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lunedì 4 novembre 2019

Per una medicina di relazione



Per una medicina di relazione

Medicina Non Convenzionale


Una riflessione sul senso più profondo della medicina che, secondo il dottor Fais, nella sua essenza è un rapporto unico e personalizzato tra medico e paziente

Stefano Fais

Il seguente articolo è tratto da Scienza e Conoscenza 70.

Nell’epoca dei Big Data è rimasto veramente poco spazio per la medicina osservazionale, sulla quale si sono basati i progressi della medicina degli ultimi 100 anni.

In medicina oggi è veramente sconcertante come si parli di “medicina di precisione” o meglio ancora di “medicina personalizzata”, ma basandole esclusivamente sull’identificazione di modificazioni geniche responsabili di una risposta individuale a una determinata terapia.

Sta diventando sempre più solida la convinzione che sia l’ambiente in senso lato a modificare il genoma durante l’intera vita di ognuno di noi, piuttosto che il contrario. Il messaggio da portare a casa è: l’ambiente è in grado di modificare l’attività dei geni e quindi ognuno di noi – pur avendo un genoma che sembra immoto – ha tutte le possibilità di usarlo in modo totalmente diverso, anche da un fratello o una sorella, un padre o una madre, perché durante la nostra vita esso può cambiare e renderci totalmente diversi dai nostri consanguinei. Il nostro genoma è un “work in progress”.

Questo si ripercuote moltissimo sull’individualità della risposta alle cure, sulla valenza del rapporto tra medico e paziente e sulla salute di ognuno. La cultura medica dei nostri giorni ha spostato invece l’interesse sulla malattia: quello che il medico si trova di fronte non è un essere umano con problemi di salute, ma una malattia. Questo ha portato all’uso ingordo e indiscriminato delle linee guida per il trattamento dei pazienti, che definitivamente sgrava i singoli medici dal decidere una terapia, perché qualcuno ha già scritto quello che si deve fare. E guai a fare diversamente, perché si rischia di essere denunciati sia dall’ambiente medico, sia dai singoli pazienti, sia dalle autorità pubbliche e private (vedi assicurazioni).

Ma la medicina non è questo, la medicina è solo un rapporto diretto fra medico e paziente, perché la medicina è, e sarà sempre, personalizzata, ma non sulla base di differenti espressioni geniche, o comunque non solo su questo. Il mestiere del medico deve considerare l’intero organismo come un insieme totalmente integrato e mai i singoli organi e compartimenti come separati dal resto.

Stefano Fais si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1981. Per circa 15 anni ha condiviso l’attività di medico con l’attività di ricerca e nel 1994 ha deciso di dedicarsi completamente ad essa. È attualmente Direttore di Ricerca presso l’Istituto Superiore di Sanità. È autore di più di 200 fra lavori scientifici, monografie e libri ed è inventore di 10 brevetti.

Continua la lettura su

Scienza e Conoscenza n.70 - Ottobre/Dicembre 2019 — Rivista >> http://bit.ly/2BASRPZ
Nuove scienze, Medicina Integrata
AA. VV.

giovedì 9 agosto 2018

Che cos'e' la Medicina Narrativa




Che cos'e' la Medicina Narrativa e che ruolo svolge in un paradigma terapeutico di tipo olistico?

Medicina Non Convenzionale

Nella Medicina Narrativa la narrazione della patologia ad opera del paziente al medico è considerata fondamentale, al pari dei segni e dei sintomi clinici della malattia stessa: scopriamo meglio di cosa si tratta

di Carmen Di Muro - 04/08/2018

Il concetto di Medicina Narrativa si è affacciato sulla scena internazionale verso la fine degli anni ‘90 grazie agli studi compiuti dai medici R. N. Remen e R. Charon. Il loro lavoro aveva come scopo principale quello di sensibilizzare il mondo medico verso l’utilizzo di un approccio narrativo ed empatico nella relazione con gli assistiti, dove i “racconti di malattia” fatti non solo dai pazienti, ma anche da medici, psicologi, infermieri e da quanti operavano nel sistema sanitario, assumevano un basilare valore terapeutico, divenendo il mezzo più diretto e veritiero per dare spazio al vissuto del soggetto e della sua famiglia, per comprenderne il significato in un quadro complessivo, sistemico e rispettoso della persona.

Che cos'è la Medicina Narrativa

Da qui nacque l’acronimo NBM (Narrative Based Medicine), dove la narrazione della patologia ad opera del paziente al medico è considerata fondamentale, al pari dei segni e dei sintomi clinici della malattia stessa. La NBM non è in contrapposizione all’EBM (Evidence Based Medicine), ma entrambe si completano, non si elidono né si svalutano reciprocamente, ma si integrano rendendo le decisioni clinico-assistenziali più complete, efficaci ed appropriate.

Infatti, nell’incontro clinico avviene uno scambio di narrazioni e una negoziazione di significati che stimola la co-costruzione di una storia di cura, nonché il senso di identità della persona stessa. E poiché ogni storia esprime una prospettiva, la narrazione diviene il modo che dà senso ai fatti, mettendoli in ordine, in una trama specifica, sulla cui soglia vigila la coscienza riflessiva che permette non solo di ricomporre le proprie tracce, ma anche di raggiungere gli altri, coinvolgendoli attivamente.

Questo modello empatico, sviluppato presso la Harvard Medical School da B.J. Good, sottolinea, dunque, l'importanza delle “storie” nel valutare il rapporto medico-malato, prevedendo anche una ricerca qualitativa, attraverso la raccolta di dati sui vissuti del paziente (in termini di tristezza, sentirsi soli, provar dolore, sconforto) e sulla modulazione delle relazioni che egli vive nell’ambiente di cura. Il costrutto narrativo, che produce la sofferenza, presenta una ricchezza semantica che va oltre la valutazione delle peculiarità dell’attenzione sentita dal paziente (soddisfazione/insoddisfazione), ma mira a ridefinire la pratica clinica nel suo complesso. Le narrazioni di malattia sono, quindi, uno strumento di comprensione della relazione del paziente con la patologia stessa.

L'obiettivo è clinico-assistenziale e permette non solo di sviluppare un percorso di cura personalizzato, appropriato e in linea con le indicazioni dell'Evidence Based Medicine, contribuendo a migliorare la prognosi e l'alleanza terapeutica, ma diviene un potente strumento di trasformazione.

La Medicina Narrativa è una vera e propria metodologia

La pratica Narrativa non si limita a esortare i sanitari a un atteggiamento accogliente e solidale nei confronti del bisogno di raccontare che può avere il malato (e che questi può soddisfare attraverso altri canali, come quelli riconducibili alla “conversazione” o allo scambio sociale), né può essere confinata nella formula semplicistica di un tempo supplementare da dedicare alle narrazioni. Richiede, piuttosto, una competenza per discriminare le narrazioni funzionali da quelle disfunzionali, al fine di promuovere una medicina “sobria-rispettosa-giusta” in linea con la Slow Medicine (il movimento che si occupa della persona considerandola nella sua integrazione esistenziale a 360 gradi). La Medicina Narrativa, quindi, non richiede solo buona volontà, ma apprendimento metodico.

La metodologia narrativa, infatti, ha una precisa articolazione che procede per stadi: stimolare la narrazione, raccoglierne i contenuti, marcare e indicizzare gli stessi, costruire dei significati, elaborare il linguaggio narrativo, valutare in base all’impatto. Il professionista, oltre ad avere specifiche competenze comunicative e relazionali, deve essere opportunamente preparato così da analizzare preventivamente il contesto specifico, in modo da adottare lo strumento più idoneo e in linea con la persona per costruire un percorso di cura appropriato e condiviso.

Avere un’adeguata conoscenza delle metodologie e degli strumenti è il presupposto fondamentale, che mira non solo a rispondere al bisogno d’individuazione di una linea comune che permetta di fronteggiarne l’uso improprio, ma che soprattutto possa essere esperibile ai fini della ricerca, rispettando i princìpi di efficacia ed efficienza. Dato l’ampio spettro di esperienze analizzate nella relazione, non c’è un unico strumento per l’utilizzazione dell’approccio narrativo nel processo di care.

Continua la lettura di questo articolo su:

Scienza e Conoscenza n. 65 - Luglio-Settembre 2018 >> https://goo.gl/oH72LH
Nuove Scienze, Medicina non Convenzionale, Coscienza

martedì 15 marzo 2016

Il Manuale delle Relazioni



Il Manuale delle Relazioni

Un percorso di consapevolezza, guarigione e crescita

di Shakti Gawain



Il Manuale delle Relazioni - Libro

Un libro per chi cerca un aiuto per districarsi nel mondo delle relazioni, ma anche per tutti gli appassionati di letture di ispirazione!

Shakti Gawain applica le sue tecniche di trasformazione al reame delle relazioni. Il libro contiene gli strumenti per trasformare le relazioni, con esercizi e meditazioni della visualizzazione creativa e il “core belief process”- una tecnica potente per diventare prima di tutto consapevoli delle credenze sottostanti.

La seconda parte del libro, “The Power of the Selves Within”, è la brillante applicazione di Shakti del Dialogo Voce processo sviluppato da Hal and Sidra Stone, terapisti e pionieri che sono stati grandi maestri e mentori per Shakti, specialmente nell’area delle relazioni.

Dalla quarta di copertina

Utilizzando le conoscenze e le competenze acquisite nel corso degli anni come apprendista e insegnante, Shakti Gawain, pioniera nell’ambito della crescita personale, presenta un potente lavoro in grado di cambiare la vita delle persone, un’opera che affronta un tema a lei caro: le relazioni.

Nei suoi workshop a contatto con le persone, e nella sua vita personale, ha avuto modo di testare e affinare le tecniche di introspezione e gli esercizi proposti in questo libro, scritto in collaborazione con Gina Vucci, sua ‘mano destra’ da anni. Il loro approccio ci rende consapevoli del fatto che ognuno di noi è in relazione non solo con il proprio romantico partner, con la propria famiglia, con i colleghi e i propri figli, ma anche con le proprie convinzioni interiori e con una diversificata serie di Sé, tra cui i Sé Primari, i Sé Rinnegati e i Sé Ombra.

Questi insegnamenti rivoluzionari includono strategie per poter individuare credenze inconsce che si celano dentro di noi applicando la tecnica del “Voice Dialogue”, sviluppata dal Dr. Hai e dalla D .ssa Sidra Stone, e per poter imparare come ogni relazione sia in realtà un percorso di autoconoscenza. Sotto la sua dolce guida, Shakti ci porta a comprendere che ogni relazione che costruiamo, in qualsiasi momento, può essere vista come un sentiero che conduce ad una coscienza, guarigione e crescita personale più grandi.


Leggi un estratto dal libro di Shakti Gawain "Il Manuale delle Relazioni"

Molti di noi nutrono il desiderio di connettersi a livello profondo con gli altri. Vogliamo dare e ricevere amore e condividerlo reciprocamente nei più svariati modi.

Spesso, però, pensiamo che l'intimità cui aspiriamo sia inafferrabile. Le relazioni, di qualsiasi genere esse siano, vanno e vengono, o cambiano. A volte, possono essere molto dolorose. Tanti di noi non hanno avuto modelli positivi cui ispirarsi per costruire relazioni, specialmente all'interno delle nostre famiglie o fra coloro più vicini a noi. Facciamo tutti del nostro meglio per modellarci secondo un nostro ideale di perfetto genitore, amico, partner, fratello, sorella, figlia e figlio.

Come dice il proverbio, "Quando ci hanno messo al mondo, si sono dimenticati di allegare il manuale d'istruzioni".

Fortunatamente, viviamo in un periodo di grande cambiamento e di novità inaspettate. Stiamo sperimentando nuove strade per poter vivere in modo più consapevole; tra le principali ce n'è una che passa proprio attraverso le nostre relazioni. Sempre più persone chiedono aiuto e cercano di capire come funzionano le relazioni, e non solo quelle intime, fra partner, ma tutti i tipi di relazioni. Parecchi vanno alla ricerca di un sostegno perché desiderano migliorare le loro relazioni (anche se, di solito, si tende a pensare in segreto che sia l'altro, quello con cui abbiamo problemi, a doversi migliorare più di noi).

Il desiderio di relazionarci in modo più sano e appagante è un eccellente traguardo, e imparare a comunicare in maniera adeguata può aiutarci a raggiungerlo. La comunicazione è uno strumento che sviluppiamo gradualmente nel tempo, soprattutto a mano a mano che cresciamo, che cambiamo e approfondiamo la conoscenza di noi stessi.

Numerosi psicologi e insegnanti, con punti di vista differenti e di diversa formazione, si impegnano davvero a fondo nell'aiutare le persone a migliorare le loro relazioni. Molti di questi sono oltremodo efficienti e disponibili nei confronti dei loro clienti, ma focalizzano di solito sulla relazione stessa.

Esiste però un'altro tipo di approccio alle relazioni che non troverete fra i modelli tradizionali, ma che è, nonostante ciò, il più potente metodo per accrescere la consapevolezza che io abbia mai conosciuto.

Si tratta di Comprendere che le nostre relazioni sono le nostre maestre che possono guidarci durante la nostra vita se solo sappiamo come usarle in quella direzione. Tale criterio sposta l'attenzione dalla relazione vera e propria all'esperienza che stiamo vivendo all'interno della relazione stessa e a ciò che questa ha da insegnarci su di noi e sui nostri processi interiori.

Indipendentemente dal fatto che noi scegliamo di mantenere una relazione o di interromperla, ogni relazione è un'opportunità che ci viene offerta per imparare a conoscerci e ad evolvere. Grazie a questo metodo, lavorare sulle mie relazioni è stato, per me, il sentiero verso la coscienza più potente che abbia mai percorso, e proprio per questo, non vedo l'ora di trasmetterlo ad altri.

Quando riusciamo a vedere ogni relazione come una via verso la coscienza, ci rendiamo conto che la relazione che conta, prima di ogni altra, è quella che abbiamo con noi stessi.

Fondamentalmente, questa è la nostra relazione primaria, quella che costituisce le fondamenta di tutto il resto della nostra vita. Tutte le altre relazioni sono specchi che ci rimandano indietro ciò che potremmo sapere o non sapere di noi stessi. La tecnica che sfrutta l'effetto-specchio per conoscere il proprio livello di sviluppo e se stessi, contribuisce a diventare persone consapevoli e complete. E ogni relazione, guardata da questo punto di vista, può diventare un viaggio potente verso la guarigione e la pienezza.

In questo libro, scoprirete come poter utilizzare le vostre relazioni per costruire il sentiero che vi condurrà verso una maggiore consapevolezza. Comprenderete esattamente come quelle aree problematiche presenti nelle vostre relazioni contengano preziose lezioni che avete bisogno di imparare per poter sperimentare maggiore appagamento e soddisfazione nella vita. Se c'è conflitto in una qualche vostra specifica relazione, riuscirete a riconoscere che questa, come tutte le altre, vi sta offrendo l'opportunità di guarire ed evolvere.

Inoltre, apprenderete anche come utilizzare alcuni strumenti che apportano chiarezza e benessere alle vostre relazioni, tra cui la Visualizzazione Creativa, la tecnica delle Affermazioni, il Voice Dialogue ed esercizi di Facilitazione.

Tra gli argomenti che tratteremo vi sono i seguenti:

divenire consapevoli degli schemi inconsci e della possibilità di guarirli;
imparare ad utilizzare "l'effetto-specchio" nelle relazioni;
imparare ad usare i punti problematici delle relazioni come guide verso la guarigione;
comunicare in maniera efficiente;
bilanciare riservatezza e indipendenza;
sperimentare relazioni più appaganti con ogni persona che fa parte della nostra vita.
Il percorso verso la consapevolezza non ha mai una fine, è una continua avventura. L'universo ci rivela costantemente nuovi segreti a mano a mano che proseguiamo il nostro viaggio. Questo libro sarà per voi una guida a cui potrete fare riferimento tutte le volte che lo riterrete necessario durante il vostro cammino.

Ho scritto questo libro con Gina Vucci, mio manager da lungo tempo, mia amica e co-leader durante i workshop. Il libro riprende lo schema utilizzato per i workshop sulla relazione che conduciamo insieme da diversi anni. Di solito, apro i miei seminari con un'introduzione che include la mia storia, e poi passo il testimone a Gina che guida gli esercizi di Visualizzazione Creativa (all'inizio e alla fine del seminario) e il lavoro di trasformazione con i Sé. I workshop sulle relazioni si svolgono solitamente durante i fine settimana, e li considero uno dei più potenti che abbiamo finora offerto. Sono emozionata al pensiero di riuscire a condividere con voi attraverso questo libro il nostro prezioso lavoro.


Dicono del libro

“Le nostre relazioni, se sappiamo come utilizzarle, saranno nostre guide e maestri di vita... Ogni relazione è un’opportunità per apprendere qualcosa su di noi e per crescere. Il percorso verso la consapevolezza più intenso e completo che abbia mai sperimentato, è stato proprio lavorare in questo modo sulle mie relazioni, e adoro trasmetterlo ad altre persone.”
Shakti Gawain

“Shakti Gawain è una delle luci più brillanti nel movimento per la consapevolezza.”
Wayne Dyer

“Non esiste un libro come questo sulle relazioni. Dedicate a questo libro unico anche solo poco tempo - e preparatevi ad ottenere risultati veramente incredibili. Il lavoro di Shakti Gawain è un grande contributo.”
Deepak Chopra


Indice

Parte prima - INTRODUZIONE

Il Sentiero delle Relazioni
La Storia di Shakti
Parte seconda - IL POTERE DEI SÉ INTERIORI

Formazione della Personalità
Alla scoperta dei Nostri Sé Primari
I nostri Sé Ombra ci insegnano
Parte terza - LE RELAZIONI SONO NOSTRE MAESTRE

Le relazioni sono come specchi
L’Ego-Consapevole e il Bambino Interiore
Esplorare i Sé Comuni
Integrare la Consapevolezza con l’Attenzione
La Coppia: il Ruolo Speciale della Relazione Intima
La Storia di Gina: Quando interrompere una relazione è la cosa giusta da fare
PARTE QUARTA - STRUMENTI PER SVILUPPARE LE VOSTRE RELAZIONI

La facilitazione
Tecniche di Visualizzazione Creativa
Conclusioni

Ringraziamenti

Il Lavoro sul Voice Dialogue di Hai e Sidra Stone

Chi è Shakti Gawain
Chi è Gina Vucci


Shakti Gawain
Il Manuale delle Relazioni - Libro >> http://goo.gl/iwY7rr
Un percorso di consapevolezza, guarigione e crescita


venerdì 19 dicembre 2014

L'arte delle Relazioni

L'arte delle Relazioni

Come gestire pensieri, emozioni e sentimenti per superare tensioni, conflitti e solitudine

di Marco Ferrini



L'arte delle Relazioni - 28/29 Settembre 2013

Seminario 28/29 Settembre 2013 - Cassola - Vi

Come gestire pensieri, emozioni e sentimenti per superare tensioni, conflitti e solitudine

Le relazioni possono essere causa di turbamento e sofferenza indicibile, oppure la più grande fonte di gioia nella vita. A volte la causa di ciò siamo noi, altre volte sono gli altri, ma in ogni caso è diffìcile superare l'eventuale sofferenza che si produce. Perché?

Sono principalmente le aspettative deluse che determinano questa sofferenza. A volte ce le siamo fabbricati da soli, altre volte sono state indotte da altri. Le aspettative producono dipendenze.

La scienza del Bhakti Yoga ci educa a vivere ogni relazione senza avere aspettative rigide o egoiche, poiché queste sono la principale causa di rovina delle relazioni.

Nell'esperienza di Visualizzazione Meditativa inclusa in questo audio, Marco Ferrini offre risposte e soluzioni ad alcune delle problematiche relazionali esposte dai partecipanti al seminario, tra cui:

"L'odio di una persona verso di me mi fa soffrire. So di aver sbagliato, ma questa persona non mi permette di dirglielo. Cosa posso fare per riallacciare un dialogo?"

"Sento di non essere rispettata dalla persona a cui voglio bene."

"Il mio ostacolo più grande è un senso di inadeguatezza, sento di non meritare l'amore degli altri."

Questi ascolti non sono semplici lezioni. Sono guide per una meditazione attiva.

Sono insegnamenti che nascono dall'esperienza.

Parlano al cuore e ti offrono strumenti pratici per migliorare te stesso e la tua vita.


MARCO FERRINI, Fondatore e Presidente del Centro Studi Bhaktivedanta e Direttore dell'Accademia di Scienze Tradizionali dell'India, nasce a Ponsacco (Pisa) il 20 Febbraio del 1945. È counselor e guida spirituale. E' autore di saggi e libri di letteratura, teologia, psicologia, filosofia, scienza, arte e spiritualità, fondati su temi della tradizione Yoga e Bhakti e sul sapere millenario dei Veda, riconosciuto dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Nei suoi libri, conferenze, corsi e seminari offre strumenti per riscoprire le risorse interiori e valorizzarle per una crescita significativa sul piano personale e sociale.

Nel 1964 riceve il Diploma del corso di Magistero, presso l'Istituto d'Arte di Firenze.
Nel 1970 avvia una propria attività di designer, che lo porta a collaborare con una rosa di aziende italiane ed estere.
Fin da giovane sente la vocazione a conoscere i fondamentali della vita. Per dare concretezza a questa vocazione si avvia in un percorso formativo dove approfondisce le scienze umanistiche indologiche.
Sposato dal 1976, ha tre figli. Sempre nel 1976 Marco Ferrini incontra in India A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada che diviene il suo maestro spirituale e principale ispiratore di ulteriori studi e ricerche.
Nell'estate del 1995 Marco Ferrini fonda il Centro Studi Bhaktivedanta, Accademia di Scienze Tradizionali dell'India, associazione non profit per integrare le tradizioni spirituali di Oriente e di Occidente.

Nel luglio 2008 l'Accademia della Torre conferisce a Marco Ferrini il Premio di Castruccio, la Torre d'Argento, riconoscendo il notevole contributo che egli ha offerto per una efficace riproposizione in chiave attuale del pensiero psico-filosofico indovedico.
Marco Ferrini ha fondato la Scuola di Counseling per l'Armonizzazione e lo Sviluppo della Persona del Centro Studi Bhaktivedanta, riconosciuta dall'Associazione dei Counselor Professionisti. La Scuola ha l'intento di formare Counselors secondo modalità che si basano sulla tradizione spirituale dello Yoga che pone al centro l'umanità e la sacralità dell'essere.
È con questa Scuola di Counseling che nel 2010 contribuisce a fondare la Libera Università del Counseling.

Attraverso conferenze, seminari e corsi di studio, Marco Ferrini e la sua équipe offrono un percorso di conoscenza ed esperienza utile a migliorare il benessere olistico della persona, mettendo a punto, in aiuto alle difficoltà personali, soluzioni praticabili nel quotidiano.
Dal 2012 Marco Ferrini è membro del comitato editoriale della rivista di Scienze Interdisciplinari edita dalla Dev Sanskriti University di Haridwar, Uttarakhand, prestigiosa Università dell’India.
Nel 2012 Marco Ferrini è stato insignito dalla Dev Sanskriti University  del titolo accademico Honoris Causa di Ph.D. Doctor in Philosophy. Il Presidente dell’India e il Rettore dell’Università hanno congiuntamente consegnato la medaglia d’oro e l’attestato onorifico a Marco Ferrini. ( http://www.centrostudibhaktivedanta.org )


Marco Ferrini
L'arte delle Relazioni - 28/29 Settembre 2013 >> http://goo.gl/zwJnhW
Come gestire pensieri, emozioni e sentimenti per superare tensioni, conflitti e solitudine
Editore: Centro Studi Bhaktivedanta
Data pubblicazione: Maggio 2014
Formato: CD Audio - 13,5x18,5
Durata CD: 8 ore e 30 minuti



lunedì 24 novembre 2014

Relazioni d'amore, stima di sè e benessere

Relazioni d'amore, stima di sè e benessere

I segreti per mantenere viva la fiamma del nostro amore di coppia

di Maria Cristina Strocchi - 21/11/2014



Relazioni d'amore, stima di sè e benessere

Tra le basi fondamentali per la stima di sé e il benessere vi sono le relazioni d’amore. Eppure, mai come oggi la società registra un alto numero di separazioni, infelicità coniugali, aumento del numero dei single, perdita di valori, solitudine e dipendenze affettive.

La causa della situazione affettiva attuale è da far risalire a molteplici cause. La nostra società è in continuo cambiamento (infatti si chiama “società liquida”), ma l’educazione che abbiamo ricevuto è quella di ottant’anni fa, nonostante i ruoli dell’uomo e della donna siano profondamente cambiati. Nessuno ci ha educato all’amore, a come lasciare nel modo corretto, a come superare il trauma dell’abbandono.
Anzi, l’aspettativa di fondo è: “Ti amerò per sempre”. Da qui iniziano i problemi. Il primo è quello che non ci si aspetta che un grande amore possa finire e quindi sono in aumento i conflitti, i tradimenti, le manipolazioni per senso di colpa (“È colpa tua se ci siamo lasciati… se non ti amo più…”), i casi di violenza e di stalking.

Inoltre, il “ti amerò per sempre” fa sì che il partner venga dato per scontato e le azioni d’amore un po’ alla volta diminuiscono, fino a scomparire del tutto.

A ciò si aggiunge la mancata consapevolezza che l’innamoramento, le forti emozioni non possono durare per sempre e che il vero amore non è dipendenza-simbiosi né possesso o accudimento ma è autonomia, reciprocità, sostegno reciproco, fiducia e libertà. Purtroppo queste errate concezioni dell’amore sono esaltate in molte canzoni, che non fanno altro che consolidare convinzioni erronee e sofferenze.

L’amore può finire senza che ci sia un colpevole. Da qui la mia esigenza di scrivere un libro, La coppia che scoppia (Edizioni Il Punto d’Incontro, 2009), per fornire alle persone delle informazioni corrette per vivere con più serenità i rapporti affettivi.

Come si sceglie la persona giusta?

Innanzitutto come scegliere la persona giusta usando la ragione e il sentimento. Non si può scegliere un partner perché il sesso e la passione sono meravigliosi quando manca la comunicazione, il rispetto, la fiducia, i valori simili. D’altro canto, non si può scegliere un partner perché è bravo, lavoratore e onesto senza che ci sia una vita sessuale soddisfacente o perché ormai è ora “e tutti i miei amici sono sposati, fidanzati o conviventi”. Bisogna trovare la persona con cui stare bene e risolvere i problemi insieme, mediando.

Come si mantiene viva la fiamma dell'amore?

Poi è necessario comprendere quali sono i fattori e le azioni che fanno durare un amore nel tempo. Innanzitutto comunicare le proprie esigenze in modo chiaro senza aspettarsi che l’altro capisca di cosa abbiamo bisogno solo perché ci ama. Bisogna inoltre capire le esigenze dell’altro e soddisfarle anche in campo sessuale, dare attenzione, gratificazione, dialogo e ascolto. Nella coppia vanno distinti tre momenti: i momenti dell’autonomia, in cui ogni partner porta avanti i suoi interessi nel rispetto dell’altro, i momenti della condivisione e, quando nascono i figli, le uscite di coppia ogni tanto, vincendo le remore e i sensi di colpa così radicati nella nostra cultura.

Cosa fare se le cose non vanno e il tradimento è alle porte?

Tra le cause che portano più frequentemente alla fine di una relazione vi è in primis il tradimento (ma anche l’eccessiva dipendenza dalla famiglia di origine, che nella cultura italiana è molto frequente). Dobbiamo ricordare che l’essere umano non è biologicamente portato alla fedeltà, ma che questa è una scelta che si opera nel momento in cui si decide di condividere una storia d’amore.

Quando il rapporto è insoddisfacente, bisogna comunicarlo subito spiegando i propri bisogni, senza “tirare avanti” e soprattutto dando un tempo perché l’altro possa cambiare. Se ciò non avviene o l’amore finisce, bisogna avere il coraggio di chiudere la storia, senza avviare relazioni parallele. Occupandomi di stalking, ho potuto constatare come molte vittime che si sono rivolte alla nostra associazione lanciassero messaggi contraddittori o avessero già un altro partner o, peggio, lasciassero l’altro senza una spiegazione chiara. Ciò, nelle personalità più fragili o disturbate, può innescare la violenza.

Infine è necessario fornire strumenti pratici per superare il trauma dell’abbandono, soprattutto se ci sono figli, per rendere la separazione meno dolorosa per tutti.

La società è cambiata e quindi dobbiamo educare al cambiamento, tutto questo ne parleremo all’ 8 convegno Internazionale “Guarire attraverso l’Energia” Conosci Te stesso che si terrà a Torino il 6/7/8 febbraio 2015, organizzato da Amore Universo amoreuniverso.it
Maria Cristina Strocchi

Maria Cristina Strocchi
La Coppia che Scoppia >> http://goo.gl/mm4Boc
Come prevenire e curare le crisi nelle relazioni sentimentali
Editore: Punto d'Incontro
Data pubblicazione: Gennaio 2009
Formato: Libro - Pag 143 - 14x21,5



martedì 15 ottobre 2013

L'Effetto Luna di Miele

L'Effetto Luna di Miele

Scopri il segreto per mantenere viva la tua relazione di coppia

di Bruce Lipton



Ripensate alla storia d’amore più spettacolare della vostra vita,
la Numero Uno, quella che ha sconvolto la vostra esistenza.

Si è trattato perlopiù di un periodo di sincera beatitudine, florida salute e abbondante energia. La vita era così bella che non vedevate l’ora di saltare fuori dal letto la mattina per sperimentare ancora il Paradiso in Terra.

Era l'Effetto Luna di Miele, destinato a durare in Eterno.

Ma, sfortunatamente, per la maggior parte delle persone l’Effetto Luna di Miele è di breve durata. Immaginatevi come sarebbe la vostra vita se poteste far durare l’Effetto Luna di Miele per tutta la vita.

Bruce H. Lipton, autore del bestseller La Biologia delle Credenze, spiega come L’Effetto Luna di Miele non sia un caso né una coincidenza, bensì una creazione personale. Questo libro rivela come manifestiamo l'Effetto Luna di Miele, e le ragioni per cui lo perdiamo.

Attraverso tale conoscenza i lettori diventeranno capaci di ricreare l’esperienza della luna di miele, questa volta in modo da assicurare una relazione stile “e vissero per sempre felici e contenti”, che farebbe la gioia di un produttore hollywoodiano.

Con autorità, eloquenza, e in uno stile di facile lettura, Lipton parla dell’influenza della fisica quantistica (le buone vibrazioni), della biochimica (i filtri d’amore) e della psicologia (la mente conscia e la mente subconscia) nel creare e nel mantenere le relazione amorose interessanti e vivaci.

Chi non vorrebbe ricreare il Paradiso sulla Terra?

Crea e mantieni vive le tue relazioni con Fisica Quantistica, Biochimica e Psicologia

“L’Effetto Luna di Miele:
uno stato di beatitudine, passione, energia e salute derivante da un immenso amore.

La tua vita è così meravigliosa che non vedi l’ora di alzarti
per iniziare una nuova giornata e ringraziare l’universo perché sei vivo.”


Dicono del Libro "L'Effetto Luna di Miele"

"Bruce Lipton ha scritto il miglior libro sull'amore, sia personale che planetario, che abbia mai letto.
E ne ho letti moltissimi!

Conosco Bruce e la sua amata Margaret intimamente e personalmente. La loro relazione è gioiosa, affettuosa, creativa e contagiosa. Loro vivono il Paradiso in Terra, e potete farlo anche voi. Bruce usa i principi della Nuova Scienza di cui è paladino per illuminare, spiegare e incoraggiare tutti noi a incarnare l'amore che abbiamo sempre desiderato".
Dr. Joan Borysenko, biologa, psicologa e autrice di best seller

"Una realizzazione davvero eccezionale... una vita di gioia sintetizzata in un unico manoscritto.
L'ho letto due volte, godendomi ogni minuto trascorso su di esso.
Una delle mie letture preferite di ogni tempo".
Dr. Wayne Dyer (psicologo e autore di fama internazionale)

"L'Effetto Luna di Miele porta direttamente la magia delle relazioni amorose a livello cellulare,
e ci insegna a crearle per noi stessi".
Dr.Christiane Northrup, medico e autrice di best seller


Introduzione del libro "L'Effetto Luna di Miele" di Bruce Lipton

Una vita senza Amore non ha alcun valore
L’amore è l’Acqua della Vita
Bevila tutta d’un fiato con il cuore e con l’anima
Rumi

Quando ero giovane, se qualcuno mi avesse mai detto che avrei scritto un libro sulle relazioni, gli avrei detto che era impazzito.

All’epoca ritenevo che l’amore fosse un mito sognato dai poeti e dai produttori di Hollywood perché le persone stessero male pensando a quello che non potevano avere.

Amore eterno?
“E vissero per sempre felici e contenti”?

Scordatevelo.

Come tutti, ero programmato in modo che certe cose rientrassero naturalmente nella mia vita. La mia programmazione enfatizzava l’importanza dell’educazione.

Per i miei genitori, il valore di un’educazione costituiva la differenza tra uno scavafossi che riusciva a malapena a tirare avanti e un “colletto bianco” con mani lisce e vita liscia. Essi non avevano dubbi sul fatto che «in questo mondo senza un’educazione non si conta nulla».

Considerate le loro credenze, non c’era da stupirsi se i miei genitori non rinunciarono a nulla quando si trattò di espandere i miei orizzonti educativi.

Ricordo vividamente di essere tornato a casa, in seconda elementare, dalla lezione della signora Novak eccitato dal mio primo sguardo nel sorprendente mondo microscopico delle amebe, costituite di un’unica cellula, e delle meravigliose alghe unicellulari come quella che portava l’affascinante nome di spirogira.
Dopo aver fatto irruzione in casa, supplicai mia madre di procurarmi un microscopio tutto per me; senza esitazione, lei mi portò subito al negozio e mi comprò il mio primo microscopio.

Certo non aveva reagito allo stesso modo alla crisi di nervi che mi era stata scatenata dal disperato desiderio di avere un cappello da cowboy Roy Rogers, una pistola a sei colpi e una fondina!

Nonostante la mia fase “Roy Rogers”, fu Albert Einstein a diventare l’icona eroica della mia gioventù: i miei Micky Mantle, Cary Grant ed Elvis Presley si avvolsero tutti in un’unica, gigantesca personalità.

Mi è sempre piaciuta la foto che lo ritraeva con la lingua fuori e la testa ricoperta di una folta chioma di capelli bianchi e arruffati. Mi piaceva anche vederlo sul piccolo schermo della (appena inventata) televisione del soggiorno, dove appariva con l’aspetto di un nonno amorevole, saggio e giocoso.

Più di ogni altra cosa, ero molto orgoglioso del fatto che Einstein, un immigrato ebreo come mio padre, fosse riuscito a superare i pregiudizi grazie alla sua brillantezza scientifica.

Talvolta, durante la mia infanzia e adolescenza a Westchester County, New York, mi sentivo emarginato; in città c’erano dei genitori che mi proibivano di giocare con i loro figli per timore che li contagiassi con il “bolscevismo”.

Apprendere che Einstein, lungi dall’essere un emarginato, era un ebreo rispettato e onorato in tutto il mondo, mi comunicava sentimenti di orgoglio e sicurezza.

Dei bravi insegnanti, lo stile “l’educazione è tutto” della mia famiglia, e la mia passione nel trascorrere ore al microscopio condussero a un dottorato in biologia cellulare e a una cattedra alla Scuola di medicina e salute pubblica dell’Università del Wisconsin.

Ironicamente, fu soltanto quando lasciai quell’impiego per esplorare la “nuova scienza”, inclusi gli studi sulla meccanica quantistica, che iniziai a comprendere la profonda natura dei contributi che l’eroe della mia fanciullezza, Einstein, aveva portato al nostro mondo.

Mentre fiorivo in ambito accademico, in altri campi ero il tipico esempio di bambino disturbato, specialmente nel regno delle relazioni.

Intorno ai vent’anni mi sposai, troppo giovane e troppo immaturo dal punto di vista emotivo per essere pronto per una relazione significativa. Quando, dopo dieci anni di matrimonio, dissi a mio padre che stavo divorziando, egli si oppose risolutamente e mi disse: «Il matrimonio è un affare».

In retrospettiva, la risposta di mio padre aveva un senso per uno che nel 1919 era emigrato da una Russia travolta dalla carestia, dai pogrom e dalla rivoluzione: la vita per mio padre e per la sua famiglia era stata inimmaginabilmente dura, e la sopravvivenza sempre in dubbio.

Di conseguenza, la sua definizione di una relazione era quella di una società lavorativa in cui il matrimonio era un mezzo di sopravvivenza, analogo al reclutamento di mogli ordinate per posta dai pionieri dalla rude vita che avevano colonizzato il selvaggio Far West degli Stati Uniti nell’Ottocento.

Il matrimonio dei miei genitori riecheggiava l’atteggiamento “prima di tutto gli affari” di mio padre, sebbene mia madre, nata in America, non condividesse la sua filosofia.

Mia madre e mio padre lavoravano insieme sei giorni alla settimana in un’attività familiare di successo, ma nessuno dei loro figli ricorda di averli visti condividere un bacio o un momento romantico.

All’inizio della mia adolescenza, la dissoluzione del loro matrimonio divenne evidente quando la rabbia di mia madre per una relazione senza amore esacerbò la tendenza a bere di mio padre. Discussioni sempre più ingiuriose minavano quella che era stata la pace della nostra casa, e mio fratello e mia sorella più giovani ed io ci nascondevamo nei nostri ripostigli.

Quando mio padre e mia madre finalmente decisero di vivere in camere da letto separate, una precaria tregua si impose.

Come molti genitori infelici comunemente facevano negli anni ’50, i miei genitori rimasero insieme per amore dei figli e divorziarono dopo che mio fratello minore ebbe lasciato la casa per frequentare il college. Se soltanto avessero saputo che plasmare la loro relazione disfunzionale fu ben più dannoso per i loro figli di quanto lo sarebbe stata la separazione!

All’epoca incolpavo mio padre del cattivo funzionamento della nostra vita familiare.

Ma con la maturità giunsi a riconoscere che entrambi i miei genitori erano ugualmente responsabili dei disastri che sabotavano la loro relazione e la nostra armonia familiare.

Ma soprattutto iniziai a capire come il loro comportamento, programmato nella mia mente subconscia, influenzasse e indebolisse i miei sforzi volti a creare relazioni amorose con le donne della mia vita.

Nel frattempo vivevo anni di sofferenza. La dissoluzione del mio matrimonio fu emotivamente devastante, specialmente perché le mie due meravigliose figlie, oggi donne amorevoli e realizzate, erano ancora delle ragazzine. Fu così devastante che giurai di non risposarmi più.

Convinto che il vero amore fosse un mito, almeno per me, per diciassette anni ogni giorno mentre mi facevo la barba ripetei questo mantra:

«Non mi sposerò mai più. Non mi sposerò mai più».

Inutile dire che non ero portato per le relazioni impegnate! Ma, nonostante il mio rituale mattutino, non potevo ignorare quello che è un imperativo biologico per tutti gli organismi, dalle singole cellule ai nostri corpi composti da cinquanta trilioni di cellule: l’impulso a connettersi con un altro organismo.

Il primo Grande Amore di cui feci esperienza fu un cliché: un uomo più anziano con un brutto caso di arresto dello sviluppo emotivo si innamora di una donna più giovane e sperimenta un’intensa storia d’amore adolescenziale, guidata dagli ormoni.

Per un anno fluttuai felicemente attraverso la vita, su di giri grazie ai “filtri d’amore”, le sostanze neurochimiche e gli ormoni che circolavano nel mio sangue e di cui leggerete nel Capitolo 3.

Quando la mia storia d’amore adolescenziale inevitabilmente andò in pezzi (dicendo di avere bisogno di “spazio”, lei salì sulla sua bicicletta e attraversò uno spazio molto breve per finire nelle braccia di un chirurgo cardiovascolare), passai un anno nella mia grande casa vuota sguazzando nella sofferenza e dando la colpa alla donna che mi aveva lasciato.

La “scimmia” da astinenza è orribile, e non solo per gli eroinomani ma anche per coloro la cui biochimica ritorna agli ormoni quotidiani dopo la fine di una storia d’amore.

Un freddo giorno d’inverno del Wisconsin me ne stavo da solo (come al solito) a rimuginare di nuovo sulla donna che mi aveva lasciato, quando improvvisamente pensai: «Dannazione, lasciami stare!», al che una voce di saggezza che occasionalmente appare nei momenti cruciali della mia vita rispose: «Bruce, non è esattamente quello che ha fatto?».

Scoppiai a ridere, e questo spezzò l’incantesimo.
Da quel momento in poi, ogni volta che iniziavo a sentirmi ossessionato mi mettevo a ridere.

Finalmente ero riuscito a uscire dalla crisi di astinenza, anche se avevo ancora molta strada da fare per arrivare a rimettere insieme la mia vita!

Quanto fossi lontano dal farlo mi divenne evidente quando mi trasferii ai Caraibi per insegnare in una scuola di medicina all’estero.

Vivevo nel posto più meraviglioso della Terra, in una villa sul mare, tra fiori sgargianti e profumati; e nella villa c’erano addirittura un giardiniere e un cuoco.

Volevo condividere la mia vita con qualcuno (anche se ovviamente senza sposarmi, dal momento che ero ancora fisso sul mio mantra mattutino). Volevo qualcosa di più di una compagna con cui fare sesso. Volevo qualcuno con cui condividere la mia nuova vita nel posto più bello della Terra.

Ma quanto più mi davo da fare a cercare, tanto meno trovavo, anche se avevo quella che pensavo fosse la frase migliore del mondo per rimorchiare: “Se non hai niente da fare, che ne diresti di venire a vivere con me nella mia villa ai Caraibi?”.

Una sera provai quella che avrebbe dovuto essere la mia frase vincente con una donna che era appena arrivata a Grenada, la perfetta isola da cartolina che ero arrivato ad amare.

Andammo al bar del circolo nautico e ci mettemmo a chiacchierare. Sembrava una donna interessante, così le chiesi di rimanere per un po’ invece di ritornare al suo lavoro a bordo di uno yacht. Lei mi guardò negli occhi e disse: «No, non potrei mai stare con te. Hai troppo bisogno».

Il proiettile colpì nel segno: ricaddi sulla sedia senza una parola. Dopo un lungo momento di stordimento, riuscii di nuovo a parlare e dissi: «Grazie, avevo proprio bisogno di sentirmelo dire».

Non solo sapevo che aveva ragione, ma sapevo che dovevo rimettere insieme la mia vita prima di poter avere il rapporto di vero amore che desideravo così disperatamente.

Poi accadde una cosa buffa: non appena lasciai andare la mia disperata ricerca, nella mia vita iniziarono ad apparire delle donne che volevano una relazione con me.

Infine entrò nella mia vita la vera ispirazione per questo libro, la mia amata Margaret, e iniziammo a vivere un’esistenza come quelle descritte nelle commedie romantiche che una volta liquidavo come fantasie.

Ma sto andando troppo veloce.

Prima ho dovuto imparare che non ero “destinato” a rimanere solo, né ad accontentarmi di una serie di relazioni fallite. Dovetti imparare che non soltanto avevo creato ogni relazione fallita della mia vita, ma che potevo creare la meravigliosa relazione che volevo!

Il primo passo ebbe inizio nei Caraibi quando sperimentai l’epifania scientifica che ho descritto nel mio primo libro, La Biologia delle Credenze (Macro Edizioni, Cesena, 2007). Mentre riflettevo sulla mia ricerca sulle cellule, mi resi conto che esse non sono controllate dai geni, e non lo siamo neanche noi.

Come ho raccontato dettagliatamente in quel libro, quell’istante di illuminazione fu l’inizio della mia transizione da scienziato agnostico a scienziato che cita Rumi e crede che tutti noi possediamo la capacità di creare il nostro Paradiso in Terra, e che la vita eterna trascende il corpo.

Quell’istante fu anche l’inizio del mio passaggio da scettico affetto da fobia del matrimonio ad adulto che finalmente si assumeva la responsabilità di ogni relazione fallita della sua vita e si rendeva conto di poter creare la relazione dei suoi sogni.

In questo libro narrerò dettagliatamente questa transizione servendomi in parte della stessa scienza delineata in La Biologia delle Credenze (e di altre ancora).

Spiegherò perché non siano i vostri ormoni, le vostre sostanze neurochimiche, i vostri geni o la vostra tutt’altro che ideale educazione a impedirvi di creare le relazioni che dite di volere, ma siano piuttosto le vostre credenze a impedirvi di sperimentare quelle inafferrabili, amorevoli relazioni.

Cambiate le vostre credenze e cambieranno le vostre relazioni.

Naturalmente la faccenda è più complicata, perché nelle relazioni tra due persone in realtà ci sono quattro menti all’opera. Se non capite come queste quattro menti possano osteggiarsi a vicenda, pur con le migliori intenzioni starete “cercando l’amore in tutti i posti sbagliati”.

È per questa ragione che i libri di self-help e terapia favoriscono l’intuizione ma non un vero e proprio cambiamento: essi trattano soltanto con due delle quattro menti all’opera nelle relazioni!

Ripensate alla storia d’amore più spettacolare della vostra vita, la Numero Uno, quella che ha sconvolto la vostra esistenza. Avete fatto l’amore per giorni e giorni, non avevate bisogno di cibo, a malapena di acqua, e avevate un’energia infinita.

Era l’Effetto Luna di Miele, destinato a durare in eterno.

Troppo spesso, tuttavia, la luna di miele lascia il posto a battibecchi quotidiani,
magari al divorzio, o tutt’al più alla sopportazione.

La buona notizia è che non è necessario che finisca così.

Potreste pensare che il vostro Grande Amore sia stato al massimo una coincidenza o al peggio un’illusione, e che il suo crollo sia stato questione di sfortuna. Ma in questo libro spiegherò come siate stati voi a creare nella vostra vita sia l’Effetto Luna di Miele che la sua dissoluzione.

Quando saprete come avete fatto a crearlo e a perderlo, potrete, come me, smettere di lamentarvi del vostro cattivo karma nelle relazioni e creare una rapporto d’amore del tipo “e vissero per sempre felici e contenti” che farebbe addirittura la gioia di un produttore hollywoodiano.

Dopo decenni di fallimenti, questo è ciò che finalmente manifestai!

Dato che così tante persone ci hanno chiesto come abbiamo fatto, Margaret ed io spiegheremo nell’Epilogo come abbiamo creato il nostro eterno Effetto Luna di Miele per diciassette anni e oltre. Vogliamo condividere la nostra storia perché l’amore è il più potente fattore di crescita per gli esseri umani, ed è contagioso!

Come scoprirete quando creerete l’Effetto Luna di Miele nella vostra vita, attirerete persone amorevoli simili a voi, e quante più saranno, tanto più felici sarete.

Ascoltiamo il consiglio di Rumi, che ci giunge da otto secoli fa, e crogioliamoci nel nostro amore per un’altra persona così che questo pianeta possa finalmente evolvere in un luogo migliore in cui tutti gli organismi possano vivere il loro Paradiso in Terra.

Spero che questo libro vi imbarcherà per un viaggio altrettanto intenso di quello per cui quell’istante nei Caraibi ha imbarcato me, perché possiate creare l’Effetto Luna di Miele ogni giorno della vostra vita.


Bruce Lipton
L'Effetto Luna di Miele - Libro >> http://goo.gl/za1r8I
Scopri il segreto per mantenere viva la tua relazione di coppia
Editore: Macro Edizioni
Data pubblicazione: Ottobre 2013
Formato: Libro - Pag 232 - 13,5x20,5