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giovedì 14 luglio 2016

La Terapia Unificata di Tutto




La Terapia Unificata di Tutto

Il primo vero protocollo di lavoro per integrare le 5 leggi biologiche con la medicina energetica, l’alimentazione e tutte le discipline olistiche! - In appendice tutte le tavole per i conflitti e i meridiani corrispondenti

di Maurizio Forza



Come cancellare dal nostro presente, il passato che impedisce al nostro futuro di realizzarsi.

“Ma adesso che abbiamo capito perché ci ammaliamo, e dell’alimentazione, delle 5 leggi biologiche e psicosomatica sappiamo tutto, cosa dobbiamo fare?!” È a tutte le persone che si sono fatte questa domanda che il libro è rivolto.

Abbiamo studiato tanto, fatto corsi, seguito conferenze e siamo ormai convinti che sia la nostra personalità con i suoi capricci e calli dolenti a farci ripetutamente ammalare e scontrare sempre con gli stessi eventi della vita. Come la possiamo cambiare?

La spiegazione semplice, esaustiva e definitiva di come alla radice di tutta la meravigliosa macchina umana ci siano solo 12 passi di creazione che dal Big Bang si stanno ripetendo con ossessiva perfezione, ha rotto il velo sui misteri del corpo umano: l’anatomia e la fisiologia possono trovare ragione solo se interpretate secondo le leggi della fisica moderna che certificano oltre ogni ragionevole dubbio l’autenticità delle antiche discipline energetiche.

Con questo testo che si presenta come un bestseller nel settore, ognuno potrà ritrovare il proprio personale metodo di guarigione, utilizzando l’alimentazione più indicata in base al riconoscimento dei propri conflitti attivi. Chiunque saprà quale colore, suono, onda cerebrale, parola o frase utilizzare per intraprendere il più difficile dei cammini: quello che ci porterà ad essere finalmente una persona diversa.

Solo spostando la propria personalità si potrà uscire da quelle recidive che ci tengono imprigionati in un eterno ieri che distrugge ogni progetto di futuro non facendoci vivere neppure il momento presente. Questo è davvero un libro destinato ad aprire un nuovo modo di cercare la salute, che diventa la perfezione del creato.


Leggi un estratto dal libro di Maurizio Forza "La Terapia Unificata di Tutto"

Introduzione - La Terapia Unificata di Tutto - Libro di Maurizio Forza

Introduzione

"La potenza è nulla senza controllo"
Annie Leibovitz

Questo è esattamente il punto. Nulla di ciò che porta (o può portare) in sé un messaggio "nuovo", per quanto potente possa essere, diviene anche solo minimamente utile se non è comprensibile a tutti; in qualche modo deve essere "controllato".

So che questo potrebbe sembrare un messaggio mondialista e, per chi mi conosce, è evidente che questa è l'ultima delle cose che vorrei. Ma davvero mi sono reso conto di come tutto ciò che ho scritto nel primo libro ha una portata talmente nuova e strana, da essere difficilmente applicabile senza una sorta di protocollo di lavoro strutturato e globalmente fruibile.

Apparentemente mi sembra tutto estremamente chiaro e lineare, ma quando poi si cerca di spiegare come si snodino i concetti nella pratica, effettivamente le cose si complicano.

Ed eccomi qui allora a portare avanti il mio progetto di auto trasformazione in quel E5 da cui poi fare il salto: rientro in me stesso, nella profondità delle connessioni cerebrali, le sviscero portandole ai minimi termini, in modo che per tutti sia IMMEDIATAMENTE semplice riuscire a decidere cosa fare. Tutto per iniziare con quell'opera di cambiamento consapevole e coerente che permette al corpo di non avere più il problema delle recidive dei conflitti, che obbligano la fisiologia e l'anatomia corporea a comunicarci, con sempre gli stessi sintomi, che si sta girando in tondo a vuoto, in un loop continuo e autoreferenziale.

Almeno questo è risultato chiaro e semplice nel libro precedente: se vogliamo smettere di avere sempre gli stessi problemi dobbiamo capire come fare a cambiare secondo le modalità che il nostro corpo ha scelto il giorno in cui si è dispiegato in una terra che è governata da leggi ben precise e, oramai, ben definite.

Vogliamo cambiare? Guardiamo come le leggi fisiche, e quelle biologiche di cui sono figlie, da sempre fanno a perpetrare loro stesse in un continuum di immortalità che la natura ci mostra in modo palese: se un albero non viene tagliato, vivrà in eterno.

Quale modo migliore di vivere secondo natura se non quello di attenerci alla meccanica fisica che dà forma a come la natura stessa nasce, si sviluppa ed espande se stessa all'infinito in un disegno eterno di perfezione e perfezionamento?

Questo libro vuole essere un semplice manuale per iniziare a comprendere come l'applicabilità dei processi di filogenesi degli enneatipi sia facilmente utilizzabile già con le terapie esistenti. Funzionano bene. Devono essere solo inserite in un disegno unificato che dia loro un senso compiuto di evoluzione sensata e verificabile ovunque poggiamo l'occhio.

Come diceva infatti il dottor Hamer: ''Se una regola è una regola, deve valere per tutta la biologia".

Sono d'accordo, se le regole scoperte sono quelle che stanno alla base della biologia, devono essere le stesse regole che stanno alla base di ciò che ha permesso alla biologia di prendere vita. E questa cosa si chiama fisica, intesa nel senso più antico del termine, quando era nata per essere Filosofia sperimentale: un metodo per verificare sperimentalmente se le idee che avevamo della natura ed in ultima analisi di ciò che chiamiamo Dio, potevano mostrare la loro verità sul piano delle dimostrazioni.

La cosa interessante è che è riuscita nel suo intento: la modalità con cui il divino genera se stesso qui su questa terra è stato scoperto e verificato. In larga parte almeno. Ora vediamo di fame qualcosa di tutto questo sapere. Usiamolo per quello che è. Ossia la modalità con cui il divino crea.

Bene, diamogli retta e continuiamo a creare!

Quindi... buona creazione.

Posologia e somministrazione del libro

Questo libro è strutturato nel seguente modo:

Prima parte di recupero delle nozioni di base di fisica e biologia di base utili a codificare il disegno globale nel nostro cervello.
Parallelo tra le fasi di sviluppo fisiche, biologiche delle filosofia e metafisica e quindi delle personalità che le incarna tutte.
Presentazione delle modalità con cui queste idee si strutturano nella materia attraverso la bio-energetica umana (meridiani).
Presentazioni delle correlazioni nel corpo umano dell'anatomia e della fisiologia secondo lo schema energetico stesso.
Guida alla lettura di tutti i segni fisici e comportamentali all'interno dei conflitti della medicina Hameriana.
Presentazione del modello globale di trattamento integrato.
Tabelle alimentari, naturopatiche, comportamentali e fisiche specifiche per ciascuna loggia evolutiva individuata.
Mappa riassuntiva.
Almeno adesso sapete perché un libro che doveva essere di pratica di auto-cura ha quasi 200 pagine di teoria. La conoscenza è nulla senza controllo, l'ho detto prima. Ma senza conoscenza non c'è niente da controllare.

Quindi ora partiamo tutti insieme verso la magnificenza di tutto ciò che c'è.

Dimenticavo... assumere con cautela. E areare il locale prima di soggiornare.


 Indice

Ringraziamenti

Introduzione

Posologia e somministrazione del libro

CAPITOLO I

Riassunto delle puntate precedenti
Mantenere il focus sulla fisica evolutiva
CAPITOLO II

L’evoluzione dell’universo e la fisiologia umana nelle personalità
CAPITOLO III

La funzionalità specifica muscolo-organo e le 5 Leggi Biologiche
POLMONE
INTESTINO CRASSO
STOMACO
MILZA-PANCREAS
CUORE
INTESTINO TENUE
VESCICA
RENI
GENITALI-PERICARDIO
TIROIDE-SURRENI
CISTIFELLEA
FEGATO
Conclusioni
CAPITOLO IV

Le 12 tavole dell’immortalità
Bibliografia


La Terapia Unificata di Tutto - Libro >> http://goo.gl/MJf7zc
Il primo vero protocollo di lavoro per integrare le 5 leggi biologiche con la medicina energetica, l’alimentazione e tutte le discipline olistiche! - In appendice tutte le tavole per i conflitti e i meridiani corrispondenti
Maurizio Forza


giovedì 23 aprile 2015

"La teoria del tutto": un film da vedere per chi ama la scienza e i grandi sentimenti

"La teoria del tutto": un film da vedere per chi ama la scienza e i grandi sentimenti

La straordinaria storia di una delle più grandi menti viventi al mondo, il famosissimo astrofisico Stephen Hawking: "La Teoria del tutto" è un film, da vedere, rivedere, meditare

di Emanuele Cangini - 17/04/2015



«Non ci dovrebbero essere limiti alla ricerca umana. Siamo tutti diversi. E per quanto la vita possa sembrare cattiva, c’è sempre qualcosa che si può fare e riuscirci. Finché c’è vita, c’è speranza».
Con questa frase il celebre cosmologo-scienziato Stephen Hawking chiude il sipario di una delle scene conclusive del film La teoria del tutto, uscito nelle sale cinematografiche italiane nel 2014 e tratto dalla storia autobiografica di Jane Hawking (prima moglie del fisico); una visione che tocca profondamente le corde dell’animo, permeando di una densità palpabile il lirismo romanzato che ne asseconda la trama.

La vita del geniale scienziato viene proposta da un’angolazione alternativa, spostando abilmente il baricentro della narrazione dalle scoperte che lo hanno reso famoso, pur accennandole, alle normalità della sua quotidianità. Le gesta coraggiose di una donna che lo ama, che lo sposa e ne sposa tutti i limiti della malattia, e che in nome di quell’amore totale, con disilluso eroismo, rinnega la spensieratezza della propria gioventù per consacrarsi a un sentimento certamente difficile da vivere, forse impossibile. Jane, conosciuta presso il college, è figura ricca di significato, degna di quella valenza che la vede oscillare tra una presenza a tratti anche ingombrante e una più amena zona d’ombra, nella quale sa porsi con silenziosa compostezza. Le scoperte dello scienziato non da fulcro della progressione narrativa, fanno da cornice a quella malattia che lo abbatte nel corpo ma non nello spirito, nei gesti ma non nei pensieri; inappellabile la sentenza di un medico amareggiato, che con sentito sconforto comunica al giovane genio appena ventenne i suoi “due ultimi anni di vita”.

Ciò che pare essere una condanna, si rivela un inno alla vita.
Non esiste morte laddove esistono riflessione, immaginazione, speculazione; non esiste abbandono laddove si invoca il proprio irrevocabile diritto alla vita. È evidente da parte del regista James Marsh, il sottolineare un contrasto: lo stridere che si produce dallo scontro tra un nichilismo indotto da un destino crudele e una ferrea volontà di vivere, e di vita, nostalgicamente umanista. La frase di Stephen, sul lettino, rivolta al medico è emblematica: «Anche il cervello ne è colpito?».
In questo bailamme, non passa certo inosservata la mutazione di paradigma scientifico-spirituale di Hawking: una posizione certamente ortodossa e confacente ai protocolli cattedratici conservatori, che lo vede porsi inizialmente a difesa della roccaforte dell’ateismo scientifico newtoniano, pregno di quei rigori d’indagine figli dell’epopea illuminista, muta in una più malleabile e speranzosa ottica di apertura.
Un’apertura che, a tratti, veste i panni di una sorta di attesa.
Quell’universo che prima era visto, pensato, come non necessariamente concepibile tramite causa prima, viene rivisto, rimeditato; magari infinito, senza limiti e senza contorni. Magari…
Quel dio tanto temuto, tanto taciuto, tanto accantonato, pare non fare più paura. E se anche nei nuovi modelli cosmologici non viene menzionato, nemmeno, parimenti, gli viene chiusa la porta in faccia, escludendolo come si farebbe con qualsiasi segreto scomodo e innominabile.

La fiamma del fuoco di un camino, intravista dalla trama infeltrita di un maglione di lana maldestramente indossato ai bordi di un letto, scatena la scintilla, l’intuizione, che porteranno lo scienziato, di lì a poco, già dotto di dottorato, a formulare la sua geniale teoria di descrizione dei buchi neri.
Essi emettono radiazione termica: perdendo energia e particelle perdono al contempo massa, giustificando in tal modo una ipotetica evaporazione che ne determinerebbe la limitatezza di vita.
Una teoria scientifica, certo, ma ancor più prosaica, che si permette con i colori della matematica di scrivere un nuovo spartito cosmologico.

Un film intenso e vibrante. Meritato il plauso al giovane attore emergente Eddie Redmayne per la sublime interpretazione di Hawking.
Durante lo scorrere dei titoli di coda, con lo sguardo bloccato e sospeso tra i nomi in successione, una frase è sopravvenuta alla mia memoria, una frase famosa, titolo di una canzone del maestro Franco Battiato:
«Tutto l’universo ubbidisce all’amore».
Sì, ne sono ora ancor più convinto; questo film è un inno, una consacrazione, all’amore.
Visto con la penna di uno scienziato e scritto con l’anima di una storia coraggiosa.


Stephen Hawking

Questa è l'incredibile storia vera di un uomo che ha dedicato la sua vita a scrivere il libretto di istruzioni per l'universo.

Dalla nascita sotto le bombe all'infanzia nella grande casa che risuonava di musica e di bizzarro lessico familiare. Dai giorni di scuola, leader naturale tra i compagni che lo soprannominarono "Einstein" nonostante i voti scarsi, alla terribile scoperta dei primi sintomi di una malattia degenerativa incurabile, la sclerosi laterale amiotrofica. È il 1963 e Stephen Hawking ha ventun anni.

Secondo i dottori gliene restano da vivere al massimo altri due.

Con la minaccia di una morte prematura che incombe sulla sua testa, questo svogliato studente di fisica di Oxford si lancia nel campo delle ricerche cosmologiche, rendendosi conto che c'è "una quantità di cose importanti che avrei potuto fare se la mia condanna fosse stata sospesa".

Oggi, sta per festeggiare il settantesimo compleanno, è un genio riconosciuto del nostro tempo, e la radiazione che porta il suo nome potrebbe trovare una conferma definitiva.

Questa è anche la storia di una grande avventura del pensiero.

Kitty Ferguson, che da oltre vent'anni collabora con Hawking, intreccia con sapienza al racconto della sua vita quello della sua ricerca: la conciliazione fra la relatività generale e la meccanica quantistica, la Teoria M e la prospettiva di una "Teoria del Tutto", il paradosso dell'informazione, l'espansione dell'universo e la possibile esistenza di un multiverso iperdimensionale.


Kitty Ferguson
Stephen Hawking >> http://goo.gl/wIvmn7
Una vita alla ricerca della teoria del tutto
Editore: Rizzoli
Data pubblicazione: Ottobre 2011
Formato: Libro - Pag 437 - 14x22 - cartonato



lunedì 13 aprile 2015

Stephen Hawking: lo scienziato-icona del Ventesimo secolo

Stephen Hawking: lo scienziato-icona del Ventesimo secolo

A 300 anni esatti dall’8 gennaio 1642, anno della morte di Galileo Galilei e di nascita di Isaac Newton, nasceva a Oxford, in Inghilterra, Stephen Hawking...

di Emanuele Cangini - 08/04/2015



Stephen Hawking: lo scienziato-icona del Ventesimo secolo

Mai la numerologia fu più profetica che in questo caso; mai certe precise ricorrenze sono parse essere non il frutto di fortuite coincidenze, quanto l’espressione di una volontà particolarmente ispirata.
A 300 anni esatti dall’8 gennaio 1642, anno della morte di Galileo Galilei e di nascita di Isaac Newton, nasceva a Oxford, in Inghilterra, Stephen Hawking, l’illustre cosmologo e astrofisico di fama mondiale.
Un'immagine inconfondibile quella del “genio sulla carrozzina”; ciò che per molti rappresenterebbe una condanna senza appello a una vita difficile e limitante, per Hawking ha saputo rappresentare quel valore aggiunto, quel quid prezioso e inimitabile che lo ha reso icona-simbolo di un secolo intero.

La termodinamica dei buchi neri

Fondamentale è il suo contributo negli ambiti della fisica cosmologica e quantistica, ma è nella nuova formulazione di una teoria descrittiva della termodinamica dei buchi neri che getta le basi della forza del suo operato teoretico. Tentativo, questo, di ricondurre ai princìpi della termodinamica classica le leggi che regolano l’orizzonte degli eventi (zona-limite che segnerebbe il confine tra il buco nero vero e proprio e lo spazio-tempo inteso canonicamente, ove valgono le conosciute leggi della fisica) dei buchi neri (regione appartenente allo spazio-tempo nella quale, in ragione di una gravità tendente all’infinito, tutto precipita e nulla può sfuggire, nemmeno la luce), e che vede nella dimostrazione matematica, ma non sperimentale, della emissione di energia termica dei buchi neri, uno dei due mattoni fondanti la suddetta teoria.

L’altro pilastro richiama la congettura formulata da Jacob Bekenstein (fisico messicano, nato nel 1947), collega di Hawking, secondo la quale l’entropia di un buco nero (l'entropia è la funzione di stato che descrive un sistema termodinamico dal punto di vista della “efficacia” nel produrre lavoro, e del “livello di ordine” del sistema stesso) dev’essere intesa come proporzionale al rapporto tra l’area dell’orizzonte degli eventi e l’area di Plank (unità di misura concernenti l’infinitamente piccolo). Premessa che ha reso possibile la stesura delle quattro attuali leggi termodinamiche descrittive del comportamento dei buchi neri, utili alla formulazione di modelli illustranti il comportamento degli stessi. Secondo tali cardini, un buco nero è descrivibile attraverso l’utilizzo di variabili termodinamiche quali temperatura ed entropia, definite da gravità e superficie; al contempo nella singolarità (sinonimo di buco nero nel gergo cosmologico), irradiando particelle subatomiche, si verificherebbe una riduzione di massa progressiva, una sorta di “evaporazione” che ne causerebbe la definitiva scomparsa.
Nel 1969 grazie all’utilizzo di una nuova metodologia matematica applicativa, elaborata in sinergia con il collega Roger Penrose ed estrapolata dalla teoria einsteiniana della “Relatività generale”, Hawking arriva a dimostrare un teorema secondo il quale le singolarità non sarebbero da intendersi come fenomeni sporadici e isolati nell’universo quanto, al contrario, come eventi diffusi e facilmente distribuiti.

Una nuova teoria cosmologica

I primi anni Ottanta lo vedono in prima linea nella enunciazione di una nuova teoria cosmologica, oppositiva a quella accademica del Big Bang, che pone nell’assenza di un necessario principio motore, e nell’assenza di limiti di contorno, le proprie basi concettuali; teoria più riconducibile al modello dell’universo stazionario (ma non per questo esattamente identica).
Meraviglioso il film che ne dipinge la vita, uscito sui grandi schermi nel 2014; magistrale interpretazione di un attore inglese emergente, che coglie con sintesi e sofisticata abilità i lati più sfuggenti dello scienziato. Otto gennaio 1942, trecento anni giusti giusti dalla morte di Galileo Galilei: una data importante, che non dobbiamo dimenticare; a Oxford, nasceva Stephen Hawking, un genio stravagante e bizzarro capace di meritare la prestigiosa cattedra di sir Isaac Newton.
E la parabola di questo prestigioso astro della ricerca scientifica non è ancora finita...


Jane Hawking
Verso l'Infinito - La Teoria del Tutto - Libro >> http://goo.gl/jdn6wx
La vera storia di Jane e Stephen Hawking
Editore: Piemme
Data pubblicazione: Gennaio 2015
Formato: Libro - Pag 588 - 15x21 - cartonato