venerdì 5 giugno 2020

La medicina e' una sola



La medicina e' una sola: la riflessione del Dottor Stefano Fais

Medicina Integrata


Quando un ricercatore fa una scoperta mediata dalla serendipità deve prestare un alto livello di attenzione a tutto ciò che sta accadendo attorno a lui, a trecentosessanta gradi.

Stefano Fais - 04/06/2021

Questo articolo è tratto da Scienza e Conoscenza 69.

Come scienziato non mi interessa attribuire grande importanza a termini quali non convenzionale, integrata, alternativa quando sono riferiti alla medicina. Per me, nella scienza, la cosa realmente importante è mantenere un approccio alla procedura sperimentale aperto, privo di chiusure aprioristiche e dogmatiche tale per cui ciò che a prima vista potrebbe apparire come un errore, o qualcosa di insignificante, potrebbe rivelarsi una grande scoperta se solo siamo capaci di cambiare l’angolazione, la prospettiva, da cui osserviamo il fenomeno in esame.

Quando si parla di serendipity ci si riferisce alla scoperta di qualcosa mentre si stava cercando qualcos’altro. L’esempio classico, in questi casi, è quello relativo alla penicillina.
Fleming stava studiando lo Staphylococcus influenzae quando una delle sue piastrine di coltura si contaminò e su di essa si sviluppò un’area ben delimitata priva di batteri: il resto della storia lo conosciamo tutti. Nel 2008 il «Financial Time» ha pubblicato un articolo provocatorio sul ruolo della serendipity nel futuro della medicina. In realtà la serendipity ha avuto un ruolo chiave nella scoperta di un’am-pia gamma di farmaci psicotropi, tra cui l’anilina viola, il dietilamide dell’acido lisergico, il meprobamato, la clorpromazina e l’imipramina.

Quando un ricercatore fa una scoperta mediata dalla serendipità deve prestare un alto livello di attenzione a tutto ciò che sta accadendo attorno a lui, a trecentosessanta gradi. Ma questo non basta: per scoprire qualcosa che sia veramente nuovo e fuori dagli schemi occorre mantenere una mente sufficientemente sganciata dalle tradizionali infrastrutture cognitive e culturali che normalmente rendono estremamente focalizzata su un particolare punto di arrivo – spesso predefinito – l’attività di ricerca.

Io credo che un ricercatore in medicina debba mantenere lo sguardo curioso e innocente di un bambino.

Max Planck disse che la scienza non progredisce perché gli scienziati cambiano idea, ma piuttosto perché gli scienziati attaccati a opinioni errate muoiono e vengono rimpiazzati. Otto Warburg ha usato le stesse parole per commentare il fatto che le sue idee – non mainstream sulla genesi del cancro – faticassero a essere accettate. Personalmente ritengo che le ricerche non mainstream nella scienza vadano incoraggiate e che abbiano avuto – e possano avere – un ruolo fondamentale nello sviluppo della medicina. In questa rubrica che terrò su Scienza e Conoscenza in ogni numero, parleremo sia delle scoperte che sono passate inosservate anche se ricche di prospettiva – una tra tutte il ruolo della vitamina C nella cura dei tumori – sia delle più recenti ricerche guidate da un approccio non mainstream, come ad esempio la scoperta che farmaci antiacidi possono avere un ruolo chiave nelle nuove strategie antitumorali e l’importanza dell’acqua e di antiossidanti nel mitigare l’invecchiamento. Vi aspetto in ogni numero per grandi novità!

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Scienza e Conoscenza n. 69 - Luglio/Settembre 2019 - Rivista >> http://bit.ly/2LzQgg5
Nuove scienze, Medicina Integrata

La Terapia Antiacida per la Cura dei Tumori — Libro
Stefano Fais

lunedì 25 maggio 2020

5G: modifica DNA risuonando con strutture frattali



Tecnologia 5G: modifica il DNA risuonando con le sue strutture frattali

Scienza e Fisica Quantistica


Lʼuomo è una sofisticata e delicata macchina elettromagnetica che vive di segnali, frequenze, codici di riconoscimento: in tutto questo come interferiscono i campi elettromagnetici esterni e in particolare la nascente tecnologia 5G?

Fausto Bersani Greggio - 25/05/2020

Il seguente articolo è tratto da Scienza e Conoscenza #72

Lʼuomo è una sofisticata e delicata macchina elettromagnetica che vive di segnali, frequenze, codici di riconoscimento. A un livello molto elementare basti pensare all’attività elettrica del cuore, del cervello o dei muscoli. Tuttavia per capirne a fondo il funzionamento la biochimica non è sufficiente. Ifuturi progressi della medicina saranno possibili se i medici lavoreranno accanto ai fisici. Solo così comprenderemo i livelli più sottili e profondi, i “meccanismi che comandano i meccanismi”.

Il concetto di risonanza

Il problema delicatissimo è quello di determinare come reagisce il campo elettromagnetico endogeno nei diversi distretti del corpo umano quando questo è esposto a un campo elettromagnetico esterno. In questi casi atomi e molecole possono essere distorti nelle loro configurazioni e nei loro equilibri funzionali. I resoconti di vari studi documentano “effetti finestra” in cui si presentano complesse risposte biologiche (bio-effetti) non lineari e selettive: al di fuori di determinati intervalli di frequenze e intensità, in genere, non si ha alcuna reazione. In altre parole, l’effetto accade solo sotto l’influenza di “sottili risonanze” e non necessariamente l’effetto risulta più evidente quando il campo applicato “fa la voce grossa”. Non è un semplice problema di intensità espositiva.

OGNI SISTEMA, MICROSCOPICO O MACROSCOPICO, È IN GRADO DI OSCILLARE
E LO FA CON FREQUENZE CARATTERISTICHE,
LE COSIDDETTE “FREQUENZE PROPRIE” DI VIBRAZIONE

Proviamo ad approfondire il concetto di risonanza. Partiamo dalla nota storia del ponte Tacoma Narrows Bridge che, il 7 novembre 1940, crol- lò sotto le raffiche periodiche del vento. Non fu certo solo la pressione del vento a farlo crollare, ma la cadenza delle raffiche, cioè la frequenza. Questa frequenza risultò molto vicina alla frequenza di vibrazione “propria” di una delle strutture portanti; in questo caso, la pressione trasmessa dal vento venne amplificata a un livello tale che il trasferimento di energia fece crollare il ponte. È lo stesso fenomeno in virtù del quale se facciamo vibrare un diapason con un martello, altrettanti diapason aventi la stessa frequenza del primo e posti in sua prossimità, risuoneranno senza venire percossi. Analogo è anche il meccanismo uditivo in cui la membrana del timpano risuona con le onde sonore che vengono emesse nell’aria riconoscendole e decodificandole in un linguaggio grazie al sistema nervoso, naturalmente entro un certo spettro di frequenze che rappresenta la nostra capacità uditiva, né più né meno di quanto accade alle cellule della nostra retina (coni) che, come vere e proprie antenne, riconoscono determinate frequenze elettromagnetiche che chiamiamo colori.

In generale si può dire che ogni sistema, microscopico o macroscopico, è in grado di oscillare e lo fa con frequenze caratteristiche, le cosiddette “frequenze proprie” di vibrazione.

La risonanza è la capacità che ha il sistema di aumentare l’ampiezza di oscillazione in corrispondenza di sollecitazioni esterne sintonizzate esattamente sulle frequenze proprie di vibrazione. In questo caso, in modo molto efficiente, il sistema assorbe, amplificandola, l’energia ceduta da una perturbazione...

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Scienza e Conoscenza - n.72 — Rivista >> https://bit.ly/3b3IMu1
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Autori Vari

giovedì 21 maggio 2020

Aiuta il tuo sistema immunitario ad aiutarti



Aiuta il tuo sistema immunitario ad aiutarti

Medicina Integrata


Come possiamo ottimizzare le nostre difese immunitarie: stile di vita e integratori

Fiamma Ferraro - 20/05/2020

In televisione si sente spesso dire che assumere integratori per COVID-19 non è utile. Questo è vero se si è già affetti da COVID-19, ma le affermazioni che si sentono sono anche soggette a varie interpretazioni. Nel parlare di una terapia di supporto, non si promettono miracoli; è impossibile farlo in campo medico, ma nella malaugurata ipotesi che si venga colpiti da COVID-19 od altri virus in futuro, un’adeguata terapia di prevenzione potrebbe far sì che le manifestazioni cliniche siano perlomeno meno acute.

Come possiamo ottimizzare le nostre difese immunitarie

Prima ancora di pensare a qualsiasi forma di terapia di supporto, bisogna ricordarsi che l’organismo reagirà meglio se è supportato da uno stile di vita sano.
In particolare:

Cercare di ridurre lo stress; in questo periodo storico non ha tutti i torti chi afferma che “tra il dire e il riuscire a fare c’è di mezzo il mare!”. Ricordiamoci però che negli ultimi anni lo stress viene preso sempre di più in considerazione per il suo ruolo nocivo. Chi è a conoscenza dei concetti di base di un riaddestramento respiratorio è anche consapevole che lo stress è una delle prime cause dell’iperventilazione. Come fare? Esercizi di respirazione del metodo Buteyko, meditazione per chi ha appreso una buona tecnica, tutorial guidati su you tube.
Una respirazione ottimale; (come già sapete ;-))
Praticare attività fisica regolarmente; minimo 30 minuti al giorno di un’attività fisica di lieve-media intensità. In questo particolare periodo: cyclette, tapis roulant, tutorial su you-tube. Corsa sul posto, salire e scendere le scale di casa/del condominio (evitando in tal modo anche l’aria non raccomandabile all’interno degli ascensori), lavori domestici vari.
Dormire a sufficienza; per anni, la comunità scientifica non ha avuto ben chiaro il ruolo del sonno per la salute. Ormai è risaputo che il sonno favorisce tutti i processi riparativi a tutti i livelli, compreso il sistema immunitario. Come ricordo sempre: ciò che conta è il giusto dosaggio. Non bisognerebbe dormire né troppo né troppo poco. Circa 8 ore al giorno; è per questo che si dice che l’uomo passa un terzo della propria vita a dormire.
Optare per un’alimentazione varia ed equilibrata.

Quali sono i migliori prodotti naturali per rafforzare il sistema immunitario?

Alcune sostanze disponibili in natura sono ben note per le loro proprietà di ottimizzazione del sistema immunitario. Elenco alcune di queste.

AHCC (Active Hexose Correlated Compound)

L’AHCC (Active Hexose Correlated Compound) è un alfa-glucano prodotto tramite la fermentazione dell’estratto di un fungo molto apprezzato in Asia ed anche in in Europa: lo shiitake (Lentinus edodes). L’interesse per i benefici di questo fungo non è nuovo, essendo esso impiegato da molti anni nelle medicine tradizionali asiatiche. L’AHCC è il risultato di molti anni di ricerca in Giappone e consente di ottimizzare gli effetti derivanti dall’associazione di vari principi attivi dalle proprietà immunostimolanti e antitumorali. Pare infatti che l’AHCC abbia anche un potenziale diretto a contrastare alcune forme di tumori.

Tra i principali principi attivi presenti dell’AHCC vi sono dei derivati dell’alfa-glucano e del beta-glucano. Questi composti non sono più monosaccaridi, bensì polisaccaridi (carboidrati più complessi nella loro struttura biochimica). Essi sono noti per i loro effetti immunostimolanti. Sono infatti in grado di rafforzare il sistema immunitario stimolando l’attività di svariate famiglie di globuli bianchi. La loro importanza risiede infatti nella capacità di favorire l’azione dei linfociti NK (Natural killers, ovvero “assassini naturali”), le “cellule NK”. Si tratta di globuli bianchi che costituiscono i primi agenti protettori dell’organismo in caso di aggressione. I principi attivi dell’AHCC aumentano inoltre la concentrazione di linfociti T e B, globuli bianchi che agiscono in maniera specifica contro gli agenti patogeni. Grazie alla sua attività immunostimolante, questo estratto fermentato di shiitake rappresenta un prezioso alleato nella prevenzione di varie malattie, anche virali, tra cui le varie forme di influenza. Le proprietà immunostimolanti dell’AHCC sono state dimostrate da studi in vitro e test clinici. I ricercatori hanno mostrato particolare interesse per l’azione stimolante dell’AHCC sulle cellule NK, che rappresentano una linea difensiva fondamentale anche contro le cellule tumorali. Coinvolte nella risposta immunitaria innata, o immediata, i linfociti NK sono in effetti in grado di individuare e uccidere le cellule tumorali appena formate in poche ore. Inutile dire che la stimolazione di queste “cellule assassine” tramite l’AHCC apre prospettive terapeutiche interessanti nella lotta contro numerose patologie. Dalla sua elaborazione e dalla scoperta delle sue virtù terapeutiche, l’AHCC è stato utilizzato da centinaia di migliaia di persone. L’impiego di questo prodotto è supportato anche da studi condotti in oltre 30 università e istituti di ricerca e in più di 700 ospedali in Giappone e in tutto il mondo.
Per offrire un prodotto immunostimolante di qualità, un estratto di shiitake standardizzato al 60% di AHCC viene ottenuto in laboratorio in conformità alle norme GMP et ISO 9100 & 22000 e confezionato in capsule del dosaggio di 500 mg.

Lattoferrina

La lactoferrina o lattotransferrina, è una glicoproteina contenuta in particolare nel colostro (la prima forma del latte materno) e il siero di latte ad azione antimicrobica e ferro-trasportatrice. Nota ormai da tempo (è stata scoperta da Sorensen e Sorensen nel latte vaccino nel 1939) è stata recentemente rivalutata per le sue proprietà antiossidanti, immunomodulatrici ed antinfettive; protegge in modo particolare la bocca, il naso e gli occhi da attacchi infettivi. In forma di integratore è anche assunta come anti-ossidante. Negli ultimi 15 anni sono stati effettuati vari studi sulla lattoferrina, in particolare come trattamento di supporto in casi di epatite C, acne, ulcere, osteoporosi e processi infiammatori. Il numero di studi clinici è ancora scarso, ma se la lattoferrina viene assunta in forma di integratore alimentare di buona marca (dosaggio 200-250m), non vi sono effetti collaterali. Ci possono essere invece effetti collaterali se assunta per oltre 2 settimane in forma di latte vaccino; ciò è dovuto al fatto che le altre proteine contenute nel latte vaccino non sono le stesse del latte materno.

Probiotici

In particolare il lactobacillus plantarum e il lactobacillus gasseri sono ceppi ceppo probiotici che ottimizzano le funzioni immunitarie naturali del corpo. Optando per una cura a base di Lactobacillus gasseri, sono necessari non meno di 12 miliardi di microrganismi per dose per ottimizzare le funzionalità immunitaria in generale della flora intestinale.e’anche utile

La vitamina C

Disponibile in particolare in frutta e verdura cruda (e in questi tempi si tende ad assumere più alimenti cotti, per timori di eventuali contagi) è particolarmente nota perché stimola la distruzione degli agenti patogeni nell’organismo. Può quindi essere utile, per assicurare un apporto ottimale di vitamina C e un suo buon assorbimento, optare per un integratore alimentare di tipo liposomico a dosaggi relativamente alti.

La vitamina D

In questo periodo in cui si deve “restare a casa” per quasi tutta la giornata, è difficile ottenerne in quantità sufficiente tramite l’esposizione ai raggi del sole. Per evitare carenze è bene innanzitutto introdurla in quantità nella forma alimentare (si trova in particolare nell’olio di fegato di merluzzo, nelle aringhe o nelle sardine). In vari casi può essere utile in questo periodo anche assumere integratori, poiché i linfociti T, le cellule che si trovano in prima linea per garantire la nostra protezione, si attivano in presenza della vitamina D

Possono poi essere utili vari altri integratori, tra i quali in particolare: L-glutatione solubile, Condroitina solfato, Zinco acetato, Selenio, Magnesio, Vitamine del gruppo B.

eBook - Il Fattore C
Vitamina C ad alte dosi nel trattamento del COVID-19 e di altre condizioni patologiche
Domenico Mastrangelo