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mercoledì 18 novembre 2015

I neuroni specchio secondo la Semeiotica Biofisica



I neuroni specchio secondo la Semeiotica Biofisica Quantistica

I neuroni specchio sono considerati una serie di neuroni visuo-spaziali che spiegano le basi dell'interazione sociale umana

di Simone Caramel - 15/11/2015



I neuroni specchio secondo la Semeiotica Biofisica Quantistica

I neuroni specchio, ritenuti una delle scoperte più importanti delle neuroscienze negli ultimi venti anni, sono considerati una serie di neuroni visuo-spaziali (1) che spiegano le basi dell'interazione sociale umana. In sostanza, i neuroni specchio rispondono alle azioni che osserviamo negli altri individui oppure alle parole che udiamo, pronunciate dagli altri. L'aspetto interessante è che i neuroni specchio si attivano in noi stessi nello stesso modo in cui effettivamente insorgono per dare vita all'azione creata. A parte l'imitazione, sono responsabili di una miriade di altri processi sofisticati di comportamento e del pensiero umano. Difatti il sistema dei neuroni specchio, essenziali per la nostra civiltà, sono stato collegati a disturbi come l'autismo (2).
La natura di questi neuroni, le cui attivazioni nell’uomo si possono osservare strumentalmente solo attraverso variazioni nel flusso sanguigno dovute ad esse, è stata recentemente esplorata dal dottor Sergio Stagnaro.

Dottor Stagnaro, ci può spiegare in modo semplice che cosa sono i neuroni specchio, dove si trovano e qual è la loro natura?
Essi sono presenti nelle aree motorie, pre e post rolandiche del cervello; si attivano sia quando si compie un’azione che quando si vede compiere un'azione, svolgendo un ruolo decisivo sia nell’apprendimento per imitazione — pensiamo ad esempio, ai bambini tra i due ed i tre anni che ripetono tutto ciò che diciamo — così come nel fenomeno dell’empatia.
Nella vita quotidiana siamo comunemente esposti alle azioni eseguite da altri individui. Ad esempio, se stiamo camminando su una strada, generalmente osserviamo le altre persone muoversi a piedi in direzioni diverse. Ogni volta che interagiamo con altre persone a noi vicine, osserviamo espressioni del volto e gesti che significano per noi altrettanti messaggi.

In un suo recente articolo Lei sostiene però che l’attivazione dei neuroni specchio può esserci anche in casi in cui non è coinvolta la vista o l’udito: che significa?
A prima vista si potrebbe supporre che l'analisi visiva di osservare movimenti effettuati dal nostro sistema nervoso dovrebbe essere sufficiente per originare alla fine il processo visivo corticale, attribuendo un valore semantico a quelli stessi movimenti. Altri Autori spiegano questi fatti in termini relazionali, secondo Merleau Ponty (3).

La memorizzazione mnemonica di molti diversi tipi di movimenti consentirà di riconoscere il loro significato ogni volta che li osserviamo successivamente. Questa ipotesi, però, non spiega il motivo per cui siamo in grado di capire che i movimenti osservati sono in realtà movimenti correlati ad un fine.
Un possibile modo per risolvere questo problema è quello di prendere in considerazione il rapporto tra agire e percepire l'azione. Nonostante una certa variabilità di esecuzione dell'azione tra diversi individui, quali quelli relativi ad accelerazione, velocità, movimento scorrevolezza, ecc., certamente
condividiamo con gli altri i circuiti neuronali responsabili della programmazione, il controllo e l'esecuzione di simile azioni. Inoltre, una parte di questi circuiti neuronali comuni potrebbe essere attivati anche quando l'azione non viene eseguita realmente, ma semplicemente immaginata, come dimostra la Semeiotica Biofisica Quantistica (SBQ).

I circuiti neuronali comuni possono contenere la rappresentazione delle azioni appena menzionate. Se le "rappresentazioni" fossero presenti nel sistema motorio, potrebbero essere recuperate automaticamente non solo quando eseguiamo o proviamo mentalmente una determinata azione, ma anche quando osserviamo la stessa azione eseguita da altri individui. Questo meccanismo potrebbe costituire la base per comprendere l'azione. Un meccanismo neuronale per la comprensione delle azioni fatte da altri è una condizione necessaria, un prerequisito anche per i primati non umani, come le scimmie ed in particolar modo per coloro che vivono in grandi gruppi sociali, in cui gli individui hanno bisogno di riconoscere gesti legati alla gerarchia, il recupero di cibo, difesa dai predatori, ecc. La comprensione delle azioni fatte da altri avrebbero permettono all'osservatore di essere più veloce in gara per acquisire abilità o, forse, per dare vita ad una comunicazione inter-individuale gestuale.

Non è un mistero che noi riceviamo, processiamo e trasmettiamo onde sonore e visive, che vengono tradotte dal nostro cervello in suoni ed immagini. Qual è il confine tra realtà ed immaginazione?
È risaputo ormai che noi viviamo in un grande ologramma cosmico, nel quale tutto è interconnesso, qui ed ora, sincronicamente e simultaneamente, e dove la realtà non-locale ed il cosiddetto entanglement giocano un ruolo fondamentale. Le porto un esempio pratico.
In un articolo del 2014 (4), avevo dimostrato, clinicamente ed in modo implicito, che la funzione di neuroni specchio, caratteristica delle cellule nervose parietali delle circonvoluzioni pre - e post -rolandiche, poteva essere spiegata soddisfacentemente mediante l'entanglement quantistico, particolarmente in determinate situazioni, dove vista e udito erano impotenti.

L’esperimento, creato per simulare il volo di uno stormo di uccelli, il movimento di un banco di pesci od il volo di uno sciamo d’api, fu il seguente. Un gruppo in movimento di 5 uomini, 5 donne, 1 cane ed 1 gatto, era preceduto da una persona leader che, ad un preciso segnale convenuto, pensò di iniziare un movimento particolare degli arti, concordato con l’esaminatore, ma ignoto a tutti gli altri.
Utilizzando gli strumenti offerti dalla Microangiologia Clinica e dalla Diagnostica Psicocinetica (5-16), fu possibile valutare il flusso microcircolatorio cerebrale di ciascun partecipante alla prova, ed in particolare il valore di base della microcircolazione cerebrale a livello delle circonvoluzioni parietali, pre– e post-rolandiche di tutti gli arruolati, incluso il cane ed il gatto.

Successivamente, un’analoga valutazione fu fatta separatamente per ciascun partecipante nel momento in cui (al segnale dell’esaminatore) il leader pensò di muovere gli arti superiore ed inferiore omolaterali, prima quelli di un lato e poi quelli dell’altro.
In quel preciso momento, ciascuno dei partecipanti all’esperimento, compresi i due animali, mostrava i segni SBQ dell’intensa attivazione microcircolatoria di tipo I, associato, nelle circonvoluzioni parietali, pre- e post-rolandiche controlaterali relative agli arti che il leader pensò di muovere (ma fisicamente non mosse) (17). Subito dopo, anche le aree cerebrali del lato opposto, mostrarono i segni dell’attivazione microcircolatoria, significativa, ma meno intensa.
I dati sopra riferiti, interpretati alla luce dei campi morfogenetici di Sheldrake e dei Campi Elettro-Magnetici deboli che veicolano i Campi di Informazione Biologica (18), indicano che l'attività dei neuroni specchio, come il movimento sincrono dello stormo di uccelli, dello sciame di api e del banco di pesci, si spiega biologicamente considerando il carattere della simultaneità tipico della realtà non-locale e dell’entanglement bio-quantistico.

Queste scoperte sui neuroni specchio hanno qualche utilità ed impatto sulla salute delle persone, in particolare di coloro che soffrono di disturbi neurologici?
Mi è capitato recentemente il caso di una paziente che aveva dei disturbi riconducibili ad una disfunzione nei neuroni specchio: mal di testa, depressione, specifiche difficoltà relazionali e comportamentali, ecc.

In primo luogo occorre comprendere la fisiopatologia dei “mirror neurons dysfunctions”. Per quanto ho finora osservato e valutato clinicamente, queste alterazioni neuronali sono di natura mitocondriale. Vi è alla base un’alterazione del DNA mitocondriale, che dà luogo a quella citopatia mitocondriale funzionale, scoperta 35 anni or sono, che ho chiamato Istangiopatia Congenita Acidosica Enzimo-Metabolica, ICAEM, che sta all’origine di numerose patologie degenerative, incluse quelle neurodegenerative quali il Parkinson, la SLA, l’Alzheimer, l’Atassia di Friedreich, ecc.

Diagnosticata alla paziente, colpita da disfunzione dei neuroni specchio, la tipica alterazione del DNA mitocondriale, ICAEM, ho prescritto la Terapia Quantistica SBQ Mitocondriale Ristrutturante (19-20), che dopo poco tempo ha dato risultati straordinari, confermati dalla paziente e dai familiari stessi: diminuzione progressiva di mal di testa e depressione, e sensibile miglioramento del comportamento relazionale, in conseguenza di un’evidente e favorevole processo di ristrutturazione cerebrale nelle aree geneticamente alterate, specialmente intenso nelle circonvoluzioni frontali e parietali, pre e post rolandiche.


Bibliografia
1) Sourya Acharya and Samarth Shukla. Mirror neurons: Enigma of the metaphysical modular brain. J Nat Sci Biol Med. 2012 Jul-Dec; 3(2): 118–124. doi: 10.4103/0976-9668.101878
2) Kai Vogeley and Albert Newen. Mirror Neurons and the Evolution of Brain and Language Edited by Maxim I. Stamenov and Vittorio Gallese. Advances in Consciousness Research 42, 2002 pp. 135–150
3) Leonardo Fogassi and Vittorio Gallese. The neural correlates of action understanding in nonhuman primates. Mirror Neurons and the Evolution of Brain and Language Edited by Maxim I. Stamenov and Vittorio Gallese. Advances in Consciousness Research 42, 2002 pp. 135–150
4) Sergio Stagnaro (2014). Semeiotica Biofisica Quantistica: la natura del moto simultaneo dei componenti di uno stormo, di un banco e di uno sciame. La Voce di SS, https://sergiostagnaro.wordpress.com/2014/06/03/semeiotica-biofisica-quantistica-la-naturadel- moto- simultaneo-dei-componenti-di-uno-stormo-di-un-branco-e-di-uno-sciame/
5) Stagnaro S., Auscultatory percussion of the cerebral tumour: Diagnostic importance of the evoked potentials, Biol. Med., 7, 171-175, 1985
6) Stagnaro S., Auscultatory Percussion Therapeutic Monitoring and Cerebral Dominance in Rheumatology. 2nd World Congress of Inflammation, Antirheumatics, analgesics, immunomodulators. Abstracts, A. Book 1, pg. 116, March 19-22, 1986, Montecarlo
7) Stagnaro S., Percussione Ascoltata degli Attacchi Ischemici Transitori. Ruolo dei Potenziali Cerebrali Evocati. Min. Med. 76, 1211 [Medline]
8) Stagnaro Sergio. Inherited Real Risk of Brain Disorders. http://www.plos.org, 24 July 2009.http://www.plosone.org/article/comments/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.000635; sessionid=9AC82C42FA9F57C913844806BF96DDC1
9) Sergio Stagnaro. Functional Decline in Aging , Brain Inherited Real Risk, and Co Q10 Deficiency Syndrome. 15 May, 2011. http://wwwshiphusemeioticscom- stagnaro.blogspot.com/2011/05/functional-decline-in-aging-brain.html
10) Simone Caramel and Sergio Stagnaro. Clinical QBS Diagnosis and Primary Prevention of Brain Disorder ‘Inherited Real Risk’ and Alzheimer Disease. Journal of Quantum Biophysical Semeiotics.
11) Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2012) New ways in physical Diagnostics: Brain Sensor Bedside Evaluation. The Gandolfo’s Sign. January, 2012. Journal of Quantum Biophysical Semeiotics. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/bsbe.pdf
12) Sergio Stagnaro (2012). Brain Sensor Bedside Evaluation with Quantum Biophysical Semeiotics. http://blogs.plos.org, http://blogs.plos.org/neuroanthropology/2012/01/10/brainytrees-metaphorical-forests-on-neuroscience-embodiment-and-architecture/
13) Sergio Stagnaro. A fundamental bias of the research: Overlooking Congenital Acidosic Enzyme-Metabolic Histangiopaty-Dependent Brain Inherited Real Risk. Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry with practical Neurology, 5 May, 2009. http://jnnp.bmj.com/content/80/11/1206/reply
14) Marco Marchionni, Simone Caramel, Sergio Stagnaro. “Quantum Biophysical Semeiotics Bedside Diagnosing Inherited Real Risk of Brain Disorders: Boezio’s Sign”. Neurodegenerative Disease Primary Prevention. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/boeziosign_2013.pdf
15) Sergio Stagnaro and Simone Caramel. Bedside Diagnosis of Common Flu and ‘Flu-Dependent Brain X Syndrome. Journal of Infection and Molecular Biology 1 (2): 27 – 31. Nexus Academic Publishers, http://www.nexusacademicpublishers.com/table_contents_detail/2/44
16) Sergio Stagnaro. Semeiotica Biofisica Quantistica. Diagnostica Psicocinetica. E-book in rete nel sito http://www.sisbq.org; http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/dp_libro.pdf
17) Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2012). Allegra’s* Syndrome plays a central Role in bedside clinical Diagnostics. http://www.sisbq.org, Journal of Quantum Biophysical Semeiotics, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/allegrassyndrome.pdf
18) Sergio Stagnaro, Simone Caramel (2014). Biological Information Fields: Quantum Biophysical Semeiotics clinical and experimental evidences, Journal of Quantum Biophysical Semeitics. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/wefbif_2014.pdf
19) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004. http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm
20) Stagnaro S. La terapia quantistica mitocondriale ristrutturante. SISBQ, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/terapiaquantistica_agg2015.pdf
21) Stagnaro S. Il manifesto della Medicina SBQ mitocondriale ristrutturante. SISBQ, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/manifesto_sbq_mit_ristrutturante_2015.pdf

Laila Craighero
Neuroni Specchio >> http://goo.gl/vji7mz
Editore: Il Mulino
Data pubblicazione: Novembre 2011
Formato: Libro - Pag 130 - 12,5x19,5


mercoledì 16 settembre 2015

Delfino-terapia: la pet-therapy fatta con i delfini

Delfino-terapia: la pet-therapy fatta con i delfini

La delfino-terapia valutata clinicamente con la Semeiotica Biofisica Quantistica

di Simone Caramel, Sergio Stagnaro - 02/09/2015



Delfino-terapia: la pet-therapy fatta con i delfini

Un ciondolo azzurro con sopra disegnato un delfino può essere portato al collo solo come portafortuna?

La Semeiotica Biofisica Quantistica (SBQ) fornisce al medico un originale metodo [1] applicabile al letto del paziente, con il semplice uso del fonendoscopio, utile sia per finalità diagnostiche che di monitoraggio terapeutico, essendo in grado di valutare oggettivamente nel tempo l’efficacia pre-clinica e clinica di ogni tipo di trattamento, sia esso convenzionale o non convenzionale, come è il caso recentemente esplorato della terapia con i delfini.

Variante della pet-therapy, poco conosciuta ancora in Italia, la terapia assistita con i delfini o DAT (Dolphin Assisted Therapy) venne proposta dai ricercatori statunitensi Betsy Smith e David Nathanson dell’Università di Miami (Florida) negli anni settanta, con l’ipotesi che si sarebbero potuti migliorare gli effetti delle terapie mediche comuni e dei farmaci somministrati, in seguito al contatto dei pazienti stessi con i delfini.

Il delfino è un animale straordinario con abilità incredibili. Numerosi studi condotti in diversi paesi mostrano che la vicinanza di questi mammiferi è di grande aiuto per la salute umana con un rilevante effetto positivo nel trattamento di numerose malattie, come paralisi cerebrale, autismo infantile precoce, sindrome di Down, disfunzioni cerebrali, disturbi funzionali del sistema nervoso centrale, ritardo mentale, disturbi del linguaggio, diminuzione o perdita dell’udito, nevrosi, stress, disturbi depressivi, Alzheimer, disturbi della memoria e difficoltà nell’apprendimento [2-9].

La delfino-terapia non è ancora riconosciuta dalla medicina tradizionale, nonostante i benefici ottenuti negli ultimi decenni sui pazienti ai quali è stata sottoposta, come ad esempio nei bambini affetti da autismo: rari, discordanti e contraddistinti da vizi metodologici sono infatti gli articoli scientifici e gli studi clinici su questo tipo di trattamento e sulle ragioni e particolari condizioni per le quali esso mostra una certa efficacia [10].
D’altro canto, se si studia la DAT da diversi punti di vista, ad esempio considerando la prospettiva delle modificazioni comportamentali, quella psico-neuro-endocrino-immunologica e l’interpretazione neurofisiologica, benché gli studi sui benefici dell’interazione tra uomo e delfino siano ancora preliminari, pioneristici e con evidenti lacune, originate specialmente da elementi di valutazione prevalentemente soggettivi, si conclude che ci sono importanti segnali per rivalutare scientificamente la delfino-terapia, se corroborata da criteri di valutazione più oggettivi e razionali [11].

Perché il verso dei delfini fa bene

A questo proposito, è importante ricordare che il verso dei delfini è caratterizzato da suoni ad alta frequenza (ultrasuoni) che vanno dai 20 mila ai 150 mila Hertz, in grado di stimolare la produzione di endorfine nel cervello.
Questa caratteristica peculiare dei delfini può essere abbinata a una recente nanotecnologia [12] che è in grado di catturare le radiazioni provenienti da qualsiasi oggetto biologico, in particolare quelle provenienti da questi meravigliosi mammiferi, che sono sorgenti di onde millimetriche (ossia di ultrasuoni o suoni a frequenze estremamente alte).

Grazie alla nano-tecnologia AK-TOM, sono state catturate e salvate in uno speciale semiconduttore (GaAs o Arseniuro di Gallio) le radiazioni (ultrasuoni) emesse dai delfini nel delfinario della Repubblica di Hurghada in Egitto. Le medesime onde millimetriche possono successivamente essere liberate dal semiconduttore, dal momento in cui esso viene messo a contatto con un qualsiasi altro oggetto biologico, come ad esempio una piccola porzione della cute umana, sfruttando l’interazione tra i campi elettromagnetici deboli.

Questo connubio tra ultrasuoni emessi dai delfini e semiconduttore che li cattura è una conquista estremamente importante per la valutazione oggettiva secondo un rigoroso metodo scientifico per due motivi:
1)    abbiamo ottenuto un oggetto biologico (irradiatore) contenente le onde-informazione emesse dai delfini, e questo irradiatore è duplicabile e testabile su diversi tipi di pazienti, idoneo per sperimentazioni su piccola e larga scala;
2)    gli effetti clinici di questa irradiazione su un qualsiasi paziente sono valutabili oggettivamente con il metodo della Semeiotica Biofisica Quantistica (SBQ), e questi dati diagnostici e di monitoraggio terapeutico possono essere raccolti da qualsiasi medico formato ed abilitato secondo la SBQ, favorendo qualsiasi tipo di ricerca e studio prospettico, anche in doppio cieco.

Le radiazioni (ultrasuoni) emesse dai delfini e raccolte nel semiconduttore (Arseniuro di Gallio) in grado di catturale, memorizzarle, e liberarle a contatto con la cute [12, 13] (oppure a distanza inferiore ad 1 metro, in modo da essere utilizzate durante la notte), sono state testate con il metodo diagnostico della Semeiotica Biofisica Quantistica, ed in particolare valutando, mediante il monitoraggio terapeutico, l'energia libera endocellulare, nonché le dinamiche del microcircolo, prima, durante e dopo l'irradiazione, in differenti sistemi biologici, per esempio, cervello e cuore, con i seguenti risultati.

Benefici per sani e malati

Nel sano, l'irradiazione di ultrasuoni catturati dai delfini di Hurgada, provoca l'aumento fino a sei volte dell'energia libera endocellulare, valutata come Tempo di Latenza del relativo riflesso gastrico aspecifico (ad esempio, da un valore basale di 8 secondi il riflesso cerebro-gastrico aspecifico aumenta a 48 secondi).
In un soggetto (34 anni) affetto da autismo, ugualmente l'energia libera endocellulare neuronale aumenta di sei volte il valore basale (ad esempio, c’è un notevole incremento dell'ossigenazione istangica o tessutale), immediatamente dall'inizio dell'applicazione e permane tale fino alla durata dell'irradiazione (massimo 3 ore al giorno). Parallelamente, il microcircolo relativo, valutato con i parametri SBQ, è massimamente attivato, secondo l'Attivazione Microcircolatoria Associata, tipo I. Fatto importante, progressivamente, col passare dei giorni di trattamento, il medico osserva un notevole incremento dell'attività microcircolatoria, anche a riposo funzionale, evidentemente da attribuire all'attivazione delle cellule staminali cerebrali nelle aree del cervello precedentemente sede dei Reali Rischi Congeniti di malattie neurodegenerative [14-17].

Questi primi effetti clinici valutati con la SBQ sono sorprendentemente omogenei ed i dati raccolti sono molto promettenti, perché - se confermati nel tempo con un adeguato periodico monitoraggio terapeutico e su larga scala - suggeriscono la possibilità di supportare scientificamente, grazie all’applicazione del metodo SBQ, l'efficacia clinica della “dolphin-assisted-therapy”.
Ecco spiegato che quel ciondolo azzurro, nella foto, con sopra disegnato un delfino non è un semplice portafortuna da portare al collo, bensì nasconde al suo interno uno speciale semiconduttore che ci permette di “ascoltare le onde dei delfini” ossia irradia ultrasuoni provenienti dai delfini: è da usare perciò con cautela, in considerazione delle sue straordinarie proprietà.

Bibliografia
[1] Caramel S. Che cos’è la Semeiotica Biofisica Quantistica. Scienza e Conoscenza, 4 agosto 2015. http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/che-cos-e-la-semeiotica-biofisica-quantistica.php
[2] Brensing K, Linke K, Todt D. Can dolphins heal by ultrasound? J Theor Biol. 2003 Nov 7;225(1):99-105.
[3] Cai Y, Chia NK, Thalmann D, Kee NK, Zheng J, Thalmann NM. Design and development of a Virtual Dolphinarium for children with autism. IEEE Trans Neural Syst Rehabil Eng. 2013 Mar;21(2):208-17.
[4] Fiksdal BL, Houlihan D, Barnes AC. Dolphin-Assisted Therapy: Claims versus Evidence. Autism Res Treat. 2012;2012:839792.
[5] O'Haire ME. Animal-assisted intervention for autism spectrum disorder: a systematic literature review. J Autism Dev Disord. 2013 Jul;43(7):1606-22.
[6] Salgueiro E, Nunes L, Barros A, Maroco J, Salgueiro AI, Dos Santos ME. Effects of a dolphin interaction program on children with autism spectrum disorders: an exploratory research. BMC Res Notes. 2012 Apr 26;5:199.
[7] Finneran JJ, Mulsow J, Schlundt CE, Houser DS. Dolphin and sea lion auditory evoked potentials in response to single and multiple swept amplitude tones. J Acoust Soc Am. 2011 Aug;130(2):1038-48.
[8] Griffeth RJ, García-Párraga D, Mellado-López M, Crespo-Picazo JL, Soriano-Navarro M, Martinez-Romero A, Moreno-Manzano V. Platelet-rich plasma and adipose-derived mesenchymal stem cells for regenerative medicine-associated treatments in bottlenose dolphins (Tursiops truncatus). PLoS One. 2014 Sep 24;9(9):e108439.
[9] Lukina LN. The effect of dolphin-assisted therapy sessions on the functional status of children with psychoneurological disease symptoms]. Fiziol Cheloveka. 1999 Nov-Dec;25(6):56-60.
[10] Lori Marino L, Lilienfeld SO. Dolphin-Assisted Therapy: More Flawed Data and More Flawed Conclusions. Humane Society Institute for Science and Policy Animal Studies Repository, Animal Assist Therapy, 2007.
[11] Ilanit Tof. Psychophysiological Mechanism of Therapeutic Dolphin - Human Interactions- Little Tree Pty. Ltd, 1998.
[12] Caramel S, Stagnaro S, Pyatakovich FA., Yakunchenko T.I., Makkonen K.F., Moryleva O.N. Background Millimeter Radiation Influence in Cardiology on patients with metabolic and pre-metabolic syndrome. Journal of Infrared and Millimeter Waves, Shangai, China, Vol.1, February 2014.
[13] Caramel S. “Semeiotica Biofisica Quantistica: dalla diagnosi bed-side alla prevenzione primaria delle patologie degenerative di natura mitocondriale”. Atti del V convegno SISBQ, Porretta Terme, 23 - 24 maggio 2015. Video: https://www.youtube.com/watch?v=tKkGr6prltg
[14] Marchionni M, Stagnaro S, Caramel S. The role of ‘Modified Mediterranean Diet’ and quantum therapy in Alzheimer’s disease primary prevention. JNHA, Springer, Vol. 18, 1, 2014. [Pub-Med indexed for Medline]
[15] Marchionni M, Caramel S, Stagnaro S. Inherited real risk of Alzheimer's disease: bedside diagnosis and primary prevention. Front Aging Neurosci. 2013;5:13. doi: 10.3389/fnagi.2013.00013. [Pub-Med indexed for Medline]
[16] Marchionni M, Caramel S, Stagnaro S. Quantum Biophysical Semeiotics Bedside Diagnosing Inherited Real Risk of Brain Disorders: Boezio's Sign. Neurodegenerative Disease Primary Prevention. JOQBS, 2013.
[17] Marchionni M, Caramel S, Stagnaro S. QBS Inherited Real Risk of epilepsy: physiopathology, diagnosis and primary prevention. JOQBS, 2014. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/iirrofepilepsy.pdf

Giulia Settimo
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Editore: Red Edizioni
Data pubblicazione: Novembre 2010
Formato: Libro - Pag 94 - 14x21


mercoledì 12 novembre 2014

Diabete di tipo II: cause e diagnosi

Diabete di tipo II: cause e diagnosi

Come diagnosticare il diabete di tipo II secondo la Semeiotica Biofisica Quantistica

di Sergio Stagnaro,Simone Caramel - 11/11/2014



Diabete di tipo II: cause e diagnosi

In un articolo, richiesto a Sergio Stagnaro dagli Editori del Cambridge Research Center, che sarà pubblicato in Diabetes, col titolo di The glycocalyx bedside evaluation plays a central role in diagnosing type 2 diabetes mellitus and in its primary prevention. Caramel S., Marchionni M., Stagnaro S., TREATMENT STRATEGIES – DIABETES; Volume 6 Issue 1 - October 2014, (http://www.cambridgeresearchcentre.co.uk/all-publications/diabetes/ ), gli Autori hanno sottolineato come la disfunzione mitocondriale, l'alterazione della barriera emato-encefalica, la valutazione degli endoteli e dei glicocalici sono nuove acquisizioni nella patogenesi e nella diagnosi precoce del Diabete Mellito Tipo 2 (DMT2).

Infatti, il Diebete Mellito Tipo 2 è caratterizzato da una localizzata disfunzione endoteliale, fondamento dell'insorgenza ed evoluzione delle "complicazioni" micro- e macro-vascolari, della patologia, che insorgono decenni e decenni prima che si manifesti la fenomenologia clinica e di laboratorio. Ci riferiamo ai Reali Rischi Congeniti, dipendenti dalle relative Costituzioni Semeiotico-Biofisico-Quantistiche.
In numerose condizioni infiammatorie sono stati suggeriti diversi modelli teorici ed approcci sperimentali per documentare le modificazioni strutturali e funzionali dei glicocalici. Queste alterazioni si pensa possano provocare processi infiammatori nei vasi sanguigni e contribuire ad un gran numero di malattie, come appunto il DMT2, sempre associato ad una aumentata permeabilità capillare, descritta clinicamente da uno di noi, in tempi ormai lontani, come Segno di Bilancini e Lucchi.

Il glicocalice cellulare è fisiologicamente composto da glicosaminoglicani (GAGs), proteoglicani e glicoproteine, completamente integrato allo strato funzionale della superficie luminale dell'endotelio. L'alterazione del glicocalice, specialmente quello dei vasa vasorum, si configura come un iniziale passo di essenziale importanza nella fisiopatologia dell'Aterosclerosi e delle "complicazioni" diabetiche microangiopatiche. La degradazione del glicocalice rende possibile l'anomala filtrazione a livello dei glomeruli renali e il progressivo aggravamento del danno endoteliale. Queste alterazioni sono alla base dell'insorgenza e della progressione della microangiopatia diabetica.

Prima dell'esordio delle manifestazioni cliniche tipiche delle "complicazioni" vascolari diabetiche, furono osservati numerosi e precoci cambiamenti microvascolari con perdita del glicocalice in una popolazione di bambini colpiti da DM di tipo I. Questi risultati hanno aperto una nuova via alla diagnosi precoce e ad un originale monitoraggio del DM, nonché strategie terapeutiche finalizzate alla protezione e alla ristrutturazione del glicocalice. Quanto riferito sopra sottolinea l'importanza, ad iniziare dalla prima decade di vita, di un tempestivo ed appropriato studio clinico del glicocalice e del distretto microvascolare a fini diagnostici, fisiopatologici, del monitoraggio terapeutico e della ricerca.

Nel nostro articolo esaminiamo una originale fisiopatologia del DMT2, che ne spiega i Cinque Stadi sulla base di rilievi diagnostici clinici, raccolti a partire dalla nascita in individui con Costituzione Diabetica, raccolti con la Percussione Ascoltata di organi e visceri, metodica nota oggi come Semeiotica Biofisica Quantistica. Questo originale semeiotica fisica permette una precoce valutazione degli stadi pre-clinici e clinici del DMT2, iniziando dal Reale Rischio Congenito, dipendente dalla Costituzione Diabetica.
La nostra ricerca è basata su uno studio osservazionale di una serie di casi, condotta da Sergio Stagnaro, tra il 1982 e il 2012. È stato arruolato un totale di 250 pazienti, esaminati con la Semeiotica Biofisica Quantistica (SBQ), valutando i parametri, spaziali e temporali, dei diversi Riflessi considerati.

Abbiamo preso in considerazione 1) l'evoluzione temporale dei segni della SBQ (follow-up 10 anni) e 2) l'accertamento dei valori numerici osservati nel tempo, passibili di essere correlati con l'insorgenza e la progressione della microangiopatia diabetica (DMA), passando dallo stadio pre-clinico a quello clinico.
Dal momento che i valori numerici osservati nel follow-up sono correlati con l'insorgenza e la progressione della DMA, noi ipotizziamo che l'applicazione dei tests clinici, SBQ possano permettere la precoce diagnosi delle alterazioni microvascolari nei pazienti con DMT2 prima che esse ovviamente siano apparse sul piano clinico e del Laboratorio, fornendo utili ed affidabili informazioni per la prevenzione pre-primaria e primaria.
Le alterazioni dei valori parametrici nei tests SBQ, osservati nei nostri pazienti, ci hanno stimolato a utilizzare questi valori parametrici per una nuova classificazione fisiopatologica del dismetabolismo glicidico, i Cinque Stadi del DMT2, rivelatasi affidabile e determinante in una sicura esperienza di uno noi, per la Prevenzione Pre-Primaria e Primaria di una patologia oggi epidemica.