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lunedì 2 marzo 2015

Sport e sistema immunitario

Sport e sistema immunitario

Come e quando praticare attività fisica per trarne il massimo beneficio

di Simone Soldani - 24/02/2015



Sport e sistema immunitario

L’esercizio fisico, se praticato con regolarità provoca degli aggiustamenti ed adattamenti in molti apparati del nostro organismo. Questo si verifica anche nel sistema immunitario.
Durante una singola seduta di allenamento, possiamo osservare numerosi cambiamenti nelle differenti classi di globuli bianchi.
La concentrazione di granulociti neutrofili aumenta durante l’attività fisica.

Durante esercizio, aumenta anche il numero dei linfociti B e T ma allo sospensione dello stesso, soprattutto se l’allenamento è stato molto intenso e prolungato (superiore all’ora), la concentrazione dei linfociti si abbassa al di sotto dei valori iniziali. Oltre a verificarsi una riduzione di numero dei linfociti presenti nel sangue, si ha un generale indebolimento della funzionalità difensiva delle diverse sottopopolazioni di linfociti, che viene definita come depressione immunitaria post esercizio. Tali modificazioni risultano minori se l’intensità dell’attività fisica è moderata e la durata inferiore all’ora. In questo secondo caso, infatti, i linfociti tornano rapidamente ad avere una concentrazione nel sangue simile a quella precedente lo sforzo.

L’esercizio fisico di elevata intensità produce effetti significativi anche sulla concentrazione di citochine (molecole proteiche) nel sangue. Gli studi hanno dimostrato che la quantità di interleuchina-6 (IL-6), che ha effetti infiammatori, può aumentare anche di 100 volte, soprattutto se il lavoro muscolare è avvenuto attraverso contrazione eccentrica (in allungamento). È da notare che è lo stesso muscolo lesionato a produrre IL-6, mentre l’IL-1 (che ha effetti antinfiammatori) è secreta dai monociti.

Un ruolo importante, che determina le modificazioni che abbiamo avuto modo di vedere è dovuto a fattori neuro-ormonali. È risaputo che i livelli di ormoni quali l’adrenalina, la noradrenalina e l’ormone della crescita aumentano durante un esercizio fisico intenso, per ritornare ai valori fisiologici poco dopo il termine della seduta di allenamento. L’incremento di adrenalina e noradrenalina sembrerebbe essere responsabile della risposta dei linfociti, mentre l’ormone della crescita agirebbe maggiormente sui granulociti neutrofili. Nelle 2/3 ore successive l’attività fisica, prevale l’azione del cortisolo (ormone dello stress), che è responsabile della riduzione della concentrazione dei linfociti nel sangue e della loro minore funzionalità.

Quanto detto fino ad ora, può essere riassunto nella cosiddetta teoria della “finestra aperta”. Infatti, dopo un esercizio fisico intenso e protratto, esisterebbe un periodo di alcune ore, nel quale il sistema immunitario è in generale meno efficiente, e nel quale gli agenti patogeni, come virus e batteri, potrebbero provocare più facilmente un’infezione, riducendo di conseguenza lo stato di salute. Secondo alcuni studiosi questo periodo di ridotta efficienza del sistema immunitario potrebbe mantenersi per tempi maggiori. A tal proposito, vi voglio citare uno studio effettuato su concorrenti della Maratona di Boston, nel quale, è stato dimostrato che il numero d’infezioni respiratorie nelle due settimane successive la competizione era di circa 6 volte maggiore tra le persone che avevano portato a termine la gara, rispetto a coloro che si erano iscritti alla manifestazione, ma che poi non vi avevano partecipato.

Allenamento sportivo e funzione immunitaria

La funzionalità immunitaria di atleti che si allenano frequentemente non mostra particolari differenze rispetto alla funzione immunitaria di persone sedentarie. I diversi studi presi in esame confermano che il sistema immunitario sembrerebbe essere lievemente potenziato negli atleti, ma nulla di più. Differenze maggiori è possibile notarle negli atleti che presentano una sindrome da sovrallenamento.

Per sovrallenamento, s’intende quella condizione nella quale l’atleta è eccessivamente stressato da allenamenti e competizioni, che si verificano con una frequenza tale, da determinare una riduzione della performance sportiva, e tale riduzione persiste anche dopo un appropriato periodo di riposo. Questi atleti presentano una ridotta funzione immunitaria, tra cui, una evidente riduzione delle immunoglobuline presenti nella saliva e nel sangue, oltre che un’inversione del rapporto fra alcuni tipi di sottopopolazioni di linfociti. Quanto detto determina un aumento del numero di infezioni in generale, soprattutto a carico delle prime vie respiratorie (raffreddori, faringiti, laringiti, bronchiti). Per spiegare questa riduzione della funzione immunitaria, sono state formulate numerose ipotesi, ma da un punto di vista scientifico, non è ancora stata formulata una teoria esaustiva che metta d’accordo tutti.

Attività fisica adeguata ed equilibrata

Ippocrate (460 a.C. – 377 a. C.) considerato il padre della medicina amava dire: “se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute”.

Le parole su cui voglio che prestate attenzione sono: “né in difetto né in eccesso”. L’attività fisica o se preferite lo sport, non apporta i benefici sperati se non lo praticate con una certa regolarità nel tempo (due, tre, quattro volte la settimana). All’estremo opposto, praticare sedute di allenamento eccessivamente faticose, con una frequenza elevata, non permettendo a voi stessi un adeguato recupero tra una seduta e quella successiva non è salutare. Imparate quindi a praticare la giusta dose di esercizio fisico, proprio come insegnavano nell’antichità.

Maurizio Morelli
Yoga per lo Sport >> http://goo.gl/ZA70Ap
I sorprendenti contributi di un'arte antica agli sport oggi più diffusi
Editore: Red Edizioni
Data pubblicazione: Marzo 2009
Formato: Libro - Pag 125 - 19x23,5
Note: Illustrato con foto a colori



lunedì 9 settembre 2013

Osteopatia Yoga Sport

Osteopatia Yoga Sport

Il Movimento nella vita, la vita nel movimento

di Giacinta Milita



La meraviglia della consapevolezza

Scoprire il filo dorato che lega la pratica dello Yoga con l'Osteopatia nel miglioramento delle performance Sportive

Vi è mai capitato di soffermarvi a riflettere su ciò che succede nel nostro corpo senza che ce ne rendiamo conto? La fisiologia del nostro vivere fluisce bilanciandosi così frequentemente che il sistema nervoso ogni tre secondi fa un check di tutte le informazioni sensoriali nel nostro corpo.

Il nostro corpo è come un fiume: cambia costantemente

Il filosofo greco Eraclito affermava: non puoi bagnarti due volte nello stesso fiume perché l’acqua è sempre in movimento.

Tutti noi abbiamo la tendenza a vedere il nostro corpo come una statua, come qualcosa di statico: riteniamo che gli organi, una volta terminato il loro sviluppo embriologico, siano immutabili nella loro struttura. Ma non è così.

Anche il nostro corpo è come un fiume: il tessuto adiposo cambia completamente nell’arco di tre settimane, il rivestimento interno della mucosa dello stomaco si rinnova in cinque giorni, la pelle cambia ogni cinque settimane, il fegato ogni sei settimane, lo scheletro si rinnova completamente ogni tre mesi.

Dall’esterno sembra che nulla muti, nulla cambi: in realtà siamo come un edificio in cui vengono continuamente rimpiazzati i mattoni! Organi che sembrano sempre gli stessi sono invece in continuo divenire. In un anno il novantotto per cento del totale degli atomi che costituiscono il nostro corpo viene cambiato. E noi che facciamo mentre tutto ciò succede? Semplicemente nulla, presi dai nostri pensieri, dai nostri affanni, lasciamo che la nostra vita si dipani senza un attimo di contemplazione.

Sì, contemplazione, perchè quale meraviglia più grande può esserci nel restare affacciati al nostro balcone a osservare come questa Intelligenza del corpo esprime tutta la sua potenza.
Il dottor William Garner Sutherland, capostipite dell’osteopatia craniosacrale, chiamava questa intelligenza, “Intelligenza con la I maiuscola”. Sa molto di più di quanto noi potremmo programmare, è sempre presente anche quando noi siamo assenti, distratti, cioè per la maggior parte della nostra vita!

È stupefacente e profondamente commovente quanto il nostro respiro ci mantenga in vita, in ottima salute, in pace, in gioia se fatto in consapevolezza.
Pensando al respiro, quello che più comunemente e immediatamente viene in mente a tutti è quello toracico e, di conseguenza, il nostro diaframma. Se abbiamo ricevuto un trattamento osteopatico, perchè, forse siamo anche venuti in contatto, in ascolto, di quei ritmi vitali più lenti, più sottili presenti ancor prima del respiro diaframmatico.

Sì, quei ritmi lenti, di andata e ritorno, la cosiddetta Marea, espressione del Respiro della Vita attraverso il meccanismo craniosacrale che più avanti conosceremo grazie a questo libro.
Il Respiro della Vita, termine utilizzato da Sutherland nell’ambito del suo lavoro in biodinamica craniosacrale, questo Respiro nel respiro così intimamente legato alla cultura orientale, alla medicina ayurvedica, questo prana, Respiro della Vita, Forza Vitale che dà Vita, che porta vita nella vita e che è il motore, l’energia della vita stessa.

Per me è emozionante quando durante un trattamento posso sollecitare una consapevolezza più profonda del proprio stare, del proprio essere. Sarà proprio questa nuova consapevolezza che stimolerà colui che riceve, che in qualche modo si è “risvegliato”, a chiedere di proseguire il lavoro in quanto piacevolmente scopre che essere in salute non vuol dire semplicemente assenza di dolore, ma molto di più.
Invitare le persone a percepire il proprio allineamento, invitarle a essere nel qui e ora anche durante il trattamento, fa sì che naturalmente accettino il suggerimento di incontrare, conoscere lo yoga.

La forte similitudine tra l’osteopatia e lo yoga

Ritrovare nella pratica delle asana*, nell’attenzione al momento presente, al qui e ora, tutto ciò a cui durante un trattamento presto attenzione invitando il paziente stesso a porre l’attenzione, be’ è una vera gioia.

Praticando lo yoga, si è in contatto con la propria unicità, la propria frequenza specifica, la consapevolezza del Sè che Tutto conosce, anche la nostra salute. quale tecnica può essere più efficace di muovere il corpo in modo consapevole, respirare il prana e con esso controllare l’energia vitale?

Quale terapeuta può conoscere il percorso della salute meglio di quell’Intelligenza Profonda insita in ognuno di noi? Lo yoga ci permette di essere e restare in sintonia con questa Intelligenza. Non ci resta altro da fare che ascoltarla, recepirla con ogni senso e, perchè no, ringraziarla.

Come non prendere in considerazione anche in ambito sportivo l’importanza del qui e ora, per ciò che concerne la concentrazione nel gesto atletico, l’impor- tanza della flessibilità, dell’elasticità e dell’armonia nella contrazione-rilassamento dei muscoli nell’azione sportiva; come trascurare il ruolo così predominante che ha il respiro nella vita e ancor più nella riuscita dell’attività sportiva?

Tutti questi aspetti sopra citati appartengono alla disciplina dello yoga. Ecco quindi da dove nasce l’integrazione tra osteopatia, yoga e sport. Muoversi con consapevolezza, flessibilità, armonia e fluidità, ci permette di essere ciò che noi siamo: un organismo fluido messo in moto da milioni di anni di Intelligenza. Questa Intelligenza sovrintende al costante cambiamento che ha luogo in noi stessi.

* Asana: disciplina fisica, imparare a stare bene con il proprio corpo per ascoltarlo, conoscerlo e rispettarne le esigenze. Cura del corpo affinché questo possa accompagnarci nella meditazione. Imparare dal corpo la cui intelligenza è più saggia di quella della mente.

Brano tratto dal libro Osteopatia, Yoga e Sport. Il movimento nella vita, la vita nel movimento. Il libro sarà presentato sabato 14 settembre a Latina: Clicca qui per maggiori informazioni >>> http://www.scienzaeconoscenza.it/eventi/presentazione-libro-osteopatia-yoga-sport.php

Osteopatia Yoga Sport con CD Audio - Libro >> http://goo.gl/nGC2Lr 
Il Movimento nella vita, la vita nel movimento
di Giacinta Milita
Editore: Edizioni Mediterranee
Data pubblicazione: Giugno 2013
Formato: Libro + CD Audio - Pag 160 - 17 x 24
Note: 68 foto e ill.ni a colori e b/n

Un manuale frutto di più di 25 anni di professione dell’Autrice come fisioterapista prima ed osteopata poi.

La sua lunga esperienza a contatto dei pazienti, grazie anche al percorso di crescita personale attraverso varie discipline, tra cui lo yoga che pratica da 12 anni, l’hanno portata a riflettere su come si possa concretamente insegnare alla gente a diventare artefici della propria salute.

Ha perciò strutturato un percorso che indirizza le persone a praticare un movimento consapevole, ad ascoltare il proprio corpo e le sue modalità, frutto delle nostre posture ma anche delle nostre emozioni e dei nostri pensieri.

Il libro sottolinea la similitudine tra l’osteopatia e lo yoga nel concetto di salute, presenta la particolare filosofia osteopatica delle origini, conosciuta oggi come “Biodinamica Craniosacrale”, illustra 38 asana attraverso foto, tenendo presente la simbologia e i cardini di ogni posizione, e due tecniche di respirazione “pranayama”; insegna, inoltre, una particolare tecnica di meditazione sul respiro per vincere l’ansia, lo stress e sopportare i dolori.

Acquista il Libro >> http://goo.gl/nGC2Lr