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giovedì 9 ottobre 2014

Non riesci a smettere di fumare? Prova EFT!

Non riesci a smettere di fumare? Prova EFT!

EFT (Emotional Freedom Techniques) conosciuta anche come Tapping è una terapia efficace per dire addio alle dipendenze come il fumo di sigaretta o il cibo

Andrew Lewis - 08/10/2014



Medicina Non Convenzionale

Non riesci a smettere di fumare? Prova EFT!

EFT (Emotional Freedom Techniques) conosciuta anche come Tapping, è una semplicissima tecnica di auto-aiuto senza controindicazioni e totalmente indolore.
Andrew Lewis, operatore EFT di fama internazionale, ci spiega perché EFT è efficace nella risoluzione delle dipendenze, come quelle da fumo di sigaretta e da cibo.

Molte persone oggi hanno problemi con le dipendenze: affettive, da cibo, da fumo di tabacco.
Come si innescano questo tipo di dipendenze?
Queste dipendenze di solitosi innescano quando c'è un bisogno, o un disagio, emozionale... e il fumo o il cibo o un altra dipendenza risolve, tranquillizza, o soddisfa, sebbene temporaneamente, questo disagio o bisogno.

Diciamo che è una strategia che "funziona" in quel momento... il problema è che la strategia, anche se può sembrare efficace, in realtà non ha veramente funzionato, e in seguito il comportamento (mangiare, fumare, bere), diventa un problema a sua volta.

Come disse Milton Erickson, padre dell'ipnosi erickoniana, uno dei più grandi terapeuti di tutti i tempi: “I problemi attuali sono vecchie soluzioni a vecchi problemi che non funzionano più”.

Prendiamo il fumare: quando hai 15 anni forse ti fa sentire più grande, più forte, più libero grazie al fatto che ti stai ribellando, ti fa essere sentire dagli amici (un forte bisogno emozionale per un 15enne) ma quando hai 60 anni e fatichi a respirare è chiaro che la vecchia strategia non sta funzionando più a tuo favore.

Il fumo di solito inizia in una età in cui i ragazzi vogliono essere più grandi, vogliono sembrare fighi, vogliono sembrare più forti, vogliono ribellarsi e fare quello non "dovrebbero", come ad esempio fumare. E se ti fa sentire figo, grande e libero, è chiaro che continuerai a farlo: a poco a poco "figo e ribelle" diventa parte dela tua identità e non puoi più farne a meno.

E come se non bastasse già tutto questo, il fumo crea anche una dipendenza chimica al catrame e alla nicotina. Questa dipendenza chimica fa in modo che una persona, per non sentire i bruttissimi effetti della crisi di astinenza, deve fumare. Spesso le persone che fumano hanno la percezione che il fumo rilassa, ma sappiamo che è vero il contrario. La percezione del beneficio avviene perché nel momento in cui si fuma, si sente il sollievo dovuto semplicemente alla diminuzione dei sintomi della crisi di astinenza (perché dopo un'ora o due il corpo richiama nuovamente la nicotina, catrame e le altre sostanze) e quindi si pensa che è il fumo che dona il benessere momentaneo, ma in realtà è solo perché in quel momento si sta sperimentando un sollievo momentaneo ai sintomi della crisi di astinenza.

Ma perché una persona inizia a fumare allora? Se un ragazzo di 15 anni ha gli amici che fumano (perché vogliono sembrare più grandi, fighi e ribelli) potrebbe cominciare a fumare semplicemente per essere accettato dai suoi amici. Cominciare a fumare offre una strategia che funziona in quanto soddisfa il bisogno emozionale dell'accettazione e approvazione.

Se una persona comincia a usare il cibo come tranquillante emozionale e a mangiare alimenti non sani, o quantità eccessive perché si sente annoiato, perché si sente solo, perché si sente arrabbiato, perché si sente triste, perché si sente ansioso, probabilmente mentre si strafoga e/o dopo essersi strafogato si sente più calmo, sente un momento di sollievo emozionale, come se avesse preso un tranquillante, e ripeterà lo stesso comportamento la prossima volta che sperimenta il disagio emozionale. Più lo fa, più si rafforza questo comportamento e più diventa un automatismo, e più si rafforza la dipendenza chimica a certi cibi.

L'abuso di cibo (di solito non si tratta di cibi sani come frutta o verdura) offre questi "benefici" emozionali come un modo per gestire o "soffocare" lo stress. Spesso però porta anche emozioni quali senso di colpa, vergogna e rifiuto di se stesso per avere abusato del cibo. Più lo si fa e più diventa un comportamento abitudinario ed automatico e più si crea, come per il fumo, una dipendenza chimica.

Esistono anche problemi comportamentali più complessi rispetto al semplice gestire le emozioni. Per esempio, una persona che "fa appositamente" una cosa che non gli fa bene non lo fa appositamente. Naturalmente, dentro di sé ha un conflitto tra la mente conscia e la mente inconscia e tra la sua parte razionale e la sua parte emozionale. Consciamente e razionalmente vuole mantenere uno stile di vita sana (mangiare bene, bere acqua, fare attività fisica, non fumare) ma inconsciamente ed emotivamente è un altra storia. Ed è la parte emotiva e l'inconscio che è responsabile per le nostre azioni di più quanto lo sia la parte razionale.

Ma perché ci sono questi conflitti tra la mente conscia ed inconscia?
Questo succede quando una parte di noi (la parte emozionale) vuole ottenere dei benefici ma per avere quei benefici succede qualcosa che la mente razionale non vuole o che tu consciamente non vuoi. Nella psicologia vengono chiamati “benefici secondari” e sono nella maggior parte dei casi inconsci. Cioè le persone non sanno neanche che stanno adoperando questo programma e spesso non sanno del conflitto se non fosse perché si trovano a fare le cose che “non vogliono fare”. Per esempio, una persona non vuole mangiare troppo, ma continua a mangiare troppo: forse non sa di avere un conflitto tra la mente conscia e la mente inconscia e non sa di avere i benefici secondari, ma invece c'è li ha, altrimenti il suo comportamento sarebbe allineato con il suo intento di mangiare quantità di cibo appropriate. Di solito, quando c'è la lotta interiore, vince la parte emozionale o inconscia nel senso che determina il comportamento molto di più rispetto alla mente conscia e la parte razionale.

Un altro fattore che contribuisce a come e perché che si innescano le dipendenze è che succede anche per causa delle false associazioni cognitive o neuro-associazioni false. Con moltissime dipendenze quasi sempre ci sono false associazioni cognitive riguardo la dipendenza e/o i comportamenti e/o il prodotto o sostanza. Cioè la persona che ha la dipendenza associa a quel comportamento e/o a quella sostanze un significato che non ha in realtà.

Qual è l'identikit emotivo di una persona che ha un rapporto compulsivo con il cibo o con il fumo?
Da quanto ho scritto sopra spero che si capisca che non si tratta di un identikit, di un certo tipo di persona. Ognuno trova la proprie soluzioni e strategie per superare e gestire un disagio: è solo che alcune persone usano certo sostanze (cibo, fumo ecc.) per risolvere il disagio. Poi una volta che hai iniziato ad utilizzare una strategia che sembra di funzionare (anche se crea altri problemi a sua volta) non è sempre facile smettere di implementare questa strategia o soluzione.
Può capitare a chiunque di creare associazioni cognitive false. Può capitare a chiunque di avere un comportamento indesiderato che non vuole, a livello conscio, continuare a ripetere, ma nonostante questo continua a farlo.
Ma perché è così difficile liberarsi dalle dipendenze?
Ecco alcuni dei motivi più frequenti:
- si nega il problema sia a se stessi che agli altri
- non si conosce un modo veramente efficace per liberarsi dalla dipendenza
- le crisi di astinenza sono insopportabili
- si sente un vuoto spirituale molto profondo
- paura del cambiamento, paura di fallire, paura di riuscire
- il comportamento fa talmente parte dell'identità della persona che dieve l'identità stessa. Il concetto p racchiuso nella frase io sono un fumatore
- difficoltà a dare il giusto peso al beneficio a lungo termine rispetto alla soddisfazione momentanea.

È vero che EFT funziona bene in questo tipo di situazioni? Perché?
EFT funziona ad ogni livello... comportamentale, emozionale, cognitivo (conscio), inconscio, fisico, mentale (pensieri e convinzioni), chimico, energetico, spirituale:
eft diminuisce gli effetti della dipendenza chimica,
eft può interrompere i comportamenti automatici,
eft aiuta a gestire i sintomi della crisi di astinenza,
eft interrompe i comportamenti abituali,
eft disfa le false associazioni cognitivi e le associazioni neurali false,
eft può aiutare la persona a gestire meglio lo stress, ansia, ed emozioni che si cercava di tranquillizzare con il fumo, il cibo o altro,
eft disfa gli effetti della ipnosi sotto il quale si trovava la persona,
eft permette la persona di cambiare idea, cambiare le decisioni del passato,
eft può disfare gli automatismi e offre la libertà di scegliere nuovi comportamenti e azioni,
eft riesce a risolvere gli stati emotivi che la persona cerca di calmare con il comportamento (questo è molto importante perché se non viene risolto, la persona semplicemente sostituirà una dipendenza con un'altra),
eft aumenta la consapevolezza – aiuta la persona a capire perché fa quello che fa e come può fare se vuole cambiare,
eft aiuta a risolvere la guerra o il conflitto interiore tra la mente conscia ed inconsciamente,
eft neutralizza i “triggers” o i fattori scatenanti,
eft aiuta la persona a volersi più bene, ad amarsi di più, a fare quello che fa bene a sé,
eft diminuisce la tendenza dell'autosabotaggio e l'autopunizione,
eft riesce ad aiutare la persona trovare delle risorse e forza interiore per cambiare,
eft riesce ad aiutare una persona a capire come può riempire il vuoto dentro di sé invece cerca di riempirlo con una sostanza o il comportamento della dipendenza,
eft sana le cicatrici del passato, e del presente, che sono i motivi emozionali sotto certe dipendenze,
eft riesce a scoprire i benefici secondari e quindi grazie a questa nuova consapevolezza, non cadere nella trappola di ottenere dei pro piccoli in cambio per dei contro più grandi.

Attenzione, EFT sebbene è uno strumento molto efficace di auto-aiuto, per problemi profondi, come molti problemi cronici, le dipendenze incluse, offre molto di più quando si lavora insieme a un operatore molto competente di EFT.

Nick Ortner, Jessica Ortner, Nicholas Polizzi
Scopri il Potere di EFT - La guarigione a portata di mano- DVD >> http://goo.gl/L1uj7d
Impara le tecniche di Liberazione Emozionale - 10 storie per un emozionante film documentario - Con la partecipazione di Bruce Lipton, Bob Proctor, Jack Canfield, Bob Doyle, Joe Vitale
Distribuito da: Macrovideo
Data pubblicazione: Febbraio 2010
Durata: 82' + 7' Extra
Tipo: DVD + libretto
Partecipano al film:: Bob Proctor, Jack Canfield, Bob Doyle, Joe Vitale
Lingue: Italiano, Inglese
Audio: 2.0
Formato Video: PAL 4/3
Menu: Film, Selezione Capitoli, Extra
Contenuti Extra: Come fare tapping
Nuova Edizione Economica: Agosto 2012



mercoledì 1 ottobre 2014

I videogiochi sono sicuri per i tuoi bambini?

I videogiochi sono sicuri per i tuoi bambini?

Come i videogiochi, e in generale l'esposizione prolungata agli schermi, influenzano e modificano il comportamento dei nostri bambini: ecco i consigli da seguire per non abusarne

di Marco Medeot - 30/09/2014



I videogiochi sono sicuri per i tuoi bambini?
Tuo figlio gioca col tablet o con la console?
Fai attenzione, potrebbe non essere una buona idea.
Sapevi infatti che un bambino abituato a usare il PC modifica inconsapevolmente il proprio modo di pensare?
Se hai un figlio, leggi attentamente quanto segue…

IL PENSIERO VIENE INIBITO E SUBENTRANO GLI AUTOMATISMI

Prendiamo in considerazione quelli che si definiscono “giochi di apprendimento”.
Cosa accade quando il bimbo si intrattiene con questi giochi? Si può facilmente pensare che il piccolo stia imparando qualcosa, dal momento che associa una figura/un suono alla risposta esatta.
Il realtà il bambino si abitua a non pensare.
Chi ha dimestichezza con l’informatica sa bene che i giochi interattivi si basano su percorsi “stimolo-reazione” prestabiliti che si basano sugli automatismi. Allora il bambino, una volta creata l'associazione “immagine/suono-risposta esatta” comincia procedere in automatico, abituandosi a non riflettere su quello che fa. È noto come gli automatismi limitino il pensiero cosciente e quello creativo e aumentino invece l’attività istintiva del subconscio.

CONCENTRAZIONE O FASCINAZIONE?

Cosa significa concentrarsi? Vuol dire convergere su un pensiero o su un oggetto la propria attività mentale. Si tratta quindi di un tipo di attenzione svolta grazie a un lavoro interiore.
Cosa succede invece quando un bambino guarda uno schermo artificiale?
Avviene in lui una sollecitazione ipnotica chiamata in psicologia fascinazione. Il richiamo agli stimoli visivi “cattura” il bambino che spesso viene imprigionato in un susseguirsi di stimoli visivi passivi. L'esperienza del bambino rimane limitata allo schermo e non si arricchisce di tutte le esperienze cinestetiche, olfattive e uditive che si possono sperimentare ad esempio giocando all'aperto.

LA CREATIVITA’ E LE EMOZIONI SI AFFIEVOLISCONO

Abbiamo detto che i computer ragionano secondo il nesso causa-effetto. Quindi un bambino che usa spesso i giochi interattivi plasma il proprio cervello secondo un modo di pensare causale. Con il tempo il piccolo tende a perdere alcune tra le facoltà più preziose e importanti del periodo infantile: la creatività e l’immaginazione.
Esiste uno studio, condotto da Robert Babner, che ha voluto verificare se l'uso del PC possa in qualche modo condizionare il modo in cui si pensa.
Sai quali sono le conclusioni della ricerca?

•    I sentimenti e i bisogni sociali vengono notevolmente affievoliti.
•    Desideri e ideali vengono gradualmente perduti.
•    Tutto ciò che è concreto viene messo in secondo piano.
•    Le interazioni sociali diminuiscono.

Non c’è da meravigliarsi quindi se le nuove generazioni dimostrano di avere meno sensibilità e di esprimere meno emozioni rispetto a quelle di qualche lustro fa.

GLI STUDI SUL RAPPORTO TRA VIDEOGIOCHI E BAMBINI DICONO CHE…

    La risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che dopo 10 ore di videogioco violento (quindi solo 5 giorni se si usa 2 ore al giorno) vengono inibite le aree del cervello che controllano l'aggressività.

    La saliva di chi usa frequentemente questi giochi contiene valori più elevati di adrenalina. Non è un caso che i giovani che devono partire per una guerra siano addestrati mediante i giochi interattivi: questo aiuta a diminuire l’empatia e ad aumentare l’aggressività.

    I giocatori più assidui hanno nel cervello il corpo striato spostato più a sinistra e si attiva maggiormente quando si perde una partita, proprio come accade in chi fa uso di cocaina, anfetamine o alcol. Il motivo deriva dall'alterata produzione di dopamina che, saturando i meccanismi di gratificazione, i videogiochi provocano per una saturazione dei meccanismi di gratificazione e di compenso.

QUALI REGOLE APPLICARE?

Lo psichiatra e psicoanalista infantile Serge Tisseron ha elaborato una serie di linee guida relative all’età più appropriata per esporre i bambini alle nuove tecnologie. Il metodo è stato denominato “regola del 3-6-9-12” e si basa sui seguenti principi:

-    Non esporre un bambino ad alcun tipo di schermo prima dei 3 anni. Esistono numerosi studi (vedi articolo precedente) che dimostrano quali conseguenze possa avere la precoce esposizione agli schermi artificiali e/o un abuso di queste tecnologie.

-    Evitare qualsiasi gioco interattivo prima dei 6 anni. In realtà sarebbe meglio aspettare il primo cambio dei denti (attorno ai 7 anni), periodo nel quale non solo si verifica un cambiamento fisico, ma anche lo sviluppo di alcune facoltà intellettive legate al pensiero logico.

-    Non permettere la navigazione in internet prima dei 9 anni. L’accesso alla rete deve avvenire comunque in presenza di un genitore, che deve impartire le 3 regole essenziali della navigazione:
1) tutto ciò che viene pubblicato diventa di pubblico dominio;
2) tutto ciò che viene pubblicato potrebbe rimanervi per sempre;
3) non tutto quello che si legge o si vede su internet è reale.

-    Dopo i 12 anni il bambino può essere lasciato solo. Tuttavia rimane essenziale stabilire limiti sugli orari di permanenza e applicare sempre i mezzi di controllo parentale per la navigazione sicura.

approfondimento:

Bambini Psico-Programmati

Con l'avvento della televisione e la successiva diffusione del computer e dei videogiochi la realtà dei bambini è significativamente cambiata.

Bambini Pisco-Programmati spiega come è cambiata. Oggi molti genitori, pedagogisti ed educatori esprimono preoccupazione per i forti condizionamenti mediatici a cui il bambino è soggetto. Ma in che modo il bambino viene condizionato? Quali effetti hanno le manipolazioni mediatiche sul suo comportamento? Quanto e in che modo la personalità del bambino risente del bombardamento pubblicitario? Quali effetti negativi hanno i videogiochi?

Il libro risponde a queste e a molte altre domande, permettendo a genitori ed educatori di fare chiarezza e di essere in grado di proteggere il bambino dalla "programmazione mediatica" a lui diretta.

Antonella Randazzo
Bambini Psico-Programmati >> http://goo.gl/4aLvBt
Essere consapevoli dell'influenza della pubblicità, della TV, dei videogiochi
Editore: Il Leone Verde
Data pubblicazione: Giugno 2007
Formato: Libro - Pag 181 - 15x21



venerdì 4 luglio 2014

Il Potere dei Condizionamenti

Il Potere dei Condizionamenti

I fattori nascosti che determinano i comportamenti umani - Scacco matto all’inconscio

di David R. Hawkins



Ciò che non vedi ce l'hai davanti agli occhi

Sei condizionato ogni giorno dal tuo inconscio che determina il tuo comportamento.
La buona notizia è che puoi liberartene

Il dottor Hawkins, dopo anni di ricerche, intuizioni, esperimenti, analizza in questo libro il fenomeno della coscienza collettiva condivisa, che lui chiama spiritus mundi, una sorta di “database della coscienza” che condiziona positivamente o negativamente a livello inconscio le nostre energie sottili e, di conseguenza, il nostro modo di pensare, comportarci, prendere decisioni.

Quella che propone Hawkins è una reinterpretazione radicale del comportamento umano

tramite il disvelamento dei campi energetici invisibili che lo controllano.

Siamo di fronte a una scoperta rivoluzionaria che ha il potere di cambiare la nostra esistenza individuale e collettiva a un livello prima inimmaginabile: abbiamo in mano uno strumento per distinguere il vero dal falso, un mezzo ineguagliabile che ci permetterà di conoscere la natura della nostra coscienza.


La salute e il processo della malattia - Estratto da "Il Potere dei Condizionamenti"

Da sempre si è osservato che alcune malattie sono associate a determinate emozioni e comportamenti.

Ad esempio, il concetto medievale di “melanconia” associa la depressione a un cattivo funzionamento del fegato. Oggi molti disordini fisici sono associati alle emozioni legate allo stress.

L’impatto delle emozioni sulla fisiologia è ampiamente documentato.

Agli inizi della psicoanalisi, gli studi sul collegamento tra malattie e disturbi psichici hanno dato vita alla medicina psicosomatica. Tutti conosciamo il collegamento tra i disturbi cardiaci e le personalità di “tipo A” e di “tipo B”, e come la rabbia repressa sia causa di ipertensione e infarto.

Si ritiene che le emozioni influiscano sull’attività ormonale attraverso i neurotrasmettitori in aree diverse del cervello delegate al controllo di organi specifici attraverso il sistema nervoso.

La sempre maggior diffusione dell’AIDS ha fornito una grossa spinta alle ricerche sul sistema immunitario. È stato dimostrato che lo stress deriva da un malfunzionamento della ghiandola del timo che abbassa le difese del corpo.

Ma gli studi dimenticano di esaminare il rapporto tra attitudini e credenze, e le modalità percettive che determinano la natura dell’esperienza individuale.

L’eziologia dello stress è sempre collegata alla tendenza dell’organismo a rispondere in base a modelli specifici e caratteristici. In base alle conoscenze che ci fornisce la matematica nei campi delle dinamiche non lineari e degli attrattori, confermate dalla kinesiologia e dall’agopuntura, possiamo tracciare una formulazione della natura fondamentale del processo della malattia.

Un’idea, o una costellazione di pensieri, si formano nella coscienza come un atteggiamento che tende a persistere nel tempo. Quest’atteggiamento è associato a un campo energetico attrattore di corrispondente potere o debolezza. Il risultato è una percezione del mondo che crea gli eventi appropriati per innescare l’emozione specifica.

Tutti gli atteggiamenti, i pensieri e le credenze sono inoltre collegati agli organi del corpo attraverso delle vie chiamate “meridiani” energetici.

I test kinesiologici dimostrano che i punti dell’agopuntura sono collegati ad atteggiamenti specifici e che il meridiano agisce da canale per trasportare l’energia ai muscoli e agli organi. I meridiani sono indicati con il nome dell’organo a cui trasmettono energia: il meridiano del cuore, il meridiano della cistifellea e così via.

Non c’è niente di misterioso in queste vitali comunicazioni interne, che sono dimostrabili in pochi secondi. Come sappiamo, se abbiamo un pensiero negativo, il muscolo corrispondente dà una risposta debole; ma se lo sostituiamo con un pensiero positivo, lo stesso muscolo dà istantaneamente una risposta forte.

Il collegamento tra mente e corpo è immediato e quindi la risposta del corpo cambia di momento in momento in risposta ai pensieri e alle emozioni corrispondenti.

Abbiamo già parlato della legge della dipendenza sensibile dalle condizioni iniziali, derivata dalle dinamiche non lineari e dai loro modelli matematici.

Questa legge descrive come una minima variazione di input può provocare significativi cambiamenti nei relativi output. Il motivo è che la ripetizione di piccole variazioni nel tempo produce un cambiamento progressivo di modello o a volte il salto a una nuova armonica quando l’incremento è logaritmico. L’effetto di piccole variazioni si amplifica influendo alla fine sull’intero sistema, e si forma così un nuovo modello energetico che, attraverso lo stesso processo, può produrre ulteriori variazioni, e così via.

Nel mondo della fisica è un fenomeno che prende il nome di “turbolenza” ed è oggetto di numerosi studi soprattutto nel settore dell’aerodinamica, laddove matematica e fisica si incontrano. Quando si produce una turbolenza nei campi attrattori della coscienza, si crea un dissesto emozionale che perdura finché non si stabilisce una nuova condizione di omeostasi.

Quando la mente è dominata da una visione del mondo negativa, il risultato diretto è una ripetizione di piccole variazioni nel flusso energetico che arriva agli organi del corpo. Il campo sottile globale del sistema fisiologico ne subisce l’influsso nella totalità delle sue funzioni, attraverso un trasferimento di elettroni, nell’equilibrio neuro-ormonale, nello status nutrizionale e così via. Alla fine, la somma di variazioni infinitesimali diventa osservabile al microscopio elettronico, alla risonanza magnetica, ai raggi X e alle analisi biochimiche.

Purtroppo, quando questi cambiamenti diventano osservabili, il processo della malattia è già in fase avanzata.

Potremmo dire che l’universo invisibile del pensiero e degli atteggiamenti diventa visibile in conseguenza delle risposte abituali del corpo.

Se consideriamo i milioni di pensieri che occupano in continuazione la mente, non sorprende che le condizioni del corpo cambino anche radicalmente come riflesso dei modelli di pensiero prevalenti e che risultino modificate sia dalla genetica che dai fattori ambientali.

È la persistenza, cioè la ripetizione dello stimolo, ciò che, attraverso la legge della dipendenza sensibile dalle condizioni iniziali, risulta nel processo della malattia osservabile.
Lo stimolo che innesca il processo può essere talmente infinitesimale che sfugge all’osservazione.

Se questo modello della formazione della malattia è corretto, allora qualunque malattia è reversibile attraverso un cambiamento del modello dei pensieri e delle risposte abituali.

Infatti, guarigioni spontanee dalla malattia sono testimoniate in tutta la storia umana (questo tema ha ricevuto attenzione in una puntata di un programma divulgativo molto seguito, ABC 20/20, andata in onda l’8 aprile 1994).

La medicina tradizionale si limita a documentare le “guarigioni” spontanee perché non dispone degli strumenti concettuali per esplorare questo fenomeno. Ma perfino molti chirurghi moderni sono riluttanti a operare un paziente convinto che morirà durante l’intervento, perché probabilmente è quello che accadrà.

La AA afferma che la guarigione non può avvenire finché il soggetto non sperimenta un radicale cambiamento della personalità.

È il grande cambiamento manifestato dal suo fondatore, Bill W., una totale trasformazione del sistema di credenze unita a un improvviso salto della coscienza.

Questa metamorfosi comportamentale è stata studiata formalmente per la prima volta da Harry Tiebout, uno psichiatra di Greenwich, nel Connecticut, che aveva in cura un’alcolista, Marty M., il primo membro femminile della AA. La donna sperimentò un improvviso cambiamento di personalità, mai testimoniato in nessuna metodologia terapeutica. Il dottor Tiebout riferisce che i suoi atteggiamenti rabbiosi, intolleranti, egocentrici e autocommiseranti divennero amorevoli, gentili e misericordiosi. Il suo esempio è molto importante, perché dimostra con evidenza l’importanza di questo elemento chiave nella guarigione da una malattia progressiva e invalidante. Tiebout pubblicò le sue osservazioni in una serie di studi intitolati The Power of Surrender.

Tutti i casi di guarigione da malattie incurabili studiati corrispondono a importanti cambiamenti di coscienza, grazie ai quali i modelli attrattori responsabili della patologia perdono il loro predominio.

I passi necessari per la guarigione sono stati formalizzati dai primi cento alcolisti guariti e sono diventati i famosi dodici passi della AA e di tutti i gruppi di autoaiuto sorti in seguito. Il fatto che questi passi abbiano portato alla guarigione milioni di persone suggerisce che siano universalmente applicabili a qualunque processo patologico.

Il suggerimento che il dottor Jung diede a Rowland H. («Si getti con tutto il cuore in qualunque gruppo spirituale che si rivolge a qualcosa che le parla, anche se non ci crede completamente, e speri che accada il miracolo») vale per chiunque voglia guarire da una malattia progressiva.

Nella guarigione spontanea si nota un sensibile aumento della capacità di amare e della presa di coscienza dell’importanza dell’amore come fattore di guarigione.

Moltissimi libri ci dicono che per vivere in salute dobbiamo vivere nell’amore, ma la mente fa resistenza al cambiamento a causa dell’orgoglio. L’amore per i nostri simili può nascere solo se smettiamo di condannarli, odiarli o temerli. È un cambiamento che può disorientare profondamente e che richiede il coraggio di affrontare un temporaneo disagio.

La guarigione da qualunque malattia dipende dalla disponibilità a esplorare nuovi modi di vedere se stessi e la vita, cosa che include la capacità di affrontare le paure che sorgono quando un sistema di credenze viene scosso. Le persone nutrono e si aggrappano ai loro odi e alle loro avversioni, e per guarire l’umanità occorre sradicare da intere culture la rivalsa, la ritorsione e la vendetta.

Una grossa difficoltà collegata ai pensieri e ai comportamenti di livello energetico inferiore a 200 è che provocano delle controreazioni.

Una nota legge dell’universo osservabile dice che a un’azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Qualunque attacco, fisico o mentale, provoca un contrattacco. L’astio ci fa ammalare e diventiamo le vittime della nostra volontà di rivalsa. Anche pensieri di ostilità tenuti segreti sono attacchi fisiologici al nostro organismo.

Al contrario, come l’amore, la capacità di ridere guarisce, perché quest’ultima induce a vedere un contesto da una prospettiva più ampia che libera l’osservatore dall’atteggiamento vittimistico. Una battuta di spirito ci ricorda che la nostra realtà trascende gli eventi particolari. Vedere gli opposti in modo paradossale ci libera dall’ansia e provoca la risata. Spesso un’improvvisa illuminazione è accompagnata da una profonda risata.

Lo scherzo cosmico mette fianco a fianco l’illusione e la realtà.

La mancanza di umorismo è nemica della salute e della felicità. I sistemi totalitari sono notoriamente privi di umorismo a tutti i livelli. La risata è un segno di accettazione e libertà, e quindi una minaccia per chi governa con la forza e l’intimidazione: è difficile tenere sottomesso un popolo che ha un grande senso dell’umorismo.

Fate attenzione all’assenza di umorismo in una persona, un’istituzione o un sistema di credenze, perché è sempre accompagnata dal desiderio di controllare e dominare, anche se dichiara di avere come obiettivi la prosperità e la pace.

Non è così che si può creare la pace. La pace è una condizione naturale che emerge quando ciò che la ostacola viene rimosso. Sono relativamente poche le persone che lavorano per la pace in modo realistico. Nella loro vita privata, molto spesso, le persone preferiscono avere “ragione” a qualunque costo, ma questa presa di posizione è nemica della pace. Se si cercano soluzioni attraverso la coercizione, nessun esito pacifico sarà possibile.

L’intero settore della salute dimostra come i tentativi di controllo finiscano per impantanarsi in una fiorente palude burocratica. La complessità è costosa, e un sistema è tanto debole e inefficiente quanto le motivazioni su cui è costruito. I sistemi associati a campi attrattori molto deboli sono inefficaci a causa della loro intrinseca falsità, e diventano ingombranti e dispendiosi. L’industria della salute è così gravata da paure e regole che riesce a stento a funzionare.

La guarigione di una persona, e la guarigione del settore stesso della salute, possono avvenire solo elevando a passi successivi le motivazioni e abbandonando l’autoinganno, per giungere a una nuova chiarezza di visione.

Non ci sono “cattivi”:

il difetto sta nel disallineamento del sistema.

Se la salute, l’efficacia e la prosperità sono lo stato naturale dell’essere in armonia con la realtà, tutto ciò che è al di sotto dovrebbe attivare una critica interna, invece di proiettare la colpa su un sistema esterno. I modelli attrattori obbediscono alle loro leggi fisiche, anche se non si tratta di leggi newtoniane: perdonare significa essere perdonati.

Come abbiamo ripetuto tante volte, in un universo in cui ogni cosa è interconnessa con ogni altra cosa non esiste qualcosa come il “caso” e niente è estraneo all’universo.

L’illusione di eventi “accidentali” è dovuta al fatto che il potere delle cause è invisibile e che se ne vedono soltanto gli effetti. Un evento improvviso e inatteso può apparire casuale, non collegato a cause osservabili, ma la ricerca può rintracciarne le origini. Un’improvvisa malattia ha sempre dei precedenti individuabili, e anche un “incidente” ha bisogno di piccoli passi preparatori per poter accadere.

Il processo della malattia è un segnale che qualcosa non va nell’attività della mente, ed è qui che risiede il potere di decidere di cambiare.

Trattare la malattia come un processo esclusivamente fisico (il mondo degli effetti A→B→C) non arriva alla causa del malfunzionamento e rimane un semplice palliativo, non una cura. È possibile che una malattia che persiste da tutta la vita incontri un rapido mutamento grazie a un semplice cambiamento di atteggiamento. Ma, anche se sembra avvenire in una frazione di secondo, questo cambiamento richiede anni di preparazione interiore.

Ricordiamo che il punto critico di qualunque sistema complesso è il locus in cui è richiesto il minimo di potere per alterare l’intero sistema. La mossa di un semplice pedone sulla scacchiera può cambiare l’intero schema del gioco. Ogni minima parte del nostro sistema di credenze ha delle conseguenze positive o negative. È questo il motivo per cui nessuna condizione è incurabile o senza speranza: qualcuno, in qualche momento e in qualche luogo, ne è guarito attraverso il processo che abbiamo appena descritto.

Fondamentale non solo per la guarigione, ma per qualunque sviluppo della coscienza, è la compassione per se stessi e per tutta l’umanità mentre affrontiamo le dure lotte dell’evoluzione.

Solo così possiamo guarire e diventare guaritori.
E solo così possiamo sperare nella guarigione da qualsiasi malattia, fisica o spirituale.

Tutto ciò significa che imparando ad agire al livello dell’amore incondizionato si diventa immortali? No. Purtroppo il protoplasma del corpo fisico dipende dalla sua programmazione genetica e dall’ambiente esterno.

Ma dalla prospettiva di un livello di coscienza 500 e oltre, è evidente che la morte è una semplice illusione e che la vita continua indipendentemente dai limiti percettivi che derivano dall’essere localizzati in un corpo fisico. La coscienza è l’energia vitale che dà vita al corpo e che sopravvive ad esso in un’altra dimensione di esistenza.


Indice

Prefazione

Premessa
Introduzione

Parte 1 - Strumenti

Capitolo 1: Progressi Fondamentali nella Conoscenza
Capitolo 2: Storia e Metodologia
Capitolo 3: Risultati dei Test e Interpretazioni
Capitolo 4: Livelli della Coscienza Umana

Capitolo 5: Distribuzione Sociale dei Livelli di Coscienza
Capitolo 6: I nuovi Orizzonti nella Ricerca
Capitolo 7: Analisi dei Punti Critici nella Vita Quotidiana
Capitolo 8: La Sorgente del Potere

Parte 2 - Applicazioni

Capitolo 9: Modelli di Potere nei Comportamenti Umani
Capitolo 10: Il Potere nella Politica
Capitolo 11: Il Potere nell'Economia
Capitolo 12: Il Potere negli Sport
Capitolo 13: Il Potere nella Società e lo Spirito Umano
Capitolo 14: Il Potere nelle Arti
Capitolo 15: Il Genio e il Potere della Creatività
Capitolo 16: Sopravvivere al Successo
Capitolo 17: La Salute Fisica e il Potere
Capitolo 18: La Salute e il Processo della Malattia

Parte 3 - Significato

Capitolo 19: Il Database della Coscienza
Capitolo 20: L'Evoluzione della Coscienza
Capitolo 21: Lo Studio della Pura Coscienza
Capitolo 22: Lo Sforzo Spirituale
Capitolo 23: La Ricerca della Verità

Conclusione

Appendici

Appendice A: Livello di Verità dei Capitoli
Appendice B: La Tecnica del Test Kinesiologico
Appendice C: Video Descrittivi dei Test Kinesiologici

Glossario
Bibliografia
L'Autore


David R. Hawkins
Il Potere dei Condizionamenti - Libro >> http://goo.gl/bCkJRH
I fattori nascosti che determinano i comportamenti umani - Scacco matto all’inconscio
Editore: Macro Edizioni
Data pubblicazione: Luglio 2014
Formato: Libro - Pag 288 - 13,5x20,5