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giovedì 20 agosto 2020

Che cos'e' il pensiero lucido?


Che cos'e' il pensiero lucido?

Consapevolezza e Spiritualità

>> https://bit.ly/3eE4ire

La presenza mentale nel “qui e ora” è il solo modo per liberarci dal controllo esercitato dai sistemi di potere

Antonio Morandi - 20/08/2020

Questo articolo è tratto da Scienza e Conoscenza 73.

«Scimmia punta da uno scorpione»: è questa la definizione che in India si dà della mente umana in ragione della sua continua e incessante mobilità. La mente umana è in perenne movimento, i pensieri si formano, si accavallano, si dileguano e si dissolvono continuamente, talvolta apparentemente senza un senso compiuto.

Se proviamo a rimanere fermi su un pensiero specifico, cercando di pensare a una sola cosa, ci renderemo subito conto che è difficilissimo. Le diramazioni che la nostra mente segue sono infinite, spesso improvvise, talvolta inaspettate.

Questa natura della mente, secondo il sistema di pensiero indiano, portato a uno dei suoi maggiori vertici dall’Āyurveda, è dovuta al suo scopo finale che è articolato in due parti: una è l’elaborazione e il coordinamento delle percezioni sensoriali in un modello di realtà autoreferente ed autopoietico, un centro senziente che chiamiamo ego; e l’altra è la capacità unica della mente di immaginare.

L’immaginazione costituisce la fucina e il serbatoio degli infiniti possibili modelli di realtà. Tutto ciò accade perché la mente deve offrire all’intelligenza dell’individuo modelli alternativi, diverse possibilità evolutive fra cui scegliere quella più adeguata alla realtà contingente.

Mente e intelligenza

Per capire bene questo concetto dobbiamo prima riflettere sui termini e le loro etimologie perché, come sempre, nella radice delle parole e dei loro suoni risiede l’essenza del reale. I termini che dobbiamo prendere in esame sono “mente” e “intelligenza” che erroneamente, molte volte, vengono considerati sinonimi. La parola “mente” deriva dal latino mens, mentis che a sua volta ha una radice sanscrita, “Mā”, che vuol dire “misurare”, la mente quindi misura le percezioni e attraverso queste conosce.

Il termine “intelligenza” invece deriva dal latino intus (dentro), o per alcuni inter (tra), e legere (leggere) e indica la facoltà di comprendere in profondità, non superficialmente, e di individuare relazioni e associazioni nascoste per arrivare a una comprensione più ampia e completa. Quindi l’intelligenza utilizza la mente per rilevare le informazioni sensoriali e comprendere a fondo la realtà. L’intelligenza, per operare le scelte di intervento più idonee, sceglie il modello adeguato fra le possibilità offerte dalle capacità immaginifiche della mente, al fine anche di impartire all’organismo le istruzioni per rispondere agli stimoli ambientali.

La creazione immaginifica della mente comporta una continua incursione e conseguente confronto fra futuro e passato, fra probabilità non ancora reali e memorie non più esistenti. L’intelligenza, che è nel presente, coincide con la percezione del momento, ed è quindi atemporale e pertanto senza giudizio. L’intelligenza è pensiero lucido, espressione dello stato delle cose, vede la realtà così come è senza interpretazioni.

La mente invece offre delle interpretazioni che l’intelligenza accetterà solo dopo averne verificato la congruità con la sua percezione del reale. Tuttavia, l’elaborazione successiva e continua delle esperienze percettive condiziona il funzionamento della mente verso la ricerca del piacere e l’avversione dal dolore. Fin quando questa funzione è equilibrata e viene guidata dalla supervisione dell’intelligenza è essenziale per il processo di individuazione e di sopravvivenza.

L’eccessiva identificazione della mente nei processi derivati dalla dicotomia piacere-dolore e quindi di proiezione nel futuro e nel passato alla ricerca continua di soddisfazione, portano a una prevaricazione della mente sull’intelligenza di cui ne condiziona l’efficacia discriminativa.

Il risultato finale è una interpretazione relativa, e non una percezione effettiva, della realtà che condiziona i comportamenti e, in ultima analisi, l’assetto psicofisico e la salute dell’individuo. L’equilibrio quindi fra percezioni, mente e intelligenza è determinante per la corretta azione di vita di una persona nel contesto del reale...

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Scienza e Conoscenza n. 73 - Luglio/Settembre 2020 — Rivista >> https://bit.ly/3eE4ire

Nuove scienze, Medicina Integrata

Autori Vari

www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-conoscenza-n-73-luglio-settembre-2020.php?pn=1567

 

martedì 11 agosto 2020

Il pensiero ha il potere di modificare il cervello

 

Il pensiero ha il potere di modificare e organizzare il cervello, il corpo e l’ambiente

ce ne parla l’oncologo Claudio Pagliara

Consapevolezza e Spiritualità

>> https://goo.gl/QZeXCT

Carmen Di Muro - 11/08/2020

Non di rado solo piccoli sforzi in più possono fare la differenza tra gioia e sofferenza, benessere e malessere, tra vita e morte. Piccoli passi che possono condurre a grandi risultati. La via della guarigione diventa quel sentiero dorato che brilla dentro ognuno di noi e che può essere battuto con fede e perseveranza, nel momento in cui riusciamo a lasciarci guidare dalla bellezza delle cose, guardandole da una prospettiva diversa.

Solo così la malattia può trasmutarsi in strada maestra per comprendere cosa c’è da cambiare, decidendo di percorrere una nuova via. Ed è questo che con coraggio insegna il dottor Claudio Pagliara, noto oncologo, specialista in medicina olistica, nonché grande amico e maestro di vita. La nostra conoscenza è stata sancita dallo stesso obiettivo, che ci ha dato la possibilità di intraprendere un cammino comune di grande stima professionale e lavorativa, la cui meta è una luce che mira ad accendere la consapevolezza in ogni persona che si trova lungo il nostro percorso. I pazienti sono i più grandi maestri di vita, insegna Claudio. Quelle stesse persone che hanno in sé tutta la forza e gli strumenti necessari per godere appieno della salute e della gioia.

Tantissime patologie, oltre alle cause imputabili all’ambiente e alla genetica, si nutrono dell’incapacità di rendere straordinaria la nostra esistenza. Questo il presupposto di partenza che ha sempre motivato il suo lavoro di specialista, ma soprattutto la convinzione che non si può credere di curare con efficacia qualunque malattia, pensando solo all’organo ammalato, trascurando il vissuto del paziente e separandolo dal suo contesto sociale, ambientale e culturale. Cosi come esistono delle leggi che governano le energie del mondo esteriore, così, anche, esistono precise leggi che governano le potenti energie dell’universo mentale e corporeo.

La guarigione prevede lo sviluppo delle potenzialità del paziente, perché ogni vero cammino terapeutico è anche un percorso di crescita interiore. Ed oggi sono moltissime le evidenze che dimostrano la maggiore efficacia di questo tipo di approccio nel decorso di diverse patologie, compreso il cancro, in quanto in ciascun essere umano ci sono potenzialità enormi e misteriose che aspettano solo di essere conosciute e mobilizzate.

Carmen Di Muro: Ricerche scientifiche sempre più numerose e rigorose dimostrano come le nostre convinzioni creano la realtà in cui viviamo. Che ruolo ha la nostra mente nella prevenzione e nella cura del cancro?

Claudio Pagliara: La mia esperienza clinica e i dati della ricerca più avanzata dimostrano che il nostro cervello è il più efficiente produttore di farmaci e di veleni. Anche l’effetto placebo, l’effetto nocebo e la profezia che si auto-avvera, dimostrano lo stretto legame e l’interdipendenza fra la mente, il corpo e l’ambiente. Il pensiero ha il potere, dal sapore divino, di modificare e organizzare il cervello, il corpo e l’ambiente. È proprio vero: in principio era il Verbo, cioè il logos (il pensiero all’interno, la parola all’esterno). Il logos diventa materia e ha il potere di costruire e di distruggere. Le nostre convinzioni creano la nostra realtà. Da qui l’importanza notevole della nostra mente nella nascita e nell’evoluzione del cancro...

Cosa troverai nell'articolo?

Mal-attia o Ben-attia? Quale secondo te tra i due termini appare più adeguato?

Il grande dottor Umberto Veronesi sosteneva che “il cancro si vince con un informazione corretta”. Oggigiorno, sempre più spesso, vengono divulgate informazioni confuse che creano ansia e paura. Quali sono le verità scomode che ci vengono negate?

In questi ultimi anni diverse patologie stanno conoscendo una crescita esponenziale. Le cause sono di vario genere, ma un fattore prioritario è giocato dall’alimentazione. Può una dieta sana diventare garante del pieno metabolismo energetico della vita?

Quali sono le linee guida alimentari preventive da poter adottare nella vita di tutti i giorni per combattere l’insorgenza dei tumori?

La scienza medica è in costante evoluzione e si occupa sempre più di preservare la salute attraverso uno sguardo complessivo che investe l’essere umano nella sua interezza.  Da fervido esponente della medicina olistica, quanto essa si dimostra efficace nel favorire un percorso di guarigione?

Continua la lettura su Scienza e Conoscenza 60

Scienza e Conoscenza - n. 60 >> https://goo.gl/QZeXCT

Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza

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>> https://www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-n-60.php?pn=1567

 

giovedì 18 aprile 2019

Dal pensiero alla materia: una dinamica quantistica




Dal pensiero alla materia: una dinamica quantistica

Neuroscienze e Cervello


Avere la consapevolezza di cosa succede all'interno del nostro cervello fa la differenza: ciò che pensiamo, contiene sempre in sé una parte affettiva a cui noi non abbiamo accesso. Scopriamo il punto di vista quantistico

Carmen Di Muro - 17/04/2019

Il pensiero è vibrazione, energia non locale e il suo campo d’azione non va concepito entro i limiti del corpo fisico, ma al contrario in modo esteso all’infinito. Come ci ricorda John Hagelin, noto fisico statunitense, nella meccanica quantistica l’idea di particella è sostituita dall’idea di funzione d’onda. La funzione d’onda, ossia un vettore nello spazio lineare, è fatto della stessa sostanza di cui sono fatti i pensieri.

Noi viviamo e respiriamo in un universo fatto di pensieri, un universo concettuale. E questa unità, alla base di mente e materia, è coscienza, un Campo Integrale che s’innalza in onde di possibilità tra cui la consapevolezza può scegliere generando tutto ciò che esperiamo sotto forma materiale.

Oggigiorno, l'applicazione di teorie dinamiche non lineari alle neuroscienze, sempre più ne da conferma, spostando il focus delle ricerche dal dominio neurochimico a quello di campo elettromagnetico, che apre la strada ad un livello della realtà in cui la coscienza viene considerata come il processo quantistico oscillatorio che emerge dalla profondità subcorticale alla superficie corticale, dando vita istante dopo istante ad energie informate, veri e propri vettori che integrano ed orientano l'insieme di attività comportamentali, mentali e fisiologiche verso direzioni specifiche o nuclei di significato.

I pensieri sono la forma primigenia di contenuto percepibile, capace di attirare e generare ciò che rispecchia le caratteristiche personali di un determinata volontà sensiente. Tutto è in continua sintonizzazione, tutto si realizza e prende forma tramite rapporto reciproco tra il Campo e la nostra unicità. Quando ci connettiamo mentalmente con un fine, diamo il “la” alla creazione di una rete di significatività tra punti nel dominio del subatomico. Si stabilisce un continuum, una forte congiunzione informazionale tra le cose.

L’attività a livello d’intelletto, per esempio, genera vibrazioni che espandono pian piano il loro moto costante ed investono tutto ciò a cui la mente ha posto riferimento. Espandendo il loro moto circolare, anche il moto apparentemente lineare del restante viene influenzato, in quanto le informazioni veicolate si scontrano e generano un moto vibratorio che genera altro moto, dando luogo alla manifestazione di una tra le infinite possibilità attraverso l’introduzione di un ordine altamente coerente. Ciò a cui sottilmente la nostra coscienza anela trova, quindi, realizzazione nel denso, in quanto la forza vibratoria mentale attira a sé vibrazioni della stessa frequenza.

Desiderare non significa dar luogo sempre alla nostra idea dominante in maniera perfetta e coincidente. Si desidera qualcosa, molto spesso, che prende piede in altre forme a noi inaspettate.  Ogni nostro pensiero sintetizzato dal lobo frontale, viene riconosciuto come informazione finita e genera una particolare e distinta frequenza, e questa a sua volta produce una reazione istantanea di accordo da parte dell’universo in filo diretto con i nostri elementi profondi. Un amalgama di cuore e mente, in cui le differenti tonalità emotive fanno da padrone. Sono questi gli elementi imprescindibili che divengono guida d’onda che veicola l’informazione al Campo. E’ questo l’ordine implicito che informa e permette ai punti di potenzialità di collassare nel materico.

Gli eventi, la realizzazione delle cose, sono da intendersi, dunque, come uno specchio, in cui noi possiamo scorgere chiaramente il riflesso della nostra vera natura, l’essenza dell’ ANIMA. Ciò che pensiamo, contiene sempre in sé una parte affettiva a cui noi non abbiamo accesso, che muove le trame della manifestazione della vita. Averne consapevolezza fa la differenza.

Approfondisci il tema:

eBook - Spiritual Mind >> http://bit.ly/2SDXUFF
Nuove prospettive di guarigione tra fisica quantistica e coscienza
Carmen Di Muro

Essere è Amore - Libro
Dal pensiero alla materia - Viaggio scientifico nella pura essenza
Carmen Di Muro

Anima Quantica - Libro
Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione
Carmen Di Muro

lunedì 5 giugno 2017

Il pensiero modifica il cervello




Il pensiero ha il potere di modificare e organizzare il cervello

il corpo e l’ambiente: ce ne parla l’oncologo Claudio Pagliara

Scritto da: Carmen Di Muro

Consapevolezza e Spiritualità



Il pensiero ha il potere di modificare e organizzare il cervello, il corpo e l’ambiente: ce ne parla l’oncologo Claudio Pagliara

Non di rado solo piccoli sforzi in più possono fare la differenza tra gioia e sofferenza, benessere e malessere, tra vita e morte. Piccoli passi che possono condurre a grandi risultati. La via della guarigione diventa quel sentiero dorato che brilla dentro ognuno di noi e che può essere battuto con fede e perseveranza, nel momento in cui riusciamo a lasciarci guidare dalla bellezza delle cose, guardandole da una prospettiva diversa. Solo così la malattia può trasmutarsi in strada maestra per comprendere cosa c’è da cambiare, decidendo di percorrere una nuova via. Ed è questo che con coraggio insegna il dottor Claudio Pagliara, noto oncologo, specialista in medicina olistica, nonché grande amico e maestro di vita. La nostra conoscenza è stata sancita dallo stesso obiettivo, che ci ha dato la possibilità di intraprendere un cammino comune di grande stima professionale e lavorativa, la cui meta è una luce che mira ad accendere la consapevolezza in ogni persona che si trova lungo il nostro percorso. I pazienti sono i più grandi maestri di vita, insegna Claudio. Quelle stesse persone che hanno in sé tutta la forza e gli strumenti necessari per godere appieno della salute e della gioia.

Tantissime patologie, oltre alle cause imputabili all’ambiente e alla genetica, si nutrono dell’incapacità di rendere straordinaria la nostra esistenza. Questo il presupposto di partenza che ha sempre motivato il suo lavoro di specialista, ma soprattutto la convinzione che non si può credere di curare con efficacia qualunque malattia, pensando solo all’organo ammalato, trascurando il vissuto del paziente e separandolo dal suo contesto sociale, ambientale e culturale. Cosi come esistono delle leggi che governano le energie del mondo esteriore, così, anche, esistono precise leggi che governano le potenti energie dell’universo mentale e corporeo.
La guarigione prevede lo sviluppo delle potenzialità del paziente, perché ogni vero cammino terapeutico è anche un percorso di crescita interiore. Ed oggi sono moltissime le evidenze che dimostrano la maggiore efficacia di questo tipo di approccio nel decorso di diverse patologie, compreso il cancro, in quanto in ciascun essere umano ci sono potenzialità enormi e misteriose che aspettano solo di essere conosciute e mobilizzate.

Ricerche scientifiche sempre più numerose e rigorose dimostrano come le nostre convinzioni creano la realtà in cui viviamo. Che ruolo ha la nostra mente nella prevenzione e nella cura del cancro?
La mia esperienza clinica e i dati della ricerca più avanzata dimostrano che il nostro cervello è il più efficiente produttore di farmaci e di veleni. Anche l’effetto placebo, l’effetto nocebo e la profezia che si auto-avvera, dimostrano lo stretto legame e l’interdipendenza fra la mente, il corpo e l’ambiente. Il pensiero ha il potere, dal sapore divino, di modificare e organizzare il cervello, il corpo e l’ambiente. È proprio vero: in principio era il Verbo, cioè il logos (il pensiero all’interno, la parola all’esterno). Il logos diventa materia e ha il potere di costruire e di distruggere. Le nostre convinzioni creano la nostra realtà. Da qui l’importanza notevole della nostra mente nella nascita e nell’evoluzione del cancro.


Cosa troverai nell'articolo?

Mal-attia o Ben-attia? Quale secondo te tra i due termini appare più adeguato?

Il grande dottor Umberto Veronesi sosteneva che “il cancro si vince con un informazione corretta”. Oggigiorno, sempre più spesso, vengono divulgate informazioni confuse che creano ansia e paura. Quali sono le verità scomode che ci vengono negate?

In questi ultimi anni diverse patologie stanno conoscendo una crescita esponenziale. Le cause sono di vario genere, ma un fattore prioritario è giocato dall’alimentazione. Può una dieta sana diventare garante del pieno metabolismo energetico della vita?
Quali sono le linee guida alimentari preventive da poter adottare nella vita di tutti i giorni per combattere l’insorgenza dei tumori?

La scienza medica è in costante evoluzione e si occupa sempre più di preservare la salute attraverso uno sguardo complessivo che investe l’essere umano nella sua interezza.  Da fervido esponente della medicina olistica, quanto essa si dimostra efficace nel favorire un percorso di guarigione?

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Scienza e Conoscenza - n. 60 >> https://goo.gl/QZeXCT
Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza
Autori Vari

venerdì 8 aprile 2016

Energia-pensiero e forme-pensiero: cosa sono?



Energia-pensiero e forme-pensiero: cosa sono?

Scopri quanto un pensiero, che è una forma di energia, può condizionare il piano fisico e come liberartene per ritrovare la salute

di Mario Dalla Torre - 07/04/2016



Energia-pensiero e forme-pensiero: cosa sono?

Tutto ciò che muove e fa vivere l'esistente è l'energia. L'atomo è energia, un insieme di atomi formano una molecola che è energia. Agglomerati di molecole definiscono una cellula. Ancora di energia si tratta.

Un insieme di cellule creano un tessuto. Che è energia. Un insieme di tessuti configura un organo. Energia. Un insieme di organi si chiama organismo. E siamo noi. Energia che vibra a varie frequenze.

Anche i pensieri sono composti da energia. Un pensiero, quando vibra a una certa frequenza assume una forma. Che viene definita 'forma-pensiero'. Tutto ciò che esiste è nato prima da una forma-pensiero. Naturalmente questa forma non si è ancora manifestata sul piano fisico, ma esiste a livello eterico. In questa realtà c'è.

Se ad esempio io ho mal di testa e penso di avere sopra il mio capo un sasso che mi opprime, posso visualizzare quel sasso, immaginarne il colore, la fattezza e la dimensione. E poi posso anche immaginare di toglierlo dalla testa con le mani, come fosse reale e fisico. Ne posso anche sentire il peso e sperimentare la fatica per sollevarlo. Lo alzo come se fosse vero e lo butto via. A quel punto il mal di testa mi passerà. Ho eliminato quella forma-pensiero che avevo definito sasso. Ho semplicemente tolto ciò che definivo la causa del sintomo.

Le mie percezioni creano la mia realtà. Quante volte diciamo: "ho un peso sullo stomaco! Mi pare di avere un pugnale sul fianco! Mi brucia un occhio! Ho un rospo in gola! Ho una ternaglia che mi stringe il muscolo".

Ci sono delle tecniche facili e veloci che ci possono permettere di eliminare queste forme-pensiero in pochi secondi.


Yoga - Percorsi di Consapevolezza - Libro

La pratica dello yoga permette di riscoprire se stessi e crescere spiritualmente.

Questo libro illustra 21 percorsi yoga per intraprendere un cammino di crescita, riscoprire la propria vera natura e recuperare l'armonia fra corpo e mente.

"Nella pratica yogica asana e mudra sono fondamentali: le prime sono posizioni ("forme") che vanno mantenute nell'immobilità per un certo lasso di tempo, indicato esplicitamente all'inizio di ogni sequenza; le seconde sono invece gesti o movimenti da eseguire in forma dinamica, seguendo il ritmo del respiro (il controllo della respirazione o pranayama è uno dei pilastri dello yoga). Ad esse si aggiungono le "pratiche" che agiscono sul "corpo sottile", caratterizzato da flussi di energia che permettono le attività di natura emozionale, intellettiva e spirituale.

Nei percorsi proposti in questo volume la stessa posizione può comparire in diverse varianti, presentate isolatamente o in sequenza.

Negli esercizi in cui la valenza simbolica assume un particolare rilievo, le varie forme - statiche (asana) e dinamiche (mudra) - sono contraddistinte da un sottotitolo che ne sottolinea la sfumatura di volta in volta adeguata al contesto.

Le asana e le mudra contrassegnate da un asterisco sono state ideate o rinominate dalla maestra Gabriella Cella e sono caratteristiche dello Yoga Ratna.

Durante ogni sequenza, la respirazione è fondamentale: se non diversamente espresso, si respira attraverso le narici, a bocca chiusa.

Per le donne in età fertile è importante sapere che in presenza delle mestruazioni le forme capovolte andrebbero mantenute solo per un lasso di tempo corrispondente a qualche respiro."


Silvia Ornaghi
Yoga - Percorsi di Consapevolezza - Libro >>> http://goo.gl/d0JkYK
Conoscere se stessi e ritrovare l'energia interiore


martedì 6 ottobre 2015

Pensare troppo fa male!

Pensare troppo fa male!

Quali sono le conseguenze di chi pensa senza mai darsi tregua?

di Valentina Balestri - 05/10/2015



Pensare troppo fa male!
Immaginate la mente come una lampadina accesa.
Sempre accesa!

La sua luce affievolisce solo quando, stanchi, la sera, ci mettiamo a dormire.

La mente provoca un dispendio di energia molto elevato: dopo una giornata di intenso lavoro, sempre concentrati, sempre dietro a pensare a qualcosa, ci sentiamo più spossati che dopo una camminata di diverse ore.

Diventa difficile ascoltare davvero qualcuno, un familiare, il partner, una canzone o anche solo la televisione. Perché? Perché siamo completamente isolati nel nostro cervello e, distaccati, non riusciamo a percepire davvero ciò che sta accadendo intorno a noi.

E se esistesse un interruttore? Un pulsante da poter premere quando vogliamo e far smettere tutte quelle vocine convulse che abbiamo sempre in testa?
Ahimè, non esiste nessun interruttore capace di fare ciò: siamo inconsapevoli dello scorrere del nostro pensiero e se anche decidessimo di smettere di pensare, non staremo forse pensando comunque al voler non pensare?!

La soluzione? L’ho trovata nelle parole di famoso scrittore russo, Lev Tolstoj riportate qui sotto:

Tutte le grandi rivoluzioni della vita umana
avvengono nel pensiero.
Si deve però produrre un cambiamento
nel modo di pensare,
imparare a controllare la mente.
Sarà così che l'azione seguirà immancabilmente
la direzione del pensiero,
come una barca
segue la direzione impressagli dal timoniere.


L'Incantatore di Pensieri - Libro

I pensieri inutili hanno l’abilità di insinuarsi nella nostra mente come vere e proprie serpi fastidiose. Un metodo di pensiero consapevole riduce la spirale di domande, dubbi, mezze risposte e ci permette di guarire dal “vizio di pensare”.

Ryunosuke Koike è un giovane monaco buddhista e un vero e proprio “incantatore di pensieri”. Il suo metodo rende la mente più leggera, libera dalle informazioni superflue, capace di utilizzare i cinque sensi in modo davvero cosciente e di dominare emozioni e passioni.

Il nuovo buddhismo di Koike è un vero e proprio “modo per allenare la mente” fondato sulla capacità di autodisciplina tipica della cultura orientale.

Cambia mentalità in modo leggero,
efficace e stimolante, elimina i pensieri di troppo,
aumenta la tua energia e creatività!


Estratto dal libro “L’incantatore di pensieri”
 
Pensare troppo fa male: i tre veleni della mente
Siccome i pensieri negativi apportano al cervello impulsi elettrici di intensità di gran lunga maggiore rispetto a quelli generati dal tenue e moderato senso di benessere, è molto difficile fermarli.

Noi, costantemente, immagazziniamo diversi tipi di informazioni attraverso gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua, il corpo e la mente.
Tra i vari impulsi energetici della mente che rispondono a questo tipo di stimoli, rivestono grande importanza i cosiddetti “tre veleni della mente”, rispettivamente: “Avidità”, “Collera” e “Stupidità”.

Innanzitutto, con “Avidità” intendo l’impulso energetico della mente che cerca sempre nuove informazioni visive e auditive senza mai accontentarsi.
Quando qualcuno ci fa dei complimenti anche senza pensarli realmente e, di conseguenza, noi finiamo per credergli, si attiva l’impulso energetico mentale dell’“Avidità” che tenta di accaparrarsene altri senza tregua.

Al contrario, per “Collera” intendo l’impulso energetico della mente che si oppone all’ingresso delle informazioni, che non vuole accogliere, vedere o ascoltare. Quando qualcuno ci dice cose spiacevoli e la situazione diventa sgradevole, si attiva l’impulso energetico della“Collera” che cerca di eliminare, cacciandolo via, l’oggetto del nostro dispiacere, ossia le parole che non vogliamo ascoltare.

Infine, chiamo “ Stupidità” l’impulso energetico della mente che cerca altri stimoli, perché annoiata da ciò che ha davanti agli occhi.
Nonostante il nostro interlocutore stia parlando, la mente girovaga a vuoto ripetendosi di poter fare a meno di quei discorsi noiosi, fugge, fino a che nelle nostre orecchie non entra più nulla del suo discorso.
Quest’ultimo stato d’animo è responsabile della fuga della mente dalla concretezza del mondo reale verso i pensieri cerebrali. La nostra mente è come un iceberg, e non sappiamo cosa si nasconde nella sua parte inconscia. Una volta che avremo preso “il vizio di pensare”, anche nei momenti in cui non è necessario farlo, la nostra natura sarà tale da non poter mai sfuggire al vizio di sprofondare nei pensieri e di isolarsi in essi.

Questi pensieri diventano elemento costitutivo della personalità di coloro che cadono facilmente in preda ai sentimenti negativi.

Percepire anziché pensare
Tanto più dissipiamo le nostre energie a “pensare”, quanto più la vista, l’udito e il tatto tenderanno a impigrirsi.
Per questo è meglio intensificare con tutta la forza la nostra consapevolezza sul “percepire”.
Se tocchiamo il nostro partner o lo baciamo, possiamo riposizionare la mente sulla sensazione tattile delle labbra. È la nostra mente che crea e modifica la realtà.
Se faremo crescere volontariamente e con decisione il livello delle esperienze sensoriali rispetto a quella dei pensieri, come risultato le nostre speculazioni e le divagazioni inutili si placheranno immediatamente.

Ottuplice Sentiero: la soluzione del mondo buddista
Si tratta delle otto strade seguite dagli uomini per mettere in pratica uno stile di vita retto.
Per raggiungerlo, le fasi da seguire sono le seguenti:

Prima fase: autoimporsi delle regole ed edificare un cuore che non vacilla, regolamentando il contenuto del pensiero, delle parole, delle azioni e del proprio modo di vivere

Seconda fase: sviluppare la propria concentrazione. Prima di tutto, occorre fare il possibile per diventare costantemente coscienti di quale dei cinque sensi ci stiamo servendo in un determinato momento. Poi dobbiamo trovare la forza di radunare la mente, che a una velocità straordinaria si muove da un luogo all’altro disperdendosi, e fissarla saldamente in un punto ben focalizzato.

Terza fase: rendersi conto. Per farlo bisogna raffinare i nostri sensori: la consapevolezza risiede in una mente che non spreca energia invano, che pensa subito alla condizione sufficiente più adatta a soddisfare le esigenze del momento, che sa come eliminare i pensieri inutili e quelli che si muovono a vuoto, e che in più riesce a superare gli stati d’animo negativi.

“Noi siamo come i nostri pensieri ci hanno fatto;
perciò state attenti a cosa pensate”
Vivekananda


Ryunosuke Koike
L'Incantatore di Pensieri - Libro >> http://goo.gl/Y5opX5
Il Giovane Monaco che sta conquistando il Giappone - Il "Nuovo" Buddismo ai tempi di Internet


sabato 2 maggio 2015

Cambia il tuo cervello

Cambia il tuo cervello

Rick Hanson ci insegna come possiamo cambiare il nostro cervello, perché siamo noi ad esserne i padroni

di Valentina Balestri - 01/05/2015



Quante volte avrei voluto cambiare il mio cervello e i miei pensieri! Quante volte avrei voluto spegnerlo e cancellare dalla mente quel qualcosa di triste che finiva per rovinarmi la giornata!

Ma il nostro cervello è fatto da più di cento miliardi di neuroni, che si accendono da cinque a cinquanta volte al secondo, perfino quando siamo addormentati: governarlo è troppo complesso e oltremodo improbabile?

No! Un modo esiste. Leggendo le parole di Rick Hanson ho capito che si può davvero dominare e cambiare il proprio cervello. Il fatto che sia difficile non lo rende impossibile!

E non solo, mi sono ritrovata a leggere consigli e metodi che, se applicati, portano a una consapevolezza nuova, elevata e più costruttiva anche i più scettici.

Sia chiaro:
molte sono le azioni da compiere
se davvero si vuole essere padroni della propria mente,
a partire dalla cura del corpo,
passando dalla meditazione,
dall’attenzione verso il cibo e il riposo
fino all’impegno nel volere davvero migliorarsi ed evolvere.


Sulla curiosità…

“Sii curioso” dice l’autore. “Mio padre non dava per scontato nulla, non cedeva ad alcun luogo comune. Si è sempre fatto delle domande rispetto a quello che vedeva e ha sempre cercato le connessioni e le spiegazioni. Per lui il mondo è fatto a forma di punto di domanda. Questo atteggiamento di meraviglia, interesse e investigazione porta molte ricompense e preserva il funzionamento del cervello. O lo usi o lo perdi!”, e ancora “Come una volta ha sottolineato nostra figlia, le persone curiose non sono concentrate solamente su se stesse. Certo, sono interessate al funzionamento interiore della propria psiche ma sono altresì coinvolte sia con il mondo che con le altre persone. Forse è proprio questo il motivo per cui, di solito, le persone curiose piacciono a tutti.”


Sull’amore…

L’autore Rick Hanson è assoluto al riguardo: “Non sottovalutare mai gli effetti a catena che si diffondono da una semplice parola, da un singolo pensiero o da un solo gesto d’amore. Vi è una credenza che sostiene che avere un’intenzionalità riguardo all’amore rende quest’ultimo falso o, quanto meno, di livello inferiore. Ma, in realtà, amare secondo volontà è un amore doppio: l’amore che trovi è autentico e lo sforzo di richiamarlo è profondamente amorevole. Amare significa avere coraggio (la radice di questo termine deriva dalla parola “cuore”). Qualche volta mi chiedo: Sono abbastanza coraggioso per amare? Ogni giorno dà a me, e dà a te, molte possibilità di amare. Se scegli una sola cosa di questo libro di pratiche, lascia che sia l’Amore.”


Rick Hanson
Cambia il tuo Cervello - Libro >> http://goo.gl/fAjKa
5 passi per rilassarti e avvicinarsi alla Mente di Buddha
Editore: BIS Edizioni
Data pubblicazione: Febbraio 2013
Formato: Libro - Pag 288 - 13,5x20x5

Shigeo Haruyama
La Rivoluzione del Cervello - Libro >> http://goo.gl/bd9fYs
Scopri gli Ormoni della Salute e della Felicità - Giovani e sani fino a 125 anni!
Editore: Macro Edizioni
Data pubblicazione: Luglio 2014
Formato: Libro - Pag 200 - 13,5x20,5 cm



venerdì 19 dicembre 2014

L'arte delle Relazioni

L'arte delle Relazioni

Come gestire pensieri, emozioni e sentimenti per superare tensioni, conflitti e solitudine

di Marco Ferrini



L'arte delle Relazioni - 28/29 Settembre 2013

Seminario 28/29 Settembre 2013 - Cassola - Vi

Come gestire pensieri, emozioni e sentimenti per superare tensioni, conflitti e solitudine

Le relazioni possono essere causa di turbamento e sofferenza indicibile, oppure la più grande fonte di gioia nella vita. A volte la causa di ciò siamo noi, altre volte sono gli altri, ma in ogni caso è diffìcile superare l'eventuale sofferenza che si produce. Perché?

Sono principalmente le aspettative deluse che determinano questa sofferenza. A volte ce le siamo fabbricati da soli, altre volte sono state indotte da altri. Le aspettative producono dipendenze.

La scienza del Bhakti Yoga ci educa a vivere ogni relazione senza avere aspettative rigide o egoiche, poiché queste sono la principale causa di rovina delle relazioni.

Nell'esperienza di Visualizzazione Meditativa inclusa in questo audio, Marco Ferrini offre risposte e soluzioni ad alcune delle problematiche relazionali esposte dai partecipanti al seminario, tra cui:

"L'odio di una persona verso di me mi fa soffrire. So di aver sbagliato, ma questa persona non mi permette di dirglielo. Cosa posso fare per riallacciare un dialogo?"

"Sento di non essere rispettata dalla persona a cui voglio bene."

"Il mio ostacolo più grande è un senso di inadeguatezza, sento di non meritare l'amore degli altri."

Questi ascolti non sono semplici lezioni. Sono guide per una meditazione attiva.

Sono insegnamenti che nascono dall'esperienza.

Parlano al cuore e ti offrono strumenti pratici per migliorare te stesso e la tua vita.


MARCO FERRINI, Fondatore e Presidente del Centro Studi Bhaktivedanta e Direttore dell'Accademia di Scienze Tradizionali dell'India, nasce a Ponsacco (Pisa) il 20 Febbraio del 1945. È counselor e guida spirituale. E' autore di saggi e libri di letteratura, teologia, psicologia, filosofia, scienza, arte e spiritualità, fondati su temi della tradizione Yoga e Bhakti e sul sapere millenario dei Veda, riconosciuto dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Nei suoi libri, conferenze, corsi e seminari offre strumenti per riscoprire le risorse interiori e valorizzarle per una crescita significativa sul piano personale e sociale.

Nel 1964 riceve il Diploma del corso di Magistero, presso l'Istituto d'Arte di Firenze.
Nel 1970 avvia una propria attività di designer, che lo porta a collaborare con una rosa di aziende italiane ed estere.
Fin da giovane sente la vocazione a conoscere i fondamentali della vita. Per dare concretezza a questa vocazione si avvia in un percorso formativo dove approfondisce le scienze umanistiche indologiche.
Sposato dal 1976, ha tre figli. Sempre nel 1976 Marco Ferrini incontra in India A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada che diviene il suo maestro spirituale e principale ispiratore di ulteriori studi e ricerche.
Nell'estate del 1995 Marco Ferrini fonda il Centro Studi Bhaktivedanta, Accademia di Scienze Tradizionali dell'India, associazione non profit per integrare le tradizioni spirituali di Oriente e di Occidente.

Nel luglio 2008 l'Accademia della Torre conferisce a Marco Ferrini il Premio di Castruccio, la Torre d'Argento, riconoscendo il notevole contributo che egli ha offerto per una efficace riproposizione in chiave attuale del pensiero psico-filosofico indovedico.
Marco Ferrini ha fondato la Scuola di Counseling per l'Armonizzazione e lo Sviluppo della Persona del Centro Studi Bhaktivedanta, riconosciuta dall'Associazione dei Counselor Professionisti. La Scuola ha l'intento di formare Counselors secondo modalità che si basano sulla tradizione spirituale dello Yoga che pone al centro l'umanità e la sacralità dell'essere.
È con questa Scuola di Counseling che nel 2010 contribuisce a fondare la Libera Università del Counseling.

Attraverso conferenze, seminari e corsi di studio, Marco Ferrini e la sua équipe offrono un percorso di conoscenza ed esperienza utile a migliorare il benessere olistico della persona, mettendo a punto, in aiuto alle difficoltà personali, soluzioni praticabili nel quotidiano.
Dal 2012 Marco Ferrini è membro del comitato editoriale della rivista di Scienze Interdisciplinari edita dalla Dev Sanskriti University di Haridwar, Uttarakhand, prestigiosa Università dell’India.
Nel 2012 Marco Ferrini è stato insignito dalla Dev Sanskriti University  del titolo accademico Honoris Causa di Ph.D. Doctor in Philosophy. Il Presidente dell’India e il Rettore dell’Università hanno congiuntamente consegnato la medaglia d’oro e l’attestato onorifico a Marco Ferrini. ( http://www.centrostudibhaktivedanta.org )


Marco Ferrini
L'arte delle Relazioni - 28/29 Settembre 2013 >> http://goo.gl/zwJnhW
Come gestire pensieri, emozioni e sentimenti per superare tensioni, conflitti e solitudine
Editore: Centro Studi Bhaktivedanta
Data pubblicazione: Maggio 2014
Formato: CD Audio - 13,5x18,5
Durata CD: 8 ore e 30 minuti



mercoledì 1 ottobre 2014

I videogiochi sono sicuri per i tuoi bambini?

I videogiochi sono sicuri per i tuoi bambini?

Come i videogiochi, e in generale l'esposizione prolungata agli schermi, influenzano e modificano il comportamento dei nostri bambini: ecco i consigli da seguire per non abusarne

di Marco Medeot - 30/09/2014



I videogiochi sono sicuri per i tuoi bambini?
Tuo figlio gioca col tablet o con la console?
Fai attenzione, potrebbe non essere una buona idea.
Sapevi infatti che un bambino abituato a usare il PC modifica inconsapevolmente il proprio modo di pensare?
Se hai un figlio, leggi attentamente quanto segue…

IL PENSIERO VIENE INIBITO E SUBENTRANO GLI AUTOMATISMI

Prendiamo in considerazione quelli che si definiscono “giochi di apprendimento”.
Cosa accade quando il bimbo si intrattiene con questi giochi? Si può facilmente pensare che il piccolo stia imparando qualcosa, dal momento che associa una figura/un suono alla risposta esatta.
Il realtà il bambino si abitua a non pensare.
Chi ha dimestichezza con l’informatica sa bene che i giochi interattivi si basano su percorsi “stimolo-reazione” prestabiliti che si basano sugli automatismi. Allora il bambino, una volta creata l'associazione “immagine/suono-risposta esatta” comincia procedere in automatico, abituandosi a non riflettere su quello che fa. È noto come gli automatismi limitino il pensiero cosciente e quello creativo e aumentino invece l’attività istintiva del subconscio.

CONCENTRAZIONE O FASCINAZIONE?

Cosa significa concentrarsi? Vuol dire convergere su un pensiero o su un oggetto la propria attività mentale. Si tratta quindi di un tipo di attenzione svolta grazie a un lavoro interiore.
Cosa succede invece quando un bambino guarda uno schermo artificiale?
Avviene in lui una sollecitazione ipnotica chiamata in psicologia fascinazione. Il richiamo agli stimoli visivi “cattura” il bambino che spesso viene imprigionato in un susseguirsi di stimoli visivi passivi. L'esperienza del bambino rimane limitata allo schermo e non si arricchisce di tutte le esperienze cinestetiche, olfattive e uditive che si possono sperimentare ad esempio giocando all'aperto.

LA CREATIVITA’ E LE EMOZIONI SI AFFIEVOLISCONO

Abbiamo detto che i computer ragionano secondo il nesso causa-effetto. Quindi un bambino che usa spesso i giochi interattivi plasma il proprio cervello secondo un modo di pensare causale. Con il tempo il piccolo tende a perdere alcune tra le facoltà più preziose e importanti del periodo infantile: la creatività e l’immaginazione.
Esiste uno studio, condotto da Robert Babner, che ha voluto verificare se l'uso del PC possa in qualche modo condizionare il modo in cui si pensa.
Sai quali sono le conclusioni della ricerca?

•    I sentimenti e i bisogni sociali vengono notevolmente affievoliti.
•    Desideri e ideali vengono gradualmente perduti.
•    Tutto ciò che è concreto viene messo in secondo piano.
•    Le interazioni sociali diminuiscono.

Non c’è da meravigliarsi quindi se le nuove generazioni dimostrano di avere meno sensibilità e di esprimere meno emozioni rispetto a quelle di qualche lustro fa.

GLI STUDI SUL RAPPORTO TRA VIDEOGIOCHI E BAMBINI DICONO CHE…

    La risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che dopo 10 ore di videogioco violento (quindi solo 5 giorni se si usa 2 ore al giorno) vengono inibite le aree del cervello che controllano l'aggressività.

    La saliva di chi usa frequentemente questi giochi contiene valori più elevati di adrenalina. Non è un caso che i giovani che devono partire per una guerra siano addestrati mediante i giochi interattivi: questo aiuta a diminuire l’empatia e ad aumentare l’aggressività.

    I giocatori più assidui hanno nel cervello il corpo striato spostato più a sinistra e si attiva maggiormente quando si perde una partita, proprio come accade in chi fa uso di cocaina, anfetamine o alcol. Il motivo deriva dall'alterata produzione di dopamina che, saturando i meccanismi di gratificazione, i videogiochi provocano per una saturazione dei meccanismi di gratificazione e di compenso.

QUALI REGOLE APPLICARE?

Lo psichiatra e psicoanalista infantile Serge Tisseron ha elaborato una serie di linee guida relative all’età più appropriata per esporre i bambini alle nuove tecnologie. Il metodo è stato denominato “regola del 3-6-9-12” e si basa sui seguenti principi:

-    Non esporre un bambino ad alcun tipo di schermo prima dei 3 anni. Esistono numerosi studi (vedi articolo precedente) che dimostrano quali conseguenze possa avere la precoce esposizione agli schermi artificiali e/o un abuso di queste tecnologie.

-    Evitare qualsiasi gioco interattivo prima dei 6 anni. In realtà sarebbe meglio aspettare il primo cambio dei denti (attorno ai 7 anni), periodo nel quale non solo si verifica un cambiamento fisico, ma anche lo sviluppo di alcune facoltà intellettive legate al pensiero logico.

-    Non permettere la navigazione in internet prima dei 9 anni. L’accesso alla rete deve avvenire comunque in presenza di un genitore, che deve impartire le 3 regole essenziali della navigazione:
1) tutto ciò che viene pubblicato diventa di pubblico dominio;
2) tutto ciò che viene pubblicato potrebbe rimanervi per sempre;
3) non tutto quello che si legge o si vede su internet è reale.

-    Dopo i 12 anni il bambino può essere lasciato solo. Tuttavia rimane essenziale stabilire limiti sugli orari di permanenza e applicare sempre i mezzi di controllo parentale per la navigazione sicura.

approfondimento:

Bambini Psico-Programmati

Con l'avvento della televisione e la successiva diffusione del computer e dei videogiochi la realtà dei bambini è significativamente cambiata.

Bambini Pisco-Programmati spiega come è cambiata. Oggi molti genitori, pedagogisti ed educatori esprimono preoccupazione per i forti condizionamenti mediatici a cui il bambino è soggetto. Ma in che modo il bambino viene condizionato? Quali effetti hanno le manipolazioni mediatiche sul suo comportamento? Quanto e in che modo la personalità del bambino risente del bombardamento pubblicitario? Quali effetti negativi hanno i videogiochi?

Il libro risponde a queste e a molte altre domande, permettendo a genitori ed educatori di fare chiarezza e di essere in grado di proteggere il bambino dalla "programmazione mediatica" a lui diretta.

Antonella Randazzo
Bambini Psico-Programmati >> http://goo.gl/4aLvBt
Essere consapevoli dell'influenza della pubblicità, della TV, dei videogiochi
Editore: Il Leone Verde
Data pubblicazione: Giugno 2007
Formato: Libro - Pag 181 - 15x21