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venerdì 17 maggio 2024

Fisica e meccanica quantistica: vita e coscienza


Fisica e meccanica quantistica: ci dicono qualcosa sulla vita e la coscienza?

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/3ynqzcx

La meccanica quantistica è incredibilmente apprezzata. Nessuna previsione elaborata dalla teoria si è mai dimostrata errata. Un terzo della nostra economia dipende da prodotti che si basano su di essa. Tuttavia, la concezione del mondo che deriva dalla teoria quantistica non è solo molto più strana di quanto immaginiamo, è addirittura più strana di quanto siamo in grado di supporre. Scopriamo perché.

Redazione - Scienza e Conoscenza - 17/05/2024

Questo articolo è tratto dal libro L'Enigma Quantico.

Molti di noi condividono le seguenti intuizioni basate sul buonsenso: un singolo oggetto non può trovarsi in due luoghi distanti contemporaneamente; e, chiaramente, quello che una persona decide di fare non può immediatamente influenzare ciò che succede in un luogo lontano. E non diamo forse per scontato che “là fuori” esista un mondo reale, sia che lo si osservi o meno? La meccanica quantistica mette in dubbio ognuna di queste intuizioni. J.M. Jauch afferma che «per molti fisici ponderati, [il significato profondo della meccanica quantistica; N.d.A.] è sempre rimasto una specie di scheletro nell’armadio».

Abbiamo iniziato il discorso parlando dei fastidiosi dubbi sulla teoria dei quanti che crucciavano Einstein. Ma cos’è la teoria quantistica? La teoria quantistica è stata sviluppata all’inizio del XX secolo per spiegare le meccaniche, ossia i meccanismi, che governano il comportamento degli atomi. In precedenza si era scoperto che l’energia di un oggetto poteva variare solo in modo discontinuo e per intervalli molto piccoli detti quanti (singolare quanto), ed è da ciò che deriva il nome “meccanica quantistica”. La “meccanica quantistica” comprende sia le osservazioni sperimentali che la teoria quantistica che le spiega.

La teoria quantistica è alla base di ogni scienza naturale, dalla chimica alla cosmologia. Ci serve per capire perché il sole splende, in che modo la televisione produce immagini, perché l’erba è verde e come l’universo si è espanso a partire dal Big Bang. La tecnologia moderna si basa su strumenti progettati con la teoria quantistica.

La fisica pre-quantistica, chiamata anche “meccanica classica”, “fisica classica” o, meno di frequente, “fisica newtoniana”, costituisce solitamente un’eccellente approssimazione per spiegare il comportamento dei corpi molto più grandi delle molecole, ed è in linea di massima molto più facile da applicare rispetto alla teoria dei quanti. Si tratta, tuttavia, di un’approssimazione. Non funziona assolutamente per descrivere gli atomi di cui ogni cosa si compone. Nonostante ciò, la fisica classica è fondamentale per il nostro buonsenso comune, per la nostra concezione newtoniana della realtà. Ma ora sappiamo che la concezione classica della realtà è fondamentalmente viziata.

Fin dall’antichità, i filosofi hanno elaborato speculazioni esoteriche sulla natura della realtà fisica. Prima della meccanica quantistica, chiunque aveva a disposizione l’opzione logica di rifiutare tali elucubrazioni e aderire a una visione del mondo basata su concretezza e buonsenso. Oggi, gli esperimenti quantistici negano l’esistenza di una realtà fisica basata sul senso comune. Il rifiuto non è più un’opzione logica.

Una concezione del mondo suggerita dalla meccanica quantistica può risultare rilevante anche al di fuori della scienza? Pensiamo a scoperte precedenti che hanno avuto un impatto analogo, come per esempio l’intuizione di Copernico che la Terra non fosse al centro del cosmo o la teoria di Darwin sull’evoluzione. L’importanza della meccanica quantistica è, in un certo senso, più immediata rispetto alle idee copernicane o darwiniste, che si occupano di cose molto lontane o molto antiche. La teoria dei quanti parla del qui e ora. Arriva addirittura a incontrare l’essenza dell’umanità, la nostra coscienza.

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L'Enigma Quantico — Libro >> https://bit.ly/3ynqzcx

Quando la fisica incontra la coscienza

Bruce Rosenblum, Fred Kuttner

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lunedì 12 febbraio 2024

Amore: una questione di quanti


Amore: una questione di quanti

Psicologia Quantistica

>> https://bit.ly/2T15Gz1  

L’amore è una molecola meravigliosa, innamorarsi è un’esperienza straordinaria, perché scatena una vera e propria tempesta nella mente e nel corpo, legata alle complesse reazioni biochimiche che avvengono nel Sistema Nervoso Centrale

Carmen Di Muro - 11/02/2024

Articolo tratto da Scienza e Conoscenza 69

La prima fase che segna la nascita di un rapporto amoroso è quella dell’attrazione. È l’esperienza umana più imprevedibile, più illogica e meno soggetta alle regole che la natura abbia predisposto per la formazione della coppia. Si può dire “mi piace quella donna o quell’uomo” perché ha determinate caratteristiche, ma si tratta solo di razionalizzazioni: in effetti, non sappiamo per quale motivo una persona ignota o anche che conosciamo bene, improvvisamente diventi unica, oggetto della nostra costante attenzione, insediando il cuore e catturando ogni nostro pensiero, al di là di ogni possibile controllo volontario.

Attrazione e innamoramento si verificano quando siamo predisposti. Può trattarsi di particolari periodi della vita nei quali la necessità di cambiare rende l’individuo ricettivo all’incontro. Questi particolari momenti dell’esistenza corrispondono a una configurazione biochimica specifica, in cui alterazioni dei livelli normali di alcuni neurotrasmettitori, come la serotonina, la noradrenalina o la dopamina fanno sì che alcune aree cerebrali siano più “responsive” (Bartles & Zeki, 2000).

Cosa fa scattare la “scintilla” dell’amore?

Una volta che siamo predisposti e la “fascina di legna” è ben approntata, è facile che prenda fuoco. Ma cos’è che accende la scintilla? Il primo aspetto da sottolineare è che, sicuramente, alcune caratteristiche dell’altro ci colpiscono. Queste non possono essere colte appieno, se non partendo dai meccanismi sottili e dalle interazioni di campo che sottendono i sistemi viventi. Questo livello di interconnessione-dipendenza della realtà subatomica, caratterizzato dal principio di non-località, vede le particelle dei nostri organismi interagire tra loro e con quelle dell’universo, simultaneamente attraverso una rete di informazioni. Ciò dovrebbe darci il senso circa l’esistenza di processi profondi, “quantici”, che guidano il manifesto e che si realizzano a partire dalle sintonie vibratorie tra i nostri sentimenti e quelli di un altro individuo che, in un dato momento esistenziale, risuona sul nostro medesimo campo di informazione, in uno scambio costante di cariche che si traduce nella ricezione di una particolare qualità che ci colpisce inspiegabilmente: può trattarsi dell’intonazione della voce, di aspetti caratteriali, di un dettaglio peculiare che cattura la nostra attenzione, magnetizzandoci.

Segnali che arrivano dritti al cervello

Infatti, noi ci innamoriamo quando il segnale giusto ci colpisce al momento giusto. Ed è proprio l’informazione che guida la materia biologica. Nel caso dell’innamoramento, i segnali relativi a un’altra persona stimolano per via diretta l’amigdala, quella particolare struttura del lobo limbico, che “sequestra” gran parte del cervello e a breve distanza di tempo informa la corteccia prefrontale, la cosiddetta parte pensante, che elabora le informazioni, fornendo la consapevolezza che stiamo sentendo qualcosa e, altresì, apportando risposte organizzate a quanto sta accadendo (LeDoux, 2000). La corteccia riconosce qualitativamente il sentimento e ci rende coscienti del fatto che tutte le sensazioni piacevoli che stiamo provando sono riferibili al fatto di esserci innamorati.

Ossitocina e vasopressina: le molecole della pace

Poiché l’innamoramento rappresenta la fase di un processo, diventa inevitabile che, alla tempesta iniziale, subentri quel senso di tranquillità e regolarità indotto dalla presenza predominante delle “molecole della pace” (ossitocina per la donna e vasopressina per l’uomo), che inducono una forma diversa di sentire, un sentimento di certezza e stabilità (Insel & Shapiro, 1992). L’attenuarsi dell’effetto dopante si verifica in quanto l’organismo non può tollerare di essere sequestrato troppo a lungo e focalizzato su una sola attività. È vero che innamorarsi è importante, ma è anche vero che a un certo punto è necessario che si torni con i piedi per terra. L’intera fisiologia, infatti, innesca gradualmente meccanismi per il ripristino dell’equilibrio di partenza, anche se in un sistema biologico – tanto più nel cervello, organo plastico per eccellenza – l’esperienza affettiva lascia sempre una traccia permanente di ciò che è stato. Eppure, solo una “follia fisiologica” transitoria, come quella dell’innamoramento, ma pur sempre follia, con tutte le modificazioni elettromagnetiche-chimiche-fisiologiche che la sottendono, ci può catapultare sulla strada dell’amore, che da pulsione istintuale diventa uno dei sentimenti umani più elevati, energia per eccellenza in grado di penetrare l’essere in ogni sua fibra ed estrinsecarsi in una miriade di stati d’animo e comportamenti.

Scienza e Conoscenza n. 69 - Luglio/Settembre 2019 - Rivista >> http://bit.ly/2LzQgg5  

Nuove scienze, Medicina Integrata

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La Scienza del Cuore — Libro >> https://bit.ly/2T15Gz1  

Nella Saggezza Cardiaca il Codice della Felicità

Carmen Di Muro

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lunedì 6 novembre 2023

Musica ed effetti quantistici sul sistema immunitario


Musica ed effetti quantistici sul sistema immunitario

Psicologia Quantistica

>> https://bit.ly/3DUjoIS

Come per ogni musicista c’è il suo personale spartito, così per ogni uomo c’è il suo personale pentagramma. Che cos’è il pentagramma? Il rigo musicale che scandisce il tempo e la frequenza del ritmo dell’anima, del corpo e della mente che congiuntamente danno origine alla nostra esperienza esistenziale.

Carmen Di Muro - 05/11/2023

Senza di questo nessuna musica sarebbe leggibile e, di conseguenza riproducibile. Nostro compito è tenere la propria nota in armonia nell’universo di suoni in cui siamo immersi. E come in ogni partitura, a dare colore e intensità alla musica ci sono i diesis che fanno salire di mezzo tono la nota e i bemolle che la fanno scendere, così in noi ci sono quelle frequenze essenziali date dai nostri sentimenti e dai nostri pensieri che danno alle note una caratteristica che permette di variare all’infinito le armonie.

La scienza oggi ci dice che nell’Universo tutto è energia in vibrazione, quindi per leggere, cantare o suonare una partitura musicale, la prima cosa da fare è interpretare su che tipo di informazione la nostra coscienza sta vibrando. Comprendere questo ci permette di aver accesso a quella visione che renderà più limpido non soltanto la percezione del suono della realtà, ma anche del nostro sistema biologico, che darà segnali nel bene e nel male sulla musica affine che risuona sulla sua medesima informazione.

Quante volte siamo attratti da un brano musicale piuttosto che da un altro in virtù dei vari momenti della vita? Ma non solo. Quante volte l’ascolto di un particolare genere di musica funge da catalizzatore di informazioni capace di distogliere la mente dai circoli di pensiero stereotipati e sfibranti? Questa è in sé una magica pozione trasformativa in grado di fungere da cassa armonica che aumenta l'intensità vibrazionale del nostro animo e di conseguenza produce notevoli effetti sul nostro sistema fisiologico.

Oggi la capacità della musica di modificare i nostri stati mentali ed affettivi è largamente argomentato. Vi è infatti una considerevole documentazione scientifica a sostegno dell'uso della musica per migliorare il sistema immunitario attraverso la sua potente influenza sul biocampo, in particolare sulle frequenze emozionali. In virtù dell’ascolto di una determinata informazione sonora muta l'attività del sistema nervoso autonomo (SNA) e il suo equilibrio, che a sua volta rimodula ogni aspetto della funzione immunitaria, attraverso l'innervazione diretta dei tessuti linfoidi, essenziali per la difesa dell'organismo contro le infezioni e la diffusione dei tumori, e tramite la regolazione di ormoni immunoregolatori.

L'interazione tra stati emozionali, sistema immunitario e la funzionalità del SNA è stata evidenziata da una serie di studi che dimostrano che emozioni negative come la rabbia e l'ostilità stimolano l'attività simpatica, aumentano il rapporto cortisolo / DHEA (un pro-ormone fondamentale per lo svolgimento delle corrette funzioni metaboliche) e sopprimono il sistema immunitario, mentre gli stati emotivi positivi come gioia e gratitudine aumentano l’attività parasimpatica, la coerenza fisiologica, diminuiscono il rapporto cortisolo/ DHEA, aumentando la risposta immunitaria.

Tra le varie ricerche ricordiamo quelle presentate nell’ambito del Congresso internazionale di Montreux sullo stress, che hanno evidenziato gli effetti fisiologici e psicologici della musica con particolari trame di accordi e armoniche appositamente progettate per aiutare a ridurre lo stress, facilitare sentimenti positivi, soprattutto se usata congiuntamente ad un programma di autogestione emotiva. Questa musica non solo aumenta il DHEA, riducendo il cortisolo, ma si è visto che migliora l'equilibrio e la coerenza nel SNA, con conseguente trascinamento benefico degli altri comparti biologici.

I dati inoltre suggeriscono notevoli effetti positivi in soggetti che presentano condizioni cliniche di ansia, depressione, panico, aritmie, diabete e stanchezza cronica.

Tra le varie frequenze, utilizzate oggi a scopo terapeutico, ricordiamo la musica a 432 Hz. Da essa origina in maniera naturale la frequenza di 8hz, ossia la vibrazione fondamentale del pianeta, nota come “risonanza fondamentale della cavità Schumann”, nonché la frequenza di replicazione della doppia elica DNA. Inoltre 8hz è la frequenza che attiva la ghiandola pineale, favorendo la guarigione, il rallentamento dell’invecchiamento, la produzione di sostanze anti-tumorali, migliorando il sonno e accelerando l’evoluzione di coscienza, nonché sugli 8 Hz sono anche intonati i ritmi delle onde Alfa del cervello che consentono agli emisferi cerebrali di sincronizzarsi per lavorare insieme entrando nello stato flusso.

Essere nel flusso permette di condividere con l’altro la parte più intima di noi, senza resistenze né barriere, generando un campo di connessione armonica che intesse le trame per legami solidi e duraturi.

Per approfondire l’argomento leggi Anima Quantica, Nuovi orizzonti della psiche e della Guarigione

Anima Quantica — Libro >> https://bit.ly/3DUjoIS

Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione

Carmen Di Muro

www.macrolibrarsi.it/libri/__anima-quantica-libro.php?pn=1567


mercoledì 31 marzo 2021

La probabilita' nella fisica quantistica


La probabilita' nella fisica quantistica

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/2XvE8P2

La scienza del XX secolo ha realizzato un gigantesco passo avanti, dichiarando, attraverso le stupefacenti scoperte della fisica quantistica, che l’universo macroscopico e quello microscopico sono due componenti complementari di un  sistema unitario, un essere unico e indivisibile che svela sfaccettature di se stesso in una straordinaria diversità di forme di manifestazione.

Redazione - Scienza e Conoscenza - 30/03/2021

A cura di Elena Sanda Chira - Responsabile della collana libri Scienza e Conoscenza

John Gribbin, il geniale divulgatore scientifico britannico, ci spiega il funzionamento della meccanica quantistica e i principi quantistici che governano l’universo nella sua opera Q come Quanto: Dizionario Enciclopedico di Fisica Quantistica.

L’universo in cui viviamo, fatto di tanta bellezza,

è governato al livello dell’infinitamente piccolo,

dalle leggi quantistiche del Caso e della Probabilità!

Che cos’è la Probabilità?

In fisica, per probabilità s'intende esattamente ciò che s'intende nel nostro quotidiano, o quando si gioca al lotto. Si tratta della possibilità, dell'eventualità, che un certo fatto possa verificarsi. Se una moneta perfettamente coniata viene lanciata senza alcun trucco, ci sono esattamente 50 probabilità su 100 di ottenere una "testa" e 50 probabilità su 100 di ottenere una "croce". Le probabilità dei due risultati sono quindi 1 su 2. Come dimostra questo semplice esempio, se si considera ogni possibile esito di un certo processo, il totale delle probabilità è esattamente pari a 1. Le probabilità vanno sommate per i diversi risultati possibili dello stesso evento.

Come si può calcolare la probabilità?

 Un esempio un po' più complesso ci dimostra come possiamo calcolare le probabilità. Se lanciamo due dadi (d'ora in poi si darà sempre per scontato che tutto sia perfettamente equo e non ci sia possibilità d'inganno), quali sono le probabilità di ottenere un particolare totale, compreso tra 2 e 12? Per ogni dado, abbiamo 6 possibili risultati, quindi le possibilità di ottenere un certo valore per ogni dado sono di 1 su 6, ovvero 1/6. Tuttavia, nella combinazione dei possibili esiti di due dadi, le probabilità non sono più le stesse. Per ottenere il totale di 2 c'è una sola combinazione possibile, nella quale ogni dado lanciato dà 1. Le probabilità che ogni singolo dado si fermi sul 1 sono 1 su 6, le probabilità che entrambi diano 1 si ottengono moltiplicando le due probabilità, quindi sono 1 su 36 (1/6 x 1/6).

Le probabilità di ottenere un totale pari a 3 sono invece diverse. Possiamo giungere a questo totale in due modi diversi: con il primo dado che dà 1 e il secondo che dà 2, oppure viceversa. Ogni differente combinazione ha una probabilità di 1 su 36, quindi le probabilità totali di ottenere un totale 3 sono 1/36 più 1/36, vale a dire 1/18. Il risultato complessivo più probabile di due dadi è 7, che può essere dato da 6 diverse combinazioni (1+6, 2+5, 3+4, 4+3, 5+2, 6+1) e ha una probabilità complessiva di 1 su 6.

Nel caso di più fenomeni che interagiscono tra loro e molte possibili combinazioni nell'ottenimento del risultato, il calcolo delle probabilità in questi termini diventerebbe tedioso, mentre la figura complessiva delle probabilità può essere descritta statisticamente, ed è rappresentata da una distribuzione in cui ci sono molte diverse modalità per ottenere i risultati più probabili (il 7 della nostra coppia di dadi), e solo qualche modalità per ottenere i risultati meno probabili (equivalenti al 2 della nostra coppia di dadi). Si dice che gli eventi più rari stiano nella "coda" della distribuzione. In ogni caso, anche se non possiamo prenderci il tempo di considerare tutte le diverse possibilità, la natura lo fa per noi, attraverso l'operare del "caso".

Nel suo volume The Cosmic Code, Heinz Pagels fornisce un esempio del modo in cui opera il caso su larga scala, analizzando il numero di morsi di cane riportati negli ospedali di una grande città nel corso degli anni. Considerando un intervallo di 5 anni, il numero degli eventi riportati era di 68, 70, 64, 66 e 71, con una media di 68 morsi all'anno. «Dal momento che gli eventi sono casuali e indipendenti», dice Pagels, «la distribuzione è stabile». È possibile che capiti un anno in cui si hanno solo 5 eventi del genere, e un altro anno in cui ce ne sono 500, ma si tratta di probabilità molto remote, situate nella coda della distribuzione.

Una delle caratteristiche importanti di questo genere di studio è che con i dati provenienti da un numero sufficiente di anni (un numero sufficiente di risultati indipendenti dell'esperimento) gli statistici possono ricavare una curva delle probabilità e farsi un'idea della distribuzione complessiva, così da calcolare la probabilità di eventi rari che non sono mai stati osservati real-mente. Si tratta dello stesso genere di analisi statistica che porta i meteorologi a parlare dell'inondazione o dell'uragano che avviene una volta in un secolo, anche se in realtà non si possiedono i dati degli ultimi cento anni. Essi intendono dire che un evento del genere ha 1 possibilità su 100 di verificarsi nel corso di ogni anno, proprio come ci si aspetta di ottenere un 2 ogni 36 lanci dei dadi. Ma così come potrebbe accadere di ottenere un 2 con due lanci consecutivi, potrebbe accadere il verificarsi di due inondazioni "una volta in un secolo" in due anni consecutivi.

La probabilità nella fisica quantistica

 La probabilità è al cuore del mistero della realtà quantistica, giacché il mondo quantistico obbedisce rigidamente alle regole probabilistiche. Con ciò non s'intende dire che avendo un gran numero di eventi quantistici in corso nello stesso istante sia possibile prevedere cosa accadrà in modo statistico, come nel caso della previsione dei morsi di cane, che nella città presa in esame da Pagels potevano essere previsti nel numero di 68 all'anno. La probabilità quantistica può essere vista all'opera a livello di singoli atomi, fotoni ed elettroni. Quel che è peggio, la probabilità associata a un'entità quantistica in rapporto alla scelta di un esito in uno specifico luogo è influenzata, istantaneamente, da ciò che sta accadendo in un altro luogo . È un po' come se le probabilità di ottenere un 6 con il nostro dado, a casa nostra, dipendessero dalle probabilità di ottenere un certo valore con un altro dado a casa di qualcun altro.

 Un altro limpido esempio di probabilità all'opera nel mondo quantistico ci è dato dal decadimento  radioattivo. Ogni nucleo di un campione di materiale decade spontaneamente, in modo casuale, in accordo con le modalità insondabili del caso. Eppure l'effetto combinato è che esattamente la metà dei nuclei di un certo campione (indipendentemente dal valore iniziale) decadono entro un tempo preciso, definito tempo di dimezzamento. Fu proprio questo genere di comportamento quantistico a indurre Albert Einstein alla sua famosa considerazione: «Non posso credere che Dio giochi a dadi».

Tutto sembra però dimostrare che il mondo quantistico sia realmente dominato dal caso.

Non bisogna peraltro pensare che la probabilità quantistica sia sempre analoga alla probabilità nel nostro quotidiano!

NON PERDERE LA NUOVA EDIZIONE DEL DIZIONARIO ENCICLOPEDICO DI FISICA QUANTISTICA!

Dizionario Enciclopedico di Fisica Quantistica con illustrazioni — Libro >> https://bit.ly/2XvE8P2

Dall'Acceleratore di particelle al campo del punto Zero - Q come Quanto

John Gribbin

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lunedì 23 marzo 2020

La coerenza cuore-cervello: dinamica quantistica



La coerenza cuore-cervello: una dinamica quantistica

Psicologia Quantistica


La ricerca ha ormai largamente mostrato il ruolo chiave del cuore quale centro dell’afflusso spirituale, capace di generare un campo elettromagnetico talmente ampio da mettere in coerenza il sistema psiche-soma: cerchiamo di capire meglio come accade tutto questo

Carmen Di Muro - 23/03/2020

La ricerca ha ormai largamente mostrato il ruolo chiave del cuore quale centro dell’afflusso spirituale, capace di generare un campo elettromagnetico talmente ampio da mettere in coerenza il sistema psiche-soma, armonizzando i ritmi biologici con il movimento della realtà in una danza perenne tra interno ed esterno che attira e genera a sé, per risonanza, altro potenziale. E le emozioni positive rappresentano la pietra angolare nella generazione di questo campo altamente organizzato che ci fa entrare in quella famosa condizione di “flusso di coerenza” con l’anima.

Durante questo stato il sistema corporeo funziona con un alto grado di sincronizzazione ed efficienza, producendo modelli altamente strutturati di feedback elettrochimici ed elettromagnetici, tali da permettere al biocampo di riallineare l’insieme di frequenze che orbitano nel suo raggio d’azione.

Il potere trasformativo che l'energia ha sulla materia

La serenità, la fiducia, l’amore che possiamo mettere in ogni nostro piccolo atto di preghiera sono le più sottili e potenti possibilità che abbiamo di portare tutta l’energia di creazione della nostra coscienza nella materia. Il panorama interno muta e la nostra vibrazione si innalza verso frequenze più alte ed armoniche. Tutti gli atomi si eccitano e iniziano a irradiare un campo elettromagnetico con un potenziale trasformativo talmente grande da riuscire a destrutturare e influenzare positivamente i campi delle singole unità viventi. E questo accade soltanto quado i pensieri sono in massimo allineamento con gli stati affettivi. Infatti ogni pensiero in risonanza con le emozioni genera dei segnali di campo che oscillano all’unisono con ogni particella presente nell’universo, permettendo agli infiniti potenziali di collassare in esperienze reali. I pensieri diventano materia e la materia, in questo caso, corrisponde alla guarigione di chi ha creduto.

Ricongiungiti a frequenze più alte e armoniche

L’attenzione diviene fattore indispensabile nel processo di creazione, essa è frequenza informata che permette di indirizzare consapevolmente l’intenzione dall’interno all’esterno, ricongiungendoli in un unico afflato divino. Ed è proprio quando ci ricongiungiamo al Campo infinito di possibilità abbiamo accesso al massimo potere insito in noi e le cose iniziano ad accadere.

La coerenza cardiaca, una pratica riconosciuta dalla scienza e consigliata dai medici, è basato su una respirazione ritmica. Questo libro ti spiega come introdurla nella vita di tutti i giorni per far sì che tu possa godere di tutti i suoi benefici.

I vantaggi della coerenza cardiaca sono innumerevoli:

gestione dello stress, dell’ansia e delle loro conseguenze;
miglioramento del sonno;
diminuzione della voglia smodata di cibo,
perdita di “chili emotivi”;
diminuzione del rischio cardiovascolare;
miglioramento dell’apprendimento;
aiuto nel prendere decisioni.

approfondimenti:

Coerenza Cardiaca 365 - 3 volte al giorno, 6 volte al minuto, 5 minuti — Libro
I benefici della respirazione cosciente
David O'Hare

Scienza e Conoscenza n. 64 - Rivista Cartacea
Nuove Scienze, Medicina non Convenzionale, Coscienza
Autori Vari

martedì 25 febbraio 2020

La coerenza cuore-cervello: dinamica quantistica



La coerenza cuore-cervello: una dinamica quantistica

Psicologia Quantistica


La ricerca ha ormai largamente mostrato il ruolo chiave del cuore quale centro dell’afflusso spirituale, capace di generare un campo elettromagnetico talmente ampio da mettere in coerenza il sistema psiche-soma: cerchiamo di capire meglio come accade tutto questo

Carmen Di Muro - 24/02/2020

La ricerca ha ormai largamente mostrato il ruolo chiave del cuore quale centro dell’afflusso spirituale, capace di generare un campo elettromagnetico talmente ampio da mettere in coerenza il sistema psiche-soma, armonizzando i ritmi biologici con il movimento della realtà in una danza perenne tra interno ed esterno che attira e genera a sé, per risonanza, altro potenziale. E le emozioni positive rappresentano la pietra angolare nella generazione di questo campo altamente organizzato che ci fa entrare in quella famosa condizione di “flusso di coerenza” con l’anima. Durante questo stato il sistema corporeo funziona con un alto grado di sincronizzazione ed efficienza, producendo modelli altamente strutturati di feedback elettrochimici ed elettromagnetici, tali da permettere al biocampo di riallineare l’insieme di frequenze che orbitano nel suo raggio d’azione.

La serenità, la fiducia, l’amore che possiamo mettere in ogni nostro piccolo atto di preghiera sono le più sottili e potenti possibilità che abbiamo di portare tutta l’energia di creazione della nostra coscienza nella materia. Il panorama interno muta e la nostra vibrazione si innalza verso frequenze più alte ed armoniche. Tutti gli atomi si eccitano e iniziano a irradiare un campo elettromagnetico con un potenziale trasformativo talmente grande da riuscire a destrutturare e influenzare positivamente i campi delle singole unità viventi. E questo accade soltanto quado i pensieri sono in massimo allineamento con gli stati affettivi. Infatti ogni pensiero in risonanza con le emozioni genera dei segnali di campo che oscillano all’unisono con ogni particella presente nell’universo, permettendo agli infiniti potenziali di collassare in esperienze reali. I pensieri diventano materia e la materia, in questo caso, corrisponde alla guarigione di chi ha creduto.

L’attenzione diviene fattore indispensabile nel processo di creazione, essa è frequenza informata che permette di indirizzare consapevolmente l’intenzione dall’interno all’esterno, ricongiungendoli in un unico afflato divino. Ed è proprio quando ci ricongiungiamo al Campo infinito di possibilità abbiamo accesso al massimo potere insito in noi e le cose iniziano ad accadere.

scopri:

Scienza e Conoscenza n. 64 - Rivista Cartacea >> http://bit.ly/2PSx3rV
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lunedì 7 ottobre 2019

Che cosa sono i paradigmi?



Che cosa sono i paradigmi?

Scienza e Fisica Quantistica


Un paradigma è come il sistema di convinzioni inconscio di una cultura. Noi viviamo e respiriamo queste convinzioni, e pensiamo e interagiamo di conseguenza: ma come si fa ad andare oltre?

Marianna GUALAZZI - 06/10/2019

Il seguente articolo è tratto dal libro Che Bleep ne sai?

Un paradigma non viene mai messo in discussione perché nessuno ci pensa. È come indossare i famigerati occhiali dalle lenti rosate continuamente: vediamo tutto attraverso quelle lenti. Questa è la realtà in cui viviamo. Tutte le nostre percezioni ci pervengono attraverso quella cornice e, all’interno di quel sistema, ci sono tutte le cose che diamo per scontate. Non le mettiamo mai in questione, né addirittura ne diventiamo consapevoli, finché non andiamo a sbattere contro un muro e le lenti rosate si infrangono, e all’improvviso il mondo sembra diverso.

Paradigmi e sistemi di credenze

Un altro modo per comprendere un paradigma è di vederlo come un sistema di credenze. Se avete mai provato a definire quale sia il vostro sistema di credenze, a che cosa attribuite valore e in che cosa credete, sapete quanto sia difficile. Forse alcuni dei temi a cui avete pensato consapevolmente non sono così difficili: potete credere nell’importanza della famiglia, dell’amicizia, dell’esercizio fisico, di una dieta salutare; potete aver ragione di credere che la vostra scelta politica sia la più sensata e via dicendo. Ma ci sono dozzine, forse centinaia, di credenze inconsce, mai esaminate, che governano la vostra vita dai livelli sotterranei della consapevolezza ottenebrata; si tratta di convinzioni che riguardano il vostro valore e la vostra competenza, per esempio, o se ci si possa fidare o no della gente, depositate durante l’infanzia e tuttora operanti nel determinare il modo in cui vi ponete in relazione con il mondo.
Un paradigma è come il sistema di convinzioni inconscio di una cultura. Noi viviamo e respiriamo queste convinzioni, e pensiamo e interagiamo di conseguenza.

Il vecchio paradigma scientifico non funziona

Praticamente ogni giorno appaiono nuove informazioni scientifiche che non possono essere spiegate attraverso il modello classico newtoniano.
La teoria della relatività, la meccanica quantistica, l’influenza dei pensieri e delle emozioni sul nostro corpo, le cosiddette “anomalie” come le esperienze extrasensoriali (ESP), la guarigione per mezzo della mente, la visione remota, le persone che fungono da medium e da channel, le esperienze pre-morte ed extracorporee: tutto ciò indica la necessità di un modello diverso, un paradigma nuovo che includa tutti questi fenomeni in una teoria più ampia sulla modalità di funzionamento del mondo.
Non si tratta solo del fatto che il vecchio modello è insufficiente a rispondere agli interrogativi sollevati dalle nuove ricerche. Un problema ancora più serio è che il vecchio modello non ha fatto pressoché niente per liberare la vita umana dalla sofferenza, dalla povertà, dall’ingiustizia e dalla guerra. Di fatto, si potrebbe sostenere tranquillamente che molti di questi problemi sono peggiorati a causa del modello meccanico che da lungo tempo domina il nostro modo di sperimentare il mondo.

Che Bleep ne Sai? — Libro >> http://bit.ly/2MkJWXW
Fatti soprendere dalla scienza quantica e scopri le infinite possibilità di cambiare la tua realtà quotidiana - Nuova edizione
William Arntz, Betsy Chasse, Mark Vicente

Descrizione

A volte la gravità non funziona. Alcuni elementi sono simultaneamente sia onde che particelle. Gli elettroni, semplicemente, scompaiono continuamente.

Se l’universo è così squisitamente imprevedibile e possibilista, perché i nostri pensieri sono invece così limitanti?

Se pensi di dover andare ogni giorno sullo stesso luogo di lavoro, a fare le stesse commissioni, di dover formulare sempre gli stessi pensieri e di sentirti sempre allo stesso modo, questo libro fa al caso tuo: con l’aiuto di oltre una dozzina di scienziati sperimentali e teorici, verrai guidato all’interno di un universo più bizzarro e vivo di quanto tu possa immaginare.

E ti condurrà ancora oltre, ai margini estremi di ciò che sappiamo della coscienza, della percezione, della chimica del corpo e della struttura cerebrale.

Di che cosa è fatto un pensiero?
Di che cosa è fatta la realtà?
Ma soprattutto, può un semplice pensiero modificare la natura della realtà?
Rivelazioni sensazionali che non conducono soltanto al mondo materiale, ma nel profondo del regno della spiritualità.

 Indice

Qualche parola da parte degli autori

Le Grandi Domande

Scienza e religione: il grande divorzio

Cambiare paradigma

Che cos’è la realtà?

Vista e percezione

La fisica quantistica

L’osservatore

La coscienza

Il dominio della mente sulla materia

La coscienza crea la realtà

Sono io che creo la mia realtà?

Perché non siamo dei maghi?

Il cervello quantico

Il cervello: un’introduzione

Le emozioni

Le dipendenze

Desiderio Scelta Intento Cambiamento

Interludio di Betsy

I paradigmi: l'altra faccia

Correlazione

La sovrapposizione finale

Epilogo: una festa quantica

La creazione di Ma che BIP sappiamo veramente?!

Collaboratori

Ulteriori suggerimenti

Che Bleep ne Sai? — Libro >> http://bit.ly/2MkJWXW
Fatti soprendere dalla scienza quantica e scopri le infinite possibilità di cambiare la tua realtà quotidiana - Nuova edizione
William Arntz, Betsy Chasse, Mark Vicente


giovedì 18 aprile 2019

Dal pensiero alla materia: una dinamica quantistica




Dal pensiero alla materia: una dinamica quantistica

Neuroscienze e Cervello


Avere la consapevolezza di cosa succede all'interno del nostro cervello fa la differenza: ciò che pensiamo, contiene sempre in sé una parte affettiva a cui noi non abbiamo accesso. Scopriamo il punto di vista quantistico

Carmen Di Muro - 17/04/2019

Il pensiero è vibrazione, energia non locale e il suo campo d’azione non va concepito entro i limiti del corpo fisico, ma al contrario in modo esteso all’infinito. Come ci ricorda John Hagelin, noto fisico statunitense, nella meccanica quantistica l’idea di particella è sostituita dall’idea di funzione d’onda. La funzione d’onda, ossia un vettore nello spazio lineare, è fatto della stessa sostanza di cui sono fatti i pensieri.

Noi viviamo e respiriamo in un universo fatto di pensieri, un universo concettuale. E questa unità, alla base di mente e materia, è coscienza, un Campo Integrale che s’innalza in onde di possibilità tra cui la consapevolezza può scegliere generando tutto ciò che esperiamo sotto forma materiale.

Oggigiorno, l'applicazione di teorie dinamiche non lineari alle neuroscienze, sempre più ne da conferma, spostando il focus delle ricerche dal dominio neurochimico a quello di campo elettromagnetico, che apre la strada ad un livello della realtà in cui la coscienza viene considerata come il processo quantistico oscillatorio che emerge dalla profondità subcorticale alla superficie corticale, dando vita istante dopo istante ad energie informate, veri e propri vettori che integrano ed orientano l'insieme di attività comportamentali, mentali e fisiologiche verso direzioni specifiche o nuclei di significato.

I pensieri sono la forma primigenia di contenuto percepibile, capace di attirare e generare ciò che rispecchia le caratteristiche personali di un determinata volontà sensiente. Tutto è in continua sintonizzazione, tutto si realizza e prende forma tramite rapporto reciproco tra il Campo e la nostra unicità. Quando ci connettiamo mentalmente con un fine, diamo il “la” alla creazione di una rete di significatività tra punti nel dominio del subatomico. Si stabilisce un continuum, una forte congiunzione informazionale tra le cose.

L’attività a livello d’intelletto, per esempio, genera vibrazioni che espandono pian piano il loro moto costante ed investono tutto ciò a cui la mente ha posto riferimento. Espandendo il loro moto circolare, anche il moto apparentemente lineare del restante viene influenzato, in quanto le informazioni veicolate si scontrano e generano un moto vibratorio che genera altro moto, dando luogo alla manifestazione di una tra le infinite possibilità attraverso l’introduzione di un ordine altamente coerente. Ciò a cui sottilmente la nostra coscienza anela trova, quindi, realizzazione nel denso, in quanto la forza vibratoria mentale attira a sé vibrazioni della stessa frequenza.

Desiderare non significa dar luogo sempre alla nostra idea dominante in maniera perfetta e coincidente. Si desidera qualcosa, molto spesso, che prende piede in altre forme a noi inaspettate.  Ogni nostro pensiero sintetizzato dal lobo frontale, viene riconosciuto come informazione finita e genera una particolare e distinta frequenza, e questa a sua volta produce una reazione istantanea di accordo da parte dell’universo in filo diretto con i nostri elementi profondi. Un amalgama di cuore e mente, in cui le differenti tonalità emotive fanno da padrone. Sono questi gli elementi imprescindibili che divengono guida d’onda che veicola l’informazione al Campo. E’ questo l’ordine implicito che informa e permette ai punti di potenzialità di collassare nel materico.

Gli eventi, la realizzazione delle cose, sono da intendersi, dunque, come uno specchio, in cui noi possiamo scorgere chiaramente il riflesso della nostra vera natura, l’essenza dell’ ANIMA. Ciò che pensiamo, contiene sempre in sé una parte affettiva a cui noi non abbiamo accesso, che muove le trame della manifestazione della vita. Averne consapevolezza fa la differenza.

Approfondisci il tema:

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Nuove prospettive di guarigione tra fisica quantistica e coscienza
Carmen Di Muro

Essere è Amore - Libro
Dal pensiero alla materia - Viaggio scientifico nella pura essenza
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venerdì 27 aprile 2018

Il linguaggio quantistico delle piante




Il linguaggio quantistico delle piante

Psicologia Quantistica

Il linguaggio quantistico delle piante
      
Le piante sono esseri viventi dotati di una coscienza propria in grado di captare e rispondere alle informazioni a cui quotidianamente sono esposte. Scopriamo il linguaggio quantistico delle piante e come scegliere quelle più adatte a ripulire energeticamente i nostri ambienti

Carmen Di Muro - 22/04/2018

L’energia della Natura è una per tutte le cose. Ogni entità materiale, attraverso l’energia di cui è dotata, è interrelata con tutte le altre ed è parte costitutiva del Tutto. Questo livello di interconnessione-dipendenza della realtà subatomica, caratterizzato dal principio di non località, vede le particelle dei nostri organismi interagire tra loro e con quelle dell’universo, simultaneamente attraverso una rete di informazioni vibrazionali. Allora perché continuare a credere che le piante non siano esseri viventi dotati di una coscienza propria in grado di captare e rispondere alle informazioni a cui quotidianamente sono esposte?

Già dai primi del ‘900 vari ricercatori come Backster, Sauvin e Volger guidati dalla convinzione che esse avessero un campo di energia simile a quello generato dall’uomo, condussero svariati esperimenti che misero in luce non solo l’esistenza di una notevole sensibilità che permette alla pianta e all'uomo di intercomunicare, ma anche di trasmettere ed immagazzinare informazioni elettromagnetiche per la salute dell’organismo vivente.

La sensibilità elelttromagnetica delle piante

Oggigiorno, sono stati fatti notevoli sforzi di ricerca per studiare i possibili effetti biologici dovuti all'esposizione a campi elettromagnetici ad alta frequenza o a frequenza ultrabassa e, la sensibilità elettromagnetica delle piante, è ormai comprovata. Pensiamo, per esempio, alla loro struttura cromofora, ossia a quegli atomi capaci di conferirle colorazione, utilizzata per il trasporto intercellulare di energia ed informazione: ciò avviene tramite la clorofilla che accumula energia direttamente dai fotoni del sole.

Infatti, pur senza alcun organo assimilabile ad un cervello centrale esse riescono a percepire le vibrazioni ambientali con un livello di sensibilità notevolmente superiore rispetto ad altri organismi viventi, trasducendoli in risposte molecolari o alterazioni morfogenetiche nel loro schema di sviluppo. Ma non solo, esse sono ricettive soprattutto all’esposizione di campi disarmonici essendo la rappresentazione vivente della solidità e della malleabilità, adattandosi e rimodulandosi in virtù dei cambiamenti a cui sono sottoposte. E noi stessi possiamo averne la prova nel momento in cui posizioniamo una pianta nel nostro ambiente quotidiano. Non soltanto essa è in grado di adeguare la sua crescita alle caratteristiche del luogo (esposizione alla luce, clima, posizione), ma di risentire anche delle frequenze del biocampo umano di chi lo popola usualmente.

Quante volte dopo periodi intensi di stress o di malessere psico-fisico abbiamo notato nei nostri amici vegetali la comparsa di parassiti, l’alterazione delle foglie o del colore? O, addirittura, quante volte ci è capitato di vederle morire improvvisamente giustificandoci con la frase “Non ho il police verde”? Ma quante volte capita anche il contrario: esse crescono rigogliosamente e senza sforzo seppure le innaffiamo o le curiamo poco?

Le piante misurano le nostre frequenze vibrazionali

Se solo ponessimo attenzione al periodo e al contesto in cui la pianta manifesta determinati sintomi nella sua struttura, avremo sicuramente la percezione della frequenza vibrazionale che stiamo irradiando in un determinato momento della nostra vita. Questo ci darebbe il senso anche sul tipo di informazione che inevitabilmente riverseremo all’esterno, nell’ambiente, nelle relazioni e soprattutto nel nostro corpo. Basta solo osservare per notare l’interazione costante che esiste tra il flusso dei nostri pensieri e delle nostre emozioni con le strutture vegetali, notando il linguaggio quantistico di interconnessione e scambio che avviene perpetuamente e che si manifesta nel cambiamento spontaneo della loro conformazione nel bene e nel male.

Le piante giuste per "ripulire" i nostri ambienti

Eppure, le piante possono essere nostre grandi alleate, nel momento in cui le selezioniamo minuziosamente in base alle loro caratteristiche salutari riempiendo i nostri ambienti di più varietà. Per ogni luogo la sua pianta o meglio, le sue piante. Ci sono infatti esemplari che amano stare in cucina, piuttosto che in altre stanze in quanto la loro struttura energetica è più resistente nel tollerare i campi elettromagnetici che si diffondono in questi spazi di uso giornaliero. Tra queste abbiamo il phothos, la pachira acquatica, l’orchidea, la menta peperita, il timo come pure tutti i tipi di piante semigrasse. Abbiamo poi la spatifillo, l’aloe, la felce, la sanseveria e l’edera per la purificazione di quei luoghi popolati da numerose informazioni difformi, come uffici, studi professionali o case appena acquistate in cui non ci è noto il tipo di vibrazione a cui erano sottoposte. Queste varietà hanno il beneficio di ripulire e bilanciare i campi del luogo. Ma attenzione! Sortiscono effetto se ne posizioniamo più insieme così da creare un piccolo microclima vegetale tale da esercitare un’influenza di campo di una certa intensità nella stanza. Esse devono essere posizionate nei diversi angoli, o in prossimità, così che l’informazione possa fluire armonicamente senza interruzioni.

Al contrario di quanto si crede, anche in camera da letto possono sortire effetti benefici. La lavanda per esempio, come pure l’areca palmata o il ficus benjamin sono perfette per ripulire il biocampo umano durante la notte generando pace e serenità durante il sonno e una sensazione di equilibrio al risveglio.

Ma anche i cactus godono di una buona reputazione. La NASA dopo aver completato il suo massiccio studio sulle piante da casa ha scoperto che il cactus era abbastanza efficiente nell'assorbire le radiazioni elettromagnetiche generate dagli attuali dispositivi elettronici (wi-fi, pc, Tv, ripetitori). Poiché la radiazione EMF viaggia in linea retta, l’ideale sarebbe posizionare le piante tra noi e il computer, o qualsiasi dispositivo nelle vicinanze emetta frequenze di questo tipo.

Quelle citate sono solo alcune varianti da interni più comuni, ma esistono tantissime tipologie adatte alle nostre esigenze e alla nostra personalità. Ogni pianta è capace di ricondurci al contatto più profondo con l’essenza prima, con la Natura e la sua potente energia, nel momento in cui delicatamente con la nostra interiorità la sfioriamo, la sentiamo e comprendiamo il suo linguaggio sottile che non è fatto di parole, ma di pure vibrazioni emozionali.

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venerdì 22 settembre 2017

La teoria del Multiverso




La teoria del Multiverso: da Star Trek alla teoria delle stringhe

Scritto da: Isabella Rigillo

Scienza e Fisica Quantistica



La teoria del Multiverso: da Star Trek alla teoria delle stringhe

La teoria dell’inflazione cosmica – secondo cui l’Universo si è espanso in modo esponenziale - ipotizza che viviamo non in un Universo, ma in un Multiverso cioè tanti forse infiniti universi come il nostro: ci muoviamo in punta di piedi poiché è facile andare nella fantascienza o nella filosofia o altrove.
Già Giordano Bruno ipotizzò la presenza di molti mondi abitati e un universo infinito, ci guadagnò come sappiamo il “ Nobel del rogo” a Campo dè Fiori.
Varie sono le teorie scientifiche che si sono occupate degli universi paralleli: in questo breve articolo si tratterà solo di alcune di queste ricerche.
Abbiamo visto nel film “Generazioni” della saga Star Trek una grande stringa che mette a rischio l’Enterprise con tutto l’equipaggio, distrugge un’altra nave spaziale e alcuni dei superstiti raccontano a bordo dell’Enterprise di un mondo chiamato Nexus dove tutto è possibile. Il capitano Jean Luc Picard vi trova la moglie e i figli che avrebbe voluto avere e il nipote che nell’altra realtà era morto.

Infinitamente piccolo e infinitamente grande

La materia è formata da minuscole corde vibranti sospese in uno spazio a più dimensioni: 11. Il nostro mondo ne ha tre di dimensioni, quindi le stringhe ne hanno sette in più. Queste stringhe sono immerse nell’iperspazio (quello nel quale si muovono i nostri miti della fantascienza), a loro volta potrebbero essere unite a membrane a tre dimensioni o anche più, la particolarità è che ogni membrana costituisce un Universo diverso. La cosa interessante è che l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande si “somigliano” con la teoria delle stringhe, poiché a livello microscopico abbiamo stringhe di energia che vibrano a una certa lunghezza d’onda e si aggregano per formare le particelle. Ciò che accade nello spazio lo abbiamo visto ben rappresentato in Star Trek: abbiamo delle super stringhe in movimento cariche di energia. Quando una membrana viene in contatto con un’altra succede un disastro, ricordiamo ancora il Big Bang, qualcuno ipotizza sia stato l’effetto di uno scontro tra membrane. Ci avviciniamo alla teoria delle Superstringhe o teoria del Tutto che avrebbe dovuto unificare e rivoluzionare gli studi della Fisica moderna.

Il Multiverso

Nella teoria del Multiverso si utilizza la capacità delle particelle di stare in più luoghi contemporaneamente, insomma si passa alla Meccanica Quantistica. Tutto ciò che può accadere accadrà. Quindi, negli universi paralleli al nostro, tutto ciò che non riusciamo a portare a termine o a realizzare i nostri doppi, tripli, lo faranno, nel bene e nel male. Inoltre, le regole che rappresentano le leggi fondamentali della natura nel nostro universo in un altro potrebbero avere forme differenti, cioè tipi e proprietà delle particelle elementari possono differire da un universo a un altro. Gli altri universi sono vicini al nostro e sarebbero invisibili perché immersi in uno spazio a più dimensioni, unici elementi che potrebbero saltare da un universo all’altro sarebbero i gravitoni. La forza di gravità risulterebbe debole proprio perché condivisa. Per ora restiamo su un campo teorico da confermare.

Mentre il comportamento delle particelle è stato studiato e registrato da più gruppi di esperti, la presenza dell’osservatore è fondamentale per la misurazione dell’evento e proprio questa porta alla modificazione dello stato della particella che in seguito sarà vista da tutti nello stesso posto. Lo stato quantistico dopo la misurazione è una sovrapposizione di due mondi interi. Nella misurazione un altro universo si è separato dal primo con un risultato diverso dal precedente. L’osservatore stesso si divide in molti osservatori che vivono in molti mondi possibili, paralleli e reali. Studiosi americani stanno lavorando su questa ipotesi e se verrà confermata vorrà dire che le regole del mondo microscopico quantistico saranno valide anche per la definizione dei molti mondi del multiverso. Come conferma di questa teoria si dovrebbe arrivare a dimostrare l’esistenza di una lieve curvatura spaziale negativa nel nostro universo, cioè nello spazio ci si dovrebbe spostare lungo curve e non seguendo linee rette. Un modo per accorciare le distanze e ritornare sull’Enterprise.

Ai Confini dell'Universo - Libro
Un libro lungo 4 metri
Raman Prinja

venerdì 13 gennaio 2017

Analisi astrologica e interpretazione quantistica




Analisi astrologica: un'interpretazione quantistica

di Vincenzo Primitivo

11/01/2017



Analisi astrologica: un'interpretazione quantistica

Se il compito di chi fa un'analisi astrologica è quello di decodificare i significati simbolici che derivano dal tema di nascita, scaturisce subito una controversia: la compartecipazione di colui che analizza il tema natale è un fattore determinante l'interpretazione dell'analisi stessa, visto che lo sguardo dell'osservatore influenza la realtà, come ci insegna la fisica.
La critica principale che viene mossa alla interpretazione astrologica (ci sono tante interpretazioni per quanti sono coloro che compiono l'analisi) può essere da subito confutata e spiegata in termini strettamente fisici.
Se i fenomeni quantistici che regolano la Natura sono per definizione discontinui, come può esserci un'unica interpretazione del tema natale, che la natura di quell'uomo descrive? Se lo sguardo dell'osservatore influenza la realtà come può esserci una spiegazione unitaria, un'unica misurazione della traiettoria di vita di quell'uomo?

Se, come ci insegna la fisica, l'elettrone acquisisce caratteristiche di complementarietà (principio di complementarietà secondo Bohr) cioè può essere o onda o particella, facendo inferenza nella vita reale ciò esprime la dinamica tra coppie di opposti che osserviamo comunemente nella realtà quotidiana: amore e odio, salute e malattia, luce e oscurità ecc. Questo ci consente di comprendere come non possiamo pensare di confrontarci con un solo aspetto senza prendere in considerazione anche l'altro. Sarebbe impossibile apprezzare i momenti in cui stiamo bene nella vita se non li mettessimo in paragone con i periodi in cui invece soffriamo: bisogna cioè sempre considerare anche l'altro "punto di vista".

Se, come ci insegna ancora la fisica, dell'elettrone se ne può misurare o il moto o la posizione (principio di indeterminazione secondo Heisenberg) in un ottica strettamente filosofica questo giustifica il fatto che uno stesso problema per essere risolto possa prevedere diversi punti di vista e non necessariamente una soluzione unica: cioè il punto di vista dell'osservatore che in quel momento osserva e con la sua osservazione modifica e influenza la realtà rendendola unica e personale. Se noi facciamo un'affermazione che giudichiamo vera, il suo contrario è un'affermazione altrettanto vera, non si impone una scelta; possiamo avere molteplici sfaccettature all'interno dell'analisi di uno stesso fenomeno, tanti e diversi aspetti per quanti sono coloro che su quello stesso fenomeno compiono un'osservazione.

In più, da un punto di vista strettamente filosofico, questo giustifica il fatto che uno stesso problema, per essere risolto, possa prevedere diversi punti di vista e non necessariamente una soluzione unica. Se noi facciamo un'affermazione che giudichiamo vera, il suo contrario è un'affermazione altrettanto vera: non si impone una scelta, possiamo avere molteplici sfaccettature all'interno dell'analisi di uno stesso fenomeno.
Questo principio, inoltre, amplia i confini della realtà, conferendole una ricchezza particolare, la fa andare oltre una classificazione rigida ed esclusiva, la rende vicina all'Arte che non è definita da nessuna delle sue correnti perché troppo più grande per essere ridotta a una di esse. E la scienza stessa non possiede più in esclusiva le chiavi della conoscenza della realtà, ma diventa solo una delle espressioni attraverso le quali analizziamo il mondo senza che alcuna fra loro possa ritenersi unica ed esaustiva.

La persona che fa un'analisi del tema natale non può dare una valutazione oggettiva che trascenda il suo essere soggetto compartecipante; considerato che l'osservazione è parte integrante del fenomeno, noi possiamo considerare tanti punti di vista quanti sono gli osservatori che effettuano l'analisi, ecco perché non ci può essere una visione unitaria del tema natale stesso. In base a questo ragionamento esso non esprime l'assolutezza del dato, ma la probabilità che succeda, non ci dice cosa accadrà, ma cosa potrebbe accadere, così come la fisica quantistica ci spiega come tutto si basi sulla probabilità di ottenere un certo risultato partendo da una misurazione e non sulla sua determinazione certa e assoluta (l'espressione probabilità non significa che non conosciamo completamente ciò che stiamo osservando – siccome non conosco è probabile che sia così – ma è una caratteristica costituzionale del sistema stesso).


lunedì 12 settembre 2016

Biofisica e fisica quantistica: le terapie eav e morell funzionano davvero?




Biofisica e fisica quantistica: le terapie eav e morell funzionano davvero?

La redazione di S&C - 09/09/2016



Intervista al professor Edilio Giannazzo, docente di biofisica

La nostra redazione ha incontrato e intervistato il professor Edilio Giannazzo, docente di biofisica che ci parla della relazione che intercorre tra la fisica quantistica e la biofisica stessa.

Professor Giannazzo grazie per la disponibilità a questa intervista. Inizio con una domanda che possa chiarire meglio il campo in cui iniziamo a muoverci. Lei è docente di biofisica: che cos'è la biofisica e di che cosa si occupa principalmente?

La base culturale della Biofisica ha una duplice realtà in biologia: la biofisica fisiologica, che studia i processi fisiologici, quale espressione di precise leggi fisiche che governano l’organizzazione funzionale delle strutture biologiche e le tecnologie biofisiche, nate dalla ricerca multidisciplinare di fisici, ingegneri, biologi e medici che, nella quasi totalità sfruttano l’interazione dei campi elettromagnetici (c.e.m.) con la struttura biologica.

Quali sono i punti di contatto tra la biofisica e la fisica quantistica?

Non mi limiterei a definirli punti di contatto, ma una stretta correlazione tra la biofisica e la fisica quantistica. È evidente che mi riferisco essenzialmente alle tecnologie biofisiche. Ricordiamo che il passaggio dalla fisica classica alla quantistica fu dovuto alle scoperte fisiche a cavallo del XIX e il XX secolo, con la definizione della fisica delle particelle atomiche, la relazione tra materia e onde elettromagnetiche e la definizione della singolarità dei quanti (fotoni) componenti le o.e.m.. Va precisato che fra le tecnologie biofisiche, intendo riferirmi anche alla nuova disciplina, la medicina quantistica.

Queste discipline ci danno una nuova chiave di lettura dei processi biologici? Questa chiave, a suo parere, è stata recepita dalla medicina tradizionale?

Ancora una volta non mi limiterei a definire nuova chiave di lettura ma realtà scientifica dei processi biologici che spero di poter chiarire successivamente. Relativamente alla seconda domanda, va specificato che la medicina tradizionale ha recepito e accettato, anche dal punto scientifico, quanto riguarda la realtà diagnostica e terapeutica delle radiazioni X, gli impieghi delle radiazioni nucleari, del laser, della magnetoterapia. Anche se non sono stati ri-conosciuti, queste metodiche fanno parte della fisica quantistica, proprio come interazione dei c.e.m. con le strutture biologiche Diverso è l’atteggiamento della medicina tradizionale nei riguardi della biofisica clinica che sta alla base della medicina quantistica.

Oggi si parla molto di medicina quantistica, a volte anche in maniera un po' fumosa: potrebbe darcene una visione e un quadro chiaro dal suo punto di vista?

La domanda è veramente interessante e certamente richiederebbe un intero trattato. Cerchiamo di sintetizzare, nella speranza di essere compreso, anche se non esaustivo. Credo che anche dalle esperienze di vita più semplici, risulta chiaro che la nostra realtà vitale e quella dell’intero mondo naturale, può esistere e svilupparsi grazie alla presenza delle onde elettromagnetiche naturali. Sarebbe possibile la vita, nel suo complesso, senza la luce ed il campo magnetico terrestre? L’interazione così vantaggiosa per la nostra esistenza si differenzia nettamente dalla interazione di altre radiazioni come le radiazioni X e nucleari, rico-nosciute radiazioni ionizzanti, che nella loro interazione con la struttura biologica, sono in grado di causare effetti collaterali dannosi e irreversibili. È stato possibile accertare che il limite di transizione è legato all’energia propria di ciascuna radiazione. Così è notorio che le radiazioni con energia (hν) superiore all’ultravioletto, definiscono il limite che divide le onde elettromagnetiche tra radiazioni ionizzanti e non ionizzanti. Inoltre, da oltre due secoli sono noti gli effetti positivi della omeopatia, anch’essa osteggiata dalla medicina tradizionale, an-che se due premi nobel, Benveniste e Montagnier sono riusciti a dimostrare che il beneficio dei rimedi omeopatici è riconducibile all’interazione delle debolissime o.e.m. memorizzate nella estrema diluzione del simillimum.

Lei ha condotto diversi studi scientifici sull'efficacia diagnostica e terapeutica di alcune metodologie alternative, come l'elettroagopuntura di Voll e la Mora terapia: come è nato in lei l'interesse verso un campo di ricerca che molti definirebbero di confine?

La preparazione di Fisica elettronica di base, l’insegnamento di Biofisica Medica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania e l’appartenenza all’equipe di ricerca del dipartimento di Scienze Fisiologiche, mi ha sempre portato ad impegnarmi nella ricerca in Biofisica Fisiologica, in Elettronica e Informatica Biomedicale e nei fenomeni d’interazione tra campi elettrici ed elettromagnetici e strutture biologiche. In quest’ambito, sono venuto a conoscenza di nuove tecnologie che, sfruttando le interazioni delle onde elettromagnetiche LEF con l’organismo, possono essere utilizzate per effettuare sia esami diagnostici che trattamenti terapeutici mirati. Devo confessare che, alla richiesta di un amico di valutare l’apparecchiatura che aveva acquistato il figlio, capace di realizzare dette tecnologie, la mia risposta (da ignorante) fu “di queste cose non me ne devi parlare”. La sua risposta fu: “sei il biofisico della Facoltà, desidero che sia tu a valutare la realtà biofisica su cui si basano queste tecnologie”. Avendo riconosciuto validi i principi biofisici di base ed anche della diagnostica kinesiologica che non conoscevo, ho voluto sottoporre dette tecnologie ad una sperimentazione scientifica, ritenendo che, per la singolarità e l’originalità, questi nuovi approcci, attualmente classificati tra le medicine non convenzionali, dovevano essere adeguatamente verificati dalla ricerca di base. Pertanto, prima di accertarle in fede, abbiamo programmato di sperimentarle per confermarne la validità.

Leggi tutta l'intervista sul numero 57 della rivista Scienza e Conoscenza!

Scienza e Conoscenza - n. 57 - Rivista Cartacea >> http://goo.gl/IXUJQs 
Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza
Autori Vari

La Fisica del Caso - Libro
Raccontata con parole semplici
Massimo Corbucci

venerdì 22 luglio 2016

Alice nel paese dei Quanti




Alice nel paese dei Quanti - La Costante di azione universale

Di Peter Russel - traduzione a cura di Elsa Masetti - prima parte

di Elsa Masetti - 14/07/2016



Alice nel paese dei Quanti - La Costante di azione universale

Peter Russell, autore tra gli altri libri, di The Global Brain, e che vanta una formazione ed esperienza armonica tra scienza e spiritualità, sarà presente al Sand Italia, 2-8 agosto, a Titignano, tra Todi e Orvieto: http://ext.macrolibrarsi.it/eventi/sand-italy-2016/.
Questo festival, unico nel suo genere, coniuga saggiamente le nuove scienze e il fenomeno della coscienza.

Ovvero, come imparare la fisica quantistica divertendosi. Noi e i nostri figli. Inoltre scoprirai cose che a scuola non sono dette.

"Buongiorno, Alice," disse una voce. O almeno sembrava una voce.

Alice si strofinò gli occhi. Si era addormentata nel frutteto, e sognava festini con il tè, torte canterine e ostriche danzanti. Si strofinò gli occhi e si guardò intorno, ma non c'era nessuno in vista. La voce era nel sogno, si chiese? O forse stava ancora sognando. Era stata presa più volte in quella trappola, il pensiero di essersi svegliata, solo per scoprire che stava ancora sognando. E ciò la infastidiva sempre.

"Buongiorno, Alice." Ecco di nuovo la voce. Ma da dove veniva? Alice era abituata alle voci che provenivano da luoghi strani e inaspettati, o scollegati da persone o cose che stavano parlando, ma non alle voci che provenivano da nessuna parte.

"Buongiorno", rispose Alice con cautela, ma educatamente, non volendo turbare chi, o qualsiasi altra cosa, avrebbe potuto essere. "Tu chi sei? O, più precisamente, dove sei?"

"Sono un quanta", ha continuato la voce. "Hai sentito parlare molto di fisica quantistica e di tutte le strane conclusioni a cui conduce, nel tuo mondo, così ho pensato che era giunto il momento che tu lo sentissi direttamente da me, per avere un quadro di come appare il mondo dal mio punto di vista
"Per quanto riguarda dove sono, sono ovunque e da nessuna parte. Sempre e quando-mai.

Alice aveva di meglio da fare che lasciare che la sua mente si preoccupasse del paradosso. Quasi tutto ciò che aveva sentito finora, era paradossale in un modo o nell'altro, e cercare di capire i paradossi era destinato a portare ancora maggior confusione.

"Lascia che mi presenti" ha continuato, "e tutte le altre miriadi di quanti nell'universo, perché, per molti versi, siamo tutti esattamente lo stesso.”

"Ognuno di noi è il pacchetto di energia più piccolo possibile nell'universo. Qualsiasi trasferimento di energia, sia essa da un elettrone all'altro in un atomo o dal sole alla tua pelle, coinvolge un intero numero di noi quanta. Ci ne possono essere 1, 2, 5, 117, o 19.387,463728 milioni di noi, ma mai mezzo quanta o tre quarti di quanta. Sarebbe come per voi avere una conversazione con una mezza persona, o i tre quarti di essa.

Alice chiese se avrebbe potuto immaginare di avere una conversazione con i tre quarti di una persona. I tre quarti di un corpo, forse - lei aveva incontrato situazioni ben più strane, ma proprio quella dei tre quarti di una persona, non era poi così sicura. Prima che avesse la possibilità di provare a immaginare una frazione di una persona, la voce dal nulla tornò.

"Nel tuo mondo anche voi ci chiamate fotoni-la più piccola unità di luce.

"Ora, quando parlo di luce, sto parlando non solo della luce visibile che vedi con i tuoi occhi; intendo dire, l'intero spettro della radiazione elettromagnetica di cui la luce visibile è solo una piccola gamma di frequenze. Tra le frequenze più alte, ci sono la luce ultravioletta, i raggi X e, al di là di essi, i raggi gamma. Tra le più basse trovi le ondate di calore, e tra le bassissime, le onde radio. Tutte queste sono solo diverse frequenze di luce. E tutte composte da fotoni, un singolo quanta ciascuno".

Alice chiese:
"Allora perché hai detto che siete tutti uguali?" Chiese Alice. "La luce ha molti colori differenti; il calore posso sentirlo sulla mia pelle; e mi è stato detto di tenermi ben lontana dai raggi gamma. Mi sembrano tutti ben diversi".

"Questo perché le energie che trasportiamo, variano enormemente. Più alta è la frequenza, maggiore è l'energia. Un fotone di raggi gamma, per esempio, assembla miliardi di volte più energia di un fotone di onde radio. Questo è il motivo per cui i raggi gamma, i raggi X, e anche i raggi ultravioletti in una certa misura, possono essere così pericolosi per voi. Quando questi fotoni colpiscono il corpo, l'energia rilasciata può spingere via le molecole di una cellula. Quando la radiazione di calore è assorbita dalla pelle, l'energia liberata è molto, molto meno, e tutto ciò che fa, è un po' di calore.

"Tuttavia, anche se le nostre energie variano enormemente, c'è una cosa di noi che è sempre la stessa. Ciascuno di noi, possiede, esattamente, la stessa quantità di azione ".

"Che cosa," Alice stava per dire, "è azione?" Ma prima che avesse finito di pensare "cosa", il quanto, ha detto, "Ho pensato che lo avresti chiesto.

"Presumo che ti siano familiari i termini massa, velocità, quantità di moto e energia..."

"Sì," pensò Alice. Ricordava di aver appreso qualcosa del genere a scuola.

"E hai imparato come entrano in relazione tra di loro. Il moto di un oggetto, per esempio, è la sua massa per la sua velocità. E il lavoro è l'energia moltiplicata per la distanza. L'azione, è solo un'altra di queste qualità, ma non è quella di cui, di solito, si sente parlare a scuola ".

"La quantità di 'azione' in qualsiasi atto, è definita dal momento dell'oggetto moltiplicato per la distanza percorsa. Oppure, può anche essere espressa, come energia dell'oggetto moltiplicata per il tempo con il quale sta viaggiando".

"Immagina qualcuno che lancia una palla." Improvvisamente, dal nulla, in giro per il frutteto apparve il Bianconiglio, che lanciava in aria grandi palle da tennis arancioni. "Dev'essere immaginazione!" Pensò Alice.

"Se dovesse lanciare le palline due volte più velocemente, ci sarebbe più o meno azione?"

"Di più, naturalmente."

"Due volte tanto?"

"Mi piacerebbe pensarla così."

"E se le palle fossero molto più pesanti, come palle da croquet, ci vorrebbe più o meno azione per il loro movimento?"

"Di Più."

"E se corresse in giro per il doppio del tempo, quanta azione pensi che ci vorrebbe?"

"Due volte tanto, suppongo."

"Così il concetto di azione non è poi così strano, è vero?"

"No," rispose Alice, chiedendosi perché non aveva mai pensato prima all'azione, in questo modo. E perché non ne aveva sentito parlare a scuola? Forse non era così importante?

"Oh, è molto importante", ha replicato la voce dal nulla. "I vostri matematici hanno scoperto che qualsiasi cosa accada nell'universo avviene in modo tale che la quantità totale di azione è sempre la più bassa possibile. È quello che chiamano 'Il principio di azione minima'. E i vostri scienziati lo usano tutto il tempo, per prevedere come le cose accadranno. Quelle palle che il Bianco Coniglio lancia in aria tracciano una curva, giusto? Ebbene tale curva sembra essere quella che comporta la minore quantità di azione. Qualsiasi altra curva che si possa immaginare, richiederebbe più azione".

I funghi di Alice nel paese delle meraviglie

"Una sorta di principio di efficienza cosmica," pensò Alice.
"Sì. E si applica a tutto. Anche alla luce. Quando si vede un riflesso nello specchio, la luce ritorna secondo l'angolo preciso che coinvolge la minor quantità di azione ".
"Hmm, sto cominciando a capire perché l'azione è così importante."
"Sì, è assolutamente fondamentale. E, come dicevo, ogni singolo quanto nell'universo, ogni fotone, qualunque sia la sua frequenza e l'energia, è un'unità identica di azione. La quantità è estremamente piccola, dopo tutto, siamo molto, molto, molto piccoli. Nelle vostre unità di misura, ognuno di noi è circa 0.00000000000000000000000000663 erg-secondi. E prima ancora che tu pensi di chiedere che cos'è, ti dico che si tratta di una unità di energia, una molto piccola. Per sollevare una palla da croquet di una libbra, a una distanza di un piede, necessitano circa di 13,5 milioni di ergs. Se ci metti un secondo per alzare la palla, l'azione coinvolgerebbe circa 13,5 milioni di erg-secondi. Ora, ognuno di noi Quanta è una piccola, minuscola, minuscolissima frazione di un erg-secondo-punto zero zero zero zero zero zero zero zero. . . "

"Si fermi, per favore. Ho l'immagine. Tu sei una piccolissima, piccolissima, piccolissima, piccolissima unità di azione ".

"Sì, l'azione più piccola possibile nell'universo. Si chiama la costante di Planck - dopo Max Planck - che, per primo, ci ha scoperto. Ciascuno di noi, ognuno di noi, è esattamente questa quantità di azione ".

Alice ci pensò su per un po’. "La luce è azione", rifletté. "Non ci avevo mai pensato prima. Ma suppongo che abbia un senso. Dopo tutto, la luce non si ferma mai. Può viaggiare in tutto l'universo, e a grande velocità. La luce non riposa mai, né mai rallenta. Sì, il termine azione, sembra del tipo più appropriato".

"Non così in fretta," il quanta l'aveva interrotta. "Questo può essere il modo in cui tu vedi la luce, ma noi, vediamo noi stessi, in modo molto diverso. Per quanto ci riguarda, non ci sperimentiamo "viaggianti" ovunque. Non ci muoviamo proprio."

"Oh, questo è ridicolo!" esclamò Alice. "Sono abituata ai paradossi in questo vostro mondo quantistico, ma come si può dire che non viaggiate mai da nessuna, quando è così chiaro che lo fate? Se non andate mai da nessuna parte, come mai la luce arriva a noi dal sole, e come succede che possegga una velocità? "

"Non essere impaziente, mia cara, e cercherò di spiegarti. Ma prima ho bisogno di portarti in un piccola escursione, nelle teorie di un altro dei vostri grandi scienziati, Albert Einstein.

Fonte: scienceandnonduality.com

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