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sabato 5 giugno 2021

Coronavirus: perché respirare dal naso


Coronavirus: perche' e' importante respirare dal naso

Medicina Integrata

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Alcuni consigli utili e fondamentali per la prevenzione e l’ottimizzazione del proprio sistema immunitario, basati in primo luogo sul modo di respirare, ma non solo.

Fiamma Ferraro - 04/06/2021

Dott.ssa Fiamma Ferraro

Ovviamente è indispensabile attenersi in prima linea a quanto indicato dalle nostre autorità sanitarie (restare a casa, lavarsi le mani, stare a distanza da altre persone, evitare affollamenti ed altro).

Tra i consigli di prevenzione che in genere si leggono vi è peraltro ben poco quanto all’importanza del modo di respirare; vi sono molti consigli per rinforzare l’immunità, con uno stile sano di vita, evitando ansia e stress (consiglio ben difficile da se­guire di questi tempi), con integratori, con una buona dieta ed altro, ma tra questi consigli non vi è quasi mai quello di “respi­rare bene”;

Respirando bene ed evitando quindi l’iperventilazione (vedi il mio libro “Attacco all'Asma... e non solo”)  si ottiene una buo­na ossigenazione di tutte le cellule del corpo ed una ottimizzazione del nostro sistema immunitario.

Purtroppo chi inizia ora l’addestramento per ridurre l’iperventilazione deve eseguire con costanza gli esercizi per diverso tempo prima di ottenere degli effetti di ottimizzazione del sistema immunitario, e quin­di questo addestramento non sarebbe utile per ottenere subito questa ottimizzazione e per diminuire il rischio, già in corso, di contagio da coronavirus.

Vi è tuttavia una misura preventiva (e cioè diretta solo a chi sta ancora bene e non ha alcuna diffi­coltà respiratoria), ad effetto abbastanza rapido, per diminuire il rischio di contagio da corona virus: e cioè quella di cercare di respirare costantemente dal naso e non dalla bocca.

È infatti noto non solo agli addetti sanitari ma anche a gran parte del pubblico e dei media che normalmente (e cioè quan­do si sta ancora bene e non sono presenti problemi che ostaco­lano l’ingresso dell’aria nelle vie respiratorie, come purtroppo accade in casi di coronavirus a volte anche in stadi non avan­zati) si dovrebbe respirare dal naso e non dalla bocca, sia di giorno che di notte.

Il naso è l’organo che la natura ci ha dato per respirare men­tre la bocca è l’organo destinato al mangiare e parlare, e solo in situazioni di emergenza al respirare. Data l’importanza del respiro, senza il quale non potremmo sopravvivere che pochi minuti, la natura, tramite la bocca, ci ha dato appunto un or­gano di riserva per il respiro, al quale possiamo ricorrere in caso di sforzi fisici estremamente intensi o impossibilità di respirare dal naso (per otturazione delle vie nasali o altri stati patologici).

Quando però il respiro per via orale, invece di restare una misu­ra eccezionale alla quale si ricorre in caso di necessità (come nei casi di coronavirus già presenti) diventa un’abitudine perma­nente (sono purtroppo non poche le persone che respirano per­manentemente con la bocca aperta giorno e notte) allora sono ben noti, non solo ai medici ma anche ad una gran parte delle persone, i danni che possono essere causati da questa respira­zione orale costante (e per respirare si intende ovviamente sia l’inspirare che l’espirare).

Questi danni rischiano di diventare molto più rilevanti quando, come nel caso attuale, ci troviamo ad affrontare un virus emesso, - in particolare con tosse e star­nuti ma non solo - con le goccioline contaminanti contenute nell’aria che inaliamo, che si stabilizza nell’apparato respiratorio. Mi sembra quindi strano che tra i consigli sanitari in genere dati per evitare di essere contagiati e di contagiare gli altri non vi sia il consiglio, importante per la prevenzione ed oltre tut­to assolutamente non costoso, di respirare - ogniqualvolta ciò possibile senza sforzi e disagi - dal naso e non dalla bocca, e di tenere la bocca chiusa quando non si parla o mangia.

Come utilizzare al meglio la mascherina

Sono ovviamente utili le mascherine (di tecnologia più o meno avanzata ed efficacia diversa a seconda dell’attività svolta), sia per evitare l’ingresso di virus con l’inspirazione, sia l’emissio­ne di virus con l’espirazione.

Occorre tuttavia, quando si indossa una mascherina, pren­dere alcune precauzioni, (in particolare per quelle elementari e di tecnologia non avanzata). Dal momento che può essere sco­modo portare una maschera vi è tra l’altro anche un aumentato rischio di toccare spesso il viso con le mani quando si sposta la maschera per renderla meno fastidiosa.

Un’altra considerazione è che le maschere più comuni durano solo poco tempo prima di dover essere sostituite; bisognerebbe inoltre anche con le ma­scherine, cercare di respirare dal naso e non dalla bocca, se si riesce a farlo senza sforzo e disagio.

Come spero i lettori abbia­no notato, ho messo in evidenza l’importanza del respirare dal naso per prevenire il contagio da coronavirus; quando infatti non si tratta più di prevenire ma, magari senza saperlo, si è già contagiati, allora la quantità d’aria che si introduce –sia con la respirazione orale che, tantomeno, con quella nasale – può non essere sufficiente, fino ad arrivare alla necessità di ricoveri e alla necessità di misure di aiuto alla ventilazione, con introduzio­ne di ossigeno supplementare con vari sistemi.

In questi casi di malattie dell’apparato respiratorio il problema si presenta infatti già nelle prime due fasi del processo di ossigenazio­ne dell’organismo, e cioè nel passaggio in quantità sufficiente di ossigeno dall’aria atmosferica ai polmoni e poi dagli alveoli polmonari al sangue, e non solo nella fase finale - fase che vie­ne potenziata eliminando l’iperventilazione - del passaggio dell’ossigeno dal sangue alle cellule dei tessuti del corpo.

Quando ci si accorge che si ha l’abitudine di iperventilare (e si spera che ciò avvenga prima che l’iperventilazione abbia magari contribuito a causare malattie croniche, disfunzioni delle difese immunitarie e vari altri problemi) allora è il caso di passare agli esercizi diretti ad eliminare l’iperventilazione. (Esercizi del Metodo Buteyko possono essere approfonditi sul sito della Dott.ssa Ferraro).

Questi esercizi – è importante ripeterlo- vanno effettuati solo a titolo preventivo o magari quando, pur contagiati, si è in una fase in cui non è presente alcun sintomo e si può cercare di respirare di meno e dal naso senza percepire difficoltà e disagi. Dopo questa pre­messa (mi scuso per la lunghezza ma mi è sembrato importante ribadire anche queste cautele importanti) passo a descrivere meglio i vantaggi che il respirare costantemente dal naso e non dalla bocca può apportare per diminuire le probabilità di contagio da coronavirus e da altre malattie che colpiscono in particolare l’apparato respiratorio.

I vantaggi del RESPIRARE CON IL NASO

1. Il coronavirus viene introdotto nell’organismo in particolare tramite l’aria (vedi ad es. questo rif. “Evi­dence of airborne transmission of the severe acute respiratory syndrome virus. Link to full textApril 22, 2004 N Engl J Med 2004; 350:1731-1739”) In un solo giorno respiria­mo dai 10.000 ai 20.000 litri di aria: circa 10 volte di più rispetto ai chili di cibo che mangiamo.

L’aria contiene molti virus e altre particelle che pertanto in un solo gior­no inaliamo in una quantità che, secondo varie ricerche, può raggiungere i 100 miliardi.

Il 70% circa di tutte le particelle e virus contenuti nelle goccioline contaminate presenti nell’aria viene filtrato quando queste particelle e virus attraversano le mucose e le ciglia del nostro naso.

Se invece respiriamo dalla bocca e non dal naso, l’aria arriva nei nostri polmoni senza essere stata preventivamente fil­trata. In altri termini, saltiamo la prima linea di difesa del nostro corpo. Pertanto, in relazione alle misure di protezione contro il coronavirus, non è certo sufficiente lavarci le mani ecc. se, allo stesso tempo, teniamo la bocca aperta e respiriamo ogni giorno dai 10.000 ai 20.000 litri di aria non filtrata.

2. Un naso freddo aumenta il rischio di infezioni da virus. Quando inaliamo dal naso l’aria viene riscaldata ed inumidita (il che non avviene se si respira dalla bocca) mentre il naso stesso si raffredda e si secca. Tuttavia quan­do espiriamo dal naso, esso viene nuovamente riscaldato ed idratato dall’aria calda ed umida che viene restituita dai polmoni. Se invece, pur inspirando dal naso espiria­mo attraverso la bocca ciò non avviene ed il naso resta freddo e secco. E’ importante perciò non solo inspirare ma anche espirare dal naso e non dalla bocca. La ricerca mostra infatti che il rinovirus, noto per causare raffred­dori e infezioni delle vie respiratorie superiori, si molti­plica quando il naso si raffredda, il che crea un ambiente favorevole per la riproduzione del rinovirus (ved. ad es.” Temperature-dependent innate defense against the common cold virus limits viral replication at warm temperature in mouse airway cells Ellen F. Foxman et al. Edited by Tada­tsugu Taniguchi, University of Tokyo- January 5,2015 doi. org/10.1073/pnas.1411030112 “) ed è probabile che ciò valga anche per la propagazione del coronavirus.

3. l ruolo antibatterico ed antivirale dell’ossido nitri­co (NO) prodotto nei seni paranasali. Sono note le proprietà antivirali dell’ossido nitrico, sostanza scoperta da Eddie Weitzberg, Jon Lundberg e collaboratori dell’I­stituto Karolinska in Svezia, negli anni ’90 (ved. ad es. High nitric oxide production in human paranasal sinuses. Nat Med. 1995 Apr;1(4):370-3.- Lundberg JO et al. e “Nitric Oxide Inhibits the Replication Cycle of Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus Link to full text – J Vi­Irol. 2005 Feb; 79(3): 1966–1969 -Sara Åkerström et al. ), prodotto in grandi quantità nei seni paranasali quan­do respiriamo attraverso il naso, allo scopo di dilatare le vie bronchiali per consentire all’aria di attraversarle fa­cilmente.

Inoltre l’NO provoca anche la dilatazione dei vasi sanguigni all’interno dei polmoni, il che consente un migliore passaggio dell’ossigeno dai polmoni al sangue. Una ulteriore importante funzione dell’ NO è costituita dalle sue proprietà antimicrobiche, che eliminano virus e batteri che sono fuggiti dalle ciglia all’interno del naso e della gola. Il coronavirus appartiene allo stessa tipologia di virus della SARS (sindrome respiratoria grave acuta). In un articolo del 2005 i ricercatori hanno concluso che l’os­sido nitrico inibisce la replicazione del virus SARS (ved. ad es.) Quando respiriamo dalla bocca questa importante sostanza, l’ossido nitrico, non viene invece prodotto.

Ovviamente anche l’ossido nitrico, analogamente ad altre sostanze fondamentali e indispensabili, se presente in eccesso nell’organismo può provocare vari effetti negativi. Tramite una respirazione normale non è possibile produrlo in quantità ec­cessiva ma può essere pericoloso assumere integratori a base di ossido nitrico o dell’amminoacido arginina, soprattutto per chi assume il Viagra o farmaci a base di nitroglicerina o altri che contengono o potenziano la formazione di ossido nitrico. Mi sembra utile citare infine un mezzo che consente di intensifi­care, tramite il respiro, la produzione dell’ossido nitrico prodot­to dai seni paranasali: è stato scientificamente provato (ved ad es. “ Exhaled nasal nitric oxide during humming: potential clinical tool in sinonasal disease? -Biomark Med. 2013 Apr;7(2):261-6. doi: 10.2217/bmm.13.11.Maniscalco M1, Pelaia G, Sofia M.” e “ Strong humming for one hour daily to terminate chronic rhinosi­nusitis in four days: A case report and hypothesis for action by stim­ulation of endogenous nasal nitric oxide production.” In Journal In IMedical Hypotheses 2006 66(4):851-854 -Author Eby, George A. “) che il fatto di cantare prolungatamente, attraverso il naso e con la bocca ben chiusa, il suono hmmmm…. fa aumentare la produzione di NO nei seni paranasali.

Questi studi scientifici pertanto ora confermano gli effetti benefici provocati dalla pra­tica, diffusa da molti secoli in varie scuole di yoga e medicina orientale, consistente appunto nell’ emettere ripetutamente ed a lungo il suono ommm…… !

Come diceva anche Didier Raoult, il direttore dell’Insti­tut Méditerranée Infection di Marsiglia, in merito al modo migliore per contrastare il coronavirus: ” Ciò che funziona meglio è il nostro sistema immunitario ” (France Info, 26 gennaio 2020).

Come possiamo ottimizzare le nostre difese immunitarie

Prima ancora di pensare a qualsiasi forma di terapia di sup­porto, bisogna ricordarsi che l’organismo r agirà meglio se è supportato da uno stile di vita sano. In particolare:

1. Cercare di ridurre lo stress; in questo periodo storico non ha tutti i torti chi afferma che “tra il dire e il riuscire a fare c’è di mezzo il mare!”. Ricordiamoci però che negli ultimi anni lo stress viene preso sempre di più in con­siderazione per il suo ruolo nocivo. Chi è a conoscenza dei concetti di base di un riaddestramento respiratorio è anche consapevole che lo stress è una delle prime cause dell’iperventilazione. Come fare? Esercizi di respirazione del metodo Buteyko, meditazione per chi ha appreso una buona tecnica, tutorial guidati su you tube.

2. Una respirazione ottimale; (come già sapete ;-))

3. Praticare attività fisica regolarmente; minimo 30 minuti al giorno di un’attività fisica di lieve-media intensità. In questo particolare periodo: cyclette, tapis roulant, tutorial su you-tube. Corsa sul posto, salire e scendere le scale di casa/del condominio (evitando in tal modo anche l’aria non raccomandabile all’interno degli ascensori), lavori domestici vari.

4. Dormire a sufficienza; per anni, la comunità scientifica non ha avuto ben chiaro il ruolo del sonno per la salute. Ormai è risaputo che il sonno favorisce tutti i processi riparativi a tutti i livelli, compreso il sistema immunitario. Come ricordo sempre: ciò che conta è il giusto dosaggio. Non bisognerebbe dormire né troppo né troppo poco. Circa 8 ore al giorno; è per questo che si dice che l’uomo passa un terzo della propria vita a dormire.

5. Optare per un’alimentazione varia ed equilibrata.

Per maggiori informazioni sul Metodo Buteyko e per contatti con la Dott.ssa Fiamma Ferraro: https://www.dottoressafiammaferraro.it/

 

Attacco all'Asma...e Non Solo — Libro >> https://bit.ly/2TAfZdy

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venerdì 4 dicembre 2020

I virus sono nostri alleati per la salute


I virus sono nostri alleati per la salute

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Nei mesi passati abbiamo vissuto scenari a dir poco apocalittici: città “rosse”, paesi isolati, strade e piazze deserte, saracinesche abbassate, il tutto condito da panico, solitudine, angoscia di perdita e frantumazione, angoscia di desertificazione psicotica: limitazioni e restrizioni che hanno avuto a che fare con la sopravvivenza, piuttosto che con l’esistenza.

Luigi Marcello Monsellato - 03/12/2020

Questo articolo è di Luigi Marcello Monsellato -  tratto da Scienza e Conoscenza n. 74

La Caccia agli untori

Purtroppo simili scenari si profilano nuovamente all’orizzonte: poter incontrare amici, poter abbracciare, poter semplicemente essere vicini, il banale quotidiano di ognuno vengono ancora una volta ad essere interdetti, sottostando alla paranoia di dover sospettare di chiunque e alla fobia di ogni eventuale contatto, generando un vuoto relazionale e contestuale unico nella storia recente: il nostro partner può addirittura trasformarsi nel nostro untore!

Oltre a questo, sul web, largheggiano in maniera incontestabile e altezzosa, discorsi e sentenze approssimativi, ridondanti e inconcludenti, ricchi di sbavature populiste. E così, tempestati ad ogni piè sospinto dai mass media, ossessionati dal contagio, non ci è più possibile financo toccarci il volto con le nostre stesse mani e veniamo condannati a una vita clandestina.

Ci sentiamo sempre più abbandonati, vulnerabili, nudi, insicuri, in attesa di essere ammorbati, da un momento all’altro, da un impostore invisibile, ma circolante tra di noi, e nascosto, subdolamente, dovunque sono gli altri.

In tutto questo, nuove star televisive in camice bianco, novelle cassandre risorte dalle ceneri dell’anonimato, diffondono notizie e ricerche che la scienza sta ancora verificando, creando nessi non appropriati e insicure certezze che confondono le persone.

Spesso si rimangiano quello che prima era verità e cadono frequentemente in una inutile e sterile contesa, che genera ulteriore sfiducia, incertezza, smarrimento.

I virus sono parte integrante del nostro DNA

La cosa certa, però, è che oggi ci troviamo di fronte a un nuovo paradigma scientifico e conoscitivo. Siamo oramai nel campo delle soft skills, delle competenze trasversali, della molteplicità, della celebrazione delle diversità, del singolo: un criterio sistemico, aperto, equoreo, circolare, polisemico, compatibile, in cui l’informazione dell’ambiente esterno viene metabolizzata e conseguentemente modificata tramite un diverso utilizzo dell’informazione presente nel DNA, piuttosto che tramite modifiche quali/quantitative del contenuto di informazione.

Oggi abbiamo l’opportunità di scoprire il significato più profondo di qualunque trasformazione biologica grazie all’evoluzione.

Pensiamo alle variegate e ancora misteriose relazioni che interconnettono gli organismi superiori con i microrganismi e in particolar modo i virus. Quando ci interfacciamo con il mondo eterogeneo dei microorganismi spesso usiamo termini “bellici” o ricorriamo ad atteggiamenti “antagonistici”: si parla di batteri patogeni per l’uomo, si legge che dobbiamo difenderci dai virus, si scrive che dobbiamo combattere i parassiti e via dicendo.

In effetti, i microrganismi costituiscono l’essenza stessa della biosfera: rappresentano infatti la componente più incisiva, sia sul piano quantitativo (60-90% della biomassa) che qualitativo.

Altrettanto decisivo e ancor più “viscerale” è il ruolo che hanno i “nostri” virus, alcuni dei quali sono inseriti da milioni di anni nel genoma dei primati: l’8% del nostro genoma è costituito da sequenze retrovirali endogene e oltre il 50% opera connesso con esse.

Queste sequenze portano avanti una funzione strategicamente fondamentale per la sopravvivenza e l’evoluzione degli organismi che li ospitano.

Per di più, i retrovirus e altre sequenze mobili filogeneticamente accomunate con essi (che rappresentano la frazione in assoluto più significativa, sul piano quantitativo, del nostro genoma), sono indispensabili per il trasferimento laterale di informazioni/sequenze geniche tanto tra le singole specie, quanto tra specie differenti, dando il via al processo vitale della comunicazione, della cooperazione, dell’interazione sistemica. [continua...]

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SU Scienza e Conoscenza n. 74

Scienza e Conoscenza n. 74 - Ottobre/Dicembre 2020 >> https://bit.ly/35LVm0D

Rivista Nuove scienze, Medicina Integrata

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L'Infiammazione e il Simile — Libro

Lezioni di medicina omeosinergetica

Luigi Marcello Monsellato

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mercoledì 26 febbraio 2020

Coronavirus, tante domande e alcune risposte



Coronavirus, tante domande e alcune risposte

La redazione di Scienza e Conoscenza ha raccolto qualche riflessione di medici ed esperti che collaborano con la nostra redazione sperando che possano essere utili in questo momento difficile. In questo modo ci auguriamo di poter dare un po' di risposte a molte delle domande che ogni giorno arrivano dai nostri lettori.


ROBERTO GAVA

- Medico Chirurgo specializzato in cardiologia, farmacologia clinica e tossicologia medica.

In questi giorni siamo bombardati da messaggi di grande allarme sanitario … che, nelle persone carenti di competenze specifiche, diventa essenzialmente paura.

La paura poi è origine di molti mali: diffidenze, divisioni, fughe, rinunce, reazioni emotive, contrasti, spese irrazionali e molto altro in base alle caratteristiche di ognuno di noi.
Alla fine, la paura della malattia può essa stessa creare malattia, perché crea tensione, stress e lo stress prolungato slatentizza i punti deboli della persona: può far salire la pressione, può causare aritmie cardiache, disturbare il sonno e la digestione … e alla fine indebolisce il sistema immunitario. Proprio quello che in questo periodo non deve avvenire!
La terapia è sempre la consapevolezza, che nasce dalla conoscenza e dal buon senso: fondamenti che la paura impulsiva ed emotiva non permette di ottenere.
Cerchiamo allora di conoscere questa infezione da Coronavirus e di capire cosa possiamo concretamente fare oggi alla luce dell’attuale situazione italiana.

Cosa dice la scienza sui Coronavirus

I Coronavirus sono una grande famiglia di virus respiratori a filamento singolo di RNA a senso positivo. Possiedono un diametro di circa 80-160 nm (1 nanometro è un milionesimo di millimetro) e il loro genoma è tra i più lunghi dei virus a RNA (conta circa 30.000 basi azotate).
Il nome “coronavirus” deriva dal loro aspetto al microscopio elettronico, dove le proteine a forma bulbosa poste sulla loro superficie esterna creano un’immagine di corona. Queste proteine sono proprio quelle che permettono al virus di attaccarsi alla membrana cellulare delle cellule che poi infetteranno. Il virus poi penetra all’interno della cellula obbligandola a codificare il suo RNA, le proteine dell’involucro esterno e quindi il virus intero che poi uscirà dalla cellula per infettare altre cellule e così via (1).

I comuni Coronavirus sono responsabili di patologie in mammiferi e uccelli, nei quali provocano diarrea (mucche e maiali) o malattie delle vie respiratorie (polli).
Nell’uomo, i comuni Coronavirus provocano infezioni respiratorie spesso di lieve entità come il raffreddore comune, ma in qualche caso possono causare polmoniti virali non gravi (i normali Coronavirus sono responsabili di circa il 20% di tutte le polmoniti virali), ma raramente possono causare anche una Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS).
Come è accaduto con altri virus, anche alcuni Coronavirus specifici degli animali, e che normalmente non infettano la nostra specie, possono fare un “salto di specie” e passare all’uomo causando allora polmoniti molto gravi e occasionalmente potenzialmente letali.
In questo caso, la gravità della patologia dipende dal fatto che, se il virus è nuovo, il nostro sistema immunitario non lo conosce perché non è mai venuto a contatto con lui, non sa difendersi e subisce l’attacco che diventa particolarmente violento e pericoloso nei soggetti immunologicamente deboli o immunodepressi, specie gli anziani portatori di patologie croniche importanti o altri soggetti particolarmente deboli a livello immunitario, cardiopolmonare, renale o metabolico.
Oggi conosciamo 7 Coronavirus umani. I primi 4 dell’elenco seguente sono molto comuni (sono detti anche “virus del raffreddore”) e sono stati identificati negli anni ’60, mentre gli ultimi 3 sono stati identificati in questi ultimissimi anni:

Human Coronavirus 229E (Coronavirus alpha).
Human Coronavirus NL63 (Coronavirus alpha).
Human Coronavirus OC43 (Coronavirus beta).
Human Coronavirus HKU1 (Coronavirus beta).
SARS-CoV (Coronavirus beta che ha causato la Severe Acute Respiratory Syndrome del 2002, epidemia partita dalla Cina che ha infettato circa 8.100 persone tra le quali ha provocato una mortalità del 9,5%)
MERS-CoV (Coronavirus beta che ha causato la Middle East Respiratory Syndrome del 2012, epidemia partita dall’Arabia Saudita che ha infettato circa 2.500 persone tra le quali ha provocato una mortalità del 35%).
CoVID-19 (nuovo Coronavirus della fine del 2019 che sta causando una sindrome respiratoria acuta grave che in una piccola minoranza di casi può portare a morte; l’epidemia/pandemia è partita da Wuhan, una città della Cina, dove ha infettato quasi 100.000 persone causando una mortalità stimata finora del 3%) (per i dati mondiali aggiornati vedi bibliografia 2).

TABELLA 1

Il CoVID-19 è stato denominato “nuovo Coronavirus” perché è un nuovo ceppo di Coronavirus che non è mai stato precedentemente identificato nell’uomo. Il virus è associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan (Cina centrale). Sembra, ma non è certo, che la maggior parte dei casi abbia avuto inizialmente un legame epidemiologico con il mercato di Huanan Seafood (Cina meridionale), un mercato all’ingrosso di frutti di mare e animali vivi.

INDICE DELL'ARTICOLO COMPLETO

Cosa dice la scienza sui Coronavirus
I sintomi dell’infezione da Coronavirus
Mortalità da Coronavirus CoVID-19
Persone maggiormente a rischio
Come si trasmette l’infezione
Perché si stanno moltiplicando i casi di persone infette
Prevenzione del contagio
a. Come impostare uno stile di vita capace di aumentare le nostre difese contro le patologie infettive in generale
b. Come aumentare le nostre difese antivirali nei periodi più critici quando ci si trova in una zona ad alto rischio
c. Cosa può fare una persona sana per cercare di evitare il contatto con i virus
d. Cosa fare in caso di contagio
e. Cosa non ha senso fare
La gestione della febbre nelle infezioni virali
Conclusioni

FONTE ORIGINALE E ARTICOLO COMPLETO

Diego Tomassone

- Medico Chirurgo, Master in malattie pediatriche, Master in psiconeuroendocrinoimmunologia, specialista in Omeopatia Hahnemanniana

Innanzitutto non si parla "del" coronavirus ma "dei" coronavirus, che insieme ai rinovirus, sono i maggiori responsabili dei raffreddori comuni e delle sindromi influenzali (ovviamente stando alle parole del falsificatore Pasteur, perchè Bechamp, vero scienziato e scopritore dei microzimi, spiegherebbe meglio il tutto sia dal punto di vista virologico che patologico, però non è il caso di andare troppo a fondo dell'argomento), e ad oggi sono stati isolati solo due ceppi (alfa e beta coronavirus).
Ricordo che i virus non sono esseri viventi, ma sono semplicemente frammenti di RNA o di DNA, parassiti endocellulari obbligati quindi, che "infettano" la cellula e la usano per moltiplicarsi, nello specifico il Coronavirus è un virus a RNA, che infetta le cellule epiteliali e rimane confinato nelle alte vie respiratorie, con crescita ottimale alla temperatura di 33-35°C (la febbre quindi è un primo segnale di reazione all'infezione e sarebbe meglio non abbassarla ai primi sintomi!)

A differenza dei Rinovirus con i quali condividono e con-causano i raffeddori, hanno periodo di incubazione più lungo (circa 3 giorni), quindi se vi infettano oggi che è domenica, manifestate i sintomi non prima di mercoledì.

La pericolosità dei Coronavirus, e fate bene attenzione, sta nel fatto che può DEGENERARE AGGRAVANDO UNA PATOLOGIA POLMONARE CRONICA PREESISTENTE, COME ASMA O BRONCHITE, E CAUSARE IN SOGGETTI PREDISPOSTI POLMONITE!

Cosa significa ciò?

Significa che in soggetti sani non può causare nulla e non può succedere nulla!

Come sempre vale per le patologie infettive di qualsiasi natura, i problemi si possono presentare solo in chi già soffre di patologie croniche che pre-esistono e che aumentano il rischio sia di infezione che di complicanze!

Questo concetto chiave va sempre tenuto a mente e considerato, perchè è la base per non cedere a facili allarmismi! (ed io di allarmismi sono esperto perchè tutte le segnalazioni rivolte a me parlavano solo di questo, come se fossi io quello che allarma!!)

Il COVID-19 (seppur molto probabilmente virus modificato in laboratorio!), non fa eccezione a questa "regola", quindi niente panico!

Ricordate poi un semplice concetto...se foste isolati senza notizie, vi accorgereste che c'è una epidemia? Non mi pare!

E' chiaro che tanta scena è creata ad hoc per distogliere l'attenzione da altre problematiche ben più gravi (le vere "epidemie" sono di patologie croniche ad es, o di resistenza ed effetti avversi ai farmaci, ma siccome qui la medicina convenzionale non sa che cosa fare, non se ne occupa nemmeno!), e siccome nelle patologie acute la medicina convenzionale eccelle, ci si concentra qui, e ci si concentra nel trovare un vaccino (che quando sarà pronto sarà già obsoleto perchè questi virus mutano e non è possibile creare vaccini su glicoproteine che non mutano, perchè mutano!), concentrandosi quindi solo sull'immunità cellulare o specifica (anticorpi e linfociti citotossici, che possiamo considerare la "cavalleria"), dimenticando volutamente che esiste anche l'immunità innata, la "fanteria", composta da IFN di tipo I e dalle cellule Natural killer, le quali se opportunamente stimolate creano uno stato "anti-virale", mettendo come in "quarantena" le cellule infettate, impedendo che ne infettino altre.

Ma perchè ci si concentra solo sulla cavalleria, ignorando la fanteria?

FONTE ORIGINALE E ARTICOLO COMPLETO

Carmen Di Muro

- Psicologa, Psicoterapeuta, giornalista scientifica e membro del Comitato Scientifico della rivista Scienza e Conoscenza.

È un momento molto difficile quello che stiamo attraversando. Dinanzi a questo fenomeno calamitante, che cresce fobicamente ora dopo ora, diviene sempre più difficile guardare la situazione da una visuale positiva e priva di timori.
Tutti parlano della necessità di una collaborazione globale per la salvaguardia da un virus che si sta velocemente e preoccupantemente diffondendo. Pochi però sembrano considerare il dilagante allarmismo che genera un altissimo grado di PAURA: un vero e proprio campo apocalittico che ci stiamo creando da soli.
Eppure, un individuo impaurito non può contribuire alla costruzione di alcunché. Un impaurito non può essere creativo perché é troppo impegnato a trovare soluzioni per scappare. Un uomo impaurito si affida all’informazione caotica che invece di rassicurare, separa e frammenta, causando maggiori rischi. E le persone sono impaurite poiché vengono tenute lontane da loro stesse e dalla verità.

A questo riguardo, facciamo un pò di chiarezza. ️

Pensiamo, che sotto il profilo biologico la paura è un’emozione che ha una valenza positiva indispensabile per la sopravvivenza e l’evoluzione. Questo è quanto succede quando essa è “adeguata” al pericolo, svolgendo la sua funzione entro i limiti che la rendono efficace. Diverso invece è nel caso attuale, in cui non soltanto non è utile, ma è decisamente dannosa poiché perde la sua originaria funzione biologica e diventa d’ostacolo all’adattamento, sconfinando nel patologico, tanto da limitare le normali attività quotidiane e allontanare dal mondo e dall’energia costruttiva della vita. Questa informazione penetra in profondità creando un campo di psicosi collettiva che genera una realtà interiore ed esteriore separata e sempre più fallibile.

Oggi è ampiamente e scientificamente riconosciuto che tutto ciò che pensiamo e sentiamo ha un impatto profondo su ogni aspetto della regolazione del nostro organismo.
Quando una persona è esposta a un evento emotivamente stressante, come in questo caso, il suo sistema nervoso simpatico (SNS) - ossia quello responsabile della risposta "lotta o fuga" - viene attivato, aumentando a sua volta la produzione di una molecola, il fattore nucleare kappa B (NF- kB) che regola la modalità di espressione genetica. L’ NF-kB traduce lo stress attivando i geni per produrre quelle particolari proteine, chiamate citochine, che causano infiammazione a livello cellulare, una reazione utile quando di breve durata, ma che se persiste fiacca ed indebolisce esponenzialmente il nostro sistema immunitario, rendendolo vulnerabile all'attacco di agenti patogeni.
Pertanto, "Virus e Batteri" possono colpire, come accade per una semplice influenza, solo se le circostanze sono favorevoli !!

E questo sta a noi, dipende da noi !!!

Star bene quando le circostanze sono avverse non vuol dire essere nè scollegati dalla vita, nè anestetizzati, nè tantomeno terrorizzati. Star bene anche quando le cose vanno male, vuol dire avere dentro di sé la certezza che qualunque cosa accada per sua natura é destinata a passare. Dinanzi ad un'onda, soprattutto se molto potente, non si può opporre resistenza. In quel momento è più forte e tenace di noi. Può scuotere la barca e tenerci sott'acqua, ma se il suo destino è quello di passare, mentre il nostro è quello di restare, con le giuste precauzioni, capacità e strumenti disponibili, rimarremo a galla.
La paura dura solo un istante, il necessario per trasformarsi in sano atteggiamento di responsabilità. Se decidiamo di farla restare, essa come un veleno invisibile eserciterà un'azione di campo potentissima, drenando energia, intorpidendo mente e cuore e fiaccando, di conseguenza, i processi vitali. Un circolo vizioso che svilisce e distrugge l'intera fisiologia e, che in egual modo, genera un campo emotivo risonante di profonda incoerenza. Questo campo d'onda collega essere ad essere, persona a persona. E quando i membri del gruppo sono sintonizzati sulla stessa frequenza socio-emozionale, l'informazione distorta si amplifica.

Per avere in mano le sorti della propria esistenza, essenziale, è quindi esaminare la qualità e il tipo di messaggi a cui si è esposti e in quale misura essi lavorano al servizio della vita e in quale misura al servizio della paura, discernendo e adottando giusti pensieri e comportamenti.
La pericolosità dei Coronavirus, allo stesso modo di virus maggiormente conosciuti, sta nel fatto che può degenerare ed aggravare una patologia polmonare preesistente o causare polmonite in soggetti predisposti o immunodepressi. Cosa significa questo?
Che non bisogna sottovalutare o negare il COVID-19, ma dare peso solo agli studi scientificamente validati e a fonti attendibili, sapendo soprattutto che il nostro stato di salute e la vitalità dipendono, principalmente, dall’atteggiamento interiore capace di mettere ordine nel caos dei nostri timori.

Non dimentichiamo che nessun pensiero o sentimento, nel bene e nel male, possono essere nascosti ad ogni singolo organo, tessuto o cellula del nostro organismo.
Il corpo è la terra dove l’ Anima respira la vita.

FONTE ORIGINALE COMPLETA

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