giovedì 8 giugno 2017

I fondamenti della dieta alcalina




I fondamenti della dieta alcalina: perché è tanto importante?

Scritto da: Redazione Scienza e Conoscenza

Alimentazione e Salute



I fondamenti della dieta alcalina: perché è tanto importante?

Gli organi e i tessuti del corpo danno il meglio di sé quando si trovano in un ambiente più alcalino che acido. Il livello di acidità e alcalinità (o basicità) di un ambiente è misurato dal pH, con valori oscillanti tra 1 e 14, dove 1 indica il massimo dell’acidità, il 7 una situazione di neutralità e il 14 il massimo dell’alcalinità. L’acido contenuto nelle batterie è un esempio di acido forte, mentre la soda caustica (idrossido di sodio) è un esempio di base forte (ovvero una sostanza fortemente alcalina). L’acqua, in particolare quella distillata, è neutra. I sistemi biologici, come l’organismo umano, sono in equilibrio in un’area intermedia della scala, quando cioè hanno un pH compreso tra 4 e 9,5. Quasi tutti i sistemi, fatta eccezione per alcune parti dell’apparato digerente, operano al meglio in un ambiente lievemente alcalino. La saliva, per esempio, dovrebbe avere un pH compreso tra 6,5 e 7,5 e l’urina intorno al 7. (In qualunque farmacia si possono acquistare cartine indicatrici, come quelle tornasole, con cui eseguire una valutazione pratica).

La dieta occidentale tipo è costituita in grandissima parte da alimenti che nel processo di degradazione digestiva e metabolica fanno aumentare l’acidità dell’organismo.

Quelli che lasciano i più consistenti residui acidi sono:

la carne,
il pollame,
il formaggio e i latticini in genere,
i cibi fritti, tutti i tipi di zucchero,
i prodotti a base di farine raffinate (per esempio pasta e pane bianchi),
le bibite, il caffè, il tè, la birra, il vino, i superalcolici,
certi frutti e tutto il cibo spazzatura.
Alimenti alcalini sono invece:

gli ortaggi,
i succhi di verdura,
gli oli “buoni” come quelli di oliva e di cocco,
alcuni semi oleosi e quasi tutti i legumi.
Se la maggior parte del cibo che mangiamo viene trasformato dal metabolismo in ceneri alcaline, allora ci nutre, ci riempie di energia e rende più forte l’organismo. Per contro, se ci nutriamo soprattutto di alimenti che nel processo metabolico lasciano residui acidi, gli effetti che ne derivano sono l’intossicazione e il logorio degli organi e dei tessuti. Ci sono anche altri fattori che contribuiscono ad accrescere l’acidità, come gli inquinanti chimici e ambientali, i radicali liberi e i campi elettromagnetici, ma anche i pensieri negativi e le emozioni come paura, preoccupazione, rabbia e ansia.


I pericoli dell'eccesso di acidità

Se a causa delle nostre scelte di vita malsane le cellule, i tessuti e gli organi vengono alimentati da fluidi acidi, probabilmente si infiammeranno dando luogo a patologie quali obesità, cardiopatie e cancro. Il sangue è particolarmente sensibile alle variazioni di pH: deve mantenersi sempre leggermente alcalino, con valori oscillanti tra 7,35 e 7,45. È esattamente come per la temperatura corporea: se è troppo alta o troppo bassa possiamo morire, ma se si abbassa o si innalza lievemente stiamo semplicemente male. Analogamente, se il sangue è un po’ più acido o più basico ci sentiamo male, ma se il pH cambia molto rischiamo la vita.

Per ristabilire l’equilibrio del pH e ridurre l’acidità (ovvero lo squilibrio più frequente), l’organismo cerca di neutralizzare gli acidi in eccesso riversando nel flusso sanguigno dei tamponi alcalini. I principali minerali che provvedono a questa funzione sono l’ortofosfato di calcio e il carbonato di calcio che, se non sono assunti regolarmente con l’alimentazione, il sistema preleva direttamente dalle ossa. È questo uno dei motivi per cui tante donne, e talvolta gli uomini in età molto avanzata, soffrono di osteopenia o di osteoporosi. Se consumiamo troppi cibi acidificanti, lo scheletro diventa debole e poroso. Inoltre, se il nostro terreno è acido, soffriremo facilmente di artrite o dolori articolari, se non addirittura di usura delle cartilagini, come avviene nell’artrite cronica e nella coxartrosi. Organi e tessuti soffrono sia per l’infiammazione derivante dall’acidità sia per la carenza dei minerali necessari a neutralizzarla. Un organismo troppo acido è un organismo intossicato, dove prosperano microrganismi come batteri, virus, funghi e lieviti – ma anche cellule tumorali – che invece non riescono a svilupparsi in un ambiente moderatamente alcalino.

L’eccesso di acidità favorisce anche l’aumento di peso e ostacola il dimagrimento. Il corpo tende infatti a immagazzinare le scorie acide nelle cellule adipose e si affida al grasso per impedire che l’acidità danneggi altri distretti corporei. Non è raro che, quando una persona ritrova un corretto equilibrio acido-base, cominci anche a dimagrire quasi senza accorgersene.

Il modo ideale per mantenere un pH adeguato è bilanciare la dieta con il 50-75% di succhi e alimenti alcalini, acqua pura (meglio ancora se alcalina), esercizio fisico, emozioni e pensieri positivi. A quel punto potremo ancora goderci alcuni tra i nostri cibi preferiti, anche se acidificanti, purché non rappresentino più del 25-30% del totale di ciò che mangiamo.

Detox completo con succhi freschi - Libro
Liberati dalle tossine
John Calbom, Cherie Calbom

martedì 6 giugno 2017

Come imparare l'autodisciplina




Come imparare l'autodisciplina

Scritto da: Danilo Maruca

Neuroscienze e Cervello



Come imparare l'autodisciplina

Diversi esperimenti scientifici rivoluzionari sono stati i protagonisti di scoperte davvero interessanti sull'essere umano, e uno di questi, in particolare, è abbastanza "controverso".

Un Esperimento Scientifico Rivoluzionario: Libet e il Libero Arbitrio

Nel 1983, Benjiamin Libet condusse un esperimento per capire quanto tempo intercorre tra il compiere un’azione e il tempo che ci vuole per diventarne consapevoli.

Alcuni soggetti che guardavano un punto su un quadrante di un orologio dovevano muovere un dito o il polso quando volevano e durante l’esecuzione dell'esperimento la loro attività cerebrale veniva registrata ed esaminata tramite un elettroencefalogramma. Dopo aver compiuto il movimento, i soggetti dovevano indicare dove si trovava il punto sul quadrante dell'orologio.

Con grande sorpresa di Libet, da questo esperimento risultò molto chiaro che il cervello dei soggetti decise di compiere il movimento circa 550 millisecondi prima di compierlo realmente, mentre i soggetti ne diventano consapevoli solo 300 millisecondi dopo che l'azione era avvenuta.

Quindi esiste uno "scarto di tempo" tra quando si compie un’azione e quando se ne diventa consapevoli. Ne diventiamo consapevoli solo dopo averla compiuta, anche se per via di alcuni meccanismi mentali a noi sembra di diventarne coscienti nel momento stesso in cui agiamo.

I risultati di questo esperimento e di altri molto simili sono al centro della discussione all'interno della comunità scientifica.

Il Libero Arbitrio e l'Autodisciplina

Indipendentemente dal fatto che esista o meno il libero arbitrio, sicuramente c'è una lezione importante da imparare su come gestire le proprie emozioni e cambiare vita. Indipendentemente dalle conclusioni che si traggono, esiste un legame tra l'esperimento di Libet e l'autodisciplina.

L'essere umano vive di reazioni più o meno consapevoli agli eventi che gli accadono: se una persona ti insulta la tua reazione di sentirti offeso è immediata o quasi. Se una persona ti riempie di complimenti la tua reazione di sentirsi gratificato è istantanea. Se vuoi imparare a cambiare la tua vita e a gestire le tue emozioni allora devi imparare a prendere il controllo delle tue reazioni.

Per imparare a gestire efficacemente le proprie reazioni bisogna auto-disciplinarsi. Esiste un principio fondamentale per imparare a gestire sé stessi e le proprie emozioni. Consiste nel rimandare la reazione il più possibile. Quando ti assale la rabbia, la paura, la gelosia o le altre emozioni negative bisogna imparare a rimandare il più possibile la reazione. Se preso dall'emozione negativa, reagisco come ho sempre fatto rimarrò schiavo di quell'azione.

Se invece rimando il più possibile la reazione allora nel tempo imparo a gestirla e a non compierla. Devi rimandare la voglia di lamentarti, di gridare, di arrabbiarti e cercare di non reagire per evolvere.

Ci vuole la disciplina di un guerriero Spartano.

Disciplina con Affetto
Un clima incoraggiante dove regna più l'elogio che il rimprovero e dà a grandi e piccoli il piacere di vivere insieme
Jerry Wyckoff, Barbara C. Unell

Lo Yoga della Disciplina - Libro
Gurumayi Chidvilasananda


lunedì 5 giugno 2017

Il pensiero modifica il cervello




Il pensiero ha il potere di modificare e organizzare il cervello

il corpo e l’ambiente: ce ne parla l’oncologo Claudio Pagliara

Scritto da: Carmen Di Muro

Consapevolezza e Spiritualità



Il pensiero ha il potere di modificare e organizzare il cervello, il corpo e l’ambiente: ce ne parla l’oncologo Claudio Pagliara

Non di rado solo piccoli sforzi in più possono fare la differenza tra gioia e sofferenza, benessere e malessere, tra vita e morte. Piccoli passi che possono condurre a grandi risultati. La via della guarigione diventa quel sentiero dorato che brilla dentro ognuno di noi e che può essere battuto con fede e perseveranza, nel momento in cui riusciamo a lasciarci guidare dalla bellezza delle cose, guardandole da una prospettiva diversa. Solo così la malattia può trasmutarsi in strada maestra per comprendere cosa c’è da cambiare, decidendo di percorrere una nuova via. Ed è questo che con coraggio insegna il dottor Claudio Pagliara, noto oncologo, specialista in medicina olistica, nonché grande amico e maestro di vita. La nostra conoscenza è stata sancita dallo stesso obiettivo, che ci ha dato la possibilità di intraprendere un cammino comune di grande stima professionale e lavorativa, la cui meta è una luce che mira ad accendere la consapevolezza in ogni persona che si trova lungo il nostro percorso. I pazienti sono i più grandi maestri di vita, insegna Claudio. Quelle stesse persone che hanno in sé tutta la forza e gli strumenti necessari per godere appieno della salute e della gioia.

Tantissime patologie, oltre alle cause imputabili all’ambiente e alla genetica, si nutrono dell’incapacità di rendere straordinaria la nostra esistenza. Questo il presupposto di partenza che ha sempre motivato il suo lavoro di specialista, ma soprattutto la convinzione che non si può credere di curare con efficacia qualunque malattia, pensando solo all’organo ammalato, trascurando il vissuto del paziente e separandolo dal suo contesto sociale, ambientale e culturale. Cosi come esistono delle leggi che governano le energie del mondo esteriore, così, anche, esistono precise leggi che governano le potenti energie dell’universo mentale e corporeo.
La guarigione prevede lo sviluppo delle potenzialità del paziente, perché ogni vero cammino terapeutico è anche un percorso di crescita interiore. Ed oggi sono moltissime le evidenze che dimostrano la maggiore efficacia di questo tipo di approccio nel decorso di diverse patologie, compreso il cancro, in quanto in ciascun essere umano ci sono potenzialità enormi e misteriose che aspettano solo di essere conosciute e mobilizzate.

Ricerche scientifiche sempre più numerose e rigorose dimostrano come le nostre convinzioni creano la realtà in cui viviamo. Che ruolo ha la nostra mente nella prevenzione e nella cura del cancro?
La mia esperienza clinica e i dati della ricerca più avanzata dimostrano che il nostro cervello è il più efficiente produttore di farmaci e di veleni. Anche l’effetto placebo, l’effetto nocebo e la profezia che si auto-avvera, dimostrano lo stretto legame e l’interdipendenza fra la mente, il corpo e l’ambiente. Il pensiero ha il potere, dal sapore divino, di modificare e organizzare il cervello, il corpo e l’ambiente. È proprio vero: in principio era il Verbo, cioè il logos (il pensiero all’interno, la parola all’esterno). Il logos diventa materia e ha il potere di costruire e di distruggere. Le nostre convinzioni creano la nostra realtà. Da qui l’importanza notevole della nostra mente nella nascita e nell’evoluzione del cancro.


Cosa troverai nell'articolo?

Mal-attia o Ben-attia? Quale secondo te tra i due termini appare più adeguato?

Il grande dottor Umberto Veronesi sosteneva che “il cancro si vince con un informazione corretta”. Oggigiorno, sempre più spesso, vengono divulgate informazioni confuse che creano ansia e paura. Quali sono le verità scomode che ci vengono negate?

In questi ultimi anni diverse patologie stanno conoscendo una crescita esponenziale. Le cause sono di vario genere, ma un fattore prioritario è giocato dall’alimentazione. Può una dieta sana diventare garante del pieno metabolismo energetico della vita?
Quali sono le linee guida alimentari preventive da poter adottare nella vita di tutti i giorni per combattere l’insorgenza dei tumori?

La scienza medica è in costante evoluzione e si occupa sempre più di preservare la salute attraverso uno sguardo complessivo che investe l’essere umano nella sua interezza.  Da fervido esponente della medicina olistica, quanto essa si dimostra efficace nel favorire un percorso di guarigione?

Continua la lettura su Scienza e Conoscenza 60...

Scienza e Conoscenza - n. 60 >> https://goo.gl/QZeXCT
Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza
Autori Vari