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lunedì 12 aprile 2021

Il potere curativo della nostra mente


Il potere curativo della nostra mente

Medicina Integrata

>> https://bit.ly/3dKxwWX

L’intenzione può davvero modificare la realtà che ci circonda e la nostra salute?

Gioacchino Pagliaro - 09/04/2021

Articolo tratto da Scienza e Conoscenza n. 76

Il mondo dei quanti non smette mai di stupire e sorprendere. Basti pensare che i costituenti solidi dell’atomo sono, al loro interno, spazi privi di solidità che appaiono caratterizzati da campi elettromagnetici, fotoni, informazione ecc.

Ciò consente di ipotizzare che ogni entità materiale, nella sua essenza, sia costituita da campi di energia, da frequenze, da legami, da informazioni e da una “forma di intelligenza”.

A livello subatomico, la materia non avrebbe una vera e propria esistenza, ma piuttosto una tendenza ad esistere, come possibilità o probabilità.

Un altro aspetto stupefacente ed intrigante è che i campi di energia dotati di informazione e intelligenza non sarebbero disgiunti da un grande Campo Energetico Unificato che io considero associabile al concetto di Coscienza Universale o a quello buddhista di Mente, che il fisico H. Margenau ha chiamato Mente Universale.

È ciò che il fisico A. Goswami chiama il livello Mentale Sovraordinato in cui tutto, visibile e invisibile, è parte di esso. È l’origine, la fine e la rinascita di ogni entità e di ogni forma.

È ciò che, avendo a che fare con i fenomeni della non località,

preferisco chiamare Mente Non Locale.

Tornando ai quanti è anche emerso che le osservazioni, rilevazioni, misurazioni operate sulle particelle influiscono sul loro comporta-mento e addirittura lo modificano.

Cruciale è quindi interrogarsi sull’azione di un rilevatore o di un osservatore nei confronti di un oggetto di studio.

L’osservatore influenza la realtà

Gli epistemologi e gli scienziati ci dicono che l’osservatore non è neutrale durante l’osservazione: non è in grado di descrivere i fenomeni (preesistenti all’osservazione stessa), poiché l’osservazione è legata alle teorie che ha scelto.

Ogni teoria adottata dall’osservatore, attraverso i suoi presupposti e la sua autoreferenzialità, introduce un ordine, definisce l’osservato confondendo il percepito con l’oggetto naturale, contribuisce alla creazione di una particolare percezione rappresentazione di ciò che sta osservando.

Ma se le teorie producono rappresentazioni che percepiamo come realtà oggettive nel mondo macroscopico, ciò che emerge dagli studi sulla dimensione subatomica è ancora più strano, sconvolgente e al tempo stesso affascinante: si tratta della capacità creativa della mente di agire sugli eventi e di influenzare la materia.

La mente, secondo la teoria della Scienza nella Coscienza di Amit Goswami, non solo interagisce con la dimensione particellare, ma parrebbe essere in grado di diventare essa stessa temporaneamente materia, poiché la materia sarebbe solo una forma più densa dell’energia della Mente. Una sua espressione.

A questo punto è lecito chiedersi: la mente umana è in grado di svolgere un’azione creatrice nella realtà macroscopica? [continua...]

Continuando la lettura su Scienza e Conoscenza n. 76 scoprirai:

Cosa sono i campi di Energia

Come agisce il potere dell'intenzione creatrice

Come applicare l'intenzione di guarigione

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Scienza e Conoscenza n. 76 - Aprile-Giugno 2021 >> https://bit.ly/3dKxwWX

Rivista - Autori vari

www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-n-76-aprile-giugno-2021-rivista-cartacea.php?pn=1567


mercoledì 19 ottobre 2016

Il potere curativo della musica 2




Il potere curativo della musica 2

di Sergio D'Alesio - 17/10/2016



Il potere curativo della musica

Leggiamo un interessante estratto dal libro “Il potere curativo della musica – Vol. II”.

Si tratta di un saggio descrittivo che si rivolge ad un pubblico più vasto in grado di comprendere e recepire la relazione fra l’anima, la musica e la psiche, intesa come la coscienza individuale e collettiva del benessere e del viver sano. È un approfondimento della funzione curativa della musica con speciale riferimento alle sue interazioni con la psiche umana. Viene compiuta un’analisi delle opere di Jung, ma non solo: ciò che interessa è rendere noto i suoi pensieri, le sue teorie e le sue visioni, arricchite dalla vasta gamma di esperienze che ha avuto sul campo, durante i suoi molti viaggi.

Nel corso di una conferenza, Gustav Jung sostenne che l’essere umano è come una partitura vivente…

Sono pienamente d’accordo, ma occorre fare un distinguo fra la musica dal valore terapeutico-mistico e il puro entertainment. È noto che la musica è un’arte fruibile da tutti. Il mondo dei suoni, attraverso le sue note, i suoi accordi, le sue armonie o i riverberi e le vibrazioni naturali, trasmette ad ogni ascoltatore attivo/passivo una vasta gamma di emozioni che possono essere tra le più disparate. Una suite orchestrale o il semplice suono di un flauto può suscitare gioia, rabbia, ricordi, pianto, soddisfazione, energia. È proprio su questa potenza evocativa ed emozionale che si fonda la musicoterapia. È un approccio tramite musica e suoni che si utilizza per comunicare quando vi sono condizioni patologiche di varia natura. La non comunicazione verbale dei suoni e della musica può “intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico”.

Attraverso la terapia della musica ispirata esclusivamente strumentale ed ispirata ci si può prendere cura di qualcuno perché la musica fa bene. La musica parla del profondo dell’uomo, dei suoi più intimi pensieri, senza però proferire parola alcuna. Ovviamente trattandosi di una emozione soggettiva, ognuno reagisce in maniera differente. Di base, però, i ritmi e gli intrecci polifonici del mondo sonoro evocano qualcosa di veramente speciale che può essere utilizzato per entrare in contatto con il soggetto e, nel migliore dei casi, curare il paziente.

Eludendo schemi precisi e misure, la musicoterapia non può definirsi una scienza, ma è la strada che permette di conoscere come e perché le vibrazioni musicali aiutino a lenire la sofferenza.

A mio avviso oggi il cosiddetto “musicoterapeuta” è un professionista che, con l’ausilio di strumenti musicali adeguati per ogni situazione, crea momenti di condivisione, buon umore, relax e gioia partecipativa.

Il suo ruolo è quello di saper leggere attraverso un percorso formativo. Oltre all’attento studio di una disciplina in continua evoluzione, c’è bisogno soprattutto di esperienza sul campo. Egli deve capire le azioni del soggetto e come queste vengano influenzate da una musica piuttosto che da un’altra. Solo se si crea un rapporto di empatia – fra chi suona e chi ascolta – la musicoterapia può essere efficace. É una branca che si potrebbe collocare tra la filosofia e la psicologia e permette, in definitiva, di comprendere le persone con le quali si entra in rapporto.

La musicoterapia è utilizzata per conoscere l’uomo e per aiutare le persone affette da varie patologie, o in generale che soffrono. In un momento storico profondamente intriso di caos e di turbamenti sociali d’ogni tipo, a mio avviso è l’unica arte subliminale della comunicazione, oltre alla meditazione.


Descrizione Il Potere Curativo della Musica - Vol.2

Dopo i consensi ricevuti dall'audiolibro Il Potere Curativo della Musica vol.1 - Da Pitagora alla Musica a 432 siamo lieti di presentare l'interessante nuovo volume di questa serie: Un concerto di Grand Piano in un luogo magico come Eranos sede di Carl Gustav Jung non può che dar luogo a un evento altrettanto straordinario.

La performance di Capitanata nella sala conferenze sulle sponde svizzere del Lago Maggiore ha un potere altamente evocativo, denso di suggestioni e riflessioni infinite.

Agendo in profondità, i brani del CD accordati sulle frequenze naturali di 432 Hz sono come una carezza per l'Anima e hanno un potere benefico e curativo per gli ascoltatori. Le dolci sfumature di colori della sua musica arrivano direttamente al cuore e all'anima risvegliando energie sopite che donano equilibrio e momenti di beatitudine.

Questo secondo volume dedicato al Potere Curativo della Musica è un saggio destinato a un ampio pubblico e svela il rapporto fra l'anima, la musicoterapia e la psiche umana intesa come coscienza del viver sano.

Il libro si sviluppa piacevolmente attraverso una serie di conversazioni tra il giornalista-scrittore e il compositore wellness nel meraviglioso giardino di Eranos all'indomani del concerto.

Se oggi la musicoterapia è una realtà certificata per il benessere dell'umanità, queste lucide riflessioni rivelano altresì che l'ascolto di composizioni speciali è lo strumento più appropriato per curare i disagi psicologici della vita contemporanea e favorisce il riequilibrio dell'energia naturale di ognuno di noi.

Il CD allegato Eranos: Concerto di Grand Piano per l'Anima dimostra l'abilità di Capitanata a comunicare le proprie emozioni facendo intraprendere all'ascoltatore un profondo viaggio intriso di atmosfere che fanno emergere le qualità naturali dell'anima. Il compositore alterna armoniosamente melodie incantate e momenti di raccoglimento che hanno la capacità di coinvolgere l'ascoltatore in un'esperienza musicale di profondo ed intenso benessere e relax.


 Indice

Sommario

Prefazione

I - Il ruolo della psicologia
II - L'obiettivo della nostra indagine
III - La musica come terapia del benessere

Capitolo 1 - Che cos'è Eranos? La dimora dell'Anima

Capitolo 2 - Un magico concerto sulle onde del piano

Capitolo 3 - Conversazioni ad Eranos

Capitolo 4 - Nella stanza di Jung

Capitolo 5 - L'essere umano è una partitura vivente

Capitolo 6 - Eludere le psicopatologie urbane

Capitolo 7 - Ritrovare il proprio tempo

Capitolo 8 - Il cuore dell'uomo è uno strumento musicale

Capitolo 9 - La musica è il punto d'equilibro del viver sano

Capitolo 10 - I segnali dell'organismo

Capitolo 11 - Il rapporto fra scienza e musicoterapia

Capitolo 12 - Mai nascondere il nostro vero volto

Capitolo 13 - Prendersi cura della salute è un segnale di crescita interiore

Capitolo 14 - Le cellule umane sono luce e musica

Capitolo 15 - Da Bombay a New York: la magia della musica ci connette direttamente al divino

Capitolo 16 - Il rapporto fra musica e psiche

Capitolo 17 - La magica equazione: musica=ispirazione

Capitolo 18 - La vibrazione sonora è l'essenza del mondo

Capitolo 19 - La presenza di Dio ed il risveglio interiore del kundalini-yoga

Capitolo 20 - L'ultima riflessione

Capitolo 21 - Il CD di Capitanata

Biografie

Carl Gustav Jung

Note del compositore

Nascosta fra gli spazi dell'Anima: la creatività  compositiva è uno stato religioso dell'essere.


Titoli dei brani

1. Moon Serenade 4,21

2. Tree of Life 8,16

3. Light and Piano 6,06

4. Awakenings 11,26

5. Red Book 5,58

6. Synchronicity in Music 5,12

7. Light on the Lake 5,33

8. Infinite Stars 5,57

9. Eranos 4,24

La versione originale di ogni brano è stata rimasterizzata e accordata sulle frequenze di 432 Hz presso lo studio Gsund di Monaco.

Le musiche e i suoni della natura di Eranos sono registrati in surround, allo scopo di collocare l'ascoltatore al centro della scena sonora, offrendo quindi la possibilità di un maggior realismo poiché in natura il suono raggiunge l'ascoltatore da ogni direzione.


Il Potere Curativo della Musica - Vol.2 - Libro + CD >> https://goo.gl/cojp34
Allegato il CD di Capitanata "Eranos: Concerto di Grand Piano per l'Anima" - 432 Hz Natural Music
Capitanata, Sergio D'Alesio


giovedì 1 settembre 2016

Il potere di guarigione della paura




Il potere di guarigione della paura

La paura è solo una fede al rovescio: e se ci fosse un altro modo di vedere la paura?

di Lissa Rankin - 25/08/2016



Il potere di guarigione della paura

"Il Potere di Guarigione della Paura" parla della lotta con un angelo, un angelo chiamato Paura. La via alla libertà consiste nel ricevere la benedizione che solo quest’angelo può impartirci. Tra le mani avete un libro che può aiutarvi a trovare tale libertà, affinché possiate essere davvero vivi sino in fondo.


La storia di Giacobbe e dell'angelo

La prima volta che udii la storia di Giacobbe e l’angelo ero molto piccola. Era uno dei tanti racconti biblici che il mio adorato nonno – un rabbi ortodosso e appassionato studioso di Cabala – mi raccontava. Il nonno la presentava così: Giacobbe stava viaggiando da solo, quando l’oscurità lo costrinse a fermarsi per mangiare qualcosa e dormire fino all’alba. Il posto gli era sembrato abbastanza sicuro, ma così non era. Nel buio della notte si accorse che braccia muscolose lo avevano afferrato e lo schiacciavano a terra. Il buio era tale che egli non riusciva a vedere l’aggressore, ma ne sentiva la forza. Anche Giacobbe però era molto robusto, per cui cercò di liberarsi. Senonché il suo aggressore era almeno altrettanto forte e finirono con il rotolarsi al suolo tutta la notte.
Infine, la notte cessò e alle prime luci dell’alba Giacobbe si accorse di aver lottato contro un angelo. Quando il sole sorse, l’angelo abbandonò la presa e cercò di andarsene, ma Giacobbe lo tratteneva. «Lasciami andare», disse l’angelo a Giacobbe, «è spuntata la luce». Ma Giacobbe lo teneva fermamente. «Non ti lascerò andare fino a quando non mi avrai dato la tua benedizione», disse. L’angelo si dimenò, ma Giacobbe non lasciava la presa. E così l’angelo dovette impartire a Giacobbe la propria benedizione.

Da bambina, tutto ciò per me non aveva senso. Giacobbe aveva lottato tutta la notte per liberarsi, perché non aveva lasciato che l’angelo se ne andasse? Io avrei fatto così. Inoltre, da amante degli angeli, non capivo come qualcuno potesse non vedere la differenza tra un angelo e un nemico. Ma il fatto più strano di tutti era che un nemico finiva con il darti la sua benedizione. Le mie domande facevano ridere il nonno. «La gente confonde sempre un angelo con un nemico», mi disse. «Giacobbe non lascia andare l’angelo prima di aver ricevuto la sua benedizione, perché è quest’ultima a rendere libero Giacobbe».
Mi ci vollero anni per comprendere questo racconto. All’epoca mi tenevo ben stretta alle mie paure. Pensavo che l’unico modo di stare al sicuro fosse avere paura.


Il ruolo comune della paura

Di fatto, la mia famiglia promuoveva la paura di noi bambini. Dopo essere stata morsa da un cane randagio e aver dovuto subire una serie di dolorose punture antirabbia, sviluppai una fobia per tutti gli animali. I miei genitori incoraggiavano questa paura, convinti che mi avrebbe tenuto al sicuro. Il risultato fu che la mia paura degli animali si trasformò velocemente in fobia.
Avevo 27 anni quando arrivai in California per proseguire la mia formazione medica. All’inizio vivevo con degli amici che avevano molti bambini e un grande cane pastore i cui denti gialli mi terrorizzavano. Gli amici provarono a dirmi che il cane era buono e innocuo, ma non avevo il coraggio di affrontare le mie paure. Nelle settimane in cui fui ospite in quella casa, tutta la famiglia fece in modo che ci fosse sempre una porta tra me e quel cane. Di notte, però, il cane vagava libero per la casa e io tenevo la mia stanza chiusa a chiave.

Un mattino mi alzai presto perché avevo bisogno di usare il bagno. Erano le sei del mattino, troppo presto perché il resto della famiglia fosse in piedi, quindi ero intrappolata nella mia camera da letto. Ma se qualcun altro si fosse già alzato?... Aprendo cautamente la porta, fui contenta di sentire Bridget, la bambina di 4 anni, cantare in salotto. Se riuscivo a raggiungerla prima che il cane mi trovasse, avrebbe potuto farlo uscire. Nonostante la mia paura, percorsi in punta di piedi il corridoio e socchiusi la porta del salotto. Bridget non stava canticchiando tra sé e sé. Il cane pastore era sdraiato sullo stomaco insieme a Bridget, che nella sua piccola vestaglia rosa gli stava lavando i denti con dentifricio e spazzolino, cantando: «Ti chiederai dove se ne sarà andato il giallo dei tuoi denti dopo che li avrai lavati con Pepsodent». La bocca del cane era piena di schiuma e la sua coda sbatteva con tanta forza che faceva un tonfo sul pavimento. Feci un respiro profondo e scoppiai a ridere.

In un batter d’occhi mi ero liberata da una paura che mi aveva paralizzato per più di vent’anni. In quel momento seppi che non avevo paura degli animali che vivevano nel mondo, ma di quelli che vivevano nella mia mente. La mia paura non mi aveva tenuto al sicuro dagli animali, mi aveva solo separato dal loro amore. Più tardi, quando trovai il mio appartamento, salvai un grande gatto rosso. Da quel momento, vivo sempre con qualche animale. Quel momento nel salotto risale a cinquant’anni fa: da allora sono stata benedetta da un angelo tutti i giorni.


La paura e il coraggio

Molti credono di non avere il coraggio di affrontare le proprie paure, ma forse hanno più coraggio di quanto pensino. Se hai molte paure, ci vuole coraggio anche solo per parlare con uno sconosciuto, rispondere al telefono, andare al mercato a comprare il pane o parlare a voce alta. Come un muscolo che venga usato giorno dopo giorno, il coraggio cresce se viene usato. Un giorno, quando attingerai deliberatamente al tuo coraggio perché in ballo ci sarà qualcosa di davvero importante, ne scoprirai il potere e la forza per la prima volta.

Un’altra cosa che scoprirai, leggendo "Il Potere di Guarigione della Paura", è che sorprendentemente il coraggio non è l’opposto della paura. L’opposto della paura è la gioia. Avevo creduto che la gioia fosse la stessa cosa della felicità, ma la prima è molto più durevole della seconda. La capacità di provare gioia sembra venire da una relazione incondizionata con la vita, la capacità di aprirsi e affrontare tutto ciò che è. Si tratta di un’apertura che ci porta oltre il desiderio di controllare la vita, fino alla capacità di celebrare quest’ultima. Ci sposta da una relazione antagonista con la vita a quell’esperienza del mistero e della meraviglia che è al cuore della vita. Alla fine può guarirci.

Estratto dal libro "Il potere di guarigione della paura" di Lissa Rankin

Il Potere di Guarigione della Paura - Libro >> http://goo.gl/CmXCki
6 passi per sviluppare il coraggio come medicina per il corpo, la mente e l'anima
Lissa Rankin


lunedì 25 luglio 2016

Scienza e Conoscenza - n. 57




Scienza e Conoscenza - n. 57 - Il potere del suono

Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza

di Autori Vari



Il nuovo numero di Luglio/Settembre 2016 è pieno di novità!

Scoprire che le nostre cellule emettono suoni, vibrazioni e oscillazioni e che comunicano fra loro continuamente può portare a importanti riflessioni sul nostro organismo e sul fatto che la salute si basa sull’energia, sull’equilibrio e sulla risonanza fra noi e tutto il resto del cosmo.

La musica, il suono, la frequenza hanno un potere magico su di noi e possono portare coerenza, equilibrio e avere un effetto positivo o curativo su tutto il nostro corpo. La malattia quindi può essere intesa come un’interruzione di energia e di scambi bio-fotonici nell’organismo, non più analizzata solo a livello fisico organico e nei sintomi. A questo proposito ci possono essere d’aiuto nuove terapie bio-energetiche come la Nutripuntura o l’utilizzo di macchinari elettronici come l’EAV di cui troverete approfondimenti all’interno della rivista.

A conclusione del nostro viaggio nel mondo dell’energia e del suono potrete stupirvi con Luigi Maxmilian Caligiuri che ci offre un bellissimo approfondimento sulla Sonoluminescenza, ovvero il curioso fenomeno di emissione di luce all’interno di liquidi in cui sono generate onde sonore.


 Indice

FISICA E MEDICINA QUANTISTICA

La musica delle cellule. Intervista al dott. Carlo Ventura
A cura di Valerio Pignatta

La musica come nutrimento
Emiliano Toso

La musica di Claude Debussy fra acqua, alchimia e fisica quantistica
Alessandro Nardin

Medicina vibrazionale e campo energetico
Gioacchino Pagliaro

Cosa c'è alla base delle medicine olistiche e quantistiche
Giovanni Vota

MEDICINA NON CONVENZIONALE

La nutripuntura
Elsa Masetti

Intervista al prof. Edilio Giannazzo,
A cura di Marianna Gualazzi

Come le scelte alimentari incidono sull'energia dell'organismo
La redazione

Il salto quantico della medicina
Alexander M. Kozhemyakin

Revici: Un medico geniale a molti sconosciuto
Fiamma Ferraro

Tumore e PH, le nuove frontiere dell’oncologia. Intervista al Dott. Stefano Fais
A cura di Romina Alessandri

LA FISICA DEL SUONO

Creare Energia dal suono: le nuove frontiere della fisica
Luigi Maxmilian Caligiuri

Il potere del suono
Marco Pizzuti

INQUINAMENTO E SALUTE

Aria inquinata indoor: intervista a Michele Pengo
A cura di Emanuele Cangini


Scienza e Conoscenza - n. 57 - Rivista Cartacea >> http://goo.gl/IXUJQs
Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza
Autori Vari

giovedì 7 luglio 2016

Il Potere Nascosto degli Ipersensibili




Il Potere Nascosto degli Ipersensibili

Come trasformare Ansia e Sensibilità in carte vincenti

di Christel Petitcollin



Sensibili ma infelici?

Ecco la soluzione!

Tendi a preoccuparti troppo? Hai un sacco di dubbi? Analizzi tutte le possibili eventualità, soprattutto quelle tragiche? Hai una predisposizione a complicare anche le cose semplici che ti blocca quando devi prendere una decisione?

SE HAI RISPOSTO ALMENO UN SÌ, QUESTO LIBRO È PER TE!

Un libro per tutti coloro che si sono detti almeno una volta

Penso troppo, mi faccio un sacco di paranoie
Mi sento sempre fuori posto
Mi chiedo in continuazione come mi giudicano gli altri
Basta una parola sbagliata e mi prende l'ansia o mi offendo
Mi faccio mille domande e così mi blocco
Basta colpevolizzare le emozioni e l'ansia! Sono alleati potenti per raggiungere la felicità!

Sono sempre di più, sono milioni. Sono persone speciali: super-emotive, ansiose, ipersensibili. Si sentono diverse e temono di non essere amate. Ma in realtà sono geniali e creative, gentili e intuitive. Ecco come canalizzare la loro iperattività interiore e trasformare l'ansia in un'alleata preziosa.


Leggi un estratto dal libro di Christel Petitcollin "Il Potere Nascosto degli Ipersensibili"

Introduzione - Il Potere Nascosto degli Ipersensibili - Libro di Christel Petitcollin

Camille è una studentessa di circa ventanni. Ha preso appuntamento da me per una «mancanza di fiducia in se stessa». Non appena comincia a spiegarmi il suo problema, ecco che le emozioni prendono il sopravvento: si morde le labbra, preme il pugno sulla bocca, trattiene le lacrime e si scusa di continuo per la sua ipersensibilità, mentre si sforza di contenersi e andare avanti con la sua storia.

A poco a poco, attraverso quanto mi racconta, si delinea il ritratto di una ragazza brillante e creativa che non ha subito clamorosi fallimenti. Anzi, con suo grande stupore supera un esame dopo l'altro. Tutto va oggettivamente bene. Eppure, più passa il tempo, più lei dubita di sé. Gli altri studenti sembrano acquisire sicurezza man mano che progrediscono negli studi: si confrontano con la facoltà che hanno scelto e riescono a trovare il loro posto nella società. Camille invece si sente sempre «fuori luogo» e si domanda se ha scelto l'indirizzo giusto. Cresce in lei una sensazione di straniamelo.

Anche nella vita sociale si sente diversa dagli altri. I centri di interesse e le conversazioni dei suoi compagni non coincidono mai con quello che a lei sembra davvero importante e stimolante. Quando va alle feste, avverte una strana sconnessione: tutta un tratto si chiede che cosa ci fa lì e come mai gli altri si divertono in un contesto che lei percepisce vano e superficiale. Tutta l'allegria che la circonda le appare artificiosa. E a quel punto non desidera altro che tornarsene a casa al più presto.

È da tanto tempo che Camille cerca di capire che cosa non va in lei. Assalita da dubbi, domande, idee strampalate, continua a rimuginare nella sua testa e sente crescere dentro l'angoscia e lo scoramento. La depressione è ormai dietro l'angolo.

Camille non è certo un caso isolato. Come lei, molte persone, di tutte le età, vengono da me con la stessa sensazione di sfasamento tra loro stesse e l'ambiente che le circonda, con lo svilimento di sé e il surriscaldamento mentale che ne deriva.

Questo libro, come tutti quelli che ho scritto, nasce innanzitutto dalla mia esperienza professionale. Le ore passate ad ascoltare le persone che mi parlano di sé sono diventate ormai anni. Diciassette, per l'esattezza, trascorsi a prestare attenzione, osservare e cercare di capire ognuna di loro.

Ho imparato a praticare quello che lo psicologo canadese Eric Berne, il padre fondatore dell'analisi transazionale, chiamava «l'ascolto marziano». Come un mangianastri difettoso, le orecchie registrano alcune parole o parti di frase più nitidamente di altre, consentendomi di isolare le parole importanti, le frasi chiave e le idee principali all'interno del discorso generale.

Alcune di queste tornavano con regolarità nel linguaggio di alcune persone e hanno catturato il mio interesse.

«Penso troppo.»
«Chi mi sta attorno mi dice che sono complicato/a e che mi faccio troppe domande.» '
«La mia testa non si spegne mai. A volte vorrei staccare la spina al cervello e non pensare più a niente.»
Poi si sono aggiunte altre frasi chiave a completare il profilo.

«Mi sembra di venire da un altro pianeta.»
«Non riesco a trovare il mio posto nel mondo.»
«Mi sento incompreso/a.»
Così si è delineato davanti ai miei occhi un identikit di queste persone che pensano troppo. Pian piano sono riuscita a individuare le componenti della loro sofferenza e ho cominciato a proporre alcune soluzioni. Da quando ho deciso di scrivere questo libro mi sono avvalsa del loro aiuto per rendere più complete le informazioni in mio possesso e capire meglio come funziona la loro mente, per comprendere i loro valori e le motivazioni; e dato che una delle loro caratteristiche principali è l'attitudine a condividere le informazioni, incontro sempre molta disponibilità. Questo libro deve molto al loro contributo, e perciò le ringrazio infinitamente.

Chi mai lo direbbe che essere intelligenti possa far soffrire e rendere infelici? Eppure è proprio quello che accade.

Innanzitutto, non si riconoscono come intelligenti. E poi affermano che la loro mente non li lascia mai tranquilli, nemmeno di notte. Non ne possono più di tutti questi dubbi e domande, della loro acuta consapevolezza delle cose, dei sensi troppo sviluppati a cui non sfugge alcun dettaglio. Vorrebbero spegnere il cervello. Ma soffrono soprattutto perché si sentono diversi, incompresi e feriti dal mondo d'oggi. Ecco perché spesso la conclusione a cui arrivano è: «Non sono di questo pianeta!»

Un turbinio costante di pensieri li porta a interminabili associazioni di idee, e ogni nuova idea ne fa scaturire altre. Nella loro testa va tutto troppo veloce. Per seguirne il flusso finiscono per balbettare oppure tacciono, scoraggiati dalla sovrabbondanza di informazioni. Le parole sono riduttive e non possono rendere la finezza, la complessità del loro pensiero. Lamentano più di tutto la mancanza di certezze su cui basarsi. L'incessante porsi domande rende il loro sistema di valori instabile e angoscioso come sabbie mobili. Ed è verso se stessi che sono più critici: «Perché gli altri non percepiscono ciò che per me è evidente? E se fossi io ad analizzare tutto per il verso sbagliato? E se fossi io a sbagliare?»

La sensibilità, l'emotività e l'affettività sono chiaramente proporzionali all'intelligenza.

Queste persone sono vere e proprie bottiglie di nitroglicerina: al minimo urto esplodono di rabbia o frustrazione, ma soprattutto di afflizione. Combattuti tra un idealismo assoluto e una lucidità estrema, gli iperefficienti intellettivi si ritrovano a dover scegliere tra l'autismo e la rivolta. È per questo che continuano a fare la spola tra voluttuosi sogni a occhi aperti e desolanti constatazioni, tra l'ingenuità e la disperazione. Sono pressoché certi di non poter trovare aiuto dall'esterno perché si rendono conto che la buona volontà non basta, anzi i consigli dei loro cari li fanno stare persino peggio.

Porsi meno domande? Non chiedono altro!
Ma come fare? Accettare l'imperfezione del mondo? Impossibile!

Consultare uno psicologo è altrettanto difficile. Temono di essere considerati pazzi, ed è una paura - ahimè - fondata: come possono persone che hanno processi mentali normali riuscire a definire questa profusione intellettiva fuori dall'ordinario? Le griglie di analisi psicologica standard frazionano il loro pensiero sottile e potente, lo rendono anormale, patologico.

Sin dalla scuola, il loro modo di essere viene classificato come problematico. Gli iperefficienti mentali vengono definiti iperattivi e incapaci di concentrarsi perché il loro cervello multitasking si annoia a fare una sola cosa alla volta. Si ha la convinzione che «sfarfallino» e si tende a dare per scontato che, data la velocità con cui interiorizzano e approfondiscono più informazioni e argomenti simultaneamente, li abbiano invece trattati solo in maniera superficiale. Molti di loro sono stati definiti con svariati aggettivi, tutti inizianti per «dis-», che li hanno spinti a credere di avere una mente contorta: dislessico, disortografico, discalculico, disgrafico..

In età adulta rischiano di vedersi affibbiare le diagnosi di borderline, schizofrenico, bipolare o maniaco-depressivo. Proprio là dove speravano di ricevere aiuto e trovare finalmente delle soluzioni, gli iperefficienti mentali si ritrovano ancora più incompresi ed etichettati come «disfunzionanti». Il che è l'esatto contrario di ciò di cui avrebbero bisogno per potersi capire e accettare per quello che sono: niente affatto disfunzionanti, ma semplicemente diversi.

D'altra parte, poiché l'iperefficienza mentale è un territorio poco esplorato e dai confini ancora non ben definiti, non esiste un termine che possa contenere questa realtà con esattezza. Potremmo considerare le definizioni di «plusdotato» o «ad alto potenziale cognitivo», ma sono termini così abusati da avere ormai una connotazione pretenziosa, oltre a essere poco graditi agli iperefficienti mentali: l'accezione «più degli altri» suggerita da queste parole li disturba profondamente.

La definizione di «iperefficienza mentale» viene accettata meglio: rappresenta bene ai loro occhi il turbinio intellettivo, l'effervescenza mentale che li sovrasta. Anche il concetto di «cervello destro dominante» riscuote consensi perché, pur rifiutando di riconoscersi un'intelligenza superiore, ammettono comunque un'intelligenza singolare. «Ah, questo è certo, non penso come tutti gli altri!» è un'altra delle frasi chiave che sento spesso.

Ma soprattutto, attraverso questa difficoltà a trovare, e ad accettare, la parola che li definirebbe meglio, traspare il loro enorme bisogno di precisione. Innanzitutto, una parola non può quasi mai essere sinonimo di un'altra, perché ognuna ha la sua sfumatura particolare. E poi è impossibile racchiudere in un solo termine ciò che sono. Allora come si fa?

Jeanne Siaud-Facchin, autrice di L'enfant surdoué, ha rinunciato a chiamarli plusdotati, e ha scelto il termine «zebra». È una parola azzeccata: la zebra è un animale atipico, indomabile e unico, capace anche di mimetizzarsi con il paesaggio. Ma se proprio vogliamo fare paragoni con il mondo animale, in questa definizione mancano il loro lato cane, per la fedeltà, la lealtà, l'attaccamento e la devozione che mostrano, e anche il lato gatto, per la loro delicatezza, l'acutezza dei sensi e la suscettibilità. E non trascuriamo il lato cammello, per la loro incredibile resistenza, e soprattutto il lato criceto, che gira in tondo a tutta velocità sulla sua ruota!

Il GAPPESM (Groupement AssociatiFPour les Personnes Encombrées de Surefficience Mentale, Associazione per le persone sovraccariche di iperefficienza mentale) li chiama PESM, ovvero persone sovraccariche di iperefficienza mentale. È una denominazione piuttosto calzante, che riassume abbastanza bene la loro situazione, ma non tutte queste persone si sentono «sovraccariche». Per quanto riconosca la pertinenza di un simile acronimo, difficilmente potrei utilizzarlo, perché suona come una malattia: essere iperefficienti non significa avere la PESM!

Io sarei del parere di chiamarli plusdotati, perché è il termine più vicino alla realtà, ma se parlassi di «plusdotazione» alla maggior parte dei miei lettori verrebbe un blocco mentale e si affretterebbero a chiudere il libro. I restanti obietterebbero che se fossero così intelligenti saprebbero adattarsi alla società. Nessuno si riconoscerebbe nel cliché veicolato ancor oggi dal termine plusdotato: un bambino brillante, pretenzioso, primo della classe e pronto a dar lezioni. È l'esatto contrario di quello che sono!

Nei primi tempi in cui ho iniziato a sondare il fenomeno dell'iperefficienza mentale, ho adottato senza esitazione il termine «plusdotato» appioppandolo ai miei pazienti iperefficienti senza andare troppo per il sottile. Presa dall'entusiasmo, non ho tenuto conto della loro enorme sensibilità. Ne ho tramortiti diversi, gettati nel panico altri e ne ho fatti fuggire alcuni a gambe levate. Approfitto di questo libro per scusarmi con loro. Oggi uso più tatto e parlo di cablaggio neurologico differente e di emisfero destro dominante. L'informazione li sconvolge comunque: nonostante sappiano intuitivamente di essere diversi, fanno fatica ad affrontare in modo obiettivo la realtà.

Ho cercato a lungo un termine che potesse sintetizzare al meglio questo profilo e mi sono confrontata con colleghi, parenti e amici. In prima battuta, le definizioni di ADSL e «banda larga» ci sono piaciute e ci hanno divertito. Avrei potuto optare per «spidermind», tanto per la loro rapidità mentale quanto per indicare il loro pensiero a ragnatela. Ma alla fine il termine «iperefficiente» resta il più sobrio e appropriato. Pur rimanendo parzialmente insoddisfatta, mi sembra di avere ottenuto un buon compromesso, oltre a una definizione che non crea grossi blocchi mentali.

A ogni modo, questo libro non vuole certo etichettarvi, ma aiutarvi a capirvi, ad accettarvi per quello che siete e soprattutto a vivere con il vostro pensiero effervescente in tutta serenità.

Poiché pensate troppo, è molto probabile che vi riconoscerete nel profilo dell'iperefficiente mentale. Il vostro cervello è un vero gioiello: la sua finezza, la sua complessità e la sua rapidità sono affascinanti. E ha la potenza di un motore da Formula 1! Ma una vettura di Formula 1 non è un'automobile comune. Affidata a un guidatore maldestro e usata su una strada provinciale si rivelerà inaffidabile e pericolosa. Affinché esprima al meglio il suo potenziale, ha bisogno di una grande padronanza di guida e di un circuito adatto. Finora è stato il vostro cervello a farvi sbandare e a precipitarvi in un incidente dopo l'altro. A partire da ora sta a voi assumere il controllo.

Ho articolato questo libro in tre parti per valorizzare gli aspetti pili rilevanti dell'iperefficienza mentale:

l'ipersensibilità e la proliferazione mentale;
l'idealismo e il reale sfasamento rispetto alla maggior parte delle persone;
le soluzione che propongo.
So per esperienza che gli iperefficienti mentali adorano piluccare i libri qua e là. In generale, questa tecnica consente loro di cogliere lo spirito del libro ed è alquanto frequente che non abbiano bisogno di finire di leggerlo, perché le notizie racimolate in questo modo bastano a far capire loro l'argomento. Ecco perché ci tengo ad avvertirvi: se andate direttamente all'ultima parte vi mancheranno troppi elementi perché possiate giudicare con obiettività la pertinenza delle soluzioni proposte. Perciò vi invito a seguire il sentiero, pagina dopo pagina, senza bruciare le tappe, facendo questa passeggiata così come l'ho ideata per voi.

Concedetevi il tempo per scoprire che la vostra ipersensibilità è del tutto neurologica, per guardare al vostro pensiero che è in fermento continuo e capire in che cosa la vostra intelligenza è davvero diversa. L'idealismo è uno degli aspetti rilevanti della vostra personalità. Un altro aspetto importante (e non dei più trascurabili) è il vostro falso sé, che può rivelarsi tanto impegnativo quanto invalidante a livello relazionale. Lo sfasamento che avvertite nei confronti di chi vi sta attorno è oggettivo: tanto vale capire una volta per tutte da quali differenze concrete è costituito. Quando avrete esplorato tutti questi aspetti del problema, le soluzioni proposte acquisiranno tutto il loro senso.

Avrò raggiunto il mio obiettivo se, dopo aver letto questo libro, vi sarete riconciliati con ciò che siete e con quel magnifico cervello che avete. Per trarne il meglio dovete imparare a pilotarlo. E in questo libro troverete dei corsi di meccanica (neurologica), un codice della strada (emozionale e relazionale) e delle lezioni di guida (mentale).

Se pensate troppo, troverete qui tutte le spiegazioni utili sul vostro modo di funzionare. E anche un'infinità di soluzioni!

Nelle pagine che seguono faccio volentieri riferimento agli autori a cui mi sono ispirata e ai testi su cui mi sono basata. Le opere e tutti gli autori che menziono sono elencati nella bibliografia. Sono particolare grata a Jill Bolte Taylor, Daniel Tammet, Tony Attwood e Beatrice Millétre, che ringrazio per i loro preziosi apporti alle mie conoscenze. Utilissime sono state per me anche le opere di Arielle Adda e Jeanne Siaud-Facchin. Grazie mille a entrambe.


 Indice

PARTE PRIMA
Un’organizzazione mentale naturalmente sofisticata

1. Sensori ipersensibili

Allerta permanente
Come un microscopio
Il colore dei giorni
Stravaganze sensoriali
Il sogno di spegnere il cervello
2. Dall’ipersensibilità all’iperlucidità

L’ipersensibilità
L’iperaffettività
L’iperempatia
L’iperlucidità
3. Un cablaggio neurologico differente

Le differenze tra cervello sinistro e cervello destro
L’iperefficienza mentale
Le varie forme di iperefficienza mentale
Bisogna fare un test del QI?
PARTE SECONDA
Una personalità originale
1. Il vuoto identitario  

L’autostima
La paura del rifiuto
Strategie di adattamento
Il falso sé
2. L’idealismo

Una sete di assoluto
Le pecche del sistema di valori
3. Una relazionalità difficile

Dipendenza psicologica
Un’intelligenza scomoda
Chi sono i normopensanti?
Vivere sotto il giudizio dei normopensanti
Trovate la vostra famiglia d’anime
L’amore con la A maiuscola
Professione: diapason
PARTE TERZA
Vivere bene con la propria iperefficienza
1. Lo choc della rivelazione

Il sollievo
Le montagne russe  
Ufficio reclami chiuso per sempre
2. Riordinare e organizzare i pensieri

Mappe mentali per organizzare il pensiero
I livelli logici
3. Restaurare la propria integrità

Come si riacquista l’autostima?
Come fa una persona a sapere se ha un buon livello di autostima?
4. Ottimizzare il funzionamento del cervello

Vivere in leggero surmenage
I cinque bisogni fondamentali del cervello destro
5. Vivere bene l’iperefficienza in società

Addomesticare la solitudine
Gestire le critiche
Curare la ferita del rifiuto
Inquadrare la propria benevolenza
Vivere l’iperefficienza in coppia
Conclusioni. Perché?

Bibliografia


Il Potere Nascosto degli Ipersensibili - Libro >> http://goo.gl/5CWfPp
Come trasformare Ansia e Sensibilità in carte vincenti
Christel Petitcollin


mercoledì 20 gennaio 2016

Il potere dell'intenzione quantica



Il potere dell'intenzione quantica

Sta a noi scegliere tra la via della felicità e quella dell'infelicità. Come? Attraverso l'intenzione!

di Carmen Di Muro - 19/01/2016



Il potere dell'intenzione quantica

“Ricorda, dove va la tua attenzione, li scorre la tua energia”
Jack Canfield

Esistono due modi di percorrere il sentiero della propria esistenza: la via della felicità e quella dell’infelicità. A volte le due strade si incontrano, formano biforcazioni in modo tale da percorrerle necessariamente insieme, altre volte queste seguono percorsi paralleli e distinti che conducono verso mete completamente diverse. Soltanto a noi spetta l’arduo compito di decidere la rotta, il bivio verso il quale direzionarsi, solo e soltanto noi siamo gli unici artefici del viaggio che inizia nell’invisibile mondo quantistico per poi concludersi nel mondo visibile della materia. Soltanto noi possiamo impedire ai nostri occhi di vedere la luce del sole risplendere e alla nostra energia di accordarsi con il grande flusso presente nel campo quantico universale, solo e soltanto noi scegliamo che il miracolo non accada perché non riusciamo a credere che questo sia possibile.

Esiste una strada maestra per tutti ed è quella dell’anima, di quell’energia di carica straordinaria che alberga in fondo ad ognuno di noi e che ci permette di dare manifestazione alla realtà a nostra immagine e somiglianza profonda. Strada che è riflesso della nostra parte intima, che urla a gran voce il più delle volte che c’è bisogno di mutamento di direzione verso la via giusta, quella che ha un cuore e che ci permette di raggiungere la vera meta, quella della gioia dell’essere qui, nell’attimo presente, malgrado tutti i problemi che ci sommergono.

Il grande potere dell'intenzione

La vita è magnetismo, dobbiamo iniziarci a pensare come un campo energetico integrato, perché è questo ciò che siamo. Un campo energetico che ci rende parte e tutto con il mondo esterno, muovendolo vibrazionalmente e facendo sì che le nostre frequenze personali si accordino con le infinite possibilità quantistiche presenti nell’universo. Possibilità che a livello vibratorio esistono e trovano espressione nella nostra vita giornaliera a seconda dell’intensità dell’intenzione della nostra volontà. In ognuno di noi è racchiusa una scintilla di creazione, perché siamo parte infinitesimale di quel campo organizzato di coscienza che ci rende co-creatori attivi in ogni attimo del nostro procedere. Il nostro più grande potere è racchiuso in un’unica parola: Intenzione. Nel volere, nel fare, nel creare qualcosa di straordinario.

Tutto è energia/informazione

Ogni forma materiale è costituita da modelli organizzati di informazione/energia in connessione tra loro attraverso un reticolo quantico che appartiene al Campo quantistico Universale, grazie al quale c’è uno scambio repentino di messaggi energetici. Per esempio, nell’uomo, questi schemi energetici veicolano l’informazione personale tramite le vibrazioni prodotte dalle emozioni e dai pensieri, mettendoli in relazione continua con il campo quantistico.

Questa congiunzione vibrazionale di onde/particelle, annoverata in fisica quantistica sotto il nome di entanglment, spiegherebbe perché le frequenze dei pensieri, dei sentimenti e delle credenze sono in grado di influenzare la vita e la realizzazione degli eventi indipendentemente dallo spazio e dal tempo. Il tempo per esempio, è solo un parametro matematico che ci permette di osservare linearmente i cambiamenti tra passato-presente e futuro. Al contrario, l’universo è in sviluppo continuo nell’attimo presente, nel qui ed ora, che è l’unico tempo esistente nonché un mezzo di informazione quantistica immediata.
Possiamo dar manifestazione al mondo intorno a noi soltanto nel qui e ora, attraverso il potere dell’intenzione delle nostre scelte.

Nel qui ed ora noi decidiamo di noi, nel qui ed ora viene prodotta quell’informazione vibratoria che a distanza di tempo darà espressione ad ampio spettro alla realtà percepibile concretamente. Solo ed esclusivamente nel qui ed ora abbiamo la possibilità di scegliere tra quei due percorsi che possono condurci verso la luce o l’oscurità, perché attraverso i sentimenti e pensieri che si esperiscono e la loro carica elettro-magnetica si genera un segnale di campo che oscilla all’unisono con ogni particella dell’universo attirando eventi potenziali che con il tempo si manifestano in eventi reali. La realtà che vediamo diventa, quindi, uno specchio che rende visibile il tipo di messaggio che fino a quel momento abbiamo prodotto a livello sottile.

Il campo di frequenze del cuore

Sono le nostre emozioni a stabilire le oscillazioni energetiche dei nostri pensieri. L’organo predisposto alla capacità di modulazione di queste frequenze è il cuore, perché è questo il motore primo che da vita agli stati d’animo, espressione profonda della nostra natura vibratoria ed energetica, nonché indici importanti per comprendere ciò che ne sarà di noi.

Nel momento in cui il nostro cuore sarà centrato in stati d’animo disturbanti questi impatteranno a livello vibrazionale non soltanto sul nostro corpo provocando una disregolazione elettro-chimico-cellulare e alla successiva malattia, ma anche sull’ambiente esterno, poiché l’intenzione delle nostre scelte sarà guidata da quel tipo di vibrazione che rimanderà all’universo la stessa carica elettro-magnetica, facendo sì che frequenze della medesima intensità si accordino pienamente all’onda prodotta, manifestandosi sotto forma di eventi inattesi e spiacevoli.

La carica dell’intenzione umana produce onde tra quelle più organizzate in natura. E tanto più la nostra intenzione contiene in sé coerenza tra pensieri e sentimenti, tanto più l’onda prodotta si polarizzerà su una determinata frequenza universale entrando in risonanza immediata, senza che altre onde di disturbo di polarità opposta rallentino il suo percorso.
Questo avviene sempre, avviene nell’attimo in cui noi scegliamo e vogliamo fortemente qualcosa, nel qui ed ora dove spazio e tempo si annullano e le nostre componenti profonde, ovvero mente e cuore, vibrano sulla stessa frequenza di realizzazione. E le cose accadono, anche quelle più impossibili.
La strada della felicità si palesa dinanzi ai nostri occhi nel suo splendore, non sapendo che siamo stati noi a sceglierla con il cuore e a batterla consapevolmente consentendo all’impossibile di diventare possibile.

Carmen Di Muro
Essere è Amore - Libro >> http://goo.gl/3UMydy
Dal pensiero alla materia - Viaggio scientifico nella pura essenza


sabato 12 dicembre 2015

La Dea Moderna



La Dea Moderna

I segreti delle Antiche Forze

di Cristiana Isabella Vignoli



La Dea Moderna - Libro

C’è un Potere nascosto in ogni donna:
è il Potere delle Antiche Forze che in mondi lontani la Donna/Dea sapeva usare.

Ora quel tempo è ritornato e riacquistando le Antiche Forze e conoscenze le Donne/Dee Moderne possono creare un futuro straordinario da regalare ai loro figli e al Pianeta Terra.

In questo manuale, sospeso fra l’onirico e il didattico, le leggi della Fisica incontrano le Antiche Forze della Metafisica e si fondono per dare delle risposte alle domande di sempre: chi siamo, da dove veniamo e perché abbiamo dimenticato l’antica conoscenza.

Proprio ora, spiega l’autrice, le energie del pianeta si stanno spostando, dalla «dominanza” maschile della catena dell’Himalaya alla «dominanza» femminile della catena delle Ande.

Proprio ora siamo ancora in tempo per non fare quella mossa sbagliata che portò gli esseri umani all’oblio, all’ignoranza e alla sofferenza dopo la fine di Lemuria e di Atlantide.

Ma per non cadere in quell'errore atavico è necessario che le Donne si trasformino in Dee Moderne, è necessario che riscoprano, in loro, la magia delle Antiche Forze e che imparino a usarla con saggezza e armonia.

Sei pronta per diventare una Dea creatrice del futuro?
Questo manuale è stato scritto per te!

Ricco di link a esercizi e video del Magnetic Healing per riacquistare le Antiche Conoscenze.


Leggi un estratto dal libro di Cristiana Vignoli "La Dea Moderna"

Noi donne di oggi siamo in grado di cambiare i destini del mondo futuro

Roma, 15 marzo 2015: ero in treno verso Milano.

Stavo andando a una conferenza in cui dovevo parlare del campo biomagnetico e del Magnetic Healing a un gruppo di donne.

Prima di partire avevo chiesto quante persone si fossero iscritte e gli organizzatori mi avevano risposto: «Non lo sappiamo ancora».

Vi sono conferenze e seminari in cui mi ritrovo a tu per tu con pochissime persone e altri dove devo gestire 700 persone.

Mi è utile sapere per tempo quante persone partecipino e in che spazio posso muovermi perché in questo modo organizzo al meglio il numero e il tipo di esercizi da insegnare.

In questo seminario di due giorni dovevo insegnare gli esercizi per riequilibrare il campo biomagnetico e condurre un gruppo di donne a indagare sulle energie del femminile. Argomenti difficili da gestire in questo strano momento di passaggio dall'energia dominante maschile a quella emergente femminile.

Le energie del Pianeta si stanno nuovamente spostando, e noi oggi siamo testimoni di questo evento straordinario: dalla «dominanza» (non dominazione, ma dominanza) della catena dell’Himalaya l’energia del Pianeta si sta spostando alla «dominanza» della catena delle Ande.

Mi domandavo se vi fossero segni visibili nella cultura e nell'antropologia per poter dire che ciò accade realmente.

Sì, i segni secondo me ci sono, personalmente vedo come segni il fatto che il Dalai Lama sia senza la sua sacra casa nel Tibet, mentre i nativi andini ora, alla «fine dei tempi», stiano andando in tutto il mondo a portare il messaggio di Pachamama.

E nella vita di ogni giorno i segni ci sono? Sì, anche nella vita di ogni giorno, secondo me, i segni ci sono, e sottolineano un pericolo imminente (dialogavo fra me e me, camminando lungo il treno).

Pensavo che, nel mondo occidentale, l’economia e la politica attualmente danno alla donna una pericolosa supremazia che, se mal gestita, porterà agli stessi problemi che ha causato la supremazia maschile. E sì, perché quando c’è supremazia, egemonia, sistematicamente l’armonia e l’equilibrio vengono a mancare.

Inoltre, essendo alla fine dei tempi, alla fine del Kali Yuga, c’è la possibilità di perdere la memoria delle gesta umane passate, come già accaduto: cosa sappiamo degli sbagli che hanno portato le civiltà antichissime a precipitare nell'oblio? Nulla. Nulla che possa oggi esserci utile per non sbagliare ancora e ancora. Una prerogativa umana è che perdiamo la memoria: perdiamo la memoria di fatti a noi accaduti, perdiamo la memoria della nostra infanzia, di cosa abbiamo fatto un mese fa… la memoria… La memoria, anche quella comune, storica e antica, si perde se non si impara come conservarla.

La memoria non si può conservare se si vive in uno sbaglio di fondo: nell'egemonia di una delle due energie maschile/ femminile; yin/yang; Cielo/Terra.

Ma la buona notizia è che possiamo modificare il futuro!

(Ancora per poco.)

Mentre scrivo… vengo a sapere che oggi, 25 aprile 2015, c’è stato un forte terremoto in Nepal… Vi dice nulla il Nepal? Si trova nella catena dell’Himalaya… La terra si scuote e le energie elettromagnetiche si spostano; le montagne si parlano, da un luogo all'altro, come all'interno del nostro organismo le cellule si parlano… come nella fisica quantistica le particelle si parlano, tanto da cambiare spin contemporaneamente, anche se a distanza di migliaia di chilometri.

Uno strano incontro

Ero immersa nei miei pensieri, che vagavano e si rincorrevano, mentre i miei occhi fisici stavano cercando il posto giusto in cui farmi sedere quando, a un certo punto, un’immagine mi colpì. Una signora, comodamente seduta, leggeva assorta un libro che ben conoscevo: la copertina riproduceva un mosaico egizio raffigurante la dea Nut.

L’immagine è affascinante, sembra arte contemporanea, le sfumature azzurre e il movimento del corpo non danno nemmeno l’impressione d’essere un mosaico antichissimo; il tutto sembra un sapiente dipinto. Eppure migliaia di piccole tessere accostate formano l’immagine della dea Nut… proprio come migliaia di piccoli tasselli formano un’immagine precisa di cosa sta accadendo adesso nel nostro universo chiamato pianeta Terra!

Nut, una dea dei tempi passati, probabilmente dell’epoca precedente a questa, come sono soliti definirla coloro che si occupano di esoterismo. Una dea dei tempi passati, forse giunta in Egitto da un antico culto proveniente da Atlantide, dove l’energia femminile scendeva dal cielo «schiacciando» quella maschile (del dio Geb, marito di Nut) che rappresentava la terra. Ma anche una dea dei tempi prossimi futuri, dove vi sarà nuovamente l’inversione delle attuali energie…

Decisi che dovevo cogliere il segno di quell'evento, come dice sempre il mio grande amico, Gian Marco Bragadin, ideatore della Segnanalisi.

Il posto davanti a quella signora era libero. Così mi sedetti.

La signora alzò lo sguardo e mi fissò. Lessi nei suoi occhi che si stava domandando dove mi avesse già vista. Feci finta di niente.

Lei mi scrutò con attenzione. Poi chiuse il libro e lo appoggiò sulle sue ginocchia, rivolto con la quarta di copertina verso l’alto e lì, proprio su quel retro di copertina, troneggiava una mia fotografia: quel libro l’avevo scritto io. Si intitola La Dea nascosta.

Ma la signora era intenta a guardare me e non si accorse della foto.

La cosa bella dell’essere scrittore è che i tuoi libri possono anche essere dei best sellers, ma pochi leggono il tuo nome sulla copertina… spesso la gente conosce i tuoi titoli, i tuoi personaggi ma se ti incontrano non sanno che sei tu che li hai scritti. Io ancora oggi non so come si chiami l’autrice di Geronimo Stilton, e voi?

La signora si fece coraggio e mi chiese, con marcato accento americano: «Scusi, ci conosciamo? Ha un volto familiare».

Non avevo intenzione di dirle che ero l’autrice del libro, perché volevo prima sapere cosa ne pensasse, se le piaceva, se aveva delle domande o dei dubbi.

Quando elabori un testo di metafisica per te, scrittore, quello che pensi e scrivi è tutto chiaro, ma ho notato spesso che ci sono dei passaggi che noi autori saltiamo perché li riteniamo ovvi, ma in realtà lo sono solo per il nostro cammino di vita. Per molti dei nostri lettori non sono affatto scontati, tanto che alcuni discorsi rimangono quasi «sospesi» e alla fine «scompaiono» nella mente del lettore, perché non riesce ad accostarli a qualcosa di noto.

Così risposi: «Mi spiace, ma non sono fisionomista – il che è verissimo – e quindi anche se ci conoscessimo probabilmente non me lo ricorderei. Cosa sta leggendo di interessante?». Colsi l’occasione per entrare nel vivo dell’argomento.

«Un libro di metafisica – disse mostrandomi la copertina frontale – sulle energie del femminile».

«Difficile? Più difficile o più interessante?» replicai subito per cercare di capire se gli argomenti fossero di suo gradimento.

La signora amava dialogare. Aveva anche lei affrontato diversi esami di filosofia e arte all’università, come me, quindi ci trovammo bene da subito. Il viaggio era abbastanza lungo per conoscerci in modo quasi approfondito. Venni a sapere che era figlia di italiani trasferitisi per lavoro negli USA. Lei era nata lì, ma a 20 anni aveva incontrato un ragazzo italiano e per seguirlo era venuta in Italia. Qui si era innamorata del paese, della cultura, dei luoghi. Jennifer, così si chiama, era convinta di parlare un italiano dalla pronuncia perfetta, ma in realtà si sentiva che era nata in America. Mi spiegò che stava andando a Milano, perché l’autrice di quel libro, una certa Cristiana Isabella Vignoli, doveva tenere un convegno sul Magnetic Healing® e sulle energie del femminile.

Rimasi colpita dal fatto che conoscesse il nome dell’autrice del libro e che si fosse informata se e dove tenesse delle conferenze. Stava andando a Milano per conoscere questa certa autrice (sempre io), perché aveva molte domande da farle e un progetto da proporle.

A quel punto le chiesi di passarmi il libro, lo presi in mano e feci finta di guardare attentamente la copertina, in questo modo Jennifer, che stava seduta di fronte a me, poté vedere la mia foto sul retro… Ma Jennifer non badava alla foto e continuava a guardare cosa stessi facendo: aveva i suoi occhi fissi sul mio volto, cercando di capire dove mi avesse già vista! «Scusi – ripeté fissandomi – eppure sono convinta di averla già vista».

Allora con l’indice della mano destra le mostrai la foto sul retro di copertina e poi sorridendo, per l’anomala situazione, sempre con l’indice indicai il mio viso.

Jennifer scoppiò a ridere come fanno i bambini. Rideva così di gusto che mi contagiò.

I nostri pochi vicini di scompartimento, che fino a quel momento ci avevano torturato con musica a tutto volume e discussioni ricche di parolacce dette al telefono a gran voce, ci guardarono con occhiacci di rimprovero scuotendo la testa come per dire: «Le vostre risate ci stanno infastidendo».

Ma questo non ci turbò perché proprio in quel momento una ragazza, che era seduta di fianco a Jennifer e che aveva ascoltato tutta la nostra conversazione nascosta sotto i suoi grandi occhiali bianchi da sole, mi disse con un bellissimo sorriso: «Dottoressa Vignoli, anch'io sto venendo alla sua conferenza. Sono Laura! Molto piacere di conoscerla!».

A quel punto avevo dalla mia parte una buona notizia: almeno due persone erano sicuramente iscritte al mio corso, e non stavo facendo un viaggio a vuoto.

Ecco il segno che si concretizzava, che iniziava a farsi meno enigmatico.

Ero salita in un treno di sconosciuti e ora mi sembrava d’essere nel salotto di casa con due vecchie amiche d’infanzia.

Mi chiesero se stessi lavorando a qualche nuovo libro. Raccontai loro che avevo ricevuto una proposta per scrivere una nuova edizione del libro La Dea nascosta, ma che avevo riletto la vecchia edizione, quella che aveva portato Jennifer con sé, e mi ero accorta che era ancora molto attuale e quindi ero indecisa se accettare o meno questa offerta.


Cristiana Isabella Vignoli
La Dea Moderna - Libro >> http://goo.gl/d6dPJc
I segreti delle Antiche Forze


mercoledì 9 dicembre 2015

Riprendi il Tuo Potere



Riprendi il Tuo Potere

Smetti di lasciare alle circostanze e agli altri il potere di renderti felice

di Miranda Sorgente



Riprendi il Tuo Potere - Libro

"Riprendi il tuo potere" può essere la tua occasione per smettere di dare la colpa alle circostanze e iniziare a essere veramente felice. Diventerai TU il solo padrone del tuo destino.

Il libro è tratto dall'esperienza diretta di Miranda di applicazione di tutti gli strumenti che troverai all'interno del libro

Cosa troverai nel libro:

Come scoprire, riconoscere e trasformare le 5 grandi categorie di Ladri di Potere
Capovolgere gli schemi abituali in cui è intrappolata la tua mente
Ottenere più velocemente quello che desideri senza essere schiavo delle aspettative
Scegliere le emozioni che vuoi provare e vivere ogni giorno
Conoscere la differenza tra Potere interiore e potere esteriore
Avere strumenti pratici e semplici da applicare nelle situazioni difficili della vita lavorativa e personale
Gli strumenti da mettere in pratica in tutte le diverse situazioni di necessità, dal Pronto Soccorso alla Manutenzione Programmata
Tantissimi esempi personali tratti dalla vita professionale e personale di Miranda
Miranda si mette a nudo davanti ai suoi lettori perché tutti possano approfittare della sua esperienza. Tanti esempi personali inclusi quelli dove dove la perdita di Potere è stata grande e dolorosa e scoprire poi gli strumenti su come lei stessa ne è uscita. Il libro è VIVO. Non è solo teoria e cibo per la mente. Sarai accompagnato passo dopo passo nella sperimentazione e la messa in pratica degli strumenti più efficaci già DURANTE la lettura.


Leggi un'anteprima del libro di Miranda Sorgente "Riprendi il Tuo Potere"

Come perdiamo il Potere - Estratto da "Riprendi il Tuo Potere" libro di Miranda Sorgente

«Nessuno ha potere su di Te.
Niente ha potere su di Te.
Finché tu non glielo cedi».

Sono in ritiro presso uno dei miei eremi preferiti dove amo recarmi per trascorrere alcuni giorni di silenzio e rigenerarmi all'interno.

Questa volta però è un po’ particolare. Il mio cuore è ancora in grande sofferenza per un distacco. La relazione con il mio partner si è appena conclusa, stroncata da una decisione unilaterale da parte sua senza apparenti motivi e giustificazioni. Sembrava la coppia ideale, proprio come l’avevo chiesta all'Universo. A quel tempo stavo già lavorando sul Potere interiore ma non avevo affinato ancora gli strumenti. La prova è arrivata. Ed è stata una prova dura.

Esco come mio solito a camminare nel primo pomeriggio per una passeggiata meditativa nei boschi. Mentre passeggio il pensiero ossessivo della storia finita ritorna. Riecheggiano le parole che lui mi ha detto, le parole che io gli ho detto e anche tutta la messa in scena teatrale della mia mente delle parole che non gli ho mai detto, che avrei voluto dirgli, o che vorrei ancora dirgli. Naturalmente accompagnate dalle parole che lui non mi ha mai detto, quelle che mi avrebbe risposto, accompagnate dalla precisa percentuale di probabilità e dalle scene che la mia mente elabora perfettamente, proprio come se stessi scrivendo un’opera teatrale.

Sento che l’emozione sta salendo dentro di me. Intensa. Nasce dallo stomaco, che si stringe e poi sale, nella gola, si forma quel nodo che ho conosciuto tante volte da bambina, e so perfettamente cosa sta precedendo.

L’emozione continua la sua marcia inarrestabile e dalla gola prende tutto il mio viso e sale negli occhi.

Non resisto più. Scoppio a piangere. Mentre cammino in quel luogo di pace che mi aveva coccolata tante altre volte mi sento fuori luogo. Lacrime e lacrime. E ancora lacrime. E poi mi fermo e guardo in alto e chiedo con tutta la carica della disperazione di quel momento: Ma perché? Perché mi è successo questo? Com'è possibile? Perché devo passare ancora questa sofferenza?

E colleziono così tutta la serie di domande che sono esattamente quelle che elenco nei miei seminari come quelle da non fare. Spiego sempre che se facciamo domande stupide avremo risposte stupide. Se chiediamo “Perché ho tutti questi problemi? Perché sono grassa? Perché ho tutti questi debiti? Perché nessuno si interessa a me?” il cervello si attiverà per darci la risposta a quelle domande (inutili e stupide) e ci fornirà tutte le spiegazioni logiche (altrettanto inutili e stupide). Per esempio: “Perché non sei capace, perché non te lo meriti, perché sei così e basta, perché mangi troppo, perché non sei capace di risparmiare” e via di seguito.

Domande che potrebbero aiutare in un momento difficile come questo, che mettono in modo altri meccanismi nel cervello potrebbero invece essere:

In che modo posso uscire da questa situazione?
Che cosa mi serve capire per superare questo ostacolo?
Quale perla di saggezza è nascosta in questa situazione che ancora non vedo?
Generalmente la mia mente è sufficientemente allenata per elaborare automaticamente queste domande ma in quel momento la situazione di stress è troppo alta per me e le emozioni e i pensieri prendono il sopravvento.

È successo però qualcosa d’altro. Forse perché ho guardato verso il cielo, con l’inconsapevole l’intenzione di avere una risposta non dalla mia mente, ma reale, dall’Alto, dalla Saggezza collettiva, da Dio, da qualcosa di più grande di me.

E la risposta è arrivata. Molto chiara. Appena l’ho sentita ho smesso immediatamente di singhiozzare e ho ripreso consapevolezza di cosa mi stava accadendo. Forse avrei preferito non sentire quella risposta in quel momento. Era molto più facile andare avanti a singhiozzare e compiangermi, dopotutto avevo tutte le ragioni per sentirmi in quel modo.

Ma come Einstein ci ricorda, la domanda da farci è:

«Vuoi essere felice o avere ragione?».

In quel momento avevo sì ragione di sentirmi così, ma non ero certo felice.

Dunque la risposta è stata Corta e Chiara, come dice sempre Fra Bernardino, uno dei miei riferimenti in ambito spirituale.

La risposta è stata:

“Perché stai cercando ancora la Felicità fuori di te”.

Punto. Nessun’altra aggiunta. Nessun’altra spiegazione. Nessuna comprensione, compassione. Niente altro.

Ho smesso subito di piangere. Sapevo che non avrebbe portato a niente di tutto quello che avrei voluto in quel momento, un po’ di calore, di affetto, un abbraccio. Sì certo, appunto, ancora qualcosa dall’esterno.

È stato difficile ma molto potente.

Avrei molto apprezzato il calore, l’abbraccio, l’affetto in quel momento ma lassù hanno ritenuto che non era per me il momento di ricevere quello che stavo chiedendo ma piuttosto di ricevere quello che mi era utile per fare un salto in avanti nella mia consapevolezza ed evoluzione interiore.

Come spesso succede, dall'elaborazione di una grande sofferenza derivano intuizioni e accessi a stadi di evoluzione e di trasformazione più grandi. Da tempo stavo lavorando su questi concetti, era arrivato il momento di metterli in pratica realmente su qualcosa di grande.

Era arrivato il momento di riprendere il mio Potere.

E ora il momento è arrivato anche per te.

Perdi il Tuo Potere ogni volta che lasci siano le circostanze o le altre persone a prendere il comando della tua Vita.

Il test sono le tue emozioni.

Che emozione stai provando? Se è un’emozione negativa allora stai sperimentando una perdita di Potere.

Un’emozione che non hai scelto.

Emozioni che non aumentano la tua qualità di vita nel momento in cui le provi e non creano la base per la qualità di vita che vuoi avere nel futuro.

Il test del tuo benessere sono le emozioni.

Quando cedi il Tuo Potere, il tuo mondo interiore viene destabilizzato e di conseguenza anche il tuo mondo esteriore ne viene influenzato. O meglio, la manifestazione di ciò che accade nel tuo mondo esteriore ne viene influenzata.

Ogni volta che stai provando un’emozione come la rabbia, frustrazione, impazienza, tristezza, ansia, paura, invidia o qualsiasi altra emozione che non sia affine a gioia, senso di rilassamento, pace, quiete, gratitudine, amore… allora significa che hai ceduto il Tuo Potere Interiore a qualcuno o qualcosa di esterno a te.

Una persona può avere potere esteriore su di te, può decidere di licenziarti o di chiudere la vostra relazione, può metterti in prigione perfino, ma può avere Potere su di Te solo quando tu glielo concedi.

Se ti rubano l’auto e per due settimane (o anche di più!) sei arrabbiato, triste o qualche emozione della stessa famiglia, significa che, oltre all’auto, hai consegnato anche il Tuo Potere Interiore alla persona che te l’ha rubata.

Oltre il danno la beffa, è proprio il caso di dire.

Non significa che non ti deve importare dell’auto e che devi festeggiare, far finta di nulla o non intraprendere azioni giudiziarie. Significa che devi riprendere il comando dei tuoi pensieri, delle tue emozioni e della tua Vita, indipendentemente da quello che è successo all’esterno.

Nonostante quello che è successo all'esterno.

Quando sei arrabbiato perché hanno aumentato le tasse e non sai come arrivare alla fine del prossimo mese, hai ceduto il Tuo Potere.

Non necessariamente significa che condividi le scelte del governo, probabilmente devi trovare delle soluzioni, devi darti da fare ed è possibile che sia difficile e impegnativo.

Ma in ogni caso essere arrabbiato non ti aiuta, non ti serve, anzi non fa altro che creare altri buchi nel tuo serbatoio energetico.

Ogni volta che ti ritrovi inconsapevolmente in un’emozione negativa lasciando che in modo subdolo si insinui dentro di te, stai cedendo il Tuo Potere.

Stai perdendo la tua energia. La tua energia interiore creatrice, innovatrice, risolutrice.

Stai lasciando che i ladri di tempo, di desideri, di felicità approfittino del tuo momento di debolezza per nutrirsi e ingrandirsi.

Chi sono i Ladri di Tempo, Desideri e di Felicità?

Sono molti di più di quanto tu possa immaginare.

Sono dappertutto, ben nascosti e molto spesso beatamente inconsapevoli.

Perché sei tu che hai permesso loro di diventare Ladri di Potere.

Il Potere interiore è il nostro dono più prezioso, la nostra risorsa più importante, quella che influenza tutto il resto.

Possiamo imparare tecniche, strumenti, mettere in atto piani d’azione, ma saranno vuoti e con risultati solo di breve periodo se sono orientati solamente a un risultato esterno e non sono riempiti e guidati dal nostro Potere interiore.

Il nostro focus deve restare sempre sul nostro potere interiore.

Le azioni esteriori sono la conseguenza, il risultato, la manifestazione di quel Potere interiore.

E se noi non ci occupiamo di crearlo e utilizzarlo come vogliamo, sarà la nostra mente con i suoi schemi di pensiero inconsapevoli a farlo per noi e lo utilizzerà per servire e consolidare proprio quegli schemi inconsapevoli e dannosi. Un circolo vizioso.


Indice

Introduzione
Come leggere questo libro

Il Potere della pratica
“Itaca”
Parte prima - Il Tuo Potere personale

Come perdiamo il Potere

Mondo esteriore e mondo interiore
Potere esteriore e Potere interiore
Potere e intenzione
Parte seconda - Ladri di Potere

1. Le persone

Chi ci infastidisce
Chi ci fa del male
Gli estranei
Entità di potere
Chi amiamo
2. Le circostanze esterne

3. L’Ego

4. Le sirene

5. Le Entità superiori

Quali sono i tuoi Ladri di Potere?

Riprendere il Potere
Onnipotenza e delirio di onnipotenza

Parte terza - Riprendi il Tuo Potere!

Come riprendere il Tuo Potere

Come si creano gli schemi mentali
Creazione degli schemi mentali consapevoli
Come funziona la nostra mente inconscia
Due Leggi-chiave + una perla

Legge dell’Eliminazione
Legge dell’Inserzione
E ora… una Perla: lo spazio
Applicazione: le tre modalità
A. Manutenzione Programmata

La meditazione
Il respiro
I suoni
Il corpo
Il cuore
La Frase di Potere
Gratitudine e benedizioni
Diario di Bordo
Antenna ricevente e antenna trasmittente
“La mia creazione”

B. Alchimia in azione

La campana tibetana
Il Respiro
Acknowledge
La natura
C. Pronto Soccorso

A chi stai dando il Potere?
Frase di Potere
Ridicolizzare
“Esci da questo corpo!”
L’arresa
La gratitudine
De-siderare
Come chiedere
Il Tuo Potere e gli altri

Potere e autenticità
Potere e relazione di coppia
Potere e libertà
Ego e gli altri
Potere collettivo
Potere e preghiera
Il Respiro con gli altri
Fare l’amore respirando insieme
Connettersi a distanza
Il piano di Dio
L’abbraccio sacro
Il Tuo Potere per gli altri

Compassione che trasforma
Ahimsa, la “non violenza”
“Chiamami con i miei veri nomi”
“Preghiera semplice di San Francesco”
Parte quarta - Il Tuo Potere in pratica

La pratica

Quando praticare
La mia firma nell’Universo
La Prima nota
Pratica e malattia
Gioia della pratica
Ispirazione e pratica
Contesto e compagni di Cammino
Conta quello che Siamo
Comprensione per Te
Conclusione

Il mio augurio per Te
Grazie a…

Bibliografia

I percorsi con Miranda Sorgente

Miranda Sorgente


Miranda Sorgente
Riprendi il Tuo Potere - Libro >> http://goo.gl/S4qdzW
Smetti di lasciare alle circostanze e agli altri il potere di renderti felice