Visualizzazione post con etichetta scienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scienza. Mostra tutti i post

sabato 3 agosto 2024

Scienza e Pedagogia Quantistica

Alla scoperta dell’invisibile: Scienza e Pedagogia Quantistica

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/4fstMbJ

L’osservazione e la comprensione del mondo naturale sono da sempre al centro delle nostre aspirazioni scientifiche, ma le nuove scoperte continuano a dimostrarci che ciò che vediamo è solo una piccola parte della realtà che ci circonda. Che cos’è dunque la scienza?

Francesca Lanza - 01/08/2024

Massimo Teodorani, nel suo libro Atomo e particelle elementari mette in luce come si sia giunti a riconoscere l’esistenza di una componente invisibile che costituisce una parte più che significativa della realtà.

«Fino alla prima metà del Novecento si riteneva che la quasi totalità della massa dell’universo risiedesse nelle stelle e nelle galassie in cui esse sono contenute. Bastava monitorare l’universo con i telescopi, rilevare la luce dei corpi celesti e dedurre automaticamente

che solo ciò che emette luce è dotato di massa. Poi, proprio da un’attenta analisi delle osservazioni astronomiche ci si è accorti che le cose non stanno affatto in questi termini,

al punto tale che oggigiorno abbiamo un’accurata conferma che i corpi celesti luminosi rappresentano solo il 4% della massa dell’universo».

Che ne è del restante 96%? La maggior parte di ciò che è esistente, è composto da materia ed energia oscura, invisibili ai nostri occhi.

La rivoluzione di Vera Rubin

Negli anni ʼ70, l’astronoma americana Vera Rubin fece una scoperta rivoluzionaria. Studiando la rotazione delle stelle nelle galassie, Rubin osservò che le stelle più lontane dal centro delle galassie ruotavano a velocità anomale, superiori a quelle previste dalle leggi gravitazionali di Keplero e Newton.

Questa discrepanza non poteva essere spiegata se non ipotizzando l’esistenza di una massa non visibile che influenzava gravitazionalmente le stelle. Rubin estese questa osservazione agli ammassi di galassie, dimostrando che la materia visibile non era sufficiente a spiegare i fenomeni osservati. Così, la sua ricerca fornì una delle prime prove concrete dell'esistenza della materia oscura, una sostanza che non emette radiazioni elettromagnetiche e pertanto invisibile agli strumenti astronomici tradizionali ma che condiziona e influenza la manifestazione di tutto ciò che è visibile.

La conferma della materia oscura

L’importanza delle scoperte di Rubin è stata ulteriormente consolidata nel 2019, quando il cosmologo canadese James Peebles ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica per i suoi studi sulla Materia Oscura Fredda (Cold Dark Matter). Peebles ha dimostrato che la materia oscura è una componente dominante dell’universo, fondamentale per la formazione delle grandi strutture cosmiche, come le galassie e gli ammassi di galassie, e quindi anche per la nostra stessa esistenza.

Negli anni recenti, Peebles ha esteso le sue ricerche all’energia oscura, una forma di energia che costituisce i tre quarti dell’intera energia dell’universo e che non è né materia né radiazione. L’energia oscura, indicata con la lettera greca λ (lambda), rappresenta una delle sfide più grandi della fisica contemporanea, con centinaia di ricercatori in tutto il mondo impegnati a svelarne la natura.

La scienza dell’invisibile

La dimostrazione che la maggior parte dell’esistente è invisibile ha profonde implicazioni filosofiche e scientifiche. Come osservava Vittorio Marchi, l’umanità è stata per lungo tempo concentrata sull’osservazione della luce elettromagnetica e della materia ordinaria, tuttavia, la realtà osservabile è molto più vasta di quella che appare ai nostri occhi. Il nostro apparato visivo è limitato a percepire solo determinate lunghezze d’onda, lasciando il resto del cosmo nascosto.

Il fatto che la “realtà esistente” sia fatta per il 4% di massa visibile e per un sorprendente 96% di materia invisibile fa sì che non possiamo più considerare vero solo ciò che vediamo: esiste una dimensione nascosta che sfida la nostra comprensione  e  apre  nuove  frontiere  alla conoscenza umana. La scienza moderna deve trasformarsi in una scienza dell’invisibile, una scienza del risveglio capace di aprire  finestre  di  dialogo  con  quel  mondo invisibile che permea ogni cosa: l’universo  e  noi  stessi,  in  sintonia  con il principio di non dualità delle  antiche  filosofie  orientali,  che  da  sempre  ci  invitano  a  esplorare  l’infinito oltre il visibile.

Oggi, dunque, non è più la religione a farci sapere che Dio è in noi, ma pochi coraggiosi scienziati che si sono occupati e si stanno occupando dell’invisibile attraverso lo studio dell’energia in termini di frequenze e campi elettromagnetici, integrandoli nella realtà umana.

Pedagogia quantistica

É questo il fertile terreno su cui si muove la Pedagogia Quantistica di Daniela Cristina Napoletano ( www.lascienzadelrisveglio.ti) insegnante, pedagogista, autrice tra gli altri anche di Gli Algoritmi di Elia Tropeano. Ciò che può fare la scienza, è rendersi strumento di sostegno per l’uomo nel suo quotidiano. Accostata alla pedagogia può trasformarsi in quella scienza del risveglio, scienza della coscienza di cui hanno sempre parlato gli antichi saggi, uno strumento utile per aiutarci a scoprire davvero chi siamo, imparare a guardarsi da nuove prospettive oltre quelle limitate del nostro corpo fisico.

La pedagogia quantistica è dunque un nuovo paradigma che “educa a se stessi”, ossia aiuta a riconoscere la propria natura umana e divina allo stesso tempo per orientarsi ed allinearsi ad essa nel corso della vita quotidiana. Non si limita all’insegnamento tradizionale, ma incoraggia un approccio olistico all’apprendimento che parla e dialoga con ciò che è invisibile ovvero in primis con il nostro inconscio. Questo metodo riconosce che ogni individuo è un’entità complessa, interconnessa con l’universo in modi che la scienza sta solo iniziando a comprendere. Integra i principi della fisica quantistica, come l’interconnessione e l’indeterminatezza, nel processo educativo, promuovendo la consapevolezza che le nostre percezioni e i nostri pensieri influenzano la realtà che ci circonda.

Questa forma di educazione invita a esplorare le profondità del proprio essere, riconoscendo che la conoscenza di sé è fondamentale per comprendere il mondo esterno. Attraverso pratiche come la meditazione, l’auto-riflessione e l’esplorazione creativa, ognuno di noi può imparare a vedere oltre le apparenze superficiali e a cogliere le interconnessioni tra tutte le forme di vita.

Emozioni e intuizioni diventano strumenti di conoscenza non trascurabili.

In un'epoca in cui la scienza tradizionale si è spesso concentrata esclusivamente sulla ragione e sulla logica, questa nuova prospettiva riconosce che il cuore e la mente devono lavorare insieme per una comprensione completa della realtà.

Questa nuova rivoluzione nell'approccio educativo, invita ciascuno di noi a diventare esploratore dell’invisibile, a sviluppare una comprensione profonda e integrata di se stesso e dell'universo, e a vivere in armonia con le leggi fondamentali della natura. Come la scienza dell’invisibile, la pedagogia quantistica ci spinge a guardare oltre il visibile, a scoprire le infinite possibilità che ci circondano e a vivere con maggiore consapevolezza e pienezza.


L'atomo e le Particelle Elementari — Libro >> https://bit.ly/4fstMbJ

Dalla scienza degli antichi alle superstringhe di oggi - Manuale per studenti e ricercatori

Massimo Teodorani

https://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-atomo-e-le-particelle-elementari.php?pn=1567

 

Gli Algoritmi di Elia Tropeano — Libro

Comunicare con l'inconscio

Daniela Cristina Napoletano

https://www.macrolibrarsi.it/libri/__gli-algoritmi-di-elia-tropeano-libro.php?pn=1567


lunedì 15 aprile 2024

Astrologia e scienza: quale relazione?


Astrologia e scienza: quale relazione oggi?

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/3VY4RFq

Il Tema Natale corrisponde all’immagine del cielo colto nell’attimo della nostra nascita: è la rappresentazione della risonanza tra il macrocosmo e il microcosmo individuale, è un ponte fra la prospettiva terrestre (le Case) e quella stellare (i Segni zodiacali) su cui transitano i Pianeti.

Umberto Carmignani - 14/04/2024

Tratto dal libro Astrologia Archetipica.

Il Tema Natale è una mappa stellare che ci aiuta a orientarci nell’Universo degli eventi, un manuale galattico di istruzioni per comprendere come funzioniamo a livello individuale e collettivo, un vero e proprio stargate, una finestra spalancata sull’universo, un portale che ci mette in connessione con le energie veicolate dalle galassie, dalle stelle, dai pianeti attraverso la loro luce, il loro movimento, la loro presenza fisica ed energetica e ci permette di trascendere la dimensione fisica terrestre per ricongiungerci ai Creatori.

Quando guardiamo il Tema Natale, non stiamo solo “viaggiando” nello spazio, ma stiamo anche “viaggiando nel tempo” ci stiamo connettendo con tutto quello che è accaduto, dentro e fuori di noi, dal momento della nostra nascita a oggi. E, in tutti questi anni, di strada ne abbiamo fatta veramente tanta, considerando che, come abbiamo visto, viaggiamo tutti a una velocità di svariati milioni di chilometri all’ora…

È straordinariamente interessante, semplice e sconvolgente allo stesso tempo, avere a disposizione uno strumento di indagine così perfettamente olistico e sincronico.

Il Tema Natale ovviamente non si occupa della parte visibile e tangibile della realtà, ma di quella invisibile e simbolica: con l’avvento del meccanicismo e della necessità di dimostrare l’esistenza di un nesso tra causa ed effetto, l’astrologia è stata considerata priva di qualunque fondamento e relegata fra le superstizioni.

Negli ultimi decenni, numerose scoperte nel campo della fisica e della psicologia stanno confermando pressoché tutte le conoscenze contenute nell’astrologia, dimostrando che esistono forze che si muovono dentro l’uomo, nella sua dimensione interiore, e forze che lo trascendono, alle quali è collegato, che non implicano necessariamente la causalità.

«Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo Universo: sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una sorta di prigione che ci limita...».

Materia ed energia

Il teorico dei sistemi Ervin László afferma che «è sempre stato difficile trovare un terreno comune tra scienza e spiritualità. Almeno fino a dieci, quindici anni fa, quando la scienza ha cominciato a scoprire che il cosmo non è dominio di pezzettini di materia inconscia che si spostano in uno spazio passivo e vuoto... Ora ha cominciato a riconoscere che questo sistema conserva e porta in sé non soltanto energia, ma anche informazioni… Un cosmo impregnato di coscienza e informazioni, interconnesso e in evoluzione integrale è un cosmo nuovamente spiritualizzato».

G.L. Schroeder lo conferma: «Tutta la materia è energia e a un livello sottostante all’energia c’è l’informazione, una base totalmente immateriale per l’esistenza… Ogni particella, ogni corpo, ogni aspetto dell’esistenza è espressione dell’informazione che attraverso il cervello o la mente interpretiamo come il mondo fisico».

Per spiegare i fenomeni che accadono nell’Universo, gli astrofisici hanno dovuto ammettere la presenza dell’energia oscura e della materia oscura (definite tali perché al momento non disponiamo di strumenti adeguati per comprenderle).

Come scrive Massimo Teodorani: «Fino alla prima metà del Novecento si riteneva che la quasi totalità della massa dell’universo risiedesse nelle stelle e nelle galassie in cui esse sono contenute. Bastava monitorare l’universo con i telescopi, rilevare la luce dei corpi celesti e dedurre, automaticamente, che solo ciò che emette luce è dotato di massa. Poi, proprio da un’accurata analisi delle osservazioni astronomiche ci si è accorti che le cose non stanno così […] I corpi celesti luminosi rappresentano solo il 4% della massa dell’universo».

Vi è, infatti, una materia oscura «avente effetti gravitazionali in molteplici fenomeni astronomici… Non emette alcuna radiazione elettromagnetica e quindi non risulta individuabile dagli strumenti di analisi degli astronomi».

Astrologia Archetipica — Libro >> https://bit.ly/3VY4RFq

La scienza dell'anima

Umberto Carmignani, Simone Bongiovanni

www.macrolibrarsi.it/libri/__astrologia_archetipica.php?pn=1567


lunedì 24 luglio 2023

Che cos’é una teoria scientifica?


Che cos’é una teoria scientifica?

Scienza e Fisica Quantistica

>> http://bit.ly/2YKRKHY

Dal riduzionismo, all’epistemologia biiettiva per superare l’empasse del Modello Standard

Davide Fiscaletti - 22/07/2023

Come evidenzia il premio Nobel 1998 Robert Laughlin nel suo brillante libro Un universo diverso, la natura è regolata sia da principi essenziali, primari (che riguardano i costituenti elementari delle cose) sia da principi organizzativi (che riguardano strutture stabili e complesse composte da tali elementi). Nella storia della scienza esiste da sempre un conflitto tra due concezioni, vale a dire se siano le leggi microscopiche a determinare l’organizzazione, l’ordine che osserviamo nelle cose che ci circondano, oppure se invece vale il viceversa.

Da un punto di vista generale, possiamo dire che per gran parte dell’evoluzione del pensiero scientifico moderno ha prevalso un approccio riduzionistico, secondo cui i vari fenomeni diventerebbero via via più nitidi allorché vengono frazionati in parti e componenti sempre più piccole.

È fuori di dubbio il fatto che il riduzionismo abbia portato notevoli successi, in particolare nella fisica (pensiamo, per esempio, agli sviluppi della fisica atomica, della fisica nucleare, della fisica delle particelle elementari).

Tuttavia, è lecito chiedersi: esiste veramente un livello fondamentale dal quale si può spiegare tutto, usando il formalismo matematico a partire dalle interazioni fondamentali tra i costituenti elementari?

Il reame dei sistemi complessi

Va sottolineato che esistono tutta una serie di sistemi fisici – come i superfluidi e i superconduttori – i quali evidenziano chiaramente come le simmetrie che caratterizzano i costituenti elementari si possano rompere e la materia possa acquisire collettivamente e spontaneamente delle nuove proprietà che non sono presenti nelle sue regole fondamentali. In questi fenomeni il risultato è maggiore della somma degli addendi: nei superconduttori, per esempio, gli elettroni del materiale tendono a muoversi tutti assieme, sotto forma di coppie elettrone-elettrone, chiamate coppie di Cooper, come se fossero un’unica macroentità.

I sistemi in cui si verificano questi fatti costituiscono quella che viene anche chiamata la “terra di mezzo”, o reame, dei sistemi complessi la quale comprende molteplici scale di grandezza. In questo dominio rientrano in pratica tutti i fenomeni che stanno tra la fisica delle particelle e la cosmologia, e quindi per esempio anche gli organismi viventi, i sistemi cognitivi, i sistemi sociali.

Si tratta di un territorio caratterizzato dall’intreccio dei livelli e dall’emergenza di nuove forme organizzative, dove a partire dalle proprietà dei costituenti può essere impossibile dedurre i comportamenti globali del sistema. Nel suo recente illuminante libro Complessità. Un’introduzione semplice, Ignazio Licata sostiene che la terra di mezzo è il posto dove succedono le cose più interessanti per noi, in riferimento alla capacità di produrre conoscenza.

In questi fenomeni si osserva una pluralità di livelli e di comportamenti e questo necessita di ricorrere a più modelli, ciascuno dei quali ci permetterà di cogliere solo un aspetto parziale delle cose, di mettere a fuoco quanto emerge dagli obiettivi che ci si pone, mentre cambiando obiettivi cambiano i modelli.

I limiti riduzionisti del Modello Standard della fisica delle particelle

La nuova fisica sviluppatasi nel XX secolo, e segnatamente l’esplorazione del mondo atomico e subatomico, ha demolito le basi della visione del mondo, mostrando come in ambito quantistico le particelle subatomiche non hanno significato come entità isolate, ma possono essere comprese solo come interconnessioni tra vari processi di osservazione e misurazione.

Nonostante ciò, il Modello Standard della fisica delle particelle – la teoria fondamentale che, usando il linguaggio della teoria quantistica dei campi, descrive le proprietà delle particelle elementari della fisica e specifica il modo in cui interagiscono – sembra essere affetta da svariati limiti legati alla sua modalità “riduzionista” di approcciarsi alla realtà.

Il Modello Standard non sembra aver imparato la lezione riguardante l’esistenza e le proprietà del vuoto quantistico, quell’entità dinamica capace di esibire delle fluttuazioni di energia (descritte in termini di particelle virtuali) non direttamente osservabili, ma significative nello studio dei comportamenti dei sistemi fisici in quanto in grado di produrre su di essi effetti reali e osservabili...

Continua la lettura su

Scienza e Conoscenza n. 68 - Aprile/Giugno 2019 — Rivista >> http://bit.ly/2YKRKHY

Nuove scienze, Medicina Integrata

https://www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-n-68-aprile-giugno-2019.php?pn=1567


lunedì 12 luglio 2021

La crisi quantica nella scienza


La crisi quantica nella storia della scienza

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/2U0uiJ5

La storia di quella rivoluzione che trasformerà; infine il nostro mondo e ciò; che siamo, e che ha già coinvolto neurobiologi, psichiatri, informatici, fisici e matematici in una competizione senza precedenti!

Redazione - Scienza e Conoscenza - 09/07/2021

La nostra immaginazione si è spinta fino all’inconcepibile, ma a differenza della fantascienza,

invece di immaginare cose che non esistono realmente,

è; arrivata a comprendere la realtà di ciò che è.

Richard P. Feynman, The Character of Physical Law (1999)

Tratto dal libro Il Cervello Quantico 

In questo testo tracciamo la storia di quella rivoluzione che trasformerà infine il nostro mondo e ciò che siamo, e che ha già coinvolto neurobiologi, psichiatri, informatici, fisici e matematici in una competizione senza precedenti, il cui motore, più che un vero e proprio progetto, è la mera eccitazione.

In tale competizione si intersecano due diversi obiettivi: ottenere una più profonda comprensione (e quindi un certo controllo) del cervello umano e arrivare a creare cervelli sintetici ancor più potenti di quello umano.

Ci stiamo via via avvicinando a questi due obiettivi, con crescente velocità, giacchè ogni passo compiuto in una delle due direzioni finisce per sovralimentare la corsa verso l’altro. Ci siamo infine resi conto che entrambe le competizioni confluiscono nel misterioso mondo della meccanica quantistica.

Quando le acque si saranno calmate, questa rivoluzione finirà ovviamente per comportare un enorme progresso sia in campo scientifico sia in campo tecnologico. Per esempio, gli scienziati del Massachusetts Institut of Technology e di altri centri di ricerca stanno già progettando una nuova rete globale, un nuovo internet, che funzioni come un unico computer quantico mondiale.

Tuttavia gli stessi concetti che ci porteranno a una tecnologia del genere costituiscono qualcosa di rivoluzionario nella nostra concezione di noi stessi, della vita in generale e persino di Dio.

L'ILLUMINISMO

La nostra ricerca sul funzionamento del cervello ha seguito lo stesso percorso che ha caratterizzato ogni altro progresso scientifico suc- cessivo all’Illuminismo. Si è cioè basata sull’idea che nel cervello (e a dire il vero, nell’intero universo) non ci fosse niente di più di un meccanismo all’opera.

Ne' la mente ne' il cervello possono essere caratterizzati da qualcosa di spirituale o di insostanziale; nell’uomo non c’è un’anima ma un semplice insieme di componenti fisici che si influenzano vicendevolmente, in virtù di forze impersonali. Il divenire di tali oggetti, per quanto complicati, non può che essere determinato dalla loro condizione precedente, quale che sia. Il quadro che si delinea è in pratica quello di un biliardo universale, senza giocatori, ne' risultati, senza punti ne' fine.

Messe in moto una volta per tutte all’epoca del Big Bang, le particelle che molto tempo dopo sarebbero entrate a far parte di un cervello umano, non hanno mai avuto alcuna libertà d’azione, ne' a livello individuale ne' in quanto insieme. Il fatto di pensarci “liberi”, dotati di una “mente” capace di effettuare certe “scelte”, e in definitiva il fatto stesso di pensare di pensare non può che essere definito in un solo modo: illusione, mera illusione.

Ciò che chiamiamo “volontà” è soltanto il sottoprodotto inevitabile di un’interazione meccanica tra le diverse componenti del cervello. Questa “mente” illusoria non può influenzare ne' i processi cerebrali ne' le azioni del corpo messe in atto dal cervello stesso.

Poeti, mistici, filosofi e teologi hanno sempre insistito su un punto: questo gioco di biliardi universali deve avere i suoi protagonisti, nonchè una meta. Di fatto i seguaci delle più diverse dottrine sono persino arrivati a guerreggiare per definire la questione una volta per tutte. Tuttavia, successivamente all’Illuminismo, la scienza ha fatto notare come la questione fosse tanto irrisolvibile quanto inutile.

Chi mai avrebbe potuto determinare se quella prima mossa fosse stata la manifestazione della volontà di un grandissimo giocatore, dotato di incredibile accortezza, oppure quella di un brillante dilettante? Quale che fosse la risposta, la stecca giaceva da tempo abbandonata al bordo del tavolo; molto tempo era passato da quando la prima palla era stata messa in movimento, e il giocatore si era ormai allontanato dal gioco, dal tavolo e da quella stessa partita. Sì, la sala da biliardo era ormai vuota, deserta, anche se le luci al neon erano ancora accese.

Come ha ben sottolineato l’astronoma Margaret Galler: «Perchè mai l’universo dovrebbe avere uno scopo? Che scopo? Non è che un sistema.

Per millenni l’umanità si è rivolta all’universo considerandolo un’entità in qualche modo guidata, caratterizzata da un suo preciso progetto e da un significato, nonostante il suo operato continuasse a dimostrarsi misterioso. Ma con l’avvento della scienza i misteri sono stati via via svelati, uno dopo l’altro. E la scienza non si è fermata, ma ha continuato imperterrita il suo cammino, fino a esplorare la vita, la vita umana, e a penetrare in quei misteri della mente che sembravano assolutamente impenetrabili: l’apprendimento, l’intelligenza e l’intuizione.

Oggi possiamo analizzarli estensivamente, e capirne appieno la meccanica. La cosa più stupefacente è che ormai abbiamo macchine create dall’uomo che cominciano a scimmiottare tali meccanismi. In effetti le scoperte sulla struttura cerebrale sembrano dimostrare, con maggior veemenza di qualsiasi altra scoperta scientifica, che tutto a questo mondo, compresa la mente umana, è un semplice meccanismo.

Steven Weinberg, Nobel per la fisica nel 1979, è sempre stato un eloquente portavoce della teoria meccanicistica, e queste sono le sue conclusioni: «Più riusciamo a capire di questo nostro universo, più sembra assolutamente privo di senso».

L’idea che l’intero universo non fosse altro che un “sistema fisico”, ovvero una macchina, che si dispiegava meccanicamente in accordo a leggi rigide e immutabili, cominciò sotto forma d’eresia nella mente di qualche coraggioso scienziato. Prendendo spunto da quell’ipotesi, questi primi rivoluzionari e i loro seguaci cominciarono a inanellare una serie infinita di successi.

Oggi non c’è una sola apparecchiatura medica, una cura, un veicolo, una tecnologia di comunicazione o un processo industriale che non sia basato su quell’ipotesi.

Nel periodo compreso tra le scoperte di Galileo e la fine del ventesimo secolo, quella che una volta rappresentava un’eresia estrema si è trasformata nella visione dominante dell’universo, che viene condivisa da miliardi di esseri (che ne siano consapevoli o no). La trasformazione è stata talmente radicale che per esempio, qui negli Stati Uniti, dove una volta si richiedeva che un qualsiasi docente di una buona università fosse un “uomo timorato di Dio”, troviamo ormai ben pochi professori disposti ad ammettere di prendere sul serio un concetto talmente dubbio come quello del creatore universale.

Richard Dawkings, noto zoologo evoluzionista, sostiene per esempio che chiunque continui a credere in un Dio creatore non può che essere definito “scientificamente analfabeta”.

Verso la fine del XIX secolo, gli scienziati credevano di aver scoperto quasi tutte le leggi fondamentali della fisica. Si trattava di leggi meramente meccaniche; grazie a quelle interazioni meccaniche (per quanto potessero sembrare complicate e difficili da identificare e ricostruire) si poteva arrivare all’origine di ogni fenomeno sperimentabile su qualsiasi scala. Anche la stessa materia vivente non era considerata nulla di più che un ingranaggio particolarmente complesso, basato su meccanismi molecolari...

CONTINUA LA LETTURA SU:

Il Cervello Quantico — Libro >> https://bit.ly/2U0uiJ5
Scopri le infinite potenzialità del tuo cervello
Jeffrey Satinover
www.macrolibrarsi.it/libri/__il-cervello-quantico-libro.php?pn=1567


martedì 18 maggio 2021

La Scienza del Cuore


La Scienza del Cuore

Psicologia Quantistica

>> https://bit.ly/2T15Gz1

La saggezza del cuore, ovvero le risposte alle domande più profonde della vita a cui nessun altro può rispondere, esistono già in noi. Le custodiamo sin dalla nascita e il sentire del cuore ne diviene la porta d’accesso preferenziale, capace di aprire a quel collegamento per la conoscenza delle verità più profonde della vita, della salute e soprattutto della felicità.

Redazione - Scienza e Conoscenza - 17/05/2021

IL CUORE: UN MUSCOLO CHE NON SI STANCA MAI

Sui banchi di scuola ci hanno insegnato che il cuore umano è uno dei muscoli più complessi del corpo composto da cellule specializzate che si contraggono e si rilassano costantemente senza stancarsi mai. Infatti, ogni giorno il cuore batte circa 100.000 volte, pompando 2000 litri di sangue. La cadenza dei battiti rappresenta un’informazione preziosa che viene diffusa in tutto l’organismo, modulando il suo funzionamento. E questo accade sin dall’origine in una sincronia perfetta che cadenza l’equilibrio e la crescita. Ma chi dice a quelle cellule di iniziare a muoversi in modo armonico?

La risposta è in quel flusso miracoloso che muove l’esistenza, un’intelligenza misteriosa che permette all’universo e ai nostri corpi la vita. Questa energia abita e si vivifica nei nostri cuori e ci dona la direzione per andare avanti facendoci assaporare e sentire l’intensità del mondo, oltre i sensi visibili e il significato ordinario delle cose, infondendoci una profonda conoscenza.

La saggezza del cuore, ovvero le risposte alle domande più profonde della vita a cui nessun altro può rispondere, esistono già in noi. Le custodiamo sin dalla nascita e il sentire del cuore ne diviene la porta d’accesso preferenziale, capace di aprire a quel collegamento per la conoscenza delle verità più profonde della vita, della salute e soprattutto della felicità.

COME GESTIRE LE EMOZIONI CON IL CUORE?

Oggi è sempre di più la scienza a mostrarci che tutte le emozioni esercitano un'influenza molto potente su ogni aspetto della nostra vita. La salute del nostro meraviglioso network psiche-soma è il risultato di un ottimale equilibrio tra emozioni diverse in modo tale che ognuna non eserciti il predominio sull’altra mantenendo il sistema in uno stato di flusso ed armonia.

Pertanto quando i sistemi mentale ed emotivo sono sincronizzati, abbiamo un maggiore accesso a tutta la nostra gamma di potenzialità e una maggiore chiarezza, nonché la capacità di rendere operativi i nostri bisogni, poiché entrambi i sistemi sono allineati. Se questo è vero, è vero pure che ognuno di noi oggi può ottenere un controllo consapevole su questo processo attraverso l’utilizzo del proprio cuore.

Infatti è la presenza di questo organo singolare che può darci accesso alla coerenza, la quale favorisce la regolazione delle emozioni, la liberazione di quelle congelate negli eventi traumatici vissuti e, di conseguenza, la creazione di sentimenti e pensieri pieni di energia. Esso è infatti un organo sensoriale, con un proprio cervello, che funge da sofisticato centro di codifica e di elaborazione delle informazioni emotive che plasmano le funzioni del cervello e della maggior parte degli organi del nostro corpo.

Identificare le abitudini e le emozioni malsane, imparando a sostituire questi flussi impoverenti con energie elevate, diventa allora la chiave per accedere ed usare al meglio il potere del cuore.

PERCHÉ STRESS ED ENERGIA EMOZIONALE INFLUENZANO IL SISTEMA IMMUNITARIO?

L’importanza dello stress emozionale, come causa profonda nell’insorgenza di disturbi e malattie, attualmente sta ricevendo una più approfondita attenzione da parte della scienza. Sappiamo, infatti, che quando il Sistema Nervoso riconosce un fattore di stress - sia esso fisico, tossico, psichico o emotivo - allerta la comunità delle cellule riguardo al pericolo imminente, attivando dei sistemi di protezione essenziali per la difesa, ossia il Sistema Simpatico e l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), i quali sono responsabili della risposta attacco-fuga. Questa funzione è adattiva quando lo stimolo è transitorio, ma diviene disadattiva nel momento in cui l’agente stressante perdura nel tempo. Infatti, quando lo stress è cronico, non è così benefico poiché il consumo energetico diventa altissimo e l’organismo finisce con l’andare ad attingere a tutte quelle riserve funzionali del corpo, in particolare incide sul sistema immunitario, il quale pian piano si sfibra diventando vulnerabile all’azione di agenti patogeni.

Purtroppo lo stress emotivo, al giorno d’oggi, tende ad essere cronico più che acuto. Ciò vuol dire che se i livelli di stress sono duraturi e molto elevati, i percorsi neuronali che collegano il sistema limbico (area deputata alle emozioni) alla corteccia (area deputata al pensiero), vengono formati e rafforzati in circuiti che risultano più adattativi alle interazioni stressanti, facendo sì che il panorama neurale diventi vulnerabile alla disregolazione emotiva, che a sua volta si riverbera sul corpo.

E allora che fare? Quando ci sentiamo arrabbiati, impauriti o tristi, fermiamoci, perché la sofferenza e lo stress ci stanno ricordando che stiamo cercando pace e serenità nei luoghi sbagliati. La malattia e la sofferenza, non di rado, possono essere finestre di opportunità, potenti catalizzatori. Se, infatti, smettiamo di considerare il dolore come punizione e cominciamo a vederlo come informazione, inevitabilmente le cose cambiano.

QUALI POTERI HA IL CUORE?

La ricerca sull'intelligenza cardiaca iniziò ad accelerare nella seconda metà del ventesimo secolo. Durante quel periodo alcuni ricercatori condussero le prime ricerche che iniziarono a svelare i poteri silenti che il nostro cuore detiene. Quali sono questi straordinari potenziali?

Il cuore dirige e allinea molti sistemi nel corpo in modo che possano funzionare in armonia tra loro.

l cuore è in costante comunicazione con il cervello.

Il cervello intrinseco del cuore e il sistema nervoso trasmettono informazioni al cervello superiore, creando un sistema di comunicazione bidirezionale.

Il cuore inizia a battere nel feto ancor prima che il cervello si sia formato.

Negli esseri umani viene a formarsi un cervello emotivo, molto prima di quello razionale.

Il cuore possiede una propria saggezza nota come “intelligenza del cuore”.

Il cuore ci invia segnali energetici capaci di guidare le nostre vite e prendere decisioni fondamentali.

Il cuore produce stati di profonda intuizione.

Il cuore è capace di risvegliare abilità superiori e talenti che spesso giacciono dormienti.

Queste conoscenze sull'intelligenza del cuore sono preziose poiché hanno il potenziale per cambiare il modo in cui vediamo noi stessi, dando un nuovo significato a ciò che è possibile modellare nei nostri corpi e a ciò che siamo in grado di raggiungere nella nostra vita.

https://www.youtube.com/watch?v=0ZM6yQQPiAc

COME RICONOSCERE LA NOSTRA "GUIDA INTERIORE"?

Pochi di noi lo sanno, ma è proprio il nostro cuore intuitivo la fonte per una maggiore consapevolezza, per la conoscenza più vera riguardo a tutte le cose, nonché la centralina della nostra salute. Purtroppo dinnanzi ai problemi e agli imprevisti della vita siamo più sicuri nel cercare risposte fuori, piuttosto che ascoltare il nostro cuore, poiché la voce della nostra intuizione è spesso silenziosa. Essa parla dall'anima fino alle parti più profonde del nostro Sé. Ma seppur velata l’intuizione è come un muscolo e  più l’alleniamo, fidandoci di lei, più inizieremo a capire come comunica. Rispetto alla voce di sopravvivenza che ci aiuta a muoverci nel mondo facendo molto affidamento sui sensi fisici, la sfera intuitiva opera a un livello sottile e meno denso e i suoi messaggi affiorano come “un sentire dentro” piuttosto che un udire esterno.

Essa si rivela maggiormente quando il nostro cuore è in uno stato coerente. Infatti quando la mente e le emozioni sono allineate, l’energia scorre, facendo giungere informazioni sconosciute. Ma come fare? La risposta è nell’ascoltare.

Infatti è promuovendo l’ascolto del cuore che si può diventare più consapevoli di quale sia la voce dell'Io e di quale sia invece la voce intuitiva che può aiutarci a comprendere meglio le situazioni, gli altri e noi stessi.

La Scienza del Cuore — Libro >> https://bit.ly/2T15Gz1

Nella Saggezza Cardiaca il Codice della Felicità

Carmen Di Muro

www.macrolibrarsi.it/libri/__la-scienza-del-cuore.php?pn=1567

 

venerdì 8 maggio 2020

Scienza e Conoscenza - n.72 - Rivista



Scienza e Conoscenza - n.72 - Rivista

Nuove scienze, Medicina Integrata


«È il cuore intuitivo che parla alla vita! In un mondo in cui il ritmo e la complessità sono in costante aumento, dove affrontiamo sempre più sfide personali e sociali, è il suo appello pulsante a sollevare la coscienza: fare scelte più sensate capaci di migliorare la salute, il benessere e l’armonia individuale e globale. Questa accoglienza inizia quando si è pronti ad assumere una maggiore responsabilità nei confronti delle proprie decisioni e azioni quotidiane, che possono portare a stabilire un nuovo e più sano riferimento fisiologico e psicologico interno di base. E per stabilire una base, è necessario avere strategie pratiche ed efficaci. Tra queste vi sono la consapevolezza di sé e degli altri, la flessibilità cognitiva e l’autoregolazione delle emozioni, ma quella fondamentale, che ognuno di noi ha sperimentato forse senza esserne pienamente consapevole, è l’intuizione».

Bastano queste parole tratte dall’articolo di Carmen Di Muro che potete leggere su Scienza e Conoscenza #72 per farvi capire quanto sia attuale questo ultimo numero.

Non abbiamo parlato di Covid-19, abbiamo deciso di parlare di qualcosa di molto più importante: l’immenso valore umano, energetico e spirituale che tutti abbiamo e che in questo momento può fare la differenza.

Per questo abbiamo scelto di parlare di cuore, di intelligenza intuitiva e di coerenza cardiaca per farvi scoprire come da questo organo parta un’energia potente che si espande e coinvolge in modo non locale tutto ciò che ci circonda.

Vi parleremo dell’umanità in modo diverso da quello che vi raccontano i telegiornali e siamo certi che alla fine anche voi sentirete questa “insostenibile bellezza dell’essere”. Con questa bellezza potremo ritrovare la nostra vera essenza come parte di un Universo infinito che è in continuo dialogo con noi e di cui non ci accorgiamo affatto.

Con questa consapevolezza capiremo che, anche se in tanti vogliono farcelo credere, siamo molto di più che semplici corpi alla mercé di virus e malattie.

Vi accompagneremo verso una visione più completa della medicina: un tipo di medicina che non si limita a sedare i sintomi, ma si chiede qual è l’origine del problema e si pone ancora delle domande, senza paura delle risposte.

Indice

CUORE QUANTICO

L'intelligenza intuitiva del cuore - Sesto senso e precognizione sono reali e “partono” dal cuore, che sente prima del nostro cervello
Carmen Di Muro

Il cuore pensante dell’Ayurveda - Coerenza cuore-cervello, campo elettromagnetico del cuore, e informazione non locale tra antica sapienza indiana e nuove scienze
Antonio Morandi

Coerenza Cardiaca - Bastano 5 minuti 3 volte al giorno per portare salute e benessere nella tua vita, con una pratica alla portata di tutti
Marianna Gualazzi

Il respiro tra scienza e tradizione yogica - Il soffio vitale che connette mente e corpo ci permette di modulare ansia e stress e di sondare la natura della coscienza
Lorenza Melosini

SPECIALE VITAMINA C, a cura della Redazione

Carta d'identità della Vitamina C
La vitamina C ti allunga la vita
Vitamina C e Cancro
Vitamina C e Virus

MEDICINA INTEGRATA

Nutrizione molecolare e omeopatia - Una nuova terapia altamente personalizzata
Diego Tomassone

Fibromialgia, la malattia della rigidità - Cosa ci dice la PNEI e la medicina ildegardiana
Sabrina Melino

MANIFESTO PER UNA NUOVA SCIENZA

La medicina che vorrei - Intervista a Roberto Gava a cura di Valerio Pignatta

Il modello uomo-antenna e i suoi codici - Inquinamento elettromagnetico, salute e malattia
Fausto Bersani Greggio

Morti di Stato - I decessi silenziosi causati dall’uranio impoverito
Intervista a Francesco Cappello e a Salvatore Ferrara a cura della Redazione

FISICA E DINTORNI

Questioni di stile e bellezza in fisica teorica - Ignazio Licata

Siamo quanti di consapevolezza universale - Mauro Ferri

RUBRICHE

La medicina è una sola - Carlo Maggio

Funghi di lunga vita - Stefania Cazzavillan

Psicologia quantistica - Carmen Di Muro

Casi clinici - Gioacchino Pagliaro

Scheda Tecnica
Editore Editing snc
Data pubblicazione         Aprile 2020
ISBN      8878694975
EAN       9788878694972

eBook - Scienzae Conoscenza - n.72 — Rivista >> https://bit.ly/3b3IMu1
Nuove scienze, Medicina Integrata
Autori Vari

giovedì 20 febbraio 2020

Manifesto per una nuova Scienza



Manifesto per una nuova Scienza

Critica al sistema sanitario


Una riflessione su Scienza, pseudoscienza e fondamentalismo scientista

Gioacchino Pagliaro - 19/02/2020

Il seguente articolo è tratto da Scienza e Conoscenza 71

La libertà di parola è un diritto, uno dei diritti più preziosi. La libertà di parola è poter dire tutto ciò che può far bene all’uomo e alla vita.

La libertà di parola comporta il buon senso di ascoltare chi passa la vita a studiare, a sperimentare, a verificare la conoscenza. La libertà di parola implica anche il silenzio. Silenzio per tacere, per riflettere e per documentarsi. Al contrario ripetere quel che si sente in giro, quel che si legge qui e là in Internet, pensando di dire qualcosa di importante, è solo spreco della parola e danno per chi ascolta. In questo modo si alimenta solo la pessima informazione e una pericolosa confusione.

Spacciare per scientifiche cose che la scienza sta ancora studiando, fare collegamenti impropri e inadeguati, usare termini scientifici per darsi un tono senza conoscere bene il loro significato, non è scienza, non è divulgazione, è mistificazione e ciarlataneria o, come si suol dire, pseudoscienza.

Tutto ciò distorce la conoscenza e fa un danno alla scienza e alla comunità.

Tuttavia va precisato che la pseudo-scienza non è costituita solo dallo spacciare per scientifiche cose che non hanno basi scientifiche. La pseudoscienza è anche il rifiuto pregiudiziale e denigratorio verso ogni nuova forma di ricerca e di applicazione che possa alterare interessi consolidati di parte.

La scienza deve poter discutere liberamente l’esito dei suoi studi

La scienza è il complesso organico delle conoscenze che si possiedono intorno a uno o più ordini di fenomeni naturali, ma è anche l’insieme delle conoscenze che permettono di strutturare nuove teorie.

La scienza è pertanto l’insieme delle discipline basate sull’osservazione, il calcolo, la verificabilità, che studiano l’universo, la terra e gli esseri viventi, per comprenderne il funzionamento e migliorare la loro vita.

La scienza utilizzando linguaggi formalizzati, descrive l’insieme delle conoscenze che consentono di comprendere la realtà. A partire da Galileo Galilei la scienza, intesa come acquisizione di conoscenze verificabili, è libera di discutere al suo interno gli esiti dei suoi studi, liberandoli da ogni principio di autorità, da ogni forma di autoritarismo.

La scienza opera per favorire l’evoluzione dell’uomo e perciò, per sua natura, è democratica, e per questo va tutelata. Nella scienza ci sono modelli dominanti e modelli marginali, e ognuno di questi è più o meno soggetto a continue pressioni.

Le piaghe della scienza

La purezza incontaminata della scienza, resta purtroppo inviolata solo nei testi fondamentali dei suoi fondatori.

Alla luce delle dichiarazioni e delle denunce di autorevoli scienziati, non si può negare l’ingerenza nel mondo scientifico di interessi e poteri che nulla hanno a che fare con essa. I finanziamenti che pilotano i risultati, la manipolazione dei dati, le collusioni con i poteri forti di coloro che pensano solo al profitto e non a produrre benessere, sono le piaghe della scienza.

Ciò detto, è però molto limitativo ed erroneo confondere gli interessi di chi, dentro e fuori la scienza, opera per il proprio tornaconto, con il lavoro accurato e rigoroso della stragrande maggioranza degli scienziati. Da molti secoli la storia ci dimostra che la migliore delle istituzioni ha sempre in sé il germe che la può danneggiare.

Oltre alla pseudoscienza e agli interessi di potere esiste un’altra piaga: lo scientismo.

Lo scientismo, o per meglio dire, il fenomeno del fondamentalismo totalitario scientista a cui assistiamo oggi, è la visione dogmatica e innaturale della scienza che non ammette la discussione, l’intuizione creativa e la transitorietà della conoscenza.

Come ha mirabilmente spiegato T. Kuhn il cambio di paradigma implica necessariamente del tempo e delle precise fasi di reazione prima che il paradigma dominante lasci il posto a un nuovo paradigma (T. Kuhn 1977), ma un conto è la discussione scientifica serrata e rigorosa e un conto sono i furori e gli strali del dogmatismo, tipici dello scientismo fondamentalista.

Il fondamentalismo scientista occupa per fortuna un piccolo spazio nella comunità scientifica, che, al suo contrario, è invece protesa verso quella curiosità e creatività che accompagna lo scienziato nell’applicazione del metodo scientifico...

Continua la lettura su

Scienza e Conoscenza n.71 - Gennaio/Marzo 2020 - Rivista Cartacea — Rivista >> http://bit.ly/38ofSnq
Nuove scienze, Medicina Integrata
Editore Macro Edizioni

lunedì 10 febbraio 2020

Scienza di Stato


Scienza di Stato

intervista a Il Pedante autore del libro "Immunità di legge"

Critica al sistema sanitario


Obbligatorietà vaccinale: uno spunto per riflettere sulle finalità e gli utilizzi della scienza, il principio di autorità, il metodo scientifico

di Valerio Pignatta

L’obbligatorietà vaccinale per 10 vaccini è diventata legge di stato in Italia nel 2017. Il percorso legislativo che ha portato a tale obbligo è stato travagliato e ha visto anche la protesta indignata di una parte – seppur minoritaria – della popolazione e del mondo medico-scientifico.

I medici che si sono opposti coraggiosamente al diktat farmaceutico sono stati ricondotti a più miti consigli in vari modi repressivi. I politici hanno dimenticato le promesse pre-elettorali. I genitori “disobbedienti” sono stati inondati di minacce di ogni tipo. Le analisi obiettive e disinteressate del fenomeno sono state poche e isolate. Ma alcune anche eccellenti, come quella trasformata in un libro, Immunità di legge, a cura di Stefano Mantegazza, alias Il Pedante, e del dottor Pier Paolo Dal Monte. Sull’onda del successo di tale lavoro, abbiamo intervistato uno degli autori, Il Pedante, per avere un quadro maggiormente delineato di quello che ha significato introdurre questa legge e dei punti chiave che vanno tenuti presente oggi nella valutazione del fenomeno “vaccinazioni di massa”.

Valerio Pignatta - Per entrare immediatamente nel pieno della questione direi che dopo aver letto il libro la domanda fondamentale che ne esce è: ma oggi, dove sta andando la “scienza”? Quella tra virgolette, truffaldina, fittizia, arraffona, autoritaria (se vogliamo rivestire una modalità di denuncia che alcuni potrebbero definire forzata) e se ancora ne esiste una che invece è affidabile e sincera, dato che la contaminazione tra scienza e governo evoca una prospettiva allarmante che lei sintetizza in una frase dei dittatori di George Orwell nel suo 1984 ossia «Quando saremo onnipotenti non avremo più bisogno della scienza». Come commenta?

Il Pedante - Non esistono scienze «buone» o «cattive», ma uomini e donne che praticano la ricerca scientifica e ne applicano i risultati. Ciò che si è pericolosamente perso di vista nel dibattito contemporaneo è appunto il fatto che la scienza non è un ente dotato di personalità propria, né un totem di verità (o falsità) a cui abbeverarsi, ma un’attività condotta da persone fisiche che vivono nel mondo e condividono i bisogni e le contraddizioni del mondo. L’attività scientifica è sempre indirizzata da istanze politiche in senso lato perché è chiamata – e per questo finanziata – a risolvere i problemi che la società e/o i gruppi dominanti reputano più urgenti in un dato momento storico. Se in tempo di guerra gli scienziati dedicano molti sforzi allo sviluppo di nuove armi, in tempo di pace inventano farmaci, sementi, motori più efficienti ecc. Queste contaminazioni sono positive perché altrimenti la scienza diventerebbe un esercizio inutile e astratto.

"NEL CAPITALISMO IL RISULTATO SCIENTIFICO È UNA MERCE
COME OGNI ALTRA MERCE, SI SCAMBIA E DEVE PRODURRE UTILI"

Il problema nasce invece quando si inverte il flusso delle influenze, quando cioè i poteri politici ed economici investono fittiziamente il risultato scientifico di un’autonomia e di una purezza che gli sono estranei per giustificare le proprie decisioni e porle così al di fuori della negoziazione democratica. Ciò non è soltanto eversivo (per la nostra Costituzione la scienza non è una fonte del diritto, lo è invece la volontà popolare) ma è anche gravemente lesivo della libertà di sviluppare nuove conoscenze perché, inevitabilmente, le ricerche e i risultati scientifici non conformi all’obiettivo politico del momento finirebbero per essere scoraggiati od ostracizzati, come sta ad esempio avvenendo con le radiazioni dei medici critici verso le politiche vaccinali in vigore. È questo il rischio preconizzato non solo da Orwell ma anche da Aldous Huxley ne Il mondo nuovo. È anche il messaggio che abbiamo affidato al sottotitolo del nostro libro: che la falsa idea della «scienza al governo» non può che produrre «il governo della scienza». Più recentemente abbiamo sviluppato queste osservazioni in un “Manifesto per la scienza” pubblicato dall’associazione Eunoè, che invito a leggere all’indirizzo http://manifesto.eunoe.org .

Valerio Pignatta - Il perno centrale su cui ruota la forzatura dell’obbligatorietà è quello dell’immunità di gregge e l’attribuzione della colpa in chi non vaccina rispetto al resto della comunità. Eppure se si approfondisce il tema è chiaro e scientificamente comprovato che la realtà di questo concetto è molto più complessa della semplificazione che se ne vuole fare, e che i conti non tornano. Ciononostante, non si riesce a far recepire questa incongruenza al grande pubblico, e anzi, nei commenti ad articoli sui vaccini di tipo più obiettivo, i lettori solitamente sono ferocissimi nel condannare chi osa farsi degli scrupoli o sollevare obiezioni, sebbene documentate. Secondo lei qual è il motivo?

Il Pedante - È difficile spiegarlo in poche parole. Alessandro Manzoni ci ha insegnato che gli episodi di caccia all’untore si sviluppano in periodi di crisi materiale e morale. Più nello specifico, esse rappresentano un tentativo estremo di compensare la sfiducia delle popolazioni verso chi le governa. Oggi molte persone vivono sulla propria pelle gli effetti di un declino civile che si riverbera sulla percezione della propria sicurezza personale, reddituale e anche sanitaria. I continui tagli di risorse umane e materiali al servizio sanitario pubblico, impietosamente fotografati dalle statistiche, sono sotto gli occhi di tutti e rappresentano il capitolo di un più generale arretramento dell’assistenza pubblica in ogni settore che lascia i cittadini alla mercé della «durezza del vivere». In questi frangenti è facile la tentazione di addossare la colpa a una minoranza indisciplinata: sia da parte delle popolazioni che si vedono sbarrata la strada del cambiamento politico, sia da parte degli stessi politici, che possono così indirizzare verso il basso il malcontento popolare. A ciò va aggiunto anche il fatto che viviamo in un’epoca di ubriacatura tecnica in cui spopola l’illusione che i progressi scientifici – dalle reti ultraveloci all’intelligenza artificiale, dai nuovi farmaci agli impianti cibernetici – possano risolvere i danni delle cattive politiche e, di fatto, sostituirsi ad esse (tecnocrazia). Questa ubriacatura e questa illusione sono purtroppo lontane dall’essere smaltite. Così, mentre sogniamo di eradicare una manciata di malattie con una puntura – e perciò perseguitiamo ferocemente chi vi si oppone – ci dimentichiamo dei punti nascita che chiudono, delle ore trascorse nei corridoi dei pronto soccorso, della carenza di medici e infermieri, anche pediatrici, della fatiscenza degli ospedali in cui è sempre più facile morire di infezioni. La presunta facilità di un gesto tecnico «sicuro ed efficace» che dovrebbe risolvere tutto rende le persone più insofferenti verso chi non si piega a un rito apotropaico che, come tutti i riti, non tollera la miscredenza...

Continua la lettura su...

Scienza e Conoscenza n.70 - Ottobre/Dicembre 2019 — Rivista >> http://bit.ly/2BASRPZ
Nuove scienze, Medicina Integrata
AA. VV.

Immunità di Legge — Libro >> http://bit.ly/31ETWT2
I vaccini obbligatori tra scienza al governo e governo della scienza - Versione aggiornata e ampliata
Pier Paolo Dal Monte, Stefano Mantegazza (Il Pedante)

mercoledì 22 gennaio 2020

Scienza e Conoscenza n.71



Scienza e Conoscenza n.71 

Gennaio/Marzo 2020

Nuove scienze, Medicina Integrata


Una delle grandi domande a cui è davvero difficile dare risposta è: “possiamo cambiare la nostra esistenza a nostro piacimento e condurla dove vogliamo?”.

In questo numero di «Scienza e Conoscenza» vi incoraggiamo a trovare la vostra personale risposta, attraverso le testimonianze e le riflessioni di chi fa ricerca quotidiana su questo fronte, passando dalla genetica all’epigenetica e dal DNA all’informazione energetica.

Scopriremo insieme quanto siano obsolete le idee secondo cui la nostra esistenza e la nostra salute sono solo una questione di geni (ovvero di DNA) e quanto invece tutto sia plasmato e modificabile da ogni singola esperienza che viviamo (epigenetica).

Ci stupiremo scoprendo gli affascinanti parallelismi tra epigenetica e Karma, in un articolo che mette in luce come le antiche tradizioni e conoscenze – in questo caso l’Ayurveda – contengono in nuce ciò che la scienza più all'avanguardia è in grado di spiegare oggi. Scopriremo anche che l’Ayurveda pone nella conoscenza profonda di sé stessi il presupposto e fondamento per la prevenzione delle malattie e per la salute duratura.

Le ricerche più avanzate in medicina integrata – che propongono anche un nuovo approccio alle malattie tumorali e degenerative – si occupano dell’uomo e non della malattia, considerano le nostre interazioni con l’ambiente fisico ed emozionale in cui viviamo come fondamentali per la nostra salute.

Mi auguro che, alla fine della lettura di questo illuminante numero di «Scienza e Conoscenza», ognuno acceda a una maggiore consapevolezza rispetto al "potere" di indirizzare la propria vita, non solo attraverso le azioni ma anche attraversi, le emozioni, la spiritualità e la consapevolezza di essere un insieme di materia (corpo) ed energia (spirito) inseparabili e interconnessi.

Inoltre, come già dal numero precedente, troverete un'importante sezione dedicata al Manifesto per una nuovo scienza a cui spero presterete grande attenzione, perché se la ricerca in medicina e la scienza non sono indipendenti e libere non potranno mai lare davvero i nostri interessi.

Buona lettura.

Romina Alessandri, Direttore Editoriale

Indice

EPIGENETICA

Epigenetica: l’Occidentalis Karma, di Antonio Morandi
Il DNA impara - Intervista a Ernesto Di Mauro a cura di Romina Alessandri

MEDICINA INTEGRATA

I tumori sono cannibali? di Stefano Fais
Il Glutatione protegge il tuo Genoma, di Pietro Buffa
Integratori: sì, no, quali? di Claudio Lombardo
5G tra rischi e salute, di Diego Tomassone
Il mio incontro con Wilhelm Reich, di Armando Vecchietti

MANIFESTO PER UNA NUOVA SCIENZA

Manifesto per una nuova Scienza, di Gioacchino Pagliaro
Cattiva scienza, eredità duratura, di Beata Bishop
L’essere umano è un organismo quantistico, di Rossella Mollo
Intelligenza artificiale e Medicina 4.0, di Antonio Del Sorbo
Nel nome dell’evidenza, di Franco Mastrodonato

FISICA E DINTORNI

All’inizio fu il Big One! - Intervista a Ignazio Licata a cura di Marianna Gualazzi
Il fermione di Majorana e i computer quantistici, di Antonella Ravizza

RUBRICHE

La medicina è una sola, Stefano Fais
Questione di cuore, Caldwell B. Esselstyn
Casi clinici, Ennio Masciello
Funghi di lunga vita, Stefania Cazzavillan
Psicologia quantistica, Carmen Di Muro

Scienza e Conoscenza n.71 - Gennaio/Marzo 2020 - Rivista Cartacea — Rivista >> http://bit.ly/38ofSnq
Nuove scienze, Medicina Integrata
Editore Macro Edizioni
Data pubblicazione         Gennaio 2020
Formato              Libro - Pag 96 - 19.5 x 26.5 cm
ISBN      8878694940
EAN       9788878694941

venerdì 25 ottobre 2019

Scienza e Conoscenza n.70 - Rivista



Scienza e Conoscenza n.70 - Rivista

Ottobre/Dicembre 2019

Nuove scienze, Medicina Integrata


Descrizione

EDITORIALE - La scelta è tua

Ogni giorno possiamo fare tante scelte: nutrirci in modo sano ed equilibrato oppure divorare prodotti industriali; muoverci il più possibile sulle nostre gambe oppure stare in macchina o in autobus lamentandoci delle code; curarci o fare prevenzione con metodi naturali oppure abusare di farmaci chimici; svegliarci al mattino nervosi e arrabbiati o decidere dì essere grati alla vita.

Ogni giorno ognuno di noi può decidere se vivere una vita appagante oppure una vita mediocre e deprimente. Da queste scelte, e da molli altri fattori, dipende anche la nostra salute, mentale e Fisica.

Brutte e belle notizie

La brutta notizia è che gli ammalati di cancro sono cresciuti nel mondo del 33% negli ultimi 10 anni e sembra che questo dato sia in crescita, soprattutto nei paesi industrializzati.

La bella notizia, invece, è che questa crescita percentuale nefasta dipende in primis dal nostro stile di vita e dall'alimentazione, due fattori assolutamente modificabili e facilmente migliorabili, che dipendono esclusivamente dalle nostre scelte quotidiane.

Cosa sceglierai?

Per questo motivo abbiamo deciso di titolare questo numero della rivista LA SCELTA ANTITUMORE, ispirate sia dal nuovo libro del dott. Giuseppe Di Bella, sia dagli articoli di illustri esperti che troverete all'interno.

Questa rivista vi mostrerà sotto diversi punti di vista che la salute e la malattia dipendono da molti fattori, ma soprattutto dipendono da noi: dall'atteggiamento mentale con cui affrontiamo la salute e anche la malattia. Per questo parliamo in modo approfondito anche di Effetto Placebo e di quanto la speranza, l'empatia e l'utilizzo delle parole, dei pensieri o dell'intenzione sia importante nella nostra vita quotidiana.

Questo numero vi farà anche riflettere su quanto la ricerca scientifica sia spesso asservita ai poteri economici e politici (il caso Di Bella ne è un chiaro esempio), ma vi mostrerà anche il coraggio di medici e ricercatori che proseguono nella loro missione, senza paura.

Un nuovo manifesto per la scienza indipendente sta nascendo, vorrete farne parte?

Buona lettura,

Romina Alessandri, direzione editoriale

 Indice

EFFETTO PLACEBO

Il placebo non è un inganno - Gioacchino Pagliaio
La speranza è come un farmaco - Intervista a Fabrizio Benedetti a cura di Marianna Gualazzi
Il campo interattivo - Carmen Di Muro
6 passi per guarire - Lissa Rankin

LA SCELTA ANTIRUMORE

La scelta antitumore - Intervista a Giuseppe Di Bella a cura di Valerio Pignatta
Un nuovo strumento per la diagnosi precoce - A cura di ORAC
Perché una terapia antiacida nei tumori? - Stefano Fais
MANIFESTO PER LA SCIENZA

Scienza di Stato - Intervista a Il Pedante a cura di Valerio Pignatta

EPIGENETICA E PNEI

La malattia vien respirando - Intervista ad Antonio Maria Pasciuto a cura della Redazione
Epigenetica e nascita - Paola Battocchio e Jerry Diamanti
Ildegarda, scienziata del nostro tempo - Sabrina Melino
Emozioni sulla pelle - Antonio Del Sorbo

SCIENZA

Scienza come arte - Davide Fiscaletti
Majorana: ancora tanto da dire - La Redazione
La pietra, il bastone, la parola - Intervista ad Angelo Tartabini a cura della Redazione

RUBRICHE

La medicina è una sola - Valerio Pignatta
Question di cuore - Davide Terranova
Casi clinici - Stefano Fais
Psicologia quantistica - Carmen Di Muro
Funghi di lunga vita - Stefania Cazzavillan

Editore Macro Edizioni
Data pubblicazione         Ottobre 2019
Formato              Rivista - Pag 96 - 19.5 x 26.5 cm
ISBN      8878694878
EAN       9788878694873
MCR-NR              176351

Scienza e Conoscenza n.70 - Ottobre/Dicembre 2019 — Rivista >> http://bit.ly/2BASRPZ  
Nuove scienze, Medicina Integrata
AA. VV.

venerdì 2 agosto 2019

La medicina è una sola: scienza e serendipity



La medicina è una sola: scienza e serendipity

Medicina Non Convenzionale


Il dottor Stefano Fais ci propone un'interessante riflessione sul vero senso della ricerca scientifica in medicina

Stefano Fais - 02/08/2019

Questo articolo è tratto da Scienza e Conoscenza 69.

Come scienziato non mi interessa attribuire grande importanza a termini quali non convenzionale, integrata, alternativa quando sono riferiti alla medicina. Per me, nella scienza, la cosa realmente importante è mantenere un approccio alla procedura sperimentale aperto, privo di chiusure aprioristiche e dogmatiche tale per cui ciò che a prima vista potrebbe apparire come un errore, o qualcosa di insignificante, potrebbe rivelarsi una grande scoperta se solo siamo capaci di cambiare l’angolazione, la prospettiva, da cui osserviamo il fenomeno in esame.

Quando si parla di serendipity ci si riferisce alla scoperta di qualcosa mentre si stava cercando qualcos’altro. L’esempio classico, in questi casi, è quello relativo alla penicillina.
Fleming stava studiando lo Staphylococcus influenzae quando una delle sue piastrine di coltura si contaminò e su di essa si sviluppò un’area ben delimitata priva di batteri: il resto della storia lo conosciamo tutti. Nel 2008 il «Financial Time» ha pubblicato un articolo provocatorio sul ruolo della serendipity nel futuro della medicina. In realtà la serendipity ha avuto un ruolo chiave nella scoperta di un’am-pia gamma di farmaci psicotropi, tra cui l’anilina viola, il dietilamide dell’acido lisergico, il meprobamato, la clorpromazina e l’imipramina.

Quando un ricercatore fa una scoperta mediata dalla serendipità deve prestare un alto livello di attenzione a tutto ciò che sta accadendo attorno a lui, a trecentosessanta gradi. Ma questo non basta: per scoprire qualcosa che sia veramente nuovo e fuori dagli schemi occorre mantenere una mente sufficientemente sganciata dalle tradizionali infrastrutture cognitive e culturali che normalmente rendono estremamente focalizzata su un particolare punto di arrivo – spesso predefinito – l’attività di ricerca.

Io credo che un ricercatore in medicina debba mantenere lo sguardo curioso e innocente di un bambino.

Max Planck disse che la scienza non progredisce perché gli scienziati cambiano idea, ma piuttosto perché gli scienziati attaccati a opinioni errate muoiono e vengono rimpiazzati. Otto Warburg ha usato le stesse parole per commentare il fatto che le sue idee – non mainstream sulla genesi del cancro – faticassero a essere accettate. Personalmente ritengo che le ricerche non mainstream nella scienza vadano incoraggiate e che abbiano avuto – e possano avere – un ruolo fondamentale nello sviluppo della medicina. In questa rubrica che terrò su Scienza e Conoscenza in ogni numero, parleremo sia delle scoperte che sono passate inosservate anche se ricche di prospettiva – una tra tutte il ruolo della vitamina C nella cura dei tumori – sia delle più recenti ricerche guidate da un approccio non mainstream, come ad esempio la scoperta che farmaci antiacidi possono avere un ruolo chiave nelle nuove strategie antitumorali e l’importanza dell’acqua e di antiossidanti nel mitigare l’invecchiamento. Vi aspetto in ogni numero per grandi novità!

Stefano Fais si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1981. Per circa 15 anni ha condiviso l’attività di medico con l’attività di ricerca e nel 1994 ha deciso di dedicarsi completamente ad essa. È attualmente Direttore del Reparto Farmaci Anti-Tumorali dell’Istituto Superiore di Sanità. È autore di più di 200 fra lavori scientifici, monografie e libri ed è nventore di 10 brevetti.

Continua la lettura su

Scienza e Conoscenza n. 69 - Luglio/Settembre 2019 - Rivista >> http://bit.ly/2LzQgg5
Nuove scienze, Medicina Integrata

lunedì 22 luglio 2019

Scienza e Conoscenza n. 69



Scienza e Conoscenza n. 69 - Luglio/Settembre 2019 - Rivista

Nuove scienze, Medicina Integrata


L’abbiamo sempre chiamata flora intestinale e siamo stati abituati a prendercene cura sporadicamente, magari dopo un ciclo di antibiotici, con qualche bustina di “fermenti lattici” e poco altro. Con un appellativo che ci riportava a qualcosa di inerte, “vegetale”, non abbiamo mai preso in considerazione il fatto ci fosse un legame profondo tra questa fantomatica vegetazione intestinale e la salute dell’intero organismo, con un particolare collegamento con il sistema immunitario, quello endocrino, e quello nervoso – da qui il nome di secondo cervello spesso utilizzato per l’intestino.

Oggi sappiamo che la flora batterica intestinale non è un qualcosa di “accessorio”, ma una sorta di vero e proprio organo, un super-organismo vivo, popolato da una grande varietà di organismi microbici – sia potenzialmente patogeni che simbionti – che dialogano costantemente tra loro, con i grandi sistemi del corpo e con il nostro DNA. Ed ecco allora che non parliamo più di flora batterica intestinale, ma di microbiota e microbioma, ad indicare rispettivamente l’insieme di virus, batteri e funghi che popolano il tratto intestinale e l’insieme dei geni appartenenti al microbiota.

Dall’equilibrio del microbiota dipende dunque la nostra salute e la salute del microbiota da cosa dipende? Scoprilo in questo numero di Scienza e Conoscenza!

EDITORIALE - Stiamo lavorando per voi

Oggi voglio raccontarvi il comitato scientifico di «Scienza e Conoscenza». Il nostro comitato scientifico è fatto di persone speciali: per la grande professionalità che le contraddistingue, per il grande cuore che mettono nel loro lavoro e per la passione con cui hanno aderito al progetto di «Scienza e Conoscenza».

Sono ricercatori indipendenti, professionisti della salute, medici e scienziati che ci sostengono nel nostro lavoro in redazione, condividendo con noi la visione di un nuovo modo di fare scienza, in cui le varie discipline si aprono alla collaborazione, all'ascolto e a tutto ciò che di nuovo c'è ancora da scoprire. Il loro apporto è fondamentale per la realizzazione della rivista e ci permette di omini i contenuti più all'avanguardia e di presentarvi le figure più incisive del nuovo paradigma che si sta affacciando all'orizzonte nella scienza e in medicina: l'olismo scientifico.

C'è chi è con noi da tantissimi anni, come Valerio Pignatta, storico collaboratore di Gruppo Editoriale Macro, direttore di collana per i temi della salute, il quale ha visto nascere questa pubblicazione e ha contribuito a portarla dov'è ora. E c'è chi accompagna il nostro viaggio da meno tempo - come il dottor Antonio Morandi e Stefano Fais, arrivato quest'anno ma il cui contributo e il cui slancio è di fondamentale importanza. Grazie anche a Gioacchino Pagliaro, che ha aderito al nostro progetto quando ancora per molti sarebbe stato difficile credere che saremmo arrivati sino a qui, e a Luigi Maxmilian Calighili, i cui articoli di "fisica dell'incredibile" sono un appuntamento fisso da tanti anni per i nostri lettori.

Insieme a loro progettiamo ogni uscita di «Scienza e Conoscenza», analizziamo nuovi contenuti e autori, pensiamo a strategie promozionali e a nuovi possibili sviluppi editoriali. Ogni volta ci sorprendiamo della volontà di tulli di mettersi in gioco e di donare tempo, energie e risorse alla rivista: per questo a tutti loro va il nostro grazie, di cuore. Un ultimo ringraziamento lo dedichiamo a Carmen Di Muro e a Paolo Giordo, che hanno fatto parte del comitato fino all'inizio del 2019 e il cui apporto è stato fondamentale per la crescita della rivista: con loro non è stato un addio, ma semplicemente un arrivederci dato che le nostre strade sono ancora legate e lo saranno sempre.

Romina Alessandri e Marianna Gualazzi

 Indice

SIAMO FATTI DI BATTERI

Fatti di batteri - La Redazione
Alla ricerca dell'equilibrio - Intervista a Simone Grazioli Schagerl a cura di Romina Alessandri
Funghi medicinali, i nuovi probiotici - Stefania Cazzavillan
A fior di pelle - Intervista ad Antonio Del Sorbo a cura di Marianna Gualazzi
Il Microbioma secondo l'Ayurveda - Antonio Morandi
Mangiare ayurvedico non significa mangiare indiano - Barbara Bergnach
Piante felici - Intervista a Domenico Prisa a cura di Marianna Gualazzi
Pesticida Killer - Saverio Pipitone

MEDICINA INTEGRATA

Cancro, questione di sistemi complessi - Antonio Mazzocca
L'amico del cuore - Davide Terranova

SCIENZA DI FRONTIERA

La ricerca difficile - Domenico Mastrangelo
Neutrino: la particella fantasma - Luigi Maxmilian Caligiuri
Il segreto della musica è nei numeri - Dario Giardi

RUBRICHE

La medicina è una sola - Stefano Fais
Questioni di cuore - Davide Terranova
Psicologia quantistica - Carmen Di Muro
I nostri autori più amati - Gregg Braden e Bruce Lipton

Scheda Tecnica

Editore Macro Edizioni
Data pubblicazione         Luglio 2019
Formato              Rivista - Pag 92 - 19.5 x 26.5 cm
ISBN      8878694851
EAN       9788878694859

Scienza e Conoscenza n. 69 - Luglio/Settembre 2019 - Rivista >> http://bit.ly/2LzQgg5
Nuove scienze, Medicina Integrata