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venerdì 20 marzo 2020

Virus, perche' siamo a rischio pandemie



Virus, perche' siamo continuamente a rischio di pandemie

Critica al sistema sanitario


In questo estratto dal libro "Antivirali Naturali" di Stephen Harrod Buhner scopriamo perché, al giorno d'oggi, abbiamo un così alto rischio di pandemie e perché molti virus non sono ancora stati debellati

Redazione Scienza e Conoscenza - 19/03/2018

Estratto dal libro Antivirali Naturali di Stephen Harrod Buhner

In modo simile ai batteri che hanno sviluppato una resistenza agli antibiotici, periodicamente stanno ricomparendo molti dei virus che per molto tempo abbiamo pensato fossero stati debellati. Questo avviene grazie ai riassortimenti genetici, all’acquisizione di resistenza nei confronti dei farmaci antivirali e, soprattutto, in conseguenza dei profondi cambiamenti che si verificano nel mondo in cui tutti noi viviamo.

Possibili cause che fanno emergere tanti nuovi (e vecchi) virus patogeni

Tra i cambiamenti più importanti che si verificano sul nostro pianeta, quelli che seguono sono stati identificati da alcuni ricercatori tra le possibili cause dell’emergere di così tanti nuovi (e vecchi) virus patogeni. E sono condizioni alle quali non sfugge nessuna zona del mondo.

Movimenti demografici. Aumento della popolazione e del numero di rifugiati, accelerazione della mobilità, urbanizzazione diffusa in tutto il mondo, forte densità abitativa in spazi delimitati come i centri cittadini e le prigioni.

Assistenza medica e tecnologie biomedicali.  Infezioni iatrogene da ospedalizzazione, interscambio concentrato di microbi in ospedali e case di riposo, trasfusioni di sangue, trapianto di organi, riutilizzo di  apparecchiature medicali, presenza di contaminanti nei  prodotti farmaceutici, resistenza agli antibiotici e resistenza virale.

Orientamenti economici e commerciali.  Applicazione esasperata dei metodi di agricoltura industriale estensiva e relativi danni all’equilibrio dinamico dell’ecosistema; spesa mondiale destinata all’allevamento di bestiame e alla coltivazione di piante per fini alimentari e ai prodotti farmaceutici per uso agricolo.

Turbamento dell’ecosistema. Deforestazione, deviazione dei corsi d’acqua, riduzione della popolazione di animali predatori, distruzione della flora selvatica.

Trasformazioni climatiche. Sconvolgimento dell’equilibrio omeodinamico del clima a causa di fattori antropogenici quali riscaldamento globale, aumento delle concentrazioni aeree di CO2 e di altri gas inquinanti.

Virus: il salto di specie

Da milioni di anni i virus esistono in equilibrio con le specie ospiti (come le popolazioni di api selvatiche o di bisonti). Ogni volta che un’incursione umana sconvolge qualche ecosistema sano, la perdita di specie ospiti e del loro habitat induce i virus a fare un “salto di specie”, puntando direttamente a noi (o agli animali che meglio di altri sopravvivono vicino a noi: piccioni, topi, maiali e polli, dai quali è poi relativamente facile arrivare a noi). Dopo tutto, noi (e gli animali di cui ci nutriamo) rappresentiamo ora la forma di vita numericamente più grande, e per questo non è troppo difficile trovarci. In più, molti di noi vivono proprio dove un tempo stavano i precedenti ospiti dei nostri virus, e una casa è una casa. Il nostro organismo non è poi molto diverso da quello degli altri animali del pianeta. L’adattamento richiesto ai virus per venire a stare da noi è davvero minimo.

I nuovi virus

Alcuni dei più comuni tra i virus, resistenti o dotati di una rinnovata virulenza, sono la dengue (che ogni anno contagia milioni di persone nel mondo), l’epatite C, l’enterovirus 71, l’HIV e gli otto ceppi della famiglia degli herpes che colpiscono gli esseri umani, tra i quali il citomegalovirus e l’Epstein Barr. Ma quelli che in tutto il mondo generano più allarme (HIV a parte) sono quelli dell’influenza e dell’encefalite. L’influenza, che per molti non è altro che una lieve malattia, niente di più che «un altro che l’ha presa...», in realtà è un agente patogeno virale estremamente potente.

Gli epidemiologi ci hanno avvisato, con insistenza sempre maggiore, che dovevamo aspettarci a breve una pandemia planetaria simile a quella che nel 1918 ha contagiato oltre cinquecento milioni di persone in tutto il mondo, uccidendone circa cento milioni.

Gli allevamenti industriali (le cui condizioni non fanno che incrementare la virulenza dei virus che attaccano i polli e i maiali), i problemi di sovrappopolazione, l’arroganza e la natura antiquata del nostro sistema sanitario e l’intelligenza intrinseca dei virus davano la certezza che un ceppo pandemico prima o poi sarebbe arrivato.

Come ha detto una volta Robert Heinlein:
«I problemi di sovrappopolazione hanno un modo orribile di risolversi a soli».

I virus stanno imparando. Non sarebbe male se lo facessimo anche noi.

CONSIGLI DI LETTURA:

Antivirali Naturali — Libro >> https://bit.ly/32tefmF
Guida completa - Come curare influenza, herpes e molte altre infezioni virali con la floriterapia
Stephen Harrod Buhner

lunedì 22 febbraio 2016

Pandemia virus Zika, che fare?



Pandemia virus Zika, che fare?

L’allarme di pandemia dal virus Zika, trasmesso da zanzare, è un allarme fondato? Cosa si può fare?

di Fiamma Ferraro - 19/02/2016



Pandemia virus Zika, che fare?

Come ormai tutti quanti abbiamo appreso il virus Zika, trasmesso con le punture della zanzara Aedes aegypti (la stessa che trasmette il dengue e la febbre emorragica) e, con minore efficienza, da quella della zanzara tigre, si è diffuso in modo esplosivo nell’America latina (in particolare in Brasile) ma si sono verificati casi anche in altri paesi ed anche da noi sono state diffuse raccomandazioni quanto alle precauzioni da prendere per evitare contagi.

Fortunatamente sembrerebbe che il virus Zika provochi di solito disturbi non gravi (febbre, eruzioni cutanee, dolori a muscoli e ossa ed altro – che compaiono dai 3 ai 20 giorni dopo la puntura e spariscono nell’arco di una settimana ). L’allerta deriva però dal fatto che, a quanto pare, questo virus potrebbe, nelle donne incinte, danneggiare gravemente il cervello del feto; ed infatti in Brasile si è moltiplicato di ben 25 volte il numero dei neonati con microcefalia (condizione dovuta a uno sviluppo ridotto del cervello) e potrebbe anche provocare in rari casi negli adulti la sindrome di Guillain-Barré, (una seria malattia neurologica).

Quali rimedi per contrastare la diffusione del Virus Zika?
Vi sono varie discussioni e tesi contrastanti sull’argomento, sia per quanto riguarda le cause (modificazioni genetiche, pesticidi ed altro?) sia per quanto riguarda i possibili rimedi. Sono stati messi allo studio dei vaccini e si discute quanto alle misure più idonee per contrastare la diffusione delle zanzare che trasmettono il virus. Nel frattempo, oltre alle raccomandazioni già diffuse (evitare –in particolare per le donne incinte- viaggi nei Paesi colpiti; proteggersi con zanzariere alle finestre, repellenti sulla pelle ecc.) che si può fare?
Mi viene a questo proposito in mente una piccola notizia che avevo scritto nel Notiziario del luglio 2011 e che riporto per i lettori nuovi che fa entrare in gioco il famoso metodo Buteyko:
“Esistono da vari anni delle trappole cattura-zanzare, a quanto pare di buona efficacia, sia per ambienti interni che per ambienti esterni, basati sull’emissione di piccole quantità di CO2 . E’ stato infatti da tempo accertato che le zanzare e la maggior parte degli insetti volanti sono attratti verso uomini ed animali in particolare da due fattori: anidride carbonica e calore e, sulla base di questo principio, sono stati da tempo messi sul mercato degli aggeggi che attirano le zanzare emettendo CO2, e poi le uccidono (non con la CO2 ma con altri meccanismi).

La quantità di CO2 emessa (rapportata all’ampiezza dell’ambiente da difendere) è minima, paragonabile a quanto pare a quella emessa da una persona che sta iperventilando notevolmente. Ed ecco quindi un nuovo motivo (se ne se scoprono sempre di nuovi!) per cercare di smettere di iperventilare: si smette in questo modo emettere troppa CO2 nell’aria che ci circonda, e si evita così di attirare zanzare ed insetti vari ”.

Il beneficio principale apportato da un costante, ”giusto” modo di respirare non è peraltro quello di attirare in misura minore le zanzare ma soprattutto quello di rinforzare il nostro sistema immunitario il che ci consente, anche se si viene punti, di essere più resistenti ad eventuali contagi.

La pianta dell'artemisia, già nota per la malaria, valida anche per il Virus Zika?
Tornando ora al virus Zika mi sembra utile menzionare il fatto che, sarebbe utile approfondire il possibile effetto benefico che potrebbe venire da una pianta, da secoli impiegata nella medicina cinese (l’efficacia della fitoterapia cinese, anche se l’ho studiata e la applico da 15 anni non cessa mai di stupirmi!), e cioè l’artemisia annua (qing-hao in cinese).
Da questa pianta si ricava una sostanza, l’artemisinina/artesunato, di cui è stata (finalmente!) riconosciuta e considerata come scientificamente provata l’ottima efficacia per la malaria, ed è stato proprio per questo motivo attribuito il premio Nobel 2015 per la medicina alla scienziata cinese Tu Youyou (la notizia ha fatto sensazione l’anno scorso).
Questa sostanza continua a restare sulla cresta dell’onda, anche per altri possibili effetti benefici: è infatti recente (30 gennaio) la notizia, riportata sul quotidiano inglese Daily Mail, con il titolo “Il rimedio fitoterapico cinese che ha rivoluzionato la lotta alla malaria potrebbe essere l’arma più recente contro i tumori intestinali”, in cui sono riportati i risultati di un recente studio clinico in cui si è visto che nei pazienti che avevano preso questo rimedio per due settimane prima di essere operati vi era stata (nel periodo di osservazione) una ricorrenza del tumore in una misura di ben sei volte inferiore a quanto avvenuto nel gruppo placebo.

Saranno ora avviati studi su più larga scala ed il Prof. Sanjeev Krishna, della St George’s London University, che ha condotto questo studio, ha osservato, quanto al rimedio in questione: “Sappiamo già, a seguito del suo impiego per la malaria, che è un rimedio sicuro, e non costoso –meno di 1 sterlina a compressa… Ha un potenziale di entità tale che io lo chiamo la nuova aspirina”.

Sorge a questo punto spontaneo l’interrogativo (ed in effetti da alcuni è già stato posto): data l’efficacia dell’artemisia/artesunato contro la malaria e, a quanto pare, anche per vari altri problemi, non sarebbe il caso di iniziare subito a sperimentarne una eventuale efficacia per l’epidemia di Zika?  Poiché peraltro queste sperimentazioni richiederebbero comunque del tempo, non sarebbe il caso di prospettare già ora, perlomeno a chi deve recarsi in paesi colpiti dall’epidemia o in chi teme, al rientro da questi paesi, di essere rimasto contagiato, la possibilità (in assenza per ora di altri farmaci sperimentati9 di assumere questo rimedio che, come già provato, non provoca (come accertato nel suo impiego contro la malaria ) effetti negativi e quindi nel peggiore dei casi non sarebbe efficace ma non farebbe comunque male? (Ovviamente questo  non vale per le donne incinte, in cui l’innocuità dell’artemisia non è stata ancora sperimentata ed accertata)

Articolo a cura della Dott.ssa Fiamma Ferraro - Per maggiori informazioni sul Metodo Buteyko è possibile consultare l'elenco dei corsi aggiornati su buteyko.it

Fiamma Ferraro
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