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martedì 11 luglio 2023

Cancro e medicina ayurvedica


Il cancro secondo la medicina ayurvedica

Medicina Integrata

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Secondo l'Ayurveda la trasformazione neoplastica è data dalla progressiva perdita, da parte della cellula, della possibilità di recuperare le informazioni necessarie per l’adattamento all’ambiente e la messa in atto di strategie per la sopravvivenza che attingono a schemi e configurazioni precedenti

Antonio Morandi - 07/07/2023

È possibile quindi definire un modello generale che descriva le condizioni neoplastiche secondo l’Ayurveda.

All’inizio si deve verificare una condizione che determini un’alterazione o un abbassamento della capacità digestiva e/o metabolica dell’organismo. Questa capacità metabolica è chiamata Agni ed è riferibile a tutti i processi di digestione e trasformazione dell’organismo sia a livello macroscopico che microscopico. Questa alterazione può avere luogo in seguito all’esposizione cronica ed eccessiva ad elementi ambientali o all’assunzione di alimenti non adeguati allo specifico organismo.

L’equilibrio di Agni porta all’utilizzo ideale delle risorse, mentre una sua disfunzione porta alla formazione ed accumulo di materiale dismetabolico, chiamato Ama, letteralmente “cibo non cotto”, riconosciuto come “non self” dall’organismo e quindi di ostacolo al suo corretto funzionamento. Per la sua natura di catalizzatore metabolico Agni è caratterizzato da attributi di velocità e qualità diffusive, calde, penetranti e, secondo i principi dell’Ayurveda, le condizioni che possono portare a una sua alterazione sono quelle in cui si verifica l’eccessiva presenza di elementi con caratteristiche qualitative opposte. Queste condizioni si possono verificare, ad esempio, in un individuo in seguito ad assunzione, per lunghi periodi, di cibo con qualità eccessivamente pesanti e vischiose o, al contrario, all’esposizione a situazioni anomale, sia fisiche che psicologiche, che presentino qualità riferibili al freddo in senso lato, come ad esempio la paura e lo stress, determinando quindi contrazione, blocco e secchezza, elementi contrastanti la qualità calda di Agni.

L’alterazione di Agni determina quindi la formazione e l’accumulo di materiale dismetabolico a più livelli (Ama), che va ad alterare ed ostruire il flusso di informazioni che, secondo l’Ayurveda, è veicolato da particolari canali chiamati Srota. L’alterazione o il blocco delle comunicazioni intercellulari, dovuto alla presenza di materiale dismetabolico che degenera la funzione della membrana e della matrice extra cellulare, è una condizione che anche la moderna biomedicina considera fra le cause principali della trasformazione neoplastica.

Quindi da una parte si avrà un blocco del flusso informativo che altera profondamente l’equilibrio fra i principi funzionali (Doṣa) che governano la fisiologia cellulare e quindi il funzionamento dei tessuti più complessi, generando condizioni di stagnazione, congestione e infiammazione. Dall’altra parte la perdita dello scambio di informazioni e del feedback intercellulare, che consente un continuo adattamento alle variazioni ambientali e microambientali, porterà a un cambiamento della strategia di sopravvivenza cellulare e un’alterazione delle istruzioni normalmente utilizzate.

La trasformazione neoplastica secondo l’Ayurveda è data quindi dalla progressiva perdita, da parte della cellula, della possibilità di recuperare le informazioni necessarie per l’adattamento all’ambiente e la messa in atto di strategie per la sopravvivenza che attingono a schemi e configurazioni precedenti. Cellule con modificazioni che possono essere tendenzialmente neoplastiche si producono continuamente e continuamente vengono eliminate dai meccanismi omeostatici di controllo del sistema generale dell’organismo. Infatti il meccanismo, ad esempio, dell’infiammazione è considerato la fase iniziale di trasformazione e controllo del tessuto neoplastico o potenzialmente tale. L’alterazione del controllo da parte dell’organismo sull’infiammazione è il primo passo della trasformazione neoplastica. Quando l’organismo perde la sua capacità di omeostasi ed autocontrollo, le cellule alterate sopravvivono e raggiunta una massa critica, possono costituire un sistema a sé stante, prevalente sui tessuti circostanti ed autonomo.

Da un punto di vista macroscopico e clinico le condizioni patologiche descritte in Ayurveda che possono essere assimilate alla moderna descrizione di neoplasia sono dette Arbuda. Il termine Arbuda significa letteralmente “crescita di carne”, tuttavia nella sua radice etimologica è anche compreso il concetto di distruzione. Arbuda ha anche altri significati fra cui “dieci miliardi”, numero astronomicamente grande che può indicare la crescita incontrollata di cellule, ma anche “montagna”, “serpente” e anche “demone”.

Quindi, in accordo quanto sopra esposto, secondo l’Ayurveda possiamo riassumere la manifestazione clinica di una neoplasia nei seguenti stadi:

1. Śopha - gonfiore/infiammazione;

2. Granthi - rigonfiamento tissutale;

3. Arbuda - tumore vero e proprio;

4. Karkaṭārbuda - tumore solido esplicitamente maligno;

5. Adhyarbuda - metastasi in siti primari;

6. Dvirārbuda - metastasi distanti;

7. Vraṇārbuda - suppurazione, tumori ulcerativi.

La tipizzazione costituzionale secondo il concetto di Prakṛti viene ovviamente adottata anche nell’ambito delle neoplasie, permettendo di individuare non solo le predisposizioni individuali ma anche, in caso di accertamento clinico, le possibili modalità evolutive della patologia e quindi la migliore strategia terapeutica. Questo concetto è anche estendibile alla Medicina Moderna per una migliore stratificazione dei pazienti e tipizzazione della terapia.


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Scienza e Conoscenza n. 63 - Rivista >> https://goo.gl/ddGQ6U

Nuove Scienze, Medicina non Convenzionale, Coscienza

Autori Vari

www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-n-63-rivista-cartacea-libro.php?pn=1567


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mercoledì 11 dicembre 2019

Cancro e Alimentazione



Cancro e Alimentazione

Alimentazione e Salute


I principi dell'alimentazione preventiva e curativa: cosa mangiare e cosa non mangiare per prevenire i tumori partendo dall'alimentazione e dagli stili di vita

Paolo Giordo - 11/12/2019

Parlare di cancro oggi è come inoltrarsi in un campo pieno di dolore, delusione, impotenza.
Esso rappresenta una delle maggiori cause di morte del mondo occidentale.
Ma non è sempre stato così. Nei tempi antichi era una patologia estremamente rara e sporadica e, in alcune culture, pressochè sconosciuta.
Nei sacri testi della medicina indiana antica (I sec. d.C.) comincia timidamente a comparire e subito viene messo in relazione, insieme ad altre malattie, con il progressivo deterioramento dell'alimentazione e l'allontanamento dai cibi semplici offerti dalla natura.

Con il passare dei secoli lo ritroviamo ai primi posti nelle classifiche di incidenza e mortalità, dopo aver assistito a un cambiamento profondo del nostro modo di vivere e di alimentarci.
La relazione tra tali eventi apparirebbe chiara alle persone di buona volontà e di normale intelletto, invece, per fronteggiare questa patologia, si è dovuto costruire un armamentario terapeutico e tecnologico che, nel tempo, non ha portato a nulla di più che a una certa precocità della diagnosi.

Questo enorme apparato ha però divorato ingenti risorse economiche che gli stati hanno generosamente concesso, senza apparentemente chiedere nulla in cambio, se non il funzionamento del sistema stesso.

La ricerca indipendente

Ma è proprio vero che il mondo del cancro e la ricerca su di esso debbano essere ineluttabilmente predeterminati?
Molti studiosi, negli anni, hanno cercato di percorrere strade diverse rispetto a quelle tradizionali, e quasi sempre con ottimi risultati, ma si sono dovuti scontrare con un apparato immensamente potente che li ha delegittimati e ridotti al silenzio. È il caso di Cooley, Breuss, Moermann, Bonifacio, Gerson, Kousmine, Pantellini, Hamer, Di Bella e altri ancora.
L'accusa mossa a questi ricercatori è sempre stata la stessa: l'inefficacia terapeutica (vedi le famose sperimentazioni/beffa sul metodo di Di Bella e prima ancora su quello di Bonifacio) e la mancanza di studi pubblicati su riviste scientifiche accreditate che sono, in genere, direttamente finanziate dalle multinazionali farmaceutiche, pertanto tutt'altro che indipendenti.
Allora cosa rimane da fare dopo essersi scontrati con i famosi mulini a vento?
Credo che convenga riprendere un antico percorso di salute e di ricerca, cioè quello rappresentato dall'alimentazione.
Evidentemente il mondo è molto cambiato per potersi nutrire direttamente dalla natura senza la mediazione del supermercato, ma rimangono ancora preziosi margini di intervento.
La trofoterapia, ovvero la cura attraverso il cibo, dovrebbe ripristinare l'equilibrio biologico del nostro corpo soddisfacendo tre istanze fondamentali:

- ripristinare l'equilibrio acido-base che dovrebbe essere lievemente alcalino per compensare l'acidosi, terreno fertile per infiammazioni e malattie degenerative;
- ridurre lo stress ossidativo per limitare i danni che le cellule e i tessuti subiscono ad opera dei radicali liberi, qualora siano in eccesso;
- apportare una maggiore quantità di micronutrienti che, nella moderna alimentazione industriale, sono man mano andati perduti e che invece il nostro organismo reclama per le sue funzioni biologiche: vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi.

I principi dell'alimentazione preventiva e curativa

In primo luogo dobbiamo evitare di intossicarci ulteriormente prediligendo alimenti biologici privi di sostanze chimiche estranee e tossiche come pesticidi, erbicidi, concimi chimici oltre a tutti i molteplici additivi alimentari come i conservanti, coloranti, edulcoranti che, oltre a mascherare le carenze organolettiche dei cibi di pessima qualità, presentano frequentemente un'azione cancerogena.

Inoltre è sempre meglio scegliere i cibi integrali, specie i cereali, che sono ricchi di minerali, fibre e acidi grassi essenziali, sostanze in grado di apportare quei micronutrienti dei quali il nostro corpo ha un disperato bisogno.

Ci sono molti alimenti di uso pressoché quotidiano che, oltre a soddisfare le condizioni riferite in precedenza, possiedono anche una vera e propria azione anticancro.

- Parliamo della famiglia delle Crucifere e Brassicacee cioè i cavoli, i broccoli, i cavolini di Bruxelles, il crescione, le rape, la verza ecc. che attraverso alcune sostanze in essi contenute (isotiocianati, ditioltioni, indolo-3-carbinolo), sono in grado di sviluppare un'azione antitumorale diretta, un'azione antiproliferativa, e un'altra disintossicante dai carcinogeni assunti.
- Altri alimenti solforati (detti così in quanto contengono zolfo organico, fondamentale per i nostri meccanismi di difesa) sono quelli appartenenti alla famiglia delle Alliacee come l'aglio, la cipolla, il porro, lo scalogno, l'erba cipollina, che rivestono un ruolo protettivo contro i tumori estremamente potente ed efficace. È necessario aggiungere che tutti questi ortaggi, per esplicare pienamente la loro azione, devono essere consumati crudi o, in alternativa, cotti brevemente al vapore per preservare i loro principi attivi che sono frequentemente termolabili.
- Inoltre i frutti di bosco (lampone, mirtillo rosso e nero, ribes, ecc.) sono ricchi di sostanze anticancro efficaci come l'acido ellagico, fenilico e clorogenico, inoltre contengono dei pigmenti ad azione antiossidante.
- Gli stessi agrumi (arance, limoni, mandarini, ecc.) sono ricchi di polifenoli e flavonoidi e mostrano interessanti proprietà in campo oncologico. È nota, infatti, la relazione tra l'abbondante consumo di agrumi freschi ed il basso rischio di sviluppare tumori specie quelli a carico dell'apparato digerente.
- I legumi (fagioli, ceci, lenticchie, piselli, cicerchie, fave, soia, ecc), un tempo validi sostituti della carne, dovrebbero, a buon diritto, tornare ad esserlo. La ricchezza in principi antinutrizionali di questi alimenti (come i fitati e gli inibitori delle proteasi) ne ha evidenziato un'inedita azione anticancro. La combinazione dei cereali integrali con i legumi è sopravvissuta indenne nei secoli e può essere considerata uno dei punti di correttezza nutrizionale dell'antica dieta mediterranea famosa per gli effetti positivi sulle malattie cardiovascolari e degenerative tumorali.

Con questi alimenti si può sicuramente imbandire una tavola salutare ed economica, escludendo o riducendo drasticamente il consumo di proteine animali, specie quelle derivate da carni e latticini.

Infatti la celebre dieta mediterranea antica, riscoperta e valorizzata in tempi più o meno recenti, possedeva sicuramente un'azione antinfiammatoria e protettiva dall'insulinoresistenza, con conseguente riequilibrio metabolico e protezione dallo stress ossidativo. Essa era composta fondamentalmente da cereali integrali, pasta di grano duro, legumi, verdure non amidacee, olio di oliva, frutta, semi oleosi come olive, mandorle, noci, nocciole e, a seconda della possibilità o della collocazione geografica, alcune quantità di pesce appena pescato.

La dieta mediterranea, in uso nei paesi dei quali anche l'Italia fa parte, da simbolo di correttezza nutrizionale è approdata, dopo infiniti stravolgimenti, alla nostra alimentazione industriale moderna con le conseguenze che tutti conosciamo.
La dieta occidentale moderna, infatti, si compone prevalentemente di pane e cereali raffinati, carni, salumi, formaggio, burro, margarine, patate, zucchero e dolciumi.
L'acqua o il poco vino rosso sono stati sostituiti dalle innumerevoli bibite gasate, colorate, dolcificate o dai superalcoolici e dagli alcoolici da supermercato (birre e vino nei cartoni), dei quali molto spesso si abusa.
Le sostanze chimiche contenute negli additivi alimentari, oltre a essere direttamente cancerogene, spesso fungono da interferenti endocrini sulla sintesi, secrezione e trasporto degli ormoni naturali del nostro corpo, predisponendolo a un ulteriore fattore di squilibrio.

Per questi motivi risulta fondamentale vigilare sulla corretta alimentazione della nostra famiglia e dei nostri bambini, i quali sono ancora più esposti all'azione nociva dell'alimentazione industriale moderna e rappresentano spesso il bersaglio preferito per promuovere la maggior parte dei cibi spazzatura.

Si può completare la nostra tavola della salute con l'uso frequente di altri alimenti come la curcuma, conosciuta da millenni e apprezzata oggi per le sue proprietà antinfiammatorie e antitumorali, il tè verde, da consumare frequentemente durante la giornata con i suoi polifenoli anticancro e l'azione antiossidante, i funghi medicinali, a cominciare dai nostri comuni champignons (agaricus bisporus), per finire con quelli di origine orientale dotati di spiccate doti di prevenzione e cura dei tumori e utilizzati, talvolta, in forma concentrata, anche dalla medicina convenzionale, in associazione ad alcuni chemioterapici per potenziare l'azione di questi ultimi e ridurne, al contempo, gli effetti collaterali. Anch'essi dovrebbero essere usati crudi.

Il digiuno: un valido strumento per rimanere in salute

Il campo dell'alimentazione naturale è molto vasto e apportatore di benefici visibili anche se, talvolta, può essere utile favorire maggiormente le capacità depurative del nostro corpo attraverso periodi più o meno lunghi di digiuno.
È risaputo che il digiuno arresta la progressione del cancro e ne favorisce la regressione.
Nei primi decenni del Novecento, Rudolf Breuss, un naturopata tedesco, proponeva la sua cura del cancro attraverso un digiuno di 42 giorni integrato da succhi di verdure. Il suo ragionamento era semplice: bloccare l'apporto proteico. Poiché il nostro corpo necessita anche di proteine per i suoi fabbisogni, sarà costretto a cercarle al suo interno dove ci sia qualcosa di superfluo e disgregabile come le masse tumorali. Breuss affermava di aver guarito oltre mille pazienti affetti da cancro avanzato ad opera dei suoi trattamenti.
In Italia un simile percorso fu portato avanti da Luigi Costacurta che associò al digiuno altre pratiche igienistiche e fornì una maggiore caratterizzazione scientifica al suo metodo nutrizionale. Su questi concetti sono fiorite in tutta Europa delle cliniche del digiuno assistito (ricordiamo che non tutti sono in grado di sottoporsi ad una prolungata privazione di cibo).
La qualità della nostra alimentazione si riflette direttamente su quella del nostro sangue e delle cellule di ogni organo del nostro corpo, compreso il cervello.
È plausibile, quindi, che il cancro possa risultare da un enorme squilibrio nutrizionale prolungato nel tempo. Nelle società tradizionali, dove il cibo è strettamente legato alla natura, il cancro è pressochè sconosciuto. Se prolunghiamo nel tempo la nostra alimentazione scorretta e il nostro stile di vita incongruo, il nostro corpo finirà per esaurire la capacità di eliminazione delle tossine esogene che impregnano il nostro sistema circolatorio e intestinale.
Quando le cellule perderanno la loro capacità di funzionare, cominceranno i processi degenerativi, aggravati e favoriti dall'ambiente acido che, nel frattempo, si sarà formato. Non è tardi per invertire questa tendenza e modificare tante abitudini sbagliate.
Forse è giunto il momento per cominciare a farlo.

Le ricette anti cancro

Le ricette anti cancro possono essere tantissime ma devono avere come ingredienti cereali integrali (specie riso, farro, grano saraceno) associati a verdure fresche sia cotte che crude e legumi.

Ecco alcuni esempi di preparazioni facili, veloci, economiche, variate e gustose:

pasta e fagioli,
riso con le lenticchie,
insalata di riso integrale e verdure,
minestra di fagioli e miso oppure di fave ed erbe di campo,
riso con mix di funghi cotti e crudi,
grano saraceno con la zucca, cavolo verza e radicchio rosso all'aceto balsamico,
cavolini di Bruxelles al vapore con carote e tamari,
zuppa toscana con fagioli, verdure e cavolo nero.

approfondisci su:

Scienza e Conoscenza n.70 - Ottobre/Dicembre 2019 — Rivista >> http://bit.ly/2BASRPZ
Nuove scienze, Medicina Integrata
AA. VV.

La Scelta Antitumore — Libro >> http://bit.ly/2RBtQNQ
Prevenzione, terapia farmacologica e stile di vita
Giuseppe Di Bella

martedì 23 luglio 2019

Vitamina C: efficace dal raffreddore al cancro




Vitamina C: perche' e' efficace dal raffreddore al cancro

Medicina Non Convenzionale


La vitamina C è in grado di contrastare i processi di ossidazione che avvengono nell’organismo e che sono strettamente correlati con l’invecchiamento e la malattia (incluso il cancro): ma c'è molto altro

Domenico Mastrangelo - 21/07/2019

La vitamina C (acido ascorbico o ascorbato, nel caso in cui ci si riferisca al sale sodico derivato dall’acido) è, com’è noto, un nutriente essenziale per l’organismo dell’uomo che, contrariamente alla stragrande maggioranza degli altri mammiferi, non essendo in grado di sintetizzarla per proprio conto, deve garantirsene l’apporto mediante l’alimentazione.

Quali sono le funzioni della vitamina C?

Contenuta in minime quantità negli agrumi, nella frutta e in molti vegetali, e in maggiori quantità in alcuni frutti “esotici”, la vitamina C assunta con gli alimenti, viene solo in piccola parte assorbita per svolgere le sue funzioni, che sono molto complesse e ancora non del tutto chiarite, ma che, a grandi linee, si possono distinguere in:

A) funzione enzimatica o “antiossidante” o “fisiologica”. La vitamina C, è il coenzima di almeno otto enzimi fondamentali per le cellule dell’organismo. In questo ruolo è coinvolta nel metabolismo dei neurotrasmettitori, dei lipidi e del collagene e, più in generale, il suo effetto antiossidante protegge l’organismo dagli effetti tossici dei radicali dell’ossigeno, che causano danni alle strutture cellulari determinando una vasta gamma di patologie, che spaziano da raffreddore comune alle malattie neurodegenerative, cardiovascolari e neoplastiche;

B) funzione pro-ossidante o “farmacologica”, che, in vitro, si estrinseca con uno straordinario effetto tossico, specifico e selettivo, sulle cellule tumorali.

Vitamina C: scarso interesse per una molecola non brevettabile

Di fatto, le funzioni della vitamina C sono molteplici, complesse e, purtroppo, non ancora definitivamente chiarite, dato lo scarso interesse della “comunità scientifica” per questa molecola, dai costi molto bassi e non brevettabile.

Contrariamente a quanto tramandatoci dalla tradizione della Medicina moderna, questa sorprendente molecola è, al tempo stesso, “riducente” e, “ossidante”, proprietà che ci consente di inquadrarla nel più ampio gruppo di sostanze definite “redox” (dalla combinazione dei termini inglesi "reducing" e "oxidating").

Come tale, la vitamina C, è in grado da un lato di contrastare i processi di ossidazione che avvengono nell’organismo e che sono strettamente correlati con l’invecchiamento e la malattia (incluso il cancro) e dall’altro di combattere il cancro proprio accentuando i processi ossidativi all’interno della cellula tumorale che, diversamente da quella normale, non possiede meccanismi di difesa efficienti contro i processi di ossidazione.

Illustri scienziati, come Irwin Stone, Linus Pauling, Albert Szent-Gyӧrgy e moltissimi altri, raccomandavano l’uso quotidiano di dosi massicce di Vitamina C, per prevenire tutte le malattie e garantire uno stato di salute ottimale; ma, da oltre settant’ anni, continuiamo ad ignorare questo consiglio!

Bibliografia

Irwin Stone: The healing factor: Vitamin C against disease. https://www.amazon.it/Healing-Factor-Vitamin-Against-Disease/dp/0448116936
Domenico Mastrangelo, Lauretta Massai, Leda Lodi, Mariamichela Muscettola, Giovanni Grasso: Vitamina C ad alte dosi nel trattamento del cancro: un’ipotesi suggestiva. M.D. Medicinae Doctor - Anno XXI numero 5 - giugno/luglio 2014
115.   Mastrangelo D, Massai L, Lo Coco F, Noguera NI, Borgia L, Fioritoni G, Berardi A, Iacone A, Muscettola M, Pelosi E, Castelli G, Testa U, Di Pisa F, Grasso G: Cytotoxic effects of high concentrations of sodium ascorbate on human myeloid cell lines. Ann Hematol. 2015 Nov;94(11):1807-16. doi: 10.1007/s00277-015-2464-2. Epub 2015 Aug 12
116.   Noguera NI, Pelosi E, Angelini DF, Piredda ML, Guerrera G, Piras E, Battistini L, Massai L, Berardi A, Catalano G, Cicconi L, Castelli G, D'Angiò A, Pasquini L, Graziani G, Fioritoni G, Voso MT, Mastrangelo D, Testa U, Lo-Coco F: High-dose ascorbate and arsenic trioxide selectively kill acute myeloid leukemia and acute promyelocytic leukemia blasts in vitro. Oncotarget. 2017 May 16;8(20):32550-32565. doi: 10.18632/oncotarget.15925
117.   Mastrangelo D, Pelosi E, Castelli G, Lo-Coco F, Testa U: Mechanisms of anti-cancer effects of ascorbate: Cytotoxic activity and epigenetic modulation. Blood Cells Mol Dis. 2018 Mar;69: 57-64. doi: 10.1016/j.bcmd.2017.09.005. Epub 2017 Sep 21. Review

Leggi un altro articolo di Domenico Mastrangelo su:

Scienza e Conoscenza n. 69 - Luglio/Settembre 2019 - Rivista >> http://bit.ly/2LzQgg5
Nuove scienze, Medicina Integrata

giovedì 13 settembre 2018

Il cancro secondo la medicina ayurvedica




Il cancro secondo la medicina ayurvedica

Medicina Non Convenzionale

Secondo l'Ayurveda la trasformazione neoplastica è data dalla progressiva perdita, da parte della cellula, della possibilità di recuperare le informazioni necessarie per l’adattamento all’ambiente e la messa in atto di strategie per la sopravvivenza che attingono a schemi e configurazioni precedenti

Antonio Morandi - 13/09/2018

È possibile quindi definire un modello generale che descriva le condizioni neoplastiche secondo l’Ayurveda.

All’inizio si deve verificare una condizione che determini un’alterazione o un abbassamento della capacità digestiva e/o metabolica dell’organismo. Questa capacità metabolica è chiamata Agni ed è riferibile a tutti i processi di digestione e trasformazione dell’organismo sia a livello macroscopico che microscopico. Questa alterazione può avere luogo in seguito all’esposizione cronica ed eccessiva ad elementi ambientali o all’assunzione di alimenti non adeguati allo specifico organismo.

L’equilibrio di Agni porta all’utilizzo ideale delle risorse, mentre una sua disfunzione porta alla formazione ed accumulo di materiale dismetabolico, chiamato Ama, letteralmente “cibo non cotto”, riconosciuto come “non self” dall’organismo e quindi di ostacolo al suo corretto funzionamento. Per la sua natura di catalizzatore metabolico Agni è caratterizzato da attributi di velocità e qualità diffusive, calde, penetranti e, secondo i principi dell’Ayurveda, le condizioni che possono portare a una sua alterazione sono quelle in cui si verifica l’eccessiva presenza di elementi con caratteristiche qualitative opposte. Queste condizioni si possono verificare, ad esempio, in un individuo in seguito ad assunzione, per lunghi periodi, di cibo con qualità eccessivamente pesanti e vischiose o, al contrario, all’esposizione a situazioni anomale, sia fisiche che psicologiche, che presentino qualità riferibili al freddo in senso lato, come ad esempio la paura e lo stress, determinando quindi contrazione, blocco e secchezza, elementi contrastanti la qualità calda di Agni.

L’alterazione di Agni determina quindi la formazione e l’accumulo di materiale dismetabolico a più livelli (Ama), che va ad alterare ed ostruire il flusso di informazioni che, secondo l’Ayurveda, è veicolato da particolari canali chiamati Srota. L’alterazione o il blocco delle comunicazioni intercellulari, dovuto alla presenza di materiale dismetabolico che degenera la funzione della membrana e della matrice extra cellulare, è una condizione che anche la moderna biomedicina considera fra le cause principali della trasformazione neoplastica.

Quindi da una parte si avrà un blocco del flusso informativo che altera profondamente l’equilibrio fra i principi funzionali (Doṣa) che governano la fisiologia cellulare e quindi il funzionamento dei tessuti più complessi, generando condizioni di stagnazione, congestione e infiammazione. Dall’altra parte la perdita dello scambio di informazioni e del feedback intercellulare, che consente un continuo adattamento alle variazioni ambientali e microambientali, porterà a un cambiamento della strategia di sopravvivenza cellulare e un’alterazione delle istruzioni normalmente utilizzate.

La trasformazione neoplastica secondo l’Ayurveda è data quindi dalla progressiva perdita, da parte della cellula, della possibilità di recuperare le informazioni necessarie per l’adattamento all’ambiente e la messa in atto di strategie per la sopravvivenza che attingono a schemi e configurazioni precedenti. Cellule con modificazioni che possono essere tendenzialmente neoplastiche si producono continuamente e continuamente vengono eliminate dai meccanismi omeostatici di controllo del sistema generale dell’organismo. Infatti il meccanismo, ad esempio, dell’infiammazione è considerato la fase iniziale di trasformazione e controllo del tessuto neoplastico o potenzialmente tale. L’alterazione del controllo da parte dell’organismo sull’infiammazione è il primo passo della trasformazione neoplastica. Quando l’organismo perde la sua capacità di omeostasi ed autocontrollo, le cellule alterate sopravvivono e raggiunta una massa critica, possono costituire un sistema a sé stante, prevalente sui tessuti circostanti ed autonomo.

Da un punto di vista macroscopico e clinico le condizioni patologiche descritte in Ayurveda che possono essere assimilate alla moderna descrizione di neoplasia sono dette Arbuda. Il termine Arbuda significa letteralmente “crescita di carne”, tuttavia nella sua radice etimologica è anche compreso il concetto di distruzione. Arbuda ha anche altri significati fra cui “dieci miliardi”, numero astronomicamente grande che può indicare la crescita incontrollata di cellule, ma anche “montagna”, “serpente” e anche “demone”.

Quindi, in accordo quanto sopra esposto, secondo l’Ayurveda possiamo riassumere la manifestazione clinica di una neoplasia nei seguenti stadi:

1. Śopha - gonfiore/infiammazione;

2. Granthi - rigonfiamento tissutale;

3. Arbuda - tumore vero e proprio;

4. Karkaṭārbuda - tumore solido esplicitamente maligno;

5. Adhyarbuda - metastasi in siti primari;

6. Dvirārbuda - metastasi distanti;

7. Vraṇārbuda - suppurazione, tumori ulcerativi.

La tipizzazione costituzionale secondo il concetto di Prakṛti viene ovviamente adottata anche nell’ambito delle neoplasie, permettendo di individuare non solo le predisposizioni individuali ma anche, in caso di accertamento clinico, le possibili modalità evolutive della patologia e quindi la migliore strategia terapeutica. Questo concetto è anche estendibile alla Medicina Moderna per una migliore stratificazione dei pazienti e tipizzazione della terapia.

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Autori Vari

lunedì 9 luglio 2018

Il senso del cancro




Il senso del cancro: intervista a Mario Soliani

Medicina Non Convenzionale      

La malattia può essere un’opportunità per far riemergere le ragioni più profonde dell’Anima capaci di spingerci al cambiamento: ne parliamo con Mario Soliani autore del libro Cancro. Scienza, Mito e Destino

di Carmen Di Muro - 07/07/2018

Ogni giorno nella mia esperienza clinica mi trovo a far fronte al dolore. Una lama ardente che punge l’anima dei pazienti che accolgo. Sofferenze psichiche che muovono il corpo, sofferenze fisiche che impattano sulla mente. Esse non sempre si radicano nelle parole, ma nella memoria somatica che ne conserva le tracce. Una ruota che gira su sé stessa, in cui ogni elemento è responsabile dell’origine e del punto d’arrivo in un’interrelazione costante. Ma uno più di tutti è il nome greve e acre che pervade, invade e muta il panorama di esistenza di chi ne fa esperienza: il cancro.

Già solo la matrice di senso che sottende questo termine ha il potere invisibile di evocare scenari psichici privi di qualunque possibilità d’uscita. Infatti a causa del significato rigido attribuito a questa parola emergono credenze limitanti che conducono, tutt’oggi, a considerare questa patologia come l’unica faccia di una medaglia che invece può celare un risvolto diverso, più ampio. Piuttosto che avvicinarci al mondo, il cancro ci allontana, facendo sì che tra noi ed esso venga posto un filtro ovattato attraverso cui vediamo, interpretiamo e viviamo gli accadimenti reagendo all’etichetta e non alla profonda ricchezza insita nell’esperienza, anche la più dolorosa. Molte persone, infatti, si rassegnano e si trascinano. Sopravvivono, ma non vivono. Ma è bene non dare nulla per scontato. A volte basta cambiare parole per cambiare il senso di una vita, e le parole giuste per scrivere del cancro non sono solo quelle che spiegano o narrano della malattia, ma quelle che accolgono e danno forma al senso che assume nella nostra vita, che amplificano la nostra conoscenza, conducendoci verso orizzonti trasversali di osservazione capaci di lenire il peso della sofferenza fisica, psichica e morale e di aprire le porte della guarigione.

Ed è questo che trapunta e orienta il lavoro clinico, le opere e la personalità del dottor Mario Soliani, medico pediatra, omeopata specializzato in psicoterapia junghiana che nel suo saggio Cancro. Scienza, Mito e Destino ci invita a vedere la malattia come metafora del nostro tempo, affrontando il tema dei tumori con uno sguardo esteso che abbraccia il vissuto del malato ricomprendendolo da una prospettiva multidimensionale e multidisciplinare, con lo scopo di imparare a guardare questa patologia con occhi diversi rispetto a quelli che ci hanno fatto ammalare. La lettura polimorfica del cancro, che coniuga categorie concettuali, mediche e psicologiche, si propone l’arduo quanto luminoso obiettivo di raggiungere chi sceglie di darsi il tempo di riflettere, pensare e ascoltare; e ha bisogno di tempo e silenzio per poterlo fare. Per noi le sue parole divengono fonte preziosa che distilla conoscenza, perché la via della guarigione c’è e può essere battuta partendo dalla più vera e profonda accoglienza che passa dal sapere e forse, anche, dal sapere di non sapere. Da qui origina la verità che consente di essere liberi di indirizzare le nostre forze per la ricerca e per la lotta verso le cause e non verso gli effetti. Così facendo sicuramente cambierebbe la medicina e cambierebbe anche il mondo.

Dottor Soliani, da quanto si evince dalla sua poliedrica formazione, lei integra con sofisticata eleganza l’approccio scientifico con quello umanistico, concretizzandoli in un fare medicina che si occupa non soltanto della patologia in sé, ma dello scenario di senso profondo che assume per l’individuo nell’adesso della sua esperienza. Quali sono i principi cardine del suo lavoro clinico?

Bisogna considerare che l’uomo in quanto soggetto del dolore, la malattia in quanto sofferenza, il contesto in quanto elemento ambientale, sociale e culturale, si sono contratti, specie dalla seconda metà del Novecento, alla sola visione di malattia come patologia d’organo. Forse rammentare il senso del fare clinica, dal verbo klìno - abbassarsi, a cogliere il “volto” che sta dietro la diagnosi, è un buon modo per dare spessore e qualità al “campo terapeutico” che ci vede coinvolti.

Lei nasce come pediatra per poi approdare all’omeopatia e alla psicoterapia junghiana, fino a suggellare la sua eccletticità nella stesura del libro Cancro. Scienza, mito e destino, un saggio fatto di parole, immagini e significati dove la patologia neoplastica viene riletta come metafora del nostro tempo. Cosa ha motivato il suo viaggio epistemologico che sviluppa e abbraccia vari registi semantici?

È una domanda complessa e proverei a rispondere con un sogno, uno dei miei primi sogni “d’analisi”, tanto tempo fa: “Stavo salendo su di una montagna innevata e vedevo nel cielo azzurro il sole e la luna insieme. Mi soffermavo a guardare quell’immagine numinosa rapito dalla sua bellezza, quando scosso da un brivido mi accorsi che stava facendo sera e dovevo rientrare a valle. Mi ritrovai allora sulla cuspide della facciata di una chiesa con la croce al centro, e io appoggiato alla croce, avevo a destra il mio zaino arancione da viaggio e a sinistra la mia borsa da medico”.
Il sogno, di natura prospettica, contiene credo ragioni che ancora mi eccedono.

Nel suo libro oltre a descrivere il profilo sistemico della malattia, passando in rassegna le cause, la prevenzione, gli strumenti diagnostici e terapeutici insieme ai percorsi di assistenza, pone l’accento sui vissuti personali che si consumano nelle stanze interiori, aprendo le porte verso una visione più allargata per prendersi davvero cura di sé. Può parlarcene meglio?

Le stanze interiori sono abbastanza simili per tutti, diverso è il modo in cui le abitiamo, come diverso è il modo con cui ci rapportiamo a noi stessi.
Qui si pone una questione rilevante che investe la sfera del “simbolico”, inteso come ponte tra il concreto e i suoi rimandi o rinvii, in cui gli argomenti della nostra coscienza dialogano con le immagini interiori che ci abitano per congiungersi in forme condivise di consapevolezza. Semplifico: nelle malattie gravi, cancro in primis, la struttura dell’Io come centro ordinatore della coscienza tende a ledersi e in queste “crepe” possono filtrare potenzialità dialogiche profonde a autentiche col mondo interno. Questo dialogo, che ci rende recettivi alle “ragioni dell’Anima” ci avvicina a noi stessi e pur nella densità del concreto, fa riemergere l’essenziale che può essere accolto nella nostra vita.

Diceva M. Foucault che “il corpo è il punto zero del mondo, laddove i percorsi e gli spazi si incrociano”. L’anima respira attraverso il corpo e l’esperienza della sofferenza avviene nella carne. Divenire consapevoli di quel pezzo di esperienza che ci abita fa la differenza nella patologia tumorale?

Dipende dal tipo di consapevolezza. Come vittime del destino non c’è differenza, se invece si assume il corpo come soggetto di conoscenza e non solo come organismo da curare si modifica, e di molto, lo sguardo su noi stessi. Il “sentire” del corpo non disgiunto dal riverbero emozionale che lo accompagna è un tratto essenziale da recuperare nella medicina moderna.
Ciò che il “corpo significa” è parte del rimosso del pensiero medico, chiuso nella dimensione dell’uomo come “rappresentante d’organo”, direbbe Galimberti, al di fuori di ogni significazione che la dimensione corporea contiene, ove la crisi del corpo traduce e tradisce il rapporto col mondo mutandone la prospettiva.

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Scienza e Conoscenza n. 64 - Rivista Cartacea
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lunedì 19 febbraio 2018

Tumore, acidita' e inibitori di pompa protonica





Tumore, acidita' e inibitori di pompa protonica

Scritto da: Stefano Fais

Cancro: le cure alternative

18/02/2018



Tumore, acidità e inibitori di pompa protonica

Un fenomeno di grande importanza nella terapia dei tumori è la capacità delle cellule tumorali di resistere all’azione di una grande varietà di agenti anticancerogeni, e l’acidità tumorale, specialmente nei tumori solidi, ha un ruolo chiave. Il meccanismo secondo cui l’acidità tumorale riduce l’effetto dei farmaci antitumorali (che sono fondamentalmente tutti dei terribili veleni cellulari) è basato sul fatto che la maggior parte di questi composti sono “basi deboli” (chimicamente parlando). Quindi se si trovano in un ambiente ricco di H+, cioè acido, vengono immediatamente protonati e neutralizzati all’esterno delle cellule tumorali: in poche parole i farmaci vengono bloccati nell’ambiente extracellulare e non entrano nella cellula tumorale. Anche le poche molecole che riescono a entrare, probabilmente mediante una sorta di effetto auto tamponante, sono inglobate dalle vescicole intracellulari acide, che le neutralizzano e/o le eliminano mediante rilascio extracellulare di tali vescicole.

Il nostro gruppo è stato il primo al mondo a lavorare sull’ipotesi che una inibizione delle pompe protoniche potesse sia migliorare l’effetto delle terapie esistenti, sia di per sé avere un effetto anti-tumorale. Abbiamo quindi inizialmente dimostrato che inibitori di pompa protonica comunemente in uso nel mondo come potenti anti-acidi (PPI) erano in grado di rendere le cellule cancerogene e i tumori sensibili all’azione dei chemioterapici, anche a dosi sub-ottimali. I dati pre-clinici hanno portato al coordinamento di una serie di studi clinici in pazienti con diversi tipi di cancro e con risultati veramente incoraggianti. Inoltre tali dati sono stati supportati da studi clinici in animali da compagnia affetti con tumori spontanei.

Comunque, l’ipotesi più stimolante e originale era quella di privare, tramite utilizzo di PPI, le cellule cancerogene delle condizioni per loro essenziali alla sopravvivenza. Questo allo scopo di indurre una sorta di suicidio nelle cellule mediante l’acidificazione intracellulare e la conseguente attivazione di enzimi litici, in grado di indurre una rapida e inesorabile morte cellulare. Gli esperimenti condotti in questa direzione hanno tutti mostrato che i PPI (farmaci come omeprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo, rabeprazolo, già usati per le gastriti), sono estremamente tossici per diverse cellule tumorali umane. I dati da noi ottenuti sono in grande accordo con quanto dimostrato da altri colleghi che utilizzano molecole in grado di inibire altri scambiatori di protoni e ioni come le anidrasi carboniche (1), i symporter come NHE1 (2), e i trasportatori delle monocarbossilasi (3).

Note

(1) Un enzima presente nei globuli rossi del sangue, l'anidrasi carbonica, aiuta nella conversione dell'anidride carbonica ad acido carbonico e ioni bicarbonato.

(2) Un symporter è una proteina integrale della membrana che è coinvolta nel trasporto di molti tipi differenti di molecole attraverso la membrana cellulare. Il simporter lavora nella membrana plasmatica e le molecole vengono trasportate contemporaneamente attraverso la membrana cellulare ed è quindi un tipo di cotransportatore. NHE-1 è noto anche come scambiatore di sodio / idrogeno 1.

(3) Si tratta di proteine che catalizzano la diffusione del lattato attraverso le membrane cellulari.

Vuoi saperne di più su CANCRO e ACIDITA'?
Continua la lettura di questo articolo-dossier su Scienza e Conoscenza 63!

Scienza e Conoscenza n. 63 - Rivista >> https://goo.gl/ddGQ6U
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venerdì 3 novembre 2017

Le quattro grandi intuizioni del dottor Max Gerson




Le quattro grandi intuizioni del dottor Max Gerson

Scritto da: Kathryn Alexander

Cancro: le cure alternative



Le quattro grandi intuizioni del dottor Max Gerson

Tratto dal libro Il medoto Gerson

La filosofia incarnata dall’opera del dottor Gerson nel quadro dei successi e delle pratiche della medicina del suo tempo ci offre un punto d’appoggio per proseguire il suo cammino. È edificante vedere come la tecnologia moderna sia in grado di appoggiare e corroborare gran parte dei suoi studi. La filosofia alla base del suo approccio si appoggiava su quattro elementi.

• Ristabilire il metabolismo ossidativo. Il passo fondamentale consisteva nel riportare il potassio (K+) all’interno delle cellule, a scapito della presenza di sodio (Na+) in esse. Gerson riconobbe che era il potassio a giocare il ruolo cruciale nella gestione dell’ossidazione, della produzione di energia (ATP) e di conseguenza nel metabolismo di tutta la cellula. Lo stato del potassio influenza ogni singola cellula di ogni sistema dell’organismo, sistema immunitario compreso. Dato che ristabilire il metabolismo era uno dei passi principali verso la guarigione, questo aspetto divenne uno dei principali obiettivi della terapia.

• Avviare e sostenere l’infiammazione terapeutica. Il meccanismo assicurava la digestione parenterale del tessuto neoplastico. Si tratta di un importantissimo fattore per valutare i progressi ottenuti che, una volta avviato, indica la crescita della resistenza dell’organismo e il calo della resistenza (del tumore).

• Attivare il fegato per eliminare il tessuto neoplastico e le tossine in circolo. Di importanza cruciale era la capacit. del fegato di disintossicare l’organismo. Il dottor Gerson stabil. che, se la velocità con cui le cellule espellono le tossine supera quella con cui il fegato riesce a eliminarle dall’organismo, allora il paziente può andare incontro a un peggioramento delle sue condizioni e di quelle del fegato. Diventa allora un punto fondamentale della terapia riuscire a valutare la capacità del fegato di smaltire le tossine, in modo da assicurarsi un’eliminazione senza rischi e alla velocit. richiesta dalla malattia cronica.

• Rigenerare i tessuti (struttura e funzione). Gerson constatò che, per completare la cura, era essenziale dedicare un periodo alla rigenerazione dei tessuti. Aveva osservato infatti che anche quando l’organismo si è liberato di tutte le masse tumorali e il paziente si sente “pulito”, senza un adeguato periodo dedicato alla rigenerazione i rischi di recidiva sono molto alti.

Scopri il libro di Kathryn Alexander sul Metodo Gerson

Il Metodo Gerson: la Nutrizione per Guarire - Libro
Manuale per la cura del paziente con protocolli terapeutici
Kathryn Alexander


mercoledì 24 maggio 2017

Qi Gong anti-cancro: un metodo di terapia olistica




Qi Gong anti-cancro: un metodo di terapia olistica
che sta dando risultati nella cura integrata delle malattie croniche e dei tumori

Scritto da: Uta Feiler e Christine Lanz

Medicina Non Convenzionale



Qi Gong anti-cancro: un metodo di terapia olistica che sta dando risultati nella cura integrata delle malattie croniche e dei tumori
Da alcuni decenni si sta diffondendo silenziosamente in Europa una pratica corporea che affonda le sue radici nell'antico qi gong taoista cinese. Una versione particolare di questa nota pratica riscoperta negli anni Settanta del secolo scorso, il Guolin qi gong, si sta infatti rivelando di importanza notevole nella cura delle malattie croniche e del cancro, anche in approccio integrato con le terapie convenzionale.

Dalla Cina, attraverso la Germania, insegnanti e pazienti stanno lentamente, ma con entusiasmo, apprezzando i risultati di questo approccio. Fioriscono così i libri sul tema e le testimonianze di guarigione. Vediamo un più da vicino in cosa consiste, quali sono le sue origini e le possibilità di guarigione che offre.

Che cos’è Guolin qi gong

Il Guolin è una delle forme di qi gong medico più importanti nella terapia dei tumori e delle malattie croniche. Per questo motivo viene anche definito il cosiddetto “qi gong anti-cancro”.

Questo metodo è stato sviluppato dalla professoressa dell’Istituto di Belle Arti di Pechino e pittrice Guo Lin, nata nel 1909 nella provincia del Guang Dong. A questa donna era stato diagnosticato un tumore all'utero che, dopo sei operazioni chirurgiche e conseguenti recidive con metastasi, venne ritenuto inguaribile dalla medicina ufficiale.

Guo Lin cominciò allora a sviluppare le pratiche di qi gong che suo nonno, un praticante taoista, le aveva insegnato quando lei era bambina. Questo percorso di riscoperta la portò alla ricerca dei più grandi maestri viventi in ambito, dai quali imparò tecniche millenarie, osservando e sperimentando su se stessa gli effetti delle pratiche di questa antichissima disciplina.

Ella guarì piuttosto rapidamente e questo successo la condusse, nel 1971, a trasmettere la sua conoscenza alla gente comune che fosse interessata a imparare, praticando nei parchi di Pechino. Guo Lin morì nel 1984 all'età di 75 anni per un ictus, senza che il tumore si fosse mai più ripresentato e lasciando un sapere significativo per la medicina: il Guolin qi gong.

Negli anni a seguire gli esercizi furono poi sviluppati e perfezionati ulteriormente da altri insegnanti. In Cina nacquero quindi dei circoli di Guolin, dove le persone praticavano insieme nei parchi. Oggi, a distanza di decenni, ci sono centri Guolin in tutto il mondo.

Il qi gong medico-terapeutico ha iniziato ad essere applicato in parallelo agli interventi della medicina convenzionale da circa trent'anni in paesi quali Canada, USA, Cina, Corea, Giappone, Australia e Malesia sia nella lotta contro i tumori sia in caso di altre malattie croniche.

Nel 1980, in Germania alcuni medici iniziarono a diffondere queste conoscenze. A partire dal 1989 la dottoressa Qi Duan Li, allieva della professoressa Guo Lin, ha introdotto negli ospedali tedeschi queste pratiche. In Italia questo metodo è purtroppo ancora poco diffuso.

Qi gong ed energia vitale.
Pratiche taoiste di lunga vita
Georges Charles

mercoledì 12 ottobre 2016

Processo alla Carne




Processo alla Carne

Tutto quello che non ci hanno mai detto sul rapporto tra cibo e cancro (e non solo)

di Franco Berrino, Pino Africano, Michele Emiliano



Un dialogo tra un magistrato e un esperto di salute, stilato come un rapporto processuale, un ragionamento a due sul cibo e sulla salute.

Un magistrato interroga, come «persona informata dei fatti», uno dei massimi esperti nel nostro Paese sullo stretto rapporto tra ciò che mangiamo e la nostra salute.

Secondo l'American Institute for Cancer Research, le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa 3 tumori su 10; per il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, il 30-40% dei tumori può essere evitato con una dieta più sana; per l'Airc il consumo di cibi di origine animale (e quindi l'assunzione eccessiva di grassi saturi e ferro in essi contenuti) è correlato all'aumento del colesterolo, dei livelli di insulina nel sangue, dell'infiammazione del tratto intestinale e del rischio di patologie e tumori; per l'Organizzazione Mondiale della Sanità è sufficiente introdurre un consumo sufficiente di frutta e verdura fresca al giorno per salvare ogni anno circa 3 milioni di vite.

Un libro molto originale, con due autori che non ti aspetti, e che si legge con passione: domande incalzanti e provocatorie, risposte chiare e sintetiche, di una logica stringente.

E alla fine le pillole della salute: in 130 secondi si leggono le cose essenziali da sapere.


 Indice

Prefazione

PRIMA PARTE - PROCESSO ALLA CARNE... E NON SOLO

Preliminari
Sulla carne
Sullo zucchero e altre scoperte
Epilogo
SECONDA PARTE - PILLOLE DI SALUTE

Ceravamo tanto amati
Vi amo tanto, da morire
Questo o quello, per me spari sono
Con una grande spiegazione di forze
Attenzione, contiene biscotti
Morì per cause occidentali
Elogio alle spalle curve
Cime tempestose
Con certezze tutte dimostrate
Ma ti orrendi conto?
Ghiotti di verità
Indice dei temi

Gli autori


Franco Berrino è medico, patologo, ed epidemiologo. Per molti anni ha lavorato all'Istituto Nazionale Tumori di Milano, dove ha coordinato il progetto DIANA, sulla relazione tra alimentazione e tumori (in particolare al seno).
I suoi studi hanno analizzato lo sviluppo dei tumori in Italia e in Europa, e in particolare il rapporto fra stile alimentare, livelli ormonali e successiva incidenza del cancro. Oggi promuove la corretta alimentazione come prezioso strumento per prevenire l'incidenza del cancro e delle sue recidive.
E soprattutto, da sempre, ha a cuore la salute delle donne e degli uomini.


Processo alla Carne - Libro >> https://goo.gl/SHkJT9
Tutto quello che non ci hanno mai detto sul rapporto tra cibo e cancro (e non solo)
Franco Berrino, Pino Africano, Michele Emiliano


giovedì 5 maggio 2016

Supera una Diagnosi da Paura





Supera una Diagnosi da Paura

Guarire il cancro con l’integrazione del lavoro emotivo e delle terapie complementari

di Sophie Ott



Descrizione

Scopri come affrontare il cancro con mente positiva e determinata!

Questo libro nasce dal mio desiderio di aiutare quante più persone possibile tra coloro che si trovano a confrontarsi con il cancro e si rivolge essenzialmente a:

    chi è in preda all’ansia perché gli è stato diagnosticato un cancro,
    chi vuole maggiori informazioni per superare il cancro

Si rivela anche utile per chi si ritrovi nella situazione di accompagnare una persona che vive questa esperienza.

Concepito come manuale pratico, il libro propone riflessioni e azioni concrete per iniziare il proprio cammino verso la guarigione. Quasi in ogni capitolo incontrerai una parte di spiegazioni accompagnata immediatamente da una parte pratica. Ho messo la parte pratica in evidenza così, se preferisci leggere prima tutte le spiegazioni per farti un’idea d’insieme, potrai tornare più semplicemente alla parte pratica.

Questo libro ti potrà accompagnare lungo il tuo percorso di guarigione. L’ho scritto perché fosse uno strumento molto pratico. Il percorso proposto dal libro puoi intraprenderlo anche da solo e appena possibile integrarlo a quello proposto dal tuo medico e da tutte le figure terapeutiche alle quali puoi decidere di rivolgerti.

In questo libro, prima di tutto ci soffermeremo sull'attitudine con cui vivi la diagnosi, troverai delle informazioni e dei suggerimenti per affrontare questa situazione con serenità, senza paura.

Questo libro non è un libro di Verità, ma un libro di Realtà. Non importa che tipo di cancro hai e a quale stadio di avanzamento è. L’importante è il tuo desiderio di guarire, la tua apertura a fare l’esperienza, a porti delle domande e il tuo coraggio a metterti in gioco.

In questo libro scoprirai:

    come superare lo shock della diagnosi (di cancro)
    come rinforzare la tua parte sana per guarire
    come rinforzare la tua vitalità per guarire
    come agire alla radice capendo i meccanismi di creazione della malattia (del cancro)
    azioni semplici per fare del tuo corpo un alleato competente per una guarigione profonda
    (un modo di creare) la tua strategia di guarigione personalizzata.

Un libro unico nel suo genere.
Uno strumento eccezionale per affrontare con coraggio una diagnosi di tumore.


Leggi un estratto dal libro di Sophie Ott "Supera una Diagnosi da Paura"

Presentazione dell'opera - Supera una Diagnosi da Paura - Libro di Sophie Ott

Questo libro nasce dal mio desiderio di aiutare quante più persone possibile tra coloro che si trovano a confrontarsi con il cancro.

Da un po' era presente in me il desiderio di scrivere un libro ma, presa dal mio quotidiano e dalla "battaglia" sul campo, rimandavo.

Un giorno una e-mail ha fatto traboccare il vaso. Diceva più o meno questo: "A metà dicembre è stato diagnosticato a mio padre un cancro, il problema è che con le vacanze di Natale non si trova un medico disponibile. Siamo smarriti, non sappiamo cosa fare e l'attesa è insopportabile. Non abbiamo osato dire la verità a mio padre: non sopravvivrebbe!".

Il giorno dopo mi sono svegliata con le parole che "spingevano" per uscire ed essere scritte.

Questo libro si rivolge essenzialmente a:

    chi è in preda all'ansia perché gli è stato diagnosticato un cancro;
    chi desidera maggiori informazioni, e soprattutto un supporto, per superare una diagnosi tanto pesante.

Si rivela anche utile per chi si ritrova nella situazione di accompagnare una persona che vive questa esperienza.

Concepito come manuale pratico, il testo propone riflessioni e azioni concrete per iniziare il proprio cammino verso la guarigione. Quasi in ogni capitolo incontrerai una parte teorica accompagnata immediatamente da una pratica (veri e propri esercizi da mettere in atto). Ho messo la seconda in evidenza così, se preferisci leggere prima tutte le spiegazioni per farti un'idea d'insieme, potrai tornare più semplicemente soltanto alla sezione degli esercizi.

Questo libro potrà accompagnarti lungo il percorso di guarigione. L'ho scritto perché fosse uno strumento molto pratico. L'obiettivo è guidarti passo dopo passo alla scoperta del tuo corpo, della sua "competenza" e dei modi di sostenerlo per facilitarne il completo ristabilimento.

Il vantaggio è che con il libro non ci sono limiti di disponibilità, come orari di visita, liste d'attesa, periodi di ferie o costi! Ciò che ti propongo puoi intraprenderlo anche da solo e, appena possibile, integrarlo con quanto indicato dal tuo medico e da tutte le figure terapeutiche alle quali puoi decidere di rivolgerti.

Questo libro non è un libro di Verità, ma un libro di Realtà. L'ho scritto per dare il mio contributo come medico al tuo percorso di cura e di guarigione.

Penso che l'ignoranza sia in gran parte responsabile della paura che abbiamo della malattia e particolarmente del cancro. Per questo voglio ricordarti qualche informazione secondo me utile. Mi sono già permessa di darti del "tu"; decido di parlarti come a una persona cui voglio bene, come un amico o una sorella, come un essere umano, quale sono, a un altro essere umano, quale sei tu. Scelgo la semplicità per rivolgermi a te.

So che la paura e l'ansia diminuiscono le nostre capacità di comprensione e che in questo momento hai bisogno di informazioni concrete e non di tanta teoria. Cercherò di non "perdermi in chiacchiere"...

Il mio obiettivo è che tu possa associare alla strategia puramente medica (convenzionale), una più energetica, emozionale e mentale, che verrà a sostenere e potenziare i benefici delle terapie, oltre a ridurre gli effetti collaterali e rinforzare la tua parte sana.

Non importa che tipo di cancro hai e a quale stadio di avanzamento è. Non hai bisogno di essere un esperto di medicine complementari o un patito di sviluppo personale perché ti sia utile questo libro. L'importante è il tuo desiderio di guarire, la tua apertura a fare l'esperienza, a porti delle domande e avere il coraggio di metterti in gioco.

Prima di tutto ci soffermeremo sull'importanza del modo in cui vivi questa diagnosi e ti darò delle informazioni e dei suggerimenti per affrontare la situazione nel modo meno drammatico possibile.

In un secondo tempo parleremo dell'importanza del tuo livello di vitalità e ti suggerirò una serie di azioni finalizzate ad accrescerlo. Questo ci darà l'opportunità di elencare i diversi modi possibili di lavorare su questo livello di vitalità e analizzeremo le differenti terapie complementari e i loro obiettivi principali.

In seguito, ti proporrò un altro modo di vedere la malattia che non rimette in causa la competenza del corpo. Capiremo l'importanza del tuo livello di stress emozionale, andremo alla scoperta delle tue ferite emozionali personali e genealogiche, che possono influenzare oggi il tuo stato di salute. Ti darò strumenti per rimarginare queste ferite, il tutto per curare il tuo corpo ma anche la tua vita, per una guarigione profonda e duratura.

Per finire, ti proporrò di proiettarti nel futuro, per crearlo come tu desideri.

Voglio subito dirti che ho poche risposte per te, mentre ho tante domande. Domande che ti permetteranno di tirar fuori le tue risposte per trovare la tua strada di guarigione. Sei tu che ti sei ammalato, dunque la risposta ai "perché" e ai "come" è dentro di te.

In questo libro ti darò dei suggerimenti, ti inviterò a delle riflessioni, ti proporrò delle azioni. Fra tutti i suggerimenti, potrai scegliere cosa è più idoneo per la tua indole, ma anche in relazione a quello che è a tua portata di mano.

Le proposte che ti farò sono molto semplici, addirittura ti potranno sembrare troppo semplici in confronto a una diagnosi di cancro. Prima di fermarti su quest'opinione, però, e abbandonare il libro, ti invito a farne l'esperienza e valutare gli effetti su di te. Sfruttiamo il vantaggio rappresentato dal fatto che queste azioni sono semplici per metterle in pratica!

Nel mio quotidiano professionale osservo (ancora a volte con stupore) che piccole azioni compiute con costanza e semplicità possono sconvolgere un destino apparentemente già tracciato.

Nel momento in cui agisci diversamente, cambiano i risultati. Ovviamente, solo se eseguirai gli esercizi sfrutterai al massimo il potenziale di questo libro. Ti propongo di fare quello che puoi nel modo in cui puoi: sarà sempre meglio di niente. Rispetta i tuoi ritmi, riconosci il valore delle tue azioni; non è obbligatorio fare tutto, sempre e al massimo perché sia utile.

Mi raccomando, fai quello che puoi ogni giorno. Fai con quello che hai e con ciò che sei: non aspettare di essere nelle condizioni ideali per iniziare ad agire. Non attendere di poter fare il massimo. Se oggi puoi fare solo il 50%, fai quello; se domani potrai fare il 15%, farai il 15%, e se dopodomani potrai fare il 75%, farai il 75%, e così via; anche l'1% ha valore.

Sono informazioni che ti darei in un percorso di sedute individuali, conferenze o seminari. Non pensare però che questo testo sostituisca un iter con i tuoi medici di fiducia; può invece integrarsi benissimo con ogni terapia che sceglierai di seguire.

Il mio intento è che esso sia fonte di chiarezza, semplicità, realtà, coraggio, determinazione, verità, consapevolezza, vitalità, gioia, ispirazione.

Il mio desiderio è che tu venga a bere a questa fonte quando e quanto ti pare. Non c'è rischio di sovradosaggio, né di effetti collaterali negativi. Aprilo ogni volta che ti pare, sfruttalo, rovinalo a forza di leggerlo. E' tuo.

Buon percorso!


Indice

Presentazione personale

Presentazione dell’opera

Avvertenza

Prima Parte
Pronto soccorso emozionale

1. Ti è stato diagnosticato un cancro?

    Calma!
    Agire piuttosto che reagire
    Queste cellule strane
    Cura i tuoi pensieri
    Esercizio 1 - Scopri la forza del dialogo interiore
    Esercizio 2 - Diventa padrone del tuo dialogo interiore

Seconda Parte
Capire e agire

2. Perché a me?

    Perché ti è stato diagnosticato un cancro
    Diagnosi precoce

3. Il livello di vitalità

    L’importanza del nostro livello di vitalità
    Modi per alzare il tuo livello di vitalità
    Esercizio 3 - Consapevolezza?
    Esercizio 4 - Fai il pieno di gratitudine
    Modi per evitare di abbassare il tuo livello di vitalità
    Esercizio 5 - Paure vs desideri
    Esercizio 6 - Attaccamento e accettazione

4. Il vissuto

    Oltre la lotta, l’apertura alla comprensione
    Esercizio 7 - I punti salienti della tua storia
    Un nuovo paradigma
    Lo stress, questo “amico incompreso”
    Perché lo stress si alza così tanto?
    Esercizio 8 - Che cosa faresti
    Esercizio 9 - Fai il primo passo
    Esercizio 10 - Verifica lo stato delle tue ferite personali
    Ferite genealogiche
    Esercizio 11 - Confronto con la tua genealogia
    La biopsicologia
    Esercizio 12 - Apertura alla comprensione
    Perché ti sei ammalato in questo periodo?
    Esercizio 13 - Date ed età anniversario
    Richiesta di un cambiamento

Terza Parte
Vivere

5. Preparati un futuro

    Esercizio 14 - Scopri i sabotatori interni
    Esercizio 15 - Voglio vivere perché...
    Esercizio 16 - Visualizza il tuo futuro migliore

6. Strategia

1) Fai il punto della situazione
2) Cura il tuo dialogo interiore
3) Cura il tuo livello di vitalità
4) Cura le tue ferite
5) Organizza la tua squadra di sostegno
6) Preparati un futuro
7) Goditi la vita appena c’è un’opportunità

Domande frequenti, obiezioni e riflessioni

Conclusione

Suggerimenti di lettura

Ringraziamenti

L’autrice


Supera una Diagnosi da Paura - Libro >>> http://goo.gl/8OaaQa
Guarire il cancro con l’integrazione del lavoro emotivo e delle terapie complementari
Sophie Ott