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giovedì 11 maggio 2023

Come costruire una bobina di Tesla


Come costruire una bobina di Nikola Tesla

Energia del Futuro

>> https://bit.ly/3LXwfNe

L'autore, Trinkaus, con un linguaggio semplice, numerose illustrazioni e un minimo di matematica, espone la tecnologia radio di Tesla.

Redazione - Scienza e Conoscenza - 07/05/2023

In questo primo testo George Trinkaus descrive e fornisce tutte le indicazioni pratiche per mezzo delle quali è possibile ai “non addetti ai lavori” costruire da soli una Bobina di Tesla. Inoltre, l’autore ci regala una marea di informazioni sull’apparato più intrigante e affascinante inventato da Tesla.

Le Invenzioni Perdute è stata inizialmente pubblicata nei Quaderni Andromeda n° 55 come dispensa. Successivamente nel 2010 vede la luce come libro.

Nel secondo testo Trinkaus ci racconta come N. Tesla, per mezzo della sperimentazione indipendente, nel suo laboratorio sviluppò e brevettò dispositivi elettrici basati sulle tensioni di alta frequenza e bassa corrente: Bobina di Tesla, Radio Tesla, Raggi X, Illuminazione di alta frequenza, Risonanza della Terra ed altro ancora.

Radio Tesla è stata inizialmente pubblicata nei Quaderni Andromeda n° 48 come dispensa. Successivamente nel 2010 vede la luce come libro.

Nell’ultimo testo Trinkaus, con un linguaggio semplice, numerose illustrazioni e un minimo di matematica, espone la tecnologia radio di Tesla. I primi fondamentali dispositivi radio ideati da Tesla sono affascinanti e degni di studio. La sua radio è argomento tabù per la scienza ufficiale. Tesla afferma che la fisica delle onde radio di Hertz, ancora in auge, era una “aberrazione”, una “storia fantastica”. La tecnica della radio ha acquisito molto da Tesla, ma che cosa ha ignorato? Trinkaus descrive la messa a terra, la trasmissione sotterranea, chiede l’abolizione delle autorizzazioni per comunicare e ripropone l’uso della bassa frequenza.

La Bobina di Tesla è stata inizialmente pubblicata nei Quaderni Andromeda n° 43 come dispensa. Successivamente nel 2010 vede la luce come libro.

L’opera di Trinkaus viene ora valorizzata ed arricchita nella veste grafica, con una ristampa in copertina cartonata con segnalibro di un classico su Tesla da conservare nella propria biblioteca.


Scritti su Tesla — Libro >> https://bit.ly/3LXwfNe

La Bobina di Tesla (1986) - Le Invenzioni Perdute (1988) - Radio Tesla (1993)

George Trinkaus

www.macrolibrarsi.it/libri/__scritti-su-tesla.php?pn=1567


martedì 20 ottobre 2020

Nikola Tesla e le sue invenzioni


Nikola Tesla e le sue invenzioni

Energia del Futuro

>> https://bit.ly/3ibyefX   

Genialità, stranezze e intemperanze di un ricercatore che con le sue invenzioni ha portato l'umanità nel futuro tecnologico che oggi conosciamo

Massimo Teodorani - 20/10/2020

Parlare delle invenzioni di Nikola Tesla (Smiljan, Croazia, 1856–1943) senza cercare di interrogarsi sulla sua mente sarebbe come parlare di un essere vivente di qualunque specie senza parlare del DNA che lo governa. E al contempo non basterebbero le pagine di questo articolo per elencare con completezza tutte le invenzioni di Tesla. Si trattava di una mente poliedrica, con moltissimi interessi, non solamente relativi alla scienza e alla tecnologia. Eppure il suo operato si estrinsecava praticamente sempre in invenzioni tecnologiche, tutte finalizzate all’utilizzo dell’energia, soprattutto in campo elettromagnetico, ma anche in campo meccanico.

L’obiettivo di Tesla non era quello di fare soldi, ma di donare al mondo forme di energia che semplificassero l’esistenza alla società e ne incrementassero il benessere. La sua premura per la sana conduzione della società umana nel suo insieme era tale che egli arrivò perfino a parlare di “eugenetica”: purtroppo questo aspetto fu totalmente mal interpretato da chi voleva vedere il male nelle sue parole, dove invece c’era un puro desiderio di protezione degli esseri umani dalla delinquenza e dalla criminalità.

Perché la scienza accademica non ha mai amato Tesla?

Il suo interesse per la scienza e la tecnologia era tale che Tesla, ad ogni sua nuova invenzione, desiderava condividere le sue scoperte attraverso dimostrazioni pratiche di fronte al pubblico. Era un modo pragmatico di fare divulgazione, e tutto questo aveva come unico scopo quello di appassionare e stimolare intellettualmente le persone. Purtroppo Tesla non comprendeva che solo una piccolissima parte del grande pubblico sarebbe stato in grado di recepire il suo pensiero in maniera corretta.

Questa eccessiva apertura di Tesla alla gente comune, anche con spettacolari e roboanti esperimenti pubblici, nonché attraverso articoli divulgativi spettacolarizzanti, non faceva che allontanarlo dal mondo accademico, il quale, pur riconoscendone l’ingegno applicativo, gli imputava la mancanza di una metodologia scientifica nella presentazione dei risultati.

E in questo il mondo accademico non aveva tutti i torti: Tesla non presentava mai tramite articoli tecnici la struttura fisico-matematica che stava alla base delle sue invenzioni, e quindi, non condividendo il suo operato coi colleghi, si poneva con gli stessi in una posizione completamente autarchica e conflittuale.

Lo scetticismo dei fisici e degli ingegneri di quel tempo, oltre che la palese invidia e cinismo di alcuni suoi competitori come ad esempio Thomas Edison, lo allontanarono ancora di più dalla scienza ufficiale, con cui avrebbe dovuto comunque confrontarsi dal momento che il metodo scientifico impone anche la condivisione dei dati con tutti i ricercatori, i quali devono essere messi in condizione di replicare a volontà gli stessi esperimenti al fine di confermarne o confutarne la validità.

Ma i detrattori di Tesla, sia del suo che del nostro tempo, sapevano comunque che, in mancanza o meno di pubblicazioni tecnico-matematiche che sostenessero il suo operato di fronte all’accademia, a differenza del caso dei tantissimi cialtroni che si riempiono dogmaticamente la bocca di chiacchiere e di speculazioni dal sapore pseudoscientifico, Tesla era uno che metteva sempre in pratica quello che affermava.

Le mille invenzioni di Nikola Tesla

E infatti egli agiva producendo una catena di innovazioni tecnologiche che non solo funzionavano, ma che hanno rappresentato un vero e proprio salto nel futuro per l’umanità. Il frutto di queste invenzioni si avverte ancora oggi. Ad esempio la tecnica delle correnti alternate ottenuta attraverso il famoso “motore a induzione” rappresenta l’unico modo possibile per trasmettere energia via cavo a grandissime distanze e senza perdite, ed è in uso tutt’oggi: se dall’alto della stazione spaziale ISS qualcuno ha il piacere di vedere la Terra così mirabilmente illuminata, questo lo dobbiamo esclusivamente a Tesla.

Lo stesso discorso vale per tanti altri marchingegni, come ad esempio il tubo catodico, la lampadina ad elevato rendimento, l’utilizzo dei raggi X per radiografia, i pannelli solari, l’iniettore elettrico, la porta logica, la turbina senza pale, l’oscillatore meccanico, la radio, il radar, l’aereo a decollo verticale, la robotica, i sistemi a radiocomando, i circuiti elettrici sintonizzati, per citarne solo una parte. Moltissime delle attuali applicazioni della tecnologia del tempo presente contengono in sé le basi poste proprio da Nikola Tesla.

Gli accademici di ieri e quelli di oggi, di fronte ad un caso peculiare come Tesla, rimangono proprio per questo interdetti: come è mai possibile che un inventore sia in grado di passare direttamente alla parte tecnico-pratica di un esperimento così mirabilmente senza aver fatto prima quasi nessun calcolo di fattibilità, ma solo dei semplici schizzi sui suoi appunti, di cui andava gelosissimo?

La scienza e l’ingegneria standard partono sempre da studi di fattibilità e da calcoli matematici preliminari che costituiscono un po’ una simulazione teorica di un dato esperimento, procedura che, oltre a permettere di controllarne il corretto funzionamento, consente anche ai vari ricercatori di confrontarsi tra loro tramite pubblicazioni tecniche, al fine di ottimizzare i risultati di una data scoperta.

Ma Tesla non desiderava condividere le sue scoperte con i colleghi e ciò potrebbe averne creato l’idea di esasperato egocentrismo e individualismo. Egli desiderava solamente che i suoi esperimenti funzionassero e che avessero un'immediata applicazione pratica, al puro e semplice beneficio di tutta l’umanità e non per ottenere il beneplacito di una ristretta cerchia accademica, a tratti ottusa.

Intanto i sistemi da lui messi in funzione andavano talmente bene da essere prodotti su scala industriale, riempiendo le tasche dei magnati che lo avevano finanziato e solo molto parzialmente o occasionalmente le sue. Tesla investiva praticamente tutti i fondi nelle sue ricerche, mentre a sé stesso non dedicava sostanzialmente nulla. Era un personaggio brillantissimo e arguto, ma al contempo poco incline alla vita di società. Aveva stranissime manie compulsive. Tutto questo lo rendeva molto singolare ed enigmatico. Ma cosa lo rendeva così?

Probabilmente la chiave del “mistero Tesla” risiedeva nella sua mente, del tutto inconsueta e per molti versi anomala. Aveva visioni delle sue scoperte tecnologiche già prima che esse fossero realizzate e queste visioni erano talmente chiare nella sua mente che egli non aveva nemmeno bisogno di metterle sulla carta in forma matematica, dal momento che dopo alcuni semplici schizzi passava immediatamente alla fase applicativa.

 

Tesla, Lampo di Genio — Libro >> https://bit.ly/3ibyefX  

La storia e le scoperte di un geniale scienziato

Massimo Teodorani

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__tesla-lampo-di-genio-massimo-teodorani.php?pn=1567


giovedì 15 ottobre 2020

Tesla e l'energia del vuoto


Tesla e l'energia del vuoto

Scienza e Fisica

>> https://bit.ly/3ibyefX

Pur non avendo lasciato traccia di lavori tecnici con cui presentare modelli fisici autoconsistenti in materia di etere, Nikola Tesla si era lasciato andare a delle speculazioni il cui scopo era quello di tentare di spiegare in maniera non-quantitativa, o per lo meno di ipotizzare in prima battuta, quello che invece era apparso empiricamente nel corso delle sue esperimentazioni con i suoi trasmettitori e relative bobine.

Massimo Teodorani - 15/10/2020

Tratto da Tesla, lampo di genio di Massimo Teodorani, Macro Edizioni.

La premessa sopra, fa pensare che Tesla avesse intuito, a livello molto profondo, l’esistenza di un’altra energia in grado di sovrapporsi alla emissione di normali campi elettromagnetici.

Questa era la ragione per la quale lui denominava questa energia usando la definizione esotica di “onde di Tesla” o “energia radiante”, e per la quale lui era convinto di riuscire a trasmetterla ovunque nel mondo in maniera illimitata. L’emissione di potenza elettrica tramite il suo trasmettitore era dunque solo un mezzo per realizzare un fine: l’estrazione di energia dall’etere.

Gli accademici del suo tempo e soprattutto gli “scienziati canonici” del nostro tempo che hanno effettuato un’analisi a posteriori dell’operato di Tesla sviluppando una serie di calcoli sulla effettiva capacità del sistema di Tesla di trasmettere potenza elettrica senza fili, senza effettuare nemmeno un esperimento comparativo ma solo con calcoli a tavolino, hanno dedotto o creduto di dedurre che il sistema di trasmissione di Tesla non avrebbe mai potuto funzionare: energie troppo basse, dispersioni elevate, scarsa efficienza e impossibile realizzabilità. Questo il loro laconico responso. Non si può negare il fatto che i loro calcoli fossero corretti in sé.

Il problema è che i calcoli di questi “revisori” del lavoro di Tesla sono stati fatti solo ed esclusivamente sulla base dei concetti della fisica classica che in sostanza si fondano ancora sulle equazioni di Maxwell del campo elettromagnetico, ma senza tenere conto di un fattore chiave non ancora contemplato. In tal modo, quand’anche essi dovessero progettare un esperimento simile a quelli effettuati da Tesla lo farebbero in maniera del tutto parziale e cieca, ovvero evitando di finalizzare l’esperimento alla rilevazione dell’anomalia.

Ma era proprio quella anomalia a interessare Tesla, perché con grande spirito di osservazione aveva avuto modo di osservarla nel corso dei suoi esperimenti.

Gli esperimenti di Nikola Tesla non erano mirati a provare una teoria o a confutarne un’altra, ma erano mirati solo ed esclusivamente ad auscultare in maniera totale e disinteressata le forze della natura. Fu proprio la sua umiltà nei confronti delle leggi del cosmo che lo pose di fronte a possibilità inimmaginabili. Purtroppo la totale assenza di un modello matematico basato sui suoi, invece, più che concreti esperimenti, hanno reso le sue affermazioni in merito all’energia libera scaturita dall’etere altamente opinabili da parte dei benpensanti della fisica tradizionalista.

Anche volendo evitare le equazioni di Maxwell sull’elettromagnetismo classico, e utilizzando invece le equazioni di campo di Einstein, le asserzioni di Tesla non possono essere che confutate in base alla presunta accertata non-esistenza dell’etere. Per “etere” i fisici del tempo intendevano quel mezzo, di cui poi confutarono recisamente l’esistenza, attraverso il quale vibrerebbero le onde di un campo elettromagnetico. Ma l’etere che intendeva Tesla non aveva a che fare con il campo elettromagnetico bensì con le particelle virtuali del vuoto quantistico.

Tratto da Tesla, lampo di genio di Massimo Teodorani, Macro Edizioni.

 

Tesla, Lampo di Genio — Libro >> https://bit.ly/3ibyefX  

La storia e le scoperte di un geniale scienziato

Massimo Teodorani

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mercoledì 14 ottobre 2020

Nikola Tesla e Thomas Edison: chi era il miglior inventore?


Nikola Tesla e Thomas Edison: chi era il miglior inventore?

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/3ibyefX

Alla scoperta dei lati segreti e delle curiosità di due grandi titani della scienza e delle loro invenzioni

Sara Raggini - 13/10/2020

Lo scienziato serbo americano Nikola Tesla è stato un brillante genio che ha avuto il merito di diffondere nel mondo moderno l’energia e i sistemi di comunicazione di massa.

Il suo eterno rivale è l’iconico Thomas Edison, inventore della lampadina, del fonografo e del cinetoscopio. I due titani si scontrano, negli anni ’80 dell’Ottocento, in quella che viene oggi definita “Guerra delle correnti”.

Quale sistema avrebbe illuminato il mondo: la corrente alternata di Tesla o la corrente continua di Edison? Il dibattito è aperto ancora oggi e numerosi scienziati stanno ancora discutendo su chi effettivamente sia l’inventore migliore.

Nikola Tesla: il più brillante

Tesla possedeva una memoria fotografica strabiliante; ciò significa che era in grado di richiamare alla memoria in modo preciso immagini e oggetti. Questo gli permetteva di immaginare gli oggetti in 3D e dunque di giungere alla realizzazione dei prototipi delle invenzioni in pochi passaggi.

Edison, al contrario, era un disegnatore e un pensatore.

Alla fine della carriera, Edison aveva collezionato ben 1.093 brevetti, Tesla ne raggiunge solo 300 (in queste considerazioni è necessario sottolineare anche lo staff di collaboratori di cui Edison usufruiva).

Edison: il più lungimirante

Nonostante sia Edison l’inventore ufficialmente riconosciuto della lampadina, del telegrafo e del cinetoscopio, numerosi erano gli scienziati che in quell’epoca lavoravano a progetti affini.

Edison aveva screditato il sistema a corrente alternata di Tesla, considerandolo poco pratico, mentre aveva fortemente sostenuto il suo pratico ma meno efficiente sistema a corrente diretta.

Le idee di Tesla erano dirompenti, ma non venivano accolte sul mercato perché poco fruibili.

Quali furono le invenzioni con maggiore impatto

Edison detiene un numero di brevetti elevatissimo, ma è necessario riconoscere che spesso era responsabile soltanto di avere l’idea del prototipo; la fase di progettazione e lavorazione era spesso affidata al suo team di collaboratori.

Le invenzioni di Tesla sono la spina dorsale della comunicazione di massa contemporanea, ma finirono nell’oscurità nel XX secolo, quando molte delle sue invenzioni andarono perse nella storia.

Il miglior carattere: Tesla o Edison?

All’apogeo della sua carriera, Tesla era carismatico, raffinato e spiritoso. Parlava ben 8 lingue ed era circondato dall’amicizia di numerosi personaggi noti, come Mark Twain e Rudyard Kipling.

Al contrario Edison era introverso e con pochi amici al suo fianco. Edison aveva anche un lato meschino, dimostrato spesso durante quella che venne definita come la Guerra delle Correnti. Nella disputa con Westinghouse, per dimostrare i pericoli della corrente alternata, arrivò a fulminare in pubblico un elefante.

Ed infine... il più fashion!

Tesla era alto, snello imponente con vistosi baffi e un impeccabile senso dello stile. Edison, invece, era poco curato: addirittura indossava scarpe di 2 numeri più grandi in modo da indossarle senza doversi fermare ad allacciarle!

 

Tesla, Lampo di Genio — Libro >> https://bit.ly/3ibyefX

La storia e le scoperte di un geniale scienziato

Massimo Teodorani

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mercoledì 30 settembre 2020

L'etere dopo Tesla: l'ipotesi delle onde scalari


L'etere dopo Tesla: l'ipotesi delle onde scalari

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/3ibyefX

Le scoperte del grande scienziato Nikola Tesla fanno parte della nostra vita quotidiana, basti pensare alla corrente alternata. Ma Tesla è rimasto nell'immaginario collettivo anche per le sue idee stravaganti e visionarie, come quelle sull'etere. Che fine ha fatto oggi l'ipotesi scientifica dell'etere?

Massimo Teodorani - 29/10/2020

Tratto dal libro Tesla lampo di genio.

Il lavoro di Tesla sull'etere è stato purtroppo strumentalizzato da innumerevoli gruppuscoli “new age” senza alcun costrutto scientifico, che hanno contribuito a screditare la sua opera. Ecco come l’opera di un genio entra nel dimenticatoio. Fino a che qualcun altro non ha il fegato di prendere in mano le sue teorie e ricomincia da dove Tesla si era fermato.

E infatti qualcuno ci sta provando tuttora, in modo particolare il fisico-matematico e ingegnere Thomas Bearden, il quale oltre a progettare tutta una serie di esperimenti per tentare l’estrazione della cosiddetta “energia libera”, ha elaborato un modello teorico che spiegherebbe l’energia scaturita dall’etere come la manifestazione di “onde scalari”. Definendo come “etere” tre cose indistintamente, il vuoto, lo spaziotempo e la carica elettrica senza massa, secondo Bearden le onde di Tesla non sarebbero altro che onde scalari in un flusso di cariche senza massa facenti parte della natura intrinseca dell’etere.

A differenza delle onde elettromagnetiche, la cui natura è vettoriale ovvero caratterizzate da un verso e una direzione oltre che da una intensità, le onde scalari rappresentano un campo di energia che non ha né direzione né verso. Le onde scalari, che rappresenterebbero un qualcosa che non esiste nello spazio ordinario, sarebbero onde che nascono dunque dal vuoto, un vuoto senza massa ma dotato di carica e inondato da particelle virtuali.

In questo contesto la carica assorbirebbe continuamente “energia virtuale” dal vuoto, la integrerebbe e poi la riemetterebbe come fotoni reali osservabili. In base a questo meccanismo le rapide scariche di potenziali elettrostatici che Tesla aveva registrato nei suoi esperimenti con il suo trasmettitore, non erano altro che gli effetti del risveglio dell’energia potenziale del vuoto una volta che fosse stato soggetto a stimoli esterni, proprio quelli che venivano dal trasmettitore quando veniva iniettata elettricità ad alto voltaggio nell’ambiente.

Secondo i calcoli e le idee di Bearden le onde scalari, che si propagherebbero longitudinalmente – e non trasversalmente come le onde elettromagnetiche – modulandosi lungo la direzione verso cui si propagano e cioè lungo l’asse del tempo, possiedono proprietà straordinarie che le ben conosciute onde vettoriali dell’elettromagnetismo non hanno. Esse possiederebbero gradi di libertà multi-dimensionali in cui muoversi, mentre la velocità della luce non sarebbe più una costante ma sarebbe solo una funzione dell’intensità del flusso di cariche, ovvero della magnitudine del potenziale elettrostatico che può essere prodotto da un vuoto senza materia ma carico elettricamente.

Gli studi di Bearden sulle onde scalari comportano calcoli molto complessi e una totale revisione della teoria sia classica che relativistica dell’elettromagnetismo che non esplorando abbastanza cosa si cela dietro la natura scalare delle forze elettriche, fornirebbe una spiegazione parziale della realtà ma non la spiegazione di tutta la realtà.

Bearden e altri ricercatori nel campo della fisica del “campo scalare” stanno tentando di sviscerare la matrice da cui emerge la realtà della materia e dell’energia, una realtà che ci direbbe che l’universo come lo conosciamo non sarebbe altro che creazione prodotta da particelle virtuali del vuoto messe in moto da qualche stimolo esterno. Il segreto starebbe allora nell’ideare strumenti in grado di innescare e poi imbrigliare certi potenziali elettrostatici, tramite i quali si otterrebbe una quantità di energia inimmaginabile e senza limiti.

Questa energia, quella che si esplica tramite le onde scalari, non sarebbe altro che il risultato di fluttuazioni della cosiddetta “energia di punto zero del vuoto” che altri fisici come Hal Puthoff e Berhardt Haish hanno studiato in un ambito più classicamente accademico. Del resto, dell’esistenza di quest’energia ne fu fornita prova già da tempo dal fisico olandese Hendrik Casimir con un famoso esperimento con cui si mostrò che ponendo due lastre molto vicine queste esperimentano una forza di attrazione causata da un vuoto non passivo.

Eppure i fisici contemporanei, che hanno dovuto prendere atto di certe inaspettate manifestazioni della natura, continuano a ignorare l’importanza del vuoto proprio perché sanno che le proprietà del vuoto possono far crollare completamente l’attuale edificio della fisica, non per il modo in cui esso è costruito in sé – dal momento che esso è rigorosamente fondato seppure con una madornale lacuna di base – ma per il fatto che si tratta di un “castello in aria” quasi completamente decontestualizzato dalla realtà più autentica del cosmo.

In poche parole, ciò che appare in natura non è esattamente ciò che è realmente, essendo la base del tutto situata in un “regno” che si trova fuori dal nostro normale dominio spaziotemporale e lontano dalle nostre normali percezioni sensoriali. Nel contesto della teoria del campo scalare, che comunque non ha ancora raggiunto livelli di formalizzazione matematica pari a quello della relatività, moltissimi fenomeni, definiti impossibili, possono accadere: velocità superiori a quella della luce, l’esistenza di altri universi e di altre dimensioni, fenomeni caratterizzati da non-località come già previsto mezzo secolo fa dagli studi quantistici del grande fisico britannico David Bohm e che comportano l’esistenza di un universo interconnesso nell’ambito di un grande “ordine implicato”, la possibilità di alterare lo stesso campo gravitazionale, e perfino i fenomeni paranormali e le manifestazioni di Ufo.

 

Tesla, Lampo di Genio — Libro >> https://bit.ly/3ibyefX

La storia e le scoperte di un geniale scienziato

Massimo Teodorani

www.macrolibrarsi.it/libri/__tesla-lampo-di-genio-massimo-teodorani.php?pn=1567

 

David Bohm — Libro

La fisica dell'infinito

Massimo Teodorani

www.macrolibrarsi.it/libri/__david-bohm-massimo-teodorani.php?pn=1567

 

venerdì 1 giugno 2018

L'etere dopo Tesla: l'ipotesi delle onde scalari




L'etere dopo Tesla: l'ipotesi delle onde scalari

Scienza e Fisica Quantistica      

Le scoperte del grande scienziato Nikola Tesla fanno parte della nostra vita quotidiana, basti pensare alla corrente alternata. Ma Tesla è rimasto nell'immaginario collettivo anche per le sue idee travaganti e visioniarie, come quelle sull'etere. Che fine ha fatto oggi l'ipotesi scientifica dell'etere?

Massimo Teodorani - 01/06/2018

Tratto dal libro Tesla lampo di genio (Macro Edizioni, 2018)

Il lavoro di Tesla sull'etere è stato purtroppo strumentalizzato da innumerevoli gruppuscoli “new age” senza alcun costrutto scientifico, che hanno contribuito a screditare la sua opera. Ecco come l’opera di un genio entra nel dimenticatoio. Fino a che qualcun altro non ha il fegato di prendere in mano le sue teorie e ricomincia da dove Tesla si era fermato.

E infatti qualcuno ci sta provando tuttora, in modo particolare il fisico-matematico e ingegnere Thomas Bearden, il quale oltre a progettare tutta una serie di esperimenti per tentare l’estrazione della cosiddetta “energia libera”, ha elaborato un modello teorico che spiegherebbe l’energia scaturita dall’etere come la manifestazionone di “onde scalari”. Definendo come “etere” tre cose indistintamente, il vuoto, lo spaziotempo e la carica elettrica senza massa, secondo Bearden le onde di Tesla non sarebbero altro che onde scalari in un flusso di cariche senza massa facenti parte della natura intrinseca dell’etere. A differenza delle onde elettromagnetiche, la cui natura è vettoriale ovvero caratterizzate da un verso e una direzione oltre che da una intensità, le onde scalari rappresentano un campo di energia che non ha né direzione né verso. Le onde scalari, che rappresenterebbero un qualcosa che non esiste nello spazio ordinario, sarebbero onde che nascono dunque dal vuoto, un vuoto senza massa ma dotato di carica e inondato da particelle virtuali. In questo contesto la carica assorbirebbe continuamente “energia virtuale” dal vuoto, la integrerebbe e poi la riemetterebbe come fotoni reali osservabili. In base a questo meccanismo le rapide scariche di potenziali elettrostatici che Tesla aveva registrato nei suoi esperimenti con il suo trasmettitore, non erano altro che gli effetti del risveglio dell’energia potenziale del vuoto una volta che fosse stato soggetto a stimoli esterni, proprio quelli che venivano dal trasmettitore quando veniva iniettata elettricità ad alto voltaggio nell’ambiente. Secondo i calcoli e le idee di Bearden le onde scalari, che si propagherebbero longitudinalmente – e non trasversalmente come le onde elettromagnetiche – modulandosi lungo la direzione verso cui si propagano e cioè lungo l’asse del tempo, possiedono proprietà straordinarie che le ben conosciute onde vettoriali dell’elettromagnetismo non hanno. Esse possiederebbero gradi di libertà multi-dimensionali in cui muoversi, mentre la velocità della luce non sarebbe più una costante ma sarebbe solo una funzione dell’intensità del flusso di cariche, ovvero della magnitudine del potenziale elettrostatico che può essere prodotto da un vuoto senza materia ma carico elettricamente.

Gli studi di Bearden sulle onde scalari comportano calcoli molto complessi e una totale revisione della teoria sia classica che relativistica dell’elettromagnetismo che non esplorando abbastanza cosa si cela dietro la natura scalare delle forze elettriche, fornirebbe una spiegazione parziale della realtà ma non la spiegazione di tutta la realtà. Bearden e altri ricercatori nel campo della fisica del “campo scalare” stanno tentando di sviscerare la matrice da cui emerge la realtà della materia e dell’energia, una realtà che ci direbbe che l’universo come lo conosciamo non sarebbe altro che creazione prodotta da particelle virtuali del vuoto messe in moto da qualche stimolo esterno. Il segreto starebbe allora nell’ideare strumenti in grado di innescare e poi imbrigliare certi potenziali elettrostatici, tramite i quali si otterrebbe una quantità di energia inimmaginabile e senza limiti.

Questa energia, quella che si esplica tramite le onde scalari, non sarebbe altro che il risultato di fluttuazioni della cosiddetta “energia di punto zero del vuoto” che altri fisici come Hal Puthoff e Berhardt Haish hanno studiato in un ambito più classicamente accademico. Del resto, dell’esistenza di quest’energia ne fu fornita prova già da tempo dal fisico olandese Hendrik Casimir con un famoso esperimento con cui si mostrò che ponendo due lastre molto vicine queste esperimentano una forza di attrazione causata da un vuoto non passivo. Eppure i fisici contemporanei, che hanno dovuto prendere atto di certe inaspettate manifestazioni della natura, continuano a ignorare l’importanza del vuoto proprio perché sanno che le proprietà del vuoto possono far crollare completamente l’attuale edificio della fisica, non per il modo in cui esso è costruito in sé – dal momento che esso è rigorosamente fondato seppure con una madornale lacuna di base – ma per il fatto che si tratta di un “castello in aria” quasi completamente decontestualizzato dalla realtà più autentica del cosmo.

In poche parole, ciò che appare in natura non è esattamente ciò che è realmente, essendo la base del tutto situata in un “regno” che si trova fuori dal nostro normale dominio spaziotemporale e lontano dalle nostre normali percezioni sensoriali. Nel contesto della teoria del campo scalare, che comunque non ha ancora raggiunto livelli di formalizzazione matematica pari a quello della relatività, moltissimi fenomeni, definiti impossibili, possono accadere: velocità superiori a quella della luce, l’esistenza di altri universi e di altre dimensioni, fenomeni caratterizzati da “non-località” come già previsto mezzo secolo fa dagli studi quantistici del grande fisico britannico David Bohm e che comportano l’esistenza di un universo interconnesso nell’ambito di un grande “ordine implicato”, la possibilità di alterare lo stesso campo gravitazionale, e perfino i fenomeni paranormali e le manifestazioni di Ufo.

Ma chi è veramente Nikola Tesla?

È l’emblema del coraggio, dell’intuizione creativa e dell’indipendenza di pensiero. Senza le sue ricerche e i suoi innumerevoli esperimenti oggi non potremmo disporre non solo della radio, ma della corrente domestica e di tante altre importantissime invenzioni che hanno rivoluzionato la nostra vita: le lampade a fluorescenza (neon), la TV, il radar, la turbina, i robot, le macchine elettroterapeutiche.

Invenzioni che troppo spesso sono state attribuite ai protagonisti dei libri scolastici: Edison per l’energia elettrica, Marconi per la radio…

Il genio visionario di Tesla ha inoltre creato le basi per la realizzazione di invenzioni che presumibilmente vedranno la luce in un futuro non troppo remoto, come la “propulsione ad elettrogravità”, base per la realizzazione di macchine volanti autosostentate, e per la manipolazione dello spazio e del tempo.

Quindi non stupitevi se tra qualche anno qualcuno dedicherà a Tesla la macchina del tempo.

Tesla - Lampo di Genio - Libro
Lampo di genio
Massimo Teodorani

sabato 18 giugno 2016

Nikola Tesla e la previsione di cellulari e wi-fi




Nikola Tesla e la previsione dei cellulari e del wifi

La genialità di Tesla era tale da prevedere la nascita di cellulari e wi-fi già 70 anni fa

di Sara Raggini - 09/06/2016



Nikola Tesla e la previsione dei cellulari e del wifi

“Saremo in grado di comunicare tra di noi istantaneamente, indipendentemente dalla distanza.” diceva Nikola Tesla oltre 70 anni fa.

 Nikola Tesla è stato un famoso scienziato del XX secolo; principalmente conosciuto per le sue scoperte nel campo dell’elettromagnetismo e dell'Etere. Il suo lavoro è la base del sistema elettrico moderno a corrente alternata.
La figura di Tesla è incredibilmente affascinante e porta con sè diverse curiosità:
parlava 8 diverse lingue,
era dotato di memoria eidetica e al momento della sua morte,
possedeva ben 300 brevetti.
Era ossessionato dal numero 3: tutto ciò che lo circondava doveva riportare ad esso riconducibile: 18 tovaglioli erano impilati di fianco al suo piatto e il numero della camera di albergo in cui alloggiava doveva essere tassativamente divisibile per 3.
Tesla non era soltanto un grande inventore, ma anche un grande visionario. In un’intervista rilasciata alla rivista Collier, nel 1926 predisse l’avvento di quello che oggi è comunemente conosciuto come uno smartphone:

La previsione dei cellulari e del wifi nel 1926

 Ecco cosa diceva Nikola Tesla senza sapere che stava parlando di ciò che oggi chiamiamo cellulare:
“Quando la tecnologia wireless verrà perfettamente applicata a tutto, la Terra sarà convertita in un cervello enorme, ciò che in realtà è, essendo tutte le cose particelle di un complesso reale e ritmico. Saremo in grado di comunicare tra di noi istantaneamente, indipendentemente dalla distanza. Non solo, ma attraverso la televisione e la telefonia potremo vedere e sentirci l’un l’altro perfettamente, come se fossimo faccia a faccia, nonostante le distanze intermedie di migliaia di miglia; e gli strumenti attraverso i quali saremo in grado di fare ciò saranno incredibilmente semplici rispetto al nostro telefono presente. Un uomo sarà in grado di portarne uno nel taschino del panciotto.”
Non è sorprendente la precisione con cui Tesla descrive quello che sarebbe stato inventato quasi 70 anni dopo? In questo passaggio Tesla non predisse soltanto l’invenzione del cellulare o degli smartphone, ma anche di Internet (descritto come un cervello enorme) e di una tecnologia estremamente futuristica.

Dall'energia libera e disponibile per tutti alla Tesla Motor

La visione di Tesla è oggi apprezzata da numerosi fan e personaggi importanti, fra i più noti Elon Musk, imprenditore sudafricano, creatore dell’azienda automobilistica Tesla Motors. Musk ha affermato di aver scelto questo nome proprio come omaggio al grande scienziato; in una intervista postata sul sito si legge:
“Senza la visione e la brillantezza di Tesla, la nostra macchina non sarebbe possibile . Siamo sicuri che se fosse vivo oggi, Nikola Tesla esaminerebbe le nostre macchina elettriche al 100% e annuirebbe con grande approvazione.”

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Elettricità senza fili
Giuseppe Zella