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venerdì 19 agosto 2022

Religione o Spiritualità?

Religione o Spiritualità?

Consapevolezza

>> https://bit.ly/3QsGUAG

Mai come nella nostra epoca si e assistito a uno spettacolo tanto strano, a una cosi confusa commistione tra Religione e Spiritualità. I due termini sono sinonimi? Religione e spiritualità sono davvero la stessa cosa, come ancora in molti oggi continuano a sostenere?

Redazione - Scienza e Conoscenza - 18/08/2022

Dov’è Dio se non dentro di noi?

Baruch Spinoza, celebre filosofo del 600 scriveva: «La non conoscenza crea la religione che onora il Dio trascendente», mentre la conoscenza genera la spiritualità che apre la mente chiusa verso il “Dio” reale.

Émile Durkheim, sociologo, antropologo e storico delle religioni, affermava, nel 900: «La religione e una cosa eminentemente sociale e quindi non ha nulla a che vedere con la spiritualità».

Principi che da ieri a oggi si scontrano con i dogmi della chiesa cattolica romana e le sue dottrine secondo cui fuori della Chiesa cattolica apostolica romana nessuno può salvarsi, come nessuno poté salvarsi dal diluvio «fuori dell’Arca di Noè, che era figura di questa Chiesa».

Dove sta la verità?

Secondo Vittorio Marchi, autore del libro "La vertigine di scoprirsi Dio" se questi dogmi hanno ancora buon gioco sulla psiche del devoto o del credente è perché la coscienza religiosa della maggior parte della gente ha caratteri infantili e non analizza a sufficienza il fatto che le istituzioni religiose e/o ecclesiastiche sono opera dell’uomo religioso e non di un “maestro divino” e pertanto, come tutte le cose del mondo, sono soggette a corruzione e degrado. Una delle ragioni, forse quella essenziale, per cui Marchi ha deciso di scrivere questo libro, è scaturita dalla necessita di far luce sulla intollerabile ingiustizia subita da quei pochi uomini rivoluzionari andati più volte incontro, nel corso della loro vita, all’accusa di essere persone sostanzialmente eretiche e/o atee.

Da Bruno a Galileo, le grandi menti scientifiche sono state spesso additate e condannate dalla Chiesa come eretiche e atee, ma la religione non ha nulla a che fare con la spiritualità.

Riportiamo le parole di Albert Einstein che ci sembrano, in questo contesto, molto significative:

«La più bella e profonda sensazione che noi possiamo provare è la sensazione del mistico. E questo misticismo è ciò che sta alla base di tutta la vera scienza. Se esiste un concetto come quello di Dio, allora è un sottile spirito, non l’immagine dell’uomo che così tanti hanno fissato nella loro mente. Nella sua essenza, la mia religione consiste in un umile ammirazione per questo infinito superiore spirito che rivela se stesso nei minimi dettagli, che noi siamo capaci di percepire con le nostre deboli e fragili menti». Albert Einstein

Scienza e misticismo

A Vittorio Marchi, uomo di scienza, spetta senz’altro il merito di aver riabilitato e incluso nelle sue indagini il concetto di spiritualità, al punto che scientifico, sembra essere proprio quel connubio tra fisica e metafisica che porta al vero, identificato da Marchi come l’UNO.

Chi ha stabilito che questi due aspetti della realtà non siano inseparabilmente integrati in una stessa (divina) unità? Questo assunto fobico, purtroppo, è stato quello che ha portato alla follia le masse: la religione al fanatismo e la scienza alla distruzione.

Tra Religione e Misticismo (spiritualità) esiste una differenza abissale, che conduce verso due orizzonti opposti: uno esterno all’uomo e uno interno. La scienza non potrà mai andare d’accordo con la religione, ma concorderà invece con la ricerca spirituale. Ogni religione parla di un Dio ente, locale, topograficamente misterioso e trascendente, addirittura antropomorfo, per quanto riguarda la nostra (si pensi alla Cappella Sistina). La spiritualità invece parla di Divinità e la divinità non è affatto avulsa dal mondo scientifico. La religione ci guida a cercare Dio fuori da noi. La spiritualità invece fa l’esatto contrario: ci orienta a cercarlo dentro di noi.

Dice il sufi: Ti ho cercato all’esterno, ho costruito monumenti in tuo onore, ho alzato cattedrali e pinnacoli, per giungere fino a te. Ho superato i deserti e gli oceani, ho esplorato la terra e il cielo, e non sapevo, né potevo immaginare che Tu eri dentro di me.

Oggi persino le neuroscienze e la fisica quantistica, con un ritardo di 5.000/7.000 anni rispetto ai testi himalayani, si sono accorte che Osservatore e Osservato sono la stessa cosa, cioè fatti della stessa essenza universale.

Il misticismo ci apre la strada alla fisica e a sua volta questa ci aiuta a comprendere il misticismo e il simbolo mitologico. Se infatti il compito della fisica e quello di aiutare l’uomo ad avviarsi sulla strada di una nuova conoscenza, la funzione della spiritualità è quella di rendere consapevole ogni uomo della sua dignità divina.

Potremmo dire che lo scienziato e il mistico percorrono il medesimo sentiero per giungere al medesimo obiettivo: portare l’uomo a comprendere chi è veramente.

SCOPRI La vertigine di scoprirsi Dio

eBook - La Vertigine di Scoprirsi Dio >> https://bit.ly/3QsGUAG   

Vittorio Marchi

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La Vertigine di Scoprirsi Dio — Libro

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giovedì 29 novembre 2018

Il legame tra fisica quantistica e amore




Legame tra fisica quantistica, spiritualita' e amore

Intervista a Thomas Torelli, il regista che con i suoi documentari indaga il legame tra fisica quantistica, spiritualità e amore

Consapevolezza e Spiritualità


Il legame tra fisica quantistica e amore, la stretta relazione tra scienza e emozioni. Ce ne parla Carmen di Muro in questa intervista al regista Thomas Torelli

di Carmen Di Muro

La vita è una questione di punti di vista, ce lo ricorda la storia di ieri e quella di oggi, gli eventi solenni e le consuetudini quotidiane, il pensiero dei grandi uomini e quello più velato dei semplici. Un mare di punti di vista fatto di certezze e dubbi, di trasparenze ed opacità dove ognuno può nuotare con lo stile che preferisce, trovando un faro illuminante, una boa di riferimento per le situazioni critiche. Ma ci sono piccole grandi cose che ci permettono di fare la differenza, come “un’immagine che scorre sulla pellicola”, depositaria di storie, in grado di aiutarci a sintetizzare il particolare e il generale, unendo soggettività ed universalità in uno scenario di senso più ampio, che ci mostra la vita da una diversa prospettiva di osservazione per abbracciarla e farla propria profondamente, mettendoci in posizione privilegiata per porre le basi per la creazione di “Un Altro Mondo”. Piccoli istanti sugellati in un frame che nutrono lo spirito di una nuova consapevolezza, spingendo alla più intima riflessione su chi siamo, ma soprattutto sul dove stiamo andando. Ed è proprio questa “chiamata al risveglio collettivo” ciò che muove con passione Thomas Torelli, scrittore, regista e produttore romano che ha fatto dell’amore per l’immagine il suo lavoro e che in questa intervista per «Scienza e Conoscenza» si racconta.

Thomas il 2014 ha visto l’uscita del tuo film documentario “Un altro mondo”: un viaggio di riscoperta attraverso la scienza e la fisica quantistica. Tutto è Uno, e nell’universo tutto è energia in vibrazione che produce la musica di suoni della realtà in cui siamo immersi: quanto è stato importante portare questa grande verità nelle coscienze?

Per me è stato importantissimo perché la più grande soddisfazione di questo mestiere e, in particolare, di questo film, è vedere che quando riesci a trattare questi argomenti, riesci a dare speranza alle persone, a confermargli cose che magari sentono nel proprio intimo, ma che nessuno gli ha mai spiegato in maniera semplice e diretta. E allora noti che in loro si scatena un’incredibile passione, nonché gioia e riscoperta del proprio “Io” e della propria coscienza. Mi arrivano continuamente tantissimi messaggi di gente che mi ringrazia perché attraverso i miei lavori riesce a riscoprire un percorso, ad avere speranza e a vivere meglio. Questa è la grande soddisfazione del mio mestiere, ossia sapere di fare cose belle, non fini a sé stesse, ma d’aiuto per gli altri.

Quanto attraverso i tuoi lavori ha notato fattivamente il risveglio comunitario nel mondo di oggi in cui si assiste ad una vera e propria erosione d’identità storica, coscienziale, ma soprattutto spirituale?

Io ho il riscontro rispetto alle centinaia persone che mi scrivono e che incontro nell’ambito delle tantissime conferenze che ho fatto negli ultimi quattro anni e che mi raccontano come questi film hanno cambiato la loro vita: ci sono davvero tantissime storie. Questo è davvero molto bello ed è ciò che mi dà la forza di continuare, come diceva il grande Fabrizio De Andrè, “in direzione ostinata e contraria”, sapendo che tutto ciò che si fa è volto a un bene superiore.

Continua la lettura dell'articolo su Scienza e Conoscenza 66

Scienza e Conoscenza n. 66 >> http://bit.ly/2PLGBoi
Rivista - Settembre 2018
Nuove scienze, Medicina Integrata, Coscienza

Carmen Di Muro

Psicologa clinica, psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo Post-Razionalista e ISTDP, quantum trainer e scrittrice, vive ed opera in Puglia.

Aperta alla più ampia visione integrata dell’essere umano nella sua inscindibile unità di psiche-soma, unisce la formazione accademica con i suoi interessi nel campo della biologia, delle neuroscienze, della medicina, della meccanica e fisica quantistica che le hanno consentito di sviluppare un personale metodo di lavoro interdisciplinare quantico-emozionale©.

Da sempre attratta dal mondo spirituale dell’uomo e dall’essenza profonda dell’esistenza, orienta i suoi studi e le sue indagini scientifiche verso un tema speciale: “La guarigione dell’anima”. È referente per la regione Puglia dell’EFP- Group di Milano e oltre a svolgere l’attività clinica, divulga il suo pensiero tenendo convegni e seminari in tutta Italia. Autrice del libro “Essere è Amore. Dal Pensiero alla Materia. Viaggio Scientifico nella Pura Essenza”, Gagliano Edizioni e “Anima Quantica. Nuovi orizzonti della psiche e della guarigione” Anima Edizioni, è membro del comitato scientifico e autore per la Rivista Nazionale “Scienza e Conoscenza” di Macro Edizioni e autore di articoli e video per AnimaTV.

Per informazioni visita il sito: www.carmendimuro.com
Per contatti: info@carmendimuro.com

giovedì 23 agosto 2018

Guarire la nostra anima




Guarire la nostra anima: il primo passo per recuperare la nostra profonda essenza

Consapevolezza e Spiritualità      

Cosa significa guardarsi dentro? Seguendo i principi del Buddismo Bön tibetano scopriamo insieme perché è importante parlare alla nostra anima

di Andrea Giulia Pollini - 23/08/2018


Tenzin Wangyal Rnpoche nel suo libro “Guarire l’anima”, seguendo la filosofia del buddismo Bön tibetano, racconta come imparare a guarire la nostra anima guardandoci da vicino. Al giorno d’oggi, con le vite piene e intense che abbiamo, è sempre più difficile per ognuno di noi “guardarsi dentro”. Ma cosa significa guardarsi dentro? Non c’è nulla di strano in questa pratica che consiste nel: cercare di capire sé stessi, prendersi del tempo per ascoltarsi, fermarsi un attimo per provare a capirsi. Per farlo possiamo partire da quattro ambiti molto importanti nelle nostre vite.

I quattro passi fondamentali per guarire se stessi

Per prima cosa osservate la vostra vita personale, prendetevi del tempo per riflettere su voi stessi. Parlate con la vostra anima e cercate di capire che tipo di persona siete e come vi sentite.

Poi osservate la vostra vita familiare, cercate di capire come la vostra famiglia vive in voi, il primo passo per recuperare la nostra anima è capire cosa ci manca. In questo caso si tratta di capire se la vostra famiglia vi nutre o vi distrugge.

Di seguito osservate la vostra vita lavorativa, cercate di capire se il vostro lavoro vi piace e vi da soddisfazione, se ogni mattina vi alzate scontenti a causa del vostro lavoro o se vi sentite gratificati dalla vostra vita lavorativa.

Osservate il vostro rapporto con la natura, cercate di capire se conoscete il suo grande potere sacro e rigenerante.  Vi è mai capitato di fermarvi ad ascoltare il rumore del mare? Che sensazione vi trasmette? Oppure vi siete mai fermati a guardare il cielo? Mi ricordo sin da bambina ciò che era per me il mare: la sua immensità mi trasmetteva calma e sicurezza e mi costringeva a guardarmi dentro, mettendomi in contatto con il mio spazio sacro interiore. Per me, un elemento in grado di riconnettermi con il mio sé profondo era ed è il mare, essendoci cresciuta, per molti di voi potrebbe essere un bosco in montagna o un ruscello, un luogo dove potrete avvicinarvi alla forza rigenerante della natura. Al giorno d’oggi è molto difficile entrare in contatto con la natura: siamo tutti abituati alla vita frenetica e tecnologica delle città, ai bar affollati, alle spiagge caotiche di agosto, ai social. Il primo passo per guarire la nostra anima deve partire proprio dal riconoscere la presenza o l’assenza della grande vitalità che la natura ci trasmette.

Recuperare la nostra profonda essenza

Dopo che avrete osservato questi quattro aspetti della vostra vita, noterete sicuramente che se riscontrate dei problemi, questi potrebbero non colpire solamente uno di questi aspetti, bensì più di uno. Provate a fermarvi e domandatevi se in qualche situazione della vostra vita avete sentito la mancanza di qualcosa di positivo. Dopo aver dato la risposta a questa domanda, ed entrando più in intimità con la sensazione di “mancanza” potrete iniziare a identificare in modo più preciso la qualità che vi manca e comprendere quale sia il passo da compiere per compensare questa mancanza.

Ecco una frase che mi ha particolarmente colpito tratta dal libro “Guarire l’anima” di Tenzin Wangyal Rnpoche:

“Secondo gli insegnamenti tradizionali tibetani, quando si ha l’anima danneggiata diminuisce anche la forza vitale, cioè la vitalità di cui si dispone. La perdita dell’anima può portare alla debolezza fisica e alla malattia”.

È importante cercare di recuperare la nostra profonda essenza proprio perché trascurarla potrebbe portarci grossi problemi emotivi e fisici. Quando vi sentite insoddisfatti o tristi anche se cercate di distrarvi con qualcosa, dovete scavare fino in fondo per poter guarire davvero. Quando vi sentite disconnessi, c’è un momento di rottura, provate un senso di solitudine, la sensazione cronica di volere qualcosa di più diventa la vostra identità. Tutto ciò può portare a un disturbo post-traumatico da stress: le persone che ne soffrono potrebbero avere spesso degli incubi, un’ansia perenne e quindi una grande difficoltà nell’affrontare la vita di tutti i giorni. È proprio per questo che ognuno di noi deve concedersi dei momenti per capire sé stesso. Ascoltarsi e capirsi è il primo passo verso la guarigione.


Descrizione di Guarire l'Anima - Libro

Trasforma e riscopri la tua vita con l'antica pratica tibetana di recupero dell'Anima!

Pensa a un momento della tua vita in cui ti sei sentito completo, soddisfatto, pienamente vivo e "a casa" in te stesso. Immagina di poterti sentire così non solo di tanto in tanto, ma per la maggior parte del tempo.

In questo libro, l'insegnante di meditazione Tenzin Wangyal illustra potenti pratiche che ti aiuteranno a connetterti profondamente con la tua natura autentica e a guarire la tua anima, affinché tu possa condurre una vita più gioiosa e appagata.

Secondo gli insegnamenti buddisti, infatti, se l'anima è danneggiata, la propria forza fisica e la vitalità diminuiscono, si diventa malati e si può anche morire. Per risolvere questo problema, l'autore propone diverse pratiche per ritrovarla (il silenzio, lo spazio e l'immobilità nella natura) che conducono dentro di se dove è possibile analizzare, senza giudizio, le proprie esperienze dolorose.

Partendo dagli insegnamenti tradizionali di recupero dell'anima del buddismo Bön tibetano, Tenzin Wangyal offre una guida pratica per superare ogni sensazione di disconnessione e insoddisfazione, e risvegliare la creatività, l'allegria e il senso di tranquillità che sono innati in te.

Le tecniche presentate dall'autore se praticate quotidianamente possono aiutarti a:

Superare le difficoltà che la vita vi pone
Far svanire le emozioni negative e coltivare qualità positive
Rivitalizzare le vostre relazioni personali e professionali
Sentirti più coinvolti e produttivi nel lavoro
Sperimentare la guarigione su tutti i livelli, fisico, emotivo ed energetico
Portare felicità e benessere agli altri

Avvalendoti delle meditazioni e delle pratiche informali proposte nel Tenzin Wangyal, puoi imparare ad attingere alla forza guaritrice della natura così come alla tua capacità di autoguarigione.

Questo libro offre pratiche in grado di recuperare l'anima e di guarire le persone malate.
Inoltre nel libro sono inclusi un Ebook e Meditazione Guidata da scaricare gratuitamente.

“In un momento in cui abbiamo perduto la nostra anima collettiva e quella personale, Tenzin Wangyal ci offre una bussola infallibile per ritrovare il nostro sé originale e integro. Leggete questo libro e trovate la vostra strada per fare ritorno alla salute e alla pienezza!”.
Alberto Villoldo, Autore di One Spirit Medicine

 Indice

Hanno detto del libro

Prefazione

Introduzione

Che cos’è l’anima?
Cause della perdita dell’anima
Una via verso la guarigione
Il miglior rimedio
Meditazione terapeutica

Capitolo 1 - OSSERVARE LA PROPRIA VITA DA VICINO

Tempo per l’autoriflessione
Osservate la vostra vita personale
Osservate la vostra vita familiare
Osservate la vostra vita lavorativa
Osservate il vostro rapporto con la natura
I cinque elementi
La vostra relazione con la terra
La vostra relazione con l’acqua
La vostra relazione con il fuoco
La vostra relazione con l’aria
La vostra relazione con lo spazio
Riflettere sull’elemento che si ha troppo in abbondanza
Il passo successivo: impegnarsi a cambiare

Capitolo 2 - RECUPERARE DALLA NATURA

Radici tibetane
Prendere appuntamento con gli elementi
Prendere le tre famose pillole
Aprire il cuore e la mente con gratitudine e compassione
Recuperare le essenze degli elementi
Aprirsi a una saggezza più profonda
– Pratica autoguidata –
Recuperare dalla natura

Capitolo 3 - RECUPERARE RIFUGIANDOSI DENTRO DI SÉ

Il rifugio dello spazio sacro illimitato
Il rifugio dell’infinita consapevolezza
Il rifugio del calore genuino
La ricchezza del rifugio interno
Recuperare dal rifugio interno
Il vostro rifugio più sicuro
Al di là dell’ego
– Meditazioni autoguidate –
Recuperare dal rifugio interno

Capitolo 4 - RECUPERARE DALLE RELAZIONI

Dare l’esempio, non parlare
Connessioni inaspettate
Nutrire le qualità degli elementi
Condividere le qualità degli elementi
Dare spazio alla sofferenza
Quando le emozioni sono difficili
Dissolvere l’identità del dolore
– Pratiche autoguidate –
Recuperare dalle relazioni
Capitolo 5 - SUPERARE LA SOLITUDINE

Quando nasce la solitudine
Trovare l’amico dentro di sé
– Pratica autoguidata
Trovare l’amico dentro di sé

Capitolo 6 - NUTRIRE IL PROPRIO ESSERE INTERIORE

Ricaricare la propria batteria
Avere fiducia
Un cambio d’abitudine
Calore spontaneo
– Meditazioni autoguidate –
Nutrire il proprio essere interiore

Capitolo 7 - NUTRIRE IL PROPRIO CORPO FISICO

Una sola medicina per tutti i mali
Spostare l’attenzione
Il produttore del dolore
Dolore come apparenza: vedere con l’occhio della saggezza
Il potere del calore
Una pratica per la guarigione fisica
– Meditazioni autoguidate –
Nutrire il proprio corpo fisico
Postfazione

Note

Ringraziamenti

L’Autore

Guarire l'Anima - Libro
Tenzin Wangyal Rinpoche

martedì 3 ottobre 2017

Accettiamo la vita come l'oceano accetta tutte le onde




Accettiamo la vita come l'oceano accetta tutte le onde: ce lo spiega Jeff Foster

Scritto da: Carmen Di Muro

Consapevolezza e Spiritualità



Accettiamo la vita come l'oceano accetta tutte le onde: ce lo spiega Jeff Foster

Jeff Foster, maestro spirituale e noto autore inglese, nel suo illuminante testo Il risveglio spirituale nella vita quotidiana con profonda amorevolezza ci racconta in prima persona di aver accolto l’urlo disperato della propria e più autentica paura, la paura della vita, una paura talmente grande da spingerlo quasi a toccare quel punto di non ritorno chiamato morte. Ma quel punto dove tutto finisce, è anche il luogo in cui può tutto iniziare, dove le onde del vasto oceano della coscienza tornano a danzare insieme e la vita a manifestarsi nella sua pienezza. La storia di Jeff diviene la nostra storia, la storia dei cuori di tutti coloro che si definiscono ricercatori instancabili di quella luce che può far tornare a brillare l’esistenza nel suo accadere quotidiano. Tra le righe del suo libro ci siamo noi, nel nostro vano tentativo di proteggerci dal dolore, dalla paura, dal fallimento smettendo di essere realmente vivi.

L’oceano accetta ogni onda

Jeff traccia la via facendoci riflettere su un aspetto fondamentale: “una cosa è sapere chi siamo veramente quando la vita è facile e tutto va per il meglio. Un’altra cosa è ricordarselo nella foga del momento, quando tutto va a rotoli, quando la vita diventa caotica e i suoi sogni finiscono in niente”. La nascita e la morte fanno parte dello stesso straordinario miracolo di creazione, di quell’enigma cosmico che pervade ogni cosa. Donarsi alla vita equivale ad aprirsi alla morte. A quella morte interiore di chi pensiamo di essere, di tutte quelle fantasie e quelle false immagini che abbiamo costruito su noi stessi, per essere oceano che ingloba ed accoglie tutte le onde del proprio sé, in un’unica totalità di esistenza che ci rende vivi e consapevoli di ciò che realmente siamo, per aprirci a tutto quanto. La vita include tutto, le cose buone e positive che ci rendono felici e anche le situazioni più dolorose e spinose che, spesso, rifuggiamo.

Molto spesso pensiamo erroneamente che la vera illuminazione consista nel saggiare la calma e la quiete di un oceano controllato, libero da tutte le onde di esperienza negativa che incutono timore. Ma ciò non è possibile, è un’illusione basata sui concetti dualistici di chi e cosa siamo, che altro non fanno che spezzare la realtà in due, nella convinzione tenace che se fossimo stati capaci di distruggere gli aspetti oscuri della nostra esperienza avremmo potuto goderci una vita lunga e felice. La vera libertà, quella che guarisce, perché rende capaci di guardare in faccia la verità delle cose e di riconfigurare di una nuova significatività la nostra esperienza, non si trova scappando dalla sofferenza, dal momento presente, negando che ci sia, ma immergendosi senza paura nelle sue più nascoste profondità. Ed è proprio lì, nei recessi più intimi dell’esperienza personale, che possiamo trovare quell’amore e quella grande accoglienza che stavamo cercando fuori di noi. Quando resistiamo alla vita, quando intraprendiamo una guerra interiore verso il modo in cui vanno le cose, quando tentiamo di controllarle e queste ci sfuggono, perché onde che si muovono perpetuamente, è allora che la sofferenza emerge dirompente come mancanza della profonda accettazione della propria totale vulnerabilità di fronte all’accadere delle situazioni e dei vani tentativi della mente di sfuggire al momento. Ma il nostro cuore sa cosa gli serve per guarire, sa che la vera guarigione avviene quando si ricomprende e si sente fino in fondo quel dolore, per quanto paradossale ed illogico possa sembrare. Ed ecco che la sofferenza diventa il trampolino di lancio per iniziare ad esplorare con occhi nuovi il momento presente, aprendoci un varco sulla via per tornare a casa.

Scopri il libro di Jeff Foster

Il Risveglio Spirituale nella Vita Quotidiana - Libro >> https://goo.gl/NyboZh
Così come l'oceano accoglie ogni onda, anche la nostra consapevolezza ha già accettato ciò che accade
Jeff Foster

lunedì 5 giugno 2017

Il pensiero modifica il cervello




Il pensiero ha il potere di modificare e organizzare il cervello

il corpo e l’ambiente: ce ne parla l’oncologo Claudio Pagliara

Scritto da: Carmen Di Muro

Consapevolezza e Spiritualità



Il pensiero ha il potere di modificare e organizzare il cervello, il corpo e l’ambiente: ce ne parla l’oncologo Claudio Pagliara

Non di rado solo piccoli sforzi in più possono fare la differenza tra gioia e sofferenza, benessere e malessere, tra vita e morte. Piccoli passi che possono condurre a grandi risultati. La via della guarigione diventa quel sentiero dorato che brilla dentro ognuno di noi e che può essere battuto con fede e perseveranza, nel momento in cui riusciamo a lasciarci guidare dalla bellezza delle cose, guardandole da una prospettiva diversa. Solo così la malattia può trasmutarsi in strada maestra per comprendere cosa c’è da cambiare, decidendo di percorrere una nuova via. Ed è questo che con coraggio insegna il dottor Claudio Pagliara, noto oncologo, specialista in medicina olistica, nonché grande amico e maestro di vita. La nostra conoscenza è stata sancita dallo stesso obiettivo, che ci ha dato la possibilità di intraprendere un cammino comune di grande stima professionale e lavorativa, la cui meta è una luce che mira ad accendere la consapevolezza in ogni persona che si trova lungo il nostro percorso. I pazienti sono i più grandi maestri di vita, insegna Claudio. Quelle stesse persone che hanno in sé tutta la forza e gli strumenti necessari per godere appieno della salute e della gioia.

Tantissime patologie, oltre alle cause imputabili all’ambiente e alla genetica, si nutrono dell’incapacità di rendere straordinaria la nostra esistenza. Questo il presupposto di partenza che ha sempre motivato il suo lavoro di specialista, ma soprattutto la convinzione che non si può credere di curare con efficacia qualunque malattia, pensando solo all’organo ammalato, trascurando il vissuto del paziente e separandolo dal suo contesto sociale, ambientale e culturale. Cosi come esistono delle leggi che governano le energie del mondo esteriore, così, anche, esistono precise leggi che governano le potenti energie dell’universo mentale e corporeo.
La guarigione prevede lo sviluppo delle potenzialità del paziente, perché ogni vero cammino terapeutico è anche un percorso di crescita interiore. Ed oggi sono moltissime le evidenze che dimostrano la maggiore efficacia di questo tipo di approccio nel decorso di diverse patologie, compreso il cancro, in quanto in ciascun essere umano ci sono potenzialità enormi e misteriose che aspettano solo di essere conosciute e mobilizzate.

Ricerche scientifiche sempre più numerose e rigorose dimostrano come le nostre convinzioni creano la realtà in cui viviamo. Che ruolo ha la nostra mente nella prevenzione e nella cura del cancro?
La mia esperienza clinica e i dati della ricerca più avanzata dimostrano che il nostro cervello è il più efficiente produttore di farmaci e di veleni. Anche l’effetto placebo, l’effetto nocebo e la profezia che si auto-avvera, dimostrano lo stretto legame e l’interdipendenza fra la mente, il corpo e l’ambiente. Il pensiero ha il potere, dal sapore divino, di modificare e organizzare il cervello, il corpo e l’ambiente. È proprio vero: in principio era il Verbo, cioè il logos (il pensiero all’interno, la parola all’esterno). Il logos diventa materia e ha il potere di costruire e di distruggere. Le nostre convinzioni creano la nostra realtà. Da qui l’importanza notevole della nostra mente nella nascita e nell’evoluzione del cancro.


Cosa troverai nell'articolo?

Mal-attia o Ben-attia? Quale secondo te tra i due termini appare più adeguato?

Il grande dottor Umberto Veronesi sosteneva che “il cancro si vince con un informazione corretta”. Oggigiorno, sempre più spesso, vengono divulgate informazioni confuse che creano ansia e paura. Quali sono le verità scomode che ci vengono negate?

In questi ultimi anni diverse patologie stanno conoscendo una crescita esponenziale. Le cause sono di vario genere, ma un fattore prioritario è giocato dall’alimentazione. Può una dieta sana diventare garante del pieno metabolismo energetico della vita?
Quali sono le linee guida alimentari preventive da poter adottare nella vita di tutti i giorni per combattere l’insorgenza dei tumori?

La scienza medica è in costante evoluzione e si occupa sempre più di preservare la salute attraverso uno sguardo complessivo che investe l’essere umano nella sua interezza.  Da fervido esponente della medicina olistica, quanto essa si dimostra efficace nel favorire un percorso di guarigione?

Continua la lettura su Scienza e Conoscenza 60...

Scienza e Conoscenza - n. 60 >> https://goo.gl/QZeXCT
Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza
Autori Vari

mercoledì 22 giugno 2016

Il Disegno Unificato di Tutto




Il Disegno Unificato di Tutto

Se solo Mosè avesse conosciuto Hamer... - Gli studi scientifici su Alimentazione, Genetica Cellulare, Fisica Quantistica, 5 Leggi Biologiche, e Enneagramma che dimostrano l'immortalità dell'uomo

di Maurizio Forza



Finalmente è arrivato il libro che tutti stavano aspettando:
L'era delle diete è finita e quella del pensiero sta per rinascere

Dopo anni, secoli; millenni di incomprensioni e battaglie, finalmente scienza accademica, filosofia e anche spiritualità ritrovano la strada comune.

Tutto è cominciato con uno studio attento e meticoloso di ciò che ogni singolo cibo crea nel corpo: si è arrivati alla conclusione che oltre la biochimica doveva esserci qualcosa in più. Se tutti i cibi e tutte le diete esistenti per qualcuno funzionano e per qualcuno invece no, una ragione doveva essere ricercata al di fuori di essi.

Partendo da questa osservazione, sviscerando ogni ambito conosciuto in campo alimentare, l’autore ci mostra una strada meravigliosa rimasta nascosta sotto i nostri occhi.

Alla fine si è scoperto che il vaso di Pandora ed il Santo Gral sono la stessa cosa: l'apertura della conoscenza unificata tra scienza medica, genetica, neurofisiologia, gravità quantistica, leggi biologiche, enneagramma e discipline misteriche confermano ciò che tutti in fondo speravano e sentivano come vero.

Un lavoro monumentale di raccolta dati che spazia in tutte le discipline citate che giunge alla più inaspettata ed inattesa delle conclusioni: l'essere umano è progettato ed attrezzato per essere immortale. La presa di coscienza di come tutta la materia si è generata nell'universo delinea la strada che le leggi fisiche utilizzano per manifestarsi nel corpo umano. Questo basta per riprendere il potere che a colpi di premi Nobel la scienza ci dimostra essere presente dentro di noi.

Sarà commuovente rendersi conto che la medicina, la filosofia, e le scuole di antica saggezza hanno sempre avuto tutte ragione: si erano solo "dimenticate" di parlare tra di loro.

"Quale è il punto iniziale, l'origine? Che relazione c'è tra la manifestazione e lo sviluppo delle personalità e le leggi biologiche del dottor Hamer? Bene, leggendo il libro di Maurizio ho finalmente avuto la risposta e alla fine del libro mi sono detto: GENIALE!"
Manuele Baciarelli - autore e scopritore di L'Enneagramma Biologico


Leggi un estratto dal libro di Maurizio Forza "Il Disegno Unificato di Tutto"

Introduzione - Il Disegno Unificato di Tutto - Libro di Maurizio Forza

Finalmente dovremmo esserci. Anzi... ci siamo.

Normalmente le serissime scaramucce tra medicina accademica e medicina naturale faticano a trovare dei punti di contatto, perché in mezzo a loro c'è un oceano. Che questo oceano sia brulicante di squali finanziari o di plancton cerebrale, fa poca differenza, perché l'arroccamento sulle proprie posizioni o sui propri interessi è comune al genere umano, almeno a quello attuale.

Troverete con la stessa facilità sia il supermega primario di cardiochirurgia che, colpito in prima persona da un tumore all'intestino ormai in fase terminale, prova a fare una dieta vegana e guarisce convertendosi così alle terapie olistiche, sia il guru naturopata che, colpito dalla stessa patologia dopo 25 anni da vegano, in balia delle domande sul perché sia capitato anche a lui, si fa convincere dai familiari più stretti a fare la chemioterapia e guarisce, rivedendo così le sue posizioni. Poi incontrerete il consulente della Nuova Medicina Germanica che vi spiegherà che quello che era stato chiamato in tutti e due i casi adenocarcinoma del colon, altro non era che la fase di conflitto attivo di un programma biologico sensato della natura, in risposta ad uno shock inaspettato e drammatico di "contrarietà indigesta". E che sono "guariti" solo perché entrambi "sopravvissuti" ai due trattamenti fatti, perché in realtà è stata la natura a "guarirli", seguendo il suo processo bifasico.

Se poi tutti e due perché alla festa per la loro guarigione mangiano delle tartine con la maionese vegetale scaduta da 34 anni, si beccano il botulino e muoiono, certamente non ci possono fare niente, perché questo è stato contro le intenzioni della natura o comunque "è stata sfortuna, il destino!".

Insomma, la natura non crea sfigati, come recita un bel libro che vi consiglio, ma siccome gli sfigati ci sono, quando uscendo di casa il camionista ubriaco li stende a terra... beh, allora saranno tutti d'accordo che in quella circostanza anche le leggi della medicina hameriana alzano bandiera bianca e vi diranno che tali leggi non funzionano, perché in questa realtà esistono delle circostanze che esulano dal controllo personale, perché sono indipendenti dalla nostra volontà o coscienza.

E qui, anche i più ferventi sostenitori del motto di Hamer "se le leggi sono biologiche allora devono valere sempre" (nell'ambito biologico), che trovano in libreria un libro di fisica quantistica dove si cita l'esperimento di Bell sulla correlazione delle particelle a distanza, vi diranno che non ci si poteva far niente. Anche se durante i loro seminari comunque ve la spiattelleranno davanti per creare un bel alone di misterica scientifica a sostegno di ciò che vi dicono (e vi vendono...).

Quindi cosa facciamo? Perché si guarisce e si muore da tutte e due le parti? Perché le leggi biologiche sembrano non riuscire a correlarsi in un tutt'uno né da una parte né dall'altra? Come mai tutto questo avviene biologicamente secondo leggi fisiche che a volte decidiamo di applicare e a volte no, perché del resto, come tutti sanno, ci si mette di mezzo il caso o il destino o comunque il libero arbitrio degli altri?

È un po' come quando agli inizi del '900 nei laboratori di fisica non si riusciva a capire come mai, nonostante le equazioni di Newton funzionassero alla grande mantenendo la nota forza di gravità (quella che lo aveva fatto sporcare di pere in testa...) come costante fissa, si utilizzavano bene anche le equazioni di Maxwell che consideravano invece fissa la velocità della luce, indipendentemente dal punto di riferimento.

Nei sistemi di Newton la velocità era sempre la velocità di un oggetto, come un pianeta, rispetto ad un altro. Per contro, la luce sembrava proprio avere una velocità assoluta in sé: come era dunque possibile che formule matematiche che descrivevano e predicevano con precisione fatti verificabili nella realtà tangibile, fossero tutte e due giuste se utilizzavano costanti diverse?

È un po' come la storiella di prima (per altro vera...) dei due tizi con l'adenocarcinoma al colon: stessa patologia e cure diametralmente diverse che hanno avuto poi lo stesso decorso, ossia la guarigione. O funziona una delle due che stimola la vita, o funziona l'altra che invece agisce sul distruggerne una parte!

Forse dovremmo cominciare a ribaltare la metodologia di ricerca, come fece quel simpatico giovanotto di nome Albert Einstein che nel 1905, invece di mettersi da subito a far conti con algoritmi differenziali, ipotizzò non tanto di determinare dove stava l'errore nascosto in una delle due teorie, quanto di immaginare un disegno più grande che desse senso all'unione di tutte e due le verità e che ne formasse il substrato nel quale tutte e due potessero convivere.

E andò proprio così! Prima c'era lo spazio, dove i corpi di Newton si muovevano seguendo le formule con le costanti gravitazionali, che proprio per lo scorrere lineare determinavano il tempo, dove una velocità fissa come quella della luce non poteva, per forza di cose, trovare una collocazione. Ma se il muoversi di un oggetto nello spazio ad una certa velocità in un certo lasso di tempo, considerato una cosa diversa dallo spazio, mi dà una certa velocità, come faccio io a sapere già prima che la luce ha sempre quella stessa e fissa velocità? Semplice, togliamo la differenza fra lo spazio ed il tempo e creiamo lo spaziotempo, così la luce diventa il punto di riferimento del muoversi delle cose nello spaziotempo. Logico, anche solo per un quoziente intellettivo superiore a quello di un bambino della scuola materna. Quindi solo ad Albert Einstein.

Un bel salto di modus operandi mentale, nell'era della ricerca della propria ragione contro quella di qualcun altro: creo semplicemente una terza verità che dà spazio, ops scusate, spaziotempo, a tutte le altre due che si combattono.

Vogliamo l'era della cessazione del duale? C'è chi ha cominciato da un bel po'...

Come al solito la chiave va sempre cercata e, come tutti sappiamo, quando ne abbiamo un bel mazzo, cominciamo a provarle tutte, ed è sempre, sempre l'ultima in fondo. Tutte le volte è così, finché non capiamo il trucchetto e la volta dopo semplicemente giriamo il mazzo e per magia la chiave giusta è la prima.

Grazie alle scoperte di Hamer, forse anche Mose avrebbe capito che ciò che gli causò una morte improvvisa sul monte Nebo, fu probabilmente un infarto, ovvero la soluzione biologica di un conflitto del profugo e di un conflitto del territorio, durati in fase attiva ben 40 anni. Tali conflitti si erano risolti quando finalmente Mose e il suo popolo erano giunti nella tanto agognata terra promessa. A Mose, in gran forma a 120 anni, sapere di essere un 8, probabilmente mancino e sicuramente conservativo, e che la soluzione di tali conflitti andava a interessare il cuore, avrebbe permesso di preparare adeguatamente proprio corpo, evitando che la risposta biologica di soluzione conflittuale gli fosse fatale.

Cosa vuol dire tutto questo? Adesso ve lo anticipo e la prenderemo alla lontana, molto alla lontana, perché la cosa divertente sarà vedere come, in realtà, tutto questo ci è sempre stato raccontato nell'arte e nella letteratura nel corso dei secoli da parte di chi questa verità la conosceva e il giochino è stato nasconderlo "sotto il velame de li versi strani".

In medicina, ma ancora di più nella vita, la teoria del tutto esiste già.

La Divina Commedia, l'Ultima Cena, il Flauto Magico, il Messiah, la variazione Goldberg, il Signore degli Anelli, Alice nel paese delle meraviglie, Harry Potter, sono solo storie nelle quali viene tracciato il processo necessario al perfezionamento della biologia umana, indipendentemente che lo intendiamo come salute perfetta, equilibrio biofisico o immortalità. E visto che stiamo puntando in alto, tanto vale puntare diritti a quest'ultima, secondo me...

Questo libro è dedicato tutti coloro che, di fronte a una guarigione "inspiegabile" sono stanchi di sentir dire: "Sarà effetto di suggestione psicologica..." e vogliono poter riprendere: "Grazie! Sono proprio felice di essere riuscito a interagire con il tuo cervello."

Come sia possibile, lo capiremo presto.


 Indice

Ringraziamenti

Prefazione

Introduzione

PARTE PRIMA
Alimentazione e biochimica herziana

1. Alimentazione e regole fuorvianti

Regola I Le percentuali di accrescimento dell'obesità dimostrano una drastica necessità di riduzione degli apporti calorici ad una larga fetta della popolazione mondiale
Regola II Le calorie assunte proporzionali all'attività svolta vengono bruciate e convertite in energia e non determinano ingrassamento
Regola III I carboidrati fanno ingrassare
Regola IV Le proteine creano meno ritenzione di liquidi dei carboidrati
Regola V Le proteine causano i tumori (e malattie)
Regola VI I grassi fanno male
Regola VII La frutta è la principale fonte di vitamine e quindi va assunta in proporzione alla necessità di tali nutrienti
2. Ma cosa è il pH?

3. Cosa è l'agricoltura biologica

Lo stress
Stress e alimentazione
4. Conclusioni

PARTE SECONDA
Nutrizione cellulare comportamentale

5. Portata elettromagnetica degli alimenti

6. PH, ro, rH2

7. Bioenergetica alimentare

Alimentazione cellulare: nutrire il Dna
La trascrizione genica
I mitocondri
"Degenerazione" del Dna
Energia di relazione delle eliche
8. La PNEI - PsicoNeuroEndocrinoImmunologia

L'ambiente influenza la biologia
Il sistema endocrino e gli ormoni
Il sistema HPA
9. L'effetto Kevran

Musicoterapia
10. Conclusioni

Lo stress e la cellula
PARTE TERZA
La fisica della creazione

11. La fisica di Dio nelle Leggi Biologiche

12. Energia e materia oscura

Come in alto così in basso
Esercizio 1 : Percepire l'energia oscura
13. Livelli creazionali: Big Bang

Lo stress e la fisica
14. Energia: onde e frequenze

15. Geometria frattale

16. Fisica classica atomistica

17. Fisica di Newton, Faraday e Maxwell

18. Fisica einsteiniana I

Il tempo è relativo
Energia e materia in ciclo continuo
Ascensione
19. Fisica einsteiniana II

Lo spaziotempo deformabile
20. L'ippocampo e le cellule staminali

Lo stress e la morte
I neuroni specchio
21. La fisica dei quanti

L'energia (informazione) è "finita"
Indeterminazione
L'esperimento della doppia fenditura
Entanglement
La realtà è relazione
22. La legge dell'abbondanza: le equazioni di Feynman

Effetto osservatore e coscienza
La gravità quantistica a loop
L'osservatore come viaggiatore interdimensionale
23. Le sacre fasi del sonno

La biochimica allucinogena della ghiandola pineale
Sognare la realtà
24. La sequenza di Fibonacci e la sezione aurea

Esercizio 2: Percepire l'energia rotante
PARTE QUARTA
La legge è uguale per tutti

25. Origine frattale embrionale

La personalità comincia a farsi sentire
Foglietti embrionali
Embriogenesi dell'Universo frattale
26. L'Enneagramma Biologico®

27. L'origine embrionale delle personalità

28. Endoderma

Fase di conflitto attivo e curva
Schema trifasico ricorsivo
29. Mesoderma

Mesoderma antico
Mesoderma recente
La curva della generazione dell'Universo
Lo stress e le Leggi Biologiche
30. Ectoderma

Mancinismo e destrismo
31. La personalità come guida dell'evoluzione

32. Neurogenesi del futuro

Postfazione

Bibliografia


Il Disegno Unificato di Tutto - Libro >> http://goo.gl/GUoSj4
Se solo Mosè avesse conosciuto Hamer... - Gli studi scientifici su Alimentazione, Genetica Cellulare, Fisica Quantistica, 5 Leggi Biologiche, e Enneagramma che dimostrano l'immortalità dell'uomo
Maurizio Forza


mercoledì 1 giugno 2016

Un Altro Mondo




Un Altro Mondo

Con approfondimenti di Igor Sibaldi, Massimo Citro, Antonio Giacchetti, Giorgio Cerquetti

di Thomas Torelli



Un Altro Mondo - Il Libro - traduce in scrittura l'esperienza che collega le tradizioni sapienziali alla Fisica quantistica, il molteplice all'Uno, l'Io isolato a In Lak'ech 'io sono un altro te stesso'.

Dopo aver ideato e diretto la regia del pluripremiato film Un Altro Mondo, Thomas Torelli torna a intervistare alcuni dei personaggi che hanno partecipato a questo documentario, per permettere di approfondire i loro pensieri e rispondere alle domande del vasto pubblico.

Il libro diventa così un percorso a ritroso lungo il cammino che ha portato alla realizzazione de Un Altro Mondo, nel quale l'esperienza personale dell'autore si fonde con il sapere di antiche popolazioni indigene e con le più recenti scoperte della Scienza. Come a dimostrazione del fatto che "Tutto è Uno", la scrittura ci restituisce un'immagine potente che abbraccia tutti i popoli di tutte le ere: dai Maya agli Aborigeni australiani... un'immagine che infonde speranza in Un Altro Mondo che appartiene all'oggi, al presente, tempo nel quale siamo protagonisti.

Con semplicità, veniamo condotti tra Storia, Fisica, Spiritualità, dove tutte le parole, prese nel loro insieme e singolarmente, vibrano e risuonano con il nostro "io", laddove questo è solo un altro verso della parola Amore, che con la sua potenza creatrice diventa un altro modo per vivere, in risonanza e armonia con il resto del creato.

A conclusione del libro, la trascrizione fedele del documentario Un Altro Mondo, per restituirci, attraverso la magia della parola che diventa segno, il tempo della riflessione proprio della lettura.

Contiene interventi di Igor Sibaldi, Antonio Giacchetti, Massimo Citro, Giorgio Cerquetti.


Leggi in anteprima un estratto dal libro di Thomas Torelli che parla del percorso che lo ha portato alla realizzazione del suo film omonimo

La storia, il tempo, lo spazio - Estratto da "Un Altro Mondo - Il Libro"

Un Altro Mondo affronta la Storia in maniera molto critica, perché la Storia che studiamo da bambini, la Storia che conosciamo, quella con la "S" maiuscola, è quella scritta dall'uomo, dalle sue scoperte, dalle sue invenzioni. Dalle sue guerre.

La Storia che conosciamo è quella scritta dai vincitori, quella del Vae Victis 'guai ai vinti', ma quante altre storie sarebbero possibili se le cose fossero andate in maniera diversa?

Quello che ci appare normale, il nostro presente, la nostra quotidianità, altro non è che il risultato di eventi che hanno preso una specifica direzione. Questo è chiaro, inappuntabile.

Ma siamo altrettanto sicuri che la vita a cui siamo abituati sia quella giusta? Non disponendo di una controprova, oggi sembra l'unica possibile, ma semplicemente analizzandone alcuni fattori tutto potrebbe essere rimesso in discussione. Soprattutto dalla nostra coscienza e dalla nostra capacità di analisi.

È la maggioranza a definire la normalità, ma chiediamoci: se Hitler avesse vinto la Seconda Guerra Mondiale, quale sarebbe oggi la nostra normalità? Ci sarebbero forse apparsi giusti e necessari gli eccidi di massa, la dittatura, l'Olocausto? E' una questione di forza.

Perché essere il più forte presuppone l'instaurarsi di alcune regole che definiscono la normalità. E che, fatto salvo rivolte o guerre, di norma vengono accettate.

Quello che ho cercato di fare con Un Altro Mondo è stato dare voce a una storia con la "s" minuscola, una storia che viene sì raccontata ma che ormai è assodata e in qualche modo giustificata, perché sta alla base dell'evoluzione del vivere che porta al nostro quotidiano. Ma che, a ben pensare, non è così.

Perché ci sono popoli che sono stati sterminati in nome del progresso e della modernità, popoli che sono stati vittima di un vero e proprio olocausto ma che, essendo accaduto centinaia di anni fa, ha perso i tratti della vergogna. È accaduto, è successo... oggi cosa ce ne importa? Magari era giusto che accadesse.

No.

Un Altro Mondo cerca di dar voce agli ultimi ambasciatori del passato, a quei pochi sopravvissuti in grado di raccontare ciò che è stato sradicato ai loro antenati e ciò che è stato loro inferto: un altro modo di intendere la vita e di vivere, marchiato come "sbagliato" in nome di quello che i vincitori sostenevano essere "normale". Riscoprire questi popoli vuol dire innanzitutto comprendere gli errori perpetrati dagli esseri umani, nonché riscoprire insegnamenti che ai vinti non è stato concesso di trasmettere.

Perché non erano i più forti. E, quindi, agli occhi del mondo, erano portatori di culture e valori sbagliati. La Storia si ripete, l'uomo non impara mai dai propri errori... vero, ma c'è anche chi cerca puntualmente, atomicamente, ogni giorno, in ogni respiro di migliorarsi. Nonostante tutto.

Il percorso che ho intrapreso mi ha portato a rilevare tre importanti popoli accomunati da un fattore: l'invasione e lo sterminio da parte dell'uomo bianco, dell'uomo così detto "occidentale". Il film ha trattato negli aspetti più importanti, inerenti ai temi affrontati, i popoli della Mesoamerica e, in particolare, i Nlaya e i Nativi americani. Per mancanza di budget, sono rimasti fuori dalla scrittura filmica gli Aborigeni australiani, un popolo che meriterebbe un progetto a parte.

Ma l'Australia era troppo fuori mano per il nostro processo produttivo e il rischio narrativo era quello di un film in cui l'aspetto antropologico avrebbe preso il sopravvento sul resto. A malincuore ho dovuto rinunciare al viaggio.

Ma il viaggio non è solo spostamento fisico, un viaggio si può fare anche partendo da qui, ora. Per questo motivo un piccolo capitolo di questo libro sarà dedicato proprio agli Aborigeni. In modo che il messaggio risulti amplificato e che funga da esempio. In ogni parte del mondo può accadere, o è accaduto, qualcosa che riguarda ognuno di noi. La distanza è relativa; la distanza non esiste.


 Indice

Introduzione
Le parole di Igor Sibaldi
La storia, il tempo, lo spazio
Le parole di Antonio Giacchetti
Fisica
Le parole di Massimo Citro
Spiritualità
Le parole di Giorgio Cerquetti
Conclusioni
Le frasi del film


Un Altro Mondo - Il Libro >> http://goo.gl/y2qnRM
Con approfondimenti di Igor Sibaldi, Massimo Citro, Antonio Giacchetti, Giorgio Cerquetti
Thomas Torelli


venerdì 27 maggio 2016

Tu Non Sei Dio




Tu Non Sei Dio

Fenomenologia della Spiritualità Contemporanea

di Andrea Colamedici, Maura Gancitano



E' possibile un'illuminazione di massa?

Fioccano i manuali per illuminarsi in ventiquattr'ore, le tecniche di meditazione per ottenere successo nella vita e molti altri ossimori che caratterizzano bene la nostra dilaniante psicosi di massa. Tu non sei DIO è un'analisi lucida e spietata dell'epoca del consumo spirituale: mostra i danni della più grande epidemia di egocentrismo della storia e la distanza apparentemente incolmabile con i grandi insegnamenti esoterici e filosofici.

In sostanza, la spiritualità contemporanea sviluppa nell'individuo il bisogno costante di accedere (quasi sempre a pagamento) a esperienze di picco, senza le quali l'esistenza perde di senso. Il resto della vita è appagante fin quando regge l'effetto della sostanza spirituale, ma appena svanisce tutto diventa insostenibile, e bisogna vivere (leggi: acquistare) una nuova esperienza.

È un godimento usa e getta: la spiritualità contemporanea è una vera e propria sostanza stupefacente, poiché altera l'attività mentale inducendo diversi gradi di dipendenza, tolleranza e assuefazione. Ecco come disintossicarsi.


Introduzione - Tu Non Sei Dio - Libro di Andrea Colamedici e Maura Gancitano

Chi oggi decide, per le più svariate ragioni, di intraprendere un percorso su se stesso si trova immediatamente di fronte a un catalogo sterminato di proposte: esistono in commercio libri in grado di spiegarti come guarire da ogni male, corsi di formazione sulla Kabbalah, seminari per imparare a leggere le rune, i Tarocchi, i temi natali, appuntamenti settimanali di meditazione, yoga, sesso tantrico, risoluzione dei conflitti familiari, pulizia dell'aura, riequilibrio dei chakra, gestione dell'energia vitale, guide all'alimentazione con prana vegano.

Di fronte a questa mole sempre crescente di offerte il neofita può sentirsi disorientato, oppure - vinta la resistenza iniziale - può decidere di gettarsi nel mondo olistico e passare da un approdo all'altro, da un primo corso a un secondo, assorbendo un po' per volta le idee condivise all'interno di questo ambiente che fino a una manciata di anni fa si faceva chiamare New Age, ma che adesso è soltanto spiritualità o, talvolta, life: Legge dell'Attrazione, Legge dello Specchio, reincarnazione, dinamiche transgenerazionali, stati non ordinari di coscienza, evocazioni degli Angeli, ritualità wicca.

In ciò che oggi si fa chiamare spiritualità trovano spazio, infatti, scienze occulte, spiritismo, esoterismo, psicoterapia, tecniche meditative orientali, cultura accademica sperimentale, naturopatia, ritualità indonesiane, hawaiane, africane, uso di sostanze psicotrope, strumenti di divinazione cinesi, celtici, giudaico-cristiani, tecniche teatrali e superstiziosi passatempi.

Questo fenomeno non è in continuità con la tradizione esoterica occidentale, ma ha rappresentato una decisa inversione di tendenza. E' composto da elementi incoerenti e contenuti variegati, eppure interessa decine di milioni di persone nel mondo. E' il risultato di una serie di piccoli spostamenti di significato, di decisioni arbitrarie e di mutamenti sociali. La ragione per cui l'espressione New Age ha acquisito nel tempo un'accezione negativa è dovuta alla tendenza approssimativa e banalizzante propria dei divulgatori più famosi.

Eppure, questo fenomeno ha avuto il merito di portare l'attenzione di grandi masse di persone sui vissuti interiori, sulle dinamiche psicologiche, sui blocchi emotivi derivanti da traumi familiari irrisolti. Un cambiamento importantissimo, ma che ha totalmente squadernato gli equilibri precedenti, e che forse - nel voler semplificare l'accesso massiccio alle questioni interiori - ha reso più difficile la ricerca spirituale profonda.

Chi intende superare un trauma, guarire da un tumore o arricchire le proprie giornate troverà un'offerta di sicuro soddisfacente, ma chi desiderasse percorrere il cammino del cercatore potrebbe trovare l'accesso invaso dai viaggiatori della domenica.

Qual è stata la genesi di questa situazione? Come si è arrivati a questo miscuglio di ingredienti così diversi, provenienti da tradizioni talvolta inconciliabili? La nuova spiritualità è una maglia intrecciata, fatta di fili legati tra loro spesso in modo casuale, incoerente. Fili d'oro intrecciati a fili di paglia, in cui tecniche e sistemi sperimentati con cura e competenza nel corso di secoli o millenni si mescolano all'arbitrarietà di strampalate teorie su Dio, l'Universo e tutto quanto.

Nel fondo di questa prospettiva vi è una rielaborazione dell'idea di filosofia perenne, universale, eterna, situata nel cuore di ogni tradizione e religione del mondo. Secondo questa idea, professata anche da René Guénon, Aldous Huxley e Elémire Zolla, in fondo tutte le religioni hanno sempre cercato di dire la stessa cosa, e io e te, qualunque sia il nostro modo di agire, dopotutto andiamo nella stessa direzione. Questa istanza, che ha probabilmente in nuce qualcosa di vero, è stata portata alle estreme conseguenze, conducendo nel giro di pochi decenni all'idea che «va bene tutto, perché in fondo quello che conta è sentire». La teoria del perennialismo, analizzata criticamente da Jorge Ferrer, professore di psicologia al California Institute of Integrai Studies, è stata rielaborata e banalizzata in funzione del «Tutto è Uno», «Tutto è Perfetto».

L'idea dei due autori di questo libro, al contrario, è che le direzioni possano essere diverse, e che il cercatore debba compiere delle scelte radicali. Neppure l'esoterismo è tutto uguale, e lo dimostrano le sue varie correnti, e anche solo l'idea tradizionale di una via della Mano Destra e una via della Mano Sinistra (sebbene questa sia una terminologia introdotta nell'esoterismo occidentale soltanto sul finire dell'Ottocento da Helena Petrovna Blavatsky).

Una reale ed esaustiva ricostruzione storica richiederebbe ben più di un volume, quindi ci concentreremo solo su alcuni esponenti che hanno diretto la rotta nell'ultimo secolo, e ci limiteremo a citarne altri, e alcuni verranno addirittura saltati a pie' pari. Uno degli obiettivi di questo testo è illuminare alcune differenze, e mostrare come due cose - per quanto simili - possano essere espressione di idee opposte; e che gli esseri umani non cerchino necessariamente il benessere e la felicità, e che credere che sia così significhi imporre la propria visione particolare.

L'idea comune è che il fenomeno della nuova spiritualità sia venuto fuori tutto a un tratto, in modo casuale, come risultato della libertà acquisita dalle masse della società occidentale di professare qualunque credo. In realtà, questo movimento eterogeneo e confuso più etereo che magmatico - si è preparato per un paio di secoli prima di esplodere definitivamente.

Contiene dentro di sé una gran mole di ingredienti diversi, tutto il bagaglio dell'inconscio collettivo occidentale; in sostanza, tutta la nostra storia. Ciò non significa che rappresenti un progresso - del resto, questo libro è fondamentalmente un'analisi critica del fenomeno, e in particolare una critica del suo degrado culturale - ma che sia necessario contestualizzarlo e analizzarlo, senza limitarsi a prenderne le distanze.

Il nostro tentativo è quello di mostrare al lettore com'è avvenuta questa commistione, a opera di quali esponenti, cos'erano originariamente questi elementi distinti e in che modo si sono legati ad altri. Ciò permetterà di procedere poi all'analisi della nuova spiritualità dal punto di vista ermeneutico e linguistico, con l'auspicio che il lettore possa orientarsi nella storia di questo movimento e seguirci nel viaggio.


 Indice

Introduzione

Capitolo 1 - La dualità in occidente
Capitolo 2 - Le medicine alternative
Capitolo 3 - L'arte regia
Capitolo 4 - La società teosofica
Capitolo 5 - Spiritualismo e spiritismo
Capitolo 6 - Il new thought
Capitolo 7 - Inconscio, archetipi e mitologia
Capitolo 8 - Gregory Bateson e Milton Erickson
Capitolo 9 - La psicologia transpersonale
Capitolo 10 - La Programmazione Neurolinguistica
Capitolo 11 - Hillmann e l'anima
Capitolo 12 - Sciamanesimo, campi morfici e psichedelia
Capitolo 13 - Nascita e morte della New Age
Capitolo 14 - La spiritualità contemporanea come propedeutica
Capitolo 15 - La matrice culturale
Capitolo 16 - Il mercato
Capitolo 17 - La prospettiva della rana
Capitolo 18 - Sesso e spirito
Capitolo 19 - Cura e spiritualità
Capitolo 20 - La teoria della linea
Capitolo 21 - Tu sei Dio
Capitolo 22 - L'imperativo categorico
Capitolo 23 - Come non pregare
Capitolo 24 - La teoria degli emisferi
Capitolo 25 - Sette specchi?
Capitolo 26 - La spiritualità allo stato gassoso

Bibliografia


Tu Non Sei Dio - Libro >> http://goo.gl/az638t
Fenomenologia della Spiritualità Contemporanea
Andrea Colamedici, Maura Gancitano


martedì 17 maggio 2016

Ingegnere dello spirito o mistico della scienza?





Ingegnere dello spirito o mistico della scienza?

Intervista a Gianni Vota, ricercatore che fa dialogare la scienza con la spiritualità

di Emanuele Cangini - 16/05/2016



Ingegnere dello spirito o mistico della scienza?

In anteprima vi presentiamo uno stralcio dell’intervista di Emanuele Cangini al dottor Gianni Giovanni Vota, che verrà pubblicata per intero prossimamente sul nostro sito.
Gianni Vota, torinese, nato il 13 aprile del 1958, ingegnere elettronico e informatico, scrittore, conferenziere, formatore di fama internazionale. Autore di varie pubblicazioni scientifiche e spirituali tra le quali Spiritual Quantum Coaching (Ed. Lindau, 2014) e L’Azienda quantica. Come creare e gestire olisticamente un’azienda di successo (Ed. Arte di Essere, 2015).

Dottor Vota, un “ingegnere dello spirito” o un “mistico della scienza”? E, ammesso vi siano differenze, quale criterio differenzia le due condizioni?

“Ingegnerizzare la spiritualità e l’esoterismo” questa è stata un po’ l’idea-guida del mio percorso quando iniziai a occuparmi di spiritualità ed esoterismo e per di più per perseguire precisi obiettivi di business alla fine degli anni Novanta. Ovviamente suscitai scompigli e scetticismo tra tutti: gli ingegneri che non capivano cosa c’entrasse la disciplina matematica dell’ingegneria con qualcosa che “non è scientifico”; gli spirituali che si vedevano accostati ad ingegneri e peggio al business; chi si occupa di business che si ritengono persone “con i piedi ben piantati per terra” per fare profitto e che non si occupano di velleità “new age”.

Da buon ingegnere quando studiai le pratiche spirituali ed esoteriche mi sembrava davvero tutto molto “fumoso” dove non c’erano a mia conoscenza dei precisi metodi come invece un ingegnere ama avere. Fui incoraggiato in tutto questo da Karl Gustav Jung che mi “parlò” molto chiaramente con la sua prefazione all’I King.

Cosa vuol dire “ingegnerizzare l’esoterismo e la spiritualità”? Per me che si crei un modello di lavoro grazie al quale è possibile per chiunque lo voglia, grazie a precise istruzioni, fare tutto quello che nei millenni si è detto che solo qualche eletto poteva fare. L’ingegnere è colui che crea prodotti e soluzioni che siano usufruibili da tutti. Per esempio, chiunque oggi può parlare con qualcun altro dall’altra parte del Mondo usando un “semplice” cellulare, senza doversi minimamente preoccupare dell’enorme complessità tecnologica, scientifica e organizzativa che sottostà […].

Così ho iniziato con molta pazienza e passione a studiare tutto ciò che ritenevo potesse darmi delle chiavi di lettura: la lingua sanscrita, le tradizioni orientali e sciamaniche, quelle Hawaiane dei Kahuna, aborigene australiane, Medicina tradizionale cinese, naturopatia, e così via. E mano a mano, praticavo e sperimentavo nella mia vita e nel business.

In questo studiare scoprii alcune tecniche davvero fantastiche, che “funzionano” ma non ero però soddisfatto perché non rispondevano ad un’altra domanda per me fondamentale: “Perché funzionano?”. Senza questa risposta si ricade o nella fede religiosa, o nella pratica magica, o in un meccanismo di dipendenza o superstizione che portano alla credenza che “solo se fai così e fai continuamente tutti i miei corsi e mi obbedisci” allora funziona.

Ancora una volta fu Karl Gustav Jung a guidarmi: “Rendi cosciente l’inconscio  altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”. Perfetto! E così ho iniziato un approfondito viaggio nell’inconscio o subconscio, l’ipnosi, le tecniche regressive ipnotiche, per poi arrivare al Superconscio. In parallelo a questi studi però altri studi mi catturarono e furono quelli della fisica quantistica. Per farla breve, l’antica spiritualità e le mie ricerche sulla moderna fisica quantistica mi permisero di creare quelle basi teoriche, quel modello di lavoro tanto importante per me ingegnere, su cui creare un metodo di coaching pratico, veloce e “sicuro” che può essere appreso facilmente da parte di tutti al punto che poi ognuno può poi crearsi il suo metodo. Lo Spiritual Quantum Coaching è nato così come strumento che permette di cambiare la propria vita e volendo anche quella degli altri in una ritrovata armonia tra il razionale e lo spirituale.

Perché l’obiettivo è vivere al meglio la nostra vita qui, adesso, su questo pianeta, una vita che riassumevo in uno slogan: “Una vita di Spiritualità, Salute, Sapere, Saggezza, Soldi, Sesso e… ‘Sciampagne!?”. Sì perché è possibile vivere senza soffrire psichicamente e gli insegnamenti ci sono tutti! Si tratta di comprenderli e soprattutto viverli con costanza e determinazione giorno per giorno.

Come si può mettere la Nona di Beethoven in un diagramma cartesiano? Ci sono delle realtà che non sono quantificabili. L’universo non è i miei numeri: è pervaso tutto dal mistero. Chi non ha il senso del mistero è un uomo mezzo morto.
Albert Einstein


L'Azienda Quantica - Libro

«Essere imprenditore è una grande missione, è un servizio a se stessi e agli altri, forse tra i più grandi possibili. Chi fa l’imprenditore sa cosa vuol dire avere la responsabilità di molte persone e delle loro famiglie ma sa anche che ognuno è responsabile di sé stesso, del suo destino e di realizzare ciò che è venuto a fare qui sul pianeta Terra: portare amore ed essere amore».

È in atto una grandissima trasformazione personale, sociale, planetaria. Paura, caos, incertezze! Come possiamo vivere questo momento storico per il nostro massimo bene e per quello della nostra azienda? L’autore di questo manuale aiuta a vedere da un punto di vista scientifico e spirituale cosa significhi essere un imprenditore olistico e quali siano le grandi possibilità che si aprono a chi sia in grado di unire il successo interiore con quello esteriore.

È possibile oggi avviare un'attività imprenditoriale di successo lavorando su se stessi?

La risposta è sì: in un viaggio tra business, fisica quantistica e antica spiritualità scoprirai come condurre un armonioso lavoro di squadra tra i tuoi emisferi cerebrali; potrai utilizzare la plasticità del tuo cervello per rispondere alle complessità degli eventi e creare ricchezza e felicità per te e per i tuoi collaboratori.


Giovanni Vota
L'Azienda Quantica - Libro >> http://goo.gl/fLtqy7
Come creare e gestire olisticamente un’impresa di successo