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giovedì 28 novembre 2019

La biochimica delle emozioni - 2



La biochimica delle emozioni - 2

seconda parte

Nuova Biologia


Quando avremo dimostrato la misura in cui le emozioni (espresse tramite molecole e neuropeptidi) influenzano il corpo, diventerà chiaro come esse possono essere una chiave per capire la malattia

Candace Pert - 27/11/2019

A questo punto voglio introdurre nel quadro il sistema immunitario. Ho già spiegato che il sistema degli ormoni, che storicamente è stato considerato separato dal cervello, è concettualmente la stessa cosa del sistema nervoso. Grandi quantità di succhi sono rilasciati e si diffondono molto lontano, agendo tramite la specificità dei recettori in punti assai distanti da quelli che in cui vengono immagazzinati. Quindi, l’endocrinologia e la neuroscienza sono due aspetti dello stesso processo. Ora sosterrò che anche l’immunologia fa parte di questo sistema concettuale e quindi non andrebbe considerata una disciplina separata.

Una proprietà fondamentale del sistema immunitario è che le cellule si muovono. Altrimenti sarebbero identiche alle cellule fisse del cervello, con i loro nuclei, membrane cellulari e tutti i recettori. I monociti, per esempio, che ingeriscono gli organismi estranei, cominciano la vita nel midollo osseo, quindi si spargono viaggiando nelle vene e nelle arterie, decidendo dove andare in base a indizi chimici. Un monocite viaggia nel sangue e a un certo punto arriva sufficientemente vicino a un neuropeptide, e poiché il monocite ha nella sua superficie recettori per il neuropeptide, comincia letteralmente a “strisciare” per chemiotassi verso la sostanza chimica. Di questo esistono molte prove e ci sono ottimi modi per studiare il fenomeno in laboratorio.

Ebbene, i monociti sono responsabili non solo del riconoscimento e dell’eliminazione dei corpi estranei, ma anche della guarigione delle ferite e della riparazione dei tessuti. Quindi, ciò di cui stiamo parlando sono cellule fondamentali, alla base della vita.
La nuova scoperta che qui voglio sottolineare è che ogni recettore di neuropeptide che abbiamo cercato (usando un sistema elegante e preciso sviluppato dal mio collega Michael Ruff) esiste anche nei monociti umani. Questi ultimi hanno recettori per gli oppiacei, per il PCP, per un altro peptide chiamato bombasina, etc. Sembra che queste sostanze biochimiche che influenzano le emozioni controllino il percorso e lo spostamento dei monociti, i quali sono fondamentali per il sistema immunitario. Essi comunicano con le cellule B e T, interagiscono con tutto il sistema per contrastare la malattia, distinguere l’io dal non-io, decidere quale parte del corpo è una cellula tumorale da uccidere mediante cellule killer naturali e quali parti hanno bisogno di essere riparate. Spero che questo quadro vi si sia chiaro.

Un monocite è in circolazione dentro al sangue, quando la presenza di un oppiaceo lo attira, e può connettersi al neuropeptide perché ha il recettore per farlo. Di fatto, esso ha molti recettori per molti neuropeptidi.
Pare, inoltre, che le cellule del sistema immunitario non solo hanno recettori per questi diversi neuropeptidi, ma che producono da sole i neuropeptidi, come sta diventando sempre più chiaro. Esistono sottoinsiemi di cellule immunitarie che creano le beta endorfine, per esempio, e gli altri peptidi oppiacei. In altre parole, queste cellule immunitarie stanno producendo le stesse sostanze che secondo noi controllano l’umore nel cervello. Esse controllano l’integrità dei tessuti nel corpo e producono anche le sostanze chimiche che controllano l’umore. Ancora una volta, corpo e mente.

La mente come insieme di informazioni

Cosa significa questo tipo di connessioni tra corpo e cervello? Di solito a esse ci si riferisce come al potere della mente sul corpo. Per quanto mi riguarda, questa frase non descrive ciò che stiamo facendo. Io mi spingerei più in là. Tutti conosciamo il pregiudizio occidentale secondo cui la consapevolezza è unicamente nella testa. Io credo che le scoperte da me esposte dimostrano la necessità di cominciare a chiederci in che modo la consapevolezza può essere proiettata in varie parti del corpo. Quando avremo dimostrato la misura in cui le emozioni (espresse tramite molecole neuropeptidi) influenzano il corpo, diventerà chiaro come esse possono essere una chiave per capire la malattia. Sfortunatamente, la gente che pensa queste cose di solito non lavora in un laboratorio governativo.
La mia tesi è che le tre classiche aree della neuroscienza, dell’endocrinologia e dell’immunologia, con i loro diversi organi – il cervello (che è l’organo fondamentale studiato dai neuroscienziati), le ghiandole e il sistema immunitario (costituito dalla milza, il midollo spintale, i linfonodi e naturalmente dalle cellule in circolazione nel corpo) – sono in realtà unite da una rete di comunicazioni bi-direzionali e che i “portatori” di informazioni sono i neuropeptidi. Esistono substrati fisiologici ben studiati che dimostrano come la comunicazione avvenga in entrambe le direzioni per ognuna di queste aree e dei loro organi. Alcune ricerche risalgono a molti anni fa, altre sono recenti.

La parola che mi preme sottolineare, in questo sistema integrato, è rete, che viene dalla teoria delle informazioni. Infatti, tutto ciò di cui abbiamo parlato finora sono informazioni. In tale contesto, quindi, potrebbe essere più appropriato enfatizzare la prospettiva psicologica – letteralmente, lo studio della mente – piuttosto che quella della neuroscienza. Una mente è composta di informazioni e ha un substrato fisico, cioè il corpo e il cervello; inoltre, possiede un altro substrato immateriale che ha a che fare con il flusso di informazioni. Quindi, forse la mente è costituita dalle informazioni che scorrono tra tutte queste parti del corpo. Forse la mente è ciò che tiene insieme la rete.

L’Unità della Varietà

L’ultima cosa che voglio dire dei neuropeptidi è davvero sorprendente. Come abbiamo visto, i neuropeptidi sono molecole che mandano segnali. Essi inviano messaggi in tutto il corpo (incluso il cervello). Naturalmente, per avere un tale sistema di comunicazioni, occorrono componenti in grado di parlarsi e ascoltarsi. Nel nostro contesto, i componenti che “parlano” sono i neuropeptidi, mentre quelli che ascoltano sono i loro recettori. Come può essere questo? In che modo cinquanta, sessanta neuropeptidi nascono, viaggiano e parlano a cinquanta, sessanta varietà di recettori in ascolto, situati su vari tipi di cellule? Come mai regna l’ordine anziché il caos?

La scoperta di cui voglio parlare non è totalmente accettata, ma i nostri esperimenti dimostrano la sua validità. Non l’ho ancora pubblicata, ma penso che la sua conferma da parte di tutti sia solo una questione di tempo.
Esistono migliaia di scienziati che studiano i recettori degli oppiacei e i peptidi oppiacei. Essi osservano una grande eterogeneità nei recettori, che hanno chiamato con nomi greci. Ma tutti i dati dei nostri esperimenti lasciano pensare che in realtà esiste un solo tipo di molecola nei recettori oppiacei: una lunga catena di polipeptidi di cui si può scrivere la formula. Questa molecola è capace di cambiare conformazione all’interno della sua membrana, in modo da assumere varie forme.
Di passaggio, noto che tale interconversione può avvenire a velocità così elevata che è difficile dire se in un dato momento la molecola si trovi in uno stato o nell’altro. In altre parole, i recettori hanno allo stesso tempo la natura di onda e di particella, ed è importante osservare che le informazioni vengono memorizzate in base alla forma avuta in quel momento.

Come ho detto, l’armonia molecolare dei recettori è straordinaria. Considerate il tetrahymena, un protozoo che è uno degli organismi più semplici. Nonostante la sua semplicità, il tetrahymena può fare praticamente tutto ciò che noi sappiamo fare: mangiare, avere attività sessuali e naturalmente produrre gli stessi neuropeptidi di cui sto parlando. Il tetrahymena sintetizza l’insulina e le beta endorfine. Abbiamo preso le membrane del tetrahymena e studiato in particolare i recettori degli oppiacei presenti in esse; abbiamo studiato il recettore degli oppiacei anche nel cervello dei topi e nei monociti umani.

Crediamo di aver dimostrato che la sostanza molecolare di tutti i recettori oppiacei è la stessa. La molecola del recettore degli oppiacei nel cervello umano è identica a quella di quel semplicissimo animale, il tetrahymena. Spero che le implicazioni di ciò siano chiare. Il recettore degli oppiacei nel mio e nel vostro cervello è, alla radice, fatto della stessa sostanza molecolare del tetrahymena.
Questa scoperta ci fa riflettere sulla semplicità e l’armoniosità della vita. È paragonabile alle quattro coppie di base del DNA che codificano la sintesi di tutte le proteine, che sono il substrato fisico della vita. Ora sappiamo che in questo substrato fisico esistono solo circa sessanta molecole segnalatrici, i neuropeptidi, che regolano la manifestazione fisiologica delle emozioni o, se preferite, il modo in cui esse vengono espresse o, ancora meglio, il flusso di energia. Il protozoo tetrahymena dimostra che i recettori non diventano più complessi man mano che un organismo è più evoluto. Le stesse componenti molecolari alla base del flusso delle informazioni si conservano per tutta l’evoluzione. L’intero sistema è semplice, elegante e può benissimo essere completo.

La mente è nel cervello?

Abbiamo parlato della mente, e sorge la domanda: dove si trova? Nel nostro lavoro, la consapevolezza è emersa studiando il dolore e la sua modulazione operata dai recettori degli oppiacei e dalle endorfine. Molti laboratori stanno misurando il dolore e siamo tutti d’accordo nel dire che l’area chiamata grigio periacqueduttale, situata intorno al terzo ventricolo del cervello, è piena di recettori oppiacei che ne fanno una sorta di area di controllo del dolore. Abbiamo anche scoperto che il grigio periacqueduttale è pieno di recettori per praticamente tutti i neuropeptidi studiati.
Ebbene, tutti sanno che esistono yogi capaci di avvertire o meno il dolore, grazie al modo in cui strutturano la loro esperienza. Le partorienti fanno la stessa cosa. Apparentemente, queste persone sembrano capaci di attingere al loro grigio periacqueduttale. In qualche modo ne hanno accesso – tramite la loro consapevolezza, credo – e cancellano il dolore. Osservate quanto sta avvenendo. In queste situazioni, una persona ha un’esperienza che porta con sé dolore, ma una parte di quella persona fa consapevolmente qualcosa per cui non avverte il dolore. Da dove viene questa consapevolezza – questo io conscio – che in qualche modo ha accesso al grigio periacqueduttale, rendendo lui/lei capace di non avvertire una cosa?
Vorrei tornare all’idea di rete. Una rete è diversa da una struttura gerarchica in cui esiste un vertice. Teoricamente puoi entrare in una rete in un punto qualsiasi e dirigerti dove preferisci. Secondo me, questa idea è utile per spiegare il processo tramite il quale una consapevolezza riesce a raggiungere il grigio periacqueduttale, usandolo per controllare il dolore.

Gli yogi e le partorienti usano entrambi una tecnica simile per controllare il dolore: il respiro. Anche gli atleti vi fanno ricorso. Il respiro è estremamente potente. Io ipotizzo che dietro questi fenomeni ci sia un substrato fisico, i nuclei del tronco encefalico. Direi che ora dovremmo includere questi ultimi nel sistema limbico, perché sono punti nodali fittamente ricoperti di neuropeptidi e dei loro recettori.
L’idea, quindi, è questa: il respiro ha un substrato fisico che è anche un punto nodale; questo punto nodale fa parte di una rete di informazioni in cui ogni parte conduce a tutte le altre parti e così, dal punto nodale dei nuclei del tronco encefalico, la consapevolezza può, tra le altre cose, avere accesso al grigio periacqueduttale.

Penso che ora sia possibile concepire la mente e la consapevolezza come un prodotto del processo di elaborazione delle emozioni; in quanto tali, mente e consapevolezza sembrano indipendenti dal cervello e dal corpo.

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L’incontro tra le Teorie Quantistiche, la Mente e la Spiritualità
Gioacchino Pagliaro

martedì 12 gennaio 2016

PSOAS: il muscolo delle emozioni



PSOAS: il muscolo delle emozioni

Sai che cos'è il muscolo PSOAS e quali importanti funzioni fisiche ed emozionali svolge nel nostro corpo?

Eleonora Poletti - 09/01/2016



PSOAS: il muscolo delle emozioni

Come la paura, l’ansia e lo stress possono modificare il nostro corpo determinandone disturbi e dolori?

Il muscolo psoas rappresenta la chiave di volta per un corpo bilanciato. È costituito da un solido muscolo lungo circa 40 cm che collega direttamente la colonna vertebrale alle gambe. Esistono due muscoli psoas, ciascuno dei quali emerge da uno dei due lati del tratto lombare della colonna. Insieme allo psoas, l’iliaco e il muscolo otturatore interno, rendono il bacino dinamico e bilanciato e permettono a quest’ultimo di oscillare liberamente favorendo la libertà di movimento alle gambe.

Lo psoas è coinvolto in comunicazioni complesse con gli organi e i visceri così come con il sistema nervoso centrale, quello autonomo e quello enterico ed è situato nel luogo da dove possono essere percepite le nostre sensazioni viscerali. Lo psoas superiore e il diaframma sono situati in un luogo chiamato plesso solare. Il plesso solare, un centro di energia per la forza individuale, è il luogo da dove cerchiamo di controllare le emozioni non volute o opprimenti.

Quando si vivono ripetutamente sentimenti di paura, ansia e stress, il corpo non ha il tempo di recuperare, determinando un accumulo eccessivo di adrenalina nei tessuti che irrigidiscono l’intera muscolatura, provocando uno stato di tensione persistente nel corpo. Spesso quindi un sistema nervoso esausto, può determinare un irrigidimento corporeo, un indebolimento dello psoas con conseguenti di difficoltà di respirazione, dolori diffusi e difficoltà a sorreggersi.

Quando i muscoli adduttori si bloccano per la paura, il bacino diventa rigido e si immobilizza. Ciò provoca un blocco dell’energia sessuale e ciò incide sul generale senso di sicurezza e di benessere dell’individuo.

Per far si che lo psoas rimanga in buona salute, è necessario attuare quotidianamente alcuni importanti accorgimenti:

una corretta attività sportiva di allungamento;
sedersi in modo eretto e bilanciato;
respirare profondamente e con un ritmo costante che permetta una corretta ossigenazione del corpo e uno stato di rilassatezza fisica e psichica;
concedersi dei brevi momenti di relax psico-fisico durante il giorno;
alimentarsi in modo sano;
esternare le proprie ansie e paure quotidianamente, in modo da non trattenere emotivamente nulla.
lavorare su se stessi per sciogliere blocchi emotivi passati;
rivolgersi a osteopati e fisioterapisti, quando si avvertono dolori corporei a cui non si riesce ad attribuire una causa.

Il rilascio dello psoas quando irrigidito è di fondamentale importanza per ristabilire la propria capacità di percezione di sé e delle proprie emozioni. Solo così facendo sarà possibile in un secondo momento comprendere l’origine delle proprie ansie e paure.

Tutto ciò ci fa capire come psiche, emozioni e corpo siano legate all’unisono, curando un aspetto risaniamo anche gli altri. È necessario ricordare che il corpo ha memoria degli eventi, esattamente come il cervello e che quando questi divengono traumatici, possono determinare un irrigidimento corporeo con conseguente modificazione posturale e strutturale, oltre che dolori nell’area del blocco.

I traumi, le paure, le ansie vanno sempre affrontati ed esternalizzati nel momento in cui accadono, per evitare con il passare tempo, una severa degenerazione corporea e della propria vita.

Daniela Carini, Fabrizio Camilletti, Vito Amelio
La Biologia delle Emozioni - Libro >> http://goo.gl/0Wvczi
Dalle leggi di Hamer alla Medicina Biologica Emozionale®


lunedì 5 ottobre 2015

Il lato oscuro dei sentimenti

Il lato oscuro dei sentimenti

Cosa si nasconde dietro i nostri sentimenti? Qual è il linguaggio delle nostre emozioni? Cosa vogliono dirci?

di Valentina Balestri - 03/10/2015



Il lato oscuro dei sentimenti

Qual è la cosa più importante della tua vita?
Qual è il tuo desiderio più profondo?
Come puoi realizzare il sogno che hai nel cassetto?

Ogni volta che mi pongo queste domande, ho sempre il timore di non riuscire a rispondermi.
Interrogarmi spesso è il mio modo di conoscermi sempre di più, sempre più a fondo, e di acquisire fiducia nei miei sentimenti e nelle mie emozioni.
Chiedere a me stessa cosa provo, cosa voglio, se ciò che decido sia o meno coerente con quelli che sono i miei valori, è per me di fondamentale importanza.

Essendo l’artefice della mia stessa vita, sono io che devo prendermi la responsabilità delle mie azioni e dei miei pensieri.

Non è semplice, si cambia molto velocemente, le esperienze e le emozioni che viviamo forgiano il nostro carattere in maniera decisiva e irrevocabile, la consapevolezza di noi stessi si evolve e le idee che prima ritenevamo sbagliate si possono tramutare in qualcosa che iniziamo a credere giusto.

Siamo esseri umani, in continua evoluzione, soggetti a sentimenti che influenzano la nostra vita costantemente: la capacità di provare emozioni forti è una delle particolarità della nostra specie e non dobbiamo sottovalutarla.

Ecco perché è tanto importante riflettere sul linguaggio dei nostri sentimenti e capire le nostre emozioni: in fondo, sono il riflesso di ciò che siamo.


Il Linguaggio delle tue Emozioni - Libro

Questo libro ha la capacità di facilitare il lettore nell'analisi delle proprie emozioni e sensazioni.

Gli stati d'animo sono il linguaggio dell'interiorità.
Ascoltandoli è possibile decifrare messaggi preziosi che nessuno dovrebbe mai ignorare.

Ma come riuscirci con successo?

Grazie ai preziosi insegnamenti di questa straordinaria tecnica tutti noi possiamo analizzare le nostre emozioni e sensazioni in maniera facile e immediata.

Il Linguaggio delle tue Emozioni è alla portata di tutti. In particolare è consigliato a chi ha il vizio di distrarsi con attività di qualsiasi tipo pur di non pensare a un problema o inquietudine di fondo. Dietro a vizi come il fumo, il mangiare in eccesso e altre dipendenze si nasconde il bisogno di qualcosa di più importante: la pace interiore, la creare di relazioni amorevoli e durature, il successo nel raggiungere i propri obiettivi.

Il dottor René Martina ha oltre 30 anni di esperienza come psicologo e ipnoterapeuta avvalendosi in particolare dell’utilizzo della medicina alternativa. Grande conferenziere, ha lavorato in diversi paesi aiutando centinaia di persone a riconquistare la salute e la felicità.
René Martina è anche il fratello di Roy Martina, autore di bestseller quali L’anello mancante del Segreto, e autore della prefazione di questo sbalorditivo volume. Con Il Linguaggio delle tue Emozioni René dimostra di avere le carte in regola per bissare il successo del famosissimo fratello.


Estratto da "Il linguaggio delle tue emozioni"

Essere alla ricerca
"Oggi molte persone sono alla ricerca di qualcosa, ma se chiediamo loro qual è l’oggetto della propria ricerca, la maggior parte di esse non saprà risponderci.
Molte non sapranno nemmeno esprimere come si sentono o cosa provano, non riuscendo a descrivere le loro emozioni. Invece di capire quali sono le emozioni che provano, cercheranno delle distrazioni, facendo altre cose per tenersi “occupati”, evitando di andare in profondità nella loro mente e cercare il motivo reale di ciò che davvero manca alle loro vite.

Tutte queste distrazioni hanno il solo scopo di darci una sensazione piacevole e farci dimenticare ciò che davvero è rilevante: i nostri sentimenti.
Che cosa ti dicono le tue emozioni? Devi riflettere per conoscerti finalmente e capire davvero che cosa stai cercando.

Il nostro giudice interiore: quando ascoltarlo?
Nella nostra programmazione genetica ci sono anche le nostre reazioni emotive. Arrabbiarsi o essere tristi sono reazioni normali e se vengono soppresse per un tempo abbastanza lungo, questo porterà delle conseguenze anche importanti, fino a generare malattie e disturbi anche gravi.
Anche criticare continuamente noi stessi, giudicandoci degli incapaci o degli stupidi è come un veleno che intossica il nostro organismo.
Questo veleno è rappresentato dal nostro giudice interiore, un giudice inflessibile e spietato, che non dimostra mai alcuna clemenza o pietà.
Se non sviluppiamo un atteggiamento flessibile e compassionevole, saremo noi stessi la conseguenza della nostra stessa malattia.

La scala delle emozioni
Prendiamo come esempio la rabbia, la nostra emozione primaria.
Quando proviamo rabbia, cerchiamo un qualcosa che possa distrarre la nostra attenzione da questa spiacevole sensazione, ma, appena la nostra distrazione finisce, dandoci un sollievo del tutto temporaneo, l’emozione che proveremo sarà la frustrazione. Da frustrati cercheremo un’altra distrazione che, con il suo sollievo temporaneo, ci porterà all’emozione terziaria: la depressione, cioè l’accumulo di vari strati di emozioni che non abbiamo elaborato e che inevitabilmente ci condurrà a uno stato non ottimale, fino anche a farci ammalare. Sì, perché emozioni, stati d'animo e malattia sono davvero interconnessi.

Guardare in faccia il passato
Fino a quando non riusciremo a sistemare l’ingiustizia che abbiamo subito, la rabbia rimarrà lì, dentro di noi, consumandoci poco a poco come un veleno sordo.
Certo, non è facile correggere un’ingiustizia, è un percorso lungo e doloroso ma diventa possibile solo nel momento in cui ti rendi conto che quello su cui focalizzi la tua rabbia, ti sta tenendo in ostaggio, facendoti perdere il presente e la gioia che potresti provare e che ti neghi continuando a focalizzarti su ciò che ti è stato tolto nel passato.

La vita è una sola, impara a lasciarti il passato davvero alle spalle, perdonando prima te stesso per gli errori che hai commesso e perdonando poi anche tutte le persone che durante il tuo cammino ti hanno fatto soffrire.
Solo prendendo il coraggio di guardare in faccia il passato e provando compassione per tutto quello che vedrai, potrai vivere la vita che meriti di vivere, assaporando di nuovo la felicità troppo a lungo sepolta dai tuoi ricordi."

René Martina
Il Linguaggio delle tue Emozioni - Libro >> http://goo.gl/7d6UJB

venerdì 3 aprile 2015

Il Nuovo Equilibrio Emozionale

Il Nuovo Equilibrio Emozionale

Cos'è, perchè ci rende felici

di Joy Martina, Roy Martina



Il Nuovo Equilibrio Emozionale - Libro

Questo libro spiega come sia possibile raggiungere un equilibrio con il nostro cuore, perdonando e lasciando andare i blocchi negativi che ostacolano la nostra felicità e la nostra salute.

Atteso seguito del best seller "Equilibrio Emozionale".

Come esseri umani siamo sempre stati affascinati dal nostro corpo e dal suo meccanismo. Esistono infinite teorie e idee su come funziona.

In India, l'interesse è rivolto alla spiritualità e alla ricerca della via per l'illuminazione, il più alto livello spirituale. Una volta che si è dominato il corpo è possibile superare tutti i processi tipicamente umani come il pensiero, la necessità di nutrirsi, le pulsioni sessuali ed entrare in collegamento con i propri sentimenti.

Ci si fonde completamente con l'energia Divina dello spirito e si riesce a vivere in uno stato perenne di amore, pace e beatitudine. In India è stata anche identificata un'energia più sottile, la Kundalini; un tipo di energia che sale a spirale dalla parte inferiore della colonna vertebrale verso la sommità del capo. Si sposta da un punto a un altro; questi punti sono i chakra.

Le teorie sui chakra sono diventate molto popolari negli anni Novanta e in molti ne parlano ancora. Esistono sette chakra principali e quattordici minori; ognuno ha caratteristiche proprie, un colore, un suono e una propria velocità vibrazionale energetica.

Il quarto è il chakra del cuore e si trova esattamente a metà strada fra i tre chakra inferiori legati alla terra e al corpo (elementi materiali) e i chakra superiori legati invece alla mente e all'anima (elementi immateriali). I tre superiori hanno vibrazioni energetiche più intense dei tre inferiori. Il chakra del cuore è il ponte che collega la terra (materiale) e il cielo (immateriale).

I chakra costituiscono una via semplice e molto pratica per incanalare l'energia e la consapevolezza in aree specifiche del corpo e della vita. In questo libro gli autori ti insegneranno come evolvere passo dopo passo a livelli superiori di coscienza.

Imparerai a riconoscere le ombre che non ti permettono di essere davvero te stesso.

Ogni chakra rappresenta uno strato di coscienza che deve essere trattato e attraversato per raggiungere un livello superiore di evoluzione.

Anche le persone abituate a meditare progrediscono lentamente perché magari credono che la meditazione da sola funzioni e non conoscono il potere dei chakra, non sanno quante altre cose possono fare per favorire la propria crescita personale e spirituale.

Se vuoi davvero guarire e liberarti dei fardelli che porti fin dalla giovane età (o addirittura dalle vite passate) questo metodo ti faciliterà le cose!


Cosa possiamo fare per te? Sei pronto a impegnarti per condurre una vita felice e sana?

Anteprima di "Il Nuovo Equilibrio Emozionale" - Libro di Joy e Roy Martina

Dopo aver letto questo libro dipende solo da te: puoi metterlo nella libreria, dimenticartene e continuare la tua vita come al solito. Significa che una vita sana e felice t'interessa ma non sei pronto a impegnarti per ottenerla. Hai scelto di non lavorare su te stesso.

La maggior parte delle persone che legge il nostro libro fa così. Sono curiose di saperne di più, ma non mettono in pratica i consigli. Non intraprendono il cammino per passare dalla competenza inconscia al dominio vero e proprio. Sono solo curiose.

Come ti abbiamo già spiegato, devi allenare il tuo cervello, devi riprogrammarlo per agire in automatico.

In Cina molti manager di successo seguono pratiche spirituali; i più facoltosi hanno addirittura a propria disposizione un monaco come consigliere. L'uomo più ricco della Cina è Jack Ma di Alibaba; ogni volta che parte per un viaggio di lavoro si fa accompagnare dal suo maestro di tai chi e si esercita quasi ogni giorno. Noi ci alleniamo duramente, pratichiamo yoga e chiediamo aiuto alle nostre guide ogni giorno.

L'impegno richiede azione.

Ma approfondiamo meglio il motivo per cui devi allenare il cervello.

Il brain training può davvero garantirti la felicità, la salute e il successo?

L'ultimo decennio per le neuroscienze è stato straordinario e illuminante, sono stati raggiunti numerosi risultati sorprendenti che stanno cambiando il modo in cui vediamo noi stessi, le nostre capacità e il nostro miracoloso cervello.

Una delle scoperte principali è che non siamo geneticamente "programmati" come si pensava una volta. Il cervello in realtà è flessibile e plasmabile e ogni giorno crea nuove connessioni. Queste diventano i nostri punti di riferimento, le convinzioni e le abitudini che condizionano i comportamenti che adottiamo.

Molti scienziati la definiscono neuroplasticità e la considerano la scoperta del decennio.

Detto in parole semplici, il fatto che il tuo cervello sia sottoposto a una mutazione costante e che crei nuovi neuroni e connessioni neurali in risposta all'ambiente che ti circonda, ai pensieri predominanti e alle esperienze che vivi significa che puoi letteralmente e deliberatamente riprogrammarlo.

Il vecchio proverbio che dice "non puoi insegnare nuovi trucchi a un vecchio cane", non ha più senso e la verità oggi è che non solo puoi insegnare al "vecchio cane" nuovi trucchi, ma anche che lui può sbarazzarsi in modo semplice e veloce di tutto ciò che l'ha bloccato dallo sviluppare il suo potenziale. È quella che noi definiamo un'evoluzione conscia e deliberata.

Quando Roy studiava Medicina, secondo la scienza ufficiale una volta che diventiamo adulti il cervello ha a disposizione un set fisso di neuroni che svolgono determinate funzioni. Secondo le teorie sulla neuroplasticità, o plasticità cerebrale, il pensiero, l'apprendimento e il modo di agire modificano sia l'anatomia funzionale del cervello sia la sua anatomia fisica.

Uno studio condotto nel 2000 ha dimostrato che i tassisti di Londra hanno un ippocampo, la struttura cerebrale coinvolta nell'apprendimento delle strade e nella rappresentazione spaziale, più grande rispetto ai conducenti di autobus. Inoltre è emerso che le sue dimensioni sono direttamente proporzionali agli anni di lavoro, suggerendo che guidare un taxi può favorire lo sviluppo e il cambiamento dell'ippocampo. Le ragioni di queste modificazioni sono attribuite al fatto che l'ambiente in cui lavora un tassista è mutevole e offre maggiori stimoli sensoriali rispetto a quello di un conducente di autobus, i cui percorsi sono sempre uguali e risultano quindi noiosi.

Le teorie sulla neuroplasticità nascono dalle ricerche sul cervello degli animali svolte negli anni Cinquanta con l'obiettivo di capire se l'ambiente avesse effetti sulla struttura e sulle funzioni del cervello animale.

Gli scienziati idearono uno studio sui roditori cresciuti in due ambienti distinti: uno ricco e l'altro povero di stimoli. Gli animali cresciuti in un contesto povero di stimoli erano tenuti in isolamento e non avevano a disposizione le caratteristiche ruote o altri giochi. Quando i due gruppi furono confrontati tramite autopsia i risultati evidenziarono differenze significative nei loro cervelli. I roditori cresciuti in un ambiente ricco di stimoli avevano una corteccia cerebrale più sviluppata, più connessioni cellulari (le sinapsi che alimentano la riserva cerebrale) e mostravano la formazione di cellule nuove (neurogenesi) nell'ippocampo (la struttura più importante per l'apprendimento e la memoria).

La plasticità del cervello umano

Uno studio più recente, in Germania, ha provato che anche l'apprendimento massiccio d'informazioni astratte può determinare modificazioni cerebrali.

Gli studiosi hanno eseguito delle TAC al cervello a studenti di Medicina tre mesi prima e subito dopo un esame.

Le immagini ottenute sono state confrontate con quelle di studenti che non avevano test in programma. I cervelli degli studenti mostravano cambiamenti indotti dall'apprendimento in alcune aree della corteccia parietale e nell'ippocampo posteriore, due regioni del cervello che sono coinvolte nel recupero dei ricordi e nell'apprendimento.

Anche il pensiero semplice può modificare il cervello!

Di recente il professor Richard Davidson ha condotto un esperimento coinvolgendo otto monaci buddisti che meditano da decenni e dieci volontari a cui è stata insegnata la pratica una settimana prima. A tutti è stato chiesto di meditare sull'amore e la compassione. Due volontari e tutti i monaci hanno evidenziato un aumento delle onde gamma nel cervello durante la meditazione. Al termine della sessione, la produzione di onde gamma nei volontari è tornata a livelli normali; nei monaci invece, che hanno meditato per oltre diecimila ore prima di diventare adepti, la produzione di onde gamma non ha subito alcun calo. Durante la meditazione l'area cerebrale in cui sono state prodotte le onde gamma nei monaci era più ampia rispetto alla corrispondente area attivata nei volontari.

O lo usi o lo perdi

Stimolare quotidianamente il cervello è parte fondamentale del piano d'azione per il benessere cerebrale, soprattutto se vuoi stabilire nuove convinzioni e abitudini relative alla tua salute, alla tua felicità o per migliorare la tua posizione lavorativa o la tua attività.

Esercizi specifici di potenziamento hanno effetti positivi sulla salute del cervello e sui risultati che puoi raggiungere grazie all'abilità dell'organo di modificarsi ed essere plasmato come creta.

Quando stimoli il cervello attraverso nuove attività puoi scatenare delle mutazioni, per esempio un aumento delle connessioni fra neuroni (le sinapsi). Queste nuove connessioni diventano le tue idee, i tuoi pensieri, una mappa interiore della realtà. Se modifichi la mappa "interiore" a te tanto familiare, il mondo esterno sembra adattarsi magicamente. A questo punto è ovvio che quando cambi deliberatamente il tuo cervello, puoi davvero modificare i risultati che ottieni e tutta la tua vita.

Quelle che seguono sono solo alcune delle tecniche ufficialmente riconosciute nel brain training: meditazione, visualizzazione, dialogo interiore consapevole, autoipnosi o ipnosi guidata, programmazione subliminale, terapia cognitivo-comportamentale e priming cognitivo.

Ecco alcune buone notizie e altre meno buone.

Le notizie meno buone

Il cervello deve proteggerti dai danni e non ama i cambiamenti.
Le paure, inconsce o meno, scatenano risposte repentine di fuga, paralisi o lotta.
A meno che non venga stimolato costantemente, il cervello farà ciò per cui è programmato, niente di più.
Se non lo usi... lo perdi. In pratica, più tu sei pigro più diventa pigro anche lui.
Le buone notizie

Il cervello è in grado di creare nuove connessioni (sinapsi), convinzioni e abitudini se opera a un livello superiore.
Il cervello è al tuo servizio e necessita della tua guida per sapere che cosa fare.
Il cervello svolge i compiti più complessi inconsciamente.
Puoi riprogrammare il cervello per ottenere più felicità, salute e ricchezza.
Non sarai mai troppo vecchio per prendere il controllo del tuo cervello e renderlo più potente.
Il brain training si applica anche alla crescita personale e spirituale. Seguendo un programma di almeno novanta giorni sarai in grado di accedere a livelli superiori di coscienza.


 Joy Martina opera da coach da 10 anni, portando le persone che lo desiderano a cambiare la loro vita in modo positivo.

Alla continua ricerca di metodi nuovi ed efficaci ha scoperto l'Omega Healing. Questo ha cambiato in breve tempo la sua vita. Con Roy Martina ha creato la Christallin Therapy e il sistema Christallin Oracle.
Con grande gioia condivide le sue esperienze e crescenti conoscenze con altri permettendo loro di vivere una vita più sana, felice e di successo. Joy Martina è Omega Life Business Coach certificata, Master Hypnotist e Trainer. Da training a coach negli USA, Cina ed Europa.

Dalla fine del 2012 Joy e Roy Martina sono sposati.


Indice

Introduzione: il sogno di Roy e la storia di Joy

1. Tutti i chakra portano al cuore
2. Primo chakra: scopri lo spazio sacro del tuo cuore
3. Secondo chakra: ama la vita sempre e comunque
4. Terzo chakra: abbandona il controllo, come fidarti della guida Divina
5. Quarto chakra: apri il tuo cuore
6. Quarto chakra: perdona per essere felice
7. Quinto chakra: scopri il tuo vero sé
8. Sesto chakra: guarda a occhi chiusi
9. Settimo chakra: il Nirvana è l'arte della beatitudine
10. I canali energetici: come riequilibrare le emozioni
11. Cosa possiamo fare per te? Sei pronto a impegnarti per vivere una vita felice e sana?

Gli autori


Joy Martina, Roy Martina
Il Nuovo Equilibrio Emozionale - Libro >> http://goo.gl/iDOP00
Cos'è, perchè ci rende felici
Editore: My Life Edizioni
Data pubblicazione: Febbraio 2015
Formato: Libro - Pag 180 - 14,5x21cm



lunedì 27 ottobre 2014

Risolvere le Cinque Ferite

Risolvere le Cinque Ferite

Trasformarle in vantaggi per vivere meglio

di Maria Rosa Fimmanò



Tutti noi siamo stati feriti almeno una volta.

Abbandono, Ingiustizia, Rifiuto, Tradimento, Umiliazione sono ferite che possono segnare la vita, impedendoti di realizzarti e di raggiungere la gioia. Oppure puoi scegliere di liberartene, trasformandole in risorse, in veri e propri punti di forza.

Scopri come con questo libro, scritto da Maria Rosa Fimmanò che ha messo a punto un metodo pratico, unico, colladuato e infallibile, dopo anni di studio e di pratica. L'Autrice attinge alla sua formazione nel campo scientifico e al talento di insegnante per guidare il lettore attraverso un originale percorso di scoperta.

Passo passo, con arguzia e ironia, Maria Rosa Fimmanò porta il lettore a scoprire il grande e affascinante romanzo che è la Vita. Una tematica articolata, presentata con stile piacevole e accessibile, ricco di esempi presi dalla vita di tutti i giorni.

Il metodo proposto è tanto semplice quanto immediatamente efficace, spiegato passo a passo, una ricetta di sicuro effetto. Il testo è corredato da un’ampia serie di esercizi semplicissimi che permettono di superare con facilità le Cinque Ferite, regalando un’esistenza migliore.

Un libro da usare anche come originale e istruttivo gioco di società. Da leggere e mettere in pratica assolutamente.


Risolvere le Cinque Ferite - Anteprima LIBRO - La gioia di ritrovare sé stessi

I cinque parametri che chiamiamo cinque Ferite hanno in sé delle risorse preziose che una volta comprese e utilizzate possono migliorare la nostra vita e quella di chi ci sta intorno.

La trasformazione delle Ferite in vantaggi non richiede uno sforzo fisico o mentale.

Siamo spesso alla ricerca di qualcosa che possa migliorare la nostra vita e di conseguenza quella dei nostri cari. Cerchiamo il modo di cambiare ciò che non desideriamo, che si tratti di vita lavorativa o aspetti personali.

Nella speranza di trovare la soluzione giusta, andiamo per tentativi provando di tutto, a volte con grande dispendio di energie, di denaro o di tempo, senza avere le idee chiare su che cosa otterremo o quali siano le reali possibilità che una certa soluzione vada bene per noi. Un metodo che ha avuto successo per altri potrebbe non essere adatto a noi e non portare i risultati che speriamo.

La ricerca a volte è così infruttuosa che corriamo il rischio di scoraggiarci e pensare che i nostri problemi non possano trovare una soluzione.

La proposta di questo volume è semplice e immediata.

Non richiede investimenti di tempo, né di denaro, né di energia.
Non richiede sforzo per essere applicata.

Quali risultati arriveranno e quanto velocemente dipende dalla propria storia personale, dalle proprie vicende e dalla situazione in cui ci si trova.

La lettura di questo libro e in particolare della sua parte pratica vi potranno dare dei benefici comunque, indipendentemente dalla situazione di partenza: dovrete solo riconoscerli. A volte potrebbe sembrare di non osservare miglioramenti, allora bisogna allenarsi a cercarli in direzioni diverse, a cui non avevamo prestato attenzione prima. Sta a noi riconoscerli per quantificarli e possiamo farlo se diventiamo abili osservatori di noi stessi, degli altri e di ciò che ci circonda.

Se nonostante l'osservazione non riconoscessimo dei miglioramenti, allora probabilmente li osserveremo più in là nel tempo. Ci accorgeremo, forse addirittura dopo mesi, che i miglioramenti c'erano stati anche se non li avevamo notati.


Dicono del Libro

Questo curioso e intelligente manuale di Maria Rosa Fimmanò introduce un metodo pratico e soprattutto unico per affrontare e risolvere le cosiddette Cinque Ferite.

Patrizia Sanvitale
giornalista e scrittrice

Se il segreto delle cinque Ferite è semplice, cioè trasformarle in risorse che diventino punti di forza, il lavoro di ricerca che lo svela è rigoroso e collaudato, una novità nel campo, frutto di anni di studio e di pratica.  Un manuale pratico per il viaggiatore alla ricerca del proprio percorso di vita.

Paola Amico
astronoma e ricercatrice


Indice

CAPITOLO 1 - Un mondo da scoprire

CAPITOLO 2 - Riconoscere le cinque ferite

Al ristorante - Lo shopping - Al supermercato - Il lavoro - In azienda - Lo studio - I guadagni - Il curriculum - La forma fisica - Lo sport - In vacanza - L’umore - In treno - In viaggio - Alla guida

CAPITOLO 3 - Le cinque Ferite come risorse

La gioia di ritrovare se stessi - Le cinque Ferite come risorse - Il diario personale dei miglioramenti

CAPITOLO 4 - Uno sguardo alle cinque Ferite

Ingiustizia - Abbandono - Rifiuto - Tradimento - Umiliazione

CAPITOLO 5 - Risolvere le cinque Ferite

Ottenere risultati - Rilassarsi facilmente - Acquisti - Aumentare la serenità - Fare scelte - Stati d’animo - Parlare e ascoltare - Auto-sostegno - Nutrirsi in compagnia - Guadagnare energia - Gestire il tempo - Il piacere della calma - Benessere fisico - Trovare soluzioni - Esprimere i talenti

CAPITOLO 6 - Trasformare le cinque ferite

Appendici

A - Le cinque Ferite e i cinque elementi
B - Tabelle dei miglioramenti


Maria Rosa Fimmanò
Risolvere le Cinque Ferite - Libro >> http://goo.gl/DTqi9K
Trasformarle in vantaggi per vivere meglio
Editore: Mental Fitness Publishing
Data pubblicazione: Ottobre 2014
Formato: Libro - Pag 130 - 15,5x21 cm



martedì 25 marzo 2014

Io Sono Me - I 7 Specchi Esseni

Io Sono Me - I 7 Specchi Esseni

Tecnologia di Liberazione Emozionale

di Arcangelo Miranda



Negli anni 90 Gregg Braden ha riscoperto i Sette Specchi Esseni, che ora sono interpretati da Arcangelo Miranda, nel modo più corretto e al contempo incredibile. L'analisi parte dall'interpretazione emozionale, fino a comprendere gli aspetti spirituali e sociologici del comportamento umano, una vera rivelazione, forse la più importante che si possa reperire sulle emozioni.

Ad esempio, con il Terzo Specchio potrai renderti conto del perché le religioni sono state capaci di farci innamorare e inseguire entità inesistenti quali le divinità, gli angeli e cose del genere: esse sono state capaci di annullare il senso di te e tu te lo sei andato a cercare altrove.

Per non parlare del Quinto Specchio, nel quale scoprirai come il meccanismo dell'attaccamento crei la necessità di vedere all'esterno di noi le autorità precostituite; crediamo che esista un dio solo nella misura in cui consideriamo i nostri genitori tali invece che esseri spirituali e nella stessa misura noi NON ci consideriamo DIO.

Un'altra grande opera di Arcangelo Miranda.

Questo è, probabilmente, uno degli strumenti più efficaci in assoluto per recuperare la propria autodeterminazione emozionale. Basato sulla tecnologia dei 7 Specchi Esseni, ne migliora la comprensione rispetto alle precedenti analisi. Ti aiuta nella comprensione dei problemi dell'avere.

Con IO SONO ME ci addentriamo in quello che è il territorio più oscuro dell'essere umano, cioè la sua sfera emozionale.

Circa 2500 anni fa, nell'India del nord, una donna, la regina Maya, era in viaggio verso la casa paterna in quanto, per tradizione del tempo, doveva dare alla luce un figlio. Narra la leggenda che ella partorì in un boschetto dando alla luce

Gautama Siddharta, colui che assumerà il nome di Buddha che significa "risvegliato" o "illuminato".

Quale figlio di re, egli viveva negli agi e nei fasti del Palazzo Reale senza avere modo di osservare la sofferenza dell'uomo in quanto il padre aveva espressamente ordinato che egli avesse contatti solo con persone giovani, fiorenti ed in ottima salute ma un giorno, Gautama uscì dal palazzo reale e potè osservare con i suoi occhi il mondo"reale", fatto di sofferenze derivanti da morte, malattie e vecchiaia. Egli decise, allora, che avrebbe trovato a tutti i costi un modo per poter uscire dalla sofferenza del mondo da poter insegnare agli altri e, abbandonata la sua casa e la sua famiglia, iniziò la sua ricerca che lo portò a trentacinque anni, in meditazione sotto un albero, a raggiungere lo stato di "risveglio" in cui la mente si ferma e l'individuo raggiunge la pace dei sensi.

In questo libro Arcangelo Miranda rivelerà tutti gli atteggiamenti che portarono Siddharta a vincere la sofferenza liberandosi delle emozioni: ci parlerà del modo di recuperare quella libertà emozionale che era presente all'inizio della nostra avventura sulla terra ma che abbiamo perso dopo la nostra "caduta"

* Nuova edizione riveduta e corretta


Dalla Quarta di Copertina

Gli Esseni forse identificarono meglio di chiunque altro il ruolo dei rapporti umani riuscendo a dividerli in 7 categorie. 7 misteri corrispondenti ai vari tipi di rapporto che qualunque individuo avrebbe sperimentato nel corso della sua vita di relazione con chiunque avesse mai incontrato.

Essi chiamarono queste sette categorie "specchi" probabilmente per farci ricordare che in ogni istante della nostra vita di relazione, la nostra realtà interiore ci viene mostrata dall'esterno come uno specchio.

Grazie alle potenti e semplici informazioni contenute in questo illuminante libro, riuscirai ad osservare "dal di fuori" i tuoi comportamenti, perchè è proprio nel momento riflesso che noi abbiamo la possibilità di osservare la nostra parte oscura per modificarla fino ad annullarla: è solo così che possiamo, un po' alla volta, divenire ciò che davvero sentiamo essere dentro.

Ogni volta che determiniamo emozioni negative, la nostra sfera emozionale diviene più pesante e il nostro scopo in quanto essere spirituale è deviato e perdiamo il contatto con la voce guida, quella del nostro IO SONO.

Libera la tua coscienza, riprendi il possesso della tua Guida Interiore e quindi della tua vita: con questo potente libro tu puoi sperimentare immediatamente la libertà emozionale.

Usa subito la tecnologia essena contenuta in questo libro


Tutto è Perfetto - Estratto dal Libro "Io Sono Me"

La frase tutto è perfetto ha creato una quantità di danni inenarrabili nel settore cosiddetto spirituale ed è divenuta vessillo di individui depressi e irresponsabili.

Dire che il mondo è perfetto e non agire è da imbecilli e porta come conseguenza il fatto che non serve fare nulla poiché le cose vanno già bene così; ma in un universo, se non c'è un continuo apporto di energia tale da produrre un lavoro in grado di far cambiare le cose, non ci può essere riconoscimento progressivo del sé.

La frase tutto è perfetto è propria di un individuo che ha maturato dentro sé il vedere le cose senza alcun giudizio emozionale. La compassione non è coinvolgimento emozionale, ma è sempre una spinta ad agire per trasformare le cose disarmoniche in armoniche.

Ciò che è veramente perfetto è il meccanismo con cui accadono le cose e quindi di come ci ritroviamo il futuro; l'abilità dell'individuo sta nel fatto di riuscire a spezzare le catene di quegli eventi che gli massacrano la vita.

Ammettiamo che, per liberarti da una situazione, fuggissi via da una persona idiota: la perfezione della vita ti farà ottenere la stessa identica e precisa quantità di idiozia-specchio sotto altre forme e da altri terminali, siano essi persone, eventi, luoghi, tempi o cose.

Ciò significa che, entrando dal panettiere, giudicheresti il suo comportamento idiota rispetto a un qualcosa che, in quel momento, le forze equilibratrici della vita ti ripresenterebbero innanzi agli occhi in risposta alla quantità di idiozia che tu giudichi.

Questa discussione ci porta all'aberrazione più potente, quella del giudizio, rappresentata dall'Apostolo Giuda nella storiella simbolica chiamata Vangelo.

Esiste una innumerevole serie di filosofie che pongono attenzione sulla questione del 12: i 12 apostoli, le 12 fatiche d'Ercole, le 12 costellazioni, le 12 tribù d'Israele e così via; perché questo 12 è così ricorrente?

Per comprendere questa cosa possiamo far riferimento ad una scena del mito cristico, quella in cui il personaggio, inventato a fini letterari col nome di Gesù, tra la moltitudine della folla sceglie 12 personaggi ai quali, ad un certo punto del percorso, dice "dove IO vado, voi non potete venire".

Chi sono i 12? Essi rappresentano le 12 aberrazioni fondamentali, quelle che rendono un essere spirituale un umano prigioniero della materia. La scelta dei 12 significa che, se si lavora su quelle 12 aberrazioni fondamentali, tutta la folla delle miriadi di aberrazioni conseguenti viene meno.

E proprio in questo modo lavora una Scuola di Illuminazione che tende all'ascensione.

Un individuo che esprime il suo Sé materiale senza lavorare sulle 12 aberrazioni fondamentali, morirà con il corpo fisico, ma avendo terminato la sua missione materiale, non avrà necessità di rinascere su questo piano ed è quindi libero dal ciclo delle nascite e delle morti.

Diversamente, se mentre si è in vita e si realizza il sé materiale si riescono a sradicare anche le aberrazioni fondamentali, ecco che l'individuo non ha più necessità di morire e può ascendere nella dimensione superiore, trasformando il suo corpo fisico in quello di luce. Questa impresa è davvero così titanica che è appunto chiamata le 12 fatiche d'Ercole.

Ma torniamo ai nostri simbolici 12 apostoli: il personaggio di Giuda rappresenta il Giudizio, Tommaso l'inevitabilità della morte, Pietro la dualità (colui che porta rancore verso l'altro sesso) e così via.

Qual è il più importante degli apostoli e quindi l'aberrazione fondamentale su cui lavorare?

È il giudizio, quella relativa al nome Giuda.

Infatti tutte le filosofie dicono di non giudicare e da qui, come abbiamo detto all'inizio, nascono i problemi di apatia.

La mancanza di giudizio di "Tutto è perfetto" si riferisce all'abilità dell'individuo di essere sereni pur non essendo felici innanzi ad una contrarietà (Gesù pianse alla morte dell'amico Lazzaro) e proprio la mancanza di felicità diviene la spinta ad aggiustare le cose.

La mancanza di giudizio è l'abilità a rimanere in uno stato come se le cose fossero perfette e non perché lo siano: questo è star di fronte alle cose e vederle nella loro vera natura, senza essere risucchiati nei vortici emozionali della faccenda. Ciò non significa non agire, come erroneamente crede la maggior parte delle persone depresse che riempiono il settore spirituale.

Molti mi dicono che la realtà è un sogno che possiamo cambiare quando vogliamo, ma nessuno si rende conto, causa l'aberrazione del salvatore, che se non mettiamo lì un punto di operatività, le cose non cambiano, poiché è solo l'emozione di una esperienza diversa che fa cambiare il nostro punto di vista sulle cose.

Questa stupida e vana speranza che le cose cambino da sole sottende l'attività maligna del salvatore secondo cui le cose, se siamo buoni e onesti, arriveranno da sole: questo non è possibile perché l'universo non funziona sulle speranze, ma sul lavoro e richiede energia per i cambiamenti.

Si potrebbe dire che l'assioma dell'universo fisico sia che chi di speranza vive, disperato muore; ciò significa che gli inattivi e gli speranzosi credono che questo sia un sogno e non si rendono conto che è un incubo.


Indice

Presentazione dell'Editore

Prefazione
Introduzione

Parte 1 - Analisi

1. Gli antichi erano primitivi?
2. Cosa sta per accadere?

Parte 2 - Il Meccanismo

3. Lo scopo dell'esistenza
4. Avere o essere
5. Circuiti: stai recitando una parte
6. Emozioni desiderabili e indesiderabili
7. Il doppio ruolo del Cuore e la PNEI

Parte 3 - Lo strumento

8. AVPR1a: il gene della generosità
9. Entanglement: tutto è unito
10. Ridefinire il Sé con i 7 Specchi Esseni
10.1 Il Primo Specchio Esseno dei rapporti umani
10.2 Il Secondo Specchio Esseno dei rapporti umani
10.3 Il Terzo Specchio Esseno dei rapporti umani
10.4 Il Quarto Specchio Esseno dei rapporti umani
10.5 Il Quinto Specchio Esseno dei rapporti umani
10.6 Il Sesto Specchio Esseno dei rapporti umani
10.7 Il Settimo Specchio Esseno dei rapporti umani
11. I 5 (+1) Riti Tibetani del Ringiovanimento

Parte 4 - Conclusione

Epilogo: Tutto è perfetto

Caro Arcangelo

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Arcangelo Miranda
Io Sono Me - I 7 Specchi Esseni - Libro >> http://goo.gl/uLsxpD
Tecnologia di Liberazione Emozionale
Editore: Io Sono Edizioni
Data pubblicazione: Febbraio 2014
Formato: Libro - Pag 216 - 17x24