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lunedì 8 agosto 2022

Campo di energia emesso dal Cervello e realtà


Il campo di energia emesso dal Cervello e la sua influenza sulla realtà

Nuova Biologia

>> https://bit.ly/3P3lLvj

Il nostro cervello diffonde segnali nell’ambiente, e allo stesso modo risponde ai segnali provenienti dall’ambiente. La medicina moderna sfrutta questa segnalazione a doppio senso per scopi diagnostici e terapeutici.

Redazione - Scienza e Conoscenza - 08/08/2022

Come funziona il cervello?

Sicuramente vi sarà familiare l’elettroencefalografia (EEG), in cui vengono piazzati sul cuoio capelluto dei sensori e cavi per leggere l’attività elettrica del cervello. La magnetoencefalografia fa la stessa cosa, con la differenza che la sonda utilizzata per leggere l’attività elettromagnetica del cervello non tocca nemmeno la testa!

Questa tecnologia così sorprendentemente non invasiva, usata sia per la ricerca cognitiva che a scopi diagnostici come l’individuazione dei tumori prima degli interventi chirurgici, funziona perché il cervello genera campi energetici al di fuori della testa.

Un’altra tecnologia medica non invasiva, la stimolazione magnetica transcraniale (TMS), genera un campo magnetico esterno alla testa per stimolare l’attività elettrica nella parte del cervello che è l’obiettivo dell’indagine.

In uno studio del 2003, dei ricercatori australiani hanno scoperto che quando utilizzavano la TMS per incrementare l’attività neurale dell’area cerebrale attiva negli autistici sapienti, potevano migliorare la capacità di disegnare di alcuni dei soggetti della loro ricerca.

Nel 2000 alcuni ricercatori dell’Università di Yale scoprirono che la TMS riduceva le allucinazioni auditive negli schizofrenici.

L’utilizzo più comune della TMS è il trattamento della depressione resistente ad altre terapie. Più di trenta studi pubblicati hanno scoperto che la TMS può essere di aiuto in caso di depressione resistente ai trattamenti, il che ha portato alla decisione della Food and Drug Administration di autorizzare l’uso della prima apparecchiatura TMS per il trattamento della depressione nel 2008. Nel 2012 uno studio pubblicato in «Depression and Anxiety» nella Wiley Online Library ha confermato l’efficacia della TMS per la cura del disturbo depressivo grave (MDD) in ambiente clinico.

Il rapporto, che riassumeva dati raccolti da quarantadue sedi di pratica TMS negli Stati Uniti che avevano curato trecentosette pazienti affetti da MDD, aveva riscontrato tra i pazienti un tasso di risposta positiva del 58 per cento e un tasso di remissione del 37 per cento.

Da tutte queste tecnologie, elettroencefalografia, magnetoencefalografia e TMS, appare chiaro che il cervello genera e risponde a “campi” energetici che possono influenzare il comportamento delle cellule e l’espressione dei geni, e alterare la percezione, l’umore e il comportamento.

Per giunta, il campo mentale è responsabile del rilascio e della diffusione di neuropeptidi e di altri neurotrasmettitori che controllano l’attività genetica e cellulare.

Il campo mentale creato dal cervello

L’influenza del campo mentale è più evidente nell’effetto placebo, dove la guarigione è prodotta dalla credenza della mente che un farmaco o una procedura medica saranno efficaci, anche se il farmaco potrebbe essere soltanto zucchero o gesso, e la procedura non avere alcun valore medico. Per comprendere veramente il potere che i nostri pensieri e le nostre credenze possono avere, consideriamo un altro principio della meccanica quantistica, la “non località”, che Einstein memorabilmente chiamò “azione fantasma a distanza”. Risulta che quando una particelle quantistica interagisce (o, nel linguaggio quantistico, “si intreccia”o “si correla”) con un’altra particella, qualsiasi distanza le separi (di qui il termine “non locale”), i loro stati meccanici rimangono agganciati. Se, ad esempio, lo spin rotazionale (il movimento a tornado) di una particella è in senso orario, lo spin rotazionale della sua gemella intrecciata è opposto, ossia in senso antiorario.

Le particelle quantistiche possiedono anche una polarità direzionale, rivolta verso l’alto o verso il basso. Quando la polarità di una particella è rivolta verso l’alto, la polarità della particella partner è rivolta verso il basso. Qualunque sia la distanza che intercorre tra di esse, quando la polarità o la rotazione dello spin di una particella cambia, anche la polarità o rotazione della sua gemella cambia simultaneamente, quand’anche si trovassero l’una a Parigi e l’altra a Pechino. I fisici hanno escogitato tutta una serie di ingegnose storie per aiutare tanto i profani come gli scienziati a comprendere la non località, concetto estremamente strano per chiunque sia impantanato nel mondo materiale.

Il fisico Luming Duan, dell’Università del Michigan ha ideato un casinò quantistico in cui le ruote della roulette sono correlate, per cui se una pallina cade su un numero nero, sul tavolo successivo la pallina cadrà obbligatoriamente su un numero rosso6. Se i fisici hanno stabilito che le particelle quantistiche si influenzano non localmente a vicenda e hanno ideato delle storie nel tentativo di spiegarlo, nel campo della parapsicologia i ricercatori hanno iniziato a indagare se anche le menti umane, al pari delle particelle quantistiche, si “intreccino” non localmente. Ebbene sì, lo fanno!

Questo fenomeno è testimoniato aneddoticamente da sensitivi, guaritori, genitori e coppie che hanno correttamente percepito che c’era qualcosa che non andava riguardo a un individuo, un figlio o un partner nonostante quella persona si trovasse in un’altra città o in un altro paese. Il fisico teorico Amit Goswami afferma che la ricerca svolta all’Università del Messico l’ha condotto all'inevitabile” conclusione che le menti umane si connettono non localmente: «La non località quantistica si verifica anche tra cervelli».

Esperimenti di non località quantistica fra cervelli

Negli esperimenti dell’Università del Messico, due persone meditavano l’una di fianco all’altra per venti minuti all’interno di una gabbia di Faraday elettronicamente schermata, con l’intenzione di sperimentare uno stato meditativo condiviso.

Quindi i meditatori  erano collocati in due stanze separate, a tre metri di distanza in un esperimento e a quattordici metri e mezzo nell’esperimento successivo, e collegati a degli elettroencefalografi. Negli occhi di un meditatore veniva periodicamente proiettata una luce rossa, che stimolava un particolare schema d’onda cerebrale detto “potenziale evocato”.

In un caso su quattro il cervello dell’altro meditatore si è “intrecciato”, ovvero ha scelto simultaneamente uno schema d’onda cerebrale corrispondente al “potenziale evocato”, anche se non vedeva la luce o non aveva la minima idea che la luce stesse venendo proiettata.

La correlazione o intreccio quantistico (entanglement) vibrazionale è un componente fondamentale della “Legge di Attrazione”, ma anche della “Legge di Repulsione”, di cui si parla di meno ma che a livello personale mi concerne maggiormente, la quale spiega perché si introducono certe cose nella propria vita e se ne respingono altre.

L'articolo è un Abstract dal libro: L'effetto Luna di Miele - Bruce Lipton

L'Effetto Luna di Miele — Libro >> https://bit.ly/3P3lLvj

The Honeymoon Effect - Scopri il segreto per mantenere viva la tua relazione di coppia

Bruce Lipton

www.macrolibrarsi.it/libri/__l-effetto-luna-di-miele.php?pn=1567


martedì 6 luglio 2021

Scoperte sui poteri energetici del cuore


Nuove scoperte sui poteri energetici del nostro cuore

Neuroscienze e Cervello

>> https://bit.ly/3dMB6Rn

Cosa significherebbe scoprire che il fine del cuore umano – del vostro cuore – va oltre quello di un organo che si limita a pompare sangue nel vostro corpo?

Redazione - Scienza e Conoscenza - 05/07/2021

Tratto dal libro Il potere della resilienza - Di Gregg Braden

Sebbene il cuore umano serva effettivamente a pompare sangue e nutrimento nei nostri organi e in ciascuna delle circa cinquanta trilioni di cellule che formano il nostro organismo, alcune recenti scoperte indicano che lo scopo del cuore potrebbe estendersi ben oltre le funzioni di una semplice pompa.

I benefìci ricavabili armonizzando il nostro cuore con il nostro cervello per arricchirci di una profonda capacità d’intuizione, della precognizione (conoscenza di eventi futuri) e della conoscenza diretta dell’intelligenza del cuore possono proiettarci istantaneamente al di là del pensiero tradizionale rispetto a come viviamo e risolviamo i nostri problemi. Sono anche queste capacità a sviluppare la resilienza per accogliere i grandi cambiamenti nella nostra vita e per farlo in modo sano.

Le pagine del mio libro rappresentano solo la punta dell’iceberg di ciò che ci attende nel corso dell’esplorazione di prodigiose capacità che oggi sono descritte come normali (sebbene meno ovvie) funzioni cardiache. Quali altri ruoli, che solo ora stiamo iniziando a riconoscere, sono attribuibili al nostro cuore? Più cose scopriamo, più il mistero si infittisce.

Viviamo in un mondo in cui cose che sarebbero sembrate misteriose
e perfino impossibili solo una generazione fa, ora sono diventate normali.

Nell’arco di una singola generazione, per esempio, la capacità di trapiantare organi umani si è evoluta sotto i nostri occhi passando da fatto sporadico ai livelli odierni, con più di 30.000 trapianti di organi e tessuti effettuati in un singolo anno. La nostra conoscenza del codice della vita ci ha proiettati, dopo la scoperta della doppia elica del DNA nel 1953, fino all’odierna capacità di poter inserire informazioni digitali desunte da un libro direttamente nel codice genetico di batteri viventi, per poi recuperarle e leggerle più di venti generazioni dopo, perfettamente conservate nel DNA.

Il successo riscosso mediante tali abilità, e molte altre, ha portato gli scienziati a credere di essere sulla strada giusta in termini di comprensione di base delle cellule, della vita e del funzionamento dell’organismo. L’idea è quella che non saremmo stati in grado di conseguire i traguardi che abbiamo raggiunto se le nostre basi di partenza non fossero state accurate, tanto per cominciare.

 Proprio a causa di questo tipo di pensiero, la nuova scoperta che si pone al centro di questo articolo ha rappresentato una sorpresa sia per molti scienziati che per l’uomo della strada.

Il fisico Neil deGrasse Tyson ha colto perfettamente la situazione quando ha affermato: «La natura intrinseca della scienza è fatta di scoperte, e le migliori sono quelle inattese». È proprio il fatto che gli scienziati abbiano allungato l’aspettativa di vita per mezzo del trapianto cardiaco, e che lo facciano da quasi cinquant’anni, a rendere tanto improbabile un mutamento fondamentale della nostra concezione del cuore.

Tuttavia, le nuove prove di un’intelligenza che proviene dal cuore ora lo rendono inevitabile.

Il cuore è un organo inesplorato

Le implicazioni di una recente scoperta stanno scuotendo le fondamenta di ciò che siamo stati indotti a credere riguardo al ruolo del cuore nella nostra vita e nel nostro organismo. Tutto si riduce alla risposta che diamo a una singola domanda di base: qual è l’organo principale del nostro corpo?

Se rispondete «è il cervello», non siete i soli a pensarla così. Quando si chiede all’individuo medio di identificare l’organo che controlla le funzioni chiave del corpo umano, spesso e volentieri la risposta è la stessa: «È il cervello. Il cervello è l’organo principale del corpo umano, naturalmente!». E non sorprende che sia proprio quella.

Dai tempi di Leonardo da Vinci, cinque secoli fa, fino alla fine degli anni Novanta del Novecento, nelle cerchie colte del mondo occidentale la gente ha creduto che il cervello fosse il “direttore” della sinfonia di funzioni che ci mantengono in vita e in salute.

Questo è ciò che ci hanno insegnato, ciò che ci hanno indotti a credere, ciò che i nostri insegnanti hanno autorevolmente affermato. È la premessa su cui si sono basati medici e operatori della salute per prendere decisioni di vita o di morte, ed è ciò che la maggior parte delle persone vi risponderà; se chiedete loro di identificare il ruolo dei più importanti organi del corpo. La credenza che il cervello sia l’organo principale del corpo umano è stata accolta e approvata da alcuni fra i più innovativi scienziati, enti accademici e pensatori della storia moderna, e continua ancora oggi a prevalere nel pensiero comune.

La credenza che il cervello rappresenti il centro di controllo del corpo, delle emozioni e dei ricordi è stata accettata tanto universalmente, ed è stata inculcata tanto profondamente nella nostra psiche, da essere data quasi indiscutibilmente per scontata, almeno fino a ora.

Oggi ciò che pensavamo di sapere sull’organo principale del nostro corpo sta cambiando. Dev'essere così. Il motivo è semplice: le scoperte presentate in questo capitolo, e i decenni di ricerche che le hanno seguite, ci dicono che il cervello è solo un tassello di tutta la storia. Sebbene non vi sia alcun dubbio che le funzioni cerebrali includano facoltà quali la percezione e le abilità motorie, l’elaborazione delle informazioni e gli inneschi chimici di tutto (dal dormire all’avvertire la fame, dall’impulso sessuale alla resistenza del nostro sistema immunitario), è anche vero che il cervello non è in grado di fare tutte queste cose da solo: esso fa soltanto parte di un quadro più vasto, ancora in via di definizione e largamente sottaciuto. Si tratta di una storia che ha inizio nel cuore.

Il cuore umano è ben più di una semplice pompa!

Continua la lettura sul libro

Il Potere della Resilienza — Libro >> https://bit.ly/3dMB6Rn

Come sviluppare le capacità per affrontare i cambiamenti della vita

Gregg Braden

www.macrolibrarsi.it/libri/__il-potere-della-resilienza-libro.php?pn=1567

 

mercoledì 24 agosto 2016

Medicina vibrazionale e campo energetico




Medicina vibrazionale e campo energetico

Prendersi cura dell’uomo in chiave olistica significa considerarlo come un perfetto equilibrio di forze vibrazionali

di Gioacchino Pagliaro - 13/08/2016



Medicina vibrazionale e campo energetico

La cultura che condividiamo e le conoscenze di cui disponiamo ci consentono di creare la realtà in cui viviamo, di muoverci al suo interno, di pianificare le nostre scelte e di esercitare un controllo su di essa. Tutto questo rassicura e contribuisce a rafforzare la visione della vita come una realtà prevedibile e ordinabile entro certi vincoli, anche secondo le necessità dell’uomo che come è noto, sono finalizzate al soddisfacimento dei bisogni materiali e al possesso.
L’essere umano nel paradigma del materialismo scientifico è una entità bio-psico-sociale, è un organismo dotato di una mente che è epifenomeno del cervello ed è anche il risultato delle dinamiche psicologiche relazionali e sociali che ha avuto modo di sviluppare e di incontrare.
L’uomo vive all’interno di una dimensione materiale (di cui è in buona parte consapevole) che è al tempo stesso anche energetica e mentale (di cui non è assolutamente consapevole), dove materia, energie e spirito sono i componenti della stessa realtà. Il corpo umano non è solo una straordinaria comunità di cellule ma è anche l’energia e la mente che insieme non costituiscono tre realtà separate ed interagenti, ma un'unica entità dotata di tre dimensioni:

quella più facilmente visibile, l’organismo (in quanto costituito da energia molto condensata);
quella meno visibile, ma comunque rilevabile attraverso il campo elettromagnetico o bio-campo umano;
quella ancora più sottile, oggi difficilmente rilevabile se non si entra nel mondo della realtà dell’infinitamente piccolo, che è la mente.

Il campo energetico unificato o la mente universale

In altri articoli, in questa rivista, ho parlato della fisica quantistica nel quotidiano e della visione olistica dell’organismo e della mente: in questo vorrei fare il punto sull’attività elettromagnetica dell’organismo umano.
Le onde elettromagnetiche sono una combinazione di onde elettriche e magnetiche variabili, che si propagano nello spazio costituendo i campi elettromagnetici. Secondo le teorie di Maxwell, le onde elettromagnetiche si propagano nel vuoto alla velocità della luce ovvero a circa 300.000 km/s e sono dotate di una loro frequenza. Dalle frequenze dipende l’esito dell’interazione con la materia in quanto la sua energia può essere assorbita o può essere trasmessa.
È facile quindi immaginare che siamo circondati e pervasi da campi elettromagnetici e fotoni, in cui circola l’informazione propria del sistema, quella della realtà circostante con cui il sistema interagisce e quella che preesiste e sottende ogni forma, che è senza inizio e senza fine: possiamo denominare questa informazione come Campo Energetico Unificato o Mente Universale.

Allo stesso modo il campo elettromagnetico del corpo umano è costituito dall’insieme dei campi elettromagnetici dei nostri organi, sistemi e apparati, dagli interscambi energetici con le entità con cui interagisce, ed è pervaso da quelli della mente universale. Pertanto il termine bio-campo umano, usato da taluni, appare riduttivo, in quanto sembra ridurre il campo elettromagnetico dell’uomo solo ad una sommatoria dei campi elettromagnetici biologici, mentre essendo l’uomo una entità interconnessa ed interdipendente trovo più corretto denominarlo come sistema energetico mentale umano.
Questo significa che qualunque struttura fisica nell'Universo, compreso l'uomo, è dotato di una specifica configurazione energetica intimamente connessa con il macro sistema energetico di cui è parte: il Campo Energetico Unificato.

Leggi tutto l'articolo nel numero 57 di Scienza e Conoscenza!

Scienza e Conoscenza - n. 57 - Rivista Cartacea >> http://goo.gl/IXUJQs
Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza
Autori Vari


giovedì 26 febbraio 2015

Ti Permetto di Far Parte di Me

Ti Permetto di Far Parte di Me

Come scoprire il confine tra il nostro agire e le memorie dei nostri antenati, e far pace con il tuo passato

di Andrea Penna



Ti Permetto di Far Parte di Me - Libro

Noi siamo un campo energetico emotivo,
che si manifesta per mezzo di un corpo.

Riflettendo sul mio divenire negli anni e sulla vita di tutte quelle Persone che mi hanno accompagnato nel viaggio della ricerca di cosa siamo, dove andiamo, da dove arriviamo, ho maturato l'immagine di un filo che ci accompagna e ci lega Tutti. È un filo discreto, che non ci obbliga necessariamente ad agire come lui vuole, ma ci impone delle regole. Da uomo di scienza ho identificato questo filo nel nostro Istinto, nella nostra natura biologica, integrata in un ecosistema che può arrivare sino all'Universo.

Il rapporto tra Noi e questo Istinto immerso nell’ecosistema generale è direttamente proporzionale al nostro stato di tranquillità interiore.

Il filo che collega tutti noi e tutti quelli che ci hanno preceduto, e ci collega al sistema Terra in cui viviamo, è il Destino o Karma, la ragione per cui siamo qui biologicamente.

Stiamo prendendo sempre più coscienza che questo stato emotivo è oggettivo, e andrà sempre più preso in considerazione se vogliamo capire realmente chi siamo, come funzioniamo, per poter integrare la parte materiale con la parte energetica del nostro corpo.

Noi medici abbiamo studiato sistematicamente la materia di cui siamo fatti; ora è tempo che dedichiamo pari impegno a studiare sistematicamente l'energia di cui siamo fatti.

Oggi posso dire che il nostro Agire o Karma non è più qualcosa di misterioso e mistico. È romanticamente la memoria di tutti coloro che amorevolmente mi hanno preceduto e, in qualche modo, aspettano una mia approvazione.

Il nostro Compito è riconoscere semplicemente loro il Diritto di aver agito come hanno agito. Questo ci chiede il nostro Stato di Coscienza nel tempo: “Permettimi di essere in armonia con ciò che ero prima, ti prego non giudicarmi, riconoscimi il sacrificio fatto”.

Andrea Penna


L'Importanza dell'Azione - Estratto da "Ti Permetto di Far Parte di Me" di Andrea Penna

«È dubbio se credere nel Fato o nel libero arbitrio faccia una gran differenza nell'agire di una persona, ma ne fa di certo per quanto riguarda il suo temperamento e la sua interiorità, poiché conferisce il proprio stampo alla forma della sua Anima».
Sri Aurobindo

Cosa ci porta ad agire?

La parola karma significa "azione".

Sin dall'antichità l'uomo aveva già probabilmente intuito l'importanza dell'azione. Ogni forma vivente, si manifesta attraverso il suo agire. Ogni manifestazione di vita si traduce in un'azione.

Per poter vivere dobbiamo agire. Pensare e desiderare, sono già azioni. Noi agiamo, sentiamo la necessità di agire. Anche quando rincorriamo un sogno, un ideale, realizzarli significa trasformarli in azione; anche quando dobbiamo soddisfare il nulla, dobbiamo opportunamente agire.

La presa di coscienza di tutto ciò, ci porta però inevitabilmente a una seconda riflessione: sino a che punto, ogni nostra azione è Figlia di un nostro Libero pensiero? Sino a che punto è Figlia di qualcos'altro, di un'azione, di un Karma, di un Destino, che noi non vediamo, di cui non ne abbiamo assolutamente coscienza, ma percepiamo come una cosa oggettiva dentro e intorno a noi, e che per essa dobbiamo agire?

Molti miei pazienti mi chiedono aiuto per trovare una risposta a questa loro necessità o impossibilità o difficoltà nell'agire; mi chiedono aiuto per capire il loro ruolo, il loro destino, quale azione debbano compiere: il tutto, per chetare spesso un malessere interiore che percepiscono ma non riescono a vederlo.

Percepire, vedere e capire il legame tra il nostro agire e l'agire del mondo, è l'inizio della presa di coscienza; agire in accordo con ciò che sta intorno a noi è prendere coscienza.

Negli anni ho compreso che ognuno di noi ha un Karma, ossia "un qualcosa" da portare a termine, una spinta interiore che ci condurrà a camminare in mezzo o ai lati della strada. Il Karma è forse quel "qualcosa" cui non possiamo sottrarci.

Sin da studente, ho cercato di osservare il Mondo, sia con occhio attento all'aspetto magico ed energetico di ogni manifestazione della vita, sia con occhio meccanicistico, ove tutto è conseguenza di una struttura preconfezionata e preesistente all'evento stesso. Nel mio agire da ricercatore, ho sempre accolto la presenza di entrambi i fenomeni contemporaneamente, ho sempre cercato di immaginarli uno conseguenza dell'altro, uno integrante dell'altro.

Il Karma esiste forse perché fa parte della nostra stessa natura di esseri pensanti animali mammiferi.

Per anni mi son posto la domanda - soprattutto da ragazzo durante le interminabili nottate passate a osservare il cielo, a metà strada tra la piena tristezza e l'esaltazione di essere h presente e far parte di quell'immenso Universo stellato che si manifestava davanti ai miei occhi, ai miei sensi - se il Karma, il Destino, lo svolgere della Nostra Vita, dipendesse da "Qualcosa" che stava al di fuori di Noi, come un Dio immanente che riempiva una lavagna di compiti e ruoli da distribuire a tutti, o se nascesse da un "Qualcosa" dentro di Noi e quindi dipendente da Noi, quindi una nostra Creatura?

La ricerca di una risposta

Oggi, come ricercatore, sono giunto a una conclusione: il Karma è sicuramente una sensazione oggettiva, emotiva, che nasce da strutture biologiche interne nostre, come la sensazione della fame.

Il nostro corpo produce sensazioni emotive oggettive che non possono essere soppresse o negate all'infinito. Dobbiamo iniziare a comprendere che non esistono solo i cinque sensi (tatto, olfatto, gusto, udito e vista), ma ne esistono forse altri che esulano dai cinque organi di senso (pelle, naso, bocca, orecchio e occhio) e dal Sistema nervoso sovra-corticale. Esistono organi di senso viscerali che ci danno informazioni viscerali, dunque irrazionali, ma non per questo non esistenti o di minor importanza.

Tutti i nostri visceri o detti anche organi (reni, fegato, pancreas, polmoni, cuore...) hanno la capacità di percepire e memorizzare il divenire del mondo che li circonda.

Tutti i pazienti trapiantati, descrivono la comparsa in loro, nel tempo, di nuove emozioni (paure, desideri, rabbie, sogni, incubi...), che probabilmente sono contenute e integrate nell'organo che è stato introdotto nel loro corpo sembra cioè che il nuovo organo doni al suo nuovo ospite la sua esperienza di vita, il SUO sentire e ricordare emotivo viscerale.

Ciò ci sta inducendo a pensare come ricercatori, che gli organi o visceri abbiano la capacità di comunicare tra loro, indipendentemente dal nostro sentire razionale conscio; il linguaggio che li accomuna sono le emozioni, il sentire emotivo, e hanno la capacità di collegarsi anche con organi di altri individui, indipendentemente dalla specie cui appartengono.

Tali organi di senso viscerali sono collegati al sistema nervoso intestinale (che è molto simile al sistema nervoso delle meduse) e al tronco encefalico (che è molto simile al sistema nervoso rettiliano), essi hanno un significato differente dagli organi di senso razionali, collegati questi ultimi al Sistema nervoso sovra-corticale.

Gli organi di senso viscerali hanno un ruolo nella vita di relazione, che forse non è la nostra vita oggettiva quotidiana (mangiare, dormire, lavarsi, procurarsi il cibo...), ma è la gestione dell'insieme di noi come animali immersi con tutte le altre forme viventi e l'ambiente in cui viviamo; a me piace anche dire, che forse questi organi antichi, ci mantengono in una dimensione di vita in serie emotiva con tutti gli individui che ci hanno preceduto e che ci succederanno. Gestiscono ossia la memoria emotiva tramandandola da individuo a individuo.

La Macchina Umana io la immagino come un sistema che entra in contatto con chi gli sta intorno, nel momento storico in cui sta vivendo. Io sono in accordo con tutti i miei consanguinei viventi più o meno della mia epoca. Sono in accordo con tutte le persone con cui condivido la mia esistenza. Io però sono anche, in qualche modo, in accordo con chi mi ha preceduto, con coloro che sono nati prima di me, e in qualche modo, con chi nascerà dopo di me. In altre parole, io sono in Parallelo con i miei contemporanei, e sono in Serie con chi mi ha preceduto e con chi verrà dopo di me.

Questo meccanismo potrebbe rappresentare ciò che noi chiamiamo la filogenesi di un sistema.

Io mi vedo un Sistema Biologico in accordo con chi vive contemporaneamente la mia epoca storica; io modifico e induco qualcosa in loro e loro inducono e modificano qualcosa in me.

Io mi vedo un Sistema Biologico in accordo con chi mi ha preceduto e con chi verrà dopo di me; ogni qual volta, nel mio vivere la mia epoca, io modificherò il mio sentire emotivo, inevitabilmente modificherò il sentire emotivo in chi vivrà al mio fianco e di chi verrà dopo di me. Ogni qual volta io modificherò l'immagine emotiva dei miei Genitori e dei miei Antenati, io donerò una memoria emotiva del passato differente ai miei discendenti.

Modificando il mio sentire emotivo, modifico sia in me e sia in chi vive intorno a me, il suo interagire emotivo verso il mondo e verso gli altri.

Dunque, per mezzo dei visceri, abbiamo a disposizione un meccanismo biologico che agisce in due direzioni, da me verso gli altri e dagli altri, verso di me. Sarebbe come dire che, se io sono in accordo con tale sistema biologico, posso cambiare il presente e il futuro cambiando il sentire emotivo del passato.

I cinque organi di senso collegati al Sistema nervoso centrale, sono probabilmente adibiti e abilitati a gestire le Vite parallele, l'oggi, la vita di relazione qui e ora, la mia epoca in cui sto vivendo. Gli organi di senso viscerali, insieme alla cognizione biologica di ogni organo viscerale, sono probabilmente adibiti, abilitati a gestire il susseguirsi delle Vite in serie, dalla notte dei tempi a oggi, alla luce delle albe future.

Questo forse è il Karma. È la somma di tutte queste emozioni viscerali, che ci portano ad agire per mezzo di pulsioni, oggettive ma non traducibili dal nostro sistema razionale. Figlie della nostra storia Filogenetica, ove al suo interno possiamo trovare, come un pozzo, che per un confluire infinito di canali, poi mescola il tutto in una sensazione.

Ogni nostra Azione dunque è Figlia di una necessità precedente al nostro stesso nascere, è Figlia di una necessità del nostro essere oggi, ed è Figlia di una necessità del divenire di un futuro, che solo apparentemente non c'è, ma è parte integrante e stimolante dell'intero sistema.

Noi siamo un perfetto intreccio di vite parallele (il nostro presente) e di vite in serie (il nostro essere diventato e divenire).

L'uomo ha da sempre percepito

L'uomo ha da sempre percepito la presenza di tale sensazione oggettiva.

Nel suo immaginario simbolico, ha sempre cercato di spiegarlo, dunque di comprenderlo. Solo comprendendo un sistema lo facciamo nostro. Solo assimilando un cibo, il suo contenuto, l'informazione molecolare che esso contiene diviene nostra. Ciò che non viene capito, viene comunque percepito ma non assimilato, dunque non farà mai parte realmente del nostro vivere. Se io vedo un fenomeno, ma lo percepisco al di fuori di me, non facente parte del mio sistema, del mio essere, non ricevo il suo messaggio emotivo reale viscerale.

Io, biologicamente, identifico e visualizzo il Karma, in questa sensazione oggettiva viscerale, nella nostra memoria delle vite dei nostri Antenati che ci hanno preceduto.

Tali memorie, che tutti abbiamo, indipendentemente dal nostro stato di coscienza, lavorano dentro di noi, inducendo la nascita di pulsioni Figlie di un vissuto precedente. Tali memorie, per loro natura sono nascoste, sono a volte memorie positive, ma a volte possono essere conflittuali. Essendo non razionali, agiscono come conflitti rimossi e quindi come tali, possono lavorare come cause scatenanti nevrosi. Tali nevrosi, sono i nostri comportamenti oggettivi di tutti i giorni, più o meno rinforzati dal nostro vissuto. Il tutto verrà poi trasmesso ai nostri Discendenti.


Andrea Penna, medico e chirurgo, si è laureato con una tesi sperimentale sul trattamento farmacologico nelle complicanze cardiovascolari dei pazienti diabetici.

Da sempre attratto dalle medicine complementari e dalla metafisica, studioso ed esperto in agopuntura, omeopatia, fitoterapia, spagiria, iridologia, meditazione trascendentale, ipnosi.

Ha collaborato col dott. Hamer sullo sviluppo e comprensione delle cinque leggi biologiche, ha seguito i corsi di formazione di Hellinger, e da circa una decina di anni lavora sul rapporto esistente tra lo sviluppo delle patologie croniche e le dinamiche emotive all'interno del nucleo familiare, rielaborando e cercando il punto di Unione tra le interpretazioni simboliche neuro-endocrine tramandateci dall’agopuntura, le basi della fisiopatogenesi scoperte da Hamer e la terapia di gruppo sviluppata da Hellinger.


Indice

Prefazione
Ringraziamenti
Introduzione

1. L'Importanza dell'Azione

Cosa ci porta ad agire?
La ricerca di una risposta
L'uomo ha da sempre percepito
2. Il Contenuto dell'Azione

Compensare e Riparare: ripristinare un equilibrio
Io vedo
3. La Normalità: Equilibrio dinamico e continuo tra Forze contrapposte

4. Biologia e stato di coscienza

5. Dna, Biologia molecolare. Memoria emotiva transgenerazionale

Che cos'è dunque il Karma?
6. Lo Stato di Coscienza

7. La Legge di Causa/Effetto

8. Il senso di colpa

9. Le Emozioni o Sesto Senso

10. Libero arbitrio

11. Essere in equilibrio con il nostro Stato di coscienza

12. Atto Terapeutico: Il Mio Sogno Guidato

Conclusione

Una fiaba

Vocabolario di facilitazione e integrazione alla lettura

Bibliografìa
L'Autore


Andrea Penna
Ti Permetto di Far Parte di Me - Libro >> http://goo.gl/WevH6o
Come scoprire il confine tra il nostro agire e le memorie dei nostri antenati, e far pace con il tuo passato
Editore: Uno Editori
Data pubblicazione: Febbraio 2015
Formato: Libro - Pag 160 - 14 x 20 cm