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venerdì 16 settembre 2022

Quando la mente plasma la materia


Quando la mente plasma la materia: gli esperimenti sull'intenzione di Lynne Mc Taggart

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/3yPd2bR

Possono i nostri pensieri modificare le cose? L’effetto trasformativo di questi pensieri è tanto maggiore quanto più numerose sono le persone che li stanno pensando?

Il potere di questi pensieri è tale da poter guarire un altra persona o addirittura il mondo?

Redazione - Scienza e Conoscenza - 15/09/2022

Può la mente plasmare la materia?

Pioniera in esperimenti di questo tipo, Lynne Mc Taggart ha dedicato gli ultimi dieci anni della sua vita a porsi domande che la maggior parte della comunità scientifica ufficiale ritiene ridicole, ma un numero sempre crescente di ricercatori privi di pregiudizi e di ampie vedute vede come fondamentali: possono i nostri pensieri modificare le cose? L’effetto trasformativo di questi pensieri è tanto maggiore quanto più numerose sono le persone che li stanno pensando?

Il potere di questi pensieri è tale da poter guarire un altra persona o addirittura il mondo?

Per rispondere a queste domande, l’intraprendente conferenziera e scrittrice ha prima studiato tutte le ricerche disponibili sul rapporto mente materia (nel suo libro sulla scienza dell’intenzione i nomi di Popp, Tiller, Emoto, Radin, Sheldrake risuonano ad ogni pagina), poi ha messo insieme un gruppo di fisici, biologi, psicologi, neuroscienziati ed esperti di statistica delle più prestigiose università internazionali e diverse centinaia di persone che la seguono in tutto il mondo (i suoi lettori, coloro che la seguono sul sito e alle conferenze), per mettere in piedi il più grande esperimento mente-materia mai realizzato nella storia.

Era il 2006 quando Lynne McTaggart mise in piedi il suo primo esperimento sull'intenzione, coadiuvata dal grande biofisico tedesco Fritz Albert Popp, lo scopritore dei biofotoni: si trattava di un gruppo di volontari a Londra che dovevano meditare su un alga, l'Acetabularia, un organismo assolutamente semplice che era stato scelto da Popp quale candidato ideale per l'esperimento, che si trovava in Germania nei laboratori di Popp.

«Lavorare con l'Acetabularia – scrive Lynne nel libro La scienza dell'intenzione – consentiva di essere meravigliati testimoni della complessa morfologia della vita nella totalità di un unica cellula, abbastanza grande da essere visibile ad occhio nudo. (...) Usare l'Acetabularia come soggetto del test sarebbe stato analogo a collaudare un'automobile fatta di un'unica parte mobile, il che eliminava tutte le variabili proprie di una cosa vivente, con un inimmaginabile numero di processi chimici ed energetici in corso in ogni istante. (...) Durante il nostro primo esperimento di intenzione, Popp voleva esaminare l'alterazione della tenue luce emessa dalle alghe, infinitamente più flebile del tasso di crescita cellulare. Genericamente parlando, un aumento di fotoni indica che una forma vitale è sottoposta a stress, mentre una diminuzione indica che la sua salute è migliorata».

All'analisi dei dati prodotti dall'esperimento (la sua descrizione dettagliata si trova alle pagine 273 e seguenti del libro sopra citato) venne fuori che il piccolo sforzo di meditazione aveva creato un imponente effetto di guarigione, una significativa diminuzione di luce vivente. E non soltanto: l'effetto prodotto da una distanza così grande risultò simile all'effetto esercitato da un guaritore esperto nella stessa stanza. L'intenzione del gruppo di meditatori aveva creato la stessa luce di un guaritore.

Il primo esperimento di intenzione per guarire un essere umano

Pioniera in esperimenti di questo tipo, Lynne ha dedicato gli ultimi dieci anni della sua vita a porsi domande che la maggior parte della comunità scientifica ufficiale ritiene ridicole, ma un numero sempre crescente di ricercatori privi di pregiudizi e di ampie vedute VEDE COME fondamentali: possono i nostri pensieri modificare le cose? L'effetto trasformativo di questi pensieri è tanto maggiore quanto più numerose sono le persone che li stanno pensando? Il potere di questi pensieri è tale da poter guarire un altra persona o addirittura il mondo?

Per rispondere a queste domande, l'intraprendete conferenziera e scrittrice ha prima studiato tutte le ricerche disponibili sul rapporto mente materia (nel suo libro sulla scienza dell'intenzione i nomi di Popp, Tiller, Emoto, Radin, Sheldrake risuonano ad ogni pagina), poi ha messo insieme un gruppo di fisici, biologi, psicologi, neuroscienziati eD esperti di statistica delle più prestigiose università internazionali e diverse centinaia di persone che la seguono in tutto il mondo (i suoi lettori, coloro che la seguono sul sito e alle conferenze) per mettere in piedi il più grande esperimento mente-materia mai realizzato nella storia.

Il 26 aprile 2014 è stato condotto l'esperimento che si è svolto in questo modo: Lynne ha lavorato con il dottor Fannin psicologo e neuroscienziato che ha dedicato molti anni mappando gli stati mentali di persone sofferenti di ansia, depressione o disordine da deficit di attenzione e iperattività. Due pazienti del dottor Fannin affetti da stress posta traumatico hanno gentilmente accettato di donare il loro tempo per un particolare esperimento: capire se il potere dei pensieri degli sconosciuti può avere un affetto di guarigione.

Gli sconosciuti in questione erano i fedeli lettori di Lynne che hanno accettato di partecipare in simultanea all'esperimento, da 93 paesi del globo.

Uno dei due volontari è stato scelto come target e l'altro come controllo e il dottor Fannin li ha collegati ad una macchina EEG in grado di monitorare le loro onde cerebrali. In base a una scelta casuale il target è stato definito in Todd Voss, un veterano della guerra del Golfo e dell'Afghanistan  con disordine da stress post-traumatico. Kathy Martin, l'altro paziente, è stato scelto come gruppo di controllo.

Attraverso la rete Lynne e il gruppo di ricerca di Fannin hanno trasmesso via web in tempo reale ai meditatori sparsi nei 93 paesi un video in cui Todd raccontava la sua storia e hanno chiesto loro di dirigere la loro intenzione al fine di abbassare le onde alfa emesse dal cervello di Todd. Le onde emesse dal cervello umano hanno diverse frequenze: quelle molto lente (le delta e le theta) sono associate a stati di meditazione profonda e al sonno, le onde alfa sono quelle degli stati meditativi e della calma, quella beta sono legate al pensiero cognitivo di ogni giorno e le gamma ai momenti di alta concentrazione. Il dottor Fannin ha monitorato tramite l'EEG le onde cerebrali di Todd e Kathy prima dell'esperimento, durante l'esperimento, immediatamente dopo e alcune settimane più tardi, il 13 maggio.

Che cosa hanno messo in evidenza i risultati dell'esperimento?

- Le onde alpha emesse dal cervello di Todd si sono abbassate di tre deviazioni standard rispetto alla norma durante l'esperimento;

- le onde che segnalano la presenza del disturbo da stress post traumatico sono tornate normali durante l'esperimento;

- le onde alpha di Todd hanno iniziato a lavorare in fase durante l'esperimento, ovvero sono diventate coerenti;

- il fatto che questi effetti non si sono manifestati in Kathy ha dimostrato che non può trattarsi di effetto placebo.

I risultati iniziali dello studio sono stati davvero incoraggianti e hanno spinto Lynne a comunicarli in maniera entusiasta a tutti coloro che la seguono sul web. Purtroppo la McTaggart ha scoperto, a esperimento ultimato, un limite fondamentale insito nella sua progettazione. Il dottor Fannin, che ha dato il suo contributo all'esperimento in forma totalmente gratuita, ha proposto Todd ritenendolo il candidato ideale all'esperimento in quando Fannin aveva insegnato a Todd ad abbassare il livello delle sue onde alpha attraverso tecniche di biofeedback  e Todd, che inizialmente aveva tratto beneficio da questo training, era ricaduto nella sindrome post traumatica. Purtroppo Fannin, prima dell'esperimento, non aveva comunicato a Lynne il fatto che Todd fosse in grado di influire sulle sue onde alpha: probabilmente non l'aveva ritenuto importante visto che Todd non ne aveva tratto beneficio in termini di guarigione.

Ma secondo Lynne McTaggart il vero risultato dell'esperimento non risiede nei dati dell'EEG di Todd. Anche se l'esperimento non può essere ritenuto "scientifico" nel senso classico del termine, esso mostra due risultati importanti che non possono che essere validati: Todd Voss, a distanza di settimane, si sente meglio, molto meglio. Inoltre moltissimi dei partecipanti all'esperimento, i meditatori, hanno avuto un'esperienza di profonda connessione con Todd e anche loro si stanno sentendo meglio.

Il 45% dei meditatori ha notato cambiamenti positivi nelle relazioni interpersonali dopo l'esperimento, un quarto dichiara di provare più amore nei confronti delle persone amate e un terzo dice di provare più sentimenti d'amore per tutti coloro con cui entra in contatto.

Le persone riportano anche di sentirsi meglio con i clienti, gli ex mariti e le ex mogli, i fratelli, i vicini, i colleghi di lavoro e i superiori. Hanno inoltre notato un incremento della consapevolezza e della chiarezza nelle relazioni sia con gli altri che con se stessi.

"Il cambiamento della relazione con mia sorella – scrive una partecipante – mi ha completamente sbalordita. Qualcosa è cambiato, soprattutto a livello della fiducia, del perdono del guardarci con occhi nuovi".

"Mio marito mi guarda come se mi avesse incontrato ieri per la prima volta e questo è bellissimo! Ci sentiamo più in sintonia e siamo molto più complici".

Il nuovo che avanza

Lynne McTaggart ha messo in piedi un nuovo esperimento che si è svolto il 24 maggio 2014, ma i risultati non sono ancora disponibili. Anche se la fatica per progettare e realizzare esperimenti di questo tipo è davvero tanta, la McTaggart è convinta che portare avanti ricerche di questo tipo sia fondamentale al fine di trovare le basi scientifiche di una nuova scienza.

«La nostra definizione di universo fisico come collezione di oggetti isolati – scrive Lynne ne La scienza dell'intenzione – la nostra definizione di noi stessi come niente altro che uno di quegli oggetti, addirittura la nostra comprensione più fondamentale del tempo e dello spazio dovranno essere rimodellate. Almeno quaranta scienziati di punta in centri di ricerca accademici in tutto il mondo hanno dimostrato che un trasferimento di informazioni ostante ha luogo tra tutto ciò che vive, e che le forme di pensiero non sono che un altro aspetto dell'energia trasmessa. centinaia di altri hanno offerto teorie plausibili che abbracciano anche gli effetti più controintuitivi, come l'influenza spostata nel tempo, ormi compatibili con le leggi della fisica.

Non possiamo più considerarci isolati dal nostro ambiente, né vedere i nostri pensieri come i meccanismi privati e indipendenti di un cervello individuale. (...) Come osservatori e creatori, riplasmiamo continuamente il nostro mondo in ogni istante. Ogni pensiero che abbiamo, ogni giudizio, seppure inconscio, produce un effetto. Con ogni istante che nota, la mente conscia sta inviando un'intenzione.

Queste rivelazioni ci obbligano a ripensare non soltanto che cosa significhi essere umani, ma anche come relazionarci. Può darsi che dobbiamo riconsiderare l'effetto di tutto ciò che pensiamo, che lo esprimiamo o no ad alta voce. La nostra relazione con il mondo continua, anche se rimaniamo in silenzio.

Dobbiamo anche riconoscere che queste idee non sono più le riflessioni di alcuni eccentrici. Il potere del pensiero sostiene molte discipline ben accettate in ogni campo della vita, dalla medicina ortodossa e alternativa allo sport competitivo. La medicina moderna deve rendersi pienamente conto del ruolo centrale dell'intenzione nella guarigione. I medici parlano dell'effetto placebo come di un fastidioso impedimento alla dimostrazione dell'efficacia di un agente chimico: è ora di comprendere e utilizzare appieno il potere del placebo. La mente si è ripetutamente dimostrata una guaritrice ben più potente del più grande dei farmaci di nuova concezione.

Come comunità possiamo avere il potere di migliorare la qualità della nostra aria e acqua, il nostro tasso di crimini e incidenti, i livelli educativi dei nostri figli. Un unico pensiero ben diretto può essere un modo gentile ma efficace perché uomini e donne comuni prendano nelle loro mani le questioni di interesse generale.

Se inizieremo a cogliere l'eccezionale potere della coscienza umana, evolveremo la comprensione che abbiamo di noi stessi come esseri umani in tutta la nostra complessità. ma ci sono ancora molte domande da fare sulla natura dell'intenzione. La scienza di frontiera è l'arte di indagare l'impossibile. Tutte le principali conquiste della nostra sono nate dall'essersi posti delle domande provocatorie. La vera scienza, che non teme l'esplorazione degli oscuri passaggi della nostra ignoranza, ha sempre inizio con una domanda sgradita, anche se non c'è alcuna prospettiva di una risposta immediata, e anche se la risposta minaccia di rovesciare ciascuna delle ultime credenze a noi tanto care».

The Intentional Experiment — Libro >> https://bit.ly/3yPd2bR

Studi scientifici sul campo quantico

Lynne McTaggart

www.macrolibrarsi.it/libri/__the-intentional-experiment-libro.php?pn=1567

La Forza Segreta dell'Universo — Libro

Il campo del Punto Zero - Una vasta fonte di energia illimitata in grado di sostituire tutte quelle usate fino ad oggi

Lynne McTaggart

www.macrolibrarsi.it/libri/__la-forza-segreta-dell-universo-lynne-mctaggart-libro.php?pn=1567


venerdì 20 maggio 2022

L'influenza di mente e intenzioni sulla materia


L'influenza della mente e delle nostre intenzioni sulla materia

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/3Nlis20

 Per la maggior parte di noi quando si intraprende qualcosa di nuovo, così come quando si affronta un nuovo anno, si tirano le somme e si considera il nostro viaggio in tutta la sua complessità, ovvero dove siamo stati e dove stiamo andando. Questo processo dovrebbe cominciare dai nostri pensieri.

Lynne McTaggart

Quando la gente sostiene che i pensieri non sono così importanti, mi vengono in mente quei pazienti cosiddetti terminali i quali, nonostante i manuali di Medicina e le prognosi dei loro dottori, sconfiggono la malattia praticamente nottetempo, senza l’aiuto della Medicina contemporanea.

L’Institute of Noetic Sciences ha raccolto tutti i casi scientificamente documentati di guarigioni cosiddette miracolose. Benché l’opinione comune sia che tali casi siano rari, dare una scorsa alla letteratura medica in proposito è istruttivo.

Un caso su otto di tumore alla pelle guarisce spontaneamente, così come un caso su cinque di tumore genitourinario. Virtualmente tutti i tipi di malattia – inclusi il diabete, il morbo di Addison e l’arteriosclerosi, nei quali si suppone che restino irrimediabilmente danneggiati organi o parti vitali del corpo – sono guariti in modo spontaneo. Una piccola branca della ricerca riguarda i malati terminali di cancro, che con pochissimo o nessun intervento medico hanno sconfitto la malattia contro ogni previsione.

Benché tali casi siano etichettati come “remissioni spontanee” – come se improvvisamente la malattia avesse deciso di nascondersi, ma conservando la possibilità di presentarsi a ogni momento – in molti casi essi rappresentano un altro esempio della capacità del corpo di auto-correggersi, grazie al potere dell’intenzione.

Tutti proviamo meraviglia di fronte ai casi di remissioni spontanee (SR), perché anche i più illuminati tra noi sottoscrivono il paradigma del corpo-come-macchina. Secondo questo modello, ciò che è rotto resta tale fin quando un bravo meccanico non arrivi con la giusta chiave inglese o il pezzo di ricambio.

Il numero di SR, da solo, dimostra quanto l’autoriparazione e il rinnovamento siano naturali per il corpo umano. Casi su casi di remissioni spontanee riguardano persone che si sono trovate dinanzi a un blocco nella loro vita: stress continuo, traumi irrisolti, conflittualità prolungata, isolamento marcato, profonda insoddisfazione o muta disperazione (Am J Psychother, 1058; 12: 723). Spesso si tratta di persone che non sono più protagoniste della propria vita.

Molti casi di remissione spontanea sembrano verificarsi dopo un radicale mutamento psicologico che ripristina una vita piacevole e dotata di significato. Nella maggior parte dei casi, il paziente si libera della fonte di angoscia psicologica e si assume piena responsabilità della malattia e della cura. Ciò lascia pensare che alcune persone si ammalino perché perdono ogni speranza nella vita, ovvero perché hanno pensieri che non promuovono la salute.

Esse scoprono il significato perduto della vita. Suonano il pianoforte o fanno trekking in Tibet. Trovano un cammino che li riporta alla loro joie de vivre. Il fatto che la malattia sia curabile tramite un semplice cambiamento nel modello di pensiero ha implicazioni ancora più profonde: i pensieri casuali che tutti i giorni attraversano la nostra mente diventano, nell’insieme, l’intenzione della nostra vita. Se cambiare il nostro “nastro” interiore ci rende capaci di tenere sotto controllo malattie mortali, è probabile che il copione della nostra vita su noi stessi diventi la nostra realtà in molti altri modi, meno significativi.

Ma che dire del copione che scriviamo per i nostri cari? Quando pensiamo che nostro marito sia poco affettuoso o i bambini poco bravi in matematica, stiamo inconsciamente scrivendo il copione per loro? I nostri pensieri hanno lo stesso effetto sugli altri e su noi?

Lo psicologo William Braud è uno dei pochi scienziati ad aver affrontato questa domanda. Egli ha raccolto un gruppo di volontari e ha chiesto loro di fare biofeedback su se stessi. Dopo aver diviso per coppie il gruppo, ha collegato un membro di ciascuna coppia alla macchina per il biofeedback, ma ha chiesto all’altro partner di rispondere alle letture ed eseguire l’invio di istruzioni mentali.

Secondo i dati di Braud, i risultati erano equivalenti a quelli ottenuti quando il paziente collegato alla macchina faceva il biofeedback su se stesso. In altre parole, l’effetto “mente-sopra-materia” dei pensieri dava gli stessi risultati fisici, che si trattasse del corpo del pensatore o di quello di qualcun altro.

Ciò suggerisce che le intenzioni di un’altra persona su di te, e anche i suoi pensieri quotidiani su di te, le tue abitudini e le tue capacità, possono tradursi in una profezia auto-realizzantesi, rivelandosi tanto potenti quanto il tuo “copione” su te stesso. Anche il nostro pensiero casuale sugli altri, così come il “copione” che abbiamo scritto su di loro, può diventare un’intenzione, e quindi va gestito con cautela.

La prova più interessante del “pensiero-come-malattia” viene dal lavoro di un team composto da moglie e marito, la psichiatra Jan Kiecolt-Glaser e il professore di virologia all’Ohio State University Ronald Glaser. Recentemente, essi hanno condotto un esperimento su 42 coppie sposate, di età compresa tra i 22 e i 77 anni. Tramite un dispositivo di suzione, hanno creato otto piccole vesciche sulle braccia dei vari coniugi, monitorando poi la guarigione di tali ferite nelle successive 24 ore.

All’inizio, alle coppie veniva chiesto di parlare di ciò che avrebbero voluto cambiare nella propria relazione matrimoniale, sotto l’assistenza di uno psicologo che faceva sì che l’incontro fosse positivo e costruttivo. Alla seconda visita in studio, alle coppie veniva chiesto di rivivere, in un certo senso, un litigio che aveva provocato forti emozioni, ma senza l’assistenza di un professionista.

Studiando i risultati, i Glaser scoprirono che le ferite nella seconda visita impiegavano un giorno intero per guarire. Nelle coppie litigiose e conflittuali, la guarigione impiegava il 40 percento di tempo in più.

La produzione di citochina – l’elemento chiave nel sistema immunitario per provocare la guarigione – intorno alla ferita era molto inferiore quando i partecipanti litigavano con il coniuge che quando erano sostenuti da un professionista. Inoltre, l’ostilità cronica metteva in circolazione molte più citochine proinfiammatorie, che potevano condurre a patologie degenerative come malattie del cuore, diabete, artrite e cancro (Arch Gen Psychiatry, 2005; 62: 1337-84).

I Glaser offrono solide prove biologiche – se ancora ne abbiamo bisogno – del fatto che una persona circondata da un conflitto psicologico non è sana come una persona circondata da relazioni amorevoli e di sostegno.

Ciò che i casi di SR suggeriscono, è che i pensieri nostri e di coloro che ci circondano la maggior parte del tempo ci guariscono o ci uccidono.

Recentemente, ho letto di studi che dimostrano quanto profondamente e rapidamente il cervello altera le sue funzioni e persino la sua struttura fisica in seguito a certe forme di pensiero: mi riferisco nello specifico, alla meditazione (Psychosom Med, 2003; 65: 564-70; NeuroReport, 2000; 11:1581-5). In poche settimane, le persone che pensano determinati pensieri alterano aree precise del cervello.

Ciò che questa ricerca lascia supporre è che il nostro organismo sia una sorta di Play-Doh [pasta da modellare, NdT] che viene plasmata dai nostri pensieri consci. La consapevolezza forma il nostro io fisico, e non il contrario. Se nel corso di tutta la vita il cervello può essere fisicamente trasformato semplicemente grazie a pensieri migliori, altrettanto vale per il resto del corpo.

La remissione spontanea può originare solo dalla plasticità dinamica ed energetica del corpo in quanto servitore della consapevolezza. Il migliore proposito salutare da ora in poi è incredibilmente semplice: risolversi ad avere pensieri felici.

Molto è stato scritto riguardo la cosiddetta “personalità del cancro”: in realtà, forse il punto sarebbe arrivare al cuore del cancro nella tua anima.

Lynne McTaggart è giornalista e autrice del libro bestseller The Field. Il suo ultimo libro è The Intention Experiment. Inoltre, pubblica varie newsletter sulla medicina alternativa e la spiritualità. Per ulteriori informazioni: www.livingthefield.com, www.theintentionexperiment.com

L'articolo è stato tradotto per gentile concessione di Lynne McTaggart e Living the field - Traduzione di Gagan Daniele Pietrini

 

La Forza Segreta dell'Universo — Libro >> https://bit.ly/3Nlis20

Il campo del Punto Zero - Una vasta fonte di energia illimitata in grado di sostituire tutte quelle usate fino ad oggi

Lynne McTaggart

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Il Campo Quantico - The Field — Libro >> https://bit.ly/3sHKw87

Connetti la mente quantica alla forza dell'universo

Lynne McTaggart

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The Intentional Experiment — Libro >> https://bit.ly/3yPd2bR

Studi scientifici sul campo quantico

Lynne McTaggart

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La Scienza dell'intenzione — Libro >> https://bit.ly/3sITYrB

Come cambiare il pensiero per cambiare la tua vita e il mondo

Lynne McTaggart

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mercoledì 20 gennaio 2016

Il potere dell'intenzione quantica



Il potere dell'intenzione quantica

Sta a noi scegliere tra la via della felicità e quella dell'infelicità. Come? Attraverso l'intenzione!

di Carmen Di Muro - 19/01/2016



Il potere dell'intenzione quantica

“Ricorda, dove va la tua attenzione, li scorre la tua energia”
Jack Canfield

Esistono due modi di percorrere il sentiero della propria esistenza: la via della felicità e quella dell’infelicità. A volte le due strade si incontrano, formano biforcazioni in modo tale da percorrerle necessariamente insieme, altre volte queste seguono percorsi paralleli e distinti che conducono verso mete completamente diverse. Soltanto a noi spetta l’arduo compito di decidere la rotta, il bivio verso il quale direzionarsi, solo e soltanto noi siamo gli unici artefici del viaggio che inizia nell’invisibile mondo quantistico per poi concludersi nel mondo visibile della materia. Soltanto noi possiamo impedire ai nostri occhi di vedere la luce del sole risplendere e alla nostra energia di accordarsi con il grande flusso presente nel campo quantico universale, solo e soltanto noi scegliamo che il miracolo non accada perché non riusciamo a credere che questo sia possibile.

Esiste una strada maestra per tutti ed è quella dell’anima, di quell’energia di carica straordinaria che alberga in fondo ad ognuno di noi e che ci permette di dare manifestazione alla realtà a nostra immagine e somiglianza profonda. Strada che è riflesso della nostra parte intima, che urla a gran voce il più delle volte che c’è bisogno di mutamento di direzione verso la via giusta, quella che ha un cuore e che ci permette di raggiungere la vera meta, quella della gioia dell’essere qui, nell’attimo presente, malgrado tutti i problemi che ci sommergono.

Il grande potere dell'intenzione

La vita è magnetismo, dobbiamo iniziarci a pensare come un campo energetico integrato, perché è questo ciò che siamo. Un campo energetico che ci rende parte e tutto con il mondo esterno, muovendolo vibrazionalmente e facendo sì che le nostre frequenze personali si accordino con le infinite possibilità quantistiche presenti nell’universo. Possibilità che a livello vibratorio esistono e trovano espressione nella nostra vita giornaliera a seconda dell’intensità dell’intenzione della nostra volontà. In ognuno di noi è racchiusa una scintilla di creazione, perché siamo parte infinitesimale di quel campo organizzato di coscienza che ci rende co-creatori attivi in ogni attimo del nostro procedere. Il nostro più grande potere è racchiuso in un’unica parola: Intenzione. Nel volere, nel fare, nel creare qualcosa di straordinario.

Tutto è energia/informazione

Ogni forma materiale è costituita da modelli organizzati di informazione/energia in connessione tra loro attraverso un reticolo quantico che appartiene al Campo quantistico Universale, grazie al quale c’è uno scambio repentino di messaggi energetici. Per esempio, nell’uomo, questi schemi energetici veicolano l’informazione personale tramite le vibrazioni prodotte dalle emozioni e dai pensieri, mettendoli in relazione continua con il campo quantistico.

Questa congiunzione vibrazionale di onde/particelle, annoverata in fisica quantistica sotto il nome di entanglment, spiegherebbe perché le frequenze dei pensieri, dei sentimenti e delle credenze sono in grado di influenzare la vita e la realizzazione degli eventi indipendentemente dallo spazio e dal tempo. Il tempo per esempio, è solo un parametro matematico che ci permette di osservare linearmente i cambiamenti tra passato-presente e futuro. Al contrario, l’universo è in sviluppo continuo nell’attimo presente, nel qui ed ora, che è l’unico tempo esistente nonché un mezzo di informazione quantistica immediata.
Possiamo dar manifestazione al mondo intorno a noi soltanto nel qui e ora, attraverso il potere dell’intenzione delle nostre scelte.

Nel qui ed ora noi decidiamo di noi, nel qui ed ora viene prodotta quell’informazione vibratoria che a distanza di tempo darà espressione ad ampio spettro alla realtà percepibile concretamente. Solo ed esclusivamente nel qui ed ora abbiamo la possibilità di scegliere tra quei due percorsi che possono condurci verso la luce o l’oscurità, perché attraverso i sentimenti e pensieri che si esperiscono e la loro carica elettro-magnetica si genera un segnale di campo che oscilla all’unisono con ogni particella dell’universo attirando eventi potenziali che con il tempo si manifestano in eventi reali. La realtà che vediamo diventa, quindi, uno specchio che rende visibile il tipo di messaggio che fino a quel momento abbiamo prodotto a livello sottile.

Il campo di frequenze del cuore

Sono le nostre emozioni a stabilire le oscillazioni energetiche dei nostri pensieri. L’organo predisposto alla capacità di modulazione di queste frequenze è il cuore, perché è questo il motore primo che da vita agli stati d’animo, espressione profonda della nostra natura vibratoria ed energetica, nonché indici importanti per comprendere ciò che ne sarà di noi.

Nel momento in cui il nostro cuore sarà centrato in stati d’animo disturbanti questi impatteranno a livello vibrazionale non soltanto sul nostro corpo provocando una disregolazione elettro-chimico-cellulare e alla successiva malattia, ma anche sull’ambiente esterno, poiché l’intenzione delle nostre scelte sarà guidata da quel tipo di vibrazione che rimanderà all’universo la stessa carica elettro-magnetica, facendo sì che frequenze della medesima intensità si accordino pienamente all’onda prodotta, manifestandosi sotto forma di eventi inattesi e spiacevoli.

La carica dell’intenzione umana produce onde tra quelle più organizzate in natura. E tanto più la nostra intenzione contiene in sé coerenza tra pensieri e sentimenti, tanto più l’onda prodotta si polarizzerà su una determinata frequenza universale entrando in risonanza immediata, senza che altre onde di disturbo di polarità opposta rallentino il suo percorso.
Questo avviene sempre, avviene nell’attimo in cui noi scegliamo e vogliamo fortemente qualcosa, nel qui ed ora dove spazio e tempo si annullano e le nostre componenti profonde, ovvero mente e cuore, vibrano sulla stessa frequenza di realizzazione. E le cose accadono, anche quelle più impossibili.
La strada della felicità si palesa dinanzi ai nostri occhi nel suo splendore, non sapendo che siamo stati noi a sceglierla con il cuore e a batterla consapevolmente consentendo all’impossibile di diventare possibile.

Carmen Di Muro
Essere è Amore - Libro >> http://goo.gl/3UMydy
Dal pensiero alla materia - Viaggio scientifico nella pura essenza


martedì 4 agosto 2015

Il Potere dell'Intenzione

Il Potere dell'Intenzione

di Wayne W. Dyer



Il Potere dell'Intenzione

Solitamente l'«intenzione» viene concepita come un atteggiamento di forte determinazione volto a conseguire a tutti i costi i risultati prefissi. In quest'ottica, la garanzia di ottenere lo scopo prefissato è data dalla combinazione di un lavoro indefesso e di una costante spinta verso il successo.

In questo libro Wayne Dyer propone una visione radicalmente diversa: per Dyer l'intenzione è una forza universale che permette l'atto stesso della creazione, in tutti gli ambiti.

L'intenzione non è un atteggiamento individuale che muove ciascuno di noi all'azione, ma un'energia cosmica di cui tutti noi facciamo parte, e alla quale possiamo attingere per plasmare realmente la nostra vita.

Dyer mostra come può avvenire la connessione fra il nostro Io e l'intenzione come energia universale - le cui caratteristiche sono l'amore, la bellezza, la creatività e la forza infinita – indicando la via concreta per rendere operante l'intenzione nella vita di tutti i giorni.


Prefazione del libro "Il Potere dell'Intenzione" di Wayne W. Dyer

Il libro che avete appena preso in mano, insieme a tutte le informazioni che contiene, era in principio un'idea del tutto priva di forma nel dominio invisibile del potere dell'intenzione.

E stato chiamato nel mondo materiale attraverso l'applicazione dei principi che ho raccolto in queste pagine: sono riuscito a elevare la mia energia e a farla vibrare sulla stessa frequenza della Sorgente creatrice, di conseguenza queste parole e queste idee sono potute scorrere attraverso di me e arrivare fino a voi. Quella che state tenendo in mano è la prova che qualunque co­sa venga concepita dalla nostra mente - se ci manteniamo in ar­monia con la Sorgente universale e creatrice - può e deve esse­re realizzata.

Se desiderate sapere come questo volume, II potere dell'in­tenzione, potrebbe influenzare la vostra vita e come potreste sentirvi, pensare o forgiare il vostro mondo dopo averne letto e messo in pratica gli insegnamenti, vi suggerisco di dare un'oc­chiata all'ultimo capitolo - Ritratto di una persona collegata al piano dell'intenzione, prima di intraprendere il viaggio.

Voi, gli altri, l'intera esistenza: tutti siamo emanazione del­l'intenzione universale e creatrice. Se vivrete in questa prospet­tiva, imparerete a conoscere e a sfruttare il potere dell'intenzio­ne e davanti a voi si accenderanno infiniti semafori verdi.


Wayne W. Dyer (Detroit 1940), psicologo, è noto per le sue opere divulgative. In America è molto popolare, oltre che per le sue opere scientifiche, anche per l'attività di psicoterapeuta; si è dedicato particolarmente alla divulgazione sul tema del pieno sviluppo della personalità.

Nei primi testi come "Le vostre zone erronee" Wayne Dyer ha puntato l'attenzione sul potenziale insito in ogni essere umano insegnando in modo chiaro e semplice, come diventare veramente padroni di se stessi e come sfuggire al ruolo di vittima che sempre qualcuno ci vuole imporre.

Wayne Dyer afferma che il cambiamento può iniziare fin da subito e che è possibile sprigionare tutte le energie, i talenti, i desideri che risiedono in noi e che normalmente non siamo consci di possedere. Dyer ci invita a coltivare due atteggiamenti fondamentali per poter crescere ed evolvere: abbandonare le vecchie convinzioni e bandire il dubbio.


Wayne W. Dyer
Il Potere dell'Intenzione >> http://goo.gl/zSWGt4
Editore: Corbaccio Editore
Data pubblicazione: Marzo 2005
Formato: Libro - Pag 302 - 14x20,5



martedì 5 agosto 2014

L'intenzione e le scelte della nostra vita

L'intenzione e le scelte della nostra vita

L’ideale di vita che noi scegliamo è una destinazione, ma nel contempo è anche un faro che illumina i possibili percorsi, ma sta a noi camminare nella vita con “intenzioni appropriate” per raggiungere la nostra destinazione desiderata

di Bruno Fuoco - 04/08/2014



L'intenzione e le scelte della nostra vita

Mentre nella cultura ordinaria, le intenzioni, alla stessa stregua della vita interiore, sono collocate in un territorio privo di concretezza, le più elevate intelligenze dell’umanità, invece, hanno cercato di cogliere, fin dai tempi antichi, la rilevanza dell’intenzione per la vita dell’uomo. La tematica dell’intenzione è infatti oggetto di studio di numerose discipline: filosofia, pedagogia, psicologia, neuroscienze, diritto, gnoseologia ecc. Il termine intenzione, conseguentemente, possiede significati diversi nelle varie discipline. Vi è da aggiungere che la riflessione sulle intenzioni si presenta complessa perchè coinvolge, necessariamente, anche l’analisi dei processi della nostra vita interiore. Per questa ragione, l’intenzione ha interessato anche i mistici, i teologi e gli spiritualisti in generale.
Nella nostra brevissima riflessione (1) interessata agli aspetti pedagogici e morali, l’intenzione rileva, soprattutto, come orientamento delle nostre energie interiori (pensiero e sentimento), anche a prescindere dal successivo compimento di un atto esteriore. D’altronde questo è il significato generico del latino classico “intentio”, in-tendere, cioè “tendere a”.

Osservava il famoso psicologo James che ciò che diciamo sulla realtà dipende dalla prospettiva con cui la guardiamo e il suo contenuto dipende da ciò che scegliamo e la scelta dipende da noi (2). Nella stessa direzione si è rilevato che noi percepiamo al fine di agire, di interagire con gli oggetti e con gli altri; quello che percepiamo non è indipendente dunque dai nostri scopi (3). Anche la postura di un essere umano rifletterebbe una determinata intenzione (4). Potremmo quindi sostenere che le nostre intenzioni condizionano non solo l’attenzione-percezione, ma anche la catena processuale dei pensieri, sentimenti e atti (gesti e parole). Infatti, l'intenzione, osserva Chopra, è “responsabile di tutti i processi legati ad apprendimento, memoria e ragionamento, oltre che delle attività motorie” (5). L’organismo, rileva Rogers, è sempre motivato, è sempre intento a qualcosa (6).

L’intenzione svolge, dunque, oggettivamente un ruolo strategico nella nostra esistenza e ciò trova conferma sempre di più anche negli studi scientifici, in particolare in quelli relativi ai neuroni specchio. Ma anche in pedagogia si è sostenuto che la costruzione del Sé come soggetto dotato di senso implica il darsi intenzioni e l'organizzarsi secondo intenzionalità (7). Peraltro, alcuni importanti studi di antropologia affermano che proprio la capacità di generare intenzioni e di poter accedere alle intenzioni altrui è alla base della vita sociale e cooperativa“ (8). Nella sostanza, il concetto di intenzione, e per certi aspetti anche il diverso concetto di intenzionalità (9), pongono in luce che il dipanarsi e l’evolversi della vita dell’individuo è oggettivamente condizionata dalle intenzioni, cioè dalle finalità che ciascuno si autoprefigge in quanto queste ultime dànno senso alla nostra interpretazione del mondo, al nostro ruolo nel mondo e quindi al nostri stati interiori tout court.

Peter Deunov ha evidenziato l’importanza per gli uomini di sapere “a quoi devraient-ils tendre”. Egli affermava che la presenza del Principio Divino nell’uomo «lui inspire le désir de tendre vers ce qui est élevé et sublime dans le monde, lui suggère chaque élan noble, chaque impulsion vers la vertu et la grandeur” (10). Anche la parte dell'Anima universale che è in noi, afferma Aïvanhov, tende incessantemente verso lo spazio, verso l'immensità, verso l'infinito (11). Se il tendere “a”, lo slancio “verso”, sono propri anche della nostra natura spirituale, le intenzioni, allora, costituiscono una grande possibilità per riprendere contatto con la nostra cittadinanza celeste. L’intenzione ci “permette come una finestra aperta sull’eternità, di evadere dalla prigione di se stessi” (12). Intensi sono, dunque, i legami tra libertà e intenzione in quanto siamo sempre orientati verso un quid puramente interiore o anche esteriore. In entrambe le situazioni, è in azione la nostra vita, il nostro “io” posto che essere “orientati” significa che ci stiamo spostando verso territori, verso una delle destinazioni possibili dell’esistenza.

Dovremmo allora sempre chiederci: dove stiamo andando con le nostre intenzioni, cioè con i nostri pensieri e sentimenti? Cosa ci porteranno una volta che li abbiamo seguiti? Dove stiamo andando con le nostre azioni? Stiamo generando effetti benefici, oppure, dannosi per noi e per gli altri? Il vuoto intenzionale non esiste, semmai vi è l’assenza di consapevolezza delle proprie intenzioni. Noi, volenti o nolenti, andiamo sempre verso un quid e l’esperienza della vita ci dice che questo quid può portarci gioia o tristezza, infelicità o felicità, benessere o malessere.

Ma allora, se siamo sempre orientati verso un qualcosa, perché non dovremmo chiederci in anticipo quali sono le stazioni di arrivo dei vari percorsi cui ci conducono le nostre intenzioni, quali regioni interiori raggiungeremo tramite esse, quale status psico-fisici conquisteremo. Perché attendere, ad esempio, il decorso di una intera vita per toccare con mano ciò che era già contenuto nello sviluppo implicito e necessitato dell’ideale prescelto?

Il problema è che spesso non riusciamo effettivamente a comprendere in anticipo la destinazione finale delle nostre intenzioni. Per superare questa impasse forse dobbiamo partire proprio dalla destinazione finale desiderata. Cioè dovremmo avere chiaro quale ideale di vita perseguire, cioè “le but à atteindre” come spiega efficacemente O.M Aïvanhov nella cui opera (una completa e moderna "scienza dei fini e dei mezzi") è possibile cogliere i nessi eziologici tra le intenzioni coltivate e le stazioni di destinazione cui esse, prima o poi, ci conducono. L’ideale di vita che noi scegliamo è una destinazione, ma nel contempo è anche un faro che illumina i possibili percorsi, ma sta a noi camminare nella vita con “intenzioni appropriate” per raggiungere la nostra destinazione desiderata (13).

Possiamo concludere questa riflessione con due suggerimenti operativi ricavati dalla citata opera:

- il segreto del cambiamento sta nello scegliere un ideale, “but a atteindre” per la nostra vita, il più elevato possibile, in quanto gli Ideali più elevati anche se irraggiungibili sono sempre i più efficaci poiché permettono all’individuo di esprimere il meglio di se stessi;
-occorre amare le intenzioni più nobili altrimenti esse resteranno confinate nella sfera intellettuale:”finché non cercherete di elevare il vostro amore, cioè di far sì che il vostro cuore si leghi agli intenti più nobili e più spirituali, potrete cambiare tutto ciò che vorrete, ma incontrerete le stesse difficoltà e le stesse sofferenze” (14).

(1) La versione integrale del nostro lavoro è nel sito www.codiceolistico.it/intenzioni_fuoco.pdf. Per quanto attiene agli studi scientifici sul potere dell’intenzione sulla materia, cfr. gli articoli pubblicati da numerosi autori su www.scienzaeconoscenza.it.
(2) W. James, Pragmatismo, Aragno, 2007, p. 146.
(3) Così A. M. Borghi, R.Nicoletti, Movimento e azione in R. Cubelli, R. Job, I processi cognitivi, Roma, Carocci, 2012, www. laral.istc.cnr.it.
(4) Sulla teoria secondo la quale anche la postura di un essere umano riflette un’intenzione, cfr. A. Berthoz, Il senso del movimento, McGraw-Hill, Milano, 1998.
(5) Cfr. D. Chopra, Le coincidenze, Sperling & Kupfer, 2004, p.66.
(6) C. Rogers, La terapia centrata sul cliente, Martinelli, Firenze, 1970, p. 293 e segg.
(7) Le intenzioni nel processo formativo. Itinerari, modelli, problemi, Biblioteca di Scienze della Formazione, Edizioni del Cerro, 2005.
(8) M. Tomasello, Altruisti nati, Bollati Boringhieri, 2010, p.14.
(9) Cfr. nota 1.
(10) P. Deunov, La Clé De La Vie, conference 22 aout 1928, Sofia, www.beinsadouno.net.
(11) Cfr. O. M. Aïvanhov, Vita psichica, elementi e strutture, 2004, Prosveta.
(12) M. Santerini, Educazione morale e neuroscienze: la coscienza dell'empatia, La scuola, 2011, pp. 37-38.
(13) Il ricercatore può trovare un valido supporto per un lavoro di ricognizione e sperimentazione in tema di intenzioni nell’ampia opera di Aïvanhov ove è illustrato come l’intenzione elevata possa far recuperare il senso del sacro degli atti della nostra vita quotidiana, spesso soggetti all’automatismo e all’involontarietà.
(14) O. M. Aïvanhov, Pensieri quotidiani 2014, Prosveta.


Lynne McTaggart
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