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venerdì 24 novembre 2023

Il suono come radice dell'Universo


Il suono come radice dell'Universo: dalle stringhe alla sapienza vedica

Scienza e Fisica Quantistica

>> http://bit.ly/2PLGBoi

Le antiche tradizioni orientali e la scienza moderna mostrano come la vibrazione e il suono siano strutture primordiali alla base dell’Universo

Antonio Morandi - 23/11/2023

È intuitivo comprendere come la realtà sia permeata di vibrazioni e di suoni, e la moderna fisica non solo ci conferma scientificamente questa intuizione, ma dice anche che la realtà è intrinsecamente formata da vibrazioni. Secondo la Teoria delle Stringhe ad esempio, è lo stato vibrazionale di una stringa che determina le proprietà della materia. La Teoria delle Stringhe assume che le forze fondamentali della natura possano essere considerate come delle corde, stringhe appunto, monodimensionali vibranti. Esse hanno una dimensione infinitamente piccola, a livello della Costante di Planck (10-35 metri), si propagano nello spazio e interagiscono fra loro costituendo la rete della realtà. Infatti a un livello dimensionale maggiore della Costante di Planck esse appaiono come normali particelle, con massa, carica ed altre proprietà che però sono determinate allo stato vibrazionale della Stringa. Secondo la Teoria delle Stringhe la materia è vibrazione.

Questa visione era già presente ed incredibilmente chiara nell’antichità. In ogni sistema di conoscenza tradizionale infatti, il suono, la parola, la vibrazione vengono considerati la radice della creazione e il sostentamento dell’Universo.

Secondo la concezione vedica l’Universo è formato da cinque elementi o stati della materia che derivano dallo squilibrio primordiale nella forma del suono OM. Il suono è l’energia primordiale che si organizza nelle forme della realtà concreta.

Dalla tensione uniforme degli opposti, una simmetria assoluta, si genera una “rottura” che da luogo a un meccanismo oscillatorio caratterizzato da 3 distinti momenti: propulsione, resistenza e punto di equilibrio, rispettivamente chiamati in sanscrito Rajas, Tamas e Sattva. Questi, attraverso una cascata di eventi, generano i cosiddetti cinque elementi o Panca Mahabhuta che costituiscono tutta la realtà. Sono Akasa (etere), Vayu (aria), Tejas (Fuoco), Jala (Acqua) e Prthvi (Terra) in ordine crescente di densità. In realtà i Panca Mahabhuta sono differenti stati di movimento, di onde che esprimono la loro diversità attraverso “proprietà” caratterizzanti associate alle possibilità percettive umane. In poche parole sono stati vibrazionali della materia in risonanza con i nostri sensi, per cui sono percepibili.

La sequenza a densità incrementale dei Panca Mahabhuta racchiude in sé un elemento di primaria importanza: ogni elemento più denso, poichè derivante dal precedente meno denso, ne contiene le proprietà. È evidente quindi come Akasa (etere) sia presente e determinante in tutti i Panca Mahabhuta.

È importante considerare che il termine Akasa (etere) non corrisponde al vuoto ma al substrato onnipresente che consente agli altri elementi di esistere. È il contenitore che permette alla vibrazione primordiale di esistere e generare l’universo. Quindi così come Akasa (etere), il suono, inteso come vibrazione, definisce e attraversa tutti gli stati della materia determinandone le caratteristiche. È interessante considerare che il sistema uditivo è il primo dei cinque organi di senso a svilupparsi durante la vita fetale e ad iniziare a mediare il contatto con l’esterno. È ragionevole pensare che anche gli altri sensi si sviluppino sulla base delle informazioni uditive. Il suono non è quindi connesso con l’aria come intuitivamente viene da pensare, ma con la struttura stessa della materia.

Continua la lettura su Scienza e Conoscenza 66:

Scienza e Conoscenza n. 66 >> http://bit.ly/2PLGBoi

Rivista - Settembre 2018

Nuove scienze, Medicina Integrata, Coscienza

www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-n-66-settembre-2018.php?pn=1567


venerdì 10 dicembre 2021

Energia, suono, frequenze nella Geometria Sacra


Energia, suono, frequenze, vibrazioni e risonanza nella Geometria Sacra

Archeologia Segreta

>> https://bit.ly/3pCHMGA

Sam Osmanagich, scopritore delle Piramidi bosniache, e Michael Tellinger, ricercatore eclettico e studioso dei Cerchi di pietra in Arica del Sud, hanno dedicato gran parte della loro vita allo studio delle civiltà antiche. Li abbiamo intervistati per comprendere meglio l'importanza delle loro scoperte.

Redazione - Scienza e Conoscenza - 01/12/2021

Intervista a Sam Osmanagich e a Michael Tellinger a cura di Cristina Redi

Il tipo di ricerca da loro condotta ha un’impronta multidisciplinare che consente di studiare e analizzare i siti archeologici non solo dal punto di vista storico, ma sotto molti altri aspetti, avvalendosi di esperti in diversi settori.

Caratteristica dominante di molti siti antichissimi in tutto il mondo, è la presenza di campi energetici molto forti e di frequenze ben definite.

Ho avuto il piacere di collaborare con entrambi, di tradurre i loro libri e di divulgare nel nostro Paese i loro progetti di ricerca. In questa intervista cerchiamo di approfondire con loro il tema energia e suono.

Secondo la ricerca multidisciplinare che avete condotto nei siti archeologici (Piramidi bosniache e Cerchi di pietre in Africa del Sud), l’energia è risultata essere la caratteristica più importante. Potete dirci che cos’è l’energia e da dove proviene?

S.O.: Cos’è l’energia? L’energia è movimento. L’energia è capacità di cambiare. L’energia è capacità di produrre, amplificare o ridurre il campo energetico, che può essere elettrico, magnetico, cinetico, meccanico... anche l’amore crea un campo energetico! Possiamo percepire e possiamo anche misurare molti campi di energia, ma non abbiamo ancora la strumentazione scientifica adeguata per misurare i numerosi campi di energia esistenti nell’Universo. Da dove proviene l’energia? Dalla creazione. Facciamo un’ipotesi: se vogliamo “personificare” la creazione, il Creatore ha iniziato con il pensiero, poi ha prodotto il suono, la vibrazione (risonanza) e poi ha “giocato” con le diverse frequenze e con la loro intensità creando così l’Universo.

M.T.: È probabilmente la domanda più complessa in assoluto. Ogni scienziato o ricercatore ha la propria interpretazione del concetto di energia: ciò che permette alle piante di crescere, l’elettricità che alimenta la nostra industria e le nostre case, ciò che fa muovere un motore, il qi prana…

Ma infine, l’energia sembra essere la fonte trainante di tutto ciò che è intorno e dentro di noi. Ogni definizione è molto evasiva. Non so se saremo mai davvero in grado di comprendere l’energia fino a quando non capiremo a fondo come si manifesta e da dove proviene. La scienza convenzionale ci dice che tutto nasce dal big bang; che tutta l’energia nell’Universo proviene da quella fonte primordiale chiamata “singolarità”. Cos’è la singolarità? Sembra essere solo teoria. Ogni volta che abbiamo a che fare con la scienza mainstream sembra esserci più teoria che fatti scientifici concreti. Tendiamo ad accettare come fatto scientifico ciò che ci viene presentato, ma che in realtà è basato su teorie molto prossime ad essere convalidate. Queste entrano a far parte della nostra vita, si radicano nella nostra cultura, nel nostro sistema educativo e cominciamo a ritenerle fatti scientifici concreti. Attraverso questo meccanismo si crea una resistenza al cambiamento e all’accettazione di nuove conoscenze e scoperte.

Tornando all’energia, questa sembra comunque essere la fonte di tutto nella nostra realtà, sia che si tratti di energia cinetica, sonora, magnetica, luminosa o di altri tipi di forze. Oggi come 100 anni fa ‒ quando con la fisica quantistica si è iniziato a scomporre gli atomi e a osservare le particelle subatomiche ‒ ogni risposta a questa domanda è evasiva.

Sam, il concetto di energia delle civiltà antiche era diverso dal nostro?

S.O.: La differenza principale tra la nostra civiltà del XXI secolo e alcune delle civiltà antiche avanzate è proprio nel concetto di energia. Il nostro si basa sulla sua produzione di energia da varie fonti: il carbone (sporco, inquinante, limitato e costoso), il petrolio e il gas (sporchi, inquinanti, limitati e costosi), il nucleare (contaminante ed estremamente costoso). Il concetto di energia degli antichi si basava invece sull’amplificazione dell’energia prodotta da sorgenti naturali tramite l’utilizzo di forme geometriche, come la piramide, il cono e il cerchio, e...[continua]

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Scienza e Conoscenza - n.78 - La Vita è Vibrazione — Rivista >> https://bit.ly/3pCHMGA

La frequenza primordiale e la geometria sacra alla base della vita dell'Universo

AA. VV.

www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-78.php?pn=1567


lunedì 2 dicembre 2019

Riprogrammare le cellule attraverso il suono



Riprogrammare le cellule attraverso il suono

Nuova Biologia


Ogni cellula produce vibrazioni meccaniche, reagendo a suoni, oscillazioni dei campi magnetiti, luce: si tratta di energia fisica che può essere potenzialmente utilizzata per riprogrammare cellule malate verso l’autoriparazione

Carmen Di Muro - 29/11/2019

È possibile riparare cellule danneggiate con suoni, campi magnetici e luce? Secondo Carlo Ventura laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna, Specialista in Cardiologia e di Ricerca in Biochimica questo sarò uno scenario sicuramente possibile nel prossimo futuro. Presso il laboratorio di Biologia Molecolare del CNR di Bologna, Ventura sta conducendo interessanti e avanguardistici studi sull’effetto delle vibrazioni sonore su cellule staminali umane adulte. Attraverso uno speciale microscopio a forza atomica Ventura ha scoperto come la cellula comunichi attraverso vibrazioni sonore a livello delle sue strutture subcellulari.

«Utilizzando campi magnetici opportunamente convogliati – dichiara Carlo Ventura in un’intervista apparsa su Scienza e Conoscenza 57 ci siamo resi conto che era possibile far acquisire a cellule staminali umane adulte (ottenute per esempio da tessuto adiposo) caratteristiche simil-embrionali, cosa che le ha rese in grado di orientarsi verso destini complessi, quali quello cardiaco, neuronale, muscolare, scheletrico».

Le ricerche di Ventura stanno contribuendo a cambiare il paradigma della medicina, le cui basi, si è rivelato, non sono soltanto chimiche, ma anche e soprattutto fisiche. Ogni cellula infatti produce vibrazioni meccaniche, reagendo a suoni, oscillazioni dei campi magnetiti, luce: si tratta di energia fisica che può essere potenzialmente utilizzata per riprogrammare cellule malate verso l’autoriparazione. L’autoguarigione – la vix medicatrix naturae come la chiamavano gli antichi romani riprendendo un motto di Ippocrate – è insita negli esseri viventi che continuamente riparano e rinnovano le proprie cellule, per fare solo un esempio pensiamo che ogni tre mesi rinnoviamo il 70% delle nostre cellule.

«Noi crediamo – conclude Ventura – che in base al potere diffusivo delle energie fisiche che utilizziamo per riprogrammare le cellule staminali (finora in vitro) sia possibile raggiungere le staminali dove queste si trovano, di fatto in ogni tessuto del corpo umano, senza dover necessariamente ricorrere a un trapianto di cellule esogene, ma piuttosto riattivando la capacità delle cellule staminali tessuto-residenti di innescare un percorso di autoguarigione».

Carlo Ventura ha fondato nel 2011 ha fondato il VID art/science, un movimento internazionale che mira a promuovere un approccio interdisciplinare tra scienziati e artisti, nella convinzione che ogni manifestazione artistica possa parlare alle dinamiche più profonde della nostra biologia.

Approfondisci il tema del suono su Scienza e Conoscenza 66

Scienza e Conoscenza n. 66 >> http://bit.ly/2PLGBoi
Rivista - Settembre 2018
Nuove scienze, Medicina Integrata, Coscienza

approfondimenti:

martedì 6 novembre 2018

La biologia e' suono e musica



La biologia e' suono e musica

Nuova Biologia

Una delle più grandi scoperte della scienza: il DNA. Ciascuno di noi ne ha ricevuto uno, come un libretto di spartiti, uno che non è mai comparso sulla terra e mai più esisterà dopo la sua morte. Questo "libretto di spartiti" si può modificare? Scopriamo insieme come

Emiliano Toso - 05/11/2018

La biologia – scienza della vita – si è dedicata per molti anni a sezionare, fotografare, sequenziare, decodificare le informazioni che provengono dalle più piccole molecole del nostro corpo. In pochi anni siamo riusciti a raggiungere risultati incredibili grazie alla tecnologia e ai progressi della matematica, della fisica, dell’ottica, dell’elettronica.

I miei studi di biologia sono cominciati 25 anni fa quando nei laboratori molecolari dominavano i termociclatori. Da quando Kary Mullis inventò la Reazione di Polimerasi a Catena (PCR), ci fu una vera rivoluzione nella vita di ogni scienziato intento a studiare il codice della vita (il DNA). Poche ore di attesa e si potevano avere miliardi di copie di un’informazione presente nel nostro libretto di istruzioni (o come piace dire a me, di spartiti).

È stata una delle più grandi scoperte della scienza della vita poter interpretare quel codice e scoprire che ciascuno di noi ne ha ricevuto – al momento del concepimento – uno che non è mai comparso sulla terra e mai più esisterà dopo la sua morte. Questo libretto di spartiti viene copiato in ognuna delle nostre 50 mila miliardi di cellule per dar loro la possibilità mettere a punto il proprio funzionamento, costruire i propri mattoncini (proteine), riprodursi, ingrandirsi, quando morire.

Ma se questo libretto contiene uno spartito che crea mattoncini difettosi, saremo costretti a manifestare una patologia?

L’epigenetica, oggi, ci dice di no e ha scoperto che le nostre cellule hanno la capacità di posizionare dei segnalibri e decidere quale spartito leggere. Possiamo cambiare i nostri segnalibri in base a come percepiamo i segnali dell’ambiente intorno a noi e addirittura regolare il volume con cui leggiamo ciascuna pagina.

Tutto ciò è stato scoperto soltanto recentemente e ha creato a sua volta un grande cambiamento nell’approccio dell’uomo verso la biologia e la medicina: da vittima di ciò che ha ereditato dai genitori ad artefice del proprio destino, come un direttore d’orchestra che può decidere quale melodia suonare in questo momento in ogni organo del suo corpo.

Frequenze e vibrazioni alla base della comunicazione cellulare

Fin da piccolo mi piaceva smontare gli orologi, le radio che mio papà portava a casa dal suo negozio e cercare di capire come funzionava ogni più piccolo elemento. Questo approccio così analitico mi ha portato a studiare il funzionamento e la salute del corpo umano ricercandone i segreti nel microscopico mondo delle nostre cellule.

Non dimenticherò mai il momento in cui ho visto al microscopio una cellula staminale (indifferenziata, totipotente, in grado di diventare qualsiasi cellula del nostro corpo) cominciare a pulsare e diventare cellula del cuore. A quella cellula erano stati dati i nutrienti e i segnali chimici che le hanno fatto credere di essere “cuore”. Quella cellula ha lo stesso libretto di spartiti di ogni altra del nostro corpo, eppure grazie ai segnali che riceve decide di mettere proprio lì i suoi segnalibri e di sintetizzare le proteine del cuore.

Ora, vent’anni dopo, qualcosa di ancora più straordinario è alla luce dei nostri occhi. Il Professor Carlo Ventura dell’Università di Bologna ci dimostra come le cellule comunicano tra loro grazie alle vibrazioni di luce e di suono, ci fa ascoltare il suono di una cellula sana, malata e morta. Ma ciò che per me ancora più rivoluzionario è che possiamo mandare a quella cellula staminale gli stessi segnali di differenziamento non più soltanto attraverso nutrienti biochimici, ma attraverso frequenze di suono.

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Rivista - Settembre 2018
Nuove scienze, Medicina Integrata, Coscienza

martedì 23 ottobre 2018

Il suono come radice dell'Universo




Il suono come radice dell'Universo: dalle stringhe alla sapienza vedica
      
Le antiche tradizioni orientali e la scienza moderna mostrano come la vibrazione e il suono siano strutture primordiali alla base dell’Universo

di Antonio Morandi - 22/10/2018

È intuitivo comprendere come la realtà sia permeata di vibrazioni e di suoni, e la moderna fisica non solo ci conferma scientificamente questa intuizione, ma dice anche che la realtà è intrinsecamente formata da vibrazioni. Secondo la Teoria delle Stringhe ad esempio, è lo stato vibrazionale di una stringa che determina le proprietà della materia. La Teoria delle Stringhe assume che le forze fondamentali della natura possano essere considerate come delle corde, stringhe appunto, monodimensionali vibranti. Esse hanno una dimensione infinitamente piccola, a livello della Costante di Planck (10-35 metri), si propagano nello spazio e interagiscono fra loro costituendo la rete della realtà. Infatti a un livello dimensionale maggiore della Costante di Planck esse appaiono come normali particelle, con massa, carica ed altre proprietà che però sono determinate allo stato vibrazionale della Stringa. Secondo la Teoria delle Stringhe la materia è vibrazione.

Questa visione era già presente ed incredibilmente chiara nell’antichità. In ogni sistema di conoscenza tradizionale infatti, il suono, la parola, la vibrazione vengono considerati la radice della creazione e il sostentamento dell’Universo.

Secondo la concezione vedica l’Universo è formato da cinque elementi o stati della materia che derivano dallo squilibrio primordiale nella forma del suono OM. Il suono è l’energia primordiale che si organizza nelle forme della realtà concreta.

Dalla tensione uniforme degli opposti, una simmetria assoluta, si genera una “rottura” che da luogo a un meccanismo oscillatorio caratterizzato da 3 distinti momenti: propulsione, resistenza e punto di equilibrio, rispettivamente chiamati in sanscrito Rajas, Tāmas e Sattva. Questi, attraverso una cascata di eventi, generano i cosiddetti cinque elementi o Pañca Mahābhūta che costituiscono tutta la realtà. Sono Ākāśa (etere), Vāyu (aria), Tejas (Fuoco), Jala (Acqua) e Pṛthvī (Terra) in ordine crescente di densità. In realtà i Pañca Mahābhūta sono differenti stati di movimento, di onde che esprimono la loro diversità attraverso “proprietà” caratterizzanti associate alle possibilità percettive umane. In poche parole sono stati vibrazionali della materia in risonanza con i nostri sensi, per cui sono percepibili.

La sequenza a densità incrementale dei Pañca Mahābhūta racchiude in sé un elemento di primaria importanza: ogni elemento più denso, poichè derivante dal precedente meno denso, ne contiene le proprietà. È evidente quindi come Ākāśa (etere) sia presente e determinante in tutti i Pañca Mahābhūta.

È importante considerare che il termine Ākāśa (etere) non corrisponde al vuoto ma al substrato onnipresente che consente agli altri elementi di esistere. È il contenitore che permette alla vibrazione primordiale di esistere e generare l’universo. Quindi così come Ākāśa (etere), il suono, inteso come vibrazione, definisce e attraversa tutti gli stati della materia determinandone le caratteristiche. È interessante considerare che il sistema uditivo è il primo dei cinque organi di senso a svilupparsi durante la vita fetale e ad iniziare a mediare il contatto con l’esterno. È ragionevole pensare che anche gli altri sensi si sviluppino sulla base delle informazioni uditive. Il suono non è quindi connesso con l’aria come intuitivamente viene da pensare, ma con la struttura stessa della materia.

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Rivista - Settembre 2018
Nuove scienze, Medicina Integrata, Coscienza

mercoledì 17 ottobre 2018

Riprogrammare le cellule attraverso il suono




Riprogrammare le cellule attraverso il suono

ce ne parla Carlo Ventura a SaluScienza 2018

Nuova Biologia      

Ogni cellula produce vibrazioni meccaniche, reagendo a suoni, oscillazioni dei campi magnetiti, luce: si tratta di energia fisica che può essere potenzialmente utilizzata per riprogrammare cellule malate verso l’autoriparazione

Redazione Scienza e Conoscenza - 16/10/2018

È possibile riparare cellule danneggiate con suoni, campi magnetici e luce? Secondo Carlo Ventura laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna, Specialista in Cardiologia e di Ricerca in Biochimica questo sarò uno scenario sicuramente possibile nel prossimo futuro. Presso il laboratorio di Biologia Molecolare del CNR di Bologna, Ventura sta conducendo interessanti e avanguardistici studi sull’effetto delle vibrazioni sonore su cellule staminali umane adulte. Attraverso uno speciale microscopio a forza atomica Ventura ha scoperto come la cellula comunichi attraverso vibrazioni sonore a livello delle sue strutture subcellulari.

«Utilizzando campi magnetici opportunamente convogliati – dichiara Carlo Ventura in un’intervista apparsa su Scienza e Conoscenza 57 ci siamo resi conto che era possibile far acquisire a cellule staminali umane adulte (ottenute per esempio da tessuto adiposo) caratteristiche simil-embrionali, cosa che le ha rese in grado di orientarsi verso destini complessi, quali quello cardiaco, neuronale, muscolare, scheletrico».

Le ricerche di Ventura stanno contribuendo a cambiare il paradigma della medicina, le cui basi, si è rivelato, non sono soltanto chimiche, ma anche e soprattutto fisiche. Ogni cellula infatti produce vibrazioni meccaniche, reagendo a suoni, oscillazioni dei campi magnetiti, luce: si tratta di energia fisica che può essere potenzialmente utilizzata per riprogrammare cellule malate verso l’autoriparazione. L’autoguarigione – la vix medicatrix naturae come la chiamavano gli antichi romani riprendendo un motto di Ippocrate – è insita negli esseri viventi che continuamente riparano e rinnovano le proprie cellule, per fare solo un esempio pensiamo che ogni tre mesi rinnoviamo il 70% delle nostre cellule.

«Noi crediamo – conclude Ventura – che in base al potere diffusivo delle energie fisiche che utilizziamo per riprogrammare le cellule staminali (finora in vitro) sia possibile raggiungere le staminali dove queste si trovano, di fatto in ogni tessuto del corpo umano, senza dover necessariamente ricorrere a un trapianto di cellule esogene, ma piuttosto riattivando la capacità delle cellule staminali tessuto-residenti di innescare un percorso di autoguarigione».

Carlo Ventura ha fondato nel 2011 ha fondato il VID art/science, un movimento internazionale che mira a promuovere un approccio interdisciplinare tra scienziati e artisti, nella convinzione che ogni manifestazione artistica possa parlare alle dinamiche più profonde della nostra biologia.

Il dottor Carlo Ventura sarà presente al Congresso
Iscriviti ora: posti limitati!

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Scienza e Conoscenza n. 66
Rivista - Settembre 2018
Nuove scienze, Medicina Integrata, Coscienza

lunedì 11 dicembre 2017

Il suono del cosmo




Il suono del cosmo

di Dario Giardi


Siamo stati erroneamente portati a pensare che nello spazio cosmico non ci siano suoni. Una convinzione che ci fa sorridere davanti alle esplosioni fragorose presenti nei film di fantascienza. Pensiamo che i suoni delle battaglie interstellari o i rumori dei motori a curvatura di Star Trek non siano altro che errori scientifici perdonabili solo perché inseriti in film di genere. La fantascienza d’altronde non sarebbe tale se non guardasse “oltre” la scienza.

Ci hanno inculcato che il suono è il prodotto esclusivo dell’onda acustica, un’onda generata dall’oscillazione meccanica di atomi e molecole in un mezzo, come ad esempio l’aria. E siccome nello spazio la scienza ha trovato sempre e solo il vuoto, è stato impossibile ipotizzare che potessero svilupparsi e trasmettersi dei suoni.

In realtà, oggi, grazie alle recenti scoperte della fisica quantistica, sappiamo che accanto a quella acustica esiste un’onda elettromagnetica, dovuta alla contemporanea propagazione di un campo elettrico e magnetico, capace anch’essa di generare una vibrazione e quindi un suono. Un’onda, peraltro, capace di muoversi nel cosmo dato che questo non è per nulla vuoto. Dalle recenti scoperte della fisica quantistica, oggi sappiamo che la materia che vediamo non è che una piccola parte di quella esistente, e perciò il vuoto in realtà non esiste. È solo “pieno” di una sostanza diversa che conosciamo pochissimo, chiamata “materia oscura”.

Che cosa significa tutto questo? Che la differenza tra l’onda acustica e quella elettromagnetica è solo un problema di percezione! Infatti, entrambe possono trasportare energia, informazioni e suoni muovendosi in un mezzo più o meno oscuro e rarefatto.

Il Cosmo è quindi un luogo in cui trovare suoni certamente a noi poco famigliari e sintonizzati su frequenze molto diverse della nostra capacità uditiva, ma ciò non di meno, questi suoni ci sono. Il non udire determinate frequenze, per noi, è normale anche sulla Terra. Basti pensare agli ultrasuoni che sono impercettibili all’uomo ma non per alcuni animali. La gamma di frequenze su cui è tarato il nostro orecchio è limitata e al di fuori di questo range, anche l’ambiente terrestre ci appare silenzioso (ma non significa che lo sia realmente).

Pitagora e la musica delle sfere

Che lo spazio abbia una voce, lo scoprì già Pitagora. Il suo orecchio fine gli permise di ascoltare il suono dei pianeti che vibrano nell’Universo tanto che parlò della musica delle sfere. Credeva che un corpo emettesse una nota tanto più alta quanto maggiore fosse la sua velocità, quindi, nel caso di un pianeta, quanto più esso era distante dalla Terra. Anche Keplero s’interessò al suono del cosmo. Nel libro Harmonices Mundi, datato 1619, l’astronomo asseriva che i pianeti intonavano un motivo polifonico e che la loro estensione vocale cresceva all’aumentare della distanza dal Sole: Mercurio rappresentava il soprano, la Terra e Venere il contralto, Marte il tenore, Giove e Saturno il basso. In poche parole, il Sistema Solare era per Keplero una vera e propria orchestra cosmica.

Appurato che lo spazio è più rumoroso di quello che possiamo percepire, c’è un’altra cosa che possiamo scoprire. Oggi possiamo ascoltare i suoni che l’Universo ci regala. Nello spettro elettromagnetico, infatti, è presente una radiazione particolare: le onde radio. Abbiamo con il tempo imparato ad addomesticare queste onde, arrivando a decifrarle e commutarle in suoni udibili.

Attraverso questo meccanismo di ascolto, è stato possibile sentire come risuonano gli impulsi elettromagnetici che ci giungono dai pianeti, da galassie lontane, etc. Le recenti sonde Voyager lanciate dalla Nasa hanno registrato proprio questi suoni profondi.

Il suono era ed è matematica. Rapporti e proporzioni che hanno da sempre regolato il linguaggio musicale come la vita sulla Terra e nel cosmo. Pitagora teorizzò la prima scala musicale avendo compreso che c’era una relazione diretta tra suoni e numeri. Secondo quanto ci racconta Boezio nel suo De Institutione Musica, un giorno Pitagora passeggiava immerso nei suoi pensieri riguardo alle armonie e alle proporzioni del cosmo. A un tratto sentì dei suoni che provenivano da un’officina. Dei fabbri stavano battendo del ferro con quattro mazze su altrettante incudini. Nel battere contro l’incudine, i diversi martelli producevano una cacofonia disordinata e assordante. E tuttavia, di tanto in tanto, il fragore metallico sembrava ammorbidirsi e fondersi in un unico suono gradevole. Pitagora decise di scoprire la ragione del fenomeno, ed entrò nella bottega. I martelli erano di peso differente, e risultò che ciascuno di essi dava origine a una nota distinta. Un momento ne fuoriusciva un rombo indistinto, l’attimo dopo una risonanza armoniosa. C’era qualcosa di concreto in quelle fuggevoli concordanze, quasi ombre di forme appartenenti a un mondo invisibile. Tornato a casa, per studiare meglio il fenomeno, trovando probabilmente scomodo per la sua schiena di studioso il pestare con il maglio, preferì costruirsi uno strumento ad hoc: il Kanon o monocordo. Era formato da una piccola cassetta rettangolare sormontata da una corda. Una volta messa in vibrazione tale corda, Pitagora, probabilmente con l’aiuto di una cassa armonica, ascoltò il suono generato. Provò poi a dimezzare la lunghezza della corda (come quando pigiamo il polpastrello sulla tastiera di una chitarra), ascoltando il suono ottenuto. Scoprì che questo suono era in stretta relazione con il primo, risuonando con una frequenza doppia in un rapporto di 2 a 1. Se, poi, la corda veniva divisa in 3 parti uguali, la corda vibrava in un rapporto di 3 a 1. Proporzioni matematiche che potevano ritrovarsi nel moto dei pianeti, nelle maree, nella spirale delle galassie o nella struttura della conchiglia del mollusco Nautilus.

Coincidenza? No, perfezione, armonia, quell’insieme di apparenti casualità agli occhi degli uomini che in realtà è l’Ordine del Divino. Proprio per questa sorprendente corrispondenza, Pitagora paragonò il mondo stesso a un grande Monocorde, dove l'estremità superiore della corda era legata allo spirito assoluto (Cielo), mentre quella inferiore alla materia assoluta (Terra). La metafora di Pitagora è profonda e importante perché aveva compreso l’esistenza di un’armonia perfetta fra ogni cosa in natura e che la Vibrazione ne era origine e principio. Non a caso Pitagora disse: “Studiate il monocorde e scoprirete i segreti dell'universo”.

approfondimento:

sabato 20 agosto 2016

Il Suono d'Origine




Il Suono d'Origine

di Luciane Dos Santos, Endrik Favero



Il "Suono d'origine" è un viaggio sonoro che, attraverso specifiche armonie in simbiosi al linguaggio biologico della tecnica MO.V riconosciuto dalle cellule, lavora sul DNA e corregge i programmi ereditati registrati nell'inconscio.

L'intero lavoro, in risonanza con il sistema ancestrale presente in ogni persona, porta l'intero corpo a un livello di comunicazione che va oltre la lingua conosciuta, stimolando zone sensoriali mai usate prima.

I brani, singolari nel loro genere, sono un sostegno per elevare il proprio livello vibratorio e raggiungere strati più profondi dell'essere. Ci aiutano all'ascolto dell'energia vibrazionale proveniente da quel luogo chiamato "CASA".


Luciane Dos Santos nasce in Brasile nel 1967. Inizia la sua vita professionale in Brasile come insegnante nel 1986.Consegue la laurea in Estudos Sociais presso Unilassale nel 1988, con specializzazione in História do Rio Grande do Sul.
Durante gli 11 anni in cui ha lavorato come insegnante si è dedicata alla ricerca nell'area dell'educazione con approfondimento nella didattica. In Italia dal 2002, ha dato inizio a un grande cambiamento di percezione nella sua vita in cui ha compreso gli effetti delle memorie sull'esperienza umana, nel 2007 comincia a creare il sistema MO.V, seguendo segnali e indicazioni pervenuti dalla pratica e confermati dall'esperienza stessa.
Dopo quasi tre anni di ricerche decide di insegnare il metodo per verificare se altre persone formate nella MO.V potevano ottenere risultati simili. Da allora, assieme agli operatori MO.V, Luciane continua la ricerca per approfondire e ottimizzare l'applicazione della tecnica.

Endrik Favero è compositore, Arrangiatore e Ricercatore delle Moderne Tecnologie Vibrazionali per il Ri-Allineamento psicofisico. Realizza e produce musica per il benessere e per l'Armonizzazione del corpo a tutti i livelli, basata sulle caratteristiche di ogni singola persona, ambiente o realtà Vivente.
Grazie alla ricerca e allo studio dell'intero Strumento-Corpo Umano, nonché all'esperienza diretta di oltre 15 anni nel campo della Suonoterapia , mette a disposizione Cre-Azioni esclusive: Le Armoniche Chiavi Sonore!
Esponente di riferimento in Italia nel campo della nuova Scienza Cimatica applicata.
(Cymatics Therapy). Laureato in Industrial Design allo IUAV di Venezia, Disegna e Realizza i propri Strumenti musicali / Terapeutici.
Ideatore della Mappa Sonora Umana ID-VIBES® "il Suono d'identità" : la Nuova Tecnologia Sonora che contraddistingue la struttura Armonica di ogni Essere vivente nella sua totalità.
Una via Naturale che Ri-Allinea l'Uomo alla propria Melodia Personale ARMONIZZANDOLO.
Studioso appassionato della relazione tra Musica, Geometria, Bio-Energetica, DNA, Mente, Corpo, Arte, e Forze Creatrici.
Autore dell'Album MEMORIES "Frequenze che Ti chiAmano" (Kreandi Productions) e del Libro/CD "Il Suono d'Origine" (edizioni Michael).


Il Suono d'Origine - Libro >> http://goo.gl/GrQ207
Luciane Dos Santos, Endrik Favero

martedì 16 agosto 2016

Suoni Terapeutici




Suoni Terapeutici

Le frequenze quantistiche e senza tempo che curano corpo mente e spirito

di Lorena di Modugno



Con questo libro si accede ad una visione più ampia e profonda della Dimensione Quantistica del Cosmo Sonoro nel quale viviamo senza nemmeno accorgercene il quale, se ben conosciuto e compreso riserva risultati terapeutici davvero sorprendenti.

L'energia del quantum è l'essenza della vita, la vibrazione potenziale che sostiene l'Universo e partecipa al suo eterno movimento di espansione-contrazione in cui nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma.

La sostanza della vita si esprime mediante un'infinita gamma di frequenze vibratorie che si incontrano, scontrano, intrecciano e organizzano reciprocamente, dando forma alle manifestazioni solide, liquide, aeriformi ed eteriche.


Lorena di Modugno Danesi, Psicologa Psicoterapeuta, è titolare dell’Allevamento amatoriale di gatti Thai (SathyaSaiThai), riconosciuto a livello internazionale (WCF, TICA e PREOSSIA) per la qualità genetica, gli elevati standard nutrizionali (alimentazione e integrazione biologica) ed estetici dei suoi cuccioli.


Suoni Terapeutici - Libro >> http://goo.gl/NsomqR
Le frequenze quantistiche e senza tempo che curano corpo mente e spirito
Lorena di Modugno


lunedì 25 luglio 2016

Scienza e Conoscenza - n. 57




Scienza e Conoscenza - n. 57 - Il potere del suono

Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza

di Autori Vari



Il nuovo numero di Luglio/Settembre 2016 è pieno di novità!

Scoprire che le nostre cellule emettono suoni, vibrazioni e oscillazioni e che comunicano fra loro continuamente può portare a importanti riflessioni sul nostro organismo e sul fatto che la salute si basa sull’energia, sull’equilibrio e sulla risonanza fra noi e tutto il resto del cosmo.

La musica, il suono, la frequenza hanno un potere magico su di noi e possono portare coerenza, equilibrio e avere un effetto positivo o curativo su tutto il nostro corpo. La malattia quindi può essere intesa come un’interruzione di energia e di scambi bio-fotonici nell’organismo, non più analizzata solo a livello fisico organico e nei sintomi. A questo proposito ci possono essere d’aiuto nuove terapie bio-energetiche come la Nutripuntura o l’utilizzo di macchinari elettronici come l’EAV di cui troverete approfondimenti all’interno della rivista.

A conclusione del nostro viaggio nel mondo dell’energia e del suono potrete stupirvi con Luigi Maxmilian Caligiuri che ci offre un bellissimo approfondimento sulla Sonoluminescenza, ovvero il curioso fenomeno di emissione di luce all’interno di liquidi in cui sono generate onde sonore.


 Indice

FISICA E MEDICINA QUANTISTICA

La musica delle cellule. Intervista al dott. Carlo Ventura
A cura di Valerio Pignatta

La musica come nutrimento
Emiliano Toso

La musica di Claude Debussy fra acqua, alchimia e fisica quantistica
Alessandro Nardin

Medicina vibrazionale e campo energetico
Gioacchino Pagliaro

Cosa c'è alla base delle medicine olistiche e quantistiche
Giovanni Vota

MEDICINA NON CONVENZIONALE

La nutripuntura
Elsa Masetti

Intervista al prof. Edilio Giannazzo,
A cura di Marianna Gualazzi

Come le scelte alimentari incidono sull'energia dell'organismo
La redazione

Il salto quantico della medicina
Alexander M. Kozhemyakin

Revici: Un medico geniale a molti sconosciuto
Fiamma Ferraro

Tumore e PH, le nuove frontiere dell’oncologia. Intervista al Dott. Stefano Fais
A cura di Romina Alessandri

LA FISICA DEL SUONO

Creare Energia dal suono: le nuove frontiere della fisica
Luigi Maxmilian Caligiuri

Il potere del suono
Marco Pizzuti

INQUINAMENTO E SALUTE

Aria inquinata indoor: intervista a Michele Pengo
A cura di Emanuele Cangini


Scienza e Conoscenza - n. 57 - Rivista Cartacea >> http://goo.gl/IXUJQs
Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza
Autori Vari

giovedì 17 dicembre 2015

Soul Voice - Libera il tuo Destino con la Voce



Soul Voice - Libera il tuo Destino attraverso il Suono della tua Voce

All'interno CD con Esercizi

di Karina Schelde



Soul Voice - Libera il tuo Destino attraverso il Suono della tua Voce - Libro

Un libro ricco di foto esplicative delle diverse esperienze di Soul Voice sperimentate

Questo manuale innovativo sulla voce umana muterà forma al vostro universo interiore di libertà. Step-by-step Karina Schelde invita il lettore a esprimere ciò che porta dentro, affinché ottenga uno stile di vita più appagante e autentico, collegato finalmente all’anima.

Il libro contiene una ricca gamma di pratiche di auto-guarigione, esercitazioni di gruppo e rituali che vi accompagneranno in un viaggio appassionante di risveglio della voce dell’anima.

Il metodo Soul Voice di Karina Schelde rivela le infinite possibilità della vostra anima, utilizzando il suono della voce in modo consapevole. Sperimenterete ciò che non avreste mai pensato possibile!

Ricco di foto a colori e corredato di CD audio per gli esercizi pratici.

“Karina Schelde ci offre una “medicina del suono” che si fonda su secoli di esperienza fornita sia dalla culture indigene che da quella contemporanea. Questo è un ottimo libro sui diveri usi della voce come strumento di guarigione. Lo consiglio vivamente”.
Michael Bernard Beckwith


Leggi un capitolo del libro "Libera il tuo Destino attraverso il Suono della tua Voce"

La spontaneità del bambino interiore - Estratto da "Soul Voice"

Il bambino interiore ci conosce prima ancora che noi conosciamo lui. Ci invita a gustare l’estasi della vita, a volare con le ali del gioco e della magia. Cominciamo tutto da capo e ritorniamo alle origini diventando bambini innocenti.

Siamo venuti a questo mondo come esseri sensibili. Da bambini avevamo delle intuizioni fenomenali, un’immaginazione magnifica e una spontaneità capace di mostrare tutte le emozioni. Potevamo sentire e vedere al di là dell’ordinario, ed esprimerci liberamente, sul momento. Vivevamo beati sulle ali della libertà in un luogo senza tempo, dove il gioco era la nostra realtà e la nostra guida.

Diventando adulti abbiamo perso il contatto con l’immaginazione, la creatività e la magia del nostro bambino interiore. Efficienza, produttività, aspettative della società ci hanno coinvolto e l’adrenalina ci ha spinto a fare le cose velocemente. Ignorando la nostra voce interiore, abbiamo cercato di adattarci alla struttura della società e alle credenze limitanti. Abbiamo perso il contatto a spese dell’innocenza, della purezza e del vero gioco.

Ciò che abbiamo perso può tornare a noi solo in forme più alte, quando lavoriamo consapevolmente con quella perdita. Non è mai tardi per riacquistare quel prezioso contatto e riportare in vita il nostro bambino interiore. I bambini attorno a noi ci ricordano costantemente di farlo!

Si dice che “se non ritornerai come un bambino non entrerai nel Regno dei Cieli”. Senza reclamare la nostra innocenza e le meraviglie della vita, siamo persi.

Il dottor Newton Kondaveti, ricercatore sul lavoro del bambino interiore, spiega:

Siamo tutti intrinsecamente esseri magnifici, con un potenziale senza limite che è in grado di provare ed esprimere amore incondizionato, gioia e creatività. Tuttavia, per sperimentare la nostra vera natura il bambino interiore dev’essere compreso ed espresso. Fino a quando non ci riconnettiamo con il nostro bambino interiore in un ambiente sicuro e incondizionato, esso rimarrà isolato e solo. Fino a quando non reclamiamo i nostri sentimenti di bambino come la sensibilità, la capacità di meravigliarsi e la vivacità, il nostro bambino interiore rimarrà ferito. Quando riguadagniamo le qualità tipiche dei bambini di spontaneità, creatività e giocosità, saremo capaci di vivere con amore incondizionato e gioia. Quando reintegriamo pienamente il nostro bambino interiore, possiamo diventare esseri umani completi e tornare a sentirci completi.

Chi è il bambino interiore?

Il bambino interiore è una potente e preziosa energia che ha origine nelle memorie ed esperienze della nostra infanzia. Risiede nel nucleo del nostro essere, e sin dall’infanzia si è sviluppato per diventare una parte del nostro sé adulto, sia espresso, che soppresso o dimenticato. Il bambino interiore ha una voce che è sensibile, vulnerabile e onesta, una voce che sa, non importa per quanto tempo l’abbiamo ignorata o il genere di infanzia che abbiamo avuto. Forse la voce del nostro bambino interiore è così tranquilla che abbiamo bisogno di momenti di silenzio per sentirla. Forse il bambino interiore è coperto da tutta una serie di emozioni, false idee, immagini e aspettative. Forse è solamente fuori dalla nostra vista, che aspetta di essere notato e chiamato per nome.

Fai un respiro profondo ora e abbi fiducia che si trovi da qualche parte. Lascia che il tuo bambino interiore si attivi attraverso il gioco e l’ascolto interiore. Diventiamo così seri quando ci dimentichiamo il nostro prezioso bambino interiore. Veramente seri! Troppa serietà nutre il nostro ego ma non ci rende felici. Farci carico degli obblighi della vita di tutti i giorni, pagare le tasse, essere puntuali agli appuntamenti, fare ciò che è necessario per sopravvivere non dovrebbe compromettere il tempo da dedicare al nostro giocoso bambino interiore.

Come facciamo a smettere di essere schiavi delle nostre abitudini e del nostro abituale modo di pensare e di fare? Come facciamo a svegliarci e a prenderci una pausa dalle preoccupazioni per le cose da raggiungere, fare e comunicare? In questo momento, mentre continui a leggere, puoi vedere in una prospettiva diversa la tua vita in base al modo in cui il tuo bambino interiore ti parla. Non ti preoccupare del risultato: ti sarà chiaro quando farai le azioni necessarie. Non sei un bambino smarrito, sei un bambino magico!

Non c’è modo di convincere un nuovo gruppo a dare voce ai suoni più strani e provocatori senza chiamare in causa l’innocenza e la giocosità del bambino interiore di ognuno. Non c’è modo di aprirsi completamente alla libertà senza permettere al bambino interiore di essere attivo; ma, mentre lo facciamo, muoveremo le montagne. Non c’è modo in cui io possa fare affinché le persone lascino andare il loro ostinato controllo e le loro idee giudicanti riguardo a come cantano o a come dovrebbero cantare senza che il bambino interiore regni.

Il bambino interiore è un’espressione del nostro sé più autentico e vulnerabile, e tuttavia anche il più creativo. Ha una sua personalità, è un essere importante che vive dentro di noi, e molto spesso è stato ignorato mentre crescevamo. È diventato un adulto civilizzato ed è stato messo dentro una scatola; le sue innate spontaneità e gioia sono state mascherate. Ti ricordi la magia che sentivi quando vivevi in uno stato naturale di libera espressione, pienamente impegnato? Ciò che vedevi e che provavi era reale; l’immaginazione diventava realtà. Il tempo sembrava fermarsi. In contatto con le nostre emozioni, dicevamo al mondo quello che succedeva con scoppi di pianto, urla, gemiti, risa, canti, e senza preoccupazione di come tutto ciò risuonasse.

I bambini sono puri e presenti e raramente bugiardi o annoiati dal gioco, giusto? Il loro linguaggio del corpo e il tono della loro voce indicherà velocemente cosa succede, in modo che, se si sentono in trappola o infelici, sanno che non è un modo di essere naturale. I bambini sanno, nel loro intimo, che sono la luce del mondo, e che è naturale divertirsi, essere giocosi e felici. Che dono!

Rimanere innocenti e curiosi

Guarda negli occhi di un bambino e ricevi la meraviglia e il mistero. La purezza e l’innocenza del bambino sono contagiose e seducenti. Lo ripeto: senza diventare come bambini ancora e ancora, non possiamo entrare nel regno dei cieli. Questo è il modo in cui siamo venuti al mondo ed è anche quello in cui, si spera, lasceremo questo mondo, innocenti come bambini, ma più saggi.

Il bambino interiore è la scintilla di vita, il succo e l’elisir che fanno la vita degna di essere vissuta. Non importa quanto terribili siano i ricordi che abbiamo della nostra infanzia, o quanti sentimenti feriti portiamo nel nostro corpo cellulare, il bambino interiore è ancora lì che ci sussurra all’orecchio di uscire e giocare per nutrire la magia interiore.

I bambini operano dal loro subconscio per il 50 per cento del tempo, mentre noi adulti usiamo solo il 10-15 per cento. È dal serbatoio del nostro subconscio che hanno origine la nostra immaginazione e i nostri sogni; è nel subconscio che immagazziniamo il nostro potenziale nascosto e la nostra profonda consapevolezza interiore, così come i nostri lati ombra. Desideriamo che queste incredibili curiosità e innocenza si rivelino; di svegliarci al nuovo giorno con gli occhi di un bambino, pieni di meraviglia e con possibilità illimitate.

Come un bambino che sta facendo il suo primo passo assieme a un amorevole genitore che sa che questo bambino un giorno correrà con il vento, Dio vede in noi il nostro potenziale illimitato: già realizzato. Siamo solo noi che vediamo sempre dei limiti o mancanze apparenti nella nostra vita.
Chip Richards

Una delle grandi qualità che il bambino interiore libera in noi è il riso. Se tu osservi le conversazioni in cui ci sono molte risate, ti rendi conto che sono un segno che il bambino interiore è stato attivato, sebbene troppe risate possano anche essere una fuga dalla realtà. La risata del bambino interiore è liberatoria ed è una tale guarigione; più ridiamo, più facile diventa la vita, e in aggiunta stiracchiamo i muscoli del cuore! Non cercare di fermare la risata, se hai cominciato a farne una che è quasi impossibile fermare! Ecco un’annotazione riguardante un’esperienza di questo genere:

Quello scoppio di risa, non riesco a fermarlo, sebbene i muscoli della pancia abbiano dato il segnale di “stop” molto tempo fa. Mi sento infinita e senza confini, è uno stato estatico in cui voglio rimanere, magari anche senza ridere! Percepisco le figure, le forme, i colori, i suoni, i movimenti che normalmente non percepisco nella vita di tutti i giorni. Realizzo guardando un piccolo filo di erba che siamo tutti esseri di luce e che la luce è tutto ciò che esiste. Le mie mani sono calde e il mio cuore batte con una pulsazione calma, solo leggermente accelerata. Comincio a muovere il mio corpo con una camminata al rallentatore. La cosa che noto poi è che la mia voce passa dal riso al canto di antichi motivi: un richiamo, quasi ossessivo. Mi ricorda i suoni della terra: come suonerebbe la terra quando cominciamo ad ascoltare la sua vibrazione nel mezzo della natura selvaggia e incontaminata. Non riesco quasi a tenere più i miei occhi aperti, e lascio che si chiudano. Il mio canto si trasforma in mormorio e questo mormorio non vuole finire. Il mio cuore è umile e la mia anima ricorda. Sono nel mio corpo: sono dentro alla carne umana. La mia voce e il mio bambino interiore sono connessi e ora so che non siamo stai mai separati.

In passato la mia bambina interiore si è sentita ferita e impaurita, gravata dalla timidezza e da problemi di abbandono che avevo occultato, da memorie di non essere stata accudita e di essere giudicata per non aver fatto le cose giuste. È stato quando ho cominciato a onorare i miei sentimenti e a prendermi davvero sul serio che l’ho scoperta. C’erano momenti in cui dicevo: «Non posso vivere senza di te», ma non sapevo allora a chi stavo parlando.

Quando ho cominciato a lavorare più profondamente con tutte le emozioni negate e che mi facevano paura, incluse le mie inadeguatezze, la mia voce è significativamente rinata. Potevo perdonare chi mi aveva ferito e chi non mi aveva compreso quand’ero stata ribelle per rivendicare i miei diritti.

Ora so che la bambina interiore è più vicina a me del battito del mio cuore. Lei è sempre reale e presente; Lei c’è per ricordarmi che la vita è giocosa e sempre creativa. È anche la voce che mi dice: «Non ti lascerò mai», mentre sprigiona un forte impegno e protezione. Se mi trovo in una situazione da cui vorrei fuggire, nascondermi, far finta di essere morta, La chiamo e Lei mi ascolta istantaneamente e bisbiglia: «Ti amo e sei al sicuro».

Permetti alla spontaneità del tuo bambino interiore di essere espressa ogni qualvolta ne hai l’occasione, oppure creati un’opportunità. Fai ciò che ti sorprende, fai ciò che per te è imprevedibile o sconosciuto. Il bambino interiore ama le sorprese!

Prova questo:

Culla un orsacchiotto; ricorda a te stesso come ci si sente a essere un bambino.
Prendi della carta da disegno e delle matite colorate e comincia a disegnare il bambino interiore.
Fai un’attività non abituale: potrebbe essere rischiosa, paurosa o anche proibita. Chiedi al tuo bambino interiore se vuole andare sui pattini, saltare da un trampolino, disegnare nella sabbia, andare in bicicletta o far volare un aquilone.
Pronuncia al tuo bambino affermazioni positive mentre celebri e abbracci la sua innocenza.
Guarda un tramonto che ti lascia pieno di stupore mentre risvegli gli occhi del bambino interiore al mistero. O guarda i miliardi di stelle in una notte limpida. È veramente un mistero, e solo se puoi sentire questa profondità nel tuo cuore il tuo bambino interiore si sveglierà e saprai di cosa sto parlando.
Il mondo del tuo bambino interiore può essere semplice. Infatti, spesso abbiamo bisogno di tornare indietro alle cose semplici per capire come il nostro bambino interiore può venire a patti con la consapevolezza adulta e diventare la nostra guida. Fai che tutto abbia importanza: il modo in cui cammini, il modo in cui bevi il tè, il caffè o il succo di frutta, il modo in cui fai il tuo rituale mattutino in bagno. Fai che queste nuove orecchie e questi nuovi occhi siano riempiti con il mistero e la spontaneità mentre permetti al tuo bambino interiore di comandare durante tutto il giorno.

Fatti una promessa: che non ignorerai mai più il tuo bambino interiore. Sii compassionevole, amorevole e paziente quando attraverserai tempi duri con te stesso e poi chiamaLo o chiamaLa. Non resistere al bambino interiore, accogli la sfida. Quando hai aperto la scatola dei gioielli del bambino interiore, la gioia diventa un’espressione della libertà nella vita di tutti i giorni.

Esercizio: Divertirsi con il gibberish

Quest’esercizio risveglia il bambino interiore. È anche un magnifico esercizio per prenderti meno seriamente. Rilassa il cervello sinistro, e può essere usato con successo anche durante una lite.

Comincia con alcune sillabe che non abbiano senso per te; per esempio, di di di yoo yoo yoo ka ka ka ma ma ma hu hu hu ta ta. Poi comincia a intrecciarle insieme… dima huta yoyo kamahuta… poi decolla… kubi tasa fani bila humakatu raidi ah hola ecc.

Divertiti mentre giochi con qualsiasi tipo di sillabe. Sii spontaneo e non pensare a ciò che stai facendo. Stai dando origine al tuo unico linguaggio gibberish! Questi suoni sono originati dalla parte del cervello che usavamo da bambini, prima del linguaggio lineare.

Ora immagina di avere un’intenzione per il cosiddetto gibberish; puoi esprimere “felicità” con questo linguaggio, per esempio, o puoi esprimere in gibberish com’è l’esperienza di leggere questo libro, o come ti sei sentito durante un recente litigio. Ogni argomento può essere trasformato attraverso questa lingua.

Quando hai terminato, disegna o scrivi un resoconto della tua esperienza e integrala. Nota ogni emozione nascosta che hai elaborato. Divertiti!

Come sviluppare ulteriormente il contatto con il bambino interiore

Non è sempre possibile essere in magico contatto con il bambino interiore; quest’essere prezioso può anche essere ribelle e imprevedibile, dimostrando strani comportamenti. Ha molte “sub-personalità”, alcune delle quali possono portare sentimenti feriti da una vita o possono avere paura di essere visti e di comunicare. Il nostro bambino interiore è anche in relazione a come abbiamo trattato i problemi con nostra madre e nostro padre. Siccome per la maggior parte delle persone potrebbe essere un lavoro continuo, non cominceremo da lì per il momento. Come approccio immediato cominceremo con un facile accesso al mondo del nostro bambino interiore. Non lasciar perdere, sii persistente. Ti aspetta per bussare alla porta, perciò prendi quest’invito e opportunità seriamente. Potresti pensare, Oh, sì, sono già in contatto con il mio bambino interiore, va bene! Allora fai il proposito di avere il tuo bambino interiore come guida permanente.

Esercizio: Lo specchio per trovare TE STESSO

Pratica quest’esercizio quando ti senti pronto. Ti permette di cominciare a ricordare e riconoscere il tuo bambino interiore e ciò che desidera comunicare.

Prendi uno specchietto o uno specchio da parete, siediti di fronte e guardati negli occhi. Fai un paio di respiri profondi e sentiti centrato nel tuo cuore. Puoi impiegare dai cinque ai dieci minuti per fare quest’esercizio. Lo specchio non mente; ti vede e ti conosce. Abbi fiducia in quello che percepisci e non giudicare. Diventa consapevole di liberarti dai pensieri che ti preoccupano connettendoti con il tuo respiro. Ascolta il tuo sé interiore e se scopri che vorresti essere qualcuno diverso dalla persona che vedi, lascia andare quel pensiero.

Ora focalizzati sul vedere il bambino interiore in tutta la sua espressione. Lei o lui potrebbero essere più evidenti negli occhi, sulle guance o attorno alla bocca. Oppure potresti essere in grado di catturare un’impressione globale guardandoti intensamente. Ricorda di respirare. Cerca l’innocenza, l’apertura, lo humour e la giocosità; ascolta con fiducia la voce del bambino interiore.

Continua a focalizzarti intensamente e credi in questo bambino interiore, non importa quello che percepisci. Lascia che i colori, le immagini o le memorie arrivino alla superficie e si rivelino.

Parla con il tuo bambino interiore a voce alta o in silenzio. Lascia che il contatto che percepisci si espanda mentre familiarizzi con lei o lui.

Ogni volta che fai quest’esercizio nuovi tesori ti saranno rivelati.

Quando senti di aver terminato, smetti di guardarti negli occhi e lascia lo specchio. Stenditi per terra e rilassati per un po’. Disegna o scrivi nel diario la tua esperienza quando sei pronto e sii grato per quest’esperienza unica. Divertiti!


Indice

Prefazione

Ringraziamenti

Come usare questo libro

La voce umana come massima espressione

Il suono primordiale è la lingua originale

L’espressione primitiva attraverso i “baby sounds”
L’animale primordiale dentro di noi
L’arte dell’ascolto

Ogni cellula nel tuo corpo è un orecchio
Mettere un confine ai rumori invasivi
Le emozioni sono i direttori d’orchestradel nostro benessere

Accettare e aver fiducia nell’ignoto
Il rilascio della rabbia
Il rilascio del dolore
Per prima cosa ama te stesso
Comunicare con l’anima

Ascoltare con l’anima
Cantare l’anima dell’umanità
La spontaneità del bambino interiore

Divertirsi con il gibberish
Lo specchio per trovare TE STESSO
Liberare l’espressione attraverso la “recitazioneterapeutica”

Essere niente ed essere tutto
Chi sono io?
Il respiro, un portale per la voce

Il respiro pieno e profondo
Respira pienamente per dare e ricevere in armonia
Intuizione e forma fisica dei principali sensi

Lascia che il profumo t’inebri
Mangiare al rallentatore: infusione di una consapevolezza più alta
Vedere al di là e all’interno
Sentire è guarire
Ascoltarsi dentro
Intuizione e chakra
La natura è la nostra casa

Nel centro della terra
Il supporto degli alberi
Pulire con l’acqua
Identificazione con il sole
L’aria: il messaggero
Cura degli elementi con i suoni
Rilassamento e arrendevolezza

Il suono e il movimento rigeneratore
Meditazione della morte
Il flusso intuitivo e il movimento
Il rito dei cinque tibetani
Un mondo di compassione e unicità

La gratitudine si moltiplica
Cura telepatica del pianeta con i suoni e la comunità Soul Voice

Cura telepatica planetaria con i suoni
Storie di casi dai Soul Voice Practitoners

Bibliografia

Libera il tuo destino attraverso il suono della tua voce: CD di istruzioni


Karina Schelde
Soul Voice - Libera il tuo Destino attraverso il Suono della tua Voce - Libro >> http://goo.gl/DspciI
All'interno CD con Esercizi


venerdì 22 maggio 2015

Il Canto Armonico

Il Canto Armonico

di Jonathan Goldman



INTRODUZIONE

Nelle antiche tradizioni sciamaniche della Mongolia, dell’Africa, dell’Arabia e del Messico, nelle tradizioni arcane cabalistiche del Giudaismo e del Cristianesimo e nelle sacre tradizioni spirituali del Tibet, i suoni vocali e gli armonici, conosciuti anche come ipertoni, sono stati usati per guarire e trasformare. Sono stati usati per comunicare con le divinità ed invocarle, per bilanciare i centri energetici del corpo e per attivare le risonanze del cervello. In tutti questi anni di ricerca e di studio nel campo del suono terapeutico e del trasformativo, non ho trovato altra tecnica che racchiuda il potere del suono sacro come gli armonici. L’abilità di creare due o più note contemporaneamente non è altro che magia!

Il fatto che questi suoni possano essere usati per intervenire in campo fisico, emotivo, mentale e spirituale li rende ancora più straordinari. Fino a tempi recenti, la conoscenza della creazione degli armonici vocali è rimasta esclusivamente custodita dal mistero esoterico delle tradizioni e non era permesso al non iniziato di accedere a questo incredibile aspetto del suono. Negli ultimi dieci anni tutto questo è cambiato. I monaci tibetani di Gyume e Gyuto hanno fatto esibizioni pubbliche in tutto il mondo. Le registrazioni dei coristi hoomi della Mongolia sono in commercio. In Occidente, musicisti, studiosi di meditazione e terapeuti del suono come David Hykes, Jill Purce e Michael Vetter stanno portando alla luce le virtù degli armonici.

Questa potente e mistica capacità permette di emettere due o più note contemporaneamente. È uno dei fenomeni sonori più straordinari. Creare armonici vocali è un’avanzata forma di trasformazione e guarigione personale quando si è in grado di produrre i suoni da sé. Una volta raggiunta una capacità anche rudimentale di intonare armonici, il modo di ascoltare e di emettere suoni si modifica per sempre. Rende possibile l’apertura dello spettro sonoro che risuona e riverbera nell’intero universo la scienza degli armonici.

CHE COS’E’ IL SUONO?

L’universo vive di suoni ed in tutti questi suoni sono presenti gli armonici. Gli armonici, conosciuti anche come ipertoni, sono un fenomeno sonoro che si verifica ogni volta che un suono viene emesso. Normalmente, ci sembra di percepire note singole quando sentiamo uno strumento musicale come il violino ed il pianoforte che suonano una nota. Invece, quasi tutte le note prodotte da strumenti musicali, dalla nostra voce o da altre sorgenti sonore, non sono realmente note pure”, ma sovrapposizioni di frequenze di note pure, chiamate “parziali”. La più bassa di tutte queste frequenze è detta “la fondamentale”.

Tutte le parziali con frequenza maggiore della fondamentale sono dette “ipertoni”. Prima di cominciare un esame degli armonici come fenomeno sonoro, cominciamo ad analizzare il suono. Il suono è un’energia vibrazionale che ha forma ondulatoria. Queste onde sono scientificamente misurate in unita’ dette hertz (Hz) e prendono in considerazione il numero di cicli per secondo creati dall’energia in questione. Tale quantità’ è comunemente conosciuta come “frequenza”. È soggettivamente sperimentata come “tonalità”.

FREQUENZA

Una corda che vibra cento volte al secondo genera un suono misurabile in 100 Hz. questa è la sua frequenza. Una corda che vibra 1.000 volte al secondo sarebbe misurata in 1.000 Hz. Noi possiamo ascoltare i suoni con vibrazioni comprese tra i 16 ed i 25.000 Hz. Questa considerazione può variare di molto, in relazione all’individuo ed alla sua età’. Mentre il limite superiore riferito a giovani con un udito perfetto può talvolta raggiungere i 25.000 Hz, c’è una larga percentuale della popolazione che non può sentire suoni con una frequenza superiore ai 10.000 Hz. I suoni oltre i 25.000 Hz sono detti ultrasuoni. I suoni al di sotto dei 16 Hz sono detti E.L.F.S. (Extreme Low Frequencies, frequenze estremamente basse).

Più lentamente un suono vibra, più lo percepiamo basso. Più vibra velocemente, più lo percepiamo alto. Su un pianoforte, la nota più bassa vibra con una frequenza di 4186 Hz. Frequenze differenti che hanno misure specifiche danno origine alle differenti note che compongono le scale musicali usate oggi. Se esaminiamo le note di un pianoforte, vediamo che sono divise in 7 tasti bianchi e 5 neri. I 7 tasti bianchi rappresentano le note della cosiddetta “scala diatonica”, che è la scala più diffusa nella musica occidentale.

Partendo dal Do, le note sono Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, per finire con un altro Do. I tasti neri rappresentano i diesis (o i bemolle), i gradini tra una nota e l’altra dei tasti bianchi. Sono il Do# (o Re b), il Re# (o Mi b), il Fa# (o Sol b), il Sol# (o La b), il La# (o Si b). Se una corda di un pianoforte vibra 256 volte al secondo diremo che la sua frequenza è di 256 Hz. Questa frequenza origina una nota la cui tonalità’ è detta Do. Si fa riferimento alle note anche con quest’altra notazione: C, D, E, F, G, A, B. Su un pianoforte, una corda che vibra a 293 Hz è un Re; una che vibra a 330 Hz è un Mi; a 349 Hz è un Fa; a 392 Hz è un Sol; a 410 Hz è un La; a 494 Hz è un Si e a 512 è nuovamente un Do.

TONALITÀ

Nei vari sistemi di tonalità per i vari strumenti musicali si verificano differenti frequenze per note particolari. La nota Do, per esempio, può variare tra i 251 ed i 264 Hz, ed anche le altre note della scala possono variare in modo notevole. Questo dipende dal luogo in cui si accorda uno strumento (la sua tonalità da concerto è diversa negli Stati Uniti e in Europa) e dallo strumento che si sta accordando (le tonalità di un pianoforte sono diverse da quelle di un violino).

La questione della tonalità è piuttosto complessa. Le differenze d’intonazione hanno a che fare con la matematica. Se chiamiamo una nota che vibra a 256 Hz Do, e una nota che vibra con una frequenza doppia di 512 Hz Do di un’ottava superiore, esistono molti diversi modi di dividere le altre note tra questi due Do. Alcune accordature sono basate sulla serie di armonici e sui rapporti tra armonici. Altre si basano su un equa divisione tra le note. È un argomento intrigante e complicato.

IPERTONI

Continuando con l’esempio di una corda che vibra a 256 Hz e a cui ci riferiamo come Do, quando la ascoltiamo normalmente sentiamo la nota Do. Questo accade facendo riferimento solo alla nota fondamentale. Infatti, quando quella corda vibra 256 volte al secondo e quel Do sta suonando, molte altre note, oltre a quella fondamentale, stanno suonando. Queste sono dette “ipertoni”.

In molti casi non riusciamo a distinguere i differenti ipertoni che stanno risuonando e che contribuiscono a ciò che definiamo il timbro di uno strumento. Differenti strumenti suoneranno tutti gli ipertoni, ma specifici ipertoni sono più evidenti in differenti strumenti. Questi armonici dominanti sono chiamati modellanti”. Sono la parte dello spettro sonoro dove l’energia è maggiormente concentrata.Gli armonici sono responsabili della modellazione dei singoli suoni che noi udiamo e dell’unicità del timbro di ogni strumento. In un laboratorio elettronico, gli armonici sono stati separati grazie a filtri speciali in tre diversi strumenti. Ascoltando questi strumenti privati dei loro armonici era impossibile distinguerli l’uno dall’altro, nonostante in condizioni normali non sarebbe stato difficile riconoscere un violino da una tromba o da un pianoforte.

Gli ipertoni sono presenti anche nelle nostre voci e sono, infatti, responsabili delle nostre doti canore e della nostra voce unica. Ogni voce è diversa ed ogni voce ha le sue specifiche “modellanti” che risuonano quando parliamo. Gli armonici sono matematicamente in relazione tra loro. Ricordate l’esempio della corda che vibra a 256 Hz ed origina il Do? Mentre la corda vibra 256 volte al secondo, altre onde sonore sono state generate e vibrano come multipli geometrici di 256 Hz. Il primo armonico vibra due volte più velocemente della fondamentale, in un rapporto di 2 a 1, o 512 vibrazioni al secondo. Questo crea una nota a cui si fa riferimento come ad un intervallo di un ottavo della fondamentale, ed è anch’essa chiamata Do.

I PRIMI 16 ARMONICI

Lo schema della pagina seguente mostra i primi 16 armonici creati usando un Do di frequenza 256 Hz come fondamentale. Mostra anche la sua frequenza e l’intervallo generato. La prima colonna rappresenta il nome dato all’armonico. La seconda mostra l’intervallo creato dall’armonico nell’ottava. La terza indica il nome parziale dell’armonico e la quarta la sua frequenza. I primi 16 armonici creati partendo dal Do (256 Hz) come fondamentale Un intervallo è la differenza di intonazione tra due note. Un esempio è la differenza tra due note suonate sul pianoforte. La differenza tra queste due note è detta intervallo.

* Il secondo armonico che suona vibra tre volte più velocemente della fondamentale, in un rapporto di 3 a 1, a 768 Hz. Questa crea una nota a cui si fa riferimento con un intervallo di un’ottava ed una quinta sulla fondamentale. Il nome che diamo a questa nota è Sol.
* Il terzo armonico che suona vibra quattro volte più velocemente della fondamentale, in un rapporto di 4 a 1, a 1.024 Hz. Questa nota crea un intervallo di un ottava sulla prima nota. ~ due ottave sulla fondamentale ed è anch’essa chiamata Do.
* Il quarto armonico suona vibrando 5 volte più velocemente della fondamentale, in un rapporto di 5 a 1, a 1280 Hz. Onesta nota crea un intervallo che è di due ottave ed una terza superiore alla fondamentale. Questa nota è un Mi.
* Il quinto armonico vibra 6 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 6 a 1, e genera un altro Sol, un’ottava sopra il secondo armonico.
* Il sesto armonico vibra 7 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 7 a 1, e crea una nota che normalmente non si trova sulla tastiera di uno strumento. Questa nota è leggermente più bassa di un Sib (spesso indicata con un Sib-).
* Il settimo armonico vibra Otto volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 8 a 1 e crea un nuovo Do superiore al primo di tre ottave.
* L’ottavo armonico vibra 9 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 9 a 1 e genera un Re.
* Il nono armonico vibra 10 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 10 a 1 e genera un nuovo Mi, superiore a quello creato dal quarto ipertono di un’ottava.
* Il decimo armonico vibra il volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 11 a 1 e genera un’altra nota che normalmente non si trova su una tastiera. Questa nota è leggermente più bassa di un Fa# (riportata come Fa#-).
* L’undicesimo armonico vibra 12 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 12 a 1 e crea un altro Sol, superiore di un’ottava a quello generato dal quinto ipertono.
* Il dodicesimo armonico vibra 13 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 13 a 1 e crea un’altra nota che non si trova sulla tastiera, leggermente più bassa di un La (riportata come La-).
* Il tredicesimo armonico vibra 14 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 14 a 1 e genera un altro Sib-, superiore di un’ottava a quello prodotto dal sesto ipertono.
* Il quattordicesimo armonico vibra 15 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 15 a 1 e genera una nota chiamata Si naturale.
* Il quindicesimo armonico, che vibra 16 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 16 a 1, genera un altro Do, che è di 4 ottave superiore al primo.

Questi sono gli armonici delle prime quattro ottave, generati dal primo Do, che abbiamo definito “fondamentale” e che è stato suonato su uno strumento. Questi non sono comunque tutti gli ipertoni prodotti. In teoria, la serie degli ipertoni è infinita, con ogni armonico multiplo geometrico della fondamentale che diventa più veloce e più alto.

SCIENZA E MUSICA

La questione fondamentale degli armonici o ipertoni è la loro relazione matematica. Per esempio, il rapporto tra il secondo ed il terzo armonico è di 3 a 2. Questo è un intervallo detto “di quinta”. Questa relazione può avere profondi effetti sugli aspetti armonici e curativi del suono. Questi sono gli armonici prodotti suonando un Do.

Gli stessi rapporti armonici emergono indipendentemente dalla nota fondamentale, anche se le tonalità prodotte dalla fondamentale sono differenti. Se prendessimo queste note e con esse formassimo una scala, avremmo una scala così composta: Do, Re, Mi, Fa#-, Sol, La-, Sib- e Do. In India, dove l’arte della musica si è sviluppata al punto di divenire una scienza, ci sono migliaia di scale, chiamate Raga, che mirano ad avere particolari effetti sulle emozioni. La scala che nasce dalle serie armoniche delle prime quattro ottave è conosciuta come “Raga Saraswati”.

È chiamata con il nome della Dea indiana della musica e della scienza, Saraswati. In culture differenti la musica e la scienza non sono state separate come in Occidente. Le antiche scuole misteriche della Grecia, dell’India, del Tibet e dell’Egitto avevano un vasta conoscenza della relazione tra musica e guarigione, basata sul principio di vibrazione come la forza creatrice fondamentale dell’Universo.

PITAGORA E IL MONOCORDE

Nell’antica Grecia, il dio Apollo era la divinità della musica e della medicina. Esistevano templi di guarigione che usavano la musica come forza principale per armonizzare corpo e spirito. Uno dei pensatori greci più lungimiranti che continua ad influenzare con il suo pensiero la nostra cultura è Pitagora, un filosofo del VI secolo a.C., conosciuto al giorno d’oggi come il padre della geometria. Fu anche il primo intellettuale occidentale a mettere in chiaro le relazioni tra gli intervalli musicali.

La chiave di questa scoperta fu uno strumento molto semplice chiamato monocorde, costituito da una sola corda tirata su una struttura in legno. Usando il monocorde, Pitagora fu in grado di scoprire che la divisione musicale creata dall’uomo dava origine a determinati rapporti. Esaminando gli intervalli creati da questa divisione, Pitagora scoprì che tutti i rapporti numerici potevano essere espressi. Questi rapporti numerici, come 2:1, 3:2, 4:3, erano archetipi della forma, dato che erano dimostrazioni dell’armonia e dell’equilibrio che si potevano osservare in tutto il mondo. Se, per esempio, una corda viene divisa in 2 parti uguali, la nota che essa produce è di un’ottava più alta della nota prodotta dalla corda intera. Le due parti uguali vibrano in un rapporto di 2 a 1(2:1). Se, poi, la corda viene divisa in 3 parti uguali, la corda vibra in un rapporto di 3 a 1(3:1).

Quando la corda è divisa in 4 parti uguali, questa crea un rapporto di 4 a i (4:1). Tornando ai rapporti sviluppati dalle corde armoniche, è evidente che la divisione della corda effettuata dall’uomo segue esattamente i rapporti delle serie armoniche. È probabile che la nostra comprensione dei rapporti e del sistema matematico che li governa si basi sulle osservazioni di Pitagora in campo musicale. Si dice che abbia detto: “Studiate il monocorde e scoprirete i segreti dell’universo”. Dallo studio di un unica corda vibrante si potrebbero scoprire gli aspetti microcosmici della vibrazione sonora e, grazie a questo, si potrebbero studiare le leggi macroscopiche che regolano il cosmo. Pitagora credeva che l’universo fosse un immenso monocorde, uno strumento con una sola corda tirata tra il cielo e la terra. L’estremità superiore della corda era legata allo spirito assoluto, mentre l’estremità inferiore era legata alla materia assoluta. Attraverso lo studio della musica come una scienza esatta è possibile conoscere tutti gli aspetti della natura. Egli applicò le sue leggi sugli intervalli armonici a tutti i fenomeni naturali, dimostrando la relazione armonica insita in elementi, pianeti e costellazioni. Pitagora parlò di “musica delle sfere”. Pensava che i movimenti dei corpi celesti che si spostavano nell’universo producessero un suono. Questi suoni potevano essere percepiti da chi si era preparato con coscienza ad ascoltarli.

La Musica delle Sfere poteva anche essere suonata negli intervalli delle corde pizzicate. Per Pitagora ed i suoi studenti la Musica delle Sfere era più di una metafora. Si diceva che il maestro greco fosse in grado di sentire i suoni dei pianeti che vibravano nell’universo. Per secoli gli scienziati hanno fatto ipotesi sulla relazione tra il movimento dei corpi celesti ed il suono. Recentemente, usando avanzati principi matematici basati sulle velocità orbitali dei pianeti, un gruppo di scienziati ha abbinato differenti suoni a differenti pianeti. Sembra che esista un’incredibile relazione armonica. Forse questo antico maestro era davvero dotato di un udito in grado di percepire i movimenti astronomici come suono. Nell’esempio musicale degli armonici, la loro creazione è spiegata dai rapporti matematici osservati sulla corda pizzicata. In realtà gli armonici sono una manifestazione di tutte le forme di vibrazione.

L’udito è limitato ad oggetti che vibrano con frequenze tra i 16 ed i 25.000 Hz (le vibrazioni comprese in questo campo sono percepite come suoni udibili), ma questo non significa che, solo perché non possiamo ascoltare suoni al di sopra o al di sotto di questi limiti non ci siamo onde sonore impercettibili ovunque. Tutto ciò che vibra genera armonici. Poiché l’universo è composto unicamente di vibrazioni, ogni cosa crea note fondamentali con armonici, dagli elettroni che ruotano attorno al nucleo ai pianeti che orbitano attorno al sole. Pitagora aveva una scuola sull’isola di Crotone, dove insegnava le sue spiegazioni ai fenomeni dell’universo. L’antica scuola misterica operava a tre livelli di iniziazione. Il primo livello, quello degli “acoustici”, insegnava a riconoscere ed a mettere in pratica le varie proporzioni musicali, spiegate utilizzando il monocorde. Il secondo livello, quello dei “matematici”, approfondiva il discorso con la conoscenza dei numeri, ma anche con la purificazione individuale e l’autocontrollo mentale. Prima di accedere al livello successivo era necessario che il discepolo fosse pienamente consapevole nel corpo e nello spirito delle responsabilità legate alle sacre informazioni che stava per ricevere.

Il terzo e più alto livello di iniziazione, quello degli “electi”, portava all’apprendimento di procedimenti segreti di trasformazione fisica e di guarigione con il suono e la musica. Ben poco è sopravvissuto degli insegnamenti iniziatici più elevati della scuola di Pitagora. Gli insegnamenti relativi ai suoi teoremi di geometria e delle proporzioni musicali sono parte delle nostre conoscenze attuali in campo numerico e acustico. I suoi concetti filosofici, come la Musica delle Sfere, continuano a trovare posto nelle dottrine esoteriche. Ma fino ad ora, i segreti sull’uso del suono e della musica a scopo curativo sono andati perduti. Si dice che Pitagora morì quando la sua scuola a Crotone andò in fiamme. Alcuni suoi studenti proclamarono di aver tramandato i suoi segreti insegnandoli ad altri discepoli in altre terre.

CONCLUSIONI SUGLI ARMONICI VOCALI

È ormai chiaro che esiste una nuova forma di armonici vocali che io ed altri insegnanti di suono stiamo insegnando. È diversa dall’Accordo ad Una Voce tibetano e dallo stile hoomi mongolo e tuvano. È fondamentalmente un nuovo stile di canto armonico insegnato e praticato negli Stati Uniti ed in Europa. Io lo chiamo Nouveau European Vocal Harmonics. Il Nouveau European Vocal Harmonics è basato sulle tecniche utilizzate nelle tradizioni tibetane, mongole e tuvane. È comunque uno stile nuovo, che non richiede anni di pratica e non porta a forzare la voce per creare armonici vocali. Il Nouveau European Vocal Harmonics si impara facilmente e porta a risultati stupefacenti. Questo stile di creazione degli armonici vocali rappresenta una nuova forma di emissione sonora accessibile a tutti gli occidentali. Dato che la consapevolezza del suono è in continua espansione, abbiamo ora un nuovo modo di operare con il suono che ne tiene conto. Questo non sarebbe mai successo se i Tibetani ed i Tuvani non avessero condiviso le loro tecniche con noi.

tratto da: “Il potere di guarigione dei suoni” di Jonathan Goldman
ed. Il punto d’incontro.

Jonathan Goldman
Il Potere di Guarigione dei Suoni >> http://goo.gl/CbnGkn
Come utilizzare le armoniche vocali per creare equilibrio armonia e salute
Editore: Punto d'Incontro
Data pubblicazione: Novembre 2007
Formato: Libro - Pag 164 - 17x22
Data di prima pubblicazione: 2000