antropologica dell’individuo per cui è la stessa terapia che si basa su principi diversi olistici, e non frammentati e inconcludenti.

Oggi si parla sempre più spesso di malattia e sempre meno di salute: quante e quali malattie potremmo prevenire con la prevenzione primaria?

Con la prevenzione primaria si possono prevenire la gran parte delle patologie, ma forse questo non è lo scopo principale dei nostri sistemi sanitari basati su screening di massa o ipotetiche diagnosi precoci le quali statisticamente non hanno mai portato ad una modificazione del decorso delle malattie.

Ci sono strategie di prevenzione primaria valide per la maggior parte delle patologie che ti senti caldamente di consigliare?

Le strategie di prevenzione primaria sono principalmente basate su un cambiamento delle principali convinzioni alimentari, nella lotta vera (e non fittizia) all’inquinamento ambientale, alle polveri sottili, killer invisibili ma letali, all’inquinamento elettromagnetico (mentre si va nella direzione opposta) alla diminuzione dello stress sociale, lavorativo, ma qui si entra nel campo socio politico.

Parliamo di salute e alimentazione: quello che vorrei capire è in che  modo la malattia può dipendere dalla cattiva qualità del cibo che mangiamo... Non parlo solo di cibo spazzatura – ormai lo sanno tutti che quello fa male – ma del fatto che il nostro cibo non ha più le qualità nutritive di quello ingerito solo dai nostri nonni. È così? Da cosa dipende questo svilimento nutrizionale? Ci sono cibi che mantengono intatte le loro proprietà nutritive, quali sono?

L’alimentazione è quella che ha subito i maggiori cambiamenti nell’ultimo secolo. La Dott.ssa Kousmine diceva che la nostra salute era legata al modo di mangiare dei nostri nonni che era stato profondamente stravolto dai fast food e dai cibi preconfezionati. Gli alimenti stessi non sono più quelli di una volta, il loro contenuto vitaminico, minerale o enzimatico è drasticamente diminuito, senza contare la presenza di una miriade di sostanze chimiche aggiunte come additivi che popolano e inquinano i nostri alimenti mettendo a dura prova il nostro sistema immunitario.

Il tuo ultimo libro uscito con Terra Nuova Edizioni è dedicato alla Vitamina D: ci spieghi perché questa “falsa vitamina” è così importante per il buon funzionamento del nostro organismo?

La vitamina D è la grande assente dal panorama terapeutico moderno: purtroppo la sempre maggiore mancanza di esposizione solare ce ne ha privato e con essa la sua fondamentale capacità di immunoregolazione. Inoltre la sua capacità di regolare l’espressione di una molteplicità di geni fa di questo ormone (infatti è un ormone) uno dei più potenti mezzi di prevenzione primaria “dimenticata” della nostra epoca.

Parliamo di megadosi di vitamina D: per quali patologie sono efficaci?

Le alte dosi di vitamina D sono indicate principalmente per le patologie autoimmunitarie. Infatti queste ultime soffrono di un problema di disreattività legata al meccanismo autoimmune che solo la vitamina D, potente immunoregolatore , può riequilibrare ma per far questo sono necessarie alti dosaggi per superare la “resistenza” genetica delle persone affette da tali malattie. Questo metodo è stato inaugurato circa 16 anni fa dal Dott. C.G. Coimbra, neurologo brasiliano per cui spesso queste cure prendono il suo nome.

Per evitare il fai da te, sempre pericoloso, a chi ci possiamo per questo tipo di terapia preventiva o curativa?

Per la prevenzione delle persone sane è sufficiente una corretta informazione ma per l’uso di alte dosi di vitamina D è strettamente indispensabile essere seguiti da un medico esperto e competente onde evitare possibili effetti collaterali anche seri.

Oggi si parla tantissimo di PNEI ed epigenetica: penso che queste due chiavi siano quelle giuste per interpretare la malattia e trovare nuove strategie di cura?

La PNEI ci riporta al fatto che il nostro organismo è interamente collegato e interattivo ai massimi livelli; non esistono più i vari sistemi (digerente, nervoso, immunitario, ecc.) se non per comodità didattica ma il nostro corpo è una mirabile comunicazione interattiva tra tutti e ognuno contiene l’altro. L’epigenetica ci ha dimostrato che il nostro non è un destino inscritto nei nostri geni ma che questi possono subire attivazioni e interventi dall’ambiente esterno cioè noi siamo in comunicazione con il tutto. Questo pensiero di sfondo deve orientare anche il pensiero medico contemporaneo e cambiare l’attuale paradigma scientifico statico.

Che tipo di medicina sogni per le generazioni presenti e future?

Sogno un ripensamento del concetto di salute come armonia fisica, psichica e spirituale in un mondo altrettanto armonico. La medicina non deve abdicare al suo ruolo educativo, esplicativo, orientativo verso modelli interattivi e non frazionati. Questo per il sogno ma nella realtà basterebbe che le medicine non convenzionali facessero parte integrante del sistema medico e terapeutico e si aprissero maggiori spazi di riflessione e di confronto non belligerante perché la medicina è una sola e l’unico interesse è portare sollievo e giovamento a chi soffre e mantenere sano chi ancora lo è.

Chi è Paolo Giordo

Nel 1979 si laurea in medicina e chirurgia presso l’Università Cattolica di Milano con sede a Roma, Pol. A. Gemelli.
Nel 1983 consegue la specializzazione in Neurologia presso la stessa Università.
Nel 1984 consegue il diploma del corso quadriennale di Medicina Psicosomatica istituito dalla SIMP (Soc. Italiana di Medicina Psicosomatica), presso l’Università di Roma.
Nel 1988 si perfeziona in Storia della Medicina presso l’Università di Roma “La Sapienza”.
Nel 1992 consegue il diploma del corso quadriennale di Bioenergetica Medica (Omeopatia e Agopuntura) presso il Centro Internazionale della Medicina Integrata di Bologna.
Nel 1994 ottiene il diploma del Corso Triennale di Omeopatia e Omotossicologia organizzato dall’AIOT (Ass. Medica Italiana di Omotossicologia).
Studia Ayurveda tradizionale presso il centro Cilus e massaggio Ayurvedico con il Maestro Govindan ottenendo i conseguenti attestati finali.
Nel 1996 frequenta il corso di II livello in Floriterapia di Bach presso la sede di Roma del Bach Centre di Londra.
Nel 1996 cosegue la Laurea in Filosofia presso l’Università degli Studi di Siena discutendo una tesi di Filosofia della Medicina.
Nell’anno accademico 1999/2000 consegue il diploma quadriennale di specializzazione in Biotipologia e Medicina Omeopatica presso la Scuola Superiore di Medicina Olistica dell’Università degli Studi di Urbino.
Nel 2003 si perfeziona in Terapia Gerson presso il Gerson Institute di San Diego (USA). Nel 2004 si perfeziona in Psico-Oncologia presso l’Università Cattolica di Roma.
Nel 2006 completa il corso triennale di Fitoterapia Clinica presso l’Università della Tuscia di Viterbo. È membro della Sitec (Soc. Italiana di Terapia Chelante) Esercita la libera professione nell’ambito delle MnC (Medicine non Convenzionali).
Ha al suo attivo numerose pubblicazioni su riviste su argomenti riguardanti l’alimentazione naturale, la medicina olistica e la filosofia della medicina.
Fa parte del comitato scientifico della rivista Scienza e Conoscenza.

Attacco alle Malattie del Cervello - Libro
Prevenire e curare con metodi naturali Sclerosi Multipla, Parkinson, Alzheimer, Miastenia Gravis, Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), Fibromialgia, Sindrome da fatica cronica
Paolo Giordo

venerdì 9 giugno 2017

Parassiti intestinali: sintomi e malattie correlate



Parassiti intestinali: sintomi e malattie correlate

Scritto da: Urbano Baldari

Medicina Non Convenzionale



Parassiti intestinali: sintomi e malattie correlate

I parassiti intestinali elminti (i vermi) sono spesso sottovalutati dalla clinica ma dal punto di vista della Medicina dell'Informazione sono invece molto importanti.

Nella mia pratica diagnostica quotidiana, li trovo spesso presenti (con le loro frequenze), nel contesto di patologie anche molto importanti, anche gravi e complesse. Se è vero che nel mondo occidentale è raro vedere le grandi infestazioni verminose, tuttavia le contaminazioni minori di questi esserini sono molto comuni, ma poco conosciute nei loro aspetti clinici, e purtroppo poco indagate.

È probabile che le grandi migrazioni di popolazione, sia umana, che animale, di questi ultimi anni, possano “mescolare le carte”, ovvero rendere presenti determinati ceppi di elminti, che in passato non si trovavano nei paesi cosiddetti “evoluti”.

Attualmente, esiste una tendenza, da parte di molti medici, a non considerare come pericolose le parassitosi. Quando va bene, queste forme sono considerate collegate alla Medicina Tropicale, cioè a quella scienza che studia le patologie proprie dei paesi più caldi, e in via di sviluppo (oppure, purtroppo, senza alcuno sviluppo).
Questa colpevole mancanza è accompagnata, spesso, da una totale ignoranza sull’argomento, tanto è vero che, dispiace dirlo, anche nei laboratori più organizzati manca la figura del parassitologo. Di più, io, personalmente, ho l’impressione che per molti medici questo problema semplicemente non esista e quindi non viene preso in considerazione.

I vermi sono un disturbo frequente e severo

Eppure i vermi sono sempre più frequenti e si accompagnano spesso a disturbi molto severi. Chi sostiene in modo quasi assoluto che i vermi siano tra le principali fonti d’inquinamento del corpo, sia dal punto di vista chimico, che da quello informazionale, è la dottoressa H.R. Clark, la quale ha sviluppato una metodica di ricerca frequenziale concettualmente simile a quella da me eseguita, pur essendo tuttavia operativamente molto diversa.

È molto probabile che uova, larve, cisticerchi e vermi adulti, essendo molto grandi, rispetto agli altri microrganismi, possiedano proporzionalmente un vasto ventaglio di antigeni in grado di attivare e modificare il sistema immunitario e il flusso di informazioni all’interno del corpo; inoltre, sembra che i parassiti, morendo, liberino nell’ambiente virus e batteri che essi portano dentro di sé. Detta in altri termini, la mole d’informazioni anomale che possono incidere sul “software” dei sistemi biologici è vasta, e tale da indurre modifiche profonde e serie soprattutto a livello di risposta immuno-allergica e di tipo nervoso.

Alterazione della flora batterica e sistema immunitario

Un altro danno, molto importante, è la capacità di questi esserini infestanti l’intestino, di provocare alterazioni nel numero e nella qualità della flora batterica che ci aiuta a proteggere le cellule intestinali, ci produce vitamine e sali minerali, ci prepara le proteine per essere assimilate e utilizzate.

A questo va aggiunto il danno diretto del parassita, il quale, secondo la sua specie, ha un ciclo vitale di riproduzione e sviluppo ben preciso, toccando più ospiti, sia stabili, che occasionali e, all’interno di questi, più organi. Esso ritorna sempre, per deporre le uova, nell’intestino o nella colecisti, e questo succede, per lo più, seguendo il ciclo lunare: nei giorni in cui c’è una nuova fase lunare (in pratica, circa quattro volte al mese).
Una caratteristica dei vermi, non di tutti, è quella di risalire dalla valvola di Oddi, posta nella parte alta dell’intestino tenue, lungo le vie biliari e, meno, pancreatiche, stabilendosi in aree “più protette” dalle aggressioni esterne. Un’altra localizzazione privilegiata è l’appendice: non di rado infiammazioni di questo organello linfatico sono causate da una forte infestazione parassitaria.

Ogni elminta ha in genere ospiti preferenziali nel regno animale, con i quali, entro certi limiti, contrae una specie di “modus vivendi”. Molto spesso, ciascun verme infesta due ospiti, appartenenti a due specie diverse del regno animale: uno intermedio e uno definitivo. In determinate circostanze, però, si possono avere infestazioni intermedie e definitive anche in altri appartenenti al regno animale, che fungono da ospiti occasionali. È così che, a volte, assistiamo a patologie da elminti che non propriamente dovrebbero svolgere parte del loro ciclo vitale nell’uomo. In questi casi è possibile che il sistema immunitario non riconosca appieno la specie infestante, e non riesca a operare una buona contrapposizione, ad esempio, quando i vermi, troppo presenti, muoiono e liberano frammenti biochimici, ma soprattutto imputs informatici “nuovi”.

Questo è il motivo, all’opposto, per cui Enterobius vermicularis (Ossiuro), cioè il parassita più conosciuto come “obbligato” per l’uomo, sia come ospite intermedio, che definitivo, provoca sintomi marginali (a meno che, come detto prima, non sia risalito lungo le vie biliari), mentre altri elminti, di cui per noi umani è più difficile la infestazione, o che hanno un ciclo vitale con più ospiti, sono in effetti più pericolosi e devastanti. Per il vero, esiste anche una maggiore “tolleranza”, prima informatica e poi biochimica, verso taluni parassiti, piuttosto che verso altri, a seconda della razza e del luogo di provenienza dell’individuo umano che viene infestato. Infine, conta molto lo stato dell’intestino, le eventuali disbiosi o patologie del digerente, essendo questa la porta principale di entrata di tali agenti (la seconda è quella inalatoria: uova o cisti di parassita possono essere inalate dalla terra, dove sono state lasciate da animali che lì hanno defecato).

Il sistema difensivo intestinale elabora una risposta generica, formata dalla attivazione di eosinofili, IgA, ed eventualmente IgE, la quale, in condizioni normali, permette di contrastare e limitare in modo efficace tutti parassiti elminti, i quali vengono “contenuti” in un numero di individui non in grado di nuocere all’organismo in cui si sono introdotti: fintantoché questo controllo funziona come “regolatore” ecologico, non si corrono particolari pericoli, a meno di comportamenti a rischio.

Il Benessere dell'intestino
Elisabetta Rostagno, Rudy Lanza

mercoledì 14 settembre 2016

La Fabbrica dei Malati




La Fabbrica dei Malati

Come l’industria farmaceutica crea milioni di malati

di Marcello Pamio



"La scienza medica è un'impresa industriale gestita e controllata da produttori
(medici, ospedali, laboratori farmaceutici) che incoraggiano la diffusione di procedimenti
d'avanguardia costosi e complicati, e riducono così il malato e i suoi familiari
allo stato di docili clienti".
Ivan Illich

"Il modello di business dell'industria farmaceutica è basato proprio sull'allargamento della sfera
delle malattie: il marketing creativo serve ad ampliare il bacino di clienti,
convincendo chi è probabilmente sano a ritenersi almeno moderatamente malato".
Allen Frances, medico psichiatra.

La commercializzazione della malattia è l’arte raffinata di vendere malanni, un modo efficace per spacciare farmaci ed esami che portano a profitti enormi.

Tale commercializzazione richiede una regia ben precisa, degli attori principali, secondari e molte comparse. Le aziende farmaceutiche (registi e produttori) devono per forza di cose coinvolgere i medici (attori protagonisti) per prescrivere le ricette, devono coinvolgere i ricercatori (attori non protagonisti) che inventano veri e propri nuovi disturbi, i gruppi di pazienti e/o famigliari di malati (comparse) che richiedono a gran voce un supplemento di terapia, e infine i pazienti veri e propri che richiedono tali farmaci perché convinti di essere malati (spettatori incoscienti).

Lo scopo del presente lavoro è di svelare la trama e la sceneggiatura di questo documentario, visto e vissuto ogni anno da centinaia di milioni di persone… Soltanto se si conosce esattamente come lavora il Sistema si è in grado di difendersi.

Le persone prive di una corretta e completa informazione finiranno tutte, chi prima chi dopo, stritolate dalla macchina infernale del marketing farmaceutico. è solo questione di tempo.


Leggi in anteprima un estratto dal libro di Marcello Pamio e scopri come il mercato della malattia stia rovinando la salute di milioni di persone sane

Il mercato della malattia - Estratto dal libro "La Fabbrica dei Malati"

Nel 1976 il presidente della casa farmaceutica statunitense Merck, Henry Gadsden (1911-1980), aveva un sogno molto inquietante. Un sogno forse impossibile per l’epoca. Un sogno divenuto oggi realtà! Disse: «Il mio sogno è fare farmaci per persone sane…».

Sempre più persone oggettivamente sane, oggi, prendono farmaci perché credono di essere malate: sono state convinte di esserlo. Come questo sia potuto accadere verrà trattato nel presente lavoro, prima però di iniziare è necessario fornire alcuni tasselli importanti che aiuteranno alla comprensione generale del quadro.

Le case farmaceutiche non soddisfatte di imbottire di droghe sempre più adulti, da alcuni anni hanno iniziato a prendere di mira i più piccoli e indifesi: i bambini. E per essere sicuri iniziano prima della gravidanza, a partire dal concepimento…

Un bambino che entra nelle loro diaboliche maglie sarà un ottimo cliente per tutta la vita. Inducendo possibilmente una lunga ma tanto malaticcia vita, che dal punto di vista economico comporta un mercato illimitato.

Le previsioni ufficiali dicono che entro il 2016 le case farmaceutiche perderanno circa 140 miliardi di dollari a causa della scadenza di numerosi brevetti.

Quando un brevetto scade, il principio attivo può essere rimesso in commercio da altre aziende come farmaco generico, a un prezzo molto inferiore (minimo il 20% del prezzo del prodotto di marca). Come faranno le lobbies del farmaco a colmare questo buco? Per prima cosa effettuano il “cambio di vestito”.

In pratica, prendono il farmaco che sta per scadere, lo rinominano, gli cambiano la confezione, la forma e il colore e anche l’indicazione terapeutica. Il gioco è fatto.

Questo è quanto avvenuto per Prozac.

Quando il brevetto stava per scadere, la Eli Lilly cambiò il nome del principio attivo, modificò perfino il colore, da verde divenne rosa e nacque così il Sarafem.

La nuova pasticca (col medesimo principio attivo del Prozac) viene prescritta per una nuovissima malattia inventata, il Disturbo disforico premestruale. Quindi oggi molte donne stanno prendendo per tale disturbo il principio attivo del Prozac, anche se ha un altro vestito…

Moltissime persone stanno assumendo inconsapevolmente un farmaco psichiatrico rietichettato, riconfezionato e prescritto per una malattia completamente diversa. Ecco qualche esempio: Zyban della GSK prescritto per smettere di fumare è in realtà l’antidepressivo Wellbutrin; lo Yentreve della Eli Lilly per l’incontinenza urinaria altro non è che il Cymbalta, uno psicofarmaco per depressione e ansietà…

Oltre al cambio di vestito le lobbies creano nuovi mercati fabbricando nuove malattie che richiederanno sempre più esami e sempre più farmaci.

Qualcuno pensa che le case farmaceutiche stiano lavorando per la salute delle persone? Niente di più lontano dalla verità e la tabella poco più avanti farà un po’ di chiarezza!

Nel mondo la malattia rappresenta un mercato che vale migliaia di miliardi di euro ogni anno, più delle guerre, e viene gestito da società per azioni totalmente prive di scrupoli a cui interessano solamente i profitti e non la salute delle persone.

Nel 1980 succede qualcosa di molto importante per la comprensione del quadro generale.

Il Congresso statunitense vara quell’anno la Bayh-Dole Act, una legge che permette alle università di brevettare i risultati delle proprie ricerche scientifiche finanziate con denaro pubblico per poi cedere il brevetto alle case farmaceutiche in cambio di royalties.

Con questa legge le industrie di tutto il mondo non devono più investire nella ricerca per mettere a punto nuovi farmaci e si possono occupare solo della parte tecnica, ovvero la produzione del farmaco. È stato proprio grazie a questa legge che le case farmaceutiche hanno potuto spostare agilmente il loro investimento dalla ricerca al marketing.

E lo hanno fatto senza pensarci troppo.

Se la missione di un’azienda farmaceutica fosse veramente la salute umana, se i loro intenti fossero quelli di trovare una cura funzionante per le malattie, tali aziende dovrebbero investire soldi nella r&d (Research & Development, “Ricerca e sviluppo”).

[...] Le prime dieci industrie farmaceutiche al mondo spendono mediamente oltre 90 miliardi di dollari all’anno in marketing: più del doppio rispetto a quanto spendono per il settore Ricerca e Sviluppo!

Per marketing si intende pubblicità diretta nei media (carta stampata, televisione e radio), strategie commerciali per corrompere e/o convincere i medici (regali, premi, viaggi, convention, congressi, cellulari, penne, ecc.) a prescrivere i loro prodotti e/o esami.

Investire soldi in ricerca e sviluppo è importantissimo perché equivale a innovazioni tecnologiche, ricerca e sviluppo di nuovi strumenti, migliori e sempre più efficaci prodotti, ecc.

Il marketing è pubblicità spudorata e in alcuni casi spietata. La logica conseguenza è sotto gli occhi di tutti: le case farmaceutiche non hanno intenzione di curare nessuna malattia, ma semmai di vendere, attraverso la paura e l’ignoranza, sempre più farmaci. E per fare questo fabbricano malattie e quindi malati…

Se un’azienda trovasse la cura definitiva per il diabete non potrebbe più vendere farmaci (insulina, glucometri, lancette, esami, ecc.) per quei 366 milioni di persone malate nel mondo.

Malati in costante crescita: solo per il diabete il giro di affari supera i 500 miliardi di dollari ogni anno. Idem per il cancro. Se venisse sconfitto, le industrie non potrebbero più incassare svariate centinaia di miliardi di dollari tra chemio, radio, apparecchiature, screening, visite, operazioni. Le aziende del farmaco non vogliono debellare nessuna malattia, anzi…

Alle lobbies non interessa guarire le persone: la loro mission è aumentare il mercato quindi devono far crescere il numero di malati, rendendo le malattie sempre più endemiche e croniche. Una malattia cronica è una malattia che si cura con i farmaci per tutta la vita: un mercato incommensurabile.


 Indice

Introduzione

Il mercato della malattia
Farmaci e sperimentazione animale
Big Pharma
Medici nel mirino
Principali cause di morte
Allarme medicalizzazione
1 - Piano conoscitivo

Manipolazione delle informazioni
Alcune tecniche del controllo
2 - Piano quantitativo

Abbassamento dei valori di normalità
Alcuni esempi di abbassamento dei valori di normalità
Osteoporosi
Neonati e percentili
Vaccinazioni pediatriche
3 - Piano temporale

Anticipazione nel tempo delle diagnosi
Il calendario delle malattie
Importanza delle parole
Importanza dell'informazione
Screening per il tumore alla mammella
Screening per il cancro al polmone
Screening per il cancro alla prostata
Biopsia prostatica
Ricerca del sangue occulto fecale
Che cosa rivelano le autopsie?
Screening del cancro alla cervice uterina
Screening del cancro alla tiroide
Mappatura dei nei: screening del cancro alla pelle
Screening vascolare
Sovradiagnosi
Incidentalomi
Markers tumorali
4 - Piano qualitativo

Creazione di vere e proprie malattie
Gravidanza e parto
Menopausa
Screening mentali
DSM e le diagnosi inventate
Disturbo disforico premestruale
Disturbo da ansia sociale
ADHD: Disturbo da deficit di attenzione e iperattività
DDAI: Disturbo da deficit di attenzione degli adulti
Disturbo bipolare pediatrico
Sindrome delle gambe irrequiete
Risultato del Disease mongering
Conclusione

Che cosa possiamo fare
Il senso della malattia
Bibliografia


La Fabbrica dei Malati - Libro >> http://goo.gl/KhCOzB 
Come l’industria farmaceutica crea milioni di malati
Marcello Pamio

venerdì 29 luglio 2016

Fermare piu' di 100 Malattie si puo'!




Fermare piu' di 100 Malattie si puo'!

Il Metodo Seignalet: l'alimentazione che cura

di Jean-Marie Magnien



La scienza ha dimostrato che l'alimentazione è in grado di prevenire numerose malattie.. ma le ultime scoperte attestano che una corretta alimentazione è in grado di fermare le malattie in corso! Scopri come con questo libro.

Se esistesse una dieta in grado di mettere a tacere i sintomi di una patologia che vi affligge da anni, sareste disposti a provarla? Conoscete il significato di "nutriterapia"? Siete consapevoli dell'enorme impatto che ha l'alimentazione ha sul vostro sistema immunitario?

Il Dottor Segnailet ha dedicato una vita di studi a questi argomenti, apportando innovative scoperte alla medicina del XXI secolo.

Il Dottor Magnien, medico e biologo, decide di seguire lo stesso percorso e applicare queste nuove conoscenze ai suoi pazienti, con risultati strabilianti: in questo libro ha raccolto i suoi casi clinici ed esposto l'applicazioni pratica del metodo, così da permetterne l'utilizzo a chiunque voglia provare una via diversa e sperimentale verso il miglioramento della propria vita.


Leggi un estratto dal libro di Jean Marie Magnien "Fermare più di 100 Malattie si può!" e scopri il Metodo Seignalet

Introduzione - Fermare più di 100 Malattie si può! - Libro di Jean Marie Magnien

Il mio interessamento nei confronti della dieta Seignalet, vale a dire il regime alimentare senza glutine né latticini, è nato da un insieme di circostanze fortuite: alcuni lo considererebbero un caso, altri penserebbero alla Provvidenza.

Il punto di partenza di questa scoperta passa per Marrakech, in Marocco. Nell'aprile del 2003, quando avevo 63 anni, mi sono trovato lì per un congresso farmaceutico tenuto dal prof. Lue Montagnier, futuro Premio Nobel in Medicina per i suoi lavori sul virus dell'immunodeficienza umana (HIV), conosciuto come virus dell'AIDS. L'intervento del prof. Montagnier è durato circa quarantacinque minuti, ma è stato determinante per la mia vita.

Durante il suo discorso il professore spiega che sta portando avanti due studi clinici sull'AIDS, uno in Francia e uno nell'Africa Subsahariana. La particolarità di questi studi consiste nel fatto che i pazienti colpiti dal virus dell'AIDS, tutti sotto terapia triplice (una combinazione di tre farmaci antivirali), sono stati divisi in due gruppi sia in Francia che in Africa. Un gruppo è stato trattato solo con la triplice terapia, mentre all'altro venivano somministrate anche vitamine, minerali e oli ricchi di Omega 3 e Omega 6.1 risultati mi hanno fatto ben sperare, oltre ad avermi fortemente colpito. In effetti, dopo solo qualche mese si registra una differenza di carica virale tra i due gruppi del 30-40%: il gruppo che ha assunto vitamine, minerali e oli contenenti grassi Omega 3 ha registrato una diminuzione della carica virale del 30-40% in confronto all'altro gruppo di pazienti trattati solo con la terapia triplice.

Ricordo ancora perfettamente il momento in cui qualcosa è scattato nella mia testa, ho pensato: «Non è possibile!». Ma la testimonianza del professor Lue Montagnier è stata apologetica, degna di fede. Perciò ci ho voluto credere.

Rientrato in Francia ho subito aggiornato le mie nozioni di biochimica, chimica e fisica atomica. Ho la fortuna di avere una buona formazione di base come farmacista, ma anche grazie al tirocinio in biologia all'ospedale di Lione (vedi riquadro).

Il mio percorso da biologo

A 25 anni, nel 1965, sono stato assegnato al reparto del professor Jules Traeger, nel reparto delle malattie renali. Nel giro di due anni ho iniziato a partecipare attivamente ai primi trapianti di reni effettuati a Lione. Il mio lavoro consisteva nel controllare ripetutamente la qualità delle analisi biochimiche dei trapiantati, eseguite sotto la supervisione del laboratorio di biochimica del professor René Malein, giovane aggregato all'ospedale di Antiquaille, sotto le colline di Fourvière. Nel 1967 sono stato nominato assistente di biologia del professor André Badinand, al laboratorio centrale di biochimica all'ospedale Edourd-Herriot (chiamato Grange Blanche). A quell'epoca l'ospedale aveva circa 2500 letti, uno dei più grandi d'Europa.

Da lì ho continuato la mia carriera di biologo come capo reparto all'ospedale di Semur-en-Auxois (piccola città della Borgogna) fino al 1972, anno in cui mi è stato chiesto di costruire da zero il laboratorio polivalente di analisi mediche che ho poi aperto il primo gennaio 1973. Un laboratorio polivalente si occupa di biochimica, ematologia, immunologia, batteriologia, parassitologia. Ho ricoperto questo ruolo per dodici anni. Questa esperienza mi ha aiutato a comprendere meglio una scienza fondamentale per la mia ricerca, la nutriterapia, le cui basi scientifiche sono state definite dal dottor Jean-Paul Curtay, presidente della Società di Medicina Nutrizionale Francese e membro dell'Accademia delle Scienze di New York.

Nello stesso periodo mi è capitato tra le mani un libro che sarebbe poi diventato la fonte del mio interesse più profondo, «L'Alimentazione ovvero la terza medicina», del biologo Jean Seignalet, direttore del laboratorio all'ospedale di Montpellier per le analisi sulla compatibilità dei tessuti del donatore di organi con quelli del destinatario del trapianto. Immediatamente ho abbracciato la sua teoria che giustifica all'incirca un centinaio di patologie. È basato tutto sull'immunologia, vale a dire sui comportamenti dei globuli bianchi: linfociti, macrofagi, polimorfo-nucleati e altre cellule che intervengono nelle difese immunitarie. La mia fiducia deriva dall'esperienza che ho vissuto a Lione, nella squadra multidisciplinare con cui ho partecipato ai primi trapianti renali.

Ho sempre pensato che per farsi strada nella vita sia necessario innanzitutto essere disposti a credere, poi filtrare le informazioni e infine verificarle con degli esperimenti.

L'esperienza dà la conoscenza. Il resto non è che informazione.
Albert Einstein

Per andare avanti, però, mi serviva approfondire le mie conoscenze in campo di dietetica (l'alimentazione) e nutriterapia (gli integratori alimentari), quindi ho intrapreso gli studi fino a conseguire un diploma universitario a Besancon nel 2005. Il percorso formativo era buono ma insufficiente, tenuto conto dei miei obiettivi (80 ore in due settimane). Avevo la sensazione di essere sottoposto a un lavaggio del cervello, allora ho deciso di seguire a Bruxelles i corsi tenuti dal dottor Jean-Paul Curtay, organizzati dal Cerden (Centro Europeo di Ricerca per lo Sviluppo e l'Insegnamento della Nutriterapia). Il ciclo formativo durava due anni e consisteva in 120 ore di lezioni di alto livello con l'ausilio di 1500 pagine di dispense.

Nel 2007 Jean-Paul Curtay ha lasciato l'insegnamento dopo 15 anni di carriera, allora ho proseguito i miei studi con il biochimico Marc Brissat, grazie al quale ho deciso di prolungare i corsi di due anni. Per me è stato come vivere un nuovo film con un altro regista: certe scene mi erano sfuggite con Jean Paul Curtay, quindi avevo l'occasione di approfondire nuovamente.

Alla fine di questi quattro anni trascorsi a Bruxelles, mi hanno chiamato (a 70 anni) come professore per trasmettere la mia esperienza su «L'Alimentazione, ovvero la terza medicina» di Jean Seignalet. La mia esperienza derivava dalla cura di circa 2000 pazienti in otto anni, di cui il 50% colpiti dalle patologie descritte da Seignalet.

Questo libro rappresenta la sintesi del mio percorso.

Si basa certamente sulla mia esperienza, ma anche su quella dei miei predecessori. Chi siamo noi senza i nostri antenati?

È esattamente come in biochimica in cui tutte le molecole hanno un precursore. Ad esempio, il precursore del colesterolo è il gruppo chimico degli acetati (CHS - COO) sintetizzato dalle nostre cellule. Il colesterolo è a sua volta precursore della vitamina D, degli ormoni sessuali (estrogeni, testosterone, progesterone), dell'ormone dello stress, il cortisolo, del coenzima Q10 (importante antiossidante). Questa presa di coscienza non può che obbligarci ad essere più modesti e umili.

L'obiettivo di questo libro di divulgazione è quello di aiutare le persone che devono far fronte a un problema di salute e che ricercano delle informazioni provate e non soggette alle pressioni dell'industria farmaceutica o agroalimentare. Il mio scopo non è quello di convincere il lettore, ma di aiutarlo a comprendere i lavori portati avanti dal dottor Jean Seignalet. Il mio desiderio è anche quello di insegnare a seguire correttamente il regime senza glutine né latticini, forte della mia esperienza acquisita in nove anni su 2000 pazienti.

Nella prima parte parlerò delle basi scientifiche del regime Seignalet. Passerò in rassegna le malattie che può placare con questa dieta e illustrerò la mia esperienza di casi clinici significativi.

La seconda parte sarà dedicata alla pratica. Vedremo concretamente in cosa consiste questa dieta senza glutine né latticini e come portarla a buon fine. Vedremo anche perché serve associarvi sistematicamente l'assunzione di integratori alimentari e perché è importante privilegiare la cottura a vapore. Dedico in media due ore al primo colloquio con un nuovo paziente, tempo indispensabile per capire il contesto della malattia e individuare gli indici che possono lasciar pensare che il paziente reagirà positivamente al regime Seignalet. Durante questi colloqui emergono moltissime domande da parte del malato. E a terza parte di questo libro mi permetterà di rispondervi in maniera esaustiva.

Se abolisco i latticini dalla mia dieta, rischio di soffrire di carenza di calcio? Si perde peso col regime Seignalet? Il regime Seignalet può essere una soluzione ai casi di sterilità di una coppia? Può essere seguito senza rischi durante la gravidanza? E dalla donna in menopausa affetta da osteoporosi? Come posso risolvere i problemi di tensioni e crampi muscolari?

Dedico questo libro a Jean Seignalet, morto il 13 luglio 2003, data in cui io prendevo in cura il mio primo paziente che soffriva da ventisette anni di una grave forma di psoriasi a testa, schiena, petto, pancia, braccia e gambe. Dopo aver seguito rigidamente per quattro mesi i consigli di Jean Seignalet, la psoriasi si è ridotta del 98%.


 Indice

Prefazione

Introduzione

Capitolo 1: la situazione attuale
Capitolo 2: l'evoluzione dell'alimentazione dal neolitico al giorni nostri

Parte I: Le malattie che possono essere indotte in remissione.

Procedimenti e casi clinici
Capitolo 3: la dieta Seignalet. Un ritorno alle origini
Capitolo 4: come il nostro corpo si difende dagli «intrusi»
Capitolo 5: l'intestino tenue. Crocevia di malattie
Capitolo b: le malattie che possono essere placate

Parte II: Il regime Seignalet in pratica

Capitolo 7: la dieta senza glutine e senza latticini
Capitolo 8: i complementi alimentari
Capitolo 9: la cottura degli alimenti

Parte III: Le risposte alle vostre domande

Capitolo 10: come perdere peso senza perdere la salute
Capitolo 11: l'infertilità di coppia e la pista Seignalet
Capitolo 12: la dieta Seignalet è compatibile con la maternità?
Capitolo 13: la dieta Seignalet è controindicata in caso di osteoporosi?
Capitolo 14: le altre risposte alle vostre domande

I libri e i siti consigliati

Ringraziamenti


Fermare più di 100 Malattie si può! - Libro >> http://goo.gl/fULPzo
Il Metodo Seignalet: l'alimentazione che cura
Jean-Marie Magnien


martedì 24 maggio 2016

Quale significato ha la malattia?




Quale significato ha la malattia?

Ogni malattia ha una causa precisa: scopri quale

di Mario Dalla Torre - 23/05/2016



Quale significato ha la malattia?

Quando abbiamo qualcosa che noi definiamo disturbo (che in realtà è un sintomo), l’unica cosa che ci viene in mente è quella di far sparire al più presto e con ogni mezzo ciò che appunto ci disturba. Non vogliamo avere disturbi e quindi si comincia la lotta contro il sintomo.
Il sintomo viene automaticamente svuotato della sua precisa e preziosa funzione di messaggero.
Fino a che si interviene sul sintomo e quindi sull’effetto (che è la parte esteriore, visibile) della situazione, la causa della malattia (che è la parte interiore, non visibile) continuerà a lavorare, a propagarsi, proprio come un’erbaccia che viene semplicemente tagliata nella parte esteriore, senza estirparne le radici.

Ad ogni malattia un significato

Il cuore è la sede dell’amore, delle relazioni con le persone più intime. Quando ci sono problemi cardiaci vuol dire che ci sono problemi nell’aspetto del dare e ricevere amore, c’è tensione nell’area degli affetti. Quando una persona ha un infarto significa che ne è affetta ha subito un repentino shock nell’ambito dell’amore o in quello delle relazioni con una persona vicina al suo cuore. Potrebbe essere un abbandono, un lutto, un tradimento. La persona che manifesta invece una tachicardia vive la relazione affettiva in modo discontinuo, quasi a singhiozzo. L’amore non fluisce in modo regolare. Ad esempio l’ipertensione segnala che il soggetto vive con tensione eccessiva gli aspetti dell’amore oppure si sente sottopressione nell’amore o nel sentirsi amato. Non vive con serenità la sfera affettiva. Oppure potrebbe anche essere che la persona è troppo occupata dal lavoro e non ha tempo per occuparsi delle relazioni affettive. L’anemia invece segnala che la persona non si permette di essere nutrita dall’amore.

Vene varicose: la difficoltà della circolazione del sangue nelle gambe esprime la difficoltà di circolazione dell’amore verso la mamma.

Il soggetto che presenta un’emorragia cerebrale ha avuto un forte shock affettivo e si sente profondamente isolato.

Cefalea: Il soggetto non si sente amato da chi per lui rappresenta l’autorità (padre, oppure Dio).

Emicrania/mal di testa: Colpisce la fronte, le tempie, l’occhio.  Fa male vedere certe verità. “Non mi sento visto per quello che sono. Non voglio essere apprezzato per quello che faccio, ma per quello che sono”.

Giramenti di testa (capogiri). E un profondo senso di insicurezza. Il soggetto sente il mondo girargli intorno, ha perso gli appigli e non trova punti di riferimento. Non è più in equilibrio, si sente disorientato, sradicato dal suo habitat, fa fatica a stare nella nuova realtà. Può accadere in persone che hanno avuto forti traumi affettivi.

Nella dislessia i due emisferi cerebrali non comunicano e non si trasmettono informazioni interagendo tra loro. Il dislessico non può usarli entrambi contemporaneamente. Questo potrebbe accadere ad esempio quando un figlio vive l’esperienza di due genitori che litigano e non può ascoltarli entrambi.


Descrizione libro I Sintomi Parlano

La nostra cultura occidentale ci ha abituati a considerare la malattia come qualcosa che sta "fuori" di noi: quando ci capita la subiamo sentendoci, in qualche modo, delle "vittime".

Abbiamo sempre ritenuto il sintomo come una disgrazia e, soprattutto, qualcosa su cui noi non abbiamo "voce in capitolo".

Questo è un punto di vista: ma, a volte, se il risultato non piace, conviene cambiarlo.

Infatti, partendo da un presupposto diverso, le cose cambiano.

Ecco perché considerare la malattia in una prospettiva energetica.

Pensiamo, per esempio, di essere naturalmente sani ed interi. Immaginiamo poi di fare qualcosa che non funziona per noi, come prendere una decisione che va contro ciò che siamo realmente e ci crea tensione... non ci farebbe piacere avere un "campanello d'allarme" che ci dica molto chiaramente che quello che stiamo facendo ci fa male, che ci indichi chiaramente ciò che non dobbiamo più fare?

Questa è la malattia in una prospettiva spirituale.

Basta capirne il linguaggio e smettere di fare ciò che ci creava tensione, e lei non ha più motivo di esistere.


I Sintomi Parlano >> http://goo.gl/hhxUhk
Comprendere il messaggio della malattia e servirsene per guarire
Rossella Panigatti


Sintomi dalla A alla Z - Libro >> http://goo.gl/6qUBHY
Cosa si nasconde dietro i segnali del nostro corpo
Bruno Brigo


venerdì 13 maggio 2016

Perché ci si ammala di tumore?






Perché ci si ammala di tumore?

Il dott. Colasanti ci spiega perché si sviluppa una malattia tumorale

di Antonio Colasanti - 12/05/2016



Perché ci si ammala di tumore?

Il male del nostro secolo: le malattie tumorali

È la domanda del secolo, perché ci si ammala di tumore?
È chiaro che nell’ ultimo secolo l’incidenza di malattie tumorali è aumentato in modo esponenziale. La mia teoria è che le cellule tumorali siano più forti di quelle normali e che riescano a resistere meglio ai vari insulti ambientali ed alimentari della nostra epoca.
Il tumore nasce e cresce all’ interno del nostro organismo e siccome è più resistente rispetto alle cellule sane, spesso accade che senza la giusta terapia, l’organismo soccomba al nemico.
Una nuova bufala arriva dall’ America, dove due ricercatori di un importante polo oncologico hanno messo a punto una formula matematica dove si ipotizza che ci si ammala di cancro solo per caso fortuito, quindi per sfortuna. Questa teoria bizzarra deriva dall‘ipotesi che le cellule staminali replicandosi in continuazione nel corso degli anni, possono dare origine a un errore di trasmissione genetica, che favorisce la nascita di cellule tumorali. Secondo tale teoria, il tumore diventa una casualità e non e più in relazione a stile di vita non sano, inquinamento o un disequilibrio legato alla nostra emotività. Magari fosse così!

Cause principali dello sviluppo di un tumore

Il tumore ha delle cause multifattoriali che possiamo riassumere così:

    sostanze chimiche;
    errata alimentazione e stile di vita;
    abuso di fumo e alcol.

Un’ultima novità in questo campo è l’uso di sostanze anti angiogenetiche, ipotizzate da Folkman, ricercatore americano nel 1971. Secondo Folkman, tali sostanze riescono a bloccare la produzione di nuovi capillari necessari per apportare sostanze nutritive e accrescimento alle masse tumorali. Bloccando la nascita di nuovi capillari, il tumore non viene correttamente nutrito, fino alla sua estinzione. Molte molecole hanno tale proprietà contenendo silicio, come ad esempio la Talidomide o chemioterapici a basse dosi: il problema di queste sostanze è che sono molto tossiche. Si utilizzano con molta cautela perché i danni possono essere superiori ai benefici.

La natura ci offre rimedi per le malattie tumorali

In natura abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Il silicio ha proprietà anti angiogenetica, cioè blocca l’angiogenesi. Grosse quantità di silicio sono contenute nell’equiseto, pianta nostrana che vive in acquitrini. E’ doveroso sperimentare tale pianta che troviamo in polvere, in compresse o in gocce, come coadiuvante nelle terapie oncologiche in dosaggio massiccio.
Oltre all’equiseto, la natura ci mette a disposizione molti altri strumenti già conosciuti come:

    l’artemisia annua;
    la curcuma;
    l’aloe.

Queste piante che ci danno un’ulteriore speranza per la lotta contro i tumori.


Descrizione Il Tumore è Curabile Adesso - Libro

Il cancro non è una condanna a morte, il trattamento sbagliato Sì!

Nonostante quello che i medici e le industrie farmaceutiche per la cura e la salute vorrebbero far credere, c’è un modo semplice, facile e naturale per controllare, gestire e curare il cancro. Questa metodologia innovativa, sviluppata dal Dr. Robert O. Young è già stata utilizzata con successo per migliaia di malati di tumore. Essa ha contribuito a trasformare i pazienti terminali di cancro in individui vivaci, sani e sorridenti.

La vera ragione per cui la maggior parte dei medici e delle farmaceutiche dicono che poco si può fare per il cancro è il profitto. È più redditizio per l’industria medica tenere malati i pazienti, piuttosto che guarirli con il metodo del Dr Young.

Se si adotta uno stile di vita sano (dieta sana e approccio corretto, riposo, esercizio fisico, purificazione e disintossicazione) si potrà, però, mettere il nostro corpo in equilibrio, proteggerlo e curarlo dal cancro.

Grazie al programma descritto in questo libro imparerai:

    che il cancro ha ormai raggiunto proporzioni epidemiche: una vera e propria crisi a livello globale
    come curare i tumori in modo sicuro, efficace e naturale
    che i trattamenti tradizionali possono produrre più danni che benefici
    a rafforzare il tuo sistema immunitario e ad attivare la tua naturale capacità di autoguarigione
    perché molti medicinali in realtà aumentano gli effetti collaterali e le complicazioni della malattia
    a prendere il controllo della tua salute e della tua vita


Il Tumore è Curabile Adesso - Libro >>> http://goo.gl/RzWdoZ
Il metodo rivoluzionario, scientificamente provato, per la prevenzione e la cura del cancro
Matt Traverso, Robert O. Young