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mercoledì 23 marzo 2022

Di cosa sono fatti gli atomi?


Di cosa sono fatti gli atomi? Ce lo spiega il libro "La Biologia delle Credenze"

Nuova Biologia

>> https://bit.ly/3wLb1MT

Lo sapevi che la struttura dell’atomo è formata da un insieme di vortici di energia infinitamente piccoli chiamati quark e fotoni?

Bruce Lipton - 23/03/2022

Il seguente articolo è tratto dal best seller La Biologia delle Credenze.

I fisici quantistici hanno scoperto che gli atomi materiali sono formati da vortici di energia in costante vibrazione e rotazione, ogni atomo è come una trottola in rotazione, che oscilla ed emette energia. Poiché ciascun atomo ha una sua specifica configurazione energetica (oscillazione), gli aggregati di atomi (molecole) emettono collettivamente modelli energetici che li identificano. Ciò significa che qualunque struttura fisica nell’Universo, compresi voi e io, irradia una specifica configurazione energetica.

Se fosse possibile osservare al microscopio la composizione di un atomo, che cosa vedremmo? Immaginate un mulinello di polvere che corre per il deserto. Togliendo la sabbia e la polvere, quello che rimane è un vortice invisibile simile a un tornado. La struttura dell’atomo è formata da un insieme di vortici di energia infinitamente piccoli chiamati quark e fotoni. Da lontano, l’atomo apparirebbe come una sfera indistinta; ma mettendone sempre più a fuoco la struttura, l’atomo diventerebbe sempre meno nitido e preciso, fino a scomparire del tutto. Non vedremmo più nulla, perché mettendo a fuoco la struttura dell’atomo osserveremmo soltanto uno spazio vuoto. L’atomo non ha una struttura fisica: il re è nudo!

Vi ricordate i modelli di atomo che usavate a scuola, fatti di palline che ruotavano come il sistema solare? Bene, confrontiamo quell’immagine con la “struttura” dell’atomo scoperta dalla fisica quantistica: gli atomi sono fatti di energia invisibile, non di materia tangibile!

Quindi, nel nostro mondo la sostanza materiale (materia) appare dal nulla. So che sembra incredibile, soprattutto se pensate che in questo momento state tenendo in mano un libro materiale. Ma se metteste a fuoco la sostanza materiale di questo libro con un microscopio atomico, vedreste che in mano non state tenendo nulla. Noi giovani studenti di biologia avevamo ragione su una cosa: l’Universo quantistico è sconcertante.

Ora diamo uno sguardo più ravvicinato alla natura “adesso si vede, adesso non si vede!” della fisica quantistica. La materia può essere contemporaneamente definita un qualcosa di solido (particella) e un campo di forza immateriale (onda). Quando si studiano le proprietà fisiche degli atomi, come la massa e il peso, gli atomi sembrano materiali e si comportano come se lo fossero; ma quando gli stessi atomi vengono descritti in termini di potenziale elettrico e di lunghezza d’onda, rivelano le caratteristiche e le proprietà dell’energia (onde) [Hackermüller et al. 2003; Chapman et al. 1995; Pool 1995; N.d.A.]. Il fatto che l’energia e la materia siano la stessa identica cosa, è esattamente quello che Einstein intendeva con la formula E = mc2. In parole semplici, quest’equazione dice che l’energia (E) è uguale alla materia (m, massa) moltiplicata per il quadrato della velocità della luce (c). Einstein aveva capito che non viviamo in un Universo fatto di oggetti materiali distinti e separati da uno spazio vuoto. L’Universo è un tutto indivisibile e dinamico in cui l’energia e la materia sono così strettamente interconnesse che è impossibile considerarle entità separate.

DA NON PERDERE!

La Biologia delle Credenze — Libro >> https://bit.ly/3wLb1MT

Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula - Con musica a 432 Hz di Emiliano Toso

Bruce Lipton

www.macrolibrarsi.it/libri/__la-biologia-delle-credenze.php?pn=1567


mercoledì 2 febbraio 2022

La nostra vita e le nostre credenze


Gregg Braden: la nostra vita e le nostre credenze

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/3L5gP8i

Un pioniere della fisica, John Wheeler, ha affermato: «Se passa un giorno senza che abbiate scoperto nulla di strano, non è stata un granché di giornata».

Gregg Braden - 01/02/2022

L'articolo è tratto da libro di Gregg Braden "La guarigione spontanea delle credenze" (Macro Edizioni, 2008).

Per uno scienziato, cosa c’è di più strano che scoprire che basta semplicemente osservare il mondo in un punto, per cambiare in qualche modo ciò che accade in un altro punto?…

Ma questo è esattamente ciò che dimostrano le scoperte dei nuovi fisici. Già fin dal 1935 il Premio Nobel per la fisica, Albert Einstein, ha riconosciuto quanto simili effetti quantistici possano risultare sconcertanti, definendoli «spooky action at a distance» (bizzarrie quantistiche).

In un articolo scritto insieme ai noti fisici Boris Podolsky e Nathan Rosen, egli affermava che «Non ci si potrebbe aspettare nessuna definizione ragionevole di realtà che permetta questa [azione a distanza]».

Oggi, sono proprio queste bizzarre anomalie, ad aver scatenato una grande rivoluzione nel modo in cui concepiamo noi stessi e l’universo. Gli scienziati hanno speso gran parte del XX secolo lottando per comprendere che cosa ci stia dicendo il fenomeno delle bizzarrie quantistiche sul funzionamento della realtà.

Ad esempio, è un fatto acquisito che in determinate condizioni la coscienza umana influenza l’energia quantistica – la sostanza di cui è fatta ogni cosa. Questo ha spalancato le porte a una possibilità che supera i limiti di ciò che in passato siamo stati indotti a pensare del mondo. Oggi un insieme crescente di prove dimostra che questi inattesi risultati vanno oltre i semplici casi isolati costituiti dalle

eccezioni.

La domanda è questa: Quanto oltre? Gli effetti provocati dagli osservatori che influenzano i propri esperimenti, non saranno davvero una grande finestra aperta sul tipo di realtà che ci circonda? Se è così, allora dobbiamo chiederci: «Quegli effetti ci stanno anche dicendo chi siamo noi, all’interno di tale realtà?». La risposta a entrambe le domande è sì: le nuove scoperte raggiungono queste precise conclusioni, che rappresentano anche il motivo per cui ho scritto questo libro.

NON CI SONO OSSERVATORI

Gli scienziati hanno dimostrato che sebbene si possa credere di stare solo osservando il mondo circostante, in realtà è impossibile limitarsi semplicemente ad “osservare” qualunque cosa. Indipendentemente dal fatto che la nostra attenzione si concentri su una particella quantistica durante un esperimento in laboratorio, o su qualunque altro fenomeno – dalla guarigione del nostro corpo fisico, al nostro successo nella carriera o nei rapporti interpersonali – noi nutriamo aspettative, convinzioni e credenze su ciò che osserviamo.

Talvolta siamo consciamente consapevoli di tali preconcetti, ma spesso non è così. Sono queste le esperienze interiori che entrano a far parte di ciò su cui ci focalizziamo. Attraverso l’“osservazione”, entriamo a far parte di ciò che stiamo osservando. Nelle parole di Wheeler, questo ci rende tutti “partecipatori”.

Perché? Quando concentriamo la nostra attenzione su un dato punto in un dato momento, coinvolgiamo la nostra coscienza. Apparentemente, nel vasto campo della coscienza non esiste una chiara linea di demarcazione che indichi dove finiamo noi e dove comincia il resto dell’universo. Concependo il mondo in questo modo, diventa chiaro il motivo per cui gli antichi credevano che tutto fosse connesso. Energeticamente, tutto lo è davvero.

Mano a mano che gli scienziati continuano a esplorare cosa significhi esattamente essere dei partecipatori, si accumulano ulteriori prove che conducono a una conclusione inevitabile: viviamo in una realtà interattiva, dove modifichiamo il mondo che ci circonda cambiando ciò che accade all’interno di noi mentre lo osserviamo – cioè i nostri pensieri, sentimenti e credenze.

Limplicazione: dalla guarigione e dalle malattie, alla nostra aspettativa di vita, al nostro successo nella carriera e nei rapporti personali, tutto ciò che sperimentiamo come vita è direttamente correlato a ciò in cui crediamo.

La conclusione: cambiare le nostre vite e i nostri rapporti, guarire il nostro corpo e portare la pace nelle famiglie e nazioni umane, richiede un semplice ma preciso mutamento della nostra modalità duso delle nostre credenze e convinzioni.

Per chi accoglie il pensiero scientifico inculcatoci durante gli ultimi tre secoli, perfino l’idea che la nostra esperienza interiore possa influire sulla realtà, suona come un’eresia bella e buona.

Il solo pensiero sfuma i confini della zona di sicurezza che tradizionalmente ha mantenuto separate la scienza e la spiritualità – e che ha separato noi dal mondo in cui viviamo. Anziché relegarci al ruolo di vittime passive in un luogo in cui, ad esempio, le cose semplicemente “succedono” senza un motivo apparente, questo tipo di considerazione oggi ci pone decisamente al posto di guida nella vita.

Innegabilmente, tale posizione ci pone di fronte a riscontri capaci di confermare che noi siamo gli architetti della nostra realtà. Questa conferma ci permette anche di verificare che abbiamo il potere di rendere obsoleta la malattia e di relegare la guerra al ruolo di un ricordo del passato. Improvvisamente, la chiave* che proietta i nostri sogni più grandi nella realtà è a portata di mano. Tutto ritorna a noi: qual è il nostro posto nell’universo?

Che cosa siamo destinati a fare nella vita? Cosa potrebbe essere più importante del trovare una risposta a tali domande, comprendendo le implicazioni che questa rivoluzione comporta per la nostra vita e scoprendo il significato che ha per noi? Nel mondo di oggi, in cui le maggiori crisi mai vissute dalla storia umana minacciano la nostra sopravvivenza, la posta in gioco non potrebbe essere più alta.

L'articolo è tratto da libro di Gregg Braden "La guarigione spontanea delle credenze" (Macro Edizioni, 2008).

La Guarigione Spontanea delle Credenze — Libro >> https://bit.ly/3L5gP8i

Come spezzare la prigione delle false credenze

Gregg Braden

www.macrolibrarsi.it/libri/__guarigione-spontanea-delle-credenze.php?pn=1567


sabato 4 luglio 2020

In che modo i nostri pensieri plasmano il cervello



In che modo i nostri pensieri plasmano il nostro cervello?

Nuova Biologia


Tutti noi possiamo cambiare i circuiti del vostro cervello. Tutti noi abbiamo quel potere di scelta quantica. Abbiamo sempre posseduto gli strumenti per farlo, ma solo adesso siamo divenuti consapevoli di come si usano: ce lo spiega Joe Dispenza nel suo libro Evolvi il tuo cervello

Redazione Scienza e Conoscenza - 03/07/2020

Il seguente articolo è tratto da Evolvi il tuo cervello

Vi invito ad avere un pensiero solo, un qualunque pensiero. Che il vostro pensiero sia collegato a una sensazione di rabbia, tristezza, ispirazione, gioia o eccitazione sessuale, avete modificato il vostro corpo. Avete modificato voi stessi. Qualsiasi pensiero, che si tratti di “non posso” come di “posso”, di “non sono abbastanza bravo” come di “ti amo”, produce effetti analoghi e misurabili.
Mentre voi siete seduti a leggere con noncuranza questa pagina senza alzare un solo dito, tenete presente che il vostro corpo sta subendo una moltitudine di cambiamenti dinamici.
Lo sapevate che tutt’a un tratto, attivati dal vostro ultimo pensiero, il vostro pancreas e le vostre ghiandole surrenali si sono messi a secernere alcuni nuovi ormoni? Come in un’improvvisa tempesta di fulmini, in diverse aree del vostro cervello l’intensità della corrente elettrica è appena aumentata, provocando il rilascio di una fiumana di sostanze neurochimiche troppo numerose da elencare.
La vostra milza e il vostro timo hanno inviato un gran numero di e-mail al vostro sistema immunitario per generare alcune modifiche. Diversi succhi gastrici sono entrati in circolo.
Il vostro fegato ha iniziato a produrre enzimi che solo alcuni istanti prima non c’erano. Il ritmo del vostro cuore è variato, i vostri polmoni hanno alterato la gettata sistolica, e il flusso sanguigno diretto ai capillari delle vostre mani e dei vostri piedi è cambiato. Tutto per aver avuto un unico pensiero. Così grande è il vostro potere.

Pensieri e chimica

Ma come fate a essere in grado di eseguire tutte quelle azioni? Tutti possiamo capire intellettualmente che il cervello è capace di gestire e regolare molte funzioni diverse in tutto il resto del corpo, ma fino a che punto noi siamo responsabili del lavoro che il nostro cervello sta compiendo in qualità di Direttore Generale del corpo? Che ci piaccia o no, una volta che un pensiero è sopraggiunto nel cervello, il resto è storia: tutte le reazioni corporee che conseguono dal nostro pensiero intenzionale o non intenzionale si dispiegano dietro le quinte della nostra consapevolezza. A pensarci, quando guardiamo direttamente al nocciolo della questione, è sorprendente rendersi conto di quanto influenti ed estesi possano essere gli effetti di uno o due pensieri, siano essi consci o inconsci.

Ad esempio, è possibile che i pensieri apparentemente inconsci che ci attraversano la mente quotidianamente e ripetutamente inneschino una cascata di reazioni chimiche che producono non soltanto ciò che sentiamo, ma anche come sentiamo? Possiamo accettare che gli effetti a lungo termine del nostro modo di pensare abituale possano semplicemente essere la causa del modo in cui il nostro corpo passa in uno stato di squilibrio, ovvero ciò che chiamiamo malattia? È verosimile che, un istante dopo l’altro, noi addestriamo il nostro corpo a non essere in buona salute attraverso la ripetizione dei nostri pensieri e delle nostre reazioni? E se il nostro pensiero da solo potesse spingere la nostra chimica interna al di fuori del raggio della normale attività tanto spesso da provocare alla fine una ridefinizione di questi stati anormali come stati normali, regolari, da parte del sistema di autoregolazione del corpo? È un processo sottile, ma forse finora non gli avevamo mai dedicato tanta attenzione. Mi auguro che questo libro offra alcuni suggerimenti per la gestione del vostro universo interno.

Modifica la consapevolezza per modificare il cervello

A proposito di attenzione, ora voglio che stiate attenti, diveniate consapevoli e ascoltiate. Riuscite a sentire il ronzio del frigorifero? Il suono di un’auto che passa vicino a casa vostra? Un cane che abbaia in lontananza? E la risonanza del vostro battito cardiaco? Soltanto spostando l’attenzione in quei momenti, avete provocato un aumento di potenza e tensione del flusso elettrico in milioni di cellule cerebrali nella vostra stessa testa. Scegliendo di modificare la vostra consapevolezza, avete modificato il vostro cervello. Non soltanto avete cambiato il modo in cui il vostro cervello funzionava alcuni istanti prima, ma anche il modo in cui funzionerà nell’istante successivo, e forse anche per il resto della vostra vita.

Quando ritornate a rivolgere l’attenzione alle parole di questa pagina, il flusso del vostro sangue diretto verso diverse parti del cervello è stato alterato. Avete anche innescato una cascata di impulsi, dirottando e modificando correnti elettriche dirette verso varie aree del cervello. Su un livello microscopico, una moltitudine di cellule nervose differenti si sono chimicamente alleate per “tenersi per mano” e comunicare, al fine di stabilire delle relazioni reciproche a lungo termine più salde. A causa del vostro spostamento di attenzione, la scintillante ragnatela tridimensionale si sta accendendo in nuove combinazioni e sequenze. Tutto questo l’avete fatto per mezzo del vostro libero arbitrio, spostando la vostra attenzione focalizzata. Avete letteralmente trasformato la vostra mente, le vostre idee.

Come esseri umani, abbiamo la capacità naturale di focalizzare la nostra consapevolezza su qualsiasi cosa. Come impareremo, come e dove dirigiamo la nostra attenzione, su che cosa rivolgiamo l’attenzione, e per quanto tempo, in ultima analisi ci definisce a livello neurologico. Se la nostra consapevolezza è così mobile, perché è così difficile mantenere l’attenzione su pensieri che potrebbero esserci utili? Proprio ora, continuando a rimanere concentrati sulla lettura di questa pagina, potreste avere dimenticato il vostro mal di schiena, la controversia che avete avuto poco tempo fa con il vostro capo, e persino di che sesso siete. È dove rivolgiamo l’attenzione e su che cosa la rivolgiamo che mappa il corso stesso del nostro stato d’essere.

La Guarigione Spontanea delle Credenze — Libro
Come spezzare la prigione delle false credenze
Gregg Braden

Evolvi il Tuo Cervello — Libro >> https://bit.ly/3ivUrGT
Riprogramma la tua vita, cambia il tuo destino
Joe Dispenza

martedì 30 giugno 2020

Segreto dei centenari: questione di credenze



Il segreto dei centenari: la lunga vita e' una questione di credenze

Consapevolezza


Qual è il segreto della lunga vita dei centenari? Si tratta di genetica o quello che conta sono gli atteggiamenti mentali e le credenze? Scoprilo in un libro straordinario: un viaggio affascinante nella mente degli ultracentenari di tutto il Pianeta

Redazione Scienza e Conoscenza - 30/06/2020

Tratto dal libro Nella Mente dei Centenari (Macro Edizioni, 2018).

Resilienza, perseveranza, creatività e flessibilità sono tutte qualità che ho riscontrato in ogni centenario che ho esaminato, viaggiando tra le culture dei cinque continenti. Per fortuna è possibile impararle senza affidarsi al proprio corredo genetico o alla propria storia familiare. Non è possibile isolare i geni che identificano la mente di un centenario, ma possiamo apprendere i comportamenti che contribuiscono alla longevità passando da una mentalità condizionata dal passaggio del tempo a una improntata all’impegno nello spazio. In cosa consiste la sfida esistenziale che vi sto proponendo? Dobbiamo staccarci dall’ipnotico concetto di tempo in cui le cose ci succedono in sequenza e prestare attenzione al modo in cui possiamo succedere nel nostro spazio tralasciando il preciso ordine degli eventi.

Cercherò di rendere più chiara la questione con qualche esempio. È lunedì mattina, e la vostra auto non ne vuole sapere di partire. Chiamate un taxi che vi porti a lavoro, e ci mette quarantacinque minuti per arrivare. Quando arrivate in ufficio vi rendete conto di aver dimenticato di scrivere un’importante e-mail a un cliente. Gli eventi turbolenti che formano questa specie di “sequenza” non chiedono altro se non di essere collegati tra loro usando i fili cognitivi che esistono solo e soltanto nella vostra mente: ma che orribile inizio di settimana! Imponiamo una sequenza al tempo per dare un senso allo spazio che percorriamo.
Ma, dato che leghiamo le sequenze agli eventi della nostra dimensione spazio-tempo per mezzo dei fili cognitivi, possiamo allo stesso modo liberarle facendo appello alle qualità che accomunano i centenari: creatività per reinterpretare attribuzioni negative, flessibilità per considerare altre opzioni, perseveranza per sopportare le turbolenze e resilienza per adottare nuovi atteggiamenti e approcci.

Lasciate che chiarisca ulteriormente. Anche se abbiamo bisogno di tessere i fili cognitivi per dare un senso al nostro mondo, quando affrontiamo una serie di circostanze simili a quelle descritte tendiamo a imporre una sequenza a eventi che risultano in realtà slegati tra loro, creando un rapporto causa-effetto falso. L’auto che non parte e l’essersi dimenticati di rispondere a un’e-mail non sono in alcun modo correlati da un rapporto di causalità; tuttavia, imbrigliando i due eventi con i fili cognitivi, potreste arrivare alla conclusione che tutto andrà storto per il resto della giornata. Al contrario, schiantarsi con l’auto perché i freni sono in cattive condizioni o perdere una coincidenza perché il volo ha accumulato ritardo sono esempi di rapporto causa-effetto esterno.

Anche se da entrambe le serie di eventi potete concludere che non sarà una bella giornata, nel primo caso il rapporto di causalità viene creato da voi (gli imprevisti stanno succedendo perché è una brutta giornata), mentre nell’altro è completamente dimostrabile. Verso la fine del capitolo vi spiegherò come fare vostre le qualità dei centenari che vi possono liberare dai deleteri effetti derivanti dalla creazione di relazioni causa-effetto false. Per ora cercate semplicemente di ricordare che le sequenze esistono solamente nella vostra mente, e iniziate a fare caso a quante delle conclusioni che traete sugli eventi della vostra vita si basano sul mero fatto che avete imparato a raggruppare e connettere artificialmente le vostre esperienze.

Impara la Longevità — Libro >> https://bit.ly/3ifyBYo
The Mindbody Code - Pensieri, abitudini e scelte per ottenere relazioni felici, salute e successo
Mario Martinez

La Guarigione Spontanea delle Credenze — Libro
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lunedì 15 giugno 2020

Di cosa sono fatti gli atomi?



Di cosa sono fatti gli atomi? 

Ce lo spiega il libro "La Biologia delle Credenze"

Nuova Biologia


Lo sapevi che la struttura dell’atomo è formata da un insieme di vortici di energia infinitamente piccoli chiamati quark e fotoni?

Bruce Lipton - 14/06/2020

Il seguente articolo è tratto dal best seller La Biologia delle Credenze.

I fisici quantistici hanno scoperto che gli atomi materiali sono formati da vortici di energia in costante vibrazione e rotazione, ogni atomo è come una trottola in rotazione, che oscilla ed emette energia. Poiché ciascun atomo ha una sua specifica configurazione energetica (oscillazione), gli aggregati di atomi (molecole) emettono collettivamente modelli energetici che li identificano. Ciò significa che qualunque struttura fisica nell’Universo, compresi voi e io, irradia una specifica configurazione energetica.

Se fosse possibile osservare al microscopio la composizione di un atomo, che cosa vedremmo? Immaginate un mulinello di polvere che corre per il deserto. Togliendo la sabbia e la polvere, quello che rimane è un vortice invisibile simile a un tornado. La struttura dell’atomo è formata da un insieme di vortici di energia infinitamente piccoli chiamati quark e fotoni. Da lontano, l’atomo apparirebbe come una sfera indistinta; ma mettendone sempre più a fuoco la struttura, l’atomo diventerebbe sempre meno nitido e preciso, fino a scomparire del tutto. Non vedremmo più nulla, perché mettendo a fuoco la struttura dell’atomo osserveremmo soltanto uno spazio vuoto. L’atomo non ha una struttura fisica: il re è nudo!

Vi ricordate i modelli di atomo che usavate a scuola, fatti di palline che ruotavano come il sistema solare? Bene, confrontiamo quell’immagine con la “struttura” dell’atomo scoperta dalla fisica quantistica: gli atomi sono fatti di energia invisibile, non di materia tangibile!

Quindi, nel nostro mondo la sostanza materiale (materia) appare dal nulla. So che sembra incredibile, soprattutto se pensate che in questo momento state tenendo in mano un libro materiale. Ma se metteste a fuoco la sostanza materiale di questo libro con un microscopio atomico, vedreste che in mano non state tenendo nulla. Noi giovani studenti di biologia avevamo ragione su una cosa: l’Universo quantistico è sconcertante.

Ora diamo uno sguardo più ravvicinato alla natura “adesso si vede, adesso non si vede!” della fisica quantistica. La materia può essere contemporaneamente definita un qualcosa di solido (particella) e un campo di forza immateriale (onda). Quando si studiano le proprietà fisiche degli atomi, come la massa e il peso, gli atomi sembrano materiali e si comportano come se lo fossero; ma quando gli stessi atomi vengono descritti in termini di potenziale elettrico e di lunghezza d’onda, rivelano le caratteristiche e le proprietà dell’energia (onde) [Hackermüller et al. 2003; Chapman et al. 1995; Pool 1995; N.d.A.]. Il fatto che l’energia e la materia siano la stessa identica cosa, è esattamente quello che Einstein intendeva con la formula E = mc2. In parole semplici, quest’equazione dice che l’energia (E) è uguale alla materia (m, massa) moltiplicata per il quadrato della velocità della luce (c). Einstein aveva capito che non viviamo in un Universo fatto di oggetti materiali distinti e separati da uno spazio vuoto. L’Universo è un tutto indivisibile e dinamico in cui l’energia e la materia sono così strettamente interconnesse che è impossibile considerarle entità separate.

Bruce Lipton

Il Dr. Bruce Lipton, biologo cellulare, autore e ricercatore, è stato professore associato di anatomia alla Scuola di Medicina dell’Università del Wisconsin, dove ha partecipato al curriculum medico come ricercatore di biologia cellulare ed istologia. La sua ricerca di laboratorio sulla distrofia muscolare si è concentrata sulla biochimica delle cellule muscolari umane clonate.
Recentemente, come professore di patologia della Scuola di Medicina dell’Università di Stanford, la sua ricerca sul sistema immunitario umano ha prodotto informazioni sulla natura molecolare della consapevolezza e sul futuro dell’evoluzione umana. E autore di moltissimi Bestseller internazionali e richiestissimo conferenziere.

DA NON PERDERE!

La Biologia delle Credenze — Libro >> https://bit.ly/36tJ2kz
Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula - Con musica a 432 Hz di Emiliano Toso
Bruce Lipton

venerdì 25 maggio 2018

Segreto dei centenari e' questione di credenze




Il segreto dei centenari: la lunga vita e' una questione di credenze      

Qual è il segreto della lunga vita dei centenari? Si tratta di genetica o quello che conta sono gli atteggiamenti mentali e le credenze? Scoprilo in un libro straordinario: un viaggio affascinante nella mente degli ultracentenari di tutto il Pianeta

Redazione Scienza e Conoscenza - 25/05/2018

Tratto dal libro Nella Mente dei Centenari (Macro Edizioni, 2018).

Resilienza, perseveranza, creatività e flessibilità sono tutte qualità che ho riscontrato in ogni centenario che ho esaminato, viaggiando tra le culture dei cinque continenti. Per fortuna è possibile impararle senza affidarsi al proprio corredo genetico o alla propria storia familiare. Non è possibile isolare i geni che identificano la mente di un centenario, ma possiamo apprendere i comportamenti che contribuiscono alla longevità passando da una mentalità condizionata dal passaggio del tempo a una improntata all’impegno nello spazio. In cosa consiste la sfida esistenziale che vi sto proponendo? Dobbiamo staccarci dall’ipnotico concetto di tempo in cui le cose ci succedono in sequenza e prestare attenzione al modo in cui possiamo succedere nel nostro spazio tralasciando il preciso ordine degli eventi.

Cercherò di rendere più chiara la questione con qualche esempio. È lunedì mattina, e la vostra auto non ne vuole sapere di partire. Chiamate un taxi che vi porti a lavoro, e ci mette quarantacinque minuti per arrivare. Quando arrivate in ufficio vi rendete conto di aver dimenticato di scrivere un’importante e-mail a un cliente. Gli eventi turbolenti che formano questa specie di “sequenza” non chiedono altro se non di essere collegati tra loro usando i fili cognitivi che esistono solo e soltanto nella vostra mente: ma che orribile inizio di settimana! Imponiamo una sequenza al tempo per dare un senso allo spazio che percorriamo.
Ma, dato che leghiamo le sequenze agli eventi della nostra dimensione spazio-tempo per mezzo dei fili cognitivi, possiamo allo stesso modo liberarle facendo appello alle qualità che accomunano i centenari: creatività per reinterpretare attribuzioni negative, flessibilità per considerare altre opzioni, perseveranza per sopportare le turbolenze e resilienza per adottare nuovi atteggiamenti e approcci.

Lasciate che chiarisca ulteriormente. Anche se abbiamo bisogno di tessere i fili cognitivi per dare un senso al nostro mondo, quando affrontiamo una serie di circostanze simili a quelle descritte tendiamo a imporre una sequenza a eventi che risultano in realtà slegati tra loro, creando un rapporto causa-effetto falso. L’auto che non parte e l’essersi dimenticati di rispondere a un’e-mail non sono in alcun modo correlati da un rapporto di causalità; tuttavia, imbrigliando i due eventi con i fili cognitivi, potreste arrivare alla conclusione che tutto andrà storto per il resto della giornata. Al contrario, schiantarsi con l’auto perché i freni sono in cattive condizioni o perdere una coincidenza perché il volo ha accumulato ritardo sono esempi di rapporto causa-effetto esterno.

Anche se da entrambe le serie di eventi potete concludere che non sarà una bella giornata, nel primo caso il rapporto di causalità viene creato da voi (gli imprevisti stanno succedendo perché è una brutta giornata), mentre nell’altro è completamente dimostrabile. Verso la fine del capitolo vi spiegherò come fare vostre le qualità dei centenari che vi possono liberare dai deleteri effetti derivanti dalla creazione di relazioni causa-effetto false. Per ora cercate semplicemente di ricordare che le sequenze esistono solamente nella vostra mente, e iniziate a fare caso a quante delle conclusioni che traete sugli eventi della vostra vita si basano sul mero fatto che avete imparato a raggruppare e connettere artificialmente le vostre esperienze.

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Nella Mente dei Centenari - Libro
I pensieri, le abitudini e le scelte che assicurano salute, longevità e successo
Mario Martinez

mercoledì 2 maggio 2018

Credenze religiose




Perche' abbiamo bisogno di credenze religiose?

Ce lo spiega la Teoria della Mente

Neuroscienze e Cervello

Perché abbiamo bisogno di credenze religiose? Ce lo spiega la Teoria della Mente

Se il “nastro” della vita della terra fosse riavvolto, probabilmente, per il caso, l’uomo non esisterebbe.
La stessa affermazione potrebbe essere valida per la religione, nel caso in cui l’uomo vivesse nuovamente la propria esistenza?
Cosa sono le credenze religiose?

Claudio Lombardo - 27/04/2018

L'equivoco stravagante è un'opera di Gioachino Rossini, in cui la trama e la fucina di logiche equivoche mettono a dura prova il pubblico odierno... ormai immerso in una micidiale combinazione di segreti e banalità.

Equivoci e ambiguità sono la mente di questo formidabile prodotto artistico in cui, durante la narrazione, con la previsione e l’interpretazione, l’utente è spinto ad attribuire un senso che va oltre quello dell’opera stessa.

L’ardita spontaneità e l’assurda speculazione

Se il “nastro” della vita della terra fosse riavvolto, probabilmente, per il caso, l’uomo non esisterebbe.
La stessa affermazione potrebbe essere valida per la religione, nel caso in cui l’uomo vivesse nuovamente la propria esistenza?
Cosa sono le credenze religiose?
Possiamo pensarle come un “non lo so” per antonomasia: un’ardita spontaneità ed un’assurda speculazione; quella che, in altri termini, si chiama “fede”.
Le credenze sul soprannaturale sono peculiarità delle religioni fin da tempi antichi:

a) l’idea che ci sia la vita dopo la morte; b) l’idea di un creatore che vede tutto e tutti; c) l’idea che esistano nel mondo entità che violano le leggi della fisica (angeli, anime ecc.).

Al di là di ogni adesione personale, la religione sembra rappresentare una necessità dell’uomo fin dal suo principio in cui ha rappresentato un’autentica cultura distintiva di un popolo con finalità di coesione.

«Ogni testo che pretenda di asserire un qualcosa di univoco è un universo abortito»
Umberto Eco


La Teoria della Mente come strumento evolutivo

Quando un individuo è in grado di comprendere che un determinato comportamento è guidato da credenze personali – e che tali credenze non sono un preciso riflesso della realtà – si afferma che, quell’individuo, possiede una Teoria della Mente (ToM): la capacità di vedere il mondo dal punto vista degli altri, la presa in carico di una prospettiva differente, non propria, appunto, altrui.  

La sopravvivenza può dipendere dalla capacità di cambiare il corso attuale delle azioni per rispondere a stimoli potenzialmente vantaggiosi o minacciosi (come l’incertezza).

Le origini della ToM possono risalire nel momento in cui l’uomo ha conquistato la posizione eretta. «Stando dritti si aveva la possibilità di vedere gli altri in viso e di mostrare a essi il proprio volto. Divenne, quindi, possibile decodificare emozioni, capire dalle espressioni mimiche cosa gli altri pensassero e si accingessero a fare (interpretare e prevedere); si potevano addirittura intuire gli stati d’animo e le intenzioni degli individui con i quali si avevano degli incontri, così che si disponeva della capacità di attaccare e difendersi o aiutare e cooperare a seconda delle situazioni» (Attili, 2015).

Bruner parla di strumentalismo evolutivo, ritenendo che «l’uomo sia in grado di utilizzare la propria intelligenza per creare e utilizzare attrezzi e strumenti o espedienti tecnici che lo pongono in grado di esprimere e ampliare le proprie facoltà» (Bruner, 1974). Per “strumenti”, non si fa riferimento solo a fonti materiali, bensì a veri e propri “arnesi” mentali, come le funzioni intellettive.

Religione e Teoria della mente (o mentalizzazione)

Un sottile diaframma separa l’esperienza religiosa dalla teoria della mente (o mentalizzazione), un acuto approccio fenomenologico: doppio, sfuggente, enigmatico, incerto in cui (riferendoci al cristianesimo) l’eroe mitologico della Sacra Bibbia (Gesù Cristo) amplificando le sue doti umane – come la capacità di lettura delle intenzioni e del pensiero – tentò di ristabilire l’ordine nel caos di relazioni umane.

Perché abbiamo bisogno di credenze religiose?

La credenza può avere lo scopo di interpretare e prevedere ciò che non conosciamo o non siamo in grado di comprendere. In altri termini riduce l’incertezza.
Credere ad una nuova vita dopo la morte riduce la tensione, poiché rende prevedibile tale fenomeno. Ancor più se abbiamo la facoltà di fare qualcosa in questa vita che influenzi la successiva. Nel complesso si tratta di una lettura dello stato mentale dell’”al di là”.
Altresì abbiamo anche una funzione sociale insita in queste credenze: la capacità di promuovere comportamenti altruistici e di coesione.
Tuttavia, tali credenze sono spesso monopolizzate da istituzioni, come la Chiesa, che creano regole e nuove interpretazioni, di epoca in epoca, attribuendo a Dio la responsabilità di certi eventi ma riservandosi il suo potere divino.

Conclusioni

Il riflesso delle nostre funzioni intellettive (“arnesi mentali”) è in grado di produrre meccanismi che consentono di portare il sistema-persona in uno stato di equilibrio. Nel caso precitato le credenze svolgono questo importante ruolo in vista dell’implosione di ogni senso: la morte; ovvero l’impossibilità di comprendere in modo razionale cosa ci sia “al di là”. Il problema non risiede nel credere a cose più o meno vere, dato che il concetto di utilità supera questa prospettiva, bensì monopolizzare le credenze religiose versandole in un crogiuolo dal quale, si spera, ne fuoriesca una sintesi superiore.

Tuttavia, quando la religione viene estremizzata è facile cadere vittime di univocità interpretative che monopolizzano atteggiamenti, emozioni e attitudini (cit. Hack) oppure il dover offrire in cambio qualcosa per ottenere altro (anima/corpo), come nel caso dell’opera di Rossini in cui Ernestina promette la “materia” al fidanzato Buralicchio e lo “spirito” al precettore Ermanno.

Bibliografia

Rossini, Gioacchino, et al. L'equivoco stravagante. Naxos, 2002.
Attili, Grazia. "L'evoluzione della Teoria della Mente." Rivista internazionale di Filosofia e Psicologia 6.2 (2015): 222-237.
Eco, Umberto. Interpretazione e sovrainterpretazione: un dibattito con Richard Rorty, Jonathan Culler e Christine Brooke-Rose. Giunti, 2012.
Bruner, Jerome S. 1974. Toward a Theory of Instruction. Cambridge, Massachusetts: Harvard University Press.
Girotto, Vittorio, Giorgio Vallortigara, and Telmo Pievani. Nati per credere: perché il nostro cervello sembra predisposto a fraintendere la teoria di Darwin. Torino: Codice, 2008.
Girotto, Vittorio, Telmo Pievani, and Giorgio Vallortigara. "Gli dèi hanno sete e, qualche volta, bevono: vincoli cognitivi e credenze religiose." Sistemi intelligenti 25.2 (2013): 387-396.

Scienza e Conoscenza n. 64 - Rivista Cartacea
Nuove Scienze, Medicina non Convenzionale, Coscienza
Autori Vari

lunedì 16 ottobre 2017

Di cosa sono fatti gli atomi?




Di cosa sono fatti gli atomi? 

Ce lo spiega il libro "La Biologia delle Credenze"

Scritto da: Bruce Lipton

Nuova Biologia


Di cosa sono fatti gli atomi? Ce lo spiega il libro "La Biologia delle Credenze"

I fisici quantistici hanno scoperto che gli atomi materiali sono formati da vortici di energia in costante vibrazione e rotazione, ogni atomo è come una trottola in rotazione, che oscilla ed emette energia. Poiché ciascun atomo ha una sua specifica configurazione energetica (oscillazione), gli aggregati di atomi (molecole) emettono collettivamente modelli energetici che li identificano. Ciò significa che qualunque struttura fisica nell’Universo, compresi voi e io, irradia una specifica configurazione energetica.

Se fosse possibile osservare al microscopio la composizione di un atomo, che cosa vedremmo? Immaginate un mulinello di polvere che corre per il deserto. Togliendo la sabbia e la polvere, quello che rimane è un vortice invisibile simile a un tornado. La struttura dell’atomo è formata da un insieme di vortici di energia infinitamente piccoli chiamati quark e fotoni. Da lontano, l’atomo apparirebbe come una sfera indistinta; ma mettendone sempre più a fuoco la struttura, l’atomo diventerebbe sempre meno nitido e preciso, fino a scomparire del tutto. Non vedremmo più nulla, perché mettendo a fuoco la struttura dell’atomo osserveremmo soltanto uno spazio vuoto. L’atomo non ha una struttura fisica: il re è nudo!

Vi ricordate i modelli di atomo che usavate a scuola, fatti di palline che ruotavano come il sistema solare? Bene, confrontiamo quell’immagine con la “struttura” dell’atomo scoperta dalla fisica quantistica: gli atomi sono fatti di energia invisibile, non di materia tangibile!

Quindi, nel nostro mondo la sostanza materiale (materia) appare dal nulla. So che sembra incredibile, soprattutto se pensate che in questo momento state tenendo in mano un libro materiale. Ma se metteste a fuoco la sostanza materiale di questo libro con un microscopio atomico, vedreste che in mano non state tenendo nulla. Noi giovani studenti di biologia avevamo ragione su una cosa: l’Universo quantistico è sconcertante.

Ora diamo uno sguardo più ravvicinato alla natura “adesso si vede, adesso non si vede!” della fisica quantistica. La materia può essere contemporaneamente definita un qualcosa di solido (particella) e un campo di forza immateriale (onda). Quando si studiano le proprietà fisiche degli atomi, come la massa e il peso, gli atomi sembrano materiali e si comportano come se lo fossero; ma quando gli stessi atomi vengono descritti in termini di potenziale elettrico e di lunghezza d’onda, rivelano le caratteristiche e le proprietà dell’energia (onde) [Hackermüller et al. 2003; Chapman et al. 1995; Pool 1995; N.d.A.]. Il fatto che l’energia e la materia siano la stessa identica cosa, è esattamente quello che Einstein intendeva con la formula E = mc2. In parole semplici, quest’equazione dice che l’energia (E) è uguale alla materia (m, massa) moltiplicata per il quadrato della velocità della luce (c). Einstein aveva capito che non viviamo in un Universo fatto di oggetti materiali distinti e separati da uno spazio vuoto. L’Universo è un tutto indivisibile e dinamico in cui l’energia e la materia sono così strettamente interconnesse che è impossibile considerarle entità separate.

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La Biologia delle Credenze
Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula
Bruce Lipton

martedì 15 ottobre 2013

L'Effetto Luna di Miele

L'Effetto Luna di Miele

Scopri il segreto per mantenere viva la tua relazione di coppia

di Bruce Lipton



Ripensate alla storia d’amore più spettacolare della vostra vita,
la Numero Uno, quella che ha sconvolto la vostra esistenza.

Si è trattato perlopiù di un periodo di sincera beatitudine, florida salute e abbondante energia. La vita era così bella che non vedevate l’ora di saltare fuori dal letto la mattina per sperimentare ancora il Paradiso in Terra.

Era l'Effetto Luna di Miele, destinato a durare in Eterno.

Ma, sfortunatamente, per la maggior parte delle persone l’Effetto Luna di Miele è di breve durata. Immaginatevi come sarebbe la vostra vita se poteste far durare l’Effetto Luna di Miele per tutta la vita.

Bruce H. Lipton, autore del bestseller La Biologia delle Credenze, spiega come L’Effetto Luna di Miele non sia un caso né una coincidenza, bensì una creazione personale. Questo libro rivela come manifestiamo l'Effetto Luna di Miele, e le ragioni per cui lo perdiamo.

Attraverso tale conoscenza i lettori diventeranno capaci di ricreare l’esperienza della luna di miele, questa volta in modo da assicurare una relazione stile “e vissero per sempre felici e contenti”, che farebbe la gioia di un produttore hollywoodiano.

Con autorità, eloquenza, e in uno stile di facile lettura, Lipton parla dell’influenza della fisica quantistica (le buone vibrazioni), della biochimica (i filtri d’amore) e della psicologia (la mente conscia e la mente subconscia) nel creare e nel mantenere le relazione amorose interessanti e vivaci.

Chi non vorrebbe ricreare il Paradiso sulla Terra?

Crea e mantieni vive le tue relazioni con Fisica Quantistica, Biochimica e Psicologia

“L’Effetto Luna di Miele:
uno stato di beatitudine, passione, energia e salute derivante da un immenso amore.

La tua vita è così meravigliosa che non vedi l’ora di alzarti
per iniziare una nuova giornata e ringraziare l’universo perché sei vivo.”


Dicono del Libro "L'Effetto Luna di Miele"

"Bruce Lipton ha scritto il miglior libro sull'amore, sia personale che planetario, che abbia mai letto.
E ne ho letti moltissimi!

Conosco Bruce e la sua amata Margaret intimamente e personalmente. La loro relazione è gioiosa, affettuosa, creativa e contagiosa. Loro vivono il Paradiso in Terra, e potete farlo anche voi. Bruce usa i principi della Nuova Scienza di cui è paladino per illuminare, spiegare e incoraggiare tutti noi a incarnare l'amore che abbiamo sempre desiderato".
Dr. Joan Borysenko, biologa, psicologa e autrice di best seller

"Una realizzazione davvero eccezionale... una vita di gioia sintetizzata in un unico manoscritto.
L'ho letto due volte, godendomi ogni minuto trascorso su di esso.
Una delle mie letture preferite di ogni tempo".
Dr. Wayne Dyer (psicologo e autore di fama internazionale)

"L'Effetto Luna di Miele porta direttamente la magia delle relazioni amorose a livello cellulare,
e ci insegna a crearle per noi stessi".
Dr.Christiane Northrup, medico e autrice di best seller


Introduzione del libro "L'Effetto Luna di Miele" di Bruce Lipton

Una vita senza Amore non ha alcun valore
L’amore è l’Acqua della Vita
Bevila tutta d’un fiato con il cuore e con l’anima
Rumi

Quando ero giovane, se qualcuno mi avesse mai detto che avrei scritto un libro sulle relazioni, gli avrei detto che era impazzito.

All’epoca ritenevo che l’amore fosse un mito sognato dai poeti e dai produttori di Hollywood perché le persone stessero male pensando a quello che non potevano avere.

Amore eterno?
“E vissero per sempre felici e contenti”?

Scordatevelo.

Come tutti, ero programmato in modo che certe cose rientrassero naturalmente nella mia vita. La mia programmazione enfatizzava l’importanza dell’educazione.

Per i miei genitori, il valore di un’educazione costituiva la differenza tra uno scavafossi che riusciva a malapena a tirare avanti e un “colletto bianco” con mani lisce e vita liscia. Essi non avevano dubbi sul fatto che «in questo mondo senza un’educazione non si conta nulla».

Considerate le loro credenze, non c’era da stupirsi se i miei genitori non rinunciarono a nulla quando si trattò di espandere i miei orizzonti educativi.

Ricordo vividamente di essere tornato a casa, in seconda elementare, dalla lezione della signora Novak eccitato dal mio primo sguardo nel sorprendente mondo microscopico delle amebe, costituite di un’unica cellula, e delle meravigliose alghe unicellulari come quella che portava l’affascinante nome di spirogira.
Dopo aver fatto irruzione in casa, supplicai mia madre di procurarmi un microscopio tutto per me; senza esitazione, lei mi portò subito al negozio e mi comprò il mio primo microscopio.

Certo non aveva reagito allo stesso modo alla crisi di nervi che mi era stata scatenata dal disperato desiderio di avere un cappello da cowboy Roy Rogers, una pistola a sei colpi e una fondina!

Nonostante la mia fase “Roy Rogers”, fu Albert Einstein a diventare l’icona eroica della mia gioventù: i miei Micky Mantle, Cary Grant ed Elvis Presley si avvolsero tutti in un’unica, gigantesca personalità.

Mi è sempre piaciuta la foto che lo ritraeva con la lingua fuori e la testa ricoperta di una folta chioma di capelli bianchi e arruffati. Mi piaceva anche vederlo sul piccolo schermo della (appena inventata) televisione del soggiorno, dove appariva con l’aspetto di un nonno amorevole, saggio e giocoso.

Più di ogni altra cosa, ero molto orgoglioso del fatto che Einstein, un immigrato ebreo come mio padre, fosse riuscito a superare i pregiudizi grazie alla sua brillantezza scientifica.

Talvolta, durante la mia infanzia e adolescenza a Westchester County, New York, mi sentivo emarginato; in città c’erano dei genitori che mi proibivano di giocare con i loro figli per timore che li contagiassi con il “bolscevismo”.

Apprendere che Einstein, lungi dall’essere un emarginato, era un ebreo rispettato e onorato in tutto il mondo, mi comunicava sentimenti di orgoglio e sicurezza.

Dei bravi insegnanti, lo stile “l’educazione è tutto” della mia famiglia, e la mia passione nel trascorrere ore al microscopio condussero a un dottorato in biologia cellulare e a una cattedra alla Scuola di medicina e salute pubblica dell’Università del Wisconsin.

Ironicamente, fu soltanto quando lasciai quell’impiego per esplorare la “nuova scienza”, inclusi gli studi sulla meccanica quantistica, che iniziai a comprendere la profonda natura dei contributi che l’eroe della mia fanciullezza, Einstein, aveva portato al nostro mondo.

Mentre fiorivo in ambito accademico, in altri campi ero il tipico esempio di bambino disturbato, specialmente nel regno delle relazioni.

Intorno ai vent’anni mi sposai, troppo giovane e troppo immaturo dal punto di vista emotivo per essere pronto per una relazione significativa. Quando, dopo dieci anni di matrimonio, dissi a mio padre che stavo divorziando, egli si oppose risolutamente e mi disse: «Il matrimonio è un affare».

In retrospettiva, la risposta di mio padre aveva un senso per uno che nel 1919 era emigrato da una Russia travolta dalla carestia, dai pogrom e dalla rivoluzione: la vita per mio padre e per la sua famiglia era stata inimmaginabilmente dura, e la sopravvivenza sempre in dubbio.

Di conseguenza, la sua definizione di una relazione era quella di una società lavorativa in cui il matrimonio era un mezzo di sopravvivenza, analogo al reclutamento di mogli ordinate per posta dai pionieri dalla rude vita che avevano colonizzato il selvaggio Far West degli Stati Uniti nell’Ottocento.

Il matrimonio dei miei genitori riecheggiava l’atteggiamento “prima di tutto gli affari” di mio padre, sebbene mia madre, nata in America, non condividesse la sua filosofia.

Mia madre e mio padre lavoravano insieme sei giorni alla settimana in un’attività familiare di successo, ma nessuno dei loro figli ricorda di averli visti condividere un bacio o un momento romantico.

All’inizio della mia adolescenza, la dissoluzione del loro matrimonio divenne evidente quando la rabbia di mia madre per una relazione senza amore esacerbò la tendenza a bere di mio padre. Discussioni sempre più ingiuriose minavano quella che era stata la pace della nostra casa, e mio fratello e mia sorella più giovani ed io ci nascondevamo nei nostri ripostigli.

Quando mio padre e mia madre finalmente decisero di vivere in camere da letto separate, una precaria tregua si impose.

Come molti genitori infelici comunemente facevano negli anni ’50, i miei genitori rimasero insieme per amore dei figli e divorziarono dopo che mio fratello minore ebbe lasciato la casa per frequentare il college. Se soltanto avessero saputo che plasmare la loro relazione disfunzionale fu ben più dannoso per i loro figli di quanto lo sarebbe stata la separazione!

All’epoca incolpavo mio padre del cattivo funzionamento della nostra vita familiare.

Ma con la maturità giunsi a riconoscere che entrambi i miei genitori erano ugualmente responsabili dei disastri che sabotavano la loro relazione e la nostra armonia familiare.

Ma soprattutto iniziai a capire come il loro comportamento, programmato nella mia mente subconscia, influenzasse e indebolisse i miei sforzi volti a creare relazioni amorose con le donne della mia vita.

Nel frattempo vivevo anni di sofferenza. La dissoluzione del mio matrimonio fu emotivamente devastante, specialmente perché le mie due meravigliose figlie, oggi donne amorevoli e realizzate, erano ancora delle ragazzine. Fu così devastante che giurai di non risposarmi più.

Convinto che il vero amore fosse un mito, almeno per me, per diciassette anni ogni giorno mentre mi facevo la barba ripetei questo mantra:

«Non mi sposerò mai più. Non mi sposerò mai più».

Inutile dire che non ero portato per le relazioni impegnate! Ma, nonostante il mio rituale mattutino, non potevo ignorare quello che è un imperativo biologico per tutti gli organismi, dalle singole cellule ai nostri corpi composti da cinquanta trilioni di cellule: l’impulso a connettersi con un altro organismo.

Il primo Grande Amore di cui feci esperienza fu un cliché: un uomo più anziano con un brutto caso di arresto dello sviluppo emotivo si innamora di una donna più giovane e sperimenta un’intensa storia d’amore adolescenziale, guidata dagli ormoni.

Per un anno fluttuai felicemente attraverso la vita, su di giri grazie ai “filtri d’amore”, le sostanze neurochimiche e gli ormoni che circolavano nel mio sangue e di cui leggerete nel Capitolo 3.

Quando la mia storia d’amore adolescenziale inevitabilmente andò in pezzi (dicendo di avere bisogno di “spazio”, lei salì sulla sua bicicletta e attraversò uno spazio molto breve per finire nelle braccia di un chirurgo cardiovascolare), passai un anno nella mia grande casa vuota sguazzando nella sofferenza e dando la colpa alla donna che mi aveva lasciato.

La “scimmia” da astinenza è orribile, e non solo per gli eroinomani ma anche per coloro la cui biochimica ritorna agli ormoni quotidiani dopo la fine di una storia d’amore.

Un freddo giorno d’inverno del Wisconsin me ne stavo da solo (come al solito) a rimuginare di nuovo sulla donna che mi aveva lasciato, quando improvvisamente pensai: «Dannazione, lasciami stare!», al che una voce di saggezza che occasionalmente appare nei momenti cruciali della mia vita rispose: «Bruce, non è esattamente quello che ha fatto?».

Scoppiai a ridere, e questo spezzò l’incantesimo.
Da quel momento in poi, ogni volta che iniziavo a sentirmi ossessionato mi mettevo a ridere.

Finalmente ero riuscito a uscire dalla crisi di astinenza, anche se avevo ancora molta strada da fare per arrivare a rimettere insieme la mia vita!

Quanto fossi lontano dal farlo mi divenne evidente quando mi trasferii ai Caraibi per insegnare in una scuola di medicina all’estero.

Vivevo nel posto più meraviglioso della Terra, in una villa sul mare, tra fiori sgargianti e profumati; e nella villa c’erano addirittura un giardiniere e un cuoco.

Volevo condividere la mia vita con qualcuno (anche se ovviamente senza sposarmi, dal momento che ero ancora fisso sul mio mantra mattutino). Volevo qualcosa di più di una compagna con cui fare sesso. Volevo qualcuno con cui condividere la mia nuova vita nel posto più bello della Terra.

Ma quanto più mi davo da fare a cercare, tanto meno trovavo, anche se avevo quella che pensavo fosse la frase migliore del mondo per rimorchiare: “Se non hai niente da fare, che ne diresti di venire a vivere con me nella mia villa ai Caraibi?”.

Una sera provai quella che avrebbe dovuto essere la mia frase vincente con una donna che era appena arrivata a Grenada, la perfetta isola da cartolina che ero arrivato ad amare.

Andammo al bar del circolo nautico e ci mettemmo a chiacchierare. Sembrava una donna interessante, così le chiesi di rimanere per un po’ invece di ritornare al suo lavoro a bordo di uno yacht. Lei mi guardò negli occhi e disse: «No, non potrei mai stare con te. Hai troppo bisogno».

Il proiettile colpì nel segno: ricaddi sulla sedia senza una parola. Dopo un lungo momento di stordimento, riuscii di nuovo a parlare e dissi: «Grazie, avevo proprio bisogno di sentirmelo dire».

Non solo sapevo che aveva ragione, ma sapevo che dovevo rimettere insieme la mia vita prima di poter avere il rapporto di vero amore che desideravo così disperatamente.

Poi accadde una cosa buffa: non appena lasciai andare la mia disperata ricerca, nella mia vita iniziarono ad apparire delle donne che volevano una relazione con me.

Infine entrò nella mia vita la vera ispirazione per questo libro, la mia amata Margaret, e iniziammo a vivere un’esistenza come quelle descritte nelle commedie romantiche che una volta liquidavo come fantasie.

Ma sto andando troppo veloce.

Prima ho dovuto imparare che non ero “destinato” a rimanere solo, né ad accontentarmi di una serie di relazioni fallite. Dovetti imparare che non soltanto avevo creato ogni relazione fallita della mia vita, ma che potevo creare la meravigliosa relazione che volevo!

Il primo passo ebbe inizio nei Caraibi quando sperimentai l’epifania scientifica che ho descritto nel mio primo libro, La Biologia delle Credenze (Macro Edizioni, Cesena, 2007). Mentre riflettevo sulla mia ricerca sulle cellule, mi resi conto che esse non sono controllate dai geni, e non lo siamo neanche noi.

Come ho raccontato dettagliatamente in quel libro, quell’istante di illuminazione fu l’inizio della mia transizione da scienziato agnostico a scienziato che cita Rumi e crede che tutti noi possediamo la capacità di creare il nostro Paradiso in Terra, e che la vita eterna trascende il corpo.

Quell’istante fu anche l’inizio del mio passaggio da scettico affetto da fobia del matrimonio ad adulto che finalmente si assumeva la responsabilità di ogni relazione fallita della sua vita e si rendeva conto di poter creare la relazione dei suoi sogni.

In questo libro narrerò dettagliatamente questa transizione servendomi in parte della stessa scienza delineata in La Biologia delle Credenze (e di altre ancora).

Spiegherò perché non siano i vostri ormoni, le vostre sostanze neurochimiche, i vostri geni o la vostra tutt’altro che ideale educazione a impedirvi di creare le relazioni che dite di volere, ma siano piuttosto le vostre credenze a impedirvi di sperimentare quelle inafferrabili, amorevoli relazioni.

Cambiate le vostre credenze e cambieranno le vostre relazioni.

Naturalmente la faccenda è più complicata, perché nelle relazioni tra due persone in realtà ci sono quattro menti all’opera. Se non capite come queste quattro menti possano osteggiarsi a vicenda, pur con le migliori intenzioni starete “cercando l’amore in tutti i posti sbagliati”.

È per questa ragione che i libri di self-help e terapia favoriscono l’intuizione ma non un vero e proprio cambiamento: essi trattano soltanto con due delle quattro menti all’opera nelle relazioni!

Ripensate alla storia d’amore più spettacolare della vostra vita, la Numero Uno, quella che ha sconvolto la vostra esistenza. Avete fatto l’amore per giorni e giorni, non avevate bisogno di cibo, a malapena di acqua, e avevate un’energia infinita.

Era l’Effetto Luna di Miele, destinato a durare in eterno.

Troppo spesso, tuttavia, la luna di miele lascia il posto a battibecchi quotidiani,
magari al divorzio, o tutt’al più alla sopportazione.

La buona notizia è che non è necessario che finisca così.

Potreste pensare che il vostro Grande Amore sia stato al massimo una coincidenza o al peggio un’illusione, e che il suo crollo sia stato questione di sfortuna. Ma in questo libro spiegherò come siate stati voi a creare nella vostra vita sia l’Effetto Luna di Miele che la sua dissoluzione.

Quando saprete come avete fatto a crearlo e a perderlo, potrete, come me, smettere di lamentarvi del vostro cattivo karma nelle relazioni e creare una rapporto d’amore del tipo “e vissero per sempre felici e contenti” che farebbe addirittura la gioia di un produttore hollywoodiano.

Dopo decenni di fallimenti, questo è ciò che finalmente manifestai!

Dato che così tante persone ci hanno chiesto come abbiamo fatto, Margaret ed io spiegheremo nell’Epilogo come abbiamo creato il nostro eterno Effetto Luna di Miele per diciassette anni e oltre. Vogliamo condividere la nostra storia perché l’amore è il più potente fattore di crescita per gli esseri umani, ed è contagioso!

Come scoprirete quando creerete l’Effetto Luna di Miele nella vostra vita, attirerete persone amorevoli simili a voi, e quante più saranno, tanto più felici sarete.

Ascoltiamo il consiglio di Rumi, che ci giunge da otto secoli fa, e crogioliamoci nel nostro amore per un’altra persona così che questo pianeta possa finalmente evolvere in un luogo migliore in cui tutti gli organismi possano vivere il loro Paradiso in Terra.

Spero che questo libro vi imbarcherà per un viaggio altrettanto intenso di quello per cui quell’istante nei Caraibi ha imbarcato me, perché possiate creare l’Effetto Luna di Miele ogni giorno della vostra vita.


Bruce Lipton
L'Effetto Luna di Miele - Libro >> http://goo.gl/za1r8I
Scopri il segreto per mantenere viva la tua relazione di coppia
Editore: Macro Edizioni
Data pubblicazione: Ottobre 2013
Formato: Libro - Pag 232 - 13,5x20,5