Visualizzazione post con etichetta reich. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta reich. Mostra tutti i post

sabato 2 luglio 2022

REICH - IL GENIO DELL’ENERGIA ORGONICA


REICH - IL GENIO DELL’ENERGIA ORGONICA

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/3y7NggZ

Le ricerche di Wilhelm Reich (1897- 1957), psicanalista e psichiatra austriaco, partirono dall’energia atmosferica libera, che sembra tanto simile all’energia oscura, al cosiddetto campo di Higgs, e anche a quella che Reich definì energia cosmica primordiale, pre-atomica, che sembra essere presente ovunque nell’universo, e da cui deriverebbe tutto ciò che vive, come credono da millenni anche in Oriente (il Prana, il Chi).

Redazione - Scienza e Conoscenza - 01/07/2022

Wilhelm Reich è un’opera collettiva curata da Vincenzo Valenzi e Luigi De Marchi, con la collaborazione di tecnici, studiosi e appassionati delle scoperte sull’energia orgonica che permea tutto l’universo.

A cura della redazione della collana Scienza e Conoscenza.

Dall’orgasmo all’energia cosmica

Reich incontrò questi concetti mentre era a caccia di una base organica per le nevrosi e le stagnazioni di energia psichica che si riscontrano in questi quadri clinici, e con il suo spirito interdisciplinare si spostò progressivamente dalla psicoanalisi agli studi di biofisica per comprendere l’enigma dell’energia psichica che, secondo lui, stava alla base della funzione principe della vita: la funzione dell’orgasmo.

Reich, figlio di un’epoca di sconvolgimenti scientifici e culturali, aggredì i nodi centrali della crisi esistenziale e sociale del suo tempo traendo le conclusioni logiche dei Tre saggi sulla sessualità di Freud (di cui era uno degli allievi prediletti), sviluppando la teoria dell’orgasmo e formulando la necessità di una rivoluzione sessuale nei costumi.

Mentre studiava l’energia psichica, si imbatteva in una serie di fenomeni energetici biologici e atmosferici che gli fecero pensare di aver trovato finalmente ciò che gli uomini hanno sempre cercato: l’energia primordiale cosmica da cui tutto deriva. In omaggio ai suoi studi sull’orgasmo e sull’organismo umano la chiamò energia “orgonica”.

L’Energia orgonica

L’Energia orgonica secondo Reich si differenziava da tutte le altre energie conosciute, che derivano dalla materia e che sono pertanto definite energie secondarie: elettrica, magnetica, nucleare ecc. Dopo la caduta del fascino scientifico dell’Etere, oggi vengono studiate solo queste ultime forme di energia e viene considerato l’atomo come il costituente base della natura, mentre W. Reich lo considerava come il prodotto di una specifica funzione dell’energia primordiale e cioè della Superimposizione, dove due o più correnti di energia si uniscono (come esempio si consideri la figura di una galassia a spirale a due o più bracci) e da cui si genera materia. Considerando che ogni manifestazione dell’esistenza deriva, in ultima analisi, da processi energetici, l’ipotesi scientifica dell’Orgonomia non sarebbe estranea a nulla di ciò che esiste.

Ma Reich non si era occupato solo di biofisica e psicologia, aveva lavorato molto in campo sociologico dando contributi essenziali alla comprensione della Psicologia di massa del fascismo e individuando come il problema non riguardasse solo le tendenze autoritarie di destra, ma anche quelle di sinistra (il cosiddetto fascismo rosso). Inoltre anticipò alcuni sviluppi del pensiero moderno (pensiero laterale, pensiero debole ecc.) creando la tecnica del Pensiero Funzionale, che sembra uno strumento utile per contribuire all’eterno tentativo dell’uomo di comprendere se stesso e la natura da cui emerge e di cui fa parte. Naturalmente l’uomo ha, da sempre, percepito l’esistenza di un’energia universale: il Prana in India, il Chi in Cina, Dio per tutte le religioni monoteiste, l’èlan vital di Henri Bergson, che ha avuto una notevole importanza negli anni della formazione di Reich, l’entelechia di Dreitsch, il concetto stesso di etere. La differenza risiede nel fatto che con la teoria dell’energia orgonica si è per la prima volta coltivata l’idea che questa energia possa essere dimostrata e misurata (negli anni ’40 e ’50 del secolo scorso) in vari modi: termicamente, elettroscopicamente, visivamente, con il contatore Geiger-Mueller.

Guarire con l’accumulatore orgonico

Il cosiddetto Accumulatore Orgonico e la relativa energia (o quello che è) in esso concentrata, possono essere utilizzati negli organismi biologici nella gestione dei processi infiammatori, nelle ferite, nelle meteoropatie ecc., con risultati molto incoraggianti anche se non controllati in doppio cieco. Altri studiosi (James De Meo, Roberto Maglione e altri), hanno usato altri strumenti sviluppati da Reich, tra cui una tecnologia che consente di operare modificazioni climatiche utilizzando il cloud-buster con risultati che sembrano meritare una attenta valutazione teorica e sperimentale.

Gli studi sulla forza motrice dell’Orgone seguiti da Reich hanno condotto anche al motore a energia orgonica, sviluppato sul piano teorico e sperimentale a opera del Gruppo di Paulo e Alexandra Correa con risultati che appaiono molto incoraggianti e anche in questo caso meritevoli di attenzione. Da ciò si può dedurre che sono in corso studi in diverse parti del mondo, che tendono a confermare molte delle osservazioni di Reich (dall’analisi del carattere, agli effetti biologici dell’accumulatore orgonico, all’esistenza di una forza motrice orgonica ecc.).

Scopri tutto sulla vita e le scoperte di Reich nel libro Wilhelm Reich- nuova edizione ebook!

Wilhelm Reich — Libro >> https://bit.ly/3y7NggZ

Il genio dell'energia orgonica e della liberazione sessuale

Jesús García Blanca

www.macrolibrarsi.it/libri/__wilhelm-reich-jesus-garcia-blanca.php?pn=1567


mercoledì 23 gennaio 2019

Dalla psicologia di massa all'energia orgonica



Le scoperte di Reich: dalla psicologia di massa all'energia orgonica

Medicina Non Convenzionale


Il genio che volevano cancellare dalla storia e le sue straordinarie scoperte: dall’energia orgonica alla psicologia di massa. Vi presentiamo la storia di Wilhelm Reich

Redazione Scienza e Conoscenza - 22/01/2019

Tratto dall'articolo Wilhelm Reich, un inno alla libertà Jesús García Blanca, traduzione di Valerio Pignatta apparso su Scienza e Conoscenza 67.

Fin da quando iniziò i suoi studi di medicina, Reich si sentì attratto dalla sessualità e dalla psicoanalisi e fin dal principio si sforzò di inquadrare i disturbi e le sofferenze dei suoi pazienti in termini di energia, traducendo in una formula di economia energetica la salute e la malattia, la capacità di provare piacere o l’incapacità, che si traduce a sua volta in un’angoscia dovuta alle difese che la persona ha costruito per proteggersi, prima dall’esterno e poi da se stessa, e che Reich denominò la “corazza”.

Secondo Reich, tuttavia, i problemi non derivavano dalla struttura umana ma dall’ambiente sociale; in altre parole, quello che si doveva curare non erano le persone ma una società autoritaria e repressiva che le ammalava. Ecco perché si trasformò in un pioniere della psicologia sociale e propose molto presto cambiamenti radicali nei modi di concepire, dare alla luce e crescere i figli, basandosi sul rispetto dell’autoregolazione dei loro impulsi e necessità. In fuga dalla persecuzione del nazismo, attraversò vari Paesi e si stabilì in Norvegia, dove portò a termine esperimenti con la bioelettricità e oltrepassò il confine della biologia scoprendo le basi della formazione della materia vivente, cosa che lo condusse alla sua scoperta più importante e decisiva della sua opera posteriore: l’energia vitale cosmica che denominò orgone.

L’energia orgonica era l’energia delle antiche tradizioni, la libido che Freud concepiva in maniera metaforica e la forza di cui parlavano da secoli le correnti vitaliste. Reich riuscì a renderla visibile e a descrivere le sue proprietà: libera da una massa, presente ovunque, in costante movimento, può essere manipolata e controllata mediante speciali dispositivi, costituisce il mezzo in cui si producono i fenomeni elettromagnetici e gravitazionali, forma unità di funzionamento sia viventi che non ed è anteriore alla materia che si crea a partire da essa. Questa scoperta lo portò a riformulare tutta la sua teoria psicoanalitica e psicosociale e a procedere aprendo porte insospettate per mostrarci le relazioni occulte tra fenomeni apparentemente inspiegabili e disparati: le nevrosi, il masochismo, la scissione schizofrenica, la malvagità umana, la violenza, l’indolenza delle masse, il loro abbandono in mano a leader autoritari, la repressione della sessualità, il maltrattamento dei bambini, l’educazione coercitiva, l’origine della vita, gli interrogativi sul cancro, i fenomeni atmosferici, il comportamento dei tornado o la formazione delle galassie

Cambiare la società

L’onestà intellettuale ed etica di Reich fu tra le cause della sua tragica fine. Da un lato fu “vittima” della sua coerenza scientifica e morale che lo spinse a non fermarsi mai; dall’altro fu messo in scacco dalla logica distruttiva che aveva mappato e denominato come piaga emozionale, una biopatia cronica che si instaura nell’essere umano da quando nasce e che si manifesta sia a livello individuale sia sociale fino ad acquisire, in alcuni casi, le proporzioni di una pandemia, come nel caso dell’Inquisizione, dal XV al XVII secolo, o del fascismo negli anni Trenta del XX secolo. Il fatto è che le scoperte di Reich mettono in discussione o attaccano direttamente le basi del sistema, forniscono strumenti per affrontarlo, argomenti per la disobbedienza e conoscenze per la ribellione. Di fatto, Reich predisse con impassibile serenità quello che gli sarebbe successo in seguito alle reazioni della piaga contro gli esseri viventi e contro coloro che – come lui stesso – avrebbero reso evidenti queste reazioni e portato alla luce i fondamenti delle funzioni naturali del vivere. I continui e violenti attacchi della piaga, protratti fino a porre fine alla sua vita, dimostrarono effettivamente la scoperta sociale più drammatica di Reich: come individui corazzati, isolati dalla natura, terrorizzati dai propri stessi desideri, prigionieri della rabbia di fronte alla propria impotenza, scatenino un inferno di invidia, diffamazione, repressione contro la spontaneità, l’onestà, la salute, la razionalità e la verità legate alla natura.

Scienza e Conoscenza n. 67 - Gennaio/Marzo 2018 >> http://bit.ly/2FFrLu7 
Nuove scienze, Medicina Integrata

mercoledì 5 settembre 2018

L'etere nel XX secolo: da Todeschini a Reich




L'etere nel XX secolo: da Todeschini a Reich

Scienza e Fisica Quantistica

Due scienziati screditati e misconosciuti del Novecento, Todeschini e Reich, hanno dedicato la loro vita allo studio dell'etere e dell'energia che lo pervade e hanno elaborato interessanti teorie sulla bioenergia

Gabriele Muratori - 01/09/2018

Tratto da Noi Medici di Noi Stessi

Il XX secolo è stato un periodo molto difficile per chi credeva nell’esistenza dell’etere. Per queste persone l’emarginazione da ogni discussione e dibattito era quasi la regola, presso un mondo scientifico e accademico saldamente attaccato, dominato e infatuato dalla teoria della relatività, che ne esclude la presenza e che considera lo spazio come vuoto.

Destino volle che proprio un ingegnere italiano, Marco Todeschini, si opponesse con tutte le sue forze a questo conformismo e, con una serie di intuizioni, scoperte e invenzioni elaborasse una interessantissima e ancora attuale teoria sulla presenza dell’etere e sui suoi effetti in tutti i campi dell’esistente.

Todeschini per oltre trent’anni ricercò e individuò il principio unifenomenico, quel principio cioè unificatore della formazione di tutti i fenomeni, ponte di passaggio tra il mondo materiale e quello spirituale.

Fondamento per tutta questa conoscenza è, in contrapposizione alle tesi della relatività einsteiniana, la rivalutazione del concetto di “etere”, ovvero di quel fluido sottilissimo responsabile di ogni moto e fenomeno dell’universo, dal mondo atomico a quello cosmologico, con una influenza reciproca tra le realtà biologiche e psichiche.

L'etere secondo Todeschini

Nell’ambito della teoria della presenza dell’etere introdusse con assoluta novità una componente psichica e spirituale fino ad allora emarginata da tutti gli scienziati. Secondo Todeschini esiste una “intelligenza Universale” di natura puramente spirituale che, grazie alla presenza delle forze che mette in atto, trasforma lo spazio vuoto in uno spazio pieno a densità costante, proprio come un’altra sostanza materiale.

In poche parole, lo spazio privo di qualsiasi particella atomica o subatomica, sinonimo perciò di vuoto assoluto, per il fatto stesso di essere sede in ogni suo punto di “forze”, diventa inerte, assume una massa, una certa densità, al pari della materia; oppone per questo resistenza a corpi in movimento o induce riduzione di velocità in corpi già in movimento. In questo modo si comporta come spazio pieno.

Todeschini quindi ammette l’esistenza di uno spazio tridimensionale, fluido, denso e incompressibile, con una densità propria pari a 1/9x10 elevato alla ventesima potenza, inferiore a quella dell’acqua che è circa uguale a 1 kg/dm3.

Cercando, poi, il fondamento a un principio unificante, afferma che la meccanica con cui si verificano i fenomeni naturali nel microcosmo (corpo umano) è la stessa del macrocosmo (universo).

Nella sua opera principale dal titolo Spazio-biofisica e Psicodinamica, sostiene che l’esistenza dell’etere è la condizione indispensabile e per la formazione della materia, e per il sistema di percezione corporea attraverso l’attivazione degli organi di senso. Riassume egli stesso in modo molto sintetico il suo pensiero in questo brano: «Il mondo fisico è costituito solamente di spazio fluido inerziale, i cui movimenti rotanti costituiscono i sistemi atomici e astronomici che formano la materia».

Questo testo richiama il fatto che come si formano i sistemi stellari e galattici, cioè quelli di dimensione infinitamente grande, così si formano in sistemi atomici, infinitamente piccoli.

Reich e l'energia orgonica

Durante il XX secolo svolse la sua attività un altro scienziato molto interessante e controverso, che se vogliamo parlare di etere o forme di energie simili non possiamo trascurare. Si tratta di W. Reich, il quale attraverso i suoi studi giunse a scoperte molto interessanti anche se “non autorizzate”, come riporta Marco Pizzuti nel suo testo già citato.

Wilhelm Reich fu medico, psicoanalista, proveniente dalla grande e famosa scuola di Vienna fondata da Sigmund Freud. A differenza  di molti suoi colleghi si impegnò anche in attività politiche e sociali.

Non si fermò qui: si interessò pure di fenomeni fisici e biologici e la scoperta dell’energia orgonica, che presenta caratteristiche molto simili all’etere tanto che si può identificare con esso, fa parte di questo suo interesse.

Lasciò in eredità una serie di invenzioni e sistemi terapeutici di grande valore e attualità, che ancora oggi vengono apprezzati e utilizzati soprattutto nei campi della psicoanalisi, della medicina e della meteorologia.

Grazie al fatto che non è assolutamente costoso procurarsi, fabbricarsi e adattare alle proprie esigenze gli strumenti che egli stesso ha inventato, numerosi estimatori della sua opera e liberi ricercatori hanno potuto riprodurre con una certa facilità i suoi esperimenti e metodi di cura. Questa materia è completamente libera da brevetti o diritti d’autore.

Continua la lettura su:

Noi, Medici di Noi Stessi
Medicina tradizionale ed energia orgonica per ritrovare la salute
Gabriele Muratori