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venerdì 24 giugno 2016

Reality Transurfing - Il Proiettore




Reality Transurfing - Il Proiettore

La Tecnica di Trasmissione Mentale per creare la tua Realtà

di Vadim Zeland



Scopri come mettere in pratica il Transurfing

Cos’è esattamente il Transurfing? È un fenomeno mondiale.

Vadim Zeland attraverso le sue opere, ci suggerisce come gestire la nostra realtà quotidiana partendo dal controllo delle immagini mentali. L’autore ci sollecita a tener alto il nostro livello di consapevolezza per non diventare spettatori di film altrui. A questo scopo sottolinea l’importanza di usare il proprio intelletto come fosse un proiettore da “riempire” con pellicole che ci piacciono.

Zeland ci spiega l’importanza di inserire nel nostro proiettore personale il film necessario a raggiungere i nostri obiettivi in qualunque campo della vita. Ci invita, inoltre, a proiettarlo costantemente, per non farsi suggestionare da interferenze esterne, sempre pronte a insinuarsi negli spazi vuoti del pensiero e a proporre le regole della Matrix.

E come si può mettere in pratica il Transurfing nella vita di tutti i giorni? È possibile farlo grazie a Il Proiettore!

Quest’opera è un vero e proprio diario del Transurfing: è composto da una parte teorica e una pratica con pagine bianche da compilare. Possiamo quindi registrare puntualmente le nostre dichiarazioni e le constatazioni, l’obiettivo che vogliamo raggiungere e i progressi che vengono compiuti nel processo di avvicinamento al fine.


Leggi un estratto dal libro di Vadim Zeland "Reality Transurfing: il Proiettore"

Premessa - Reality Transurfing: il Proiettore - Libro di Vadim Zeland

Le persone si possono suddividere in due categorie: i ricevitori e i trasmettitori.
I ricevitori usano le informazioni degli altri, “guardano il film degli altri”.
Le persone, nella maggior parte dei casi, sono ricevitori puri.

Creatori e trasmettitori sono rarità. Siete in grado di trasformarvi da Ricevitori in Trasmettitori. Godrete così di un privilegio che gli altri non hanno. Potrete crearvi la vostra realtà individuale.

Nel Proiettore registriamo le forme-pensiero e le diapositive, cioè i quadri di quella realtà che vogliamo ottenere nel nostro mondo: “giriamo il nostro film”. A differenza dei video e delle foto che tutti sono abituati a fare con il cellulare, qui si tratta di fare delle riprese al contrario: non fissare i fotogrammi della realtà esistente, ma proiettare nella realtà i fotogrammi pensati. Trasmettere la propria realtà.

Come risultato il film virtuale finirà per spostarsi nella realtà tangibile e noi vedremo che le diapositive create nel Proiettore prenderanno forma nella vita. Proprio questo significa letteralmente girare il proprio film.

Non si tratta della solita agenda ma di un oggetto prezioso, uno strumento per la creazione della propria realtà personale. Il Proiettore è impostato in modo tale da aiutare l’utente a ordinare le sue azioni. La struttura è già contenuta: non si dovrà far altro che riempirla, come fanno i bambini con i disegni da colorare. Nel “Manuale d’uso del Titolare” a p. 9 è descritto dettagliatamente cosa fare e come farlo.

Il Transurfing è un metodo rivoluzionario, ideato da Vadim Zeland, per gestire la tua realtà quotidiana iniziando a controllare le immagini mentali.

Una volta studiato e appreso questo metodo, ti chiederai, come posso praticare il Transurfing ogni giorno? Puoi farlo grazie a Il Proiettore!

SI TRATTA DI UN VERO E PROPRIO DIARIO DEL TRANSURFING.

Nella prima parte Zeland spiega i principi del Transurfing e di come metterlo in pratica. Nella seconda parte più operativa l’autore ti invita a compilare, registrando quotidianamente le tue Dichiarazioni, le Constatazioni e i progressi compiuti di avvicinamento agli obiettivi che ti sei fissato.

Grazie al Transurfing puoi finalmente diventare attore della tua realtà, proiettando la vita che desideri.

All’interno puoi trovare un vero e proprio manuale d’uso del titolare del diario:

Il principio di base
I ricevitori e i trasmettitori
Come funziona
Come si fa
Le Funzioni del Proiettore
La Struttura del Proiettore
La Gestione del Proiettore
Il flusso dell’intenzione
Le riprese al contrario
Il punto di attenzione
L’illusione dello specchio
Una reazione atipica
La coordinazione dell’intenzione


 Indice

IL MANUALE D'USO DEL TITOLARE

Principio di base
Ricevitori e trasmettitori
Come funziona
Come si fa
Le Funzioni del Proiettore
La Struttura del Proiettore
La Gestione del Proiettore
Il flusso dell'intenzione
Le riprese al contrario
Il punto di attenzione
L'illusione dello specchio
Una reazione atipica
La coordinazione dell'intenzione
ESEMPI

La casa
La Famiglia
Il mio compito (missione)
La vocazione (ricerca)
La salute
L'aspetto fisico
Il Transurfing
La crescita personale
La Forza personale
La creatività
Il benessere materiale
I "bonus" della vita
Una linea unitaria
LE DIAPOSITIVE

LE FORME-PENSIERO

APPENDICE

I PRINCIPI DEL TRANSURFING

Il boomerang
La corrente delle varianti
L'importanza
La coordinazione dell'intenzione
Problemi difficili
Debiti
Complessi interiori
L'angoscia e la paura
La pigrizia
L'attrazione della Forza
I falsi fini
Il Proprio Fine
In che modo
Ammettere l'inammissibile
Come amarsi
L'amore non corrisposto
La solitudine
Il fascino personale
Il Freiling
L'amore
Il dosaggio dell'informazione
La creazione del flusso
Ultimi consigli


Reality Transurfing - Il Proiettore - Libro >> http://goo.gl/0wXtrU
La Tecnica di Trasmissione Mentale per creare la tua Realtà
Vadim Zeland


venerdì 10 gennaio 2014

Esci dagli schemi, rompi le fila

Esci dagli schemi, rompi le fila

Dalla premessa del libro “Scardinare il sistema tecnogeno” di Vadim Zeland” alcune riflessioni sui nostri tempi e su com’è possibile distaccarsi dal sistema e decidere autonomamente sul nostro futuro

di Romina Alessandri - 10/01/2014



Esci dagli schemi, rompi le fila

Perchè è ora di staccarsi dal sistema tecnogeno...

Può sembrare che nulla stia succedendo, ma non è così. In realtà, sta avvenendo qualcosa. Esteriormente ciò non si manifesta in modo particolare. Tutto sembra procedere come al solito, con la nostra civiltà impegnata a seguire il cammino del progresso tecnologico. Di fatto, però, il progresso, inteso come processo portatore di frutti utili per l’uomo, si è già concluso e ora si sta muovendo verso una direzione unicamente favorevole al sistema, cioè a una struttura che si evolve in modo autonomo.
Il sistema, come un cancro, ha cominciato da solo a crescere in modo molto attivo, indipendentemente dalla volontà dell’uomo. E tutto ciò è indizio del fatto che il processo si trova già fuori controllo.

Per l’uomo questa situazione non è priva di conseguenze: le sue capacità si bloccano, le sue potenzialità vengono drasticamente ridotte e ciò proprio allo scopo di evitare la sua interferenza, evitare che egli ostacoli il sistema impedendo ad esso di evolversi come ad esso stesso serve.

L’uomo, però, non vede e non sente nulla, perché “l’operazione” avviene in anestesia generale, in uno stato di sonno profondo che egli, paziente, nemmeno sospetta.

Nella sua coscienza viene inserito il codice:
"Sta seduto buono al tuo posto, nella tua celletta, e fai clic sul
pulsante, come si deve. Crea i prodotti del sistema e consuma
tutto quello che il sistema ti dà. Rispetta la regola del pendolo,
“fai come faccio io”. Segui il principio della società: “Se lo fanno
tutti, allora è giusto”. E che non ti venga in mente di abbandonare
le fila! E, ancora, la cosa più importante: sii sempre
collegato con la rete. Sii nel sistema. Non separarti mai dai
gadget che ti permettono di esserlo sempre. Presta attenzione
al flusso di informazioni in entrata. Partecipa al coro collettivo,
rispondi ai comandi per essere sempre in risonanza con
la rete, per esserne una parte. Non cercare la tua strada: essa
ti verrà indicata. Non pensare, non affaticare la testa: ti verrà
tutto raccontato e mostrato. Quello che devi fare è imparare
a rispondere ai comandi nel modo più primitivo, formarti i
riflessi condizionati necessari per rispondere al posto giusto e al
momento giusto, con un clic di mouse, con un tasto, con un
carrello della spesa o con un bollettino elettorale. E quando arriva
l’ora, sii pronto a riempire le fila numerose di tutti coloro
che marciano in direzione di… insomma, la direzione te la
indicheranno. L’importante è che tu, ingranaggio, sia pronto.

Provate a immaginare di essere arrivati al lavoro o all’università e di aver trovato là un sogno collettivo. Tutti vogliono avere successo, ma agiscono come se fossero in sogno, a livello di algoritmi e istinti comuni.

Anche voi vorreste avere successo e distinguervi dalla massa generale, ma come potete ottenerlo se siete degli ingranaggi ordinari, in marcia al passo con tutti, con lo stesso livello di coscienza ed energia degli altri? Ora la massa è colta, tutti hanno letto The Secret [di Rhonda Byrne, Macro Edizioni, Cesena, 2007; N.d.T.]. Anche voi lo conoscete. E allora? Qual è il vostro vantaggio rispetto agli altri? Nessuno.

Avete anche voi poche chances. Un sistema tecnogeno, per sua natura, è assolutamente distruttivo, sia rispetto alla biosfera del nostro pianeta sia rispetto a quella delle persone. Ma siccome nel mondo tutto tende all’equilibrio, per ogni azione finalizzata a violare l’armonia c’è una reazione corrispondente. In questo contrasto nasce la Forza di cui si diceva sopra.

Non è questione di distruggere il sistema, chè probabilmente è un fatto impossibile, a meno che il sistema non si distrugga da solo o non venga distrutto da un cataclisma naturale. Si tratta invece della possibilità di ottimizzare significativamente la qualità della propria vita, cosa che si può ottenere se si conoscono i princìpi del funzionamento del sistema e le sue regole del gioco, quelle non dichiarate.
Ciò significa che ci si può trovare all’interno del sistema, sfruttarlo a proprio vantaggio e al contempo non esserne vincolati.
E ora immaginatevi una scena diversa. La vostra coscienza è libera e chiara, il vostro potenziale energetico è molto più alto di quello generale, avete smesso di pensare e di fare “come tutti”. Siete usciti dai ranghi, senza però abbandonarli. Fingete di essere dei sognatori, ma lo fate da svegli. Ora vi è assolutamente chiaro che intorno tutti dormono, mentre voi siete svegli.

Coloro che escono dai ranghi ottengono sempre dei vantaggi:
1. Vedono dove stanno andando gli altri, standosene in disparte.
2. Si sbarazzano delle “schegge” e degli stereotipi della società.
3. Imparano a vedere e a capire quello che gli altri non sono in
grado di vedere e capire.
4. Smettono, infine, di aspirare a essere i primi e puntano invece
a diventare gli unici.

Quando vi libererete dai limiti e dalle convenzionalità imposti dal sistema, vi sarà data la chance di vendicarvi del fatto che il sistema ha livellato la vostra personalità. Siete persone uniche, e ora siete anche libere. È un privilegio raro. Sfruttate il vostro privilegio.

Tratto dalla Premessa del libro "Scardinare il sistema Tecnogeno" di Vadim Zeland. Macro Edizioni 2013


Descrizione di Scardinare il Sistema Tecnogeno

Se non hai talenti o pregi eccezionali il sistema prevede che tu non possa essere “primo”.
A dispetto di ogni ragionevole previsione, tu prenditi invece il diritto di essere unico.

Mentre tutto sembra procedere in modo lineare, secondo l’iter prestabilito e inarrestabile del progresso tecnologico, il cancro del sistema ha iniziato a crescere, indipendentemente dalla volontà dell’uomo. Alzato il velo di questa apparente normalità, il processo appare come realmente è: del tutto fuori controllo.

Anestetizzati a nostra insaputa, sopravviviamo, dormendo un sonno profondo della coscienza che nemmeno sospettiamo. Inconsapevoli viti d’ingranaggio di un sistema autoregolato e distruttivo continuiamo ad alimentare l’ingranaggio riempiendo le file di quelli che marciano nella direzione che è stata loro indicata.
Se lo fanno tutti è giusto, ci dicono, serriamo i ranghi e non abbandoniamo le file.

Ma potrebbe esserci un’alternativa: rimanere all’interno del sistema scoprendone le carte, per poter utilizzare le sue regole perverse a nostro vantaggio.

Non dentro, ma sopra al sistema, senza esserne più vincolati.

Uscire dai ranghi senza però abbandonarli.
Sognare da svegli mentre tutto intorno gli altri dormono.

Avendo a nostra disposizione la tecnica della liberazione, grazie a questo libro riusciremo a crearci il mondo che vogliamo e a elevare il nostro potenziale creativo a livelli inaspettati.

Quella che Zeland ci offre è una chance unica per scardinare la “matrix” e fuggire verso la libertà. Questa è l’unica vendetta possibile contro un sistema che appiattisce e livella le personalità in modo subdolo e stereotipato.

La realtà è che siamo persone uniche. Ora anche libere.
È un privilegio per pochi.

Sfruttiamolo.

Come diventare arbitri della propria realtà?

Il primo e più importante passo è: scardinare il principio della società. Smettere di credere che "se tutti pensano e fanno così vuol dire che è giusto". Uscire dai ranghi. Smettere di marciare dietro al successo surrogato altrui e dirigersi alla ricerca del proprio.

Colui che esce dai ranghi ottiene sempre dei privilegi: guardare dall'esterno e vedere dove stanno marciando tutti gli altri; liberarsi dalle mollette e dagli stereotipi della società; imparare a vedere e a capire quello che gli altri non vedono e non capiscono; smettere, infine, di aspirare a essere i migliori, per diventare invece gli unici.


Indice

Premessa

Parte I - IL TRANSURFING

Siete in grado di crearvi il mondo che più vi piace
L'inizio della trasformazione
Posso fare tutto!
Le diapositive degli innamorati
L'idrodinamica dell'intenzione
Miriadi di riflessi
Poker Face
Parte II - LA TECNOSFERA

I parassiti sociali
La cattura dell'attenzione
La coscienza tecnogena
L'artefatto d'intenzione
Un segreto spaventoso
Freddo e fame
Sui topi e sulle volpi
Peso sano in corpore sano
Transurfing o trasgressione?
L'imprinting infantile
Ho visto un arcobaleno
Scardinare il sistema tecnogeno
Parte III - LA BIOSFERA

Questioni vive
Se mi ami, mangia!
La vita non è roba chimica in vitro
Il principio della società
La sostanza viva e quella morta
La sopravvivenza in ambiente tecnogeno
La mamma ha mangiato la kaša
Acquetta vivificante
La legge di attrazione della Forza
Requiem alla carne altrui
Si bemolle maggiore
La fattoria umana
Guerra nella Terra di Mezzo.
L'equazione della Vita
Lettere dalla Terra di Mezzo
Esoterismo reale
Strane domande
Le voci di Eywa
Cioccolato vivo
Un nuovo gradino della piramide
Parte IV - LA SOCIETÀ-IL SOCIALE

Punturati, con un joystick all'interno
L'involuzione della coscienza
Il controllo del supporto vitale
Aprire lo sportello
Lo scardinamento e l'unificazione della personalità
Parabola di riflessione
Anatomia dell'importanza
Le mollette mentali
La corsa degli invalidi
L'intossicazione da informazioni
Le mollette somatiche
I ricevitori e i trasmettitori
Due block notes
La realtà dello specchio duale
La trasmissione dell'intenzione
La liberazione della Forza
Un festa in arancione


Scardinare il Sistema Tecnogeno - Libro >> http://goo.gl/NUOeaB
Reality Transurfing
Macro Edizioni



martedì 3 dicembre 2013

Scardinare il Sistema Tecnogeno

Scardinare il Sistema Tecnogeno

Reality Transurfing

Di Vadim Zeland



Se non hai talenti o pregi eccezionali il sistema prevede che tu non possa essere “primo”.
A dispetto di ogni ragionevole previsione, tu prenditi invece il diritto di essere unico.

Mentre tutto sembra procedere in modo lineare, secondo l’iter prestabilito e inarrestabile del progresso tecnologico, il cancro del sistema ha iniziato a crescere, indipendentemente dalla volontà dell’uomo. Alzato il velo di questa apparente normalità, il processo appare come realmente è: del tutto fuori controllo.

Anestetizzati a nostra insaputa, sopravviviamo, dormendo un sonno profondo della coscienza che nemmeno sospettiamo. Inconsapevoli viti d’ingranaggio di un sistema autoregolato e distruttivo continuiamo ad alimentare l’ingranaggio riempiendo le file di quelli che marciano nella direzione che è stata loro indicata.
Se lo fanno tutti è giusto, ci dicono, serriamo i ranghi e non abbandoniamo le file.

Ma potrebbe esserci un’alternativa: rimanere all’interno del sistema scoprendone le carte, per poter utilizzare le sue regole perverse a nostro vantaggio.

Non dentro, ma sopra al sistema, senza esserne più vincolati.

Uscire dai ranghi senza però abbandonarli.
Sognare da svegli mentre tutto intorno gli altri dormono.

Avendo a nostra disposizione la tecnica della liberazione, grazie a questo libro riusciremo a crearci il mondo che vogliamo e a elevare il nostro potenziale creativo a livelli inaspettati.

Quella che Zeland ci offre è una chance unica per scardinare la “matrix” e fuggire verso la libertà. Questa è l’unica vendetta possibile contro un sistema che appiattisce e livella le personalità in modo subdolo e stereotipato.

La realtà è che siamo persone uniche. Ora anche libere.
È un privilegio per pochi.

Sfruttiamolo.

Come diventare arbitri della propria realtà?

Il primo e più importante passo è: scardinare il principio della società. Smettere di credere che "se tutti pensano e fanno così vuol dire che è giusto". Uscire dai ranghi. Smettere di marciare dietro al successo surrogato altrui e dirigersi alla ricerca del proprio.

Colui che esce dai ranghi ottiene sempre dei privilegi: guardare dall'esterno e vedere dove stanno marciando tutti gli altri; liberarsi dalle mollette e dagli stereotipi della società; imparare a vedere e a capire quello che gli altri non vedono e non capiscono; smettere, infine, di aspirare a essere i migliori, per diventare invece gli unici.


Anteprima del nuovo libro di Vadim Zeland, Scardinare il Sistema Tecnogeno

Siete in grado di crearvi il mondo che più vi piace

Oggi è di gran moda parlare del fatto che il pensiero è materiale. Come fisico, posso dichiarare, con una certa autorità, che quest’affermazione è un’assurdità. Il pensiero non è materiale se non altro perché non può venir registrato dagli strumenti fisici di rilevazione e non ha una velocità di propagazione. Non appena pensate a qualcosa, il vostro pensiero si ritrova immediatamente ai margini dell’Universo, senza subire alcun ritardo (di trasmissione). L’elettroencefalogramma registra gli impulsi cerebrali risultanti dall’attività mentale del cervello, ma non i pensieri. Allo stesso modo, le lampadine che lampeggiano sul computer non mostrano i programmi stessi ma il processo della loro elaborazione.

Quando si tratta di energia, invece, è tutto più semplice: l’energia può essere fissata, sentita e anche visualizzata dall’oscilloscopio. Con i pensieri, invece, la questione è molto più complicata. Se qualcuno dice di essere in grado di spostare degli oggetti con “la forza del pensiero”, di nuovo, non è proprio così. Gli oggetti vengono mossi dall’energia. Essa sì è materiale. I pensieri, invece, non lo sono.

Ma cos’è un pensiero, ci avete mai riflettuto? Parlando del pensiero è chiara solo una cosa: esso contiene un certa informazione. Ma che cos’è esso precisamente, lo potete spiegare? Allo stesso modo, non si può spiegare cosa sia l’infinito. Immaginate di muovervi sempre più lontano dalla Terra, di oltrepassare il sistema solare, di volare al di là della galassia, di lasciarvi alle spalle tutti gli ammassi stellari, di raggiungere i confini del nostro Universo e di vedervi, forse, venire incontro già altri universi e altri ancora, e così all’infinito… Ebbene, tutto ciò è impossibile da immaginare, per quanto ci si voglia sforzare. Io, personalmente, immaginando questa situazione, provo un senso di smarrimento e di disagio nella mia mente. Come può essere una cosa del genere?

Ma non è tutto. Esiste un fatto che crea un disagio ancora maggiore: l’infinito e il punto. L’infinito e il punto sono topologicamente la stessa cosa. Immaginate di muovervi nell’infinito non verso l’esterno ma verso l’interno: superata la molecola, l’atomo, volate oltre gli elettroni che orbitano attorno al nucleo come pianeti, vi introducete nel protone e dentro il protone ecco già i quark, e così via, in un percorso anch’esso infinitamente lontano e lungo. Nessuna fine, nessun inizio e nessun modo per trovarli. E neppure un sostegno, un fondamento, una piattaforma su cui far atterrare la propria ragione nel tentativo di capirci qualcosa.

Che fare? Si è costretti ad accontentarsi di modelli che, con un’approssimazione grossolana, spiegano chi siamo e in quale mondo viviamo. Diversamente, “la nostra ragione perderebbe il lume della ragione”. Ed è così che avviene: se la ragione perde il suo appoggio in questo mondo, il suo “punto di unione” viene spostato in un altro mondo, parallelo, col risultato che la persona, secondo l’opinione degli altri, “ha perso la ragione, è impazzita”. Resta il fatto che, comunque si cerchi di dare una spiegazione, qualsiasi siano i modelli che vengono costruiti, i problemi rimangono irrisolti, ora così come lo erano prima. Anche il modello del Transurfing è una delle tante possibili interpretazioni, elaborata per cercare di spiegare più o meno chiaramente alla ragione come affrontare questa realtà strana e incomprensibile. L’unica consolazione è che questo modello, se non spiega proprio tutto, quanto meno funziona.

Il principio alla base del Transurfing è che l’uomo con i suoi pensieri si forma la sua realtà. Sembrerebbe strano: perché mai un fenomeno del genere è possibile, se i pensieri non sono materiali? Risposta: perché i pensieri non si trovano nella testa ma nello spazio metafisico e non materiale delle varianti, che conserva in modo stazionario tutto ciò che era, è e sarà.

I pensieri sono come i canali del televisore, e l’uomo è semplicemente un biotelevisore perfetto, in grado di connettersi a piacere all’uno o all’altro settore particolare dello spazio, dove si trovano questi stessi pensieri, “programmi televisivi”. E, similmente a un televisore, l’uomo non “genera” i programmi, li capta.

Tutti gli esseri viventi del nostro mondo “sono connessi” a un qualche programma. Le piante hanno i loro programmi, rigorosamente fissi. Gli esseri che sanno strisciare, nuotare, correre, volare, hanno dei programmi più flessibili, ma comunque “cuciti” in modo piuttosto aderente, a livello di istinti. Solo l’uomo è in grado di saltare liberamente e consapevolmente da un “canale” all’altro. Purtroppo, però, egli non utilizza pienamente questa sua possibilità e ciò a causa del fatto che si appassiona troppo al “serial televisivo mandato in onda” nella sua realtà. Questo serial, spesso triste, non finisce mai perché “il telecomando” si trova bloccato sullo stesso tasto.

L’uomo, però, è in grado di prendere in mano “il suo telecomando” e cambiare canale. Sì, la realtà non cambierà immediatamente: all’inizio, per forza di inerzia, verrà trasmesso lo stesso programma, ma se si insisterà a premere sul tasto giusto, il vecchio serial lascerà progressivamente posto alle scene del nuovo programma e alla fin fine la nuova realtà sostituirà completamente quella precedente. Così si materializzano i pensieri. L’unica condizione che bisogna osservare strettamente è la seguente: affinché la forma-pensiero si materializzi, è necessario fissare su di essa la propria attenzione a lungo e in modo sistematico.

Nella teoria del Transurfing ci sono diversi modelli “dimostrativi” che illustrano come questo funzioni. Uno di essi è stato creato in analogia al procedimento di sintonizzazione della radio su una frequenza: le persone capitano su quella linea della vita i cui parametri corrispondono all’“emissione mentale” che hanno in testa. In altre parole, ci si trova nella realtà corrispondente alla frequenza d’onda su cui ci si è sintonizzati.

Faccio notare che i termini “emissione mentale” ed “energia del pensiero”, usati nei primi libri, non sono pienamente corretti e servono più a facilitare la comprensione del concetto che a spiegare la struttura del mondo. Ci dimentichiamo sempre di trovarci in piedi di fronte allo specchio del mondo, per questo molte cose ci sembrano girate a testa in giù. Ripeto, noi non “emettiamo pensieri”, ma facciamo esattamente il contrario, ci colleghiamo ad essi poiché essi si trovano lì dove devono essere gli oggetti non materiali, nello spazio metafisico. Come avvenga esattamente questo collegamento nessuno lo sa.

Per farsi un’idea del processo, si può dire che all’inizio è come se illuminassimo con la torcia della nostra attenzione un certo settore dello spazio delle varianti e intercettassimo le informazioni lì presenti, ragion per cui ci sembra che i pensieri nascano nella nostra testa; in seguito, se quest’illuminazione viene fatta durare per un tempo piuttosto lungo, succede che la forma-pensiero corrispondente si incarna nella realtà, si materializza.

Un altro modello utilizzato nel Transurfing è quello dello specchio. La realtà che ci circonda è l’immagine speculare (se non proprio precisamente speculare, ad essa si avvicina molto) di ciò che si trova nei nostri pensieri. E qui è tutto molto semplice: il compito di ciascuno è solo quello di formare quell’immagine che vuole vedere nello specchio. Se volete vedere una faccia felice, vi basterà sorridere; se volete che l’immagine riflessa vi venga incontro, vi basterà fare un passo in avanti. Tuttavia, la difficoltà sta nel fatto che gli uomini cadono facilmente prigionieri dell’illusione speculare. Come incantati, senza staccare gli occhi, fissano lo specchio, cioè la realtà che li circonda. Ed esattamente come succede in sogno, si dimenticano di se stessi e della propria immagine di partenza, non si ricordano che dovrebbero seguirla e mantenerla consapevolmente nella forma desiderata.

Sembrerebbe che non ci sia nulla di difficile in questo processo, non è così? Basta distogliere l’attenzione dallo specchio, reindirizzarla verso l’immagine di partenza, formare l’immagine che si vuole vedere e poi osservare quello che succede nel riflesso. Ma no, l’uomo fa esattamente il contrario: di fronte alla “dura realtà” si spaventa, crede che sia veramente così e così sempre sarà, si fissa un modello mentale e vive in questa realtà triste, senza avere la forza di distogliere lo sguardo dallo specchio e dirigerlo su di sé, sui suoi pensieri, e trovare lì un tasto da schiacciare per cambiare.

Anche in questo caso si pone l’annosa questione: che cosa possiamo fare? La prima cosa da fare è mantenere la consapevolezza, fare in modo che lo specchio non ci trascini nel suo incantesimo come in un sogno. In secondo luogo occorre guardare non lo specchio, ma se stessi. Solo se si osservano queste due condizioni, la realtà circostante, cioè lo strato del vostro mondo, comincerà a cedere, non da subito, ma a poco a poco. L’importante è tenere costantemente e fermamente nei propri pensieri l’immagine desiderata, indipendentemente da quello che sta accadendo nella realtà. Comunque l’immagine riflessa, alla fin fine, si conformerà all’immagine di partenza. Non ha altra scelta!

più vi piace. Quando la vostra attenzione, o consapevolmente e con perseveranza, o involontariamente e con insistenza, è fissata su una certa immagine mentale, la realtà che vi sta intorno comincia a trasformarsi. Accadono cose strane. L’oggetto su cui concentrate la vostra attenzione comincia letteralmente a invadere il vostro mondo e a capitarvi sempre sotto gli occhi. Gli altri fenomeni del mondo, invece, non occupando più i vostri pensieri, finiscono per scomparire da qualche parte, senza lasciar traccia. Come può succedere una cosa del genere? La realtà non è forse una per tutti?

Non esattamente. È vero, la realtà è una sola, ma ognuno in questa realtà ha il suo strato singolo, separato da quello degli altri. Non è la realtà generale a cambiare, ma la configurazione dello strato del mondo di ognuno. Al vostro fianco un’altra persona può esistere in una realtà completamente diversa. È una cosa che può sembrare incredibile, ma è davvero così. Il mondo intero è molto eterogeneo e questa varietà basta per una moltitudine di possibili configurazioni per ogni singolo strato. Con i vostri pensieri vi costruite una versione unica e personalizzata del vostro mondo. Lì è incluso o escluso ciò che è rispettivamente presente o assente nei vostri pensieri.

Così, ad esempio, una donna che odia gli alcolisti, se li ritroverà sempre davanti nella sua realtà. Come sapete, ciò che vi dà fastidio è proprio ciò che possiede i vostri pensieri. Non solo, ma per soprammercato entra in gioco la polarizzazione creata dal potenziale superfluo. Succede così che i fattori irritanti vengono attratti dallo strato del mondo di una persona come la limatura di ferro viene attratta da una calamita.

Alla fine, se la donna del nostro esempio eccellerà nel suo odio nei confronti degli ubriaconi, questi ultimi finiranno col popolare totalmente lo strato del suo mondo, che si troverà invaso da una caterva di beoni appiccicosi, barcollanti o stesi a terra. Beoni saranno tutti i suoi uomini e beoni diventeranno i suoi figli.

Allo stesso modo, un uomo che nel profondo della sua anima è consapevole di essere lontano dalla perfezione e perciò cerca di convincere se stesso che tutte le donne sono delle puttane, o, nel migliore dei casi, delle stupide, incontrerà sempre donne di questo tipo. Le donne “di lega superiore” vivranno ben lontano dal suo strato, giacché egli stesso ha fatto la sua scelta e l’ha annunciata al mondo.

Vi sembra una storia fantastica? Niente affatto, questa è semplicemente la realtà speculare nella moltitudine infinita delle sue manifestazioni. Può darsi che lo scenario che ho disegnato sembri spaventoso per qualcuno… comunque sia, non vale la pena di preoccuparsi. Si tratta solo del lato esterno, visibile, dello specchio duale. La realtà che si nasconde al nostro sguardo è molto più spaventosa.

Riepilogo

I pensieri non sono materiali, non sono nella testa, ma in uno spazio metafisico.
I pensieri sono come i canali televisivi.
L’uomo non genera e non emette pensieri ma si collega ad essi come se fosse un bio-televisore.
L’uomo è in grado di passare consapevolmente e deliberatamente da un canale a un altro, cioè di controllare il corso dei suoi pensieri.
L’uomo non sfrutta questa sua abilità in toto a causa del fatto che si fa troppo appassionare dal “serial” che va “in onda” nella realtà.
La forma-pensiero è un “programma televisivo” fisso, cui la persona può connettersi e che può diffondere nel mondo circostante.
Affinché una forma-pensiero si materializzi, occorre fissare su di essa la propria attenzione in modo sistematico e per un tempo piuttosto lungo.
La realtà è una per tutti, ma ognuno ha il proprio strato separato di realtà.
Con i vostri pensieri costruite una versione unica e individuale del vostro mondo.
In esso finisce o non finisce ciò che è presente o assente nei vostri pensieri.
Note a margine

L’errore principale dell’uomo consiste nel fatto che egli agisce nel ruolo di osservatore passivo: guarda incantato lo specchio della realtà senza essere in grado di distogliere il suo sguardo. Come se fosse un bio-televisore, egli guarda le trasmissioni che gli vengono imposte dall’esterno. Perché avviene ciò, vi sarà definitivamente chiaro solo alla fine del libro. Per creare il proprio mondo, non si deve guardare lo schermo esterno (lo specchio), ma quello interno (se stessi). Non guardare i programmi televisivi altrui, ma trasmettere i propri.


Indice

Premessa

Parte I - IL TRANSURFING

Siete in grado di crearvi il mondo che più vi piace
L'inizio della trasformazione
Posso fare tutto!
Le diapositive degli innamorati
L'idrodinamica dell'intenzione
Miriadi di riflessi
Poker Face
Parte II - LA TECNOSFERA

I parassiti sociali
La cattura dell'attenzione
La coscienza tecnogena
L'artefatto d'intenzione
Un segreto spaventoso
Freddo e fame
Sui topi e sulle volpi
Peso sano in corpore sano
Transurfing o trasgressione?
L'imprinting infantile
Ho visto un arcobaleno
Scardinare il sistema tecnogeno
Parte III - LA BIOSFERA

Questioni vive
Se mi ami, mangia!
La vita non è roba chimica in vitro
Il principio della società
La sostanza viva e quella morta
La sopravvivenza in ambiente tecnogeno
La mamma ha mangiato la kaša
Acquetta vivificante
La legge di attrazione della Forza
Requiem alla carne altrui
Si bemolle maggiore
La fattoria umana
Guerra nella Terra di Mezzo.
L'equazione della Vita
Lettere dalla Terra di Mezzo
Esoterismo reale
Strane domande
Le voci di Eywa
Cioccolato vivo
Un nuovo gradino della piramide
Parte IV - LA SOCIETÀ-IL SOCIALE

Punturati, con un joystick all'interno
L'involuzione della coscienza
Il controllo del supporto vitale
Aprire lo sportello
Lo scardinamento e l'unificazione della personalità
Parabola di riflessione
Anatomia dell'importanza
Le mollette mentali
La corsa degli invalidi
L'intossicazione da informazioni
Le mollette somatiche
I ricevitori e i trasmettitori
Due block notes
La realtà dello specchio duale
La trasmissione dell'intenzione
La liberazione della Forza
Un festa in arancione


Vadim Zeland
Scardinare il Sistema Tecnogeno - Libro >>> http://goo.gl/JPNFSU
Reality Transurfing
Editore: Macro Edizioni
Data pubblicazione: Dicembre 2013
Formato: Libro - Pag 520 - 13.5x20.5 cm