venerdì 30 settembre 2022

A cosa serve la fisica quantistica?


A cosa serve la fisica quantistica nel quotidiano?

Scienza e Fisica Quantistica

>> https://bit.ly/3dY3sLK

Bizzarro, illogico, surreale: sono questi alcuni degli aggettivi utilizzati dai fisici per descrivere ciò che accade nella dimensione subatomica. Dimensione che non smette mai di stupire e sorprendere, anche perché i metodi utilizzati per studiare la materia macroscopica qui risultano inutili

Gioacchino Pagliaro - 29/09/2022

Si resta effettivamente stupiti quando ci si avvicina per la prima volta alle descrizioni della materia subatomica, poi, pian piano, nonostante il susseguirsi di shock, la mente si apre a una modalità profondamente differente da quella a cui siamo abituati. Ma vediamo alcuni di questi aspetti sorprendenti di cui i fisici sono protagonisti mentre osservano i processi subatomici.

Le caratteristiche della materia subatomica

Il primo aspetto consiste nel fatto che i cosiddetti costituenti solidi dell’atomo sono al loro interno spazi privi di materia. La solidità svanisce e questi spazi vuoti sono in realtà contraddistinti da frequenze e informazioni che costituiscono campi energetici e mentali appartenenti a un campo sovraordinato. Ciò ha implicato la deduzione che ogni forma materiale nella sua essenza sia costituita da campi energetici e da informazioni.

Il secondo aspetto sorprendente è che a livello subatomico la materia si presenta come un fenomeno temporaneo, nel senso che esiste in un certo momento e poi scompare. Per essere più precisi, come hanno dimostrato gli esperimenti, la materia esiste come tendenza, possibilità o probabilità, questo perché nei quanti non vi sono entità materiali assolute.

Il terzo aspetto riguarda la nuova descrizione della dimensione subatomica nel suo complesso. I campi energetici dotati di informazione e intelligenza sono descritti come un grande campo energetico unificato fatto di intrecci, connessioni e interazioni caratterizzato dalla non località, in cui tutto è interrelato interdipendente e indivisibile. È la Mente Universale, è ciò che il fisico Amit Goswami chiama il livello Mentale Sovraordinato in cui tutto, visibile e invisibile, è parte di esso. È l’origine, la fine e la rinascita di ogni entità e di ogni forma. È ciò che in questo articolo chiamerò Mente.

Il quarto aspetto riguarda un dato ancora più sorprendente, poiché si è scoperto che quando si osservano le particelle queste osservazioni, rilevazioni, misurazioni influiscono sul loro comportamento e addirittura lo modificano. Accade infatti che quando un osservatore, cercando un elettrone, porta l’attenzione su un punto qualunque del campo quantistico dell’energia, questo compare realmente lì dove lo sta cercando. E se distoglie lo sguardo, la materia subatomica scompare per tornare energia. L’osservazione a livello subatomico svolge un'azione creatrice ancora più potente di quella evidenziata dal paradigma della complessità applicato nello studio dei fenomeni biologici, psichici e sociali.

Tale paradigma sostiene che non può esistere un osservatore neutrale in grado di descrivere fenomeni oggettivamente dati, preesistenti all’osservazione, e che ogni teoria usata dall’osservatore contribuisce alla creazione di una percezione/rappresentazione del fenomeno attraverso i suoi presupposti e la sua autoreferenzialità. Ma se le teorie producono rappresentazioni che percepiamo come realtà oggettive nel mondo macroscopico, ciò che emerge dagli studi sulla dimensione subatomica è ancora più inaspettato, sconvolgente e al tempo stesso affascinante: la capacità creativa della mente di agire sugli eventi e di influenzare la materia (A. Goswami, 2013).

La mente può dominare la materia?

Questi aspetti, derivanti da importanti esperimenti di laboratorio, dimostrati attraverso formule matematiche e studi, portano a sostenere che sia possibile un dominio della mente sulla materia, infatti nella dimensione subatomica la mente esercita un effetto creando anche realtà materiali. La mente non solo interagisce con la dimensione particellare, può anche diventare temporaneamente materia, poiché la materia è solo una forma più densa dell’energia della mente

Ma tutto questo è ascrivibile solo al livello sub atomico? Pare proprio di no, visto che a livello molecolare e perfino cellulare ci sono numerosi esperimenti e diverse teorie che sostengono l’esistenza di comunicazioni e azioni non locali (Pagliaro, 2008).

E a livello umano cosa accade? La mente umana è in grado di svolgere un'azione creatrice nella realtà macroscopica? La risposta che stordisce piacevolmente pare orientarsi verso un sì.

L’uomo è costituito da energia, corpo e mente. Dove la mente non è solo la mente biografica, la coscienza e il corpo (che esistono nella dimensione spazio temporale), ma pure il livello mentale sovraordinato (che esiste al di fuori della dimensione spazio temporale) che, in quanto eterna ed infinita, li sostiene. Corpo, mente individuale ed energia sono l’espressione di diversi livelli di densità della mente sovraordinata. La materia, pur essendo energia espressa nella forma grossolana, è energia molto densa, ed è dotata di un campo energetico. Attraverso questi campi vibrazionali tutte le entità sono interrelate in un grande campo energetico, caratterizzato da frequenze, il quale scambia in continuazione informazioni tra l’interno e l’esterno e viceversa, tra il naturale e lo spirituale. Nell’organismo umano le cellule, attraverso l’energia/informazione e la mente di cui sono dotate e di cui è dotato l’intero organismo, trasmettono informazione all’interno del corpo attraverso una rete elettromagnetica e veicolano informazioni verso l’esterno e dall’esterno.

Un ruolo molto importante in queste comunicazioni è svolto dai sistemi di credenze, dalle convinzioni, dagli atteggiamenti mentali, dai pensieri e dalle emozioni che, attraverso i campi elettromagnetici di cui dispongono, influenzano le cellule e comunicano con loro. Siamo un network di informazioni interconnesso e interdipendente con il campo di energia/intelligenza/informazione sovraordinato della Mente.

LEGGI ALTRI ARTICOLI DI GIOACCHINO PAGLIARO:

www.macrolibrarsi.it/autori/_gioacchino-pagliaro.php?pn=1567


mercoledì 28 settembre 2022

La coscienza dell'acqua di Emoto


La coscienza dell'acqua di Masaru Emoto

Memoria dell'Acqua

>> https://bit.ly/3DTSRvP

Abitualmente pensiamo che ciò che ci circonda sia già qualcosa e che questo qualcosa esista senza la nostra intenzione. Di fatto invece dobbiamo cambiare questo nostro modo di pensare, perché persino un elettrone, come ha ammesso lo stesso premio Nobel Carlo Rubbia, ha una tendenza mentale. Dobbiamo quindi riconoscere che persino il mondo materiale che ci circonda, essendo costituito da particelle che vanno a comporre, per esempio, la struttura di una sedia, di un tavolo, di un muro, di un tappeto, di una stanza o di qualsiasi altra cosa che sia solida, non è nient’altro che uno dei possibili atti di coscienza.

Vittorio Marchi - 27/09/2022

Tratto da La Coscienza dell'Acqua (DVD), Macro Video.

La cosa più solida che possiamo dire a proposito di questa materia inconsistente è che essa assomiglia più a un PENSIERO (L.U.C.E., acronimo che sta per la unica cosa esistente) che ad ogni altra cosa. Tutto è coscienza, e da essa il Tutto emerge come da una grande Matrix - diceva Max Planck, padre della fisica quantistica, fin dal lontano 1944. E noi altro non facciamo che scegliere di volta in volta quale di questi atti del campo universale intelligente portare alla realtà.

Il fatto è che un oceano di onde di varia ampiezza e frequenza è alla base del nostro esistere. La stessa poltrona su cui sediamo è, infatti, costituita solo di onde, nient’altro che di onde di energia, formate da microparticelle quali, elettroni, bosoni, gluoni, fermioni, barioni, adroni, fotoni, quark, e altro, tutti elementi che si muovono ad una velocità vertiginosa, in una condizione dunque che permette a questo comodo sedile di mantenere la propria forma. Il fenomeno è spettacolare, certo, ma per le persone rimane di una particolare bizzarria perché sembra sfidare le regole e la logica della nostra mente razionale.

Tuttavia, è stato a partire da questo spettacolo che Masaru Emoto, nato in Giappone nel 1943, ha cominciato ad occuparsi fin dal 1984 delle sue ricerche approfondite sull’acqua, iniziando, a sua insaputa, da un presupposto: che gli atomi non sono oggetti, ma solo tendenze.

Partendo quindi da questo presupposto, il ricercatore giapponese, ha inventato un procedimento scientifico per dimostrare che l’acqua ha una memoria, che è influenzata da inquinamento, musica, parole, scritte e intenzioni. I cristalli dell’acqua influenzata assumerebbero, a suo dire, una forma armonicamente simmetrica o, al contrario, caotica e disordinata, conseguenza dell’energia a cui sono esposti, sia essa sotto forma di suono (voce, musica), parola scritta (etichetta applicata al contenitore) o di pensiero.

Per associazione d’idee, non possiamo a questo proposito, non ricordare quanto sulle proprietà dei cristalli ebbe a dire Katrina Raphael, fondatrice nel 1989 in New Mexico della Crystal Academy of Advanced Healing Arts. I cristalli hanno proprietà fenomenali. Non sono solo il risultato di una reazione chimica. Crescono, con funzioni molto simili all’essere umano, di cui mostrano di avere simili campi energetici di forma esagonale, con figure, geometrie e simmetrie, costruite da un’auto-intelligenza che lascia sbalorditi.

In più, i cristalli hanno un sesso, ovvero hanno una natura sia maschile che femminile. (cfr. L’Uno detto Dio, pag 77,79 – Macroedizioni, Vittorio Marchi). Insomma, il mondo che sembrava un mar morto di esistenza si rivela invece un mare vivente di particelle che strutturano la materia, anch’essa quindi una sostanza interamente e totalmente vivente, mentalmente viva.

Ed ecco allora che di colpo le regole del gioco, sperimentate in base alla classica visione meccanicistica dell’Inerte, concepite per ben quattro secoli in base ai modelli cartesiani e newtoniani, oggi non reggono più. E si assiste al crollo dell’Inorganico. A sostenerlo, insieme alle prove di laboratorio di Masaru Emoto, esiste una definizione da manuale di Marylin Schlitz, vicepresidente per la Ricerca e l’Educazione dell’Istituto di Scienze Noetiche, la quale afferma che l’intenzione, sotto forma di pensiero, è un piano premeditato volto a compiere un’azione che condurrà ad un esito desiderato. Ovvero, l’intenzione è una proiezione della consapevolezza con proposito di efficacia verso un oggetto o un esito.

Pertanto ora tocca a noi. La maggior parte delle persone non influenza la realtà in modo consistente, significativo, perché non crede di poterlo fare. Le persone in genere scrivono nella mente un’intenzione e poi la cancellano, poiché pensano: non è possibile, è un’idea assurda! A cosa porta tutto questo? A nulla, alla distruzione della possibilità. Tant’è che molti ricercatori si chiedono ancora oggi: possibile dunque che un individuo, con la propria osservazione, possa influenzare il mondo della realtà presente davanti ai propri occhi? Certo che sì, se quella realtà è viva!

Lo stesso Werner Karl Heisemberg, negli anni ‘30 del secolo appena trascorso, fu molto esplicito al riguardo: gli atomi non sono oggetti, ma solo tendenze. E anche John Wheeler, uno dei padri della bomba atomica, lo fu in modo ancora più eclatante, quando dichiarò che la Realtà del mondo non è altro che Un atto di Coscienza partecipata.

Aiutato allora dal biochimico Lee H. Lorenzen, Masaru Emoto ha avuto l’opportunità di rendersi ben presto conto di questa realtà, e l’ha applicata in modo specifico alla particolare struttura molecolare dell’acqua, quale elemento ideale, nel rispondere a sollecitazioni non fisiche, previa l’applicazione ad essa di un’azione mentale.

Le più piccole particelle scoperte recentemente dalla fisica si chiamano mnemini. Ciò spiegherebbe allora la particolare capacità dell’acqua di memorizzare le informazioni ricevute dall’ambiente.

Ma perché proprio l’acqua? Perché l’acqua è il più ricettivo dei quattro elementi base esistenti in natura: gli altri tre, come

è noto sono l’aria, il fuoco e la terra. Perché il nostro organismo è costituito per il 72% di acqua, un dato che non

bisognerebbe trascurare e che, guarda caso, coincide sorprendentemente con la percentuale di distribuzione dello stesso elemento nei mari, negli oceani e nelle acque circolanti del nostro pianeta.

È stato allora, in base a quest’osservazione che Masaru Emoto ha avuto l’idea di eseguire tutta una serie di esperimenti sulle varie fasi e forme di cristallizzazione di questo elemento, ottenendo come risultato forme geometriche, armoniche o dissociative, dipendenti di volta in volta dalla natura delle varie sollecitazioni psichiche ricevute per poi fotografarne la riuscita con un microscopio a campo oscuro.

Le conseguenze sarebbero strabilianti. Osservatore e Osservato interagiscono tra loro intelligentemente. Si capiscono. Anzi sono un tutt’UNO, così come il redattore di questa introduzione fece notare un giorno in un convegno di Bellaria al ricercatore giapponese, tra lo stupore dei presenti.

Ciò significherebbe che nel nostro partecipare al mondo in qualità di osservatori,

noi potremmo essere benissimo non solo creatori, ma anche influenzatori.

Questo perché ex duo Unus: creandosi il mondo si osserva e osservandosi si crea. E allora ci sarebbe da chiedersi: data la sperimentazione resa da Masaru Emoto su una Forza, il Pensiero, che produce tutto ciò che rappresenta una sua modificazione sull’acqua, immaginiamo cosa potrebbe fare il Pensiero se noi ne avessimo il controllo per agire su di noi.

Ebbene, se un giorno, riusciremo a rendercene conto, allora in quel giorno dovremo rendere merito anche a Masaru Emoto, per averci aiutato in questa impresa e per averci offerto la possibilità di cambiare la nostra Coscienza, di migliorarla e di renderla più felice e consapevole circa la realtà delle cose del Mondo. Cioè di quel Qualcosa che ha a che fare con l’Esistente come Matrix o Matrice di noi stessi.

Per cui è bene sapere che, se per caso, a noi dovesse accadere di chiederci se nella nostra vita ci sia qualcosa di più, quale sia lo scopo della nostra esistenza, perché siamo qui, dove stiamo andando, cosa succede quando moriamo, se insomma incominciamo a farci queste domande, ciò non significa che siamo in preda ad un esaurimento nervoso o a un attacco di incipiente demenza.

Significa invece, molto più semplicemente, che abbiamo incominciato a connetterci con noi stessi e che, in realtà, quello che stiamo facendo è che stiamo iniziando a superare una vecchia visione del mondo.

Ora, se gli esperimenti di Masaru Emoto hanno un valore, è possibile che mentre stiamo percorrendo la strada dell’Astratto, essi possano ricondurci sulla diritta via, a percorrere il sentiero del Reale. C’è solo da augurarci che così sia.

Tratto da La Coscienza dell'Acqua (DVD), Macro Video 2010:

 

Video Download - La Coscienza dell'Acqua — Digitale >> https://bit.ly/3DTSRvP

I cristalli d'acqua rivelano l'influenza dei pensieri sulla realtà fisica

Masaru Emoto

www.macrolibrarsi.it/ebooks/video-download-la-coscienza-dell-acqua.php?pn=1567


lunedì 26 settembre 2022

La grammatica dell'acqua


La grammatica dell'acqua e le nuove scoperte sull'Acqua Biologica

Memoria dell'Acqua

>> https://bit.ly/3BNOWhi

I campi elettromagnetici sono un pericolo per la nostra salute? L'omeopatia è solo acqua fresca o non conosciamo bene ancora i meccanismi attraverso i quali i medicamento omeopatico agisce? E ancora, l'acqua che compone il nostro corpo è un semplice solvente oppure è attraverso di essa che viaggiano le informazioni necessarie alla vita?

Marianna Gualazzi - 25/09/2022

Antonella De Ninno, ricercatrice dell'ENEA di Frascati, ci racconta con passione e rigore scientifico a che punto sono le conoscenze scientifiche sull'acqua biologica e come queste possono influire sulla nostra vita.

Che cosa conosciamo oggi dell'acqua?

La natura chimica dell’acqua è nota sin dalla fine del XVIII secolo, quando Antoine Lavoisier, prima di essere ghigliottinato da Marat, ne dimostrò la natura formata da Ossigeno e Idrogeno. Oggi sono noti con grande precisione la lunghezza dei legami O-H, l’angolo da essi formato, le energie di legame e tutti i parametri che consentono di descrivere con esattezza la molecola di H2O e le sue proprietà chimiche. Sono note anche tutte le anomalie dell’acqua, che si comporta spesso in maniera imprevedibile ed inspiegabile: ad esempio il fatto che il suo ordine interno cresca con la compressione, infatti il ghiaccio è più ordinato del liquido ed è meno denso, cosa che causa il galleggiamento dei ghiacciai; la sua temperatura di ebollizione è molto più alta di quanto sia prevedibile in base alle sue caratteristiche chimiche se confrontata con quella di altri composti simili. Potremmo continuare con un lunghissimo elenco di anomalie strutturali, dinamiche e termodinamiche che rendono l’acqua il fluido più misterioso e affascinante del nostro pianeta anche se, almeno in apparenza, il più studiato.

Che cosa invece non conosciamo o dobbiamo ancora capire bene?

Già nel 1892, Röngten, lo scopritore dei raggi X, suggerì che l’acqua fosse formata di una miscela di due fluidi con caratteristiche fisiche differenti. Bene inteso parliamo sempre di molecole di H2O che però si differenziano per il fatto di interagire le une con le altre in maniera organizzata oppure di fluttuare liberamente ed individualmente un po’ come avviene nel vapore. Questa ipotesi fu rigettata dalla comunità scientifica sulla base delle conoscenze della termodinamica, la scienza principe del periodo, per la quale molecole che obbediscono alle stesse leggi della termodinamica non possono appartenere a fasi diverse o mostrare comportamenti diversi. Si convenne così di considerare l’acqua come un aggregato di molecole che stanno insieme grazie a legami molto speciali, noti come legami a Idrogeno o H-bonds, che hanno la caratteristica di essere estremamente più deboli dei legami chimici che formano la singola molecola di H2O e sopravvivono per un tempo brevissimo legando due molecole di H2O per poi riformarsi coinvolgendo un'altra coppia di molecole. In questo modo si giustifica l’esistenza di raggruppamenti di molecole su scale macroscopiche, in altre parole, si giustificano la coesione dell’acqua liquida e l’esistenza del ghiaccio. L’avvento dei moderni calcolatori con la loro potenza di calcolo ha permesso di “simulare” il comportamento dell’acqua attraverso complicati modelli matematici, e alcuni dei parametri misurati sperimentalmente sono stati riprodotti dalle simulazioni al computer. Tuttavia le simulazioni restituiscono solo i valori compatibili con il modello che è stato usato per calcolarli e, naturalmente, il modello usato è stato finora un modello continuo dell’acqua, in cui il passaggio vapore-liquido-solido è spiegato unicamente sulla base del numero di connessioni che le molecole stabiliscono tra loro grazie agli H-bons. Purtroppo questo modello si è rivelato del tutto insufficiente a spiegare gran parte delle anomalie dell’acqua e soprattutto a spiegare il comportamento dell’acqua nei sistemi viventi, la cosiddetta “acqua biologica”.

Nell'intervista integrale la dottoressa De Ninno risponde anche a queste domande:

- Che cos'è l'acqua biologica e quali sono le sue caratteristiche specifiche?

- Le proprietà coerenti dell'acqua biologica svelano anche nuovi scenari sulla salute umana? Se sì quali? Penso alla pericolosità dei campi elettromagnetici per la nostra salute...

- Le proprietà chimico-fisiche dell'acqua biologica sono la base della prova scientifica dell'efficacia della medicina omeopatica e di altri tipi di medicina e trattamenti considerati non convenzionali? Ci sono studi al riguardo?

- Qual è il significato profondo dell'acqua? Che cosa essa ci può dire di nuovo anche sul mondo fisico?

Acquista Scienza e Conoscenza n. 47 - in formato EBOOK per leggere l'articolo integrale!

 

Scienza e Conoscenza - N. 47 - Rivista — Rivista >> https://bit.ly/3BNOWhi

Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza

www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-scienza-e-conoscenza-n-47.php?pn=1567