venerdì 17 gennaio 2014

Rame Colloidale: prezioso elemento naturale

Rame Colloidale: prezioso elemento naturale

Il Rame è un elemento naturale utile e indispensabile per la salute di tutti gli esseri viventi appartenenti al mondo animale e vegetale.

di Gino Riccardo Navarra - 15/01/2014



Rame Colloidale: prezioso elemento naturale

Gli  umani, le piante e gli animali, traggono beneficio dall’utilizzo e dall’assorbimento di questa preziosa sostanza. Il rame colloidale allo stato particellare è la forma maggiormente assorbibile dall’organismo ed è un rimedio utile per neutralizzare i radicali liberi che, qualora non fossero adeguatamente contrastati, potrebbero  creare o favorire danni cellulari oltre ad accelerare  il processo di invecchiamento fisico e mentale.

Il rame colloidale è un elemento utile per rafforzare le ossa, le unghie ed i capelli,  innalza, inoltre, il sistema immunitario ed esplica anche  una discreta azione antibatterica. Svolge un ruolo positivo importante sul sistema nervoso e sull’attività cerebrale.

Il rame è coinvolto nella sintesi dell’emoglobina dei globuli rossi e nel metabolismo del ferro, vanta pertanto proprietà antianemiche.
Il rame è un minerale importante per aiutare il corpo a produrre lisil-ossidasi, che è un enzima-reticolazione con collagene e l'elastina, una funzione che supporta pelle sana e tessuti. La giusta quantità nell’organismo di rame colloidale dona beneficio a tendini, legamenti e tessuto cardiaco. Il rame colloidale è un minerale fondamentale per contribuire a sostenere il sistema nervoso, in quanto aiuta nella mielinizzazione, il processo di costruzione di uno strato isolante intorno ai nervi. Altrettanto importante per il metabolismo del ferro (mantenendo la giusta quantità di ferro), il rame aiuta l’organismo nella  formazione dei globuli rossi, che è la chiave per sviluppare  la capacità del corpo a distribuire ossigeno.

Il rame è presente in diversi  nostri organi, come  nel cuore, nel pancreas, nel fegato, nei muscoli, nelle ossa, e nelle reni . Una buona e attenta alimentazione variegata assicura il corretto fabbisogno, tuttavia, pare che certe importanti utili funzioni, possano esistere solo alla presenza di  rame, sotto forma di particelle.

Il rame è un elemento naturale che aiuta nell’alleviare i disturbi dovuti all’artrite reumatoide e ai reumatismi ed in sinergia col magnesio e col manganese favorisce la formazione dell’elastina contrastando l’osteoporosi

Risulta curioso notare come negli  ultimi anni, diversi studi, hanno dimostrato che indossare un braccialetto di rame è efficace dal punto di vista clinico. Risultati consolidati  indicano che, indossare un braccialetto di rame consente di alleviare l’artrite reumatoide  e  i reumatismi. Una correlazione tra deficit di rame e artrite reumatoide deriva dall’industrializzazione che ha messo in circolazione nell’ambiente, sostanze inquinanti tra cui  cadmio, piombo che sono antagoniste del rame.  Assieme al Manganese e al Magnesio, il rame contribuisce all’ossidazione della vitamina C, collaborando con essa alla formazione dell’elastina, componente essenziale delle fibre elastiche di tutto il corpo. La carenza di elastina, dovuta alla carenza di rame, è responsabile  o concausa dell’osteoporosi e delle lesioni arteriose.

Il rame trova applicazione anche in omeopatia per contrastare numerosi disturbi quali convulsioni, crampi, esaurimento sia fisico sia mentale, disturbi del sistema nervoso, eccessivo stress o problemi del sonno. Il rame è utile per alleviare artrite, reumatismi e disturbi infiammatori, stabilizza ed equilibra il flusso sanguigno nel corpo favorendo la circolazione del circolo e del micro-circolo. Stimola i processi metabolici.

Utilizzo del rame colloidale
La concentrazione ideale per il rame colloidale, così come per l’argento, è 10 ppm (parti per milione)  e, a seconda delle problematiche che si vogliono contrastare, si utilizza in ragione di un dosaggio tra i 4 ed i 10 ml al giorno ripartendolo nell’arco della giornata il più possibile.

Importante utilizzare un rame colloidale puro in particelle ed evitare rame ad alta concentrazione di ioni. Il rame è un minerale molto importante per l’uomo  ed è un ottimo prodotto se utilizzato per uso topico,  ideale per linee sottili e rughe per la pelle.
Il rame colloidale è utile in caso di:

L'integrazione di Rame risulta particolarmente utile in caso di:

Anemia
Osteoporosi
Demineralizzazione ossea
Artrite
Ipercolesterolemia - Disturbi neurologici
Ridotta efficienza del sistema immunitario
Debolezza e perdita di capelli
Difficoltà delle ferite a rimarginare (cicatrizzazione)
Insonnia
Irritabilità

Per maggiori informazioni sul Rame Colloidale e sul suo utilizzo: CLICCA QUI: http://goo.gl/vIVebE

Sante Colloidal Copper - Rame colloidale
10 ppm
Sante Naturels



giovedì 16 gennaio 2014

Più Dai Più Hai

Più Dai Più Hai

Un approccio rivoluzionario al successo

di Adam Grant



Cambia le regole

Raggiungi il successo, nella vita e sul lavoro

Per molto tempo hai pensato al successo come una conseguenza di fattori individua­li: passione, lavoro duro, talento e fortuna. E, magari, ti sei nascosto dietro un alibi diffuso (e menzognero): non si può far carriera se non si è (almeno un po') «stronzi», e ai «buoni» è riservato - al massimo - un posto in paradiso ma non nelle classifiche dei più ricchi.

Eppure nel mondo di oggi, in rapida e drammatica evo­luzione, l'affermazione di sé dipende sempre più da come interagiamo con gli altri.

Lo dimostra Adam Grant, giovane e brillante docente alla Wharton School, in un libro illuminante e controintuitivo. L'autore traccia tre profili che corrispondono ad altrettanti stili di azione:

il giver (colui che antepone il dare al ricevere)
il matcher (colui che, nel rapporto dare-avere punta al pareggio)
il taker (colui che prende e basta)
Crediamo che i vincenti appartengano a queste ultime due tipologie?

A uno sguardo più attento è invece il giver a salire i gradini che conducono all'eccellenza,
mentre il taker è condannato ad affondare.

Più dai più hai ci co­stringe a ribaltare lo schema abituale, secondo cui prima bisogna arrivare all'affermazione e poi (casomai) concedere qualcosa agli altri. Il successo dell'«altruista» è unico e duraturo: non crea divisioni, conduce a un risultato pieno e senza compromessi, si riflette positivamente su chi sta attorno, si moltiplica anziché con­centrarsi su una persona sola.

Con una prosa avvincente e godibile, Grant presenta casi di giver attivi in diversi settori - consulenti, av­vocati, medici, ingegneri, venditori, scrittori, imprenditori, commercialisti, ma anche premi Nobel e capi di Stato -, evidenziando i tratti salienti del loro modo di agire, indicando nel­le reti di rapporti i punti di qualità che fanno la differenza e spiegando come possiamo tra­sformarli in una strategia consapevole.

Più dai più hai ha scalato le classifiche dei bestseller USA e ha ottenuto un consenso unanime fra psicologi, esperti di teoria aziendale e leader delle più grandi società: un libro che ridefi­nisce per sempre il paradigma del successo - professionale e non - e che offre a ciascuno nuove prospettive di cambiamento.


Dicono di questo libro

"Ricerche affascinanti, uno stile gradevole e tanto buon senso: Più dai più hai è un vero e proprio manifesto su come fare le cose importanti in maniera sostenibile."
David Allen, autore di Detto, fatto!

"Potrebbe essere il libro più importante di questo giovane secolo. Penetrante ed efficace, ha profonde implicazioni sul nostro modo di intendere la carriera, il rapporto con gli amici e i famigliari, su come alleviamo i figli e organizziamo le istituzioni."
Robert Sutton, autore de Il metodo antistronzi


Speciale: Più dai, più hai

Più dai più hai
è la legge del karma , dove ricevi ciò che offri.

E a sorpresa è anche la legge dei soldi:
del lavoro, degli affari e del business.

Questa è l'inaspettata scoperta di Adam Grant, docente universitario di Philadelphia, documentata nel libro “Più dai più hai”, pubblicato da Sperling&Kupfer.

La maggior parte delle persone ritiene che per essere individui di successo occorrano:

1. duro lavoro, sostenuto da una forte motivazione
2. la capacità, il talento
3. il famoso “colpo di fortuna” ossia la capacità di trovarsi al posto giusto nel momento giusto

E basta?

Fortuna a parte, tutti noi abbiamo qualcosa che desideriamo fortissimamente, per cui lavoriamo duramente, ma non sempre riusciamo ad ottenerla.
Perché?

Perché non teniamo in considerazione un quarto, importantissimo fattore:

4. il modo in cui ci poniamo nelle relazioni interpersonali

Spesso ci troviamo a dover fare delle scelte: dare in funzione di ciò che riceviamo? Spenderci senza pensare a ciò che avremo in cambio? O prendere e basta?

Adam Grant ha studiato come le persone di successo rispondono a queste domande, e le ha suddivise in 3 categorie:

i GIVER: coloro che danno senza pretendere niente in cambio, pensando più al beneficio collettivo che al loro beneficio personale
i MATCHER: coloro che puntano al pareggio del bilancio
i TAKER: coloro che puntano a prendere, dando le minor contropartite possibili

E inaspettatamente è emerso che mentre taker e matcher ottengono risultati intermedi, i giver sono quelli che emergono sopra gli altri, diventando vere e proprie persone di successo.

Infatti i giver non sono necessariamente gentili, né altruisti, anzi inseguono i loro obiettivi con la stessa passione e determinazione di matchers e taker. Semplicemente per progredire fanno leva sui valori umani come rispetto, lealtà ed empatia.

Il giver all'inizio ha bisogno di più tempo per crearsi attorno un clima di benevolenza e di fiducia, ma alla lunga il suo comportamento aperto e disponibile gli permette di creare attorno a sé una rete di sostenitori che lo appoggia, che lo spinge verso il traguardo, e con cui divide i meriti (il giver è generoso).

Molti di noi sono giver nelle loro relazioni interpersonali: con gli amici, con i parenti, ecc.
Ma quando ci troviamo al lavoro diventiamo tutti matchers o takers.

Anche coloro che sono consapevoli di essere giver tentano di nascondere tale tendenza: la paura di esser considerati deboli, ingenui, e pertanto di essere sfruttati è troppo forte.

Eppure dare agli altri è considerato uno dei principi più importanti, in tutte le culture del mondo.

Ogni uomo deve decidere se camminerà
nella luce dell'altruismo creativo o nel buio dell'egoismo distruttivo
Martin Luther King

E tu dove cammini?


Indice

1. Il bene ripaga
Dare più di quanto si riceve: rischi e vantaggi

2. Il pavone e il panda
Giver, taker e matcher: come si costruisce una rete di relazioni

3. Reazione a catena
Riconoscere i meriti degli altri o prenderli tutti per sé: dinamiche della collaborazione

4. Il diamante grezzo
Riconoscere il potenziale nascosto: fatti e fantasie

5. La forza della comunicazione debole
Come essere modesti e influenzare gli altri

6. L'arte di mantenere la motivazione
Perché alcuni giver si esauriscono mentre altri non mollano mai

7. Catalizzare il cambiamento
Come superare l'effetto «zerbino»

8. La redenzione di Scrooge
Perché una squadra di calcio, un'impronta digitale e un nome ci possono spingere nell'altra direzione

9. Uscire dall'ombra
Come agire in concreto


Adam Grant
Più Dai Più Hai - Libro >> http://goo.gl/Y31EC8
Un approccio rivoluzionario al successo
Editore: Sperling & Kupfer Editori
Data pubblicazione: Settembre 2013
Formato: Libro - Pag 385 - 14,5x22,5


martedì 14 gennaio 2014

Che cos'è la psicosomatica?

Che cos'è la psicosomatica?

L'influenza tra organi ed emozioni

di Fabio Sinibaldi - 13/01/2014



Che cos'è la psicosomatica?

Il rapporto tra mente e corpo rappresenta un tema affascinante sul quale l’uomo si è sempre interrogato. Io per primo non sono rimasto immune a questa attrazione e da anni mi ci dedico a livello di studio e di ricerca, esplorando i campi più diversi della scienza. Credo che il fascino che questa relazione esercita su molte, direi tutte, le persone risieda nel fatto che ognuno di noi, a modo proprio, l’ha sperimentata sulla propria pelle. Ci sono persone che sotto stress digeriscono male, altre a cui la rabbia crea acidità di stomaco, altre ancora che quando cambiano abitudini accusano il mal di testa o vedono trasformarsi il proprio corpo per la ritenzione di liquidi, la pelle secca o atro. Insomma, tutti noi siamo soggetti, in grado diverso, a processi in cui la mente e le emozioni influenzano il corpo. Quindi è comprensibile che ci incuriosisca.

In realtà tutti noi siamo anche soggetti a fenomeni in cui è il corpo a influenzare la mente e/o le emozioni, ma molto spesso non ne siamo consapevoli. Eppure già Ippocrate aveva ipotizzato un legame tra i fluidi corporei (sangue, bile e flegma) e l’umore e le capacità mentali di una persona. Sono poi arrivate la medicina cinese, l’omeopatia, la psicologia e tante altre discipline a fare chiarezza sul tema. Fino a qualche anno fa, tuttavia, tante di queste discipline hanno dato contribuiti enormi, eppure sembrava sempre mancare un tassello, un quadro unificante. Spesso si riscontravano alcuni punti in comune su cui tutte le discipline concordavano, creando le basi per le prime certezze in materia. In altri casi, invece, le letture che queste discipline portavano di uno specifico fenomeno erano diametralmente opposte.

Oggi, per nostra fortuna, si sono sviluppate aree di ricerca molto evolute, basate su scienze moderne come la PNEI, la Neurologia Funzionale e le Neuroscienze, in grado di avere chiavi di lettura integrate e strumenti di analisi molto accurati. Cosa ci dicono queste scienze? Una prima valutazione, secondo me straordinaria, riguarda il fatto che le intuizioni di discipline molto antiche come la Medicina Cinese Tradizionale e certi filoni dello Sciamanesimo sono state confermate al 90%. Ad esempio si è trovato un legame diretto tra i principali punti di agopuntura e i relativi organi correlati.

Ma queste scienze moderne hanno fatto anche di più. Grazie ad una serie di ricerche approfondite, a molte delle quali possiamo dire con orgoglio di aver partecipato attivamente, sono stati scoperti collegamenti a più livelli tra organi ed emozioni.

Un primo livello è di tipo embriologico, legato cioè alla condivisione dello stesso foglietto d’origine tra l’area del cervello che elabora una certa emozione e l’organo con il quale è collegato.

Un secondo livello riguarda il sistema nervoso in sviluppo nei primi mesi di vita di un bambino. Pensate che un neonato tra il 45° e il 170° giorno di vita sviluppa 250.000 neuroni al minuto. Si, al minuto, avete capito bene. In questo periodo avviene anche la migrazione dei neuroni al di fuori del cervello, che collega aree specifiche cerebrali con organi specifici.

Il terzo livello di lettura riguarda il sistema di connessione specifica neuro-vascolare e neuro-linfatico, che crea connessioni triangolari tra organi, sistema nervoso e circolatorio in un caso e tra organi, sistema nervoso e linfatico nell’altro.

Un quarto livello di collegamenti è mediato da neurotrasmettitori specifici che, ad esempio, vengono liberati dalla reazione di paura o di rabbia. Nel caso della paura, una volta liberati, questi neurotrasmettitori vanno a colpire non solo l‘attivazione dei muscoli per poter fuggire o scappare da un pericolo, ma stimolano anche in modo mirato il sistema digerente in modo da liberarsi dal peso del cibo (colpendo lo stomaco con acidi digestivi e stimolando l’intestino ad evacuare) che costituirebbe solo un impegno inutile alla sopravvivenza in quel momento. Esistono anche altri livelli di lettura, ma per il momento concentriamoci su questi.

Come qualcuno avrà già immaginato è possibile oggi creare una mappa dettagliata dei collegamenti tra specifiche emozioni e organi. Ad esempio, come sosteneva la cultura popolare, è stata dimostrata una connessione tra il fegato e la rabbia. Per l’esattezza si è riusciti a essere ancora più precisi: la rabbia repressa e il risentimento vanno a colpire il fegato, mentre la rabbia collegata al senso di impotenza e frustrazione è collegata alla cistifellea.

Provare occasionalmente paura, rabbia o altre emozioni non compromette direttamente la salute di un organo, ma se una certa emozione è presente spesso - pensate a quelle persone che vivono sotto stress continuato, con la paura costante di perdere il lavoro o un amore - la stimolazione degli organi non sarà più fisiologica, non ci saranno i normali tempi di recupero e con il tempo la costante acidità di stomaco potrà portare un’ulcera o il costante sovraccarico del fegato potrà farlo degenerare. Mi ricordo molto bene di una persona che aveva seguito uno dei nostri corsi, raccontava di avere i valori epatici come quelli di un alcolista anche se era stato sempre astemio! In questi casi è importante riconoscere il ruolo giocato dall’emozione e dai pensieri che la sostengono. Infatti una persona può aver paura di un esame pur essendo molto preparata ma, se la mente non riesce a valutare correttamente le proprie capacità, l’emozione di paura partirà ugualmente. Innanzitutto è fondamentale comprendere di che emozione si tratta e valutare correttamente il meccanismo specifico che la fa partire. A questo punto la situazione può essere già risolta, altrimenti è possibile agire anche sui altri livelli che sostengono certe emozioni anche se non sono più necessarie (ad esempio un eccesso di zuccheri bianchi amplifica le risposte di paura) o che mantengono un sintomo specifico (un eccesso di proteine animali può inibire il recupero da dermatiti da stress).

Come abbiamo accennato all’inizio è importante prestare attenzione anche al percorso inverso, cioè quello dal corpo alla mente e alle emozioni. È oggi ampiamente dimostrato come un intestino infiammato crei sensazioni di insofferenza e ansietà diffuse, che una respirazione bloccata dal diaframma contratto o dai polmoni in stato di sofferenza crei uno stato mentale di insoddisfazione e scarsa autostima.

Per chi fosse interessato ad approfondire questo argomento rimandiamo a prossimi articoli su Scienza e Conoscenza, a quelli sul sito dell’autore:
www.realwayoflife.com e ai seminari di approfondimento alcuni anche online e gratuiti.

Nitamo Federico Montecucco
Psicosomatica Olistica >> http://goo.gl/xZEh4H
La salute psicofisica come via di crescita personale dai blocchi psicosomatici all'unità dell'essere
Editore: Edizioni Mediterranee
Data pubblicazione: Novembre 2005
Formato: Libro + 4 Poster - Pag 359 - 17x24
Note: + 4 poster delle mappe psicosomatiche