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mercoledì 23 ottobre 2019

Il placebo non e' un inganno



Il placebo non e' un inganno

Medicina Non Convenzionale


Pensieri di guarigione, mindfulness e intenzionalità creatrice: la nostra mente può avere un effetto diretto sulla nostra biologia, aiutandoci a guarire

Gioacchino Pagliaro - 22/10/2019

Il seguente articolo è tratto da Scienza e Conoscenza 70.

Il placebo – in passato connotato in maniera negativa, per lo più usato per descrivere un effetto incerto e transitorio o per rilevare l’efficacia di un farmaco – oggi per merito dell’epigenetica, della PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia) e delle recenti acquisizioni sulla plasticità neurale, si dimostra in molti casi come un’utile integrazione nelle cure.

L’Enciclopedia Treccani definisce il placebo come una reazione psicologica e fisiologica alla somministrazione di una preparazione a base di sostanza inerte. Questa reazione dipenderebbe da svariati elementi: la personalità del paziente, il tipo di relazione che il paziente ha con il curante/curanti, e non ultime le condizioni contestuali (ospedale, abitazione, trattamento psicoterapico ecc). Nella definizione si precisa che gli effetti di un farmaco dipendono non solo dal principio attivo, ma anche da una componente psicologica suggestiva. Inoltre i vantaggi dell’effetto placebo non sarebbero soltanto psicologici, ma anche organici e oggettivamente quantificabili.

La definizione di placebo è un’utile base di partenza per abbozzare la poliedricità di questo complesso processo, perché non restringe il campo definitorio esclusivamente all’uso di una sostanza o di un farmaco, ma riconosce anche la particolare rilevanza della dimensione psicologica. Dimensione che non riguarda solo un generico intra-psichismo individuale, ma che rimanda al tipo di informazione che viene fornita con il placebo, all’elaborazione cognitiva che la persona struttura e al tipo di aspettative e speranze che la persona è in grado di mettere in atto.

In questo modo si amplia la definizione stessa di placebo, che non resta circoscritta all’introduzione nell’organismo di una sostanza inerte, ma comprende anche un'azione mentale che può influire sull’organismo introducendo un cambiamento.

Ancora una volta il sistema di credenze, le convinzioni, la modalità, il tipo e la qualità dell’informazione offerta, unitamente all’aspettativa e all’intenzionalità, emergono come determinanti per produrre un effetto placebo, anche nelle sue forme più inaspettate e incredibili.

Speranza e fiducia: il placebo non è solo una sostanza inerte

Ma procediamo con ordine e, a proposito di effetto placebo nelle sue forme più e inaspettate e incredibili, non possiamo non ricordare un caso che negli anni Cinquanta scosse il mondo scientifico.

Il caso clinico pubblicato da B. Klopfer, psicologo dell’UCLA, sul «Journal of Protective Techniques» nel 1957 (1), riguardava un paziente affetto da un tumore delle ghiandole linfatiche in stadio molto avanzato, con masse tumorali molto grandi al collo, all’inguine e alle ascelle.

Questo paziente, entrato in fase terminale, non rispondeva più ad alcuna terapia, ma nonostante ciò non si rassegnava all’idea di non poter far nulla e continuava la ricerca di qualche trattamento sperimentale. Venuto a conoscenza del fatto che nell’ospedale dove era ricoverato avrebbero sperimentato un nuovo farmaco, su cui si riponeva molta speranza, chiese con insistenza di essere inserito nel gruppo di ricerca. In tale gruppo però potevano essere ammessi solo pazienti con un’aspettativa di vita di almeno tre mesi; purtroppo, per questo paziente la previsione era molto più breve. Tuttavia le sue insistenze furono talmente forti che, a seguito di queste pressioni, gli fu somministrata un’iniezione di questo nuovo farmaco. L’effetto fu incredibile. Dopo soli tre giorni il paziente passeggiava per il reparto, chiacchierava e scherzava. L’oncologo riferì che nel giro di poco tempo le formazioni tumorali erano scomparse e a seguito di questo inspiegabile fatto il paziente fu dimesso e considerato guarito. Stava talmente bene che, essendo un appassionato di volo riprese pure a volare.

Due mesi dopo il paziente venne a conoscenza che, in base a dieci trial condotti sul farmaco, questa cura si era rivelata un fallimento. La notizia che il farmaco assunto non aveva le proprietà terapeutiche inizialmente pubblicizzate, lo fece cadere in uno stato di profonda delusione e prostrazione tale per cui nel giro di poco tempo i tumori riapparvero.

Per la gravità della situazione il paziente venne ricoverato con la stessa diagnosi della volta precedente.

L’oncologo curante, colpito da quanto era accaduto, aveva trovato una spiegazione possibile nell’effetto placebo e, pur di aiutare il suo paziente, che comunque non poteva più fare nessuna terapia, cercò di utilizzare questo meccanismo a suo favore. Decise così di dirgli che la ricaduta non era dovuta all’inefficacia del farmaco, ma al fatto che il prodotto somministrato faceva parte di un lotto difettoso, aggiungendo che presto l’ospedale avrebbe avuto una versione sostitutiva del medicinale, doppiamente efficace.

Questa notizia riaccese nuove speranze e pochi giorni dopo venne fatta l’iniezione.

Naturalmente l’iniezione non conteneva alcun farmaco, né sperimentale né di altro tipo, tuttavia anche in questo caso le masse tumorali sparirono nuovamente e il paziente stette in buona salute per altri due mesi, senza recidive. Poco dopo l’American Medical Association annunciò pubblicamente che quel farmaco era del tutto inefficace e con grande clamore mediatico i produttori furono processati. Questa notizia creò nel paziente una ricaduta definitiva e pochi giorni dopo morì...

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Scienza e Conoscenza n.70 - Ottobre/Dicembre 2019 — Rivista >> http://bit.ly/2BASRPZ
Nuove scienze, Medicina Integrata
AA. VV.

Descrizione rivista

EDITORIALE - La scelta è tua

Ogni giorno possiamo fare tante scelte: nutrirci in modo sano ed equilibrato oppure divorare prodotti industriali; muoverci il più possibile sulle nostre gambe oppure stare in macchina o in autobus lamentandoci delle code; curarci o fare prevenzione con metodi naturali oppure abusare di farmaci chimici; svegliarci al mattino nervosi e arrabbiati o decidere dì essere grati alla vita.

Ogni giorno ognuno di noi può decidere se vivere una vita appagante oppure una vita mediocre e deprimente. Da queste scelte, e da molli altri fattori, dipende anche la nostra salute, mentale e Fisica.

Brutte e belle notizie

La brutta notizia è che gli ammalati di cancro sono cresciuti nel mondo del 33% negli ultimi 10 anni e sembra che questo dato sia in crescita, soprattutto nei paesi industrializzati.

La bella notizia, invece, è che questa crescita percentuale nefasta dipende in primis dal nostro stile di vita e dall'alimentazione, due fattori assolutamente modificabili e facilmente migliorabili, che dipendono esclusivamente dalle nostre scelte quotidiane.

Cosa sceglierai?

Per questo motivo abbiamo deciso di titolare questo numero della rivista LA SCELTA ANTITUMORE, ispirate sia dal nuovo libro del dott. Giuseppe Di Bella, sia dagli articoli di illustri esperti che troverete all'interno.

Questa rivista vi mostrerà sotto diversi punti di vista che la salute e la malattia dipendono da molti fattori, ma soprattutto dipendono da noi: dall'atteggiamento mentale con cui affrontiamo la salute e anche la malattia. Per questo parliamo in modo approfondito anche di Effetto Placebo e di quanto la speranza, l'empatia e l'utilizzo delle parole, dei pensieri o dell'intenzione sia importante nella nostra vita quotidiana.

Questo numero vi farà anche riflettere su quanto la ricerca scientifica sia spesso asservita ai poteri economici e politici (il caso Di Bella ne è un chiaro esempio), ma vi mostrerà anche il coraggio di medici e ricercatori che proseguono nella loro missione, senza paura.

Un nuovo manifesto per la scienza indipendente sta nascendo, vorrete farne parte?

Buona lettura,

Romina Alessandri, direzione editoriale

 Indice

EFFETTO PLACEBO

Il placebo non è un inganno - Gioacchino Pagliaio
La speranza è come un farmaco - Intervista a Fabrizio Benedetti a cura di Marianna Gualazzi
Il campo interattivo - Carmen Di Muro
6 passi per guarire - Lissa Rankin

LA SCELTA ANTIRUMORE

La scelta antitumore - Intervista a Giuseppe Di Bella a cura di Valerio Pignatta
Un nuovo strumento per la diagnosi precoce - A cura di ORAC
Perché una terapia antiacida nei tumori? - Stefano Fais
MANIFESTO PER LA SCIENZA

Scienza di Stato - Intervista a Il Pedante a cura di Valerio Pignatta

EPIGENETICA E PNEI

La malattia vien respirando - Intervista ad Antonio Maria Pasciuto a cura della Redazione
Epigenetica e nascita - Paola Battocchio e Jerry Diamanti
Ildegarda, scienziata del nostro tempo - Sabrina Melino
Emozioni sulla pelle - Antonio Del Sorbo

SCIENZA

Scienza come arte - Davide Fiscaletti
Majorana: ancora tanto da dire - La Redazione
La pietra, il bastone, la parola - Intervista ad Angelo Tartabini a cura della Redazione
RUBRICHE

La medicina è una sola - Valerio Pignatta
Question di cuore - Davide Terranova
Casi clinici - Stefano Fais
Psicologia quantistica - Carmen Di Muro
Funghi di lunga vita - Stefania Cazzavillan

Scienza e Conoscenza n.70 - Ottobre/Dicembre 2019 — Rivista >> http://bit.ly/2BASRPZ
Nuove scienze, Medicina Integrata
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martedì 5 settembre 2017

Comunicazione empatica e placebo




Comunicazione empatica e placebo: fondamentali per favorire i processi di cura

Scritto da: Gioacchino Pagliaro

Medicina Non Convenzionale



Comunicazione empatica e placebo: fondamentali per favorire i processi di cura

Dalla fine degli anni ’70, la letteratura scientifica ha evidenziato la necessità di introdurre in medicina una diversa definizione della cura e un’attenzione particolare alla relazione medico paziente.

Un’interessante ricerca pubblicata nel 1984 da L. Egbert nel “New England Journal of Medicine”, riprendendo altri studi simili pubblicati da H. Benson (uno dei fondatori della Medicina Mente-Corpo e Direttore alla Harvard Medical School del Mind Body Institute), dimostrava come il modo di comunicare produceva effettti misurabili nell’azione di cura. Un gruppo di pazienti in attesa del medesimo intervento venne diviso in due sottogruppi. Il primo sottogruppo incontrò gli anestesisti che si dimostarono particolarmente attenti alla relazione, allegri e disponibili a dare informazioni. Il secondo sottogruppo incontrò gli stessi anestesisti che simularono un atteggiamento frettoloso, disattento verso il paziente e piuttosto burbero. L’esito della ricerca evidenziò che il primo sottogruppo usò la metà degli antidolorifici e venne dimesso 2,6 giorni prima.

In un‘altra ricerca pubblicata nella medesima rivista nel 2011 da M. Wechsler, riprendendo altri studi sul beneficio del placebo nelle cure, dimostrava come il modo convincente e rassicurante da parte del medico di presentare l’effetto benefico della terapia agiva in modo importante sull’esito.

Un gruppo di pazienti asmatici venne diviso in quattro sottogruppi. Il primo venne trattato con un farmaco usato per questa patologia (albuterolo). Il secondo gruppo ricevette a sua insaputa un inalatore placebo presentato come un prodotto efficace. Il terzo gruppo fece un trattamento di agopuntura (presentato, anche in questo caso, come un trattamento molto promettente). Il quarto gruppo seguì il trattamento ordinario previsto dal protocollo. Anche in questa ricerca l’esito stupì molto. Nei primi tre gruppi si rilevò un miglioramento nel 50% dei casi e nel quarto gruppo un miglioramento nel 21% dei casi.

La letteratura scientifica presenta ormai talmente tante evidenze sul ruolo giocato dalla comunicazione empatica e dal placebo nel buon esito della cura, che ormai molti professionisti sanitari, in numerose strutture ospedaliere, li usano per ottenere un miglior risultato.

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su Scienza e Conoscenza 61

Scienza e Conoscenza - n. 61 >>> https://goo.gl/wDPcXF 
Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza
Autori Vari


lunedì 1 giugno 2015

Placebo Effect

Placebo Effect

Libera il potere della mente

di Joe Dispenza



Placebo Effect - Libro

Tutti conosciamo i cosiddetti farmaci placebo: non sono medicine, ma esercitano un effetto psicologico di autosuggestione sul paziente, permettendogli di guarire.

E se ciò fosse possibile non solo per i farmaci, ma per qualunque altra cosa?

Scopri come la mente rende possibile l’impossibile

Questo libro ci illustra come cambiare il nostro mondo e la nostra salute con il potere della mente, convincendo la mente e il corpo a trasformare i nostri pensieri in realtà.

Così come la medicina usa i cosiddetti farmaci "placebo", che esercitano un effetto psicologico di autosuggestione sul paziente, anche noi possiamo convincere la mente e il corpo a trasformare i nostri pensieri in realtà.


Prefazione di "Placebo Effect" Libro del Dr. Joe Dispenza

Come la maggior parte dei suoi fan, attendo le riflessioni provocatorie di Joe Dispenza con piacere e impazienza.

Combinando valide prove scientifiche con intuizioni stimolanti, Joe allarga gli orizzonti del possibile estendendo i confini di ciò che conosciamo. Prende la scienza più seriamente della maggior parte degli scienziati e, in questo libro affascinante, porta alla loro logica conclusione le più recenti scoperte nel campo dell'epigenetica, della plasticità neurale e della psiconeuroimmunologia.

Si tratta di una conclusione straordinaria: ogni essere umano plasma il proprio cervello e il proprio corpo attraverso i pensieri che formula, le emozioni che prova, le intenzioni che ha e gli stati trascendentali che sperimenta.

Placebo Effect ti invita a sfruttare questo concetto per creare un nuovo corpo e una nuova vita.

Non si tratta di un'impresa sovrannaturale. Joe chiarisce tutti i nessi della catena di causalità che parte da un pensiero e si conclude con un fatto biologico, come l'aumento del numero di cellule staminali o di molecole proteiche immunizzanti nel flusso sanguigno.

Il libro inizia con il racconto dell'incidente che gli provocò la frattura di sei vertebre. All'improvviso, in extremis, dovette mettere in pratica la sua teoria: il corpo possiede un'intelligenza innata, dotata di un miracoloso potere di guarigione. La sua disciplina nel visualizzare il processo di ricostruzione della colonna vertebrale è di per sé un esempio di determinazione capace di ispirare tutti noi.

Siamo tutti colpiti da storie di remissione spontanea e guarigioni "miracolose", ma quello che Joe ci mostra in questo libro è che ognuno di noi può sperimentare questi miracoli di guarigione. Il rinnovamento è insito nella natura del corpo umano, mentre la degenerazione e la malattia sono l'eccezione, non la norma.

Dopo aver capito come si rinnova il nostro corpo, possiamo iniziare a sfruttare in modo intenzionale questi processi fisiologici, governando gli ormoni che le cellule sintetizzano, le proteine che costruiscono, i neurotrasmettitori che producono e i percorsi neurali attraverso i quali inviano segnali.

Anziché avere un'anatomia statica, il nostro corpo è in perenne fermento e trasformazione, attimo dopo attimo. I nostri cervelli sono molto attivi: creano e distruggono un'infinità di connessioni neurali al secondo. Joe ci insegna che possiamo guidare questo processo attraverso l'intenzione, assumendo il ruolo attivo del conducente del veicolo, anziché quello passivo del passeggero.

La scoperta che il numero di connessioni in un fascio neurale può raddoppiare, se sottoposto a ripetuta stimolazione, ha rivoluzionato la biologia negli anni Novanta, tanto che il suo scopritore, il neuropsichiatra Eric Kandel, ha vinto il premio Nobel. In seguito, Kandel ha scoperto che, se non vengono usate, le connessioni neurali cominciano a ridursi in appena tre settimane. In questo modo, possiamo rimodellare il cervello tramite i segnali che veicoliamo attraverso la rete neurale.

Nello stesso decennio in cui Kandel e altri misuravano la neuroplasticità, altri scienziati scoprirono che tra i nostri geni, solo pochi sono statici. La maggior parte (le stime variano dal 75 all'85 per cento) viene disattivata e attivata da segnali provenienti dall'ambiente, compreso quello costituito dai pensieri, dalle convinzioni e dalle emozioni che coltiviamo nel cervello. Una particolare classe di questi geni, i geni primari rapidi (IEG), impiega solo tre secondi per raggiungere il picco dell'espressione. Gli IEG spesso sono geni regolatori, che controllano l'espressione di centinaia di altri geni e di migliaia di altre proteine in punti remoti del corpo.

Questo tipo di cambiamento rapido e pervasivo offre una spiegazione plausibile ad alcune delle guarigioni radicali riportate in queste pagine.

Joe è uno dei pochi scrittori scientifici a cogliere appieno il ruolo delle emozioni nel processo di trasformazione.

Le emozioni negative possono provocare alti livelli di ormoni dello stress, come il cortisolo e l'adrenalina, causando una vera e propria dipendenza. Sia gli ormoni dello stress sia quelli del benessere, come il DHEA (deidroepiandrosterone) e l'ossitocina, hanno dei valori di riferimento, il che spiega come mai ci sentiamo a disagio quando formuliamo pensieri o convinzioni che spingono il nostro equilibrio ormonale al di fuori della zona di comfort.

Questo concetto è l'ultima frontiera della comprensione scientifica delle dipendenze e delle voglie.

Cambiando stato d'animo, possiamo modificare la realtà esterna.

Joe spiega benissimo la catena di eventi innescata da intenzioni che hanno origine nel lobo frontale del cervello e che poi si trasformano in messaggeri chimici, chiamati neuropeptidi, che inviano segnali in tutto il corpo, attivando e disattivando gli interruttori genetici. Alcune di queste sostanze chimiche, come l'ossitocina, "l'ormone delle coccole" che viene stimolato con il tatto, sono associate a sentimenti di amore e fiducia.

Con la pratica, puoi imparare a modificare rapidamente i valori limite di riferimento degli ormoni dello stress e di quelli della guarigione.

Di primo acchito, l'idea che possiamo guarire noi stessi semplicemente traducendo i pensieri in emozioni può sembrare incredibile. Nemmeno Joe si aspettava i risultati che ha riscontrato nei partecipanti ai suoi seminari, quando queste idee venivano applicate alla perfezione: remissione spontanea di tumori, pazienti costretti su una sedia a rotelle che ricominciavano a camminare ed emicranie che scomparivano.

Con la gioia sincera e l'apertura mentale di un bambino che sperimenta un nuovo gioco, Joe ha cominciato a spingersi oltre, chiedendosi quanto sarebbe stata rapida la guarigione radicale se la gente avesse applicato l'effetto placebo del corpo con assoluta convinzione.

Perciò, il titolo Placebo Effect riflette il fatto che sono i tuoi pensieri, le tue emozioni e le tue convinzioni a generare catene di eventi fisiologici all'interno del tuo corpo.

Alcuni passaggi del libro potrebbero indisporti, ma continua a leggere. Se provi disagio è solo perché il tuo vecchio io si oppone all'inevitabile cambiamento trasformativo e i valori ormonali di riferimento vengono smossi. Joe ci assicura che la sensazione di disagio è spesso l'effetto biologico del dissolvimento del vecchio io.

La maggior parte di noi non ha il tempo o la voglia di studiare questi processi biologici complessi. Ed è proprio in questo caso che il libro diventa indispensabile: Joe scava in profondità nella scienza che sta dietro a questi cambiamenti per presentarli in modo comprensibile e facile da assimilare. Ci illustra i retroscena con spiegazioni semplici ed eleganti. Utilizzando analogie e casistiche, dimostra esattamente come possiamo applicare queste scoperte alla vita quotidiana, e illustra i clamorosi miglioramenti di salute che sperimenta chi li prende sul serio.

Una nuova generazione di ricercatori ha coniato un termine per la pratica delineata da Joe: neuroplasticità autodiretta.

L'idea alla base del termine è che siamo noi a guidare la formazione di nuovi percorsi neurali e la distruzione di quelli vecchi attraverso la qualità delle esperienze che viviamo. Credo che la neuroplasticità autodiretta diventerà uno dei concetti più potenti nella trasformazione personale e nella neurobiologia della prossima generazione, e questo libro è un precursore di tale movimento.

Nella Parte II di questo libro, i principi metafisici si concretizzano negli esercizi di meditazione. Puoi svolgerli da solo, sperimentando personalmente l'ampliamento delle possibilità a tua disposizione quando agisci da placebo per te stesso.

L'obiettivo è cambiare a livello biologico le tue convinzioni e percezioni riguardo alla vita, affinché tu giunga ad amare un nuovo futuro e a renderlo materialmente e concretamente esistente.

Perciò comincia questo viaggio affascinante che amplierà gli orizzonti delle tue possibilità e ti incoraggerà a scegliere un livello di guarigione molto più elevato. Non hai nulla da perdere se ti lanci con entusiasmo nel processo e ti sbarazzi dei pensieri, dei sentimenti e dei valori biologici che finora ti hanno limitato. Se credi nella capacità di realizzare il tuo massimo potenziale e di agire in modo ispirato, diventerai il placebo che crea un futuro felice e sano per te e per il nostro Pianeta.

Dawson Church

Autore di Medicina epigenetica.
Felicità e salute attraverso la trasformazione consapevole del DNA.


Joe Dispenza

Joe Dispenza è considerato uno dei maggiori esperti sul cervello a livello mondiale.

All’età di ventitre anni, durante una gara di triathlon, un’auto investì Dispenza provocandogli fratture vertebrali multiple. Diversi medici dissero che la sua unica speranza di ricominciare a camminare stava nella fusione di alcune vertebre, in un’operazione che l’avrebbe lasciato con una vita di sofferenza e di mobilità limitata.
Ma come chiropratico, Joe Dispenza possedeva una conoscenza sufficiente sulla salute della colonna vertebrale e sul suo personale stato fisico successivo all’incidente, per assumersi il ragguardevole rischio di rifiutare l’intervento. Dopo aver compiuto questa difficile scelta, oltre a seguire un accurato programma terapeutico, egli letteralmente si servì del pensiero per aprirsi la strada verso la guarigione. Tre mesi più tardi, era in grado di camminare e di agire come prima dell’incidente.

Dispenza attribuisce la maggior parte delle ragioni del proprio recupero fisico al potere della propria mente.
Quest’incredibile esperienza lo spronò allo studio di questo strumento di suprema importanza che tutti possediamo, il cervello, ed è questa potente conoscenza che egli ora trasmette attraverso il suo nuovo libro (Evolvi il tuo cervello, Macro Edizioni) e nei seminari che conduce.

Joe Dispenza ha conseguito il diploma di chiropratico alla Life University di Atlanta, Georgia (USA). Dopo il training universitario in biochimica, la pratica e gli studi successivi alla laurea si sono svolti nei campi della neurologia, neurofisiologia, e funzione cerebrale.

Dispenza ha istruito migliaia di persone in sedici paesi sul ruolo e sul funzionamento del cervello umano e su come sia possibile riprogrammare il proprio pensiero attraverso principi neurofisiologici scientificamente dimostrati. Attraverso queste potenti informazioni molte persone hanno imparato a realizzare i propri obiettivi e le proprie visioni eliminando le abitudini autodistruttive. Il suo approccio, insegnato attraverso un metodo molto semplice, crea un ponte tra l’autentico potenziale umano e le più recenti teorie scientifiche delle neuroplasticità, spiegando come il pensare in modi nuovi e cambiare le proprie credenze possa letteralmente ristrutturare il cablaggio neurologico del proprio cervello.

Autore di numerosi articoli scientifici sulla stretta relazione tra cervello e corpo, Dispenza è stato invitato a far parte del Chi è Chi d’America, ed è membro onorario del National Board of Chiropratctic Examiners (Comitato Nazionale degli Esaminatori di Chiropratica) e consigliere editoriale della rivista Explore Magazine.
Studioso e docente di varie materie, dalla fisica quantistica alla funzione cerebrale, dal pensiero intenzionale alla natura della realtà, Dispenza è uno degli scienziati più popolari tra quelli che compaiono nel pluripremiato film Ma che … bip… sappiamo veramente!? e nella versione estesa Ma che…bip…nella Tana del Coniglio: egli è diventato famoso soprattutto per le osservazioni su come creare la propria giornata. Quando non viaggia o scrive, è occupato a visitare pazienti nella sua clinica chiropratica nei pressi di Olympia, nello stato di Washington.


Indice

Prefazione di Dawson Church

Prefazione: Risvegliarsi

Introduzione: L'importanza della mente

Parte Prima: Informazioni

1: E' possibile?
2: Cenni storici sul placebo
3: L'effetto placebo nel cervello
4: L'effetto placebo nel corpo
5: Come i pensieri cambiano il cervello e il corpo
6: Suggestionabilità
7: Atteggiamenti, convinzioni e percezioni
8: La mente quantistica
9: Tre storie di trasformazione personale
10: Dalla conoscenza alla trasformazione: la prova che il placebo sei tu

Parte Seconda: Trasformazione

11: Preparati alla meditazione
12: La meditazione per cambiare credenze e percezioni

Conclusione: Diventare soprannaturali

Postfazione

Ringraziamenti
L'autore


Joe Dispenza
Placebo Effect - Libro >> http://goo.gl/sskjtj
Libera il potere della mente
Editore: My Life Edizioni
Data pubblicazione: Gennaio 2015
Formato: Libro - Pag 342 - 14,5x20,5 cm