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martedì 4 aprile 2017

Coscienza oltre la Vita




Coscienza oltre la Vita

La scienza delle esperienze di premorte

del Dr. Pim Van Lommel



Il primo libro che affronta il tema della vita oltre la morte in maniera sistematica e scientifica, un documento importante firmato da un importante cardiologo!

La coscienza sopravvive o no alla morte?

Un cardiologo di fama internazionale ci illustra le sue strabilianti ricerche.

Proseguendo l’eccezionale percorso intrapreso da Raymond Moody, Jeffrey Long e altri, eccoci di fronte al mistero della vita dopo la vita indagato da una mente scientifica, dalla formazione solidissima e dal metodo inattaccabile, ma aperta ai risultati più sconvolgenti.

Una lettura che fa pensare, documentatissima e ricca di casistica.


Le NDE in ospedale - Estratto da "Coscienza oltre la Vita"

Leggi in anteprima un estratto dal libro del dottor Pim van Lommel e scopri quali sono le sue ricerche da cardiologo esperto sulle esperienze di pre-morte

La prima unità coronarica negli ospedali olandesi venne aperta nel 1966, dopo che il massaggio cardiaco esterno, la somministrazione di ossigeno e la defibrillazione si erano dimostrate efficaci nel trattamento dei pazienti in arresto cardiaco.

L'arresto cardiaco era e rimane la causa di morte più comune nei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto: negli Stati Uniti per questo motivo muore una persona al minuto, in Inghilterra ne muore una ogni due.

Con l'introduzione delle moderne tecniche di rianimazione e la creazione delle unità coronariche, il tasso di mortalità, in conseguenza di un arresto cardiaco, si è bruscamente ridotto e, ai giorni nostri, non è insolito che i pazienti sopravvivano.

Cosa accade durante un arresto cardiaco?

Quando lavoravo come cardiologo, mi confrontavo con la morte quasi ogni giorno.

Anche se non avevo mai dimenticato il paziente rianimato nel 1969, e i suoi ricordi del periodo in cui era rimasto in arresto cardiaco, non avevo mai approfondito questa esperienza.

Tutto però cambiò nel 1986, quando lessi un libro sulle NDE (Near-Death Experience) scritto da George Ritchie, intitolato Return Front Tomorrow ("Ritorno dal domani", N.d.T.). Nel 1943, quando era ancora uno studente di medicina, si era ammalato di polmonite doppia e aveva sperimentato un periodo di morte clinica. In quel tempo l'impiego degli antibiotici come la penicillina non era ancora diffuso.

In seguito a un episodio dì febbre molto elevata e a un'estrema costipazione polmonare, egli era "trapassato": aveva smesso di respirare e anche il suo polso si era fermato. Era stato pertanto dichiarato morto da un medico e coperto con un lenzuolo.

Ma un infermiere, che era rimasto molto scosso dalla morte di quel giovane studente di medicina, era riuscito a convincere il dottore a praticargli un'iniezione intratoracica di adrenalina: una procedura assolutamente insolita in quei giorni.

Dopo essere rimasto "morto" per più di nove minuti, George Ritchie era ritornato cosciente, con immenso stupore del dottore e dell'infermiere. Era emerso in seguito che, durante il suo periodo di incoscienza, quello in cui era stato dichiarato morto, aveva avuto un'esperienza estremamente intensa dì cui ricordava moltissimi dettagli.

Sulle prime non era riuscito a parlarne, anche perché era rimasto molto turbato. Ma, successivamente, aveva scritto un libro che parlava dì quanto gli era accaduto in quei nove minuti. Dopo essersi specializzato in psichiatria, Ritchie iniziò a condividere le sue esperienze tenendo conferenze per gli studenti di medicina. Uno degli studenti che frequentavano queste conferenze era Raymond Moody. Moody rimase così affascinato da questa storia che iniziò a condurre ricerche sulle esperienze vissute in situazioni di morte imminente. Nel 1975 scrisse il libro Life After-Life ("La vita oltre la vita"), che divenne un best seller mondiale. In questo libro egli utilizzò per primo il termine Near-Death Experìence (NDE): esperienza di premorte.;

Dopo aver letto il libro di Ritchie, ho iniziato a chiedermi in che modo qualcuno potesse sperimentare uno stato di coscienza durante un arresto cardiaco e se questo fosse un evento comune. Così nel 1986 iniziai a chiedere sistematicamente a tutti i miei pazienti ambulatoriali, a cui era successo di essere riportati in vita, se avessero ricordi legati al loro arresto cardiaco. Fui molto sorpreso di sentire, nell'arco di due anni, ben dodici racconti di esperienze simili verificatesi tra più di cinquanta sopravvissuti a un arresto cardiaco. Da quella prima volta nel 1969 non avevo udito nessun altro racconto del genere: sia perché non avevo mai indagato fino ad allora queste esperienze, sia perché non ero mentalmente pronto a considerarle possibili.;

Ma tutti quei racconti, che adesso stavo ascoltando, suscitarono la mia curiosità. Dopo tutto, le conoscenze mediche ordinarie sostengono che è impossibile che la coscienza possa essere mantenuta una volta che il cuore ha cessato di battere.

Durante l'arresto cardiaco i pazienti sono clinicamente morti. La morte clinica è definita come un periodo d'incoscienza determinato dalla mancanza di ossigeno nel cervello perché o la circolazione o il respiro, o entrambi, si sono fermati. Se non vengono subito iniziate le manovre rianimatorie, le cellule cerebrali andranno incontro, nell'arco di cinque-dieci minuti, a un danno irreparabile e il paziente quasi sempre morirà, anche se l'attività cardiaca si riprendesse successivamente.

Domande sulla funzione cerebrale e sulla coscienza

La molla di tutto fu per me la curiosità: fu questa che mi spinse a porre domande, a cercare di spiegare la correlazione tra i fatti oggettivi e le esperienze soggettive.

Approfondendo le esperienze di premorte sentii sorgere in me un bel numero di quesiti fondamentali. Una NDE è uno speciale stato di coscienza che si verifica durante un periodo di imminente o di effettiva morte fisica, psicologica ed emozionale. Come e perché avviene una NDE? Cosa può causare il verificarsi di una NDE? Come può una NDE cambiare in modo così profondo la vita di alcune persone?

Non potevo accettare le risposte che venivano date a queste domande perché mi sembravano incomplete, imprecise o prive di fondamento. Nell'ambiente accademico in cui ero cresciuto mi era stato insegnato che c'è una spiegazione materialista e riduzionista per qualsiasi cosa. E fino a quel momento l'aveva sempre accettata come una verità inconfutabile.

Dopo essermi immerso negli aspetti personali, psicologici, sociali e scientifici delle NDE, ho scoperto che anche altre domande, che si sentono spesso porre, erano diventate importanti per me: chi sono io? Perché sono qui? Qual è l'origine della mia vita? Quando e come finirà la mia vita? E cosa significa la morte per me? La mia vita continuerà dopo la morte?

In tutti i tempi e in tutte le culture e durante ogni fase della vita - tra cui la nascita di un bimbo o di un nipotino, la morte di qualche persona cara o altri importanti momenti di crisi - queste domande essenziali vengono poste ripetutamente. Probabilmente ve le siete già poste anche voi. Eppure, raramente riceviamo risposte soddisfacenti. Qualunque cosa accada nelle nostre vite - sia che andiamo incontro a successi o a delusioni, e indipendentemente da quanto siano grandi la fama, il potere o le ricchezze che abbiamo raggiunto - non possiamo sfuggire alla morte. Ogni cosa che raccogliamo attorno a noi perirà in un futuro non troppo lontano. La nascita e la morte sono realtà di ogni singolo istante delle nostre vite, perché i nostri corpi subiscono un costante processo di morte e rinnovamento.

Alcuni scienziati non credono alle domande a cui non si può rispondere, ma credono a domande che vengono formulate in modo improprio. Nel 2005 la rivista Science pubblicò uno speciale numero anniversario in cui venivano poste 125 domande a cui gli scienziati fino a quel momento non erano riusciti a dare una risposta. La più importante era: «Di che cosa è fatto l'universo?» Seguita da: «Quali sono le basi biologiche della coscienza?» Mi piacerebbe riformulare questa seconda domanda nel modo seguente: «La coscienza ha una base biologica?» Possiamo anche distinguere tra aspetti temporanei e aspetti non legati al tempo della nostra coscienza. Questo fa sorgere le seguenti domande: «E possibile parlare di un inizio della nostra coscienza? E la nostra coscienza avrà mai fine?»

Per rispondere a queste domande, dobbiamo comprendere meglio la relazione tra la funzione cerebrale e la coscienza. Dobbiamo scoprire se esistono indicazioni che la coscienza sia presente durante il sonno, l'anestesia generale, il coma, la morte cerebrale, la morte clinica, il processo del morire e, infine, dopo che la morte è stata confermata. Se la risposta a qualcuna di queste domande è sì, dobbiamo cercare di trovare delle spiegazioni scientifiche e analizzare la relazione tra la funzione cerebrale e la coscienza in queste situazioni. Ciò solleva una serie di altre domande che troveranno risposta in questo libro:

Dove sono quando dormo? Posso essere consapevole di qualcosa mentre dormo?

Esistono indizi della presenza di coscienza durante l'anestesia generale. Come è possibile che alcuni pazienti in anestesia generale possano più tardi descrivere con precisione cosa è stato detto o addirittura cosa è stato fatto, in genere nel momento in cui sono insorte delle complicazioni durante l'operazione?

Possiamo parlare di coscienza quando una persona è in coma?

Un articolo recente su Science ha avuto come soggetto l'evidenza scientifica della presenza di coscienza in una paziente in stato di coma vegetativo. Questa è una forma di coma in cui sono conservati sia il respiro spontaneo che i riflessi del tronco encefalico. Test cerebrali hanno evidenziato che, quando a questa paziente veniva suggerito di immaginare alcune attività, come giocare a tennis o muoversi per casa, i monitor rilevavano cambiamenti identici a quelli che si verificavano in volontari sani a cui venivano date le stesse istruzioni.

Questo significa che i cambiamenti rilevati potevano essere spiegati solo assumendo che questa paziente, nonostante il suo stato vegetativo, non solo comprendesse le istruzioni verbali, ma anche le portasse a compimento. La ricerca ha dimostrato che questa paziente in coma era consapevole di se stessa e di ciò che aveva intorno, ma che il suo danno cerebrale le impediva di comunicare direttamente al mondo circostante i suoi pensieri e le sue emozioni. Nel suo libro Uit coma ("Fuori dal coma"), Alison Korthals Altes descrive anche di aver visto lo staff medico e la sua famiglia dentro e attorno all'unità di cure intensive durante il coma, durato tre settimane, conseguente a un grave incidente stradale.

Possiamo ancora parlare di coscienza quando una persona è stata dichiarata in stato di morte cerebrale?

Nel suo libro Droomvlucht in coma ("Sogno di volo in coma"), Jan Kerkhoffs ci parla della sua esperienza di coscienza dopo che i neurologi avevano dichiarato la sua morte cerebrale a seguito di complicazioni occorse durante un intervento di chirurgia cerebrale. Solo grazie al fatto che la sua famiglia si era rifiutata di donare i suoi organi, Jan ha potuto scrivere delle sue esperienze, perché, tra 10 stupore generale, ha ripreso conoscenza dopo tre settimane passate in coma.

La morte cerebrale davvero equivale alla morte, o segna invece l'inizio di un "processo del morire" che può durare ore o giorni? Che cosa accade alla nostra coscienza durante questo processo?

La morte clinica equivale alla perdita di coscienza? Molti racconti di NDE presentati in questo libro suggeriscono che durante un arresto cardiaco, cioè durante un periodo di morte clinica, le persone possono trovarsi in uno stato di coscienza eccezionalmente lucida.

Possiamo ancora parlare dì coscienza quando una persona viene "dichiarata morta" e il suo corpo è freddo?

Approfondirò questa domanda in seguito.

C'è ancora coscienza dopo la morte?

Possono le ricerche sulle NDE darci una qualche informazione su cosa accade alla coscienza quando una persona viene dichiarata morta? Dobbiamo cominciare esplorando le risposte alle domande: si può sperimentare la coscienza dopo la morte? E se sì, come? Come possiamo investigare su cosa accade alla nostra coscienza quando siamo morti? Da dove vengono le nostre idee sulla morte? Perché vogliamo sapere di più sulla morte, e sul significato di essere morti?

Il confronto con la morte solleva domande pressanti, perché la morte resta un tabù nella nostra società. Pure è normale che la gente muoia ogni giorno. Oggi circa 6.925 persone moriranno negli USA (375 in Olanda e 1.400 nel Regno Unito), mentre voi state leggendo questo libro. Questo significa che ogni anno muoiono negli USA più di 2.530.00 persone (155.000 in Olanda e 509.000 nel Regno Unito). Nel mondo, ogni anno muoiono più di 70.000.000 di persone. Tuttavia, poiché il tasso di natalità globale supera il tasso di mortalità, la popolazione mondiale continua ad aumentare. In media, negli USA ogni giorno nascono circa 11.000 bambini (515 in Olanda e 1.600 nel Regno Unito). Morire è normale quanto nascere. Eppure la morte è stata bandita dalla nostra società. Le persone muoiono sempre più in ospedale e nelle case di cura, anche se c'è una crescente preferenza di morire in casa o in un hospice.

Cos'è la morte, cosa è la vita, e cosa accade quando sono morto? Perché le persone sono così spaventate dalla morte? Di sicuro la morte può essere un sollievo dopo una malattia dolorosa. Perché i medici spesso percepiscono la morte di un paziente come un fallimento da parte loro? Perché un paziente "perde" la sua vita? Perché alle persone non è più permesso semplicemente di morire per una malattia grave e ormai terminale e invece vengono ventilate e alimentate artificialmente attraverso tubi e flebo? Perché alcune "persone negli stadi finali di una grave malattia tumorale scelgono la chemioterapia, che può prolungare per un po' la vita, ma che sicuramente ne riduce la qualità? Perché il nostro primo impulso è quello di prolungare la vita e posticipare la morte a tutti i costi? E la paura della morte a causare questo? E la paura nasce dall'ignoranza di cosa la morte potrebbe essere? Le nostre idee riguardo la morte sono assolutamente esatte? La morte è davvero la fine di tutto?

Anche nei corsi universitari di Medicina si presta scarsa attenzione a quello che potrebbe essere la morte. Al momento della laurea, i dottori perlopiù non hanno mai preso seriamente in considerazione la morte. Durante la vita nel nostro corpo muoiono 500.000 cellule ogni secondo, 30 milioni ogni minuto e 50 miliardi ogni giorno. Queste cellule vengono completamente rimpiazzate nelle 24 ore e, in questo modo, una persona ha un corpo completamente nuovo ogni due anni. La morte cellulare non coincide pertanto con la morte fisica.

Nel corso della vita, i nostri corpi cambiano costantemente da un secondo all'altro. Eppure noi non lo sentiamo e non ce ne accorgiamo. Come possiamo spiegare la continuità di questo corpo che cambia costantemente? Le cellule possono essere paragonate ai mattoni di una casa, ma chi progetta, pianifica e coordina la costruzione della casa? Non i mattoni stessi. Perciò la domanda ovvia è: come si può spiegare la costruzione e l'organizzazione di un corpo che è in continuo cambiamento da un secondo all'altro? Tutti i corpi, a livello biochimico e fisiologico, funzionano allo stesso modo, eppure tutte le persone sono diverse. La causa di questa diversità non è solo fisica. Le persone hanno caratteri, sentimenti, umori, livelli di intelligenza, interessi, idee e necessità differenti. La coscienza svolge un ruolo fondamentale in questa differenza. E qui sorge la domanda: noi esseri umani "siamo" i nostri corpi oppure "possediamo" i nostri corpi?

Più del 50% della popolazione olandese è convinta che la morte sia la fine di tutto. Queste persone credono che la morte del corpo segni la fine delle nostre identità, dei nostri pensieri, dei nostri ricordi, e che la morte sia la fine della nostra coscienza. In opposizione, una percentuale tra il 40 e il 50% degli olandesi crede in una qualche forma di vita dopo la morte. Negli USA tra il 72 (il 67% dei maschi e il 76% delle femmine) e il 74% delle persone crede nella vita dopo la morte. Nel Regno Unito circa il 58% ci crede. Eppure molte persone non si chiedono mai se le loro idee sulla morte sono davvero corrette, fino a che non si trovano a confrontarsi con il pensiero della propria morte in conseguenza di un lutto, o di un brutto incidente, o di una grave malattia che abbia interessato o un loro congiunto o qualche loro amico intimo.

Studiando tutto quello che è stato pensato o scritto sulla morte nella storia - in tutti i tempi, le culture e le religioni- possiamo essere in grado di formarci un quadro della morte diverso e migliore. Ma lo stesso può essere raggiunto studiando le recenti ricerche scientifiche sulle NDE. L'evidenza ha dimostrato che la maggior parte delle persone perde ogni paura della morte dopo una NDE. Una tale esperienza insegna loro che la morte non è la fine di tutto e che la vita prosegue in un modo o in un altro. Un paziente mi ha scritto dopo la sua NDE: «Io non sono qualificato per discutere di una cosa che può essere provata solo dalla morte. Tuttavia, per me personalmente questa esperienza è stata decisiva nel convincermi che la coscienza sopravvive alla sepoltura. La morte mi si è dimostrata non essere la morte, ma un'altra forma di vita».

Secondo le persone che hanno avuto una NDE, la morte non è altro che un diverso modo di vivere, con una coscienza aumentata e più ampia, coscienza che è dovunque contemporaneamente perché non è più legata a un corpo.


Indice

Introduzione

Capitolo 1 - Un'esperienza di premorte (NDE) e il suo impatto sulla vita
Capitolo 2 - Che cos'è un NDE?
Capitolo 3 - Cambiato da una NDE
Capitolo 4 - NDE nell'infanzia
Capitolo 5 - Non c'è niente di nuovo sotto il sole
Capitolo 6 - Ricerche sulle NDE
Capitolo 7 - Lo studio olandese sulle NDE
Capitolo 8 - Cosa accade al cervello quando il nostro cuore si ferma improvvisamente?
Capitolo 9 - Cosa sappiamo della funzione celebrale?
Capitolo 10 - Fisica quantistica e coscienza
Capitolo 11 - Il cervello e la coscienza
Capitolo 12 - La continuità del corpo in mutamento
Capitolo 13 - La coscienza infinita
Capitolo 14 - Alcune implicazioni degli studi sulle NDE
Capitolo 15 - Epilogo
Appendice

Glossario

Bibliografia

Ringraziamenti

Autore


Pim van Lommel, cardiologo olandese, ha iniziato il proprio percorso di ricerca sulle NDE (Near-Death Experiences, o esperienze di premorte) dopo avere notato la quantità di pazienti che, dopo un infarto, dichiaravano di avere avuto visioni dell’aldilà.
Nel 2001 ha pubblicato il primo e celeberrimo studio sulle NDE su The Lancet (una delle più prestigiose riviste mediche internazionali), grazie al quale è diventato il faro per chiunque sia interessato a indagare questo tema da una prospettiva scientifica.


Coscienza oltre la Vita - Libro >> https://goo.gl/hRuk83
La scienza delle esperienze di premorte
Dr. Pim Van Lommel

venerdì 7 agosto 2015

Esperienze di premorte e fisica quantistica

Esperienze di premorte e fisica quantistica

La Fisica Quantistica ci viene incontro nel fornire delle solide basi teoriche ai fenomeni che intercorrono nelle esperienze di premorte

di Francesco Albanese - 06/08/2015



Esperienze di premorte e fisica quantistica

La teoria centrale della sopravvivenza alla morte ruota attorno al concetto di memoria quantica (Goswami, 2011). L’idea è che parte della nostra memoria sia non locale, vale a dire che non risieda localmente nel cervello, ma in “un luogo” privo di spazio-tempo. L’antico termine sanscrito per questo “luogo” è Akasha, quello più moderno è Campo Quantistico, quello più metafisico è Coscienza. Secondo la filosofia dell’idealismo monista (Goswami e altri, 1993), è la Coscienza la base di tutta l’esistenza, non la materia: sia il mondo materiale che quello mentale emergono dalla Coscienza. La Coscienza perciò non è un epifenomeno del cervello, ma quella base dell’esistenza che contiene tutte le possibilità di manifestazione (di ciò che è mentale e di ciò che è materiale), incluso il cervello stesso (Goswami, 2011). Non è allora il cervello a creare la Coscienza, in quella catena di causalità verso l’alto in cui crede la Scienza dualistica, secondo la quale le particelle subatomiche e le loro interazioni creano l’atomo, insiemi di atomi creano le mole-cole, insiemi di molecole formano le cellule, alcune delle quali sono neuroni, collettività di neuroni costituiscono il cervello e il cervello genera i processi mentali, tra cui la Coscienza (Goswami, 2004). Il cervello non può creare la Coscienza, perché è solo un oggetto. E dato che, nell’ottica della fisica quantistica, gli oggetti sono solo onde di probabilità che “si materializzano” nel momento in cui con l’osservazione facciamo collassare una funzione d’onda, è più corretto dire che è la Coscienza a creare il cervello (Goswami, 2015).

In vita, la Coscienza trova un correlato neurofisiologico nei processi quantistici coerenti di strutture cerebrali chiamate microtubuli, processi che sembrano regolare l’attività delle membrane sinaptiche (Hameroff e Penrose, 2014). Con la morte, e la conseguente cessazione dell’attività cellulare, l’informazione legata ai processi quantistici dei microtubuli si libera, venendo meno l’associazione col corpo fisico. L’informazione non si disperde nel nulla, ma viene trasferita non localmente alla Coscienza. Se questo è ciò che possiamo chiamare anima, allora la nostra anima è costituita dello stesso tessuto con cui è fatto l’universo.

NDE e fisica quantistica

Lette attraverso le leggi che regolano il mondo dell’infinitesimamente piccolo, le esperienze caratteristiche delle NDE acquistano un significato diverso da quello di essere mere allucinazioni o meccanismi di difesa del cervello contro la paura:

la visione del proprio corpo dall’alto, o dalla prospettiva dei soccorritori, può essere spiegata dal principio di non località: il soccorritore guarda il corpo senza vita ed “acquisisce le informazioni” della scena, mentre la Coscienza fa collassare una realtà simile tra le tante possibili, in un fenomeno molto simile a quello della telepatia (Goswami, 2011);

dopo la morte si verifica una transizione della Coscienza dal mondo materiale, che opera a una velocità inferiore a quella della luce, a un mondo che opera ad una velocità maggiore, quello spirituale, o superluminale. È molto probabile che questa transizione produca un effetto tunnel (il tunnel descritto nei racconti), nel-lo stesso identico modo in cui sembra prodursi quello che gli astrofisici chiamano buco nero (Wolf, 1998);

l’assenza di spazio e di tempo è una caratteristica peculiare del Campo Quanti-stico/Coscienza. Il Campo anticipa lo spazio e il tempo, perché spazio e tempo emergono dal Campo. Pertanto “il ritorno” alla Coscienza, al di fuori della mate-ria, libera dal costrutto dello spazio e dal trascorrere del tempo;

l’assenza di spazio e di tempo che caratterizza il Campo Quantistico è anche la spiegazione più plausibile della capacità di comunicare istantaneamente e senza parole di cui racconta chi ha sperimentato una NDE. Nel Campo, la trasmissione di informazione non avviene nel modo tradizionale in cui siamo abituati a speri-mentarla ogni giorno, ma in maniera non locale. Quindi non vi è alcuna trasmis-sione di informazione, alcun passaggio diacronico da un punto ad un altro di qualche tipo di segnale in un determinato tempo. Piuttosto, ciò che si verifica è il cambiamento sincronico dello stato quantico delle particelle;

infine, la ricapitolazione della propria vita e l’accesso a una conoscenza assoluta equivalgono ad aver avuto accesso allo stesso campo di informazione che tutto con-tiene, che trascende ogni limite spazio-temporale, che collega non localmente ogni singola particella dell’Universo, in ogni luogo e in ogni tempo: il Campo Quantistico, o se preferiamo, l’Akasha.

Conclusioni

Assieme ai racconti delle vite passate acquisiti mediante ipnosi regressiva, Le esperienze di premorte sono una forte prova indiziaria del fatto che qualcosa sopravviva alla morte, sia che si voglia chiamare anima, spirito, o Coscienza. La Fisica Quantistica ci viene incontro nel fornire delle solide basi teoriche ai fenomeni che intercorrono nelle NDE, aprendo una concreta possibilità di lettura alternativa, rispetto a quella data negli ultimi tre secoli, da Cartesio in poi, e che ha trovato ascolto esclusivamente nella sfera della religione e della spiritualità. Anche in questo caso si parla di teorie, certo. E per questo si parla di prove indiziarie. Ma, allo stesso modo, di teorie si parla nel ritenere che la Coscienza non sia altro che il risultato di qualche scarica elettrica in una matassa di neuroni. La Scienza ha bisogno di risposte certe per poter costantemente demarcare i propri progressi, ma forse il progresso più grande sarebbe rappresentato dalla risposta sincera ad una sola domanda: “Se non sappiamo esattamente cosa la Coscienza sia, co-me possiamo parlare della sua morte?”

Bibliografia
Elsaesser-Valarino, E. (2014). Straordinarie Esperienze. Una breve saggio sulle esperienze transpersonali legate alla morte fisica. Barzanò: Edizioni Stazione Celeste.
Goswami, A. (2015). Comunicazione personale con l’autore. In “Dieci minuti con Amit Go-swami”. Intervista di Albanese, F. Varignana (BO): 29 Marzo 2015.
Su www.quanticamente.net/?p=132 e youtu.be/IjZoQ6yCuQo
Goswami, A. (2011). Physics of the soul. The Quantum Book of  Living, Dying, Reincarnation, and Immortality. Charlottesville, VA: Hampton Roads Publishing Company, 2013.
Goswami, A. (2004). The Quantum Doctor. A Quantum Physicist Explains the Healing Power of the Integrative Medicine. Charlottesville, VA: Hampton Roads Publishing Com-pany, 2011.
Goswami, A., Reed, R.E. e Goswami, M. (1993). The Self-Aware Universe. How Conscious-ness Creates the Material World. New York: Jeremy P. Tatcher/Putnam, 1995.
Hameroff, S. e Penrose, R. (2014). Consciousness in the universe. A review of the ‘Orch OR’ theory. Physics of Life Reviews, 11: 39–78
Laszlo, E. (2007). Science and the Akashic Field: An Integral Theory of Everything. Inner Tra-ditions; 2nd edition. Trad. it: La scienza e il campo akashico. Connessione e me-moria nel cosmo e nella coscienza: una teoria integrale del tutto. Milano: Urra, 2009.
Moody, R.A. (1976). Life after life. Investigation of a Phenomenon-Survival of Bodily Death. New York: Bantam. Trad. It.: La vita oltre la vita. Studi e rivelazioni sul fenome-no della sopravvivenza. Milano: Oscar Mondadori, 1977-2013.
Wolf, F.A. (1998). The Soul and Quantum Physics. In Rosen, E.J. (a cura di). Experiencing the Soul: Before Birth, During Life, After Death. Carlsbad, CA: Hays House, pp. 245-252

Francesco Albanese
Perché mi Capita? - Libro >> http://goo.gl/zmKBbP
Alla ricerca del senso nascosto della Vita
Editore: Editoriale Programma
Data pubblicazione: Settembre 2015
Formato: Libro - Pag 120 - 15 x 21 cm

Davide Vaccarin
NDE - Visioni Premorte >> http://goo.gl/ybaczo
Confine tra ignoto e scienza
Editore: Editoriale Programma
Data pubblicazione: Aprile 2011
Formato: Libro - Pag 192 - 14x21



giovedì 6 agosto 2015

Esperienze di premorte (NDE): anche la scienza inizia a parlarne

Esperienze di premorte (NDE): anche la scienza inizia a parlarne

Cosa sono le esperienze di premorte? Come possono essere classificate e spiegate? Vediamo come la scienza si approccia a questo fenomeno border line

di Francesco Albanese - 05/08/2015


Esperienze di premorte (NDE): anche la scienza inizia a parlarne

Cosa accade realmente dopo la morte? Dopo quell’istante che demarca il confine tra la vita e la non-vita? Tra l’esistenza della persona e la sua non-esistenza? Cosa accade dopo che il cuore ha dato il suo ultimo battito, e che l’ultima molecola di anidride car-bonica è stata spinta fuori dai polmoni? La medicina occidentale non ha dubbi: “dopo la morte, cessa irreversibilmente ogni funzione biologica dell’organismo, e prendono avvio i processi di autolisi e di decomposizione.” Quindi, dal momento della morte in poi, le cellule che costituiscono i vari tessuti dell’organismo vivente cominciano a staccarsi dai tessuti stessi e ad “autodigerirsi”, nella generale tendenza a ritornare a forme più semplici, meno organizzate, di materia.

Il punto di vista della medicina occidentale ci lascia però con la sensazione di esserci persi qualcosa per strada. Insomma, tutto il resto, dove è andato a finire? Dove è andata a finire la persona che amava passeggiare in riva al mare, che sorrideva davanti a un ge-sto gentile, o che scoppiava di rabbia quando qualcosa non andava come voleva? Che fine hanno fatto i suoi ricordi, i suoi gusti, le sue attitudini, le sue paure? In altre parole, che fine hanno fatto la sua personalità, la sua mente, la sua coscienza?

In linea di massima, ogni religione ci assicura che qualcosa sopravvive alla morte, un qualcosa che possiamo tout court chiamare anima. La scienza di matrice riduzionista, quella più organicista, tende invece a identificare la persona col suo cervello, e il cervello con la persona. Per questa scienza, tutti i fenomeni psichici sono un prodotto del cervello: è il cervello che crea i pensieri, è il cervello che crea i ricordi, è il cervello che crea le emozioni, è il cervello che crea la coscienza, e così via. Pertanto, morto il cervello, morta la persona, morta la coscienza (che è un po’ come dire che quando l’auto è parcheggia-ta non esiste più il guidatore…).

Questa impostazione, adottata dalla scienza figlia di Cartesio, deriva essenzialmente dall’aver applicato per secoli un modello dualistico-deterministico per la lettura e la comprensione del mondo. L’aver ampiamente provato che la stimolazione elettrica di specifiche aree cerebrali produce altrettanto specifici fenomeni psichici (ad esempio l’evocazione di ricordi, o di odori), e l’aver ripetutamente constatato che lesioni di specifiche aree portano alla perdita delle funzioni del corpo da esse controllate (ad esempio la vista, o il movimento), ha portato alla conclusione che siano le stesse aree cerebrali a produrre i fenomeni e le funzioni.

Ancora oggi si cade nello stesso equivoco, e si continua a ricercare, adesso con sofisticati sistemi di rilevazione come la PET o la fRMI, quale sia l’area cerebrale dell’amore, o della morale, o addirittura della coscienza, e così via. Ma il fatto che con tecniche di neuroimaging si sia in grado di rilevare che determinati processi di pensiero accadono simultaneamente a cambiamenti metabolici in specifiche aree cerebrali, non dimostra affatto che i processi cerebrali siano generati da questi cambiamenti. In altre parole, l’osservare che le funzioni del cervello sono associate alla coscienza non equivale a dire che il cervello crei la coscienza (Laszlo, 2009). Allora, non c’è motivo oggettivo di pensa-re, né modo di verificare, che la mente, e soprattutto la coscienza, nascano dalla materia, e con la materia muoiano.

Nonostante i racconti di esperienze NDE riportati in tutto il mondo, e in tutti i tempi, condividano similitudini che vanno al di là del sesso, della cultura, della religione e del-la razza, la Scienza ha sempre guardato con scetticismo a questi fenomeni. Così, la Scienza materialista continua per la sua strada, sostenendo fermamente la propria posi-zione, secondo la quale, con la morte, finisce ogni attività biologica e mentale dell’organismo. Come accade per un sofisticato televisore, stacchi la spina e finiscono le trasmissioni.
Ma sembrano esserci prove che confermano proprio il contrario.

Esperienze di premorte

Le NDE (Near Death Experience), o esperienze di premorte, sono fenomeni vissuti da persone in coma, o dichiarate clinicamente morte. Alcune di queste ricordano la loro esperienza tra il momento della morte e il ritorno alla vita e riportano descrizioni molto simili, accomunate da elementi ricorrenti (Moody, 1975; Elsaesser-Valarino, 2014):

1.    l’uscita dal corpo, un vero e proprio distacco dal corpo fisico, che raccontano di aver visto dall’alto, o dalla prospettiva dei soccorritori;
2.    l’attraversamento di un tunnel buio a velocità vertiginosa, alla fine del quale si trova una luce intensa e mai accecante;
3.    la sperimentazione di una gioia infinita;
4.    la sperimentazione dell’assenza di spazio e di tempo;
5.    l’incontro con amici o parenti defunti, o altre persone, venuti incontro per fare da guida, con le quali è possibile comunicare istantaneamente e senza parla-re;
6.    la ricapitolazione della propria vita, rivissuta quasi istantaneamente, con gli stessi stati d’animo di allora, esperendo contemporaneamente gli stati d’animo vissuti al tempo dei fatti dalle altre persone coinvolte;
7.    l’accesso a una conoscenza assoluta (sia dal punto di vista delle nozioni che della conoscenza dei fatti passati e futuri, dell’intero Universo);
8.    la visione di una soglia, oltre la quale il ritorno nel corpo sarebbe stato impos-sibile. E la scelta, o l’imposizione, di tornare in vita.

Le spiegazioni della scienza

Di fronte a questi racconti, la Scienza dualista sorride: niente di concreto, niente da misurare, da pesare. Niente che obbedisca alle leggi che regolano il mondo che cono-sciamo. Niente che dimostri una sorta di sopravvivenza di qualcosa alla morte. Le NDE, dice questa Scienza, sono spiegabili da più di una teoria basata su evidenze cliniche che ne giustificano l’esistenza, senza dover ricorrere a concetti metafisici come l’anima.
La teoria più accreditata è quella delle allucinazioni, create dal cervello in ri-sposta ai cambiamenti metabolici che intervengono nel momento della morte: carenza di ossigeno o eccesso di anidride carbonica, o la somministrazione di farmaci o anestetici, come la ketamina, sarebbero i fattori scatenanti di risposte cerebrali anomale, da cui scaturirebbero i vissuti tipici delle NDE.

Un’altra teoria, anch’essa piuttosto accreditata, è quella dell’epilessia del lobo temporale: la fenomenologia che si manifesta durante una NDE non sarebbe al-tro che l’effetto di un’attività elettrica anomala dei lobi temporali del cervello, notoriamente associata alla percezione distorta degli eventi, ad allucinazioni articolate, a déja vu, alla perdita di memoria, all’aura epigastrica, fino all’attacco di panico.

Le teorie psicologiche, infine, suggeriscono che le esperienze vissute durante una NDE, benché appaiano del tutto reali, siano un artefatto della mente. In punto di morte, la mente metterebbe in atto dei meccanismi di difesa per “tutelarsi” dallo shock, e costruirebbe ciò che la persona, più o meno cosciente-mente, si aspetta di affrontare al momento della morte. I vissuti di derealizza-zione e depersonalizzazione (tipici degli attacchi di panico), anche questi si-stemi di difesa dalla minaccia della morte, giustificherebbero alcuni aspetti delle NDE; mentre, nello specifico, l’esperienza del tunnel non deriverebbe al-tro che dalla ricerca di conforto nel richiamare alla memoria il vissuto dell’esperienza della nascita.

Nessuna di queste teorie, però, sembra essere soddisfacente. Si pongono infatti una serie di problemi e di paradossi che fanno vacillare la loro pseudo-solidità:
Innanzi tutto, non dimentichiamo che si parla di teorie, e soprattutto che le te-orie psicologiche devono  essere ancora sottoposte a verifica sperimentale.
Secondariamente, le NDE sono vissute allo stesso modo da persone morte in circostanze diverse, mentre la teoria delle allucinazioni potrebbe, al limite, a-dattarsi a circostanze specifiche (ad esempio, a tutti i casi in cui sono stati somministrati anestetici).

Infine, ogni teoria focalizza soprattutto l’aspetto allucinatorio, trascurando il fatto che spesso chi ha vissuto una NDE è in grado di riferire dettagli su ciò che stava accadendo attorno al suo corpo, nell’arco temporale in cui risultava clinicamente morto.
Ma come possono i neuroni del cervello di una persona dichiarata clinicamente morta, e quindi priva di ogni attività fisiologica, scambiarsi informazioni elettrochimiche e generare nuove configurazioni per creare nuove memorie? Come potrebbe una persona dichiarata clinicamente morta vedere i medici affannarsi sul proprio corpo se la mente e la coscienza stessero realmente nel cervello?

Francesco Albanese
Perché mi Capita? - Libro >> http://goo.gl/zmKBbP
Alla ricerca del senso nascosto della Vita
Editore: Editoriale Programma
Data pubblicazione: Settembre 2015
Formato: Libro - Pag 120 - 15 x 21 cm

Davide Vaccarin
NDE - Visioni Premorte >> http://goo.gl/ybaczo
Confine tra ignoto e scienza
Editore: Editoriale Programma
Data pubblicazione: Aprile 2011
Formato: Libro - Pag 192 - 14x21



giovedì 4 giugno 2015

Viaggiatore Astrale

Viaggiatore Astrale

Incontri e dialoghi con l’aldilà - Uno strumento per evolvere

di Ensitiv



Viaggiatore Astrale - Libro

Il nuovo libro di Ensitiv narra tutti i suoi Viaggi Astrali

Troverai:

Le tecniche usate dall’autore per uscire dal corpo fisico.
Gli incontri e i dialoghi con le Anime dei defunti.
Una descrizione dell’aldilà e dei suoi aspetti più particolari.
Come imparare a comunicare con l’Anima delle persone in coma o in stato vegetativo.
Consigli pratici su come porsi di fronte al Mondo Spirituale.
Le domande più comuni e le curiosità sull’autore e sulle sue esperienze astrali
Un formulario di riflessioni.
e molto altro...
La morte spaventa i vivi,
ma la condotta dei vivi spaventa i morti.


Dedica

Immaginate di scavare all’interno di una buca
completamente al buio
e in questa oscurità cercate man mano
di capire e scoprire gli elementi provenienti dai vostri scavi.

Questa è la conoscenza.

Nel momento in cui vi accorgete
che non sono importanti gli elementi portati alla luce,
ma scoprite che, scavando ancora,
questa buca apre un portale sull’Universo,
avete scoperto la consapevolezza.

Rendersi poi conto
che state scavando dalla parte sbagliata
è illuminazione.

Tutti i Viaggi iniziano da un’emozione che si chiama Curiosità.

Oggi iniziamo questo viaggio insieme; la meta non è importante; i compagni saranno diversi, tanti si aggiungeranno, tanti abbandoneranno; guardatevi intorno, assaporate i paesaggi lungo la strada, godetevi il suono della vostra marcia.

La meta – dicevamo – non è importante, la compagnia neppure: l’importante è muoversi e mantenere vivo quel sentimento con cui avete iniziato, la Curiosità. Io sarò con voi, non a capo della colonna, nemmeno in fondo a protezione delle retrovie: vi starò semplicemente vicino per ricordarvi di ascoltare il suono dei vostri passi.

Ensitiv


Introduzione - Viaggiatore Astrale - Libro di Ensitiv

Viaggiatore astrale è un testo concepito in base alle richieste dei lettori.

Durante gli incontri, nelle mail, nei messaggi e in tutti i contatti avuti in questi anni, sono emerse preferenze e consigli, desideri e necessità su quello che le persone avrebbero voluto sapere da me e vedere scritto in un mio libro: i racconti dei miei Viaggi astrali, gli incontri e le chiacchierate più significative con le anime dei defunti, i consigli pratici su come porsi di fronte al Mondo spirituale, su come provare l’esperienza dell’obe o un modo per comunicare con l’anima delle persone in coma e in stato vegetativo…

Ho raccolto tutto questo nel presente volume, accogliendo anche le domande più comuni, i racconti con una morale e le curiosità sulla mia persona o sulle mie esperienze, e inserendo un formulario di riflessioni, una descrizione dell’aldilà e dei suoi aspetti più particolari, un dibattito tra la Dimensione reale e la Dimensione astrale.

Lo stile è sempre il solito, semplice e discorsivo, e tra un racconto e un articolo c’è spazio per una chiacchierata con i vivi e con i morti.

Come ho descritto nel mio primo libro Manuale per sopravvivere dopo la morte, non sono altro che un viaggiatore che riceve – mi verrebbe quasi da dire che subisce – il fenomeno dello sdoppiamento o, se preferite, dei Viaggi astrali; lo ricevo in maniera più che rara, ovvero in uno stato di totale coscienza.

I viaggiatori classici si sdoppiano durante il sonno, o in dormiveglia, qualcuno in un profondo stato di meditazione e rilassamento, a me invece basta solo un breve rilassamento e già la mia anima si divide dal corpo e parte alla scoperta dei misteri dell’Universo. La mia mente è vigile e riesce a guidarla a seguirla e farla rientrare, è in grado di ricordare i particolari dell’esperienza e persino di dare direttive mnemoniche su come non dimenticare nomi ed eventi, ma soprattutto riesce a seguire il normale susseguirsi del tempo nella dimensione reale.

Spesso, anche i viaggiatori più esperti rientrano nel corpo con ricordi vaghi e offuscati, con esperienze simili al sogno o dati codificati male a cui non sanno dare spiegazioni. Ecco, questo a me non succede mai: giro l’astrale come potrei girare un centro commerciale (incuriosito, ogni tanto spaesato, veloce e socievole…), cercando di vedere il più possibile e con un sorriso da beota stampato in fronte – o almeno, questa è l’idea che si fanno di me gli “abitanti” di questa dimensione.

Muoio ogni giorno con un gran bel sorriso, muoio e ritorno e, la capacità di ritornare, è l’unica differenza sostanziale che separa me da ogni altro defunto, oltre a quella della consapevolezza della mia condizione.

A volte mi chiedo il perché mi sia stato concesso di ricevere o semplicemente avere queste esperienze, se mi ha portato più benefici o più dolori, se continuerà in eterno oppure un giorno finirà… ma poi parto per i miei “viaggetti” e tutte queste domande improvvisamente mi sembrano inutili.

I meccanismi che regolano la Dimensione astrale li ho già descritti nel “manuale” e non vorrei ritrattarli in questo secondo testo.

Viaggiatore astrale nasce dal desiderio di raccontare i miei viaggi più belli, le sensazioni e le emozioni provate in quei momenti e tutte le fantastiche anime con cui sono entrato in contatto. Appunti di viaggio da rileggere, da rivedere con curiosità o scetticismo, con interesse o diffidenza: vedete voi che cosa trovarci, io ho solo la necessità che tutto ciò sia raccontato e trasmesso, tramandato.


Intervista a Ensitiv

Dunque Ensitiv, ad un anno di uscita dal Manuale per Sopravvivere dopo la Morte e alla luce dell’inaspettato successo, che conclusioni ne trai?

Il Manuale è stato un po’ come un fulmine a ciel sereno, un libro che fa riflettere su concetti che da sempre sono monopolio delle religioni. Ho provato a spiegare cosa c’è dopo la Morte e ho ribadito l’eternità dell’ Anima escludendo le teorie scientifiche e i precetti religiosi.

Pensa quanto è stato sconvolgente dire che l’ingresso nell’aldilà e il primo periodo di permanenza in questa dimensione non è dovuto ai peccati terreni, ai sacramenti ricevuti o ai sacrifici fatti, ma per una buona percentuale è dovuto al tipo di morte che il soggetto subisce e al grado di consapevolezza di questo evento.

Qualcuno ha parlato di libretto scritto in modo sgrammaticato e ripetitivo, che non porta nulla di nuovo se non i tuoi racconti un po’ inventati un po’ sognati. Qualcuno continua anche a dire che la morte è la fine di tutto, ma del resto non si insegna a volare a chi non ha le ali.

Il Manuale è scritto in modo semplice perché fondamentalmente io sono semplice, ma anche perché deve essere un libro che chiunque può leggere, anche i bambini. La vera rivoluzione di quest’opera sta proprio nella sua semplicità. Tante critiche sono state costruttive per la stesura del secondo libro e per i progetti successivi, altre hanno dimostrato solamente che il Manuale dal punto di vista concettuale ed esperienziale è inattaccabile e dunque l’unico modo per cercare di affondarlo era quello di dire che è scritto male e che sono tutte fantasie.

Per fortuna sono stati più gli apprezzamenti che le critiche.

Con il successo del tuo libro, sei dovuto uscire allo scoperto e assecondare le numerose richieste di Conferenze ed incontri. Come stai vivendo queste nuove esperienze?

Il mio anonimato è dovuto semplicemente alla salvaguardia della mia vita sociale, facendo consulti gratuiti non potrei avere la libertà che ho se la mia reale identità fosse di dominio pubblico; come ho già avuto modo di sperimentare, sarei costantemente assediato per domande o richieste di previsioni o veggenze varie e fino a che posso cercherò di evitarlo.

Devo dire però che sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti nelle Conferenze e nei Seminari, ho incontrato persone splendide e desiderose di una reale conoscenza svincolata dagli studi o dai cammini spirituali, ma nata dalla semplice esperienza di un Viaggiatore Astrale. Ho ascoltato molti relatori raccontare sempre la solita “ lezione “ senza mai uscire dal seminato per paura di ricevere chissà quale domanda.

A me piace tentare di rispondere a tutte le domande che mi vengono fatte perché dimostrano quali sono i reali dubbi delle persone, perciò non faccio mai una Conferenza uguale all’altra e ciò è molto più stimolante.

I Seminari sono invece un’esperienza veramente unica, se qualcuno entrasse durante questo lavoro sentirebbe subito l’energia e la sinergia che si instaura tra i partecipanti, ogni volta viviamo insieme delle esperienze che vengono considerate paranormali, ma in che in realtà dovrebbero far parte della quotidianità di ognuno di noi.

In questi giorni è in uscita nelle librerie il tuo secondo libro: Ensitiv – Viaggiatore Astrale. Perché dovremmo comprarlo?

Beh se vuoi scoprire come finirà il Mondo non puoi fare a meno di leggerlo… ovviamente scherzo.

Mentre il Manuale è il risultato di un mio personale lavoro durato diversi anni, questo secondo libro è il risultato del lavoro fatto con e per le persone che, insieme a me, si sono raggruppate intorno ai miei studi e ai mie messaggi.

Ci sono le risposte alle domande durante i consulti, i racconti con una morale, le curiosità , gli articoli pubblicati sulle riviste e tanti consigli su come rapportarsi con il mondo spirituale, ma soprattutto c’è il Protocollo Ensitiv N. 1, ovvero una serie di tecniche per interagire con la parte energetica delle persone in Coma o Stato Vegetativo e poi ci sono le dispense che consegno ai seminari e che contengono i i metodi da utilizzare per avere un ‘esperienza astrale.

Cosa è esattamente il Protocollo Ensitiv N. 1 ?

Ensitiv è un Progetto del Mondo Spirituale e come tale devo essere portatore di messaggi che servono all’evoluzione umana, per questo ho deciso di rivolgere anche i mie studi sull’interazione con la parte energetica ai soggetti in Coma o in stato vegetativo.

Sono un frequentatore dell’aldilà perciò mi viene spontaneo relazionarmi con l’elemento Anima, un po’ come quelle maestre che essendo state sempre a contatto con i bambini, ne comprendono lo stato d’animo al primo sguardo; in queste relazioni, ho scoperto che l’energia anima di un soggetto recepisce più facilmente alcuni stimoli rispetto ad altri e, a maggior ragione, quando la mente è assopita o danneggiata.

Prima di essere pubblicato ho avuto modo di riscontare la positività del Protocollo Ensitiv e consiglio a tutte le persone che hanno un parente o un amico nella condizione di coma, di seguirlo con costanza e fiducia. A breve sarà terminato anche il Protocollo Ensitiv N. 2 che riguarderà i bambini affetti da autismo.

Sai, ho anche provato a contattare importanti redazioni televisive per rendere il Protocollo a disposizione di tutti, ma non mi hanno preso molto seriamente, peccato.

Due libri pubblicati, Conferenze, Seminari, collaborazioni con siti, consulti. Come fai a gestire tutto questo e quali sono i progetti futuri?

Ho uno staff di collaboratori fantastici che si preoccupano della mia naturale sbadataggine, delle mie dimenticanze e di tutto ciò che riguarda l’aspetto promozionale degli eventi e dei progetti. Claudio mi ha fatto e mi cura il sito, Roberto mi ha fatto un video bellissimo, Dario segue il Blog e la pagina, Gabriele si occupa della promozione e dei contatti e ovviamente Prabhat, Monica, Chiara e tutta la Uno Editori sono costantemente disponibili e pronti a recuperare ogni mia mancanza.

Ma non solo loro, ci sono tante bellissime persone che sposano in pieno i mie progetti e trasmettono i mie messaggi come se fossero i loro. Denzia ha organizzato il primo Nature Flash Mob. Luisa, ha prodotto un CD con la mia Conferenza, Marta e Giovanni mi aiutano con le grafiche e tanti altri collaboratori che anche se non cito perché ci vorrebbe troppo spazio ringrazio con tutto il cuore per la loro costante presenza.

I Progetti per il futuro sono tanti: il terzo libro, gli articoli, la collaborazione con il Sapere.Org ecc.. Ma quello che mi sta più a cuore è la realizzazione di quella che ho denominato Casa Ensitiv n. 1 ovvero una struttura scolastica dove vengono sviluppate e incentivate tutte quelle capacità che spesso i bambini sono costretti a nascondere e negare, ma che in realtà potrebbero diventare i talenti del domani. Piccoli Viaggiatori Astrali, Veggenti, Bambini Indaco ecc.. ad oggi non trovano strutture adeguate al loro sano sviluppo ed io voglio dargli un posto dove poter tranquillamente dire “ Oggi ho incontrato la mia nonna morta qualche mese fa “ senza dover essere presi per pazzi.

Prossimi appuntamenti?

A giugno, ci sono diverse date ancora da definire, dovrei essere a Vercelli con la presentazione del nuovo libro e il Seminario “ Un Viaggio con me “. Mentre a novembre ci sarà un bellissimo appuntamento a Trieste “ La Vita oltre la Vita “ , comunque tutto è consultabile sul sito www.ensitiv.it o sulle pagine fb.


Indice

Introduzione

Il “rituale del letto”
Valigie, pronti e via!
Ho trovato il Paradiso seduto tra le Stelle
Dante era un Viaggiatore astrale
L’Essenza divina che abita l’uomo
“Sow Tif”, l’Oriente in casa mia
Amici a due e quattro zampe nell’Aldilà
Mostruose entità
Il Ladro di Luce e l’attore
Persone scomparse
Mio padre era un Viaggiatore, mia madre una Sensitiva
Quello strano fenomeno del vento e della musica
Coma e Protocollo n. 1
Fuori, ma dentro il corpo connesso con l’Universo
I miei racconti
Riflessioni…
La Metamorfosi della Crisalide
La morte non esiste
Purificazione
I miei consulti…
Considerazioni e riflessioni online
Papà, Mamma, Donna
Extraterrestri…
Perché fare un Viaggio astrale
Festività
Ensitiv Blog
Senza confini - Le mie tecniche per uscire dal corpo
Conclusione

L’autore


Ensitiv, è un sensitivo dotato di capacità extra sensoriali che ha compiuto il suo primo Viaggio Astrale all’età di 13 anni.

In seguito a molte altre esperienze e viaggi Astrali, e grazie a un cammino interiore evolutivo rapido e sconvolgente, Ensitiv ha ritenuto opportuno creare questo manuale con lo scopo di sdrammatizzare il mito della morte e aiutare le persone a essere serene e consapevoli di ciò a cui andranno incontro dopo il trapasso.

Ensitiv non ama essere un dispensatore di futuro o veggenze, è più a suo agio nel considerarsi un semplice abbraccio o una stretta di mano, un momento rilassante o una parola saggia.


Ensitiv
Viaggiatore Astrale - Libro >> http://goo.gl/MpCNjM
Incontri e dialoghi con l’aldilà - Uno strumento per evolvere
Editore: Uno Editori
Data pubblicazione: Maggio 2015
Formato: Libro - Pag 216 - 14 x 20 cm


venerdì 6 febbraio 2015

Che cos'è la coscienza?

Che cos'è la coscienza?

L'analisi delle esperienze fuori dal corpo e di premorte ci aiuta a indagare la natura della coscienza

di Lucilla Perego - 05/02/2015



Che cos'è la coscienza?
Il verificarsi di fenomeni conosciuti come OOBE (viaggi astrali, uscita fuori dal corpo, proiezioni lucide della coscienza) e NDE (esperienze di premorte) sembra suggerire che ci siano aspetti della natura della coscienza ancora insondati e incompresi, ma che potrebbero essere tanto oggettivi quanto lo è stato scoprire l’esistenza di vite invisibili per la medicina moderna, come è accaduto, ad esempio, con l’avvento della microbiologia.

Si conosce con il termine OOBE un fenomeno in cui il corpo fisico si trova in uno stato alterato della coscienza o assopito, e il soggetto vive una separazione del corpo non fisico (o extrafisico) da quello fisico. Se durante l'esperienza il soggetto è consapevole, questi percepisce che la propria auto-coscienza risiede nel corpo extrafisico e non in quello fisico e per volte, può osservare dall’esterno il proprio corpo fisico disteso e in stato di riposo, fenomeno questo chiamato auto-bilocazione.

Testimonianze di ciò si trovano, tra gli altri, nei casi di esperienze di premorte (NDE), quando l'abbandono del corpo fisico è provocato da una critica condizione fisica (esempio incidente o intervento chirurgico) e il soggetto si ritrova sul soffitto di una sala operatoria o ospedaliera, osservando dall’esterno e in piena consapevolezza il proprio corpo fisico mentre viene trattato dal personale ospedaliero. Queste situazione stimolano sempre di più un interesse scientifico d’avanguardia a causa delle condizioni particolari e clinicamente controllate in cui avvengono, tali da rendere difficile liquidarle come immaginazione o racconti di dubbia autenticità.

A fianco di coloro che etichettano questi fenomeni come fantasia, illusione, o “leggende metropolitane” e puntano a ridicolizzarle a tal punto che molte persone non si sentono ancora libere di raccontare a tutti e in tutti i contesti le esperienze che hanno avuto, ce ne sono altri che, accettando la sfida, vedono in essi nuovi orizzonti, indicatori della possibile esistenza di una realtà non solo fisica della coscienza, ancora tutta da scoprire.
Certo, la difficoltà nel prendere in considerazione i fenomeni di OOBE non sta solo nel fatto che sono di difficile spiegazione ma anche, che non essendo un fenomeno così quotidiano e ricordato come il sogno, ne viene ancora messa in discussione l’esistenza. La scienza non spiega la natura dei sogni, tuttavia se raccontiamo a un amico o al nostro medico che abbiano fatto un sogno, questo verrà preso comunque per vero, un fatto, e non ci troveremo nella situazione di dover provare di aver sognato e di non avere disturbi psichici.

Questa specificità delle OOBE è una trappola in cui può restare bloccato il progresso. Non ci sono già abbastanza racconti, testimonianze riguardo a questi fenomeni per accettarli come un fatto, certo ancora tutto da investigare, ma ugualmente autentico? L’intero corso della storia è costellato di riferimenti all’OOBE. Trasversalmente a culture, classi socioeconomiche, generi, lingue, nazionalità, religioni, civiltà od epoche, gli esseri umani hanno documentato l’abbandono e il successivo ritorno al corpo fisico, con un grado di coerenza così elevato nelle descrizioni, tale da non poter essere ignorato.
Tra i soggetti impegnati nello studio di questi fenomeni, cito la IAC (International Academy of Consciousness) che, per i suoi studi, utilizza un paradigma non materialistico in cui l’individuo può studiare se stesso utilizzando le proprie sensorialità quali strumenti di captazione e investigazione della propria natura coscienziale. Le informazioni che ne ottiene non vengono scartate solo perché soggettive, bensì raccolte, studiate e confrontate con altre esperienze, costituendo un vero e proprio corpus di conoscenze che facciano da base relativa per un apprendimento e un avanzamento successivo.
Un esempio di questo impegno è il Primo Congresso Internazionale della Scienza della Coscienza (Coscienziologia) che si terrà in Portogallo dal 22 al 24 Maggio 2015, dove autori e ricercatori di diverse scuole si confronteranno sul che cosa è la coscienza e sul come interpretare i fenomeni non materialistici soggettivi che si manifestano a tante persone nel mondo.

Fonti:
icc.iacworld.org/it/
Journal of Concientiology: beta.jofc.org
Enrico Facco, Esperienze di Premorte, Edizioni Altravista, 2010


Enrico Facco
Esperienze di Premorte >> http://goo.gl/gCSML1
Scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisica
Editore: Edizioni Altravista
Data pubblicazione: Novembre 2010
Formato: Libro - Pag 424 - 17x24


Padmasambhava
Il Libro Tibetano dei Morti >> http://goo.gl/9xu9rt
Prima edizione integrale con il commento del Dalai Lama
Editore: Oscar Mondadori
Data pubblicazione: Ottobre 2007
Formato: Libro - Pag 509 - 14x21,5
Ultima ristampa: Gennaio 2011



lunedì 22 dicembre 2014

Avventure nell'Aldilà

Avventure nell'Aldilà

Viaggi fuori dal corpo e potenziamento spirituale

di William Buhlman



Avventure nell'Aldilà - Libro

Avventure nell'aldilà è un potente viaggio di risveglio spirituale e illuminazione, e una coraggiosa ricerca di risposte su quello che ci accade dopo la morte.

Viene messa in discussione la tradizionale idea di quello che si suppone sia il paradiso, e viene presentata un'esauriente, nuova visione della continuazione della nostra vita.

In seguito a una diagnosi di cancro, l'autore ha ricercato delle risposte ai misteri della nostra esistenza dopo la morte. Confrontandosi con la sua mortalità, ha sperimentato profonde intuizioni riguardo a ciò che è al di là del nostro corpo fisico.

In quest'opera l'autore riporta le sue esperienze fuori dal corpo e i suoi "sogni lucidi" con la voce di un personaggio di fantasia, Frank Brooks. Le intuizioni che ne emergono sono a volte sorprendenti, ma ci perviene un chiaro messaggio: noi siamo potenti esseri spirituali e plasmiamo la nostra realtà ora e nel futuro.

Lo scopo di questo libro è di prepararci per i numerosi ambienti reattivi al pensiero di cui faremo esperienza.

"Il fine di questo libro è di fornire intuizioni riguardo al cammino spirituale che abbiamo davanti. Quanto più preparati siamo, tanto più grande è il nostro potere di accelerare la nostra crescita personale e di prepararci a quello che incontreremo nella vita dell'aldilà"


L’addestramento spirituale ha inizio - Estratto da "Avventure nell'Aldilà"

Schermo i miei occhi dalla luce accecante e dalla vibrante energia presente tutt’intorno a me. Mi tremano le gambe. Riconosco intorno a me forme indistinte e mi afferro al solido bordo del vano di una porta finché non ritrovo l’equilibrio.

Via via che la mia vista si adatta alla transizione, riesco a vedere che mi trovo in quella che sembra essere l’aula di una scuola superiore. Un bagliore costante entra a fiotti dalle numerose finestre su una parete, riempiendo la stanza di luce tenue ed eterea.

Sedute ai banchi, noto una dozzina di persone; sembrano giovani adulti all’incirca della mia età, sia maschi che femmine. Posso percepire il loro nervosismo mentre parlano a bassa voce tra loro e siedono a disagio al loro posto.

Alcune facce sembrano familiari, ma non riesco a ricordare dove le ho viste. Nessuno mi riconosce mentre prendo posto in fondo all’aula. C’è una strana energia nell’aria. Mi sento apprensivo e decido di tenere un basso profilo.

Una giovane donna, piccola e vestita di un morbido abito arancione brillante, entra in classe con passi misurati e resta in piedi davanti a noi con una rigidezza che mi fa pensare che non sia a suo agio nel proprio corpo. Corti capelli scuri, occhi verde chiaro e aspetto fragile, è completamente concentrata su ciò che sta facendo mentre esamina ogni membro della classe. La sua comunicazione è in forma di rapide immagini-pensiero che mi saturano la mente.

«Sapete perché siete in questa classe?».

Nessuno risponde mentre lei studia silenziosamente ogni persona del gruppo.
Mentre i suoi pensieri sondano la mia mente, l’intensità del suo sguardo mi mette ancora più a disagio.

«Siete entrati in questa realtà perché siete pronti a svegliarvi ».

Fa una pausa e guarda dritto negli occhi ciascuno di noi.
«Soffrite di una profonda amnesia. Avete dimenticato quello che siete, il vostro scopo, da dove venite e dove state andando. Avete vagato per molte vite nei mondi esterni».

Prima di continuare ci esamina uno per uno. «Di recente, tutti voi siete ritornati dalla realtà di addestramento che chiamate Terra. Ogni aspetto della vostra mente è stato contaminato dall’esposizione a questa densa energia». Si interrompe per un momento e percepisco la sua mente esercitare una pressione su di me. È una strana sensazione, come se una sonda mi stesse esplorando. «Sento che alcuni di voi hanno dei dubbi sulla necessità di frequentare questo corso». Tace e sembra attraversarci con lo sguardo.

«Per molti di voi questo corso sarà difficile. Mi aspetto la vostra totale attenzione. Tutti voi avete scelto volontariamente quest’addestramento e quelli che vogliono andarsene possono farlo ora».

Nessuno si muove.

«Preparatevi. Per usare un’espressione terrestre, questo è un campo di addestramento per anime in evoluzione». Percorre la stanza con occhi di acciaio e continua: «E io sono la direttrice». Le sue palpebre si abbassano mentre dolcemente inclina la testa verso di noi. La mia ansia cresce. Improvvisamente i suoi pensieri pervadono la mia mente.

«Durante le vostre numerose visite sulla Terra, ciascuno di voi ha inseguito illusioni create dall’uomo. Vita dopo vita avete creato una serie di drammi, e, anche peggio, avete incolpato altri dei vostri problemi. Le vostre abitudini distruttive e la vostra mancanza di responsabilità personale cesseranno con questo corso. Da questo momento non ci saranno più pretesti per le energie che create nella vostra esistenza. Adesso iniziamo. Sgombrate la mente».

Una visione panoramica della storia umana si dispiega davanti a me. Assisto a un’interminabile serie di guerre e conflitti mentre potenti eserciti si scontrano in sanguinose battaglie per territori, religioni e risorse. Le bandiere cambiano, ma la follia è la stessa. Una dopo l’altra, le guerre si dispiegano davanti a me. Sono troppe per poterle contare. L’orrore è indicibile: assassinio, tortura e trattamenti inumani inflitti dall’uomo ai propri simili che risalgono agli albori del tempo.

Sono disgustato dalla visione barbarica che ho di fronte e cerco di distogliere gli occhi, ma non ci riesco. Le immagini vengono impresse col fuoco nella mia mente quando i pensieri della direttrice mi rispediscono con un sobbalzo nell’aula.

«Siete assimilati a una specie primitiva che ha una lunga storia di estrema violenza e autodistruzione; questi esseri hanno ucciso miliardi di loro simili. Siete stati adescati nella follia di gruppo collettiva che chiamate razza umana. Come risultato, siete stati imprigionati nelle regioni più remote dell’universo». La direttrice si interrompe per un momento per guardare negli occhi alcuni della prima fila.

«Molti di voi sottovalutano il grande compito che avete davanti. Le illusioni fisiche sono così profondamente radicate che la maggior parte degli esseri umani non riconosce mai fino a che punto arriva la sua disfunzionalità. Adesso aprite la mente».

Vengo tirato fuori dal mio corpo e sollevato dal potere dei pensieri della direttrice. Il drastico cambiamento mi allarma.

Una visione straordinaria mi appare di fronte: torno a esaminare la mia vita passata da una prospettiva nuova.

I ricordi diventano vivi e come in un film vedo chiaramente la mia casa fisica del passato, la mia famiglia e la routine quotidiana, insieme a ogni oggetto e proprietà che ritenevo necessari per vivere una vita piena. I miei pensieri sono trasparenti. Credo di essere il mio corpo, la mia personalità, il mio ego; credo di essere la mia mente, il mio genere, la mia razza, la mia nazionalità. Credo di essere i numerosi ruoli fisici che ho impersonato: padre, figlio e marito. La mia intera identità è completamente centrata sulla mia breve esistenza nella materia.

I pensieri della direttrice mi distolgono di malavoglia dalla mia rivelazione.

«Tutti voi siete stati soggetti a un intenso indottrinamento fisico nel corso della vostra permanenza sulla Terra. Dalla nascita siete stati condizionati ad accettare un mucchio di falsità senza metterle in questione. Non c’è da stupirsi se miliardi di esseri umani sono ancora intrappolati nelle dimensioni più remote dell’universo. Finché le anime rimarranno aggrappate a ciò che è fisico, continueranno a essere separate dalla loro essenza spirituale, lasciate a vagare nei mondi inferiori».

Immediatamente comprendo che ho permesso alla mia identità fisica di dominare la mia coscienza e alterare la mia intera percezione della realtà. La mia crescita è stata interrotta dall’attaccamento alle effimere cose fisiche e dall’ossessione per il passato. Come potrei mai sperare di conoscere la verità sulla mia esistenza mentre sono bloccato nel mutevole labirinto della forma?

Quest’intuizione mi lascia stupefatto.

Sono imprigionato in una trappola che mi sono costruito da solo.

Diversi studenti appaiono traumatizzati mentre la visione delle loro vite passate si dispiega davanti a loro. Scossi dalle loro visioni, alcuni chiedono impulsivamente: «Questo è l’inferno».

«È molto peggio, poiché le anime legate alla Terra creano questa realtà da sole. Non vedono che le loro ripetute lotte nella materia sono create da esse stesse».

L’intera classe tace. Finalmente qualcuno dal fondo dell’aula chiede: «Come si può sfuggire a questa perpetua reincarnazione?».

«Il primo passo sta nel riconoscere la vostra situazione e la necessità di cambiare. Alla fine gli esseri umani si stancano di queste dense illusioni e cercano un’illuminazione spirituale».

Mi volto a guardare una donna che scuote la testa. «Questo è brutale. Dev’esserci una via migliore».

«Svegliarsi è essenziale».

Ci vorrà un’eternità, penso tra me e me.

La risposta della nostra insegnante è immediata: «Tutti sono immortali: il tempo che l’evoluzione può richiedere è insignificante ».

Per la prima volta vedo la schiacciante quantità di lavoro che mi aspetta.


William Buhlman è uno dei massimi esperti americani di viaggi extracorporei. Dopo la pubblicazione di Avventure Fuori dal Corpo ha condotto un vasto numero di workshop e seminari raccogliendo 16.000 partecipanti entusiasti in 32 paesi del mondo. Vero e proprio punto di riferimento nel campo delle proiezioni astrali, Buhlman è esperto anche di altre discipline come l’ipnosi, la visualizzazione creativa e la meditazione. William Buhlman è un esperto di Out of Body (OBE), ossia di "viaggi fuori dal corpo". Le tecniche che utilizza sono molteplici ma semplici, da quelle sciamaniche a quelle moderne. Le sue capacità di insegnamento e il suo notevole intuito sostengono gli individui ad andare oltre la coscienza ordinaria. Le esplorazioni fuori dal corpo condotte per 30 anni gli forniscono un'eccezionale conoscenza intuitiva in questa materia. Il suo primo libro, Adventures beyond the Body (Avventure Fuori dal Corpo, Macro Edizioni) registra il suo viaggio personale di scoperta fuori dal corpo e prepara il lettore ad una serie di tecniche che possono essere utilizzate per l'esplorazione personale. Durante gli ultimi 6 anni ha condotto un'indagine sulle esperienze fuori dal corpo che include oltre 16.000 partecipanti da 32 paesi.


Indice

Prefazione

PARTE PRIMA - Evoluzione accelerata

Capitolo 1. Il viaggio ha inizio
Capitolo 2. La transizione
Capitolo 3. Benvenuto a casa
Capitolo 4. La mia nuova vita
Capitolo 5. Il risveglio
Capitolo 6. La decisione
Capitolo 7. In cerca di risposte
Capitolo 8. L’ingresso nel secondo cielo
Capitolo 9. L’addestramento spirituale ha inizio
Capitolo 10. Riconoscere il potere della mente
Capitolo 11. Imparare a creare
Capitolo 12. Il potere dell’intenzione
Capitolo 13. Affrontare la paura
Capitolo 14. Il fiume del pensiero
Capitolo 15. Purificazione
Capitolo 16. I campi del sognare umano
Capitolo 17. Ancorati al passato
Capitolo 18. Assistere una transizione
Capitolo 19. Mantenere le dipendenze
Capitolo 20. Attaccamenti individuali
Capitolo 21. Inferni mentali
Capitolo 22. La creazione è un’arte
Capitolo 23. Territori religiosi
Capitolo 24. Ambienti di guarigione
Capitolo 25. Cieli non umani
Capitolo 26. L’educazione dell’anima attraverso la materia
Capitolo 27. Abbracciare l’istante presente
Capitolo 28. Il filtro del cielo
Capitolo 29. La struttura del multiverso
Capitolo 30. Navigazione spirituale
Capitolo 31. Riassumendo: il Paradiso è uno stato di coscienza
Capitolo 32. Preparazione per il rientro

PARTE SECONDA - Prepararsi per la propria avventura

Capitolo 33. La finalità del campo di addestramento fisico
Capitolo 34. Evoluzione attraverso la materia
Capitolo 35. Stati di coscienza nell’aldilà
Capitolo 36. Sviluppare la propria capacità creativa
Capitolo 37. Osservare i propri pensieri
Capitolo 38. Tecniche di cambiamento
Capitolo 39. La mentalità dell’esploratore spirituale
Capitolo 40. Facilitare una transizione illuminata
Capitolo 41. Domande e commenti

Considerazioni conclusive

Glossario

Ringraziamenti

Bibliografia


William Buhlman
Avventure nell'Aldilà - Libro >> http://goo.gl/hMEIDG
Viaggi fuori dal corpo e potenziamento spirituale
Editore: Macro Edizioni
Data pubblicazione: Novembre 2014
Formato: Libro - Pag 250 - 13,5x20,5 cm