Visualizzazione post con etichetta guarigione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta guarigione. Mostra tutti i post

mercoledì 12 febbraio 2020

Il potere di guarigione della paura



Il potere di guarigione della paura

Consapevolezza e Spiritualità


"Il Potere di Guarigione della Paura" parla della lotta con un angelo, un angelo chiamato Paura. La via alla libertà consiste nel ricevere la benedizione che solo quest’angelo può impartirci. Tra le mani avete un libro che può aiutarvi a trovare tale libertà, affinché possiate essere davvero vivi sino in fondo.

Lissa Rankin - 12/02/2020

Estratto dal libro "Il potere di guarigione della paura" di Lissa Rankin

La prima volta che udii la storia di Giacobbe e l’angelo ero molto piccola. Era uno dei tanti racconti biblici che il mio adorato nonno – un rabbi ortodosso e appassionato studioso di Cabala – mi raccontava. Il nonno la presentava così: Giacobbe stava viaggiando da solo, quando l’oscurità lo costrinse a fermarsi per mangiare qualcosa e dormire fino all’alba. Il posto gli era sembrato abbastanza sicuro, ma così non era. Nel buio della notte si accorse che braccia muscolose lo avevano afferrato e lo schiacciavano a terra. Il buio era tale che egli non riusciva a vedere l’aggressore, ma ne sentiva la forza. Anche Giacobbe però era molto robusto, per cui cercò di liberarsi. Senonché il suo aggressore era almeno altrettanto forte e finirono con il rotolarsi al suolo tutta la notte.

Infine, la notte cessò e alle prime luci dell’alba Giacobbe si accorse di aver lottato contro un angelo. Quando il sole sorse, l’angelo abbandonò la presa e cercò di andarsene, ma Giacobbe lo tratteneva. «Lasciami andare», disse l’angelo a Giacobbe, «è spuntata la luce». Ma Giacobbe lo teneva fermamente. «Non ti lascerò andare fino a quando non mi avrai dato la tua benedizione», disse. L’angelo si dimenò, ma Giacobbe non lasciava la presa. E così l’angelo dovette impartire a Giacobbe la propria benedizione.

Da bambina, tutto ciò per me non aveva senso. Giacobbe aveva lottato tutta la notte per liberarsi, perché non aveva lasciato che l’angelo se ne andasse? Io avrei fatto così. Inoltre, da amante degli angeli, non capivo come qualcuno potesse non vedere la differenza tra un angelo e un nemico. Ma il fatto più strano di tutti era che un nemico finiva con il darti la sua benedizione. Le mie domande facevano ridere il nonno. «La gente confonde sempre un angelo con un nemico» - mi disse. «Giacobbe non lascia andare l’angelo prima di aver ricevuto la sua benedizione, perché è quest’ultima a rendere libero Giacobbe».

Mi ci vollero anni per comprendere questo racconto. All’epoca mi tenevo ben stretta alle mie paure. Pensavo che l’unico modo di stare al sicuro fosse avere paura.

Il ruolo comune della paura

Di fatto, la mia famiglia promuoveva la paura di noi bambini. Dopo essere stata morsa da un cane randagio e aver dovuto subire una serie di dolorose punture antirabbia, sviluppai una fobia per tutti gli animali. I miei genitori incoraggiavano questa paura, convinti che mi avrebbe tenuto al sicuro. Il risultato fu che la mia paura degli animali si trasformò velocemente in fobia.
Avevo 27 anni quando arrivai in California per proseguire la mia formazione medica. All’inizio vivevo con degli amici che avevano molti bambini e un grande cane pastore i cui denti gialli mi terrorizzavano. Gli amici provarono a dirmi che il cane era buono e innocuo, ma non avevo il coraggio di affrontare le mie paure. Nelle settimane in cui fui ospite in quella casa, tutta la famiglia fece in modo che ci fosse sempre una porta tra me e quel cane. Di notte, però, il cane vagava libero per la casa e io tenevo la mia stanza chiusa a chiave.

Un mattino mi alzai presto perché avevo bisogno di usare il bagno. Erano le sei del mattino, troppo presto perché il resto della famiglia fosse in piedi, quindi ero intrappolata nella mia camera da letto. Ma se qualcun altro si fosse già alzato?... Aprendo cautamente la porta, fui contenta di sentire Bridget, la bambina di 4 anni, cantare in salotto. Se riuscivo a raggiungerla prima che il cane mi trovasse, avrebbe potuto farlo uscire. Nonostante la mia paura, percorsi in punta di piedi il corridoio e socchiusi la porta del salotto. Bridget non stava canticchiando tra sé e sé. Il cane pastore era sdraiato sullo stomaco insieme a Bridget, che nella sua piccola vestaglia rosa gli stava lavando i denti con dentifricio e spazzolino, cantando: «Ti chiederai dove se ne sarà andato il giallo dei tuoi denti dopo che li avrai lavati con Pepsodent». La bocca del cane era piena di schiuma e la sua coda sbatteva con tanta forza che faceva un tonfo sul pavimento. Feci un respiro profondo e scoppiai a ridere.

In un batter d’occhi mi ero liberata da una paura che mi aveva paralizzato per più di vent’anni. In quel momento seppi che non avevo paura degli animali che vivevano nel mondo, ma di quelli che vivevano nella mia mente. La mia paura non mi aveva tenuto al sicuro dagli animali, mi aveva solo separato dal loro amore. Più tardi, quando trovai il mio appartamento, salvai un grande gatto rosso. Da quel momento, vivo sempre con qualche animale. Quel momento nel salotto risale a cinquant’anni fa: da allora sono stata benedetta da un angelo tutti i giorni.

La paura e il coraggio

Molti credono di non avere il coraggio di affrontare le proprie paure, ma forse hanno più coraggio di quanto pensino. Se hai molte paure, ci vuole coraggio anche solo per parlare con uno sconosciuto, rispondere al telefono, andare al mercato a comprare il pane o parlare a voce alta. Come un muscolo che venga usato giorno dopo giorno, il coraggio cresce se viene usato. Un giorno, quando attingerai deliberatamente al tuo coraggio perché in ballo ci sarà qualcosa di davvero importante, ne scoprirai il potere e la forza per la prima volta.

Un’altra cosa che scoprirai, leggendo "Il Potere di Guarigione della Paura", è che sorprendentemente il coraggio non è l’opposto della paura. L’opposto della paura è la gioia. Avevo creduto che la gioia fosse la stessa cosa della felicità, ma la prima è molto più durevole della seconda. La capacità di provare gioia sembra venire da una relazione incondizionata con la vita, la capacità di aprirsi e affrontare tutto ciò che è. Si tratta di un’apertura che ci porta oltre il desiderio di controllare la vita, fino alla capacità di celebrare quest’ultima. Ci sposta da una relazione antagonista con la vita a quell’esperienza del mistero e della meraviglia che è al cuore della vita. Alla fine può guarirci.

Il Potere di Guarigione della Paura — Libro >> http://bit.ly/2vo9z5e
6 passi per sviluppare il coraggio come medicina per il corpo, la mente e l'anima
Lissa Rankin

martedì 11 dicembre 2018

Frequenze quantiche di guarigione dell'acqua



Le frequenze quantiche di guarigione dell'acqua

Scienza e Fisica Quantistica


L'acqua è solamente quella che vediamo? In questo articolo tratto dal libro Spiritual Mind di Carmen di Muro scopriamo ciò che può comunicare l'acqua e perché è così importante ascoltarla

Carmen Di Muro - 10/12/2018

Estratto da Spiritual Mind di Carmen di Muro

L’acqua è una sostanza onnipresente e per noi usuale che in realtà possiede proprietà davvero speciali per la salute e il nostro benessere globale. Non esiste vita senz’acqua. Essa è fondamentale per tutti i processi metabolici, ovvero l’insieme delle trasformazioni chimiche che avvengono nelle cellule degli organismi viventi. Ed è proprio questa semplice combinazione di idrogeno e ossigeno (H2O) a nascondere qualcosa di molto più complesso rispetto a ciò che siamo abituati a pensare.

I numerosi ricercatori – tra cui i noti L. Montagnier, E. Del Giudice, Emoto, R. Sheldrake – che nel corso del tempo si sono dedicati allo studio delle proprietà dell’acqua hanno constatato che questa, in determinate condizioni, ha la capacità di assorbire, immagazzinare e trasmettere informazioni, sia genetiche che ambientali, a livello vibrazionale, essendo essa sensibile alle onde elettromagnetiche. (…)

Noi uomini siamo immersi in uno spazio di strutture, dalle particelle alle galassie, che vibrano e risuonano insieme come note armoniche della stessa melodia. Ciò significa che non solo siamo influenzati dall’ambiente, ma che noi stessi influenziamo tutto ciò che ci circonda. Alla base della spiegazione di queste straordinarie dinamiche invisibili, che hanno catturato lo sguardo di diversi studiosi, troviamo la teoria dei Campi Morfogenetici, come pure la teoria della Coerenza Elettrodinamica Quantistica (o QED, dall’inglese Quantum Electro-Dynamics) che si basa sul concetto di risonanza e che afferma che in alcune sostanze, come l’acqua, si formi una sorta di sintonia vibratoria tra le molecole che la compongono e un campo elettromagnetico, grazie alla cui correlazione avviene la formazione di una struttura molto particolare, ossia il dominio di coerenza, che è capace di assorbire dall’ambiente energia ad alto contenuto informativo quantistico. Emilio Del Giudice sosteneva che le molecole d’acqua comunicano tra loro solo se vibrano alla stessa frequenza, risuonando insieme. Quando ciò accade si crea la base per una fitta rete di scambio di informazioni.

I sorprendenti progressi scientifici raggiunti negli ultimi anni in questo campo di indagine non possono non far sorgere nelle menti più ricettive alcune domande fondamentali. Se il nostro corpo è costituito prevalentemente d’acqua è possibile che l’ambiente esterno influenzi l’acqua di cui siamo composti? Ma soprattutto è possibile che i nostri stati d’animo e i pensieri la plasmino fino a conferirle proprietà curative?

Masaru Emoto ideò un procedimento che ha permesso di fotografare l’acqua cristallizzata, costatando che la bellezza e la simmetria dei cristalli sarebbe proporzionale all’esperienza che l’acqua ha vissuto a livello vibrazionale. Negli esperimenti di Emoto quando l’acqua si trovava a vivere esperienze ad alto contenuto energetico positivo, i cristalli fotografati erano di forme armoniche, simmetrici e perfetti. Se invece l’acqua si trovava a vivere in un ambiente vibrazionalmente negativo i cristalli risultavano deformati quasi fossero sottoposti a stress. Si è notato, dunque, che a seconda del trattamento subito, l’acqua forma strutture specifiche di cluster, in quanto l’elettromagnetismo del luogo e di chi lo popola, ha un effetto modellante sulla sua struttura, la quale assume conformazioni diverse in virtù della carica energetica presente. Ma la cosa strabiliante è che sono proprio i moti del nostro animo, come le emozioni e i pensieri, a esercitare l’influenza più marcata sulle sue proprietà. Amore, gioia e gratitudine sono vibrazioni potentissime a cui l’acqua risponde in modo molto particolare, lasciando al suo interno tracce permanenti in grado di risuonare con le frequenze dei sistemi biologici, così da riequilibrare l’organismo umano fiaccato da una malattia e l’ambiente, se contaminato energeticamente. Inoltre si è visto che in queste acque gli agenti patogeni perdono la loro aggressività, com’è stato dimostrato con diversi test.

Ma in che modo avviene la guarigione concreta del nostro organismo attraverso l’acqua? (…)

Vuoi leggere tutto l'articolo? Scarica l'ebook!

eBook - Spiritual Mind >> http://bit.ly/2SDXUFF
Nuove prospettive di guarigione tra fisica quantistica e coscienza
Carmen Di Muro

lunedì 18 giugno 2018

Ghiandola pineale e i processi di guarigione




Ghiandola pineale: ecco come attiva i processi di guarigione

Medicina Non Convenzionale    

A lungo considerata di poca importanza dalla medicina occidentale, la ghiandola pineale è in realtà fondamentale per la salute e ha il compito di salvaguardare i processi di riparazione e guarigione che avvengono nelle ore notturne

Paolo Giordo - 18/06/2018

La ghiandola pineale o epifisi è situata nella parte più profonda del cervello, all’estremità posteriore del terzo ventricolo e si collega mediante fasci nervosi alle strutture adiacenti.

Le sue cellule, dette pinealociti, producono prevalentemente melatonina che viene riversata sia nel sangue che nel liquido cefalo-rachidiano.

L’epifisi produce anche delle quantità di serotonina (5-OH-triptamina) e, inoltre anche la DMT o dimetiltriptamina, una sostanza dagli effetti allucinogeni contenuta anche nella pianta ayahuasca usata per scopi mistici, la quale è stata messa in relazione con alterati stati di coscienza, con esperienze trasformative e stati di consapevolezza mistica, specialmente presenti durante la fase REM del sonno, fase nella quale sembra che questa sostanza sia maggiormente prodotta.

La pineale è un organo ontogeneticamente molto vecchio e appartiene alla famiglia dei cosiddetti organi secretori circumventricolari, chiamati anche “finestre del cervello” i quali hanno la caratteristica di non avere la barriera emato-encefalica.

La ghiandola pineale, comunque, è un organo conosciuto da tempi antichissimi; tra i primi a descriverla fu Galeno (De Usu Partium) che descrisse la sua forma come quella di una piccola pigna (da cui il nome).

In epoca moderna il filosofo Cartesio identificò la pineale come sede dell’anima o meglio come il punto d’incontro tra l’anima immortale (res cogitans) e il corpo caduco (res extensa).

La medicina occidentale non ha mai riservato una grande attenzione a questa ghiandola osservando, comunque, che essa tende ad atrofizzarsi e a calcificarsi con il passare degli anni.

La melatonina

Abbiamo detto che l’ormone più importante e conosciuto secreto dalla pineale è la melatonina, nota per la sua regolazione dei ritmi del sonno notturno.

La biosintesi della melatonina inizia con la captazione dell’aminoacido triptofano dal sangue che circola all’interno della ghiandola. Il triptofano viene idrossilato in posizione 5 e diventa 5-OH-triptofano il quale viene a sua volta decarbossilato sino a diventare serotonina (5 idrossitriptamina). Attraverso altri passaggi chimici (acetilazione e metilazione), la serotonina si trasforma in melatonina. La melatonina scompare poi rapidamente dal plasma e dai tessuti dopo essere stata coniugata dal fegato ed escreta con le urine.

La ghiandola pineale può essere considerata un trasduttore neuroendocrino in quanto converte un input nervoso in un output chimico ormonale.

Il buio è fondamentale perché avvenga la secrezione di melatonina; maggiore è il buio e maggiore è la secrezione di questo ormone, mentre la secrezione si attenua man mano che ci si avvicina all’alba.

Durante la notte la ghiandola pineale ripara e risincronizza i danni e le attività alterate durante la vita diurna. Infatti nelle prime ore di sonno il livello di cortisolo diminuisce sino all’azzeramento, mentre quello della melatonina aumenta sino a raggiungere il suo massimo.

In condizioni di stress, veglie prolungate, ecc. il livello di cortisolo permane alto, bloccando la trasformazione della serotonina in melatonina e di fatto riducendone la produzione.

Pertanto, dal momento che il corpo riposa e “guarisce” di notte, questi processi sono bloccati o alterati; di qui la stanchezza al mattino e la mancata attivazione dei processi di guarigione.

Nei soggetti più anziani il ritmo e l’ampiezza della secrezione della melatonina si riduce gradualmente, come se la ghiandola perdesse gradualmente la sua capacità di secrezione di questo ormone.

Continua la lettura su:

Scienza e Conoscenza n. 64 - Rivista Cartacea
Nuove Scienze, Medicina non Convenzionale, Coscienza
Autori Vari

venerdì 8 giugno 2018

Preghiera, guarigione e fisica quantistica




Preghiera, guarigione e fisica quantistica

Psicologia Quantistica      

Cosa accade, a livello energetico, nei luoghi sacri cari alle tradizioni religiose di tutto il mondo, come Lourdes in Francia, Medjugorie in Bosnia, Fatima e Santiago di Compostela in Spagna, la Madonna di Loreto, l’Abbazia di Assisi, Monte Sant’ Angelo in Puglia, Amarnath nel Kashmir e Shikoku in Giappone?
E qual è la ragione per cui la preghiera produce effetti prodigiosi?

di Carmen Di Muro


Una grande numero di santuari siti in tutto il mondo tra cui Lourdes in Francia, Medjugorie in Bosnia, Fatima e Santiago di Compostela in Spagna, la Madonna di Loreto, l’Abbazia di Assisi, Monte Sant’ Angelo in Puglia, Amarnath nel Kashmir e Shikoku in Giappone, è affollato da una moltitudine di pellegrini che intraprendono lunghi e talvolta faticosi viaggi, per visitare e pregare in quei luoghi dove si manifesta un’energia del tutto particolare, un’influenza di campo capace di esercitare effetti di guarigione profonda sulla componente corporea, mentale e spirituale dei fedeli. Reliquie di santi, apparizioni, fonti d’acqua benedetta e preghiere recitate con ardore collettivo ci immettono nel cuore della fede e diventano la chiave capace di far urlare al miracolo.

Ingenti documentazioni colmano gli archivi dei comitati medici atti a valutarne la veridicità. Tantissimi sono i casi, oggi, di guarigioni spontanee, scientificamente inspiegabili, in cui l’intervento sovrannaturale diviene l’unica risposta possibile. Questa particolare provenienza rende difficoltosa l’accettazione da parte di coloro che rifiutano la trascendenza, ma rimane indubbia da parte di chi, con fiducia, ciecamente crede che nel silenzio dello spirito e della preghiera l’impossibile possa diventare possibile.

Preghiera e guarigione

Ma cosa accade in questi luoghi così singolari? E qual è la ragione per cui la preghiera produce effetti prodigiosi?

Fino a qualche decennio fa, questi interrogativi erano leciti solo nell'ambito di una riflessione teologica. Oggi, invece, la scienza di frontiera e la saggezza spirituale si stanno riconciliando. Oggi vediamo l’intero universo come un “Campo Integrale” interconnesso al di là dei regni della materia, dello spazio e del tempo che informa il presente con il passato e prepara il terreno per il futuro. Esso rappresenta il livello d’informazione fondamentale della realtà, in cui sono contenute tutte le possibilità di manifestazione e da cui prendono origine tutti i fenomeni secondo un livello crescente di complessità, le cui relazioni non sono né lineari né casuali, ma sincroniche.

La vita è elettromagnetismo e nell’universo tutto è energia in vibrazione che produce la musica della realtà di suoni in cui siamo immersi, solo il grado di coscienza varia. La nostra coscienza di veglia ordinaria, non è che uno dei possibili tipi di coscienza, che solo un sottilissimo velo separa da altre forme potenziali totalmente diverse. Essa è un fenomeno non locale e il suo campo d’azione non va concepito entro i confini del nostro corpo fisico, ma al contrario, in modo esteso all’infinito. Ciò dà il senso di come ci sia un livello di informazione atemporale nel corpo che trascende la velocità della luce e di come i processi biologici siano governati da meccanismi elettromagnetici che guidano la materia e le sue dinamiche complesse, laddove il grado di coerenza diviene fondamentale non soltanto per assicurare la salute del sistema interno, ma anche per il trasferimento di informazioni ad alto contenuto quantistico nella realtà esterna, influenzandola e venendone influenzati.

Seppur attualmente esiste una vasta mole di evidenze, ciò che al momento appare poco chiaro è come ogni essere umano possa avere accesso a questo potenziale di informazioni altamente coerenti che fa sì che l’energia prodotta subisca uno shift su un livello superiore, capace di rimettere in asse le frequenze basse e disorganizzate (responsabili dello stato di malessere e malattia), nel momento in cui si riallinea al campo di informazione sovraordinata che tutto informa. Ed è qui che la pratica religiosa si fa potenza, in quanto diviene strumento a portata di tutti, che consente di aprire un varco di creazione nel magico campo dei miracoli in cui tutto può accadere. Non è un caso se etimologicamente il termine “religioso” deriva dal latino Re-Ligare che significa riconnettersi, essere in legame o riunirsi di nuovo.

L’animo umano possiede una naturale ed innata spinta verso l'integrità che si manifesta nell’impulso spirituale nel rivolgersi verso la trascendenza. L'esperienza cosciente della vita diventa così un'esperienza religiosa, nel senso della realizzazione del divino nell'umano, un viaggio di trasformazione nell'interezza in cui portiamo l'invisibile nel visibile, spiritualizzando la materia e materializzando lo spirituale.


Compiendo un percorso multidisciplinare tra le rivoluzionarie frontiere della concezione Olistica, si possono comprendere le dinamiche energetiche che muovono la vita, laddove il moto dell'anima attira e genera la realtà in una danza armoniosa.

Si può essere sani e felici? Ognuno di noi è padrone di una realtà riflettente, che parla di sentimenti e pensieri, le cui radici sono al centro del petto, nel moto infinito della galassia emozionale, unica in grado di innalzare la nostra capacità di cogliere nelle cose materiali quell'elemento spirituale che rende possibile e dà senso alle infinite esperienze della nostra vita.

Il dominio dell’indagine multidisciplinare che conduce nei meandri delle bizzarre dinamiche energetiche che determinano il nostro stato di salute, è il palpitante mondo quantistico in cui la vita vibra. Un amalgama di saperi che offrono coordinate preziose, mettendo sotto i riflettori l’uomo come creatore attivo della realtà.

L’unione tra “Scienza e Divino” è capace di far ricomprendere il nostro rapporto con l’ambiente che viene plasmato attraverso il potere emotivo. La vera forza capace di irradiare la via del benessere e di condurci alla guarigione dentro di noi.


Anima Quantica - Libro
Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione
Carmen Di Muro

lunedì 14 maggio 2018

Guarigione a distanza e fisica quantistica




Guarigione a distanza e fisica quantistica

Medicina Quantistica e Bioenergetica      

L’intenzionalità di guarigione e gli effetti terapeutici a distanza trovano spiegazione nell’entanglement quantistico e nella non-località: ecco spiegati i poteri straordinari della mente umana

Gioacchino Pagliaro - 14/05/2018

Lo scienziato Dean Radin, Direttore dell’Istituto di Scienze Noetiche e rinomato studioso di fama mondiale, per trent’anni ha studiato l’interazione mente materia in prestigiose Università come Princeton, Nevada e in importanti Centri di Ricerca della Silicon Valley. Con le sue ricerche scientifiche sostiene che le menti siano correlate quantisticamente con l’Universo e che la teoria dei quanti apporti un contributo determinante per la comprensione delle comunicazioni non locali, ovvero di quelle forme di comunicazione che avvengono in assenza di segnale, ovvero di tutte quelle forme di influenzamento mentale della realtà, al di fuori della concezione spazio temporale classica.

Radin utilizzando le teorie di Böhr, di De Broglie, di Schrödinger, di Bell e la teoria dell’entanglement, sostiene che la struttura fondamentale dell’Universo, dal Big Bang ad oggi, potrebbe essere costituita da un’enorme rete di particelle che rimangono in contatto le une con le altre a qualsiasi distanza, al di fuori della dimensione temporale in assenza di spostamento di energia e informazione. La realtà fisica potrebbe essere un vasto sistema quantistico che risponde a delle particolari interazioni. All’interno di questa prospettiva la mente coesiste in modo inseparabile con le menti delle altre persone ed entità, e con gli oggetti distanti. L’attenzione, la consapevolezza derivante dalle pratiche meditative e l’intenzione rappresentano il tramite migliore per interagire con questo sistema quantistico.

Per Radin queste teorie consentono una lettura delle interazioni mentali a distanza e tra mente e materia, non come misteriose o esoteriche capacità della mente, ma come specifiche forme di interazioni delle menti nella realtà dell’entanglement.

La letteratura scientifica sulla guarigione a distanza

Il tema delle guarigioni a distanza ha attirato e attira da alcuni decenni l’attenzione di ricercatori e di clinici i quali evidenziano l’esistenza del fenomeno, senza però riuscire a spiegarlo in modo esauriente. Infatti anche se oggi, rispetto al passato, si hanno conoscenze più approfondite e dettagliate su come guidare i gruppi per la guarigione a distanza e sul modo di utilizzare correttamente l’intenzione di guarigione, resta altrettanto vero che ancora molto resta da indagare in questo campo.

Le evidenze scientifiche relative sia ai fenomeni quantistici non-locali sia a forme di coerenza quantistica nei sistemi viventi offrono le premesse per una possibile chiave esplicativa dei meccanismi delle guarigioni a distanza o DHI (Distant Healing Therapies).

Con questo articolo – attraverso l’analisi di alcune recenti ricerche scientifiche di alto pregio – cercherò di evidenziare in questi fenomeni quei risultati, quei limiti e quegli errori che alcuni rigorosi studi hanno rilevato.

Continua la lettura di questo articolo su

Scienza e Conoscenza n. 64 - Rivista Cartacea
Nuove Scienze, Medicina non Convenzionale, Coscienza
Autori Vari

mercoledì 3 maggio 2017

Mente non-locale e guarigione a distanza




Mente non-locale e guarigione a distanza

L’intenzione di guarigione a distanza con la meditazione Tong Len: il primo studio clinico randomizzato

Scritto da: Gioacchino Pagliaro

Medicina Quantistica e Bioenergetica



Mente non-locale e guarigione a distanza. L’intenzione di guarigione a distanza con la meditazione Tong Len: il primo studio clinico randomizzato
È possibile influenzare a distanza il decorso di una patologia?

È possibile attivare a distanza un processo di guarigione?

Alcuni ambiti della ricerca scientifica stanno cercando di dare una risposta a questi quesiti. Verso la metà degli anni ‘70 del secolo scorso H. Benson, L. Dossey, ed altri autorevoli medici di alcune prestigiose università degli USA pubblicarono una serie di ricerche sull’intenzione di guarigione a distanza.

Con questo termine si intendono tutte quelle azioni mentali (tecniche e pratiche provenienti da approcci differenti) come ad esempio: preghiera intercessoria, guarigione spirituale, preghiera non diretta, intenzionalità, energia guaritrice, guarigione sciamanica, guarigione non-locale, tocco terapeutico senza contatto, Reiki (1), che hanno l’obiettivo di produrre un beneficio o una guarigione ad uno o più individui a distanza (2). L'intenzione di guarigione a distanza è molto utilizzata in Occidente dalla religione, basti pesare ai gruppi di preghiera per gli ammalati o per le persone in difficoltà.

Nelle più importanti medicine orientali: ayurvedica, cinese, tibetana è considerata una vera e propria modalità di cura.

Nella Medicina Complementare e Alternativa (Complementary and Alternative Medicine), e nella Medicina Non-Locale, discipline che si basano sul principio secondo cui la mente di una persona può influenzare il substrato fisico di un’altra (3), l’intenzione di guarigione costituisce un aspetto importante e continua a essere oggetto di studio.

Bibliografia

Sicher, F. T., Targ, E., Moore, D. 2nd, & Smith, H.S. A randomized double-blind study of the effect of distant healing in a population with advanced AIDS: report of a small scale study. West J Med. 1998; 169: 353-363.
Schlitz, M., Hopf, H.W., Eskenazi, L., Vieten, C., & Radin, D. Distant healing of surgical wounds: An exploratory study. Explore, 2012; 8, (4): 223-230.
Achterberg, J. Imagery in Healing. Boston, MA: New Science Library; 1985.

Continua la lettura dell'intervista su Scienza e Conoscenza 60

Scienza e Conoscenza - n. 60 >> https://goo.gl/QZeXCT
Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza
Autori Vari

venerdì 9 settembre 2016

La Guarigione con la Detergenza Vegetale




La Guarigione con la Detergenza Vegetale

La via dell'acqua informata

di Antonina Maria Botta



Dopo anni di insistenza, l’inventrice della fitodetergenza esce allo scoperto rivelando i suoi segreti. Tutti i segreti e le ricette per preparare da soli i prodotti che permettono a noi e all'acqua di prosperare in modo sinergico e perpetuo.

Questo primo volume è una storia: è la storia di come l’acqua ha chiamato una donna perché si prendesse cura di lei, e lei l’ha fatto in modo totale e soprattutto efficace.

Fin dalle prime pagine si racconta la vita di Antonina Maria Botta e di come un processo di trasformazione interiore si è trasmutato dal semplice concetto di “rispetto per l’acqua” in un vero e proprio percorso alchemico per permetterne la sua “evoluzione” alla quale noi dovremmo portare rispetto in quanto nostra madre e padre: tutto nasce dall’acqua.

Finalmente l’autrice si mette a nudo svelando i segreti che l’hanno portata alla realizzazione dei prodotti che possono permettere il cammino evolutivo dell’ambiente nel quale viviamo e che, a sua volta, può permettere la nostra missione di evoluzione all’interno di esso. Grazie alle numerose tabelle e spiegazioni pratiche, tutti potranno dilettarsi con la preparazione di prodotti di fitodetergenza di origine totalmente naturale e profondamente rispettosi della potenza intrinseca del regno vegetale.

Adesso la presa di coscienza del rispetto dell’ambiente, ha un’arma in più per riportare la pace tra il genere umano e il mondo nel quale esso vive e prospera.

Le ricette e la storia della creatrice della Fitodetergenza® fìnalmente a disposizione di tutti. Iniziamo a prenderci cura di noi stessi con la natura. E cominciamo a prenderci cura della natura con noi stessi.


Leggi in anteprima il capitolo 1 del libro di Antonina Maria Botta "La Guarigione con la Detergenza Vegetale"

L'acqua - Estratto da "La Guarigione con la Detergenza Vegetale" libro di Antonina Maria Botta

"La migliore di tutte le cose", cosi il filosofo greco Talete nel 600 a.c. definisce l'Acqua.

Noi oggi sappiamo che l'Acqua è il Solvente per eccellenza, il liquido con la più alta tensione superficiale tra tutti i liquidi conosciuti, l'elemento in cui avvengono il maggior numero di reazioni chimiche intra ed extra cellulari, l'unico elemento presente in contemporanea allo stato solido liquido e gassoso, l'unico elemento che da solido è più leggero che da liquido, insomma per definizione l'elemento della Vita ed il suo mezzo di trasporto preferito, come dice qualcuno.

L'Acqua è anche la Memoria, l'Inconscio, l'elemento figurativo dell'Anima, che con il suo ciclo di caduta dal cielo, ruscellamento sulla Terra e ritorno al mare sembra ripercorrere il ciclo della nostra Anima che cade pura dal cielo, si inquina mentre fa esperienza, durante il suo percorso terreno ed infine si ricongiunge al grande Mare dove il Tutto e il Singolo sono Uno.

Elemento del battesimo e del collegamento al Divino.
Elemento di purificazione e di benedizione.

Per secoli le donne presso fontane e lavatoi hanno eseguito la pulizia dei panni di chi nasceva e di chi moriva e con il loro canto e lo scorrere dell'Acqua purificavano così l'anima di colui che entrando ed uscendo dalla materia andava accompagnato.

L'acqua è Madre ed il Mare è Padre: da sempre questi elementi nutrono e si fanno nutrire dall'immaginario umano e divino.

Infinite divinità nascono dal mare e ad esso sono collegati; infinite popolazioni nell'Utero Divino di questa Immensa Madre hanno le loro origini ed il loro destino.

A me piace definirla il Filo della Collana della Vita e mi piace sentirmi collegata ad ogni forma biologica e non, dalla Magia del Respiro ed il vapore che in esso trasportato etereamente, ma concretamente mi unisce ad ogni forma, emanazione divina di questo universo.

Acqua nelle vene

È primavera qui a Palermo, io ho poco più di due anni, non amo molto mangiare e per distrarmi tra un boccone e l'altro, la zia Margherita mi mostra i pesci rossi nella vasca del suo giardino.

Sono passati oltre 40 anni eppure ricordo ancora quelle code fluttuanti rosse e dorate nell'Acqua limpida e cristallina, poco profonda, che smuovevo con le mie piccolissime mani, bagnandomi fino ai gomiti. Piccole mani e grandi occhi, che proprio allora hanno iniziato il lungo dialogo con le forze dell'Acqua che, ancora oggi, mi accompagna e che non mi ha mai abbandonato. E così tra distese di agrumi e succulenti fichi d'India, circondata da profumi intensi e da potentissimi colori, fui iniziata all'amore per l'Acqua e all'osservazione ammirata di Madre Natura.

È il 1993, ed io sono Antonella, perito chimico industriale a Palermo. Sono magra, ho i capelli lunghi e neri ed un'aria caustica e ribelle. Sto svolgendo il mio tirocinio post diploma presso un laboratorio di analisi delle acque e, in qualità di ultima arrivata, sto lavando due tazzine da caffè. È finito il detersivo dei piatti ed io chiedo al mio responsabile dove posso prenderne dell'altro. Il Dottore mi guarda e con tutta la semplicità di chi sa molte cose, prende un flacone di detersivo da W.C. e lava le stoviglie, rivelandomi divertito che, a guardar bene tra le etichette, non c'è molta differenza tra i diversi detersivi, i quali hanno aspetto e profumo differente, ma svolgono le stesse funzioni per lavare.

Sono stupita e perplessa, non ho alcun tempo di ribattere che il Dottore mi dice: "Bene, vedo che l'argomento la interessa molto, le farò fare uno studio approfondito". Inizio a studiare e a comprendere.

Intraprendo così il mio percorso nello schiumoso mondo dei detersivi.

Quell'anno, in Italia, secondo statistiche Istat del settore, sono stati consumati un milione e centomila tonnellate di litri di detersivo per la pulizia domestica. Puntualmente e inesorabilmente riversati nei fiumi, nei laghi e nel mare, a goccia a goccia dalle nostre innocenti postazioni domestiche, lavando vetri e pavimenti, piatti e vestitini, inconsapevoli del danno apportato all'Acqua e alla Terra.

Sono passate poche settimane e so già molte cose sulla composizione dei detersivi: tensioattivi a catena corta, lunga e ramificata, per abbattere la tensione superficiale dell'acqua e portare via lo sporco con la schiuma, solventi clorurati per attaccare le macchie, dissolvere il grasso e fare asciugare in fretta, disperdenti e sequestranti per le acque troppo dure, acidi e brillantanti per le macchie di calcare, riempitivi ed addensanti per concentrati e gel. Perlanti, coloranti e profumi per allettare l'acquisto ed offrire un'ampia scelta di diversi prodotti. Biocidi per disinfettare e conservanti per non far deteriorare il prodotto.

In poco tempo, raccolgo molti dati sul prezzo pagato dall'ambiente, e su quanto la nostra "pulizia" sporca il mondo: laghi soffocati dall'eutrofizzazione, fasce riparie di interi corsi d'acqua bruciati dalle schiume, avanotti di molte specie, uccisi o malformati, anfibi ed insetti decimati. Interi ecosistemi acquatici distrutti con effetti nefasti per la catena alimentare di tutte le specie ad essi collegati.

Ho 22 anni, il mare negli occhi ed un grande amore nel cuore: l'Acqua.

Il messaggio dal mare

Conoscenza e responsabilità sono direttamente proporzionali, penso. E chi sa deve fare, credo. Ma che cosa posso fare io?

E' un giorno di scirocco oggi a Palermo ed io lo adoro. Il laboratorio dove lavoro è vicino al mare. Finisco il mio ciclo di analisi, metto a posto i miei quaderni e parto per la spiaggia. Il mare parla con il vento, attraverso grandi onde e schiume sulla sabbia, sono irrequieta più del solito e non ho ancora trovato la risposta al mio quesito, che pongo direttamente all'Acqua: "Cosa posso fare io?"

Mentre passeggio lungo la spiaggia osservo dei rifiuti che il mare agitato ha riportato a riva, insieme ad alghe, conchiglie e qualche plastica ammaccata. Mi faccio spazio con un bastone e cerco di leggere così una risposta. Mi viene tra le mani una bottiglia verde di plastica. È il flacone vuoto di un detersivo per i piatti; l'etichetta non è leggibile, perché l'acqua l'ha portata via, ma provo ad immaginare gli ingredienti come se dovessi riscriverli io.

Forse è questo che posso fare...

Realizzerò dei detersivi che inquinano meno, detersivi naturali, riscrivendo ingredienti che facciano meno male, per far del bene all'Acqua...al mare...all'ambiente.

La scelta di partire

Vivo a Palermo con la mia famiglia, sono fidanzata e forse mi sposerò. Ho molti interessi tra ecologia, ufologia e volontariato. Con alcuni amici del liceo e la prof. Wanda che, negli anni successivi sarà importante per me e diventerà la madrina di mia figlia, ho fondato una associazione culturale e sono in cerca del mio posto nel mondo.

Passano pochi mesi e comprendo che Palermo, per quanto bella, calda e colorata, è troppo diversa da me. La mia famiglia mi ama, ma non mi comprende, io ho esigenze diverse che non riesco a condividere con nessuno ed, in mezzo ad una città di oltre un milione di persone, mi accorgo di essere completamente sola. Voglio fare il chimico, inventare, creare cose nuove, ma sono una giovane siciliana e forse, con la giusta raccomandazione, potrò fare la segretaria in uno studio dentistico o nel laboratorio di qualche clinica privata.

Una sera, a Cefalù, sotto un cielo pieno di stelle e di promesse, scelgo di partire, di andare e di non tornare, spezzando il cuore a tutti coloro che mi amano, a parte il mio, naturalmente.

Sono trascorsi alcuni anni da quel tirocinio palermitano, intanto mi sono trasferita in Valchiusella, una magica e verde valle nel cuore dell'anfiteatro morenico di Ivrea. Ho ripreso i miei studi in Chimica presso l'Università di Torino e nonostante gli anni trascorsi e i 1700 km di distanza da quell'aneddoto palermitano, ho in mente quella stessa idea di creare detersivi naturali per la salvaguardia dell'Acqua.

È il 1997: ho molti amici in Valle presso la comunità ecologica di Damanhur, nella quale vivo con il nome di Torpedine, un pesce elettrico dei fondali marini, veloce e fulmineo che dà il suo nome alle omonime e potenti armi e navi da guerra. In primavera partecipo, in qualità di relatore ad una lezione di ecologia per la salvaguardia del pianeta, condivido in questa sede le mie conoscenze fino ad allora acquisite e, accettando una scommessa con l'amico Gelso, impasto il mio primo detersivo.

Volendo realizzare un detersivo naturale il più possibile rispettoso dell'ambiente, acquisto da una ditta del sapone di cocco (in qualità di tensioattivo) e del limonene (in qualità di solvente). Per attrezzatura, ho a disposizione un giraspaghetti che tengo tuttora, come portafortuna e dei pentolini. Il luogo dove inizio i miei esperimenti è la cantina di casa mia, un ex caseificio dal nome evocativo per me, di "Foglia Verde". Pochi giorni di esperimenti e nascono i primi 3 prodotti: sono tutti giallini, poco profumati, ma lavano già bene.

Come primo esperimento sono soddisfatta ma, sin da subito mi è chiaro che se voglio veramente salvaguardare l'Acqua attraverso questa strada, dovrò raggiungere il maggior numero di persone possibile e quindi offrire alla gente qualcosa a cui è già abituata. Allora decido di utilizzare, anziché combattere, gli stessi strumenti di efficacia, bellezza e varietà dei diffusissimi detersivi chimici da supermercato.

Devo solo trovare il modo di farlo a "MODO MIO".

Conosco ancora poco, ma abbastanza per sapere che quello che sto cercando non esiste e quello che il già noto mi propone, non mi basta. Continuerò a ricercare, consapevole del fatto che la conoscenza acquisita, è solo l'inizio di un sentiero senza fine e pieno di sorprese.

Da quel primo dibattito in pubblico ho capito l'importanza dell'insegnamento, come occasione creativa di scambio e crescita personale: quante cose potevo ancora imparare, mentre trasmettevo le mie conoscenze agli altri.


 Indice

Nota dell'autrice

CAPITOLO I

L'Acqua
Acqua nelle Vene
Il messaggio dal mare
La scelta di partire
CAPITOLO II

Il Limone
L'Alloro
Il Mondo Vegetale
La Carota
La Lavanda
Il Sambuco
La Fitolacca
La Menta
Il Rosmarino
Il Timo
Nonna Lia e il suo dono per l'Acqua
Le Ortiche di Erminia
Curcuma ed elicotteri
Il Blu del cielo di Ananda
L'ingrediente Acqua
CAPITOLO III

Nasur Runi e un'altra Idea
La risposta dell'Acqua
Gli Agri detergenti
Quando l'Allievo è pronto, il Maestro arriva
La Bottega di Sbrillina
DOR: il Detersivo Olistico Rigenerante
Canto del Signore dei Boschi
CAPITOLO IV

Come è fatto un detersivo chimico
Tensioattivi
Solventi
Coloranti
Sbiancanti ottici
Fosfati
Ammorbidenti
Profumi
Conservanti
CAPITOLO V

Ingredienti della Fitodetergenza®
Ricette di Detergenza Vegetale
Appendice tecnica
Bibliografia


La Guarigione con la Detergenza Vegetale - Libro >> http://goo.gl/4hiRXD
La via dell'acqua informata
Antonina Maria Botta


mercoledì 7 settembre 2016

Come usare l'Enneagramma Biologico




Come usare l'Enneagramma Biologico

La nuova teoria dei Sottotipi: la via della guarigione e dell’immortalità - Storie sulla via della guarigione attraverso il lavoro con l’Enneagramma Biologico, le Leggi del dottor HAMER e il disegno unificato di tutto di Maurizio Forza

di Manuele Baciarelli



Il percorso che porta ognuno verso l’uscita dalle recidive e direttamente verso il nuovo sé.

Uno dei messaggi importanti del dr. Hamer è che la causa principale della morte è, molto spesso, la recidiva conflittuale e, non riuscendo a spiegarne la ragione, aveva concluso che la recidiva aveva un senso biologico.

Freud la chiamava “Coazione a ripetere”, come fosse un demone maligno. Se continuiamo a ripetere sempre i soliti comportamenti ecco che è facile riprodurre i soliti sintomi, saturando così aree cerebrali, tessuti, comportamenti e, alla fine, MORIRE. È una legge fisica.

La natura, l’universo, l’osservatore, l’anima, Dio vogliono che noi ci muoviamo e sperimentiamo sempre cose nuove e non è più un discorso di consapevolezza, coscienza o, genericamente, “miglioramento”. L’universo è in continua espansione e vuole che noi sperimentiamo cose nuove, diverse e la nostra personalità fa di tutto per spostarci e ci invia, per questo, una miriade di segnali.

Come dice Maurizio Forza : “Tutto il lavoro da fare è sperimentare tutto ciò che c’è e riportarlo come informazione fisica, emozionale, neurologicamente ed ormonalmente sperimentata, al nostro “capo” generatore, che è stato l’osservatore del campo quantico iniziale delle pure informazioni non ancora in essere”.

LA VIA DELL’IMMORTALITA’ è tutto qui: creare coscientemente la nostra stupefacente realtà!

Chi è l’osservatore? Chi crea la propria realtà? La personalità! Anzi, le 9 personalità, che rappresentano l’unica possibilità di manifestarsi attraverso le legge fisiche che muovono l’universo.

In questo libro verranno riportati e descritti diversi casi di persone (4 casi per ciascuna delle 9 personalità) che dimostrano come, osservando tutti i segnali che ci arrivano, sia possibile CAMBIARE E RICREARE LA NOSTRA REALTÀ E NON ESSERE PIU’ VITTIME DEL PROPRIO DESTINO.


Leggi un estratto dal libro di Manuele Baciarelli "Come usare l'Enneagramma Biologico"

Introduzione - Come usare l'Enneagramma Biologico - Libro di Manuele Baciarelli

Uno dei messaggi importanti del dr.Hamer è che una delle cause principali della morte, molto spesso, è la recidiva conflittuale e non riuscendo a spiegarne la ragione aveva concluso che questa aveva un senso biologico:

«... il paziente nella cicatrice conflittuale-psichica ha pure il suo tallone di Achille psichico, il suo punto debole. E' attirato quasi magicamente dal medesimo conflitto, ovvero cade sempre nella stessa trappola, anche se lo sa. Ho riflettuto a lungo arrivando alla convinzione che ciò è previsto dalla natura... ho visto così tante recidive conflittuali con esito nefasto, insensate e del tutto non necessarie dal punto di vista logico-razionale, che ho dovuto accettare ufficialmente questa visione».

Freud dice la stessa cosa a proposito della "coazione a ripetere", come fosse un demone maligno e nel suo saggio degli anni venti, sostiene che «Al di là del principio di piacere, nella vita psichica esiste davvero una coazione a ripetere la quale si afferma anche a prescindere dal principio di piacere».

Se continuiamo a ripetere sempre i soliti comportamenti ecco che è facile riprodurre i soliti sintomi, saturando così aree cerebrali, tessuti, comportamenti fino a morirne. È una legge fisica.

La natura, l'universo, l'osservatore, l'anima, Dio vogliono che noi ci muoviamo e sperimentiamo sempre cose nuove e non è più un discorso di consapevolezza, coscienza o, genericamente, "migliorare". L'universo è in continua espansione e vuole che noi sperimentiamo cose nuove, diverse e la nostra personalità fa di tutto per spostarci e ci invia, per questo, una miriade di segnali.

Il messaggio profondo è: "sperimenta una volta e passa oltre...", altrimenti recidivi e... te ne vai!

L'obiettivo di questo libro è molto ambizioso: la via della guarigione e dell'immortalità, ripartendo dall'enneagramma, rivisitato e modificato (mi aspetto la scomunica da parte dei guru dell'enneagramma), alla luce delle geniali intuizioni di Maurizio Forza e ripartendo proprio dal concetto della recidiva conflittuale e, soprattutto da una nuova visione dell'origine della personalità e della teoria dei sottotipi.

Il mio desiderio è quello di esplorare l'Enneagramma partendo da casi reali e ripartendo da una nuova visione della teoria dei sottotipi e investigare il ruolo, di solito inconscio e spesso trascurato, che hanno i conflitti e di conseguenza i sintomi psichici e organici in questa ricerca.

Quale il ruolo delle passioni, il senso biologico? Cosa significa guarire? Come imparare a spostarci visto che è quello che vogliono le leggi fisiche, matematiche, biologiche e, di conseguenza, le cosiddette leggi spirituali? Cosa significa rispondere alla domanda: chi sono, dove sono, dove sto andando e, soprattutto, a che punto sono del cammino? Perché una persona è perfezionista, ossessiva, morta emotivamente, rigida, orgogliosa e invadente? Perché è uno sfigato o anche questo è previsto dalla Leggi fisiche? Qual è l'origine biologica dell'orgoglio, del comportamento seduttivo e sessualmente provocante, o il senso biologico di un perfezionista con un controllo ossessivo per l'ordine? L'organizzazione? La perfezione e il conseguente comportamento rigido sono semplicemente una compensazione? Perché ho paura, perché sono aggressivo?

Rivisiterò la teoria dei sottotipi e tratterò anche il tema della nuova filogenesi degli enneatipi, partendo dalle emozioni fondamentali, dal tipo E9 che si è prima sentito solo e abbandonato nell'universo e quando ha scelto di iniziare ad uscire da sé e incontrare qualcosa di diverso da sé, ecco che ha cominciato a sperimentare la paura (polmone e reni) e ripercorrere il viaggio che lo ha portato alla sperimentazione delle 9 personalità.

Parlerò anche di come possiamo spostarci dalla paura o dalla rigidità. Quali gli strumenti? Ma soprattutto dobbiamo o possiamo spostarci per migliorare o evolvere, o perché semplicemente è in nostra facoltà e ci è chiesto di sperimentare sempre qualcosa di nuovo?

Infine, nella seconda parte del libro, saranno riportati e descritti diversi casi di persone che dimostrano come, osservando tutti i segnali che ci arrivano, sia possibile cambiare e ricreare la nostra stupefacente realtà e non essere più vittime del proprio destino.

Inserirò anche alcuni casi che vanno oltre, ma solo apparentemente, il conflitto biologico a cui siamo stati abituati fino ad oggi studiando Hamer.

Non ci siamo mai soffermati su quelle situazioni, fatti accidentali, sogni ricorrenti, comportamenti, abitudini, che spesso accompagnano la nostra vita in modo ripetitivo e che si associano a manifestazioni fisiologiche.

Per esempio: avere spesso lo stimolo ad urinare quando si hanno in mano le chiavi di casa e si sta aprendo la porta, oppure quando si va a prelevare del denaro ad uno sportello bancomat, o ancora quella persona che ripeteva continuamente "Mi sento completamente scarico'" e da diversi mesi gli si fulminavano sempre le lampadine in casa oppure aveva l'auto, nuova di zecca, sempre con problemi elettrici. Oppure sei in costellazione motoria e ti senti poco equilibrato e guarda caso anche la tua macchina vibra e ha gli ammortizzatori da cambiare, o quando si sogna una cozza che viene punzecchiata da una mantide e magari con il tuo partner ti senti come una cozza e la sua reazione è quella di allontanarti, ferendoti in continuazione, come per dirti "La vuoi smettere? Vuoi cambiare strada?" e, magari, questa situazione è abbinata a sanguinamenti ricorrenti della mucosa del retto (conflitto di identità sessuale: sono ancora il suo uomo? la sua donna?).

Ebbene oramai possiamo iniziare a parlare anche di questi "conflitti, situazioni" che accompagnano la nostra vita.

Questo è possibile perché in base all'effetto, senza un'apparente connessione con noi o con i nostri piccoli problemi fisiologici, mi sento di dire che anch'essi sono espressione del nostro osservatorio interiore e perfettamente in linea con i nostri disturbi. Sono uno strumento meraviglioso che ci consente finalmente di interpretare tutto, sperimentare qualcosa di nuovo e spostarci da quella solita recidiva conflittuale, da quella solita modalità di comportamento che è fonte di ogni nostro malessere e che ci impedisce di creare la nostra Meravigliosa realtà.


 Indice

Ringraziamenti

Prefazione

Introduzione

Capitolo 1
Una nuova visione della personalità

La nuova filogenesi in base al lavoro di Maurizio Forza (tratto dal suo primo libro)
Capitolo 2
La Teoria degli istinti

Istinto di conservazione, sottotipo autoconservativo (fase evolutiva Io)
Istinto sessuale - fase evolutiva lOTU
Istinto sociale - fase evolutiva del NOI
Capitolo 3
La teoria dei sottotipi, varianti istintuali

La teoria dei sottotipi:"Bilancia Ormonale"
Sotottipo conservativo
Sottotipo sessuale
Sottotipo sociale
La Bilancia ormonale: Sentito maschile e femminile
Una nuova visione della teoria dei Sottotipi
I 27 sottotipi, gli spostamenti verso l'enneatipo successivo, l'intervento e i casi personali
Enneatipo E9
Interventi e storie personali

Enneatipo E1
Interventi e storie personali

Enneatipo E8
Interventi e storie personali

Enneatipo E3
Interventi e storie personali

Enneatipo E4
Interventi e storie personali

Enneatipo E2
Interventi e storie personali

Enneatipo E6
Interventi e storie personali

Enneatipo E7
Interventi e storie personali

Enneatipo E5
Interventi e storie personali

Postfazione

Bibliografia


Come usare l'Enneagramma Biologico - Libro >> http://goo.gl/PuzRVh
La nuova teoria dei Sottotipi: la via della guarigione e dell’immortalità - Storie sulla via della guarigione attraverso il lavoro con l’Enneagramma Biologico, le Leggi del dottor HAMER e il disegno unificato di tutto di Maurizio Forza
Manuele Baciarelli


giovedì 1 settembre 2016

Il potere di guarigione della paura




Il potere di guarigione della paura

La paura è solo una fede al rovescio: e se ci fosse un altro modo di vedere la paura?

di Lissa Rankin - 25/08/2016



Il potere di guarigione della paura

"Il Potere di Guarigione della Paura" parla della lotta con un angelo, un angelo chiamato Paura. La via alla libertà consiste nel ricevere la benedizione che solo quest’angelo può impartirci. Tra le mani avete un libro che può aiutarvi a trovare tale libertà, affinché possiate essere davvero vivi sino in fondo.


La storia di Giacobbe e dell'angelo

La prima volta che udii la storia di Giacobbe e l’angelo ero molto piccola. Era uno dei tanti racconti biblici che il mio adorato nonno – un rabbi ortodosso e appassionato studioso di Cabala – mi raccontava. Il nonno la presentava così: Giacobbe stava viaggiando da solo, quando l’oscurità lo costrinse a fermarsi per mangiare qualcosa e dormire fino all’alba. Il posto gli era sembrato abbastanza sicuro, ma così non era. Nel buio della notte si accorse che braccia muscolose lo avevano afferrato e lo schiacciavano a terra. Il buio era tale che egli non riusciva a vedere l’aggressore, ma ne sentiva la forza. Anche Giacobbe però era molto robusto, per cui cercò di liberarsi. Senonché il suo aggressore era almeno altrettanto forte e finirono con il rotolarsi al suolo tutta la notte.
Infine, la notte cessò e alle prime luci dell’alba Giacobbe si accorse di aver lottato contro un angelo. Quando il sole sorse, l’angelo abbandonò la presa e cercò di andarsene, ma Giacobbe lo tratteneva. «Lasciami andare», disse l’angelo a Giacobbe, «è spuntata la luce». Ma Giacobbe lo teneva fermamente. «Non ti lascerò andare fino a quando non mi avrai dato la tua benedizione», disse. L’angelo si dimenò, ma Giacobbe non lasciava la presa. E così l’angelo dovette impartire a Giacobbe la propria benedizione.

Da bambina, tutto ciò per me non aveva senso. Giacobbe aveva lottato tutta la notte per liberarsi, perché non aveva lasciato che l’angelo se ne andasse? Io avrei fatto così. Inoltre, da amante degli angeli, non capivo come qualcuno potesse non vedere la differenza tra un angelo e un nemico. Ma il fatto più strano di tutti era che un nemico finiva con il darti la sua benedizione. Le mie domande facevano ridere il nonno. «La gente confonde sempre un angelo con un nemico», mi disse. «Giacobbe non lascia andare l’angelo prima di aver ricevuto la sua benedizione, perché è quest’ultima a rendere libero Giacobbe».
Mi ci vollero anni per comprendere questo racconto. All’epoca mi tenevo ben stretta alle mie paure. Pensavo che l’unico modo di stare al sicuro fosse avere paura.


Il ruolo comune della paura

Di fatto, la mia famiglia promuoveva la paura di noi bambini. Dopo essere stata morsa da un cane randagio e aver dovuto subire una serie di dolorose punture antirabbia, sviluppai una fobia per tutti gli animali. I miei genitori incoraggiavano questa paura, convinti che mi avrebbe tenuto al sicuro. Il risultato fu che la mia paura degli animali si trasformò velocemente in fobia.
Avevo 27 anni quando arrivai in California per proseguire la mia formazione medica. All’inizio vivevo con degli amici che avevano molti bambini e un grande cane pastore i cui denti gialli mi terrorizzavano. Gli amici provarono a dirmi che il cane era buono e innocuo, ma non avevo il coraggio di affrontare le mie paure. Nelle settimane in cui fui ospite in quella casa, tutta la famiglia fece in modo che ci fosse sempre una porta tra me e quel cane. Di notte, però, il cane vagava libero per la casa e io tenevo la mia stanza chiusa a chiave.

Un mattino mi alzai presto perché avevo bisogno di usare il bagno. Erano le sei del mattino, troppo presto perché il resto della famiglia fosse in piedi, quindi ero intrappolata nella mia camera da letto. Ma se qualcun altro si fosse già alzato?... Aprendo cautamente la porta, fui contenta di sentire Bridget, la bambina di 4 anni, cantare in salotto. Se riuscivo a raggiungerla prima che il cane mi trovasse, avrebbe potuto farlo uscire. Nonostante la mia paura, percorsi in punta di piedi il corridoio e socchiusi la porta del salotto. Bridget non stava canticchiando tra sé e sé. Il cane pastore era sdraiato sullo stomaco insieme a Bridget, che nella sua piccola vestaglia rosa gli stava lavando i denti con dentifricio e spazzolino, cantando: «Ti chiederai dove se ne sarà andato il giallo dei tuoi denti dopo che li avrai lavati con Pepsodent». La bocca del cane era piena di schiuma e la sua coda sbatteva con tanta forza che faceva un tonfo sul pavimento. Feci un respiro profondo e scoppiai a ridere.

In un batter d’occhi mi ero liberata da una paura che mi aveva paralizzato per più di vent’anni. In quel momento seppi che non avevo paura degli animali che vivevano nel mondo, ma di quelli che vivevano nella mia mente. La mia paura non mi aveva tenuto al sicuro dagli animali, mi aveva solo separato dal loro amore. Più tardi, quando trovai il mio appartamento, salvai un grande gatto rosso. Da quel momento, vivo sempre con qualche animale. Quel momento nel salotto risale a cinquant’anni fa: da allora sono stata benedetta da un angelo tutti i giorni.


La paura e il coraggio

Molti credono di non avere il coraggio di affrontare le proprie paure, ma forse hanno più coraggio di quanto pensino. Se hai molte paure, ci vuole coraggio anche solo per parlare con uno sconosciuto, rispondere al telefono, andare al mercato a comprare il pane o parlare a voce alta. Come un muscolo che venga usato giorno dopo giorno, il coraggio cresce se viene usato. Un giorno, quando attingerai deliberatamente al tuo coraggio perché in ballo ci sarà qualcosa di davvero importante, ne scoprirai il potere e la forza per la prima volta.

Un’altra cosa che scoprirai, leggendo "Il Potere di Guarigione della Paura", è che sorprendentemente il coraggio non è l’opposto della paura. L’opposto della paura è la gioia. Avevo creduto che la gioia fosse la stessa cosa della felicità, ma la prima è molto più durevole della seconda. La capacità di provare gioia sembra venire da una relazione incondizionata con la vita, la capacità di aprirsi e affrontare tutto ciò che è. Si tratta di un’apertura che ci porta oltre il desiderio di controllare la vita, fino alla capacità di celebrare quest’ultima. Ci sposta da una relazione antagonista con la vita a quell’esperienza del mistero e della meraviglia che è al cuore della vita. Alla fine può guarirci.

Estratto dal libro "Il potere di guarigione della paura" di Lissa Rankin

Il Potere di Guarigione della Paura - Libro >> http://goo.gl/CmXCki
6 passi per sviluppare il coraggio come medicina per il corpo, la mente e l'anima
Lissa Rankin


mercoledì 13 luglio 2016

Le frequenze dominanti del campo quantico




Le frequenze dominanti del campo quantico: la porta verso la guarigione

Estratto dal libro "Anima Quantica" - Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione

di Carmen Di Muro - 12/07/2016



Le frequenze dominanti del campo quantico: la porta verso la guarigione

Tutta la natura è un continuum. L’architettura della vita è disposta in schemi che ripetono perpetuamente se stessi, e il mondo dell’energia è molto più complesso nelle sue dinamiche rispetto a quello materiale. Ciò che vediamo e tocchiamo, trova concretizzazione dapprima nell’invisibile, laddove lo sguardo non vede, né la nostra mente comprende, ma soltanto l’anima afferra interamente.
Ogni cosa presente nel reale è composto da atomi, i quali a loro volta sono costituiti da particelle cariche elettricamente che oscillando producono campi elettromagnetici. Il loro moto non è originato da forze esterne, ma parte dall’interno ed è ciò che in fisica viene definito “moto per risonanza”. Grazie a queste intrinseche oscillazioni tutti gli esseri viventi risuonano all’unisono con il campo gravitazionale in virtù della forza delle vibrazioni emozionali prodotte. […]

I campi energetici: il potere di modificare la realtà

La presenza dei campi energetici all’interno e intorno al corpo umano, è provata in modo stringente, ma la ricerca sempre di più, oggi, ci ha fornito una spiegazione logica di come questi campi agiscano sulle cellule e sul benessere globale dell’intero organismo. L’agente in grado di determinare l’interazione tra molecole del corpo umano è il campo elettromagnetico vitale.  Ogni cellula del nostro corpo è immersa in un ambiente, esterno ed interno, di fluttuanti forze magnetiche invisibili che possono influire virtualmente sui circuiti del sistema biologico. Pertanto dovrebbe essere facile mettere in relazione il come una vibrazione imposta esternamente possa avere un’influenza sulla nostra fisiologia, ma soprattutto come sia l’energia delle emozioni umane ad avere il più grande potere di influenzare gli stati mentali ed emozionali personali ed altrui, soprattutto se queste in sé posseggono una carica dominate in termini di polarità positiva o negativa.

Accordarsi alla realtà esterna in virtù di una carica dominante, equivale a livello concreto, al far sì, che il mondo fisico intorno a noi subisca e venga a modificarsi in virtù della vibrazione con cui ci siamo sintonizzati. Ciò perché noi non soltanto l’assorbiamo in questo gioco di scambi, ma diventiamo produttori attivi della stessa frequenza. Tali frequenze una volta generate si andranno ad accordare con energia della stessa intensità vibrazionale presente nell’ambiente, presiedendo alla formazione di tutto ciò che avremo modo di sperimentare sotto forma di realtà fenomenica ed effettiva. Non soltanto gli eventi che giungeranno nella nostra vita saranno lo specchio della carica principale dei moti emozionali e di pensiero, ma il corpo, diventerà la terra dove prenderanno forma visibile le dinamiche sottili che si svolgono dentro di noi. Ciò non è attribuibile all’azione del caso, ma è dato dalla mescolanza tra vibrazioni interne ed esterne e dalla comunicazione armonica tra l’energia di anima, psiche e corpo. Una volta che il ciclo energetico si sarà innescato e da ricevitori diventeremo produttori attivi di frequenze disarmoniche e nocive, nella materia che ci circonda i danni saranno irreparabili. Il corpo e i suoi ritmi biologici, l’ambiente e le relazioni risentiranno inevitabilmente della frequenza prodotta, e la vibrazione dominate che ci permea andrà ad incarnarsi modificando la materia vivente e l’integrità dei processi fisiologici, in bene o in male. […]

Malattia ed energia: la chiave della guarigione

Quando il corpo o la mente si ammala bisogna fermarsi ed osservare tutta la propria vita, in particolare ciò che sta accadendo nel qui ed ora della propria esperienza, esplorando ogni meandro della propria anima così da mettersi davanti al proprio specchio interiore per capire la causa effettiva del malessere, molto spesso dovuto ad un blocco dell’energia emotiva che si è sedimenta nel corso del tempo nei comparti somatici. Comprendere e, consequenzialmente, riposizionarsi nei confronti della vibrazione dominante prodotta diventa il passo fondamentale per varcare la porta della guarigione interiore. […]

Tutto si evolve secondo una determinata traiettoria d’azione, nulla viene lasciato al caso, ma tutto combacia con il medesimo cerchio evolutivo in base al tipo di energia su cui siamo connessi, un livello di coscienza rinnovato nel ritrovare il centro, il traguardo di arrivo verso il cuore che scegliamo attimo dopo attimo in base all’accordo del tipo di frequenza. Non esiste attesa inerte perché tutto si muove anche se ogni cosa sembra apparentemente distante e non in connessione, ogni cosa si riflette a grande distanza come lo specchio di ciò che abbiamo pensato sin’ora. Tutto si accorda sul medesimo cerchio ellittico, per poi trasformarsi in magica pozione di vita concreta. Come nel macrocosmo in cui le orbite dei pianeti sono sempre delle coniche, in particolare ellissi, parabole o iperboli a seconda che l’energia totale sia positiva, neutra o negativa, così nel microcosmo interiore la nostra energia emozionale segue la stessa direzione propagandosi intorno a noi, nell’ambiente esterno. Essere lontani da noi stessi, dalla nostra vera natura più profonda che è fatta di quanti di luce, vuol dire limitare quella forza energetica che si sprigiona in fondo al petto rischiarando i giorni migliori, quelli in cui si vive nel pieno dell’animo umano, nella bellezza di ciò che ci circonda e che muove la vita nell’attimo presente.

Estratto dal libro Anima Quantica, Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione, Anima Edizioni, in uscita ad ottobre 2016

Anima Quantica - Libro >> http://goo.gl/kGHh9O
Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione
Carmen Di Muro


giovedì 12 maggio 2016

Cosa significa guarirsi?



Cosa significa guarirsi?

Allearsi con i messaggi dei sintomi per riacquistare la salute

di Mario Dalla Torre - 11/05/2016



Cosa significa guarirsi?

Ognuno di noi, nell’arco della propria vita e durante tutta la sua esistenza condivide la quotidianità con molte altre persone, si confronta e si interfaccia con loro, siano essi familiari, parenti, conoscenti. Ognuno di noi in ogni momento opera delle scelte, si crea un punto di vista da cui valutare e leggere la realtà. E in tutto ciò – anche se non ne siamo consapevoli – siamo fatalmente condizionati dalle nostre credenze, dai nostri schemi mentali. Leggiamo il mondo attraverso un nostro personale filtro percettivo creato appunto da questi condizionamenti. Spesso ci sentiamo vittime degli accadimenti, siamo convinti di essere senza potere e quindi in balia dei fattori esterni. Non ci sentiamo protagonisti della nostra vita e quindi anche non responsabili di ciò che ci accade.


Guarirsi assumendosi la responsabilità

È sempre colpa di qualcosa o di qualcuno là fuori se ci capita un accidente o una malattia, o se perdiamo il lavoro, la persona che amiamo, se siamo travolti dai debiti o da eventi che definiamo negativi. Questo perché nessuno ci ha mai insegnato che siamo proprio noi gli unici creatori della nostra realtà.  Come ho già detto, noi decidiamo in ogni momento nella nostra coscienza cosa sentire rispetto a ciò che percepiamo e sentiamo a livello esterno. E se questa decisione provoca una tensione, il suo risultato finale sarà la creazione di un sintomo fisico, di una malattia. Il mio corpo mostra infatti attraverso un disturbo fisico, cosa non sta funzionando nella mia coscienza e quindi nella mia vita. Ciò che accade nel mio corpo fisico è il risultato finale di un processo iniziato nella mia coscienza.


Guarirsi: l’importanza della Coscienza

Ma cos’è la coscienza? È l’esperienza di esistere, è tutto ciò che sperimentiamo nella nostra vita.
Possiamo paragonare la nostra vita a un film: in ogni istante noi creiamo questo film in base a cosa pensiamo, a cosa crediamo, a cosa sentiamo rispetto agli accadimenti intorno a noi. Decidiamo qualcosa rispetto a questo, creandoci così la nostra realtà. Possiamo certamente dire che le nostre credenze creano la nostra realtà. Ciò in cui crediamo e sentiamo fa accadere le cose in una certa maniera e sarò proprio quello che andremo poi a sperimentare. Siamo quindi creatori del film della nostra vita e del quale inoltre ricopriamo ogni ruolo: ne siamo il protagonista, il regista, lo sceneggiatore, il produttore, lo scenografo, il costumista, e persino lo spettatore. In quest’ottica è facile desumere che se qualche scena di questo film non mi dovesse piacere o che non dovesse funzionare come vorrei, la posso cambiare.


Descrizione Guarire - Libro >>> http://goo.gl/aHYCmQ

Dedicato a tutte quelle persone che pensano di non avere scelta,

che non cercano più l'amore,

che ritengono la felicità un'utopia.

Stress, ansia e depressione sono spesso considerati responsabili di malesseri e malattie di ogni tipo. Ma qual è l'approccio migliore per sconfiggerli?

David Servan-Schreiber è arrivato alla conclusione che la migliore medicina per alcune delle malattie più diffuse è il nostro stesso cervello. In questo saggio ci racconta come i problemi e le conseguenze di stress, depressione e ansia possano essere risolti attraverso il controllo della nostra mente, escludendo il ricorso a psicanalisi e Prozac.

Dopo anni di ricerche scientifiche, ha individuato sette metodi terapeutici straordinariamente efficaci per ritrovare equilibrio psicofisico e serenità:

    la coerenza cardiaca
    l'EMDR
    la sincronizzazione dei ritmi cronobiologici
    l'agopuntura
    l'alimentazione e gli Omega-3
    l'attività fisica
    la comunicazione emotiva

Insieme formano una nuova medicina, la medicina delle emozioni che consente di risvegliare le energie che dormono nel nostro organismo facendo leva sull'intelligenza emotiva.

Un testo rivoluzionario e autorevole,
che ci spiega come risvegliare i meccanismi di autoguarigione presenti nel nostro corpo


Guarire - Libro >>> http://goo.gl/aHYCmQ
Una nuova strada per curare lo stress, l'ansia e la depressione senza farmaci né psicanalisi
David Servan-Schreiber