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lunedì 30 luglio 2018

Tiroide e alimentazione: prevenzione e cura




Tiroide e alimentazione: prevenzione e cura

Alimentazione e Salute

Qual è il ruolo dell'alimentazione nella genesi delle patologie della tiroide? Quello che mangiamo quanto incide nella gestione di questi disturbi? Ne parliamo con la dottoressa Simone Grazioli Schagerl, autrice del libro Cibo per la Tiroide

Redazione Scienza e Conoscenza - 28/07/2018

I disturbi legati alla tiroide sono aumentati a livello mondiale e sono decisamente più frequenti nelle donne. Ma quali solo le patologie della tiroide? Qual è il loro legame con l’alimentazione, lo stile di vita e altre patologie oggi molto diffuse come l’infiammatoria cronica subacuta e la sindrome metabolica? Per parlare di tiroide e alimentazione ma soprattutto per prenderci cura della nostra salute a trecentosessanta gradi abbiamo intervistato la biologa nutrizionista Simone Grazioli Schagerl.

Prevenire e curare i disturbi della tiroide a tavola: quali sono gli alimenti o i nutrienti da preferire per la salute della tiroide?

La tiroide necessita di micronutrienti specifici per svolgere correttamente le sue funzioni. Gli ormoni tiroidei sono difatti fabbricati a partire da sostanze introdotte nell’organismo attraverso la dieta. Ad esempio gli alimenti ricchi in tirosina, iodio e selenio in primis, forniscono i mattoni base per la produzione dell’ormone tiroideo. Con il cibo possiamo inoltre contrastare l’infiammazione che accompagna tipicamente i disturbi della tiroide. Però chi ha problemi alla tiroide dovrebbe sempre valutare il proprio caso personale. Con la ridotta funzione tiroidea è utile limitare il consumo della soia non fermentata e derivati, così come delle Brassicacee. Anche la quantità di grassi e di calcio è da contenere, perché rallentano la velocità dell’ossidazione cellulare.
Per le persone tendenti all’ipertiroidismo vale evidentemente il contrario: possono sfruttare degli alimenti antagonisti della tiroide per smorzare l’eccessiva attività tiroidea, ma devono evitare i cibi che stimolano la ghiandola. Chi tende all’autoimmunità e all'infiammazione fa bene stare alla larga dai cibi a cui è intollerante o che irritano il sistema immunitario.

Sull’alimentazione oggi si dice tutto e il contrario di tutto: la lista dei cibi da evitare si allunga e spesso si associa a diete e stili alimentari fai da te, che possono fare più danno che altro. Quali sono i suoi suggerimenti per una dieta veramente personalizzata e che svolga una buona funzione di prevenzione primaria generale?

L’umanità si è da sempre nutrita in modo variato. Le faccio alcuni esempi che faranno sicuramente rabbrividire i nutrizionisti: i Kitavan in Melanesia ottengono il 70% delle calorie dai carboidrati. I Masai in Africa si nutrono quasi esclusivamente di carne, latte e sangue. I Tokelau, Pukapuka, Manihiki in Nuova Zelanda ottengono il 60 % delle calorie dall’olio di cocco, ricco in grassi saturi, inoltre mangiano pesce e frutta. Eppure loro stanno bene nutrendosi così! Sono sani, snelli e non soffrono di malattie cronico degenerative – almeno finché non adottano lo stile di vita occidentale.

Le combinazioni alimentari salutari possono difatti differire parecchio, ma sono sempre il risultato di un particolare contesto ecologico, culturale e storico, smussato dal tempo, dall’esperienza umana e dalle necessità. Così era anche per noi occidentali. Purtroppo con l’industrializzazione non solo sono cambiate l’alimentazione e il modo di produrre il cibo, ma è contemporaneamente avvenuta un’inflazione generale dei valori e dell’identità culturale legati al cibo. Di conseguenza molti di noi si sentono “persi” e sono pronti a seguire gli stili alimentari più disparati. È senz’altro importante mangiare il più genuino possibile, ma ricordiamoci anche delle nostre radici e del fatto che ognuno di noi ha esigenze diverse. Una dieta mediterranea ricca in ortaggi è senza dubbio salutare, però non dimentichiamo che abbonda pure in carboidrati – è perfetta per chi lavora nei campi e cammina a piedi. Oltre all’alimentazione dobbiamo pensare allo stile di vita: noi ci muoviamo sufficientemente? Che impatto ha lo stress sulla nostra salute? I fattori da prendere in considerazione sono dunque molteplici: uno stile di vita equilibrato a trecentosessanta gradi potrebbe essere garanzia di salute e farci evitare patologie sempre più diffusi, come quelle legate alla tiroide o la sindrome metabolica, piaga contemporanea caratterizzata da sovrappeso, diabete e problemi cardiovascolari.

Scienza e Conoscenza n. 65 - Luglio-Settembre 2018 >> https://goo.gl/oH72LH
Nuove Scienze, Medicina non Convenzionale, Coscienza

venerdì 29 luglio 2016

Fermare piu' di 100 Malattie si puo'!




Fermare piu' di 100 Malattie si puo'!

Il Metodo Seignalet: l'alimentazione che cura

di Jean-Marie Magnien



La scienza ha dimostrato che l'alimentazione è in grado di prevenire numerose malattie.. ma le ultime scoperte attestano che una corretta alimentazione è in grado di fermare le malattie in corso! Scopri come con questo libro.

Se esistesse una dieta in grado di mettere a tacere i sintomi di una patologia che vi affligge da anni, sareste disposti a provarla? Conoscete il significato di "nutriterapia"? Siete consapevoli dell'enorme impatto che ha l'alimentazione ha sul vostro sistema immunitario?

Il Dottor Segnailet ha dedicato una vita di studi a questi argomenti, apportando innovative scoperte alla medicina del XXI secolo.

Il Dottor Magnien, medico e biologo, decide di seguire lo stesso percorso e applicare queste nuove conoscenze ai suoi pazienti, con risultati strabilianti: in questo libro ha raccolto i suoi casi clinici ed esposto l'applicazioni pratica del metodo, così da permetterne l'utilizzo a chiunque voglia provare una via diversa e sperimentale verso il miglioramento della propria vita.


Leggi un estratto dal libro di Jean Marie Magnien "Fermare più di 100 Malattie si può!" e scopri il Metodo Seignalet

Introduzione - Fermare più di 100 Malattie si può! - Libro di Jean Marie Magnien

Il mio interessamento nei confronti della dieta Seignalet, vale a dire il regime alimentare senza glutine né latticini, è nato da un insieme di circostanze fortuite: alcuni lo considererebbero un caso, altri penserebbero alla Provvidenza.

Il punto di partenza di questa scoperta passa per Marrakech, in Marocco. Nell'aprile del 2003, quando avevo 63 anni, mi sono trovato lì per un congresso farmaceutico tenuto dal prof. Lue Montagnier, futuro Premio Nobel in Medicina per i suoi lavori sul virus dell'immunodeficienza umana (HIV), conosciuto come virus dell'AIDS. L'intervento del prof. Montagnier è durato circa quarantacinque minuti, ma è stato determinante per la mia vita.

Durante il suo discorso il professore spiega che sta portando avanti due studi clinici sull'AIDS, uno in Francia e uno nell'Africa Subsahariana. La particolarità di questi studi consiste nel fatto che i pazienti colpiti dal virus dell'AIDS, tutti sotto terapia triplice (una combinazione di tre farmaci antivirali), sono stati divisi in due gruppi sia in Francia che in Africa. Un gruppo è stato trattato solo con la triplice terapia, mentre all'altro venivano somministrate anche vitamine, minerali e oli ricchi di Omega 3 e Omega 6.1 risultati mi hanno fatto ben sperare, oltre ad avermi fortemente colpito. In effetti, dopo solo qualche mese si registra una differenza di carica virale tra i due gruppi del 30-40%: il gruppo che ha assunto vitamine, minerali e oli contenenti grassi Omega 3 ha registrato una diminuzione della carica virale del 30-40% in confronto all'altro gruppo di pazienti trattati solo con la terapia triplice.

Ricordo ancora perfettamente il momento in cui qualcosa è scattato nella mia testa, ho pensato: «Non è possibile!». Ma la testimonianza del professor Lue Montagnier è stata apologetica, degna di fede. Perciò ci ho voluto credere.

Rientrato in Francia ho subito aggiornato le mie nozioni di biochimica, chimica e fisica atomica. Ho la fortuna di avere una buona formazione di base come farmacista, ma anche grazie al tirocinio in biologia all'ospedale di Lione (vedi riquadro).

Il mio percorso da biologo

A 25 anni, nel 1965, sono stato assegnato al reparto del professor Jules Traeger, nel reparto delle malattie renali. Nel giro di due anni ho iniziato a partecipare attivamente ai primi trapianti di reni effettuati a Lione. Il mio lavoro consisteva nel controllare ripetutamente la qualità delle analisi biochimiche dei trapiantati, eseguite sotto la supervisione del laboratorio di biochimica del professor René Malein, giovane aggregato all'ospedale di Antiquaille, sotto le colline di Fourvière. Nel 1967 sono stato nominato assistente di biologia del professor André Badinand, al laboratorio centrale di biochimica all'ospedale Edourd-Herriot (chiamato Grange Blanche). A quell'epoca l'ospedale aveva circa 2500 letti, uno dei più grandi d'Europa.

Da lì ho continuato la mia carriera di biologo come capo reparto all'ospedale di Semur-en-Auxois (piccola città della Borgogna) fino al 1972, anno in cui mi è stato chiesto di costruire da zero il laboratorio polivalente di analisi mediche che ho poi aperto il primo gennaio 1973. Un laboratorio polivalente si occupa di biochimica, ematologia, immunologia, batteriologia, parassitologia. Ho ricoperto questo ruolo per dodici anni. Questa esperienza mi ha aiutato a comprendere meglio una scienza fondamentale per la mia ricerca, la nutriterapia, le cui basi scientifiche sono state definite dal dottor Jean-Paul Curtay, presidente della Società di Medicina Nutrizionale Francese e membro dell'Accademia delle Scienze di New York.

Nello stesso periodo mi è capitato tra le mani un libro che sarebbe poi diventato la fonte del mio interesse più profondo, «L'Alimentazione ovvero la terza medicina», del biologo Jean Seignalet, direttore del laboratorio all'ospedale di Montpellier per le analisi sulla compatibilità dei tessuti del donatore di organi con quelli del destinatario del trapianto. Immediatamente ho abbracciato la sua teoria che giustifica all'incirca un centinaio di patologie. È basato tutto sull'immunologia, vale a dire sui comportamenti dei globuli bianchi: linfociti, macrofagi, polimorfo-nucleati e altre cellule che intervengono nelle difese immunitarie. La mia fiducia deriva dall'esperienza che ho vissuto a Lione, nella squadra multidisciplinare con cui ho partecipato ai primi trapianti renali.

Ho sempre pensato che per farsi strada nella vita sia necessario innanzitutto essere disposti a credere, poi filtrare le informazioni e infine verificarle con degli esperimenti.

L'esperienza dà la conoscenza. Il resto non è che informazione.
Albert Einstein

Per andare avanti, però, mi serviva approfondire le mie conoscenze in campo di dietetica (l'alimentazione) e nutriterapia (gli integratori alimentari), quindi ho intrapreso gli studi fino a conseguire un diploma universitario a Besancon nel 2005. Il percorso formativo era buono ma insufficiente, tenuto conto dei miei obiettivi (80 ore in due settimane). Avevo la sensazione di essere sottoposto a un lavaggio del cervello, allora ho deciso di seguire a Bruxelles i corsi tenuti dal dottor Jean-Paul Curtay, organizzati dal Cerden (Centro Europeo di Ricerca per lo Sviluppo e l'Insegnamento della Nutriterapia). Il ciclo formativo durava due anni e consisteva in 120 ore di lezioni di alto livello con l'ausilio di 1500 pagine di dispense.

Nel 2007 Jean-Paul Curtay ha lasciato l'insegnamento dopo 15 anni di carriera, allora ho proseguito i miei studi con il biochimico Marc Brissat, grazie al quale ho deciso di prolungare i corsi di due anni. Per me è stato come vivere un nuovo film con un altro regista: certe scene mi erano sfuggite con Jean Paul Curtay, quindi avevo l'occasione di approfondire nuovamente.

Alla fine di questi quattro anni trascorsi a Bruxelles, mi hanno chiamato (a 70 anni) come professore per trasmettere la mia esperienza su «L'Alimentazione, ovvero la terza medicina» di Jean Seignalet. La mia esperienza derivava dalla cura di circa 2000 pazienti in otto anni, di cui il 50% colpiti dalle patologie descritte da Seignalet.

Questo libro rappresenta la sintesi del mio percorso.

Si basa certamente sulla mia esperienza, ma anche su quella dei miei predecessori. Chi siamo noi senza i nostri antenati?

È esattamente come in biochimica in cui tutte le molecole hanno un precursore. Ad esempio, il precursore del colesterolo è il gruppo chimico degli acetati (CHS - COO) sintetizzato dalle nostre cellule. Il colesterolo è a sua volta precursore della vitamina D, degli ormoni sessuali (estrogeni, testosterone, progesterone), dell'ormone dello stress, il cortisolo, del coenzima Q10 (importante antiossidante). Questa presa di coscienza non può che obbligarci ad essere più modesti e umili.

L'obiettivo di questo libro di divulgazione è quello di aiutare le persone che devono far fronte a un problema di salute e che ricercano delle informazioni provate e non soggette alle pressioni dell'industria farmaceutica o agroalimentare. Il mio scopo non è quello di convincere il lettore, ma di aiutarlo a comprendere i lavori portati avanti dal dottor Jean Seignalet. Il mio desiderio è anche quello di insegnare a seguire correttamente il regime senza glutine né latticini, forte della mia esperienza acquisita in nove anni su 2000 pazienti.

Nella prima parte parlerò delle basi scientifiche del regime Seignalet. Passerò in rassegna le malattie che può placare con questa dieta e illustrerò la mia esperienza di casi clinici significativi.

La seconda parte sarà dedicata alla pratica. Vedremo concretamente in cosa consiste questa dieta senza glutine né latticini e come portarla a buon fine. Vedremo anche perché serve associarvi sistematicamente l'assunzione di integratori alimentari e perché è importante privilegiare la cottura a vapore. Dedico in media due ore al primo colloquio con un nuovo paziente, tempo indispensabile per capire il contesto della malattia e individuare gli indici che possono lasciar pensare che il paziente reagirà positivamente al regime Seignalet. Durante questi colloqui emergono moltissime domande da parte del malato. E a terza parte di questo libro mi permetterà di rispondervi in maniera esaustiva.

Se abolisco i latticini dalla mia dieta, rischio di soffrire di carenza di calcio? Si perde peso col regime Seignalet? Il regime Seignalet può essere una soluzione ai casi di sterilità di una coppia? Può essere seguito senza rischi durante la gravidanza? E dalla donna in menopausa affetta da osteoporosi? Come posso risolvere i problemi di tensioni e crampi muscolari?

Dedico questo libro a Jean Seignalet, morto il 13 luglio 2003, data in cui io prendevo in cura il mio primo paziente che soffriva da ventisette anni di una grave forma di psoriasi a testa, schiena, petto, pancia, braccia e gambe. Dopo aver seguito rigidamente per quattro mesi i consigli di Jean Seignalet, la psoriasi si è ridotta del 98%.


 Indice

Prefazione

Introduzione

Capitolo 1: la situazione attuale
Capitolo 2: l'evoluzione dell'alimentazione dal neolitico al giorni nostri

Parte I: Le malattie che possono essere indotte in remissione.

Procedimenti e casi clinici
Capitolo 3: la dieta Seignalet. Un ritorno alle origini
Capitolo 4: come il nostro corpo si difende dagli «intrusi»
Capitolo 5: l'intestino tenue. Crocevia di malattie
Capitolo b: le malattie che possono essere placate

Parte II: Il regime Seignalet in pratica

Capitolo 7: la dieta senza glutine e senza latticini
Capitolo 8: i complementi alimentari
Capitolo 9: la cottura degli alimenti

Parte III: Le risposte alle vostre domande

Capitolo 10: come perdere peso senza perdere la salute
Capitolo 11: l'infertilità di coppia e la pista Seignalet
Capitolo 12: la dieta Seignalet è compatibile con la maternità?
Capitolo 13: la dieta Seignalet è controindicata in caso di osteoporosi?
Capitolo 14: le altre risposte alle vostre domande

I libri e i siti consigliati

Ringraziamenti


Fermare più di 100 Malattie si può! - Libro >> http://goo.gl/fULPzo
Il Metodo Seignalet: l'alimentazione che cura
Jean-Marie Magnien


martedì 28 giugno 2016

Cura i Tuoi Denti in Modo Naturale




Cura i Tuoi Denti in Modo Naturale

Guida completa alla salute di denti e gengive: l'igiene orale in 8 mosse, la verità su dentifrici, spazzolini e collutori, gli alimenti che nutrono e rinforzano i denti

di Nadine Artemis



Il primo libro sulle cure naturali dei denti, per rendere il paziente indipendente per la cura e la prevenzione!

Anche se ci spazzoliamo i denti, usiamo il filo interdentale e andiamo dal dentista ogni sei mesi, ci ritroviamo ugualmente con i denti cariati. Magari dobbiamo perfino sottoporci a cure canalari, estrazioni e altre procedure invasive. Per quale motivo?

La medicina e l’odontoiatria occidentale trattano i sintomi invece delle cause degli squilibri dell’organismo. Questo sistema di cura genera una spirale incessante di visite dal dentista, medicine da prendere, interventi chirurgici, ablazione del tartaro, ponti, corone e otturazioni che mai mettono in discussione o risolvono i fattori fondamentali di quello squilibrio.

Quindi, che fare? È possibile non andare dal dentista senza però ignorare i vostri denti.

Potete evitare il dentista, non perché avete paura di andarci, ma perché avete le idee molto chiare sulla vostra igiene orale e non avete nemmeno un dente cariato. Tutto ciò che vi serve è apprendere qualche nuova abitudine e un nuovo schema di manutenzione quotidiana basato su poche semplici procedure casalinghe.

In questo libro l’autrice spiega come mettere a punto nuove strategie per avere cura della vostra bocca ed eliminare le vecchie abitudini, in modo da rendere più forti e sani denti, gengive, smalto e saliva.

Partendo dall'osservazione della bocca, delle nostre abitudini alimentari, fino ad arrivare alle protesi e agli apparecchi ortodontici, Nadine Artemis ci propone consigli di alimentazione e un nuovo schema di igiene orale quotidiana, basato su 8 semplici e veloci mosse che preserveranno e miglioreranno la salute di denti, gengive, smalto e saliva.

Numerose informazioni sulla salute e cura dei denti dei bambini e sui preparati vegetali che possiamo utilizzare arricchiscono questo pratico volume.

Con la prefazione di Victor Zeines, chirurgo odontoiatra.


Leggi un estratto dal libro di Nadine Artemis "Cura i Tuoi Denti in Modo Naturale"

Introduzione - Cura i Tuoi Denti in Modo Naturale  - Libro di Nadine Artemis

Se come me siete cresciuti nella cultura contemporanea nordamericana, fin da bambini vi sarete sentiti ripetere quanto sia importante lavarsi i denti e andare dal dentista per un controllo ogni sei mesi. I vostri genitori (si spera) vi hanno mostrato come spazzolarvi i denti in modo corretto e, se sono stati molto scrupolosi, forse vi hanno insegnato anche come usare il filo interdentale. Arrivati all'adolescenza, ormai pratici delle procedure, potreste esservi ritrovati lo stesso con qualche carie o con altri problemi dentali, a maggior ragione se avete seguito la dieta tipo di un adolescente.

Ciò che ho scoperto nella mia ricerca su come prenderci cura da soli dei nostri denti – essere portatori di denti è un argomento che suscita in me molto interesse – è che l’impostazione che abbiamo ricevuto da bambini non era destinata al successo per un motivo molto semplice: i nostri genitori, e perfino i nostri dentisti, non avevano una preparazione adeguata sulla cura di denti e gengive e su come essi debbano essere nutriti.

Anche se ci siamo spazzolati i denti, abbiamo usato il filo interdentale e siamo andati dal dentista ogni sei mesi come prescritto, ci siamo ritrovati ugualmente con i denti cariati. Magari abbiamo dovuto perfino sottoporci a cure canalari, estrazioni e altre procedure invasive. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, ma non conoscevamo tutta la storia.

Una volta adulti, quando non sono stati più i vostri genitori a portarvi dal dentista, probabilmente avete accampato scuse per evitare di sedervi su quella sedia. L’ho fatto anch'io; ignorare che cosa mi capitava in bocca sembrava la scelta migliore. Forse avevo una forma istintiva di ribellione nei confronti degli apparecchi ortodontici, un sottile rifiuto olfattivo per gli eteri antisettici e un rifiuto orale per lo strano gusto del fluoro, del metallo e della resina espansa. Tuttavia, senza alcuna saggezza a sostegno della mia ribellione, l'evitamento ha generato un’entropia orale, cosa che ha reso inevitabile una visita dal dentista.

Sono anche cresciuta con la convinzione che le persone abbiano bisogno del medico per prendersi cura del corpo e del dentista per prendersi cura della bocca. Così, come molti altri, ho creduto che la bocca fosse separata dal resto del corpo. Diventando consapevole di questa curiosa “disconnessione” tra ciò che pensiamo della bocca e del corpo, fui colpita dal modo in cui la medicina e l’odontoiatria occidentale trattano i sintomi invece delle cause degli squilibri dell’organismo. Questo sistema sintomatico di cura genera una spirale incessante di appuntamenti, medicinali, interventi chirurgici, ablazione del tartaro, ponti, corone e otturazioni che non mettono mai in discussione né risolvono i fattori fondamentali di quello squilibrio.

Curare la carie invece di correggerne le cause può spiegare la statistica secondo la quale il 90% dei sessantenni ha il 63% dei denti mancanti, otturati o cariati.

Fortunatamente ho avuto un’illuminazione e mi sono liberata di questa scissione – così profondamente integrata nella nostra cultura – tra bocca e corpo. Ho cominciato a capire e a sentire l’intrinseco e innato desiderio del corpo di ricalibrarsi e rigenerarsi, e sapevo che questo desiderio doveva comprendere i denti.

Forse avete già una buona idea di cosa funziona in materia di cure dentali. Magari vi siete già fatti rimuovere le otturazioni in amalgama, conoscete i rischi connessi al fluoro e avete una passione per il filo interdentale.

Buoni ambasciatori dell’autosufficienza nell'igiene orale, avete un’idea precisa del valore di ogni singolo dente e vi stupite se il dentista vi segnala che le vostre gengive si stanno ritirando o di aver scoperto una carie. Quindi, che fare? Potete stare alla larga dal dentista senza però ignorare i vostri denti. Potete evitare il suo studio non perché avete paura di andarci, ma perché avete le idee molto chiare sulla vostra ecologia orale e non avete nemmeno un dente cariato.

Tutto ciò che vi serve è un briciolo di saggezza in più, mantenere i denti forti e belli e risparmiare loro qualche stress. Si tratta semplicemente di apprendere qualche nuova abitudine e un nuovo schema di manutenzione quotidiana basato su poche semplici procedure casalinghe del quale il dentista che avevate quando eravate piccoli non sapeva assolutamente niente.

Nelle pagine che seguono vi darò istruzioni precise su come mettere a punto nuove strategie per avere cura della vostra bocca ed eliminare le vecchie abitudini, in modo da rendere più forti e sani denti, gengive, saliva e smalto. Vi porterò a fare una visita guidata alla vostra bocca, perché possiate familiarizzare con la complessa relazione tra i fattori interni ed esterni che ne influenzano la salute. Scoprirete cos'è una sana ecologia orale e come liberarvi di eventuali carie con misure pratiche volte a nutrire i denti e a fare del bene a tutto l’organismo. Mettendo in pratica questa ritrovata saggezza, comincerete a sentire la saliva che rigenera lo smalto dei vostri denti, i solchi gengivali che si rinforzano intorno a ciascun dente e a risvegliarvi la mattina con l’alito fresco, pronti a baciare il nuovo giorno.

Anche se di tanto in tanto tornerete a trovare il vostro dentista, questo libro vi aiuterà a prendere decisioni informate per la salute a lungo termine di tutta la bocca.


Leggi un estratto dal libro di Nadine Artemis "Cura i Tuoi Denti in Modo Naturale"

Lo spazzolino invisibile

Per prevenire la carie, ci hanno insegnato a lavarci i denti due volte al giorno, a usare il filo interdentale e a fare controlli regolari dal dentista, eppure un numero sbalorditivo di cavità, corone, cure canalari e denti estratti testimonia dolorosamente che nella nostra igiene orale abbiamo omesso qualcosa. Nonostante la pletora di trattamenti al fluoro, di collutori e di promesse sulla salute della bocca, si sono visti più denti cariati nell'ultimo secolo che in quelli che lo hanno preceduto.

La percezione più in voga tra i dentisti e le scuole di odontoiatria è che siano lo zucchero e gli acidi che rimangono a contatto con i denti a “causare” la carie. Quest’idea pervasiva e persistente, detta “teoria acidogena”, è stata assunta come norma al convegno tenuto dall'International Association of Dental Research negli anni Quaranta del secolo scorso. In questo cruciale convegno fu dichiarato ufficialmente che l’erosione prodotta dall'acido è la causa delle cavità dentali, relegando tutte le altre teorie sistemiche presentate al ruolo di ipotesi marginali.

I tempi però stanno cambiando. L’odontoiatria è sul punto di comprendere che una relazione tra la bocca e il metabolismo del resto del corpo c’è. Diversi ricercatori hanno ormai dimostrato le correlazioni esistenti tra la salute orale e quella dell’organismo in generale. Sulla base di quarant'anni di ricerche, il dottor Reinhard Voll, padre dello screening elettrodermico, oggi più noto come “elettroagopuntura secondo Voll”, ha calcolato che l’80% delle malattie avrebbe un collegamento con la carie dentale. Seguendo il suo ragionamento, dal momento che i denti sono interconnessi con ogni organo e ogni ghiandola attraverso il circolo sanguigno, qualunque infezione ospitata dalla bocca non può non influenzare anche la salute in generale.

Occhio alla bocca

Oggi sappiamo che la bocca è una via di accesso al sancta sanctorum dell’organismo – il cervello – e che la salute della prima è strettamente legata a quella del secondo. Nel 1958 un dentista, il dottor Ralph Steinman, ispirato dai rivoluzionari testi di odontoiatria del XIX secolo che ipotizzavano la presenza di una circolazione linfatica all'interno dei denti, cominciò a mettere in discussione la teoria acidogena della carie. Il tema lo affascinava anche per aver fatto personalmente esperienza dell’interconnessione tra i diversi distretti corporei; la sua asma debilitante, infatti, era guarita grazie a una dieta priva di zuccheri e di cibi raffinati. La coerenza tra i testi di odontoiatria e la sua esperienza personale catalizzò la sua presa di posizione nei confronti della teoria acidogena, basata sulla nozione che il dente non sia altro che una protuberanza inerte in un ambiente distruttivo e che ignora completamente la possibilità che i denti siano organi vivi, dotati della capacità di resistere e di rinnovarsi.

Steinman aveva buoni motivi per esplorare l’ipotesi che i denti fossero bagnati internamente da un fluido simile alla linfa con le caratteristiche di un meccanismo fortificato contro le lesioni. Si buttò a capofitto nella sua ricerca, sviluppando una tecnica che gli permise di visualizzare, mediante un marcatore fluorescente, la circolazione del fluido dentinale nei ratti. Seguendo il percorso del marcatore, Steinman riuscì a documentare un’osservazione stupefacente: che i denti sono davvero attivi al loro interno. Il colorante iniettato nello stomaco dei ratti arrivava alla camera pulpare dopo sei minuti e diventava visibile nello smalto nel giro di un’ora. Scoprì così l’esistenza di una costante, seppur microscopica, circolazione di fluido all’interno dei denti, che ha origine nei pressi dell’intestino per poi risalire ed espandersi nei denti. Questo fluido lava il dente dall'interno portando via le tossine e depositandovi i nutrienti destinati alla matrice minerale. Inoltre, tiene alla larga i biofilm microbici che si formano sulla superficie, prevenendo efficacemente la carie dentale e le patologie gengivali. Nella polpa del dente e nello smalto il fluido scorre in senso centrifugo, verso l’esterno e verso l’alto – in modo simile al movimento della linfa negli alberi – per raggiungere infine la superficie dello smalto sotto forma di essudato microscopico. Lì le goccioline infinitesime si fondono insieme, creando una pellicola fluida con funzioni protettive. Se lo smalto si incrina, in quel punto il volume del fluido aumenta, con un comportamento analogo a quello della linfa dell’albero che reagisce a una spaccatura nella corteccia. È un processo bellissimo, intrinsecamente perfetto. Dato che i denti sono strutture vive, in un rapporto dinamico con la mente e con il corpo, possono anche guarire in modo simile alle ossa, creando nuovo tessuto invece di soccombere agli attacchi degli acidi e dei batteri.

In caso di interferenze sul sistema del fluido dentinale, la circolazione all'interno del dente cambia direzione, diventando centripeta e risucchiando i fluidi verso l’interno come una cannuccia. Questo riflusso risucchia i batteri e gli acidi dal cavo orale ai denti. Microbi, batteri, acidi e funghi vengono così trascinati attivamente all'interno del dente, finendo per infiammare la camera pulpare e determinando danno ossidativo e demineralizzazione. A questo punto la carie comincia a farsi strada nello smalto. Quando la circolazione del fluido dentinale funziona a dovere, invece, il fluido deposita minerali e nutrienti destinati alla costante ricostruzione del dente e al mantenimento della sua struttura. Se il meccanismo viene disturbato, gli enzimi della saliva cominciano a digerire la struttura del dente mentre il decadimento del tessuto lascia via libera alla proliferazione dei batteri.

Sorretto dalla sua curiosità, Steinman volle scoprire che cosa attiva il movimento di questo fluido e cosa lo regola. Che cosa promuove il movimento normale e che cosa ne inverte il senso di circolazione? In collaborazione con l’endocrinologo John Leonora si diede alla ricerca delle cause. Nei successivi quarant'anni essi diedero quindi vita a centinaia di studi che furono coronati dal successo; i loro risultati confermarono infatti che la circolazione del fluido all'interno del nucleo centrale dei denti è regolato da un fattore ormonale intrinseco prodotto dall'ipotalamo. Una secrezione endocrina dell’ipotalamo, la parte del sistema endocrino collocata nel centro del cervello, detiene dunque la chiave della resilienza dentale e della regolazione della circolazione della linfa che lo bagna dall'interno. Quando funziona in modo corretto, agisce come uno spazzolino invisibile: previene la carie sistemica, ostacola la penetrazione dei batteri nel dente e neutralizza gli acidi che si depositano sulla sua superficie.

A fare da “interruttore” per l’inversione del senso circolatorio del fluido dentinale è l’ormone parotideo, secreto dalla ghiandola parotide. Ma prima di addentrarci ulteriormente nella funzione di quest’ormone, andiamo a dare un’occhiata all'architettura interna della dentatura, così da poter comprendere quale complessa struttura vivente sia la nostra bocca.


 Indice

Ringraziamenti

Prefazione

Introduzione

Capitolo 1 – Lo spazzolino invisibile

Occhio alla bocca
Capitolo 2 – I denti viventi: una visita guidata

Un giro turistico
Il candore viene da dentro
Le gengive, il maglioncino dolcevita dei denti
Supersaliva
Le cose viste da fuori: i batteri
Le cose viste da dentro: il ritorno dello spazzolino invisibile
L’asse ormonale ipotalamo-parotide
Capitolo 3 – Può essere nocivo in caso di ingestione

La verità su dentifricio, spazzolino e collutorio
Spazzolini da denti
Le gioie del filo interdentale
Abitudini che cambiano
Capitolo 4 – Cappellai matti, dentisti anticonformisti e odontoiatria moderna

Una visita dal dentista nell’anno 2022
Otturazioni: metalli pesanti a volontà
Un porto sicuro per i batteri: denti devitalizzati e alveoli vuoti
Come valutare un potenziale dentista
Come arrivare preparati alla visita
Capitolo 5 – Cibo sintetico, denti sintetici

Nutrire i denti
Indicazioni nutrizionali fondamentali
Vitamine e integratori per la cura di denti e gengive
Capitolo 6 – Bambini e igiene dentale

La bellezza si nutre prima della nascita
La dentizione
Capitolo 7 – Apparecchi ortodontici: heavy metal o armonie di salute?

Che cosa non va nella bocca?
Salvare la faccia
Come cavargli i denti
Prima la faccia
La bellezza vien brucando
Osserva la bocca
Capitolo 8 – Otto mosse per un’efficacissima igiene orale

1 - Lo sciacquo al sale
2 - Pulire la lingua
3 - Spazzolarsi le gengive
4 - Lucidare i denti
5 - Controllo dei margini gengivali
6 - Il filo interdentale
7 - Sciacquo finale
8 - Un extra per le gengive
Le otto mosse in sintesi

Capitolo 9 – I benefici del mondo vegetale

Ciò che mettiamo sulla pelle penetra all’interno
Capitolo 10 – Altri segreti per denti sani e belli

Occlusione: l’allineamento corretto
Organismo alcalino
Gargarismi con Atomidine
Bicarbonato
Esami del sangue
Alito
Argilla
Frizione a secco
Gengive molto infiammate
Piante officinali
Disintossicazione dai metalli pesanti
Omeopatia
Sali di Schüssler
Acqua ossigenata
Sciacqui al cloruro di magnesio
Oil Pulling
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Nadine Artemis

mercoledì 3 febbraio 2016

La Cura del Perdono



La Cura del Perdono

Una nuova via per la felicità

di Daniel Lumera



La Cura del Perdono - Libro

Daniel Lumera è l'ambasciatore di una nuova via per la felicità: il perdono.

Imparare a perdonare se stessi e gli altri, è la via per trovare il benessere psicofisico.

Con la sua "International School of Forgiveness" parla nelle università, nelle scuole, nelle carceri, nelle-aziende, e insegna un percorso di consapevolezza che propone un'idea di perdono diversa da quella a cui siamo abituati, capace di donarci forza e serenità.


Estratto dal libro

Quando una persona vuole sinceramente comprendere cosa sia il perdono la prima cosa che deve fare è dimenticarsi tutto quello che sa, pensa, suppone o gli è stato detto e insegnato su questo argomento.

Perdonare è nel suo significato essenziale il puro atto del donare.
Per donare.

Senza altri perché, senza nessuna logica di opportunità o convenienza o altro desiderio che non sia la liberazione che il donare in questo modo genera.


Introduzione - La Cura del Perdono - Libro di Daniel Lumera

La cura del perdono nasce da una sofferta crisi personale che nel 2005 mi ha investito sconvolgendo salute, relazioni, lavoro, amicizie e ideali. Effimero e inefficace ogni tentativo di uscirne. Poi, quasi all'improvviso, ho scoperto il perdono: un'esperienza che si colloca oltre l'ambito psicoterapeutico, religioso e spirituale, nata e maturata in una dimensione nuova, capace di rivoluzionare il mio essere e la mia vita.

Da quel cambiamento sono scaturite, anni dopo, anche collaborazioni con università, istituzioni sanitarie e la Global University Network for Innovation dell'UNESCO, per integrare il perdono nell'educazione, nella salute e nella gestione dei conflitti.

Il perdono si è rivelato un percorso attraverso il quale alla fine ho compreso che la felicità non dipende da cosa abbiamo o facciamo, ma dalla consapevolezza di ciò che siamo.

Questo itinerario è stato tracciato nel libro in quattro parti - semi, fiori, frutti e nuovi semi -, e in ciascuna di esse ho raccolto storie, testimonianze, dialoghi, riflessioni, aforismi e anche esercizi pratici che riguardano quella che amo definire «cura del perdono».

Il perdono è un modo di essere e di camminare, un processo di realizzazione che appartiene a ogni individuo indipendentemente dal suo credo e ruolo sociale. In genere questa parola fa pensare alla religione o alla psicoterapia.

Nel libro che avete in mano, invece, si parla del perdono come di un valore universale dell'umanità, svincolato da qualsiasi appartenenza che non sia alla vita stessa. Una visione complessiva e al tempo stesso integrata che coinvolge ogni aspetto dell'essere umano, così com'è avvenuto nel mio caso.

Il perdono è un'esperienza forte. Fra tutte le persone che l'hanno condivisa con me, in questi anni di ricerca, ci sono anche degli ex tossicodipendenti. Pure loro, alla fine del percorso, hanno testimoniato che guarigione, gratitudine e amore ritrovati erano emozionalmente più travolgenti delle sensazioni provocate dall'eroina. Immergendomi nelle loro storie e nel vissuto di molte altre persone che si sono avvicinate con scetticismo a questa nuova esperienza e ne sono uscite con fiducia e ottimismo, mi sono ritrovato per qualche attimo ad accarezzare un'utopia: e se il perdono diventasse la «droga» di questo millennio?

Il perdono fa parte di una «nuova educazione» alla consapevolezza e alla felicità; una strategia evolutiva che ha effetti positivi sulla salute, il benessere e la qualità della vita. È una delle abilità personali e sociali necessarie per tutti gli individui, e soprattutto nella formazione dei nuovi leader. Appartiene alle social and life skills basilari di un nuovo modo di «essere umani».

Il processo del perdono è un allenamento neuronale per sviluppare capacità e attitudini fondamentali nella sfera personale, relazionale e sociale: trasformare i problemi in risorse, gestire i conflitti, sviluppare un'empatia matura, esprimere e celebrare una cultura della pace.

Negli ultimi anni, l'attenzione sul perdono è cresciuta a livelli esponenziali, estendendosi dall'ambito della spiritualità e della psicoterapia a quello della scienza e della medicina. Si sono moltiplicati gli studi neuro-scientifici, e qualificate pubblicazioni hanno riconosciuto gli effetti benefici del perdono sul sistema circolatorio, immunitario e nervoso, confermandone l'importanza per la salute e la qualità della vita.

È nata così la scienza del perdono, destinata ad avere un impatto sociale e educativo sempre maggiore e a incidere positivamente sulla vita di ognuno di noi.

Nell'ottica dell'evoluzionismo darwiniano possiamo considerare il perdono un comportamento funzionale alla sopravvivenza della specie, poiché influenza la qualità e la durata delle relazioni interpersonali, aumenta le probabilità di cooperare e di ricevere aiuto: alla lunga, la selezione naturale privilegia le caratteristiche genetiche che favoriscono lo sviluppo della capacità di perdonare.

In un'ottica multidimensionale e olistica, invece, il perdono funziona come un regolatore tra sistema fisiologico, espressione dei geni, sistema cognitivo, emotivo, motivazionale e tutte le azioni e i comportamenti, predisponendo chi lo applica a essere più adatto per la sopravvivenza della specie.

Per la mia ricerca è stato rilevante apprendere che la selezione naturale favorisce gli individui capaci di amare, di provare compassione e di perdonare.

Questo libro è un viaggio dentro il significato più autentico del perdono, attraverso le storie di chi la propria vita l'ha cambiata davvero, di chi ha guarito la sofferenza più profonda, ha imparato ad amare, ha ottenuto successo, ha riscoperto gli affetti.

Saper donare e sapersi donare sono i segreti che permettono ai miracoli di accadere nella nostra vita, strumenti per apprendere come guarire veramente, innanzitutto dall'indifferenza verso la bellezza della vita, e di curare la cecità interiore che rende impossibile coglierla e ammirarla.

Semi, fiori, frutti e nuovi semi sono il simbolo del viaggio di ogni essere umano su questa Terra: la nascita, la crescita, la raccolta, e poi un nuovo inizio.

Il perdono può irrompere nelle coscienze e segnare positivamente l'itinerario esistenziale di ogni uomo, restituendo a ciascun ciclo le sue naturali cadenze.


Semi - Estratto da "La Cura del Perdono" di Daniel Lumera

La potenza del pensiero muta il destino. L'uomo semina un pensiero e raccoglie un'azione; semina un'azione e raccoglie un'abitudine; semina un'abitudine e raccoglie un carattere; semina un carattere e raccoglie un destino. L'uomo costruisce il suo avvenire con il proprio pensare e agire. Egli può cambiarlo, perché ne è il vero padrone.
SIVANANDA

Se avete attraversato territori rocciosi aspri e impervi, avrete certamente notato che, anche nel suolo più duro e improbabile, i semi germogliano e portano la vita. Così è il perdono: i suoi meccanismi sono invisibili e imperscrutabili per chi non sa spingersi oltre le apparenze. I semi sono l'origine, la prima parte di questo libro.

Piantare semi significa predisporsi a coltivare la fiducia nel miracolo della vita. Innaffiarli equivale a nutrire la speranza nella vita fino a farla diventare una certezza.

Promesse e nuvole

«Vuoi che ti perdoni?»
«Sì.»
«Allora prometti.»
«Vuoi che prometta che non lo farò più?»
«No, voglio che tu mi faccia tre solenni promesse.»
«Così mi spaventi. Devo dire sì a scatola chiusa, senza sapere di cosa si tratta?»
«Sì. Questa è la condizione affinché la nostra relazione vada avanti. Accetti?»
«Sì.»
«Prometti di assumerti la totale responsabilità della tua vita?»
«Prometto.»
«Prometti di essere disponibile al cambiamento che verrà, di qualsiasi cambiamento si tratti?»
«Prometto.»
«Prometti di avere il coraggio di osare, scegliendo di vivere la vita che tu senti giusta per te e non quella che gli altri sentono giusta per te?»
«Prometto.»
«Se verrai meno a queste tre promesse, tradirai un patto non con me ma con te stesso.»

Vanno e vengono molte persone nella vita di ognuno di noi, e per qualcuna di loro non potremo fare assolutamente niente. Con alcune l'incontro sarà breve, mentre con altre trascorreremo il resto dell'esistenza. In ogni caso, dovremo ricordare sempre che il nostro destino non ha bisogno della loro approvazione per essere compiuto.

Sono come nuvole: possiamo guardarle passare, assumere infinite forme, allontanarsi e poi svanire all'orizzonte. In questo scorrere ciò che resta di ogni incontro è un dono, che a volte cambia le loro vite e la nostra.

Perdonare è, nel suo significato essenziale, il puro atto del donare. Per donare. Senza ulteriori fini, senza nessuna logica di opportunità o convenienza o altro desiderio che non sia la liberazione che il donare in questo modo genera.

Quando chiedo a qualcuno perché vuole perdonare o essere perdonato, le risposte sono più o meno sempre le stesse: per smettere di soffrire, per levarsi un peso dal cuore, per recuperare una relazione, per liberarsi dal senso di colpa, per essere più buono e giusto, per guarire. Rarissimi i casi in cui la risposta semplicemente è: perdonare.

Perdonare non presuppone l'esistenza di una colpa, non è necessariamente legato alla sofferenza, non equivale a dimenticare o a rimuovere, non è un atto di superiorità intellettuale e non può essere incluso nella lista delle buone azioni dettate dalla morale religiosa o dal senso civico. Errore, vittima, colpevole, giudizio, riparazione, pentimento: chi associa il perdono a questi concetti e lo riconduce a degli stereotipi non ne coglie il vero significato.

Perdonare non rimanda necessariamente a qualcosa di condannabile. Spogliamolo di tutte queste implicazioni in modo da coglierne il valore essenziale, efficace e rivoluzionario, che conduce all'esperienza dell'unità: essere una cosa sola con la vita.

Se una persona vuole sinceramente comprendere cosa sia il perdono, innanzitutto deve dimenticare ciò che sa, pensa, suppone o gli è stato detto e insegnato al riguardo. Deve partire da zero. La mente deve essere sgombra da pregiudizi, dogmi religiosi o dottrine filosofiche: come un foglio bianco sul quale scrivere la più bella storia della propria vita.

Quando ho intrapreso il mio personale percorso nel mondo del perdono, ne ho trovato traccia in culture primitive: tra gli indios brasiliani, nelle Hawaii, sulle Ande, nella filosofia indovedica, nel giudaismo e nel cristianesimo. Ho sperimentato il perdono attraverso pratiche di quattromila anni fa e riscoperto ciò che si è perduto. L'arte del donare è antica quanto il mondo e si è modellata in mille forme, conservandone intimamente il valore originale ed essenziale, come un fiume sotterraneo che scava il suo passaggio nella roccia, ma alla fine emerge e sfocia inesorabilmente in mare.

Comprendere il perdono significa comprendere la vita poiché la vita è un dono e viene data per dono.

È possibile credere che questa concezione del perdono conosca un'ampia diffusione in tempi brevi? Oppure per ora è destinata a pochi cuori? È una sfida che vale la pena affrontare.

Il perdono mi ha insegnato che siamo condannati alla felicità. Dobbiamo solo smettere di resisterle. Non è difficile cogliere e sperimentare gli effetti del perdono sulla salute, il benessere, la qualità della vita, le relazioni e l'evoluzione individuale e collettiva.

La capacità di saper donare inizia dal coraggio di fare tre promesse:

Prometto di assumermi la totale responsabilità della mia vita

La parola «responsabilità» richiama solitamente una sensazione di gravità, di serietà e di ponderosità.

Quando ho chiesto a Matteo, un bambino di sette anni, cosa suscitasse in lui questa parola mi ha risposto: «È qualcosa che ci fa preoccupare. Lo so perché il papà dice che è la persona più responsabile della famiglia, ed è sempre preoccupato».

In inglese il termine è responsibility. Se ci soffermiamo sul suo significato, scopriamo che è una sintesi di ability to respond, cioè la capacità di dare una risposta. Innanzitutto a se stessi. E per dare una risposta a noi stessi dobbiamo far emergere dal nostro profondo le domande e i bisogni interiori più autentici. Perciò prometto di essere responsabile.

Prometto di essere disponibile al cambiamento

In qualsiasi forma si presenti, prometto di accoglierlo. Ogni volta che ci si aggrappa alle esperienze, dolorose o piacevoli, si finisce per soffrire. Così come un grande amore rischia di diventare possesso, un grande dolore senza liberazione causerà ancora più sofferenza.

Essere disponibili al cambiamento significa non avvinghiarsi alle cose, alle persone e alle situazioni, e accogliere positivamente le trasformazioni che nella vita bisogna affrontare.

Prometto di avere il coraggio di osare, scegliendo di vivere la vita che io sento giusta per me e non quella che gli altri sentono giusta per me

Perdonare è imparare ad ascoltare la voce de! nostro spirito e avere il coraggio di seguirla indipendentemente da ciò che le persone pensano, credono o vogliono per noi. Senza paura di deludere, di essere giudicati o di fallire.

Osare significa riconoscere i propri talenti ed essere capaci di esprimerli e realizzarli.


Daniel Lumera
La Cura del Perdono - Libro >> http://goo.gl/1BrSUA
Una nuova via per la felicità


giovedì 22 ottobre 2015

Curare il Diabete Senza Farmaci

Curare il Diabete Senza Farmaci

Un metodo scientifico per aiutare il nostro corpo a prevenire e curare il diabete - Con menu e ricette a cura di Bryanna Clark Grogan

di Neal D. Barnard



Curare il Diabete Senza Farmaci - Libro

Se soffrite di diabete o volete prevenirlo,
ora è tempo di assumerne il controllo, ritornando padroni della vostra vita.

Questo libro spiega come sconfiggere il diabete senza fare ricorso ai farmaci.

Chi soffre di diabete si convince che la propria patologia si verifica all’improvviso e soprattutto che è irreversibile. Per anni, la spiegazione più diffusa in medicina è stata che la produzione di insulina fosse diventata irrimediabilmente disfunzionale.

Come spiega Neal Barnard, il diabete non è più una condizione con cui essere obbligati a vivere, né è destinata a peggiorare lentamente e inevitabilmente. Dopo anni di ricerche, ha scoperto che è possibile ripristinare la funzionalità dell’insulina e sconfiggere il diabete di tipo 2.

Seguendo il suo programma scientificamente provato, si è in grado di controllare il livello di zuccheri nel sangue tre volte più efficacemente rispetto a un regime alimentare standard per i diabetici.

La regolarità quotidiana dei pasti non cambierà, ma andranno preparati secondo la ripartizione dei 4 Nuovi Gruppi di Cibi: verdura, frutta, cereali integrali e legumi.

Il programma del dottor Barnard garantisce:

la diminuzione dell’assunzione dei farmaci per il diabete, o perfino l’eliminazione completa;
la riduzione del rischio di complicazioni;
notevoli benefici per la salute: perdita di peso, abbassamento del colesterolo e della pressione sanguigna.
Oltre a più energia e vigore con cibi deliziosi da gustare in porzioni generose, come quelli delle 60 ricette originali della chef vegana Bryanna Clark Grogan.

Un programma tre volte più efficace, rispetto ad altri analoghi, grazie a un’alimentazione 100% vegetale


Indice

Prefazione all'edizione italiana
La teoria del tappo di gomma di Federico Bellavere

Introduzione
Un nuovo approccio al diabete

PRIMA PARTE - LA SVOLTA!

1. LE NOZIONI FONDAMENTALI SONO CAMBIATE

Come riconoscere il diabete ?
Tipi di diabete
Il nostro destino non è scritto nei geni
Emoglobina A1c
Diete per diabetici
Farmaci e denaro
2. INVERTIRE IL DECORSO DEL DIABETE DI TIPO 2

Un'occhiata dentro al nostro corpo
La nuova dieta per il diabete
Verso la dieta perfetta
Dentro la cellula
Minuscole fornaci che bruciano i grassi
3. LA RIVOLUZIONE NEL DIABETE DI TIPO 1

Verso una dieta ottimale
Una nuova comprensione delle cause del diabete di tipo 1
Testare la teoria latticini-diabete
Mantenersi in salute
SECONDA PARTE - IL PROGRAMMA

4. UN NUOVO MENU FORMIDABILE

1. Elimina i prodotti animali
2. Riduci al minimo l'uso di oli vegetali
3. Prediligi alimenti con un basso indice glicemico
Riempire il serbatoio con il carburante giusto
I primi passi
Nutrizione completa
5. COME INIZIARE

Idee per una colazione salutare
Idee per un pranzo salutare
Idee per una cena salutare
Idee per semplici spuntini
La scelta del menu per la prossima settimana
Alimenti di base da assaggiare e sperimentare
Pronti, partenza....
6. COME TENERE SOTTO CONTROLLO IL PESO IN MODO SANO

Una dieta dimagrante che funziona
Esempi di piatti sani
Alimenti che fanno miracoli
La dieta volumetrica
Cosa devi aspettarti
7. COME CONTROLLARE I PROGRESSI

Test della glicemia
Emoglobina A1c
Fruttosamina
Colesterolo
Tieni sotto controllo la salute dei tuoi reni
Altri esami di laboratorio di routine
Valutazione della dieta
Controlla il peso
Controlla la pressione arteriosa
Controlla l'occhio
Controlla i piedi
Mantieniti in salute
8. UNA DIETA PERFETTA IN UN MONDO IMPERFETTO

Mangiare fuori
In viaggio
Eventi mondani
In ambulatorio
La famiglia: croce e delizia
Buon cibo per tutta la famiglia
Alimenti sani in un mondo malsano
9. INDIVIDUAZIONE E RISOLUZIONE DEI PROBLEMI

Il peso non diminuisce
La glicemia non scende abbastanza velocemente
Fame continua
Resisti alle tentazioni
Problemi digestivi
Trigliceridi alti
Interazione tra verdure e anticoagulanti prescritti dal medico
10. CHE INTEGRATORI ASSUMERE

11. L'IMPORTANZA DELL'ATTIVITÀ FISICA

Tipi di esercizi
Cellule muscolari di tipo I e II
Trova una soluzione adatta a te
Consulta il medico
Si comincia
Non hai nulla da rimproverarti
TERZA PARTE - SALUTE COMPLETA

12. UN CUORE SANO

Meglio non rischiare
Misurare il nemico
Invertire il decorso della cardiopatia
Svegliati: il colesterolo bussa alla porta
Perché non me l'ha mai detto nessuno?
A prova di infarto
Alimenti con effetti speciali
Come tenere sotto controllo il colesterolo passo dopo passo
Il monitoraggio dei progressi
Alzare il colesterolo «buono»
Ridurre i trigliceridi
Un'unica soluzione a molti problemi
13. LA SALUTE DI NERVI, OCCHI E RENI

Nervi sani
Salute degli occhi
Reni sani
Conquistarsi la salute e mantenerla
14. INFORMAZIONI PER MEDICI SPECIALISTI

Il ruolo del medico
Ipoglicemia
Altre risorse
QUARTA PARTE - MENU E RICETTE

7 giorni di pasti salutari
Colazione
Salse, pàté e condimenti
Zuppe
Sandwich e insalate
Piatti principali
Contorni
Dolci e gelati
APPENDICI

1. Farmaci per il diabete
2. Ingredienti che potresti non conoscere
3. Risorse informative

Note
Indice analitico
Indice delle ricette

L'autore
Ringraziamenti


Lettera aperta dell'autore

Una lettera aperta del dott. Neal D. Barnard alle persone diabetiche, ai loro familiari e a tutti quanti potranno evitare di diventarlo.

Caro amico, cara amica

se sei diabetico, sicuramente avrai ricevuto una serie di indicazioni su come mangiare e cosa evitare. Forse avrai consultato un dietologo e ti avranno consigliato di seguire un corso per diabetici. Purtroppo, quasi tutti i pazienti non ricevono il supporto costante necessario per adottare cambiamenti della dieta e, di conseguenza, questi sforzi potrebbero non rivelarsi molto efficaci, anche in presenza delle migliori intenzioni. Spesso, nel lungo periodo, risulta difficile seguire una dieta.

La dieta che ti propongo - e che mi auguro anche tu stia per adottare - non è concepita come semplice misura palliativa del diabete, come le altre. È pensata per contrastare le cause fondamentali della patologia.

Che tu sia affetto da diabete di tipo 2 e che desideri prendere in mano il controllo della tua salute, o che sia malato di diabete di tipo 1 e abbia intenzione di contrastare le limitazioni della vita quotidiana imposte dal diabete, questo programma è stato concepito proprio tenendo presente queste tue esigenze.

Però, l’obiettivo delle nostre ricerche è più vasto. Il programma che ti presentiamo rivoluziona davvero il nostro modo di vedere questa malattia, normalmente considerata inesorabile. Il diabete non è più una patologia con cui devi obbligatoriamente convivere. Non deve necessariamente peggiorare nel tempo. Tutt’altro; se hai il diabete, è giunto il momento di riappropriarti della tua vita.

Non ci piegheremo al volere della malattia. Questo programma invece è stato concepito per aiutarti a comprendere la causa del diabete e come correggerla nel migliore dei modi attraverso i cambiamenti della dieta e dello stile di vita. Se non sei diabetico ma sei un soggetto a rischio, è un programma potente per prevenirne la comparsa.

La malattia scomparirà completamente? Non è possibile prevedere quali risultati potrai ottenere. Riuscirai a ridurre le dosi dei farmaci, eliminarne alcuni o forse tutti, oppure abbassare la glicemia al punto tale che nessuno potrà mai dire che in passato avevi il diabete? Solo con il tempo sarai in grado di rispondere a queste domande, però ti prometto che seguendo il mio programma imparerai tutto quello che devi sapere su come avvalerti del potere del cibo a tuo vantaggio. Il resto della storia lo scriverai tu.

Grazie, e ti auguro di ottenere il meglio da questo programma.

Dott. Neal D. Barnard


Dicono del Libro

«Il dottor Neal Barnard è una delle voci più autorevoli e rappresentative della medicina moderna in America».
Umberto Veronesi
oncologo, direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia

«Neal D. Barnard è l’esperto statunitense di medicina preventiva che negli anni ha maturato prove scientifi che sull’importanza del mangiare bene.»
HuffingtonPost.it

«L’opera di Barnard, realizzata su solide basi scientifiche, rappresenta un’importante svolta per il trattamento e il decorso del diabete. Rivoluzionaria nelle implicazioni e spettacolare per la chiarezza, quest’opera - con un approccio dietetico semplice e accurato - costituisce un forte messaggio di speranza per milioni di persone.»
Hans Diehl
fondatore del Lifestyle Medicine Institute a Loma Linda, California,
e direttore dell’International Nutrition Research Foundation


Neal D. Barnard
Curare il Diabete Senza Farmaci - Libro >> http://goo.gl/XZONPl
Un metodo scientifico per aiutare il nostro corpo a prevenire e curare il diabete - Con menu e ricette a cura di Bryanna Clark Grogan