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lunedì 28 dicembre 2015

Vaccini: perché tutti si vaccinano?



Vaccini: perché tutti si vaccinano?

I soggetti vaccinati sono sempre di più: scopri cosa comporta questa immunità di gregge?

di Stefano Montanari, Antonietta Gatti - 17/12/2015

Vaccini: perché tutti si vaccinano?

 

Estratto da “Vaccini. Si o no?” di Stefano Montanari e Antonietta M.Gatti

Immunità di gregge

Occorre pure puntualizzare qualcosa a proposito della cosiddetta immunità di gregge cui si è già accennato.
Di fatto non esiste alcuna prova di quel 95% cui ci si sta riferendo con insistenza come soglia di soggetti vaccinati, al di sotto della quale si rischia la recrudescenza della malattia fino a condizioni epidemiche.
Se si consulta il ponderoso testo Janeway’s Immunobiology di Kenneth Murphy della Washington School of Medicine di Saint Louis, un testo universalmente ritenuto autorevole, vi si trova, ad esempio, un valore dell’80% ma anche in questo caso non ci sono giustificazioni basate sui fatti e tutto è confinato all’opinione, una cosa che, pur abbondantemente praticata, in campo scientifico non trova cittadinanza legittima dove tutto va rigorosamente dimostrato.

Peraltro, nazioni come l’Austria, ad esempio, godono di una copertura vaccinale decisamente al di sotto dei valori dichiarati critici e non pare esistano situazioni degne di un qualche allarme.

È sempre oggetto di sorpresa sentire qualcuno
che c’informa di come nel nostro corpo
vivano in perfetta e indispensabile simbiosi con noi
più o meno due chili e mezzo di batteri.

Un concetto su cui vale la pena meditare è quello relativo all’abitudine che, nel paio di milioni di anni della nostra vita su questo pianeta - vita dell’Uomo come animale in genere, naturalmente – abbiamo di convivere con un’infinità di batteri, virus e quant’altro, moltissimi dei quali potenzialmente patogeni.
È proprio questo contatto ravvicinato durato per millenni e ripetuto generazione dopo generazione che ha fatto in modo di mettere in atto una convivenza pacifica o, quanto meno, tollerabile tra noi e queste forme di vita (o “ai margini della vita” come è per i virus) che, se affrontate senza la dovuta preparazione immunitaria, potrebbero fare disastri.

Notissimo è l’incontro del XVI secolo tra gli Americani - quelli veri, cioè i nativi di quei territori - con gli Spagnoli. Gli invasori, di fatto quattro gatti, portarono in America l’influenza e qualche altra malattia infettiva che noi Europei superiamo senza particolari difficoltà o malattie che, come il vaiolo, uccidevano da noi solo in una frazione dei casi d’infezione.

Esportate in America, queste patologie fecero vere e proprie stragi, trovando popolazioni che, separate da noi Europei da un oceano allora arduo da attraversare, non avevano mai incontrato certi patogeni.
Il risultato fu che la convivenza tra americano (quello autoctono) e virus o batterio non si rivelò possibile.

Se noi continuiamo a farci vaccini in maniera indiscriminata nei confronti di ogni malattia, in particolare quelle meno aggressive, ciò che rischiamo è di costituire una popolazione protetta solo in maniera blanda e, nel contempo, incapace di allestire difese immunitarie efficaci, passandole, magari, alla prole.

La conseguenza, osservabile già ora nei neonati che si ammalano di malattie una volta destinate a bambini più maturi, è di rendere decisamente più prepotenti patogeni tutto sommato di scarsa importanza.

Insomma, semplificando molto…
I nostri anticorpi hanno bisogno di esercitarsi sul campo e, se continueremo a farne dei “rammolliti”, il rischio non proprio impossibile che potremmo correre è quello di far nascere davvero le pandemie che finora sono state previste, spesso minacciate, senza mai avverarsi.
 
Nel massimo rispetto per la Medicina e, anzi, con ammirazione, ci permettiamo di ricordare una frase del filosofo inglese Francis Bacon o, come usava ai suoi tempi, Francesco Bacone: «La Natura si domina solo obbedendole».

Stefano Montanari, Antonietta Gatti
Vaccini: Sì o No? - Libro >> http://goo.gl/sxvL2J
In esclusiva per la prima volta le analisi e le foto di laboratorio con il microscopio elettronico delle sostanze presenti nei vaccini


martedì 8 dicembre 2015

Che cosa c’è nei vaccini?



Che cosa c’è nei vaccini?

Da cosa vengono ricavati i vaccini e cosa succede a chi si vaccina?

di Stefano Montanari,Antonietta Gatti - 07/12/2015



Che cosa c’è nei vaccini?

Estratto dal libro:
“Vaccini: si o no?”
di Stefano Montanari e Antonietta M.Gatti

Vaccini: cosa c'è dentro?
A differenza dei vaccini primitivi, quelli sette-ottocenteschi o anche, pur molto più raffinati, quelli di qualche decennio fa, i vaccini correnti oggi sono prodotti farmaceutici molto complessi.

Lungi da noi l’intenzione di entrare in profondità nell’argomento: i testi di tecnica farmaceutica dedicati sono a disposizione di chi abbia necessità d’informazioni più dettagliate. Qui ci limiteremo a dire che il principio attivo è di natura proteica tossica derivante da batteri o virus modificati.

Di norma le sostanze tossiche sono coltivate in animali o in loro organi, dal cervello del cane ai reni della scimmia, o in uova di pollo e di anatra o in tessuti di origine umana come i feti abortiti o ottenute grazie a manipolazione genetica.

Uno dei rischi, non il solo, insito in questo tipo di coltivazione è quello d’introdurre poi nel prodotto finale virus presenti in modo latente nell’animale.

Questi virus convivono pacificamente con l’animale che li ospita da un numero immemorabile di generazioni ma sono potenziali induttori di malattie quando vengono trasferiti ad una specie diversa.

I vaccini possono essere prodotti da batteri morti o inattivati e da virus che, non potendo a rigor di termini essere definiti morti perché non sono mai stati vivi sono, comunque, resi inattivi.


Il processo viene effettuato con l’aldeide formica (formaldeide o metanale), una sostanza chimica semplicissima che interferisce con i legami tra DNA e proteine e che ha proprietà cancerogene, tanto da essere stato bandito come conservante, per esempio, delle protesi valvolari cardiache biologiche e da preparati farmaceutici come - e chi è abbastanza vecchio lo ricorda certamente - il Formitrol per il mal di gola.

Altra possibilità di produzione è quella con microrganismi attenuati i quali, poi, si replicano nell’uomo come se si trattasse della malattia vera e propria.
È ovvio che, almeno in linea teorica, chi viene vaccinato con questa varietà di prodotti (per esempio il vaccino antipolio, quello per il morbillo, quello per la parotite e quello per la rosolia) della malattia diventa un portatore sano.

Citiamo senza commenti quanto riportato dall’Enciclopedia Treccani: «I vaccini vivi attenuati normalmente non causano malattia nei soggetti immunocompetenti; talvolta, tuttavia, questa si manifesta, anche se generalmente in forma molto lieve. Nei soggetti con deficit immunitari il patogeno attenuato può però  avere una replicazione incontrollata e indurre la malattia classica. Esiste la possibilità inoltre che un microrganismo attenuato possa tornare alla sua forma originaria e dare malattia».

Esistono, poi, vaccini cosiddetti tossoidi come, ad esempio, quello che si applica per la difterite e per il tetano. Questi prodotti non mirano a bloccare la diffusione del Corynebacterium diphtheriae per la difterite e del Clostridium tetani per il tetano, stante il fatto che questi batteri si comportano altrimenti, ma a rendere nulla l’azione delle loro tossine. Anche in questo caso si usa la formaldeide. […]

È bene sapere che, quando un componente è presente in quantità inferiore ad un determinato limite, il produttore può legalmente evitare di elencarlo tra gli ingredienti.
È ovvio che questo toglie al medico la possibilità di rendersi conto se stia somministrando qualcosa nei confronti del quale il ricevente è allergico o sensibile, sempre che quell’allergia o quella sensibilità siano note.
 
È comunque altrettanto ovvio che non sarà praticamente mai possibile sapere che cosa si sta davvero facendo quando si vaccina un neonato, dato che quel soggetto si è verosimilmente nutrito solo di latte e non può essere venuto in contatto con non pochi tra i componenti del vaccino.
Solo per fare un esempio, è difficile stabilire se un bambino molto piccolo sia allergico alle proteine contenute nelle uova, proteine che sono presenti in diversi vaccini, né il medico si preoccupa, salvo forse casi rarissimi, di chiedere notizie ai genitori del vaccinando.

Stefano Montanari, Antonietta Gatti
Vaccini: Sì o No? - Libro >> http://goo.gl/sxvL2J
In esclusiva per la prima volta le analisi e le foto di laboratorio con il microscopio elettronico delle sostanze presenti nei vaccini


lunedì 7 dicembre 2015

Vaccini: Sì o No?



Vaccini: Sì o No?

In esclusiva per la prima volta le analisi e le foto di laboratorio con il microscopio elettronico delle sostanze presenti nei vaccini

di Stefano Montanari, Antonietta Gatti



Vaccini: Sì o No? - Libro

Un libro su uno dei temi più scottanti di oggi, che riguarda tutti i bambini

Vaccini sì o vaccini no? Fare una scelta consapevole oggi è molto difficile. Ricevi quotidianamente innumerevoli informazioni dai giornali, nazionali e locali, dalle radio, dalla televisione e da internet sull'importanza di vaccinare i tuoi figli e di farlo secondo il calendario stabilito dall'ASL e dell’efficacia dei vaccini antinfluenzali. È molto importante che tu possa avere tutte le conoscenze per scegliere liberamente. La salute è tua e non sei obbligato di metterla nelle mani di altre persone, soprattutto quella dei tuoi bambini. E quindi devi chiederti:

Che cosa sono i vaccini? Come sono nati? Cosa contengono? Come vengono somministrati? Quanto sono efficaci e quanto sono deleteri? Che collegamenti ci sono tra i vaccini, l’autismo e altre malattie?

In questo libro gli scienziati Stefano Montanari e Antonietta Gatti forniscono le risposte a tutte queste domande presentando le loro ricerche in laboratorio su 28 diversi vaccini.

Ma non solo, in queste pagine vengono descritti le immunità di gregge, la durata della copertura, l’efficacia dei vaccini, gli antibiotici presenti, la mancanza di studi con gruppo di controllo, i vaccini militari, le correlazioni con i casi d’autismo, gli esavalenti, le autorizzazioni facili, la propaganda, l’insabbiamento dei dati negativi, la risposta individuale, l’immunità naturale, l’innocuità di molte malattie infettive, le false epidemie, l’influenza degli interessi dell’industria farmaceutica e molto altro ancora.

Favoloso, scritto benissimo, divulgativo e avvincente con un incalzare continuo di fatti, dati e concetti spiazzanti e stimolanti che chiariscono immediatamente la questione vaccini.

Con analisi unica in Italia: il contenuto dei 28 vaccini più comuni, con foto al microscopio elettronico.


Leggi un estratto dal libro di Stefano Montanari e Antonietta Gatti "Vaccini: Sì o No?"

Introduzione - Vaccini: Sì o No? - Libro di Stefano Montanari e Antonietta Gatti

È allarme: pare che in Italia si stia verificando un’inversione di tendenza e la fetta di popolazione che si sottopone alla pratica vaccinale sia in calo. Niente di particolarmente vistoso dal punto di vista dei numeri, ma ciò che preoccupa è la direzione che si sta prendendo.

L’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute diffondono a ripetizione comunicati con cui avvertono che, quando i vaccinati sono meno del 95% di una popolazione, quella popolazione è a rischio di ammalarsi in modo epidemico di questa o di quella malattia. Non pochi medici - la maggior parte, di fatto - si associano a questi appelli. Insegnanti elementari minacciano di non accogliere a scuola bambini non vaccinati anche se un atto del genere cozza contro la Costituzione. Sindaci inviano circolari con cui invitano la popolazione a fidarsi del servizio sanitario pubblico e a vaccinarsi genericamente in massa contro qualunque malattia. Politici propongono di aumentare il numero delle vaccinazioni obbligatorie e chiedono sanzioni terribili contro i medici che sconsigliano di vaccinarsi indiscriminatamente.

Dall’altra parte si schierano da anni comitati di cittadini, e diversi medici con loro , che, con vari gradi di bellicosità e con qualche distinguo, si battono contro l’uso dei vaccini sostenendo che quei farmaci (i vaccini sono farmaci a tutti gli effetti) sono responsabili di effetti collaterali ben più gravi di quelli che le malattie indurrebbero.

Tra questi due fuochi sempre più vistosi e rumorosi stanno, smarrite, le persone che magari si sono sempre sottoposte alla vaccinazione antinfluenzale o, in posizione ancor più critica, quelle che, essendo genitori di bambini piccoli, spesso di neonati, sono terrorizzate da qualunque parte dirigano la loro attenzione: se non lo vaccino, mio figlio rischia addirittura la morte, se lo vaccino, mio figlio rischia, ad esempio, l’autismo, una malattia che, da rara che era e sconosciuta ai più, sta assumendo proporzioni oggettivamente spaventose.

Noi, gli autori di queste pagine, non stiamo né di qua né di là.

Il nostro lavoro è quello di scienziati e gli scienziati, quando praticano onestamente il loro mestiere, non hanno diritto alle opinioni. Noi siamo costretti ad esprimerci solo in base a fatti davvero accertati, a indagare in prima persona e, come si suol dire, a metterci la faccia. Così, cerchiamo sempre di non prendere le affermazioni altrui come oro colato e il massimo dell’affidamento lo riserviamo a ciò che facciamo noi direttamente, vale a dire a ciò di cui possiamo rispondere personalmente.

Naturalmente non sempre questo è possibile, ma lo spirito critico unito all’imparzialità deve sempre accompagnare chi lavora in buona fede e cerca senza compromessi la verità. Cercare non significa automaticamente trovare, ma, anche se mancasse il successo, il percorso che si è compiuto può servire ad altri ricercatori se non altro per non far perdere loro tempo ed energie lungo una strada sbagliata.

Malauguratamente questo non si avvera in ogni circostanza. Nel mondo di Internet siamo tutti subissati d’informazioni, molte delle quali senza controllo, altre fasulle e non è facile districarsi.

Cosicché accade che centri di ricerca, ignari di quanto già è stato fatto, s’impegnino su percorsi ormai battuti da altri senza arrivare a nulla di nuovo. Addirittura accade che si finanzino ricerche lungo piste che ormai da tempo hanno rivelato di essere vicoli ciechi.

E poi c’è il problema crescente di chi scrive e parla approfittando della libertà sconfinata in licenza assoluta che i nuovi mezzi di comunicazione permettono e la conseguenza è che personaggi di ogni estrazione culturale pontifichino svolazzando qua e là tra argomenti conosciuti solo per un incontrollato sentito dire quando non per una sorta di tifo personale o, peggio, d’interesse economico. Chi ha davvero documenti di ricerche proprie è una rarità difficile, quasi impossibile, da trovare.

In una certa misura è sempre stato così, ma oggi più che mai il fenomeno avviene per i vaccini: televisioni, radio e giornali pullulano di “esperti” che pontificano su argomenti a loro perfettamente sconosciuti, dai ministri giù fino alle casalinghe passando per ogni sorta di professione con i giornalisti e i conduttori televisivi ben rappresentati.

Noi italiani abbiamo addirittura una ragioniera importata dall’estero che, forte di un curriculum di conoscenza che appare più una burla che altro, al colmo della stravaganza, fa parte di un comitato scientifico sponsorizzato dalle istituzioni.

Come è ovvio, la stragrande maggioranza delle loro affermazioni di tutte queste persone è basata, nella migliore delle ipotesi, sul sentito dire, su quello che in filosofia si chiama “consensus gentium”, cioè sul comune sentire della gente, un consenso dettato da convinzioni il cui livello non si distacca da quello del tifoso di calcio. E queste affermazioni non trovano che raramente un appoggio su fatti reali e dimostrati, diventando verità accettata e indiscussa esattamente secondo la metodica di Joseph Goebbels, il ministro nazista della propaganda che, dimostrando grande conoscenza della mente popolare, sosteneva come una bugia raccontata una, cento, mille volte, sia alla fine percepita come verità.

Lo scienziato non può permettersi posizioni preconcette e deve essere pronto ad accettare l’oggettività. E una teoria scientifica è valida solo se risponde in modo logico e soddisfacente a tutte le domande. Chi, autodefinendosi scienziato, abbraccia una posizione e si sottrae alle domande, va incontro ad una squalifica inesorabile. Chi è tanto presuntuoso da fare il tuttologo alla lunga si rende ridicolo. Chi non ha la modestia di dire un semplice “non lo so” quando effettivamente non sa offende il prossimo e se stesso. Chi è disonesto si mette in vendita valutandosi comunque quattro soldi perché un’anima che ha un prezzo non vale niente.

E noi, forse uscendo un po’ dagli usi e costumi attuali, pur tra mille difficoltà e con mezzi limitatissimi, cerchiamo di dare il nostro contributo a fare chiarezza sui vaccini, una chiarezza che pare nessuno, da una parte e dall’altra dello schieramento, voglia. È così che noi non siamo benaccetti a nessuno perché non appena si pone una domanda imbarazzante a qualcuno schierato di qua o di là la reazione è quella di etichettarci come appartenenti alla fazione opposta. Una reazione stupida finché si vuole, ma quella è.

Ciò che noi facciamo è, tutto sommato, molto semplice da capire anche se le difficoltà tecniche che s’incontrano nella nostra attività non sono trascurabili: noi osserviamo i vaccini al microscopio elettronico con una tecnica messa a punto da uno di noi (Antonietta Gatti) e validata da due progetti di ricerca europei (Nanopathology e DIPNA). In quei campioni individuiamo la presenza eventuale di micro- e nanoparticelle solide e inorganiche e ne analizziamo la composizione chimica elementare, cioè il contenuto elemento per elemento.

Questo sarà il punto centrale delle pagine che seguono, pagine scritte per tutti nella massima semplicità da cui gli specialisti non potranno apprendere nulla che già con sappiano. Anzi, forse gli specialisti troveranno queste semplificazioni indegne della loro attenzione. A loro però lasciamo il compito di rispondere a domande rimaste sempre inevase cui si è di regola reagito in maniera denigratoria come si fa quando non esistono argomenti per difendere la propria posizione e non si ha l’onestà di ammettere quel semplice “non lo so” di cui dicevamo.

Sono proprio le domande senza risposta a mettere la pulce nell’orecchio alle persone e a far sì che la pratica vaccinale cominci ad incontrare qualche inciampo. E sono proprio le risposte ragionevoli e documentate alle domande difficili che costituiscono in ogni caso la forza di una posizione. Dunque, chi ci attacca dovrebbe invece esserci grato per la possibilità di diventare inattaccabile che gli offriamo con ciò di cui chiediamo ragione.

Libri scientifici per addetti ai lavori relativi al nostro ambito ne abbiamo scritti diversi. Li abbiamo scritti in tutto o in parte, e chi vuole può consultarli.

Il nostro proposito in questa circostanza è di offrire qualcosa di estremamente semplice e comprensibile a tutti, rinunciando al linguaggio delle torri d’avorio. Insomma, nessuno si aspetti un trattato sui vaccini e di questo ci perdonino i luminari.

A differenza di tante altre pagine scritte questo libricino contiene risultati originali nostri per i quali mancano da anni risposte oneste. Di queste restiamo in attesa.


Indice

INTRODUZIONE

Capitolo 1 - CHE COSA SONO I VACCINI

Capitolo 2 - LA STORIA DEI VACCINI. IL VAIOLO

Il vaccino antivaiolo che altro conteneva?
Capitolo 3 - LA STORIA DELLE MALATTIE INFETTIVE

Molte malattie infettive sono legate all'igiene: dalla poliomelite al tetano
Molte vaccinazioni vengono avviate dopo che la malattia è già in forte calo
Allarmi infondati
Le vaccinazioni contro malattie "benigne"
Le vaccinazioni contro l'influenza e il papillomavirus
L'immunità di gregge
Capitolo 4 - CHE COSA SONO LE MALATTIE?

La meningite
Il papillomavirus
I virus evolvono
I virus dell'influenza
Ci sono malattie, sono ingigantite?
La stipsi cronica
L'ipercolesterolemia
Pressione arteriosa o glicemia
Scarsa eticità dell'industria farmaceutica
La medicina senza le persone
Le vaccinazioni senza bambini
Capitolo 5 - NANOPATOLOGIE

La medicina non è una scienza
Capitolo 6 - CHE COSA C'È NEI VACCINI

Capitolo 7 - PERCHÉ ABBIAMO ANALIZZATO I VACCINI

Capitolo 8 - CHE COSA ABBIAMO TROVATO NEI VACCINI

Focetria
Typherix
Typhim
Mencevax ACWY
Menjugate
Meningitec
Inflexal V
Infanrix
Anatetall
Gardasil
Vaxigrip
Capitolo 9 - AUTISMO E ALTRE MALATTIE CAUSATE DAI VACCINI

Capitolo 10 - COME SONO SOMMINISTRATI I VACCINI

Vaccinare tutti, per più vaccini possibile, costi quel che costi
Perché a 2 mesi invece che a 2 anni
Perché tanti insieme invece di uno alla volta?
Capitolo 11 - QUANTO SONO EFFICACI E QUANTO SONO DELETERI I VACCINI?

Il vaccino trivalente, difeterite-tetano-pertosse
La vaccinazione antipertosse non ha protetto dalla malattia
È opportuno vaccinare i bambini del Terzo Mondo?
I medici che vaccinano non si assumono alcuna responsabilità, al contrario
Sono i genitori che devono firmare il documento di assunzione di responsabilità....
Solo i Paesi del Sud Europa, Spagna esclusa, impongono le vaccinazioni
Le regioni italiane che riconoscono ai genitori la libertà di scegliere
Si vaccina per 6 malattie ma solo 4 sono obbligatorie.
Tante domande nessuna risposta
Capitolo 12 - CHE COSA STUDIANO I MEDICI?

La sperimentazione sui vaccini è insufficiente
Nessun vaccino è controllato e sicuro
Non esistono studi indipendenti dalle industrie famaceutiche
La letteratura scientifica è falsa
Solo dopo 60.000 morti ritirato il Vioxx, ma i profitti per l'industria farmaceutica produttrice sono cresciuti
L'informazione scientifica autopromozionale
Gli studi e le ricerche indipendenti difficilmente sono pubblicati
Capitolo 13 - VACCINI SÌ O VACCINI NO?

Chi fa domande viene trattato male?
La medicina non è una religione - vaccinare non è un atto di fede
I danni da vaccino esistono
Vaccini e corruzione
La medicina dev'essere personalizzata


Stefano Montanari, Antonietta Gatti
Vaccini: Sì o No? - Libro >> http://goo.gl/sxvL2J
In esclusiva per la prima volta le analisi e le foto di laboratorio con il microscopio elettronico delle sostanze presenti nei vaccini