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giovedì 8 febbraio 2024

Quante sono le dimensioni del nostro Universo


Quante sono le dimensioni del nostro Universo

Consapevolezza

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Cosa sono le dimensioni? Quante dimensioni ha il nostro universo? Perché alcune dimensioni sono nascoste? Dove si va quando si muore?

Redazione - Scienza e Conoscenza - 07/02/2024

di Elena Sanda Chira, l’autrice del libro AMEN LA NUOVA UMANITA’: Una Teoria del Tutto

Le dimensioni misurano il grado di libertà

Proveniente dal latino “dimensio”, “misura”, la parola dimensione definisce essenzialmente “il numero di gradi di libertà disponibili per il movimento di un punto materiale in uno spazio”. Nell’uso comune, le dimensioni di un oggetto diventano le misure che ne definiscono la forma e la grandezza.

Lo spazio-tempo in cui viviamo viene considerato dalla scienza come spazio di Hilbert quadridimensionale, costituito da tre dimensioni spaziali e una dimensione temporale. Possiamo muoverci sull’asse alto-basso (o su-giù), su quello nord-sud (o avanti-indietro) e su quello est-ovest (o destra-sinistra). La quarta dimensione è considerata il tempo, che è il movimento in sé su uno o l’altro di questi tre assi.

A livello macroscopico i processi fisici non sono simmetrici rispetto al tempo, ciò significando che le azioni generalmente non sono reversibili. A livello subatomico, invece, dove le grandezze si misurano con la scala di Planck, quasi tutti i processi fisici sono simmetrici rispetto al tempo e ciò significa che le equazioni usate per descrivere questi processi sono le stesse indipendentemente dalla direzione del tempo. Questo vuol dire che a questa scala si può viaggiare sia verso il passato che verso il futuro, oppure che l’unico tempo reale è il presente.

La Teoria delle stringhe

La scienza, con la Teoria delle stringhe e delle superstringhe, propone modelli di universi con dieci, undici o ventisei dimensioni. Paragonate alle tre riconosciute dalla fisica classica e sperimentate abitualmente nella realtà quotidiana, le dimensioni supplementari sembrano fantastiche costruzioni mentali impossibili da spiegare o minimamente immaginare. Sembrano soltanto dei modelli matematici inventati per far combaciare le formule.

Anche dal mondo olistico ci arrivano proposte e spiegazioni sulle dimensioni, insieme a indicazioni e ricette su come diventare esseri multidimensionali. Realmente siamo già multidimensionali, in quanto costruiti con una struttura spazio-temporale deca-dimensionale. Le dimensioni extra sono dentro di noi, nelle strutture più profonde di natura informazionale, energetica e materiale. Quello che ci conviene capire e sperimentare è come diventare esseri unidimensionali, misurati con le grandezze di Plank, piccolissime particelle elementari indivisibili capaci di viaggiare nello spazio-tempo e accedere a qualsiasi delle 10 dimensioni che rappresentano il proprio regno.

La M-Teoria, una teoria annunciata dal fisico americano Edward Witten nel 1995, che unifica tutte le teorie delle stringhe anteriormente formulate, parte dalla considerazione che l’universo abbia un numero di dimensioni superiore alle quattro abituali (tre spaziali e una temporale). Il numero minimo di dimensioni necessario nella formulazione matematica di questa teoria è dieci. Il supplemento di dimensioni, dalla terza alla decima, è difficile anche immaginare, oltre a pensare di farne esperienza diretta. La teoria delle stringhe presenta modelli teorici dell’universo con 10, 11 o 26 dimensioni.

L’Uomo e le sue 10 dimensioni

Nel modello di universo presentato nel libro Amen la Nuova Umanità: Una Teoria del Tutto, ogni modulo esistenziale o essere vivente naturalmente creato e manifestato in forma materiale è costituito da un preciso numero di inviluppi, anelli di crescita o dimensioni spazio-temporali, in corrispondenza alla sua complessità.

L’essere umano ha libero accesso a 10 dimensioni spazio-temporali, che è il numero di dimensioni di cui è costituito.

Le dieci dimensioni sono collocate le une all’interno delle altre come le bambole russe (o matrioske) e sono collegate tra di loro attraverso un tunnel centrale unidimensionale con il diametro della lunghezza di Plank. La forma risultante è quella di una toroide o mela con dentro anelli di crescita, dove il movimento avviene sempre da dentro a fuori. In questa rappresentazione mentale dell’universo, dentro-fuori è considerata la quarta dimensione di natura spaziale, una dimensione aggiuntiva alle tre dimensioni abitualmente usate. Considerando anche il tempo presente, che muove le quattro dimensioni spaziali da dentro a fuori, risulta, a livello macroscopico, uno spazio-tempo penta-dimensionale. Questo spazio-tempo penta-dimensionale, chiamato in questo libro la quinta dimensione, costituisce per l’essere umano lo spazio-tempo adatto alla vita, in quanto funziona in conformità con le leggi dell’Amore, la forza fisica governante di questa dimensione. Le dimensioni sono luoghi fisici, con diverse frequenze vibrazionali, percettibili dalla nostra mente.

Ogni dimensione ha la sua frequenza

Per funzionare in queste zone la mente si sintonizza sulle specifiche frequenze corrispondenti a ogni dimensione di passaggio. Questo diverso funzionamento della mente in diverse dimensioni è più evidente in un bambino nei primi anni di vita, ma è riconoscibile anche nell’età adulta. Comunque, durante la sua vita l’uomo realizza un viaggio interdimensionale, consapevolmente o no, sperimentando tutte le dieci sue dieci dimensioni costituenti. Ognuna di esse ha la sua specifica frequenza che influisce sul funzionamento del nostro cervello e ci fa vedere, sentire, comprendere, ragionare e vivere in modi diversi.

La qualità della nostra vita dipende dalla dimensione spazio-temporale alla quale siamo sintonizzati, che influisce sul modo e la qualità del funzionamento della nostra mente. Le dimensioni da 1 a 4 operano secondo i principi della meccanica classica, le dimensioni da 6 a 9 funzionano secondo i principi della meccanica quantistica e la quinta dimensione funziona secondo entrambe le meccaniche (sempre secondo il modello di universo presentato nel libro Amen la Nuova Umanità).

La dimensione zero o l’energia del punto zero

La dimensione zero è il Nulla originario, il luogo da dove veniamo e dove torniamo, e corrisponde alla cosiddetta morte fisica, però, con il passaggio di Cristo, questa dimensione è in sovrapposizione con la decima dimensione, che contiene la Parola di Dio, il flusso creatore che ha messo l’universo in essere, e la morte fisica non è più necessaria. Possiamo usare la Parola di Dio per metterci e mantenerci in esistenza!

Dunque, l’uomo è una creazione molto complessa dell’universo. Dopo aver creato le sue radici, tronco, rami e foglie, l’universo ha prodotto un frutto, l’Uomo, che al suo interno contiene un seme, il Cristo, l’Umano Perfetto, attraverso il quale l’universo può moltiplicarsi.

L’uomo è immortale e la morte non è necessaria. Bisogna soltanto fare un giro nelle dieci dimensioni del proprio regno per conoscerlo e, soprattutto, per Regnare su se stessi.

Gesù disse nel Libro Segreto di Giacomo: “Ascoltate il Verbo, comprendete la Conoscenza, amate la Vita e nessuno vi perseguiterà e nessuno vi opprimerà all’infuori di voi stessi!"

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Amen - La Nuova Umanità — Libro >> https://bit.ly/3Zcu1zH  

Una teoria del Tutto

Elena Sanda Chira

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amen-la-nuova-umanita-libro.php?pn=1567


venerdì 26 agosto 2022

L'Universo ha 26 dimensioni?


L'Universo ha 26 dimensioni? Scopriamo insieme la teoria delle stringhe

Scienza e Fisica Quantistica

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Un obiettivo centrale della fisica della fine del XIX secolo è stata la scoperta dell’elettrone, e in seguito, lo studio del nucleo atomico e delle particelle elementari tramite l’analisi dei processi d’urto. La meccanica quantistica ha introdotto delle novità assegnando alle particelle alcune proprietà ondulatorie, oltre che corpuscolari.

Antonella Ravizza - 23/08/2022

Dai diagrammi di Feyman alla Teoria delle Stringhe

Dagli inizi degli anni ’20 del XX secolo è nata la teoria quantistica dei campi, che associa alle particelle i quanti di energia dei campi d’onda corrispondenti. Dagli anni ’30 sono stati fatti esperimenti a energie sempre più elevate che dimostrano che la materia è composta da elettroni, protoni e neutroni (materia ordinaria) e da moltissime altre particelle instabili, con tempi di disintegrazione spontanea molto brevi, dell’ordine di qualche milionesimo di secondo. A volte le interazioni tra le particelle sono indotte da scambi di altre particelle; questo è alla base della tecnica molto interessante dei diagrammi di Feynman, che consente di collegare la probabilità di reazione (nota come sezione d’urto) a processi elementari in cui le particelle reagenti generano altre particelle in stati intermedi. Alla somma dei diagrammi relativi a un certo processo la teoria associa un'ampiezza di probabilità, cioè un numero complesso il cui modulo al quadrato determina essenzialmente le sezioni d'urto. Con il proliferare delle particelle soggette alle interazioni forti, l’applicazione di questi metodi risulta limitata, per l’estrema intensità delle forze nucleari. Negli anni Sessanta si è cercato di caratterizzare le sezioni d’urto e le corrispondenti ampiezze di probabilità.

La Teoria delle Stringhe è nata proprio perché sembrava impossibile ricorrere alla teoria quantistica dei campi e ai corrispondenti diagrammi di Feynman per le interazioni forti. La Teoria delle Stringhe nasce nel 1968 da un un'intuizione del fisico italiano Gabriele Veneziano, ma solo nel 1970, Yoichiro Nambu, Holger Bech Nielsen e Leonard Susskind la introdussero per la prima volta.

Nel 1974 John Schwarz e Joël Sherk ottennero dai modi di vibrazione delle stringhe una particella con spin pari a 2: il gravitone! Nel 1984 Michael Green e John Schwarz spiegarono tutti i fenomeni di interazione e fecero incuriosire tutti i fisici del tempo, tanto che la teoria iniziò ad essere conosciuta e diffusa a livello mondiale.

Ma cosa è la Teoria delle Stringhe?

In inglese string significa corda, infatti è nota anche come “teoria delle corde”. Non bisogna però fare confusione con la parola stringa, perché esiste in due diversi contesti. Nella Teoria delle Stringhe si ipotizza che tutte le particelle elementari (tutto l’Universo, anche noi) siano modi vibrazionali di stringhe microscopiche, talmente piccole che non possano essere distinte dalle particelle elementari che conosciamo. Le stringhe dovrebbero essere piccole cordicelle vibranti (chiuse o aperte) i cui modi di vibrazioni sarebbero in grado di creare tutte le particelle bosoniche e fermioniche conosciute. Esse sarebbero i costituenti ultimi della materia e avrebbero dimensioni addirittura un milione di volte più piccole dei quark: la dimensione di una stringa è infinitesimale, miliardi di miliardi di volte più piccola di un nucleo atomico (circa 10-35 metri) e questo precluderebbe ogni possibilità di osservarle.
La vibrazione delle stringhe dà origine sia alla materia sia all’energia.

La base matematica e le verifiche sperimentali della Teoria delle Stringhe

Con la Teoria delle Stringhe le particelle subatomiche sono come note musicali e la Natura diventa una grande partitura.

La Teoria delle Stringhe ha una solida ed elegante base matematica, il problema attuale sta nel trovare le possibili verifiche a livello sperimentale. La Teoria delle Stringhe originaria, detta teoria bosonica, prendeva in considerazione i bosoni, la sua variante supersimmetrica è in grado di includere anche i fermioni, per questo si parla oggi di Teoria delle Superstringhe. Queste stringhe sono diverse dalle stringhe cosmiche. I fisici spesso chiamano stringhe fondamentali le stringhe microscopiche che costituiscono l’Universo e superstringhe cosmiche le stringhe cosmiche che derivano dalla teoria delle stringhe. Le stringhe cosmiche sono delle configurazioni di energia che, secondo alcune teorie di fisica delle alte energie, si sono formate in un passato remoto. Sono di struttura filamentosa e possono essere molto grandi, delle dimensioni di una galassia o addirittura lunghe quanto l’Universo. Le stringhe sarebbero sparse ovunque nell’Universo.

Alcune teorie di fisica moderna dicono che in passato molto remoto, pochi istanti dopo il Big Bang, si sarebbero formate le stringhe cosmiche che, a causa della continua espansione dell’Universo, sarebbero diventate sempre più grandi. Fino a qualche tempo fa si pensava che le superstringhe cosmiche fossero instabili e decadessero in tempi brevissimi nelle stringhe fondamentali. Recentemente, però si è notato che non è sempre vero, poiché è possibile avere delle configurazioni di superstringhe cosmiche stabili, che potrebbero essere sia aperte sia chiuse, e potrebbero formare un’intera rete di stringhe che è presente in tutto l’Universo. Purtroppo però non si è ancora trovato il modo di dimostrare sperimentalmente l’esistenza delle stringhe, quindi ad oggi la teoria delle stringhe resta una congettura teorica.

La Teoria delle Stringhe porta anche all'esistenza di nuove dimensioni (oltre le 3 spaziali + 1 temporale a cui siamo abituati): ben 26 nella teoria bosonica originaria e 10 nelle versioni con le superstringhe. I fisici si stanno abituando a queste stranezze, infatti un tempo chi parlava di nuove dimensioni o realtà parallele sarebbe stato classificato come un pazzo, adesso, invece, questi concetti sono accettati come possibili, e si ricerca per ottenere risultati più chiari.

eBook - L'ABC della Fisica >> https://bit.ly/385xUAh

Dai quanti all'Universo a 26 dimensioni

Antonella Ravizza

www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-l-abc-della-fisica-pdf.php?pn=1567


lunedì 11 gennaio 2016

Qual è il mistero della quinta dimensione?



Qual è il mistero della quinta dimensione?

Perché ci serve sapere che esiste una quinta dimensione? Come possiamo influenzarla? E perché lei influenza noi?

di Vincenzo Fanelli, William Bishop - 04/01/2016



Qual è il mistero della quinta dimensione?
 
Estratto da “La mente quantica” di Vincenzo Fanelli e William Bishop

La quinta dimensione

Nella quinta dimensione vi sono una moltitudine di percorsi dove possiamo saltare in ogni momento. Questi salti sono influenzati dalle scelte e dagli altri.
Qui entra in ballo quello che afferma la meccanica quantistica: “L’osservatore influenza il sistema osservato”.

Ogni scelta genera diversi percorsi alternativi.
Esistono numerose possibilità dove io posso diventare un milionario, un muratore, un medico, un poliziotto ecc.
Sono le mie scelte e chi mi circonda a influenzare il percorso.
Questi percorsi esistono tutti nella quinta dimensione.

Supponiamo che esista una fantomatica tecnologia per tornare indietro nel tempo e che mi permetta di andare a trovare il me stesso ragazzino. Immagina che io possa dargli tutti i cavalli vincenti dei prossimi 20 anni (ricordi il film Ritorno al futuro II?) in modo da poter accumulare una fortuna.
In questo modo, ad esempio, dalla professione d’impiegato cambierei la storia diventando un milionario.
Per far questo dovrei piegare la quarta dimensione (il tempo) lungo la quinta dimensione in modo da tornare indietro e fare le azioni giuste. Ma questo non è possibile, perché il mio attuale percorso di vita è già segnato, non esistono alternative nella quarta dimensione. Esiste la mia unica linea di vita.

Dovrei andare su una linea temporale diversa, una linea di vita virtuale dove sono ricco. Queste alternative esistono nella quinta dimensione. Per accedervi istantaneamente dovrei piegare la quinta dimensione grazie alla sesta.

Per farti comprendere quanto noi siamo completamente ignari di quanto ci accade, voglio fare un altro esempio riguardante la seconda dimensione.
Prendiamo una striscia la pieghiamo su se stessa e la uniamo creando un “nastro di Moebius”.

Nastro di Moebius

Un essere bidimensionale la percorrerebbe tutta su entrambi i lati senza rendersi conto delle curve e dei giri. Il percorso gli apparirebbe piatto e, senza comprenderne il perché, ritornerebbe al punto di partenza.
Noi esseri tridimensionali, invece, vedremmo le curve e i giri comprendendo perché l’essere bidimensionale ritorna il punto di origine. L’essere bidimensionale non vedrebbe nulla rimanendo stupito di questo continuo loop.

Ora, noi esseri umani siamo così arroganti da pensare di aver capito tutto sull’esistenza, ma siamo esattamente come quell’essere bidimensionale.
Non percepiamo l’interezza del tempo (quarta dimensione), non vediamo tutte le linee di probabilità contenute nella funziona d’onda (quinta dimensione) e non sappiamo minimamente come trasferirci su un ramo di realtà desiderato (piegare la quinta lungo la sesta dimensione).

Il fatto di non sapere e di non poter percepire,
non significa che qualcosa non esiste.
Significa solo che siamo limitati alle tre dimensioni.

Riconduciamo gli eventi straordinari a qualcosa che sia comprensibile: quando abbiamo una premonizione pensiamo che sia un caso e quando otteniamo qualcosa di impossibile, liquidiamo il fatto a un colpo di fortuna.
Come vedi, siamo proprio come un punto sul foglio di carta, incapaci di capire cosa accade perché confinati in realtà nella terza dimensione.

In un’era ormai dimenticata, qualcuno ci aveva insegnato a piegare la quinta dimensione. Questo sapere è andato perduto e tenuto volutamente segreto alla massa.
È giunto il momento di recuperare questa antica capacità ormai atrofizzata e di co-creare la vita desiderata.

Giuditta Dembech
Quinta Dimensione >> http://goo.gl/vHbuXv
Domande e risposte sui grandi enigmi dell'occultismo - Nuova edizione

William Bishop, Vincenzo Fanelli
La Mente Quantica - Libro >> http://goo.gl/3uvkK0
Cambia la tua realtà: 3 leggi quantiche, ingegneria neurolinguistica e Focus Universale


martedì 22 dicembre 2015

Quarta dimensione: qual è e cos’è davvero?



Quarta dimensione: qual è e cos’è davvero?

Spiegata in modo semplice, la quarta dimensione ci fa capire come il tempo scorre

di Vincenzo Fanelli, William Bishop - 21/12/2015



Quarta dimensione: qual è e cos’è davvero?

Estratto dal libro “La mente quantica” di Vincenzo Fanelli e William Bishop

La quarta dimensione
La quarta dimensione è il tempo (o la durata).
La quarta dimensione può essere immaginata come una linea che connette quello che facevi un minuto fa con quello che stai facendo adesso.

La quarta dimensione può essere anche intesa come la linea che connette il te stesso appena concepito con il te stesso "deceduto".
Noi però non siamo in grado di vederla nella sua totalità perché viviamo nella terza dimensione.

Quindi il tempo lo viviamo istante per istante senza poter vedere la tua interezza.

Noi esseri tridimensionali vediamo solo sezioni del nostro io quadridimensionale.

In termini ancora più ampi, la quarta dimensione può essere vista come la linea che connette il Big Bang con la fine del nostro Universo.

Le altre dimensioni

La dimensione zero
La dimensione 0 non è altro che un punto puro e semplice. Niente altezza o lunghezza. Non ha grandezza e dimensione. È un punto nello spazio che indica una posizione in un sistema.

 La prima dimensione
Se metto un secondo punto oltre al primo, ho una posizione diversa. Se unisco i due punti ottengo la prima dimensione dove esiste solo la lunghezza. Niente larghezza e profondità.

 La seconda dimensione
Se metto una seconda linea, ottengo anche la larghezza, quindi, lunghezza e larghezza. Manca ancora la profondità.

 La terza dimensione
Per noi è più semplice immaginare la terza dimensione dato che la abitiamo. Grazie ad una terza linea otteniamo la profondità.
Un oggetto tridimensionale è dotato di lunghezza, altezza e larghezza.

Possiamo vedere le cose anche da una prospettiva diversa e più illuminante.
Immagina un foglio di carta piatto che rappresenta la seconda dimensione (questa è piatta). Su di esso vi è un punto che desidera muoversi da A a B. Se per te è più semplice, puoi immaginare una formica su un foglio che vuole andare da un’estremità all’altra (ovviamente, è una metafora perché tutto dovrebbe essere rigorosamente piatto in quanto bidimensionale).
Se io piegassi questo foglio creando un tubo e facendo quasi combaciare i due punti, la formica arriverebbe in un istante alla sua destinazione. Non è più costretta a fare tutto il percorso.

Per noi esseri tridimensionali questa cosa può apparire una banalità, ma non per la formica bidimensionale che non è in grado di vedere il foglio piegato perché non percepisce la profondità. A lei sembra semplicemente che “magicamente” sia arrivata a destinazione.
È come se tu partissi da New York e arrivassi a Roma in 5 minuti. Per te sarebbe magia, mentre sarebbe una cosa ovvia per esseri che vivono in una dimensione superiore alla tua.

Noi ci spostiamo tranquillamente in una camera attraversandola (profondità), ma un essere piatto bidimensionale dovrebbe spostarsi lungo le superfici piatte (pareti, soffitto e pavimenti). Agli occhi di un ipotetico essere bidimensionale noi appariremmo strani e dotati di poteri sovrannaturali perché, ad esempio, con un balzo dal pavimento potremmo toccare il soffitto.


La Quarta Dimensione

Agguerrito esploratore di "un territorio oscuro e sconosciuto di ciò che egli chiama Menterama" (Martin Gardner) Rudy Rucker si dedica in questo libro a un tema che ha sempre affascinato "chiunque abbia un minimo di interesse per la matematica e per la fantasia": le dimensioni che si aprono al di là delle tre che siamo convinti di conoscere, a partire dalla quarta (il tempo?) sino alle infinite dello spazio hilbertiano.

Rucker riesce in questa impresa coniugando le divergenti virtù del narratore e dello scienziato rigoroso.

Pur di rendere evidenti i più ardui problemi, l'autore è anche ricorso ad appositi stratagemmi: così il libro è accompagnato da disegni e problemi, dei quali vengono offerte alla fine anche le soluzioni.

È tutto qui? Fatiche, solitudine, malattie e la morte... È tutta qui la realtà? La vita può sembrare così caotica, cupa e faticosa.

Chi di noi non ha mai sognato una realtà superiore, un qualche livello trascendente pieno di pace e di senso? In effetti, questa realtà superiore esiste.

E non è neanche difficile da raggiungere. Come portone d’ingresso molti si sono serviti della quarta dimensione.

Ma di che cosa si tratta? Del tempo, della curvatura dello spazio o una direzione dell’iperspazio?


Rudy Rucker
La Quarta Dimensione >> http://goo.gl/BufNQa
Un viaggio guidato negli universi di ordine superiore