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martedì 12 dicembre 2023

Cunicoli spazio-temporali attraversabili dall'uomo!


Cunicoli spazio-temporali attraversabili dall'uomo!

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/3Zcu1zH  

In fisica, il cunicolo spazio-temporale, chiamato anche wormhole, è una costruzione teorica la cui struttura può essere descritta come quella di un tunnel che collega due punti dello spazio-tempo.

Redazione - Scienza e Conoscenza - 11/12/2023

È composto da una copia di due buchi, uno nero e uno bianco, situati su due diversi fogli spazio-temporali e collegati tra loro da un tunnel. In conformità con gli scenari proposti da alcuni fisici teorici, dal buco nero, appena superato l’orizzonte degli eventi, la materia entra nel cunicolo e dopo aver realizzato un viaggio inter-dimensionale in un tempo finito, il buco bianco la fa fuoriuscire da un’altra parte dell’universo. Juan Maldacena, professore di fisica teorica dell’Institute of Advanced Study e Alexey Milekhin, studente laureato in astrofisica alla Princeton University, hanno immaginato un modello di cunicolo spazio-temporale a cinque dimensioni, teoricamente attraversabile dall’essere umano. Lo studio intitolato Humanly Traversable Wormholes è stato pubblicato nel sito della Cornell University nel 2020 (https://arxiv.org/abs/2008.06618).

Secondo i due fisici, l’esistenza dei cunicoli spazio-temporali attraversabili è collegata all’esistenza dell’energia negativa, che per la fisica classica è una cosa inesistente, ma che viene usata come concetto teorico nel contesto della fisica quantistica. Le teorie di Einstein prevedono che qualunque oggetto entrato in un buco nero non potrà mai più uscire, insieme all’intera informazione che lo riguarda. Stephen Hawking contestò in parte questa idea ancora negli anni 70 e rimase fermo sul fatto che nel nostro universo l’informazione non può essere del tutto cancellata e persa per sempre. Ciò significa che l’informazione quantistica, in qualche modo, si deve conservare. Negli anni ‘90 il fisico canadese Don Page, studente di dottorato di Stephen Hawking, specializzato in cosmologia quantistica, suggerì che, quando un oggetto cade nel buco nero, l’informazione che lo riguarda non viene del tutto persa perché aumenta il livello dell’entropia.

Ultimamente molti fisici credono che la sua teoria sia corretta.

La rappresentazione mentale dell’universo esposta nel libro Amen la Nuova Umanità: Una Teoria del Tutto suggerisce che nella crescita dell’universo ogni passaggio di stato da una dimensione inferiore a una superiore avviene attraverso una singolarità, iniziata con un’implosione e seguita da una discesa della materia, dell’energia e dell’informazione attraverso il proprio cunicolo spazio-temporale, che è una struttura o scheletro interno di ogni costruzione materiale o modulo esistenziale naturalmente creato. Soltanto attraverso i moduli esistenziali stabili (chiamati qui ordini di generazione), che hanno il circuito spazio-temporale completo (è stato unificato l’inizio con la fine) si può arrivare nel punto di partenza (il buco bianco di uscita si sovrappone al buco nero di entrata), aggiungendosi così una nuova dimensione.

Gesù disse: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo”. (Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10))

 Il Campo Cristo è un cunicolo spazio-temporale con una porta di entrata e una di uscita, attraverso il quale l’essere umano può attraversare la morte e realizzare il personale trasferimento in una nuova zona di coscienza, che caratterizza il prossimo anello di crescita dell’universo, l’Essere Amen. Questo è il salto quantico che l’essere umano è capace di realizzare e attraverso il quale si può trasferire nella Quinta Dimensione (vedi il Glossario sul sito www.sandachira.com).

Amen - La Nuova Umanità — Libro >> https://bit.ly/3Zcu1zH
Una teoria del Tutto
Elena Sanda Chira
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amen-la-nuova-umanita-libro.php?pn=1567



giovedì 9 settembre 2021

I domini di vuoto


I domini di vuoto

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/2U9EjDF

Scopriamo insieme perchè non tutte le strane luci sono UFO!

Redazione - Scienza e Conoscenza - 08/09/2021

A cura della redazione - Collana di libri Scienza e Conoscenza

Avvistamenti di strani fenomeni luminosi

Al confine fra Russia e Cina, nel lontano sistema montuoso siberiano dell’Altaj, si verificano regolarmente avvistamenti di strani fenomeni luminosi che talvolta compiono in cielo spericolati movimenti. I soldati di frontiera sono ormai talmente abituati a tali fenomeni, da non entrare più in stato di allerta.

I fascicoli dei soldati di confine russo sono pieni di rapporti di avvistamenti di questo tipo, però non hanno tempo e preparazione per occuparsi delle possibili spiegazioni scientifiche delle luci, finché non è relativamente sicuro che non si tratti di un missile cinese o qualche altra minaccia.

Dopo ripetute apparizioni di questi falsi allarmi, gli ufficiali hanno conferito l’incarico di studiare scientificamente questi fenomeni al professor Vjatscheslav L. Djatlov, un vecchio matematico dell’Istituto di Matematica di Sobolev, della sezione siberiana dell’Accademia delle Scienze di Novosibirsk.

Insieme al suo collaboratore Alexej N. Dmitrijev, Djatlov ha esaminato il materiale esistente e ha poi cercato di elaborare un modello teorico di spiegazione. Nel corso di questo lavoro, dopo molti calcoli, sono giunti alla loro rivoluzionaria teoria sul fenomeno dei domini di vuoto.

La teoria dei domini di vuoto

Alla base di questa teoria c’è l’accettazione dell’esistenza di masse negative. Questa idea è stata loro suggerita dalla fluttuazione quantistica del vuoto, di cui si erano già occupati e che li ha portati alla conclusione che il vuoto debba avere una determinata massa, vale a dire che debba essere visto come un mezzo materiale.

Al giorno d’oggi, gli scienziati trovano relativamente sgradevole questa idea, perlomeno da quando la vecchia teoria di un “etere” che pervade spazio e tempo è stata sostituita dalle più recenti idee dei campi magnetici nel vuoto di Einstein e Lorentz.

Già da 60 anni circa, i fisici discutono animatamente se nell’universo possano esserci delle masse negative. All’epoca, il fisico quantistico Paul Dirac aveva formulato le famose equazioni con cui aveva posto sulla stessa base la fisica quantistica e la teoria della relatività, preannunciando così per la prima volta nel 1931 l’esistenza dell’antimateria.

Questo non ha ancora nulla a che fare con la massa negativa, dato che l’antimateria costituisce l’antipolo elettrico della materia comune. Le celebri equazioni di Dirac hanno tuttavia la caratteristica di funzionare ancora anche se vi si inseriscono delle particelle con massa negativa. Però, come questo tipo di materia non è mai stato osservata, questa idea non è stata approfondita seriamente a livello scientifico.

Nel 1998 al telescopio Hubble è riuscita un’osservazione sensazionale che ha messo fine per sempre alla controversia sull’esistenza o meno di masse negative o di una forza antigravitazionale repulsiva.

Gli scienziati non riuscivano a credere ai loro occhi: le riprese del telescopio aprivano il loro sguardo su lontane galassie che sembravano più lontane dei confini dell’universo. Per spiegare le riprese di Hubble, gli astrofisici hanno due sole alternative:

1. la teoria complessiva del big bang non funziona;

2. c’è davvero una costante cosmologica, cioè una forza antigravitazionale debole che esercita un’azione repulsiva fra i corpi celesti. Questa forza permetterebbe alle galassie di allontanarsi fra loro ancora più velocemente di quanto si è pensato.

La forza di gravità non è stabile?

Dato che la teoria del big bang concorda decisamente bene con i risultati di osservazioni, nessuno vorrebbe abbandonarla, ragione per cui, la maggior parte degli astrofisici si è messa d’accordo per adottare la seconda alternativa. Questo significa che l’universo continuerà ad espandersi per l’eternità e che la forza di gravità presenta delle instabilità.

Dmitrijev e Djatlov si trovano quindi sul terreno della scienza accettata quando ipotizzano l’esistenza della massa negativa nel cosmo. Essi hanno avuto il buonsenso di presupporre un equilibrio fra queste e le rimanenti masse positive del vuoto, dal momento che nel complesso un vuoto non avrebbe massa misurabile, o la massa dovrebbe essere uguale a zero.

I due scienziati russi hanno verificato tutto minuziosamente. Ma il risultato è stato sensazionale: nelle zone di vuoto in cui si crea uno squilibrio fra masse positive e negative – una zona di questo tipo viene chiamata dai due scienziati russi dominio di vuoto – improvvisamente le forze della natura note, come l’elettricità e la gravitazione, sono collegate tra loro.

Questo significa che all’interno di un dominio di vuoto la gravitazione può trasformarsi in elettricità e viceversa.

Sembra utopico, ma deriva chiaramente dalle equazioni conosciute e accettate dalla fisica classica!

Come Dmitrijev e Djatlov hanno scoperto in seguito, nell’universo può effettivamente prodursi un dominio di vuoto a causa di un aumento dell’attività solare.

Se nella sua orbita intorno al sole la terra incrocia una zona di questo tipo, questo dominio di vuoto finisce ovviamente nell’area della forza di gravità. Nell’interfaccia fra l’atmosfera terrestre e il dominio di vuoto la gravitazione dà allora origine a un forte campo elettrico che porta a fenomeni luminosi nell’atmosfera, cosiddetti energofori, chiamati anche fulmini globulari.

I due scienziati russi hanno inoltre scoperto che anche delle marcate linee di faglia nella crosta terrestre possono contribuire alla formazione dei domini di vuoto.

I fenomeni luminosi possono perfino avere la caratteristica di apparire su schermi radar, pur non essendo fatti di materia solida.

Emettono frequenze elettromagnetiche nel campo E.L.F., quindi nel campo di onde lunghissime al di sotto dei 10 Hz, prodotte anche dal cervello umano.

Estratto dal libro Ipercoscienza e pubblicato sulla rivista Scienza e Conoscenza n.77

Scienza e Conoscenza n. 77 - Luglio-Settembre 2021 - Rivista >> https://bit.ly/2U9EjDF

Nuove scienze, Medicina Integrata

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